CSKA-Real: l’apoteosi del talento organizzato

Il talento è base di partenza necessaria (ma non sufficiente, badate bene) per eccellere ai massimi livelli. Non è sufficiente perché il talento è un dato individuale e, per potersi esplicare al meglio in uno sport che invece è decisamente collettivo, deve essere efficacemente inserito in un sistema che lo esalti senza concedergli quella “troppa licenza con cui l’animo umano insuperbisce”. Dimitris Itoudis e Pablo Laso sono bravissimi in questo e rendono la semifinale CSKA-Real un’autentica incognita. Lo scontro di due sistemi che sono simili oltre le apparenze, perché si basano su quanto di più bello ci sia nella pallacanestro, il talento organizzato.
CSKA-Real sarà una serie ricca di talento e De Colo è uno dei maggiori esponenti
CSKA-Real sarà una serie ricca di talento e De Colo è uno dei maggiori esponenti

CSKA-REAL: I DUE ROSTER

CSKA Mosca

1DE COLO, NANDOG1.96
3BOLOMBOY, JOELF2.04
4KHOMENKO, ALEXANDERG1.92
5PETERS, ALECF2.06
7UKHOV, IVANG1.93
9GAVRILOV, ALEXANDERG1.95
11ANTONOV, SEMENF2.02
12ERSHOV, ALEKSANDRG1.97
13RODRIGUEZ, SERGIOG1.91
20VORONTSEVICH, ANDREYF2.07
21CLYBURN, WILLF2.01
22HIGGINS, CORYG1.96
23HACKETT, DANIELG1.93
28LOPATIN, ANDREIF2.08
30KULAGIN, MIKHAILG1.91
41KURBANOV, NIKITAF2.02
42HINES, KYLEC1.98
44HUNTER, OTHELLOC2.03

 

Real Madrid

1CAUSEUR, FABIENF1.95
3RANDOLPH, ANTHONYF2.11
5FERNANDEZ, RUDYF1.96
7CAMPAZZO, FACUNDOG1.80
9REYES, FELIPEF2.03
14AYON, GUSTAVOC2.08
16YUSTA, SANTIF2.00
19PANTZAR, MELWING1.90
20CARROLL, JAYCEEG1.88
22TAVARES, WALTERC2.21
23LLULL, SERGIOG1.92
24DECK, GABRIELF1.99
25PREPELIC, KLEMENG1.91
32KUZMIC, OGNJENC2.13
33THOMPKINS, TREYF2.08
44TAYLOR, JEFFERYF2.01

QUI CSKA

In una semifinale tra due squadre tanto talentuose la differenza non possono che farla le difese. Quella del CSKA è nella media dell’Eurolega (ottava con 79.8 punti concessi), ma dovrà alzare il proprio livello contro la truppa di Laso. Sugli esterni Nando de Colo e Sergio Rodriguez non sono grandi difensori e saranno certamente bersaglio dei pick and roll e degli uno contro uno avversari. Spazio allora a Daniel Hackett, atteso a partire anche tra i primi cinque e a dare minuti di quantità. Sugli altri esterni Nikita Kurbanov, Cory Higgins e Will Clyburn non dovrebbero andare in sofferenza. Desta preoccupazione la mancanza di taglia nel reparto lunghi e, con questa, la lotta a rimbalzo. Kyle Hines e Othello Hunter soffriranno nel pitturato contro Ayon e Tavares ma hanno il pregio di poter cambiare su ogni avversario, mantenendo elevata la pressione sul perimetro, vera chiave per non andare sotto contro la maggiore fisicità dei Blancos. Naturalmente, contro una squadra che ama correre Itoudis avrà necessità di porre l’accento sulla transizione difensiva. L’efficienza in questo aspetto del gioco può togliere al Real la possibilità dei parziali con cui di solito uccide la partita.

CSKA-Real: Kyle Hines è atteso ad essere un fattore nei cambi difensivi
CSKA-Real: Kyle Hines è atteso ad essere un fattore nei cambi difensivi

In attacco tanta parte avrà il lavoro palla in mano di De Colo, Rodriguez, Higgins e Clyburn. Che sia dal pick and roll o dagli isolamenti le quattro stelle del CSKA saranno chiamate a costruire per se stessi e per gli altri, innescando anche i tagli di Hines e Hunter, oltre a tiratori micidiali sul perimetro come Andrey Vorontsevich, Nikita Kurbanov e Alec Peters. Ovviamente la fluidità del movimento di palla e uomini giocherà un ruolo importante, perché può inserire tutti nella trama offensiva ed evidenziare la lunghezza e l’abbondanza di talento di un roster che pare davvero infinito. Sullo stellare attacco dei Russi, tanto efficace da essere stato il secondo in stagione regolare, dietro solo a quello spaziale dell’Olimpia Milano, potrebbe pesare però la pressione dell’importante palcoscenico, situazione già verificatasi negli anni passati. In eventuali momenti di difficoltà la capacità di reggere il confronto in difesa e di andare a rifugiarsi negli uomini più esperti dovranno essere panacea di tutti i mali. A Mosca tutti si augurano che la squadra mantenga la freddezza che ai Russi dovrebbe appartenere più che a chiunque altro.

QUI REAL

Hugo Sconochini dice spesso che il Real Madrid del 2015 è stata l’unica squadra capace, nella storia dell’Eurolega, di portare a casa il trofeo vincendo le Final Four in attacco. C’è tanta verità in quest’affermazione quanta ve n’è nel fatto che ora molto sia cambiato. Quella di coach Laso è una delle migliori difese d’Europa e sarà l’ago che farà pendere la bilancia verso Madrid o verso Mosca. Tutto ruota intorno a Gustavo Ayon ma, soprattutto, Walter Tavares, un protettore del ferro senza precedenti con i suoi 222 centimetri, ma che costringerà Laso a contenere sul pick and roll, rischiando di procurare buoni tiri dal palleggio a De Colo, Rodriguez e Higgins. Qui peserà allora il lavoro di difensori di primo pelo come Facundo Campazzo, Fabien Causeaur e Jeffrey Taylor, che dovranno avere la voglia e la capacità di passare sopra i blocchi e di mantenere alta la pressione sul pallone. La mobilità di Anthony Randolph e di Trey Thompkins può invece permettere di utilizzare i cambi in altre situazioni difensive, cercando anche di tutelare il rientrante Sergio Llull.

CSKA-Real: Gustavo Ayon è uno dei perni attorno cui ruota la difesa dei Blancos
CSKA-Real: Gustavo Ayon è uno dei perni attorno cui ruota la difesa dei Blancos

Se la bontà del lavoro difensivo fosse confermata, il Real potrebbe spesso e volentieri dispiegarsi in transizione, la fase del gioco preferita dai Blancos, che trovano in Campazzo e Llull due playmaker bravissimi a spingere la palla in campo aperto, attaccando il ferro o trovando ottimi scarichi per i tanti tiratori sul perimetro. A metà campo, allo stesso modo, i due dovranno costruire fortune dal pick and roll, andando anche a servire Ayon e Tavares per punire la mancanza di stazza e i cambi difensivi dell’Armata Rossa. Le uscite dai blocchi di tiratori come Jaycee Carroll e Rudy Fernandez potranno essere un’alternativa in più, e anche se non procurassero buoni tiri per i diretti interessati, impegnerebbero comunque la difesa russa lontano dalla palla. Anche quello del Real è un attacco con molte soluzioni, che dovrà essere capace di avere la pazienza di muovere la palla quando non sia possibile tirare nei primi secondi. Questa è la vera sfida di coach Laso e dei suoi.

CSKA-Real: Sergio Llull è chiamato ad essere un'importante fonte di gioco
CSKA-Real: Sergio Llull è chiamato ad essere un’importante fonte di gioco

Fare un pronostico su questa semifinale pare davvero ostico. Sulla carta le due squadre, al completo, si equivalgono. Forse tanto dipenderà dalla difesa del Real: se questa diventerà fattore, il CSKA potrebbe non avere i mezzi per vincere una partita a basso punteggio sotto pressione.

Road to Vitoria: CSKA Mosca – KIROLBET Baskonia Vitoria-Gasteiz

La stagione di Eurolega si avvicina alla sua fase cruciale. Dopo le 30 partite di Regular Season, il Fenerbahce di Melli e Datome ha prevalso sul CSKA Mosca per il primo posto nella classifica generale.

Per il CSKA si prospetta quindi una sfida alla meglio delle 5 gare con la settima qualificata, il Baskonia Vitoria-Gasteiz. Nel doppio confronto di stagione regolare, ciascuna squadra ha prevalso sul parquet casalingo. Finì 76-73 per il Baskonia in Spagna in dicembre, 82-78 per il CSKA a Mosca nell’ultimo turno, il 4 aprile.

Prima di analizzare nel dettaglio le chiavi tecniche della contesa, forniamo un elenco dei roster delle due squadre.

CSKA MOSCA, 2°, 24 W – 6 L

1 DE COLO, NANDO G 1.96
3 BOLOMBOY, JOEL F 2.04
4 KHOMENKO, ALEXANDER G 1.92
5 PETERS, ALEC F 2.06
7 UKHOV, IVAN G 1.93
9 GAVRILOV, ALEXANDER G 1.95
11 ANTONOV, SEMEN F 2.02
12 ERSHOV, ALEKSANDR G 1.97
13 RODRIGUEZ, SERGIO G 1.91
20 VORONTSEVICH, ANDREY F 2.07
21 CLYBURN, WILL F 2.01
22 HIGGINS, CORY G 1.96
23 HACKETT, DANIEL G 1.93
28 LOPATIN, ANDREI F 2.08
30 KULAGIN, MIKHAIL G 1.91
41 KURBANOV, NIKITA F 2.02
42 HINES, KYLE C 1.98
44 HUNTER, OTHELLO C 2.03
Head coach: ITOUDIS, DIMITRIS

KIROLBET BASKONIA VITORIA GASTEIZ, 7°, 15-15

1 PENAVA, AJDIN C 2.06
3 VILDOZA, LUCA G 1.91
5 GONZALEZ, MIGUEL G 2.01
7 VOIGTMANN, JOHANNES C 2.14
8 SEDEKERSKIS, TADAS F 2.00
9 HUERTAS, MARCELINHO G 1.90
11 JANNING, MATT G 1.93
12 DIOP, ILIMANE C 2.11
15 GRANGER, JAYSON G 1.89
17 POIRIER, VINCENT C 2.13
20 RAIESTE, SANDER F 2.04
21 JONES, JALEN F 2.01
23 SHENGELIA, TORNIKE C 2.06
29 GARINO, PATRICIO F 2.01
31 SHIELDS, SHAVON F 2.01
32 HILLIARD, DARRUN F 1.98
47 KURUCS, ARTURS G 1.90
Head coach: PERASOVIC, VELIMIR

VINCE IL CSKA SE…

La squadra allenata da Itoudis è una delle grandi favorite alla vittoria finale. Una sconfitta ai playoff contro il Baskonia sarebbe un evento clamoroso e significherebbe sicuramente esonero per l’allenatore e rivoluzione in estate. Hackett e compagni non vogliono nemmeno considerare questa eventualità.

Il CSKA si piazza al secondo posto in Eurolega per punti segnati a partita, 87,  dietro all’Olimpia Milano ormai eliminata. Il Baskonia è sesto con 82 di media: già da questa prima statistica è facile stabilire a quale delle due squadre spetti il primato in termini di potenzialità in attacco. I meccanismi offensivi dei moscoviti sembrano a tratti inarrestabili. Nel corso di sfide equilibrate, il parziale capace di porre fine alle velleità avversarie è sempre dietro l’angolo. Il dato riguardante i punti segnati per partita non varia qualora si tenga conto delle sole partite in trasferta: il CSKA è una squadra esperta e difficilmente influenzabile dall’ambiente in cui si trova a giocare.

Itoudis può legittimamente sperare di violare la Fernando Buesa Arena di Vitoria. Le prime due partite si giocheranno a Mosca, in un palazzo dove il CSKA ha perso solo una volta in stagione. Anche in caso di sconfitta casalinga, la squadra russa potrà raddrizzare le sorti della sfida in Spagna, data la freddezza e l’esperienza dei suoi giocatori.

Il reparto esterni del CSKA è clamoroso: se nel primo quintetto l’attacco passa per lo più per le mani di De Colo, affiancato da Hackett e Kurbanov, dalla panchina si alzano il ‘Chacho’ Rodriguez, Cory Higgins e Will Clyburn. I due americani della squadra di Itoudis sono candidati al miglior quintetto della stagione. Higgins è uno dei giocatori più clutch della lega, possibile MVP della competizione e giocatore di impatto anche difensivo. Clyburn è inarrestabile in avvicinamento a canestro e sarà il più grande rebus per la difesa di Vitoria.

Will Clyburn tende a battere l’avversario diretto in palleggo…

Il CSKA dovrà trovare il modo di limitare  i lunghi avversari nel pitturato. Poirier, Voigtmann e il redivivo Shengelia costituiscono un reparto in grado di mettere in difficoltà i pari ruolo moscoviti. Itoudis privilegia i cambi sui blocchi in difesa, ma potrebbe rivedere questa tattica in particolare contro Shengelia, difficile da contenere per le guardie.

Daniel Hackett, ormai divenuto elemento chiave delle rotazioni, sarà importante per mantenere alta l’intensità difensiva su Vildoza e Huertas. Il giovane italo-argentino tende a perdere molti palloni se pressato con continuità. Limitando lui, Hackett potrebbe bloccare l’attacco del Baskonia. La coppia di americani e il talento di Nando De Colo faranno il resto.

VINCE IL BASKONIA SE…

Conditio sine qua non: il pieno recupero di Tornike Shengelia. Nella vittoria casalinga  contro il CSKA del 7 dicembre, Shengelia segnò 15 punti conditi con 8 rimbalzi e 3 assist. Pur limitato da un infortunio che lo ha tenuto fermo gran parte della stagione, il georgiano può essere il giocatore in grado di mettere in difficoltà i russi. L’unica, piccola falla della difesa del CSKA può essere proprio in ala grande: Bolomboy è inadeguato, Vorontsevich sempre infortunato, Peters leggero per un Shengelia sano.  Itoudis cercherà forse di limitarlo con la fisicità di Antonov, ma il russo non può contenere Shengelia per molti minuti senza incorrere in problemi di falli.

Se Shengelia è davvero ristabilito, il Baskonia ha una chance.

Il reparto lunghi del Baskonia può rivelarsi superiore a quello della squadra di Mosca, non solo sulla singola sfida ma anche nel corso di una serie. Per provare a strappare una partita fuori casa, coach Perasovic avrà bisogno del dominio a rimbalzo di Poirier e Voigtmann. Il francese è uno dei giocatori più migliorati in questa stagione e sancì con i suoi 18 punti e 8 rimbalzi la vittoria della Fernando Buesa Arena.

Il reparto guardie dei baschi non dovrà farsi stritolare dalla pressione difensiva che i russi cercheranno di imporre fin dai primi minuti. Vildoza è chiamato a un ulteriore step in avanti nella sua ottima stagione, Marcelinho Huertas dovrà guidare i suoi con esperienza e il ritorno dell’infortunato Janning potrebbe togliere parte del peso offensivo dalle spalle dei due play.

Ultimo fattore che può arridere ai baschi è l’incredibile supporto dei tifosi. Vitoria ospiterà le Final Four di Eurolega 2019. Se i ragazzi di Perasovic riuscissero a portare a termine l’upset ai danni del Cska, avrebbero concrete possibilità di vincere il titolo data l’atmosfera rovente che si verrebbe a creare a Vitoria-Gasteiz tra il 17 e il 19 maggio. Con il pubblico dalla propria parte, il Baskonia potrebbe sopperire ai limiti tecnici nei confronti delle squadre più quotate e rivelarsi difficile da battere.

Per prima cosa bisognerà però pensare a ribaltare il fattore campo vincendo un’improba sfida con il CSKA a Mosca.

PRONOSTICI E STREAMING

La prima palla a due della contesa si alzerà il 16 aprile alle 19 italiane. Tutte le gare saranno visibili in streaming live e on demand sulle piattaforme di Eurosport Player e Euroleague.tv. Le prime due partite si svolgeranno a Mosca, la terza e l’eventuale quarta a Vitoria, mentre si ritornerà in Russia per la possibile quinta partita.

I favori del pronostico sono tutti dalla parte del CSKA. In particolare, saranno fondamentali gara 1 e gara 3. Il Baskonia cercherà subito il colpo grosso, per poi confidare sull’aiuto dei suoi tifosi. Tuttavia, il CSKA difficilmente si farà sorprendere: se dovessimo azzardare un pronostico, diremmo 3-1 in favore della squadra di Itoudis, con una reazione di orgoglio dei baschi in gara 3 e un trionfo russo in gara 4, con gli avversari allo stremo di energie fisiche e mentali.

 

 

Road to Vitoria: Fenerbahce Istanbul-Zalgiris Kaunas

Non solo NBA, è tempo di Playoff anche nella Turkish Airlines Euroleague ed una tra le serie più interessanti è Fenerbahce-Zalgiris, due squadre opposte per costruzione del roster, budget e caratteristiche del gruppo. Il Fenerbahce Beko Istanbul si è qualificato da prima della classe con un record di 25-5 dando spesso l’impressione di essere una squadra di un altro livello anche per la massima competizione continentale, mentre lo Zalgiris Kaunas ha agguantato un posto tra le prime otto in classifica soltanto all’ultima giornata, in una lotta Playoff che ha coinvolto ben sette squadre, compresa la “nostra” Olimpia Milano.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Fenerabahce Istanbul

  • Record: 25-5
  • Punti segnati (media): 83.4
  • Punti subiti (media): 74.5
  • Team Leaders: Jan Vesely (12.9 Pts), Jan Vesely (5.4 Reb), Kostas Sloukas (4.7 Ast)

Zalgiris Kaunas

  • Record: 15-5
  • Punti segnati: 78.6
  • Punti subiti: 77.4
  • Team Leaders: Brandon Davies (14.4 Pts), Brandon Davies (5.6 Reb), Nate Wolters (4 Ast)

Diamo ora uno sguardo ai roster delle due squadre

ROSTER FENERBAHCE BEKO ISTANBUL

Datome, Vesely e Sloukas: la colonna portante del Fenerbahce
  • Erick Green #1
  • Ergi Tirpanci #3
  • Nicolo Melli #4
  • Baris Hersek #5
  • Melih Mahmutoglu #10
  • Tyler Ennis #11
  • Nikola Kalinic #12
  • Tarik Biberovic #13
  • Kostas Sloukas #16
  • Egehan Arna #18
  • Marko Guduric #23
  • Jan Vesely #24
  • Sinan Guler #32
  • Ali Muahmmed #35
  • Ahmet Duverioglu #44
  • #Luigi Datome #70
  • Joffrey Lauvergne #77

Head Coach Zeljko Obradovic

ROSTER ZALGIRIS KAUNAS

Sarunas Jasikevicius, vera stella dello Zalgiris
  • Brandon Davies #0
  • Deon Thompson #2
  • Nate Wolters #3
  • Thomas Walkup #7
  • Leo Westermann #9
  • Lukas Uleckas #10
  • Erikas Venskus #12
  • Paulius Jankunas #13
  • Laurynas Birutis #17
  • Arturas Milaknis #21
  • Aaron White #30
  • Rokas Jokubaitis #31
  • Marius Grigonis #40
  • Antanas Kavaliauskas #44
  • Edgaras Ulanovas #92

Head Coach Sarunas Jasikevicius

VINCE IL FENERBAHCE SE…

Nella sfida Fenerbahce-Zalgiris la squadra allenata da Coach Zeljko Obradovic parte senza dubbio nettamente favorita, testimoniato anche dal fatto che stiamo parlando della squadra che ha vinto la Regular Season e forse della candidata numero uno alla vittoria finale. Un’eventuale eliminazione del Fenerbahce al primo turno contro il “modesto” Zalgiris rappresenterebbe un vero e proprio fallimento della squadra turca e francamente almeno sulla carta appare improbabile una loro eliminazione. Il Fenerbahce ha avuto il quinto migliore attacco della competizione (in squadra ci sono però tantissimi giocatori in grado di segnare in qualsiasi modo), ma la miglior difesa, da sempre il vero punto di forza delle squadre di Obradovic. Per vincere la serie i turchi dovranno riuscire a giocare la loro pallacanestro (solida e concreta) e proteggere il fattore campo, visto che giocare in casa dello Zalgiris è complicato per chiunque; inoltre il Fenerbahce dovrà far valere la loro maggior esperienza, visto che la maggior parte dei giocatori del roster hanno già giocato delle Final Four da protagonisti e sanno bene come gestire pressione e momenti negativi all’interno delle partite. Infatti il Fenerbahce ha quasi sempre saputo ribaltare momenti negativi, rimontando il punteggio partendo sempre dalla loro incredibile fase difensiva ed anche nelle partite punto a punto la squadra di Coach Obradovic è sempre in grado di effettuare un parziale devastante per gli avversari. Il punto forte del roster di Obradovic è sicuramente il reparto lunghi, visto che Melli, Lauvergne e Vesely sono tutti giocatori di primissimo livello in entrambe le metà campo; un altro punto di forza è sicuramente la profondità del roster turco, in quanto dalla panchina escono giocatori del calibro del già citato Lauvergne, oltre ai vari Nikola Kalinic, Ali Muahmmed ed Erick Green, ovvero tutti giocatori in grado di cambiare le sorti di una partita.

 

Un’azione spesso letale del Fener: pick and pop con canestro da tre punti di Melli

Il reparto esterni è invece composto da giocatori di grande esperienza e che proprio come il reparto lunghi sono tutti giocatori di altissimo livello, quindi trovare punti deboli nel Fenerbahce è veramente difficilissimo, se non impossibile. Sarà fondamentale la difesa su Brandon Davies e su Nate Wolters, ovvero i due giocatori principali dello Zalgiris; inoltre saranno una chiave fondamentale i rimbalzi offensivi della squadra turca, visto che ci sono tantissimi giocatori di stazza notevole ed in grado di andare forte a rimbalzo. Quindi nella serie Fenerbahce-Zalgiris sarà fondamentale vedere chi avrà il controllo dei rimbalzi.

VINCE LO ZALGIRIS SE…

Nella serie Fenerbahce-Zalgiris la squadra di Coach Jasikevicius non ha molte chance di vittoria, ma è sicuro che non molleranno mai fino alla fine perchè la squadra lituana è una squadra che non concede mai nulla di facile agli avversari. Fondamentale sarà il riuscire a strappare il fattore campo andando a vincere una partita in Turchia, impresa ardua ma che la squadra di Jasikevicius è in grado di fare dato che ci hanno già abituato ad imprese (come la passata stagione). Il punto di forza dello Zalgiris è la circolazione di palla nella metà campo offensiva, dato che vengono sempre coinvolti tutti i giocatori e preferiscono far muovere la palla con passaggi rapidi ed intelligenti piuttosto che attaccare in 1 vs 1. Fenerbache-Zalgiris è sulla carta uno scontro impari, sarà dunque fondamentale per la squadra lituana lo spingersi oltre ai propri limiti; una chiave tattica fondamentale sarà il controllo dei rimbalzi per andare in contropiede. Inoltre sarà fondamentale per entrambe le squadre la percentuale al tiro da tre punti, in quanto se da un lato lo Zalgiris dovrà essere brava a limitare le conclusioni da tre al Fenerbache (prima in questa specialità col 43%), dovrà anche lo Zalgiris stesso riuscire a trovare tanti canestri dall’arco in quanto anche loro sono una delle migliori squadre al tiro pesante (quarto posto con il 39%). Il giocatore chiave dello Zalgiris (oltre alle due stelle Davies e Wolters) è Aaron White, che rappresenta l’anima della squadra ed è un giocatore che spesso ha trovato le giocate fondamentali all’interno delle partite; White infatti in questa stagione è migliorato tantissimo, diventando un giocatore pericoloso in entrambe le metà campo.

FENERBAHCE-ZALGIRIS: PRONOSTICI E STREAMING

La serie Fenerbahce-Zalgiris partirà il 16 aprile alle ore 19.45 con la prima palla a due, le prime due partite si giocheranno in Turchia, mentre gara tre ed eventualmente gara quattro si giocheranno a Kaunas, per tornare se sarà necessario ad Istanbul per gara 5. Tutte le partite saranno visibili su Eurosport player ed Euroleague tv, sia live che on demand.

Come detto in precedenza, tutti i favori del pronostico stanno dalla parte del Fenerbahce, che potrebbe vincere agevolmente anche 3-0, ma sarà fondamentale vedere se lo Zalgiris riuscirà a strappare una delle due prime gare in Turchia.

Difesa sul pick and roll: alcune strategie da Eurolega

difesa sul pick and roll shved

Senza avere una decente difesa sul pick and roll nell’Eurolega di oggi diventa difficile sopravvivere o, quantomeno, concedere meno di 90 punti a partita. Il più utilizzato gioco a due della pallacanestro pone dubbi e costringe a prendere decisioni, soprattutto quando si giovi del coinvolgimento dei tre attaccanti restanti. E allora i difensori hanno una necessità: cercare di mantenere il pick and roll nei confini del due contro due, in spazi che siano il più stretti possibile. Eppure, a volte, condizioni particolari richiedono l’attenzione anche dei tre difendenti non direttamente chiamati in causa. E’ una questione di scelte. Noi vogliamo analizzarne tre, prese da alcune delle maggiori forze della competizione, per vedere cosa comporti ogni diversa difesa sul pick and roll.

IL CAMBIO SISTEMATICO: LA STRATEGIA DELLE GRANDISSIME

Nel basket contemporaneo le più grandi difese di Eurolega sul pick and roll cambiano in maniera sistematica, a prescindere dall’avversario che si trovino davanti. In cosa consiste il cambio difensivo? Semplice: i due difensori coinvolti direttamente nell’azione si “scambiano” sostanzialmente le marcature. E’ la difesa tipica del CSKA e del Fenerbahce, a cui è resa possibile dalla presenza di lunghi dai piedi incredibilmente veloci (Vesely, Hunter e soprattutto Kyle Hines, il miglior lungo di sempre sui cambi difensivi), ma anche dall’organizzazione di un sistema che copre il missed-match a cui è costretto l’esterno contro il lungo avversario.

La difesa sul pick and roll del Fener alle Final Four 2017

Nel caso particolare della squadra turca la difesa sul pick and roll può farsi anche più complessa, appunto per evitare che venga sfruttato il vantaggio del lungo avversario contro il cambio. Già dal video si nota come Vesely cambi in modo molto aggressivo, facendo perdere al palleggiatore il momento buono per far uscire il pallone. Spesso è in questo momento che la squadra di Obradovic coinvolge un terzo difensore: una delle due ali cambia a sua volta con il piccolo che si trova in missed-match, ristabilendo una situazione più sostenibile per la difesa, grazie a quello che è diventato un cambio a tre. Arte.

DIFESA SUL PICK AND ROLL: L’INTELLIGENZA DEL CONTENIMENTO

Non tutte le situazioni permettono di attuare sistematicamente il cambio difensivo, soprattutto quando si abbiano lunghi di grande stazza e, quindi, più lenti con i piedi. Lo sa benissimo Pablo Laso, che ha a roster un centro di 222 centimetri, rispondente al nome di Walter Tavares. E allora esiste un’altra soluzione: tenere il proprio lungo a protezione dell’area, senza costringerlo a compiti che non possono appartenergli.

Una difesa sul pick and roll di contenimento mal riuscita

Ovviamente questo tipo di difesa può essere coniugato in due modi diversi dall’esterno: può passare sopra il blocco (grazie allo spazio lasciato dal lungo che resta in area) o può passarvi sotto. La soluzione scelta dipende in genere dalla capacità del ball-handler di realizzare da tre punti; se questa è notevole, si sceglie la prima opzione. Ovviamente non esiste difesa migliore per confinare il pick and roll nel due contro due, ma si pone un grosso problema, come si nota dal video. Contro Spanoulis la scelta deve essere quella di passare sopra; quando questo non avvenga, l’esterno si trova a inseguire e il lungo rimane uno contro due, una situazione terminale nella maggior parte dei casi. E’ chiaro che lo scopo principale di questo tipo di difesa sia costringere l’attacco a un poco pregiato (e ci sarebbe da discutere su questo) tiro dal mid-range, ma per ottenere il risultato sperato bisogna sapersi assumere le proprie responsabilità individuali, cosa che in questa situazione particolare Causeur non riesce a fare.

IL GRANDE RISCHIO DELLO “SHOW” DIFENSIVO

A volte l’idea della difesa sul pick and roll è quella di togliere a tutti i costi la palla dalle mani del ball-handler avversario, perché lo si ritiene l’elemento più pericoloso della squadra e si vuole costringere i suoi compagni a prendere decisioni al posto suo. Per far questo, ovviamente, bisogna estremizzare. Da qui deriva lo “show” difensivo, in cui il lungo fa uno o due passi in uscita per ostacolare la visuale del palleggiatore e rallentare l’uscita della palla dal pick and roll. Ovviamente questo genere di difesa coinvolge fortemente il lato debole e presuppone che chi difende sulla palla recuperi rapidamente dopo aver subito il blocco. Il rischio è quello di esagerare, e a saperlo molto bene è l’Olimpia Milano.

Il rischio estremo dello show difensivo milanese

Il video ci illustra chiaramente quanto sia rischioso praticare questa scelta difensiva. Il primo rischio nasce dal lavoro del lungo Arturas Gudaitis, che in questo caso si espone troppo per negare una linea di passaggio in realtà già chiusa (alla sinistra del palleggiatore) e rientra tardivamente sul suo uomo (proprio nel rientro sta la differenza con il cambio o il raddoppio). Mike James, che difende sul palleggiatore, è poi chiaramente troppo pigro e non mette pressione, lasciando che Campazzo veda facilmente tre quarti di campo. Infine il lato debole: Daris Bertans avrebbe il compito di riempire l’area completamente sguarnita, ma per fare questo deve lasciare il libero un grande tiratore come Jaycee Carroll; la sua esitazione costa due punti facili. La soluzione migliore? Portare l’aiuto in area nel momento in cui il lungo sta ricevendo, in modo da costringerlo ai passi o comunque all’indecisione, senza permettergli un facile scarico in angolo. D’altronde questa difesa vorrebbe proprio creare indecisione nei compagni del palleggiatore, ma per eseguirla bene ci vuole un’incredibile preparazione, tecnica e mentale.

Tiratori d’Eurolega: un playbook per una categoria “speciale”

Tiratori d'Eurolega-olimpia-milano-dairis-bertans tiratori

Quella dei tiratori è una specie protetta, e non dal WWF (anche perché tutto ci sembrano fuorché in via d’estinzione), ma dal basket moderno. I tiratori sono protetti dai compagni, dagli arbitri, dai coach e dai loro “giochi” o, se preferite, schemi offensivi. La quantità e la qualità delle strategie per arrivare a far tirare da fuori i migliori interpreti della specialità sono in continuo aumento nei playbook degli allenatori di Eurolega. Si parte spesso da una base comune, che poi si diversifica nelle diverse menti, a seconda di dettagli che vanno dalla tattica e dalla tecnica individuale del tiratore in questione fino alle caratteristiche della squadra cui appartiene. Noi abbiamo deciso di analizzare tre diversi schemi pensati per un tiratore e li abbiamo presi dal playbook dell’Olimpia Milano. Infatti Simone Pianigiani non poteva non avere alcuni giochi dedicati al secondo miglior tiratore d’Europa (54% dall’arco con 37/69), Dairis Bertans.

La classicità: il gioco “giro” dell’Olimpia Milano

Le uscite dai blocchi sono il più vecchio stratagemma per liberare i tiratori da fuori. Ovviamente, l’aumento di complessità e di preparazione delle difese europee ha fatto sì che un singolo “banale” blocco il più delle volte non sia sufficiente per raggiungere lo scopo prefissato. Inevitabile conseguenza di ciò è stata l’aggiunta di un secondo blocco, come ben vediamo dal gioco “giro” di Milano.

 

Un’uscita da un doppio blocco per Dairis Bertans

La situazione si presenta così: il playmaker porta la palla in posizione di punta, mentre il tiratore si posiziona su una delle due ali. Il primo blocco viene preso subito dal numero “4” per creare un primo vantaggio, che viene poi ampliato da un secondo blocco del centro sul post-basso opposto. Nel frattempo, il terzo esterno parte dal centro dell’area e si apre per creare uno “specchietto per le allodole” che può anche trasformarsi in una seconda alternativa, sempre per un buon tiro. La scelta del lato da cui il tiratore parte è data dalle sue caratteristiche: nel caso di un tiratore destrimano, sarà più conveniente una partenza dall’ala destra (come nel video). Infatti, in questo modo, il tiratore arriva a concludere con un arresto a due tempi sinistro-destro, notoriamente più naturale per un destro.

La modernità: i tiratori che bloccano

Sicuramente i tiratori sono la categoria di giocatori maggiormente attenzionata dalle difese. A volte, perciò, non basta nemmeno un’uscita da un doppio blocco per creare il famoso buon tiro. Negli ultimi anni si è quindi diffusa la tendenza a cercare vantaggi per i tiratori facendo bloccare loro altri compagni, che si tratti del palleggiatore o meno. Nel primo caso, il playbook di Pianigiani ci viene in soccorso con lo schema “corna lato”.

 

Bertans gioca un pick and pop per poi muoversi in flair

L’idea è questa: la guardia va a bloccare per il playmaker che arriva in palleggio. A differenza del pick and roll, dopo aver bloccato si apre, ed esegue quindi un “pop”, generando un primo vantaggio. Anche in questo caso ad ampliare ulteriormente la situazione favorevole è un secondo blocco. Il lungo gioca infatti un blocco per il bloccante, per farlo andare in allontanamento (conosciuto come “flair” nel gergo tecnico), per arrivare a un tiro da tre punti molto aperto sul lato lasciato completamente libero dai compagni.

Il senso comune del gioco “Bamberg”

L’idea di far bloccare un tiratore prima di bloccare per lui deriva dalla constatazione che per la difesa sia più difficile seguire un movimento complesso che genera un maggior numero di soluzioni rispetto a un gioco pensato esclusivamente per un unico obiettivo. Su questo si fonda l’efficacia dello schema “Bamberg”, utilizzato tanto in Eurolega quanto nella NBA, capace di creare una situazione di estrema indecisione nella difesa.

Bertans liberato al tiro nel gioco Bamberg

L’ala piccola e l’ala forte partono negli angoli per aprire il campo e lasciare più spazio possibile ai tre giocatori maggiormente coinvolti nello schema. Il tiratore parte in mezzo all’area e aspetta che il lungo giochi un classico pick and roll centrale con il playmaker. La guardia blocca quindi l’uomo del centro che sta rollando e, dopo aver fatto ciò, si apre sul lato opposto rispetto a quello scelto dal palleggiatore. La pericolosità di questa disposizione sta nel fatto che ha tre possibili sviluppi: un tiro aperto da fuori, una penetrazione del palleggiatore o un passaggio per il rollante, con tutti gli sviluppi che possono derivarne.

Luka Doncic sul suo approdo in Nba: “Parlerò a tempo debito del mio futuro”

Luka Doncic

Luka Doncic nella storia dell’Eurolega. Il ragazzo prodigio classe ’99 nativo di Lubiana vince per la terza volta in carriera la massima competizione continentale per club con il Real Madrid di coach Pablo Laso.

Luka Doncic: “Ora voglio solo pensare al mio presente qui a Madrid”

Il Fenerbaçhe Dogus allenato da coach Obradovic non concede il bis. Nell’ultimo atto delle Final Four di Eurolega disputatosi questo weekend alla Stark Arena di Belgrado, il Real Madrid di Pablo Laso spodesta il team turco guidato da Gigi Datome e soci.

I Blancos si riprendono dunque lo scettro di campione d’Europa dopo due stagioni grazie al rientro del bombardiere Sergio Llull e del prospetto più chiacchierato dell’Nba Draft 2018: Mr. Luka Doncic.

Il playmaker sloveno classe ’99 corona una stagione europea formidabile, diventando il primo giocatore under 21 a vincere il titolo di MVP della Regular season, il titolo di miglior prospetto della competizione e il titolo di MVP delle Final Four di Belgrado.

Mentre in Europa continua il suo momento superlativo, in America la scorsa notte si è parlato del suo possibile futuro oltre-oceano con Atlanta e Sacramento; che in queste ore sembrerebbero intenzionate a non scegliere il giocatore per il prossimo Nba Draft 2018 stando a quanto riportato da ‘Espn.com‘.

Subito dopo la finale contro il Fenerbaçhe, lo stesso Luka Doncic in sala stampa ha voluto precisare le sue intenzioni riguardo il suo possibile approdo in Nba nella prossima stagione.

Ecco le parole rilasciate dal playmaker sloveno dopo la vittoria della Turkish Airlines Euroleague:

Sono orgoglioso dei traguardi raggiunti in questa stagione. Siamo migliorati e abbiamo dato dimostrazione di avere innesti giusti per potercela giocare contro chiunque. Il mio futuro? Parlerò a tempo debito della mia situazione dopo questa stagione. Ora penso soltanto al mio presente a Madrid, l’Nba può aspettare ancora un altro po’ per il momento. Voglio soltanto festerggiare e chiudere l’annata, poi dirò tutto quello che vorreste sapere”.

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Zalgiris Kaunas: la rivelazione dopo una grande rivoluzione

Molto spesso i ricordi di grandi imprese sportive, ispirano i giocatori del nuovo millennio a riaprire il libro dei ricordi e scrivere un nuovo capitolo della storia del club di appartenenza. In Lituania, i tempi del magico Zalgiris Kaunas campione d’Europa nella stagione 1998/99 guidato in cabina di regia da Tyus Edney e da un totem meraviglioso come Saulius Stombergas sono apparsi come l’ennesimo e lontano ricordo da vivere nella nuova stagione europea per i tifosi della compagine lituana, che a seguito di una grande rivoluzione tecnica è ritornata incredibilmente a recitare un ruolo da protagonista in questa stagione di Eurolega.

Il Kaunas infatti, malgrado la sconfitta incassata giovedì sera sul campo dell’invincibile Real Madrid e la vittoria ottenuta tra le mura amiche della Zalgirio Arena contro l’Olimpia Milano martedì sera ha ipotecato il suo passaggio del turno ai quarti di finale con due turni d’anticipo.

Zalgiris Kaunas: il cammino vincente targato Jasikevicius

Il cammino estenuante e logorante affrontato dallo Zalgiris Kaunas in questa prima fase ha fruttato complessivamente 16 vittorie e 12 sconfitte, mettendo in mostra non soltanto margini di miglioramento significativi dal punto di vista tecnico, bensì una ritrovata mentalità vincente messa in mostra in passato dall’attuale coach dello Zalgiris: Sarunas Jasikevicius.

L’ex playmaker del Barcellona è il principale artefice del “miracolo lituano”, che ha permesso al giovane roster dello Zalgiris Kaunas di rivelarsi come vera mina vagante del torneo, riuscendo a fare decisamente meglio rispetto all’antecedente esperienza targata Joan Plaza, attuale coach dell’Unicaja Malaga.

L’attuale piazzamento in classifica conquistato dallo Zalgiris, ancora non del tutto ufficiale visto che ci sono ancora da giocare due partite da giocare prima della fase ad eliminazione diretta, sarebbe il miglior risultato ottenuto in Eurolega a partire dalla stagione 2004/2005, ultima apparizione alla fase ad eliminazione diretta.

La rivoluzione tattica dello Zalgiris Kaunas

Il gioco è la vera chiave di volta nella rivoluzione tecnica targata Sarunas Jasikevicius. Il capolavoro tecnico basato sulla grande freschezza atletica del roster e la capacità di eseguire schemi fluidi ed efficienti anche sotto pressione in fase offensiva, ha rigenerato giocatori esperti come l’esperto lungo Jankunas, ma anche la vecchia conoscenza Nba Beno Udrih.

Grazie a questo minuzioso lavoro tecnico, tutti i componenti del roster lituano sono coinvolti nel gioco. Da Pangos a Davies, passando dai vari Micic, Toupane, Ulanovas e Aaron White, hanno trovato il loro spazio con il susseguirsi ravvicinato dei match di Eurolega, recependo al meglio tutte le indicazioni tattiche e la mentalità vincente trasmessa sin da inizio stagione dal tecnico lituano.

La chiave di gioco in fase d’attacco sono gli spazi creati su giochi pick-and-roll e pick-and-pop dall’asse Pangos-Davies/Jankunas. Questa prima scelta offensiva con un canestro facile da sotto, non crea soltanto spazi per l’estro creativo dello stesso Pangos per una conclusione solitaria o un facile appoggio del lungo, bensì crea spazio per tutti gli esterni presenti in campo come i vari Toupane, Micic, Aaron White e Ulanovas. Le quattro ali a disposizione di Jasikevicius giocano un ruolo fondamentale in fase offensiva con difesa schierata: in situazione di ribaltamento della palla, in costruzione dal palleggio o in situazione di back-door; i quattro esterni contribuiscono alla costruzione del quasi 60% dei canestri realizzati da due punti e del 41% dei tiri realizzati dall’arco.

Per rendere possibile la costruzione del gioco offensivo dello Zalgiris in maniera efficiente, tutto dipende dall’impostazione difensiva. La squadra di Sarunas Jasikevicius vive molto di aiuti molto forti su gioco pick-and-roll avversario. Se la palla viene conquistata immediatamente con aiuti sul bloccante, il contropiede primario è il marchio di fabbrica della giovane squadra lituana. Se questa soluzione non dovesse andare a buon fine, per il roster lituano iniziano i guai. Il Kaunas soffre tantissimo situazioni di giro palla molto rapido, costruito molto spesso con extra-pass che culminano con un gioco in post basso, dove la difesa lituana è sempre assente sul lato debole.

Zalgiris Kaunas: aspettative per la fase finale

Nonostante le ultime cinque giornate di regular season abbiano riservato tre sconfitte e soltanto due vittorie rispettivamente contro Barcellona e Olimpia Milano, lo Zalgiris ha giocato una stagione da urlo. Lo spettro di uno scontro con una squadra tra il Fenerbache di Obradovic o nella “peggiore” delle ipotesi il CSKA di Itoudis; potrebbe affossare definitivamente il sogno di un’incredibile Final Four, ma c’è ancora da aspettare il verdetto del campo.

La stagione dello Zalgiris Kaunas sarà sicuramente un successo qualsiasi sarà il risultato stagionale. Il merito è certamente di uno staff tecnico giovane e pieno di grandi risorse che fa sperare i tifosi di una nazione intera. Quei tifosi che ricominciano a riassaporare, a riascoltare una volta il coro “LIETUVA, LIETUVA”, ricordando i fasti di una generazione ancora non del tutto dimenticata.

Eurolega, MVP Round 25: Andrew Goudelock trascina l’Olimpia

Andrew Goudelock Olimpia Milano roster

L’ennesima stagione di tante ombri e pochissime luci quella dell’Olimpia Milano in Eurolega, ancora una volta, le sensazioni della vigila e di inizio stagione sono state notevolmente smentite dal campo: eppure, le premesse erano veramente interessanti; una delle più grandi speranze dei tifosi di Milano era costituita da una guardia americana di 29 anni: Andrew Goudelock di Stone Mountain.

L’ex Fenerbahce veniva da una grandissima stagione al Maccabi Tel-Aviv ed aveva il compito di traghettare Milano almeno a ridosso dei playoff a 8. Situazione quanto mai lontana dalla classifica odierna, che colloca Milano a 9 vittorie e 16 sconfitte, comunque in netta ripresa nel girone di ritorno. Nonostante l’inizio di stagione incoraggiante sia in campionato che in Eurolega, Andrew Goudelock è andato affievolendosi assieme a tutta la squadra nella parte centrale di regular season. Un vero peccato, sinceramente, poichè negli ultimi incontri l’Olimpia sta facendo vedere un bel gioco e dei netti progressi a livello di coesione di squadra.

Dimostrazione lampante è stata la grandissima vittoria contro il Khimki di Aleksej Shved, in piena lotta playoff. I russi sono considerati la “mina vagante” della competizione, capace quest’anno di sconfiggere il Real Madrid di Luka Doncic in trasferta. L’americano ha guidato i biancorossi ad una netta vittoria risultando, al termine del round 25, MVP assoluto del round numero 25 dell’Eurolega 2017-2018.

Eurolega, MVP Round 25: la partita di Andrew Goudelock

La prestazione di Andrew Goudelock contro il Khimki è stata perfetta in tutte le fasi. Season-high e grande pressione in fase difensiva. I numeri lo certificano: 26 punti (7/10 da due, 2/5 da tre, 6/6 dalla lunetta), 5 rimbalzi e 2 assist in 36 minuti di gara. Tirando con il 71% dal campo, migliorando notevolmente l’andamento medio di quest’anno (49,5% FG).

Importante per la guardia aver trovato subito ritmo già nel primo tempo, segnando più della metà dei punti alla fine messi a referto. Partita globalmente vicina alla prefezione quella di Goudelock, che ha vinto il confronto con il miglior marcatore della Eurolega Aleksej Shved. La stagione di Andrew Goudelock, nel complesso, è la peggiore della sua carriera in Eurolega.

Ancor di più, la partita con il Khimki potrebbe significare una svolta emotiva per il giocatore, in vista del finale di campionato e dei playoff Scudetto. Importante sarebbe trovare una continuità ed una dimensione anche in Europa, sia per Andrew che per Milano, anche per testare il livello raggiunto dalla squadra di Pianigiani dopo l’arrivo e il completo inserimento di Kuzminskas.

Bilancio finora sotto le aspettative, quindi, quello di Goudelock in Eurolega. L’ex Maccabi e Fenerbahce, inserito nel “Second Team” 2014-2015 della manifestazione, 20esimo posto nella classifica marcatori con 277 punti e nella classifica delle triple realizzate con 37 “bombe” dall’arco. Numeri che possono ampliamente migliorare in vista del finale di stagione, soprattuto se Milano e il suo numero “0” manterranno la stessa intensità espressa a Mosca.

Top e Flop Eurolega: giornata 5

Aleksej Shved

Con la netta vittoria di Barcellona contro un rimaneggiato Olympiacos, si conclude la quinta giornata di Eurolega. Dopo il primo mese di competizione è tempo di tirare le prime somme. Tra le solite grandi in cerca di conferme e del miglior posizionamento per i playoff si mischiano le rivelazioni spagnole (Valencia e Malaga) oltre ad un Khimki finalmente, con qualche anno di ritardo, pronto ad esplodere. Tra le protagoniste anche la “nostra” Olimpia Milano che, complice un calendario difficilmente ipotizzabile più difficile non ha mal figurando contro avversari più quotati raggiungendo, però, soltanto una volta la vittoria. Infine riemergono dagli abissi degli anni passati sia il Maccabi che il Barcellona che a suon di prestazioni convincenti sembrano aver dimenticato le figure delle scorse stagioni.

TOP Giornata 5

  1. Khimki Mosca: con un roster del genere era difficile ipotizzare una stagione di contorno in Eurolega; ma l’impresa di Madrid fa volare le quotazioni dei russi che,da mina vagante del torneo, ne diventano una delle leader (record di 4-1 che permette di agganciare i madrileni in vetta alla graduatoria). Le magie di Shved e le geometrie disegnate da Coach Bartzokas costringono Doncic & Co. alla prima resa stagionale.
  2. Bamberg: il trend negativo di inizio competizione che spesso caratterizza le squadre di Trinchieri è stato immediatamente spazzato via da tre convincenti prestazioni, l’ultima delle quali arriva sul difficile campo di Belgrado. La tegola dell’infortunio di Daniel Hackett non sembra aver causato forti ripercussioni sulla squadra tedesca con la coppia di play Zisis e Lo può continuare la rimonta verso il posto play-off.
  3. Rodrigue Beaubois: con una splendida gestione dell’ultimo possesso completa la rimonta nell’ultimo quarto guidando alla prima vittoria della competizione al suo Baskonia trascinandolo da 80-84 al 85-84 finale.

Menzione d’onore a due ormai veterani della competizione; in ordine di anzianità sua maestà Felipe Reyes diventa il miglior rimbalzista nella storia dell’Eurolega catturando il rimbalzo numero 1064, mentre il nostro Gigi Datome alla terza partecipazione consecutiva con la canotta del Fenerbahce supera quota 1000 punti nella massima competizione europea consentendo la vittoria dei suoi contro il Valencia.

FLOP Giornata 5:

  1. Efes Pilsen: è quasi stancante scriverlo ma rappresenta la costante delusione in questo avvio di competizione, oltre che negli ultimi anni. L’ultimo episodio è la sconfitta interna contro Malaga, non certo un’avversaria nota per gli exploit fuori casa
  2. AX Armani Exchange Milano: dopo quattro partite giocate ad un livello di intensità ed energia elevatissimo,cade nella prima vera e propria batosta in un’arena, per eccellenza ostica, come quella di Tel Aviv. Sicuramente paga l’energie mentali degli impegni precedenti ma dopo la sconfitta di Sassari in campionato una reazione era più che attesa.
  3. Olympiacos: Sembra paradossale elencare nei flop una delle squadre leader della competizione, che però riceve una sonora sconfitta a Barcellona, senza oltrepassare la soglia dei 51 punti. Prestazione opaca e spenta caratterizzata da un disastroso 13% al tiro da tre punti oltre che dal solo Papapetrou in doppia cifra (11 punti).

Once We Were Kings #2: Buchi nella barca da tappare

Chiamatemi giustizialista, ma non ce la faccio.
Le luci che ogni giorno baciano la pelle sinuosa della California, hanno il particolare pregio di rendere tutto più vivace e colorato. I colori hanno una loro musica ammaliante, escono dalla loro leggerezza per colpirti, ti rapiscono il cuore rendendolo prigioniero.
Poi arriva Vlade Divac, ed il lavoro del sole viene vanificato considerevolmente.

Non ho buttato giù e per quel poco che mi conosco non lo farò mai, lo scambio che ha fatto tornare il sorriso a DMC, nel febbraio scorso. Voi magari oppugnate che bisognava darlo via visti i numerosi falli tecnici e le sbraitate senza senso, io, di tutt’altra manica, al posto di Vlade l’impavido mi sarei concentrato a costruire uno spogliatoio ben amalgamato con l’intento di creare un ambiente sereno e disteso. Metti che poi pervade anche l’ex Kentucky, a quel punto senza più nessuna scusa da giocarsi.



Un bagliore però, può arrivare da scelte inaspettate. Oppure no, troppo presto per dirlo. E quindi eccoci qui che vediamo con occhi speranzosi, la mano lieve del prodotto del Partizan di belgrado, ottima scuola di pallacanestro, porre la firma sul contrattone che chiama per 3 anni a 27 milioni di euro. Bogdan Bogdanovic ha fatto vedere ottime cose nelle ultime due edizioni di Eurolega indossando la maglia del Fenerbahçe, nonostante la sua patente indichi 25 anni da compiere. Ha anche vinto due volte due il trofeo destinato alla migliore stella nascente del torneo, la prima volta col Partizan, la seconda col Fenerbahçe ma è chiaro però che a livello NBA, come già ho detto in precedenza, sia ancora un grosso mistero oltre che una palese scommessa. Personalmente penso che farà bene, ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo tanta acqua atlantica, la stessa che divide il vecchio dal nuovo continente. Staremo alla finestra ad aspettare.
Solo c’è qualcosa che mi rimane tra i denti: Partizan Belgrado.. Partizan Belgrado.. D
ove ho già sentito questo nome nella carriera di Vlade Divac?? Ah già, che sciocco! E’ solo la sua prima squadra da professionista, dove tra l’altro in 3 anni ha vinto una Coppa Korac, una Coppa Jugoslava ed una YUBA liga

Ed ora ha dato il più alto contratto mai proposto ad un giocatore proveniente direttamente dall’Eurolega, ma non draftato nello stesso anno di approdo.

Poi dicono che noi siamo “i soliti italiani”.

From The Corner #16: Teodosic sbarca nella NBA

Da ottimi fruitori cestistici, altresì vista la sede direi “appassionati”, non possiamo non rimanere sbalorditi dalle gesta mirabolanti del campionato di Eurolega. Una competizione che è cresciuta molto nell’ultimo periodo, nonostante la nuova arringa della Champions League di basket, per ora alquanto bistrattata. Tra gli interpreti che più di tutti abbiamo imparato ad apprezzare, c’è lui, l’eterno secondo, quel Milos Teodosic che con la palla in mano è come Jimi la chitarra in mano: FA-VO-LO-SO.

Milos Teodosic.

Non scherziamo, ad oggi il miglior interprete del pick & roll in tutta Europa.
Esteta del gioco dalla visione periferica spaziale. Faccia da pusher alla stazione Santa Maria Novella di Firenze, mani da liutaio, mente veloce e coordinazione occhio-mano senza uguali nel Vecchio Continente cestistico.
Dopo gli anni dell’Olympiakos incappa nella crisi economica greca ed è costretto ad emigrare in Russia,precisamente a Mosca, sponda e cultura CSKA. Già MVP dell’Eurolega nel 2010, anno in cui abbinò anche il titolo di miglior giocatore FIBA, è riuscito a condurre alla vittoria della massima competizione cestistica europea il suo CSKA nella stagione 2015/2016, battendo in finale il Fenerbache di Gigi Datome, al termine di un incontro meraviglioso finito solo dopo un tempo supplementare.

Ora però le strade tra Teodosic ed il CSKA si devono dividere ed il trentenne di Valjevo, piccola cittadina nella Serbia centrale a non più di 90 km da Belgrado, ha deciso che la prossima fermata del suo train de vie sarà Los Angeles, da quei Gringos che dicono di giocare tanto bene a basket (ed in realtà ci ha anche perso in finale Mondiali 2014 con la sua Serbia), ma che magari due cosine gliele può ancora spiegare. Alla maggior parte dei playmaker soprattutto. Il contratto firmato con i Clippers gli permetterà di intascare 12 milioni e 300 mila dollari in due anni. Poi si vedrà se continuare nella terra dei liberi e dei coraggiosi o tornare al Vecchio Continente. Ovvio, dal punto di vista fisico ci sono dei grossi limiti che vanno limati, dovrà contare sui molti aiuti al ferro di DeAndre Jordan. Ma vuoi mettere lui e Blake in campo aperto? O lui e DeAndre in pick & roll alto? Altra materia da romanzo.

Venezia-Avellino, momenti di gloria

Guardi di là e quasi rischi un malore: la ricca Milano contro la decisamente meno ricca Trento, la cui fionda porta il nome del fantasista del calcio e che oltre a Flaccadori (sì, di lui stiamo parlando) sembra non avere altri in grado di produrre punti estemporanei.

Meglio tornare a concentrarsi di qua, allora, e godersi uno scontro che non solo dimentica i fuochi spenti, come cantava Ivano Fossati, ma anzi, ne appicca di nuovi.

Sono momenti e tempi di gloria, per entrambe. Giusto se li godano, anche se di là verosimilmente ci sarà un orco cattivo che molto probabilmente renderà la favola della vincitrice senza happy ending.

QUI VENEZIA

Passo indietro. Giugno 2011. Mentre la Junior Casale si è qualificata prima, Venezia per la promozione deve giocarsi gli spareggi.

Li vince, ma non basta. Perché una regolina dell’epoca, valevole in realtà solo in quella stagione, permette alla penultima retrocessa di pagare una sorta di penale e restare in A.

Teramo paga. Non in tempo, pare. Parapiglia. Calendario fatto, poi rifatto perché nel frattempo gli organi competenti hanno indicato la Reyer come avente diritto a partecipare alla massima categoria.

Il decreto salomonico dice Teramo e Venezia, con la A portata a diciassette.

Ecco, sono passati anni da allora, ma la determinazione veneziana a perseverare, a non demordere, pare rimasta la stessa.

Se fosse altrimenti, Brugnaro non avrebbe dotato i suoi oro-granata di Julyan Stone e Esteban Batista, non avrebbe investito su Haynes, McGee ed Hagins, e non avrebbe trattenuto Peric, Ejim, Bramos e Tonut.

Quindi occhio a Venezia. Prenderla sotto gamba potrebbe essere il primo di una lunga serie di errori.

QUI AVELLINO

Dunque, ragioniamo. Sei Stefano Sacripanti, e vieni indicato dagli addetti ai lavori come il prossimo ct della Nazionale.

Hai vinto l’ultima volta un trofeo nel 2003 ma hai rilanciato Cantù, solidificato Pesaro dopo la promozione, portato Caserta in Eurolega e condotto ancora Cantù nel difficile post-Trinchieri.

Hai fatto grandi cose quando avevi uno specchio d’acqua, ma negli ultimi due anni ti sei dimostrato anche mago della collina, quella irpina.

Hai riposto fiducia nel Ragland che Milano aveva sconquassato e nel Marques che ormai fa corrispondere al Green del suo cognome quello dei colori avellinesi.

Hai intuito che cosa sarebbe potuto essere l’Old Man Logan non marvelliano, hai creduto il belga Obasohan avesse qualcosa da dire e dare.

Hai composto una strana batteria di lunghi che prevede il guru americano Leunen, l’uomo d’area toscano Zerini, l’extramobile friulano Cusin e il torreggiante Fesenko.

Guardando indietro, tutto sommato quattro vittorie per arrivare alla prima finale scudetto della tua vita non sono nemmeno tanto impossibili.