Malone sui Nuggets in vista di gara 4: “Dobbiamo essere più forti, in particolare Murray”

Mike Malone, allenatore di Denver, ha detto la sua sui Nuggets in vista dell’imminente gara 4 contro i San Antonio Spurs. Nello specifico, il coach ha voluto spronare i suoi ragazzi, date le diverse difficoltà che la franchigia del Colorado sta riscontrando in questa serie più difficile di quanto inizialmente previsto, come evidenziato anche dalla sconfitta rimediata in gara 3 lo scorso Giovedì.

LE DICHIARAZIONI DI MALONE IN VISTA DI GARA 4

Mike Malone, 48 anni, ai Nuggets dal 2015.

Ai microfoni di ESPN, l’ex capo allenatore dei Kings ha commentato la sconfitta rimediata in gara 3, sottolineando la grande prova offerta da Derrick White, autore di 36 punti e auspicando una grande reazione dai suoi uomini, in particolare da Jamaal Murray.

[White, ndr] Non ci ha sentiti la scorsa notte. Gli abbiamo offerto tantissimi punti facili e questo non può più accadere. Speriamo che la sua prova sia d’ispirazione a Murray. In gara 2 Jamaal ha effettuato un ottima prestazione che ha spinto White a reagire, ed ora quest’ultimo è a 23 punti di media e sta tirando con il 69% dal campo: mi auguro che basti questo.

Aldilà delle prove dei singoli, però, ciò che ha stupito maggiormente Malone è la scarsa propensione al sacrificio dei suoi Nuggets. San Antonio, infatti, è in vantaggio nella serie sopratutto grazie ad una maggiore fisicità mostrata nel parquet.

Non dobbiamo certo imitare i Bad Boys [Detroit Pistons anni’80, ndr], ma preferisco far sudare ogni singolo tentativo di attacco con delle marcature pesanti piuttosto che concedere ampi spazi. Bisogna raddoppiare sui loro tiratori, chiudere ai lunghi in prossimità della linea di fondo. Siamo ai playoff, il nostro livello di intensità deve essere per forza più alto.

In conclusione, la partita che, stanotte, andrà in scena in Texas avrà tutti i canoni per essere qualificata come una vera e propria battaglia. Del resto, la posta in palio è troppo alta, sopratutto per i Nuggets: una sconfitta potrebbe complicare in maniera inesorabile ogni futuro sogno di gloria.

Nuggets-Spurs: un vero e proprio botta e risposta

Nuggets-Spurs

Nuggets-Spurs doveva essere una delle serie più aperte e combattute, insieme a OKC-Portland, e così, almeno per adesso è stato. Denver rimonta e pareggia la serie, dopo due gare in Colorado è sull’1-1. Due filosofie, quelle di San Antonio e Denver, tanto diverse quanto simili.
Una, San Antonio, simbolo di come si costruisce una cultura, vincente al di là degli interpreti. Denver invece rappresenta la progettualità fatta franchigia grazie a scelte, in fase di draft e di mercato, quanto mai oculate e ponderate. Una squadra dove i giovani possono prendersi le libertà e le responsabilità di cui hanno bisogno per crescere e affermarsi in questa NBA.

San Antonio ha sprecato una ghiotta opportunità di portarsi sul 2-0 vanificando un vantaggio di 19 lunghezza a fine terzo quarto (dopo gara due tra Warriors e Clippers non ci può sorprendere più nulla) ma questo non deve appannare grandi meriti dei ragazzi di coach Mike Malone.

NUGGETS-SPURS, GARA 1: LA VITTORIA DELLA DIFESA

Manuale San Antonio Spurs.
Gregg Popovich.

San Antonio vince, sorprendendo fino ad un certo punto, gara 1, mettendo in difficoltà Denver grazie ad una delle specialità della casa: la difesa.
Denver tira malissimo (6/28 da oltre l’arco) e i giovani non reggono la pressione dell’esordio nei playoff.
Gli Spurs giocano una partita da Spurs: gara corale senza clamorosi acuti individuali, limitando uno dei migliori attacchi (110.7 di media contro i 96 di gara 1).
San Antonio ha la possibilità di variare i quintetti e passare da uno incentrato sul midrange ad uno con maggiori spaziature con le velenose armi di Marco Bellinelli e Patty Mills, soliti specialisti da oltre l’arco.

Per Denver Nikola Jokic è una certezza con la sua prima gara ai playoff finita in tripla doppia (10-14-14), Gary Harris e Will Barton pagano inizialmente l’inesperienza sparando a salve e lasciando scappare i texani.
Nel finale Denver si scrolla di dosso un po’ di timore, San Antonio cala di intensità ma nel finale vince chi sbaglia meno ovvero San Antonio.

SPURS-NUGGETS, GARA 2: TUTTI AI PIEDI DI MURRAY

Statistiche Jamal Murray
Jamal Murray.

Gara 2 ha un protagonista assoluto, Jamal Murray. Il prodotto di Kentucky si rivela assoluto protagonista della vittoria, in rimonta dei suoi. Una gara dai due volti con un inizio da dimenticare (0/8 nei primi 36′ di gioco) e un quarto periodo da incorniciare (8/9 con 21 punti nei 12′ finali).
Riesce a segnare in tutti i modi: in penetrazione, con jumper dalla media e da oltre l’arco quando la palla scotta.

La difesa di San Antonio non è attenta come in gara 1 e nel finale si inceppa anche l’attacco con i soli 23 punti messi a referto. La gara si era messa in una maniera che non poteva non andare bene a Pop e compagnia con un parziale 14-0 per finire il primo periodo. Qui una prima reazione, anche grazie ad un contro parziale guidato da Jokic e Harris di 11-0 che riporta Denver a contatto sul 59-49 all’intervallo lungo.
Terzo quarto sulla falsariga del primo, complice anche errori difensivi e fischi dubbi, San Antonio si porta sul +19 con 12′ da giocare.
Poi come detto si scatena Murray e ai texani si inceppa qualche ingranaggio. Denver rimonta e pareggia la serie, facendo anche arrabbiare Pop.

COME CONTINUA LA SERIE?

Adesso ci spostiamo all’ombra dell’Alamo sul punteggio di 1-1, con una rimonta subita dal team neroargento che brucia e con l’inerzia che non può che essere dalla parte di Denver. Riuscirà la vecchia volpe Pop a tirare fuori qualcosa di nuovo dal cilindro? L’impressione è che comunque il fattore campo e la grande esperienza dei texani siano fattori che potrebbero tenere in bilico la serie nelle prossime uscite.

Nuggets-Spurs, gara 2 è di Jamal Murray, Malone: “Noi come i Clippers!”

Jokic-murray-insieme-abbraccio

E’ gara 2 tra Nuggets e Spurs, e Jamal Murray salva i Denver Nuggets da un potenziale 0-2 con un quarto periodo da 21 punti, trascinando i suoi ad una rimonta “alla Los Angeles Clippers”, nelle parole di coach Mike Malone.

I Nuggets si ritrovano a contemplare seriamente il doppio svantaggio nella serie, sotto di 19 punti (78-59) nel corso del terzo quarto. Murray ispira un quarto quarto da 39 punti per i padroni di casa, che prima di allora avevano faticato a trovare le giuste risposte a DeMar DeRozan e ad un Derrick White da 14 punti nel solo primo tempo (17 in tre quarti).

Con la partita ferma sul 73-56 a metà del terzo quarto per gli uomini di coach Gregg Popovich, Mike Malone spende un time-out extra e decide di tentare di agire sulla psiche dei suoi giocatori, entrati nella serie da ovvi favoriti ma improvvisamente sull’orlo di una voragine.

Ho ricordato ai miei ragazzi come ci fosse ancora tanto da giocare” Così coach Malone nel post gara “E gli ho ricordato di cosa avevano fatto i Clippers (la sera prima, ndr). Se avessimo continuato ad attaccare, a combattere, a crederci, allora avremmo avuto una chance. I ragazzi hanno reagito d’orgoglio con un parziale di 57-32“.

Uno 0-2 e due partite in casa dei più navigati San Antonio Spurs (32-9 in stagione all’AT&T Center) avrebbero chiuso con ogni probabilità prima del previsto la corsa playoffs della testa di serie numero 2 Denver Nuggets. I 19 punti recuperati da i Nuggets sono invece la terza peggior rimonta subita dagli Spurs nell’era Popovich: “Abbiamo concesso 39 punti nel quarto periodo, fine della storia… Millsap e Murray ci hanno puniti, e noi non abbiamo saputo opporre alcuna resistenza“.

Il quarto periodo di fuoco di Jamal Murray è arrivato in coda ad una partita difficile per la giovane point guard canadese, reduce da una gara 1 da 8 su 23 al tiro e da soli 3 punti nei primi tree quarti di gioco: “All’intervallo (Murray, ndr) era talmente frustrato per gli errori che l’ho preso da parte e gli ho detto: ‘fai un bel respiro, sembra che ogni tiro sia la fine del mondo. Jamal è il nostro asso, e noi dobbiamo credere in lui‘ Così Malone.

Nuggets-Spurs gara 2, Jamal Murray: “Un quarto periodo perfetto”

Stavo affrettando tutto” Jamal Murray analizza la sua partita “Non ero contento della mia partita in gara 1 (…) il quarto quarto è stato perfetto, tutti sanno che quando entro in ritmo, allora non ce n’è più per nessuno, mi sentivo caldo ed ho iniziato a tirare e tirare“.

Murray impatta prima e poi mette avanti i suoi Nuggets con tre triple pressoché consecutive, parte di una striscia di 8 tiri consecutivi a bersaglio nel quarto periodo.

Sul 112-101 Nuggets, Gregg Popovich si arrende e chiama in panchina i suoi titolari: “I miei compagni mi hanno aiutato tantissimo, hanno fiducia in me, mi hanno detto di continuare ad attaccare (…) dopo tre quarti in cui siamo stati bloccati, siamo riusciti a scioglierci nei minuti finali. Paul (Millsap, ndr) è uno dei leader di questa squadra, un esempio per noi, parla , ci mostra l’atteggiamento giusto e noi lo seguiamo“.

Prima dell’eruzione offensiva di Murray, sono l’esperto Paul Millsap (20 punti e 7 assist) e Gary Harris (23 a fine gara) a tenere i Nuggets in linea di galleggiamento, mentre Nikola Jokic sfiora la seconda tripla doppia in altrettante partite (21 punti, 13 rimbalzi e 8 assist).

Pronostici NBA 18-19: Playoff, day 4! 3 match con gara 2 di Nuggets-Spurs

Pronostici NBA 18-19: prime gare 2 in arrivo nel lunedì Nba. Nuggets-Spurs ci dirà molto sulla squadra del Colorado, mentre ci si attende una risposta dei Raptors in casa contro Orlando. Gara 2 anche tra Blazers e Thunder, dopo che i padroni di casa si sono impadroniti di gara 1.

I Playoff Nba sono uno spettacolo incredibile e il risultato della notte tra Warriors e Clippers lo conferma. Sul +31 i padroni di casa si sono completamente spenti, favorendo la rimonta dei velieri, guidati da un fantastico Lou Williams e dall’energia infinita di Montrezl Harrell. Reazione in casa 76ers invece dopo la debacle in gara 1, con una vittoria schiacciante sui Nets.

Pronostici NBA 18-19: prima di Nuggets-Spurs, gara 2 Ratpors e Magic

Toronto Raptors (0) vs Orlando Magic (1). Il risultato di gara 1 forse più sorprendente del primo turno. Toronto ha avuto un vuoto da Kyle Lowry non indifferente: il play non ha segnato in partita, anche se ha provato a dare energia con il resto. Nulla di allarmante, certo, perà un campanello di allarme deve essere suonato. Kawhi Leonard Marc Gasol dovranno guidare gli altri a rimontare una serie ampiamente alla portata. Ma a volte, si sa, la testa pesa più della palla. Dj Augustin ha segnato una tripla fondamentale (anche se abbastanza aperta), garantendo così la sorpresa di giornata.  Orlando ha tirato in gara 1 ottimamente dall’arco (quasi il 50%) e limitato le palle perse. cosa che ha permesso agli uomini di Clifford di rimanere sempre in partita. Lavoro ottimo del coaching staff, che, sfruttando la leggerezza dei suoi, può provare a fare ulteriori danni ai canadesi.

Quote

  • Money Line: Raptors (quota 1.16)
  • Handicap:  Raptors -10.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 212.5

Suggerimento

  • Raptors -7.5 (1.57)

Pronostici NBA 18-19: Nuggets-Spurs, gara 2

Denver Nuggets (0) vs San Antonio Spurs (1). Lo dicevamo in sede di bracket: per Denver pescare gli Spurs non era stato il massimo della vita. E in gara 1 abbiamo subito assistito al ribaltamento del fattore campo. Coach Malone ha candidamente ammesso che la sfida con Popovich è molto difficile e che l’allenatore dei nero-argento ha una marcia in più in queste partite. Attendiamo una reazione però da Jokic e compagni, che dovranno necessariamente tirare meglio dall’arco (6/28 in gara 1)  e avere più impatto dalla panchina (tutti i titolari sopra i 32 minuti). Proprio il centrone serbo dovrà prendersi ulteriori responsabilità. Quel vecchio volpone di Pop ha subito fatto capire che ha ancora tanto da dare a questo sport. Ogni anno si vede qualche giocatore esplodere e quest’anno sembra quello di Derrick White. Non sono tanto le statistiche a parlare ma quello che fai in campo che fa la differenza. Male al tiro sia Aldridge che DeRozan, ma la vittoria è arrivata comunque. E’ presto per dare spacciati i Nuggets, ma di certo non pretendiamo di insegnare qualcosa ad uno dei migliori coach della storia.

Quote

  • Money Line: Nuggets (quota 1.34)
  • Handicap:  Nuggets -7.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 208.5

Suggerimento

  • Over 202.5 (1.52)

Pronostici NBA 18-19: dopo Nuggets-Spurs, gara 2 tra Blazers e Thunder

Portland Trail Blazers (1) vs Oklahoma City Thunder (0). Una partenza fulminea in gara 1 ha garantito la vittoria a Portland dopo ben 10 sconfitte consecutive in fase di Playoff. Senza Nurkic è partito in quintetto Enes Kanter che ha fatto a sportellate tutta sera con Adams uscendo con una doppia doppia da 20 punti e 18 rimbalzi. Molto bene anche la coppia di piccoli Lillard-McCollum, con quest’ultimo che sembra aver smaltito molto bene l’infortunio subito nel finire della stagione regolare. Il secondo atto ci dirà se questi Blazers potranno continuare lungo la strada intrapresa in questa stagione. Male Oklahoma al tiro per tutta la prima partita, con Paul George autore di un 4/15 dall’arco assolutamente rivedibile. L’ex Pacers ha dichiarato di essere uscito da un infortunio e che quindi provava fastidio, vedremo se starà già meglio stanotte. Westbrook ha firmato nuovamente una tripla doppia ma non è servita a molto: quello che ci aspettiamo è una intensità maggiore in difesa nell’arco di tutti i 48 minuti.

Quote

  • Money Line: Blazers (quota 1.80)
  • Handicap:  Blazers -2.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 222.5

Suggerimento

  • Over 215.5 (1.45)

Gli Spurs espugnano i Nuggets, sorpresa ma non troppo, Popovich: “White spettacolare”

In una prima serata Playoff ricca di sorprese non poteva mancare quella calata dalla mano degli eterni San Antonio Spurs. La squadra di Coach Gregg Popovich, settima testa di serie, ha espugnato il parquet dei Denver Nuggets, testa di serie numero due, per 101-96.

Probabilmente, rispetto alle sorprendenti vittorie di Brooklyn Nets e Orlando Magic, questa era un po’ più prevedibile. Perchè i Nuggets peccano di esperienza Playoff e soprattutto perchè sulla panchina degli Spurs siede un certo Gregg Popovich.

Questa notte il Coach di San Antonio è diventato il più vincente nella storia della NBA, avendo ottenuto per 1413 volte il segno W.

Tra le fila degli Spurs bene DeMar DeRozan, con una prestazione da 18-12-6, e un sorprendete Derrick White, cresciuto proprio nei pressi di Denver. Il così definito “Hometown kid” ha sorpreso tutti con una grandissima prestazione da 16 punti con il 70% dal tiro, condita da una schiacciata clamorosa in faccia a Paul Millsap. Ok Marco Belinelli con 8 punti e +8 di plus/minus.

A Denver non è bastata la tripla doppia all’esordio in Postseason per Nikola Jokic, da 10-14-14.

Pop: “White spettacolare!”

La prestazione di Derrick White ha sorpreso tutti per l’efficienza e il peso specifico delle giocate messe a segno.

A 6 minuti dalla fine del terzo quarto l’inerzia era tutta dei Nuggets, che stavano rimontando gli Spurs. Almeno fino al 62-59, quando White ha visto la strada libera verso il ferro, dove ha incontrato e superato Paul Millsap. La super schiacciata del ragazzo originario di Denver ha annullato tutta la carica che si stava materializzando nel palazzetto.

“Nessuno mi ha preso in marcatura mentre avevo la palla, così ho pensato di attaccare il ferro. L’ho visto sotto il canestro, così ho deciso di sfidarlo. e’ andata semplicemente così”

Infine, a pochi attimi dal termine dell’incontro, nell’ultima offensiva di Denver, White ha allungato una mano per soffiare la palla a Jamal Murray e sigillare la questione.

Coach Gregg Popovich ha parlato così della partita del suo playmaker:

“Ha giocato in modo spettacolare, per qualcuno che è stato messo in quella posizione. Imparare quella posizione, con intorno tanti giocatori nuovi è lodevole, considerando quello che ha fatto. La serie tuttavia è lunga, speriamo continui così”

White infatti, come sottolineato da Popovich, ha dovuto imparare a fare il playmaker, per sopperire alla mancanza di Dejonte Murray, infortunatosi nella Preseason, e costretto a saltare tutta questa stagione.

Inside the Duel: Nuggets-Spurs

Nuggets-Spurs streaming

Per i Denver Nuggets di coach Malone è giunto il momento della verità. Dopo una fantastica stagione da 54 W e il raggiungimento del 2° posto della Western Conference, i Nuggets affronteranno i San Antonio Spurs. I neroargento hanno chiuso al settimo posto con il record di 48-34.

Entrambe le squadre hanno sorpreso in positivo. Nessuno avrebbe scommesso su un secondo posto dei Nuggets, arrivati noni lo scorso anno con roster molto simile a quello odierno. Pochi avrebbero creduto fermamente nei playoff di San Antonio, specialmente dopo il terrificante infortunio incorso a Dejounte Murray in preseason.

Raggiunta la post-season, le due squadre si trovano accoppiate in quella che sembra la sfida più equilibrata del’intero tabellone. Molti credono che gli Spurs possano compiere l’unico upset del primo turno. Sarà così? Prima di addentrarci in disquisizioni tecniche, andiamo a presentare brevemente roster e stagione delle due squadre.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Denver Nuggets

  • Record: 54-28, seed#2 nella Western Conference
  • Offensive rating: 113
  • Defensive rating: 108.9
  • Leaders: Nikola Jokic (20.1 PTS, 10.8 REB 7.3 AST)

San Antonio Spurs

  • Record: 48-34, seed#7 nella Western Conference
  • Offensive rating: 112.9
  • Defensive rating: 111.2
  • Leaders: DeMar Derozan (21.3 PTS, 6.2 AST), LaMarcus Aldridge (9.2 REB)

NUGGETS-SPURS IL DUELLO

La stella dei Denver Nuggets è senza ombra di dubbio Nikola Jokic. Candidato al primo quintetto All-Nba, Jokic ha continuato la sua crescita arrivando anche a partecipare al suo primo All Star Game. Il centro serbo segna 20 punti a gara, con il 57% da due e il 31% da tre. I rimbalzi sono quasi 11 a partita, ma il numero eccezionale riguarda gli assist: con 7.3 si piazza ampiamente al primo posto tra i lunghi e ottavo nell’intera lega. Ricordiamo, Jokic gioca da centro.

Il giocatore chiave ai playoffs è invece Gary Harris. Se Jamal Murray è stato continuo nell’arco della stagione, non si può dire lo stesso di Gary Harris, guardia titolare di Denver. Rallentato dagli infortuni, Harris sembra aver compiuto un piccolo passo indietro rispetto agli scorsi anni. Il numero 14 segna 12.9 punti, con il 46% dal campo e il 36% da tre. Ci sarà bisogno del suo miglior contributo per battere gli Spurs e fare strada nella Western Conference.

Dall’altra parte, la star è LaMarcus Aldridge. A 33 anni il numero 12 è un giocatore esperto e capace di trascinare i suoi in una serie playoff. Nelle 80 partite giocate ha registrato 21 punti di media con 9 rimbalzi e 2.4 assist. Insieme al poco utilizzato Bertans, Aldridge è la minaccia offensiva del reparto lunghi Spurs. La sua capacità di tirare dal midrange dalla parte sinistra del campo costringe gli avversari al raddoppio e consente di avviare la famosa circolazione di palla di San Antonio.

Il giocatore chiave nei playoffs è invece DeMar DeRozan. L’ex Toronto non dovrà più affrontare l’incubo LeBron James ai playoff. Sarà perciò necessario scrollarsi di dosso la nomea di giocatore che trema quando conta: gli Spurs avranno bisogno di alcune prestazioni da superstar da parte di DeRozan per battere i Nuggets. Popovich lo ha sfruttato per quelle che sono le sue caratteristiche migliori (gioco nel pitturato e tiro dal midrange), causando però un passo indietro in termini di fiducia dall’arco.

La sfida si deciderà sui dettagli e sugli aggiustamenti nel corso della serie. La sfida sarà molto più equilibrata di quanto uno scontro tra 2° e 7° seed possa far pensare. Il fattore campo avrà il suo valore: entrambe le squadre hanno fatto decisamente meglio nei palazzetti amici (34 vittorie casalinghe su 54 per Denver, 32 su 48 per gli Spurs).

Nei 4 scontri stagionali, ha sempre prevalso la squadra di casa. In una sfida back-to-back a fine dicembre, prevalsero gli Spurs 111-103 nella prima gara, Denver nella seconda per 102-99. La seconda sfida a San Antonio fu una vittoria per un punto dei padroni di casa: 104-103. Infine, a Denver il 4 aprile una roboante vittoria Nuggets, per 113-85.

Le chiavi della contesa saranno essenzialmente due: il contenimento di DeMar DeRozan da parte delle guardie dei Nuggets, e la forma fisica di Nikola Jokic, apparso in lieve calo nell’ultimo periodo.

I Nuggets hanno un roster più lungo degli Spurs e nel corso di una serie faticosa avranno un vantaggio in questo senso. Tuttavia, ai playoff lo star-power è fondamentale. Senza il miglior Jokic, sarà dura per i Nuggets far valere il fattore campo. Il serbo potrebbe essere un rebus insolubile per i lunghi di San Antonio, ma è necessaria una forma fisica quanto meno discreta.

L’asse Jokic-Murray sembra funzionare alla perfezione. Sarà così anche ai playoff?

Per limitare Aldridge, coach Malone disporrà di due buoni difensori come Paul Millsap (l’unico Nugget con buona esperienza playoff) e Mason Plumlee. DeRozan potrebbe invece causare più problemi: sulle sue tracce ci saranno Gary Harris, Will Barton e Torrey Craig. Tutti e tre ottimi difensori sulla palla, potrebbero però subire la superiore forza fisica della stella di San Antonio.

Ultimo fattore decisivo sarà costituito dalle percentuali dall’arco. San Antonio, anche grazie alla sua circolazione palla, è la migliore squadra NBA in questo senso. Riuscirà a mantenere l’efficienza ai massimi livelli anche ai playoff?

Un semplice esempio di circolazione di palla targata Spurs.

Dall’altra parte, il giovane e ben amalgamato reparto guardie di Denver dovrà dimostrare di saper reggere la pressione quando la posta in palio è elevata. Jamal Murray sta giocando la sua miglior stagione in carriera, ma chi potrebbe ulteriormente sorprendere è Monte Morris. Grazie alla sua capacità di giocare il pick & n’roll, Morris potrebbe mantenere alto il livello dell’attacco quando Jokic siede in panchina, innescando parziali a favore di Denver.

ROSTER DENVER NUGGETS

Jamal Murray e Nikola Jokic.
  • Nikola Jokic, #15, C
  • Paul Millsap, #4, PF
  • Will Barton, #5, SF
  • Gary Harris, #14, SG
  • Jamal Murray, #27, PG
  • Mason Plumlee, #24, C
  • Monte Morris, #11, PG
  • Torrey Craig, #3, SF
  • Juan Hernangomez, #41, SF/PF
  • Malik Beasley, # 25, SG
  • Trey Liles, #7, PF
  • Isiah Thomas, #0, PG
  • Michael Porter Jr., #1, SF
  • Tyler Lydon, #20, PF
  • Jarred Vanderbilt, #8, PF

COACH: Mike Malone

ROSTER SAN ANTONIO SPURS

Gregg Popovich e DeMar DeRozan
  • Derrick White, #4, PG
  • Marco Belinelli, #18, SG
  • DeMar DeRozan, #10, SG/SF
  • LaMarcus Aldridge, #12, PF/C
  • Rudy Gay, #22, PF
  • Jakob Poeltl, # 25, C
  • Dejounte Murray, #5, PG (out)
  • Patty Mills, #8, PG
  • Davis Bertans, #42, PF
  • Bryn Forbes, #11, SG
  • Lonnie Walker, #1, SG
  • Dante Cunningham, #33, SF
  • Quincy Pondexter, #3, SF
  • Chimezie Metu#7, PF
  • Drew Eubanks, #14, C
  • Donatas Motiejunas, #28, PF

COACH: Gregg Popovich

NUGGETS-SPURS STREAMING

I match tra Denver Nuggets e San Antonio Spurs sono visibili in due modi diversi. Ecco quali:

  1. Nuggets-Spurs streaming su Sky Go
  2. Nuggets-Spurs streaming su NBA League Pass

Nel primo caso sarà possibile vedere anche altre sfide dei playoffs su Sky, attraverso l’applicazione per smartphone , tablet e pc. I requisiti? Avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport.

Così potrete vedere in diretta i match, ma anche registrarli e riguardarli su Sky e sui vostri dispositivi. Per il secondo metodo invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea in diretta, in streaming su PC; tablet, cellulare. Insomma cosa state aspettando? i Playoffs sono in arrivo.

Il tempo dei simpatici siparietti tra Malone e Popovich (espulso dopo 63 secondi nell’ultima sfida tra Denver e San Antonio) è finito.

Ora è tempo di PLAYOFF!

Playoff ad Ovest: si fermano Nuggets e Rockets, ok Blazers, Jazz e Thunder

Thunder-Rockets

Nella penultima notte della Regular Season 2018-19 della NBA c’erano in palio le prime posizioni per i Playoff della Conference Occidentale. I risultati non hanno alterato direttamente le posizioni in classifica, rimaste altresì invariate. Si sono andate tuttavia a creare delle situazioni interessanti in vista dell’ultima notte di partite che ci attende.

Qui la situazione della Western Conference.

Nuggets – Jazz: Denver tutto da rimandare, Utah sei quinta

Sul parquet di Salt Lake City, i padroni di casa degli Utah Jazz hanno fermato i Denver Nuggets sul 108-118.

La franchigia dello Utah si è così assicurata il quinto posto: gli Oklahoma City Thunder infatti sono indietro di 2 partite con una sola gara da giocare per entrambe le squadre.

I Denver Nuggets invece, ad oggi, non hanno la certezza di confermare il secondo posto. Già questa sconfitta avrebbe potuto ricacciarli definitivamente al terzo posto, qualora gli Houston Rockets avessero vinto contro OKC. La squadra di James Harden ha infatti il Tie-breaker a favore su Denver.

Tuttavia è andata bene ai Nuggets, che ora sono padroni del loro destino. Houston ha finito la sua stagione con una sconfitta ed è a una partita di distacco. Dunque, vincendo contro i Minnesota Timberwolves nell’ultima uscita stagionale, Denver si assicurerà il secondo posto. Altrimenti entrambe le squadre terminerebbero con un record di 53-29, con i Rockets secondi per il Tie-breaker favorevole.

Blazers-Lakers: Portland credici, il terzo posto è lì

Una tripla sulla sirena finale di Moe Harkless ha assicurato ai suoi Portland Trail Blazers una vittoria fondamentale per 104-101 in casa dei Los Angeles Lakers.

Per Portland si tratta di una vittoria importantissima, guardando agli altri risultati della notte. Denver e Houston hanno infatti perso. I Blazers hanno il Tie-breaker favorevole sui Rockets, e, vincendo la loro ultima partita, non proibitiva, contro i Sacramento Kings, appaierebbero il record dei Texani, ma li scavalcherebbero al terzo posto per gli scontri diretti a favore.

Qualora Denver non riuscisse a superare i T-Wolves e Portland ottenesse un segno W contro i Kings, ci troveremmo clamorosamente con tre franchigie con pari record al secondo posto. Denver, Houston e Portland finirebbero infatti sul 53-29. L’incrocio sarebbe davvero complesso, un vero e proprio triangolo. I Nuggets hanno il vantaggio del Tie-breaker sui Blazers ma non sui Rockets, che a loro volta non lo avrebbero sui Blazers.

Rockets – Thunder: Houston, disastro! OKC vicina al traguardo

Gli Oklahoma City Thunder hanno superato in casa gli Houston Rockets, grazie ad una tripla nei secondi finali di Paul George, che ha chiuso l’incontro sul 111-112.

Per Houston si tratta di una sconfitta pesantissima, soprattutto guardando alle altre partite giocate nella notte. Hanno infatti sprecato l’occasione d’oro della sconfitta di Denver per superarli definitivamente. Ora, causa anche la vittoria di Portland, i Rockets non sono più padroni del loro destino.

Dovranno guardare le partite delle due rivali dirette e sperare per il meglio. Qualora, infatti, entrambi Nuggets e Blazers dovessero ottenere un ultimo gettone nella colonna delle vittorie, Houston chiuderebbe in quarta posizione la sua stagione regolare. Altrimenti, in una situazione ideale, ma, visto il livello delle avversarie di Denver e Portland, improbabile, i Rockets chiuderebbero secondi, qualora le due rivali perdessero entrambe.

In casa OKC, invece, la vittoria ha un’importanza che va anche oltre la classifica. Dà infatti grande morale a ridosso dell’inizio dei Playoff. Ora tuttavia, per confermare il sesto posto serve vincere con i Milwaukee Bucks, o sperare che i San Antonio Spurs non riescano a superare i Dallas Mavericks. Al momento OKC è a una partita di vantaggio su San Antonio e, dovessero finire appaiati, gli Spurs avrebbero i favori del Tie breaker.

I Nuggets battono i Blazers e vincono la Division, Malone: “Gran traguardo”

Nuggets-Spurs

Nella notte di Denver si è consumato uno scontro diretto su due fronti. I padroni di casa dei Nuggets hanno battuto i Portland Trail Blazers per 110-119, assicurandosi così la vittoria nella Divisione del Northwest. La partita era anche valevole per l’assegnazione dei primi posti ai Playoff, con la franchigia del Colorado che si è anche assicurata il vantaggio casalingo per il primo turno.

La partita è stata combattuta, con continui cambi alla testa dell’incontro. All’inizio del quarto periodo Portland era avanti di 3, ma un parziale di 18-6 per Denver, guidato da 7 punti di Nikola Jokic, ha dato ai Nuggets il vantaggio decisivo.

Vittoria suggellata a 1:12 dalla fine, con una tripla di Torrey Craig, che ha portato i suoi sul 107-114.

Nelle fila di Coach Mike Malone, molto bene Paul Millsap, con 25 punti su 9/12 al tiro, e il solito Nikola Jokic, con una tripla doppia sfiorata da 22-13-9. Dalla panchina molta energia e canestri “clutch” forniti da Torrey Craig, che ha chiuso con 18 punti e il tiro da 3 decisivo.

Denver, prima Division vinta dopo 6 anni!

“E’ un grandissimo traguardo per noi. Ma non ci vogliamo accontentare, ci mancano ancora 3 partite e poi i Playoff”

Così Mike Malone, candidato al premio di Coach of the Year, commenta la vittoria dei suoi Nuggets. Denver non vinceva il titolo di Division dal lontano 2012-2013. Inoltre, ora gli basterebbe vincere due delle tre partite ancora da giocare per assicurarsi la seconda posizione ad Ovest.

“Nell’ultimo quarto abbiamo giocato duro, sotto il ferro difensivo e andando a canestro. Tutti sanno quanto bene facciamo in casa, davanti a questi fan, e quanta energia ci diano. Sarà bellissimo andare ai Playoff e farlo con il vantaggio del campo di casa!”

Queste invece le parole di una delle stelle della squadra, Jamal Murray.

Coach Mike Malone ha poi parlato alla squadra negli spogliatoi:

“Grande risultato ragazzi, ma ora non fermiamoci e guardiamo ai Playoff. Abbiamo la divisione più tosta della NBA, con 4 franchigie che andranno ai Playoff. (Denver Nuggets, Portland Trail Blazers, Utah Jazz e OKC Thunder, ndr). Noi siamo qualcosa come 12-2 contro queste squadre, continuiamo così!”

Se i Nuggets riusciranno a confermare il secondo posto incontreranno al primo round una tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs. Due incontri non scontati, in cui il vantaggio del campo casalingo potrebbe essere fondamentale per questa squadra, che vuole continuare a stupire anche in Postseason.

Wizards, cacciato Grunfeld è Tim Connelly dei Nuggets l’uomo giusto?

Washington Wizards, sarebbe Tim Connelly, President of Basketball Operations dei Denver Nuggets, il profilo ideale per sostituire Ernie Grunfeld, lo storico GM cacciato nella serata di martedì.

La notizia è riportata da Fred Katz di The Athletic. Connelly è ai Denver Nuggets dal 2013 e da due stagioni ricopre l’incarico di President of Basketball Operations. Sotto la sua direzione, il front office dei Nuggets ha selezionato giocatori come Jamal Murray, Gary Harris, Malik Beasley e soprattutto la stella della squadra Nikola Jokic.

I Denver Nuggets occupano attualmente la seconda posizione nella Western Conference, alle spalle dei Golden State Warriors. Tim Connelly ha iniziato la sua carriera NBA proprio agli Washington Wizards, diventando nel 1999 video coordinator della squadra allora allenata da Mike D’antoni ( poi cacciato) e Dan Issel.

Il proprietario degli Wizards Ted Leonsis ha annunciato l’intenzione di attrarre a Washington “un grande nome” per l’incarico di general manager, affidando nel frattempo l’interim a Tommy Sheppard.

Tim Connelly aveva rinnovato il suo contratto con i Denver Nuggets lo scorso febbraio, adeguamento di cui cifre e durata non sono state rese note.

Warriors, nessuno sprint per il primo posto, Kerr “Risparmiamo le energie, salute la priorità”

Stephen Curry

Con Golden State Warriors e Denver Nuggets appaiate in testa alla classifica della Western Conference, e con una manciata di gare ancora da giocare, coach Steve Kerr non vuole sentir parlare di “sprint finale”, e conferma che la priorità per i suoi Warriors è quella di evitare infortuni e sovraccarichi.

La salute fisica dei giocatori al primo postoCosì Kerr a Nick Friedell di ESPNCon DeMarcus (Cousins, ndr) abbiamo concordato che non giocherà una delle due partite in caso di back-to-back. Andre (Iguodala, ndr) e Shaun (Livingston, ndr) avranno dei turni di riposo, come è sempre stato in questi anni, per via del chilometraggio e dell’età. D’accordo con Rick (Celebrini, capo dei preparatori atletici degli Warriors, ndr) pianificheremo una tabella di marcia per ciascuno, e vedremo di volta in volta a chi concedere del riposo (…) credo che nel lungo periodo non potrà che farci bene, vedremo“.

I Golden State Warriors hanno raggiunto quota 50 vittorie in stagione con il 121-114 rifilato ai Detroit Pistons. Steph Curry ha beneficiato del turno di riposo garantitogli da coach Kerr contro i Dalla Mavericks, chiudendo la sua gara con 26 punti e 5 su 10 al tiro pesante.

DeMarcus Cousins non è sceso in campo, ed il suo sostituto Andrew Bogut, ritornato ad Oakland per rinforzare la panchina per i bi-campioni NBA, ha chiuso a sua gara con 8 punti e 5 rimbalzi in 24 minuti d’impiego.

Steve Kerr non rinuncia ovviamente all’ultimo obiettivo di stagione regolare, la testa di serie numero 1 ad Ovest, ma cercherà di ottenerlo non sacrificando le energie dei suoi: “Smetteremmo di cercarla (la testa di serie numero 1, ndr) solo se a questo punti fossimo troppo lontani. Ma non è mai stata la nostra intenzione, realmente, Vogliamo arrivare primi e nel contempo non sprecare energie preziose“.

I Golden State Warriors (50-23) sono ritornati in testa alla classifica della Western Conference grazie alla sconfitta dei Denver Nuggets, nettamente battuti ad Indianapolis dai Pacers per 124-88.

Thomas: “Io e i Celtics probabilmente avremmo già vinto un titolo insieme”

La notte appena trascorsa è stata quella del ritorno di Isaiah Thomas a Boston. I Denver Nuggets sono venuti al TD Garden, battendo i Celtics per 114-105. 7 minuti e nessun punto per Thomas, sempre più ai margini della rosa della franchigia del Colorado. L’ex numero 4 dei biancoverdi però ha vissuto una notte davvero indimenticabile. Il video tributo che gli è stato dedicato è stato molto emozionante, e la sua storia è un esempio per tutti. Un giocatore col suo fisico, che non ha mai avuto molta fiducia, arriva in una franchigia tanto gloriosa come quella dei Celtics e diventa l’idolo di tutti. E solo un infortunio all’anca lo ha fermato nelle finali di Conference contro i Cleveland Cavaliers.

Le parole post-game di Isaiah

Il nativo di Tacoma, dopo la vittoria contro i suoi Celtics, ha parlato ai media. Ecco le sue parole:

Io e i Celtics probabilmente avremmo già vinto un titolo insieme.

E probabilmente con la sua frase si riferiva alla stagione scorsa, con i Cavs più deboli e i Celtics con Tatum in più.

Ricordiamo che Thomas è stato scambiato da Danny Ainge nell’affare Kyrie Irving, e che il matrimonio con James e compagni non è stato dei migliori. Infatti, poco prima della trade deadline dell’anno scorso i Cavs lo hanno girato ai Lakers.

Boston KO, i Denver Nuggets sono ai playoffs: “Una bella sensazione, dopo quattro anni di lavoro”

Con la vittoria del TD Garden si chiude per i Denver Nuggets il lungo periodo d’assenza dalla post-season, che durava da ben sei stagioni.

Nella partita del ritorno di Isaiah Thomas a Boston, la città di cui l’ex giocatore di sacramento Kings e Phoenix Suns fu per oltre due anni fu uno dei volti sportivi più amati, la consueta doppia-doppia di Nikola Jokic (21 punti e 13 rimbalzi, con 7 assist) ed i 20 punti di Will Barton archiviano una volta per tutte la delusione rimediata appena un anno fa all’ultima partita di regular season, uno spareggio-playoffs tra Nuggets ed i Minnesota Timberwolves di Jimmy Butler.

114-105 il risultato tra Nuggets e Celtics. La squadra di coach Mike Malone trova la 47esima vittoria stagionale, vittoria che consolida il secondo posto nella Western Conference e consente a Denver (47-22) di tenere nel mirino il primo posto dei Golden State Warriors, oggi in vantaggio grazie ai soli scontri diretti dopo la sconfitta di San Antonio.

Con 13 partite ancora da giocare, i Nuggets hanno oggi 3 partite e mezza di vantaggio sugli Houston Rockets, terzi ed impegnati in una battaglia per la miglior posizione possibile assieme a Portland Trail Blazers, Oklahoma City Thunder ed ai sorprendenti San Antonio Spurs.

E’ una gran bella sensazione” Così coach Malone nel post-partita “Dopo quattro anni di lavoro, e dopo due stagioni in cui ci eravamo andati così vicini… abbiamo usato tutto questo come motivazione extra, stasera“.

I Nuggets lanciano il break decisivo nel quarto periodo, dopo una partita equilibrata (+12 a 3:47 dalla sirena finale). Jamal Murray, uno dei generali in campo di coach Mike Malone, avrà la possibilià di giocare i playofs NBA per la prima volta in carriera, a partire dal prossimo 13 aprile:

Finalmente! Ora ci prenderemo un minuto per realizzare quanto abbiamo fatto quest’anno, quanta strada abbiamo percorso. Possiamo goderci il momento ed al contempo guardare avanti, a ciò che ci aspetta, una bella sensazione

Denver Nuggets ai playoffs: quale sarà l’avversaria?

In una Western Conference estremamente fluida, il secondo posto dei Nuggets appare l’unica realtà di fatto (sebbene gli uomini di Mike Malone tenteranno di superare gli Warriors qualora se ne presenterà l’occasione). Denver potrebbe trovarsi accoppiata al primo turno con – verosimilmente – una tra Los Angeles Clippers del grande ex Danilo Gallinari ed Oklahoma City Thunder.

La squadra di Russell Westbrook e Paul George (42-29) si trova oggi in un momento di difficoltà (6 sconfitte nelle ultime 8 gare), sebbene il calendario non presenti grandi “ostacoli” da qui al termine della regular season.

Gli Utah Jazz (41-29) potranno invece beneficiare di un calendario privo di difficoltà, durante il quale Donovan Mitchell e compagni affronteranno ben 10 avversarie al di sotto del .500 di vittorie in stagione. I san Antonio Spurs dovranno affrontare una difficile serie di partite a partire da mercoledì 20 marzo (a San antonio saranno di scena i Miami Heat), serie che prevede 3 trasferte a Houston, Boston e Charlotte. Le ultime 7 gare per gli Spurs saranno al contrario sfide – sulla carta – semplici.