Detroit batte anche i Bucks, i Suns battono i sosia dei Rockets

Dopo aver sconfitto gli Heat a Miami, i Pistons battono anche i Bucks a Milwaukee. Dopo essere andati all’intervallo lungo in svantaggio per 45-50, Detroit esce dagli spogliatoi con un piglio decisamente più aggressivo rispetto ai Bucks e allunga sull’80-67 chiudendo di fatto i giochi. Nell’ultimo periodo i Bucks riescono a rimontare fino a 105-98.
Per i Pistons grandi prestazioni di Drummond, autore di 24 punti e 19 rimbalzi, e Monroe, 18 punti e 17 rimbalzi. Era dal febbraio 2005 che Detroit non chiudeva una partita con due giocatori sopra i 15 rimbalzi presi. Buone le prestazioni anche di Josh Smit e Jennings, quest’ultimo ex della partita e autore di 11 assist, che hanno segnato 17 punti.
Per i Bucks, che possono rammaricarsi e non poco di aver regalato un quarto all’avversario, grande prestazione di Ilyasova, autore di 22 punti e 10 rimbalzi partendo dalla panchina che hanno permesso a Milwaukee di sperare un un’improbabile rimonta. La prestazione di Ilyasova è stata mal supportata dai compagna di squadra, non propriamente precisi al tiro tanto che il miglior marcatore della serata, dopo Ilyasova, è Middleton con 14 punti.

Drummond

A Houston si fermano ancora i Rockets contro i Suns. I giovani di Phoenix hanno avuto vita facile contro i sosia dei giocatori di Houston, incapaci di reagire ai colpi di Bledsoe e compagni. In svantaggio per 51-40 a fine primo tempo, i Rockets non sono riusciti ad avere la giusta reazione al rietro dagli spogliatoi chiudendo in svantaggio per 74-61. Nell’ultimo periodo i Rockets riescono a “rosicchiare” soltanto 3 punti ai Suns che vincono per 97-98.
Per Phoenix grande partita di Bledsoe, autore di 20 punti e 7 assist, di Dragic, 19 punti per lui, e P.J. Tucker, autore di 18 punti e di una marcatura a dir poco perfetta su Harden.
Per i Rockets l’unico a salvarsi è stato Aaron Brooks, autore di 17 punti partendo dalla panchina. Per il resto da segnalare solo i 18 rimbalzi colti da Dwight Howard (autore di 15 punti) e i 14 punti messi a segno dalla controfigura di Harden, irriconoscibile al tiro.

bledsoe

L’asso nella manica dei Celtics: #9 Rondo

I Celtics hanno un asso nella manica da tirare fuori per puntare ai playoff: Rondo sta per tornare, vediamo la sua storia e il momento particolare che sta vivendo Boston e il #9. 

Preso alla 21esima chiamata del primo turno dai Suns al draft del 2006, fu scambiato con Boston. Il ragazzo fa il vice a Delonte West durante la Regular Season ma esplode ai Playoff, portando Boston al 17° campionato vinto, nel suo anno da rookie. A Phoenix qualche testa sarà saltata.

Rondo e Pierce

Sicuramente uno dei playmaker più forti in NBA, con una fisicità e un’intelligenza cestistica fuori dal comune, un incredibile passatore, di norma termina buona parte dei match in tripla doppia (non per niente è soprannominato “Mr. Triple Double). Insomma, un talento cristallino, tant’è che lo stesso Magic Johnson lo ha definito “il migliore playmaker della lega”.

Il 27 gennaio 2013, in una partita contro gli Hawks, Rondo incappa in un bruttissimo infortunio: durante un tentativo di layup in mezzo al traffico, ricade male sulla gamba, rompendosi il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Un dramma per il giocatore, un dramma per il mondo Celtics in generale. Per lui la stagione finisce quella sera.

In estate i Celtics smaltiscono la rosa, mandando via gente del calibro di Paul Pierce e Kevin Garnett (Ray Allen era già andato via nella stagione precedente). Rajon a questo punto si chiede se sia doveroso rimanere a Boston che non è più competitiva come prima ma, nonostante le voci di corridoio, decide di rimanere.

Rondo e Green

A distanza di quasi un anno, il recupero sembra procedere bene ed è quasi giunto il momento per lui di rientrare ma dopo i malesseri estivi le voci che lo danno per partente non se ne vanno. Il #9 è un pezzo pregiato della franchigia e ci sono tante squadre interessante al suo talento nonostante il brutto infortunio.

Anche se il direttore generale dei Celtics, Danny Ainge, ha negato qualsiasi accordo futuro per Rondo è indubbio che se la franchigia di Boston vuole tenere il suo gioiello debba assolutamente attrezzare a dovere la squadra.

Le offerte ipotizzate dai media d’oltre oceano riguardano i Milwaukee Bucks, gli Houston Rockets, i Toronto Raptors in uno scambio a tre con i Kings e infine i New York Knicks.

La trade con i Bucks sembra quella più interessante: a Boston arriverebbero Caron Butler, con 1 anno di contratto ad 8 milioni di dollari, Henson, con 3 anni a 6,7 milioni, Udoh, 1 anno e 4400 mila dollari e Luke Ridnour, 1 anno a 4,4 milioni di dollari; a Milwaukee invece oltre a Rondo andrebbe Brandon Bass, e Courtney Lee.

Lo scambio a tre con i Raptors e i Kings prevede invece a Boston Kyle Lowry, 1 anno a 6,2 milioni dollari, Aaron Gray con 1 anno a 2,7 milioni dollari, Marcus Thornton, 2 anni  a 16.500 mila dollari, John Salmons, 2 anni, a 15.500 mila dollari, Jimmer Fredette 1 anno, 2,4 milioni dollari.
I Raptors avrebbero Rondo oltre a Courtney Lee e Brooks, con 1 anno a 1,2 milioni, mentre a Sacramento finirebbero DeMar De Rozan e Jeff Green.

L’ipotesi più suggestiva, però, è l’offerta ipotizzata dai Knicks, che metterebbero sul piatto Carmelo Anthony e Amar’e Stoudemire per portare Rajon Rondo (accompagnato da Humphries, Wallace e Lee) nella Grande Mela.

I Rockets infine hanno portato avanti solo qualche timido interessamento e non sembrano essere fin da subito pronti a prenderlo in squadra.

Ovviamente Rondo prederebbe in considerazione maggiormente una franchigia come i Rockets o i Knicks prima delle altre qualora vi fossero delle offerte, ma bisognerà vedere cosa decideranno di fare i Celtics del proprio playmaker. Costruiranno una squadra competitiva intorno a Rondo o cederanno davanti a qualche offerta? Citando una famosa canzone italiana, “lo scopriremo solo vivendo”.
Rondo Boston

Harden fa 37 punti, ma non basta: Utah batte Houston 103-109 (VIDEO/Highlights)

Houston cede clamorosamente in casa Jazz. Il duo H&H, nonostante la miglior punteggio stagionale raggiunto da James Harden con 37 punti, perde per 103-109 alla EnergySolutions Arena di Salt Lake City. Utah dal canto suo, dopo il disastroso avvio di stagione, vince la terza gara sulle ultime 4 partite e si porta a 4-15 nel conteggio vittorie-sconfitte, grazie alle conferme sempre crescenti di Trey Burke. Ai Rockets, mancano Chandler Parsons e Craig Smith, oltre a Jeremy Linn, ma le prestazioni dei texani (5 vittorie consecutive e 8 successi sulle ultime 9 gare) avevano rassicurato l’ambiente di Houston. hayward

Utah è partita subito forte, ieri sera, chiudendo il primo quarto con un parziale di 36-23, grazie ad un Gordon Hayward da 17 punti nei soli primi 12 minuti (in totale ne farà 29). Houston tenta di rimettersi in carreggiata, Utah cerca di tener botta grazie a Burke e Burks e si arriva al quarto quarto con i Jazz sotto di 8 punti. Servirà un exploit finale del duo su citato, con 8 punti per Burks e 7 per Burke, con tripla decisiva di Marvin Williams sui 100-105 per chiudere la gara in favore dei Jazz. Percentuali molto positive in totale per Utah, che sembra proprio potersi riscuotere dall’indecente inizio di season. Favors va in double double con 14 punti e 13 rimbalzi, con una precisione del 100% al tiro (mette dentro 6 tiri su 6).

VIDEO/Highlights

 

Numeri

Houston: Harden (37 pts, 9/13 da due, 10/10 ai liberi, 8 ast), Howard (15 pts, 9 reb), Garcia (13 pts), Casspi (13 pts), Brooks (13 pts).

Utah: Hayward 29 (12/18, 5/5 tl), Burke (21pts, 6 ast), Burks (21 pts), Favors (14 pts, 13 reb), Williams (10 pts) .

PCT squadre

Rockets: 48.2% FGM-A, 32.1% 3PM-A, 70.0% FTM-A.

Jazz: 54.4% FGM-A, 58.8% 3PM-A, 81.3% FTM-A.

Belinelli si conferma in gran forma: 18 punti ieri sera contro i Rockets

Belinelli si conferma in gran forma: 18 punti ieri sera contro i Rockets

Marco Belinelli ieri sera è stato uno dei migliori nella sconfitta degli Spurs, la prima a San Antonio, contro i Rockets, nella sfida tra i due giganti delle due franchigie texane Duncan-Howard. Per Beli 27:26 in campo che confermano le sue grandi doti da tre punti con un 4-6, che gli consente di realizzare 18 punti totali, oltre a 3 rimbalzi e 1 assist. Meglio di lui da 3 nessuno in campo, solo Chandler Parsons ne ha messe 4 ma su 8 tiri provati.
Grande serata, ma peccato per la sconfitta degli Spurs.

Minnesota@Houston : i lupi volano in Texas per sbranare i Rockets di H&H

LovePartita importante domani sera a Houston: al Toyota Center arrivano i Minnesota Timberwolves, guidati da Kevin Love, che vengono dalla bella vittoria contro i Nets, capitolati tra le loro fauci 111-81 nella partita di stanotte a Minneapolis.

Per i T’Wolves solo 2 vittorie fuori casa sulle 6 gare disputate lontano da Minneapolis: in case invece il bottino è di 6 vittorie e 2 sconfitte, per un totale di 8 vittorie e 6 sconfitte complessive. Love non guida i suoi soltanto sotto il punto di vista dei punti per partita, dove è a quota 24.8, ma anche in quello dei rimbalzi, con 13.5, molto vicino a quello del centro avversario, l’ex Lakers Dwight Howard con 13.7.

 

HardenHouston che invece esce sconfitta dal derby texano con i Mavs, beffati dalla tripla di Marion a una manciata di secondi dalla fine e dai 71 punti in due di Monta Ellis e Dirk Nowitzki, dopo aver condotto la partita per tutti e quattro i quarti. Harden e Howard hanno un compito arduo stasera e sarà diffile per loro battere i TWolves, soprattutto se K. Love è in serata. Per i Rockets siamo a quota 8 vittorie e 5 sconfitte sulle 13 gare disputate: 5 vittorie in casa e 3 in trasferta.

Riusciranno quindi H&H con i favori del pubblico di casa a sconfiggere i lupi o faranno anche loro la fine dei Nets?

Ellis passeggia sui Jazz, Sixers dopo un overtime sui Bucks, Rose si fa male e vince Portland

In Texas fanno festa i Mavs, 103-93 ai Jazz, che in casa hanno un trend ottimo: 7 vittorie su 7 gare, e si portano sul complessivo di 9-4 dopo la buona vittoria contro gli Utah Jazz, che stanno dimostrano di essere una, o forse la squadra, più scarsa della lega, con 13 sconfitte ed 1 vittoria.
NBA: Dallas Mavericks-Media DayEllis è ancora una volta protagonista, con 26 punti, 6 assist, ma anche Nowitzki dimostra uno stato di forma ottimale con 18 punti e 7 rimbalzi: gli stessi punti del tedesco li mette anche Dalembert, che va in double con 12 rimbalzi; bene anche Blair (11 punti) e Marion (10); nei Jazz il migliore è Williams con 19, ma vanno in doppia cifra anche Favors e Hayward (13), Evans (14) e Burks(11).

 

NBA: Preseason-Minnesota Timberwolves at Philadelphia 76ers
A Philadelphia serve invece un overtime per avere la meglio sui Milwakee Bucks: ci pensa Turner con 27 punti a chiudere la gara sul 115-107. Il migliore per punti è però Butler, dei Bucks, che ne mette 13-22 dal campo, 4-8 da tre punti e 8-11 dalla lunetta per un totale di 38: per sua sfortuna in doppia cifra ci vanno soltanto Ilyasova, con 19 e Neal, 10 a testimonianza di una squadra costruita davvero con poco criterio.
Per i Sixers dopo un brutto momento arriva un po’ di ossigeno: oltre a Turner, bene anche Hawes con 25 punti, 11-16 dal campo, il baby Carter-Williams e Anderson entrambi a 12, e Thompson a 16.

 

RoseA Chicago invece la partita contro i Trail Blazzers è passata in secondo piano per via dell’infortunio occorso a Rose: nei suoi 20 minuti in campo è riuscito ad essere decisivo con 20 punti, 3 assist e 5 rimbalzi ma non è bastato ai Bulls per vincere, visto che dopo la sua uscita dal campo sono letteralmente crollati a Portland, chiudendo sul 95-98.
Per i Blazers bene Lillard, 20 punti, Aldridge ne mette 4-20 e chiude male con 12 punti, Batum fa meglio e ne aggiunge 17, con 5-12 dal campo e 3-7 da tre punti, ma il migliore è Matthews (28 ) e 12-19 da due punti e 4-8 da tre.

 

 

Dallas beffa Houston: 123-120 per i Mavs, Ellis e Nowitzki ne fanno 72!

Partita assolutamente pazzesca, quella giocata ieri sera all’American Airlines Center di Dallas tra Houston Rockets (8-5) e Dallas Mavericks (8-4). Il punteggio finale dice 123-120 per i Mavs: i tre punti di distacco dicono nulla, in una partita condotta sempre in testa da Houston, fino a 47 secondi dalla fine. 47 secondi mancavano infatti alla sirena, quando Shawn Marion ha messo a segno la tripla del sorpasso, portando il punteggio da 119-118 per Houston a 119-121 per Dallas. Poi un tiro libero di Harden, due di Calderon, e la gioia di Dallas che esplode sugli spalti e sul campo: i Mavs restano imbattuti in casa, 6 vittorie su 6. Eroi di quest’impresa, un favoloso Monta Ellis, al suo season high con 37 punti, ed un ritrovato, grandissimo, letale Dirk Nowitzki, che fa 35 punti in 34 minuti, con 11/15 nei tiri da due e 7/7 ai liberi. Los Angeles Lakeres at Dallas MavericksNowitzki supera così Reggie Miller nella classifica dei miglior realizzatori di ogni epoca della NBA, agguantando il 15° posto e mettendo nel mirino il 14°, Kevin Garnett, ancora in attività ma sicuramente meno prolifico di Dirk. Per Houston, magnifica prestazione di Dwight Howard, oscurata da Ellis e Nowitzki, con 33 punti, 11 rimbalzi e 12/16 al tiro, e buona gara di Chandler Parsons, anche lui in double double con 21 punti, 11 assist e addirittura 4/5 nei tiri da tre.

Celtics vs Rockets 85-109, Jones affossa Boston e la panchina fa il resto con 33 punti

Un primo quarto chiuso con un parziale di 18-40. Tanto basta a Houston per regalare ai tifosi del Toyota Center una serata tranquilla: una gara mai in discussione per Harden e compagni che addirittura ottengono un parziale nel primo quarto di 18-1, e conservano il vantaggio fino a finale per 109-85, con cui i Celtics vengono cancellati.

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A brillare è la stella di Terrence Jones che in 27 minuti ha segnato 24 punti e catturato 9 rimbalzi. Coach McHale può godersi una gran prestazione della sua squadra, che ha mandato tutti il suo quintetto in doppia cifra e si avvalsa di 33 punti provenienti dalla panchina. “Penso che i ragazzi abbiano fatto un ottimo lavoro – ha detto McHale-. Abbiamo ancora tanta strada da fare, ma stiamo sempre meglio. E’ una cosa incoraggiante. Abbiamo ancora margini di miglioramento”.

harden

Di tutt’altro umore Stevens che, tolta la prestazione di Lee (17 punti partendo dalla panchina), ha poco di cui andare contento. “Voglio fare in modo di non giocare mai più così. Ci sono partite in cui le cose non vanno come vorresti, ma ci succede spesso e quando trovi buone squadre paghi le conseguenze”. Ha detto Stevens a fine partita

Nella notte NBA poche sorprese: vincono Hawks, Rockets, Thunder, Pelicans, Warriors, Mavs & Cavs

Hawks-Knicks 110-90Carmelao Anthony

Melo (23 punti e 12 rimbalzi) e Bargnani (16 e 9) non bastano ai Knicks (3-6): NY esce con le ossa rotte dalla sfida in casa contro gli Hawks (6-4). Male male la difesa degli uomini di Woodson che concedono troppo ad Atlanta che ringrazia e si prende la vittoria per 110-90 con un + 20 che non ammette repliche. Le percentuali sono impietose: 56,4% dal campo per gli ospiti contro il 37,8% dei Knicks; 40,9% contro 33,3% da 3 punti per gli Hawks. Atlanta che chiude con 8 giocatori su 10 in doppia cifra: il migliore è Jeff Teague con 16 punti.

chandler parsonsNuggets-Rockets 111-122

Houston (7-4) vince grazie alla precisione di Howard ai tiri liberi (25 punti in totale, 17/24 dalla lunetta) e all’allungo iniziale di Chandler Parsons (20 punti, 6 rimbalzi), che fornisce la spinta decisiva da cui partono i Rockets per non fermarsi più. Partita condotta sempre in vantaggio, con Denver (4-5) costretta ad arrancare ed illusa da una straripante prestazione di Ty Lawson, con 28 punti e 11/19 al tiro. Ai Nuggets mancano anche quella decina di punti che nelle ultime partite era riuscito ad assicurare Kenneth Faried, che si ferma ad 8 punti e 10 rimbalzi. 

westbrook durantThunder-Bucks 92-79

I due team si tengono testa per metà gara: Oklahoma City (6-3) viene da due sconfitte consecutive in esterna, e Milwaukee (2-7) spera in un altro passo falso di Durant e Westbrook. Arrivano alla fine del secondo quarto sul parziale di 40-40, ma dopo l’intervallo lungo, i Thunder cominciano a scavare un solco tra le due franchigie e nell’ultimo quarto Reggie Jackson (11 punti), sempre utilissimo dalla panchina, KD (24 punti) e West (26 punti) mettono la parola fine all’incontro con un punteggio di 92-79. Da sottolineare, ancora una volta, l’immenso Serge Ibaka, che con 20 rimbalzi (di cui 16 difensivi) eguaglia il suo career-high, aggiungendo anche 15 punti. I Bucks faticano in attacco, ma trovano la precisione di O.J. Mayo nei tiri da tre (5/11). Per lui 22 punti in totale.

76ers-Pelicans 98-135davis

New Orleans (4-6) spazza via Philadelphia (5-6), colpevole una difesa, ancora priva di Carter-Williams, che non riesce  a tener testa nemmeno nel primo quarto alle incursioni dei 76ers: sono addirittura 8 i giocatori dei Pelicans in doppia cifra, con una percentuale paurosa di precisione al tiro (52/86, 60.5%) col 46.4% nei tiri da tre (13/28). Per Philadelphia buono l’impatto dalla panchina per Darius Morris, con 20 punti in 27 minuti, 6/9 al tiro e 2/4 dai tre punti.

Jazz-Warriors 88-102Thompson

Utah (1-10) rispetta la sua striscia di sconfitte consecutive in casa, incassando la sesta su sei partite ad opera di Golden State (7-3). Per gli ospiti solito partitone di Klay Thompson con 25 punti (4/6 da due, 5/8 da tre e 2/2 ai liberi), accompagnato dalle doppie doppie di Curry (15 punti, 11 assist) e Bogut (12 punti, 11 rimbalzi). Per i Jazz discreta prova di Favors (17 punti).

NowitzkiMavericks-Magic 108-100

I Mavs (6-4) tornano alla vittoria contro i Magic (4-6): Dirk Nowitzki si dimostra in formissima e ne mette altri 18 contro Orlando, portando i texani al finale di 108-100.

Cavaliers-Wizards 103-96Irving

Irving show a Washington (2-7): 41 punti, 4 rimbalzi e 5 assist per il talento cristallino di Cleveland (4-7). Finisce 103-96 e non baste il brasiliano Nene ai padroni di casa (24 punti e 7 rimbalzi) per salvarsi contro i Cavs.

Melo è duro con Harden dopo la sconfitta: “Io devo sanguinare per ottenere un tiro libero”

Carmelo Anthony non le manda a dire e in una intervista dopo la gara persa contro i Rockets, in cui Harden ha commesso un fallo antisportivo su di lui prima che potesse mettere il tiro da tre che avrebbe permesso ai Knicks di pareggiare la gara, ecco cosa ha detto: “You look at that, you sess the way that some guys get their calls and for me I’ve got to get cut, you’ve got to see blood for me to get a call down there. So that’s where the frustration comes from”. (Tradotto: “Guardando gli altri, si vede il modo in cui ad alcuni giocatori viene fischiato fallo mentre io ho avuto bisogno di tagliarmi, avete avuto bisogno di vedermi sanguinare prima di ottenere un fallo. Ecco da dove deriva la frustrazione”.)

Lapidario il suo commento ed è evidente il rimando ad Harden, che nonostante sia uno dei giocatori con più richiami per simulazione e con molti falli antisportivi, è il giocatore che si è presentato più volte in lunetta (18 solo ieri sera) di tutta la Lega NBA: “Noi non abbiamo messo Harden dal tiro libero, ce lo hanno messo gli altri” (riferito agli arbitri).

Carmelao Anthony

NBA news: le condizioni di Harden e Carter-Williams

 

 

Problemi ieri sera prima della sfida tra Philadelphia 76ers e Houston Rockets: sia James Harden che Carter-Williams non hanno preso parte al match per via di due infortuni.

Harden

Harden ha avuto un problema al piede destro e per precauzione non è stato schierato in campo ma le sue condizioni non preoccupano: infatti nel riscaldamento prima della gara ha provato a stringere i denti ma, pur non avendo problemi, è stato deciso di lasciarlo a riposo.

Sixers

Carter-Williams, una delle novità di quest’anno dei Sixers, ha riportato una contusione all’arco del piede sinistro nell’allenamento precedente la gara ed è stato tenuto a riposo: per entrambi i rientri sono fissati nella prossima gara di regual season, salvo ricadute.