Nikola Milutinov: la scuola europea in NBA

nikola-milutinov-profilo-giocatore

La Nba moderna guarda con sempre maggiore interesse ai centri di scuola europea. Nikola Milutinov è il più forte centro militante in Eurolega e non ancora transitato in NBA. Riuscirà a sviluppare la sua carriera anche in America?

Milutinov è un serbo classe ’94, attualmente in forza all’Olympiacos, squadra greca allenata da David Blatt. Ormai al suo quarto anno in Grecia, Milutinov sembra ormai pronto per passare al di là dell’oceano il prossimo anno. I suoi diritti sono detenuti dai San Antonio Spurs, che lo hanno scelto con la chiamata numero 26 al Draft 2015.

View this post on Instagram

This is the way to start the year #weareolympiacos

A post shared by Nikola Milutinov (@nikola_milutinov11) on

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche tecniche del giocatore, riflettendo poi sul suo possibile impiego in NBA.

MILUTINOV IN EUROLEGA

La caratteristica più importante di Nikola Milutinov agli occhi di un qualsiasi scout non è tecnica, né fisica. L’attitudine al lavoro e al miglioramento costante è ciò che lo contraddistingue come giocatore. Appena arrivato all’Olympiacos quattro anni fa, non era in grado di tenere il campo in Eurolega. Oggi, si può parlare del centro più dominante presente in Europa, Vesely permettendo. Milutinov è primo per rimbalzi offensivi (3.4 di media), settimo per rimbalzi difensivi (4.5), quarto in Eurolega per valutazione (dato clamoroso per un centro) e sesto per percentuale reale dal campo.

Il suo progresso è stato lento ma costante negli anni ad Atene. Durante la stagione 2015/2016, veniva impiegato per poco più di 10 minuti di media tra Eurolega e campionato, producendo solo 4 punti di media. All’epoca, Milutinov era impiegato per lo più come ancora difensiva: la tattica dell’Olympiacos con il serbo in campo consiste, oggi come 3 anni fa, nel condurre l’attaccante verso l’aiuto. I 213 cm di Nikola possono fare il resto.

 

In questo caso la difesa “fondo” dell’Olympiacos spinge Mike James contro Milutinov. Il serbo lascia Tarczewski e va a stoppare il portatore di palla.

I dati non parlano di uno stoppatore formidabile, ma non rendono onore alla presenza decisiva di Milutinov nella metà campo difensiva. Il serbo è disciplinato, tende a non cercare la stoppata e rimane verticale, rendendo difficili le conclusioni avversarie senza rischiare di spendere falli.

Milutinov rimane verticale contro l’attaccante del Baskonia e non gli viene fischiato fallo a sfavore.

Le capacità difensive del serbo non sono limitate all’aiuto sulle penetrazioni. Qualità necessaria per giocare nel basket moderno è la capacità di contenere giocatori più piccoli sui cambi difensivi. Milutinov ha affinato negli anni questo fondamentale tecnico. Mentre nelle stagioni passate tendeva a caricarsi di falli se affrontato dai piccoli in penetrazione, ora muove le gambe così rapidamente da non dover ricorrere all’uso delle braccia, spesso punito dagli arbitri. Ormai entrato nella maturità cestistica, Milutinov ha grande forza e reattività nella parte inferiore del corpo.

Isolato contro Kuzminskas, attaccante di livello NBA, il serbo se la cava egregiamente.

I MIGLIORAMENTI OFFENSIVI DI MILUTINOV

Nella metà campo offensiva Milutinov ha fatto progressi ancora più notevoli. Parliamo ora di un giocatore che segna 11 punti e cattura 8 rimbalzi di media in Eurolega, con una valutazione media di 20 (Doncic lo scorso anno aveva una valutazione media di 21). Nella migliore competizione europea è necessario essere prima di tutto efficaci. Nikola Milutinov è inarrestabile quando riceve nei pressi del ferro. La mano è educata, la forza nelle gambe gli consente di non abbassare il pallone e l’altezza è superiore a quella di molti pari ruolo. Se nelle prime due stagioni all’Olympiacos il serbo era usato solo come ancora difensiva, oggi si tratta del più pericoloso attaccante della squadra.

Sebbene non sia rapidissimo nel breve, Milutinov è in grado di correre il campo per sfruttare mismatch in transizione. Dalla lunetta le percentuali sono buone ma migliorabili (75%). 

La migliore partita della stagione europea è arrivata in casa contro il Panathinaikos. 18 punti e 18 rimbalzi a referto per un totale di 41 di valutazione. I rivali di Atene, che hanno prevalso sull’Olympiacos negli ultimi due campionati, non sono riusciti a limitare il centrone serbo.

Riflettiamo ora sul possibile impatto di Nikola Milutinov nella lega americana.

NIKOLA MILUTINOV IN NBA

Il profilo dipinto fino a questo momento pare definire un giocatore capace di farsi spazio anche in America. Probabilmente tale ipotesi si avvererà, ma rimangono alcuni dubbi sull’adattamento in Nba di Nikola Milutinov.

In primo luogo, il serbo dovrebbe irrobustirsi fisicamente per poter reggere contro avversari più potenti rispetto a quelli europei. Milutinov rimane un giocatore dalla stazza imponente anche a livello Nba, ma potrebbe faticare contro lunghi più grossi di lui. Meno problematico invece l’incontro con i centri rapidi della lega. Milutinov è in grado di occupare le giuste posizioni difensive grazie alla sua intelligenza cestistica, che gli consente di colmare il gap in termini di velocità.

Gli americani sono scettici riguardo le possibilità del centro serbo classe ’94 per un motivo specifico: la sua riluttanza a tirare da tre punti, una dote ormai richiesta anche ai centri delle squadre Nba. Solo una tripla in Eurolega per Milutinov in questa stagione, seppur segnata. D’altra parte, la mano morbida potrebbe consentirgli di colmare questa lacuna con un buon lavoro estivo.

Un secondo dubbio riguarda la tenuta di Milutinov sui cambi, ovvero il contenimento di guardie più rapide e tecniche di quelle che frequentano l’Eurolega. Come abbiamo evidenziato, la sua mobilità di piedi è ottima a livello europeo, ma potrà bastare anche al di là dell’oceano?

L’ultima perplessità sul giovane centro consiste nella necessità di adattarsi a un ruolo offensivo meno importante rispetto a quello svolto attualmente all’Olympiacos. D’altra parte, per almeno un paio d’anni Milutinov ha accettato il ruolo di comprimario in Europa per mantenere un ruolo in rotazione in una delle squadre più forti d’Eurolega.

Per concludere, è opportuna una breve riflessione sul contesto Spurs in cui presumibilmente Milutinov verrà a trovarsi.

MILUTINOV NEL SISTEMA SPURS

Il serbo condivide ormai da quattro anni il front-court con Printezis. Il greco è giocatore capace di aprirsi sull’arco dei tre punti, ma preferisce giocare in post. Così come LaMarcus Aldridge agli Spurs. Milutinov parrebbe dunque un buon fit con la stella di San Antonio, essendo abituato a occupare l’area insieme a un altro giocatore, senza inficiare lo spacing della squadra. I giochi di alto-basso tra il serbo e Aldridge potrebbero risultare letali: entrambi sono difficili da fermare se ricevono vicino al ferro.

L’unico timore sull’impatto di Milutinov agli Spurs resta il gradimento di Popovich stesso verso il giocatore. Anche un elemento dalla tecnica eccelsa come Davis Bertans ha faticato a trovare continuità sotto Popovich. Per Milutinov, stella dell’Olympiacos e probabilmente parte del primo quintetto Eurolega, sarebbe difficile accomodarsi in panchina per lunghi periodi per poi contribuire immediatamente una volta chiamato in causa.

L’intelligenza cestistica, i valori tecnici e infine la predisposizione al miglioramento mostrata da Milutinov potrebbero renderlo una pedina importante anche in Nba, una volta superate le prime naturali difficoltà.

 

Difesa sul pick and roll: alcune strategie da Eurolega

difesa sul pick and roll shved

Senza avere una decente difesa sul pick and roll nell’Eurolega di oggi diventa difficile sopravvivere o, quantomeno, concedere meno di 90 punti a partita. Il più utilizzato gioco a due della pallacanestro pone dubbi e costringe a prendere decisioni, soprattutto quando si giovi del coinvolgimento dei tre attaccanti restanti. E allora i difensori hanno una necessità: cercare di mantenere il pick and roll nei confini del due contro due, in spazi che siano il più stretti possibile. Eppure, a volte, condizioni particolari richiedono l’attenzione anche dei tre difendenti non direttamente chiamati in causa. E’ una questione di scelte. Noi vogliamo analizzarne tre, prese da alcune delle maggiori forze della competizione, per vedere cosa comporti ogni diversa difesa sul pick and roll.

IL CAMBIO SISTEMATICO: LA STRATEGIA DELLE GRANDISSIME

Nel basket contemporaneo le più grandi difese di Eurolega sul pick and roll cambiano in maniera sistematica, a prescindere dall’avversario che si trovino davanti. In cosa consiste il cambio difensivo? Semplice: i due difensori coinvolti direttamente nell’azione si “scambiano” sostanzialmente le marcature. E’ la difesa tipica del CSKA e del Fenerbahce, a cui è resa possibile dalla presenza di lunghi dai piedi incredibilmente veloci (Vesely, Hunter e soprattutto Kyle Hines, il miglior lungo di sempre sui cambi difensivi), ma anche dall’organizzazione di un sistema che copre il missed-match a cui è costretto l’esterno contro il lungo avversario.

La difesa sul pick and roll del Fener alle Final Four 2017

Nel caso particolare della squadra turca la difesa sul pick and roll può farsi anche più complessa, appunto per evitare che venga sfruttato il vantaggio del lungo avversario contro il cambio. Già dal video si nota come Vesely cambi in modo molto aggressivo, facendo perdere al palleggiatore il momento buono per far uscire il pallone. Spesso è in questo momento che la squadra di Obradovic coinvolge un terzo difensore: una delle due ali cambia a sua volta con il piccolo che si trova in missed-match, ristabilendo una situazione più sostenibile per la difesa, grazie a quello che è diventato un cambio a tre. Arte.

DIFESA SUL PICK AND ROLL: L’INTELLIGENZA DEL CONTENIMENTO

Non tutte le situazioni permettono di attuare sistematicamente il cambio difensivo, soprattutto quando si abbiano lunghi di grande stazza e, quindi, più lenti con i piedi. Lo sa benissimo Pablo Laso, che ha a roster un centro di 222 centimetri, rispondente al nome di Walter Tavares. E allora esiste un’altra soluzione: tenere il proprio lungo a protezione dell’area, senza costringerlo a compiti che non possono appartenergli.

Una difesa sul pick and roll di contenimento mal riuscita

Ovviamente questo tipo di difesa può essere coniugato in due modi diversi dall’esterno: può passare sopra il blocco (grazie allo spazio lasciato dal lungo che resta in area) o può passarvi sotto. La soluzione scelta dipende in genere dalla capacità del ball-handler di realizzare da tre punti; se questa è notevole, si sceglie la prima opzione. Ovviamente non esiste difesa migliore per confinare il pick and roll nel due contro due, ma si pone un grosso problema, come si nota dal video. Contro Spanoulis la scelta deve essere quella di passare sopra; quando questo non avvenga, l’esterno si trova a inseguire e il lungo rimane uno contro due, una situazione terminale nella maggior parte dei casi. E’ chiaro che lo scopo principale di questo tipo di difesa sia costringere l’attacco a un poco pregiato (e ci sarebbe da discutere su questo) tiro dal mid-range, ma per ottenere il risultato sperato bisogna sapersi assumere le proprie responsabilità individuali, cosa che in questa situazione particolare Causeur non riesce a fare.

IL GRANDE RISCHIO DELLO “SHOW” DIFENSIVO

A volte l’idea della difesa sul pick and roll è quella di togliere a tutti i costi la palla dalle mani del ball-handler avversario, perché lo si ritiene l’elemento più pericoloso della squadra e si vuole costringere i suoi compagni a prendere decisioni al posto suo. Per far questo, ovviamente, bisogna estremizzare. Da qui deriva lo “show” difensivo, in cui il lungo fa uno o due passi in uscita per ostacolare la visuale del palleggiatore e rallentare l’uscita della palla dal pick and roll. Ovviamente questo genere di difesa coinvolge fortemente il lato debole e presuppone che chi difende sulla palla recuperi rapidamente dopo aver subito il blocco. Il rischio è quello di esagerare, e a saperlo molto bene è l’Olimpia Milano.

Il rischio estremo dello show difensivo milanese

Il video ci illustra chiaramente quanto sia rischioso praticare questa scelta difensiva. Il primo rischio nasce dal lavoro del lungo Arturas Gudaitis, che in questo caso si espone troppo per negare una linea di passaggio in realtà già chiusa (alla sinistra del palleggiatore) e rientra tardivamente sul suo uomo (proprio nel rientro sta la differenza con il cambio o il raddoppio). Mike James, che difende sul palleggiatore, è poi chiaramente troppo pigro e non mette pressione, lasciando che Campazzo veda facilmente tre quarti di campo. Infine il lato debole: Daris Bertans avrebbe il compito di riempire l’area completamente sguarnita, ma per fare questo deve lasciare il libero un grande tiratore come Jaycee Carroll; la sua esitazione costa due punti facili. La soluzione migliore? Portare l’aiuto in area nel momento in cui il lungo sta ricevendo, in modo da costringerlo ai passi o comunque all’indecisione, senza permettergli un facile scarico in angolo. D’altronde questa difesa vorrebbe proprio creare indecisione nei compagni del palleggiatore, ma per eseguirla bene ci vuole un’incredibile preparazione, tecnica e mentale.

Olimpia Milano: il momento è ora

Eurolega-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano si trova attualmente in sesta posizione nella Turkish Airlines Euroleague grazie ad un record di 13 partite vinte ed 11 partite perse. La squadra di Coach Simone Pianigiani sta attraversando un periodo di forma eccezionale, infatti si presenterà a Mosca per la partita contro la corazzata CSKA con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive nella massima competizione continentale.

L'Olimpia Milano è ora fra le potenze d'Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic
L’Olimpia Milano è ora fra le potenze d’Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic

 

Una partita quasi impeditiva, se non fosse per il fatto che l’Olimpia sembra davvero aver trovato la giusta chimica di squadra ed una solidità che a Milano mancava da ormai 5 anni, quando l’Olimpia Milano di Keith Langford e Samardo Samuels arrivarono a giocarsi i Playoff perdendo però contro il Maccabi Tel Aviv che si laureò poi campione d’Europa. Nelle ultime 5 partite, l’Olimpia Milano ha segnato di media 90.6 punti di media (grazie anche alla partita contro Gran Canaria in cui l’Olimpia vinse all’overtime per 104-106) e dando veramente l’impressione di essere difficilmente fermabile dalla difesa avversaria; andiamo però ad analizzare alcuni punti chiave dell’ottimo periodo di forma dell’Olimpia Milano e interroghiamoci sul perché i biancorossi potrebbero veramente conquistare un posto tra le prime 8 d’Europa:

 

  • Lo small ball: dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis (il quale aveva suscitato anche l’interesse di alcune franchigie NBA) tutti davano l’Olimpia Milano per spacciata, ma la squadra di Simone Pianigiani ha dimostrato di potersela giocare con chiunque anche senza il proprio miglior centro grazie ad alcuni frangenti all’interno delle partite in cui l’Armani Exchange gioca con un quintetto “piccolo”: infatti il quintetto composto da Mike James, Nemanja Nedovic (o Curtis Jerrells, se il serbo non è a disposizione come spesso è successo in questa stagione), James Nunnally, Vladimir Micov e Jeff Brooks è spesso risultato incontenibile per le difese avversarie ed ha permesso alla squadra meneghina di correre in contropiede e firmare grossi parziali a favore.
  • James Nunnally: l’ultimo fuoco d’artificio di Olimpia Milano mercato ha dato senza dubbio i suoi frutti: infatti  James Nunnally da quando è arrivato in casa Olimpia Milano è sempre andato in doppia cifra, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui Mike James non si trovi sul parquet (vedere ad esempio la partita di Gran Canaria, in cui Mike James uscì per falli negli ultimi minuti del quarto periodo e Nunnally si caricò letteralmente la squadra sulle spalle segnando quasi tutti i punti dell’Olimpia Milano nel quarto periodo ed overtime). 

 

  • Il contributo della panchinaNelle ultime uscite milanesi infatti Mindaugas Kuzminskas e Curtis Jerrells stanno regalando prestazioni fantastiche, risultando spesso fattori decisivi per le vittorie dell’Olimpia Milano. Con un quintetto formato da cinque giocatori del calibro di Mike James, Nemanja Nedovic, Vladimir Micov, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski avere in panchina gente del calibro di James Nunnally e questi Jerrells e Kuzminskas è attributo da grande squadra.
  • Una difesa sempre più in crescita: la difesa dell’Olimpia Milano, almeno in alcuni frangenti delle partite, è risultata spesso decisiva mettendo tanta pressione sui portatori di palla ed aggredendo gli avversari, finendo per recuperare palloni e per non far prendere mai tiri facili agli avversari (il secondo tempo di Mosca contro il Khimki è antologia). Se la difesa della squadra di Pianigiani resterà questa anche nelle ultime partite, allora l’Olimpia avrà buone possibilità di qualificarsi per i Playoff di Eurolega.

Detto ciò, basterà quest’Olimpia per entrare a far parte delle magnifiche 8 d’Europa? Difficile dirlo, visto che il calendario milanese è veramente molto complicato: si parte venerdì alle ore 18.00 contro il CSKA Mosca in trasferta, per poi affrontare in ordine l’Olympiacos in casa, il Real Madrid fuori casa, il Panathinaikos ed il Fenerbache in casa e l’ultima della stagione regolare in trasferta ad Istanbul contro l’Efes. Una cosa però è certa: l’Olimpia Milano è ora una squadra temibile anche in chiave Eurolega.

Olimpia Milano mercato: c’è James Nunnally!

James Nunnally-Olimpia-milano-mercato

Si è riacceso stamattina il discorso Olimpia Milano mercato, quando è venuta fuori la trattativa tra la squadra milanese e l’ex MVP del campionato italiano James Nunnally. Nei giorni scorsi il popolo #meninred concordava praticamente in pieno sul fatto che alla squadra di Coach Pianigiani sarebbe servito un rinforzo importante nell’Olimpia Milano mercato, visto l’infortunio di Nemanja Nedovic (e che ormai soffre di problemi fisici da mesi), giocatore fondamentale nello scacchiere di Simone Pianigiani. Recentemente il giocatore americano aveva firmato un contratto di 10 giorni con gli Houston Rockets, oggi scaduto e non rinnovato dalla squadra del Texas (complice l’arrivo di Kenneth Faried); andiamo a ripercorrere in alcuni step la trattativa lampo con cui l’Olimpia Milano sembra ormai essersi riuscita ad aggiudicare le prestazioni di James Nunnally, visto che anche testate importanti come Sportando si sono esposte dando ormai per conclusa positivamente la trattativa:

  • 10 giorni fa, prima che Nunnally firmasse con i Rockets, si parlava di un’importante offerta da una grande realtà di Eurolega (i riflettori erano però puntati sul Baskonia); in realtà, la ricca offerta di cui parlava il giocatore, era quella dell’Olimpia Milano.
  • James Nunnally decide di volersi giocare ancora le sue carte per la NBA, firmando con i Rockets.
  • Questa mattina il giocatore pubblica sul suo profilo instagram una storia con una bandiera italiana ed una freccia che fa centro sul bersaglio, storia subito dopo rimossa, che fa riaccendere le speranze dell’Olimpia Milano mercato. Con questo indizio social, il giocatore ha fatto capire che il suo immediato futuro sarà biancorosso.
La storia comparsa questa mattina nel profilo instagram di James Nunnally

Cosa porterà James Nunnally all’Olimpia Milano?

Dato ormai per scontato che il giocatore ex Minnesota Timberwolves e Houston Rockets approderà a Milano, andiamo a vedere insieme cosa potrebbe portare alla squadra milanese l’ultimo colpo dell’Olimpia Milano mercato: si tratta di un’ala piccola di 201 cm piena di talento, visto che James Nunnally è un giocatore in grado di spostare gli equilibri anche in una competizione importante e difficile come la Turkish Airlines Euroleague. Nel dettaglio, si tratta di un giocatore con un bagaglio offensivo più che completo, visto che è in grado sia di tirare da 3 punti, sia di penetrare attaccando il ferro e sia di giocarsi situazioni di palleggio arresto e tiro; inoltre è un giocatore in grado di giocare sia con la palla in mano e sia senza palla, in quanto sotto la guida di Coach Obradovic nella sua parentesi turca al Fenerbache è diventato un efficacissimo 3&D. Acquisto dunque più che sensato quello dell’Olimpia Milano mercato, in quanto oltre ad essere un grande attaccante è anche un ottimo difensore e potrà permettere senza dubbio a Vladimir Micov di riposare, in quanto Nunnally verosimilmente andrà a giocare oltre i 23 minuti di media.

James Nunnally con parte del suo bagaglio offensivo

Per vedere in azione in maglia biancorossa Nunnally probabilmente bisognerà aspettare il weekend, quando l’Olimpia Milano giocherà in campionato contro la Segafredo Virtus Bologna nella sfida classica del campionato italiano, visto che alla sfida importantissima di Eurolega contro lo Zalgiris mancano soltanto due giorni.

 

Nick Calathes, possibile ritorno in NBA nella prossima stagione: la situazione

Nick Calathes in forza al Panathinaikos potrebbe ritornare presto in NBA secondo quanto riportato in queste ultime ore da ‘Espn.com‘. Per il playmaker americano naturalizzato greco potrebbe essere la seconda esperienza nella lega a stelle e strisce.

Nick Calathes potrebbe rientrare in America: le ultime

Con la sconfitta rimediata nella serie di quarti di finale di Eurolega con il Real Madrid della giovane stella slovena Luka Doncic, si è conclusa amaramente la stagione agonistica in Eurolega per il Panathinaikos.

La squadra greca allenata da Xavi Pascual dopo una gara-1 da urlo, ha subito la veemente rimonta della squadra spagnola in questa serie caratterizzata dal ritorno del cannoniere spagnolo Sergio Llull.

In tutto ciò però in casa Panathinaikos, è arrivata in queste ultime ore una brutta notizia di mercato dagli States, che potrebbe cambiare il destino della squadra greca per la prossima stagione.

Stando a quanto riportato dall’insider di ‘Espn.comAdrian Wojnarovski, il playmaker Nick Calathes è pronto ad un possibile ritorno in Nba dopo soltanto due stagioni passate nelle fila della squadra greca.

Per Calathes si tratterebbe della seconda esperienza oltreoceano dopo quella vissuta dal 2013 al 2015 con la maglia dei Memphis Grizzlies, con cui ha totalizzato 5 punti, 3 assists e 2 rimbalzi di media a partita in circa 16 minuti di gioco.

 

LEGGI ANCHE:

Budenlholzer-Bucks possibile accordo in vista: la situazione

Trevor Ariza elogia Donovan Mitchell: “Le sue doti offensive sono straordinarie”

Brett Brown: “Markelle Fultz sarà riutilizzato nel modo più intelligente possibile”

Kyle Lowry crede nella rivalsa dei Raptors: “Conquisteremo il regno di LeBron James”

Charlotte Hornets: la redenzione come unica via per il futuro

SEGUICI SU FACEBOOKINSTAGRAMTWITTER e YOUTUBE

Eurolega-Olimpia: il finale della regular season

Eurolega-Olimpia Milano

Eurolega-Olimpia, relazione ai titoli di coda. Come è andata la stagione europea della squadra di Milano? L’Eurolega per l’Olimpia si è conclusa nella serata di giovedì sera, con la partita casalinga contro il Panathinaikos. La stagione europea della squadra milanese è stata migliore rispetto a quella della passata stagione, visto che come avevamo già analizzato nel precedente articolo sul bilancio Eurolega-Olimpia l’obbiettivo per questa stagione era fondamentalmente evitare di terminare la regular season in ultima posizione. Nella prossima stagione infatti, stando alle parole scritte da Livio Proli nel comunicato ufficiale dell’Olimpia Milano riguardante alcune voci di mercato che vedono accostare il nome di Nemanja Nedovic all’Olimpia ed Andrew Goudelock in uscita, l’obbiettivo playoff potrebbe essere meno complicato da raggiungere. L’intenzione sarebbe confermare gran parte dell’attuale roster meneghino (cosa che da tempo non avviene) e dunque collaudare ancora di più gli schemi e lo spirito di gruppo e magari migliorare la fase difensiva (la squadra di coach Simone Pianigiani ha terminato l’Eurolega con la peggiore difesa della competizione insieme all’Andalou Efes ossia 2530 punti, 84.3 di media a partita).

Il cammino è stato influenzata in negativo sicuramente dalla difesa, visto che se essa fosse statameno scadente Milano avrebbe potuto togliersi molte più soddisfazioni in questa stagione. Contro le prime squadre della classe l’Olimpia ha dimostrato di potersela giocare almeno nella metà campo offensiva, arrivando ad esempio a toccare anche il +16 a Mosca contro il CSKA o il +17 in casa con il Panathinaikos, salvo poi permettere agli avversari di tornare in partita grazie a troppe disattenzioni difensive. Ad ogni modo nelle ultime partite della stagione europea il gioco dell’Olimpia è nettamente migliorato ed a tratti si è anche vista una squadra con voglia di difendere, quindi l’obbiettivo in questo finale di stagione in Italia (dove però la squadra di Pianigiani è già la miglior difesa del campionato)  sarà quello di fare in modo di tenere un’alta intensità difensiva per 40 minuti, limitando le tante amnesie difensive avute quest’anno.

L’Olimpia nell’ultimo mese ha visto la squadra di Pianigiani trionfare in 3 delle ultime 7 partite e tra le vittorie c’è da sottolineare quella a Mosca contro il Khimki, una vittoria di prestigio e giocata benissimo anche in difesa, con Goudelock autore di 26 punti (MVP della giornata di Eurolega) e con un’ottima difesa specialmente nel limitare un fenomeno assoluto come Shved (24 punti ma con un brutto 7/17 al tiro); d’altro canto tra le sconfitte c’è da evidenziare quella in casa col Valencia, una partita che era assolutamente alla portata della squadra milanese ma persa grazie ad una pessima difesa (93 punti concessi). Le altre vittorie sono arrivate contro l’Efes e contro il Brose Bamberg, mentre le altre sconfitte sono state per mano del Real Madrid, dello Zalgiris e del Panathinaikos (all’overtime dopo essere stata avanti di 17 punti, persa sulla sirena grazie ad un clamoroso autocanestro di Amath Mbaye).

Eurolega-Olimpia: miglior quintetto della stagione europea

    • Andrea Cinciarini: La stagione di capitan Cinciarini dopo un avvio in cui veniva spesso escluso dalle rotazioni in Eurolega,è stata un continuo crescendo fino ad arrivare ad essere un giocatore chiave e partendo addirittura in quintetto (complice l’infortunio di Jordan Theodore). Cinciarini ha portato tanta energia alla squadra ogni volta che è stato chiamato in causa ed ha portato anche doti da playmaker che non sempre si erano viste con Theodore. Oltre ad un’ottima difesa, il Cincia è stato anche a volte importante nella metà campo offensiva, andando anche in doppia cifra contro il Bamberg.

 

    • Andrew Goudelock: In attacco il Mini Mamba è spesso stato inarrestabile per gli avversari ed è stato il miglior realizzatore della squadra in molte partite (complice anche il numero di tiri che si prende). Ovviamente i suoi limiti in difesa sono evidenti, ma nelle ultime 10 partite ha fatto vedere anche alcune cose positive nella metà campo difensiva: c’è ancora molto da migliorare, ma le basi per portarlo ad essere un difensore nella media ci sono.

 

    • Vladimir Micov: L’ala piccola dell’Olimpia è un giocatore di una classe unica e nonostante il suo scarso atletismo riesce spesso a trovare la via del canestro (chiedere al Valencia). Si è dimostrato il più costante nel reparto piccoli e si è sempre caricato la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà.

 

    • Mindaugas Kuzminskas: Il lituano è sicuramente il meno in difficoltà nel ruolo di ala grande, visto che Mbaye è stato troppo altalenante e Davide Pascolo è si in crescita nell’ultimo mese ma ha fatto vedere troppo poco per meritarsi un posto nel quintetto. Arrivato a gennaio Kuzminskas ha fatto vedere a tratti il talento spaventoso di cui è dotato e nella prossima stagione con una preparazione fisica svolta potrebbe essere l’arma in più della squadra milanese

 

  • Arturas Gudaitis: Di gran lunga il miglior giocatore della squadra. Arrivato quasi in sordina si è poi rivelato un centro dominante ed un bel grattacapo per tutte le difese avversarie, andando spesso e volentieri in doppia doppia. Lui e Tarczewski costituiscono una delle migliori coppie di centri dell’intera Eurolega.

 

 

Eurolega Preview: Real Madrid – CSKA Mosca

La finale per il terzo posto vedrà di fronte le delusissime CSKA e Real Madrid. I russi hanno visto infrangersi i loro sogni di gloria ancora una volta contro l’Olympiacos; gli spagnoli hanno invece perso contro i padroni di casa del Fenerbahce. A nesuna delle due è servito fare un’annata al vertice ed accumulare grandi numeri: quando contava davvero, si sono sciolte come neve al sole.

 

REAL IMPALPABILE

Sergio Llull – Real Madrid

I madrileni hanno interrotto la loro stagione da favola nel momento peggiore.

Nella seconda semifinale non c’è stata mai storia con i turchi capaci di controllare il match dall’inizio alla fine, a partire da quel parziale di 21-13 nel primo quarto che ha indirizzato subito il match sui binari gialloblù.

Il piano partita del Fenerbahce è stato quello di escludere dalla partita tutti quelli che non fossero Sergio Llull il quale, infatti, ha chiuso con ben 28 punti.

Jaycee Carroll a parte, nessun altro giocatore del Real è riuscito ad andare in doppia cifra, con Randolph e Doncic, uomini chiave nella stagione, che sono mancati nel momento di maggior difficoltà.

 

CSKA SPRECONE

Nando De Colo – CSKA Mosca

Il CSKA si è fermato ancora una volta sul più bello. La maledizione che li vede fallire sempre ad un passo dalla gloria sembrava essersi interrotta lo scorso anno e invece è tornata a bussare di nuovo alle porte degli uomini di Ituodis.

Il principale indiziato di questa disfatta sembrerebbe essere De Colo: mentre le prestazioni del francese calavano, Spanoulis saliva in cattedra nel quarto quarto e trascinava i suoi alla vittoria.

La differenza, sostanzialmente, l’ha fatta la maggior sete di vittoria dei greci, come evidenziato dai 19 rimbalzi offensivi catturati e dai tre buzzer beater, ognuno segnato allo scadere di un quarto. Questa è la forza dell’Olympiacos, quella di giocare ogni possesso al massimo e di non mollare mai.

 

LA PARTITA

Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Questa famosa frase di Giampiero Boniperti riassume alla perfezione lo stato mentale delle due squadre. Bisogna vincere per dare un senso a questa finale, che sta troppo stretta ad entrambe. Il Real proverà a farlo affidandosi al suo condottiero Sergio Llull e alla voglia di riscatto dei suoi compagni; il CSKA punterà tutto sul talento del duo Teodosic-De Colo, sperando di non doversela giocare fino all’ultimo. Llull infatti, come Spanoulis, tende a mettere dentro i tiri decisivi: i russi non puossono rischiare di aggravare la loro psicosi da quarto periodo.

Il punto debole per eccellenza del CSKA sono i rimbalzi. Il Real si affiderà ai centimetri di Ayon e Hunter per strapparne il maggior numero possibile: l’Olympiacos ha dimostrato che nell’area russa si può letteralmente banchettare. Ovviamente il Real dovrà mettere più “cazzimma” in campo se vuole vincere questa partita, altrimenti la partita è segnata.

Il CSKA come al solito dovrà partire con un quintetto lungo per non andare subito sotto a rimbalzo: spazio quindi a Kurbanov ed a Vorontsevich da 3 per supportare Kyle Hines. Aaron Jackson verrà subito messo sulle tracce di Sergio Llull per cercare di spezzare le trame madridiste sul nascere. Con loro nello starting five ci sarà Nando De Colo, che deve farsi perdonare parecchie cose del quarto periodo contro l’Olympiacos. Il genio Teodosic partirà dalla panchina e cercherà di sparigliare le carte della difesa spagnola con le sue intuizioni e le sue triple.

È difficile pronosticare un vincitore, per entrambe la vittoria è troppo importante per potersela lasciars sfuggire. Sicuramente assisteremo ad una partita molto intensa, anche nervosa probabilmente, dove tutti daranno il massimo. Buono spettacolo.

Final Four Eurolega, come arrivano le quattro contendenti

E’ arrivato finalmente il momento più atteso per il basket continentale, quello ovvero delle Final Four.

Le quattro contendenti al titolo di campione d’Europa saranno i campioni in carica del CSKA Mosca, i vice campioni del Fenerbahce, il Real Madrid e l’Olympiakos, con le ultime due che vi ritornano dopo un biennio di assenza.

Andiamo a scoprire come arriveranno le squadre all’appuntamento più importante.

 

Serio Llull – Real Madrid

Il Real Madrid, dopo una regular season chiusa al primo posto grazie ad un record di 23-7, ai playoff si è sbarazzato senza tanti patemi del Darussafaka di David Blatt per 3-1.

I turchi hanno avuto un sussulto solo in gara 3, guidati dal solito Wanamaker, ma per il resto della serie non sono riusciti a trovare le giuste contromisure al duo Llull-Randolph.

Il candidato MVP e l’ala ex Lokomotiv sono stati le vere spine nel fianco per Wilbekin e compagni con l’ala statunitense capace di far male sotto ai tabelloni più del previsto.

Llull, terzo miglior scorer dei playoff con 18.00 ppg, sta continuando a vivere quel momento da favola che lo ha accompagnato per tutta la stagione regolare. Lo spagnolo, infatti, ha tolto a più riprese le castagne dal fuoco per i suoi, come quando in Gara 2, con due triple nella distanza di pochi secondi, ha messo fine al timido tentativo di fuga del Darussafaka.

Alla Final Four gli uomini di Pablo Laso dovranno vedersela con il Fenerbahce nel remake della semifinale del 2015, anno in cui i madrileni alzarono il trofeo.

Non sarà di certo facile venendo i turchi da uno stato di grazia incredibile ma gli infortuni, costante continua nell’annata del Fenerbahce, potrebbe giocare un ruolo determinante. Di sicuro in campo vedremo quella che poteva essere, senza ombra di dubbio, la finale.

 

Bogdan Bogdanovic – Fenerbache

Come detto, il Real avrà di fronte il Fenerbahce.

I turchi hanno chiuso la stagione al quinto posto con 18 vittorie e 12 sconfitte.

La stagione è stata tribolata a causa dei tanti problemi fisici occorsi ai gialloblu, a partire da Datome, passando da Vesely per finire con Bogdanovic. Quest’ultimo, fuori nel finale di stagione, appena rientrato ha giocato una serie ad altissimo livello contro il Panathinaikos. Serie che ha visto gli uomini di Obradovic dominare, contro ogni aspettativa, in lungo e in largo contro i greci, costringendo anche i ‘Green’ a tornare a casa in pullman dopo lo 0-3 ad Istanbul.

Non va sottovalutato, inoltre, il fatto che si giocherà in Turchia e tutti conosciamo bene l’apporto che sono capace di dare i tifosi del Fenerbahce.

Quello che è mancato durante tutta la stagione è stata la continuità, oltre che nei risultati, nel gioco espresso. Dovessero arrivare tutti in forma all’appuntamento potrebbero dare fastidio sul serio.
Anche questa volta, contro ogni pronostico.

 

Kyle Hines – CSKA Mosca

Dall’altra parte a sfidarsi saranno CSKA Mosca e Olympiakos.

I campioni in carica hanno chiuso la stagione al secondo posto, con una sola sconfitta in più rispetto agli spagnoli.

I russi hanno avuto un cammino da rullo compressore nella prima parte della regular season salvo incontrare qualche difficoltà verso la fine, complice anche qualche problema fisico per De Colo.

Ai playoff si sono sbarazzati per 3-0 del Baskonia, squadra che li ha messi in difficoltà più di quanto potrebbe lasciare intendere il risultato finale.

Non sono mancate inoltre le polemiche in questa serie con ben due arbitri sospesi in seguito a delle chiamate, tutt’altro che limpide, arrivate negli ultimi minuti di Gara 2 e 3.

Con l’ex Spurs limitato, per quanto possibile, dalla difesa degli uomini di Sito Alonso, è stato il solito Teodosic a guidare alla vittoria i suoi, specie nell’ultima sfida, segnando canestri impossibili a prova del suo ottimo stato di forma.

Nella serie, il play russo, ha messo a referto 17.00 punti ai quali ha aggiunto 6.0 assist di media.

Il CSKA, alla fine, ha conquistato l’accesso alla F4 grazie anche alla lotta vinta nel pitturato con Kyle Hines che è risultato essere il giocatore che ha spostato più di tutti gli equilibri nelle tre sfide.

Dovessero riuscire a ripetere la stessa cosa contro i greci, gli uomini di Itoudis avrebbero serie possibilità di approdare, di nuovo, all’atto finale.

 

Vasillis Spanoulis – Olympiakos

Dopo la finale del 2015, e un anno senza nemmeno approdare ai playoff, torna a giocare la Final Four l’Olympiakos di Spanoulis.

Proprio il giocatore greco ha trascinato per mano i suoi nella serie tiratissima contro l’Efes Istanbul.

Il play numero 7, nelle 5 gare contro i turchi, ha messo a segno ben 17 punti e 4.5 assist di media ma sopratutto ha tirato con il 44.7% da oltre l’arco, segnando a più riprese triple incredibili che hanno permesso ai suoi di rimanere nella scia dell’Efes quando questi hanno provato a prendere il largo in Gara 5.

Di tutte e quattro le squadre, i ‘Reds’ sono quelli che hanno passato con più fatica il turno, venendo inoltre da un finale di stagione tutt’altro che ottimale.

A questo va aggiunto uno stato non proprio eccelso di forma di alcuni giocatori.

Vedendola in questo modo, il loro destino potrebbe sembrare essere già scritto ma guai a sottovalutare l’Olympiakos.

Al termine di Gara 5 è stato chiesto a Spanoulis della sua super prestazione nonostante l’età, la sua risposta è stata più che esemplificativa: “Vecchio? Io amo semplicemente la pallacanestro!”

Ecco, mai scommettere contro uno così.

Euroleague Preview: CSKA Mosca – Baskonia

Tornano in campo a Mosca per Gara 2 i campioni in carica del CSKA Mosca e il Baskonia.

Nella partita di andata i russi hanno portato a casa la vittoria per 98-90  trascinati da un Teodosic autore di 22 punti e 5 assist.

Per il Baskonia il migliore in campo è stato Shane Larkin autore di  ben 17 punti.

 

SITUAZIONE CSKA MOSCA

Aaron Jackson – CSKA Mosca

Il CSKA ha mischiato le carte, anticipando gli avversari, entrando subito nella partita con un quintetto forte fisicamente per fronte alla differenza di stazza che c’è tra le due squadre.

Le mosse di Itoudis sono state principalmente due: l’ingresso di Kurbanov nel quintetto e Aaron Jackson sulle piste di Shane Larkin.

Stranamente sono stati i russi ad adattarsi agli avversari, soffrendo più del dovuto nonostante abbiano mostrato fin da subito tutte le armi tattiche che avevano in serbo.

A decidere la contesa è stato un parziale di 10-0 del CSKA, nonostante il Baskonia fosse entrato negli ultimi due minuti di partita in vantaggio.

Tedosoic & compagni, i quali vantano il miglior attacco della regular season con 87.3 ppg., hanno messo a referto 98 punti anche grazie ad una ottima distribuzione offensiva, fatta di ben otto giocatori capaci di segnare almeno 6 punti entro il terzo quarto.

 

SITUAZIONE BASKONIA

Adam Hanga – Baskonia

Al Baskonia sono tremate le gambe nel momento clou del match, ovvero negli ultimi due minuti dove sono arrivati con un possesso di vantaggio.

Gli uomini di Sito Alonso sono riusciti a portare la partita punto a punto fino alla fine nonostante Shane Larkin sia stato limitato per tre quarti dalla difesa del CSKA. Negli ultimi 11 minuti però, complici i problemi di falli di Jackson, il play ex NBA è riuscito a mettere a segno ben 17 punti.

Il Baskonia, con i suoi 90 punti, si è dimostrato essere ancora una volta la miglior squadra, dal punto di vista offensivo, d’ Europa e a questo ha aggiunto anche ben 23 assist, record societario ai playoff.

 

LA PARTITA

Molto dipenderà da quali quintetti sceglieranno i due allenatori, se questi saranno cambiati di nuovo o meno.

Ago della bilancia per il Baskonia potrebbe essere Hanga, autore di 12 punti e 4 assist, capace di garantire solidità in difesa e pericolosità in attacco, anche da oltre l’arco, mentre per il CSKA molto dipenderà dalla capacità di Aaron Jackson di limitare di nuovo Shane Larkin per gran parte della partita.

I numeri sono tutti dalla parte dei moscoviti, capaci di vincere 11 gare su 11 in casa contro gli spagnoli ai playoff, segnando almeno 89 punti nelle ultime sei uscite.

 

 

 

Euroleague Preview: Real Madrid – Darussafaka Dogus

Tempo di playoff anche per il Real Madrid, il quale ha chiuso in testa la regular season, e per il Darussafaka che è alla prima apparizione assoluta nella post season.

Entrambe le squadre arrivano a questa partita essendo reduci da delle strisce vincenti, rispettivamente quattro vittorie di fila per i madrileni e tre per i turchi.

 

SITUAZIONE REAL MADRID

Sergio Llull – Real Madrid

Gli uomini di coach Laso vantano il secondo miglior attacco della stagione regolare, con 86,2 punti segnati, contro i 79,1 degli avversari.

A questo gli spagnoli aggiungono il primato per quanto concerne gli assist smazzati a partita (20.6 apg), mentre i turchi risultano essere ultimi in questa speciale classifica.

Le grandi qualità offensive dei madrileni derivano da una ottima distribuzione offensiva, con il Real capace di trovare punti in ogni parte e ruolo del campo.

Alle spalle del solito Sergio Llull (16.1 ppg., 5.9 apg.), sempre più candidato numero uno al premio di MVP, troviamo infatti Anthony Randolph (10.4 ppg, 5.3 rpg), capace di ripetersi a grandi livelli dopo la scorsa stagione in maglia Kuban, Gustavo Ayon (9.4 ppg e 4.9 rpg.) e l’ormai stella Luka Doncic (8.3 ppg., 4.3 apg.).

 

SITUAZIONE DARUSSAFAKA

Brad Wanamaker – Darussafaka

Darussafaka Dogus: un nome poco noto per chi “mastica” esclusivamente la post-season della massima competizione continentale.
La squadra turca è infatti alla prima qualificazione assoluta nei playoff e ne ha ottenuto l’accesso solo all’ultima giornata, grazie allo scontro diretto vinto contro la Stella Rossa alla quale ha soffiato il posto tra le prime otto.
Non certo un gran biglietto da visita per impensierire una corazzata vincente ed esperta come quella spagnola.
Ci sono però ancora tanti ostacoli da superare per accedere direttamente alle final four.
Uno sweep appare al quanto improbabile da pronosticare nel momento in cui si vanno a confrontare i precedenti tra le due squadre.
I turchi se vogliono sperare nel miracolo devono far leva su due fattori: l’esperienza del loro allenatore ed il talento nel reparto esterni .
David Blatt, infatti, è stato protagonista di uno dei più clamorosi upset dell’Eurolega, guidando alla vittoria il Maccabi nel 2014 proprio contro il Real.
Tornando al presente, il coach ex Cleveland dovrà fare affidamento sullo strepitoso momento di forma che i suoi esterni stanno vivendo. Wanamaker ha letteralmente trascinato i turchi per tutta la regular season con medie molto elevate per quanto concerne ai punti e agli assist; Wilbekin, il quale sta tenendo medie da 50% da oltre l’arco, sembra essere entrato in forma giusto in tempo per i playoff.

 

LA PARTITA

Darussafaka sa di poter competere contro il Real grazie alla vittoria per 81-68 arrivata nel round 12, la quale ha segnato anche la sconfitta più larga in stagione per i madrileni. In quella partita però il Real non schierò Lull e Randolph.

Nel 23esimo turno turno gli spagnoli invece portarono a casa il sucessoper 101-83 grazie anche al record stagionale di triple messe a referto, ben 16.

La pressione in Gara 1 sarà tutta su Llull e compagni , costretti ad iniziare subito forte mentre il Darussfaka, che ha solo da guadagnare, potrebbe rubare la scena a tutti.

Euroleague Preview: CSKA Mosca – Baskonia

Alle 19 CSKA e Baskonia saranno le prime a scendere in campo nei playoff di Eurolega. In stagione le squadre hanno vinto una partita a testa: gli spagnoli si sono presi una randellata clamorosa all’andata (112-84) ma si sono vendicati al ritorno (79-78). A Mosca i precedenti parlano chiaro: dieci vittorie dei padroni di casa su dieci sfide.

L’andamento di questa serie potrebbe essere meno scontato del previsto, proviamo a raccontarvi i motivi.

 

SITUAZIONE CSKA

Milos Teodosic – CSKA Mosca

Arrigo Sacchi diceva che i campionati si vincono contro le piccole. Il CSKA ha costruito proprio sulle partite contro squadre di basso livello la sua posizione in classifica, sono mancate invece le prestazioni contro le grandi squadre. Il secondo posto è frutto proprio di questi incidenti di percorso e, se i russi non avessero fatto un girone d’andata clamoroso, la posizione in classifica sarebbe stata molto più bassa.

Il problema dei russi è stato principalmente uno: il pitturato. Le sconfitte dell’ultimo periodo sono infatti arrivate contro squadre forti sotto le plance. Hines è un super-atleta ma non un gigante, i tanti minuti di doppio play Teodosic-De Colo creano quindi un gap fisico notevole che i russi provano a colmare in attacco, non in difesa.

In un certo senso si può creare un parallelo tra la loro stagione e quella dei Cavs oltre oceano: campioni in carica e chiaramente squadre più forti del proprio tabellone, grazie soprattutto alla guida di uno strepitoso leader, entrambe si sono trovate a cedere il primo posto per colpa di qualche disattenzione di troppo. I playoff dei Cavs al momento sono segnati da una scarsa partecipazione difensiva, esattamente lo stesso difetto che potremmo vedere negli uomini di Itoudis. La convinzione nei propri mezzi offensivi è giustificatissima, non deve però diventare una scusa per giocare ad una metà campo.

 

SITUAZIONE BASKONIA

Nonostante la sconfitta nell’ultimo turno contro lo Zalgris, la quale è costata loro almeno una posizione in classifica, il Baskonia arriva a questa partita in un buono stato di forma, essendo reduce da cinque successi nelle ultime sette uscite.

La chiave per gli spagnoli è data di sicuro dalla forte presenza sotto canestro, non a caso punto debole dei russi. Il Baskonia, che vanta il terzo miglior rimbalzista d’Europa ovvero Voigtmann con i sui 7.2 a partita, infatti cattura in media 3.2 rimbalzi in più rispetto a Hines e compagni con Adam Hanga che si è mostrato sempre più valore aggiunto anche sotto questo aspetto afferrandone 4.5 per allacciata di scarpe.

Un altro punto su cui gli uomini di Sito Alonso dovranno battere forte sarà il pressing. Tedosoic e De Colo perdono, infatti, rispettivamente 3.4 e 3.2 palloni a partita e a render loro la vita difficile ci penseranno Adam Hanga e Shane Larkin, i quali invece di palle ne recuperano 1.2 e 1.4 di media.

I problemi principali per gli spagnoli sono dati dagli infortuni, con Andrea Bargnani fuori dal 23esimo turno di Eurolega e con Toko Shengelia che ha saltato l’ultima sfida contro i lituani. Coach Sito Alonso, inoltre, è stato costretto a cambiare ben undici volte il quintetto durante la stagione regolare a causa di questi continui problemi fisici.

Gli spagnoli sono inoltre una squadra che ama aprire molto il campo, con più di un giocatore che è riuscito a costruirsi un tiro rispettabile da oltre l’arco (vedi anche qui Hanga e Voigtmann).

Chi potrà di sicuro far più male dai 6.75 è però Beaubois, forte del suo 37% su ben 128 tentativi.

Nonostante nove sconfitte sulle tredici totali derivino da partite giocate in trasferta, il Baskonia è la prima squadra dell’Eurolega per punti segnati fuori casa, ben 83 a partita.

Se vorranno continuare a credere nel sogno di poter ripetere una cavalcata come quella dello scorso anno, Larkin e compagni dovranno giocare una partita dall’alta intensità difensiva sfruttando il vantaggio fisico sotto canestro nonostante la tendenza a giocare fuori dal pitturato.

Eurolega: Le otto squadre ai playoff

Ormai la stagione regolare di Eurolega si è chiusa da una settimana con il Real Madrid che guarda tutti dall’alto verso il basso.

Dopo esser andati a ripescare i nostri pronostici di inizio stagione, ed aver analizzato le otto escluse dai playoff, oggi andremo ad analizzare come è andata a finire nella parte alta della classifica, con un occhio sempre al nostro raking di inizio stagione.

 

8- DARUSSAFAKA

Brad Wanamaker – Darussfaka

Il Darussafaka, che si presentava al via con il punto budget più alto in Europa, alla fine ce l’ha fatta.

Nonostante un cammino a dir poco travagliato gli uomini di Blatt, all’ultimo giornata sono riusciti a qualificarsi per la post season con l’ultimo posto disponibile, non discostandosi molto dal nostro raking che lo dava settimo finale.

A compromettere la qualificazione ci avevano pensato ben 4 sconfitte a cavallo tra l’ottava e l’undicesima giornata seguite da altre tre in fila, contro avversari tutt’altro che eccelsi (Milano,Zalgris e Efes), tra la ventesima e la ventiduesima.

Il calo drastico della Stella Rossa, e un filotto di tre vittorie finali, hanno permesso ai turchi di raggiungere la postseason, obiettivo minimo di inizio stagione.

Stagione ad alto livello per Brad Wanamaker il quale ha messo a referto, 32 minuti di impiego, 16.2 unti con il 47% al tiro da 2 il 40% da 3, ai quali aggiunge 4.7 rimbalzi.

 

7- BASKONIA

Adam Hanga – Baskonia

Buco nell’acqua enorme per il nostro raking stagionale che li vedeva undicesimi.

Nonostante la squadra fosse di alto livello, i nostri dubbi erano tutti sul fatto che sia stata rivoluzionata completamente rispetto a quella che ha raggiunto le Final Four.

Invece coach Sito Alonso è riuscito a fare un ottimo lavoro, integrando al meglio i nuovi arrivati, dando un ruolo tutt’altro che marginale ai giocatori rimasti con Adam Hanga che si è confermato essere sempre più un fattore decisivo non solo nella sua metà campo.

Gli spagnoli hanno tenuto ad inizio anno un ruolino di marcia davvero incredibile, mettendo in mostra per laghi tratti quello che era la migliore pallacanestro in circolazione.

A metà stagione c’è stato un breve periodo di flessione seguito però subito da una serie di vittorie contro le big (Real Madrid, Olympiakos e Fenerbache).

Due sconfitte negli ultimi tre round hanno compromesso la loro posizione finale che poteva essere certamente più alta, con lo Zalgris che ha costretto Larkin e compagni a doversela vedere contro il CSKA di Teodosic.

 

6- EFES ISTANBUL

Thomas Huertel – Efes Istanbul

Previsione rispettata anche in questo caso, con l’Efes che nonostante un cammino altalenante ad inizio stagione è riuscito ad entrare tra le prime otto, scalando anche la classifica grazie al suicidio del Baskonia nell’ultimo turno.

L’inizio per Huertel e soci non è stato facilissimo ma da metà stagione in poi i turchi hanno cambiato completamente marcia, mettendo a segno ben nove successi nelle ultime undici sfide giocate.

L’impronta di coach Perasovic è ben visibile a tutti, con una ottima distribuzione offensiva (tre giocatori in doppia cifra mentre altri quattro scollinano i 7 punti di media) e sopratutto una difesa che nei momenti decisivi è sempre riuscita a salire di livello facendo del pressing la sua arma principale.

Ai playoff se la dovrà vedere contro l’Olympiakos, nel più classico degli accoppiamenti dell’Eurolega Turchia-Grecia, e di sicuro non avrà vita facile ma Perasovic, dopo lo scorso anno, vuole stupire di nuovo.

 

5- FENERBACHE

James Nunnally – Fenerbache

Quinto posto per il Fenerbache di Datome.

Probabilmente tutti si aspettavano, dopo la finale dello scorso anno, di vederli più in alto ma gli infortuni nel finale di stagione hanno reso più tortuoso il cammino degli uomini di Obradovic, con quattro sconfitte nelle ultime sei partite e sopratutto una continuità mai trovata da inizio stagione.

I problemi fisici di Bogdan Bogdanovic hanno creato più di qualche difficoltà, con il serbo costretto a saltare ben tredici partite.

L’unico giocatore che è sceso in campo in tutti e trenta i match disputati è stato James Nunnally che, dopo la stagione da MVP in quel di Avellino, si è confermato ad un livello ancora più alto capace di risolvere in più di una occasione la situazione.

Ad attenderli adesso c’è il Panathinaikos in quella che sembrerebbe essere la sfida più interessante e difficile da pronosticare.

Come già detto, tutto dipenderà da come i turchi arriveranno fisicamente a questa serie perché contro i ‘Green’ potrebbe essere davvero dura.

 

4- PANATHINAIKOS

Ioannis Bourousis – Panathinaikos

Il Panathinaikos è senza ombra di dubbio la squadra più in forma del momento.

Cinque vittorie di fila che diventano otto nelle ultime dieci per gli uomini di Pascual che nell’ultimo mese e mezzo di stagione hanno risalito la classifica in modo repentino.

Gli investimenti fatti non sono stati pochi (Bourousis su tutti) ma sembrano aver dato i frutti sperati.

Di sicuro i greci hanno tutte le carte per tornare alle Final Four e, considerando che di fronte avranno un Fenerbache rimaneggiato, potrebbero davvero cogliere l’obbiettivo dichiarato di inizio anno.

 

3- OLYMPIAKOS

Khem Birch – Olympiakos

Dopo la scorsa disastrata stagione, dove sono rimasti fuori dai playoff dopo ben dieci anni, l’Olympiakos è tornato dove gli compete, ovvero in alto.

Anche qui gli infortuni non sono stati pochi, con Young e Spanoulis costretti a saltare qualche partita di troppo e con Hackett che ha dovuto chiudere la stagione anzitempo dopo solo undici partite disputate in Europa.

Chi ha sorpreso tutti è stato di sicuro Khem Birch che in diciotto minuti di impiego è riuscito a mettere insieme 7 punti e 6 assist, uscendo prevalentemente dalla panchina.

Non avranno di sicuro vita facile contro l’ Efes ma, dovessero arrivare tutti in forma a questo appuntamento, potrebbero davvero tornare ai livelli ai quali ci avevano abituato.

 

2- CSKA MOSCA

Tedodosic & De Colo – CSKA Mosca

Secondo posto in classifica per i campioni d’ Europa.

Altra stagione vissuta ad altissimo livello per Tedosic e compagni i quali, a parte un piccolo calo a metà stagione dove hanno subito tre sconfitte di fila sulle otto totali, sono stati una macchina quasi perfetta.

Nonostante entrambi siano stati costretti a saltare più di qualche partita per via di qualche acciacco fisico, Tedosic e De Colo hanno tenuto l’ennesima grande stagione con il primo che ha messo  referto 16 punti e 7 assist a partita mentre il secondo 20 punti e 4 assist.

Contro il Baskonia dovrebbero avere tutt’altro che problemi e la via verso le Final Four sembra più che spianata.

 

1- REAL MADRID

Sergio Llull – Real Madrid

Stagione incredibile per il Real Madrid che ha portato a casa il primato grazie a 23 vittorie a fronte di 7 sconfitte.

 

I madrileni hanno vissuto una stagione a dei ritmi altissimi, mettendo a segno anche la striscia di successi più lunga, ovvero nove.

Neanche a dirlo, a guidarli ci ha pensato Sergio Llull il quale sembrerebbe essere il candidato numero 1 al premio di MVP.

Per lo spagnolo stagione regolare da 16 punti e 7 assist in 27 minuti di utilizzo.

Questa, inoltre, è stata la stagione della definita consacrazione di Luka Doncic, passato da sorpresa a giocatore capace di risolvere le partite, e sarà l’ultima del Chapu Nocioni, con la Genéracion Dorada che sembrerebbe essere arrivata all’ultimo ballo.

I tasselli per ritornare sul tetto d’Europa ci sono tutti, basta metterli al loro posto.