Efes-CSKA: novità o tradizione sul tetto d’Europa?

Efes-CSKA

Il momento più bello è giunto. Stasera, alla fine di Efes-CSKA, conosceremo il nome della nuova campionessa d’Europa. Campionessa che potrebbe essere una novità o un simbolo della tradizione cestistica del Vecchio Continente. Ma non vi parleremo di squadre sotto pressione e squadre leggere. La leggerezza appartiene ad entrambe. Appartiene alla banda di coach Ataman, consapevole di aver compiuto un’impresa arrivando fino all’atto conclusivo; appartiene all’armata di coach Itoudis, capace, per una volta, di rimontare e non di farsi rimontare nel contesto più prestigioso, spegnendo così ogni scetticismo aleggiante. Per questo la finale d’Eurolega è molto incerta: l’Olimpo del basket europeo è arrivato all’appuntamento più importante tranquillo, libero da pressioni. Sarà solo la dea Tecnica a decidere.

Efes-CSKA: Ergin Ataman ha spodestato Obradovic, ora può essere il suo momento di gloria
Efes-CSKA: Ergin Ataman ha spodestato Obradovic, ora può essere il suo momento di gloria

EFES-CSKA: I ROSTER DELLE DUE SQUADRE 

Efes Istanbul

0LARKIN, SHANEG1.82
1BEAUBOIS, RODRIGUEG1.95
2KURTULDUM, MUSTAFAF1.96
3SAYBIR, YIGITCANF2.03
4BALBAY, DOGUSG1.85
6BIRSEN, METECANF2.05
10BITIM, ONURALPG1.96
12MOTUM, BROCKF2.08
15SANLI, SERTACC2.12
18MOERMAN, ADRIENF2.02
19TUNCER, BUGRAHANG1.93
21PLEISS, TIBORC2.21
22MICIC, VASILIJEG1.96
23ANDERSON, JAMESF1.98
25ILYASOGLU, OMERCANG1.95
42DUNSTON, BRYANTC2.03
44SIMON, KRUNOSLAVG1.97

 

CSKA Mosca

1DE COLO, NANDOG1.96
3BOLOMBOY, JOELF2.04
4KHOMENKO, ALEXANDERG1.92
5PETERS, ALECF2.06
7UKHOV, IVANG1.93
9GAVRILOV, ALEXANDERG1.95
11ANTONOV, SEMENF2.02
12ERSHOV, ALEKSANDRG1.97
13RODRIGUEZ, SERGIOG1.91
20VORONTSEVICH, ANDREYF2.07
21CLYBURN, WILLF2.01
22HIGGINS, CORYG1.96
23HACKETT, DANIELG1.93
28LOPATIN, ANDREIF2.08
30KULAGIN, MIKHAILG1.91
41KURBANOV, NIKITAF2.02
42HINES, KYLEC1.98
44HUNTER, OTHELLOC2.03

QUI EFES

A inizio stagione era quasi superfluo asserire che l’Efes, sulla carta, avesse allestito un superteam. Trasportare i pronostici sul campo poteva però non essere così semplice per la squadra arrivata ultima nel 2018. Eppure si è sottovalutato l’impatto di colui che, al momento (polemici astenersi), dopo Obradovic e Laso è il miglior allenatore d’Europa. Ataman ha costruito un sistema che anche stasera partirà da un attacco molto efficace. Al centro delle operazioni saranno ovviamente Shane Larkin e Vasilije Micic, dominanti in semifinale. Dai loro pick and roll ed isolamenti centrali partiranno buona parte delle azioni dell’Efes, sicuramente intenzionato a punire i cambi (e ad attaccare De Colo e Rodriguez) del CSKA andando al ferro e trovando liberi sul perimetro Rodrigue Beaubois, Krunoslav Simon e James Anderson. D’altra parte esiste anche il secondo aspetto del cambio difensivo, che può voler dire servire le “rollate” di Bryan Dunston e Adrien Moerman spalle a canestro. Questo a metà campo, ma è naturale che sia intenzione dei Turchi alzare il ritmo appena sia possibile, per mettere in campo aperto le grandi dosi di atletismo a roster.

Efes-CSKA: Shane Larkin potrebbe essere l'MVP della Final Four?
Efes-CSKA: Shane Larkin potrebbe essere l’MVP della Final Four?

La questione difesa pare invece più spinosa per Ataman. E’ indubbio che la priorità sia quella di non lasciar attivare facilmente De Colo, Rodriguez e Higgins. Per questo Micic sarà sicuramente speso su una delle tre stelle, mentre Beaubois ed Anderson potrebbero guadagnare minuti rispetto a Simon, difensore incostante. Tutelare Larkin dai falli sarà fondamentale, ma nasconderlo potrebbe non essere sempre possibile, quindi anche il suo contributo in difesa sulla palla non  potrà venir meno. Contro il pick and roll la scelta sarà quella di cambiare con Dunston e di contenere con Tibor Pleiss, con entrambi i lunghi chiamati ad essere un fattore decisivo nella loro area, cercando di commettere meno falli possibili. Il CSKA ha tirato 33/42 ai liberi in semifinale questo è stato il motivo principale della rimonta. Impedire che accada ancora è vitale per le speranze turche.

Efes-CSKA: la rim-protection di Bryan Dunston sarà cruciale per Ataman
Efes-CSKA: la rim-protection di Bryan Dunston sarà cruciale per Ataman

QUI CSKA

Famoso per buttare via vantaggi importanti durante le Final Four, il CSKA ha ribaltato le parti nella semifinale contro il Real, rimontando un grosso gap, grazie alla capacità di affidarsi alle proprie stelle nei momenti difficili. Nando De Colo e Sergio Rodriguez si sono caricati letteralmente sulle spalle un attacco moscovita che è parso meno fluido del solito. Anche stasera dal loro uso del pick and roll sorgeranno le speranze di coach Itoudis. Coinvolgere Larkin e attaccare Dunston sui cambi per lucrare falli degli uomini più importanti saranno parole d’ordine, ma anche riaprire per i tiratori come Nikita Kurbanov, Alec Peters e Cory Higgins sarà una priorità, in modo che tutti siano coinvolti nella manovra. I lunghi Othello Hunter e Kyle Hines, con la loro velocità di piedi, dovranno offrire buone soluzioni in taglio, oltre a essere pericolosi a rimbalzo offensivo, dato fondamentale per spezzare il ritmo all’Efes e costringerlo a lavorare il più possibile nella propria metà campo.

Efes-CSKA: per i Russi non si potrà prescindere da una prestazione mostruosa di Nando De Colo
Efes-CSKA: per i Russi non si potrà prescindere da una prestazione mostruosa di Nando De Colo

In difesa De Colo e Rodriguez, orrendi in semifinale da questo punto di vista, dovranno decisamente attivarsi, dato che avranno a che fare con una delle coppie di guardie più talentuose d’Europa. Il supporto fornito loro da Daniel Hackett sarà rilevante, soprattutto quando Larkin e Micic saranno in campo insieme. Nonostante le doti degli esterni avversari, il CSKA non rinuncerà alla propria politica di cambi estremamente aggressivi, resi possibili dai piedi di Hines e Hunter; ma l’Armata Rossa dovrà saper resistere nei mismatch contro i lunghi avversari, forse il vero grande pericolo della serata, dato che Moerman e Pleiss hanno mani buone vicino al ferro. Collassare l’area sarà quindi inevitabile, contando sul fatto che la pressione della posta in palio faccia calare le percentuali dell’Efes. Ultimo dato, ma non per importanza, è quello della transizione difensiva. Eseguirla efficientemente e comunicando al meglio potrebbe fare la differenza nei momenti in cui l’Efes cercherà i suoi amati parziali.

Efes-CSKA: le speranze russe di titolo passano prima di tutto dalla difesa
Efes-CSKA: le speranze russe di titolo passano prima di tutto dalla difesa

Esprimere un pronostico, questa volta è impresa ostica. Il CSKA è andato oltre i propri limiti mentali in semifinale e si è guadagnato una semifinale più “leggera”, tuttavia la sensazione che l’Efes di Ataman sia la squadra che meglio arriva al grande appuntamento aleggia pesante su Vitoria. Se dovessimo sbilanciarci? Forse forse è lecito credere che stasera dopo la finale d’Eurolega, per la prima volta nella propria storia, l’Efes salirà sul tetto d’Europa. Ma rimane pur sempre una mera sensazione di novità.

CSKA-Real: l’apoteosi del talento organizzato

Il talento è base di partenza necessaria (ma non sufficiente, badate bene) per eccellere ai massimi livelli. Non è sufficiente perché il talento è un dato individuale e, per potersi esplicare al meglio in uno sport che invece è decisamente collettivo, deve essere efficacemente inserito in un sistema che lo esalti senza concedergli quella “troppa licenza con cui l’animo umano insuperbisce”. Dimitris Itoudis e Pablo Laso sono bravissimi in questo e rendono la semifinale CSKA-Real un’autentica incognita. Lo scontro di due sistemi che sono simili oltre le apparenze, perché si basano su quanto di più bello ci sia nella pallacanestro, il talento organizzato.
CSKA-Real sarà una serie ricca di talento e De Colo è uno dei maggiori esponenti
CSKA-Real sarà una serie ricca di talento e De Colo è uno dei maggiori esponenti

CSKA-REAL: I DUE ROSTER

CSKA Mosca

1DE COLO, NANDOG1.96
3BOLOMBOY, JOELF2.04
4KHOMENKO, ALEXANDERG1.92
5PETERS, ALECF2.06
7UKHOV, IVANG1.93
9GAVRILOV, ALEXANDERG1.95
11ANTONOV, SEMENF2.02
12ERSHOV, ALEKSANDRG1.97
13RODRIGUEZ, SERGIOG1.91
20VORONTSEVICH, ANDREYF2.07
21CLYBURN, WILLF2.01
22HIGGINS, CORYG1.96
23HACKETT, DANIELG1.93
28LOPATIN, ANDREIF2.08
30KULAGIN, MIKHAILG1.91
41KURBANOV, NIKITAF2.02
42HINES, KYLEC1.98
44HUNTER, OTHELLOC2.03

 

Real Madrid

1CAUSEUR, FABIENF1.95
3RANDOLPH, ANTHONYF2.11
5FERNANDEZ, RUDYF1.96
7CAMPAZZO, FACUNDOG1.80
9REYES, FELIPEF2.03
14AYON, GUSTAVOC2.08
16YUSTA, SANTIF2.00
19PANTZAR, MELWING1.90
20CARROLL, JAYCEEG1.88
22TAVARES, WALTERC2.21
23LLULL, SERGIOG1.92
24DECK, GABRIELF1.99
25PREPELIC, KLEMENG1.91
32KUZMIC, OGNJENC2.13
33THOMPKINS, TREYF2.08
44TAYLOR, JEFFERYF2.01

QUI CSKA

In una semifinale tra due squadre tanto talentuose la differenza non possono che farla le difese. Quella del CSKA è nella media dell’Eurolega (ottava con 79.8 punti concessi), ma dovrà alzare il proprio livello contro la truppa di Laso. Sugli esterni Nando de Colo e Sergio Rodriguez non sono grandi difensori e saranno certamente bersaglio dei pick and roll e degli uno contro uno avversari. Spazio allora a Daniel Hackett, atteso a partire anche tra i primi cinque e a dare minuti di quantità. Sugli altri esterni Nikita Kurbanov, Cory Higgins e Will Clyburn non dovrebbero andare in sofferenza. Desta preoccupazione la mancanza di taglia nel reparto lunghi e, con questa, la lotta a rimbalzo. Kyle Hines e Othello Hunter soffriranno nel pitturato contro Ayon e Tavares ma hanno il pregio di poter cambiare su ogni avversario, mantenendo elevata la pressione sul perimetro, vera chiave per non andare sotto contro la maggiore fisicità dei Blancos. Naturalmente, contro una squadra che ama correre Itoudis avrà necessità di porre l’accento sulla transizione difensiva. L’efficienza in questo aspetto del gioco può togliere al Real la possibilità dei parziali con cui di solito uccide la partita.

CSKA-Real: Kyle Hines è atteso ad essere un fattore nei cambi difensivi
CSKA-Real: Kyle Hines è atteso ad essere un fattore nei cambi difensivi

In attacco tanta parte avrà il lavoro palla in mano di De Colo, Rodriguez, Higgins e Clyburn. Che sia dal pick and roll o dagli isolamenti le quattro stelle del CSKA saranno chiamate a costruire per se stessi e per gli altri, innescando anche i tagli di Hines e Hunter, oltre a tiratori micidiali sul perimetro come Andrey Vorontsevich, Nikita Kurbanov e Alec Peters. Ovviamente la fluidità del movimento di palla e uomini giocherà un ruolo importante, perché può inserire tutti nella trama offensiva ed evidenziare la lunghezza e l’abbondanza di talento di un roster che pare davvero infinito. Sullo stellare attacco dei Russi, tanto efficace da essere stato il secondo in stagione regolare, dietro solo a quello spaziale dell’Olimpia Milano, potrebbe pesare però la pressione dell’importante palcoscenico, situazione già verificatasi negli anni passati. In eventuali momenti di difficoltà la capacità di reggere il confronto in difesa e di andare a rifugiarsi negli uomini più esperti dovranno essere panacea di tutti i mali. A Mosca tutti si augurano che la squadra mantenga la freddezza che ai Russi dovrebbe appartenere più che a chiunque altro.

QUI REAL

Hugo Sconochini dice spesso che il Real Madrid del 2015 è stata l’unica squadra capace, nella storia dell’Eurolega, di portare a casa il trofeo vincendo le Final Four in attacco. C’è tanta verità in quest’affermazione quanta ve n’è nel fatto che ora molto sia cambiato. Quella di coach Laso è una delle migliori difese d’Europa e sarà l’ago che farà pendere la bilancia verso Madrid o verso Mosca. Tutto ruota intorno a Gustavo Ayon ma, soprattutto, Walter Tavares, un protettore del ferro senza precedenti con i suoi 222 centimetri, ma che costringerà Laso a contenere sul pick and roll, rischiando di procurare buoni tiri dal palleggio a De Colo, Rodriguez e Higgins. Qui peserà allora il lavoro di difensori di primo pelo come Facundo Campazzo, Fabien Causeaur e Jeffrey Taylor, che dovranno avere la voglia e la capacità di passare sopra i blocchi e di mantenere alta la pressione sul pallone. La mobilità di Anthony Randolph e di Trey Thompkins può invece permettere di utilizzare i cambi in altre situazioni difensive, cercando anche di tutelare il rientrante Sergio Llull.

CSKA-Real: Gustavo Ayon è uno dei perni attorno cui ruota la difesa dei Blancos
CSKA-Real: Gustavo Ayon è uno dei perni attorno cui ruota la difesa dei Blancos

Se la bontà del lavoro difensivo fosse confermata, il Real potrebbe spesso e volentieri dispiegarsi in transizione, la fase del gioco preferita dai Blancos, che trovano in Campazzo e Llull due playmaker bravissimi a spingere la palla in campo aperto, attaccando il ferro o trovando ottimi scarichi per i tanti tiratori sul perimetro. A metà campo, allo stesso modo, i due dovranno costruire fortune dal pick and roll, andando anche a servire Ayon e Tavares per punire la mancanza di stazza e i cambi difensivi dell’Armata Rossa. Le uscite dai blocchi di tiratori come Jaycee Carroll e Rudy Fernandez potranno essere un’alternativa in più, e anche se non procurassero buoni tiri per i diretti interessati, impegnerebbero comunque la difesa russa lontano dalla palla. Anche quello del Real è un attacco con molte soluzioni, che dovrà essere capace di avere la pazienza di muovere la palla quando non sia possibile tirare nei primi secondi. Questa è la vera sfida di coach Laso e dei suoi.

CSKA-Real: Sergio Llull è chiamato ad essere un'importante fonte di gioco
CSKA-Real: Sergio Llull è chiamato ad essere un’importante fonte di gioco

Fare un pronostico su questa semifinale pare davvero ostico. Sulla carta le due squadre, al completo, si equivalgono. Forse tanto dipenderà dalla difesa del Real: se questa diventerà fattore, il CSKA potrebbe non avere i mezzi per vincere una partita a basso punteggio sotto pressione.

Fenerbahce-Efes: una semifinale tra Storia e Destino

Si sente dire spesso che l’Eurolega è la lega degli allenatori. Nulla di più vero, il peso della guida tecnica in una competizione così cerebrale e di alto livello non può che essere immenso. La semifinale Fenerbahce-Efes può essere buon segnale di quest’asserzione. Si affrontano due coach tra i migliori nel panorama continentale. Zeljko Obradovic va incontro alla Storia, a caccia della decima Eurolega vinta (ma andate sotto, non vogliamo dilungarci sui suoi infiniti meriti); Ergin Ataman, spesso sottovalutato, tornato nella sua alma mater, impatta finalmente il Destino che gli spetta, quello che lo ha lasciato interdetto dai tempi in cui guidò la Mens Sana fino alla sua prima Final Four ad inizio millennio, quello che ora potrebbe portarlo al riconoscimento che ha sempre meritato. Le chiavi tecniche di Fenerbahce-Efes sono qua, perché abbiamo la presunzione di entrare nella mente di due grandissimi, di addentrarci nei corsi della Storia e del Destino.

Fenerbahce-Efes: è arrivato il momento di vincere per Ergin Ataman?
Fenerbahce-Efes: è arrivato il momento di vincere per Ergin Ataman?

FENERBAHCE-EFES: I DUE ROSTER

Fenerbahce Istanbul

1GREEN, ERICKG1.90
3TIRPANCI, ERGIG2.00
4MELLI, NICOLOF2.05
5HERSEK, BARISF2.08
10MAHMUTOGLU, MELIHG1.91
11ENNIS, TYLERG1.88
12KALINIC, NIKOLAF2.02
13BIBEROVIC, TARIKF2.01
16SLOUKAS, KOSTASG1.90
18ARNA, EGEHANF2.03
23GUDURIC, MARKOG1.96
24VESELY, JANC2.13
32GULER, SINANG1.92
35MUHAMMED, ALIG1.78
44DUVERIOGLU, AHMETC2.09
70DATOME, LUIGIF2.03
77LAUVERGNE, JOFFREYC2.11

Anadolu Efes Istanbul

0LARKIN, SHANEG1.82
1BEAUBOIS, RODRIGUEG1.95
2KURTULDUM, MUSTAFAF1.96
3SAYBIR, YIGITCANF2.03
4BALBAY, DOGUSG1.85
6BIRSEN, METECANF2.05
10BITIM, ONURALPG1.96
12MOTUM, BROCKF2.08
15SANLI, SERTACC2.12
18MOERMAN, ADRIENF2.02
19TUNCER, BUGRAHANG1.93
21PLEISS, TIBORC2.21
22MICIC, VASILIJEG1.96
23ANDERSON, JAMESF1.98
25ILYASOGLU, OMERCANG1.95
42DUNSTON, BRYANTC2.03
44SIMON, KRUNOSLAVG1.97

QUI FENERBAHCE

Questo potrebbe essere il solito articolo, come ne sono stati pubblicati tanti altri e, verosimilmente, altrettanti ne saranno pubblicati, che si protrae in sperticate lodi su Obradovic, la sua mente difensiva, la sua abilità di far sputare sangue ai giocatori, la sua disciplina, la sua maniacale cura del lavoro e altri cliché più o meno assortiti, perché applicabili a quasi tutti i coach di pallacanestro che abbiano raggiunto un certo livello, che se no non sarebbero lì. Non lo sarà, semplicemente perché perdersi in banalità già lette è una presa in giro del lettore, soprattutto se non supportate da una conoscenza diretta dell’argomento. E la conoscenza diretta dell’argomento presupporrebbe avere accesso ad allenamenti, ufficio, colloqui individuali, riunioni tecniche di Zeljko, e ovviamente questo non è possibile per questioni di tempo, spazio e sacrosanta privacy delle squadre che ha allenato e allena. Interessante, questo sì, che di Obradovic sia stato detto Forse è l’unico vero erede di Nikolic da qualcuno che il Professore lo conobbe davvero, restandogli vicino per molto tempo. Il resto, che non ripeteremo per la stessa logica di non menare il can per l’aia al lettore, si trova in volumi, questi sì, approfonditi e documentati, primo fra tutti Vincere non basta di Sarunas Jasikevicius e Pietro Scibetta. Se poi si è ulteriormente curiosi, allora va scartabellato qualunque racconto fatto dalla massima autorità in materia di cesto jugoslavo, Sergio Tavçar.

Fenerbahce-Efes sarà l'ennesimo trionfo della carriera di Obradovic?
Fenerbahce-Efes sarà l’ennesimo trionfo della carriera di Obradovic?

Finito qui? No, perché qualche considerazione si può ancora fare. Prima fra tutte il paradosso di questo Fenerbahce: ha iniziato la stagione con la polisportiva immersa nei debiti a causa di un attacco speculativo internazionale alla lira turca: erano undici milioni alla fine del luglio 2018, quindici a metà gennaio, secondo quanto riportato ai media in un’intervista del presidente del club. Una situazione che nel migliore di casi lascia perplessi, vista l’ennesima Final Four raggiunta dai turchi. Un paradosso che investe anche un’altra delle partecipanti al gran ballo di Vitoria, anzi, quella che teoricamente giocherebbe in casa, se non fosse che nei Paesi Baschi la Castiglia viene sempre guardata con diffidenza: chiaramente il riferimento è al Real Madrid. A quel punto sorge spontanea una domanda: dove si ferma il confine dell’istituzione polisportiva che può coprire un disavanzo di una delle proprie sezioni e dove inizia la concorrenza falsata tra squadre della stessa disciplina sportiva? Una risposta è troppo complicata da trovare e, anche, forse troppo spinosa.

Meglio guardare al lato tecnico, pur dipendente da quello economico, e lì come sempre l’armata ottomana ha marciato a ritmo serrato. Questo anzitutto perché il Fener è una squadra che bilancia abbastanza bene l’esecuzione da dentro l’area con quella da fuori, e in quest’ultima comunque ci sono sempre un paio di uomini che si gettano a rimbalzo offensivo. Dixon e Mahmutoglu sono due tiratori letali, specie se azionati con quel meccanismo di passaggi fuori-dentro-fuori con circolazione rapida della sfera e tiro nel momento in cui sono andati fuori sincro gli automatismi difensivi. È tuttavia il reparto lunghi l’ago della bilancia del Fener. I tagli lungo la linea di fondo e l’esplosività in area di Guduric, Vesely (la cui presenza è messa in dubbio dalle condizioni fisiche) è ottimo a bloccare così come nel partire lui stesso fronte a canestro, Melli è tiratore preciso e mobile, e pensarli tutti attivati da Sloukas o in grado di attirare marcature per lasciare campo libero a Kalinic (anch’egli in forte dubbio) dà l’idea della profondità di risorse del Fenerbahce.

Tra le assenze certe di Fenerbahce-Efes spicca quella del "nostro" Gigi Datome
Tra le assenze certe di Fenerbahce-Efes spicca quella del “nostro” Gigi Datome

QUI EFES

Se Ataman ha portato l’Efes fino in fondo il motivo è semplice: ha dato alla propria squadra una chiara fisionomia e non l’ha mai rinnegata. Nel contesto di una Final Four può parere strano, ma la quarta forza della stagione regolare proverà a vincere la partita in attacco, forte di una quantità di talento che ha pochi eguali nella competizione. Tutto partirà dagli esterni, responsabili di un ritmo che dovrà essere sempre alto per contrastare la fisicità del Fener ed evidenziarne le rotazioni accorciate da assenze pesanti. Re della fase offensiva sarà il folletto Shane Larkin, dominatore contro il Barcellona, che andrà a formare un asse letale con Bryan Dunston, atteso ad avere più spazi in area se davvero, oltre Lauvergne, venisse a mancare anche Vesely. Contro i cambi sistematici di Obradovic l’uno contro uno potrebbe fare la differenza e in questo Larkin, con Rodrigue Beaubois, è maestro. Attaccare l’area dei tre secondi sarà necessario anche per creare spazio sul perimetro a tiratori del calibro di Krunoslav Simon e James Anderson. In contumacia Larkin sarà Vasilije Micic a creare per sé ma soprattutto per gli altri, aiutato da Adrien Moerman, fonte di gioco sugli scarichi ma anche spalle a canestro. Infine, la presenza di Pleiss sarà fondamentale per mettere pressione al risicato reparto lunghi avversario.

Fenerbahce-Efes: riuscirà Shane Larkin ad essere fattore?
Fenerbahce-Efes: riuscirà Shane Larkin ad essere fattore?

In difesa sarà necessario nascondere la maggiore fisicità del Fenerbahce, che ama costruire vantaggio dai mismatch vicino al pitturato. La politica del cambio difensivo non è molto gradita alle caratteristiche di difensori scadenti come Larkin o Simon; spazio allora all’uso dello show difensivo e del raddoppio con Moerman e Dunston, sfruttando anche le capacità di difensori invece di alto livello come Micic e anche Beaubois, soprattutto contro il genio di Dixon e Sloukas, che creeranno per gli altri, ma non devono entrare in partita facendo canestro. Con Pleiss la scelta obbligata potrebbe essere quella del contenimento, ma se Vesely non giocasse non è da escludersi anche qui la via dello show: le leve lunghe del tedesco oscurerebbero le linee di passaggio e il rischio su Duverioglu sarebbe ben calcolato. Il cambio difensivo potrebbe essere considerato solo nel caso di quintetti piccoli, con Melli da centro, soluzione che Obradovic non ama, ma potrebbe dover utilizzare, forse per larghi tratti del match.

Sulla carta, per Storia ed esperienza, la truppa di Obradovic parte favorita. Ma, se alle assenze di Datome e Lauvergne si sommassero le defezioni di Vesely e Kalinic, allora il rischio di cozzare contro il Destino di Ataman e dell’Efes si farebbe decisamente concreto. I giochi sono molto aperti.

Per NbaPassion.com,

Luigi Ercolani & Andrea Ranieri

Road to Vitoria: Efes-Barcellona

EFES-BARCELLONA: PLATOON SYSTEM

Efes-Barcellona. Il colpevole torna sempre sul luogo del diletto. E Pesic, forse il più colpevole di tutti, è tornato là dove aveva dilettato.

Pesic colpevole? E di cosa? Di essere un allenatore poco glamour, anzi, proprio di riportare in scena quella generazione di maestri slavi cattedratici e inflessibili che credevamo sparita. Perché quando Obradovic vince trofei o va in conferenza stampa affermando di apprezzare i playoff NBA, siamo disposti a considerare un genio che si è adattato al basket moderno, passando sopra ai colpi di asciugacapelli che riserva ai suoi in panchina. Fanno parte del personaggio.

Pesic, invece, sembra sempre dipinto solamente come anticaglia. La chiamata del Barcellona a metà 2017/2018 faceva incontrare due bisogni: quello del coach di tornare nel giro che contava e quello dei catalani di trovare una stabilità tecnica che dalla separazione con Xavi Pascual, nel 2016, sembrava smarrita. Pesic “Il redivivo”, dunque, con la differenza rispetto al film di Iñarritu, l’orso e il sopravvissuto è un unico personaggio, Pesic stesso. Veni, vidi, vici: il coach slavo ha fatto quello che gli è stato richiesto, portando a casa una Coppa del Re sin da subito, replicata quest’anno.

Così, “Sveto” ha potuto tornare a competere ad alto livello alla sua maniera, impostando la squadra secondo la sua filosofia (dopo aver terminato l’articolo qui si può spendere una mezz’oretta per approfondirla). E, guarda caso, dopo anni di difficoltà il Barcellona è tornato nelle zone alte dell’Eurolega, anzitutto grazie a una difesa camaleontica, che alterna la pressione sulla palla sovraccaricando il lato forte e riempiendo l’area a una marcatura più distanziata, che cambia sul pick&roll avversario.

Siccome però, come direbbe Sergio Tavčar (che d’altronde è della stessa scuola di Pesic), è l’attacco a vincere le partite, il coach serbo non ha lesinato energie nel costruire un attacco ben bilanciato, in cui se si ha un buon corridoio in contropiede per prima cosa si prende quello. Quando non c’è, invece, l’offensiva catalana prevede quattro uomini, quando non addirittura tutti e cinque, fuori dall’arco dei tre punti.

Thomas Heurtel è il grande ex di Efes-Barcellona
Thomas Heurtel è il grande ex di Efes-Barcellona

Lì, a seconda del gioco chiamato, si blocca per uno degli esterni, spesso Heurtel e Kuric, che penetra e scarica dal lato opposto per il compagno libero, il quale a sua volta sceglie se tirare e che tipo di tiro effettuare, o se far proseguire l’azione. In alternativa si utilizza l’uomo in area come centro-boa a cui passare la palla per far muovere la difesa (Tomic o Seraphin, entrambi passatori affidabili), e quest’ultimo sceglie se andare a canestro in prima persona o, più spesso, ripassare la palla fuori.

Di Ataman, e del suo Efes abbiamo invece già raccontato tempo addietro. Rapido ripasso: in difesa, occupa il lato forte, lascia più spazio ai tiratori sugli esterni, collassa spesso e volentieri sul penetratore, mentre a metà campo cerca di anticipare, ostacolando la costruzione dello schema.

In attacco, come il Barcellona, la transizione è la prima opzione, e se non si trova spazio si riporta la palla in punta per una serie di uscite dai blocchi laterali, oppure si spargono tre tiratori fuori dall’area, che sono due esterni (due tra Simon, Beaubois e Micic) e un 4 tattico. Il riferimento in area è unico, sotto canestro quando è Dunston o Pleiss, o pronto a tagliare quando è Moerman.

Nel quarto di finale Efes-Barcellona, che oppone la quarta alla quinta classificata, dunque, si affrontano due squadre speculari nell’impostazione tattica del match e nella filosofia, in quanto entrambe sono strutturate su un platoon system, seppur diversi: quello turco orientato a valorizzare le qualità dei singoli e quello catalano ad opporre tante piccole expertises (prova ne sia il fatto che solo Heurtel è in doppia cifra di media).

Efes-Barcellona si deciderà quindi verosimilmente su due fronti: i duelli individuali e l’abilità degli allenatori di capire quale elemento faccia più la differenza in un dato momento dell’incontro. Sarà una partita a scacchi tra due coach abili ed esperti. Un turco e un serbo, proprio quelli da cui un antico proverbio delle nostri parti invita a guardarsi.

Road to Vitoria: Real Madrid-Panathinaikos

L’equazione tra conformismo e vittoria, nella pallacanestro è tutt’altro che matematica. Può essere vera come rivelarsi falsa. Ed è da questi presupposti che comincia la sfida Real Madrid-Panathinaikos. Si parla di conformismo tecnico, sia chiaro; quello che pratica il Real, amante del basket cosiddetto “moderno”, fatto di ritmi alti, conclusioni al ferro o da tre punti; quello che non pratica il Panathinaikos, squadra coriacea come poche in difesa, ragionatrice, poco estrema in attacco. Sfida tra pallacanestro contemporanea e vintage? No, la pallacanestro contemporanea non esiste. Altrimenti parleremmo di un’altra serie. Invece trattiamo la sfida forse più interessante dei playoff di questa Eurolega.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Real Madrid

  • Record: 22-8
  • Punti segnati: 85.9
  • Punti subiti: 78.1
  • Team leaders: Anthony Randolph (12.9 PTS); Walter Tavares (6.1 REB); Facundo Campazzo (4.5 AST)
Real Madrid-Panathinaikos: il talento offensivo di Anthony Randolph sarà fattore
Real Madrid-Panathinaikos: il talento offensivo di Anthony Randolph sarà fattore

Panathinaikos 

  • Record: 16-14
  • Punti segnati: 79.6
  • Punti subiti: 78.5
  • Team leaders: Nick Calathes (12.3 PTS); Nick Calathes (4.5 REB); Nick Calathes (8.9 AST)
Real Madrid-Panathinaikos: riuscirà Nick Calathes a dominare in ogni zona del campo?
Real Madrid-Panathinaikos: riuscirà Nick Calathes a dominare in ogni zona del campo?

REAL MADRID, IL ROSTER

  • Fabien Causeaur #1
  • Anthony Randolph #3
  • Rudy Fernandez #5
  • Facundo Campazzo #7
  • Felipe Reyes #9
  • Gustavo Ayon #14
  • Santi Yusta #16
  • Melwin Pantzar #19
  • Jaycee Carroll #20
  • Walter Tavares #22
  • Sergio Llull #23
  • Gabriel Deck #24
  • Klemen Prepelic #25
  • Ognjen Kuzmic #32
  • Trey Thompkins #33
  • Jeffrey Taylor #44

PANATHINAIKOS, IL ROSTER

  • Deshaun Thomas #0
  • Keith Langford #5
  • Georgios Papagiannis #6
  • Evangelos Sakellariou #9
  • Ioannis Papapetrou #10
  • Nikos Pappas #11
  • James Gist #14
  • Ian Vougioukas #15
  • Georgios Kalaitzakis #16
  • Lukas Lekavicius #19
  • Sean Kilpatrick #23
  • Matt Lojeski #24
  • Nick Calathes #33
  • Thanasis Antetokounmpo #43
  • Kostantinos Mitoglou #44

VINCE IL REAL MADRID SE…

Se riesce a imporre ritmi alti e a sfidare il Pana al tiro da tre punti. Partiamo dal grande punto di forza della squadra di coach Laso, l’attacco, il terzo della regular season per punti segnati, dietro solo a quelli stellari di Milano e CSKA. Ovviamente tutto avrà inizio dai due playmaker: Sergio Llull e Facundo Campazzo saranno chiamati ad attaccare con costanza Nick Calathes, che è grande difensore ma dovrà stare in campo molti minuti (difficilmente meno di 35 a sera), e ad alzare i ritmi ogni volta che sia possibile, per innescare i micidiali tiratori a roster come Fernandez, Carroll e Causeur, che faranno fatica a trovare spazi giocando a metà campo. Ma giocare contro la difesa schierata è inevitabile necessità. E allora sono due le armi principali cui si affiderà Laso. La prima è il pick and roll centrale, che può essere nutrito da ball-handler e costruttori di gioco di primo livello (Llull e Campazzo combinano quasi 9 assist a partita); la batteria di tiratori sul perimetro, per una squadra che tira circa al 39% dall’arco, aprirà gli spazi alle “rollate” e al gioco interno dei giganti Ayon e Tavares. La seconda arma saranno le uscite dai blocchi per i tiratori, Carroll su tutti, utili non solo a trovare conclusioni per gli esterni ma ad aprire spazio anche per i bloccanti. E anche a giochi rotti non mancheranno le alternative, con giocatori capaci di creare canestri sostanzialmente dal nulla, come Anthony Randolph, ma non solo.

Real Madrid-Panathinaikos sarà anche la serie delle giocate di grande talento, come già visto…

In difesa la parola chiave sarà “sfida”, sfida al tiro per essere precisi. Il Pana è squadra che tira male (e poco) da tre punti, assestandosi intorno al 31% di realizzazione. La scelta contro il pick and roll, soprattutto quando giocato da Calathes, dovrà essere quella di passare dietro e di contenere per chiudere le linee di penetrazione, concedendo spazio dall’arco ma attenzionando il mid-range, che non sarà “moderno” (siete sicuri?), ma in questa serie può essere fattore. Il lato debole dovrà optare per riempire l’area, rischiando decisamente sul tiro da fuori, anche piedi per terra. La difesa del Real è molto cresciuta rispetto alle scorse stagioni (quarta in questa stagione per punti subiti), grazie prima di tutto al lavoro dei lunghi e all’arrivo di Tavares. I 222 centimetri e l’apertura alare del capo-verdiano sono fattore in ogni area difensiva ed è proprio per questo che una squadra come quella greca, che preferisce andare al ferro, trova davanti a sé la peggior avversaria possibile.

VINCE IL PANATHINAIKOS SE…

Se costringe il Real a giocare a punteggi bassi e trova efficienza nel buon, vecchio palleggio arresto e tiro. In attacco tutte le fortune passano da Nick Calathes e dalla sua conduzione del pick and roll. Contro la difesa sicuramente contenitiva degli Spagnoli il play di Pitino dovrà essere bravo ad accettare il meno possibile il tiro da tre punti per attaccare, trovare le proprie conclusioni dalla media distanza e, quando necessario, scaricare per i tiratori sul perimetro, conscio di doversi fidare di loro. Pensare di passare nell’area blanca senza “aprire la scatola” risulta utopistico. E allora spazio ai pochi tiratori efficaci dall’arco e al palleggio arresto e tiro, arma da rispolverarsi per non schiantarsi su Tavares e compagnia nel pitturato. Se il pick and roll non dovesse produrre adeguatamente, il Pana non ha molti giocatori capaci di creare dall’uno contro uno, se non uno, Keith Langford, capace, a quasi di 36 anni, di produrre 11 punti di media a questi livelli. La sua abilità nell’attaccare dal palleggio dovrà essere fattore nel far lavorare in difesa Fernandez e Carroll, due difensori discutibili.

Real Madrid-Panathinaikos sarà serie di pick and roll

Ma se il Panathinaikos è arrivato ai playoff è per il capolavoro che Rick Pitino ha fatto sulla fase difensiva, una delle più efficienti nella seconda metà della stagione regolare. Il primo segreto sta nel fatto che nessun giocatore a roster sia un difensore riluttante. Il lavoro partirà da subito, con grande pressione sulla palla. Contro il pick and roll del Real Madrid  gli ordini di scuderia imporranno di negare il più possibile facili conclusioni dal perimetro, rischiando qualcosa in più in area, dove Papagiannis dovrà dimostrarsi baluardo, sostenuto dall’atletismo di Gist. Tra le armi da non scordare vi è quella del cambio difensivo, possibile con atleti del calibro di Papapetrou, Antetokounmpo, Thomas e Kilpatrick, chiamati tanto a usare i muscoli contro i lunghi quanto a muovere i piedi contro gli esterni. Tutti i buoni difensori potrebbero permettere di risparmiare un po’ Calathes per la fase offensiva, elemento imprescindibile per alzare le possibilità di successo. La taglia fisica dovrà essere determinante anche a rimbalzo, contro una squadra molto pericolosa da questo punto di vista. Tanti rimbalzi e recuperi per facili punti in contropiede: aggirare l’ostacolo per non doverlo superare. Furbizia. Rick Pitino. Panathinaikos.

REAL MADRID-PANATHINAIKOS: STREAMING E PRONOSTICI

La prima palla a due di Real Madrid-Panathinaikos  si alzerà il 17 aprile alle 21.15 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv.Le prime due partite si svolgeranno a Madrid, la terza e l’eventuale quarta ad Atene, mentre si ritornerà in Spagna per la possibile quinta partita.

Due squadre agli antipodi, capaci quindi di dare vita a una serie nervosa ed equilibrata. Il Real è ovviamente favorito, ma trova una squadra che, per caratteristiche, può essere rognosa. Possibile che la serie si risolva alla quinta gara. Ricordandoci che non esiste un basket contemporaneo e uno antiquato, ma esistono solo diverse idee di gioco. Per questo ci divertiremo e discuteremo sulle serie di Eurolega.

Road to Vitoria: CSKA Mosca – KIROLBET Baskonia Vitoria-Gasteiz

La stagione di Eurolega si avvicina alla sua fase cruciale. Dopo le 30 partite di Regular Season, il Fenerbahce di Melli e Datome ha prevalso sul CSKA Mosca per il primo posto nella classifica generale.

Per il CSKA si prospetta quindi una sfida alla meglio delle 5 gare con la settima qualificata, il Baskonia Vitoria-Gasteiz. Nel doppio confronto di stagione regolare, ciascuna squadra ha prevalso sul parquet casalingo. Finì 76-73 per il Baskonia in Spagna in dicembre, 82-78 per il CSKA a Mosca nell’ultimo turno, il 4 aprile.

Prima di analizzare nel dettaglio le chiavi tecniche della contesa, forniamo un elenco dei roster delle due squadre.

CSKA MOSCA, 2°, 24 W – 6 L

1 DE COLO, NANDO G 1.96
3 BOLOMBOY, JOEL F 2.04
4 KHOMENKO, ALEXANDER G 1.92
5 PETERS, ALEC F 2.06
7 UKHOV, IVAN G 1.93
9 GAVRILOV, ALEXANDER G 1.95
11 ANTONOV, SEMEN F 2.02
12 ERSHOV, ALEKSANDR G 1.97
13 RODRIGUEZ, SERGIO G 1.91
20 VORONTSEVICH, ANDREY F 2.07
21 CLYBURN, WILL F 2.01
22 HIGGINS, CORY G 1.96
23 HACKETT, DANIEL G 1.93
28 LOPATIN, ANDREI F 2.08
30 KULAGIN, MIKHAIL G 1.91
41 KURBANOV, NIKITA F 2.02
42 HINES, KYLE C 1.98
44 HUNTER, OTHELLO C 2.03
Head coach: ITOUDIS, DIMITRIS

KIROLBET BASKONIA VITORIA GASTEIZ, 7°, 15-15

1 PENAVA, AJDIN C 2.06
3 VILDOZA, LUCA G 1.91
5 GONZALEZ, MIGUEL G 2.01
7 VOIGTMANN, JOHANNES C 2.14
8 SEDEKERSKIS, TADAS F 2.00
9 HUERTAS, MARCELINHO G 1.90
11 JANNING, MATT G 1.93
12 DIOP, ILIMANE C 2.11
15 GRANGER, JAYSON G 1.89
17 POIRIER, VINCENT C 2.13
20 RAIESTE, SANDER F 2.04
21 JONES, JALEN F 2.01
23 SHENGELIA, TORNIKE C 2.06
29 GARINO, PATRICIO F 2.01
31 SHIELDS, SHAVON F 2.01
32 HILLIARD, DARRUN F 1.98
47 KURUCS, ARTURS G 1.90
Head coach: PERASOVIC, VELIMIR

VINCE IL CSKA SE…

La squadra allenata da Itoudis è una delle grandi favorite alla vittoria finale. Una sconfitta ai playoff contro il Baskonia sarebbe un evento clamoroso e significherebbe sicuramente esonero per l’allenatore e rivoluzione in estate. Hackett e compagni non vogliono nemmeno considerare questa eventualità.

Il CSKA si piazza al secondo posto in Eurolega per punti segnati a partita, 87,  dietro all’Olimpia Milano ormai eliminata. Il Baskonia è sesto con 82 di media: già da questa prima statistica è facile stabilire a quale delle due squadre spetti il primato in termini di potenzialità in attacco. I meccanismi offensivi dei moscoviti sembrano a tratti inarrestabili. Nel corso di sfide equilibrate, il parziale capace di porre fine alle velleità avversarie è sempre dietro l’angolo. Il dato riguardante i punti segnati per partita non varia qualora si tenga conto delle sole partite in trasferta: il CSKA è una squadra esperta e difficilmente influenzabile dall’ambiente in cui si trova a giocare.

Itoudis può legittimamente sperare di violare la Fernando Buesa Arena di Vitoria. Le prime due partite si giocheranno a Mosca, in un palazzo dove il CSKA ha perso solo una volta in stagione. Anche in caso di sconfitta casalinga, la squadra russa potrà raddrizzare le sorti della sfida in Spagna, data la freddezza e l’esperienza dei suoi giocatori.

Il reparto esterni del CSKA è clamoroso: se nel primo quintetto l’attacco passa per lo più per le mani di De Colo, affiancato da Hackett e Kurbanov, dalla panchina si alzano il ‘Chacho’ Rodriguez, Cory Higgins e Will Clyburn. I due americani della squadra di Itoudis sono candidati al miglior quintetto della stagione. Higgins è uno dei giocatori più clutch della lega, possibile MVP della competizione e giocatore di impatto anche difensivo. Clyburn è inarrestabile in avvicinamento a canestro e sarà il più grande rebus per la difesa di Vitoria.

Will Clyburn tende a battere l’avversario diretto in palleggo…

Il CSKA dovrà trovare il modo di limitare  i lunghi avversari nel pitturato. Poirier, Voigtmann e il redivivo Shengelia costituiscono un reparto in grado di mettere in difficoltà i pari ruolo moscoviti. Itoudis privilegia i cambi sui blocchi in difesa, ma potrebbe rivedere questa tattica in particolare contro Shengelia, difficile da contenere per le guardie.

Daniel Hackett, ormai divenuto elemento chiave delle rotazioni, sarà importante per mantenere alta l’intensità difensiva su Vildoza e Huertas. Il giovane italo-argentino tende a perdere molti palloni se pressato con continuità. Limitando lui, Hackett potrebbe bloccare l’attacco del Baskonia. La coppia di americani e il talento di Nando De Colo faranno il resto.

VINCE IL BASKONIA SE…

Conditio sine qua non: il pieno recupero di Tornike Shengelia. Nella vittoria casalinga  contro il CSKA del 7 dicembre, Shengelia segnò 15 punti conditi con 8 rimbalzi e 3 assist. Pur limitato da un infortunio che lo ha tenuto fermo gran parte della stagione, il georgiano può essere il giocatore in grado di mettere in difficoltà i russi. L’unica, piccola falla della difesa del CSKA può essere proprio in ala grande: Bolomboy è inadeguato, Vorontsevich sempre infortunato, Peters leggero per un Shengelia sano.  Itoudis cercherà forse di limitarlo con la fisicità di Antonov, ma il russo non può contenere Shengelia per molti minuti senza incorrere in problemi di falli.

Se Shengelia è davvero ristabilito, il Baskonia ha una chance.

Il reparto lunghi del Baskonia può rivelarsi superiore a quello della squadra di Mosca, non solo sulla singola sfida ma anche nel corso di una serie. Per provare a strappare una partita fuori casa, coach Perasovic avrà bisogno del dominio a rimbalzo di Poirier e Voigtmann. Il francese è uno dei giocatori più migliorati in questa stagione e sancì con i suoi 18 punti e 8 rimbalzi la vittoria della Fernando Buesa Arena.

Il reparto guardie dei baschi non dovrà farsi stritolare dalla pressione difensiva che i russi cercheranno di imporre fin dai primi minuti. Vildoza è chiamato a un ulteriore step in avanti nella sua ottima stagione, Marcelinho Huertas dovrà guidare i suoi con esperienza e il ritorno dell’infortunato Janning potrebbe togliere parte del peso offensivo dalle spalle dei due play.

Ultimo fattore che può arridere ai baschi è l’incredibile supporto dei tifosi. Vitoria ospiterà le Final Four di Eurolega 2019. Se i ragazzi di Perasovic riuscissero a portare a termine l’upset ai danni del Cska, avrebbero concrete possibilità di vincere il titolo data l’atmosfera rovente che si verrebbe a creare a Vitoria-Gasteiz tra il 17 e il 19 maggio. Con il pubblico dalla propria parte, il Baskonia potrebbe sopperire ai limiti tecnici nei confronti delle squadre più quotate e rivelarsi difficile da battere.

Per prima cosa bisognerà però pensare a ribaltare il fattore campo vincendo un’improba sfida con il CSKA a Mosca.

PRONOSTICI E STREAMING

La prima palla a due della contesa si alzerà il 16 aprile alle 19 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv. Le prime due partite si svolgeranno a Mosca, la terza e l’eventuale quarta a Vitoria, mentre si ritornerà in Russia per la possibile quinta partita.

I favori del pronostico sono tutti dalla parte del CSKA. In particolare, saranno fondamentali gara 1 e gara 3. Il Baskonia cercherà subito il colpo grosso, per poi confidare sull’aiuto dei suoi tifosi. Tuttavia, il CSKA difficilmente si farà sorprendere: se dovessimo azzardare un pronostico, diremmo 3-1 in favore della squadra di Itoudis, con una reazione di orgoglio dei baschi in gara 3 e un trionfo russo in gara 4, con gli avversari allo stremo di energie fisiche e mentali.

 

 

Nikola Milutinov: la scuola europea in NBA

nikola-milutinov-profilo-giocatore

La Nba moderna guarda con sempre maggiore interesse ai centri di scuola europea. Nikola Milutinov è il più forte centro militante in Eurolega e non ancora transitato in NBA. Riuscirà a sviluppare la sua carriera anche in America?

Milutinov è un serbo classe ’94, attualmente in forza all’Olympiacos, squadra greca allenata da David Blatt. Ormai al suo quarto anno in Grecia, Milutinov sembra ormai pronto per passare al di là dell’oceano il prossimo anno. I suoi diritti sono detenuti dai San Antonio Spurs, che lo hanno scelto con la chiamata numero 26 al Draft 2015.

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This is the way to start the year #weareolympiacos

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Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche tecniche del giocatore, riflettendo poi sul suo possibile impiego in NBA.

MILUTINOV IN EUROLEGA

La caratteristica più importante di Nikola Milutinov agli occhi di un qualsiasi scout non è tecnica, né fisica. L’attitudine al lavoro e al miglioramento costante è ciò che lo contraddistingue come giocatore. Appena arrivato all’Olympiacos quattro anni fa, non era in grado di tenere il campo in Eurolega. Oggi, si può parlare del centro più dominante presente in Europa, Vesely permettendo. Milutinov è primo per rimbalzi offensivi (3.4 di media), settimo per rimbalzi difensivi (4.5), quarto in Eurolega per valutazione (dato clamoroso per un centro) e sesto per percentuale reale dal campo.

Il suo progresso è stato lento ma costante negli anni ad Atene. Durante la stagione 2015/2016, veniva impiegato per poco più di 10 minuti di media tra Eurolega e campionato, producendo solo 4 punti di media. All’epoca, Milutinov era impiegato per lo più come ancora difensiva: la tattica dell’Olympiacos con il serbo in campo consiste, oggi come 3 anni fa, nel condurre l’attaccante verso l’aiuto. I 213 cm di Nikola possono fare il resto.

 

In questo caso la difesa “fondo” dell’Olympiacos spinge Mike James contro Milutinov. Il serbo lascia Tarczewski e va a stoppare il portatore di palla.

I dati non parlano di uno stoppatore formidabile, ma non rendono onore alla presenza decisiva di Milutinov nella metà campo difensiva. Il serbo è disciplinato, tende a non cercare la stoppata e rimane verticale, rendendo difficili le conclusioni avversarie senza rischiare di spendere falli.

Milutinov rimane verticale contro l’attaccante del Baskonia e non gli viene fischiato fallo a sfavore.

Le capacità difensive del serbo non sono limitate all’aiuto sulle penetrazioni. Qualità necessaria per giocare nel basket moderno è la capacità di contenere giocatori più piccoli sui cambi difensivi. Milutinov ha affinato negli anni questo fondamentale tecnico. Mentre nelle stagioni passate tendeva a caricarsi di falli se affrontato dai piccoli in penetrazione, ora muove le gambe così rapidamente da non dover ricorrere all’uso delle braccia, spesso punito dagli arbitri. Ormai entrato nella maturità cestistica, Milutinov ha grande forza e reattività nella parte inferiore del corpo.

Isolato contro Kuzminskas, attaccante di livello NBA, il serbo se la cava egregiamente.

I MIGLIORAMENTI OFFENSIVI DI MILUTINOV

Nella metà campo offensiva Milutinov ha fatto progressi ancora più notevoli. Parliamo ora di un giocatore che segna 11 punti e cattura 8 rimbalzi di media in Eurolega, con una valutazione media di 20 (Doncic lo scorso anno aveva una valutazione media di 21). Nella migliore competizione europea è necessario essere prima di tutto efficaci. Nikola Milutinov è inarrestabile quando riceve nei pressi del ferro. La mano è educata, la forza nelle gambe gli consente di non abbassare il pallone e l’altezza è superiore a quella di molti pari ruolo. Se nelle prime due stagioni all’Olympiacos il serbo era usato solo come ancora difensiva, oggi si tratta del più pericoloso attaccante della squadra.

Sebbene non sia rapidissimo nel breve, Milutinov è in grado di correre il campo per sfruttare mismatch in transizione. Dalla lunetta le percentuali sono buone ma migliorabili (75%). 

La migliore partita della stagione europea è arrivata in casa contro il Panathinaikos. 18 punti e 18 rimbalzi a referto per un totale di 41 di valutazione. I rivali di Atene, che hanno prevalso sull’Olympiacos negli ultimi due campionati, non sono riusciti a limitare il centrone serbo.

Riflettiamo ora sul possibile impatto di Nikola Milutinov nella lega americana.

NIKOLA MILUTINOV IN NBA

Il profilo dipinto fino a questo momento pare definire un giocatore capace di farsi spazio anche in America. Probabilmente tale ipotesi si avvererà, ma rimangono alcuni dubbi sull’adattamento in Nba di Nikola Milutinov.

In primo luogo, il serbo dovrebbe irrobustirsi fisicamente per poter reggere contro avversari più potenti rispetto a quelli europei. Milutinov rimane un giocatore dalla stazza imponente anche a livello Nba, ma potrebbe faticare contro lunghi più grossi di lui. Meno problematico invece l’incontro con i centri rapidi della lega. Milutinov è in grado di occupare le giuste posizioni difensive grazie alla sua intelligenza cestistica, che gli consente di colmare il gap in termini di velocità.

Gli americani sono scettici riguardo le possibilità del centro serbo classe ’94 per un motivo specifico: la sua riluttanza a tirare da tre punti, una dote ormai richiesta anche ai centri delle squadre Nba. Solo una tripla in Eurolega per Milutinov in questa stagione, seppur segnata. D’altra parte, la mano morbida potrebbe consentirgli di colmare questa lacuna con un buon lavoro estivo.

Un secondo dubbio riguarda la tenuta di Milutinov sui cambi, ovvero il contenimento di guardie più rapide e tecniche di quelle che frequentano l’Eurolega. Come abbiamo evidenziato, la sua mobilità di piedi è ottima a livello europeo, ma potrà bastare anche al di là dell’oceano?

L’ultima perplessità sul giovane centro consiste nella necessità di adattarsi a un ruolo offensivo meno importante rispetto a quello svolto attualmente all’Olympiacos. D’altra parte, per almeno un paio d’anni Milutinov ha accettato il ruolo di comprimario in Europa per mantenere un ruolo in rotazione in una delle squadre più forti d’Eurolega.

Per concludere, è opportuna una breve riflessione sul contesto Spurs in cui presumibilmente Milutinov verrà a trovarsi.

MILUTINOV NEL SISTEMA SPURS

Il serbo condivide ormai da quattro anni il front-court con Printezis. Il greco è giocatore capace di aprirsi sull’arco dei tre punti, ma preferisce giocare in post. Così come LaMarcus Aldridge agli Spurs. Milutinov parrebbe dunque un buon fit con la stella di San Antonio, essendo abituato a occupare l’area insieme a un altro giocatore, senza inficiare lo spacing della squadra. I giochi di alto-basso tra il serbo e Aldridge potrebbero risultare letali: entrambi sono difficili da fermare se ricevono vicino al ferro.

L’unico timore sull’impatto di Milutinov agli Spurs resta il gradimento di Popovich stesso verso il giocatore. Anche un elemento dalla tecnica eccelsa come Davis Bertans ha faticato a trovare continuità sotto Popovich. Per Milutinov, stella dell’Olympiacos e probabilmente parte del primo quintetto Eurolega, sarebbe difficile accomodarsi in panchina per lunghi periodi per poi contribuire immediatamente una volta chiamato in causa.

L’intelligenza cestistica, i valori tecnici e infine la predisposizione al miglioramento mostrata da Milutinov potrebbero renderlo una pedina importante anche in Nba, una volta superate le prime naturali difficoltà.

 

Difesa sul pick and roll: alcune strategie da Eurolega

difesa sul pick and roll shved

Senza avere una decente difesa sul pick and roll nell’Eurolega di oggi diventa difficile sopravvivere o, quantomeno, concedere meno di 90 punti a partita. Il più utilizzato gioco a due della pallacanestro pone dubbi e costringe a prendere decisioni, soprattutto quando si giovi del coinvolgimento dei tre attaccanti restanti. E allora i difensori hanno una necessità: cercare di mantenere il pick and roll nei confini del due contro due, in spazi che siano il più stretti possibile. Eppure, a volte, condizioni particolari richiedono l’attenzione anche dei tre difendenti non direttamente chiamati in causa. E’ una questione di scelte. Noi vogliamo analizzarne tre, prese da alcune delle maggiori forze della competizione, per vedere cosa comporti ogni diversa difesa sul pick and roll.

IL CAMBIO SISTEMATICO: LA STRATEGIA DELLE GRANDISSIME

Nel basket contemporaneo le più grandi difese di Eurolega sul pick and roll cambiano in maniera sistematica, a prescindere dall’avversario che si trovino davanti. In cosa consiste il cambio difensivo? Semplice: i due difensori coinvolti direttamente nell’azione si “scambiano” sostanzialmente le marcature. E’ la difesa tipica del CSKA e del Fenerbahce, a cui è resa possibile dalla presenza di lunghi dai piedi incredibilmente veloci (Vesely, Hunter e soprattutto Kyle Hines, il miglior lungo di sempre sui cambi difensivi), ma anche dall’organizzazione di un sistema che copre il missed-match a cui è costretto l’esterno contro il lungo avversario.

La difesa sul pick and roll del Fener alle Final Four 2017

Nel caso particolare della squadra turca la difesa sul pick and roll può farsi anche più complessa, appunto per evitare che venga sfruttato il vantaggio del lungo avversario contro il cambio. Già dal video si nota come Vesely cambi in modo molto aggressivo, facendo perdere al palleggiatore il momento buono per far uscire il pallone. Spesso è in questo momento che la squadra di Obradovic coinvolge un terzo difensore: una delle due ali cambia a sua volta con il piccolo che si trova in missed-match, ristabilendo una situazione più sostenibile per la difesa, grazie a quello che è diventato un cambio a tre. Arte.

DIFESA SUL PICK AND ROLL: L’INTELLIGENZA DEL CONTENIMENTO

Non tutte le situazioni permettono di attuare sistematicamente il cambio difensivo, soprattutto quando si abbiano lunghi di grande stazza e, quindi, più lenti con i piedi. Lo sa benissimo Pablo Laso, che ha a roster un centro di 222 centimetri, rispondente al nome di Walter Tavares. E allora esiste un’altra soluzione: tenere il proprio lungo a protezione dell’area, senza costringerlo a compiti che non possono appartenergli.

Una difesa sul pick and roll di contenimento mal riuscita

Ovviamente questo tipo di difesa può essere coniugato in due modi diversi dall’esterno: può passare sopra il blocco (grazie allo spazio lasciato dal lungo che resta in area) o può passarvi sotto. La soluzione scelta dipende in genere dalla capacità del ball-handler di realizzare da tre punti; se questa è notevole, si sceglie la prima opzione. Ovviamente non esiste difesa migliore per confinare il pick and roll nel due contro due, ma si pone un grosso problema, come si nota dal video. Contro Spanoulis la scelta deve essere quella di passare sopra; quando questo non avvenga, l’esterno si trova a inseguire e il lungo rimane uno contro due, una situazione terminale nella maggior parte dei casi. E’ chiaro che lo scopo principale di questo tipo di difesa sia costringere l’attacco a un poco pregiato (e ci sarebbe da discutere su questo) tiro dal mid-range, ma per ottenere il risultato sperato bisogna sapersi assumere le proprie responsabilità individuali, cosa che in questa situazione particolare Causeur non riesce a fare.

IL GRANDE RISCHIO DELLO “SHOW” DIFENSIVO

A volte l’idea della difesa sul pick and roll è quella di togliere a tutti i costi la palla dalle mani del ball-handler avversario, perché lo si ritiene l’elemento più pericoloso della squadra e si vuole costringere i suoi compagni a prendere decisioni al posto suo. Per far questo, ovviamente, bisogna estremizzare. Da qui deriva lo “show” difensivo, in cui il lungo fa uno o due passi in uscita per ostacolare la visuale del palleggiatore e rallentare l’uscita della palla dal pick and roll. Ovviamente questo genere di difesa coinvolge fortemente il lato debole e presuppone che chi difende sulla palla recuperi rapidamente dopo aver subito il blocco. Il rischio è quello di esagerare, e a saperlo molto bene è l’Olimpia Milano.

Il rischio estremo dello show difensivo milanese

Il video ci illustra chiaramente quanto sia rischioso praticare questa scelta difensiva. Il primo rischio nasce dal lavoro del lungo Arturas Gudaitis, che in questo caso si espone troppo per negare una linea di passaggio in realtà già chiusa (alla sinistra del palleggiatore) e rientra tardivamente sul suo uomo (proprio nel rientro sta la differenza con il cambio o il raddoppio). Mike James, che difende sul palleggiatore, è poi chiaramente troppo pigro e non mette pressione, lasciando che Campazzo veda facilmente tre quarti di campo. Infine il lato debole: Daris Bertans avrebbe il compito di riempire l’area completamente sguarnita, ma per fare questo deve lasciare il libero un grande tiratore come Jaycee Carroll; la sua esitazione costa due punti facili. La soluzione migliore? Portare l’aiuto in area nel momento in cui il lungo sta ricevendo, in modo da costringerlo ai passi o comunque all’indecisione, senza permettergli un facile scarico in angolo. D’altronde questa difesa vorrebbe proprio creare indecisione nei compagni del palleggiatore, ma per eseguirla bene ci vuole un’incredibile preparazione, tecnica e mentale.

Olimpia Milano: il momento è ora

Eurolega-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano si trova attualmente in sesta posizione nella Turkish Airlines Euroleague grazie ad un record di 13 partite vinte ed 11 partite perse. La squadra di Coach Simone Pianigiani sta attraversando un periodo di forma eccezionale, infatti si presenterà a Mosca per la partita contro la corazzata CSKA con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive nella massima competizione continentale.

L'Olimpia Milano è ora fra le potenze d'Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic
L’Olimpia Milano è ora fra le potenze d’Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic

 

Una partita quasi impeditiva, se non fosse per il fatto che l’Olimpia sembra davvero aver trovato la giusta chimica di squadra ed una solidità che a Milano mancava da ormai 5 anni, quando l’Olimpia Milano di Keith Langford e Samardo Samuels arrivarono a giocarsi i Playoff perdendo però contro il Maccabi Tel Aviv che si laureò poi campione d’Europa. Nelle ultime 5 partite, l’Olimpia Milano ha segnato di media 90.6 punti di media (grazie anche alla partita contro Gran Canaria in cui l’Olimpia vinse all’overtime per 104-106) e dando veramente l’impressione di essere difficilmente fermabile dalla difesa avversaria; andiamo però ad analizzare alcuni punti chiave dell’ottimo periodo di forma dell’Olimpia Milano e interroghiamoci sul perché i biancorossi potrebbero veramente conquistare un posto tra le prime 8 d’Europa:

 

  • Lo small ball: dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis (il quale aveva suscitato anche l’interesse di alcune franchigie NBA) tutti davano l’Olimpia Milano per spacciata, ma la squadra di Simone Pianigiani ha dimostrato di potersela giocare con chiunque anche senza il proprio miglior centro grazie ad alcuni frangenti all’interno delle partite in cui l’Armani Exchange gioca con un quintetto “piccolo”: infatti il quintetto composto da Mike James, Nemanja Nedovic (o Curtis Jerrells, se il serbo non è a disposizione come spesso è successo in questa stagione), James Nunnally, Vladimir Micov e Jeff Brooks è spesso risultato incontenibile per le difese avversarie ed ha permesso alla squadra meneghina di correre in contropiede e firmare grossi parziali a favore.
  • James Nunnally: l’ultimo fuoco d’artificio di Olimpia Milano mercato ha dato senza dubbio i suoi frutti: infatti  James Nunnally da quando è arrivato in casa Olimpia Milano è sempre andato in doppia cifra, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui Mike James non si trovi sul parquet (vedere ad esempio la partita di Gran Canaria, in cui Mike James uscì per falli negli ultimi minuti del quarto periodo e Nunnally si caricò letteralmente la squadra sulle spalle segnando quasi tutti i punti dell’Olimpia Milano nel quarto periodo ed overtime). 

 

  • Il contributo della panchinaNelle ultime uscite milanesi infatti Mindaugas Kuzminskas e Curtis Jerrells stanno regalando prestazioni fantastiche, risultando spesso fattori decisivi per le vittorie dell’Olimpia Milano. Con un quintetto formato da cinque giocatori del calibro di Mike James, Nemanja Nedovic, Vladimir Micov, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski avere in panchina gente del calibro di James Nunnally e questi Jerrells e Kuzminskas è attributo da grande squadra.
  • Una difesa sempre più in crescita: la difesa dell’Olimpia Milano, almeno in alcuni frangenti delle partite, è risultata spesso decisiva mettendo tanta pressione sui portatori di palla ed aggredendo gli avversari, finendo per recuperare palloni e per non far prendere mai tiri facili agli avversari (il secondo tempo di Mosca contro il Khimki è antologia). Se la difesa della squadra di Pianigiani resterà questa anche nelle ultime partite, allora l’Olimpia avrà buone possibilità di qualificarsi per i Playoff di Eurolega.

Detto ciò, basterà quest’Olimpia per entrare a far parte delle magnifiche 8 d’Europa? Difficile dirlo, visto che il calendario milanese è veramente molto complicato: si parte venerdì alle ore 18.00 contro il CSKA Mosca in trasferta, per poi affrontare in ordine l’Olympiacos in casa, il Real Madrid fuori casa, il Panathinaikos ed il Fenerbache in casa e l’ultima della stagione regolare in trasferta ad Istanbul contro l’Efes. Una cosa però è certa: l’Olimpia Milano è ora una squadra temibile anche in chiave Eurolega.

Olimpia Milano mercato: c’è James Nunnally!

James Nunnally-Olimpia-milano-mercato

Si è riacceso stamattina il discorso Olimpia Milano mercato, quando è venuta fuori la trattativa tra la squadra milanese e l’ex MVP del campionato italiano James Nunnally. Nei giorni scorsi il popolo #meninred concordava praticamente in pieno sul fatto che alla squadra di Coach Pianigiani sarebbe servito un rinforzo importante nell’Olimpia Milano mercato, visto l’infortunio di Nemanja Nedovic (e che ormai soffre di problemi fisici da mesi), giocatore fondamentale nello scacchiere di Simone Pianigiani. Recentemente il giocatore americano aveva firmato un contratto di 10 giorni con gli Houston Rockets, oggi scaduto e non rinnovato dalla squadra del Texas (complice l’arrivo di Kenneth Faried); andiamo a ripercorrere in alcuni step la trattativa lampo con cui l’Olimpia Milano sembra ormai essersi riuscita ad aggiudicare le prestazioni di James Nunnally, visto che anche testate importanti come Sportando si sono esposte dando ormai per conclusa positivamente la trattativa:

  • 10 giorni fa, prima che Nunnally firmasse con i Rockets, si parlava di un’importante offerta da una grande realtà di Eurolega (i riflettori erano però puntati sul Baskonia); in realtà, la ricca offerta di cui parlava il giocatore, era quella dell’Olimpia Milano.
  • James Nunnally decide di volersi giocare ancora le sue carte per la NBA, firmando con i Rockets.
  • Questa mattina il giocatore pubblica sul suo profilo instagram una storia con una bandiera italiana ed una freccia che fa centro sul bersaglio, storia subito dopo rimossa, che fa riaccendere le speranze dell’Olimpia Milano mercato. Con questo indizio social, il giocatore ha fatto capire che il suo immediato futuro sarà biancorosso.
La storia comparsa questa mattina nel profilo instagram di James Nunnally

Cosa porterà James Nunnally all’Olimpia Milano?

Dato ormai per scontato che il giocatore ex Minnesota Timberwolves e Houston Rockets approderà a Milano, andiamo a vedere insieme cosa potrebbe portare alla squadra milanese l’ultimo colpo dell’Olimpia Milano mercato: si tratta di un’ala piccola di 201 cm piena di talento, visto che James Nunnally è un giocatore in grado di spostare gli equilibri anche in una competizione importante e difficile come la Turkish Airlines Euroleague. Nel dettaglio, si tratta di un giocatore con un bagaglio offensivo più che completo, visto che è in grado sia di tirare da 3 punti, sia di penetrare attaccando il ferro e sia di giocarsi situazioni di palleggio arresto e tiro; inoltre è un giocatore in grado di giocare sia con la palla in mano e sia senza palla, in quanto sotto la guida di Coach Obradovic nella sua parentesi turca al Fenerbache è diventato un efficacissimo 3&D. Acquisto dunque più che sensato quello dell’Olimpia Milano mercato, in quanto oltre ad essere un grande attaccante è anche un ottimo difensore e potrà permettere senza dubbio a Vladimir Micov di riposare, in quanto Nunnally verosimilmente andrà a giocare oltre i 23 minuti di media.

James Nunnally con parte del suo bagaglio offensivo

Per vedere in azione in maglia biancorossa Nunnally probabilmente bisognerà aspettare il weekend, quando l’Olimpia Milano giocherà in campionato contro la Segafredo Virtus Bologna nella sfida classica del campionato italiano, visto che alla sfida importantissima di Eurolega contro lo Zalgiris mancano soltanto due giorni.

 

Nick Calathes, possibile ritorno in NBA nella prossima stagione: la situazione

Nick Calathes in forza al Panathinaikos potrebbe ritornare presto in NBA secondo quanto riportato in queste ultime ore da ‘Espn.com‘. Per il playmaker americano naturalizzato greco potrebbe essere la seconda esperienza nella lega a stelle e strisce.

Nick Calathes potrebbe rientrare in America: le ultime

Con la sconfitta rimediata nella serie di quarti di finale di Eurolega con il Real Madrid della giovane stella slovena Luka Doncic, si è conclusa amaramente la stagione agonistica in Eurolega per il Panathinaikos.

La squadra greca allenata da Xavi Pascual dopo una gara-1 da urlo, ha subito la veemente rimonta della squadra spagnola in questa serie caratterizzata dal ritorno del cannoniere spagnolo Sergio Llull.

In tutto ciò però in casa Panathinaikos, è arrivata in queste ultime ore una brutta notizia di mercato dagli States, che potrebbe cambiare il destino della squadra greca per la prossima stagione.

Stando a quanto riportato dall’insider di ‘Espn.comAdrian Wojnarovski, il playmaker Nick Calathes è pronto ad un possibile ritorno in Nba dopo soltanto due stagioni passate nelle fila della squadra greca.

Per Calathes si tratterebbe della seconda esperienza oltreoceano dopo quella vissuta dal 2013 al 2015 con la maglia dei Memphis Grizzlies, con cui ha totalizzato 5 punti, 3 assists e 2 rimbalzi di media a partita in circa 16 minuti di gioco.

 

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Eurolega-Olimpia: il finale della regular season

Eurolega-Olimpia Milano

Eurolega-Olimpia, relazione ai titoli di coda. Come è andata la stagione europea della squadra di Milano? L’Eurolega per l’Olimpia si è conclusa nella serata di giovedì sera, con la partita casalinga contro il Panathinaikos. La stagione europea della squadra milanese è stata migliore rispetto a quella della passata stagione, visto che come avevamo già analizzato nel precedente articolo sul bilancio Eurolega-Olimpia l’obbiettivo per questa stagione era fondamentalmente evitare di terminare la regular season in ultima posizione. Nella prossima stagione infatti, stando alle parole scritte da Livio Proli nel comunicato ufficiale dell’Olimpia Milano riguardante alcune voci di mercato che vedono accostare il nome di Nemanja Nedovic all’Olimpia ed Andrew Goudelock in uscita, l’obbiettivo playoff potrebbe essere meno complicato da raggiungere. L’intenzione sarebbe confermare gran parte dell’attuale roster meneghino (cosa che da tempo non avviene) e dunque collaudare ancora di più gli schemi e lo spirito di gruppo e magari migliorare la fase difensiva (la squadra di coach Simone Pianigiani ha terminato l’Eurolega con la peggiore difesa della competizione insieme all’Andalou Efes ossia 2530 punti, 84.3 di media a partita).

Il cammino è stato influenzata in negativo sicuramente dalla difesa, visto che se essa fosse statameno scadente Milano avrebbe potuto togliersi molte più soddisfazioni in questa stagione. Contro le prime squadre della classe l’Olimpia ha dimostrato di potersela giocare almeno nella metà campo offensiva, arrivando ad esempio a toccare anche il +16 a Mosca contro il CSKA o il +17 in casa con il Panathinaikos, salvo poi permettere agli avversari di tornare in partita grazie a troppe disattenzioni difensive. Ad ogni modo nelle ultime partite della stagione europea il gioco dell’Olimpia è nettamente migliorato ed a tratti si è anche vista una squadra con voglia di difendere, quindi l’obbiettivo in questo finale di stagione in Italia (dove però la squadra di Pianigiani è già la miglior difesa del campionato)  sarà quello di fare in modo di tenere un’alta intensità difensiva per 40 minuti, limitando le tante amnesie difensive avute quest’anno.

L’Olimpia nell’ultimo mese ha visto la squadra di Pianigiani trionfare in 3 delle ultime 7 partite e tra le vittorie c’è da sottolineare quella a Mosca contro il Khimki, una vittoria di prestigio e giocata benissimo anche in difesa, con Goudelock autore di 26 punti (MVP della giornata di Eurolega) e con un’ottima difesa specialmente nel limitare un fenomeno assoluto come Shved (24 punti ma con un brutto 7/17 al tiro); d’altro canto tra le sconfitte c’è da evidenziare quella in casa col Valencia, una partita che era assolutamente alla portata della squadra milanese ma persa grazie ad una pessima difesa (93 punti concessi). Le altre vittorie sono arrivate contro l’Efes e contro il Brose Bamberg, mentre le altre sconfitte sono state per mano del Real Madrid, dello Zalgiris e del Panathinaikos (all’overtime dopo essere stata avanti di 17 punti, persa sulla sirena grazie ad un clamoroso autocanestro di Amath Mbaye).

Eurolega-Olimpia: miglior quintetto della stagione europea

    • Andrea Cinciarini: La stagione di capitan Cinciarini dopo un avvio in cui veniva spesso escluso dalle rotazioni in Eurolega,è stata un continuo crescendo fino ad arrivare ad essere un giocatore chiave e partendo addirittura in quintetto (complice l’infortunio di Jordan Theodore). Cinciarini ha portato tanta energia alla squadra ogni volta che è stato chiamato in causa ed ha portato anche doti da playmaker che non sempre si erano viste con Theodore. Oltre ad un’ottima difesa, il Cincia è stato anche a volte importante nella metà campo offensiva, andando anche in doppia cifra contro il Bamberg.

 

    • Andrew Goudelock: In attacco il Mini Mamba è spesso stato inarrestabile per gli avversari ed è stato il miglior realizzatore della squadra in molte partite (complice anche il numero di tiri che si prende). Ovviamente i suoi limiti in difesa sono evidenti, ma nelle ultime 10 partite ha fatto vedere anche alcune cose positive nella metà campo difensiva: c’è ancora molto da migliorare, ma le basi per portarlo ad essere un difensore nella media ci sono.

 

    • Vladimir Micov: L’ala piccola dell’Olimpia è un giocatore di una classe unica e nonostante il suo scarso atletismo riesce spesso a trovare la via del canestro (chiedere al Valencia). Si è dimostrato il più costante nel reparto piccoli e si è sempre caricato la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà.

 

    • Mindaugas Kuzminskas: Il lituano è sicuramente il meno in difficoltà nel ruolo di ala grande, visto che Mbaye è stato troppo altalenante e Davide Pascolo è si in crescita nell’ultimo mese ma ha fatto vedere troppo poco per meritarsi un posto nel quintetto. Arrivato a gennaio Kuzminskas ha fatto vedere a tratti il talento spaventoso di cui è dotato e nella prossima stagione con una preparazione fisica svolta potrebbe essere l’arma in più della squadra milanese

 

  • Arturas Gudaitis: Di gran lunga il miglior giocatore della squadra. Arrivato quasi in sordina si è poi rivelato un centro dominante ed un bel grattacapo per tutte le difese avversarie, andando spesso e volentieri in doppia doppia. Lui e Tarczewski costituiscono una delle migliori coppie di centri dell’intera Eurolega.