GM Pelicans cercasi: diversi i profili esaminati

New Orleans Pelicans

La convulsa situazione a New Orleans dopo la questione Davis ha lasciato alcune scorie, come il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps. Diversi i nomi sondati dalla dirigenza della franchigia in questione.

I GM individuati dai Pelicans

La mancata trade di Anthony Davis ha portato una slavina di conseguenzei. Oltre a un malcontento generale nello spogliatoio, si sono prese decisioni importanti.

La prima: preservare la condizione fisica di Davis per averlo disponibile per una trade estiva. Il giocatore ha negli anni dimostrato una fragilità fisica non indifferente e per NOLA – che non ha più ambizioni di playoffs – non avrebbe senso spremere la sua “fish” di scambio.

Il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps è il secondo provvedimento preso dalla dirigenza della franchigia. Danny Ferry in questo momento ha acquisito la posizione di GM ad interim proprio per occupare la posizione lasciata vuota dall’allontanamento di Demps.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans avrebbero individuato figure in grado di avere più peso all’interno della franchigia. Due i nomi seguiti da vicini: l’ex GM dei Cleveland Cavaliers David Griffin e l’assistente GM dei Celtics Mike Zarren che potrebbe portare – in parte – il know-how sviluppato dai Celtics negli ultimi anni con Danny Ainge.

Il presidente Mickey Loomis – direttore generale anche dei New Orleans Saints – in questi anni è intervenuto molto sul lavoro di Demps. L’executive dei Saints e la proprietaria Gayle Benson vogliono scovare una figura dirigenziale che possa essere un collante tra la proprietà e Loomis, che potrà così tornare a concentrarsi sul football.

Sixers, si fa il nome di Elton Brand per il post-Bryan Colangelo

Nuovo GM Philadelphia 76ers, si fa largo l’ipotesi della soluzione interna.

I Philaldelphia 76ers hanno sondato in estate l’ex General Manager dei Cleveland Cavs David Griffin per il ruolo di GM della squadra allenata da coach Brett Brown, tutt’ora vacante.

I colloqui non sarebbero però andati a buon fine. Secondo quanto riportato da Keith Pompey del Philadelphia Inquirer, Griffin non rappresentava “la scelta migliore” per il front office dei Sixers.

David Griffin, Vice President of Basketball Operations e successivamente GM dei Cleveland Cavaliers (dal 2010 al 2016), avrebbe potuto – nelle intenzioni dei vertici dei 76ers – facilitare l’impresa di portare LeBron James a Philadelphia in estate.

David Griffin che parla in conferenza stampa
David Griffin in conferenza stampa

Le cose sono andate diversamente. James è volato in California, e Griffin non ha ottenuto il posto. Dalle pagine dell’Inquirer, Pompey rivela come Griffin sarebbe stato disposto ad assumere l’incarico solo se i Sixers avessero accettato di assumere l’intero staff dell’ex Cavs.

Tale punto avrebbe indotto i vertici dei 76ers a non procedere con l’opzione David Griffin, decidendo di continuare ad affidarsi al gruppo dirigenziale che ha costruito – tramite draft e scelte vincenti sul mercato dei free agent – una squadra in grado di proporsi come leader nella Eastern Conference.

Nuovo GM Philadelphia 76ers, si fa strada l’opzione interna?

La settimana scorsa, i Sixers hanno ottenuto l’ok dalla lega per avviare colloqui con alcuni candidati, tra cui il braccio destro di Daryl Morey agli Houston Rockets Gersson Rosas e l’attuale assistente GM di Bob Meyers a Golden State, Larry Harris.

Nuovo GM philadelphia 76ers, coach Brett Brown tra campo e “off-the-court duties”

I Philadelphia 76ers sono senza General Manager da inizio giugno, dopo le dimissioni di Bryan Colangelo a seguito dello scandalo relativo ad alcuni account fake su Twitter, gestiti dalla moglie di Colangelo, Barbara Bottini.

Ad oggi, la posizione è coperta da un “quadrumvirato” composto, tra gli altri, da coach Brett Brown e dall’ex giocatore di Chicago Bulls, Los Angeles Clippers e Philadelphia 76ers Elton Brand.

Nelle ultime ore, Shams Charania di The Athletic ha fatto il nome di Brand come uno dei candidati interni papabili al ruolo di prossimo General Manager in casa Sixers. Elton Brand si è unito allo staff tecnico dei 76ers nel 2016, pochi mesi dopo il ritiro dall’attività agonistica.

Brand ha rapidamente fatto esperienza all’interno dello staff di Brett Brown. La stagione passata, l’ex Duke Blue Devils ha anche ricoperto il ruolo di General Manager dei Delaware Blue Coats, la franchigia di G-League affiliata ai Philadelphia 76ers.

Elton Brand in maglia Clippers

Dopo il mancato accordo con David Griffin, il “no” incassato dall’attuale GM dei Denver Nuggets ed ex Barcellona, Olympiacos Pireo e Fortitudo Bologna Arturas Karnisovas, ed in previsione di difficoltà nelle trattative coi nuovi candidati “esterni”, è possibile che i Sixers decidano di affidare il front office ad uno degli attuali membri della dirigenza.

Elton Brand sarebbe dunque il primo nome di una lista che comprende anche il Vice President of Player Personnel Marc Eversley, tra gli altri.

I Philadelphia 76ers ricevono l’ok per i colloqui con i tre aspiranti GM

Philadelphia 76ers 2018/2019

Continua per i Philadelphia 76ers la ricerca del nuovo General Manager. Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, nei giorni scorsi i Sixers hanno ottenuto il permesso di tenere dei colloqui esplorativi con “executive” di altre squadre.

I 76ers hanno individuato in Larry Harris (Golden State Warriors), Gerrson Rosas (Houston Rockets) e Justin Zanik (Utah Jazz) i candidati ideali a ricoprire il ruolo che fu di Bryan Colangelo.

La causa del licenziamento di Colangelo è ben nota. L’ex GM dei Phoenix Suns targati D’Antoni-Nash fu allontanato ad inizio giugno a seguito dello scandalo dei falsi account Twitter. Account che Colangelo (o la moglie Barbara Bottini, come poi attestato) utilizzò per screditare i giocatori della squadra, e rivelare “informazioni sensibili”.

Philadelphia 76ers, tre nomi per il post-Colangelo.

Bryan Colangelo e sua moglie Barbara Bottini. Colangelo subentrò nel 2016 a Sam Hinkie e scelse Ben Simmons

La carica di GM è stata ricoperta in estate da coach Brett Brown, in collaborazione con un triumvirato formato da Elton Brand, Marc Eversley e Ned Cohen.

I Philadelphia 76ers cominceranno la settimana prossima gli incontri con i tre nomi sopracitati.

Larry Harris è attualmente assistente General Manager dei Golden State Warriors, carica che ricopre dal 2015. Membro per quasi dieci anni di coaching staff e front office della franchigia della Baia, Harris fu in passato GM dei Milwaukee Bucks, dal 2003 al 2008.

Gersson Rosas, braccio destro del GM dei Rockets Daryl Morey, è un membro storico del front office della franchigia di Houston. Rosas ha trascorso 18 anni a Houston, ed ha brevemente ricoperto l’incarico di General Manager ai Dallas Mavericks nel 2013.

Un ex agente sportivo, Justin Zanik è diventato assistente GM degli Utah Jazz nel 2012. Nel 2016 lascia lo Utah per trasferirsi ai Milwaukee Bucks. L’anno successivo, il ritorno a Salt Lake City.

Secondo l’executive Josh Harris, i Sixers non hanno alcuna fretta nella selezione del nuovo capo del front office. In caso di esito negativo dei colloqui, la squadra continuerà con la soluzione dell’incarico ad interim:

Ci sono ben pochi general manager di alto livello nella NBA, ed hanno contratti blindatissimi. E’ sempre stato così. Noi abbiamo bisogno di una persona che si dimostri un valore aggiunto, per questo guardiamo a candidati nuovi, emergenti e non tradizionali. Abbiamo una lista (…) parleremo con profili che non sono attualmente General Manager altrove, ma che possono essere un valore aggiunto alla nostra organizzazione

– Josh Harris sul prossimo GM dei Philadelphia 76ers –

Travis Schlenk è il nuovo direttore generale degli Atlanta Hawks

Oct 27, 2015; Atlanta, GA, USA; Atlanta Hawks guard Thabo Sefolosha (25, left), guard Jeff Teague (0), forward Paul Millsap (4) and forward Tiago Splitter (11) wait as officials review a play in the third quarter of their game against the Detroit Pistons at Philips Arena. The Pistons won 106-94. Mandatory Credit: Jason Getz-USA TODAY Sports

Gli Atlanta Hawks hanno ufficialmente assunto Travis Schlenk come nuovo direttore generale della squadra. La notizia ufficiale è arrivata tramite il canale Twitter della squadra dei falchiSchlenk ha annunciato che inizierà il suo lavoro con la squadra il 1° giugno e questa sarà per lui la quinta esperienza con una franchigia NBA. Il general manager, infatti, ha collaborato per molto tempo con la squadra che da poco, battendo i San Antonio Spurs alle Finals di Western Conference, è arrivata alle Finals NBA per la terza volta consecutiva: i Golden State Warriors.

“Dopo aver incontrato Travis ho capito che era l’uomo giusto per diventare il nuovo direttore generale e capo delle operazioni di pallacanestro degli Atlanta Hawks, ha dichiarato il proprietario principale degli Hawks, Tony Ressler. “Oltre alla sua significativa esperienza con gli Warriors, è pronto a condurre e a prendere in mano la situazione come solo lui sa fare.”

Ha continuato dicendo: “Abbiamo condotto un processo di ricerca molto accurato. Credo che Travis condivida pienamente la nostra visione per il futuro della squadra e abbia la capacità di attuarla mentre continuiamo a lavorare sodo per raggiungere il nostro impegno di portare un titolo ad Atlanta”.

L’arrivo ad Atlanta di Schlenk è stato possibile grazie alle dimissioni di Wes Wilcox, che però non ha lasciato la franchigia ma ha scelto di diventare un consigliere speciale degli Hawks. Le prime parole di Travis Schlenk sono state: “Sono entusiasta di iniziare il mio lavoro e spero di collaborare con la squadra per costruire un team di prima classe a livello di campionato con un obiettivo di successo entro pochi anni”. Grandi, quindi, le ambizioni del nuovo direttore generale, che aveva suscitato diversi dubbi nelle critiche di alcuni addetti ai lavori, poiché gli Atlanta Hawks avevano fatto capire di star cercando un general manager che avesse un’esperienza pregressa come giocatore NBA e tale requisito poteva essere rispettato se avessero scelto uno come Chauncey Billups, attuale analista per ESPN, ma non con la scelta di Schlenk.

Nell’organizzazione degli Hawks sembra filare tutto liscio, dunque, ma i falchi faranno bene a non distrarsi e non lasciar andare via Paul Millsap senza avergli prima proposto un contratto interessante. Lui, probabilmente, è determinato a voler lasciare Atlanta, ma tentare nuovamente non costa nulla.

Oct 27, 2015; Atlanta, GA, USA; Atlanta Hawks guard Thabo Sefolosha (25, left), guard Jeff Teague (0), forward Paul Millsap (4) and forward Tiago Splitter (11) wait as officials review a play in the third quarter of their game against the Detroit Pistons at Philips Arena. The Pistons won 106-94. Mandatory Credit: Jason Getz-USA TODAY Sports
Ecco da sinistra: Thabo SefoloshaJeff TeaguePaul MillsapTiago Splitter

Gli Academy Awards 2016 di NBApassion.com

“Buonasera! Buonasera a tutti, signore e signori, da parte dei vostri Red & Condor! Benvenuti! Benvenuti a tutti a questi Academy Awards 2016 targati NBApassion. Siete stupendi, una meraviglia con i vostri smoking e i lunghi e scintillanti abiti da sera. Ma veniamo al dunque, e iniziamo a celebrare….”

Questa sarebbe l’introduzione ideale se realmente fossimo sullo splendido palco del Dolby Theatre di LA, se il nostro lavoro fosse quello di presentatori di livello internazionale e se davanti a noi avessimo una platea stracolma di personalità e talento. In realtà (purtroppo) non è così, e.. Però, un momento: forse in realtà è proprio così. Vero: non siamo su di un palco in veste di presentatori e di fronte a noi non abbiamo attori o produttori, ma senza dubbio personalità e talento non mancano affatto. Si, è proprio così.

E allora, visto che il periodo è quello giusto, caratterizzato dalla notte degli Oscar vera e propria, iniziamo questo gran galà 2017 targato NBApassion.

Per questa premiazione sono state scelte 8 categorie, le principali da poter valutare:

  • Miglior giocatore
  • Miglior coach
  • Miglior General manager
  • Miglior esordiente
  • Giocatore più social
  • Giocatore più sviluppato
  • Miglior squadra
  • Miglior giocatore area FIBA

Ovviamente le possibili opzioni sarebbero state tante, tantissime potremmo dire, e per questo vorremmo fare una premessa. Si sa: i gusti sono gusti, ogni opinione è legittima, ecc.. Può essere che qualcuno non sarà d’accordo, vedrà dei nomi mancanti che urteranno la sua sensibilità, però.. Però si è provato a tirare al meglio possibile le somme di una Lega che potrebbe serenamente avere una decina di premiati per ogni sezione. E allora si è tentato di ridurle al massimo: 5 candidati per ciascun sondaggio, con i ragazzi della redazione aventi una sola opzione di risposta e un tempo limite per fare la propria scelta. Ma ora partiamo con la prima tappa.

MIGLIOR GIOCATORE DELL’ANNO 2016:

Categoria molto impegnativa, soprattutto in una Lega come l’NBA, stracolma di talento e fuoriclasse. I candidati sono:

  • LEBRON RAYMONE JAMES – Per l’eccezionale stagione e l’aver mantenuto la promessa del titolo fatta ad una città intera
  • STEPHEN CURRY – Per aver chiuso una RS fuori dal comune, nonostante lo stop decisivo nelle Finals
  • KEVIN DURANT – Per aver portato i Thunder molto vicini alle finali, ed aver ulteriormente migliorato i Warriors di quest’anno (cosa che pareva impossibile)
  • DEMAR DEROZAN – Per il suo ruolo a Toronto e per il contribuito nel portare i canadesi fin li
  • KYRIE IRVING – Per essere stato uomo chiave delle ultime Finals, con quel tiro che resterà nella memoria di tutti per molto tempo

And the winner is…. LeBron James!

Non ce ne vogliano gli altri candidati o gli esclusi; ognuno di loro, per un motivo o per l’altro, è stato protagonista assoluto, ma il lavoro di James è un qualcosa di sublime. Accompagnato da un’ottimo collettivo, si è comunque fatto carico di una squadra e di una città intera, alla ricerca di quella rivincita alla fine ottenuta. “The King” non per caso, possiamo dirlo. VAI AL PROSSIMO>>>

LeBron James, sempre più padrone della Lega

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Kings: al vertice si parla sempre più serbo con Divac e Stojakovic

Lunedì, i Sacramento Kings hanno annunciato che Vlade Divac sarà il loro nuovo GM, in aggiunta alla sua carica di Vice-presidente delle operazioni sportive, per cui era stato ingaggiato nel mese di marzo.

La società californiana ha inoltre assunto Mike Bratz (ex-giocatore e vice-allenatore in maglia viola) come assistente General Manager, Roland Beech sarà Vice-presidente delle strategie di basket e infine Peja Stojakovic, nel ruolo di Direttore dello Sviluppo e del personale giocatori. L’ex giocatore diventa un pezzo sempre più importante nella storia di questa squadra, dopo essere stato onorato con il ritiro della sua N. 16 alla Sleep Train Arena.

 

Per NBA Passion,

Aaron Lionti

Blazers, Afflalo dovrà decidere sul futuro

Non sempre il binomio tra buon giocatore e buona squadra funziona: Aaron Afflalo ne è la dimostrazione effettiva.
Il matrimonio tra i Portland Trail Blazers e l’ex Nuggets non è decollato fin dall’inizio, nonostante Afflalo sia un più che un buon giocatore, ha fatto piuttosto fatica nel trovarsi a proprio agio nel sistema di gioco in quel di Portland, inserendosi a fatica.
Tra l’altro l’infortunio alla spalla subito dallo stesso alla fine della regular season, impedendogli dunque di dar man forte alla squadra in vista dei Playoffs, ha fatto propendere il GM della franchigia Neil Oshey a non rinnovare  il playmaker.
Prossimo ai 30 anni, la cifra dell’ipotetico rinnovo si aggira attorno ai 7.75 milioni di dollari annui, somma che con ogni probabilità la franchigia dell’Oregon non sarà disposta a sborsare nel caso in cui Wesley Matthews continuerà la sua permenza in squadra dopo la free-agency, come riporta Sean Meagher del “The Oregonian”.
Inoltre l’incremento prestazionale del giovane C.J. McCollum allontanerebbe ulteriormente Afflalo dai Blazers.

Afflalo in fase di tiro
Afflalo in fase di tiro

Quest’ultimo rappresenta sicuramente un più che buon innesto dalla panchina, capace di fornire esperienza, buona visione di gioco e capacità di tiro notevole.
Toccherà dunque alla dirigenza Blazers esaminare al meglio la situazione, valutandola attentamente.

Per NBAPassion,
Teto Ceneri

Magic: pronti a rinnovare il contratto del GM Hennigan

Sulle porte dell’Amway Center di Orlando c’è scritto ” Rebuilding’‘ da ormai molte stagioni, precisamente dall’estate 2012 quando Dwight Howard salutò tutti per andare a giocare con Kobe e Nash e vincere tutto, o almeno questa era l’idea. Il processo di ricostruzione procede, non proprio a gonfie vele ma abbastanza bene e, la dirigenza ha deciso di prolungare il contratto del GM Rob Hennigan, per dargli l’opportunità di completare il processo di maturazione della franchigia  e della  creazione di un progetto vincente.

Hennigan
Hennigan

La Famiglia DeVos e il CEO Alex Martins, hanno intenzione di rinnovare il contratto di Hennigan anche per la prossima stagione,sottolineando la bontà delle azioni del proprio General Manager e quanto possa esser negativo allontanare la sua figura dalla franchigia della Florida. Questo riporta Josh Robbins dell’Orlando Sentinels.

Ai Magic mancano due cose ora, un coach e un stella che guidi la squadra ai Playoffs e oltre: Oladipo, Payton e Vucevic sono ottimi secondi violini, ma non saranno mai stelle assolute di un team che vuole andare avanti fino alle Finals di Conference e, magari, sognare in grande. Un giocatore come quel Shaquille O’Neal, che fece sognare tutta Orlando…per andare dove? Ai Lakers, proprio come Howard, però vincendo tutto!

per Nba Passion,

Francesco Papillo