DeMarcus Cousins, Kerr: “Stagione probabilmente finita, noi speriamo”

DeMarcus Cousins non dovrà sottoporsi ad alcun intervento chirurgico, ma la sua stagione è probabilmente finita.

Questa e la situazione di Cousins come riportato da coach Steve Kerr, che tuttavia – messo da parte per un secondo il consueto realismo – non esclude a priori di vedere l’ex giocatore dei Sacramento Kings di nuovo in campo in questi playoffs, a certe condizioni.

La tempistica per questo infortunio è di solito di due mesi” Così Kerr “Anche se il nostro preparatore atletico (Rick Celebrini, ndr) ci ha detto che si sono casi di recuperi più veloci. Per cui lasciamo una piccola finestra aperta nell’eventualità“.

Esiste la serissima possibilità dunque che Cousins possa aver già disputato l’ultima partita della sua breve esperienza ai Golden State Warriors. Il lungo è sotto contratto (5.3 milioni di dollari) sino al termine della stagione, e gli Warriors non avranno la possibilità materiale di trattenerlo: “Ci dispiace davvero tanto per DeMarcus, ha aspettato questo momento per anni, e poi si fa male alla seconda partita. E dopo tutto il lavoro fatto per recuperare dall’infortunio dell’anno scorso (…) quest’anno ha giocato alla grande, l’ultimo mese è stato spettacolare“.

L’infortunio di Cousins priva gli Warriors di un titolare, di un’opzione offensiva valida e di un passatore di livello in una serie – quella contro i Los Angelels Clippers – che ha visto i bi-campioni in carica perdere troppi palloni.

Draymond Green, Kevon Looney ed Andrew Bogut si distribuiranno i minuti di DeMarcus Cousins, mentre coach Kerr tornerà a fare affidamento al quintetto con Andre Iguodala, Kevin Durant e Draymond Green che tanto ha fatto le fortune di Golden State negli anni passati.

Esiste però un precedente, proprio in casa Warriors, che rappresenta oggi una speranza per Cousins e la squadra: nel 2013, David Lee – all’epoca giocatore importante dei Golden State Warriors di Mark Jackson – riportò uno strappo all’altezza del muscolo flessore della gamba destra in gara 1 del primo turno di playoffs contro i Denver Nuggets.

L’infortunio (diverso da quello di Cousins, che ha riportato lo strappo del quadricipite sinistro) avrebbe dovuto porre fine alla stagione di Lee, che fu invece in grado di ritornare in campo già alla sesta partita di quella serie, poco più di due settimane più tardi.

Pessime notizie Warriors: strappo al quadricipite sinistro per Cousins

Pessime notizie in casa Golden State Warriors: l’infortunio rimediato da DeMarcus Cousins dopo i primi minuti di gara 2 contro i Los Angeles Clippers è grave. Come temuto, la risonanza magnetica ha evidenziato lo strappo del quadricipite sinistro della stella degli Warriors. Ora, come riporta Shams Charania, la sua stagione potrebbe essere finita.

Molto dipenderà anche da come il giocatore risponderà alle prossime due settimane di riabilitazione. Sempre per Charania, l’infortunio non dovrebbe richiedere interventi.

 

Warriors, oltre al danno anche la beffa: rimontati di 31, perdono DeMarcus Cousins

I Golden State Warriors sono stati rimontati dai Los Angeles Clippers, i quali si trovavano, nel terzo quarto, sotto di 31 punti. Gara 2 si è così conclusa sul 135-131 per la squadra di LA. Al danno della sconfitta e del modo in cui è stata incassata, si aggiunge per la franchigia di Oakland la perdita per infortunio di DeMarcus Cousins.

Si tratta di una rimonta incredibile. I Clippers, andati sotto di 31 a 7 minuti dalla fine del terzo periodo, avevano allora lo 0.1% di possibilità di vittoria.

Si tratterebbe anche della rimonta più larga della storia dei Playoff, che ne supera una messa in atto dai cugini dei Los Angeles Lakers nel 1989, di 29 punti.

Le voci dei protagonisti, Cousins preoccupa

Lou Williams, che ha fatto registrare due massimi personali ai Playoff con 36 punti e 11 assist, ha parlato così:

“Non è che vuoi necessariamente il record, semplicemente inizi a rimontare, sei competitivo e ti perdi nella partita. E quando arrivi a -12, poi -10, capisci che c’è qualcosa per cui giocare… insomma sono uno di quei giocatori che possono scaldare la mano facilmente”

Coach Doc Rivers, che continua a compiere imprese con i suoi Clippers, ha dichiarato:

“Abbiamo cambiato un paio di cose in attacco e difesa al volo nel terzo quarto. Ma è stato davvero lo spirito dei ragazzi a funzionare, quello di ciascuno di loro, ho adorato tutto questo”

Umori completamente opposti in casa Warriors, che dovranno affrontare, oltre ai fantasmi di questa rimonta, un infortunio che appare serio per DeMarcus Cousins. Come riportato da Adrian Wojnarowski:

“C’è seria preoccupazione di uno strappo al quadricipite, ma fino alla risonanza magnetica di martedì non ci sono certezze. La speranza è che sia solo un affaticamento”

Chiaramente, in caso di strappo, la stagione di Boogie Cousins sarebbe terminata anzitempo. Coach Steve Kerr non si è voluto sbilanciare troppo:

“Sarà fuori per un po’, fino alla risonanza magnetica non abbiamo certezze”

Steph Curry ha invece voluto solidarizzare con il compagno:

“E’ dura. Indubbiamente ti dispiace molto per DeMarcus, considerando che ha già vissuto tutto questo l’anno scorso. Questo è un palcoscenico importante, lo aspettava da tanto”

Infine Klay Thompson:

“Gli auguro un recupero veloce, sarà fondamentale per noi se vogliamo compiere un percorso duraturo ai Playoff”

Steve Kerr sul quintetto Warriors, “Iguodala giocherà spesso al posto di Cousins”

Dopo una vittoriosa gara 1, i Golden State Warriors sono pronti a sfidare nuovamente nella notte i Los Angeles Clippers, in un match valido per il primo turno dei playoffs NBA. Coach Steve Kerr ha però aperto alla possibilità di vedere un’importante cambio nel quintetto titolare della franchigia californiana, con Andre Iguodala al posto di DeMarcus Cousins per affiancare Stephen Curry, Klay Thompson, Kevin Durant e Draymond Green.

“È il miglior quintetto della lega, quindi lo useremo molto di più durante i playoffs rispetto a quanto fatto nella regular season” , ha detto l’ex giocatore dei Bulls ai microfoni di Nick Friedell di ESPN.

Questa scelta consentirebbe agli Warriors di usufruire della grande velocità di cui sono dotati i cinque campioni NBA, pur non potendo competere con la fisicità dei centri avversari.

Iguodala in quintetto: quale destino per DeMarcus Cousins?

Le parole di Kerr provocano certamente qualche perplessità riguardo il ruolo di DeMarcus Cousins, che sarebbe costretto dunque a partire dalla panchina.

Diventerebbe di certo un grande rinforzo dalla panchina, senza escludere la possibilità di vederlo tra i cosiddetti “Hamptons Five” in sostituzione di Draymond Green, permettendo a Golden State di avere in campo cinque all stars, nonché eccellenti tiratori da tre.

Lakers-Warriors: i Campioni scherzano i resti dei gialloviola

LeBron James and Kevin Durant, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center

Game 79 Recap: Lakers-Warriors

Dopo la vittoria di New Orleans e la sconfitta di Oklahoma City, i Los Angeles Lakers (35-43) tornano allo Staples Center per affrontare per la quarta ed ultima volta i Golden State Warriors (53-24).

Dopo il successo nella sfida di Natale, la stagione lacustre è letteralmente andata a rotoli tra problemi strutturali ed infortuni. I due incontri successivi – con LBJ e Zo out – sono stati vinti senza troppi problemi dai bi-Campioni NBA.

Walton – privo di Lonzo Ball, Josh Hart, Brandon Ingram, LeBron James e Kyle Kuzma oltre che di Tyson Chandler e Reggie Bullock – promuove in quintetto Caruso, schierato con Rondo, KCP, Wagner e McGee.

Kerr – out l’ex Andrew Bogut, Andre Iguodala e Shaun Livingston, risponde con Steph, Klay, KD, Green e DMC.

Lakers-Warriors, gara finita dopo dieci minuti

La differenza tra i lacustri – oltretutto in questa rimaneggiata versione di fine stagione – ed i Campioni NBA è evidente fin dalla palla a due.

Gli angeleni faticano a costruire buoni tiri, commettono errori a ripetizione – 2/8 dal campo, tre stoppate subite – ed in difesa non riescono a contenere l’attacco avversario. Gli Warriors in attacco eseguono a memoria, spingono la transizione e colpiscono dall’arco. Draymond Green schiaccia in contropiede e colpisce dall’arco, DMC segna tre volte senza problema alcuno.

4-14 dopo poco più di quattro minuti di gioco, inevitabile timeout per coach Luke Walton.

La sosta non giova ad L.A., che dopo l’illusoria schiacciata di JaVale McGee continua a sparacchiare dal campo oltre a non riuscire a difendere sul perimetro. Kevin Durant, come Klay, segna due volte dall’arco e schiaccia – assistito da un clamoroso passaggio dietro la schiena di Steph – indisturbato, imitato poco dopo dai neoentrati Looney e McKinnie.

JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center
JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

8-31 con 3’56” da giocare nel quarto, seconda sospensione per lo sconsolato Walton. 4/19 dal campo per i padroni di casa contro il 12/17 con 10 assist della franchigia della baia.

Gli innesti di Lance, Muscala e JWIII non apportano sostanziali variazioni al tema della gara, Alfonzo McKinnie e KD colpiscono ancora dall’arco, Williams e Rondo muovono il punteggio per i gialloviola. Il tip di Looney fissa il punteggio della prima frazione, 12-39.

Peggior quarto offensivo della stagione per i Lakers, che tirano col 20% dal campo (0/10 da tre) ed evitano un tracollo di proporzioni storiche grazie a qualche persa di troppo (7) di GSW.

Lakers-Warriors, le seconde linee lacustri lottano

Walton riparte con Lance, Caruso, Jones, JWIII e Muscala. La maggiore voglia della lineup schierata, complice lo 0/5 dall’arco degli Warriors – consente ai lacustri di produrre un parziale di 10-2 in avvio di secondo quarto. Protagonista Johnathan Williams, che trova la via del canestro tre volte oltre a segnare dalla lunetta.

A ristabilire le distanze (24-48) ci pensa Quinn Cook, a segno in transizione e dall’arco. Il prodotto di Duke segna ancora, risponde KCP autore – dopo quella di Moose – della seconda tripla della gara di L.A. 27-59 con 5’29” da giocare nel tempo.

Al rientro dal timeout Rajon Rondo segna dall’arco allo scadere dei 24” ed assiste la schiacciata di McGee. Jemerrio Jones dal suo canto è attivo a rimbalzo e sulle linee di passaggio, riuscendo così a trovare il canestro inm due occasioni. Dopo la seconda tripla di Cook, i gialloviola segnano ancora con Rondo e Kenny, riducendo ulteriormente le distanze.

40-55 ad 1’55” dall’intervallo lungo, timeout per il tutt’altro che soddisfatto coach Steve Kerr.

Al rientro in campo si vede per la prima volta Steph Curry, che segna dall’arco e dal mid-range, ma a scuotere lo Staples Center…

…ci pensa Alex Caruso, che dopo aver sbagliato le prime sei conclusioni della partita corregge con veemenza l’errore di Rondo.

42-60 al termine del primo tempo, gara saldamente nelle mani dei Campioni NBA ma quantomeno le terze linee dei Lakers hanno provato a giocare con intensità ed energia.

Lakers-Warriors, DMC inarrestabile

Al ritorno in campo, come in avvio di partita, sono i lunghi di Kerr a dominare la gara. Green segna due volte nel pitturato, serve KD e colpisce dall’arco. DeMarcus Cousins punisce la pigra difesa sul perimetro di McGee e Muscala…

…colpendo due volte da tre.

JaVale ci prova, ma ad una stoppata segue un’infrazione per goaltending mentre in attacco non riesce a produrre altro che qualche tip. Moe Wagner, nonostante continui a perdere qualche possesso di troppo, dimostra di non avere timori reverenziali ed ogni qualvolta è accoppiato con DMC prova a sfruttare la maggiore velocità.

Con la schiacciata di fine tempo Caruso si è sbloccato e trova la via del canestro – due volte – in penetrazione e dall’arco. 55-82 con 6’58” da giocare.

Boogie prima segna la terza tripla della frazione, poi schiaccia dopo un coast-to-coast. Il pick-and-roll e la difesa sul perimetro restano un rebus indecifrabile per i Lakers, che subiscono la schiacciata di Kevon Looney e la tripla di Lee. Lance Stephenson monopolizza l’attacco lacustre producendo solo cinque punti prima dello step-back dello stesso Damion Lee. 60-94 con 2’06” da giocare nel quarto.

Gli Warriors non segnano nel finale della frazione, consentendo ai gialloviola di ridurre le distanze con le triple di Rondo e Mike Muscala, 66-94 all’ultimo mini-break.

Lakers-Warriors, it’s garbage time!

L’ex 76ers in avvio dell’ultimo quarto segna ancora dall’arco e dalla media, prima di lasciare il campo a Wagner. Con la partita finita da un pezzo, Walton completa la #SouthBayConnection schierando anche Bonga con Caruso, Jones, Moe e JWIII dopo poco più di quattro minuti di gioco.

Johnathan Williams, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center
Johnathan Williams, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center (Marcio Jose Sanchez, AP Photo)

Cook continua a segnare indisturbato, Isaac Bonga segna correggendo l’errore di Wagner. 75-103 a 6’40” dalla fine della gara.

Il rookie tedesco di origini congolese segna anche due liberi, imitato dal connazionale Wagner. Williams schiaccia due volte indisturbato nel pitturato, non gradisce Kerr. 83-103 con 3’44” da giocare, timeout per il Coach of the Year del 2016.

Moe segna dalla media e, dopo la tripla di Lee, Williams schiaccia l’alley-oop alzato da Bonga. Dopo il canestro di Cook il prodotto di Michigan completa anche il gioco da tre punti, 90-108 a meno di cento secondi dalla sirena.

Punteggio che non cambia, poiché negli ultimi possessi non segna più nessuno.

Lakers-Warriors, DMC il top scorer

Dopo un difficile primo tempo, la schiacciata scuote Caruso (9+5+6) che sale di livello nel proseguo della gara. Per Alex 4/14 dal campo oltre a tre perse. Discorso analogo per Wagner (13+6+2) che perde troppi palloni (4) ma dimostra di avere carattere da vendere.

McGee (8+13 con 3 stoppate) dimostra contro una frontcourt di livello tutti i suoi limiti, soprattutto difensivi. Impiego limitato rispetto alle ultime uscite per KCP (7+2+3) e Rondo (12+4+2), entrambi pessimi al tiro: 3/19 per Pope, 5/15 per Rajon. Immancabile il peggior plus/minus (-32) della gara per l’ex Celtics e Pelicans. Lance completa la serata no dei veterani (5+3+3 con 1/7 dall’arco).

Positivi Williams (17+13 con 8/14 dal campo) e Jones (4+7+3, +23 di +/-) dalla panchina, mentre Muscala è autore, per quel che vale, di una discreta prestazione (11+6 con 3/5 dall’arco). Tanti minuti anche per Bonga (4+3+2).

Jemmerio Jones and Stephen Curry, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center
Jemmerio Jones and Stephen Curry, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Staples Center (Marcio Jose Sanchez, AP Photo)

Top scorer dei Campioni è DMC (21+10 con tre triple), mentre Steph (7+10+7, 3/14) e Klay (11+4+3, 3/11) litigano con il canestro. Sotto media anche KD (15+6+8 con tre triple e sei perse), mentre Grenn (12+4+6) è efficace dall’arco. Dalla panca, 18 con 8/14 al tiro per Cook.

Box Score su NBA.com

Lakers-Warriors, gara senza storia

Ancora tre gare ed il calvario lacustre terminerà. Contro i Campioni NBA gara senza storia, con i titolari capaci di raggiungere il +27 già nel corso della prima frazione.

L’unico spunto d’interesse della gara è stato il conciliabolo tra LeBron e KD…

…che inevitabilmente darà vita a mille speculazioni, in vista della prossima Free Agency.

Back-to-back per i Los Angeles Lakers, che tornano in campo domani notte – 04:30 italiane – per affrontare allo Staples Center gli LA Clippers.

Tifoso bandito dal Garden per cori razzisti verso DeMarcus Cousins

E’ notizia di qualche ora fa che un tifoso dei Boston Celtics è stato bandito dal TD Garden per 2 anni. Il motivo sarebbe l’aver insultato DeMarcus Cousins destinandogli cori razzisti. L’episodio risale al 26 gennaio, quando i Warriors sconfissero i Celtics per 115-111. Il provvedimento è stato preso dalla stessa NBA, come riporta Chris Haynes di ESPN.

In quella gara DeMarcus Cousins giocò 23 minuti, segnando 15 punti e raccogliendo 8 rimbalzi.

 

Warriors, risonanza magnetica per DeMarcus Cousins, Andrew Bogut pronto al debutto

DeMarcus Cousins sarà sottoposto a risonanza magnetica al piede destro, secondo quanto annunciato dai Golden State Warriors a Nick Friedell di ESPN.

Il lungo degli Warriors aveva accusato un problema alla caviglia destra nella gara contro gli Oklahoma City Thunder, ed era stato costretto ad abbandonare il campo nel quarto periodo.

La presenza di Cousins risulta pertanto in dubbio per la gara contro i San Antonio Spurs di lunedì. Gli Warriors agiranno con estrema cautela, per non rischiare di incorrere in ricadute dopo il terribile infortunio al tendine d’Achille sinistro dello scorso anno.

In 21 gare con gli Warriors, Cousins ha viaggiato sinora a 15.6 punti, 7.9 rimbalzi e 3.6 assist di media.

Dopo aver lasciato i New Orleans Pelicans per giocarsi le proprie chance di vincere un anello a Oakland, Cousins è chiamato a tornare ai livelli pre infortunio, per coprire quella che forse è l’unica lacuna nel sistema Warriors, ossia il ruolo del centro.

Dopo un inizio a minutaggio limitato, “Boogie” sembra essersi ambientato al meglio dalle parti della Baia, e sta entrando sempre di più nei meccanismi del gioco degli uomini di Steve Kerr. La speranza egli Warriors è che quel che è successo contro Oklahoma abbia provocato solo un grande spavento, e non abbia intaccato la fiducia nel ritorno di uno dei lunghi NBA più efficaci degli ultimi anni nella NBA.

Golden State Warriors, Bogut pronto al debutto

Dopo una settimana dalla firma per un contratto sino al termine della stagione, pare essere arrivato in casa Warriors il momento dell’esordio stagionale per Andrew Bogut.

Il lungo australiano aveva fatto ritorno in patria per giocare con i Sidney Kings nell’aprile del 2018. In Australia, Bogut è stato nominato MVP della NBL (la massima lega australiana), ma la corsa dei suoi Kings si è fermata in semifinale, con una sconfitta per 2-0 per mano dei Melbourne United, poi laureatisi campioni.

Al termine della stagione, l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks ha accettato l’offerta dei Golden State Warriors, squadra in cui Bogut aveva già militato dal 2012 al 2016. Andrew Bogut potrebbe dunque fare il suo nuovo esordio in maglia Warriors già nella serata di lunedì all’AT&T Center di San Antonio, dopo una settimana di preparazione.

Warriors-Rockets, DeMarcus Cousins è la chiave per Golden State: “Nessuno può marcarmi”

Se significa qualcosa? NoCosì Kevin Durant a chi chiedeva se lo 0-3 stagionale nella serie accumulato contro gli Houston Rockets preoccupasse i Golden State Warriors: “L’importante sono i playoffs“.

Gara 4 della serie di stagione regolare tra Warriors-Rockets è arrivata, e Durant non ne ha preso parte a causa del leggero infortunio alla caviglia patito due giorni prima contro i Phoenix Suns.

DeMarcus Cousins si fa carica dell’assenza di KD e sforna la miglior prestazione stagionale personale, portando i suoi alla vittoria per 106-104 al Toyota Center di Houston.

32 minuti di gioco, 27 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 2 stoppate per “Boogie” (con 11 su 16 al tiro), che sopperisce alle difficoltà al tiro di Steph Curry (24 punti con 8 su 20 dal campo) ed innesca un Klay Thompson da 30 punti e 5 su 10 dalla lunga distanza.

Andre Iguodala sostituisce in quintetto base l’infortunato Durant, i Rockets si ritrovano sotto di 13 punti nel quarto periodo (100-87) ma rimontano sino a -1, siglato da Chris Paul, a 10 secondi dal termine. Curry non sbaglia dalla lunetta, Harden si e proprio Iguodala cattura il rimbalzo ad assicura la vittoria ai suoi.

La sconfitta interrompe a 9 la serie di partite vinte consecutivamente dagli Houston Rockets (42-26), ora quarti ad Ovest a mezza partita di distanza dai Portland Trail Blazers (41-26). “La partita no ci ha detto nulla che no sapessimo già, su di loro” Così Chris Paul a fine gara “Ormai ci conosciamo fin troppo bene“.

Warriors-Rockets, Cousins: “Nessuno può marcarmi”

DeMarcus Cousins, rientrato in campo lo scorso 18 gennaio dopo un anno di assenza per infortunio, non aveva preso parte alle prime due sfide tra Warriors-Rockets. La terza partita, quella del 23 febbraio scorso, aveva visto un Cousins in difficoltà, soprattutto in difesa, falloso e poco attento (6 palle perse), in una partita casalinga persa dai Golden State Warriors nonostante l’assenza di James Harden.

Il DeMarcus Cousins presentatosi al Toyota Center è un giocatore in condizioni atletiche migliori, un problema insormontabile per la frontline avversaria formata da Clint Capela  e Kenneth Faried.

Non credo ci sia nessuno che possa marcarmi uno contro uno, semplicemente. Potete mettermi contro chiunque, il risultato non cambia. Le sconfitte nelle partite precedenti? Ogni giorno attorno a questa squadra (gli Warriors, ndr) c’è qualcosa, ogni cosa diventa una storia, un caso. E’ come in una vecchia soap-opera che guardava mia nonna, ogni giorno succedeva qualcosa… i cronisti fanno il loro lavoro, io faccio il mio,gioco a pallacanestro

– DeMarcus Cousins dopo Warriors-Rockets –

DeMarcus ha giocato la partita più completa ed efficace da quando è qui” Così Klay Thompson “Ha aggiunto una dimensione tutta nuova alla nostra squadra, oggi avrò ricevuto almeno 3 o 4 assist per un tiro comodo dal lui“.

Coach Steve Kerr è riuscito a nascondere i problemi difensivi di Cousins, spesso coinvolto nella partita di febbraio in pick and roll alti tra Chris Paul ed i lunghi dei Rockets, “dirottandolo” sul meno pericoloso P.J. Tucker per larga parte della gara: “Ho dovuto imparare e trovare il modo migliore di impiegare Cousins in difesa. Stasera è andata meglio, in attacco ha fatto un gran lavoro semplicemente posizionandosi in post e controllando la partita da lì“.

Warriors, Green: “Problemi difensivi non sono colpa di DeMarcus Cousins”

“I nostri problemi difensivi non sono da ricondurre a DeMarcus Cousins”, cosi Draymond Green ai microfoni di Nick Friedell di ESPN.com. Il lungo dei Warriors ha parlato al termine della vittoria dei suoi per 122-105 contro i Denver Nuggets nella scorsa notte.

 

Dichiarazioni forti e chiare quelle del giocatore di Golden State che non ha voluto incolpare il “nuovo innesto” per un periodo non positivo dei suoi.

 

DeMarcus Cousins show con Denver: le parole di Green e Kerr

 

“Tutti vogliono parlare della difesa di DeMarcus”, ha detto Draymond. “L’ho già detto nella scorsa partita, non abbiamo giocato con l’energia giusta e nel modo in cui dovevamo fare. A tutti piace dire che i problemi sono arrivati da quando c’è lui ma non è cosi. Dobbiamo solo tornare a giocare come sappiamo e tutto verrà messo a posto. Oggi siamo andati molto meglio ed il suo contributo è stato importante”.

 

La risposta difensiva di Cousins, tuttavia, non si è fatta attendere e Boogie ha chiuso il match con i Nuggets con 13 punti, 6 rimbalzi, 6 assist, 6 stoppate e 3 recuperi.

 

“DeMarcus è stato fantastico”, ha detto coach Steve Kerr al termine della gara. “Sei stoppate, tre palle rubate, era dappertutto in difesa: è stato grandioso il suo atteggiamento oggi”.

 

Il lungo 28enne ha saltato i primi 3 mesi della stagione per recuperare al meglio dall’infortunio al tendine d’Achille occorso nella scorsa stagione ed è stato firmato dagli Warriors con un annuale a cifre contenute per il livello di giocatore che è. Se riuscisse a rimanere su questo livello anche ai playoff sarà davvero dura battere Golden State al meglio delle 7 partite.

 

 

 

Bogut su Cousins: “Dobbiamo riallacciare i rapporti”

Bogut su Cousins

Dopo la sua seconda esperienza a Golden State, arrivano le dichiarazioni di Andrew Bogut su Cousins. Il centro australiano si è appena riunito con la franchigia che lo ha portato a vincere il titolo nel 2015.

Bogut su Cousins: le parole dell’australiano

Sarà il giocatore che lo farà rifiatare, ma il rapporto tra Andrew Bogut e DeMarcus Cousins è tutto da scrivere. Il centro australiano, in una sua intervista, si concentra su quello che è stato giocare contro l’ex giocatore dei Kings. Un cestista difficile da gestire in campo, sia per il talento, sia per le sue giocate a volte eccessive.

Queste le parole di Bogut su Cousins riportate a Connor Letourneau del San Francisco Chronicle:

Devo riallacciare il mio rapporto con DeMarcus Cousins perché ci siamo davvero andati pesanti quando era ai Sacramento Kings. Un sacco di risse, flagrant foul. Quindi non vedo l’ora di essere nella stessa squadra con lui questa volta

 

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Bogut-bis: il ritorno dell’australiano

Rilasciato dai Sydney Kings, Andrew Bogut fa il suo ritorno “a casa”. Dopo il titolo NBA 2015, il suo peregrinare senza meta in diverse franchigie NBA (Cleveland Cavs, Dallas Mavs e Los Angeles Lakers) lo ha portato a ritornare in patria per una stagione, fino alla chiamata dei Warriors.

Il 34enne sembra essere pronto a dare minuti di riposo a DeMarcus Cousins ed essendo già a conoscenza del sistema, la sua integrazione nella squadra risulterà più semplice.

DeMarcus Cousins e la difficile scalata dell’Olimpo

Persino un eroe come Ercole, per assurgere al grado di divinità olimpica, al momento della morte ha necessitato della grazia della sua matrigna Giunone. Altrimenti sarebbe morto come un comune mortale, come una figura qualsiasi del mito, senza mai raggiungere le vette olimpiche per collocarsi di fianco al padre Giove. E parliamo dell’eroe più famoso del mondo antico. Pensate come si deve trovare DeMarcus Cousins, che cerca di adeguarsi al divino Olimpo dei Golden State Warriors, un sistema quasi perfetto e onnipotente, per essere al livello del quale non basta un curriculum da autentica star della NBA. Quella di DeMarcus Cousins è una scalata complessa, decisamente impervia e la sua accettazione al simposio divino della Baia è ancora un processo lungo e laborioso, a livello tecnico e non solo.

 

DeMarcus Cousins si sta davvero inserendo nel quintetto divino dei Warriors?
DeMarcus Cousins si sta davvero inserendo nel quintetto divino dei Warriors?

Il curioso caso dello stile di gioco

 

Come si inserirà un centro di peso, bisognoso di tanti minuti, nel sistema Warriors, fatto di tanta transizione e non meno small-ball? Come riusciranno a servire adeguatamente un giocatore con caratteristiche mai viste prima nel roster di Steve Kerr? Tutte domande legittime nella loro origine e forse anche nel loro svolgimento; tutti dubbi sui quali era stata calata una certezza: DeMarcus Cousins è un giocatore poliedrico, capace di giocare tanto spalle quanto fronte al canestro, fisico ma agile, un efficientissimo rimbalzista e, soprattutto, un buon tiratore da tre punti. Può inserirsi perfettamente. L’elemento più strano in tutto questo? Parametrando le statistiche sui 36 minuti, DMC tenta 4.4 triple a partita a fronte delle ben 6.1 dello scorso anno. Non solo, la percentuale di realizzazione è drasticamente calata: si passa dal 35.4% al 26.1% attuale, e non può essere una mera questione di ruggine fisica. La necessità pare quella di servire il centro ex-Kings vicino al ferro, quasi a cercare una pericolosità inedita nel sistema Warriors. L’idea produce buone cifre personali (oltre 15 punti in circa 25 minuti), ma non gli spazi sul perimetro che probabilmente coach Kerr si sarebbe auspicato: il dato degli assist dice 3.4, il minimo dalla stagione (disgraziata a livello di squadra) 2015-2016. Il problema quindi qual è? E’ un problema offensivo, testimoniato dal fatto che l’offensive rating dei Warriors è di 115.6, mentre è di 108.3 con Cousins in campo. Forse l’adattamento offensivo di Cousins non procede così bene.

 

L'impressione che Cousins faccia fatica nel sistema Warriors è testimoniata dai numeri
L’impressione che Cousins faccia fatica nel sistema Warriors è testimoniata dai numeri

Il rovescio della medaglia ci parla di un defensive rating che invece migliora quando in campo c’è DeMarcus Cousins, abbassandosi da quasi 110 a 108.1. Questo in ragione di una presenza fisica in mezzo all’area che nello stile Warriors è elemento di novità e sicuramente di ulteriore pericolosità. Chiariamoci, non basta questo a pensare che al momento Cousins sia un aggiunta davvero significativa nel sistema di Golden State; anzi, i dubbi rimangono tuttora vivi e pienamente giustificati. Un campione di 15 partite non basta a esprimere una sentenza, ma una cosa è certa: se Kerr capisce come mediare tra le tendenze offensive di DMC e quelle della propria squadra, quest’anno più che mai i playoff saranno solo formalità, in caso contrario…

 

Ma ci siamo davvero accorti di DeMarcus Cousins?

 

…lo spogliatoio potrebbe diventare una polveriera. D’altronde è inutile negare che esistano delle perplessità latenti sulla convivenza di personalità come quella esuberante di Draymond Green, quella incandescente di DeMarcus Cousins e quella a volte piccante di Kevin Durant. Il fatto incredibile è che al momento non ci siamo neanche accorti dell’inserimento di una testa calda come Cousins in uno spogliatoio non sempre sereno. E’ possibile che l’amicizia che lo lega a KD stia agendo da fattore di moderazione, così come l’intenzione di provare a vincere qualcosa, che è necessità comune a tutti prima del probabile smantellamento (più per motivi economici che tecnici) della dinastia Warriors. Di sicuro l’ambiente vincente e la cultura sportiva della Baia stanno facendo molto bene a Boogie, almeno per il momento. Steve Kerr deve solo augurarsi che non intervengano questioni tecniche a turbare un clima al momento molto mite. In effetti scalare l’Olimpo con un plus/minus di -0.3 nella squadra che siede sul trono degli dei non è semplice e, anzi, la caduta pare la soluzione più probabile. Ai Dubs serve solo che DeMarcus Cousins rimanga avvinghiato alla roccia, perché la possibilità di vincere insieme è concreta, ma viaggia su un filo sottile, sottilissimo.

 

 

La NBA annulla il fallo tecnico inflitto a DeMarcus Cousins

Secondo quanto riportato da Mark Medina, del Bay Medina News Group, l’NBA avrebbe deciso di annullare il fallo tecnico inflitto a DeMarcus Cousins. Il centro dei Golden State Warriors, infatti, si era beccato una insolita chiamata durante la gara contro gli Charlotte Hornets.

 

Nel corso del secondo tempo Cousins si era reso protagonista di un “lancio” di scarpa, per l’esattezza quella di Jeremy Lamb che l’aveva persa durante un’azione di gioco, che è stata prontamente intercettata dal linebacker dei Carolina Panthers, Thomas Davis, seduto in prima fila per assistere alla partita.

 

Cousins-tecnico: le parole di DeMarcus ed il dietrofront della NBA

 

Proprio questa azione è costata a DeMarcus Cousins un fallo tecnico, molto contestato dal lungo dei Warriors che, nel post partita, ha usato parole molto dure: “La prossima volta semplicemente camminerò sulla scarpa, mi storcerò la caviglia, me la romperò, mi spezzerò il tendine d’Achille, la lascerò solo lì, immagino sia questo quello che vogliono”.

 

Visto il dietrofront della Lega, Cousins eviterebbe una multa di 3.000 dollari oltre all’annullamento del sesto fallo tecnico in stagione. Ricordiamo che ogni giocatore che raggiunge i 16 falli tecnici in un’annata vengono sospesi per una partita. A tal proposito, da quando è in NBA, ossia dal 2010, DeMarcus ha collezionato la bellezza di 123 tecnici ed è stato sospeso per un totale di 3 gare.