Vlade Divac su Joerger: “Non eravamo in sintonia”

Divac su Joerger

I Sacramento Kings hanno scelto quale sarà il loro futuro sulla panchina e durante la conferenza stampa di presentazione di Luke Walton ha parlato Vlade Divac su Joerger.

L’ex centro dei Kings ha voluto spiegare il motivo del cambio in panchina. Dave Joerger in questa stagione aveva dimostrato di poter tirare fuori cose buone dal roster a disposizione. La decisione di sollevarlo dall’incarico di head coach dei Sacramento Kings per far posto a Luke Walton ha fatto parlare in questi ultimi giorni.

 

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Le parole di Divac su Joerger

Durante la conferenza stampa di presentazione, Vlade Divac ha spiegato il motivo della scelta societaria di allontanare Dave Joerger. Al suo posto Luke Walton, ex compagno del centro serbo ai Lakers nel 2005. Ecco le parole dell’attuale GM dei Sacramento Kings a Noel Harris del Sacramento Bee:

Ho assunto una persona che la pensa come me. Il mestiere di allenatore in NBA è una delle cose più difficili da fare. Avere qualcuno dietro con cui lavorare insieme è positivo. Essere compatibili e condividere la stessa filosofia di gioco aiuterà entrambi

Ottima occasione di rilancio per Luke Waltonelogiato da Steve Kerr in settimana – che dopo una stagione fallimentare con i Lakers vorrà riscattarsi con una squadra con potenziale, ma con meno pressione.

 

Rinnovo contrattuale tra Vlade Divac ed i sacramento Kings, Joerger a rischio?

Divac su Joerger

Rinnovo contrattuale tra Vlade Divac ed i Sacramento Kings, il General Manager della squadra californiana confermato sino al termine della stagione 2022\23.

Divac è a capo del front office dei Kings dal 2015. Sotto la sua guida sono arrivati via draft a Sacramento De’Aaron Fox, Marvin Bagley III, Harry Giles e via trade l’attuale miglior realizzatore della squadra Buddy Hield.

I Sacramento Kings (39-43) hanno appena concluso una delle migliori stagioni della loro storia recente, nonostante la mancata qualificazione ai playoffs, mettendo in mostra talento e gioco rapido e votato all’attacco, sotto la guida di coach David Joerger.

Proprio la posizione di coach Joerger sarà una delle questioni principali che un Vlade Divac forte di rinnovo con i Kings dovrà affrontare. L’ex capo allenatore dei Memphis Grizzlies sarà in scadenza di contratto al termine della stagione 2019\20.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, l’obiettivo di Vlade Divac sarebbe quello di consolidare la sua “presa” sulla gestione tecnica della squadra, motivo che potrebbe portare all’allontanamento anzitempo di coach Joerger, i cui rapporti con il front office dei Kings non sono mai stati ottimi.

Divac e Joerger si incontreranno nelle prossime ore, ed è possibile che le due parti possano concordare una fine anticipata del rapporto.

Dave Joerger non pensa ai Minnesota Timberwolves: “Ci sono solo i Kings, ed i playoffs”

Dave Joerger è un grande allenatore e ora può portare la sua impronta anche ai Sacramento Kings

Dopo il licenziamento-lampo di Tom Thibodeau, la panchina dei Minnesota Timberwolves è stata affidata al giovane Ryan Saunders.

Ryan, 32enne figlio d’arte ed ex assistente di coach Thibodeau, ha da subito ricevuto attestati di stima da giocatori e proprietà, e sarà l’uomo incaricato di tentare una difficile rincorsa ad un posto nei playoffs della super-competitiva Western Conference. Almeno finché la classifica dei Twolves (20-21) lo permetterà.

Nelle ore successive l’addio di coach “Thibs”, nomi eccellenti come quelli di Fred Hoiberg e Chauncey Billups sono stati accostati a panchina e front office di Minnesota. L’ex coach di Iowa State e Chicago Bulls, la cui panchina è saltata ad inizio dicembre dopo tre anni passati nell’Illinois, ha rapidamente fatto sapere di voler considerare per il proprio futuro solo incarichi di capo-allenatore.

Hoiberg, un favorito del proprietario dei Minnesota Timberwolves Glen Taylor, è uno dei candidati forti alla panchina di UCLA. A Zach Lowe di ESPN, l’ex giocatore degli Indiana Pacers ha confessato “di non avere preferenze tra NBA e college”, e di voler valutare attentamente ogni possibilità.

Dave Joerger: “Minnesota? Sarebbe interessante, ma penso solo ai miei Kings”

 

L’attuale head coach dei Sacramento Kings Dave Joerger, originario di Staples, Minnesota e già vicino alla panchina dei Twolves nel 2014, è un altro dei nomi citati.

Intervistato da James Ham di NBC, il 43enne capo allenatore dei Kings si è detto “esclusivamente concentrato sulla stagione in corso” a Sacramento, spingendosi però un poco più in là:

Tutti noi, quando il nostro nome viene citato in rumors di mercato, ricorriamo alla formula del ‘non dare ascolto’ alle voci. Non è sempre così, però. Quando si leggono cose che non corrispondono a verità, queste hanno un effetto su di te, sulla tua famiglia (…) io vengo dal Minnesota, vedermi accostato ai Twolves è di certo una cosa interessante, ma il mio lavoro è qui a Sacramento. I ragazzi stanno crescendo, la squadra cresce giorno dopo giorno. Io, i giocatori e tutto il mio staff abbiamo lavorato come dei pazzi per arrivare al livello attuale, oggi abbiamo un’identità ed una possibilità per giocare per i playoffs. Ed i playoffs sono il nostro obiettivo

– Dave Joerger –

 

Dave Joerger sarà sotto contratto ancora per la prossima stagione. I soprendenti Sacramento Kings (20-21) risiedono oggi a sole 2 partite di distanza dall’ottavo posto nella Western Conference. Proprio i Minnesota Timberwolves potrebbero essere tra gli avversari diretti di coach Joerger e dei Kings per uno degli ultimi posti disponibili ai playoffs.

La seconda parte di stagione potrebbe vedere la rimonta degli Utah Jazz (21-21), al momento noni, mentre il recente infortunio di LeBron James ha evidenziato i limiti del roster dei Los Angeles Lakers in assenza del 4 volte MVP.

Squadre come Portland Trail Blazers, LA Clippers, San Antonio Spurs e New Orleans Pelicans potrebbero perdere terreno, o cambiare assetto in corsa in vista della trade deadline del prossimo 7 febbraio, lasciando spazio per la rincorsa sia dei giovani Sacramento Kings, che dei rinnovati Minnesota Timberwolves.

Sacramento Kings, Vlade Divac medita di sostituire coach Dave Joerger

Divac su Joerger

Dave Joerger-Sacramento Kings, possibile cambio in panchina per la squadra di De’Aaron Fox e compagni?

Dubbi sulla permanenza di coach Dave Joerger sulla panchina dei sacramento Kings. Differenze di vedute tra l’ex coach dei Memphis Grizzlies, da tre anni capo allenatore dei Kings, ed il front office della franchigia californiana, guidato dal grande ex Vlade Divac, sarebbero alla base delle tensioni.

Secondo quanto riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports, Divac non approverebbe la riluttanza di Jorger nel concedere minuti alle giovani leve dei Kings, favorendo l’impiego di veterani quali Iman Shumpert, Kosta Koufos, Nemanja Bjelica e Troy Williams.

Al momento, i risultati di squadra parlano per coach Joerger. I Sacramento Kings (8-8) stanno vivendo la miglior partenza di stagione regolare da tempo immemore, complice anche una schedule abbastanza accessibile nelle prime 20 partite.

Dave Joerger-Sacramento Kings, il problema minuti per Bagley

Marvin Bagley III and Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center
Marvin Bagley III and Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center (Ezra Shaw, Getty Images)

Ruolo e minutaggio di Marvin Bagley III, la scelta numero 2 al draft NBA 2018 dei Kings, sarebbero il centro della questione tra Joerger e Divac.

L’ex Duke Blue Devils Bagley sta viaggiando a medie stagionali più che incoraggianti (11.6 punti e 5.5 rimbalzi a partita) in 22.6 minuti a partita, in uscita dalla panchina.

Altre ex prime scelte recenti dei Kings (Skal Labissiere da Kentucky e Harry Giles da Duke) stanno invece faticando a trovare minuti di gioco nelle rotazioni di Joerger.

Vlade Divac non ha fatto mancare negli ultimi giorni il supporto al coach che tre anni fa rimpiazzò George Karl sulla panchina dei Sacramento Kings.

Dave (Joerger, ndr) ha la nostra più competa fiducia e supporto. Continueremo a lavorare di comune accordo per sviluppare i tanti giovani a roster, e competere

-Vlade Divac su Dave Joerger-Sacramento Kings  –

Parole che non chiariscono però le differenze di vedute tra management e staff tecnico.

L’impiego di veterani più pronti alla pugna NBA, rispetto a giovani di belle speranze, riflette la volontà di Joerger di tentare da subito la caccia ad un difficile ma non impossibile ottavo posto ad ovest, per riportare a Sacramento quei playoffs che mancano dal 2006.

Dopo la sconfitta in trasferta di stanotte, per mano degli Houston Rockets, i Kings sono alla terza sconfitta nelle ultime quattro partite, ed alla quinta nelle ultime sette dopo una partenza sprint da 6-3.

 

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Sacramento Kings: Penny Dreadful

Tenebre, oscurità, mistero ed un passato insidioso da celare: sono queste le parole che meglio descrivono l’ ambientazione della serie tv Penny Dreadful. Protagonisti di questa serie sono senz’altro la signorina Ives, donna marchiata da un passato misterioso e da una inclinazione demoniaca; il signor Chandler, uomo proveniente dall’ America, che, nonostante le sue fattezze mostruose, si erge a protezione della fanciulla protagonista e sembra essere la sua unica salvezza. C’è una squadra in NBA il cui destino sembra essere avvolto da nebbie alquanto fitte:  i Sacramento Kings. Un recente passato quasi da dimenticare che però reca ancora conseguenze nel presente. Un salvatore, proveniente questa volta dal Vecchio Continente, che può far risorgere la franchigia californiana, sulla falsa riga di Ethan Chandler e la signorina Ives nella serie accennata poco fa: il suo nome è Bogdan Bogdanovic.

Bogdan-Bogdanovic
Bogdan Bogdanovic con la maglia Fenerbahce.

Le ultime stagioni dei Kings parlano abbastanza chiaro: mai sopra le 35 vittorie nelle ultime 9 annate, con la postseason che manca dal lontano 2006, quando nei Kings giocava un grandissimo del basket europeo come Predrag Stojakovic. Un altro serbo, dopo dieci anni, sta per rivestire la maglia nero-viola dei Kings e può essere uno degli uomini cardine per la rinascita della squadra del coach David Joerger. Stiamo parlando di Bogdanovic, neo vice-campione d’Europa con la nazionale e vincitore dell’ Eurolega 2016/2017 con il Fenerbahce. La guardia ha già dimostrato tutto il suo valore in Europa ed ora è prontissima per sostenere e superare l’ esame NBA. Da rookie, sicuramente, avrà bisogno di un po’ di tempo per abituarsi ai ritmi e allo stile di gioco americano, ma sicuramente potrà fare bene in una squadra che non ha molte ambizioni nella stagione che sta per iniziare.

De’Aaron Fox.

Estate molto turbolenta, invece, per un altro nuovo volto dei Kings 2017/2018. Come il sig. Chandler, anche Zach Randolph ha celato  parte del suo vero essere. La sua vicenda (arresto per possesso illecito di marijuana) sembra essersi conclusa nel migliore dei modi sia per lo stesso giocatore che per la sua nuova franchigia. Resta, però, da vedere le ripercussioni che avrà questa vicenda sull’andamento di Randolph nella prossima stagione. Gli altri volti nuovi sono Vince Carter, George Hill e il draftato De’Aaron Fox. Per sostituire al meglio i buchi lasciati vuoti da DeMarcus Cousins e da Rudy Gay, due lunghi con grande qualità offensiva, i Kings hanno pensato di cambiare letteralmente la propria impronta di gioco. Joerger ha a disposizione una squadra molto più veloce e tecnica, che sarà basata sulle accelerazioni improvvise ed i cambi di passo di Fox e sulla penetrazioni con scarico di Hill per Bogdanovic o Hield.

 

Rivoluzione, quindi, sia per quanto riguarda gli uomini che per quanto concerne il piano tattico del team di Sacramento. Resta comunque da capire come i  Kings si adatteranno al nuovo sistema di gioco e come utilizzeranno, in uscita dalla panca, le capacità in post di Z-Bo. Molte delle speranze dei tifosi Kings sono rivolte su Fox, quinta scelta assoluta del Draft 2017 e uno dei migliori prospetti americani dell’ultimo anno. A seguirlo passo dopo passo, nel suo inserimento tra i grandi, ci sarà l’esperto Hill. Sicuramente, la velocità e l’esplosività di Fox saranno molto utili, anche a gara in corso. Per Fox, uno dei pochissimi che ha realizzato una tripla doppia al college con i Kentucky Wildcats, la voglia di far bene e magari di lottare per il Rookie of the Year 2018, partendo da outsider.

Per il resto, l’obiettivo principale dei Sacramento Kings è di proseguire il lento cammino di rinascita iniziato una decina di anni fa tra mille difficoltà e cercare di far crescere i propri prospetti, tra cui ricordiamo anche l’haitiano Skal Labissiere e il greco Giorgios Papagiannis. In una Western Conference che assomiglia sempre di più alla Londra Vittoriana di Penny Dreadful, popolata da mostri e creature all’apparenza imbattibili, il miglioramento preposto dai californiani sembra quasi impossibile ma essi faranno di tutto per andare oltre la soglia delle 32 vittorie della stagione 2016/2017.

Pierluigi Ninni

I Sacramento Kings estendono il contratto di Vlade Divac e confermano Dave Joerger

I Sacramento Kings hanno sempre supportato la coppia Vlade Divac Dave Joerger, ed oggi sono pronti a riconfermarla.

Nella giornata di ieri, infatti, è arrivata la notizia del rinnovo di uno e la conferma dell’altro.

Per quanto riguarda Valde Divac, la società ha proposto ed ottenuto dal dirigente un’estensione di contratto fino al 2019/20.

Dave Joerger invece ha ricevuto la fiducia dei Kings, rimanendo anche per quest’anno l’head coach della squadra.

Possiamo dire quindi che, nonostante il passato burrascoso, i Sacramento Kings vogliano cominciare a trovare dei punti di riferimento a livello dirigenziale per poter continuare con più stabilità il loro progetto.

Sacramento Kings
#VLADE DIVAC
#DAVE JOERGER

UN PASSATO BURRASCOSO PER UN PROGETTO STABILE

Durante la sua esperienza ai Saramento Kings, Valde Divac non ha fatto di certo il massimo per farsi amare dai tifosi.

Infatti, non andando troppo indietro nel tempo, possiamo ricordare la recente trade che ha visto partire DeMarcus Cousins, scatenando le proteste dei sostenitori Kings, non pienamente contenti delle contropartite ricevute.

Oggi, però, le cose sembrano esser cambiate.

I Sacramento Kings infatti, grazie alle mosse di Vlade Divac e la conduzione del roster da parte di Dave Joerger, si trova con un team giovanissimo e promettente.

Per vedere i frutti di questo lavoro ci vorrà ancora un po’ di pazienza e i due interpreti del progetto (Divac e Joerger) dovranno godere di stabilità per poter lavorare al meglio.

Ecco quindi spiegata la decisione della società, che, nonostante i dubbi, ha voluto lasciare la palla in mano ancora per 2 anni a questa strana ma funzionante coppia di Sacramento.

 

Joerger è il nuovo Re di Sacramento

Sacramento Kings

“As much as this city has fought, the fans were more than deserving of this night. I wished we could have sealed the deal with a win.”

DeMarcus Cousins non c’è la fatta. I suoi 37 punti con 16 rimbalzi non sono bastati ai Kings per avere la meglio sugli Spurs. A guastare la festa ci hanno pensato due spallate alla partita di Leonard e Aldridge: il primo ha propiziato un parziale di 16-2 con Sacramento in vantaggio di 9 punti, il secondo ha chiuso la partita dopo un parziale di 12-2 dei californiani. Il risultato finale è quindi 102-94 per i texani.

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COUSINS E JOERGER

 

THE IMPORTANCE OF BEING JOERGER

Sul trono del Re dal 2012 si sono avvicendati ben sei allenatori diversi. Joerger ha tutte le carte in regola per stare seduto a lungo, a partire dal suo rapporto con Cousins:

“Joerger’s been great. I think what he brought to the team is what this team needed. It fits our identity more than how we played in the past. Not to knock any of the previous situations but I think this situation fits this team the best.”

Le parole di boogieman fanno presagire tante cose buone. I risultati si vedono in campo: gli Spurs hanno fatto davvero tanta fatica a vincere questa partita perchè i Kings erano finalmente organizzati. Ciascuno dei 10 giocatori scesi in campo ha giocato almeno 10 minuti: la fiducia del coach verso un roster si vede anche da questi dettagli. Joerger parla così dei suoi:

“I didn’t really do anything special other than try to be yourself. I think if you try to be somebody else that’s always a problem. Players can always see right through that so just be yourself, what you’re trying to do, how we’re trying to build it for the future of our team this season and going out for future years.”

MANCANO ANCORA 80 PARTITE

80 partite sono un’enormità, vero. È vero anche che questi Kings sono in fase di rodaggio e che può cambiare ancora molto in fase di mercato. L’impressione è che se Vivek Ranadivè, proprietario dei Kings, non inseguirà altre chimere come la difesa a 4 ma si fiderà del suo coach, questa squadra potrà togliersi delle soddisfazioni. Già qualificarsi per i playoff sarebbe un traguardo eccezionale, un piccolo passo per diventare grandi. C’è tanta concorrenza per quegli otto posti ad Ovest ma i Kings hanno dimostrato di potersela giocare con tutti.

La dura vita degli Head Coach in NBA

E’ dura la vita da head coach nella massima lega di basket americana, pensate a David Blatt, allenatore che ha portato i Cleveland Cavaliers alle finali di Conference vincendole ed alle Finals per il titolo NBA prima di essere sconfitto dai Warriors senza Irving e Kevin Love, e dopo nemmeno metà stagione è stato licenziato dalla franchigia dell’Ohio. Oppure a Tom Thibodeau, ex head coach dei Chicago Bulls, individuato dalla franchigia come il problema dei numerosi infortuni e della mancanza di gioco offensivo della squadra, allontanato dalla dirigenza alla fine della scorsa stagione per Fred Hoiberg, allenatore che alla prima esperienza nella lega statunitense è stato criticato subito e dagli stessi giocatori (tra cui Jimmy Butler) non riuscendo a portare una squadra di alto livello nemmeno ai playoffs.

Ma dall’altro lato può essere facile, quando si ha alle spalle una dirigenza che crede nella progettualità: chiedere agli Spurs, ai Miami Heat, ai Dallas Mavericks, ai Trail Blazers o ai Toronto Raptors per avere notizie a riguardo.

Ecco l’elenco della “longevità” degli Head Coach della lega sulle loro panchine:

  1. Gregg Popovich, Spurs: December 1996
  2. Erik Spoelstra, Heat: April 2008
  3. Rick Carlisle, Mavericks: May 2008
  4. Dwane Casey, Raptors: June 2011
  5. Terry Stotts, Trail Blazers: August 2012
  6. Mike Budenholzer, Hawks: May 2013
  7. Steve Clifford, Hornets: May 2013
  8. Doc Rivers, Clippers: June 2013
  9. Brad Stevens, Celtics: July 2013
  10. Brett Brown, Sixers: August 2013
  11. Stan Van Gundy, Pistons: May 2014
  12. Steve Kerr, Warriors: May 2014
  13. Quin Snyder, Jazz: June 2014
  14. Jason Kidd, Bucks: July 2014
  15. Billy Donovan, Thunder: April 30th, 2015
  16. Scott Skiles, Magic: May 29th, 2015
  17. Alvin Gentry, Pelicans: May 31st, 2015
  18. Fred Hoiberg, Bulls: June 2nd, 2015
  19. Michael Malone, Nuggets: June 15th, 2015
  20. Tyronn Lue, Cavaliers: January 22nd, 2016
  21. Earl Watson, Suns: February 1st, 2016
  22. Kurt Rambis, Knicks: February 8th, 2016
  23. Kenny Atkinson, Nets: April 17th, 2016
  24. Tom Thibodeau, Timberwolves: April 20th, 2016
  25. Scott Brooks, Wizards: April 26th, 2016
  26. Luke Walton, Lakers: April 29th, 2016
  27. Dave Joerger, Kings: 9th May, 2016.

 

Ufficiale: Dave Joerger nuovo head coach dei Kings

Aggiornamento ore 23:00 
E’ ufficiale, i Sacramento Kings hanno trovato un accordo sulla base di tre anni con Dave Joerger. Vlade Divac: “Ci abbiamo parlato e ci siamo subito trovati d’accordo. Ha come noi la voglia di creare una cultura vincente qui a Sacramento”. 

Da poco Dave Joerger è stato licenziato -esattamente dal 7 maggio- dai Memphis Grizzlies e già i Sacramento Kings, che puntano a ricostruire la propria franchigia, si sarebbero interessati al coach del Minnesota. Joerger, il quale ha mosso i primi passi a soli 23 anni, nel ‘97 come assistente prima e allenatore nelle leghe minori americane, è approdato in NBA nel 2007, proprio ai Grizzlies, come assistente di Marc Iavaroni. Dal 2009 al 2013 è stato la spalla Lionel Hollins e, proprio dal 27 giugno dello stesso anno, Joerger è diventato head coach, ottenendo al primo anno riconoscimenti come allenatore del mese per gennaio e aprile.

Dave Joerger.
Dave Joerger.

In questi 3 anni alla sua guida, i Grizzlies hanno racimolato un record di 147-99 ed hanno, in questa stagione, raggiunto i playoff a dispetto dei 28 giocatori in borghese per infortunio, che ad oggi è un record NBA. In questi giorni, Joerger, secondo Adrian Wojnarowsky di The Vertical, sarebbe stato scortato da un jet privato dei Kings per parlare, appunto, di una sua possibile firma per la squadra californiana. Discrepanti, invece, sono le notizie riguardanti l’accordo finanziario che potrebbero essere siglato a 12 milioni di dollari circa per 3 anni, secondo lo stesso Wojnarowsky, o ai 16 per 4 anni, come riportato da Marc Stein di ESPN. Le trattative dovrebbero essere a buon punto e sarebbe stata data a Joerger libertà di decisione per quanto riguarda gli assistenti allenatori: in particolare è stato fatto il nome di Bill Bayno, attualmente in forza dei Toronto Raptors. Certo è che al momento nulla è ufficiale, ma ormai per l’annuncio è solo questione di tempo.

Grizzlies: l’assenza di Gasol si fa pesante

I Memphis Grizzlies per la prima volta in stagione sono dovuti partire per il freddo nord, andando a trovare in casa i Toronto Raptors. L’head coach Dave Joerger, per la partita di questa notte, ha potuto finalmente avere a disposizione Lance Stephenson, Chris Anderson e P.J. Hairston. L’ex Indiana Pacers ha avuto un buon impatto, con 16 punti e 2 assist. D’altro canto Hairston ha avuto molti minuti a disposizione, 16, segnando solo 2 punti con un 1 su 5 al tiro.

Lance Stephenson
Lance Stephenson

Nel primo quarto Zach Randolph ha voluto spingere forte sull’acceleratore aiutato anche dal sempre eterno Vince Carter autore di 13 punti prima della pausa lunga. Purtroppo per loro Cory Joseph a fine del primo quarto è riuscito a piazzare un Buzzer Beater da dietro l’arco, portando i Toronto Raptors a + 2. Seppur i Grizzlies nella partita si sono ritrovati spesso con distacchi in doppia cifra da dover recuperare, alcune note positive le si possono ritrovare in Stephenson. Come sottolineato da Grace Baker, di grizzlybearblues.com, l’ex Charlotte Hornets sembrava che si trovasse a suo agio nel sistema di gioco di Joerger con l’impressione che avrà a disposizione sempre più minuti se riuscirà a mantenere tali aspettative.

L’assenza di Marc Gasol si è fatta notare in difesa, dove 9 sono stati i rimbalzi offensivi catturati dai Raptors, che hanno concesso la vittoria ai canadesi per 93 – 85. Tutto sommato i Grizzlies hanno combattuto duramente per tutta la partita, ma semplicemente tutto ciò non è bastato per agguantare la vittoria. Complice anche un 36.8% dal campo, contro il 40.7% dei canadesi, i ragazzi di Joerger non sono mai riusciti ad imporre il loro gioco con Chris Andersen, voluto per sostituire Gasol, che appare ancora lontano dal potersi inserire negli schemi di gioco. Per loro fortuna non dovranno disputare altre partite fino a mercoledì notte, quando dovranno affrontare i Los Angeles Laker, così da aver maggior tempo per inserire in nuovi acquisti nel sistema di gioco guidato da Randolph.

Grizzlies, i problemi sono infiniti: Joerger vicino all’esonero

Dave Joerger è un grande allenatore e ora può portare la sua impronta anche ai Sacramento Kings

L’Head Coach dei Memphis Grizzlies Dave Joerger è fortemente a rischio esonero, come riporta un tweet di Brian Geltzeiler.

Il team del Tennessee, infatti, non ha cominciato la regular season come ci si aspettava quest’estate dopo l’acquisto di Matt Barnes e la salatissima estensione contrattuale di Marc Gasol.

Il primo a rimetterci sembra essere proprio l’allenatore della squadra con un record di 13-12.

I Grizzlies si stanno trovando in difficoltà quando affrontano squadre d’élite, come può anche dimostrare la sconfitta di 40 punti contro i Cleveland Cavaliers ma soprattutto l’asfaltata ricevuta dai Golden State Warriors per 119-69.

Ognuno dovrebbe avere il proprio orgoglio ferito“- ha detto il lungo spagnolo ai microfoni del Memphis Commercial Appeal. Courtney Lee ha invece aggiunto: “E’ imbarazzante perdere di così’ tanto. Non possiamo farci scappare la partita dalle mani senza che ce ne accorgiamo”.

I problemi per Memphis iniziano in difesa. Per anni sono stati un team che costruiva le proprie vittorie sul gioco interno di Randolph e del Catalano e sulla aggressività difensiva, in primis quella di Tony Allen. Quest’anno invece i Grizzlies sembrano disinteressati e stanchi, come possono dimostrare i 104 punti subiti su 100 possessi e tutti i tiri da tre punti che concedono smarcati agli avversari.

La difesa lascia libera la linea di fondo ed il tiratore
La difesa lascia libera la linea di fondo ed il tiratore

Questi numeri sono spaventosi. La squadra concede il 46% dei tiri segnati dal campo ed il 37% da oltre l’arco dei 7.25.

I problemi non sono finiti però. Uno degli enigmi principali di questa stagione è il 34enne Tony Allen. Allen, ex All Defensive team, sta subendo la penetrazione del suo uomo troppo spesso. Il team della western conference infatti gioca meglio quando la guardia-ala è in panchina, come dimostrano i numeri di NBA.com. Non dobbiamo però farci condizionare da questa statistica: il quintetto iniziale dei Grizzlies viene superato in media di 23 punti su 100 possessi dall’avversario, a causa soprattutto dalle pessime spaziature della squadra.

Il record attuale però permette comunque alla città del Rock’n Roll di essere abbondantemente nelle prime otto squadre della Conference.

Incubo Memphis, questi Thunder sono una tempesta

Nella cavalcata trionfale dei Golden State Warriors, ogni altro risultato passa in secondo piano. E così una gara perfetta degli Oklahoma City Thunder contro i grandi rivali dei Memphis Grizzlies rischia di passare sottotraccia nella notte NBA. In realtà, quello che è andato in scena al FedExForum di Memphis è stata forse la miglior prova stagionale di Durant e compagni, che battono 125-88 dei frastornati Grizzlies.

L’MVP ha infatti chiuso la partita come miglior giocatore in campo, grazie a ben 32 punti, 10 rimbalzi e 6 assistQuando giochiamo insieme così, è tutto più facile. Abbiamo giocato una pallacanestro pulita, è stato divertente da giocare”.

Oltre alla stella, anche gli altri giocatori hanno partecipato e dato una mano alla vittoria di squadra: Westbrook infatti ha concluso con 13 punti e 16 assist, Ibaka 17 punti, DJ Augustin 13 e Dion Waiters 12Penso sia stata la peggior sconfitta contro di loro, specialmente in casa” commenta sconsolato Zach Randolph dopo aver finito la partita con 9 punti e 10 rimbalzi messi a referto.

La partita è stata a senso unico sin dall’inizio del match e, durante l’ultimo quarto, il coach Billy Donovan si è potuto concedere il lusso di tenere fuori tutti i suoi starter, Westbrook e Durant compresi “Non riesco a spiegare abbastanza di quello che ha fatto Russell” ha commentato a fine partita il coach “Secondo me è uno dei rari ragazzi che in questa lega può essere dominante senza segnare durante una partita”.

A ulteriore prova della difficoltà avuta da Memphis di andare a canestro si può guardare lo 0 nella casella dei punti segnati di Mike ConleySe guardiamo i numeri, è piuttosto semplice” spiega il coach di Memphis Dave Joerger “Sai che una squadra ha fatto canestro e l’altra ha faticato. La nostra intensità difensiva non era dove sarebbe dovuta essere”. Per Memphis si tratta della decima sconfitta stagionale (l’ottava a doppia cifra): questa squadra, quando va sotto, tende a farlo notare….

https://www.youtube.com/watch?v=hlzpMc1nik4