Il sistema dei Milwaukee Bucks: un progetto ed un sistema vincente

Il sistema dei Milwaukee Bucks è un sistema che rappresenta al meglio l’evoluzione che il basket ha avuto in questi ultimi anni: infatti il roster è composto da lunghi atipici, in quanto sono tutti in grado di segnare dalla lunga distanza e da esterni in grado di giocare in avvicinamento al ferro e di strappare molti rimbalzi, sia offensivi che difensivi. I Bucks sono una delle sorprese più piacevoli in questa stagione, visto che si trovano in prima posizione nella prima Eastern Conference senza LeBron James con un record che dice 50 partite vinte e 17 partite perse (prima squadra della lega a raggiungere le 50 vittorie stagionali) ed in casa hanno un record di 27-5 che fa veramente paura alle avversarie.

Il sistema dei Milwaukee Bucks ha la sua forza nel gruppo
Il sistema dei Milwaukee Bucks ha la sua forza nel gruppo

Il sistema dei Milwaukee Bucks è ovviamente basato sul loro giocatore più forte, ovvero il greco Giannis Antetokounmpo, ma prevede comunque che tutti i giocatori diano il proprio contributo secondo le proprie caratteristiche; a testimonianza di questa affermazione è il fatto che i Milwaukee Bucks abbiano in rosa ben 6 giocatori in doppia cifra per punti segnati. Quando si parla dei Milwaukee Bucks però non si può non parlare di Giannis Antetokounmpo, serio candidato al titolo di MVP di questa stagione: l’ala dei Bucks è infatti un giocatore in grado di trascinare i compagni verso il gioco che lui preferisce fare ed è in grado di caricarsi la squadra sulle spalle, oltre a trasmettere gioia alla squadra ed ai tifosi giocando; il greco predilige il gioco in velocità, infatti sui tiri avversari il sistema dei Milwaukee Bucks prevede quattro giocatori a presidiare l’area ed eventualmente fare tagliafuori difensivo, per permettere ad Antetokounmpo di prendere il rimbalzo difensivo ed andare immediatamente in transizione offensiva, che spesso si conclude o con una penetrazione del greco (primo giocatore della lega per conclusioni al ferro, oltre quota 400), o con uno scarico sui tiratori posizionati nei due angoli e nelle posizioni di ala.

L’efficace transizione del sistema dei Milwaukee Bucks

Il roster dei Bucks è infatti costruito sulle caratteristiche del greco, visto che troviamo tanti tiratori per potersi permettere di lasciare l’area libera e giocare “5 fuori” in modo da lasciar spazio alle penetrazioni di Antetokounmpo; infatti nel roster dei Milwaukee Bucks ci sono Brook Lopez che tira da 3 con il 37%, Khris Middleton quasi con il 38%, Malcom Brogdon addirittura con il 43%, Nikola Mirotic con il 38%, quindi viene anche difficile alle difese avversarie dire di sfidare al tiro giocatori con una percentuale così alta al tiro dall’arco, mentre se lasci un uno contro uno ad Antetokounmpo (attenzione, che sta mettendo anche un buon tiro da 3 punti…) l’azione finisce quasi sempre con una schiacciata. I tiri dei Milwaukee Bucks avvengono, come del resto la pallacanestro moderna vuole, o da 3 punti o al ferro (oltre l’80% dei loro tiri è in queste due situazioni) e questo sistema sembra essere difficilmente contrastabile, in quanto, come detto in precedenza, i Bucks hanno il miglior record della lega. Nella metà campo difensiva inoltre Coach Budenholzer è un vero maestro, visto che i Bucks sono la nona miglior difesa della lega pur essendo il secondo miglior attacco: ciò significa che la sua squadra riesce a mantenere un’intensità elevata in entrambe le metà campo, sicuramente anche perché il coach dei Bucks può utilizzare una rotazione profonda avendo tanti giocatori affidabili in uscita dalla panchina (George Hill, Nikola Mirotic, Tony Snell, Ersan Ilyasova, Pat Connaughton e Donte DiVincenzo, oltre alla grande esperienza di Pau Gasol se necessaria). Inoltre un giocatore fondamentale che merita di essere menzionato è Eric Bledsoe, il quale pur non avendo un ottimo tiro da 3 punti riesce grazie alla sua tanta fisicità ed esplosività ad essere un giocatore importantissimo per la sua squadra, sia in difesa sia in attacco, dove segna oltre 15 punti di media e distribuisce più di 5 assist a partita, mentre in difesa riesce a marcare la maggior parte dei giocatori avversari e ad essere efficace sui blocchi, permettendo ai propri lunghi di restare in area a protezione del ferro. Insomma, il sistema dei Milwaukee Bucks sembra funzionare in tutte le sue sfumature.

Suns-Hayward, no secco dei Jazz

NBA: Utah Jazz-Media Day-Boston Celtics, Hayward

Anche i Phoenix Suns del GM Ryan McDonough e coach Earl Watson sono attivi sul mercato. Marc Stein di ESPN rende noto, tramite il proprio profilo Twitter, che la franchigia dell’Arizona ha presentato un’offerta ufficiale ai Utah Jazz per l’esterno Gordon Hayward. McDonough avrebbe messo sul piatto la point guard Eric Bledsoe e la loro scelta al Draft di stanotte, pick numero 13 del primo giro.

Niente da fare 

La dirigenza dei Jazz, d’altro canto, ha risposto subito con un NO secco ai Suns:

L’insider di ESPN Stein, poi, precisa come i Suns stiano cercando di muoversi sul mercato spostando una delle sue point guard, Eric Bledsoe o Brandon Knight, quest’ultimo ottenuto nel febbraio 2015 nell’ambito di uno scambio a tre team che includeva Suns, Bucks e Sixers. La dirigenza vorrebbe scambiare uno dei due prima che cominci la prossima regular season:

Continua ricerca del giusto equilibrio dunque per i Phoenix Suns, che sono da parecchie stagioni un “prodotto non

Eric Bledsoe e Brandon Knight riusciranno a completare una stagione assieme in campo?
Eric Bledsoe e Brandon Knight, entrambi sul mercato

finito” della NBA, soprattutto in una Western Conference dove approdare ai playoff è impresa assai ardua in virtù della classifica molto corta. L’obbiettivo della dirigenza, dopo aver scambiato i fratelli Morris ed aver acquisito dal Draft 2015 Devin Booker, SG dalle grandi potenzialità che continua ad impressionare positivamente, è dunque quello di dare più qualità ad un front-court piuttosto scarno, che ad oggi può contare sul solo Tyson Chandler come nome di spessore. Per fare ciò, il GM dei Suns dovrà probabilmente privarsi di uno tra Bledsoe e Knight, con il primo eventualmente già pronto a fare le valige.

Riuscirà la dirigenza a mettersi alle spalle la brutta e travagliata stagione 2015-16, nella quale sono stati molti gli strascichi legati ai trasferimenti di Marcus e Markieff Morris, e a costruire un roster degno della qualificazione alla post-season? In quel di Phoenix molti tifosi rimpiangeranno l’era di Steve Nash ed Amar’e Stoudemire.