Monty Williams-Suns: si lavora per il nuovo allenatore

Dopo il licenziamento di Igor Kokoskov, il binomio Monty Williams-Suns potrebbe consolidarsi nei prossimi giorni.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, la franchigia dell’Arizona stava progettando di ingaggiare l’attuale assistente dei Philadelphia 76ers già ad aprile. Tuttavia non è sembrato tutto così facile perché anche i Los Angeles Lakers paiono interessati a Williams.

Secondo Marc Stein del New York Times, la candidatura di Monty Williams per la panchina dei Suns “sta guadagnando slancio”.

Monty Williams-Suns: scelta giusta?

L’attuale assistente ai Sixers vanta già una discreta esperienza nel mondo NBA. Williams ha lavorato come assistant coach ai Portland Trail Blazers prima di aggiudicarsi la panchina dei New Orleans Pelicans per 5 anni. Due le presenze ai playoffs per lui da head coach

La dirigenza di Phoenix sta cercando disperatamente un sistema per far convivere nel miglior modo possibile le due stelle della squadra Devin Booker e DeAndre Ayton. Il binomio Monty Williams-Suns sarà la scelta giusta per rilanciare una franchigia che da anni sta promuovendo un piano di ricostruzione?

Matt Barnes: “I Phoenix Suns stanno sprecando la carriera di Devin Booker”

L’ennesimo “giro di walzer” sulla panchina dei Phoenix Suns non è piaciuto al grande ex Matt Barnes, che sposa la causa di Devin Booker.

Tramite il proprio profilo ufficiale Twitter, Barnes ha attaccato lo storico proprietario dei Suns Robert Sarver, dopo il licenziamento dopo una sola stagione di coach Igor Kokoskov.

Attacco frontale quello dell’ex giramondo NBA, che con i Phoenix Suns disputò una sola stagione (2008\09): “L’allenatore non è mai stato il problema a Phoenix” Scrive Barnes “Robert Sarver è il peggior proprietario NBA… che faccia un favore alla città e venda la squadra“.

Poi l’affondo deciso di Matt Barnes: “I Suns stanno sprecando la carriera di Devin Booker“. I Suns hanno chiuso l’ennesima stagione perdente dell’era Sarver (19-63), la quarta stagione della giovane carriera della star Devin Booker, che ha chiuso la sua annata a 26.6 punti e 6.8 assist a partita, in 64 gare disputate.

Sarver, plenipotenziario dei Phoenix Suns dal 2004, è una delle figure meno popolari tra i circoli NBA. Sono ben sei gli allenatori avvicendatisi sulla panchina dei Suns dal 2009, tra licenziamenti clamorosi (la cacciata di Earl Watson dopo sole 3 gare di regular season nel 2017) ed intempestivi (il licenziamento del GM Ryan McDonough una settimana prima dell’inizio della stagione 2018\19).

Un articolo di Kevin Arnovitz di ESPN del 4 marzo scorso aveva “scoperchiato” la situazione caotica del front office della squadra, tra cambi vorticosi, interferenze e stramberie del lunatico Sarver, che lo scorso dicembre aveva minacciato pubblicamente la municipalità di Phoenix di abbandonare la città in caso di mancato accordo sui lavori di ristrutturazione della datata Talking Stick Resort Arena (l’ex America West Arena di “colangeliana” memoria”).

I Phoenix Suns non raggiungono la post-season da nove stagioni.

L’estate scorsa Devin Booker ha firmato con la franchigia dell’Arizona un prolungamento contrattuale da 5 anni e 158 milioni di dollari complessivi, e dopo l’arrivo via draft di Deandre Ayton e Mikal Bridges e via trade di Kelly Oubre Jr (Wizards) e Tyler Johnson (Heat), si disputeranno il prossimo 14 maggio il diritto di prima scelta assoluta al prossimo draft NBA.

Suns, Booker è il più giovane a segnare 50 punti in due gare di fila, ma non basta

Phoeix Suns, a 22 anni e 148 giorni, Devin Booker diventa il più giovane giocatore nella storia della NBA a segnare almeno 50 punti in due partite consecutive.

Ai 59 punti rifilati agli Utah Jazz nella serata di martedì, nonostante la sconfitta, si sono aggiunti i 50 punti messi a referto contro gli Washington Wizards alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, Arizona.

124-121 per gli ospiti il risultato finale. Gli Wizards di Bradley Beal (28 punti) e di un Thomas Bryant da 18 punti e 19 rimbalzi prevalgono solo nel finale. Suns in vantaggio di 5 punti a 4:03 dal termine (112-107), prima della rimonta Wizards ispirata da Jabari Parker e Beal.

Jamal Crawford (12 punti e 7 assista fine gara) da dietro l’arco impatta la gara sul 121-121 a 17 secondi dal termine, ma un gioco da tre punti a 2 secondi dalla sirena finale di Thomas Bryant, trovato da Bradley Beal, fissa il punteggio sul 124-121 Washington prima dell’errore di Troy Daniels.

Altra gara offensiva di livello assoluto per Booker, ed altra sconfitta per i Phoenix Suns (17-59), che vedono la fine di un’altra stagione fallimentare, che ha però portato in dote alla squadra allenata da coach Igor Kokoskov il talento di giocatori come DeAndre Ayton via draft, e di Kelly Oubre Jr e Tyler Johnson (entrambi out per infortunio) via trade.

Per il figlio dell’ex Olimpia Milano e Pesaro Melvin una prova da 19 su 29 al tiro (3 su 9 da dietro l’arco dei 3 punti), con 10 rimbalzi in 37 minuti di impiego. La sua seconda partita consecutiva da almeno 50 punti a referto ha introdotto Booker in un club ristretto di marcatori: Kobe Bryant, James Harden, Allen Iverson, Bernard King e Antawn Jamison (statistica riferita all’epoca post-fusione tra NBA e ABA).

Booker è diventato inoltre solo il secondo giocatore ad aver raggiunto o superato quota 50 punti per più di una gara in stagione, assieme a James Harden (“fermo” a 8). Per Devin Booker la sfida di Phoenix è la terza escursione sopra quota 50 punti in carriera, in una stagione sinora condotta a 26.2 punti, 6.7 assist e 4.2 rimbalzi di media a partita.

Suns contro i Pelicans: 40 punti di Booker ed un timeout non autorizzato danno la vittoria a Phoenix

La partita di stanotte dei Suns contro i Pelicans è stata, forse, una tra le più emozionanti e confuse partite della stagione. Nel match disputato ieri sera, infatti, Phoenix è riuscita ad ottenere la vittoria ai supplementari per 138 a 136 in un modo rocambolesco, grazie anche ad un grave errore della panchina di New Orleans.

I RETROSCENA DEL FINALE DI PARTITA

Devin Booker, stella dei Suns e astro nascente del basket americano

In particolare, con pochi secondi sul cronometro, Josh Jackson dei Soli era riuscito a realizzare una difficilissima tripla, portando la sua squadra in parità. In tale situazione il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha chiamato un timeout per fermare il gioco, pur sapendo che NOLA non ne aveva più a disposizione. Così facendo, l’allenatore 65enne ha di fatto regalato la vittoria al suo ex team, facendo assegnare a favore di questi ultimi due tiri liberi, prontamente realizzati da Devin Booker.

La vicenda accaduta ha ricordato molto quanto successo nel 1993 a Chris Webber, nella finale NCAA. In quell’occasione, infatti, l’ex ala grande dei Kings, allora militante a Michigan, cercò di fermare il gioco senza averne più la possibilità, consegnando così la vittoria a North Carolina.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che la vittoria maturata dai Suns è stato frutto anche di un’ottima performance della sua giovane stella, quale è, appunto, Devin Booker. Proprio la guardia, nello specifico, è stato il vero protagonista della partita. Il 22 enne, infatti, ha disputato un match da vero leader, come dimostrano le sue statistiche raccolte.

  • 40 punti
  • 13 assist
  • 5 rimbalzi
  • 12 su 26 (46,2 FG%)
  • 3 su 8 (37,5 3p%)
  • 13 su 18 (72,2 FT%)

Diverse sono state le reazioni che, al termine della contesa, si sono susseguite tra i vari addetti ai lavori.

LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Uno dei primi ad intervenire su quanto successo è stato proprio coach Gentry, il quale ha prontamente ammesso la sua responsabilità per il finale di partita molto negativo per i Pelicans.

Pensavo che ne avevamo ancora uno da utilizzare. Mi sono reso conto soltanto dopo del mio errore, la colpa è solo mia, me ne assumo tutti i demeriti.

Di tutt’altro spirito, invece, le affermazioni dal lato dei Phoenix Suns. Nonostante la pessima stagione sinora realizzata, infatti, la vittoria maturata nella serata di ieri ha risollevato un po’ il morale nel roster, come si evince dalle parole dell’allenatore del team, Igor Kokoskov.

Vivo e imparo continuamente da tutto ciò che accade. Ricorderemo per molto tempo quanto appena accaduto, è stato incredibile.

Non potevano mancare, poi, le dichiarazioni rilasciate dal grande protagonista, ossia Devin Booker. Quest’ultimo, nel dettaglio, è rimasto eccessivamente scosso e sorpreso.

Questa è la bellezza di questo sport, non si sa mai quello che può accadere. Quando è finita, siamo entrati nello spogliatoio, ci guardavamo e non stavamo capendo granché. Solo dopo ci siamo davvero resi conto che la vittoria era nostra.

In conclusione, dunque, il campionato Nba non smette mai di regalarci sorprese. Può capitare, infatti, che un apparente anonima sfida tra squadre sin qui piuttosto deludenti possa rivelarsi una delle partite più confuse ed elettrizzanti dell’intera stagione. Aldilà del singolo risultato, ciò che vince davvero è la grandezza della pallacanestro.

Phoenix Suns, aspettative deluse. Cosa è andato, cosa no

Phoenix Suns

Ultimi nella Western Conferencequartultimo attacco e penultima difesa della lega. Anche quest’anno i Phoenix Suns sperano di giocare i playoff la prossima stagione. Tuttavia non c’è da sorprendersi: la franchigia dell’Arizona nelle ultime annate ha iniziato un lento processo di rebuilding che l’ha portata a sbarazzarsi nel tempo delle sue punte di diamante (Goran Dragic, Eric Bledsoe…) e puntare tutto sul draft. Gli arrivi di Devin Booker e DeAndre Ayton fanno ben sperare per il futuro, ma il presente non è certo dei migliori. Ripercorriamo allora la regular season dei Suns, analizzandone le debolezze e i punti di forza.

PHOENIX SUNS: COSA HA FUNZIONATO

Devin Booker in azione.

A giudicare dai risultati, molto poco. Tra i pochi a salvarsi DeAndre Ayton e Devin Booker. La prima scelta al draft ha dimostrato di essere fisicamente e tecnicamente pronto per la NBA, al netto di qualche uscita a vuoto. I 16.6 punti, 10.3 rimbalzi e 1.9 assist di media fanno ben sperare per il futuro, del quale farà sicuramente parte Booker: il prodotto di Kentucky ha confermato quanto di buono visto negli ultimi 4 anni. In preseason Ayton ha detto che sarebbero diventati i nuovi Kobe e Shaq. Chissà che un giorno non ripercorrano le loro orme, ma per il momento il paragone sembra azzardato. Gli innesti tardivi di Kelly Oubre Jr. e Tyler Johnson segnano un punto a favore per la dirigenza, finalmente attiva sul mercato. In particolare l’ex Wizards, che si è ben integrato nel sistema di Phoenix, rilevandosi uno straordinario scorer in uscita dalla panchina. I Phoenix Suns inoltre nelle ultime gare si sono anche tolti la soddisfazione di battere i Warriors e due volte i Bucks, le capolista delle rispettive conference. Che qualcosa inizi finalmente a girare in vista della prossima stagione?

 

PHOENIX SUNS: COSA NON HA FUNZIONATO

deandre ayton sulla sua difesa
DeAndre Ayton.

Essere penultimi nella lega significa che molte cose sono andate storte sia a livello corale che individuale. I Phoenix Suns hanno segnato in media 104.9 punti a partita, pochi per aspirare alla postseason. L’attacco poggia esclusivamente sulle spalle di Booker che ha sempre dato il suo contributo quando chiamato in causa. Il numero 1 però ha saltato finora 17 gare manifestando una preoccupante attitudine agli infortuni. Il roster giovane e talentuoso si è rivelato troppo discontinuo e ancora acerbo per i parquet NBA. Josh Jackson, Dragan Bender e Mikal Bridges ne sono la prova. Manca forse la giusta dose di esperienza per incentivare la crescita di questi ragazzi. Trevor Ariza è infatti tornato nella capitale e il solo Jamal Crawford non può bastare. C’è poi il caso Ayton che, come detto in precedenza, ha alternato partite monumentali a prestazioni insufficienti. DeAndre dovrà soprattutto migliorare il rendimento difensivo, in quanto è apparso per nulla temibile sotto le plance, malgrado la sua grande mole (0.7 stoppate a partita, il peggiore tra i lunghi titolari). Proprio la difesa è il principale tallone di Achille di questa squadra: 113.4 punti di media subiti, peggio di loro solo i bistrattati Cleveland Cavaliers.

Urge quindi una ripetizione ai ragazzi dell’Arizona e anche in fretta. Booker è desideroso di giocare una posteseason a cui i Phoenix Suns però non partecipano da 9 anni. Se dovessero proseguire nel loro declino, sarà dura convincerlo a restare per le prossime annate.

“Peggior sconfitta dell’anno, pubblico più coinvolto” Warriors KO contro i Suns, Thompson li scuote

Altra sconfitta casalinga, la decima in stagione, per i Golden State Warriors (45-21) che alla Oracle Arena di Oakland cadono per 115-111 contro i Phoenix Suns di un irresistibile Devin Booker.

37 punti, 11 assist e 8 rimbalzi per la giovane star dei Suns, che trascina i suoi alla prima vittoria stagionale in trasferta contro un team della Western Conference dopo un primo quarto da soli 16 punti di squadra segnati.

Booker segna 13 punti consecutivi nel decisivo quarto periodo, compresa la tripla del massimo vantaggio Suns (102-98) a 4:45 dal termine. Altri quattro punti di Booker tengono a distanza gli Warriors, che a 23 secondi dal termine hanno però la possibilità i pareggiare con un tiro da tre punti di Steph Curry (18 punti, 7 rimbalzi e 8 assist per lui a fine gara, ma 6 su 20 al tiro), conclusione che trova solo il ferro.

Per la coppia Curry-Thompson una prova da 8 su 30 combinato da dietro l’arco dei tre punti, ed un periodo complicato per i Golden State Warrios, che come riportato da ESPN non vincono almeno due partite consecutive dallo scorso 12 febbraio.

A fine partita, Klay Thompson (top scorer Warriors con 28 punti) parla addirittura della “peggior sconfitta stagionale” per i suoi.

Suns-Warriors, Klay Thompson: “Vorrei un pubblico più coinvolto”

10 su 43 il tabellino a fine partita al tiro da tre punti per Golden State. Nelle 9 gare sinora disputate dopo la pausa per l’All-Star Game di Charlotte, Steph Curry sta viaggiando con un modesto 36.9% al tiro pesante (su oltre 13 tentativi a partita), peggior dato in carriera per il due volte MVP.

A fine partita, il suo collega di reparto Klay Thompson predica calma, non senza però sottovalutare le attuali difficoltà di squadra:

Non una bella partita. Anzi, probabilmente la peggiore partita dell’anno, per noi. La stagione è lunga e noi giochiamo assieme da 5 anni, non si può pretendere di essere perfetti per tutte le 82 partite. Oggi però abbiamo perso contro una squadra contro cui avevamo vinto le precedenti 18 partite (…) una cosa che mi aspetterei sarebbe sentire il nostro pubblico un po’ più coinvolto. Voglio dire, i playoffs non sono ancora iniziati, però questa è la nostra ultima stagione qui alla Oracle Arena. Abbiamo bisogno dell’energia del pubblico, soprattutto ad inizio partita, e soprattutto in questo momento. Quindi ci aspettiamo che i nostri tifosi possano aiutarci ad accenderci in campo, non importa se giochiamo contro i Suns o contro i Milwaukee Bucks

– Klay Thompson dopo  Suns-Warriors –

Appena due giorni prima, alla vigilia del match vinto contro i Denver Nuggets di sabato sera, coach Steve Kerr aveva parlato del senso di responsabilità che la sua squadra dovrebbe portare in campo in queste ultime uscite alla Oracle Arena.

L’intensità vista in campo contro i Suns non ha convinto per nulla il coach 7 volte (tra campo e panchina ) campione NBA:

Il risultato è giusto, (i Suns, ndr) ci hanno attaccati e noi non abbiamo risposto per nulla, abbiamo “toppato”. Dovremo tornare su questa sconfitta e parlarne

– Steve Kerr dopo Suns-Warriors –

Lakers-Suns: Zubac e Stephenson guidano i gialloviola

Ivica Zubac, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center

Game 50 Recap: Lakers-Suns

Allo Staples Center, in occasione della Dr. Jerry Buss Night, terza sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (25-24) e Phoenix Suns (11-40).

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I californiani, già vittoriosi nelle due gare precedenti, provano a tornare al successo dopo la brutta sconfitta interna patita contro i Timberwolves. Il clima in casa gialloviola non è dei migliori: i rumor e le fanta-trade si susseguono, mentre la natura dell’infortunio di LeBron Jamesuno dei capitani del prossimo All Star Game – resta avvolta nel mistero.

Oltre che del quattro volte MVP, i Lakers devono fare a meno di Lonzo Ball, Kyle Kuzma (anca) e Tyson Chandler (schiena). Non se la passano meglio i Suns, privi di Deandre Ayton, T.J. Warren e De’Anthony Melton.

Walton schiera Rondo, KCP, Ingram, Beasley e Zubac. Kokoskov risponde con Okobo, Booker, Bridges, Jackson e Bender.

Lakers-Suns, avvio equilibrato

I lacustri approfittano dell’assenza della prima scelta dell’ultimo draft – e l’inconsistenza di Bender – per attaccare indisturbati il pitturato dei Suns, trovando due canestri con Ingram e KCP.

Al contrario del connazionale, Zubac si fa sentire sia in difesa…

…che in attacco, segnando due canestri. Phoenix produce finalmente qualcosa grazie all’and-one di Jackson e la tripla di Oubre Jr., 14-10 a metà quarto.

Dopo aver sbagliato tutto lo sbagliabile, la franchigia dell’Arizona ritorna in partita trovando altri due canestri da oltre i 7.25 con Mikal Bridges, che pareggia a quota 16. Holmes e Booker rispondono a Rondo e KCP, mantenendo la gara in equilibrio, 22 pari a tre minuti dalla fine del quarto.

I liberi di JC ed il primo errore dal campo di Ingram chiudono il quarto, 31-27.

Lakers-Suns, Ingram inarrestabile

I lacustri ripartono con Lance, Svi, Hart, Beasley e McGee. Lance – dopo aver messo in scena alcuni dei suoi trick  – trova la via del canestro dall’arco ed in penetrazione. I veterani riescono ad essere produttivi, McGee converte il layup mentre Beasley schiaccia l’assist di Stephenson, 42-33 a 7’48” dall’intervallo lungo.

La combo Born Ready & B-Easy produce ancora prima di lasciare il posto a Rondo ed Ingram, che rientrano con KCP. Brandon si rimette subito in moto segnando il sesto canestro della sua gara riportando i Lakers sul +10.

Brandon Ingram sfrutta la maggiore wingspan contro chiunque Phoenix mandi sulle sue tracce per segnare ancora (8/9 dal campo), sporcare le linee di passaggio e servire i compagni, in particolare Zubac.

I Suns continuano a tirare male dal campo ed a commettere perse banali e smuovono il punteggio solo con gli and-one di Bender e Booker, 54-42 a 3’12” dalla fine del tempo.

Dopo il monologo del prodotto di Duke, l’attacco gialloviola torna nelle mani di Rajon Rondo, che serve prima l’affondata indisturbata di Hart ed assiste poi, due volte, Kentavious Caldwell-Pope. L’ex Celtics e Pelicans realizza poi…

…con la sinistra, dopo un bel cambio di mano, il canestro del +17.

Booker e compagni evitano che la partita finisca con due quarti di anticipo segnando cinque liberi (14/14 nella gara) prima del canestro di Emanuel Terry che chiude il tempo, 65-53.

Dominio lacustre nel pitturato. Per L.A. (in stagione 56.3 punti vicino al ferro), nei primi ventiquattro minuti di gioco è già a quota 52, tirando con il 56.9% dal campo. Inoltre, i californiani sono riusciti a non concedere neppure un punto in transizione agli avversari.

Lakers-Suns, si accende Booker

Coach Igor Kokoskov per contenere Zubac preferisce Holmes a Bender. L’ex 76ers contrasta meglio il lungo lacustre – comunque a segno due volte – grazie ad una maggiore fisicità e verticalità rispetto al compagno.

Dopo un primo tempo sottotono, Devin Booker si accende procurandosi un libero supplementare – terza volta nella gara – beffando continuamente il distratto KCP.

A fermare l’esterno Suns ci pensa Michael Beasley

…che lo stoppa con autorità.  Book non si scoraggia e segna ancora, riportando lo svantaggio dei Suns in singola cifra (-9) dopo quattro minuti di gioco. Rondo segna un bel floater e serve Ingram sul perimetro, risponde Josh Jackson, 77-67 a metà quarto.

Dopo l’errore di Beasley, Ivica Zubac cattura il suo decimo rimbalzo e segna il ventesimo punto della sua gara. Il croato, oltre ad essere produttivo in attacco, riesce ad essere efficace anche nella propria metà campo, eseguendo bene la trap sul pick-and-roll scelta da coach Luke Walton per disinnescare Booker.

Il prodotto di Kentucky segna prima e dopo la tripla di KCP, 87-75 con 3’32” da giocare nel quarto.

La gara, già non bellissima, vive il suo momento peggiore. I Lakers perdono due banali palloni, i Suns ringraziano sbagliando in transizione 3 vs 1. In generale entrambe le squadre eseguono con voglia ed intensità prossime allo zero.

Dopo il primo errore dalla lunetta – autore Terry – degli ospiti, Lance interrompe per un attimo lo scempio in campo. Il layup di Booker e lo 0/2 dalla lunetta di McGee chiudono la frazione, 90-81.

Lakers-Suns, one Lance show 🎸

Inizia male l’ultimo quarto della gara per Walton, costretto a richiamare subito in panchina Ingram. Il terzo anno, complice una dormita generale dei compagni su una rimessa, commette il quinto fallo su Richaun Holmes che completa il gioco da tre punti, 90-84.

A scuotere i lacustri ci pensa Lance, che segna dall’arco ed in transizione. Booker si becca un’evitabile tecnico consentendo a KCP di segnare il libero del +10.

Ma Lance Stephenson si è ormai acceso 🔥 e segna ancora due volte dall’arco 🏀🏀🏀…

…scaldando lo Staples Center e dando libero sfogo alla sua air guitar. Undici punti in meno di due minuti per Lance, timeout per Kokoskov. 102-88 ad 8’42” dalla sirena.

Al rientro KCP segna dell’arco ed un jumper, risponde Kelly Oubre Jr. dal campo e dalla lunetta. I Suns non ci credono più ad alzano la bandiera bianca richiamando Booker in panchina.

Zubac dopo aver sbagliato una schiacciata converte un and-one, stoppa Oubre Jr. e sbaglia il primo libero della sua gara, 111-95 a quattro minuti dalla fine.

Il sesto fallo del centro croato consente l’ingresso in campo di Moe Wagner, subito a segno dall’arco. Risponde Oubre Jr., realizzando la tripla che trasforma il We want tacos! del pubblico in un fragoroso Booooo!, il layup di Rondo chiude la gara, 116-102.

Lakers-Suns, Zu e KCP top scorer

Uomo copertina della gara senza dubbio Zubac, che approfitta dell’assenza di Ayton per dominare il pitturato. Ivica dopo il difficile avvio di stagione si candida al ruolo di miglior lungo del roster lacustre. Il croato chiude con 24 punti (9/16 dal campo, 6/7 ai liberi), 16 rimbalzi e 4 stoppate.

I falli sporcano la prestazione di Ingram, quasi perfetto in tutte le altre fasi della gara. Per Brandon 22 punti (9/11 al tiro, 3/6 dalla lunetta), 3 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate e altrettanti recuperi.

Fino alla sfuriata dell’ultimo quarto, prestazione come tante quest’anno con tanto fumo e poca sostanza. La riscossa, questa volta, è giunta al momento giusto. Stephenson chiude con 17 punti, 3 rimbalzi, 4 assist e 7/10 dal campo.

Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center
Lance Stephenson, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center (Lakers.com)

24 punti anche per KCP, che nonostante qualche difficoltà nella marcatura su Booker è autore di una buona prova. Per l’ex Pistons 9/17 dal campo, 4 triple, 6 rimbalzi e 2 recuperi.

Ancora un minutaggio elevato (42) per Rondo, che ha pensato soprattutto ad innescare i compagni (11 assist). Per Rajon 8 punti, 4/9 dal campo, 4 rimbalzi, 3 perse ed un recupero.

Pochi minuti per Hart, costretto ad uscire a causa di un problema al ginocchio. Luci ed ombre per Beasley (8+4+6): combattivo e presente in difesa (3 stoppate), meno preciso (4/12) del solito in attacco. Impreciso e falloso McGee, male al tiro Svi. Pochi minuti per Caruso e Wagner.

Suns corti e con la testa al draft. Booker chiude con 21+2+6, 9/18 dal campo e tanto nervosismo. Imprecisi Oubre Jr. (17+5, 4/12) e Jackson (12+8, 4/15), meglio Bridges (16+6, 3/6 dall’arco). Tanta energia per Holmes (12+10).

Box Score su NBA.com

Lakers-Suns, fondamentale recuperare gli infortunati

Test poco probante quello offerto da Phoenix, tuttavia giunto al momento giusto viste il momento dell’ambiente lacustre ed i tanti problemi fisici.

A fine gara Walton si è detto soddisfatto di come i suoi ragazzi hanno seguito il piano partita, in particolare l’uscita alta del lungo per rallentare il pick-and-roll di Booker. Il figlio di Bill ha poi dato credito a Rondo per aver portato equilibrio in attacco oltre a confermare che Hart potrebbe saltare la prossima gara per un fastidio al ginocchio.

In vista del prossimo road trip, per i gialloviola sarà fondamentale recuperare LeBron, oltre Kuzma e Chandler, perché le altri contendenti ai playoff della Western Conference non sembrano intenzionate ad interrompere la propria corsa.

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center
Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Phoenix Suns at Staples Center (Lakers.com)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Martedì 29 e Mercoledì 30 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Philadelphia 76ers.

Suns travolti dai Nuggets senza Jokic e riunione a porte chiuse, Crawford: “Una bella chiacchierata”

Confronto tra soli giocatori in casa Phoenix Suns, dopo la pesantissima sconfitta incassata al Pepsi Center di Denver contro dei Nuggets privi di Nikola Jokic, squalificato.

132-95 il risultato finale. 35 punti di un Devin Booker che rifiuta di arrendersi, 14 punti e 5 rimbalzi di Dragan Bender, il croato al terzo anno chiamatoa sostituire DeAndre Ayton, infortunato, e poco altro per Phoenix.

Senza Jokic, i Nuggets fanno quadrato e mandano ben 8 uomini in doppia cifra (top scorer è Paul Millsap, con 20 punti e 9 rimbalzi in appena 22 minuti). 14 punti, 5 rimbalzi e 5 assist di un Will Barton in crescita dopo il lungo stop per infortunio, e Nuggets che stravincono la lotta a rimbalzo (57-35).

Un -37 di passivo alla sirena finale che lascia i giocatori dei Phoenix Suns soli con i loro pensieri negli spogliatoi del Pepsi Center: “Sappiamo di non aver giocato per niente bene, stasera. Siamo stati imbarazzanti” così Devin Booker a fine gara.

Devin Booker è il quinto più giovane di sempre a realizzare 5.000 punti

Devin Booker continua ad ottenere riconoscimenti più che prestigiosi. Nel match della scorsa notte tra Suns e Portland Trail Blazers, il prodotto di Kentucky ha messo a referto un eccellente prestazione da 27 punti, che gli ha permesso di diventare il quinto giocatore più giovane di sempre a realizzare 5.000 punti in carriera. Chi lo precede? LeBron James, Kevin  Durant, Carmelo Anthony e Dwight Howard: gente che non è passata inosservata nella lega.

Già in passato aveva conquistato un traguardo del genere, divenendo il sesto più giovane a segnare 1.000 punti (dietro a Kobe Bryant oltre che ai quattro elencati in precedenza).

Devin Booker: il giocatore del futuro

Booker sta viaggiando su medie da star NBA a tutti gli effetti, con 24.2 punti, 3.7 rimbalzi, e 6.9 assist a partita. Il “record” appena ottenuto, è solo la ciliegina sulla torta. Il suo talento infatti, non è mai stato messo in discussione (basti pensare ai 70 punti realizzati nel 2017), a differenza del contesto in cui si trova. Phoenix non è certamente la piazza più blasonata in cui fare il salto di qualità, eppure la lunga ricostruzione Suns sta dando i suoi frutti…

L’arrivo di DeAndre Ayton, è quello giusto da affiancare a Devin Booker. Il giocatore, al suo quarto anno di NBA, sta riuscendo a diventare un ottimo playmaker, complici i problemi della franchigia dell’Arizona in cabina di regia. Questo rappresenta proprio ciò che gli si chiedeva con l’aggiunta di Ayton sul parquet.

I Suns sono attualmente ultimi ad Ovest (11-38 il loro record), ma con un Booker così si può puntare in alto.

 

Scontro tra Gorgui Dieng e Devin Booker, espulsi. Il lungo dei Twolves: “Si crede un duro, non lo e”

Phoenix Suns 2018/2019

Pesante sconfitta casalinga per i Phoenix Suns di Devin Booker, ed espulsione per la giovane star dei Suns a seguito di uno scontro con il lungo senegalese dei Minnesota Timberwolves Gorgui Dieng.

Booker e Dieng sono venuti a contatto a metà terzo periodo, a seguito di uno scontro di gioco sul punteggio di 82-62 in favore degli ospiti. Dopo aver raccolto una palla vagante, l’ex Louisville Dieng ha inavvertitamente colpito Booker al volto con un gomito, causando l’ira della star dei Phoenix Suns che dopo il contatto si è avvicinato al lungo dei Twolves in cerca di spiegazioni.

Dopo aver separato il capanello di giocatori creatosi attorno alla coppia, gli arbitri hanno comminato ai due un doppio fallo tecnico, e conseguente esplulsione.

Un furioso Booker ha poi cercato di raggiungere Dieng nel tunnel che conduce agli spogliatoi, ed è stato trattenuto a fatica dai membri dello staff di sicurezza dei Suns.

Nel post gara, Gorgui Dieng ha così commentato l’episodio:

Non è successo niente. Ho recuperato il pallone e cercato di far partire il contropiede, e gli arbitri mi hanno fischiato un fallo. Sono andata a parlare con gli arbitri e lui (Devin Booker, ndr) si è messo in mezzo. Ci siamo scambiati qualche parolina, poi lui ha cercato colpirmi (sulla rimessa, ndr). Tutti l’hanno visto, io non ho reagito. In questa lega ci sono un sacco di giocatori che si credono dei duri, ma che non lo sono. L’espulsione? Vorrei saperlo. Passi il fallo tecnico, ma l’espulsione è stata eccessiva, mi piacerebbe sapere perché. Booker ha cercato di colpirmi e sono stato espulso anche io. Cosa ho detto a Booker dopo l’espulsione? Niente, solo che mi sarebbe piaciuto scambiare le nostre maglie a fine partita, ma non se ne è fatto niente…

– Gorgui Dieng sullo scontro Booker-Dieng –

 

La vittoria dei Minnesota Timberwolves (23-24) tiene vive le speranze di playoffs per la squadra allenata da coach Ryan Saunders, al momento decima nella Western Conference ma a sole due partite di distanza dai Los Angeles Clippers (25-22) ora ottavi.

Per Minnesota, sontuosa prova da 25 punti, 18 rimbalzi e 7 assist di Karl-Anthony Towns e 14 punti dalla panchina di un redidivo Jerryd Bayless, con 7 assist e 4 rimbalzi. I Twolves ritorneranno in campo nella nottata di giovedì allo Staples Center di Los Angeles per sfidare i rivali diretti Los Angeles Lakers.

Suns, coach Kokoskov su Devin Booker: “Unico limite il cielo, puntiamo tutto su di lui”

Igor Kokoskov su Devin Booker: “Per Book l’unico limite è il cielo”.

Si può essere contemporaneamente la peggior squadra della Western Conference, ed una delle più calde della NBA? Si, se vi chiamate Phoenix Suns. Le ultime 7 partite giocate da Devin Booker e compagni parlano di un record di 5-2, a fronte di un saldo vittorie-sconfitte stagionale di 9-26.

Alcuni elemento chiarificatori in casa Suns hanno aiutato la squadra, senza dubbio.

In cambio di un veterano utile inspogliatoio ma poco palpabile in campo – Trevor Ariza – è arrivato il giovane e forte Kelly Oubre Jr. che in sole 4 presenze ha messo assieme 14.7 punti di media, tirando col 52% da tre punti. I giovani De’Anthony Melton ed Elie oKobo, seppur ancora acerbissimi, si stanni dimostrando in grado di perlomeno tenere il campo, consentendo a Booker di concentrarsi sul finalizzare in fase offensiva, da bravo cannoniere.

DeAndre Ayton e Mikal Bridges hanno reagito con orgoglio alle panchine punitive inflittegli da coach Igor Kokoskov. Dopo un anno e 3 mesi di spunti, cadute, svolte, marce indietro e domande su ruolo, abilità e competenze, Josh Jackson da Kansas sembra aver indovinato la corrente ascensionale giusta.

Richaun Holmes, scaricato per motivi salariali da Philadelphia, si è dimostrato tappabuchi utlissimo ed economicissimo. Ryan Anderson, complici alcuni problemi fisici, è sparito dalle rotazioni. Dragan Bender, privo di ogni scusante di tipo fisico, nelle rotazioni dell’ex assistant coach di Quin Snyder non ci è mai entrato, ne mai lo farà.

Robert Sarver, il proprietario NBA più odiato d’America (ESPN dixit), ha imbroccato una trade, e (forse, forse) persino un draft. Forse due, Josh Jackson permettendo.

E poi c’è Book. In due mesi malcontati di stagione, Devin Booker ha avuto il tempo di infortunarsi già tre volte (polso-gamba-gamba) e di rientrare altrettante. Per i Suns, il figlio di Melvin ha già fatto di tutto: segnato, creato attacco, reclutato rinforzi, spento le luci della Talking Stick Resort Arena a partita finita. Eppure, per il suo nuovo coach, Igor Kokoskov, il meglio per Booker deve ancora venire.

Igor Kokoskov su Devin Booker: “Il presente ed il futuro di questa squadra”

 

Dopo anni di inferno il cui caldo è apparso solo appena più sopportabile dell’aria arroventata che circonda Phoenix ed il deserto di Sonora, oggi i Phoenix Suns cominciano a vedere l’abbozzo di un nucleo di squadra coerente, se non addirittura vincente.

Booker, Ayton, Jackson, Oubre Jr (che sarà free agent in estate, segnatelo Sarver), la scelta che verrà da una stagione mal che vada da 25-30 vittorie. Ed un head coach giovane e competente, con spazio e libertà di manovra garantiti.

Devin Booker sarà la proverbiale pietra angolare della franchigia dell’Arizona per i prossimi anni. Nel frattempo, “Book” si accontenta di chiudere le ultime 7 partite giocate a 30.7 punti, 8 assist e 5.3 rimbalzi a gara, col 47.4% al tiro. Gli Orlando Magic l’ultima vittima dell’ex Kentucky Wildcats: 35 punti, 7 rimbalzi e 8 assist, con 5 triple (su 8 tentativi) a bersaglio in 40 minuti di gioco. E l’investitura ufficiale di Kokoskov:

Devin Booker è Devin Booker. Proprio quello di cui la nostra squadra ha un grande bisogno. La nostra organizzazione ha preso un grande impegno con lui, e lo ha fatto perché sapeva che Devin sarà il futuro di questa squadra. Oggi è il presente, e domani il futuro dei Phoenix Suns. Il limite è il cielo per lui, se continuerà a lavorare sodo ed a coltivare il suo spirito competitivo e vincente. Devin potrà essere la persona ed il giocatore in grado fare accadere le cose, per questa squadra

– Igor Kokoskov su Devin Booker –

 

 

Celtics battuti dai Suns, infortunio e stop per Aron Baynes, Irving: “Alti e bassi, la stagione NBA è così”

Boston Celtics, sconfitta casalinga contro i Phoenix Suns ed infortunio per Aron Baynes nella nottata di mercoledì.

La partita del lungo australiano è durata poco più di due minuti. Contatto di gioco e frattura alla mano sinistra per Baynes. Come riportato da Shams Charania via Twitter, l’infortunio richiederà un intervento chirurgico, mentre per il giocatore si profila uno stop di almeno 30-40 giorni.

A Boston, Suns-Celtics termina 111-103 per gli ospiti.

Per i Celtics, oltre al danno la beffa. Al TD Garden di Boston è arrivata per Kyrie Irving e compagni la seconda, inaspetta sconfitta consecutiva. Sconfitta che spegne la recente fiammata bianco-verde da 8 vittorie consecutive che ha riportato i celtics a ridosso del primo posto nella Eastern Conference nel mese di dicembre.

25 punti, 5 rimbalzi e 8 assist di Devin Booker, ed una doppia-doppia da 23 punti e 18 rimbalzi di DeAndre Ayton lanciano i Phoenix Suns (8-24). Ayton approfitta dell’assenza di Al Horford (sesta gara consecutiva saltata dall’ex Hawks per una tendinite al ginocchio sinistro) e di Aron Baynes, subito fuori dai giochi, e domina sotto i tabelloni.

La vittoria a Boston è la quarta consecutiva per Phoenix: “Abbiamo avuto un sacco di incontri, di meeting in cui abbiamo parlato delle tante sconfitte, di come sono arrivate. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: ‘nessuno si dispiacerà per noi se continueremo a perdere’“. Così Devin Booker.

I Suns salutano inoltre l’ottimo esordio di Kelly Oubre Jr. Il talento da Kansas ha debuttato in maglia Suns con 13 punti e 6 rimbalzi in 25 minuti di gioco.

Boston Celtics, Kyrie Irving: “Alti e bassi, la stagione NBA è così”

 

Per Boston, 16 palle perse ed attacco “lento”, nelle parole di coach Brad Stevens. Celtics senza Horford, Marcus Morris e da oggi senza Aaron Baynes, ed all’inizio di una sequenza di partite casalinghe estremamente insidiosa. Milwaukee, Charlotte e Philadelphia prima di partire per l’ovest, con tappe a Houston e Memphis.

L’emergenza nel reparto lunghi contringerà Stevens ad affidarsi al rookie Robert Williams III (8 punti e 8 rimbalzi con 5 stoppate, ma grande sofferenza contro Ayton), giocatore in crescita ma ancora acerbissimo, ed al tedesco Daniel Theis.

L’assenza di Aron Baynes peserà in difesa. I Boston Celtics hanno concesso sinora solo 97.7 punti su 100 possessi con l’australiano in campo, ed oltre 102 con Baynes in panchina.

A fine gara, Kyrie Irving riflette su ciò che attende i suoi Celtics nelle prossime gare:

Per noi si tratta di rimanere in partita. Se ci riusciamo, abbiamo sempre una chance di vincere. Ma ci sono partite in cui chiaramente questo non avviene. Non possiamo permettercelo, non possiamo subire e guardare gli arbitri o altro. Creare un gruppo coeso è parte del nostro processo di crescita, partita dopo partita (…) La stagione NBA è così. Ci sono periodi buoni, in cui giochi bene e vinci tante partite, e momenti di buio (…) ora dobbiamo recuperare terreno, e continuare a lavorare giorno dopo giorno per diventare la miglior squadra possibile

 

Irving ha chiuso la sua gara con 29 punti, 10 assist, 5 rimbalzi 4 recuperi e 5 triple a bersaglio.