Warriors-Rockets, Kevin Durant non dà peso alle sconfitte: “Preoccupato? No, contano solo i playoffs”

Free Agent 2019

“Is This Something?” ergo, “significa qualcosa?“. Questo il nome di una minima rubrica statistica con cui i telecronisti delle partite degli Orlando Magic usano “ammazzare il tempo” tra una sconfitta e l’altra.

 

Se adattassimo tale rubrica ai Golden State Warriors, non potremmo fare a meno di chiederci se lo 0-3 stagionale inflitto dagli Houston Rockets ai bi-campioni NBA in carica debba significare qualcosa.

 

Dei Golden State Warriors distratti alla ripresa delle operazioni dopo l’All-Star Break hanno superato a fatica in casa gli arrembanti Sacramento Kings, ed hanno concesso 118 punti ai rivali Rockets privi di James Harden, uomo da 36 punti a partita in stagione.

 

Significa qualcosa? Secondo il glaciale Kevin Durant, no.

 

 

KD non è preoccupato dalla ripresa a rilento dei suoi, e non si dice preoccupato dall’infortunio di Draymond Green, uscito dalla Oracle Arena con una caviglia malmessa, le cui condizioni saranno rivalutate a giorni.

 

Draymond? Tornerà per i playoffsCosì Durant nel post garaIn fondo, i playoffs sono l’unica cosa che conta, qui. Giusto? Calo di concentrazione senza Harden? Non per me” Gli Houston Rockets hanno violato per la seconda volta in stagione la Oracle Arena, permettendosi addirittura il lusso di farlo privi di Chris Paul (la prima) e James Harden (sabato).

 

La sconfitta “ad un bicipite femorale” di distanza nelle Finali della Western Conference 2018 ha abitato gli incubi degli Houston Rockets per l’intera stagione, per ammissione di Daryl Morey, GM dei texani. Kevin Durant e compagni non daranno alcun peso alle tre sconfitte patite in stagione dai rivali, oggi indietro in classifica e a due sole gare dall’ottavo posto dei Los Angeles Clippers, nella più classica delle classifiche corte.

 

Is This Something? Warriors e Rockets si affronteranno una quarta volta il prossimo 13 marzo, a Houston. I playoffs si avvicinano, la corazzata Warriors sarà pronta nonostante una regular season fin qui giocata a strappi, gli Houston Rockets avranno il vantaggio di non aver nulla da perdere, e la consapevolezza di quel 3-2.

I Rockets stendono gli Warriors, caviglia KO per Green, Cousins fatica: “Processo lungo, devo fare meglio”

Golden State Warriors, infortunio per Draymond Green. L’ex Miglior Difensore dell’Anno ha riportato un infortunio alla caviglia sinistra durante il quarto periodo della sfida della Oracle Arena di Oakland tra i padroni di casa Warriors e gli Houston Rockets.

 

Con circa 8 minuti ancora da giocare, Green è ricaduto sul piede del compagno di squadra DeMarcus Cousins. Dopo essere rimasto a terra dolorante per alcuni attimi, il giocatore è stato aiutato dai suoi compagni e dallo staff medico degli Warriors a raggiungere gli spogliatoi.

 

Green non è più ritornato in campo, ed i Golden State Warriors sono stati sconfitti per 118-112 da degli Houston Rockets privi di James Harden (fuori per un fastidio al collo). Per Draymond Green 4  punti, 4 rimbalzi e 3 assist in 24 minuti di gioco.

 

 

Chris Paul il migliore in campo per i suoi Rockets. 23 punti e ben 17 assist per l’ex giocatore dei Los Angeles Clippers, che in assenza Harden trova il supporto decisivo di Kenneth Faried (doppia-doppia da 20 punti e 10 rimbalzi) P.J. Tucker (18+10) ed Eric Gordon, che chiude con 25 punti la sua gara.

 

Infortunio per Draymond Green, coach Kerr: “Ne sapremo di più domani”

 

Non c’è grande preoccupazione in casa Golden State Warriors sull’infortunio per Draymond Green.

 

Nel post gara, Steve Kerr ha parlato di una “leggera storta”, in attesa di ulteriori esami sulla caviglia infortunata.

 

Ho parlato con Dray (Draymond Green, ndr) dopo la partita, mi ha detto che già nel primo tempo si era leggermente girato la stessa caviglia. Sembra solo una storta, vedremo. Non sembra nulla di serio ma aspettiamo di saperne di più domani (domenica, ndr)”

 

Così il diretto interessato:

 

Si, mi ero fatto male già nel primo quarto, poi sono atterrato sul piede di DeMarcus (Cousins, ndr) e ho aggravato la cosa. Ora fa un po’ male ma non ci saranno problemi, sto bene

 

La sconfitta pone fine ad una striscia positiva casalinga di cinque gare per i Golden State Warriors. Kevin Durant è il topo scorer di serata con 29 punti, Stephen Curry ne aggiunge 25 con 9 rimbalzi e 7 assist. Doppia doppia da 13 punti e 14 rimbalzi per DeMarcus Cousins, che accumula però ben 6 palle perse:

 

E’ dura. Ora come ora mi trovo in quella terra di mezzo in cui sto ancora cercando di ritrovare il vero me stesso, mentre nel frattempo so che gli avversari sfrutteranno questa cosa contro di me. Nessuno sarà paziente con me solo perché sono rimasto fuori un anno, lo so bene. Devo solo scendere in campo, dare il meglio di me e continuare a lottare su ogni possesso. E’ un processo lungo, ma niente scuse

 

 

9.8 punti e 7.4 rimbalzi in 21 minuti di gioco per DeMarcus Cousins nelle ultime quattro uscite Warriors. Abbastanza curiosamente, nelle partite finora disputate “al completo” dai Golden State Warriors, il quintetto da 5 All-Star Curry-Thompson-Durant-Green-Cousins ha registrato un parziale di -1 in punti segnati rispetto agli avversari. Nelle ultime 5 partite giocate assieme, lo scarto totale parla invece di un -36.

 

Gli avversari cercano di attaccarmi su ogni pick and roll, ovviamente. Devo farmi trovare più pronto ed evitare assolutamente i problemi di falli (…) (lo staff medico della squadra, ndr) mi ha avvisato sin dal primo giorno in cui sono arrivato qui: ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni. Ora non è un periodo buono fisicamente per me, ma dopo ogni tempesta torna sempre il sole. Ogni partita però mi sento sempre meglio, ora ho più fiducia su movimenti che all’inizio facevo fatica mettere in pratica. Stasera non ho fatto una buona partita ma rimango positivo

 

– DeMarcus Cousins –

 

LeBron James stende i Rockets: “La squadra è questa, io sono contento di ciò che abbiamo”

Lakers-Cavs, LeBron James: "Qui ho dato tutto quello che potevo"

La prima sfida stagionale tra Los Angeles Lakers e Houston Rockets era terminata con Rajon Rondo e Chris Paul muso contro muso e squalificati dalla NBA. La seconda partita era proseguita con i difensori dei Lakers  mani dietro la schiena, nel tentativo disperato di evitare che James Harden finisse in lunetta ogni possesso offensivo.

48 punti dell’MVP in carica ed un tempo supplementare decisero invece la terza partita della serie stagionale tra Lakers e Rockets, lo scorso 19 gennaio.

La sfida di giovedì notte dello Staples Center di L.A. è stata invece per i tifosi giallo-viola il palscoscenico per un bellissimo duetto tra LeBron James e Brandon Ingram.

106-111 il risultato finale tra Lakers e Rockets. 56 i punti a fine gara della coppia James-Ingram, LeBron inaugura la prima gara della sua seconda parte di stagione con una prova da 29 punti, 11 rimbalzi e 6 assist.

Gli Houston Rockets ritrovano Clint Capela dopo più di un mese di stop (12 punti e 11 rimbalzi per il lungo svizzero, in 33 minuti di gioco). James Harden chiude con 30 punti ma con un modesto 2 su 10 al tiro da tre punti, uscendo persino per raggiunto limite di falli ad un minuto e mezzo dal termine, ed i Rockets (33-25) pagano un quarto periodo da soli 16 punti segnati.

Un ritrovato spirito difensivo ed un LeBron James determinato a portare la sua squadra ai playoffs lanciano un parziale da 51-27 con cui i Lakers terminano la gara. A fine partita, King James ha voluto ribadire ad alta voce la sua fiducia nella squadra e nei suoi compagni, chiamati da oggi a lasciarsi alle spalle le incomprensioni dei frenetici giorni della caccia ad Anthony Davis.

Lakers, LeBron James: “La squadra è questa, ed io non chiedo di meglio”

LeBron James parla al microfono di Rosalyn Gold-Onwude di TNT di una “ripartenza” per la sua squadra, nell’immediato dopo gara contro gli Houston Rockets:

Nel secondo tempo siamo stati bravissimi nel difendere senza commettere tropi falli, questo ci ha permesso di correre e segnare canestri facili. Il nostro piano partita era questo, attenzione e poche palle perse, e precisione ai tiri liberi. Stasera lo abbiamo fatto

– LeBron James dopo Lakers-Rockets –

Così LeBron sulla prova dei Los Angeles Lakers:

Questa deve essere una ripartenza per noi. E’ la seconda parte della stagione, la trade deadline è passata ormai, la squadra è questa ed io sono contento di ciò che abbiamo. Amo la mia squadra e continueremo a lottare assieme per il resto della stagione. Harden? E’ difficile fermare un giocatore che sta segnando 35 punti di media a partita, bisogna cercare di fargli prendere tiri difficili e pressarlo e raddoppiarlo, quando possibile. Nella prima parte di stagione la troppa pressione ci ha spesso impedito di giocare con tranquillità. Ora dobbiamo tornare a divertirci in campo. La pallacanestro che abbiamo giocato nel secondo tempo è la vera ‘Lakers-Basketball’

Pronostici NBA 18-19: si riparte con Lakers-Rockets

Los Angeles Lakers tanking-LA Lakers-Rajon Rondo, LeBron James and Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Pronostici NBA 18-19: Lakers-Rockets è il match di punta della prima giornata Nba dopo l’All-Star Weekend. Californiani alla disperata ricerca di una vittoria per accorciare la classifica della Western Conference e texani che puntano al quarto posto distante solo una partita. Poco prima, altro super incontro tra Bucks e Celtics, due delle favorite ad Est.

L’All Star Weekend porta sempre dietro consensi e lamentele dagli addetti ai lavori. C’è chi lo ritiene un buon spot pubblicitario per la lega e chi invece una perdita di tempo. Ci limitiamo a descrivere i vincitori principali: Hamidou Diallo vince la gara delle schiacciate, Joe Harris la gara del tiro da 3 punti e il Team Lebron vince la parata delle stelle, con Kevin Durant Mvp.

Pronostici NBA 18-19: prima di Lakers-Rockets, Bucks vs Celtics

Milwaukee Bucks (43-14) vs Boston Celtics (37-21). Si ritorna da subito a far sul serio, con i capolisti della Eastern Conference che sfidano la squadra sulla carta più attrezzata dell’Est. Milwaukee viene da 13 vittorie nelle ultime 15 partite e Giannis Antetokounmpo è a tutti gli effetti uno dei favoriti per il titolo di Mvp della lega. Coach Budenholzer ha plasmato la squadra attorno al fenomeno greco, liberando l’area e dominando il pitturato in difesa (prima squadra nella lega per numero di rimbalzi). I numeri di attacco e difesa, infine, non mentono: secondi per punti a partita e primo defensive rating. I Celtics a volte sembrano la squadra che ha incantato lo scorso anno e a volte crollano in prestazioni deludenti. La chiave della stagione è nelle mani di Brad Stevens che deve dimostrarsi ora capace di dare la svolta ad un team che ha le potenzialità per fare strada. Test interessante per entrambe le franchigie.

Quote

  • Money Line: Bucks (quota 1.47)
  • Handicap: Bucks -5.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 227.5

Suggerimento

  • Over 217.5 (1.41)

Pronostici NBA 18-19: Lakers-Rockets

Los Angeles Lakers (28-29) vs Houston Rockets (33-24). Finita la trade deadline è ora di pensare al campo per i Lakers. Non è arrivato Davis e sono rimasti tutti gli altri giocatori e ora la patata bollente è in mano a Luke Walton, che deve creare un team coeso in grado di rimontare la classifica in ottica Playoff. Lebron James ha dichiarato che da ora inizierà a far sul serio e vedremo se si applicherà di più anche in fase difensiva, vera lacuna di tutto il team. Brandon Ingram è quello chiamato al maggior apporto totale, viste le speranze riposte verso di lui e sul suo talento. Per Houston invece il leit motiv è sempre lo stesso: James Harden sta riscrivendo i libri di storia con prestazioni super ma da solo o quasi. Il ritorno sul parquet di Clint Capela, aiuterà di certo il Barba, dato che lo svizzero è il maggior ricevitore degli assist del numero 13. Coach D’Antoni spera inoltre di ritrovare al più presto il miglior Cris Paul, che sta faticando non poco nel ritrovare la miglior forma fisica possibile.

Quote

  • Money Line: Rockets (quota 1.66)
  • Handicap: Rockets -3,5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 232.5

Suggerimento

  • Over 224.5 (1.44)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Philadelphia 76ers vs Miami Heat: 76ers (1.40)
  • Brooklyn Nets vs Portland Trail Blazers: Nets +7.5 (1.50)

Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.

Rockets, D’Antoni: “Chris Paul salterà i back-to-back fino al termine della stagione”

La condizione fisica di Chris Paul è sempre un’incognita in casa Houston Rockets visto che il playmaker, dall’infortunio nelle scorse Finals, ha avuto problemi fisici con grande continuità. CP3 ha difatti saltato 17 gare consecutive, tornando disponibile solo nelle ultime settimane, ed il suo fisico dovrà essere sapientemente gestito se la franchigia texana vuole nuovamente arrivare in fondo ai playoff.

Chris Paul: le parole di D’Antoni su CP3

A parlare di questa situazione è stato il coach di Houston, Mike D’Antoni, che ha rilasciato delle interessanti dichiarazioni a Jonathan Feigen del Houston Chronicle“Con tutta probabilità CP3 salterà i back-to-back da qui al termine della stagione. Fortunatamente ce ne mancano soltanto quattro alla fine della regular season quindi non è un grosso problema. Vedremo comunque come si comporterà il suo fisico e quello che mi dirà Jason (Biles, il preparatore atletico dei Rockets) e prenderemo una decisione”.

Dal suo ritorno in campo Chris Paul ha collezionato 3 presenze tenendo una media di 14 punti e 7 assist a gara, tirando col 53.3% dal campo e col 35.3% da oltre l’arco. In queste tre apparizioni, però, i Rockets hanno collezionato soltanto una vittoria. Infatti, il successo di questa notte contro gli Utah Jazz (125-98 il punteggio in favore dei texani, ndr), è arrivano senza il play, e senza Capela, grazie all’ennesima prova monstre di James Harden capace di firmare 43 punti, 12 rimbalzi, 6 recuperi, 5 assist e 4 stoppate, tirando 12 su 22 dal campo.

 

 

Clint Capela: Ritorno in campo dopo l’All Star Game?

Clint Capela: il centro dei Rockets è fermo ai box ormai da diverso tempo, a causa di un infortunio rimediato ai legamenti del pollice. Il suo ritorno sul parquet del Toyota Center, però, non tarderà ad arrivare. Stando ad alcuni rumors, infatti, sembrerebbe che il lungo svizzero spera di essere arruolabile per il primo match dopo l’All Star Game. 

CLINT CAPELA: LE ULTIME SUL SUO RIENTRO

Il numero 15 dei Rockets è in Texas dal 2014

In particolare, secondo Jonathan Feigen di Houston Chronicle, Capela, lo scorso venerdì, si è riunito al suo team per la prima volta dopo l’intervento subito lo scorso 17 Gennaio per rimediare all’infortunio da lui patito ai legamenti del pollice destro. Sicuramente questa è un’ottima notizia per Houston, che sta soffrendo molto la sua assenza sotto le plance, nonostante l’acquisto di Faried abbia cercato di porre un freno a questa mancanza in post.

Dal canto suo, l’ex Chalon si è detto molto contento dei progressi che sta compiendo nelle ultime settimane.

Sono molto contento di essere qui. La mia speranza è di recuperare per il 21 Febbraio per la sfida contro i Lakers. Sarà il mio obiettivo da qui a quella data.

Il prossimo lunedì saranno tre settimane esatte dall’ultima presenza in campo dello svizzero, tra l’altro condita da una doppia doppia da 17 punti e 10 rimbalzi. In sua assenza, i Rockets, travagliati da una moltitudine di infortuni, si sono fatti trascinare dal loro leader, quel James Harden che sta realizzando una stagione straordinaria e imparagonabile a nessun altra di qualsiasi giocatore NBA.

Capela, fino al suo stop forzato, stava mantenendo medie davvero buone, che sicuramente lo avrebbero candidato ad un posto nella gara delle stelle di Charlotte. Nello specifico, le statistiche del lungo svizzero parlano di:

  • 17,6 punti
  • 12,6 rimbalzi
  • 1,8 stoppate
  • 1,5 assist
  • 63,6 FG%

I Rockets, proprio per l’importanza assunta dal loro pivot titolare, non hanno fretta di vedere subito Capela con la loro casacca addosso. Domenica scorsa, infatti, è stato recuperato definitivamente Chris Paul, assente di lusso della squadra texana, così come Eric Gordon, il quale è tornato anch’egli agli ordini di coach D’Antoni. E tra un po’ di tempo, dunque, sarà finalmente il turno di uno dei pezzi pregiati del roster dei Razzi.

 

Nuggets, l’urlo di Malik Beasley stende i Rockets: “Sono un giocatore vero, l’ho dimostrato”

Malik Beasley, il protagonista che non ti aspetti.

 

Buona parte del segreto dei Denver Nuggets, la parte che non parla serbo perlomeno, risiede nella grandissima affidabilità che i giocatori “di rincalzo” di coach Mike Malone hanno saputo garantire ad una squadra tormentata dagli infortuni, soprattutto ad inizio stagione.

 

Nelle serata di venerdì al Pepsi Center di Denver contro gli Houston Rockets di James Harden, ai 31 punti con soli 3 errori al tiro (12 su 15) di Nikola Jokic si sono aggiunti i 75 punti del terzetto Malik Beasley, Torrey Craig e Monte Morris.

 

 

136-122 il risultato finale tra Nuggets-Rockets. Un secondo quarto da 48-28 di Denver lancia Jokic e compagni verso la 36esima vittoria stagionale, la 23esima casalinga a fronte di sole 4 sconfitte. il secondo anno da Iowa State Monte Morris non fa rimpiangere l’infortunato Jamal Murray e chiude con 18 punti, 8 assist e 6 rimbalzi in 37 minuti.

 

Lo specialista difensivo Torrey Craig mette a referto 22 punti in uscita dalla panchina, con 8 su 12 al tiro, e Malik Beasley è semplicemente perfetto con un career high da 35 punti (12 su 17) e 5 triple mandate a bersaglio:

 

Credo che questa partita sia una dichiarazione d’intenti definitiva da parte nostra, abbiamo fatto vedere al mondo chi siamo, io ho fatto vedere a tutti chi sono. Non sono solo uno dei tanti giocatori della squadra, o uno che esce soltanto dalla panchina, e non sono solo il compagno di tanti grandi giocatori. Io sono un giocatore di pallacanestro

 

– Mailk Beasley dopo Nuggets-Rockets –

 

 

Le ultime 10 partite di Malik Beasley? Il giocatore al terzo anno da Florida State ha chiuso le ultime 10 uscite dei Denver Nuggets a 16.9 punti di media a gara, in 28 minuti d’impiego e con il 60% al tiro. Sono 11.2 i punti di media a partita in stagione per il 22enne Beasley, chiamato a sostituire la shooting guard titolare Gary Harris, limitato in questa stagione a sole 32 partite ed al momento ai box per un problema muscolare.

 

Houston sorride: Chris Paul tornerà in campo domenica contro i Magic

CP3-paul-ritorno

Buone notizie per Mike D’Antoni e gli Houston Rockets visto che il ritorno di Chris Paul è fissato per domenica. Contro gli Orlando Magic, dunque, tornerà finalmente sul parquet il playmaker che tanto è mancato ad Harden in questo periodo davvero difficile per la franchigia texana che però ha definitivamente issato in cima alla corsa all’MVP la stella del Barba che sta provando in tutti i modi, a suon di prestazioni monstre, a trascinare i compagni.

Tornando a CP3, il giocatore sembra aver finalmente messo alle spalle il problema al bicipite femorale che lo ha tenuto a lungo lontano dai campi. Coach D’Antoni ha già dichiarato a Mark Berman della Fox 26 di Houston, che Paul non giocherà prima di domenica contro i Magic.

Ritorno Chris Paul: CP3 e Houston rivedono la luce

Sono ben 16 le gare perse da Chris Paul per questo infortunio ma la luce del tunnel è prossima ed il suo ritorno in campo ridarà il giusto sprint a Houston. I Rockets saranno chiamati nelle prossime partite a recuperare le gare perse per strada per tornare nei piani alti della Western Conference.

Il record dei texani recita un 5-5 nelle ultime 10 gare disputate, davvero deludente soprattutto se comparato alla scorsa annata, ma l’assenza di un leader tecnico come CP3 è una scusante che ci può stare. Attualmente la squadra di coach D’Antoni ha 27 vittorie e 20 sconfitte che valgono il quinto posto ad Ovest, con pochissimo margine sulle agguerrite inseguitrici.

Paul ha collezionato in questa regular season appena 26 presenze tenendo una media di 15.6 punti, 8 assist e 4 rimbalzi, senza dimenticare i 2.1 recuperi a gara in 33.2 minuti giocati.

 

 

 

61 punti di James Harden al Madison, “DNP” per Enes Kanter che esplode: “Fatemi uscire da qui”

Enes Kanter-Bucks

Nemmeno l’infortunio di Luke Kornet apre minuti di gioco per Enes Kanter. Coach David Fizdale tiene fede a quanto riferito al turco dopo la trasferta londinese dei suoi New York Knicks e lascia l’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder in panchina per 48 minuti, nonstante le rotazioni ridotte nel reparto lunghi.

Fuori gioco il prodotto di Vanderbilt Kornet, quintetto piccolo per Fizdale che schiera Noah Vonleh da “5” al fianco del rookie Kevin Knox e di Lance Thomas. 48 minuti di panchina per Enes Kanter, che rimane seduto ad osservare i 61 punti di James Harden nella serata del Madison Square Garden.

A New York, Rockets-Knicks termina 114-110 per gli ospiti. Per l’MVP in carica 61 punti, 15 rimbalzi, 5 recuperi ed un incredibile 22 su 25 ai tiri liberi. Harden chiude con 17 su 38 al tiro (5 su 20 da dietro l’arco dei tre punti), l’uomo con la barba più lunga della NBA prende da solo un maggior numero di tiri dei quattro “restanti” titolari dei Rockets.

I 61 punti di Harden (nuovo career high) sono la miglior prestazione singola per punti segnati di un avversario dei Knicks al Madison Square Garden (in coabitazione con Kobe Bryant). Per New York, 31 punti e 10 rimbalzi per il rookie Allonzo Trier.

A fine gara, lo spettatore non pagante (suo malgrado) Enes Kanter non trattiene la frustrazione:

Io voglio giocare, voglio solo poter giocare a basket. Se non avete (i Knicks, ndr) intenzione di farmi giocare, allora lasciatemi andare, semplicemente. Il mio ruolo qui ora è quello di dare il cinque ai miei compagni e sventolare asciugamani, ma quello che i Knicks stanno facendo con me è sbagliato. Mi merito di meglio

– Enes Kanter –

 

Nel post gara, coach Fizdale ha attribuito a ragioni tattiche il mancato impiego di Kanter: “Ho pensato di schierare quintetti più veloci per cercare di contrastare (i pick and roll di Harden, ndr) e giocare sul loro stesso piano. Poi, James ha fatto la partita che ha fatto in ogni caso, ma credo che tale mossa ci abbia dato l’opportunità di giocarci la gara sino in fondo

I New York Knicks tenteranno di assecondare il desiderio di cambiare aria di Enes Kanter da qui al prossimo 7 febbraio. A circa 3 settimane dallo scoccare della trade deadline, l’interesse per il lungo turco e per il suo contratto in scadenza (18.6 milioni di dollari sino a giugno) è apparso però tiepido.

Rockets-Lakers: gialloviola sempre al comando, ma nell’OT arriva la beffa

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center (Bill Baptist, Getty Images)

Game 47 Recap: Rockets-Lakers

Per l’NBA Saturday Primetime, in scena la terza sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (25-21) ed Houston Rockets (25-16). La gara dello Staples Center fu caratterizzata dalla rissa tra Rondo, CP3 ed Ingram e le relative squalifiche, nel primo match al Toyota Center Harden fu decisivo nel finale.

I gialloviola sono reduci dalla bella vittoria in overtime in casa dei Thunder ed attendono con ansia il rientro di LeBron James e Rajon Rondo, le cui assenze hanno tanto inciso nell’ultimo mese. OT anche per Space City, battuta in volata dai Nets, che non se la passa meglio ad infortuni – out Brandon Knight, Chris Paul e Clint Capela – e sopravvive grazie agli strepitosi numeri dell’MVP in carica.

Nessuna variazione negli starter lacustri, Walton conferma il quintetto varato contro Chicago: Zo, KCP, Ingram, Kuz e Chandler. D’Antoni – oltre che dell’esule Carmelo Anthonynon dispone ancora di Kenneth Faried e risponde con Harden, Rivers, Gordon, Ennis e Tucker.

Rockets-Lakers, Kuzma on fire 🔥

In avvio di gara L.A. decide di lasciare Chandler a protezione del pitturato, preferendo sfidare al tiro tutti i Rockets che non siano Harden. In attacco Kuzma è subito caldo e dopo il primo canestro della gara segna anche da oltre i 7.25. Ingram fallisce due jumper, ma quantomeno riesce a servire i compagni e dopo aver assistito la seconda tripla di Kyle premia un bel taglio di Ball, 8-12 dopo quattro minuti.

In difesa, il piano partita gialloviola al momento è efficace: se Harden – seguito principalmente da KCP, con gli altri schierata sia a zona che ad uomo – segna subito sette punti, i suoi compagni faticano dall’arco (1/6). 12-16 al primo timeout della gara chiesto da coach Mike D’Antoni.

I Lakers provano a correre in transizione cercando di capitalizzare gli errori dall’arco dei texani, che vanno a bersaglio solo con i neo entrati Gary Clark e Green.

Lonzo assiste McGee e KCP prima di trovare sull’arco Kyle Kuzma che sale a quota quattordici siglando il 29-18 a meno di quattro minuti dal termine della frazione. Il prodotto dell’Università dello Utah è on fire 🔥 e dopo aver commesso un fallo in attacco contro Green, si riscatta immediatamente completando un gioco da tre punti ancora contro l’ex Celtics e Suns.

Dopo un paio di possessi sprecati banalmente dai lacustri, la ventisettesima scelta dell’NBA Draft 2017 segna ancora dall’arco sfruttando il mismatch con Nene. Houston – oltre che con Harden – produce qualcosa solo con Gordon, che segna in penetrazione e dall’arco prima del canestro di McGee che chiude il quarto, 39-26.

39 punti nel primo periodo sono il massimo stagionale per i californiani, che tirano con il 64% dal campo, dominano a rimbalzo (+13) e girano la palla (10 assist, 7 per Zo).

20 punti, 7/9 al tiro con quattro triple 🏀🏀🏀 per lo scatenato sophomore gialloviola.

Rockets-Lakers, californiani in controllo

Come contro OKC, i Lakers ripartono con Lance, Svi, Hart, Beasley e McGee. Dopo un bel canestro dell’ucraino, sfruttando gli errori dall’arco dei Rockets (7/24) i lacustri allungano grazie alle giocate di Michael Beasley, 46-29.

McGee è più attivo rispetto alle ultime uscite, controlla le plance e stoppa Rivers. Il figlio di Doc a sua volta nega il canestro in transizione a Svi. Lance dopo aver segnato dall’arco regala un and-one a The Beard, 49-36 a 7’14” dall’intervallo.

Ball continua a condurre egregiamente l’attacco e prova a servire Zubac, subito a segno ma stoppato poi da Ennis. Lonzo dopo aver stoppato Harden lancia Ingram in transizione, lo stesso Slenderman tramuta un rimbalzo offensivo…

…in un assist per Kuzma che segna il floater del 55-36, inevitabile il timeout chiesto da MDA a 4’22” dalla fine del tempo.

Sotto di 21, Harden interrompe – dopo nove errore – il digiuno dei razzi dall’arco, KCP recupera e schiaccia in contropiede. I gialloviola continuano a spingere la transizione, sia da rimbalzo che da canestro subito: Kuzma corregge un errore di Ingram, Ball segna il 64-44.

Due liberi di JH13 fissano il punteggio all’intervallo, 64-46. Per i Rockets 8/33 da tre punti, con ben 17 errori su conclusioni wide open.

Rockets-Lakers, infortunio per Ball

I lacustri continuano a difendere box-and-one lasciando spazio negli angoli ai texani che segnano con Ennis e Gordon. L.A. risponde con Lonzo Ball che continua ad assistere (11) i compagni e trova Kuzma e KCP. Zo dopo aver servito Pope si scontra con Ennis e cade dolorante sul parquet.

Il prodotto di UCLA è costretto ad uscire e tornare nella locker room sorretto da Lance e Beasley, probabile – in attesa degli accertamenti – una distorsione della caviglia sinistra. Entra Josh Hart che segna subito dall’arco, risponde Harden con il solito step back, 72-57 a 8’08” dalla fine del quarto.

Lonzo Ball, Michael Beasley and Lance Stephenson. Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center
Lonzo Ball, Michael Beasley and Lance Stephenson. Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center (Eric Christian Smith, AP Photo)

Senza il #2 l’attacco dei Lakers si ferma, James Ennis III ed Harden con una tripla ed un canestro a testa in meno di due minuti riducono le distanze, 74-67 a metà frazione. Timeout obbligato chiesto da coach Luke Walton, che protesta troppo con gli arbitri e viene sanzionato con due tecnici ed inevitabile espulsione.

Il barba non sbaglia, un in & out beffa KCP così PJ Tucker può segnare da tre il canestro del -2. Ingram commette il secondo fallo in attacco in pochi possessi, quinta persa di squadra nel periodo.

Kuzma ferma il parziale (15-0) Rockets, ma sia Brandon che Kyle faticano a costruire buoni tiri per se stessi ed i compagni. Provvidenziale è l’apporto di JaVale McGee, che segna due volte prima della settima tripla a segno nel quarto per Houston, autore Clark. L’ex Warriors schiaccia ancora due volte prima e dopo l’and-one di Green, 86-80 con 51″ da giocare. I liberi di Nene chiudono il periodo, 86-82.

Gialloviola in crisi dopo l’uscita di Ball – nelle 12 gare senza LBJ e RR, per Zo 12.9 punti, 6.2 rimbalzi, 6.9 assist con il 38.9% dall’arco – autore di 8 punti ed 11 assist nei 22 minuti in campo. Senza Lonzo, vantaggio ridotto di undici lunghezze.

Rockets-Lakers, it’s overtime! (again)

I lacustri ripartono con la stessa second unit del secondo periodo. Lance va subito a segno dall’arco, come Ennis e Gerald Green. Dopo l’and-one di Beasley è ancora Born Ready a colpire da oltre i 7.25, 95-88 dopo due minuti.

Dopo una serie di liberi ed i layup di Hart e Green, Lance Stephenson segna la sua quarta tripla – senza errori – è può scatenarsi nella sua air guitar 🎸🎸🎸🎸, 104-96 a 7’28” dalla fine.

Kuzma e Zubac dalla lunetta riportano il vantaggio in doppia cifra, che viene subito dimezzato dalla tripla di Green e dalla schiacciata di Harden in transizione, 108-103. Zu segna nel pitturato ma i californiani concedono due seconde chance nello stesso possesso ai Rockets, fallite dall’arco da Harden.

L’MVP si riscatta subito, colpendo da tre dopo i liberi di Ingram. Kuzma commette un’infrazione di passi e dopo una bella esecuzione Gordon trova la tripla del 112-109 a due minuti dalla fine del tempo. Zu ed Ingram sono freddi dalla lunetta, risponde The Beard con uno step-back dall’angolo, 116-112 con sessanta secondi da giocare.

Lance legge bene la difesa e serve Ivica Zubac nel pitturato…

…che non sbaglia, ma James Harden conferma di vivere il miglior periodo della sua carriera segnando – con l’aiuto della tabella – la tripla del -3.

Stephenson sbaglia dall’arco, Harden – mandato in lunetta seguendo lo stesso schema cercato contro i Thunder due sere prima – e Zubac non commettono errori dalla lunetta. 120-117 a 4.9″ dalla sirena. Dopo aver segnano sei dei dodici liberi tentati nei primi tre quarti, Zubac e compagni hanno realizzato tutti e diciassette i tentativi dalla lunetta dell’ultimo quarto.

Sulla rimessa i gialloviola sono concentrati su JH13, ne approfitta Eric Gordon che piazza la tripla del 120 pari. Secondo overtime consecutivo per entrambe le contendenti.

Rockets-Lakers, Ingram non basta

Non ci sono cambi negli angeleni, che ripartono con Lance, KCP, Ingram, Kuz e Zu. D’Antoni schiera Nene per contenere il centro croato con Harden, Gordon, Rivers e Tucker.

Gordon e Harden segnano dall’arco nei primi due possessi dell’OT, primo vantaggio della gara per Space City. Nonostate un primo tempo pieno di difficoltà in attacco – 2/6 dal campo, 5 perse – Brandon Ingram sale di livello al momento giusto, segnando prima un bel fadeaway e colpendo dall’arco poi. Sulla tripla di Brandon, Nene commette fallo su Zubac che pareggia, 126-126 a -3’12”.

Tiny Dog è ispirato è segna anche un difficile jumper…

…pareggiando i liberi di Gordon. Come il compagno, Stephenson segna in penetrazione, 130 pari a due minuti dal termine.

Nene sbaglia un libero e dopo l’errore dall’arco di Ingram viene stoppato dallo stesso Brandon. Tuttavia i Lakers non riescono a controllare i rimbalzi concedendo due extra possessi che terminano con il sesto fallo di Zubac e l’1/2 dalla lunetta di Harden, 130-132 a 57.2” secondi dalla sirena.

Brian Shaw decide di andare small, schierando Hart per il centro croato. D’Antoni risponde inserendo Ennis per il brasiliano. Ingram sostiene l’attacco gialloviola e pareggia a quaranta secondi dalla fine.

Harden sbaglia ancora un libero prima che Kentavious Caldwell-Pope decida di forzare con 26″ secondi – di cui 19″ nel possesso – sul cronometro, trovando solo un airball oltre che regalare il possesso agli avversarsi. Gordon tiene in vita le speranze lacustri, realizzando un solo libero, 132-134 a 12.6” dal termine.

Speranze spazzate via dalla rimessa disegnata dal discusso Jesse Mermuys che si concretizza in una brutta persa di Kuzma. I quattro liberi di Gordon e l’ultimo canestro di Ingram fissano il punteggio finale, 134-138.

Rockets-Lakers, ancora una gara sopra i 30 per Kuz

Strepitoso primo quarto per Kuzma, che ha costretto Tucker agli straordinari in difesa. Kuz ha sofferto le attenzioni di un mastino come PJ, tuttavia la prestazione – a prescindere dalle due perse alla fine dell’ultimo quarto e dell’overtime – resta ottima.

Kyle in quasi 44 minuti chiude con 32 punti (12/19 dal campo, 4/9 dall’arco), 8 rimbalzi, 3 assist, 3 perse e 2 recuperi. Undici triple a segno sulle ventuno tentate nelle ultime due gare, mamma Karri può essere soddisfatta.

Dopo aver sofferto per quasi tutta la gara, con il #0 chiuso dalla difesa Rockets e Ball out, era necessario che Ingram salisse di livello. Tiny Dog non si è tirato indietro, segnando cinque degli ultimi sette canestri dei Lakers oltre a non tremare (4/4) dalla lunetta.

Per Brandon 21 punti (7/12), 5 rimbalzi, 4 assist, 6 perse – tre per infrazioni offensive – ed una stoppata. Nelle ultime due gare, Slenderman ha chiuso con 12/14 dalla lunetta.

Come sarebbe andata a finire la gara senza l’infortunio di Ball è il cruccio che tormenta i tifosi ed i media lacustri. Lonzo ha dominato la gara finché è rimasto in campo, alternando attacchi in transizione a buone letture a difesa schierata. Per fortuna la radiografia ha escluso fratture, nelle prossime ore si avranno notizie più precise sui tempi di recupero.

Zo chiude con 8 punti, 3 rimbalzi ed 11 assist in soli 22 minuti di gioco. Clamorosi l’Offensive (122.9) ed il Net (29.3) Rating, +15 il plus/minus.

Ancora un’ottima prestazione per Zubac, minaccia costante nel pitturato e volenteroso nelle chiusure difensive. In questo momento di appannamento – soprattutto visico – dei lunghi californiani, l’apporto del croato è fondamentale. Per Zu 17+7 con 4/6 dal campo e 9/9 dalla lunetta.

La buon prova del compagno ha consetito un minutaggio adeguato ai problemi fisici per Chandler (3+7 in 14 minuti), mentre nel giorno del suo compleanno 🎂 McGee (12+14 con 6/8 in 16 minuti) è apparso in netto miglioramento.

JaVale McGee and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center
JaVale McGee and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center (Lakers.com)

KCP si è spremuto in difesa, restando sulle piste di Harden spesso a tutto campo. Comprensibili le difficoltà al tiro (0/7), inaccettabile la forzatura che di fatto ha deciso la partita. Male al tiro anche Hart (1/6 da tre) che non è riuscito ad apportare la solita energia.

Fondamentale per restare nella gara l’apporto di Lance (16+2+4, 4/8 dall’arco), soprattutto nell’ultimo quarto. Meno minuti per Beasley (8, 3/7) e Svi (2, 1/4).

Delle cento conclusione tentate dai Rockets, ben sessantotto sono state scagliate da oltre i 7.25, due in meno del loro record assoluto. James Harden continua il suo periodo d’oro e chiude la gara con 48 punti (14/30 dal campo, 8/19 da tre, 12/15 ai liberi), 8 rimbalzi, 6 assist, 6 perse e 4 recuperi.

Decisivo nel finale Gordon (30+5+4, 5 triple, 11/12 ai liberi), unico a produrre con Ennis (18, 4/6 dall’arco) e Green (17, 4/11) oltre il Barba. Tucker (9+9 con 5 recuperi) impreciso (4/12) ma fondamentale nel contenere Kuzma.

Box Score su NBA.com

Rockets-Lakers, Walton elogia i suoi ragazzi

A fine gara il coach lacustre ha elogiato la prestazione dei giovani gialloviola, autori di una prova positiva sul campo di una delle migliori squadri della Western Conference.

<Sono soddisfatto di come i nostri ragazzi hanno combattuto. Hanno dato tutto quello che avevano, questo è tutto quello che gli avremmo potuto chiedere.>

Walton poi ha ammesso di meritare il primo tecnico, ma non ha capito perché gli è stato sanzionato il secondo.

Va dato credito al coach dei Lakers di aver organizzato un piano partita che per lunghi tratti ha funzionato, provando a contenere i danni dell’uragano Harden lasciando più spazio ai compagni.

Peccato però che alcune scelte tecniche siano di fatto costate la partita. In primis la scelta di tenere Ingram spalle alla rimessa anziché ostruire la visuale, se da un lato ha evitato che il pallone finisse nelle mani dell’MVP, dall’altro ha consentito una ricezione pulita a Gordon.

Inoltre, lo schema disegnato – stando alle parole del diretto interessato – per KCP che la rimessa sprecata da Hart e Kuzma potevano essere gestiti meglio. Errori del genere, in una serie playoff, difficilmente sono rimediabili.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Lunedì 21 e Martedì 22 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Golden State Warriors.

Carmelo Anthony alla ricerca di una nuova squadra: Houston spinge

La breve avventura con gli Houston Rockets di Carmelo Anthony potrebbe già terminare la prossima settimana. La notizia arriva da Adrian Wojnarowski di ESPN.com. Wojnarowski ha affermato che i Rockets starebbero “lavorando aggressivamente” per trovare una squadra con cui stipulare una trade per Carmelo Anthony, entro le 17 (ora americana) di lunedì.

Gli Houston Rockets sarebbero interessati a mettere sotto contratto Kenneth Faried. Il giocatore dei Brooklyn Nets avrebbe firmato infatti il buyout con la società venerdì, e dovrebbe approdare nel Texas. Faried firmerà un contratto al “veteran minimum”, e i Nets riescono così a liberarsi di $13.8 milioni dell’accordo preso quest’estate.

Houston sarebbe alla ricerca di un big man che prenda il posto di Carmelo Anthony nel roster ma ovviamente con caratteristiche e ruolo diverso, e che possa sostituire Capela. L’attuale centro titolare dei Rockets, sarà assente tra le 4 e le 6 settimane a causa di un infortunio al pollice destro. Clint è dovuto ricorrere ad un intervento chirurgico giovedì per riparare i legamenti del pollice danneggiato.

Carmelo Anthony-Houston: i dettagli

Secondo Sam Amick di The Athletic, Anthony avrebbe a disposizione “più opzioni disponibili” e ci si aspetta che ne scelga una prima del 7 febbraio, giorno della trade deadline. Anche se la presenza incombente di Faried avrebbe messo fretta alla società Texana, e di conseguenza ad Anthony. Si pensa quindi che prenderà una decisione ben prima della fatidica data del 7 febbraio, e magari già entro la prossima settimana.

Carmelo Anthony non scende su un parquet dall’ 8 novembre contro la sua ex squadra, gli Oklahoma City Thunder. Gli Houston Rockets, una settimana dopo, il 15 novembre, hanno annunciato che le strade si sarebbero divise e hanno iniziato a cercare una soluzione per il volte all-star.

Nelle 10 partite giocate in questa stagione, Anthony sta collezionando le medie più basse di tutta la sua carriera, come i 13.5 punti a partita, i 5.4 rimbalzi e sta tirando col 40.5% dal campo, giocando 29.4 minuti a partita.