Spurs, Gregg Popovich tornerà, “nessun dubbio” a riguardo

Popovich

La stagione dei San Antonio Spurs è terminata in un’assordante ultimo possesso Nuggets, al Pepsi Center di Denver, Colorado.

Sotto di 4 punti e con pochi secondo ancora sul cronometro da giocare, gli Spurs hanno apparentemente deciso di non commettere fallo e fermare la partita, “blunder” attribuito da coach Gregg Popovich al frastuono del pubblico di casa, che avrebbe impedito a LaMarcus Aldridge di udire le grida dalla sua panchina.

Il sentore però che la sconfitta di gara 7 potesse essere stata l’ultima partita di Gregg Popovich sulla panchina dei suoi San antonio Spurs sarebbe stato smontato nell’immediato post-gara da un membro (rimasto anonimo) del coaching staff dei nero-argento, come riportato da Mike Finger del San antonio Express-News.

Popovich tornerà, non c’è alcun dubbio” Così la fonte. Il contratto che lega “coach Pop” agli Spurs è in scadenza, e Popovich ha appena completato la sua 23esima stagione da capo allenatore NBA, sempre sulla stessa panchina.

Il prossimo impegno professionale per Popovich saranno i mondiali FIBA 2019, che si disputeranno in Cina dal prossimo 31 agosto. Team USA difenderà in Oriente il titolo conquistato in Spagna nel 2014, e cercherà il pass diretto per le Olimpiadi di Tokyo 2020.

i San Antonio Spurs hanno chiuso la stagione regolare con un record di 48-34. Stagione iniziata con il grave infortunio di uno dei giovani più interessanti in squadra, la point-guard Dejounte Murray, e proseguita con la crescita di un altro giovane di belle speranze, Derrick White da Colorado.

In estate gli Spurs dovranno affrontare la free agency di Rudy Gay, preziosissimo nelle due stagioni passate in nero-argento, oltre che le ultime fasi di recupero di Murray. I veterani Aldridge, Marco Belinelli e Patty Mills saranno sotto contratto per ancora una stagione (Belinelli) e per due (Mills e Aldridge), ed il contratto del 33enne ex Portland Trail Blazers presenta una “trade kicker” del 15%, che rende difficile futuri scenari di mercato che lo possano coinvolgere.

Un reparto guardie forte del duo White-Murray e la presenza di DeMar DeRozan garantirà a San Antonio talento e qualità sui due lati del campo, ed è probabile che a partire dalla prossima stagione Jakob Poeltl (arrivato l’estate scorsa da Toronto) ed il rookie Lonnie Walker possano avere più spazio.

Gli Spurs si impongono in gara 3 con la partita perfetta di Derrick White

Ci vuole una grande partita di per battere i Nuggets in gara 3, proprio quella che hanno giocato i San Antonio Spurs, che mantengono il fattore campo conquistato in gara 1, grazie alla vittoria esterna in casa di Denver.

118-108 in favore degli Spurs il punteggio nel finale, a premiare la splendida prestazione dei texani trascinati da DeMar DeRozan (25 punti e 5 assist) e da Derrick White che chiude con 36 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 3 rubate con 15-21 al tiro in 33 minuti di utilizzo.

Molto buona anche la prestazione di LaMarcus Aldridge che chiude con una doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi.

Non è sufficiente per i Nuggets invece la prestazione di Nikola Jokic, che si avvicina all’ennesima tripla doppia in stagione, per lui ci sono 22 punti 8 rimbalzi e 7 assist.

Spurs, rebuilding senza scelte importanti

Sono di nuovo là gli Spurs di Gregg Popovich, a giocarsi ancora una volta i playoffs, da sfavoriti questa volta, quando per 20 anni sono stati sistematicamente in corsa per il titolo.

I Big 3 hanno salutato, Tim Duncan per primo, poi è stato il turno di Tony Parker accasatosi a Charlotte, e infine di Manu Ginobili, cui è stata ritirata la maglia numero 20 qualche settimana fa.

In estate ha lasciato il nero e argento anche Kawhi Leonard, eletto proprio da Popovich come condottiero dell’era post Big 3. Qualsiasi squadra NBA a questo punto, di fronte alla chiusura di un ciclo vincente che ha portato 5 titoli in 20 stagioni all’ombra dell’Alamo, sarebbe ripartita dalle sconfitte, da stagioni di transizione, in maniera da guadagnare preziose scelte al draft, e costruire sui giovani un nuovo ciclo.

Lo hanno fatto i Boston Celtics, lo hanno fatto i Philadelphia 76ers, lo hanno fatto i Brooklyn Nets e stanno provando a farlo anche i Los Angeles Lakers. Ma non lo hanno fatto gli Spurs, che grazie alle loro capacità organizzative, alla loro mentalità e alla loro capacità di scegliere giocatori, di trasformarli e renderli delle piccole stelle sui cui poter fare affidamento di anno in anno, non mancano i playoffs dal lontano 1998.

L’esempio più eclatante è proprio Derrick White, che ha fatto registrare il suo career high proprio nella scorsa partita contro i Nuggets.

Di White non è il numero di punti che impressiona, non quanto la solidità dimostrata dal prodotto dell’università del Colorado, scelto dagli Spurs con la  chiamata numero 29 al draft del 2017.

I 33 minuti contro i Nuggets e il posto nel quintetto titolare White se li è dovuti guadagnare sul campo, nonostante la concorrenza di DeJounte Murray, prima del grave infortunio favorito in ordine gerarchico per posto tra i primi 5. Quello che può aver spinto Gregg Popovich a investire su White è la sua capacità di infiammare la partita e cambiarla.

Dopo aver segnato 26 punti nel primo tempo (unici a riuscirci nella storia degli Spurs oltre lui: Tim Duncan e Tony Parker), White non ha segnato nel terzo quarto, Ma ha chiuso la gara in crescendo con 10 punti negli ultimi 5 minuti dell’ultimo quarto di gioco, guidando il parziale di 18-5 in favore degli Spurs che ha chiuso la partita.

Irriconoscibile rispetto al giocatore che ha chiuso la regular season nel 2017/2018 con 17 gare giocate per un totale di 8.2 minuti di media giocati, ad un anno di distanza White è un uomo fondamentale per l’economia e il gioco degli Spurs. E questa è l’ennesima dimostrazione che a San Antonio vengono scelti dei giocatori solidi, che poi con tanto lavoro vengono indirizzati, resi parte di un sistema, per poi infine esplodere diventando in certi casi anche degli All-Star.

Ci sono dei precedenti: Tony Parker scelto con la numero 28, Manu Ginobili con la numero 57 (lo stesso Tim Duncan ha dichiarato di non aver saputo nemmeno chi fosse, allìepoca), Kawhi Leonard scelto con la numero 15 dagli Indiana Pacers e poi scambiato da Popovich con George Hill, giocatore prediletto dal capo allenatore degli Spurs.

Sarà il caso di Derrick White?

White è stato scelto con la chiamata numero 29, e sembra avere lo stesso DNA dei giocatori sopracitati, si sta dimostrando la guardia migliore della serie, meglio anche di DeMar DeRozan, suo compagno di squadra, ma anche di Gary Harris e Jamal Murray, nella file dei Nuggets. Irreale infatti il suo fatturato nelle 3 gare giocate, 23 punti di media con il 69% di realizzazione dal campo.

Si ripartirà quindi dal 2-1 in favore degli Spurs in gara 4, dove i Nuggets dovranno a tutti i costi cercare di riprendere il fattore campo che potrà essere decisivo per la vittoria finale nella serie. Nel frattempo ci godiamo l’ennesima prestazione di alto livello del piccolo gioiello di San Antonio, che sta infiammando le partite con  le sue giocate, e che sta rendendo il primo turno di playoffs della Western Conference tra Nuggets e Spurs così interessante.

Gli Spurs espugnano i Nuggets, sorpresa ma non troppo, Popovich: “White spettacolare”

In una prima serata Playoff ricca di sorprese non poteva mancare quella calata dalla mano degli eterni San Antonio Spurs. La squadra di Coach Gregg Popovich, settima testa di serie, ha espugnato il parquet dei Denver Nuggets, testa di serie numero due, per 101-96.

Probabilmente, rispetto alle sorprendenti vittorie di Brooklyn Nets e Orlando Magic, questa era un po’ più prevedibile. Perchè i Nuggets peccano di esperienza Playoff e soprattutto perchè sulla panchina degli Spurs siede un certo Gregg Popovich.

Questa notte il Coach di San Antonio è diventato il più vincente nella storia della NBA, avendo ottenuto per 1413 volte il segno W.

Tra le fila degli Spurs bene DeMar DeRozan, con una prestazione da 18-12-6, e un sorprendete Derrick White, cresciuto proprio nei pressi di Denver. Il così definito “Hometown kid” ha sorpreso tutti con una grandissima prestazione da 16 punti con il 70% dal tiro, condita da una schiacciata clamorosa in faccia a Paul Millsap. Ok Marco Belinelli con 8 punti e +8 di plus/minus.

A Denver non è bastata la tripla doppia all’esordio in Postseason per Nikola Jokic, da 10-14-14.

Pop: “White spettacolare!”

La prestazione di Derrick White ha sorpreso tutti per l’efficienza e il peso specifico delle giocate messe a segno.

A 6 minuti dalla fine del terzo quarto l’inerzia era tutta dei Nuggets, che stavano rimontando gli Spurs. Almeno fino al 62-59, quando White ha visto la strada libera verso il ferro, dove ha incontrato e superato Paul Millsap. La super schiacciata del ragazzo originario di Denver ha annullato tutta la carica che si stava materializzando nel palazzetto.

“Nessuno mi ha preso in marcatura mentre avevo la palla, così ho pensato di attaccare il ferro. L’ho visto sotto il canestro, così ho deciso di sfidarlo. e’ andata semplicemente così”

Infine, a pochi attimi dal termine dell’incontro, nell’ultima offensiva di Denver, White ha allungato una mano per soffiare la palla a Jamal Murray e sigillare la questione.

Coach Gregg Popovich ha parlato così della partita del suo playmaker:

“Ha giocato in modo spettacolare, per qualcuno che è stato messo in quella posizione. Imparare quella posizione, con intorno tanti giocatori nuovi è lodevole, considerando quello che ha fatto. La serie tuttavia è lunga, speriamo continui così”

White infatti, come sottolineato da Popovich, ha dovuto imparare a fare il playmaker, per sopperire alla mancanza di Dejonte Murray, infortunatosi nella Preseason, e costretto a saltare tutta questa stagione.