Gordon Hayward (concussion protocol) in dubbio contro i Nuggets

Boston Celtics, Gordon Hayward in forse per la sfida del TD Garden di lunedì contro i Denver Nuggets.

Dopo il colpo al collo subito sabato contro gli Atlanta Hawks, Hayward è stato sottoposto alle cure del caso per una sospetta commozione celebrale. Il giocatore dei Celtics verrà sottoposto nelle prossime ore ai rigidi test che il “concussion protocol” della lega prevede in questi casi, e solo una volta superati tali test l’ex star degli Utah Jazz potrà fare ritorno in campo.

Durante la sfida contro gli Hawks, Hayward aveva cozzato contro la spalla sinistra del lungo di Atlanta John Collins, accorso per un blocco cieco alle spalle del difensore.

Dopo il contatto, Gordon Hayward era stato costretto a lasciare il parquet di gioco.

L’assenza di Hayward si unirebbe a quella di Al Horford, in forte dubbio a causa di un problema al ginocchio sinistro.

Seconda vittoria consecutiva per i Celtics. Battuti i Kings 111-109

Seconda partita del viaggio ad Ovest per i Celtics, seconda vittoria. La squadra che stiamo vedendo adesso assomiglia davvero ai Boston Celtics che l’anno scorso sorpresero tutti ai PlayOff. C’è di nuovo anima, armonia, coesione e feeling tra i giocatori. Dopo il canestro finale realizzato da Hayward, tutti sono andati ad abbracciarlo e a congratularsi con lui. Sono piccoli gesti che testimoniano come le cose stiano cambiando. Inoltre, i biancoverdi hanno accorciato sui Philadelphia 76ers, sconfitti dai Chicago Bulls.

La vittoria contro i Sacramento Kings per 111-109 porta la firma finale, come detto, di Gordon Hayward. L’ala, ex Utah Jazz, ha rimediato subito a un fallo da lui commesso che ha comportato i 3 tiri liberi del pareggio agli avversari. Ha preso palla ed è andato dritto verso il canestro, realizzando i 2 punti decisivi. Ottima prestazione anche del solito Horford (21 punti, 11 rimbalzi e 7 assist), Tatum (24 punti) e di Morris (19 punti). Per i Kings, degni di nota Buddy Hield ed Harrison Barnes.

I commenti post partita

Ecco le dichiarazioni proprio del game-winner, Gordon Hayward:

Dovevo percorrere tutto il campo. Sono stato bravo a terminare l’azione nel migliore dei modi. Riuscire a fare buone prestazioni mi aiuta perché mi dà fiducia. L’obiettivo è quello di essere costante, di fare sempre belle partite. Stasera non è stata una partita fantastica per me al tiro, quindi ho cercato di fare bene altre cose. I Kings sono una squadra dura da affrontare, per noi era un back-to-back, e loro sono una squadra che tiene ritmi molto alti, quindi non è stato affatto semplice. Questa vittoria mi rende orgoglioso.

Celtics-Sixers, Horford stoppa Embiid: “Ho sbagliato partita, colpa mia”, Hayward: “Al partita super”

La prima sconfitta dei “Phantastic 5” di Philadelphia è targata Boston Celtics. Al Wells Fargo Center di Philadelphia, i Celtics privi di Kyrie Irving superano di misura i 76ers di Joel Embiid.

112-109 il risultato finale per gli uomini di coach Brad Stevens, che si affidano all’esperienza di Al Horford ed alla grande partita in uscita dalla panchina di Gordon Hayward, ed ottengono la seconda vittoria stagionale sui rivali Philadelphia 76ers.

Al Horford è autore di un partita completa, chiusa con 23 punti, 8 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi in 35 minuti di gioco. Hayward conferma la buona vena offensiva dimostrata contro i Los Angeles Clippers e chiude con 26 punti e 6 triple mandate a bersaglio (su 7 tentativi), in 28 minuti.

Per i Sixers, cattive percentuali di tiro per Joel Embiid (autore di 23 punti e 14 rimbalzi) e Tobias Harris (10 punti e 8 rimbalzi, ma con 0 su 6 dalla lunga distanza). Jimmy Butler tra i migliori dei suoi, con 22 punti e 9 rimbalzi (7 su 12 al tiro e 7 su 10 ai tiri libero).

La sfida tra Celtics e Sixers si decide solo nel finale. Jimmy Butler sigla il -3 Phila allo scadere del terzo periodo (77-74), Joel Embiid e Ben Simmons tengono a contatto i Sixers ad inizio quarto quarto ma i Celtics continuano a colpire dall’arco dei tre punti, con Hayward, Horford (3 su 5 per l’ex Atlanta Hawks) e Jayson Tatum.

Embiid segna il canestro del +1 Sixers (103-102) a 2 minuti dal termine, prima della replica di Gordon Hayward dall’angolo destro. A 30 secondi dal termine, Boston è avanti di 2 lunghezze (108-106), quando Marcus Smart penetra a canestro attaccando un Joel Embiid gravato da 5 falli. La star dei 76ers non va in aiuto, e Smart schiaccia il +4 Celtics.

Jimmy Butler ricuce lo strappo in entrata, (108-107) ma Tatum non sbaglia dalla lunetta e chiude la partita.

Celtics-Sixers, Joel Embiid: “Che arbitraggio! Ma io ho sbagliato partita”

Al Horford si conferma cliente scomodo per Joel Embiid. Nelle ultime 10 partite tra Sixers e Celtics (tra playoffs 2018 e stagione regolare 2018\19) Horford ha limitato la stella dei 76ers a soli 0.73 punti per possesso (a fronte di una media di 1.08 quando marcato da altri difensori, dati ESPN), con una percentuale al tiro inferiore al 37%.

Ben 12 dei 16 tiri da tre punti presi da Embiid nelle 10 partite prese in esame sono arrivati contro Horford.

“(Horford, ndr) non fa nulla di che, sostanzialmente se ne sta fermo. Io ho dormito per tre quarti, ho sbagliato approccio. La sconfitta è colpa mia, e di nessun altro. La giocata sul +3 Boston? Sono stato uno stupido, ho recuperato il rimbalzo offensivo e segnato da 2, quando avrei dovuto riaprire per un tiro da tre per pareggiare. Ho presupposto che avessimo ancora un time-out, ma così non era. Ho fatto canestro ed ho pensato subito: ‘Joel, sei uno stupido’. Colpa mia, devo fare meglio. Gli arbitri hanno fatto schifo, comunque

– Joel Embiid dopo Celtics-Sixers –

Una critica che costerà alla star camerunense dei Sixers una multa, con ogni probabilità.

Gordon Hayward, autore di una delle sue migliori partite stagionali, spende parole di ammirazione per Al Horford a fine gara:

Al (Horford, ndr) è un difensore intelligente. Sa usare gli spazi e gli angoli giusti, e sa quando avvicinarsi e far sentire il fisico (a Joel Embiid, ndr), e quando allontanarsi. E’ tosto, cerca il contatto, non arretra mai ed è in grado di sprintare per contrastare il suo tiro da fuori. Embiid è un mostro fisicamente, vedere Al giocare così contro di lui è davvero incoraggiante

– Gordon Hayward dopo Celtics-Sixers –

Ritorno a casa e fischi per Gordon Hayward: “Rispetto i tifosi Jazz, 7 anni bellissimi qui”

Il ritorno di Gordon Hayward a Salt Lake City si chiude con una sconfitta per l’ex Utah Jazz ed i suoi Boston Celtics.

Alla Vivint Smart Home Arena finisce 123-115 per i Jazz, guidati da un Joe Ingles da 27 punti e 5 triple mandate a bersaglio, e dall’ex Celtics Jae Crowder, autore di 20 punti, 6 rimbalzi e 4 assist in uscita dalla panchina.

Per Boston, assente Kyrie Irving, volato a partecipare ai funerali del nonno.

L’attenzione è tutta su Gordon Hayward, il grande ex che lasciò lo Utah da free agent al termine della stagione 2016\17, e che ritorna a Salt Lake City per la prima volta da avversario.

L’accoglienza per Gordon non è delle migliori. L’ex idolo dei tifosi di casa viene fischiato all’introduzione dei quintetti, e poi durante ogni possesso a partita iniziata.

Jazz-Celtics, Gordon Hayward: “7 anni bellissimi a Utah”

Nonostante la sconfitta ed i fischi, Hayward si è detto felice di essere tornato a Salt Lake City, e di aver rivisto facce conosciute dopo tanto tempo:

E’ stato bello. Arrivare qui e rivedere tante facce conosciute all’arena, lo staff, alcuni ex compagni. avrei preferito vincere, ma è stato bello. I fischi? Rispetto i tifosi dei jazz, non sono sorpreso, fa parte del gioco. Li ho sentiti durante il riscaldamento e all’annuncio dei quintetti, poi però la partita inizia e non te ne preoccupi più di tanto (…) ho parlato qualche minuto prima della gara con Joe (Ingles, ndr) con gli ex compagni, con i membri del front office… è stato bello (…) i Jazz sono una buona squadra, muovono bene il pallone, hanno un’identità ed i giocatori conoscono il proprio ruolo (..) io sono cresciuto da professionista, qui, con Deron Williams, coach Jerry Sloan, ho bellissimi ricordi. Mi sono fatto una famiglia, qui, ed ho visto la squadra crescere fino a raggiungere la semifinale di Conference due anni fa (…) ora sono concentrato solo sui Celtics e sulla stagione, ho passato 7 anni qui, auguro ai tifosi ed ai Jazz solo il meglio

– Gordon Hayward sul suo ritorno a Utah dopo Jazz-Celtics –

Per Gordon Hayward, 13 punti e 7 rimbalzi in 25 minuti di gioco in una partita equilibrata per i primi 24 minuti di gioco.

All’inizio del terzo quarto, Utah piazza un parziale da 17-6, che porta i Jazz sul +20 a metà frazione. I Celtics tentano di risalire nel quarto periodo, ispirati da Jayson Tatum (21 punti, 4 assist e 5 recuperi) e Terry Rozier (22 punti e 5 su 8 da tre punti), e toccando il -4 sul 100-96 Utah.

I Jazz riescono però a tenere Boston sempre a più di un possesso di distanza, siglando il risultato finale grazie ai tiri liberi di Donovan Mitchell e Rudy Gobert.

Jazz-Celtics, Jae Crowder: “Volevo vincere a tutti i costi”

Gordon Hayward non è stato l’unico ex di giornata sul parquet della Vivint Smart Home Arena. Jae Crowder ha vestito la maglia dei Boston Celtics per tre stagioni dal 2014 al 2017.

L’ex dallas Mavericks fu incluso nella famosa trade che portò Kyrie Irving nel New England.

Crowder venne spedito ai Cleveland Cavs, squadra in cui rimase solo pochi mesi, prima di finire nello Utah in cambio di George Hill e Rodney Hood.

Jae è stato uno degli uomini chiave per la vittoria dei Jazz, segnando 20 punti e chiudendo la partita con un tiro da tre punti pesante a 28 secondi dal termine:

Stasera è una bella serata. Volevo assolutamente vincere questa partita, davvero. Non mi sarebbe importato di giocare bene e perdere o altro. Volevo solo vincere. Poi sono riuscito a giocare una buona partita è questa è una buona cosa. Questa partita siginificava molto per me. Tra una settimana giocheremo ancora contro di loro a Boston  (il 18 novembe, ndr) e vogliamo vincere anche là

– Jae Crowder dopo Jazz-Celtics –

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Gordon Hayward: una luce in fondo al tunnel

Recupero di Hayward-infortunio hayward

Gordon Hayward è tornato a giocare. E questa è la cosa più importante riguardo l’ex giocatore degli Utah Jazz, al di là delle sue prestazioni sul campo, le quali sono comunque buone considerato tutto il contesto.

Era stato preso durante la free agency di due estati fa per comporre una delle lineup che avrebbe potuto competere per il titolo ma quel maledetto infortunio ha impedito tutto ciò, infrangendo sul nascere i sogni di Gordon. Ma ora che ha ripreso a calcare i parquet d’America vuole riprendersi ciò che la sfortuna, quella notte del 17 ottobre dello scorso anno, gli ha immeritatamente tolto.

GORDON HAYWARD: ESPERIENZA ED INTELLIGENZA A DISPOSIZIONE DEI COMPAGNI

Questa voglia di rivalsa sta emergendo piano piano alternando alti e bassi, come è normale che sia. Coach Brad Stevens ha dichiarato prima di inizio stagione che avrebbe giocato con restrizioni di minutaggio per le prime settimane di regular season affinché potesse riprendere con calma il ritmo partita. Questo, tuttavia, non gli ha impedito di mettere a referto alcune ottime prestazioni come quella contro i Milwaukee Bucks (18 punti con 6/11 dal campo, 3/5 dall’arco e 5 assist) nel quale è stato uno dei protagonisti della vittoria finale.

Non avendo ancora l’esplosività e la condizione di un paio di stagioni fa, Hayward sta mettendo a disposizione tutta la sua esperienza e intelligenza cestistica al servizio dei compagni, facendosi trovare al posto giusto al momento giusto. A testimonianza di ciò, la sua percentuale nel tiro da fuori (intorno al 35% su 32 tentativi) è comunque buona, alla luce della difficoltà nelle percentuali dal campo di tutta la squadra, eccezion fatta per Marcus Morris, protagonista di un’ottima stagione fino a questo punto.

 

La miglior azione di Hayward in maglia Boston Celtics: gran giocata difensiva e canestro in penetrazione.

Anche il processo di conoscenza reciproca con i compagni di squadra sta procedendo bene come dimostrano le ultime prestazioni durante le quali si sta trovando sempre di più a proprio agio. Il lavoro che l’ex Jazz sta cercando di mettere in atto è visibile anche nei 5.4 rimbalzi di media, fondamentale in cui Boston ha manifestato qualche lacuna negli anni precedenti.

QUALCHE PECCA DIFENSIVA

L’unica nota meno lieta è forse quella che riguarda la metà campo difensiva, nella quale manca ancora un po di mobilità laterale, anche se anche su questo aspetto si possono notare miglioramenti sensibili come dimostra la stoppata su Malcom Brogdon contro i Bucks. Le squadre avversarie continueranno a mettergli pressione ed il sistema difensivo di Boston dovrà essere in grado di limitare le scorribande degli attaccanti.

Inserirsi in una squadra che punta alla vittoria finale non è facile, farlo dopo un infortunio come quello capitato al prodotto di Butler lo è ancora di più. Il fatto che ad aiutarlo sia l’allenatore che ha avuto nei suoi anni al college rende tutto ciò ancora più intrigante e interessante. I tifosi del TD Garden lo hanno preso a cuore e aspettano di festeggiare uno dei lieti fini più belli della pallacanestro moderna.

 

 

Celtics, Gordon Hayward: “La caviglia sta migliorando”

Nuggets-Celtics

Gordon Hayward sta recuperando pian piano il ritmo partita dopo la frattura alla caviglia dell’inizio della scorsa stagione. La vittoria di ieri contro gli imbattuti Milwaukee Bucks è stato l’ennesimo passo nella giusta direzione, col giocatore dei Celtics che ha chiuso la gara con 18 punti, 5 assist, 4 rimbalzi ed 1 stoppata.

Fino a questo momento quella di ieri è stata la miglior prestazione ottenuta con la maglia di Boston ed il classe ’90 ha parlato ai microfoni di ESPN nel post gara, soffermandosi soprattutto sulla tenuta della caviglia.

Gordon Hayward: le parole post Celtics-Bucks

“La sento bene”, ha detto Gordon Hayward. “E’ sicuramente un po’ dolorante ma è una cosa che devo superare. Penso che al momento regga bene e devo avere la giusta fiducia quando atterro sulla caviglia infortunata. Devo essere forte mentalmente e fisicamente e tutto andrà bene”.

La presenza sul parquet dell’ex Utah Jazz è fondamentale per i Boston Celtics che stavano faticando a trovare la via del canestro. Le tante opzioni offensive che sono nel bagaglio tecnico di Gordon Hayward sono risultate decisive nella vittoria contro i Bucks ed ora la squadra di coach Stevens può guardare con grande ottimismo al proseguo della stagione.

“La gara è iniziata bene ed io sto migliorando sensibilmente. Mi sto trovando sempre più a mio agio e nonostante loro fossero bravi, sono stato in grado di batterli e stasera è stata un’ottima serata per me”, ha chiuso il giocatore.

Per Hayward la prossima tappa saliente sarà la sfida del 9 novembre quando tornerà a Utah contro i suoi Jazz che affronterà per la prima volta da quando è arrivato ai Celtics.

Celtics, Gordon Hayward sulla sconfitta: “Buoni tiri, abbiamo sbagliato di tutto”

Mai credere alle partenze lanciate degli Orlando Magic. Se c’è però un dato di fatto di questa prima settimana di regular season, questo è proprio la partenza lanciata degli Orlando Magic.

Dopo aver rischiato di espugnare il Wells Fargo Center di Philadelphia sabato notte, i Magic hanno espugnato il campo dell’altro pezzo da novanta della Eastern Conference: i Boston Celtics.

Al TD Garden di Boston è finita 93-90 per gli uomini di coach Clifford. I Celtics pagano una serata pessima in attacco e non completano la rimonta nel quarto periodo di gioco, dopo essere stati in svantaggio per tutti e 48 i minuti di gara.

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Boston spara a salve da tre punti (9 su 40!), Jayson Tatum finisce sempre corto e con soli 7 punti all’attivo (3 su 12 al tiro e 1 su 5 da dietro l’arco).

Kyrie Irving chiude con 22 punti, 8 rimbalzi e 5 assistGordon Hayward contribuisce con 11 e 4 rimbalzi in soli 24 minuti di gioco, ma sbaglia la tripla del pareggio allo scadere, su secondo possesso dopo un altro tiro da tre punti fallito da Irving.

Per i Magic, doppia doppia da 24 e 12 per un Nikola Vucevic da All-Star Game (si, lo si diceva anche l’anno scorso…). Jonathan Isaac parte in quintetto e ne mette 18 con 12 rimbalzi.

Le due squadre si guadagnano in totale solo 19 tiri liberi (10 per Boston).

Celtics-Magic, le parole di Hayward, Isaac e Vucevic

Nel post gara di Celtics-Magic, Gordon Hayward commenta l’ultima azione, e la doppia occasione sprecata dai padroni di casa:

Erano tiri che potevano entrare, due buoni tiri. E’ stato così per tutta la partita: abbiamo creato buoni tiri, non sono entrati”

Jonathan Isaac ha chiuso con una doppia doppia, ma fa autocritica per il rimbalzo d’attacco concesso a Al Horford dopo il primo errore di Irving. Il successivo tiro di Hayward si è spento sul primo ferro.

Mi sono davvero arrabbiato per aver concesso il rimbalzo a Horford. Ho fatto di tutto per cercare di tagliarlo fuori, e mentre il pallone era per aria ho pregato: ‘fa’ che non finisca così, non possono segnare'”

– Jonathan Isaac commenta l’ultima azione in Celtics-Magic –

Preghiera condivisa da Nikola Vucevic, il miglior giocatore in campo al TD Garden, ed in panchina sull’ultimo possesso Celtics:

Abbiamo trattenuto il respiro. Quando il tiro di Hayward è finito sul ferro, ho guardato il cronometro e ho pensato: ‘ok, ce l’abbiamo fatta'”

– Nikola Vucevic dopo Celtics-Magic –

Ultime dai campi: Leonard, Hayward e Butler non giocheranno stanotte

La serata americana di sabato non vedrà protagoniste tre stelle. Si tratta di Kawhi Leonard dei Toronto Raptors, Jimmy Butler dei Minnesota Timberwolves e Gordon Hayward dei Boston Celtics.

Per tutti loro, infatti, ci sarà un turno di riposo anche se le motivazioni sono diverse.

Leonard, Butler, Hayward: turno di riposo per i 3 All-Star

Come detto sopra le tre All-Star non saranno in campo questa sera. Se per Leonard e Hayward la paura è quella di una ricaduta dopo gli infortuni della scorsa stagione, per quanto concerne Butler si tratterà di una semplice pausa che, molto probabilmente, porterà a nuove voci sul possibile addio da Minneapolis dell’ex Bulls.

Non solo questi tre giocatori, però, sono a rischio di saltare questa giornata visto che sono in dubbio anche DeAndreAyton e Devin Harris.

Tornando alle gare di questa notte, i Raptors faranno visita agli Washington Wizards, i Celtics giocheranno sul campo dei New York Knicks mentre i Timberwolves, che arrivano dalla vittoria con i Cavaliers, giocheranno contro i Dallas Mavericks in trasferta.

Rientro Hayward: il mal di schiena farà slittare il ritorno in campo?

Il rientro Hayward sui campi della NBA sembra imminente, almeno a quanto detto dal diretto interessato nelle scorse ore. Il giocatore dei Celtics, infortunatosi alla caviglia dopo pochi minuti nel match d’apertura della scorsa stagione, non sarà sicuramente al top in avvio a causa di un altro acciacco fisico.

L’ala di Boston, infatti, è alle prese con un fastidioso mal di schiena che sta frenando ed attardando il recupero.

“La mia schiena è andata progressivamente a peggiorare e questo mi sta facendo pensare che io debba rallentare un po'” ha detto Hayward a Tom Westerholm di MassLive.

Rientro Hayward: continuano i problemi alla schiena

“Anche in passato il mal di schiena mi ha dato noi ma con trattamenti sono sempre riuscito a superare il dolore. Ma questa volta sta peggiorando molto, specialmente dopo aver giocatore, ed ora ho bisogno di riprendere le forze. Mi sono concentrato per non sforzarla eccessivamente ma poi ti dimentichi e ti tendi a concentrare su altre cose. Questa parte del corpo va salvaguardata. Non puoi dare il tuo meglio se ti fa male la schiena”.

Gordon crede che riuscirà ad essere pronto per l’avvio della regular season che i suoi Boston Celtics giocheranno contro i Philadelphia 76ers ma, ovviamente, ci vorrà del tempo per ritrovare il giusto feeling con i compagni di squadra sul parquet.

“E’ decisamente difficile”, ha ammesso Hayward. “La mia aspettativa era quella di tornare appena ero pronto ed essere esattamente lo stesso giocatore che ero prima dell’infortunio. Ho lavorato duramente per un anno intero ed è difficile avere pazienza e capire che ci vuole del tempo, ma è davvero frustrante. Per me è una novità un infortunio cosi lungo e quindi non so cosa aspettarmi e quanto tempo ancora ci vorrà per ritrovare il mio ritmo e le altre cose. Devo essere paziente e fare ciò che è ideale per la squadra per farla vincere”.

Hayward era arrivato a Boston nel 2017 dopo l’esperienza agli Utah Jazz chiusa con 21.9 punti, 5.4 rimbalzi e 3.5 assist di media a partita.

Danny Ainge: “Irving e Hayward vogliono esserci per l’inizio dei training camp”

Irving e Hayward accelerano il loro percorso di riabilitazione in vista della prossima stagione. A confermarlo in queste ultime ore ci ha pensato lo stesso GM dei Celtics Danny Ainge.

Danny Ainge: “Irving e Hayward stanno lavorando duramente dall’inizio della free agency”

Una delle tre squadre protagoniste dell’Eastern Conference sono certamente i Boston Celtics. Dopo l’addio di LBJ ai Cleveland Cavaliers, il team del Massachusetts guidato da coach Brad Stevens ha la grande chance per essere la squadra pronta a giocarsi il tutto per tutto contro le super potenze della Western Conference.

Dopo l’eliminazione cocente nelle Eastern Conference Finals soltanto a game-7 contro il team dell’Ohio di coach Lue, il ritorno di Irving e Hayward dopo i rispettivi infortuni avvenuti nella passata stagione, può dare decisamente una scossa notevole al team di coach Stevens.

In attesa dell’inizio della nuova stagione, arrivano notizie importanti sulle condizioni fisiche di entrambi i giocatori in vista dei prossimi training camp in programma il prossimo 26 settembre.

Ecco le parole di conferma rilasciate dal GM dei Celtics Danny Ainge ai microfoni di ‘Espn.com’:

Non voglio creare grandissime aspettative, ma se i training camp fossero iniziati oggi, Kyrie e Gordon dovevano presentarsi al massimo della condizione fisica. Entrambi i giocatori stanno lavorando duramente dall’inizio dell’estate e hanno capito che c’è un mese di tempo prima dell’inizio dei training camp con la squadra, che potrebbe dargli ancora più fiducia e più ritmo atletico e fisico in vista della prossima stagione. Irving e Hayward stanno facendo di tutto per essere pronti all’inizio dei camp dei Celtics in programma il prossimo 26 settembre”.

 

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“Kyrie Irving voleva Hayward, Ariza e Frye ai Cavs nel 2014” Parola di David Griffin

Kyrie Irving

Kyrie Irving e Gordon Hayward. L’ex GM dei Cavs David Griffin racconta: Kyrie aveva convinto Gordon Hayward a firmare con i Cavs prima dell’arrivo di LeBron.

Griffin, general manager della franchigia dell’Ohio dal 2014 al 2017, ha rivelato il retroscena durante un intervento radiofonico con un’emittente di Cleveland. La notizia è apparsa per prima su Cavs Nation, e ripresa da nbcsports.com

Secondo Griffin, nell’estate 2014 Irving aveva reclutato con successo Hayward, Trevor Ariza e Channing Frye. Il tutto prima che LeBron decidesse di tornare a casa, e cambiare tutto quanto.

L’anno scorso, lo stesso Hayward, durante una conferenza stampa pre-stagionale (si era in agosto), aveva raccontato della sua visita a Cleveland nel 2014. L’ex Butler Bulldogs era diventato restricted free agent, e Cleveland era una delle destinazioni possibili.

“Andai in visita a Cleveland da free agent nel 2014, arrivò Kyrie e mi disse quanto gli sarebbe piaciuto avermi in squadra. Di fatto mi stava reclutando. Poi arrivò James e… rovinò tutto!”

– Gordon Hayward scherza su Kyrie Irving e Cleveland –

Kyrie Irving e Gordon Hayward, l’estate 2014 dei Cleveland Cavs

L’aneddoto svela dunque un “fil rouge” tra la point-guard ex Cavs e l’all-star 2017 in maglia Utah Jazz, e ci dice qualcosa in più riguardo alla scelta di Irving di lasciare l’Ohio e l’ombra – per quanto gradevole – di LeBron James.

Riavvolgendo brevemente il nastro della off-season 2014 dei Cavs, vale la pena ricordare come Kyrie si fosse impegnato formalmente ad estendere con Cleveland prima dell’arrivo di James. Irving aveva accettato in pieno il ruolo di giocatore franchigia, mettendosi a disposizione del management per reclutare i migliori free agent e guidare la sua squadra sul campo. Hayward, Ariza e Frye sarebbero stati parte del supporting cast dei nuovi Cavs.

Kevin Love, Kyrie Irving e LeBron James.
Kevin Love, Kyrie Irving e LeBron James.

La storia, come sappiamo, andò diversamente. LeBron tornò a casa (12 luglio 2014), Kevin Love lo seguì un mese dopo, arrivando da Minnesota in cambio di Andrew Wiggins. Il Big Three collezionò tre finali ed un titolo.

Eppure, in un angolo del cervello di Irving, il desiderio – l’ambizione – di essere l’uomo franchigia, di essere primo e maggior responsabile delle fortune o delle sfortune della propria squadra, è sempre rimasto vivo. Una parte del carattere di Irving, di un’indole competitiva a livelli “Bryanteschi”, ha sempre mal sopportato l’idea di essere lo sparring partner –  seppur grandioso – del miglior giocatore della NBA.

A Boston, Kyrie ha ottenuto quello che desiderava. La stagione 1 è finita prima del tempo, sia per Hayward che per Irving. I Boston Celtics 2018\19 sono una squadra forte, profonda e competitiva ai massimi livelli, che chiede al proprio uomo-franchigia di condurli – almeno – alla Finale NBA.

Ainge su Hayward: “Finora non c’è stato nessun intoppo nel recupero dall’infortunio”

Celtics

Negli ultimi giorni il general manager dei Boston Celtics, Danny Ainge, ha parlato della situazione di Gordon Hayward. Il gm aveva dichiarato che c’era stato un rallentamento nel processo di recupero dall’infortunio dello sfortunato numero 20 biancoverde. Così, in molti ormai erano certi che avrebbero rivisto Hayward solo la prossima stagione.

Ainge corregge le sue parole

In realtà, Danny Ainge ha ripreso di nuovo l’argomento, modificando un po’ ciò che aveva detto giovedì scorso. Ecco le sue parole:

Quello che è successo è che, quando lui è andato per la prima volta nell’AlterG (tapis-roulant anti gravità), ha sentito dolore. E’ successo il primo giorno che lo ha provato, quindi si tratta di un bel po’ di tempo fa. Semplicemente non era pronto. Tutto qui. Pertanto credo che parlare di intoppo o ostacolo per il suo recupero sia sbagliato. Probabilmente giovedì mi sono espresso male.

Dopo aver fatto chiarezza sulle parole rilasciate la scorsa settimana, Ainge ha continuato parlando di ciò che è successo dopo l’accaduto:

Abbiamo aspettato un paio di settimane prima di riprovare. Quando abbiamo ricominciato è andato tutto benissimo e Gordon ha usato a lungo l’AlterG

Nonostante sembra che il recupero dall’infortunio proceda bene, ancora non è chiaro quando rivedremo Hayward in campo. Solo il tempo saprà dirci quando finalmente i tifosi biancoverdi potranno vedere all’opera il loro numero 20 ex Utah Jazz.