Nuggets, l’urlo di Malik Beasley stende i Rockets: “Sono un giocatore vero, l’ho dimostrato”

Malik Beasley, il protagonista che non ti aspetti.

 

Buona parte del segreto dei Denver Nuggets, la parte che non parla serbo perlomeno, risiede nella grandissima affidabilità che i giocatori “di rincalzo” di coach Mike Malone hanno saputo garantire ad una squadra tormentata dagli infortuni, soprattutto ad inizio stagione.

 

Nelle serata di venerdì al Pepsi Center di Denver contro gli Houston Rockets di James Harden, ai 31 punti con soli 3 errori al tiro (12 su 15) di Nikola Jokic si sono aggiunti i 75 punti del terzetto Malik Beasley, Torrey Craig e Monte Morris.

 

 

136-122 il risultato finale tra Nuggets-Rockets. Un secondo quarto da 48-28 di Denver lancia Jokic e compagni verso la 36esima vittoria stagionale, la 23esima casalinga a fronte di sole 4 sconfitte. il secondo anno da Iowa State Monte Morris non fa rimpiangere l’infortunato Jamal Murray e chiude con 18 punti, 8 assist e 6 rimbalzi in 37 minuti.

 

Lo specialista difensivo Torrey Craig mette a referto 22 punti in uscita dalla panchina, con 8 su 12 al tiro, e Malik Beasley è semplicemente perfetto con un career high da 35 punti (12 su 17) e 5 triple mandate a bersaglio:

 

Credo che questa partita sia una dichiarazione d’intenti definitiva da parte nostra, abbiamo fatto vedere al mondo chi siamo, io ho fatto vedere a tutti chi sono. Non sono solo uno dei tanti giocatori della squadra, o uno che esce soltanto dalla panchina, e non sono solo il compagno di tanti grandi giocatori. Io sono un giocatore di pallacanestro

 

– Mailk Beasley dopo Nuggets-Rockets –

 

 

Le ultime 10 partite di Malik Beasley? Il giocatore al terzo anno da Florida State ha chiuso le ultime 10 uscite dei Denver Nuggets a 16.9 punti di media a gara, in 28 minuti d’impiego e con il 60% al tiro. Sono 11.2 i punti di media a partita in stagione per il 22enne Beasley, chiamato a sostituire la shooting guard titolare Gary Harris, limitato in questa stagione a sole 32 partite ed al momento ai box per un problema muscolare.

 

Houston sorride: Chris Paul tornerà in campo domenica contro i Magic

CP3-paul-ritorno

Buone notizie per Mike D’Antoni e gli Houston Rockets visto che il ritorno di Chris Paul è fissato per domenica. Contro gli Orlando Magic, dunque, tornerà finalmente sul parquet il playmaker che tanto è mancato ad Harden in questo periodo davvero difficile per la franchigia texana che però ha definitivamente issato in cima alla corsa all’MVP la stella del Barba che sta provando in tutti i modi, a suon di prestazioni monstre, a trascinare i compagni.

Tornando a CP3, il giocatore sembra aver finalmente messo alle spalle il problema al bicipite femorale che lo ha tenuto a lungo lontano dai campi. Coach D’Antoni ha già dichiarato a Mark Berman della Fox 26 di Houston, che Paul non giocherà prima di domenica contro i Magic.

Ritorno Chris Paul: CP3 e Houston rivedono la luce

Sono ben 16 le gare perse da Chris Paul per questo infortunio ma la luce del tunnel è prossima ed il suo ritorno in campo ridarà il giusto sprint a Houston. I Rockets saranno chiamati nelle prossime partite a recuperare le gare perse per strada per tornare nei piani alti della Western Conference.

Il record dei texani recita un 5-5 nelle ultime 10 gare disputate, davvero deludente soprattutto se comparato alla scorsa annata, ma l’assenza di un leader tecnico come CP3 è una scusante che ci può stare. Attualmente la squadra di coach D’Antoni ha 27 vittorie e 20 sconfitte che valgono il quinto posto ad Ovest, con pochissimo margine sulle agguerrite inseguitrici.

Paul ha collezionato in questa regular season appena 26 presenze tenendo una media di 15.6 punti, 8 assist e 4 rimbalzi, senza dimenticare i 2.1 recuperi a gara in 33.2 minuti giocati.

 

 

 

61 punti di James Harden al Madison, “DNP” per Enes Kanter che esplode: “Fatemi uscire da qui”

Enes Kanter-Bucks

Nemmeno l’infortunio di Luke Kornet apre minuti di gioco per Enes Kanter. Coach David Fizdale tiene fede a quanto riferito al turco dopo la trasferta londinese dei suoi New York Knicks e lascia l’ex giocatore degli Oklahoma City Thunder in panchina per 48 minuti, nonstante le rotazioni ridotte nel reparto lunghi.

Fuori gioco il prodotto di Vanderbilt Kornet, quintetto piccolo per Fizdale che schiera Noah Vonleh da “5” al fianco del rookie Kevin Knox e di Lance Thomas. 48 minuti di panchina per Enes Kanter, che rimane seduto ad osservare i 61 punti di James Harden nella serata del Madison Square Garden.

A New York, Rockets-Knicks termina 114-110 per gli ospiti. Per l’MVP in carica 61 punti, 15 rimbalzi, 5 recuperi ed un incredibile 22 su 25 ai tiri liberi. Harden chiude con 17 su 38 al tiro (5 su 20 da dietro l’arco dei tre punti), l’uomo con la barba più lunga della NBA prende da solo un maggior numero di tiri dei quattro “restanti” titolari dei Rockets.

I 61 punti di Harden (nuovo career high) sono la miglior prestazione singola per punti segnati di un avversario dei Knicks al Madison Square Garden (in coabitazione con Kobe Bryant). Per New York, 31 punti e 10 rimbalzi per il rookie Allonzo Trier.

A fine gara, lo spettatore non pagante (suo malgrado) Enes Kanter non trattiene la frustrazione:

Io voglio giocare, voglio solo poter giocare a basket. Se non avete (i Knicks, ndr) intenzione di farmi giocare, allora lasciatemi andare, semplicemente. Il mio ruolo qui ora è quello di dare il cinque ai miei compagni e sventolare asciugamani, ma quello che i Knicks stanno facendo con me è sbagliato. Mi merito di meglio

– Enes Kanter –

 

Nel post gara, coach Fizdale ha attribuito a ragioni tattiche il mancato impiego di Kanter: “Ho pensato di schierare quintetti più veloci per cercare di contrastare (i pick and roll di Harden, ndr) e giocare sul loro stesso piano. Poi, James ha fatto la partita che ha fatto in ogni caso, ma credo che tale mossa ci abbia dato l’opportunità di giocarci la gara sino in fondo

I New York Knicks tenteranno di assecondare il desiderio di cambiare aria di Enes Kanter da qui al prossimo 7 febbraio. A circa 3 settimane dallo scoccare della trade deadline, l’interesse per il lungo turco e per il suo contratto in scadenza (18.6 milioni di dollari sino a giugno) è apparso però tiepido.

Rockets-Lakers: gialloviola sempre al comando, ma nell’OT arriva la beffa

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center (Bill Baptist, Getty Images)

Game 47 Recap: Rockets-Lakers

Per l’NBA Saturday Primetime, in scena la terza sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (25-21) ed Houston Rockets (25-16). La gara dello Staples Center fu caratterizzata dalla rissa tra Rondo, CP3 ed Ingram e le relative squalifiche, nel primo match al Toyota Center Harden fu decisivo nel finale.

I gialloviola sono reduci dalla bella vittoria in overtime in casa dei Thunder ed attendono con ansia il rientro di LeBron James e Rajon Rondo, le cui assenze hanno tanto inciso nell’ultimo mese. OT anche per Space City, battuta in volata dai Nets, che non se la passa meglio ad infortuni – out Brandon Knight, Chris Paul e Clint Capela – e sopravvive grazie agli strepitosi numeri dell’MVP in carica.

Nessuna variazione negli starter lacustri, Walton conferma il quintetto varato contro Chicago: Zo, KCP, Ingram, Kuz e Chandler. D’Antoni – oltre che dell’esule Carmelo Anthonynon dispone ancora di Kenneth Faried e risponde con Harden, Rivers, Gordon, Ennis e Tucker.

Rockets-Lakers, Kuzma on fire 🔥

In avvio di gara L.A. decide di lasciare Chandler a protezione del pitturato, preferendo sfidare al tiro tutti i Rockets che non siano Harden. In attacco Kuzma è subito caldo e dopo il primo canestro della gara segna anche da oltre i 7.25. Ingram fallisce due jumper, ma quantomeno riesce a servire i compagni e dopo aver assistito la seconda tripla di Kyle premia un bel taglio di Ball, 8-12 dopo quattro minuti.

In difesa, il piano partita gialloviola al momento è efficace: se Harden – seguito principalmente da KCP, con gli altri schierata sia a zona che ad uomo – segna subito sette punti, i suoi compagni faticano dall’arco (1/6). 12-16 al primo timeout della gara chiesto da coach Mike D’Antoni.

I Lakers provano a correre in transizione cercando di capitalizzare gli errori dall’arco dei texani, che vanno a bersaglio solo con i neo entrati Gary Clark e Green.

Lonzo assiste McGee e KCP prima di trovare sull’arco Kyle Kuzma che sale a quota quattordici siglando il 29-18 a meno di quattro minuti dal termine della frazione. Il prodotto dell’Università dello Utah è on fire 🔥 e dopo aver commesso un fallo in attacco contro Green, si riscatta immediatamente completando un gioco da tre punti ancora contro l’ex Celtics e Suns.

Dopo un paio di possessi sprecati banalmente dai lacustri, la ventisettesima scelta dell’NBA Draft 2017 segna ancora dall’arco sfruttando il mismatch con Nene. Houston – oltre che con Harden – produce qualcosa solo con Gordon, che segna in penetrazione e dall’arco prima del canestro di McGee che chiude il quarto, 39-26.

39 punti nel primo periodo sono il massimo stagionale per i californiani, che tirano con il 64% dal campo, dominano a rimbalzo (+13) e girano la palla (10 assist, 7 per Zo).

20 punti, 7/9 al tiro con quattro triple 🏀🏀🏀 per lo scatenato sophomore gialloviola.

Rockets-Lakers, californiani in controllo

Come contro OKC, i Lakers ripartono con Lance, Svi, Hart, Beasley e McGee. Dopo un bel canestro dell’ucraino, sfruttando gli errori dall’arco dei Rockets (7/24) i lacustri allungano grazie alle giocate di Michael Beasley, 46-29.

McGee è più attivo rispetto alle ultime uscite, controlla le plance e stoppa Rivers. Il figlio di Doc a sua volta nega il canestro in transizione a Svi. Lance dopo aver segnato dall’arco regala un and-one a The Beard, 49-36 a 7’14” dall’intervallo.

Ball continua a condurre egregiamente l’attacco e prova a servire Zubac, subito a segno ma stoppato poi da Ennis. Lonzo dopo aver stoppato Harden lancia Ingram in transizione, lo stesso Slenderman tramuta un rimbalzo offensivo…

…in un assist per Kuzma che segna il floater del 55-36, inevitabile il timeout chiesto da MDA a 4’22” dalla fine del tempo.

Sotto di 21, Harden interrompe – dopo nove errore – il digiuno dei razzi dall’arco, KCP recupera e schiaccia in contropiede. I gialloviola continuano a spingere la transizione, sia da rimbalzo che da canestro subito: Kuzma corregge un errore di Ingram, Ball segna il 64-44.

Due liberi di JH13 fissano il punteggio all’intervallo, 64-46. Per i Rockets 8/33 da tre punti, con ben 17 errori su conclusioni wide open.

Rockets-Lakers, infortunio per Ball

I lacustri continuano a difendere box-and-one lasciando spazio negli angoli ai texani che segnano con Ennis e Gordon. L.A. risponde con Lonzo Ball che continua ad assistere (11) i compagni e trova Kuzma e KCP. Zo dopo aver servito Pope si scontra con Ennis e cade dolorante sul parquet.

Il prodotto di UCLA è costretto ad uscire e tornare nella locker room sorretto da Lance e Beasley, probabile – in attesa degli accertamenti – una distorsione della caviglia sinistra. Entra Josh Hart che segna subito dall’arco, risponde Harden con il solito step back, 72-57 a 8’08” dalla fine del quarto.

Lonzo Ball, Michael Beasley and Lance Stephenson. Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center
Lonzo Ball, Michael Beasley and Lance Stephenson. Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center (Eric Christian Smith, AP Photo)

Senza il #2 l’attacco dei Lakers si ferma, James Ennis III ed Harden con una tripla ed un canestro a testa in meno di due minuti riducono le distanze, 74-67 a metà frazione. Timeout obbligato chiesto da coach Luke Walton, che protesta troppo con gli arbitri e viene sanzionato con due tecnici ed inevitabile espulsione.

Il barba non sbaglia, un in & out beffa KCP così PJ Tucker può segnare da tre il canestro del -2. Ingram commette il secondo fallo in attacco in pochi possessi, quinta persa di squadra nel periodo.

Kuzma ferma il parziale (15-0) Rockets, ma sia Brandon che Kyle faticano a costruire buoni tiri per se stessi ed i compagni. Provvidenziale è l’apporto di JaVale McGee, che segna due volte prima della settima tripla a segno nel quarto per Houston, autore Clark. L’ex Warriors schiaccia ancora due volte prima e dopo l’and-one di Green, 86-80 con 51″ da giocare. I liberi di Nene chiudono il periodo, 86-82.

Gialloviola in crisi dopo l’uscita di Ball – nelle 12 gare senza LBJ e RR, per Zo 12.9 punti, 6.2 rimbalzi, 6.9 assist con il 38.9% dall’arco – autore di 8 punti ed 11 assist nei 22 minuti in campo. Senza Lonzo, vantaggio ridotto di undici lunghezze.

Rockets-Lakers, it’s overtime! (again)

I lacustri ripartono con la stessa second unit del secondo periodo. Lance va subito a segno dall’arco, come Ennis e Gerald Green. Dopo l’and-one di Beasley è ancora Born Ready a colpire da oltre i 7.25, 95-88 dopo due minuti.

Dopo una serie di liberi ed i layup di Hart e Green, Lance Stephenson segna la sua quarta tripla – senza errori – è può scatenarsi nella sua air guitar 🎸🎸🎸🎸, 104-96 a 7’28” dalla fine.

Kuzma e Zubac dalla lunetta riportano il vantaggio in doppia cifra, che viene subito dimezzato dalla tripla di Green e dalla schiacciata di Harden in transizione, 108-103. Zu segna nel pitturato ma i californiani concedono due seconde chance nello stesso possesso ai Rockets, fallite dall’arco da Harden.

L’MVP si riscatta subito, colpendo da tre dopo i liberi di Ingram. Kuzma commette un’infrazione di passi e dopo una bella esecuzione Gordon trova la tripla del 112-109 a due minuti dalla fine del tempo. Zu ed Ingram sono freddi dalla lunetta, risponde The Beard con uno step-back dall’angolo, 116-112 con sessanta secondi da giocare.

Lance legge bene la difesa e serve Ivica Zubac nel pitturato…

…che non sbaglia, ma James Harden conferma di vivere il miglior periodo della sua carriera segnando – con l’aiuto della tabella – la tripla del -3.

Stephenson sbaglia dall’arco, Harden – mandato in lunetta seguendo lo stesso schema cercato contro i Thunder due sere prima – e Zubac non commettono errori dalla lunetta. 120-117 a 4.9″ dalla sirena. Dopo aver segnano sei dei dodici liberi tentati nei primi tre quarti, Zubac e compagni hanno realizzato tutti e diciassette i tentativi dalla lunetta dell’ultimo quarto.

Sulla rimessa i gialloviola sono concentrati su JH13, ne approfitta Eric Gordon che piazza la tripla del 120 pari. Secondo overtime consecutivo per entrambe le contendenti.

Rockets-Lakers, Ingram non basta

Non ci sono cambi negli angeleni, che ripartono con Lance, KCP, Ingram, Kuz e Zu. D’Antoni schiera Nene per contenere il centro croato con Harden, Gordon, Rivers e Tucker.

Gordon e Harden segnano dall’arco nei primi due possessi dell’OT, primo vantaggio della gara per Space City. Nonostate un primo tempo pieno di difficoltà in attacco – 2/6 dal campo, 5 perse – Brandon Ingram sale di livello al momento giusto, segnando prima un bel fadeaway e colpendo dall’arco poi. Sulla tripla di Brandon, Nene commette fallo su Zubac che pareggia, 126-126 a -3’12”.

Tiny Dog è ispirato è segna anche un difficile jumper…

…pareggiando i liberi di Gordon. Come il compagno, Stephenson segna in penetrazione, 130 pari a due minuti dal termine.

Nene sbaglia un libero e dopo l’errore dall’arco di Ingram viene stoppato dallo stesso Brandon. Tuttavia i Lakers non riescono a controllare i rimbalzi concedendo due extra possessi che terminano con il sesto fallo di Zubac e l’1/2 dalla lunetta di Harden, 130-132 a 57.2” secondi dalla sirena.

Brian Shaw decide di andare small, schierando Hart per il centro croato. D’Antoni risponde inserendo Ennis per il brasiliano. Ingram sostiene l’attacco gialloviola e pareggia a quaranta secondi dalla fine.

Harden sbaglia ancora un libero prima che Kentavious Caldwell-Pope decida di forzare con 26″ secondi – di cui 19″ nel possesso – sul cronometro, trovando solo un airball oltre che regalare il possesso agli avversarsi. Gordon tiene in vita le speranze lacustri, realizzando un solo libero, 132-134 a 12.6” dal termine.

Speranze spazzate via dalla rimessa disegnata dal discusso Jesse Mermuys che si concretizza in una brutta persa di Kuzma. I quattro liberi di Gordon e l’ultimo canestro di Ingram fissano il punteggio finale, 134-138.

Rockets-Lakers, ancora una gara sopra i 30 per Kuz

Strepitoso primo quarto per Kuzma, che ha costretto Tucker agli straordinari in difesa. Kuz ha sofferto le attenzioni di un mastino come PJ, tuttavia la prestazione – a prescindere dalle due perse alla fine dell’ultimo quarto e dell’overtime – resta ottima.

Kyle in quasi 44 minuti chiude con 32 punti (12/19 dal campo, 4/9 dall’arco), 8 rimbalzi, 3 assist, 3 perse e 2 recuperi. Undici triple a segno sulle ventuno tentate nelle ultime due gare, mamma Karri può essere soddisfatta.

Dopo aver sofferto per quasi tutta la gara, con il #0 chiuso dalla difesa Rockets e Ball out, era necessario che Ingram salisse di livello. Tiny Dog non si è tirato indietro, segnando cinque degli ultimi sette canestri dei Lakers oltre a non tremare (4/4) dalla lunetta.

Per Brandon 21 punti (7/12), 5 rimbalzi, 4 assist, 6 perse – tre per infrazioni offensive – ed una stoppata. Nelle ultime due gare, Slenderman ha chiuso con 12/14 dalla lunetta.

Come sarebbe andata a finire la gara senza l’infortunio di Ball è il cruccio che tormenta i tifosi ed i media lacustri. Lonzo ha dominato la gara finché è rimasto in campo, alternando attacchi in transizione a buone letture a difesa schierata. Per fortuna la radiografia ha escluso fratture, nelle prossime ore si avranno notizie più precise sui tempi di recupero.

Zo chiude con 8 punti, 3 rimbalzi ed 11 assist in soli 22 minuti di gioco. Clamorosi l’Offensive (122.9) ed il Net (29.3) Rating, +15 il plus/minus.

Ancora un’ottima prestazione per Zubac, minaccia costante nel pitturato e volenteroso nelle chiusure difensive. In questo momento di appannamento – soprattutto visico – dei lunghi californiani, l’apporto del croato è fondamentale. Per Zu 17+7 con 4/6 dal campo e 9/9 dalla lunetta.

La buon prova del compagno ha consetito un minutaggio adeguato ai problemi fisici per Chandler (3+7 in 14 minuti), mentre nel giorno del suo compleanno 🎂 McGee (12+14 con 6/8 in 16 minuti) è apparso in netto miglioramento.

JaVale McGee and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center
JaVale McGee and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center (Lakers.com)

KCP si è spremuto in difesa, restando sulle piste di Harden spesso a tutto campo. Comprensibili le difficoltà al tiro (0/7), inaccettabile la forzatura che di fatto ha deciso la partita. Male al tiro anche Hart (1/6 da tre) che non è riuscito ad apportare la solita energia.

Fondamentale per restare nella gara l’apporto di Lance (16+2+4, 4/8 dall’arco), soprattutto nell’ultimo quarto. Meno minuti per Beasley (8, 3/7) e Svi (2, 1/4).

Delle cento conclusione tentate dai Rockets, ben sessantotto sono state scagliate da oltre i 7.25, due in meno del loro record assoluto. James Harden continua il suo periodo d’oro e chiude la gara con 48 punti (14/30 dal campo, 8/19 da tre, 12/15 ai liberi), 8 rimbalzi, 6 assist, 6 perse e 4 recuperi.

Decisivo nel finale Gordon (30+5+4, 5 triple, 11/12 ai liberi), unico a produrre con Ennis (18, 4/6 dall’arco) e Green (17, 4/11) oltre il Barba. Tucker (9+9 con 5 recuperi) impreciso (4/12) ma fondamentale nel contenere Kuzma.

Box Score su NBA.com

Rockets-Lakers, Walton elogia i suoi ragazzi

A fine gara il coach lacustre ha elogiato la prestazione dei giovani gialloviola, autori di una prova positiva sul campo di una delle migliori squadri della Western Conference.

<Sono soddisfatto di come i nostri ragazzi hanno combattuto. Hanno dato tutto quello che avevano, questo è tutto quello che gli avremmo potuto chiedere.>

Walton poi ha ammesso di meritare il primo tecnico, ma non ha capito perché gli è stato sanzionato il secondo.

Va dato credito al coach dei Lakers di aver organizzato un piano partita che per lunghi tratti ha funzionato, provando a contenere i danni dell’uragano Harden lasciando più spazio ai compagni.

Peccato però che alcune scelte tecniche siano di fatto costate la partita. In primis la scelta di tenere Ingram spalle alla rimessa anziché ostruire la visuale, se da un lato ha evitato che il pallone finisse nelle mani dell’MVP, dall’altro ha consentito una ricezione pulita a Gordon.

Inoltre, lo schema disegnato – stando alle parole del diretto interessato – per KCP che la rimessa sprecata da Hart e Kuzma potevano essere gestiti meglio. Errori del genere, in una serie playoff, difficilmente sono rimediabili.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Lunedì 21 e Martedì 22 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Golden State Warriors.

Carmelo Anthony alla ricerca di una nuova squadra: Houston spinge

La breve avventura con gli Houston Rockets di Carmelo Anthony potrebbe già terminare la prossima settimana. La notizia arriva da Adrian Wojnarowski di ESPN.com. Wojnarowski ha affermato che i Rockets starebbero “lavorando aggressivamente” per trovare una squadra con cui stipulare una trade per Carmelo Anthony, entro le 17 (ora americana) di lunedì.

Gli Houston Rockets sarebbero interessati a mettere sotto contratto Kenneth Faried. Il giocatore dei Brooklyn Nets avrebbe firmato infatti il buyout con la società venerdì, e dovrebbe approdare nel Texas. Faried firmerà un contratto al “veteran minimum”, e i Nets riescono così a liberarsi di $13.8 milioni dell’accordo preso quest’estate.

Houston sarebbe alla ricerca di un big man che prenda il posto di Carmelo Anthony nel roster ma ovviamente con caratteristiche e ruolo diverso, e che possa sostituire Capela. L’attuale centro titolare dei Rockets, sarà assente tra le 4 e le 6 settimane a causa di un infortunio al pollice destro. Clint è dovuto ricorrere ad un intervento chirurgico giovedì per riparare i legamenti del pollice danneggiato.

Carmelo Anthony-Houston: i dettagli

Secondo Sam Amick di The Athletic, Anthony avrebbe a disposizione “più opzioni disponibili” e ci si aspetta che ne scelga una prima del 7 febbraio, giorno della trade deadline. Anche se la presenza incombente di Faried avrebbe messo fretta alla società Texana, e di conseguenza ad Anthony. Si pensa quindi che prenderà una decisione ben prima della fatidica data del 7 febbraio, e magari già entro la prossima settimana.

Carmelo Anthony non scende su un parquet dall’ 8 novembre contro la sua ex squadra, gli Oklahoma City Thunder. Gli Houston Rockets, una settimana dopo, il 15 novembre, hanno annunciato che le strade si sarebbero divise e hanno iniziato a cercare una soluzione per il volte all-star.

Nelle 10 partite giocate in questa stagione, Anthony sta collezionando le medie più basse di tutta la sua carriera, come i 13.5 punti a partita, i 5.4 rimbalzi e sta tirando col 40.5% dal campo, giocando 29.4 minuti a partita.

Kenneth Faried lascia i Brooklyn Nets, firmerà con gli Houston Rockets

Kenneth Faried ed i Brooklyn Nets hanno raggiunto un accordo per la buonusciuta del giocatore, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

L’ex giocatore dei Denver Nuggets era approdato a Brooklyn a seguito di una trade estiva che aveva coinvolto l’ala Darrell Arthur e la point-guard Isaiah Whitehead. Faried lascerà i Brooklyn Nets nella giornata di sabato per accordarsi con gli Houston Rockets, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

Kenneth Faried, 30 anni, firmerà con la squadra allenata da Mike D’Antoni un contratto al “veteran minimun” sino al termine della stagione. Il prodotto di Morehead State ha collezionato sole 12 presenze in maglia Brooklyn Nets, la buonuscita permetterà al GM della franchigia di New York Sean Marks di scaricare i restati 13.8 milioni di dollari sul contratto dell’ex Nuggets.

Faried raggiungerà Houston tra 48 ore, una volta uscito dalla lista dei giocatori svincolati. Ai Rockets, Faried potrebbe trovare spazio sin da subito a causa dell’infortunio subito da Clint Capela, che terrà il giocatore svizzero lontano dai campi per almeno 4-6 settimane.

Kenneth Faried venne selezionato dai Nuggets di coach George Karl con la 22esima chiamata al draft NBA 2011. In sette stagioni con la maglia dei Denver Nuggets, Faried ha viaggiato a 11.4 punti e 8.2 rimbalzi di media a partita, con il 54% al tiro in 24.9 minuti d’impiego.

Carmelo Anthony pronto a tornare in pista prima della trade deadline

In vista della trade deadline del prossimo 7 febbraio, continua a regnare l’incertezza intorno al futuro di Carmelo Anthony, ormai da tempo fuori dai piani degli Houston Rockets. Il dieci volte All-Star non scende in campo con la maglia dei Razzi dalla sconfitta contro i suoi ex Oklahoma City Thunder dello scorso 9 novembre (98-80 alla Chesapeake Energy Arena), gara in cui fu accolto dalla standing ovation dei suoi vecchi tifosi e mise a referto appena 2 punti con un pessimo 1 su 11 dal campo.

Pochi giorni dopo la pesante sconfitta in quel di Oklahoma City, i Rockets hanno comunicato la propria intenzione di separarsi dal classe ’84 nativo di Brooklyn, ancora sotto contratto ma fuori squadra in attesa di trovare una nuova sistemazione via trade o ricorrendo al buyout. Nonostante in molti pensassero che il fallimento a Houston alla corte di D’Antoni, seguito a quello tra le file dei Thunder, rappresentasse l’ultima concreta occasione in NBA per Melo, quest’ultimo sembra destinato a trovare presto una nuova sfida nella lega più importante al mondo.

Altra chance NBA in arrivo per Carmelo Anthony?

 

Ultime settimane per Carmelo Anthony in quel di Houston: i Rockets continuano a cercare una trade.

Dopo appena dieci partite disputate con gli Houston Rockets, con 13.4 punti a partita ed il 40% al tiro (33% da dietro l’arco), Carmelo Anthony si è messo in proprio, allenandosi insieme al suo preparatore Chris Brickley a New York per mantenere la forma e farsi trovare pronto per una nuova occasione. Accostato a numerose squadre negli ultimi mesi, tra cui i Los Angeles Lakers di LeBron James e i Miami Heat di Dwyane Wade, suoi grandissimi amici sin dal loro ingresso in NBA nello storico Draft 2003, Melo potrebbe presto conoscere la sua futura destinazione.

Attualmente sotto contratto al minimo salariale di 2.4 milioni di dollari con gli Houston Rockets, l’ala 34enne si appresta dunque a cambiare squadra per la terza volta nell’ultimo anno e mezzo (quarta includendo anche il suo breve trascorso agli Atlanta Hawks, che lo hanno immediatamente tagliato dopo averlo acquisito dagli Oklahoma City Thunder in cambio di Dennis Schröder). Tra le altre squadre che sembravano interessate al suo acquisto figurano anche Philadelphia 76ers e Charlotte Hornets, mentre i Boston Celtics non sembrano rappresentare un’opzione realistica, nonostante Kyrie Irving qualche settimana fa avesse dichiarato come ai suoi avrebbe fatto comodo un veterano con una quindicina d’anni di esperienza nella lega.

Mike D’Antoni sul futuro di House: “Questa è la natura del business, gli auguro il meglio”

Dopo la scadenza dei 45 giorni previsti dal suo two-way contract con gli Houston Rockets, Danuel House ha lasciato la squadra e fatto ritorno in G-League, tra le file dei Rio Grande Valley Vipers, squadra affiliata alla franchigia texana. Il classe ’93 ha rifiutato un triennale garantito al minimo salariale con i Razzi, in quanto avrebbe preferito firmare un contratto fino al termine della stagione per poi diventare restricted free agent in estate.

25 anni compiuti lo scorso 7 giugno, il nativo di Houston era riuscito a ritagliarsi uno spazio importante sotto la guida di coach Mike D’Antoni, tanto da diventare titolare in seguito ai numerosi infortuni con cui hanno dovuto fare i conti i Rockets negli ultimi mesi (Paul, Gordon e Ennis tra i tanti), mettendo a referto medie di 10.6 punti, 4.2 rimbalzi e 1.6 assist col 49% al tiro e il 48% da dietro l’arco nelle dodici partite disputate in quintetto (9-3 il record per Houston con l’ex Wizards e Suns tra i titolari).

Possibile ritorno per House? Mike D’Antoni dice la sua

 

Danuel House, 10.6 punti di media col 48% da tre nelle 12 partite da titolare con gli Houston Rockets.

Ciò nonostante, House potrebbe non fare ritorno nella prima squadra dei Rockets se le due parti non dovessero raggiungere un accordo. Sulla carta, il giocatore potrebbe anche essere reintegrato nel roster dei Razzi, in virtù del suo two-way contract, non appena la stagione di G-League sarà conclusa, ma non potrà prendere parte ai playoff se il contratto non dovesse essere convertito in un garantito almeno fino al termine della stagione.

“Auguro il meglio a Danuel per il suo futuro e spero che faccia grandi cose perché è davvero un gran giocatore. Si tratta di business e io in questi discorsi non ci entro, non sono cose di mia competenza. Se potrà tornare a nostra disposizione ma non sarà eleggibile per i playoff, non avrebbe senso riportarlo in squadra, a meno che non dovessimo fare i conti con altri infortuni. Questa è la natura del business, io mi limito ad augurargli il meglio, ma la cosa più importante di tutte è la squadra.”, ha dichiarato in merito coach Mike D’Antoni, che non chiude le porte a un’eventuale ritorno di House, ma al contempo lascia ben intendere quanto sia difficile che i Rockets trovino un accordo col giocatore.

Clint Capela fuori per infortunio per un mese? Le ultime

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.com, il centro degli Houston Rockets Clint Capela potrebbe rimanere fermo per infortunio dalle 4 alle 6 settimane a seguito di uno scontro di gioco, rimediato nel match contro gli Orlando Magic di domenica sera.

CLINT CAPELA: I DETTAGLI 

Notte da incorniciare per Clint Capela, autore di un career-high di 31 punti nel successo degli Houston La risonanza a cui si è sottoposto il lungo svizzero ha riportato di una lesione ai legamenti del pollice. Jonathan Feigen dello Houston Chronicle ha poi aggiunto che quasi sicuramente Capela non sarebbe sceso in campo questa sera contro i Grizzlies.

La risonanza a cui si è sottoposto il lungo svizzero ha riportato di una lesione ai legamenti del pollice. Jonathan Feigen dello Houston Chronicle ha poi aggiunto che quasi sicuramente Capela non sarebbe sceso in campo lunedì sera contro i Memphis Grizzlies.

Il 24 enne, nello specifico, si è infortunato durante il terzo quarto della partita poi persa contro Orlando, ma ciò non gli ha impedito di continuare la gara, come lui stesso ha spiegato nel post partita.

Stavo saltando per andare a rimbalzo quando ho sentito una botta alla mano. Per il momento è solo dolorante, ma vedremo cosa dirà la risonanza. Speriamo non sia grave

Dunque un’altra brutta perdita per la franchigia texana, che vede così un altro dei suoi punti di riferimento fermarsi ai box, dopo Chris Paul e Eric Gordon. Capela, in questa stagione, stava mantenendo medie piuttosto buone:

  • 17,6 punti
  • 12,6 rimbalzi
  • 1,5 assist
  • 63,1 FG%

L’infortunio del centro dei Rockets è sicuramente un fattore negativo per un giocatore che stava conoscendo un’incremento esponenziale delle sue prestazioni, in particolar modo dal 2016-2017. Da quell’annata in poi, infatti, l’ex Chàlon aveva preso il posto in quintetto in pianta stabile, divenendo uno degli elementi più importanti della squadra.

Ora non resta che scoprire in che modo i razzi sostituiranno il nativo di Ginevra. E’ presumibile che a dover fare le veci del numero 15 di Houston saranno il brasiliano Nenè, Gary Clark o Marquese Chriss.

Houston Rockets: possibile scambio J.R. Smith-Anthony?

Houston Rockets: il mercato non è ancora chiuso, ma la situazione in Texas è in evoluzione e potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

In particolare, stando ai rumors, sono diversi i giocatori accostati a Houston negli ultimi tempi, specie nel ruolo di ala, tra i quali Kent Bazemore e Nicolas Batum.

La voce che però non ha mai abbandonato del tutto l’ambiente Rockets è quella riguardante J.R. Smith, da inizio stagione sotto osservazione da parte della squadra allenata da Mike D’Antoni.

HOUSTON ROCKETS: LE NEWS DI MERCATO

 

In particolare, secondo quanto riportato da Sam Amico di Amico Hoops, i Rockets sarebbero disposti ad imbastire una trattativa con i Cavaliers per Smith, a condizione che i Cavs acettino di rilevare a propria volta il contratto di Carmelo Anthony, ormai fuori squadra da quasi due mesi.

“I Rockets sono l’unica squadra davvero interessata a Smith e se dovesse essere proposto loro Anthony, dovrebbero accettare. Se si deve trovare un modo per liberarsi di Smith credo che lo scambio sia l’unico”

A tale voce aveva fatto eco anche quella di Marc Stein, il quale diverso tempo fa aveva confermato l’interesse della franchigia texana per l’ex Denver Nuggets.


Carmelo Anthony e J.R. Smith stanno condividendo in questa stagione il medesimo destino.

Entrambi, dopo poche partite di campionato, sono stati scaricati dalle rispettive squadre, che non hanno più contato sul loro apporto. L’interesse degli altri team NBA nei loro confronti non è mai stato particolarmente alto, limitandosi soltanto a voci di corridoio prive di particolare importanza.

Ora, però, per entrambi, potrebbe essere stata trovata la chiave per sistemare le loro situazioni. Smith, infatti, pur essendo da diverso tempo un giocatore in declino, rimane sempre un tiratore con percentuali piuttosto buone in carriera, che potrebbe far comodo agli schemi di D’Antoni. Dal canto suo Anthony, invece, ai Cavs sarebbe sicuramente il giocatore di maggior talento in quella che in pochi mesi si è trasformata da pretendente al titolo a squadra peggiore della Lega. E da qui, l’ex Knicks può forse prendere l’ultimo treno utile per rilanciarsi come giocatore.

In ogni caso, comunque, per il momento queste rimangono solamente delle supposizioni. Non resta che aspettare di capire quali saranno le mosse che il gm Morey attuerà per dare a James Harden e i suoi Rockets quel rinforzo necessario per competere al titolo.

 

James Harden: chance di back to back MVP?

James Harden

Partiamo dal nocciolo della questione: quanto mostrato da James Harden il 4 gennaio contro i campioni in carica di Golden State, entra di diritto in quella manciata di prestazioni monstre, destinate a rimanere nella memoria di tutti per decenni. Sarà l’aria del Texas, ma Houston non è nuova ad eventi del genere. Non sarà comunque solo una gara a far conseguire all’ex Thunder il titolo di MVP, e la concorrenza è molto agguerrita. Andiamo ad analizzare l’andamento del Barba e di Houston, e le reali chance a sua disposizione per il back to back per l’MVP.

JAMES HARDEN: LE DIFFICOLTÀ NEL RIPETERSI

Nella storia del titolo di MVP, i casi di back to back si contano sulle dita di due mani. Stiamo ovviamente parlando di mostri sacri, che nel recente passato rispondono al nome di Jordan, Bird, Magic, Duncan, Nash, LeBron e Curry. Il motivo è presto spiegato: per ripetere il titolo di miglior giocatore della stagione, bisogna in qualche modo eguagliare o migliorare un’annata già di per sé straordinaria, risultando superiori agli altri pretendenti della Lega. Nonostante un periodo di forma incredibile, al momento Harden difficilmente raggiungerebbe il titolo, e uno dei motivi principali è da imputare all’andamento della squadra.

 

Harden, il solito baluardo dei Rockets.

Houston è attualmente quinta in solitaria nella Western Conference, e sta pagando un avvio tutt’altro che positivo. Nulla è precluso in una stagione da 82 partite, infatti ai texani è bastato una striscia positiva che li vede 8-2 nelle ultime 10 partite, per rientrare nelle zone nobili della Conference. Con la complicità degli altalenanti Warriors e del cartello work in progress esposto fuori dai palazzetti di Lakers, Thunder e Spurs, Houston può guardare al futuro con serenità, ritrovando le armi che solo 6 mesi fa l’hanno portata ad un passo dalle Finals.

I PROBLEMI DEL TEAM

L’ennesimo infortunio al tendine di Chris Paul

Il problema principale, paradossalmente era il punto di forza dell’anno passato, l’attacco. I Rockets, infatti, dopo essere stati il miglior attacco dell’NBA insieme ai Warriors nella stagione chiusasi a luglio, sono al momento diciottesimi per punti segnati a partita, tirando con percentuali bassissime anche dalla linea dei tre punti, che è alla base del gioco dantoniano. Parte della responsabilità è del front office, con alcune scelte di mercato estive scellerate, che hanno indebolito un team a cui servivano solo un paio di ritocchi per arrivare al top della lega. Sottolineiamo in particolare la disastrosa trade che ha portato a Houston un Carmelo Anthony a fine corsa da tempo, sacrificando due collanti e specialisti al tiro ed in difesa, come Trevor Ariza e Mbah A Moute. Se a questo sommiamo i problemi cronici al tendine del ginocchio sinistro che attanagliano Chris Paul, ecco delineati gran parte dei problemi di Houston, con Harden spesso costretto alla hero ball, che alla lunga rischia di pesare anche sulla corsa all’MVP. Come detto, Houston è in ripresa, ma è indubbio che il Barba sia in questo momento più solo rispetto al trio della Baia (Curry, Thompson, Durant), al duo di Oklahoma (Westbrook, George) e al sistema di gioco a marce alte che sta esaltando Antetokounmpo a Milwaukee.

LA STAGIONE DEL BARBA

In questi quasi tre mesi di regular season, le prestazioni di Harden sono andate in crescendo. Le sole 4 vittorie nelle prime 11 gare hanno mostrato i limiti di una squadra costruita male, con un Harden impreciso e confusionario. La roboante vittoria nel derby texano contro gli Spurs ha fatto da apripista per la riscossa dei Rockets, con un Barba finalmente incisivo e vero go to guy della squadra. La grafica riportata qui sotto è eloquente per definire il “discreto” impatto del prodotto di Arizona State nelle recenti partite.

Inutile dirvi chi è il miglior realizzatore della squadra…

Nel dettaglio sottolineiamo, i 50 punti con cui ha schiacciato i Lakers, i 47 punti contro l’arcigna difesa di Utah, e soprattutto le 5 partite consecutive sopra i 40 punti del periodo natalizio, con due prestazioni clutch incredibili, nella gara dell’ex contro i Thunder e nell’incredibile vittoria ad Oakland contro gli Warriors.

 

La prodezza nel big match vinto contro Golden State.
 

La faccia tosta non è mai mancata al numero 13, tanto meno la sicurezza nei propri mezzi. La completezza nei movimenti offensivi è imbarazzante, Harden è una vera macchina di canestri, che siano penetrazioni impossibili, tiri dalla media, o step back ben impossibili ( toccata quota 100 step back realizzati in stagione, il secondo è Doncic con 28…). Giocatori immarcabili come lui in questa era ne ricordiamo pochi, e anche andando indietro nel tempo facciamo fatica a trovarne tanti. Innata anche la capacità di lucrare tiri liberi, sbrogliando spesso situazioni intricate nell’attacco texano. La costanza nell’arco del match è incredibile, tenendo conto dell’alto minutaggio e della pressione continua attuata dalle difese avversarie. Difensivamente il nostro è ancora parecchio molle, ma perlomeno quest’anno sembra impegnarsi di più, evitando gli strafalcioni divenuti famosi nelle passate stagioni.

Conclusione

Dopo un inizio di regular season parecchio complicato per lui e per la squadra, l’MVP uscente è letteralmente esploso, sommando, nelle 12 partite chiuse col big match contro gli Warriors, la pazzesca media di 40.1 punti, 6.6 rimbalzi, 9.0 assist.

Come detto, Houston deve trovare delle alternative valide ad Harden, e il ritorno (dovrebbe non mancare molto) di Chris Paul, toglierà molta pressione al “Barba”. Insieme alla crescita esponenziale di Capela, del sesto uomo Gerald Green e dell’insospettabile Austin Rivers, Harden può trascinare Houston ai playoff, provando a bissare i successi dell’anno passato. Il Barba al momento è ampiamente il top scorer della Lega, e cui aggiunge più di 8 assist a partita. Sarà dura ripetere l’exploit dell’anno passato (e molto dipenderà dai successi della franchigia) ma Harden resta uno dei favoriti. Chissà se riuscirà a raggiungere l’obiettivo di cui si è autoproclamato nella gara con gli Warriors

Il
Il Barba riuscirà nell’impresa?

Pronostici NBA 18-19: Celtics-Pacers e a seguire Rockets-Bucks

Giannis Antetokounmpo

Pronostici NBA 18-19: Rockets-Bucks è il super match del mercoledì Nba, che propone in tutto 10 incontri. All’interno della partita, sfida nella sfida tra candidati Mvp, probabilmente i due favoriti fin qui, Harden e Antetokounmpo. Prima del match in Texas, i Celtics attendono i Pacers, per una sfida di rilievo della Eastern Conference.

Nella notte un protagonista che magari non ti aspetti: Andrew Wiggins firma 40 punti nella vittoria dei lupi sul difficilissimo campo dei Thunder. Altra tripla doppia per Nikola Jokic che guida i Nuggets alla vittoria su Miami, confermando pertanto il primo posto ad Ovest. Clamorosa prova balistica infine per Klay Thompson, che segna 43 punti, palleggiando per sole 4 (!) volte nell’arco del match.

Pronostici NBA 18-19: prima di Rockets-Bucks, i Celtics attendono i Pacers

Boston Celtics (24-15) vs Indiana Pacers (27-13). Irving su BelinelliBuon filotto interno per i Celtics, che portano 3 vittorie consecutive come bottino. Continua la rotazione iper allargata per coach Brad Stevens, che fa giocare almeno 10 giocatori ad ogni contesa. La classifica al momento non sorride molto ai verdi, che penso chiunque avrebbe dato con un record molto più alto. Se rimarranno sani, però, saranno i principali indiziati a prendere il posto vacante lasciato dai Cleveland Cavaliers. Ospiti in back to back dopo la vittoria proprio contro i Cavs. La cosa migliore per coach Nate McMillan è la poliedricità del roster, dove tutti sanno dare il proprio contributo, anche uscendo dalla panchina. Con l’assenza di Turner (in dubbio anche per la notte), è salito di colpi Thaddeus Young, che è sempre stato molto più che un comprimario. Sfida tra due delle migliori difese della lega, ma che potrebbe essere a punteggio elevato.

Quote

  • Money Line: Celtics (quota 1.37)
  • Handicap: Celtics -6.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 213.5

Suggerimento

  • Over 205.5 (1.44)

Pronostici NBA 18-19: Rockets-Bucks

Houston Rockets (23-16) vs Milwaukee Bucks (28-11). 8 vittorie nelle ultime 10 uscite per i Rockets di Mike D’Antoni. Saremo ripetitivi e forse un pò scontati, ma James Harden sta letteralmente trascinando i compagni in una cavalcata incredibile. Contando anche l’assenza di Eric Gordon Cris Paul (out almeno altre 2 settimane), il Barba sta dimostrando il perchè ha vinto il titolo di Mvp la scorsa stagione. Da non sottovalutare è anche l’apporto e la crescita di Clint Capela, che come stopper difensivo e rollante verso il canestro è fondamentale per gli equilibri del team. 17.6 punti conditi da quasi 13 rimbalzi di media per lo svizzero, che porta in dote anche il miglior defensive rating del team (110)

Prosegue invece la marcia incredibile dei cervi, ad un niente dal primato nella Eastern Conference. Anche qui, è facile dirlo, il merito va dato sicuramente in parte al sistema, ma soprattutto a Giannis Antetokounmpo, chiave nelle 2 metà del campo. Se pensiamo che il suo tiro è ancora altamente rivedibile sia da fuori (17%) che nel mid range (35% scarso), capiamo che impatto ha nel resto della sua pallacanestro. Il greco è anche il giocatore più votato fin qui per la partita dell’All-Star game, segno che questo atleta ha ormai convinto chiunque. Arriverà qualche trade da qui a febbraio per migliorare ulteriormente il gruppo a fianco della stella?

Quote

  • Money Line: Bucks (quota 1.83)
  • Handicap: Bucks -1.5 (quota 1.90)
  • Over/Under: 225.5

Suggerimento

  • Rockets +5.5 (1.50)

Pronostici NBA 18-19: le altre in pillole

  • Washington Wizards vs Philadelphia 76ers: 76ers (1.64)
  • New Orleans Pelicans vs Cleveland Cavaliers: over 214.5 (1.40)
  • Portland Trail Blazers vs Chicago Bulls: over 199.5 (1.43)
  • Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons: under 225.5 (1.43)