Ecco OKC, la serie con i Blazers si accende, George: “Westbrook leader”

OKC-Thunder-tre-punti

Gli Oklahoma City Thunder sembrerebbero essere finalmente approdati ai Playoff. Dopo le prime due gare della serie contro i Portland Trail Blazers giocate in trasferta da dimenticare, ottengono la loro prima vittoria. Sul parquet amico infatti, la squadra di Russell Westbrook ha superato gli avversari per 108-120, accorciando le distanze nella serie sul 2-1.

Westbrook, che dopo due partite opache aveva promesso sarebbe migliorato, ha giocato da vero leader, come evidenziato anche da Paul George a fine partita. Il playmaker di OKC ha messo a segno grandi giocate per tutto l’incontro, senza sottrarsi dal caricare i compagni e se stesso su ogni azione andata a buon fine. Il numero 0 è stato anche efficiente, finalmente, con 33 punti, 11 assist, 11/22 dal campo e 4/6 da tre.

I Thunder, che avevano messo a segno 10 triple su 61 tentate nelle prime due gare, stanotte ne hanno segnate 15 su 29. Si tratta di un miglioramento fondamentale, complici le buone prestazioni al tiro di Jerami Grant (4 su 5 dall’arco) e Terrance Ferguson (3 su 4). Continua ad affannare invece Paul George, che segna 22 punti mettendo però solamente 3 tiri su 16 tentati ed affidandosi ai tanti tiri liberi, 14/17.

Finalmente OKC, Westbrook mantiene le promesse

Dopo gara 2 Russell Westbrook aveva definito la sua prestazione inaccettabile, come riportato da Royce Young, ed aveva promesso di migliorarsi.

Secondo Paul George, dopo questa prestazione, il suo playmaker ha mantenuto le promesse:

“E’ un uomo di parola. E’ arrivato, ci ha condotti da leader, l’abbiamo seguito e si è messo la squadra sulle spalle”

La prestazione del numero 0 non si è limitata al semplice gioco, ma per tutta la partita ha provato a provocare gli avversari e a caricare i suoi con urli ed esultanze vistose, di questo ha parlato il centro di Portland Enes Kanter, suo ex compagno:

“Lui è fatto così. Sarà sempre pronto ad urlare e strillare, a provare ad entrarti nella testa. Ma credo che Lillard e McCollum siano stati capaci di rimanere freddi”

Damian Lillard, che ha segnato comunque 32 punti, con un solido 1o/21 dal campo, ha dichiarato di non voler entrare nelle scaramucce iniziate da Westbrook:

“Mi ha provocato dopo un tiro segnato? Non l’ho nemmeno visto, ero concentrato sulla palla che doveva essere rimessa in gioco”

Mentre riguardo Danny Schroeder, che avrebbe mimato il gesto del polso che Lillard stesso usa per indicare il Dame Time in modo canzonatorio, verso fine partita, ha detto:

“Che dire, è solo divertente vedere abbia aspettato così tanto per farlo”

Lillard e compagni affondano i Thunder, gara 2 ai Blazers, McCollum: “Vivo per queste notti”

Blazers-Thunder.

Non si fermano i Portland Trail Blazers, vincono gara 2 contro gli Oklahoma City Thunder per 94-114 e si portano sul 2-0 nella serie. Un risultato che non in molti si aspettavano prima dell’inizio delle ostilità. La squadra dell’Oregon non era riuscita infatti a vincere nemmeno un partita del primo turno Playoff negli ultimi due anni.

Damian Lillard e CJ McCollum sembrerebbero aver compiuto finalmente il passo in avanti che gli mancava in Postseason. Entrambi stanno facendo molto bene sui due lati del campo. Lillard ha chiuso con 29 punti e 6 assist, conditi da 3 palle rubate e 2 stoppate, mentre il compagno di backcourt ha fatto registrare 33 punti. Entrambi tra l’altro con ottime percentuali, prendendo anche tiri molto difficili.

Nonostante tutti gli avessimo dato fiducia dopo gara 1, arranca ancora OKC. Paul George non sembra del tutto guarito, nonostante i 27 punti su 11/20 dal campo. Russell Westbrook, dalla sua, si fa chiudere troppo spesso quando è marcato da Lillard, un difensore, generalmente, non d’elitè, ma che nella serie sta facendo vedere ottime cose. Il playmaker dei Thunder ha chiuso con 5/20 dal campo e 6 palle perse.

Due facce della medaglia: Portland estatica, OKC ancora rimandata

Gli umori in casa Blazers sono alle stelle: contro i pronostici di molti hanno difeso al meglio il fattore casalingo della serie e ora sono diretti ad Oklahoma City in vantaggio di 2-0. Dovessero vincere anche gara 3 metterebbero un’ipoteca serissima sulla serie.

CJ McCollum ha commentato così l’incontro:

“Adoro queste partite, vivo per queste notti. Bisogna giocare così, in modo fisico, come se fossi al campetto o con i tuoi fratelli. Come se fossi davvero a casa tua. Bisogna volerle davvero certe partite, e noi l’abbiamo voluta. (…) Fisicamente sto bene, tornando da un infortunio è importante ritrovare il ritmo, e io lo sto ritrovando”

Dall’altro lato del campo, Westbrook non può dirsi ugualmente entusiasta dopo le deludenti prestazioni delle prime due gare. Come riportato da Royce Young, penna di ESPN, il numero 0 ha parlato così:

“Serve giocare meglio, a partire da me. Il modo in cui ho giocato stanotte è inaccettabile, mi prendo tutta la responsabilità della sconfitta. Ma sicuramente farò meglio, per cui non sono preoccupato. Il mio compito è assicurarmi di continuare a uscire sul campo come leader e fornire una chance ai nostri di vincere”

Sempre Royce Young, riporta che Lillard ha messo a segno 9 triple in due gare, mentre l’intera squadra dei Thunder solo 10. Complice anche l’ottima difesa che il playmaker dei Blazers sta portando su Westbrook. A riguardo ha dichiarato:

“Non avevo scelta se non impegnarmi al massimo in questo. La loro squadra arriva solo dove arrivano lui (Westbrook, ndr) e George”

La sfida di Damian Lillard: “Sopporto l’idea di sbagliare, per questo segno, Davis? Venga da noi”

Westbrook-Lillard-contro

Solo considerando la possibilità di sbagliare si possono segnare tiri del genere” Parole, musica e motivazioni di Damian Lillard, alla vigilia di gara 2 e sole 48 ore dopo aver segnato 4 (quattro) tiri da tre punti sulla testa degli Oklahoma City Thunder da distanza superiore agli 8 metri.

Una partita tesissima, gara 1. I Blazers si sono scontrati con la difesa più arcigna della lega (Pat Beverley escluso), e con la seria possibilità di perdere la prima partita della serie in casa dopo la tripla del -1 di Paul George, a chiudere una rimonta durata per gli interi quarti centrali da parte di OKC.

Una sconfitta che avrebbe significato le porte del baratro per i Blazers. Presa per mano dai due leader dalla squadra, Lillard e C.J. “I’m trying Jennifer” McCollum, e da un Enes Kanter convincente sui due lati del campo, Portland ha scacciato per una sera la tensione che blocca le gambe ed aumenta il peso del pallone tra le mani.

Il canestro di Lillard da 8 metri abbondanti, segnato immediatamente dopo la tripla pesantissima di George definisce in opere ciò che la frase d’attacco del presente articolo spiega: una personalissima declinazione del “I can accept failure, I cannot accept not trying to” di Jordaniana memoria.

Dico sempre che mi ritengo in grado di sopportare l’idea di sbagliare” Così Lillard “Tiri per vincere, tiri pesanti che possono entrare o uscire: so che posso sopportare il peso di un errore, posso sopportare il peso di una sconfitta“.

Un atteggiamento da leader riconosciuto da coach Terry Stotts, con cui Lillard vive da anni una sorta di simbiosi tecnica: “Credo che Damian sia il miglior leader tra le star di questa lega. (Nella NBA, ndr) ci sono tanti leader, ma in pochi come lui riescono ad essere continuativamente la star e la guida della sua squadra in campo, nello spogliatoio e nella comunità. Lui ci riesce“.

Come raccontato da Royce Young di ESPN, Neil Olshey – attuale President of Basketball Operations dei Blazers ed all’epoca proveniente dai Los Angeles Clippers – ricorda di aver percepito nell’estate del 2012 nel giovane Damian Lillard carisma e qualità tecniche paragonabili a quelli di Chauncey Billups, e di aver pertanto preferito il prodotto di Weber State a prospetti estremamente interessanti come Harrison Barnes da North Carolina e Terrence Ross da Washington.

Le dichiarazioni di Lillard rilasciate lo scorso febbraio a Chris Haynes di Yahoo Sports (“Perché dovrei chiedere una trade? Quali squadre mi darebbero una garanzia maggiore di successo rispetto ai Blazers?”) hanno fatto della star di Portland una sorta di “mosca bianca” tra i giocatori d’elite NBA, in un’era di “super-team” – reali o vagheggiati che siano – e dibattiti fumosi su GOAT e pretendenti al trono.

Un atteggiamento – nelle parole di Lillard – “anticonformista” e sicuro di sé, anche senza gli eccessi di posa che il termine spesso comporta. Ed un modo di intendere fama, fortuna e pressioni mediatiche non dissimile da quello del pariruolo pluri-titolato Steph Curry, la cui capacità di placida ma saldissima presa su uno spogliatoio infarcito di star rimane uno dei pregi indiscussi.

Non era certo mia intenzione fare la figura di quello a cui non interessa vincere. Tanta gente tende a… conformarsi al trend, io dico che non ho bisogno di andare a caccia di qualcosa che non ho, non avverto tale pressione (…) ci ricordiamo del Gary Payton (nativo di Oakland come Lillard, ndr) campione dalla panchina con i Miami Heat, o ci ricordiamo del Gary Payton All-Star e stella NBA a Seattle? Quegli Heat erano la squadra di Wade e Shaquille O’Neal, non quella di Payton

Ciò a cui do grande importanza sono le persone con cui lavoro ogni giorno” Prosegue Lillard “Compagni, allenatori e dirigenti. Valuto il loro impatto sul mio lavoro e l’impatto del mio lavoro su di loro. Lavoriamo assieme ad un obiettivo comune, che è la vittoria di un titolo. Se non arriverà? Ci sono altre cose che contano“.

La sfida di Damian Lillard? Che con la sua presenza, con la forza di una cultura di pallacanestro e di un ambiente positivo, Portland possa diventare una meta ambita e replicare quanto fatto da Oklahoma City Thunder con Paul George e quanto tentato dai Toronto Raptors con Kawhi Leonard: “Penso a quei giocatori che potrebbero davvero portarci ad un altro livello. Anthony Davis, ad esempio: abbiamo una cultura vincente, vinciamo tante partite e non ci sono egoismi tra di noi, c’è un ambiente positivo. Credo che in uno scenario del genere, e nella situazione in cui si trova oggi, per un giocatore come Davis Portland possa essere la soluzione migliore. Anzi, perfetta“.

Ai Blazers il primo colpo, Thunder KO, Lillard: “Enes Kanter MVP di serata”

Un Enes Kanter dominante sotto i tabelloni e le triple da distanza siderale di Damian Lillard sigillano in gara 1 la vittoria per i Portland Trail Blazers su degli Oklahoma City Thunder imprecisissimi al tiro.

I Blazers spezzano una serie negativa di 8 sconfitte consecutive ai playoffs e “mettono segno il primo colpo“, come dichiarato da Lillard nel post partita.

Sono 18.1 i punti di media a partita di Enes Kanter dal giorno dell’infortunio di Jusuf Nurkic. Kanter viene attaccato sistematicamente sul pick and roll ad inizio gara da Russell Westbrook e Steven Adams, ma il turco regge l’urto ed in attacco si dimostra troppo mobile per Adams, che lo soffre a rimbalzo d’attacco.

I Blazers segnano 7 tiri da tre punti nel primo quarto ed indirizza la partita, i Thunder attendono che Paul George possa entrare in partita e si affidano a Russell Westbrook ed alla loro difesa per rimanere a contatto. Dopo un primo periodo ad alto ritmo le due squadre rallentano, Portland perde 10 palloni nel solo primo tempo e OKC va al riposo sotto di sole sei lunghezze (56-48). Paul George non trova mai il canestro (3 su 15 nel primo tempo), Dennis Schroeder dà energia alla panchina nonostante le brutte percentuali di tiro e Westbrook “flirta” già con la tripla doppia.

George, ancora limitato dai problemi alla spalla, cerca di trovare un minimo di ritmo nel terzo quarto, attaccando il ferro e guadagnandosi dei preziosi tiri liberi. I Blazers accusano la pressione delle sconfitte passate e dello 0-4 subito lo scorso aprile e vengono presi per mano da C.J. McCollum (24 punti a fine gara), mentre Nerlens Noel si dimostra troppo fisico per Zach Collins, preferito a Meyers Leonard per dare minuti di riposo a Kanter.

I Thunder provano ad azzannare la partita con Paul George, che a fine terzo quarto segna la tripla del -1 OKC (93-92), ponendo fine ad un lungo inseguimento. Damian Lillard sente il momento, e nell’azione successiva manda a bersaglio un tiro da tre punti da ben oltre 8 metri (saranno 5 le triple a fine gara per Lillard).

Il quarto periodo è terreno di conquista per Enes Kanter, che dopo il giro in panchina rientra assieme al rivale diretto Steven Adams. OKC lo attacca di nuovo sul pick and roll, ma il turco è bravo a presidiare l’area senza commettere troppi falli, ed a rimbalzo in attacco si dimostra problema insolubile per coach Billy Donovan.

Il turco chiude la sua gara con 20 punti e 18 rimbalzi (career high nei playoffs), OKC non segna mai da dietro l’arco (5 su 33 a fine a gara, 0 su 7 per Schroeder, 4 su 15 per George) e Portland è precisa dalla lunetta e tiene gli ospiti a distanza di sicurezza sino al 104-99 finale.

Blazers Thunder, Damian Lillard: “Kanter MVP di serata”

30 punti e 5 su 11 al tiro pesante per Damian Lillard, autore di due triple da distanza proibitiva in due momenti chiave del match tra terzo e quarto quarto.

Ora siamo tornati a vincere, ci siamo tolti il peso e possiamo concentrarci sul reso della serie. sapevamo sarebbe stata una battaglia, anche sopra di 17 punti nel primo quarto sapevo che non avremmo dovuto abbassare la guardia ma rimanere solidi e ribattere colpo su colpo

Enes Kanter?” Prosegue Lillard “Giocare contro una ex squadra dà delle motivazioni extra, vuoi vincere. Abbiamo subito percepito che (Kanter, ndr) si sarebbe fatto trovare pronto, ed è stato l’MVP di serata, senza dubbio. Nel quarto periodo ci ha garantito degli extra possessi importantissimi“.

Per gli Oklahoma City Thunder una serata da incubo al tiro da fuori, le difficoltà fisiche di un Paul George costretto a saltare gli ultimi quattro giorni di allenamenti ed “arrugginito”, ma anche la consapevolezza di potersi affidare alla propria difesa, l’arma migliore a disposizione di coach Donovan.

Russell Westbrook chiude la sua partita con una tripla doppia da 24 punti, 10 rimbalzi e 10 assist (la nona in carriera ai playoffs), Nerlens Noel ha un buon impatto sulla gara (8 punti e 6 rimbalzi) nonostante i pochi minuti concessi da Donovan (appena 12).

Trail Blazers pronti per i playoffs, Lillard “Ora siamo più forti”

I Portland Trail Blazers sono una delle migliori squadre NBA. Con Damian Lillard a guidare lo spettacolo, Portland ha centrato l’obbiettivo terzo posto nella competitiva Western Conference, dimostrando di essere più di un semplice ostacolo per qualsiasi squadra in vista dei playoffs.

Le parole di Lillard: “Non temiamo nulla”

la gente vuole darci una scusa. Noi non la vogliamo”

Possiamo solo immaginare quanti forti sarebbero stati i Blazers in ottica playoffs senza la frattura alla gamba riportata nel mese di marzo da Jusuf Nurkic. Un infortunio che potrebbe rendere la corsa playoffs certamente più complessa per i Blazers.

Portland trova così conforto nelle parole di Lillard. Parole che esprimono sicurezza per il potenziale della squadra in vista degli imminenti playoffs.

il peggio è già passato. Abbiamo superato la parte più dura fatta di momenti di confusione e sconfitte. Ora non dobbiamo temere più nulla.  Entrare ai playoffs in punta di piedi, timorosi di ripetere l’esperienza dello scorso anno, è l’errore che dobbiamo evitare. Non so come spiegarlo…siamo molto più sicuri sotto questo aspetto puramente mentale”

Quanto ha influito l’infortunio di Nurkic sul rendimento dei Blazers?

Le statistiche pre-infortunio di Nurkic registravano: 15.6 punti, 10.4 rimbalzi e 3.2 assist. Nurkic rappresentava per i Blazers il prototipo perfetto di giocatore da affiancare al duo Lillard-McCollum, la sintesi perfetta fra attacco e difesa. 

L’assenza di Nurkic è stata in parte coperta dalle ottime prestazioni di Enes Kanter. Grazie ai 13.1 punti, 8.6 rimbalzi e 1.4 assist del centro turco, Portland ha continuato a macinare vittorie.

Dopo il record positivo di 53-29 nella regular season, i Portland Trail Blazers si confermano un avversario ostico per chiunque. Nonostante il grave infortunio di Nurkic, Portland ha continuato a rappresentare una minaccia costante ad Ovest.

In vista dei playoffs, Portland è certa di poter contare su “Dame Dolla, autentico leader di una squadra che in passato ha mostrato limiti notevoli, soprattutto in momenti chiave come i playoffs.

Damian Lillard: “Flopping? Con questi arbitri bisogna pur arrangiarsi…”

Dame Lillard-Scontro-Rissa-Westbrook-Lillard

La star dei Portland Trail Blazers Damian Lillard riceve un “flop warning” dalla NBA, dopo un tentativo di simulazione durante la partita tra in suoi Blazers ed i Denver Nuggets nella serata domenica.

Con circa 4 minuti da giocare sul cronometro della gara ed i Trail Blazers sotto di 7 lunghezze (105-98), Lillard riceve uno scarico dal rientrante C.J. McCollum e si alza dall’angolo destro per un tiro da tre punti. Mason Plumlee sprinta per contestare il tiro dell’ex compagno di squadra, che cade a terra dopo un leggero contatto, accentuando la caduta in maniera piuttosto vistosa.

A fine gara la NBA ha comunicato a Lillard la violazione, che se reiterata costerà alla star dei Blazers una multa dai 5mila dollari in su per ogni violazione successiva.

Non si è fatta attendere la replica, via Twitter, di Damian Lillard, che ri-postando il video della giocata incriminata ha contestato il metro arbitrale della partita, “giustificando” così la sua azione: “Quando gli arbitri non fischiano mai niente, bisogna farli fischiare… in ogni caso c’era contatto“.

Lillard ammette la simulazione, richiamando un volta di più però l’attenzione di lega ed arbitri verso la pericolosa tendenza dei difensori di “piantarsi” sotto al giocatore elevatosi per il tiro, con il rischio che quest’ultimo – ricadendo sui piedi dell’avversario – possa infortunarsi.

I Nuggets battono i Blazers e vincono la Division, Malone: “Gran traguardo”

Nuggets-Spurs

Nella notte di Denver si è consumato uno scontro diretto su due fronti. I padroni di casa dei Nuggets hanno battuto i Portland Trail Blazers per 110-119, assicurandosi così la vittoria nella Divisione del Northwest. La partita era anche valevole per l’assegnazione dei primi posti ai Playoff, con la franchigia del Colorado che si è anche assicurata il vantaggio casalingo per il primo turno.

La partita è stata combattuta, con continui cambi alla testa dell’incontro. All’inizio del quarto periodo Portland era avanti di 3, ma un parziale di 18-6 per Denver, guidato da 7 punti di Nikola Jokic, ha dato ai Nuggets il vantaggio decisivo.

Vittoria suggellata a 1:12 dalla fine, con una tripla di Torrey Craig, che ha portato i suoi sul 107-114.

Nelle fila di Coach Mike Malone, molto bene Paul Millsap, con 25 punti su 9/12 al tiro, e il solito Nikola Jokic, con una tripla doppia sfiorata da 22-13-9. Dalla panchina molta energia e canestri “clutch” forniti da Torrey Craig, che ha chiuso con 18 punti e il tiro da 3 decisivo.

Denver, prima Division vinta dopo 6 anni!

“E’ un grandissimo traguardo per noi. Ma non ci vogliamo accontentare, ci mancano ancora 3 partite e poi i Playoff”

Così Mike Malone, candidato al premio di Coach of the Year, commenta la vittoria dei suoi Nuggets. Denver non vinceva il titolo di Division dal lontano 2012-2013. Inoltre, ora gli basterebbe vincere due delle tre partite ancora da giocare per assicurarsi la seconda posizione ad Ovest.

“Nell’ultimo quarto abbiamo giocato duro, sotto il ferro difensivo e andando a canestro. Tutti sanno quanto bene facciamo in casa, davanti a questi fan, e quanta energia ci diano. Sarà bellissimo andare ai Playoff e farlo con il vantaggio del campo di casa!”

Queste invece le parole di una delle stelle della squadra, Jamal Murray.

Coach Mike Malone ha poi parlato alla squadra negli spogliatoi:

“Grande risultato ragazzi, ma ora non fermiamoci e guardiamo ai Playoff. Abbiamo la divisione più tosta della NBA, con 4 franchigie che andranno ai Playoff. (Denver Nuggets, Portland Trail Blazers, Utah Jazz e OKC Thunder, ndr). Noi siamo qualcosa come 12-2 contro queste squadre, continuiamo così!”

Se i Nuggets riusciranno a confermare il secondo posto incontreranno al primo round una tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs. Due incontri non scontati, in cui il vantaggio del campo casalingo potrebbe essere fondamentale per questa squadra, che vuole continuare a stupire anche in Postseason.

Blazers, Evan Turner come Clyde Drexler e vittoria n.50, McCollum: “Pronto per i playoffs”

La seconda tripla doppia consecutiva di Evan Turner spedisce i Portland Trail Blazers a quota 50 vittorie stagionali, non succedeva dalla stagione 2014\15.

Al Moda Center di Portland, Oregon, i padroni di casa si impongono per 116-89 sui Memphis Grizzlies. Per Turner una prova da 13 punti, 12 rimbalzi e 11 assist in 28 minuti d’impiego.

Enes Kanter e Damian Lillard aggiungono due doppie doppie da – rispettivamente – 21 punti e 15 rimbalzi e 20 punti e 10 assist, ed i Blazers risolvono la partita nella secondo tempo, dopo una prima metà equilibrata.

Non ho mai visto una cosa del genere” Così Damian Lillard sulla difesa a zona schierata da coach J.B. Bickerstaff nel primo tempo “Non è una cosa comune vedere così tanta zona in una partita NBA, non mi era mai capitato prima“.

Gli uomini di coach Terry Stotts limitano i Grizzlies a soli 10 punti segnati nel terzo quarto (24-10), e controllano la partita nel quarto periodo.

Una gara da ricordare per Evan Turner, ex seconda scelta assoluta dei Philadelphia 76ers nel 2010 e poi passato da Indiana Pacers e Boston Celtics prima di trovare casa in Oregon. Turner è diventato il secondo giocatore di Portland dai tempi del grande Clyde Drexler ha mettere a referto due triple doppie consecutive (Drexler riuscì nell’impresa nel 1989): “Sono contento soprattutto per le 50 vittorie della squadra, una cosa che in carriera non mi era mai riuscita prima“.

In una stagione caratterizzata da alcuni problemi fisici, Evan Turner ha sinora viaggiato a 6.6 punti, 4.4 rimbalzi e 3.8 assist a partita in poco più di 22 minuti di utilizzo. Dopo la vittoria casalinga di mercoledì, i Trail Blazers (50-28) occupano la quarta posizione solitaria nella Western Conference, a sola mezza partita di distanza dagli Houston Rockets (51-28).

Trail Blazers, C.J. McCollum torna ad allenarsi: “In campo per i playoffs”

Le buone notizie proseguono in casa Trail Blazers: la star C.J. McCollum, ai box dallo scorso 17 marzo a causa di uno stiramento muscolare, è tornato ad allenarsi con i suoi compagni. Per McCollum si avvicina dunque il ritorno in campo, come riportato da Casey Oldahl di NBA.com:

Sono in grado di fare quasi tutto quello che facevo prima dell’infortunio, in campo. Ora sto lavorando sulla forza e sul tono muscolare in sala pesi, faccio esercizi di allungamento salti, lavoro sui movimenti.. sto tornando rapidamente in forma, sarò pronto tra poco (…) si tratta di veder come il mio fisico reagirà nei prossimi giorni, siamo comunque in linea con la tabella di marcia

E’ possibile che i Portland Trail Blazers decidano di non schierare McCollum per le ultime quattro partite di regular season. Il prodotto di Lehigh viaggerà comunque con la squadra per la trasferta di Denver, Colorado, di venerdì.

La 50esima vittoria stagionale si rivela una buona notizia anche per lo sfortunato Jusuf Nurkic, che beneficerà del bonus da 1.25 milioni di dollari previsto dal suo contratto al raggiungimento della vittoria numero 50 in stagione, e per aver disputato almeno 70 partite (72 le gare giocate dal lungo bosniaco).

I Blazers domano i Bulls e l’emozione, Kanter: “Per Nurkic”, Lillard: “Abbiamo sistema di gioco affidabile”

Enes Kanter-Portland-Trail-Blazers

La partita avrebbe potuto presentare delle insidie, non tanto per l’avversario – dei Chicago Bulls “contati in piedi” come un pugile suonato, senza Lauri Markkanen e demotivati – quanto per l’impatto emotivo del bruttissimo infortunio occorso a Jusuf Nurkic.

Ma i Portland Trail Blazers (47-27) non hanno permesso che le emozioni avessero la meglio sul campo. Vittoria facile allo United Center di Chicago per Damian Lillard e compagni, in una partita mai in discussione e chiusa sul 118-98, e con tutti i giocatori dei Blazers a segnare almeno un punto.

Il posto in quintetto di Nurkic viene preso da Enes Kanter, che in 21 minuti di gioco segna 13 punti e raccoglie 6 rimbalzi. Cattiva serata di tiro per Lillard, ma Seth Curry e Rodney Hood dalla panchina sopperiscono (35 punti in due, 6 su 11 da dietro l’arco).

lo sfortunato lungo bosniaco dei Blazers si trova a Portland, Oregon, dove nella giornata di mercoledì i medici hanno ridotto la frattura a tibia e perone rimediata nei minuti finali della sfida contro i Brooklyn Nets.

I suoi compagni hanno fatto in modo di portare Jusuf Nurkic con loro comunque a Chicago, nel consueto huddle pre-partita:

Prima della gara abbiamo parlato con lui su FaceTime, e questo ci ha dato la giusta energia, vedere la sua faccia, il suo sorriso, e poi nell’huddle recitare ‘1-2-3 Nurk’. Ci ha dato energia positiva, ha significato molto per noi

– Enes Kanter –

Senza Nurkic, e senza la star C.J. McCollum che si riunirà ai compagni al temine del giro di trasferte la settimana prossima, è il “feldmaresciallo” Damian Lillard la guida indiscussa della squadra: “Ai Bulls mancavano tanti giocatori, Hood e Curry stavano segnando, Layman, Moe (Harkless, ndr) hanno sfruttato il loro vantaggio fisico sugli avversari… una partita semplice, l’abbiamo chiusa in fretta (…) Gli infortuni? Abbiamo uno stile di gioco in grado di sopperirvi, sostenibile. Non abbiamo bisogno di sforzi sovrumani da parte di questo o quel giocatore, il nostro è uno stile che può durare (…) difendiamo ed in attacco siamo tutti coinvolti, blocchi, il passaggio in più, ritmo… un sistema su cui possiamo contare“.

Blazers, terribile infortunio per Jusuf Nurkic, frattura di tibia e perone

Portland Trail Blazers, terribile infortunio per Jusuf Nurkic. Il Lungo bosniaco ha riportato una frattura della gamba sinistra durante il secondo tempo supplementare della sfida casalinga tra i suoi Blazers ed i Brooklyn Nets.

Nurkic è ricaduto a terra dopo aver tentato di ribadire a canestro un errore al tiro, atterrando sul piede di Jared Dudley e franando sul terreno di gioco. I sanitari accorsi in campo hanno immediatamente coperto l’arto offeso con degli asciugamani e stabilizzato la posizione del giocatore.

Dopo alcuni minuti, Jusuf Nurkic è stato caricato su una barella e trasportato in ospedale, tra la commozione e gli applausi di pubblico, compagni di squadra ed avversari.

Un infortunio devastate” Ha così commentato coach Terry Stotts, che subito dopo la gara si è recato al capezzale di Nurkic, come riportato da Casey Holdahl di NBA.com.

Così Damian Lillard, leader tecnico ed emotivo della squadra: “Mi sono quasi sentito male, nel vederlo. Ero in campo a Las Vegas quando una cosa simile accadde a Paul George, le dinamica è purtroppo veramente simile. Non augureresti una cosa così a nessuno, figuriamoci ad un compagno e ad un amico. ‘Nurk’ è come un fratello per me, parliamo sempre. Una cosa davvero triste da vedere. Io e lui siamo molto amici, l’altro giorno era a casa mia, giocava con mio figlio… era passato da me così, senza un motivo preciso, solo per passare assieme qualche momento, questo dice tutto della nostra amicizia. Dovremo comunque tentare di superare questo momento e finire la stagione al meglio. Non possiamo piangerci addosso, non ne abbiamo il tempo. Dobbiamo mostrarci ancora più forti“.

I Portland Trail Blazers hanno annunciato che Jusuf Nurkic ha riportato la frattura composta di tibia e perone della gamba sinistra. Dame Lillard e compagni hanno vinto la partita per 148-144, ottenendo così il pass per i playoffs per la sesta stagione consecutiva.

I Trail Blazers dovranno inoltre rinunciare nelle prossime gare a C. J. McCollum, ancora fuori per un infortunio al ginocchio sinistro e le cui condizioni verranno rivalutate nei prossimi giorni.

Infortunio Jusuk Nurkic, le reazioni di colleghi ed avversari

Neil Olshey, President of Basketball Operations dei Portand Trail Blazers, ha annunciato che Jusuf Nurkic è stato sottoposto ad intervento chirurgico per ridurre la frattura di tibie e perone. L’intervento è perfettamente riuscito e nei prossimi giorni saranno resi disponibili dettagli circa i tempi di recupero stimati.

Tante le reazioni scosse e sentite dei colleghi ed avversari in campo di Jusuf Nurkic, dopo il grave infortunio, un incidente che ha ricordato gli infortuni di Paul George (allora agli Indiana Pacers), Gordon Hayward e Caris LeVert dei Brooklyn Nets.

Damian Lillard: “Sono uno dei migliori giocatori NBA, è un dato di fatto”

Gara-2 del personalissimo tour di Damian Lillard e dei Portland Trail Blazers in assenza C.J. McCollum si chiude con una vittoria.

126-118 il risultato finale tra Blazers e Dallas Mavericks al Moda Center di Portland, Oregon. Un Lillard da 30 punti e 12 assist (una sola palla persa) rimette i suoi in assetto per puntare al quarto posto (minimo) nella Western Conference, ed al vantaggio del campo al primo turno di playoffs.

Partita sempre in controllo per i Trail Blazers, contro un avversario con nulla più da chiedere alla propria stagione, e nonostante la consueta prova di destrezza di Luka Doncic, autore di 24 punti e 6 assist (8 su 16 al tiro) in 29 minuti di impiego.

L’assenza di McCollum (le cui condizioni verranno rivalutate la prossima settimana) è per coach Terry Stotts l’occasione per fare esperimenti e mischiare le carte, in vista della post-season. Jake Layman completa il back-court di fianco a Lillard, dalla panchina minuti e tiri per Rodney Hood e Seth Curry (20 punti e 4 triple a bersaglio per il fratello di Steph).

La costante in casa Portland Trail Blazers ha un nome ed un numero di maglia: Damian Lillard, #0. Così coach Stotts nel post-gara: “Un’altra prova speciale per Damian, ha saputo controllare la partita da subito, ha approfittato degli spazi, segnato e servito al meglio i compagni“.

Così Lillard “Non è un questione di chi abbiamo di fronte. E’ questione di come vogliamo giocare, di disciplina, di fare le cose giuste, soprattutto contro le squadre più forti. Finché continueremo a fare le cose giuste e ad avere il giusto approccio mentale, continueremo a vincere tante partite, e a non ‘scivolare’ contro avversari che dovremmo battere“.

Damian Lillard: “E’ un dato di fatto, sono uno dei migliori giocatori NBA”

28.1 punti, 8.5 assist con il 48.1% al tiro ed il 40% al tiro da tre punti e 2.4 palle perse a partita le cifre delle ultime 10 gare di Damian Lillard. Dopo aver chiuso la stagione 2017\18 con la nomina nel primo quintetto assoluto NBA, e con una bruciante eliminazione al primo turno dei playoffs, una conferma a livelli d’elite nella quale il diretto interessato non ha mai nutrito dubbi.

Non mentirò, l’eliminazione dello scorso anno è stata una delusione che ho impiegato del tempo a smaltire. Oggi tutti ci sottovalutano, lasciamo che sia. Io cerco di usare ogni parola, ogni cosa come legna da ardere, per tenere acceso il fuoco. E’ una cosa che funziona e mi motiva, ho sempre giocato con la voglia di dimostrare il mio valore, i posti da cui provengo lo testimoniano. Cerco di non peccare di troppa fiducia, ma non ho problemi nel dire che oggi sono uno dei migliori giocatori della NBA. Qualcuno potrebbe sostenere il contrario? E come? Non si tratta di un’opinione, è un dato di fatto

La sconfitta dello scorso anno” Prosegue Lillard “E’ stata devastante, per me e per la squadra, ma credo sia stata un passaggio fondamentale ed obbligato per noi. Abbiamo avuto la nostra esperienza traumatica, ed ora dobbiamo dimostrare di essere pronti a rispondere, so che lo faremo. Io sono pronto alla battaglia

Blazers, infortunio per C.J. McCollum: “Il ginocchio fa male”, Una settimana di stop

Tremano i Portland Trail Blazers, la star C.J. McCollum è stata costretta ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo per un infortunio al ginocchio sinistro, durante il terzo quarto della sconfitta in trasferta contro i San Antonio Spurs.

McCollum è ricaduto malamente a terra dopo una penetrazione a canestro, tenendosi il ginocchio dolorante. Aiutato dai compagni a raggiungere la panchina, il prodotto di Lehigh è stato poi accompagnato negli spogliatoi per essere sottoposto a radiografia, che non ha evidenziato problemi.

Così C.J. McCollum dopo la gara:

Non posso dire molto di più se non che fa male. Non ho sentito ‘crac’ o cose del genere, ma il ginocchio fa male e non è a posto. Succede, non è una bella sensazione (…) sono atterrato dopo un lay-up, e mi sono girato il ginocchio. Farsi male in questo momento della stagione non è esattamente l’ideale, non posso farci nulla ora come ora, solo aspettare e vedere. Riesco a camminare ma bisogna vedere di che cosa si tratta. Non saprei dire di più, dalle immagini si è visto poco

Il ginocchio m fa male, comunque” Continua McCollum “Non so dire esattamente dove, forse la parte laterale, forse no. So solo che non è a posto“. La guardia dei Portland Trail Blazers si sottoporrà a risonanza magnetica già nella giornata di domenica, al rientro della squadra in Oregon.

Così il compagno di squadra e di reparto Damian Lillard: “Brutto colpo. Per lui e per la squadra, l’ho visto a terra ed ho subito capito che non fosse una cosa da poco. Di solito, dopo una caduta del genere lo vediamo sempre rialzarsi e rimettersi in piedi da solo, stavolta no. Spero sia tutto OK“.

All’AT&T Center di San Antonio, i Trail Blazers hanno perso per 108-103. Agli ospito non sono bastati i 34 punti di Damian Lillard e la doppia-doppia da 24 punti e 16 rimbalzi di Jusuf Nurkic.

In attesa di conoscere entità dell’infortunio e tempi di recupero per C.J. McCollum, i minuti della star dei Blazers saranno coperti dal neo-acquisto Rodney Hood e da Seth Curry. L’infortunio di McCollum priva i Trail Blazers di un giocatore da 21.5 punti e 4.1 rimbalzi a partita.

McCollum, uno degli “highlander” NBA per eccellenza ha giocato 309 delle 315 partite disputate dai Portland Trail Blazers nelle ultime quattro stagioni.

Solo uno stiramento per C.J. McCollum

La risonanza magnetica cui si è sottoposto in giornata la star dei Blazers ha evidenziato uno stiramento del muscolo polipteo, all’altezza del ginocchio sinistro. Le condizioni del giocatore verranno rivalutate tra una settimana.