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Houston abbiamo un problema: gli Houston Rockets, l’altra squadra del Texas con i Mavericks e gli Spurs, al momento quella più in forma?

Warriors-Rockets, DeMarcus Cousins è la chiave per Golden State: “Nessuno può marcarmi”

Se significa qualcosa? NoCosì Kevin Durant a chi chiedeva se lo 0-3 stagionale nella serie accumulato contro gli Houston Rockets preoccupasse i Golden State Warriors: “L’importante sono i playoffs“.

Gara 4 della serie di stagione regolare tra Warriors-Rockets è arrivata, e Durant non ne ha preso parte a causa del leggero infortunio alla caviglia patito due giorni prima contro i Phoenix Suns.

DeMarcus Cousins si fa carica dell’assenza di KD e sforna la miglior prestazione stagionale personale, portando i suoi alla vittoria per 106-104 al Toyota Center di Houston.

32 minuti di gioco, 27 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 2 stoppate per “Boogie” (con 11 su 16 al tiro), che sopperisce alle difficoltà al tiro di Steph Curry (24 punti con 8 su 20 dal campo) ed innesca un Klay Thompson da 30 punti e 5 su 10 dalla lunga distanza.

Andre Iguodala sostituisce in quintetto base l’infortunato Durant, i Rockets si ritrovano sotto di 13 punti nel quarto periodo (100-87) ma rimontano sino a -1, siglato da Chris Paul, a 10 secondi dal termine. Curry non sbaglia dalla lunetta, Harden si e proprio Iguodala cattura il rimbalzo ad assicura la vittoria ai suoi.

La sconfitta interrompe a 9 la serie di partite vinte consecutivamente dagli Houston Rockets (42-26), ora quarti ad Ovest a mezza partita di distanza dai Portland Trail Blazers (41-26). “La partita no ci ha detto nulla che no sapessimo già, su di loro” Così Chris Paul a fine gara “Ormai ci conosciamo fin troppo bene“.

Warriors-Rockets, Cousins: “Nessuno può marcarmi”

DeMarcus Cousins, rientrato in campo lo scorso 18 gennaio dopo un anno di assenza per infortunio, non aveva preso parte alle prime due sfide tra Warriors-Rockets. La terza partita, quella del 23 febbraio scorso, aveva visto un Cousins in difficoltà, soprattutto in difesa, falloso e poco attento (6 palle perse), in una partita casalinga persa dai Golden State Warriors nonostante l’assenza di James Harden.

Il DeMarcus Cousins presentatosi al Toyota Center è un giocatore in condizioni atletiche migliori, un problema insormontabile per la frontline avversaria formata da Clint Capela  e Kenneth Faried.

Non credo ci sia nessuno che possa marcarmi uno contro uno, semplicemente. Potete mettermi contro chiunque, il risultato non cambia. Le sconfitte nelle partite precedenti? Ogni giorno attorno a questa squadra (gli Warriors, ndr) c’è qualcosa, ogni cosa diventa una storia, un caso. E’ come in una vecchia soap-opera che guardava mia nonna, ogni giorno succedeva qualcosa… i cronisti fanno il loro lavoro, io faccio il mio,gioco a pallacanestro

– DeMarcus Cousins dopo Warriors-Rockets –

DeMarcus ha giocato la partita più completa ed efficace da quando è qui” Così Klay Thompson “Ha aggiunto una dimensione tutta nuova alla nostra squadra, oggi avrò ricevuto almeno 3 o 4 assist per un tiro comodo dal lui“.

Coach Steve Kerr è riuscito a nascondere i problemi difensivi di Cousins, spesso coinvolto nella partita di febbraio in pick and roll alti tra Chris Paul ed i lunghi dei Rockets, “dirottandolo” sul meno pericoloso P.J. Tucker per larga parte della gara: “Ho dovuto imparare e trovare il modo migliore di impiegare Cousins in difesa. Stasera è andata meglio, in attacco ha fatto un gran lavoro semplicemente posizionandosi in post e controllando la partita da lì“.

Rockets, il GM Daryl Morey prolunga per 5 anni

Daryl Morey e gli Houston Rockets insieme per altri 5 anni. E’ notizia di pochi minuti fa, infatti, che la franchigia texana ha raggiunto l’accordo con il GM per un prolungamento quinquennale. A riferirlo è Mark Berman di Fox26 attraverso un tweet sul proprio account ufficiale:

Rinnovo Daryl Morey: le sue parole

“Sono super felice. Mi piacerebbe rimanere qui per tutta la vita. Questo nuovo accordo solidifica il nostro lavoro per qualche anno e ne sono molto contento”, le parole di Morey dopo l’ufficialità. Il 46enne nativo del Wisconsin era entrato a far parte della squadra nel 2006 come assistente per poi essere promosso a GM nel maggio 2017 dopo il pensionamento di Carroll Dawson.

A parlare, poi, è stato anche il proprietario dei Rockets, Tilman Fertitta: “Non vediamo l’ora di continuare a lavorare insieme. Il nostro obiettivo è quello di rendere la squadra la numero 1 della NBA”.

 

 

 

Problema al ginocchio destro per Luka Doncic: “Ho sentito uno scricchiolio…” Salterà gli spurs?

Dallas Mavericks, problema al ginocchio destro per Luka Doncic, le condizioni del giocatore sloveno verranno valutate nella giornata di lunedì.

Doncic, candidato principale per il premio di Matricola dell’Anno, ha accusato il problema durante la sfida dell’American Airlines Center di Dallas contro gli Houston Rockets, partita vinta da James Harden e compagni per 94-93.

Luka Doncic ha riferito nel post gara di aver avvertito uno “scricchiolio”, una volta atterrato dopo un comodo rimbalzo difensivo, come riportato da Gerry Frakey di DallasNews.com.

Doncic ha comunque portato a termine la partita, chiudendo con 19 punti, 15 rimbalzi e 9 assist nonostante le cattive percentuali di tiro (5 su 16 dal campo). E’ proprio Doncic nel finale di partita, con il punteggio fissato sul 94-93 Rockets, a servire al compagno Jalen Brunson l’assist per il tiro della vittoria allo scadere, stoppato però da Chris Paul.

L’infortunio di Doncic è occorso nel quarto periodo, con 4:17 ancora da giocare: “L’abbiamo visto zoppicare dopo il rimbalzo” così coach Rick Carlisle “Spero non sia nulla di serio, domani (lunedì, ndr) ne sapremo di più“.

P.J. Tucker sul primo quintetto difensivo: “Non mi interessa, voglio solo vincere”

Approdato lo scorso anno agli Houston Rockets da free agent e messo sotto contratto con un quadriennale da 32 milioni di dollari, P.J. Tucker è diventato in breve tempo un pilastro insostituibile della squadra di Mike D’Antoni. Inizialmente riserva delle ali titolari Trevor Ariza e Ryan Anderson, il classe ’85 ha poi soffiato il posto in quintetto al secondo, diventando una vera e propria certezza per i suoi nella seconda parte di stagione.

L’ex giocatore dei Toronto Raptors è salito ancor più di livello nella sua seconda stagione in Texas e attualmente sta viaggiando a medie di 7.8 punti, 6.1 rimbalzi, 1.2 assist e 1.6 palle recuperate col 40.5% al tiro e il 38% da dietro l’arco in 66 presenze, ed ha messo già a referto il suo massimo in carriera sia per triple segnate e tentate in una singola stagione (121/315), che per stoppate (29), ed è vicinissimo a stabilire il suo nuovo personale primato per palle recuperate (108 in questa regular season, 116 tra Phoenix Suns e Toronto Raptors nel 2016-2017).

Chris Paul sponsorizza P.J. Tucker per l’All-Defensive First Team

P.J. Tucker sta vivendo una gran stagione, la sua prima da titolare indiscusso con gli Houston Rockets.

Oltre a ciò, Tucker è uno dei migliori difensori della lega, essendo in grado di difendere su tutti e cinque i ruoli e di limitare considerevolmente anche autentiche superstar offensive del calibro di Kevin Durant. Avendo ricoperto sin qui un ruolo chiave nella risalita degli Houston Rockets dal penultimo posto di dicembre (11-14) all’attuale terzo posto (41-25), in molti si aspettano che possa rientrare in uno dei due quintetti difensivi. Tra questi spicca Chris Paul, suo compagno di squadra, che vorrebbe fortemente farlo inserire nell’All-Defensive First Team.

“Non so perché Chris voglia a tutti i costi che io venga inserito nel primo quintetto difensivo. Non sono uno di quei giocatori che tiene talmente a queste cose da esserne ossessionato o lamentarsi. A me interessa vincere, non essere il migliore o il peggior difensore della lega. Cerco sempre di dare il massimo a prescindere da queste cose.”, ha dichiarato in merito P.J. Tucker, che ha ancora un anno di contratto, oltre a quello attualmente in corso, da poco più di 8 milioni di dollari, mentre gli 8 milioni del 2020-2021 non sono garantiti.

76ers, Joel Embiid vede il rientro in campo: “Viaggerà con la squadra a Houston”

Philadelphia 76ers, Joel Embiid salterà la trasferta di Chicago ma potrebbe raggiungere la squadra a Houston, Texas, per la sfida contro i Rockets di James Harden in programma venerdì 8 marzo.

Il centro camerunense è fermo dallo scorso 21 febbraio a causa di un problema di tendinite al ginocchio sinistro. Con l’avvicinarsi dei playoffs e considerata la storia di infortuni di Embiid, la squadra ha deciso di fermare il giocatore in via precauzionale, concedendo a “JoJo” un periodo di riposo e riabilitazione.

Così coach Brett Brown sulle condizioni di Joel Embiid:

Se Embiid sarà in campo a Houston? Spero di si. Ma non sono in condizioni di dichiararlo ufficialmente, c’è la possibilità che possa prendere parte alla trasferta, questo si

Così Joel Embiid sulle sue condizioni, lo scorso 3 marzo: “Si parla di preservare la salute sul lungo periodo, di fare in modo che io sia pronto non solo per i prossimi playoffs, ma per i prossimi 15 anni di carriera. Io sono un giocatore che scende in campo in qualsiasi condizione, se il fisico me lo permette, ma data la situazione della squadra ed il momento della stagione, abbiamo deciso che la cosa migliore da farsi fosse fermarsi ora“.

Houston Rockets, abbiamo tre problemi

Si è appena conclusa gara 7 delle finali di conference: i Golden State Warriors si sono imposti al Toyota Center ai danni degli Houston Rockets, privi di Chris Paul. Una sconfitta dolorosa che però certifica la crescita di una squadra capace di impensierire una corazzata ritenuta invincibile. Paul e Harden costituiscono il miglior backcourt della lega, il sistema D’Antoniano funziona e la panchina fornisce garanzie in zona d’attacco. Ci sono tutti i presupposti per prendersi la rivincita e battagliare per il titolo nella successiva stagione. Sono passati solo 9 mesi da allora ma la situazione sembra essersi capovolta: gli Houston Rockets occupano il quinto posto della Western Conference anche se a 3 gare di distanza dall’ottavo . Hanno il terzo miglior attacco ma la quinta peggior difesa. E pensare che l’anno scorso erano settimi nel rating difensivo e primi in quello offensivo. Come si spiega questa inversione di rotta? proviamo ad analizzarlo nel dettaglio.

PESSIME SCELTE DI MERCATO DEGLI HOUSTON ROCKETS

Rifirmare Capela e Paul era un dovere da adempiere ma non a quelle cifre: un quinquennale da 90 milioni di dollari per il primo, 160 milioni di dollari in quattro anni per il secondo. I due non stanno tenendo lo stesso rendimento dell’anno scorso, complice qualche infortunio di troppo. In particolare l’ex Clippers che però nelle ultime gare sta ritrovando lo smalto dei giorni migliori. Il dispendio economico versato dalla dirigenza limiterà le manovre di mercato dei Rockets nelle successive edizioni ed è costato il sacrificio di Trevor Ariza. L’attuale giocatore dei Wizards era il perfetto 3&D dello scacchiere di D’Antoni, segnando valanghe di triple e difendendo egregiamente sulle ali avversarie. La sua cessione risulta ancora più dolorosa se si considera che il suo sostituto, Carmelo Anthony, si è rivelato un pesce fuor d’acqua, tanto da costringerlo al buyout dopo solo mezza stagione. Inutile dire che si poteva (doveva) fare di più.

Carmelo Anthony.

 

HARDEN-DIPENDENZA

Mentre la scorsa stagione James Harden era solo il fiore all’occhiello di una collettivo che funzionava, quest’anno sembra un uomo solo al comando. Houston offensivamente dipende dalle lune del suo numero 13 che si sta prendendo più di 25 tiri di media a partita. Le percentuali dal campo non sono ottimali (44% da due e il 36.4% da tre) ma i numeri non mentono: 36.6 punti. 6.6 rimbalzi e 7.7 assist ad allacciata di scarpe. 6 cinquantelli, svariati quarantelli e due gare da 60 o più punti. Stats del genere non li aveva nemmeno Shaq nel suo annus domini. Poi però c’è l’altra faccia della medaglia: ovvero i 29.036 palleggi registrati finora (Curry, Durant e Thompson ne hanno fatti insieme 26 mila) che detonano una scarsa fluidità di gioco a livello offensivo. Su 76 canestri consecutivi realizzati a fine gennaio, nessuno è arrivato da assist. The Beard è sicuramente il miglior attaccante one on one della lega, ma gli Houston Rockets non possono prescindere dalle sue mani sopratutto quando ai playoff il gioco si farà duro. Se gli altri suoi compagni non entreranno in ritmo il rischio di una prematura uscita al primo turno non sarebbe più cosi improbabile.

 

L’ASSENZA DI GIOCO 

Uno stile, quello di Harden, che può piacere e o non piacere ma che è motivato dall’assenza di un solido sistema di gioco corale. Il 7 second or less sembra un lontano ricordo, D’Antoni al di la dei risultati non è ancora infatti riuscito a dare un impronta alla sua squadra. L’attacco è incentrato su Harden o Paul che, dopo una serie di palleggi sul posto, ingaggiano l’uno contro uno. Harden predilige lo step back da tre punti anche se non disdegna la penetrazione per poi chiudere in lay-up o scaricare per un compagno in angolo pronto a tirare. Paul invece tende a smarcare l’avversario e chiudere col suo solito jumper dalla media. Se finora la strategia ha funzionato il merito è tutto di Harden, mai cosi dominante come quest’anno. Ma, come detto nel punto precedente, potrebbe non bastare in pieno clima playoff. Lo hanno dimostrato i Thunder nella scorsa stagione e lo ha sempre rammentato Micheal Jordan: “l’individualismo fa vincere le partite, il gioco di squadra fa vincere i campionati”.

Kyrie Irving risponde alle critiche: “Ora voglio solo pensare al basket giocato”

Kyrie Irving risponde alle critiche: "Ora voglio solo pensare al basket giocato"

Kyrie Irving risponde alla numerose critiche arrivate nelle scorse settimane. La stella dei Celtics in questo momento è alla sua sfida più difficile da leader in quel di Boston.

Kyrie Irving: “Voglio solo essere un esempio per i giovani”

L’asse delle delusioni fra le squadre di Big Market non tarda a fare notizia in questo concitante finale di regular season. Se a New York la stagione fosse già finita prima di iniziare, a Los Angeles sponda Lakers la scorsa notte si è legittimata la quasi certa esclusione dalla griglia Playoff della Western Conference, e che in quel di Boston le acque non sono tranquille.

La squadra allenata da coach Brad Stevens è apparsa completamente involuta rispetto alla creatura ammirata nella scorsa stagione, che se pur priva delle stelle Irving ed Hayward , ora si trova a lottare tra problemi di spogliatoio e di campo per poter risalire le gerarchie di una Eastern Conference ora nelle mani dei Bucks di Antetokounmpo e soci.

Alla vigilia del big match di questa notte alle 4.30 ora italiana contro i Golden State Warriors campioni in carica, il discusso Kyrie Irving ha voluto rispondere alle critiche e ai mugugni visti in queste ultime settimane da parte dei tifosi dei Celtics.

Ecco le parole rilasciate da ‘Uncle Drew‘ ai microfoni di ‘TheScore‘:

“Io non sono qui per avere tutto il tempo fotocamere e videocamere in faccia.  Essere famoso, essere stressato è davvero difficile e duro da sopportare specie in una stagione dove tutti ti vedono protagonista. Il mio sfogo apparso su tutti i social network era riferito proprio a questo, perchè in questo momento della mia carriera voglio solamente pensare al basket giocato. Voglio essere un esempio per i giovani, non distrarmi da tutti questi riflettori e giocare solamente a basket con l’intento di aiutare nel miglior modo possibile i miei compagni”.

 

Warriors-Rockets, Kevin Durant non dà peso alle sconfitte: “Preoccupato? No, contano solo i playoffs”

“Is This Something?” ergo, “significa qualcosa?“. Questo il nome di una minima rubrica statistica con cui i telecronisti delle partite degli Orlando Magic usano “ammazzare il tempo” tra una sconfitta e l’altra.

 

Se adattassimo tale rubrica ai Golden State Warriors, non potremmo fare a meno di chiederci se lo 0-3 stagionale inflitto dagli Houston Rockets ai bi-campioni NBA in carica debba significare qualcosa.

 

Dei Golden State Warriors distratti alla ripresa delle operazioni dopo l’All-Star Break hanno superato a fatica in casa gli arrembanti Sacramento Kings, ed hanno concesso 118 punti ai rivali Rockets privi di James Harden, uomo da 36 punti a partita in stagione.

 

Significa qualcosa? Secondo il glaciale Kevin Durant, no.

 

 

KD non è preoccupato dalla ripresa a rilento dei suoi, e non si dice preoccupato dall’infortunio di Draymond Green, uscito dalla Oracle Arena con una caviglia malmessa, le cui condizioni saranno rivalutate a giorni.

 

Draymond? Tornerà per i playoffsCosì Durant nel post garaIn fondo, i playoffs sono l’unica cosa che conta, qui. Giusto? Calo di concentrazione senza Harden? Non per me” Gli Houston Rockets hanno violato per la seconda volta in stagione la Oracle Arena, permettendosi addirittura il lusso di farlo privi di Chris Paul (la prima) e James Harden (sabato).

 

La sconfitta “ad un bicipite femorale” di distanza nelle Finali della Western Conference 2018 ha abitato gli incubi degli Houston Rockets per l’intera stagione, per ammissione di Daryl Morey, GM dei texani. Kevin Durant e compagni non daranno alcun peso alle tre sconfitte patite in stagione dai rivali, oggi indietro in classifica e a due sole gare dall’ottavo posto dei Los Angeles Clippers, nella più classica delle classifiche corte.

 

Is This Something? Warriors e Rockets si affronteranno una quarta volta il prossimo 13 marzo, a Houston. I playoffs si avvicinano, la corazzata Warriors sarà pronta nonostante una regular season fin qui giocata a strappi, gli Houston Rockets avranno il vantaggio di non aver nulla da perdere, e la consapevolezza di quel 3-2.

I Rockets stendono gli Warriors, caviglia KO per Green, Cousins fatica: “Processo lungo, devo fare meglio”

Golden State Warriors, infortunio per Draymond Green. L’ex Miglior Difensore dell’Anno ha riportato un infortunio alla caviglia sinistra durante il quarto periodo della sfida della Oracle Arena di Oakland tra i padroni di casa Warriors e gli Houston Rockets.

 

Con circa 8 minuti ancora da giocare, Green è ricaduto sul piede del compagno di squadra DeMarcus Cousins. Dopo essere rimasto a terra dolorante per alcuni attimi, il giocatore è stato aiutato dai suoi compagni e dallo staff medico degli Warriors a raggiungere gli spogliatoi.

 

Green non è più ritornato in campo, ed i Golden State Warriors sono stati sconfitti per 118-112 da degli Houston Rockets privi di James Harden (fuori per un fastidio al collo). Per Draymond Green 4  punti, 4 rimbalzi e 3 assist in 24 minuti di gioco.

 

 

Chris Paul il migliore in campo per i suoi Rockets. 23 punti e ben 17 assist per l’ex giocatore dei Los Angeles Clippers, che in assenza Harden trova il supporto decisivo di Kenneth Faried (doppia-doppia da 20 punti e 10 rimbalzi) P.J. Tucker (18+10) ed Eric Gordon, che chiude con 25 punti la sua gara.

 

Infortunio per Draymond Green, coach Kerr: “Ne sapremo di più domani”

 

Non c’è grande preoccupazione in casa Golden State Warriors sull’infortunio per Draymond Green.

 

Nel post gara, Steve Kerr ha parlato di una “leggera storta”, in attesa di ulteriori esami sulla caviglia infortunata.

 

Ho parlato con Dray (Draymond Green, ndr) dopo la partita, mi ha detto che già nel primo tempo si era leggermente girato la stessa caviglia. Sembra solo una storta, vedremo. Non sembra nulla di serio ma aspettiamo di saperne di più domani (domenica, ndr)”

 

Così il diretto interessato:

 

Si, mi ero fatto male già nel primo quarto, poi sono atterrato sul piede di DeMarcus (Cousins, ndr) e ho aggravato la cosa. Ora fa un po’ male ma non ci saranno problemi, sto bene

 

La sconfitta pone fine ad una striscia positiva casalinga di cinque gare per i Golden State Warriors. Kevin Durant è il topo scorer di serata con 29 punti, Stephen Curry ne aggiunge 25 con 9 rimbalzi e 7 assist. Doppia doppia da 13 punti e 14 rimbalzi per DeMarcus Cousins, che accumula però ben 6 palle perse:

 

E’ dura. Ora come ora mi trovo in quella terra di mezzo in cui sto ancora cercando di ritrovare il vero me stesso, mentre nel frattempo so che gli avversari sfrutteranno questa cosa contro di me. Nessuno sarà paziente con me solo perché sono rimasto fuori un anno, lo so bene. Devo solo scendere in campo, dare il meglio di me e continuare a lottare su ogni possesso. E’ un processo lungo, ma niente scuse

 

 

9.8 punti e 7.4 rimbalzi in 21 minuti di gioco per DeMarcus Cousins nelle ultime quattro uscite Warriors. Abbastanza curiosamente, nelle partite finora disputate “al completo” dai Golden State Warriors, il quintetto da 5 All-Star Curry-Thompson-Durant-Green-Cousins ha registrato un parziale di -1 in punti segnati rispetto agli avversari. Nelle ultime 5 partite giocate assieme, lo scarto totale parla invece di un -36.

 

Gli avversari cercano di attaccarmi su ogni pick and roll, ovviamente. Devo farmi trovare più pronto ed evitare assolutamente i problemi di falli (…) (lo staff medico della squadra, ndr) mi ha avvisato sin dal primo giorno in cui sono arrivato qui: ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni. Ora non è un periodo buono fisicamente per me, ma dopo ogni tempesta torna sempre il sole. Ogni partita però mi sento sempre meglio, ora ho più fiducia su movimenti che all’inizio facevo fatica mettere in pratica. Stasera non ho fatto una buona partita ma rimango positivo

 

– DeMarcus Cousins –

 

LeBron James stende i Rockets: “La squadra è questa, io sono contento di ciò che abbiamo”

Lakers-Cavs, LeBron James: "Qui ho dato tutto quello che potevo"

La prima sfida stagionale tra Los Angeles Lakers e Houston Rockets era terminata con Rajon Rondo e Chris Paul muso contro muso e squalificati dalla NBA. La seconda partita era proseguita con i difensori dei Lakers  mani dietro la schiena, nel tentativo disperato di evitare che James Harden finisse in lunetta ogni possesso offensivo.

48 punti dell’MVP in carica ed un tempo supplementare decisero invece la terza partita della serie stagionale tra Lakers e Rockets, lo scorso 19 gennaio.

La sfida di giovedì notte dello Staples Center di L.A. è stata invece per i tifosi giallo-viola il palscoscenico per un bellissimo duetto tra LeBron James e Brandon Ingram.

106-111 il risultato finale tra Lakers e Rockets. 56 i punti a fine gara della coppia James-Ingram, LeBron inaugura la prima gara della sua seconda parte di stagione con una prova da 29 punti, 11 rimbalzi e 6 assist.

Gli Houston Rockets ritrovano Clint Capela dopo più di un mese di stop (12 punti e 11 rimbalzi per il lungo svizzero, in 33 minuti di gioco). James Harden chiude con 30 punti ma con un modesto 2 su 10 al tiro da tre punti, uscendo persino per raggiunto limite di falli ad un minuto e mezzo dal termine, ed i Rockets (33-25) pagano un quarto periodo da soli 16 punti segnati.

Un ritrovato spirito difensivo ed un LeBron James determinato a portare la sua squadra ai playoffs lanciano un parziale da 51-27 con cui i Lakers terminano la gara. A fine partita, King James ha voluto ribadire ad alta voce la sua fiducia nella squadra e nei suoi compagni, chiamati da oggi a lasciarsi alle spalle le incomprensioni dei frenetici giorni della caccia ad Anthony Davis.

Lakers, LeBron James: “La squadra è questa, ed io non chiedo di meglio”

LeBron James parla al microfono di Rosalyn Gold-Onwude di TNT di una “ripartenza” per la sua squadra, nell’immediato dopo gara contro gli Houston Rockets:

Nel secondo tempo siamo stati bravissimi nel difendere senza commettere tropi falli, questo ci ha permesso di correre e segnare canestri facili. Il nostro piano partita era questo, attenzione e poche palle perse, e precisione ai tiri liberi. Stasera lo abbiamo fatto

– LeBron James dopo Lakers-Rockets –

Così LeBron sulla prova dei Los Angeles Lakers:

Questa deve essere una ripartenza per noi. E’ la seconda parte della stagione, la trade deadline è passata ormai, la squadra è questa ed io sono contento di ciò che abbiamo. Amo la mia squadra e continueremo a lottare assieme per il resto della stagione. Harden? E’ difficile fermare un giocatore che sta segnando 35 punti di media a partita, bisogna cercare di fargli prendere tiri difficili e pressarlo e raddoppiarlo, quando possibile. Nella prima parte di stagione la troppa pressione ci ha spesso impedito di giocare con tranquillità. Ora dobbiamo tornare a divertirci in campo. La pallacanestro che abbiamo giocato nel secondo tempo è la vera ‘Lakers-Basketball’

Pronostici NBA 18-19: si riparte con Lakers-Rockets

Los Angeles Lakers tanking-LA Lakers-Rajon Rondo, LeBron James and Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Pronostici NBA 18-19: Lakers-Rockets è il match di punta della prima giornata Nba dopo l’All-Star Weekend. Californiani alla disperata ricerca di una vittoria per accorciare la classifica della Western Conference e texani che puntano al quarto posto distante solo una partita. Poco prima, altro super incontro tra Bucks e Celtics, due delle favorite ad Est.

L’All Star Weekend porta sempre dietro consensi e lamentele dagli addetti ai lavori. C’è chi lo ritiene un buon spot pubblicitario per la lega e chi invece una perdita di tempo. Ci limitiamo a descrivere i vincitori principali: Hamidou Diallo vince la gara delle schiacciate, Joe Harris la gara del tiro da 3 punti e il Team Lebron vince la parata delle stelle, con Kevin Durant Mvp.

Pronostici NBA 18-19: prima di Lakers-Rockets, Bucks vs Celtics

Milwaukee Bucks (43-14) vs Boston Celtics (37-21). Si ritorna da subito a far sul serio, con i capolisti della Eastern Conference che sfidano la squadra sulla carta più attrezzata dell’Est. Milwaukee viene da 13 vittorie nelle ultime 15 partite e Giannis Antetokounmpo è a tutti gli effetti uno dei favoriti per il titolo di Mvp della lega. Coach Budenholzer ha plasmato la squadra attorno al fenomeno greco, liberando l’area e dominando il pitturato in difesa (prima squadra nella lega per numero di rimbalzi). I numeri di attacco e difesa, infine, non mentono: secondi per punti a partita e primo defensive rating. I Celtics a volte sembrano la squadra che ha incantato lo scorso anno e a volte crollano in prestazioni deludenti. La chiave della stagione è nelle mani di Brad Stevens che deve dimostrarsi ora capace di dare la svolta ad un team che ha le potenzialità per fare strada. Test interessante per entrambe le franchigie.

Quote

  • Money Line: Bucks (quota 1.47)
  • Handicap: Bucks -5.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 227.5

Suggerimento

  • Over 217.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: Lakers-Rockets

Los Angeles Lakers (28-29) vs Houston Rockets (33-24). Finita la trade deadline è ora di pensare al campo per i Lakers. Non è arrivato Davis e sono rimasti tutti gli altri giocatori e ora la patata bollente è in mano a Luke Walton, che deve creare un team coeso in grado di rimontare la classifica in ottica Playoff. Lebron James ha dichiarato che da ora inizierà a far sul serio e vedremo se si applicherà di più anche in fase difensiva, vera lacuna di tutto il team. Brandon Ingram è quello chiamato al maggior apporto totale, viste le speranze riposte verso di lui e sul suo talento. Per Houston invece il leit motiv è sempre lo stesso: James Harden sta riscrivendo i libri di storia con prestazioni super ma da solo o quasi. Il ritorno sul parquet di Clint Capela, aiuterà di certo il Barba, dato che lo svizzero è il maggior ricevitore degli assist del numero 13. Coach D’Antoni spera inoltre di ritrovare al più presto il miglior Cris Paul, che sta faticando non poco nel ritrovare la miglior forma fisica possibile.

Quote

  • Money Line: Rockets (quota 1.66)
  • Handicap: Rockets -3,5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 232.5

Suggerimento

  • Over 224.5 (1.44)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Philadelphia 76ers vs Miami Heat: 76ers (1.40)
  • Brooklyn Nets vs Portland Trail Blazers: Nets +7.5 (1.50)

Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.