San Antonio Spurs su Donatas Motiejunas, ex Benetton Treviso e Houston Rockets

I San Antonio Spurs su Donatas Motiejunas. Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, gli Spurs ed il lungo lituano starebbero perfezionando un accordo sino al termine della stagione.

Motiejunas, 29 anni, ha trascorso le ultime due stagioni in Cina con gli Shandong Golden Stars. L’ex giocatore di Zalgiris Kaunas e Benetton Treviso aveva militato dal 2012 al 2017 negli Houston Rockets, e brevemente nei New Orleans Pelicans.

Il giocatore lituano andrebbe a coprire il posto a roster lasciato libero dal taglio di Pau Gasol, accordatosi in seguito con i Milwaukee Bucks.

I San Antonio Spurs (42-31) occupano attualmente l’ottavo posto nella Western Conference, con 9 partite ancora da giocare.

Nel 2014\15 la miglior stagione NBA per Donatas Motiejunas, annata chiusa con 12 punti e 5.9 rimbalzi a partita in 28.7 minuti d’impiego con la maglia degli Houston Rockets.

Pelicans: praticamente fatta per l’arrivo di Motiejunas

I Minnesota Timberwolves hanno organizzato dei workout con Donatas Motiejunas ma, prima che potessero avanzare una qualsiasi offerta, i New Orleans Pelicans li hanno praticamente beffati strappando l’accordo con l’ala grande. Il contratto dovrebbe scadere al termine di questa stagione.

“Il suo agente ha annullato tutto e non abbiamo mai avuto la possibilità di sederci al tavolo delle trattative con lui”.

Queste son state le parole di Tom Thibodeau, head coach dei Timberwolves, pronunciate dopo la sconfitta contro i Portland Trail Blazers e riportate da Jerry Zgoda dello ‘Star Tribune‘.

Il team di Minneapolis era interessato a firmare il lungo lituano per riempire il vuoto lasciato da Nikola Pekovic, ai box da tempo immemore e che sembra in procinto di ritirarsi (stando alle sue dichiarazioni).

I Timberwolves non erano gli unici a voler ingaggiare Motiejunas, difatti a inizio dicembre è stata avanzata un’offerta dai Brooklyn Nets che però è stata pareggiata dai Rockets, poichè il giocatore era un restricted free agent. Poco dopo però i texani hanno rinunciato ai diritti su di esso.

Inoltre, il ventiseienne è stato preso in considerazione anche dai Los Angeles Lakers: il suo futuro appare ormai certo, con il buon Donatas pronto ad affiancare Anthony Davis.

Donatas Motiejunas – Houston Rockets: accordo nell’aria?

Donatas Motiejunas – Houston Rockets: accordo nell’aria?

Donatas Motiejunas, ala forte lituana di 213 cm, non ha concluso la più fortunata delle stagioni con gli Houston Rockets: dopo l’infortunio alla schiena e l’intervento chirurgico a Marzo 2015, la stagione 2016, che sembrava quella del rilancio, ma i problemi alla schiena continuano e, addirittura, era stato coinvolto in una trade che lo avrebbe portato ai Detroit Pistons, salvo, poi, rimanere agli Houston Rockets a trade fallita. Le partite giocate nella stagione appena conclusa sono state poche, ma il lituano ha sempre espresso qualità nel suo gioco, schiena permettendo, a fronte di un talento indiscutibile.

Restricted free agent

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Donatas Motiejunas in maglia Houston Rockets

Ora Motiejunas è un restricted free-agent, quindi, la squadra texana ha il diritto di poter pareggiare qualsiasi offerta, e, in effetti, la possibilità che l’ex Treviso possa rimanere nel Texas non è peregrina, ma altre squadre sarebbero interessate alle sue doti. Difatti, intervistato da FOX 26 Sports (Lithuania), alla domanda riguardo il suo futuro nella lega e l’eventuale interessamento di altre squadre, dice: “Sì, certo, ci sono un paio di squadre che hanno ancora molto interesse nei miei confronti”. Il futuro del lituano non è ancora certo, l’unica speranza è che, ovunque vada, possa giocare con la continuità che fino ad ora non ha mai trovato.

 

I Detroit Pistons annullano la trade per Motiejunas

Come riportato su Twitter da Shams Charania, i Detroit Pistons hanno praticamente annullato la trade a tre squadre che coinvolgeva anche gli Houston Rockets e i Philadelphia 76ers strutturata in questo modo:

Houston riceve: scelta al primo giro del draft 2016 dei Pistons (protetta top 8).
Philadelphia riceve: Joel Anthony+Seconda scelta futura dei Pistons
Detroit riceve: Marcus Thornton+Donatas Motiejunas

La mancata fumata bianca è dovuta al mancato superamento delle visite mediche da parte del lituano per via di problemi alla schiena. Con l’annullamento della trade Detroit perde l’occasione per mettere le mani su due buoni giocatori in uscita dalla panchina, ma la franchigia che rischia di subire le peggiori conseguenze sono i Rockets, che in un colpo solo perdono la scelta al draft e soprattutto si ritrovano sopra la soglia della luxury tax.

Rockets, ancora incerto il rientro di Motiejunas

 

Donatas Motiejunas, ala forte lituana degli Houston Rockets, classe 1990, con una passato italiano alla Benetton Treviso (2009-2011), proprio durante la fase ascendente della sua carriera cestistica (ricordiamo il career high di 26 punti nella vittoria contro i Boston Celtics, il 30 Gennaio 2015) inizia ad accusare forti dolori alla schiena, che lo costringono a rimanere fuori la seconda parte della scorsa stagione e a subire un intervento chirurgico a marzo 2015.

Donatas Motiejunas.
Donatas Motiejunas.

Il primo dicembre, lo staff dei Rockets lo dichiara idoneo alla pratica e, quattro giorni dopo, gioca la sua prima partita di stagione nella vittoria contro i Sacramento Kings.

La schiena, evidentemente, non gli concede una tregua, e proprio verso fine mese il lituano accusa nuovamente dolore, gettando nello sconforto squadra e tifosi, che sanno bene quale apporto è in grado di dare alla causa della franchigia texana.

Secondo Jonathan Feigen del Houston Chronicle, il suo rientro al momento appare incerto. Non si può che riflettere, ancora una volta, se non sia troppo logorante una regular season così lunga e quindi con margini di recupero fisico pari a zero, oltre ad un potenziamento muscolare smodato di scena ogni offseason. Intanto i texani sperano di riabbracciarlo presto.

Rockets, si ferma il rookie Sam Dekker

Con la scelta n.18, al draft di quest’anno, gli Houston Rockets hanno scelto Sam Dekker, da Wisconsin. Da quel giorno in avanti la squadra non lo ha impiegato molto e le rare volte in cui è sceso in campo collezionò 0.6 rimbalzi e 0.3 palle rubate in 2.03 minuti di media. Come riportato da Jeff Goodman di ‘ESPN‘, il giocatore non potrà migliorare i suoi numeri nell’immediato, a causa di un intervento chirurgico alla schiena che lo terrà lontano dal parquet per tre mesi.

Seppur non essendo una pedina chiave nelle rotazioni per l’head coach Kevin McHale, il rookie avrebbe potuto esser impiegato in D – League nei Rio Grande Valley Vipers, squadra associata ai Rockets, per ambientarsi meglio all’interno dei ritmi serrati del NBA. Dekker si va ad aggiungere alla lista degli infortunati con Patrick Beverly (distorsione caviglia sinistra) e Donatas Motiejunas (riabilitazione post intervento chirurgico alla schiena). Gli si augura, quindi, che possa tornare presto a giocare, perchè anche se era spesso seduto in panchina, subire un importante infortunio in giovane età può precludere in parte il proprio futuro nel mondo professionistico.

Per NBAPassion

@DavideBomben

Rockets, per Jones e Motiejunas niente rinnovo: i due testeranno la prossima free agency

Terrence Jones e Donatas Motiejunas, i destini dei lunghi in forza agli Houston Rockets si incrociano inevitabilmente. Il front office da tempo ha intavolato le trattative per rinnovare i contratti dei giocatori: i colloqui tuttavia si sono bruscamente interrotti.

Terrence Jones, lungo in forza agli Houston Rockets.
Terrence Jones, lungo in forza agli Houston Rockets.

Infatti, secondo le indiscrezioni riportate da ‘Yahoo Sports‘, sia il nativo di Portland che il lituano non metteranno nero su bianco su un’eventuale estensione contrattuale, decidendo di rinviare ogni discorso alla prossima estate. Entrambi infatti hanno deciso di testare la free agency 2016 dove, in occasione dell’innalzamento del salary cap, potranno cercare di accaparrarsi un accordo cospicuo. Ovviamente, ciò dipenderà da come sarà intrapresa la stagione da poco iniziata. Jones, scelto con la diciottesima chiamata del draft 2012, ha giocato soltanto 33 partite nella scorsa annata a causa di alcuni problemi alle gambe, mettendo a referto una media di 11.7 punti, 6.7 rimbalzi e 1.1 assist .Titolare nello spot di power forward, il prodotto di Kentucky è determinato a dare una mano sotto le plance a Dwight Howard per contribuire ad un onesto piazzamento della squadra ai playoff. Motiejunas, classe 1990, è invece ancora ai box per via dell’operazione alla schiena dello scorso aprile: coach Kevin McHale si augura di recuperarlo quanto prima dato l’apporto del baltico uscendo dalla panchina.

Insomma, il futuro dei due giovani a Houston è tutto da scrivere. Di acqua sotto i ponti, fino alla prossima offseason, ne passerà in abbondanza. Occorre aspettare.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

Rockets, Howard e Motiejunas ancora fermi

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Manca ormai pochissimo all’inizio della regular season 2015/16, e in casa Rockets bisogna ancora fare i conti con gli infortuni di Howard e Motiejunas. Le notizie che arrivano dall’infermeria texana non sono affatto buone, infatti, come riporta Blake Murphy su TheScore.com (cliccare sul link per visualizzare la fonte originale), entrambi  i giocatori sono ancora fermi ai box senza una data precisa di ritorno sul parquet.

Analizziamo ora nel dettaglio la situazione di entrambi i giocatori: Dwight Howard, otto volte All-Star NBA, ha avuto grossi guai al ginocchio che lo hanno tormentato per tutta la post-season appena conclusa, ma ora il problema principale è rappresentato dalla schiena dolorante del big man ex Orlando Magic. Howard è fuori dai giochi dal 6 ottobre, giorno in cui i Rockets hanno giocato la prima gara della preseason 2015, e l’head-coach dei Rockets Kevin McHale si era detto fiducioso di rivedere in campo il centro entro pochi giorni. I dolori alla schiena sono qualcosa che potrebbe protrarsi per tutta la regular season ed anche oltre, ma Calvin Watkins di ESPN.com riporta che lo staff texano è abbastanza tranquillo su questo fronte.

Dwight Howard
Dwight Howard

D’altro canto, Donatas Motiejunas, ala forte di origini lituane diventato ormai uno dei tasselli fondamentali per la panchina di coach McHale, non ha ancora recuperato dall’intervento chirurgico subito alla schiena durante lo scorso aprile. Il ragazzo si sta già allenando senza subire ulteriori complicazioni, ma la data del suo rientro in campo in una gara ufficiale rimane incerta.

Veniamo ora alle possibili soluzioni che il capo allenatore dei Rockets potrà adottare in assenza di Howard e Motiejunas: durante l’ultima gara disputata in preseason, lo starting five dei texani comprendeva, nella front line, il rookie Montrezl Harrell in posizione di PF e Clint Capela da centro. I principali rincalzi a disposizione di Kevin McHale, infatti, si fermano qui: l’unico adattamento rispetto all’ultima gara di preseason al quale potremmo assistere sarà l’inserimento di Terrence Jones nel quintetto base, qualora il lituano Motiejunas non sia disponibile con l’inizio della regular season. Qualora fosse indisponibile anche Superman, allora l’indiziato numero uno a giocare nello spot di centro sarà proprio il sophomore Capela. Un’ altra soluzione molto interessante, potrebbe rispondere al nome dell’altro rookie Sam Dekker: l’ala ex Wisconsin, infatti, potrebbe dividere il suo minutaggio tra gli spot di 3 e 4.

Donatas Motiejunas
Donatas Motiejunas

Emergenza lunghi dunque per coach McHale? La regular season è ormai alle porte ed il doppio infortunio di Howard e Motiejunas è sicuramente una tegola per la franchigia texana, ma il roster di Houston, quest’anno, dispone di una maggiore profondità nel reparto dei big man, così da non destare troppa preoccupazione per i tifosi e per tutto l’ambiente.

Per NBAPassion.com,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

Rockets: ecco le nuove divise “Clutch City”

I Houston Rockets hanno presentato le nuove divise per la prossima stagione.

Tra le novità, spiccano su tutte le scritte “Proud” e “Clutch City” nella parte anteriore della maglia.

Clutch City è il nickname della città di Houston usato in alternativa a “Choke City”, inventato dal “Houston Chronicle” dopo la vittoria dell’ anello del 1994.

Altra novità è il colore della terza maglia: nera con le rifiniture rosse, sfoggiata con grande orgoglio dal rookie Sam Dekker.

La “Space City Black alternate jersey” farà il suo debutto nella stagione 2016-2017, ultima stagione prima dell’introduzione del nuovo sponsor tecnico NIKE.

Per quanto riguarda invece l’ alternativa in grigio, indossata da Dwight Howard, il debutto è previsto per il prossimo 25 novembre.

In questa maglia verranno introdotte anche nuove bande laterali a scacchiera, che sostituiranno la più classica fascia uniforme bianca o rossa, che tuttavia non scomparirà: i tifosi Rockets potranno continuare a vederla sulla divisa principale, nella versione gialla su sfondo rosso.

Infine non poteva mancare la versione T-shirt, sempre molto criticata dagli appassionati: tuttavia bisogna ammettere che le tonalità grigia e rossa danno un risultato “meno pigiama” del solito, o perlomeno sicuramente un risultato migliore del famoso “celeste Clippers”.

Per NbaPassion.com,

Giacomo Mugnai (@mugiaco on twitter)

Eurobasket 2015, Lituania: avanti con il talento nel frontcourt

Nel Nord dell’Europa v’è una nazione, popolata poco più di Roma, che ad ogni competizione, Europeo o Mondiale che sia, rischia di essere sempre la sorpresa di turno. Ed è successo così tante volte che orma, sorpresa, non è più: stiamo parlando della Lituania, la favorita del girone “lettone” dell’EuroBasket 2015.

GIRONE D

  • Lettonia
  • Estonia
  • Lituania
  • Ucraina
  • Repubblica Ceca
  • Belgio

CALENDARIO LITUANIA

  1. Lituania – Ucraina  (5/09 ore 21, Riga)
  2. Lettonia – Lituania (6/09 ore 18:30, Riga)
  3. Lituania – Belgio (7/09 ore 15:30, Riga)
  4. Estonia – Lituania  (9/09 ore 21:30, Riga)
  5. Repubblica Ceca – Lituania  (10/09 ore 21:30, Riga)

LITUANIA, LA FORZA E’ SEMPRE NEL REPARTO LUNGHI

Lituania, nazione famosa per l’esportazioni di vestiti e di “5” da schierare in un campo da basket: Arvydas Sabonis (sette stagioni a Portland), un centro capace di essere determinante anche fuori dall’arco, Darius Songalia (Wizards, Bulls, Kings, Sixers e gli Hornets ai tempi di New Orleans nel suo palmares), Ilgkauskas (finals con i Cavs), senza dimenticarci di alcuni fenomeni che in NBA, nonostante non vi abbiano trascorso alcuna stagione, avrebbero potuto comunque dire la loro come Eureljius Zukauskas (giocò in Italia con la Fortitudo) o un certo Gintaras Einikis. Ebbene, ancora oggi, in questo EuroBasket, la Lituania non si smentisce.

Valanciunas e Jankunas, i due lunghi titolari della Nazionale Lituania

Jonas Valanciunas e Paulius Jankunas: il “5” ed il “4” titolari della nazionale di Jonas Kazlauskas. Valanciunas gli appassionati di NBA lo conoscono benissimo: 23 anni, da tre anni a Raptors, una crescita costante, che ha portato ad un’ultima stagione da 12 punti e 8.7 rimbalzi a partita. Per lui pronto un ricchissimo rinnovo contrattuale (un quadriennale da quasi 70 milioni di dollari). Jankunas, invece, non gioca in NBA, ha 31 anni ed ha passato la sua carriera cestistica a giocare praticamente solo per lo Zalgiris Kaunas con cui, in patria, ha vinto tutto: power forward alla europea, capace di tirare da tre, non troppo “dominante” sotto canestro ma un fastidioso difensore.

Se per Valanciunas non v’è nessun dubbio sulla sua titolarità (la sua riserva è l’evergreen Robertas Javtokas), la stesso non si può dire per Jankunas: riserva di Motejiunas (assenza pesante per la Lituania, ancora alle prese con i problemi alla schiena che lo hanno tenuto fuori durante l’ultima post-season NBA dei suoi Houston Rockets),  nell’ultimo Europeo (dove comunque fece molto bene), Jankunas dovrà vedersela con due ragazzi dal futuro certo: Arturas Guidatis e Domantas Sabonis. Guidatis, giovane stella dello Zalgiris (ora girato Lietuvos di Vilnius), scelto dai Sixers nell’ultimo draft alla 47° pick, ha fatto molto bene nell’ultima Eurolega, dimostrandosi una PF in grado di poter giocare anche dalla distanza. Sabonis (il cognome importante non inganna, è il figlio del più famoso Arvydas), classe 1996, dopo l’inizio di carriera all’Unicaja, si appresta a giocare la sua seconda stagione in NCAA con i Bulldogs della Gonzaga University (dove ha giocato anche da centro, risultando così anche una possibile soluzione da far giocare al posto di Valanciunas).

Mantas Kalnietis e Jonas Maciulis, rispettivamente PG e SF della Lituania

Il reparto lunghi lituano è uno dei più affidabili dell’Europeo: talento, gioventù e quella giusta dose d’esperienza. Lo stesso però non si può dire per il reparto guardie, che non sembra dare le necessarie garanzie per una squadra che vuole lottare per il titolo. Mantas Kalnietis (playmaker) e Renaldas Seibutis sono ottimi giocatori. Kalnietis è una point guard di tutto rispetto e nello scorso Europeo lo ha dimostrato: best assistman della competizione e 19 punti in finale contro un’imbattibile Francia. Anche Seibutis, seppur la sua carriera non abbia rispettato le aspettative (MVP dell’Europeo Under 21 del 2005, scelto al Draft del 2007 dai Mavericks), è un ottimo tiratore su cui fare affidamento. Il problema, però, non sono loro: è, appunto, l’intero reparto guardie.

Nell’Europeo del 2013 (concluso al secondo posto) e al Mondiale del 2014 (concluso al quarto posto), le riserve di Kalnietis e Seibutis erano giocatori del calibro di Martynas Pocius e Sarunas Vasiliauskas (che ha sostituito l’infortunato Kalnietis nella World Cup). Con Pocius e Vasiliauskas fuori per infortunio, Jonas Kazlauskas ha optato per due esordienti: Arturas Milaknis e Lukas Lekavicius. Milaknis, classe 1986, è alla prima convocazione con la nazionale lituana: spesso riserva, prima in Lituania, poi in Russia, il vice Keith Langford ai BC Unics di Kazan potrà sostituire Seibutis? Per Lekavicius, invece, il discorso è diverso. Il talento classe 1994 del, tanto per variare, Zalgiris ha militato in tutte le nazionali minori della Lituania: sul talento nulla da discutere, ma “Zaibas Makvynas” (soprannome datogli in patri), ha giocato solo 5.5 minuti di media a partita in Eurolega come vice-Kalnietis, ed in una competizione come l’Europeo, il playmaker titolare dovrà riposare qualche minuto in più per poter rendere sino alla fine dell’Europeo.

V’è però una certezza: stiamo parlando di Jonas Maciulis. Maciulis, ala piccola fresca di Eurolega con il Real Madrid, è forse il giocatore chiave della Lituania (qui un nostro articolo su come Maciulis potrebbe guidare la Lituania). Starter nel ruolo di 3, in molte occasioni il lituano potrebbe arretrare in “zona regia”, dando così una mano e minuti di riposo a Seibutis e Kalnietis, fondamentali per l’Europeo.

CONVOCATI

Deividas Gailius (Neptunas, LTU); Arturas Gudaitis (Zalgiris Kaunas, LTU); Zygimantas Janavicius (Lietuvos Rytas, LTU); Paulius Jankunas (Zalgiris Kaunas, LTU); Robertas Javtokas (Zalgiris Kaunas, LTU);  Antanas Kavaliauskas (Lietuvos Rytas, LTU); Mantas Kalnietis (Lokomotiv Krasnodar, RUS); Mindaugas Kuzminskas (Unicaja Malaga, ESP); Lukas Lekavicius (Zalgiris Kaunas, LTU); Jonas Maciulis (Real Madrid, ESP); Arturas Milaknis (Zalgiris Kaunas, LTU);  Domantas Sabonis (Gonzaga University, USA); Renaldas Seibutis (Darussafaka Istanbul, TUR); Jonas Valanciunas (Toronto Raptors,CAN).

POSSIBILE STELLA – JONAS VALANCIUNAS

Nel ruolo di leader della Lituania la “lotta” sembra a due, e la potremmo chiamare la “lotta dei Jonas“: Valanciunas da una parte, Maciulis dall’altra. Se Maciulis è già una certezza, Valanciunas ancora no, o perlomeno, non a livello di leadership: ed è proprio per questo che il lituano dei Raptors potrebbe essere, a sorpresa, la stella ed il leader della squadra. Valanciunas è un grande giocatore e pochi centri in Europa possono reggere il confronto (e nessuno di questi è nel girone della Lituania): se il Jonas “americano” riuscisse a fare quel salto di qualità caratteriale che serve alla Lituania (soprattutto dopo gli infortuni dei Lavrinovic) e alla sua carriera, allora la stella della squadra sarà sicuramente lui. Altrimenti v’è già pronto l’altro Jonas, Maciulis, a prendere lo scettro del leader.

PRONOSTICO – TOP 5

Il campionato Europeo è sempre stata una competizione molto importante e vincente per la squadra lituana: negli ultimi dodici anni un oro (2003), un argento (2013) ed un bronzo (2007). Fare un pronostico in questo Europeo è molto complesso: Spagna e Serbia sono favorite, ma con un paio di assenza importanti è possibile che spunti un outsider. Tra queste vi sono nazioni come Francia, Italia e appunto Lituania.

Per NBA Passion,

Simone Scumaci, Simo_Spaulding

 

Rockets: Motiejunas verso il recupero

Donatas Motiejunas sta lavorando duro per tornare sul parquet il prima possibile, e per essere in buone condizioni anche nella sessione estiva. La sua riabilitazione include tanto stretching e rinforzo muscolare. Ogni giorno gli esercizi sono sempre più duri e il giocatore sta facendo tutto ciò che il suo corpo gli permette.

 Donatas Motiejunas Kings' Eric Moreland

“Non importa quale infortunio tu abbia, penso sia una delle cose peggiori che possano accadere” ha detto Motiejunas allo Houston Chronicle, “quello che i ragazzi fanno in partita e in allenamento non è così difficile come ciò che un giocatore fa in riabilitazione. È veramente condizionante, esagerato, estremamente esagerato. Sto lavorando molto più degli altri ragazzi in allenamento, ma è veramente dura. Non ho avuto alcun intervento negli ultimi sei anni, e l’ultimo è stato alle tonsille, quindi è veramente diverso e difficile”

Il giocatore è una delle chiavi dell’attacco degli Houston Rockets, Morey e McHale credono veramente che il ragazzo possa formare una pedina fondamentale della squadra per lungo tempo e possa portare il suo contributo alle varie stelle che, si spera, andranno a comporre una squadra da titolo.

Per NBA Passion
Giulio Scopacasa (@Jeuls97 on Twitter)

James Harden: la corsa all’MVP, i Playoffs e l’arte del “cucinare”

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“E’ molto semplice: è come se lo portassi sulla mia isola, cucinandolo e mettendolo poi nel frullatore”

Fa riferimento al modo in cui, nell’1v1, punisce in modo chirurgico il proprio marcatore. trattasi di James Harden.
La superstar degli Houston Rockets sembra non aver placato minimamente propria la fame di vittorie: non gli è stato sufficente viaggiare oltre i 50 in due occasioni, eguagliando mostri sacri come Hakeem Olajuwon e Moses Malone durante la regular season, tanto meno scollinare per 35 volte oltre i 30 punti o addirittura superare i 40 in dieci occasioni.
Harden, grazie al suo rendimento a dir poco stratosferico nel corso della regular season appena conclusa, ha rischiato di mettere le mani persino sul trofeo di ‘Best NBA Scorer’, trofeo strappatogli sul finale dallo scatenato Russell Westbrook, l’unico in grado di far meglio (distacco di soli 0.7 punti, 28.1 – 27).

Harden affronta Stephen Curry
Harden affronta Stephen Curry

Vincitori della Southwestern Division e secondi nell’agguerrita Western Confercence alle spalle dei soli Golden State Warriors: traguardi quasi interamente attribuibili alla mostruosa continuità e determinazione di Harden, capace di trascinare la squadra e far fronte alle pesanti mancanze dei vari Montejunas, Jones, Beverley ed Howard (quest’ultimo fuori per 41 partite).
L’ormai protratta diatriba per la decisione del prossimo Most Valuable Player è agli sgoccioli,
Harden o Curry? Curry o Harden? la questione non è delle più semplici da affrontare..
Da un lato si ha a che fare col Go-To-Guy o catalizzatore di una franchigia, d’importanza vitale per l’andamento della stessa, mentre dall’altra parte c’è il giocatore più spettacolare della stagione appena terminata, capace di realizzare giocate inverosimili ma supportato da un supporting cast di tutto rispetto: nomi come Andrew Bogut, Klay Thompson e Draymond Green non hanno bisogno di presentazioni.

Harden in penetrazione su Plumlee
Harden in penetrazione su Plumlee

Alla sola lega, dunque, l’arduo compito di decidere chi tra i due alzerà al cielo il trofeo, ma siamo certi che in entrambi i casi nessuno resterà deluso.
Nella scorsa notte Houston è riuscita a. imporsi per 4 -1 sui Dallas Mavericks, il primo turno non ha dunque regalato sorprese, inutile dire che il mattatore della serie è nuovamente il barbuto col numero 13: a referto per lui 28.4 punti e 7.8 assistenze di media nella serie. Solo Tracy McGrady nella storia della franchigia, in postseason, ha realizzato numeri simili.
Nell’intervista del dopopartita l’ex Thunder ha affermato che: “Si tratta solo dell’inizio, abbiamo traguardi più importanti da raggiungere”.
Ora sta ad Harden e compagni decidere fin dove arrivare, nel frattempo si dovrà attendere l’esito della serie Clippers – Spurs per scoprire il prossimo avversario dei Rockets.
Vedremo se Mr.step-back of death’, come soprannominato da Jason Terry, riuscirà nella storica impresa.

Per NBAPassion,
Teto Ceneri