Heat-Hornets, Whiteside spinge Miami, coach Spoelstra: “Hassan al suo meglio”

Una doppia-doppia da 18 punti e 15 rimbalzi, con 4 stoppate, di Hassan Whiteside risolve la sfida playoffs tra Miami Heat e Charlotte Hornets.

Allo Spectrum Center di Charlotte, North Carolina, gli Heat (30-34) di Whiteside e di un Kelly Olynyk da 22 punti e 11 rimbalzi colgono una vittoria importantissima, che li proietta all’ottavo posto provvisorio nella Eastern Conference.

91-84 il risultato finale tra Heat-Hornets. Percentuali basse al tiro per le due squadre e tante palle perse (39 in totale a fine gara), Kemba Walker fatica in attacco e chiude con 20 punti e 7 assist, ma con un modesto 5 su 17 al tiro (3 su 10 dalla lunga distanza). Frank Kaminsky, per settimane ai margini delle rotazioni di coach James Borrego, tra i migliori in campo con una prova da 20 punti e 4 su 5 al tiro pesante in 23 minuti, in uscita dalla panchina.

Dopo un terzo quarto a basso punteggio (18-15 Heat), sono gli ospiti a prendere il comando della gara ed a chiuderla con un parziale da 16-2, ispirato dalle triple di Olynyk. Il giocatore canadese parte in quintetto e rimane in campo per ben 44 minuti.

Heat-Hornets, coach Spoelstra: “Whiteside al suo meglio”

Hassan Whiteside, spesso al centro di polemiche circa il proprio ruolo in squadra e nei confronti di coach Eric Spoelstra, si cala alla perfezione nel ruolo di “panchinaro di lusso” affidatogli recentemente dal coach 2 volte campione NBA.

L’ex giocatore dei Sacramento Kings chiude la sua gara con una sontuosa doppia-doppia in soli 20 minuti di utilizzo, in una serata imprecisa al tiro per Dwyane Wade (8 punti con 4 su 15 al tiro), Josh Richardson e Dion Waiters.

Hassan è stato decisivo stasera” così “coach Spo” nel post gara tra Heat-Hornets “Ha avuto un grandissimo impatto su entrambi i lati del campo, questo è Hassan Whiteside al suo meglio“.

La partita di Charlotte è stata un ritorno a casa per Whiteside, originario di Gastonia, North Carolina: “Giocare qui e passare del tempo con mia madre e la mia famiglia mi riporta alla realtà (…) io sono a disposizione di coach Spoelstra, qualsiasi sia il ruolo affidatomi. Quintetto, panchina, io sono pronto“.

Nonostante un minutaggio limitato, Hassan Whiteside si è dimostrato la consueta “macchina da doppie-doppie” per i suoi Miami Heat in questa stagione: in 55 partite disputate (25.1 minuti di media), l’ex Kings ha viaggiato a 12.9 punti, 12.2 rimbalzi e 2.2 stoppate a gara.

Nelle ultime due uscite stagionali, coach Spoelstra ha approfittato di un problema fisico del suo centro titolare per schierare in quintetto il secondo anno da Kentucky Bam Adebayo (10 punti, 5 rimbalzi e 2 stoppate per l’ex Wildcats). I Miami Heat hanno ora una gara di vantaggio su Charlotte Hornets e Orlando Magic, e sono attesi da una serie di 5 partite casalinghe (Cleveland la prima, poi Toronto, Detroit e Milwaukee prima di sfidare di nuovo gli Hornets).

Una serie importantissima per Whiteside e compagni, che cercheranno di distanziare definitivamente le inseguitrici e regalare a Dwyane Wade un’ultima partecipazione ai playoffs NBA.

Gli Charlotte Hornets in cerca di acquirenti per Nicolas Batum e Frank Kaminsky

Nicolas Batum infortunio

Gli Charlotte Hornets sarebbero “disperatamente” cercando di muovere il pesante contratto dell’ala francese Nicolas Batum, come riportato da Sean Deveny di Sporting News.

ll front office degli Hornets, guidato dal neo-General Manager e Presidente Mitch Kupchak, starebbe pensando ad un pacchetto incentrato su Batum e sul lungo da Wisconsin Frank Kaminsky.

Nicolas Batum è attualmente al terzo anno di un quinquennale da 120 milini di dollari complessivi, che prevede una player option sull’ultimo anno (2020\21). Kaminsky diventerà invece free agent al termine della stagione.

Giunto alla sua ottava stagione NBA, Batum sta vivendo una stagione sottotono. Gli 8.8 punti a partita rappresentano il minimo in carriera dalla stagione 2008\09, la prima oltreoceano. Minutaggio, usage percentage, assist a partita e percentuale ai tiri liberi sono ai minimi dalla stagione 2012\13, giocata con la maglia dei Portland Trail Blazers.

Numeri che stonano, se rapportati al tipo di contratto. Sin dal suo ingresso nella NBA (25esima prima scelta ssoluta al draft NBA 2008 dei Portland Trail Blazers, via Houston Rockets), Batum si è sempre distinto quale giocatore versatile, buon difensore e discreto tiratore dalla lunga distanza (35.6% in carriera, 40.2% nella stagione in corso).

Frank Kaminsky, ala-centro al quarto anno, ha faticato in questa stagione a ritagliarsi il proprio spazio nelle rotazioni di coach James Borrego. La crescita di Willy Hernangomez e del rookie Miles Bridges ha tolto minuti ad un giocatore che nella stagione 2017\18 aveva viaggiato a 11.1 punti e 3.6 rimbazli a gara, in circa 23 primi di gioco.

Sean Deveney riporta come nel 2015, in sede di draft, Michael Jordan – proprietario degli Charlotte Hornets – avesse rispedito al mittente un’offerta dei Boston Celtics per i diritti di scelta su Kaminsky, incentrata sulle scelte numero 15 e 16 dello stesso draft (Kelly Oubre Jr e Terry Rozier) ed una futura prima scelta (Boston avrebbe poi selezionato Jaylen Brown l’anno seguente).

Gli Charlotte Hornets sono al momento titolari di uno dei payroll più pesanti dell’intera NBA. Giocatori come Batum, Marvin Williams, Bismarck Biyombo e Cody Zeller saranno a libro paga in questa stagione per oltre 70 miloni di dollari. La star della squadra Kemba Walker e la guardia Jeremy Lamb diverranno free agent a partire dal prossimo 1 luglio.

L’infortunio del centro titolare Cody Zeller (frattura della mano destra e stop di 4-6 settimane per l’ex Indiana Hoosiers) potrebbe aprire spazi per Kamimsky, dando l’opportuntà al GM Mitch Kupchak di mettere in mostra il prodotto di Wisconsin ed ex Baskteball Player of the Year (2015).

Hornets, Frank Kaminsky buon vicino di casa soccorre donna durante allarme bomba: “Ascensori bloccati”

Trentottesima giornata Dunkest

Frank Kaminsky degli Charlotte Hornets protagonista di un gesto di cavalleria d’altri tempi, durante un’evacuazione nel complesso di appartementi dove l’ex Wisconsin risiede a Charlotte.

Come riportato da Rick Bonnell dello Charlotte Observer, nel pomeriggio di tre giorni fa – giovedì 13 dicembre – i residenti del grattacielo da oltre 50 piani in downton Charlotte dove Kaminsky risiede hanno dovuto abbandonare rapidamente l’edificio a causa di un allarme bomba.

L’allarme ha provocato il blocco degli ascensori, costringedo i condomini a lasciare l’edificio utilizzando le scale.

Ho dovuto scendere 49 piani a piedi, usando le scale, perché gli ascensori erano fuori servizio. Così ho preso un pacchetto di Cheez-It (marca di snack al formaggio, ndr) e mi sono preparato per la discesa. Dopo tre piani, ho incontrato una donna con un bambino, un cane ed altre cose che stava cercando di portare con se, allora le ho dato una mano

 

Frank Kaminsky conosceva la donna, residente come lui da almeno quattro anni nel complesso di appartamenti. Il gesto di cavalleria del lungo degli Charlotte Hornets è dunque arrivato spontaneamente.

Frank Kaminsky: “49 piani a piedi? No grazie”

 

L’allarme che ha causato l’evacuazione è stato solo una delle tante allerte che hanno riguardato la città di Charlotte nella giornata di giovedì, tra la una e cinque del pomeriggio. Come dichiarato dalla polizia di Charlotte, agli allarmi sono seguiti messaggi di minacce e richieste di denaro, inviate via mail a stazioni di polizia, ospedali cittadini ed edifici pubblici.

Allarmi simili si sono registrati in tutto il North Carolina per l’intera giornata di giovedì. Fortunatamente, come assicurato dalle autorità, nessuna di tali minacce ha poi avuto un seguito concreto.

I residenti dei complessi residenziali coinvolti hanno dovuto aspettare ore prima di poter ritornare nello loro abitazioni. Kaminsky ha scherzato il giorno seguente sulla vicenda: “Ho aspettato che gli ascensori ripartissero, non avevo alcuna intenzione di rifarmi 49 piani a piedi“.

 

Charlotte Hornets: Timeless

Il criminale Garcia Flynn, a capo di una squadra di terroristi, ruba una macchina del tempo dal laboratorio dell’industria Mason con l’intento di cambiare gli eventi del passato per distruggere gli Stati Uniti d’America e Reatten House. Al che, viene formata una squadra formata da una professoressa di storia, un militare e uno scienziato dell’industria per ammazzare Garcia Flynn e ed evitare che cambi la storia. Il criminale viaggia nelle date significative per la nascita degli States, cercando di cambiare gli avvenimenti principali che hanno portato gli USA a essere una potenza mondiale.  Tutto ciò succede nella serie tv Timless ma, indietro nel passato ci vogliono tornare pure i Charlotte Hornets.

La franchigia gioca la prima partita in NBA nel 1988 con il nome di Charlotte Hornets e con sede a Charlotte, in Nord Carolina. La prima loro apparizione ai playoff avviene nella stagione 1992/1993 con un trio di emergenti (Larry Johnson, Alonzo Mourning e Muggsy Bogues), che dopo aver battuto allo scadere i Boston Celtics al primo turno escono al secondo contro i New York Knicks. Nella stagione successiva vengono eliminati al primo turno dai Chicago Bulls di MJ. Nel 1996 ci sono da registrare gli arrivi di Mason e Divac. Nel 1997 escono sempre al secondo turno, sempre con i fenomenali Bulls della coppia Jordan-Pippen, mentre nel 2000 sono i Philadelphia Sixers di Allen Iverson a battere la franchigia di Charlotte. La prima vittoria ai playoff del nuovo secolo per gli Hornets arriva l’anno dopo, quando battono i Miami Heat al primo turno, ma escono al secondo con i Milwaukee Bucks. Nel 2002 i calabroni raggiungono di nuovo la semifinale di Conference, dopo aver battuto gli Orlando Magic, ma non riescono a superare i Nets (anche a causa di un arbitraggio discutibile).

 

Larry Johnson, Muggsy Bogues e Alonzo Mourning: lo storico trio degli Hornets anni ’90.

Nella stagione 2002/2003 si cambia denominazione passando da Charlotte Hornets a Bobcats (lince rossa). Da quella stagione il team, tra alcune annate sfortunate e altre disastrose, fatica ad arrivare traiprime otto, cosa che tra il 2003 al 2015 riesce una sola volta (l’anno del cambio di società con da Robert Johnson a Michael Jordan), dove però escono al primo turno con un sonoro 4-0. Nel 2015 si ritorna al vecchio nome, anche grazie alla squadra di New Orleans che lascia ai Charlotte la denominazione Hornets per passare a Pelicans. La stagione successiva la squadra ritorna nei play off, uscendo però al primo turno. Ora sta al coach Steve Clifford e alla sua squadra riportare la franchigia nella parte alta della classifica di Conference e compiere questo tuffo nel passato, che molti aspettano da anni, ripercorrendo le orme di quella grande squadra degli anni ’90. L’impresa sarà tutt’altro che facile.

Clifford guiderà gli Hornets per la quinta stagione consecutiva. L’ex vice allenatore dei Knicks, Rockets, Magic e Lakers non è riusco a sfondare come giocatore, ma si sta creando una discreta carriera come allenatore. Il roster non è certo dei più competitivi, ma nella Eastern Conference diverse squadre si sono indebolite. La star della franchigia è il playmaker Kemba Walker, scelto con la nona chiamata assoluta nel draft del 2011. L’anno scorso ha fatto il definitivo salto di qualità, venendo consacrato dalla partecipazione al suo primo NBA All-Star e dalla vittoria del NBA Sportsmanship Award. Kemba è un giocatore atletico, con buone doti offensive e un gran carisma degno di un leader. Non a caso è il giocatore intorno alla quale gli Hornets hanno deciso di ricostruire la squadra per tornare a essere competitivi. Altro giocatore di spessore nel roster è Nicolas Batum, il francese è un giocatore esperto e che sia in con la nazionale, sia con le squadra nelle quali a giocato è sempre stato fondamentale. L’ex Blazer è un’ala piccola riadattabile anche come guardia, con un eccellente tiro da tre e un spiccata abilità difensiva. Il quintetto base dovrebbe presentare come ali il giovane e talentuoso americano Michael Kidd-Gilchrist, giocatore fisico e abile in fase di marcatura e il veterano Marvin Williams, nonostante l’età è capace di fare la differenza e prezioso per far cresce i giovani della squadra. Mentre il centro sarà il neo acquisto della franchigia, Dwight Howard. alla sua quindicesima stagione in NBA, nelle quali ha collezionato diversi premi personali. Dwight, non è più straripante come un tempo, ma può ancora dire la sua sotto canestro e a rimbalzo, senza dimenticare che può essere ancora uno migliori difensori della lega. Il sesto uomo sarà probabilmente Frank Kaminsky, che farà rifiatare Howard allargando il campo per liberare l’area. Altri giocatori che avranno un minutaggio importante, uscendo dalla panchina, saranno l’ex playmaker dei Bulls Michael Carter-Williams, il rookie Malik Monk e l’eterna promossa Jeremy Lamb.

Kemba Walker sarà il fulcro del gioco della squadra. La star del Bronx è un formidabile attaccante, ottimo assistman (5.5 a partita) e un cecchino dall’arco dei 3 punti (39.9%). Le qualità di trovare il compagno libero serviranno per armare due abili tiratori dal perimetro (come Marvin Williams e Nicolas Batum) o cercare l’umo libero in area. Walker, a partita in corso, potrebbe sprigionare tutto il suo potenziale in modalità off the ball, con Carter-Williams come compagno di reparto. Howard sarà importante in situazioni di pick and roll e quando bisognerà per forza di cose banchettare nel pitturato.  Fondamentale sarà l’apporto di Kaminsky: Frank, rispetto all’ex Atlanta Hawks, ha un miglior tiro dalla media, ma è meno dominante a rimbalzo. Chiaro che anche quest’anno i dogmi saranno: difendere, conquistare rimbalzi (non a caso è arrivato un rimbalzista come Howard e sono stati confermati difensori e rimbalzisti) e ripartire in campo aperto con i velocisti. I tiri dal perimetro saranno l’arma in più di una squadra che difficilmente costruirà lunghe trame di gioco, ma giocherà di rimessa. Vista la poca utilità in fase creativa dei lunghi del quintetto sarà principalmente Walker a chiamare gli schemi. Tuttavia, se venisse ben marcato, potranno crearsi problemi nella costruzione di gioco: a quel punto  potrebbe pensarci Batum, con le sue discrete doti da passatore, a dare verve alla manovra. Altrimenti c’è sempre Carter-Williams, che però viene da una stagione negativa con i Bulls (6.6 punti, 2.5 assist di media giocando 18.5 minuti a partita e tirando con il 23.4% da 3).

 

Walker sa decidere in un lampo se andare a concludere a canestro o servire un compagno ben piazzato.

Le premesse per far bene ci sono, non sarà facile visto che la squadra non è cambiata molto rispetto a quella della passata stagione fallimentare. Quest’anno le stelle hanno voglia/bisogno di far bene e il livello a est si è abbassato. Quindi è possibile che gli Hornets raggiungano i playoff. (anche se magari occupando uno degli ultimi slot). Possibile dunque un incremento dell’ultimo score, ossia 36-46.

Good Charlotte

Kemba Walker

“Another day for all the suits and ties, another war to fight”
Good Charlotte; We Believe

L’introduzione è facile, facilissima, banale, persino scontata e ovvia: la Carolina, tra Nord e Sud, non ha grande tradizione a livello di palla a spicchi professionistica. Universitaria di sicuro, tra North Carolina, North Carolina State e Wake Forest. Ma non professionistica. Peraltro sempre con sede a Charlotte.
Ci hanno provato gli Hornets una prima volta, e sappiamo come sono finiti. Anzi, dove: a New Orleans. Ci hanno provato i Bobcats: primo canestro della loro breve vita segnato da uno che come nome di battesimo fa, le coincidenze, Primoz (Brezec) e un solo viaggio ai playoff, nel 2010 sotto coach Bobby Brown e guidati in campo da Stephen Jackson e Gerald Wallace. Nel giro di un annetto o giù di lì, giubilati tutti e tre.
Poi di nuovo Hornets, e stavolta pare stia andando meglio. E allora, bene Charlotte, noi ci crediamo. Tradotto: Good Charlotte, We Believe.

Difesa da ufficio

Ci perdonerete il malsano gioco di parole di prima, legato al nome di una band punk rock i cui membri provenivano da una zona non molto distante da questa (il Maryland, per essere precisi). Riferimenti musicali a parte, gli Hornets sono partiti veramente forte in questa stagione, e trovare un modo per arrestarne la corsa sta diventando un rebus per molti. Il terzo posto nella graduatoria orientale è sostanzialmente meritato, e mentre le avversarie dirette sono parecchio ondivaghe, la continuità di risultati al momento sorride agli uomini di Michael Jordan.
Che (iniziamo con le note dolenti) soffrono una certa difesa d’ufficio, nel senso che nella propria metà campo sembrano quei dipendenti che si limitano a sedersi al proprio posto, fare il minimo sindacale e aspettare che giunga il rompete le righe.
Intendiamoci, non è una difesa completamente colabrodo, se no staremmo parlando di tutt’altro record. Si basa sull’essere attiva sempre e statica mai, sul cercare l’anticipo e contestare il tiro al proprio avversario da parte di ogni difensore e sulla necessità di chiudere il pitturato, di ingorgarlo, da parte di tutti e cinque gli uomini in retroguardia. Il problema è che molto spesso e molto volentieri un simile atteggiamento non è accompagnato dalla cattiveria agonistica, dal tremendismo, dalla fame necessaria per far sì che l’avversario non spanieri quando gli garbi.
Il risultato è che la difesa di Charlotte spesso viene aggirata tramite backdoor, ricezione sui tagli, o ancora peggio passaggi nel cuore dell’area su cui i difensori non reagiscono prontamente perché concentrati nel ricercare la palla, più che nel coprire l’attaccante per impedire il passaggio assassino stesso. Un sistema come questo aiuta moltissimo a coprire le lacune dei singoli… a patto che venga orchestrato correttamente, altrimenti si arriva a quei momenti in cui i difensori si ingorgano tra loro e gli attaccanti pasteggiano.
Sky… Walker?

Per restare in tema di Star Wars. Kemba non sarà Luke perché gli manca quel “Sky-” nel cognome, ma da quanto sembra passeggiate nel cielo non ne disdegna, anzi. Fosse solo quello, il problema (per gli altri).
Sì, perché il meneur titolare degli Hornets non si sa proprio come fermarlo. Organizza l’attacco, detta i ritmi, si crea il tiro da solo e lo segna pure, non importa la posizione. Ah, e quando non ha modo di concludere, pesca l’uomo libero.
Talvolta quell’uomo libero è Cody Zeller il cui pick&roll con il buon Kemba è la conditio sine qua non per l’offensiva dei Calabroni. Zeller è il tipico prodotto da Indiana University: fondamentali adamantini, dai piedi educati e mani parimenti, sa muoversi orizzontalmente e verticalmente lungo il parquet, e sui cambi di marcatura è in grado di stare con il piccolo. Unico neo, la discontinuità ma siccome i lunghi crescono più tardi e lui di anni ne conta solo ventiquattro possiamo andare sul sicuro.
Un attacco costruito su quest’asse, con in più un Batum a portare punti di rottura, improvvisi, e un Kaminsky in grado di mettere palla per terra come farebbe un esterno, non può che essere l’arma principale su cui costruire le proprie fortune. La relazione tra play e centro è proprio la fonte principale: dalla loro danza in blocco e giro Kemba decide se rifinire da solo o se scaricare alla batteria di tiratori appostati sul perimetro.
L’alternativa alla zingarata in area è la circolazione perimetrale per cercare il tiro nella posizione migliore, ma attenzione, sempre di alternativa si tratta: come prima opzione infatti l’azione prevede  l’avvicinamento a canestro (quasi sempre nella maniera sopra descritta) previa organizzazione e distribuzione in tutte le zone del parquet. Queste verranno occupate in modo che gli Hornets abbiano una corretta spaziatura per trovarsi tra loro e contemporaneamente impedire alla difesa di stringere e togliere varchi.
Un penetratore avrà a disposizione sempre un cecchino fuori dall’arco e anzi, spesso quest’ultimo sarà chi qualche secondo prima gli ha portato un blocco, così come troverà sempre un tagliante nel cuore dell’area pronto a ricevere l’eventuale passaggio.

Prospettive

Ora come ora è difficile pensare a dove potranno arrivare gli Hornets. Certo la stagione che stanno vivendo è esaltante, fino a questo momento, ma se non saliranno di colpi e non inizieranno a sbucciarsi maggiormente le ginocchia in difesa la bella regular season sarà vanificata da una post season deludente. Fortunatamente, Charlotte ha un capoccia che in merito al tremendismo due o tre dritte può darle. No, MJ?

NBA Prediction 2015-2016: Charlotte Hornets

Record: 38-44

Nuova rivoluzione in casa Hornets ai blocchi di partenza della stagione 2015-16. La dirigenza presieduta da Michael Jordan ha letteralmente trasformato il roster operando un attivissimo mercato in entrata.

Rispetto alla stagione passata sono diventati dei nuovi Hornets Nicolas Batum, Jason Washburn, Jeremy Lamb, Jeremy Lin, Troy Daniels, Tyler Hansbrough, Aaron Harrison, Spencer Hawes, Elliot Williams e Sam Thompson.

Altri come Mo Williams e Lance Stephenson hanno fatto le valigie dopo un’annata con più ombre che luci conclusasi col record di 33-49.

Il draft 2015 ha portato a Charlotte il promettente centro Frank Kaminsky che, dopo il grave infortunio capitato a Kidd-Gilchrist che lo terrà fuori per ben sei mesi, costituirà insieme a Zeller la linea verde potenzialmente in grado di contribuire al salto di qualità del gruppo allenato da Steve Clifford.

Le chiavi della squadra saranno ancora in mano a Kemba Walker, sempre più consapevole dei propri mezzi e ormai avviato alla definitiva consacrazione tra le migliori point guard della lega. La batteria degli esterni verrà completata dal francese Nicolas Batum, altro specialista difensivo, polivalente e dalla notevole intelligenza cestistica.

Senza dubbio l’uomo giusto per dare equilibrio tattico al quintetto degli Hornets, che avrà in Walker e Al Jefferson le sue bocche da fuoco in attacco.

Kemba Walker.
Kemba Walker.

Il telaio intessuto dalla dirigenza ha completato ogni reparto del roster, con elementi di valore come Lin, Hawes, Harrison, Lamb e il giovane Kaminsky pronti a dire la loro in uscita dalla panchina. La partenza di Lance Stephenson con destinazione Clippers non ha lasciato cuori infranti, il giocatore non si è mai integrato nella Buzz City e non ha mai mostrato compatibilità né col progetto tattico né con i compagni di squadra. L’assetto attuale degli Hornets convince decisamente di più rispetto alla versione dello scorso anno, finalmente un lavoro ben orchestrato da Jordan e soci.

  • PG: Kemba Walker
  • SG: Jeremy Lamb
  • SF: Nicolas Batum
  • PF: Jason Maxiell
  • C: Al Jefferson

La chiave della rinascita sarà senza dubbio la difesa. Le caratteristiche del roster non lasciano dubbi, così come il credo tattico di coach Clifford, tra gli allenatori più preparati dell’intera lega per quel che concerne il lavoro nella propria metà campo.

ASPETTATIVE PROSSIMA STAGIONE

Sono presenti tutti gli elementi necessari ad una stagione di rinascita, con un gruppo che se unito e ben cementato potrà non solo dire la sua in chiave playoff, ma anche recitare il ruolo di mina vagante una volta giunto alla post season. La non irresistibile Eastern conference potrebbe dare una mano alla franchigia della Buzz City, che tra le squadre della Southeast Division si è senza dubbio guadagnata il ruolo di osservata speciale.

UOMO CHIAVE

La guida di questi Hornets passa ancora per Kemba Walker. Il play  originario del Bronx infatti è stato uno dei pochi giocatori che è stato pubblicamente salvato dal proprietario Micheal Jordan, che aveva commentato molto deluso il rendimento dei suoi giocatori la scorsa stagione. Il suo obiettivo per la prossima stagione sarà quello di crescere ulteriormente, diventando un uomo franchigia e magari anche un all-star della Eastern Conference.

NCAA Preview: Wisconsin Badgers

I Wisconsin Badgers ripartiranno dalla sconfitta 68 a 63 in finale delle Final Four contro Duke e dagli addii di Sam Dekker e Frank Kaminsky, il miglior giocatore della scorsa stagione della Ncaa, entrambi approdati in NBA. Non solo i due NBA, ma anche Josh Gasser, Traevon Jackson e Duje Dukan hanno concluso il periodo del college e hanno lasciato i Badgers. Inoltre potrebbe iniziare l’ultimo ciclo di 4-5 anni sulla panchina della squadra di Bo Ryan, l’allenatore dal 2001 di questa squadra. Lo ha annunciato lui stesso, il 29 giugno in conferenza stampa. Il roster è cambiato molto e probabilmente ha perso di valore, però mantiene dei punti fermi su cui Bo Ryan potrà fare affidamento.

GO TO GUY

A chi verrà affidata la palla quando scotta ? Chi sarà l’incaricato di segnare i punti decisivi per i Badgers ? Probabilmente sarà Nigel Hayes. L’ala grande classe ’94 di Wisconsin si appresta a disputare la sua terza stagione nella NCAA e dovrà prendersi la squadra sulle spalle nei momenti importanti. Nell’ultima stagione ha giocato 33 minuti a partita in media, ottenendo 12.4 punti, 6.2 rimbalzi e 2 assist a partita. Nigel è stato nominato “Big Ten Freshman della settimana” per 4 volte, è stato selezionato nei “Big Ten All-Freshman team” e “Big Ten Sixth Man of the Year”. La stagione 2015-16 può essere quella del definitivo salto di qualità per lui.

L'esultanza di Hayes
L’esultanza di Hayes

RECRUITING

Gli addii per Wisconsin sono stati molto pesanti e i nuovi arrivati dovranno fare l’impossibile per non farli rimpiangere. I freshman per i Badgers saranno : Brevin Pritzl (guardia di 191cm per 84 kg), Charlie Thomas (ala di 203cm per 111kg), T.J. Schlundt (guardia di 196cm per 82kg), Khalil Iverson (ala di 196cm per 90kg), Ethan Happ (ala grande di 205cm per 104kg), Alex Illinaiken (ala grande di 206cm per 100kg) e Andy Van Vliet (ala grande/ centro di 209cm per 91kg) proviente dal Belgio.  La squadra sulla carta è peggiorata, ma i nuovi arrivati sono molti e coach Bo Ryan ha la possibilità di plasmare nuovi campioncini, con cui i Badgers potranno togliersi soddasfazioni.

OBIETTIVI

La conference dei Wisconsin Badgers è la Big Ten, la conference del nord-est e del Midwest degli Stati Uniti. Molto complicato ripetere l’annata trionfale dello scorso anno, le squadre con cui dovranno competere sono Ohio State, Michigan State, Maryland e Indiana.       Il sogno di Bo Ryan è vincere un titolo negli ultimi anni della carriera, che manca dal 1941, sarà dura, ma nel college basketball ci sono moltissime varianti che all’inizio della stagione non possono essere valutate, e, se qualche giocatore dovesse esplodere  Wisconsin potrà di nuovo provare a raggiungere il tanto sperato titolo nazionale.

 

Per Nbapassion.com

Giacomo Manini @GiacomoManini twitter

Hornets, arriva Tyler Hansbrough: contratto annuale per l’ex Raptors

Hansbrough, dopo sei anni, torna in North Carolina. Il lungo che dal 2005 al 2009 aveva vestito la gloriosa maglia dei North Carolina Tar Heels (vincendo il campionato NCAA nel 2009) ha trovato l’accordo con gli Charlotte Hornets.

Psycho T“, dopo due stagioni a Toronto dove non ha trovato lo spazio che si aspettava (14.8 minuti a partita conditi da 4.2 punti e 4 rimbalzi di media), nel corso di questa estate ha lavorato molto per migliorare il proprio tiro, sia in post alto, sia da dietro il perimetro.

I termini di questo accordo annuale non sono ancora noti, ma una delle motivazioni che ha spinto Hansbrough a scegliere gli Hornets è la possibilità di poter giocare di più come ai tempi di Indiana (29 su 70 partite giocate dall’inizio, 11 punti e 5.2 rimbalzi di media a partita).

Tyler Hansbrough andrà a rinforzare il reparto dei lunghi degli Charlotte Hornets insieme al rookie Frank Kaminsky e Spencer Hawes.

Per Nba Passion,

Simone Scumaci @Simo_Spaulding

Pacers, Frank Kaminsky e Myles Turner parteciperanno al workout pre-draft

Gli Indiana Pacers durante la loro ultima stagione (38-44) non hanno raggiunto i Playoffs a causa, soprattutto, dell’infortunio della  loro superstar, Paul George. Nonostante i tanti lati negativi di questa situazione, che hanno portato la franchigia di Larry Bird dalle Finali di Conference nel 2014 al nono posto della Eastern Conference, è possibile intravedere una piccola nota positiva, infatti, la Lottery ha consegnato, come da previsione, la 11esima scelta al prossimo Draft NBA.

I Pacers hanno sicuramente un feeling particolare con la undicesima chiamata al Draft, infatti tutti ad Indianapolis sperano di poter trovare un giocatore che, come nel 1987 quando selezionarono l’Hall Of Famer Reggie Miller, possa aiutare a crescere la franchigia allenata da Frank Vogel.

Sono stati accostati tanti nomi a Indiana, ma avendo una chiamata da Lottery, è molto difficile avere una sicurezza sulla scelta, perchè potrebbe cambiare velocemente a seconda anche delle scelte delle franchigie che selezioneranno prima dei Pacers. Negli ultimi giorni, quando mancano soltanto due settimane al Draft, tra i candidati principali sembrano esserci Frank Kaminsky, centro da Wisconsin, e Myles Turner, altro centro da Texas. Questi due giocatori prenderanno parte a uno degli ultimi workout fissato dai Pacers per Domenica, insieme anche però ad altri giocatori come Corey Hawkins (UC Davis), Darrun Hilliard (Villanova), T.J. McConnell (Arizona) and D.J. Newbill (Penn State).

Kamisky, giocatore dell’anno nel college basketball ( vincitore del John R. Wooden Award, Associated Press Player of the Year, Naismith Award, NABC Division I Basketball Player of the Year and the U.S. Basketball Writers Association Player of the Year) e colui che ha guidato Wisconsin, sotto la guida tecnica di coach Bo Ryan, alla finale del torneo NCAA, è uno dei principali prospetti che interessano ai Pacers. Sembra esserci un rapporto di stima reciproca, infatti lo stesso ex giocatore di Wisconsin, che ha attualmente effettuato i workout solo con Heat e Suns, già durante la Draft Combine era stato intervistato da Indiana e le sue parole erano state molto positive :“Loro vogliono salire e scendere di piu, uscire dall’area e correre di più, ma al tempo stesso vogliono farlo sotto controllo” disse Kamisky durante la Combine “Questo è il genere di cose che ho fatto nell’ultimo anno in Wisconsin, quindi penso che potrebbe essere una buona opzione.”  

Frank Kaminsky potrebbe essere selezionato dai Pacers con la undicesima scelta assoluta.
Frank Kaminsky potrebbe essere selezionato dai Pacers con la undicesima scelta assoluta.

Anche Myles Turner, centro da Texas, è stato uno dei primi giocatori ad essere visionato e intervistato da Indiana durante la Combine a Chicago, il quale, avendo solo 19 anni, ha sicuramente più potenziale rispetto al centro da Wisconsin, e ha mostrato anche durante la stagione collegiale le sue capacita da rim protector (2.6 stoppate a partita nella sua unica stagione in Texas). Purtroppo i Pacers, almeno ultimamente, sembrano essere diretti verso un basket più dinamico che non farebbe al caso di Turner :“Stanno cambiando il loro stile di gioco. Vogliono passare a un gioco più veloce” disse Turner durante la Combine “Non voglio dire che sono orientati ad un gioco di sole guardie, ma vogliono essere più piccoli e quindi hanno bisogno di ragazzi che possono anche tirare bene. Lo so che quindi per quanto riguarda il reparto lunghi, stanno cercando qualcuno che possa fare questo tipo di cose.” Il centro da Texas nell’ultima stagione ha viaggiato a 10.1 punti e 5.2 rimbalzi a partita e potrebbe rappresentare un opzione importante per la dirigenza dei Pacers qualora decidessero di ottenere dal Draft un giocatore molto più portato alla fase difensiva.

Myles Turner, centro da Texas, è un'altra opzione dei Pacers per il Draft.
Myles Turner, centro da Texas, è un’altra opzione dei Pacers per il Draft.

Insomma, probabilmente gli Indiana Pacers non sono ancora certi della scelta da compiere, ma quasi sicuramente punteranno su un lungo al prossimo Draft, il quale potrebbe essere Kaminsky, Turner o uno tra Trey Lyles e Bobby Portis, giocatori che sono stati già visionati Giovedi in un workout privato. Non resta che aspettare il 25 giugno per scoprire chi sarà il giovane giocatore che Larry Bird, con il consenso di Coach Vogel, vorrà affiancare per i prossimi anni a Paul George.

Per NBA Passion, Giuliano Granata. (@xstrongfanLAL su Twitter).