Rockets, il GM Daryl Morey prolunga per 5 anni

Daryl Morey e gli Houston Rockets insieme per altri 5 anni. E’ notizia di pochi minuti fa, infatti, che la franchigia texana ha raggiunto l’accordo con il GM per un prolungamento quinquennale. A riferirlo è Mark Berman di Fox26 attraverso un tweet sul proprio account ufficiale:

Rinnovo Daryl Morey: le sue parole

“Sono super felice. Mi piacerebbe rimanere qui per tutta la vita. Questo nuovo accordo solidifica il nostro lavoro per qualche anno e ne sono molto contento”, le parole di Morey dopo l’ufficialità. Il 46enne nativo del Wisconsin era entrato a far parte della squadra nel 2006 come assistente per poi essere promosso a GM nel maggio 2017 dopo il pensionamento di Carroll Dawson.

A parlare, poi, è stato anche il proprietario dei Rockets, Tilman Fertitta: “Non vediamo l’ora di continuare a lavorare insieme. Il nostro obiettivo è quello di rendere la squadra la numero 1 della NBA”.

 

 

 

Rockets, Carmelo Anthony fuori dalle rotazioni e scontento: “Mike D’Antoni preferisce Gary Clark”

rissa Paul-Rondo-Nuggets-Rockets

L’opinione diffusa tra i giocatori degli Houston Rockets è che Carmelo Anthony non tornerà a vestire la maglia della franchigia texana.

L’avventura di Melo alla corte di James Harden sarebbe quindi durata la bellezza di sole 11 partite, come riportato da Tim MacMahon di ESPN.

Anthony ha saltato le ultime due uscite dei Rockets, a causa di un non meglio precisato “stato influenzale”. Nelle ore precedenti la palla a due tra Houston Rockets e Indiana Pacers nella serata di domenica, si è diffusa la voce che Carmelo ed il front office stessero valutando una risoluzione del contratto annuale che lega l’ex NY Knicks ai Rockets.

Daryl Morey: “Su Carmelo Anthony solo voci, valutiamo”

GM Daryl MoreyNel tentativo di frenare le speculazioni, il GM di Houston Daryl Morey è intervenuto per smentire la notizia che la franchigia stesse – di fatto – scaricando Anthony.

Morey ha dichiarato di voler “valutare ogni opzione disponibile per migliorare la squadra”, ed ha aggiunto che si aspetta che Melo torni a disposizioni di coach Mike D’Antoni quanto prima, come riportato da NBAPassion.com.

Dopo la sconfitta subita dagli Houston Rockets sul campo dei San Antonio Spurs nella serata di sabato, Carmelo Anthony ed il front office avrebbero avuto un colloquio incentrato sull’attuale posizione e ruolo dell’ex OKC Thunder all’interno delle rotazioni e dei piani di D’Antoni.

Le voci su Anthony sono ingiuste. Oggi sono qui a parlare con voi perché ci sono stati rumors ed indiscrezioni su Melo che non corrispondono a verità, nelle ultime ore e soprattutto perché siamo appena alla decima partita, o poco più. L’approccio e la professionalità di Anthony sono stati fin qui perfetti, nei confronti della squadra e dello staff tecnico. Melo ha accettato qualsiasi ruolo gli venisse affidato, che fosse uscire dalla panchina o altro. La squadra sta faticando, ora, ed il mio lavoro consiste nel porre rimedio a tale situazione. Nessuno di noi, dal primo al’ultimo, sta facendo bene, ora come ora. Valuteremo qualsiasi opzione disponibile

– Daryl Morey su Carmelo Anthony –

Morey ha poi aggunto: “Carmelo ci ha confermato in questi due mesi tutte le buone intenzioni con cui abbiamo proceduto all’accordo quest’estate. E’ semplicemente ingiusto buttare tutta la colpa su un giocatore solo. Posso capirlo, visto che stiamo parlando di un futuro hall-of-famer, ma rimane una cosa ingiusta“.

Carmelo Anthony, Chris Paul: “Melo è un fratello per me”

La star dei Rockets Chris Paul, grande amico e sponsor in estate di Carmelo Anthony, ha appoggiato pubblicamente il suo compagno dopo la partita tra Houston e Indiana:

Melo è stato perfetto sin qui” Racconta Paul “Lui è come un fratello per me, sai cosa intendo? Non m’importa cosa la gente dica di lui ora, Melo è stato perfetto dal primo giorno. Vedremo cosa accadrà“.

Fonti vicine agli Houston Rockets – e riportate da MacMahon – svelano come i Rockets stiano lavorando ad un accordo di buonuscita con Carmelo Anthony, che potrebbe concretizzarsi forse già nella giornata di lunedì.

In 10 partite disputate con la maglia degli Houston Rockets, Carmelo Anthony ha tenuto una media di 13.4 punti e 5.4 rimbalzi a partita, col 40.5% al tiro, prevalentemente in uscita dalla panchina.

Daryl Morey ha confermato che Anthony tornerà in campo “una volta rimessosi e tornato in forma”.

Carmelo Anthony sarebbe dunque scontento del suo ruolo a Houston, ed avrebbe percepito l’intenzione di Mike D’Antoni e Morey di affidarsi – almeno per il momento – ad altri giocatori per tentare di invertire la rotta per gli Houston Rockets.

L’undrafted rookie Gary Clark da Cincinnati ha giocato 32 minuti nella vittoria Rockets di domenica contro gli Indiana pacers. Per Houston, oltre a Anthony, out anche Green, Carter-Williams e Nenè. “DNP” per Marquese Chriss.

 

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I Rockets scaricano Carmelo Anthony? “Giocatore già informato”

Houston Rockets 2018/2019

Gli Houston Rockets scaricano Carmelo Anthony?

Secondo Marc Stein del NY Times, che cita fonti vicine alla franchigia texana, gli Houston Rockets avrebbero informato Anthony “che la sua esperienza a Houston potrebbe finire presto”.

Carmelo Anthony non giocherà stanotte nella sfida tra Rockets e Pacers a Houston, ufficialmente per “malessere generale”.

Carmelo Anthony ha raggiunto un accordo annuale con Houston quest’estate, dopo essere stato scambiato da Oklahoma City in direzione Atlanta Hawks, e quindi rilasciato tramite buyout da Atlanta.

Daryl Morey, GM degli Houston Rockets (4-7), ha per ora negato di aver tagliato Anthony, riservandosi di “vagliare ogni soluzione possibile”, come riportato da bleacherreport.com.

Se Anthony vuole ancora essere un Rockets? State chiedendo al tipo sbagliato” Così ha commentato Morey, come riportato da Tim MacMahon di ESPN “Per me la risposta è si. Carmelo è davvero ammalato, stasera. Sono qui per dare un freno a rumors e speculazioni. Melo è stato fin qui perfetto e disponibile con tutti, coach e compagni

Continua Morey: “La squadra sta facendo fatica, in questo periodo. E’ compito mio e di Mike (D’Antoni, ndr) capire perché e porre rimedio. Carmelo giocherà quando sarà di nuovo in forma“.

Nel tentativo di migliorare le sorti dei Rockets, e correggere la rotta dopo una partenza semi-disastrosa dei vice-campioni della Western Conference, Daryl Morey starebbe valutando diverse opzioni, che potrebbero coinvolgere diversi giocatori ad oggi a roster per Houston.

I Rockets erano considerati tra le squadre in pole per arrivare a Jimmy Butler. I Minnesota Timberwolves avrebbero nelle scorse settimane rifiutato offerte incentrate su PJ Tucker e fino a 4 future prime scelte da parte di Houston.

Morey si sarebbe rifiutato di inserire Eric Gordon nell’affare. Butler è stato ceduto nella serata di sabato ai Philadelphia 76ers, in cambio di Robert Convington e Dario Saric.

A seguire, tutti gli aggiornamenti sulla vicenda Anthony-Rockets.

 

Leggi anche: “Carmelo Anthony: Rapporto già ai minimi con Houston?

Daryl Morey su Rondo: “Come il bue che dà del cornuto all’asino”

GM Daryl Morey

Daryl Morey, General Manager degli Houston Rockets, risponde a tono alle accuse di Rajon Rondo a seguito della rissa Rondo-Paul di sabato notte a L.A.

Nella giornata di martedì, l’ex point guard dei Boston Celtics ha definito Chris Paul “una persona orribile”, ed uno dei peggiori compagni di squadra che si possano avere.

Lakers-Rockets
La rissa Rondo-Paul (Kevin Sullivan, Orange County Register/SCNG)

Rajon ha poi commentato la squalifica mite di Paul spiegando come la NBA abbia a suo parere agito per “preservare la buona reputazione” del nove volte All-Star.

Rondo ha fatto riferimento ad un episodio risalente alla passata stagione.

Dopo un’animato finale di partita tra Houston Rockets e Los Angeles Clippers, l’ex squadra di Paul, un gruppo di giocatori dei Rockets tentò di raggiungere lo spogliatoio dei Clippers.

il motivo dell’animosità, un’accenno di rissa tra Trevor Ariza – allora ai Rockets –  e Blake Griffin dopo un contatto duro tra Griffin-Paul.

Rissa Rondo-Paul, la risposta di Daryl Morey

Il GM degli Houston Rockets ha affidato a Twitter la sua risposta alle insinuazioni di Rondo.

L’immagine postata da Morey è inequivocabile:

La foto fa riferimento ad un’espressione idiomatica inglese: “The pot calling the kettle black”, che equivale al modo di dire nostrano “Il bue che dà del cornuto all’asino”.

Chris Paul, giocatore intenso ed ossessionato dalla pallacanestro e dal desiderio di migliorarsi, ebbe i suoi problemi con alcuni membri dello spogliatoio dei Clippers ai tempi di “Lob City”, ed in particolare con la seconda star di quella squadra, Blake Griffin.

Rajon Rondo non è certo stato da meno, durante i suoi 13 anni da professionista.

Rajon Rondo e DeMarcus Cousins ai tempi dei Sacramento Kings

Ray Allen, suo ex compagno ai Boston Celtics, racconta nella sua autobiografia di un Rondo irrequieto, indisponibile ad ascoltare i consigli dei veterani.

Nel suo libro, Allen parla di “relazione in pezzi” tra lui e l’ex Kentucky Wildcats già dal 2011.

A Dallas, dove finì nel dicembre 2014, Rondo si scontrò e fu messo fuori squadra da coach Rick Carlisle.

L’anno successivo a Sacramento, Rajon fu squalificato per una partita, per aver apostrofato con un’espressione omofobo l’arbitro Bill Kennedy, rifiutando in un primo momento di scusarsi per l’episodio.

Nel 2016 a Chicago, l’ex Celtics fu allontanato temporaneamente dalla squadra “per comportamento deleterio nei confronti della squadra”, e successivamente escluso dalle rotazioni da coach Fred Hoiberg.

Rondo tornò poi in campo per contribuire a portare i Bulls ai playoffs.

 

Secondo il GM dei Rockets Morey, LeBron James “È il più forte di sempre”

LeBron James-Elimination-game-LeBron James stoppa Iguodala

Il GM degli Houston Rockets Daryl Morey non ha dubbi: secondo lui LeBron James è the GOAT, il giocatore più grande di sempre.

Tecnicamente parlando, James sarebbe da un paio di mesi malcontati uno degli avversari principali degli Houston Rockets. Ciò non ha impedito a Morey di spiegare come – dal suo punto di vista – LeBron James sia “di gran lunga” il miglior giocatore di tutti i tempi.

Secondo Daryl Morey, uno dei primi manager NBA ad utilizzare sistematicamente “advanced stats” e metodi analitici per valutare le prestazioni di giocatori e squadre, la supremazia di James è confermata dai numeri, oltre che risultare evidente semplicemente osservando il Re all’opera sul campo.

Morey è stato ospite del Dan Patrick Show nella giornata di mercoledì.

Daryl Morey su LeBron James: “Il migliore, al di là dei numeri”

Dan Patrick domanda al General Manager degli Houston Rockets se l’arrivo di James a Los Angeles abbia reso i Lakers una pretendente seria al titolo.

Secondo Morey: “Scommettere contro LeBron James non è mai una grande idea, ma ad essere onesti (…) è difficile vedere – o almeno lo spero – i Lakers già davanti a noi. Comunque ripeto: non scommetterei contro LeBron James. Insomma, stiamo parlando del più grande di tutti i tempi, almeno secondo me“.

Daryl Morey ha poi affermato come, dal suo punto di vista, i numeri mettano LeBron al vertice di un ideale ranking All-Time:

Basta guardare alla sua capacità di generare probabilità di vittorie e titoli su base continuativa. Già solo questo spiega molto. In ogni caso, non c’è nemmeno un gran bisogno di tutti questi numeri, basta guardare. Se però vogliamo usare le cifre, ed applicarle alla carriera che ha avuto finora, penso che – francamente – a questo punto sia ormai diventato il più grande di sempre, e di gran lunga. Per controverso che possa sembrare

– Daryl Morey su LeBron James –

Gli Houston Rockets erano considerati una delle squadre candidate ad arrivare a James, qualora l’ex Cavs avesse deciso di esercitare l’opzione per l’ultimo anno del contratto che lo legava a Cleveland ed esigere uno scambio.

La scelta di LeBron di diventare free agent ha eliminato però i vice-campioni della Western Conference dalla “riffa”. Morey spende qualche parola sulla decisione di James:

Lui ha il suo modo di fare le scelte che lo riguardano, e noi rispettiamo ciò. Lui è nella NBA da tanti anni ormai, conosceva la nostra situazione ed ha solo fatto la cosa migliore per lui. Nei suoi confronti c’è solo un gran rispetto, da parte nostra

– Daryl Morey sulla decisione di LeBron James –

 

 

Sixers: fallita la trattativa per il GM dei Rockets Morey

Continua la ricerca dei Sixers al nuovo GM dopo l’addio di Bryan Colangelo. La franchigia di Philadelphia è al momento priva di questo ruolo ed è il coach, Brett Brown, che sta supervisionando le varie operazioni di mercato.

La franchigia della città dell’amore fraterno, come riportato da Marc Stein del New York Times, ha provato il colpaccio cercando di convincere il GM degli Houston Rockets Dary Morey.

La risposta, ovviamente, è stata negativa visto che la squadra texana non vuole assolutamente dividersi da colui il quale è riuscito a mettere in piedi una squadra da 65 vittorie in regular season e che ha sfiorato le Finals NBA, risultati che gli sono valsiil premio NBA Executive of the Year Award.

A tutto questo va aggiunto che Morey è ormai una bandiera dei Rockets visto che sono 12 le stagioni passate in Texas e che, nel giugno 2017, ha firmato un rinnovo contrattuale con scadenza 2020/21.

E ora parla Daryl Morey

DARYL MOREY: UN GM CHE SI RISCALDA COI DATI

Daryl Morey ha costruito una carriera gestionale eccezionale nel mondo NBA, considerando la sua giovane età(44 anni). “Non posso guardare le partite dalla panchina” dichiara il giovane GM a Sam Amik di USA Today e continua, ” Nelle partite importanti non posso proprio, prenderei continuamente falli tecnici. Mi conosco troppo bene”.  Infine Daryl Morey conclude spendendo due parole sul gioco Spurs: “Sono incredibili, non ti fanno stare in pace, sono una squadra molto competitiva e organizzata ed è difficile studiarla !”. 

Boston Celtics

DARYL MOREY E IL BASKET

Morey ha appena superato il suo decimo anniversario come pezzo grosso di Houston, sorgendo dal movimento di  studi tecnici vedeva del quale ne era leader e che  gli hanno permesso di conquistare la fama nella franchigia NBA.

Durante il suo mandato il franchise non ha mai portato ad una stagione Sub-500, grazie anche alla sua strepitosa bravura nel trasformare i giovani in vere e proprie superstar, un esempio su tutti e James Harden.

 

Executive of the year: chi vincerà? Ecco i 5 candidati

L’assegnazione del premio “Executive of the Year” forse non è mai stata così intrigante. Le assegnazioni degli awards da parte della lega sono spesso discusse e discutibili. Quest’anno la scelta del miglior GM del 2016-17 è una scelta filosofica. I candidati sono totalmente diversi tra loro, lavorano in modo differente, ma tutti hanno fatto un ottimo lavoro. Chi vincerà il premio, sarà anche il vincitore morale di questa guerra di pensieri. L’anno scorso ha vinto R.C. Buford degli Spurs, chi sono i papabili ad oggi? Partiamo con la carrellata dall’Ohio:

David Griffin – Cleveland Cavaliers

LeBron James ha chiesto rinforzi alla società, ad oggi non è stato soddisfatto al 100%, nonostante questo, il GM dei Cavs dovrebbe essere inserito nel discorso.

Griffin ha trasformato due prime scelte, tre seconde, Varejao, Cunningham, Dellavedova e Dunleavy in Frye, Korver e 9.6 milioni di trade exceptions che i Cavs possono usare per un altro giocatore. Si può criticare la non firma di Dellavedova in estate, o altro, ma ha portato Cleveland al massimo livello possibile. Entro la trade deadline è lecito aspettarsi altro, o post buyout, ma se dovesse vincere l’excutive of the year, sarebbe un premio per l’anello. Non è il favorito e in seguito alle dichiarazioni del King, le sue possibilità sono diminuite, ma può trionfare.

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Rockets: si pensa a migliorare la squadra tramite trade

Gli Houston Rockets, secondo quanto riportato da ESPN, sarebbero interessati a migliorare la squadra tramite trade. Markieff Morris, ala grande dei Phoenix Suns, potrebbe arrivare in Texas, in cambio di Terrence Jones che si trasferirebbe in Arizona.

La trattativa secondo le fonti è già avviata: l’unica problematica è sorta dalle considerazione fatte sulla condizione fisica di Jones, che non convincerebbe a pieno la dirigenza di Phoenix. Ufficialmente però, i Rockets hanno detto che vorrebbero tenere il loro giocatore. Saranno le solite frasi di circostanza? Daryl Morey, GM di Houston, ha detto che, dopo aver licenziato l’allenatore Kevin McHale il mese scorso, i Rockets sono entrati in modalità ‘win-now’ e che se le cose non miglioreranno, ci potrebbero essere movimenti di mercato.

Sì, ma quali sono i giocatori che possono essere scambiati? Terrence Jones è sicuramente il primo indiziato. Corey Brewer, Patrick Beverly e Jason Terry non potranno essere scambiati prima del 15 Gennaio. Poi ci sono stati anche dei rumors riguardanti una possibile partenza di Ty Lawson, arrivato in estate, ma la società ha negato ampiamente tutto. Invece James Harden, Dwight Howard, Trevor Ariza, Marcus Thornton e Donatas Motiejunas, sono sicuri di restare al 99,99% , almeno fino a fine stagione.

Alla squadra manca equilibrio, in difesa ha evidenti lacune ed il coach ad interim J.B. Bickerstaff dovrà lavorare duramente per migliorare questo preciso aspetto tattico sia con i giocatori che già ci sono sia con quelli che forse arriveranno per rinforzare il roster.

Rockets, il GM Morey: “Poca flessibilità nel salary cap”

Nel giorno in cui Kevin McHale è stato licenziato, il GM degli Houston Rockets, Daryl Morey, ha annunciato che ci sarebbero stati dei cambiamenti fino a quando tutto si fosse sistemato. “Cambieremo fino a quando qualcosa funziona. Noi vinceremo da Rockets. Il signor Alexander (Leslie, l’attuale proprietario della franchigia N.d.R) non accetta di perdere. Io non accetto di perdere e neanche i giocatori. Siamo la quinta squadra più vincente da quando Alexander ne è a capo e vogliamo fare tutto ciò che possiamo per vincere.”

I Rockets, però, da quando sono rimasti privi del loro ex head coach, non hanno cambiato molto nelle ultime sette partite, ma una variazione in  qualche punto c’è stata. Come riportato da Jonathan Feigen di bleachreport.com, quando Morey aveva annunciato dei cambiamenti non si riferiva specificatamente ai giocatori: “Quello che voglio dire è che stiamo lavorando su tutti i fronti. Le opzioni sulle trade sono una delle possibilità. Lo staff degli assistenti sta lavorando su cosa poter cambiare. Penso che cerchino di far vedere ai ragazzi alcuni tipi di schemi diversi, con varie opzioni nelle rotazioni e con diversi titolari. In generale si, dobbiamo cercare di mantenere tutto collegato per arrivare al livello che ci permetta di continuare a vincere. Questo non significa che dobbiamo pensare solo alle trade.”

Money, però, nella sua carriera non ha mai lasciato una scadenza di mercato senza compiere alcuna mossa. Anche nel 2013, quando il GM era certo che non ci sarebbero stati cambiamenti e dopo aver rassicurato il suo owner, cedette Patrick Patterson e Marcus Morris poche ore dopo tali discorsi. All’epoca, però, si era trattato di trade intavolate a febbraio, quando le squadre, notoriamente, sono molto più aggressive in ottica mercato, rispetto al più tranquillo periodo di dicembre.

“Noi crediamo in questo gruppo” – ha concluso Money“La priorità non è la via delle trade. La priorità  che questo gruppo ritorni sulla strada della vittoria. Certo, abbiamo minor flessibilità di mercato, ma penso che sia più o meno simile a quella che avevamo nelle scorse stagioni. Noi crediamo nei ragazzi che abbiamo in questo momento.”

Per il GM dei Rockets, questa sarà la stagione in cui avrà meno flessibilità sul fronte mercato, non avendo più alcuna scelta da offrire, dopo quella scambiata a Denver Nuggets per Ty Lawson. Riuscirà quindi, dopo il cambio allenatore a stagione in corso, a riportare i Rockets sulla strada delle vittorie che ha tanto impressionato nella scorsa stagione o la sua idea si schianterà al suolo come un razzo difettoso?

Rockets: Motiejunas verso il recupero

Donatas Motiejunas sta lavorando duro per tornare sul parquet il prima possibile, e per essere in buone condizioni anche nella sessione estiva. La sua riabilitazione include tanto stretching e rinforzo muscolare. Ogni giorno gli esercizi sono sempre più duri e il giocatore sta facendo tutto ciò che il suo corpo gli permette.

 Donatas Motiejunas Kings' Eric Moreland

“Non importa quale infortunio tu abbia, penso sia una delle cose peggiori che possano accadere” ha detto Motiejunas allo Houston Chronicle, “quello che i ragazzi fanno in partita e in allenamento non è così difficile come ciò che un giocatore fa in riabilitazione. È veramente condizionante, esagerato, estremamente esagerato. Sto lavorando molto più degli altri ragazzi in allenamento, ma è veramente dura. Non ho avuto alcun intervento negli ultimi sei anni, e l’ultimo è stato alle tonsille, quindi è veramente diverso e difficile”

Il giocatore è una delle chiavi dell’attacco degli Houston Rockets, Morey e McHale credono veramente che il ragazzo possa formare una pedina fondamentale della squadra per lungo tempo e possa portare il suo contributo alle varie stelle che, si spera, andranno a comporre una squadra da titolo.

Per NBA Passion
Giulio Scopacasa (@Jeuls97 on Twitter)

Rockets, Love e Rondo sono i due nuovi obbiettivi dei texani: i dettagli

Fino a questo momento la offseason degli Houston Rockets non è stata affatto brillante. L’ aspettativa della società e dei tifosi erano quelle di vedere nella Space City un’altra superstar da affiancare a Dwight Howard e James Harden. Se ingaggiare uno tra le LeBron James e Carmelo Anthony appariva quasi impossibile, davvero vicino è stato vicino l’approdo in Texas di Chris Bosh che però all’ultimo respiro ha deciso di rimanere ai Miami Heat. Come se non bastasse, i Rockets hanno detto addio a Chandler Parsons, volato in quel di Dallas: l’ala cercherà di risollevare le sorti dei Mavericks insieme a Dirk Nowitzki.

Kevin Love. Fonte:Keith Allison (Flickr)
Kevin Love. Fonte:Keith Allison (Flickr)

Insomma, sembrerebbe che il GM Daryl Morey non abbia azzeccato nessuna mossa finora. In realtà, il dirigente texano starebbe  pianificando le mosse per arrivare a due nuovi obbiettivi di mercato che non si possono di certo considerare dei ‘piani B’ dal punto di vista tecnico: stiamo parlando di Kevin Love dei Minnesota Timberwolves e di Rajon Rondo dei Boston Celtics. Secondo Marc Stein di ESPN infatti i Rockets starebbero vagliando le possibili proposte di trade da presentare per avere almeno uno dei due giocatori. Una cosa è certa: Morey dovrà sfilare dal cilindro un coniglio (anzi due) per poter convincere i Celtics e i Timberwolves a cedere; inoltre, bisognerà ritoccare il roster per poter fare spazio a Rondo e/o Love.

Dopo un inizio in sordina, la offseason degli Houston Rockets potrebbe prendere improvvisamente quota: riusciranno alla fine ad ingaggiare la tanto agognata superstar?

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (daniele_maggio on Twitter)