Spurs, è il giorno di Manu Ginobili: “Gli Spurs, i ragazzi dell’Argentina, fortunato ed onorato”

Olè olè ol olè, Manu, Manu!” Il microfono passa nelle mani dell’uomo del giorno a San Antonio, Texas. Emanuel David Ginobili è pronto per il suo discorso di ringraziamento al popolo ed alla famiglia Spurs, che tra pochi minuti isseranno la sua maglia numero 20 sulle volte dell’AT&T Center. Al centro del campo sono esibiti i quattro Larry O’Brien Trophies vinti in carriera da Manu.

Di fianco a lui le sue due famiglie. La moglie Mariangela Orono, Dante e Nicola, i due gemelli, e l’ultimo arrivato di casa Ginobili, Luca.

E poi la sua famiglia sul campo: Tony Parker, ora a Charlotte e volato a San Antonio assieme ai suoi ex compagni dopo la trasferta degli Spurs in North Carolina. Fabricio Oberto, compagno di tanti successi nella nazionale argentina. Coach Gregg Popovich, Tim Duncan e R.C. Buford, general manager degli Spurs.

Pensavo al mio discorso, a cosa dire” Attacca Ginobili, che passeggia emozionato al centro del campo “Poi ho riflettuto: cosa ci faccio esattamente in mezzo a tutti voi? Cosa ho fatto per essere Qui? Non sarebbe dovuta andare così. Quando ho iniziato pensavo che si, avrei potuto avere una bella carriera, magari in Europa. Forse vincere qualcosa con la nazionale. Poi mi sono ritrovato di colpo qui, in mezzo a voi e tra tutte queste leggende, questi ragazzi che hanno parlato prima di me, persone che ammiro e a cui voglio bene (…) sono così contento e frastornato dall’emozione che vorrei venire a stringere la mano ad ognuno di voi per ringraziarvi di cuore“.

Ginobili ringrazia poi i suoi genitori, presenti all’AT&T Center, che alimentarono ed appoggiarono la passione del giovane Manu e dei suoi due fratelli per la pallacanestro, e la moglie Mariangela, per poi ricordare la notte del draft NBA 1999: “Ricordo che ci stavamo preparando per un torneo, quando mi dissero che ero stato scelto dai campioni NBA. Cosa?, Poi vidi che ero stato chiamato con la 57esima scelta (…) e capii che con una scelta così bassa, il mio futuro sarebbe dipeso da me. Se fossi diventato abbastanza bravo, forse un giorno mi avrebbero convocato a San Antonio. Quel giorno arrivò, fui davvero fortunato“.

Manu Ginobili: “Grazie alla città, Tim e Tony due amici, Pop… sei un matto!”

Ginobili passa poi a ringraziare le tante persone speciali incontrate nei suoi anni in Argentina, in Italia e s San Antonio. La città ed i suoi tifosi: “Non sapevo nulla della città quando arrivai qui, ed avevo tanti dubbi: sarei riuscito a giocare con Tim (Duncan, ndr), con David Robinson? E poi ho sentito quanto voi tutti mi abbiate sempre appoggiato , come abbiate sempre acclamato il mio nome (…) per cui grazie di cuore“.

L’organizzazione degli Spurs e tutte le persone che ne fanno parte, il personale dell’arena, ed i tanti allenatori e compagni di una carriera: “Ho imparato tantissimo da molte di queste persone, e sono troppe per citarle tutte. Ma ci sono due gruppi in particolare che ho il dovere di ringraziare: i ragazzi della nazionale argentina (a cui si rivolge in spagnolo, ndr), ed i miei compagni a San Antonio: Tim e Tony. Come abbiamo fatto ad instaurare un’intesa così? A capirci con uno sguardo, a giocare assieme senza chiamare schemi o parlarci in campo (…) ragazzi, siete stati speciali ed è stato un onore giocare con voi (…)  Patty (Mills, ndr), Thiago (Splitter, ndr), Bobo, (Boris Diaw, ndr), voi ragazzi avete mantenuto giovani questi 40enni per tanti anni, poi Bruce (Bowen, ndr), Nazr (Mohammed, ndr), Sean (Elliot, ndr), Malik (Rose, ndr), Rasho (Nesterovic, ndr)… siete davvero tanti, 16 anni sono tanti, le cene, le chiacchierate… siete stati fantastici“.

Ginobili si rivolge poi a Gregg Popovich: “Pop, sei una persona sensibile, generosa, premurosa, intelligente… e sei matto! Sei un matto, ma sei una delle persone più importanti della mia vita, grazie per tutto quello che hai fatto per me e per la mia famiglia. Ho imparato tanto da te, sul basket e sulla vita“.

Quando annuncia mesi fa il mio ritiro” Chiude Ginobili “Dissi che la mia carriera era andata ben oltre ciò che avrei potuto desiderare nei miei sogni più sfrenati. Ed ero sincero, e devo ringraziare ancora tutti voi, tutti i ragazzi presenti qui e quelli che non ci sono. Vi sono debitore, vi voglio bene“.

NBA Focus on Spurs: in bilico tra la fine di un ciclo e l’inizio di nuovo corso

Dopo essere usciti a testa alta, ma con l’amaro in bocca, dai playoff dopo la tribolante gara 7 contro i Los Angeles Clippers, in casa San Antonio Spurs è giunta l’ora di studiare a tavolino le mosse da operare nelle prossime settimane. C’è chi dice che ormai l’era vincente dei texani si sia conclusa, chi invece sostiene che possano dare ancora qualcosa: insomma, attorno alla franchigia circolano rumors e ipotesi varie, ma di certezze nemmeno l’ombra. Tutto può dunque accadere allo stato delle cose, con la situazione che può incanalarsi su diversi binari. 

IL DESTINO DEI SENATORI

Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker.
Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker.

L’attenzione degli addetti ai lavori (e non) è concentrata sulla situazione di Tim Duncan e Manuel Ginobili.  Per i due neroargentati potrebbe essere arrivato il canto del cigno delle loro trionfanti carriere. L’ala grande e la guardia argentina recentemente hanno fatto sapere di non aver deciso cosa fare per la prossima stagione. Entrambi dunque potrebbero smettere sul serio, lasciando la loro eredità al nuovo che avanzerà. In particolare Ginobili ha dichiarato: ” Parlerò con la mia famiglia e cercherò di fare tutte le valutazioni del caso. La parola spetta anche agli Spurs, ma non è un argomento per ora.” L’ultima annata non è stata proprio esaltante per il numero 20,  le cui possibilità di ritirarsi sembrano più alte di quelle di Duncan. The Big Fundamental infatti contro i Clippers ha sfornato delle prestazioni eccellenti, nonostante le 39 primavere sul groppone. Fatto che potrebbe convincerlo a continuare a giocare, magari firmando un contratto al minimo salariale.  Non è da escludere che la stessa cosa potrebbe farla Ginobili che , insieme al suo compagno di squadra, calcherebbe il parquet fino all’estate 2016. La fine della dinastia, insomma, potrebbe essere rinviata di un anno, con la questione legata a coach Gregg Popovich da monitorare prossimamente.

LE MOSSE PER IL FUTURO

La situazione salariale dei San Antonio Spurs.
La situazione salariale dei San Antonio Spurs (Clicca due volte per ingrandire).

In ogni caso, il front office nella prossima offseason ha intenzione di muoversi per gettare le basi per la rebuilding. Popovich ha infatti detto al ‘San Antonio Express News’ che “verranno apportati dei cambiamenti al roster”. Priorità assoluta verrà data alla permanenza di Kawhi Leonard: il Defensive Player of the Year dell’ultima regular season diverrà restricted free agent in estate, con gli Spurs disposti a pareggiare qualsiasi offerta per trattenerlo. Poi si guarderà con attenzione alla free agency. In tal senso LaMarcus Aldridge, attualmente ai Portland Trail Blazers,  sarebbe secondo le ultime notizie il primo obiettivo per il frontcourt. Tutt’altro da trascurare è la pista che porta a Marc Gasol, centro dei Memphis Grizzlies.  Verrà  inoltre valutato il destino dei vari Danny Green, Marco Belinelli e Matt Bonner: dalla loro conferma o meno dipenderanno le altre operazioni di mercato. Infine, come riportato da Marc Stein,  Tiago Splitter potrebbe essere tradato per liberare ancora più spazio nel salary cap e tentare di mettere a segno qualche colpo (Wesley Matthews?)

In bilico tra la fine di ciclo e l‘inizio di un nuovo corso: occorre presumibilmente attendere ancora un po‘ per vedere come concretamente i San Antonio Spurs si muoveranno.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

Nba Playoffs Analysis: Il nuovo che avanza, il vecchio che…

Gli Dei del basket lo hanno fatto di proposito, giusto per animare un Primo Turno dal sapore alquanto scontato, finora. Clippers-Spurs è stata la Serie, con la S maiuscola. Una sfida al meglio di 7, come facilmente preventivabile all’inizio di questi NBA Playoffs, con un finale (forse) a sorpresa.

All’alba di gara-7, i Clippers arrivavano a giocarsi la serie contro gli Spurs in casa propria, con il trio Duncan-Parker-Ginobili che, nonostante i 108 anni combinati, volevano dimostrare ancora una volta, al mondo intero, che gli Spurs non muoiono mai: serviva una partita perfetta da parte dei Clippers e così è stato. Una battaglia onesta, ricca di talento, agonismo e tante emozioni; il giusto epilogo per una serie spettacolare. Sembravano non bastare 48 minuti; 109-109 a pochi secondi dallo scadere ma, quando di chiami CP3, tutto può succedere: 2 punti di rara difficoltà e importanza, che consegnano la vittoria ai losangelini e decretano, probabilmente, la fine di un impero pluridecennale dal nome San Antonio Spurs.

Dopo anni e anni di soprusi da parte dei cugini dei Lakers, dopo le cocenti eliminazioni ai Primi Turni delle stagioni passate e un progetto che pareva stentare a decollare per davvero, ecco la scintilla che serviva a dare la svolta: una vittoria contro i campioni in carica. La seconda squadra di Los Angeles, finalmente, riesce a catturare le luci della ribalta. È stata la serie delle rivincite: la rivincita dei Clippers sugli Spurs, che lo scorso anno avevano eliminato proprio i losangelini; la rivincita di Griffin che ha dimostrato di essere un giocatore completo capace di essere un fattore nelle partite che contano; è stata la rivincita di Austin Rivers, il “fattore X” che non t’aspetti; è stata, ed è, soprattutto, la rivincita di Chris Paul che, con alle spalle una carriera non degna del suo talento e troppo spesso criticato e sottovalutato ingiustamente, come nelle migliori favole Disney, risulta essere l’eroe che trascina i suoi verso la gloria, acciaccato, sfinito, ma mai sconfitto nell’animo.

Chris Paul trascina i suoi alle Semi-Finals, grazie al tiro sullo scadere che consegna la vittoria ai Clippers
Chris Paul trascina i suoi alle Semi-Finals, grazie al tiro sullo scadere che consegna la vittoria ai Clippers

E’ stato incredibile. Essere infortunato, tornare in campo e giocare in quel modo, bhè, è stato incredibile”. Così Blake Griffin sulla prestazione del compagno. Nel momento più delicato della partita e, forse, dell’intera carriera, si accolla il peso della responsabilità, prendendo in carico l’ultima giocata della partita: tiro impossibile che mai e poi mai sarebbe entrato in altre situazioni, ma non in questo caso. La palla sbatte sulla tabella e abbraccia la retina, senza neanche curarsi del ferro: Paul trascina i suoi ad un’incredibile vittoria. La gioia di Paul è la stessa di Doc Rivers, che meglio non poteva descrivere il tiro del suo giocatore: “L’isolamento, il tiro in equilibrio precario cadendo all’indietro, fantastico. Sono davvero felice per lui”. E c’è da giurare che la questione non finisca qui. Il futuro di questa franchigia è cambiato tutto in una notte: da eterna incompiuta a favorita ad Ovest, il passo è stato breve. I Clippers adesso fanno paura, non temono più nessuno. Il cammino è ancora lungo dinanzi a loro, adesso ci sono i Rockets da affrontare, ma Paul non sembra per nulla intimorito, ha ben chiaro l’obiettivo del team: ”E’ difficile pensare che questo sia stato un Primo Turno, ma noi non ci fermiamo di certo ora”. Ecco, il nuovo che avanza è finalmente diventato realtà.

Gioia ovviamente non condivisa dagli Spurs. Il nuovo che avanza e il vecchio che… Già, il vecchio: cosa succederà adesso? E’ davvero la fine di una dinastia? I dubbi sono molti, le domande ancor di più, le risposte sempre meno. Duncan si ritirerà? E Ginobili? Gli Spurs torneranno ad essere competitivi sin da subito? Domande alle quali è difficile rispondere adesso, all’indomani di una partita così difficile da digerire per Popovich&co. Sicuramente, il destino di San Antonio è legato a quello di Ginobili, ma ancor di più a quello di Duncan, idolo della franchigia, leggenda vivente di questo sport. Qualcosa è trapelato in conferenza stampa post-partita, con Ginobili ancora indeciso sul da farsi, e Duncan che al momento non professa nulla, anche lui assorto dai dubbi, condannato a decidere tra la voglia di giocare e l’anagrafe che ha da poco recitato 39 stagioni.

Duncan-Ginobili: possibile ritiro in vista?
Duncan-Ginobili: possibile ritiro in vista?

Di certo c’è che, visto l’andamento della stagione, con numeri ai minimi storici che non si vedevano dalla stagione da rookie, se si dovesse scommettere un euro su chi si ritirerà prima, il nome è quello di Manu Ginobili. O magari si ritireranno insieme, chissà. Di certo, l’assenza di questi due pilastri all’interno dello spogliatoio e sul parquet, comporterà una ricostruzione obbligatoria da parte degli Spurs. I nomi sono sempre gli stessi: Gasol o Aldridge. Difficile dire al momento chi potranno firmare ma, certamente, partire da una base con Parker, Leonard e uno tra i due sopracitati, sicuramente facilità il compito di ricostruzione. C’è poi, però, il vecchio Pop, freddo più del ghiaccio e chiaro come sempre, dopo l’amara eliminazione da dover digerire, risponde così ai giornalisti, riaprendo nuovi scenari riguardo il futuro suo e dei suoi uomini: “La gente mi chiede notizie riguardo il possibile ritiro da parte mia, di Tim e di Manu da almeno 5 anni. Sono tutte chiacchiere. Non ho nessun’idea al momento, ma torneremo presto, probabilmente”.

Una risposta chiara, netta, che sa quasi di minaccia. Se da un lato i Clippers dovranno presto smaltire l’euforia, provando a mantenere fede alle responsabilità che una vittoria del genere comporta, gli Spurs, d’altro canto, potrebbero tornare, è questo il messaggio che coach Popovich ha lanciato alla lega intera: il nuovo che avanza e il vecchio che…

 

Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)