Trade a 3 tra Houston, Cleveland e Sacramento, Shumpert e Stauskas ai Rockets, Burks ai Kings

Irving Shumpert

Houston Rockets, Cleveland Cavaliers e Sacramento Kings completano una trade a tre team, come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN.

 

La guardia Iman Shumpert coinvolta nella trade, l’ex giocatore di Knicks e Cavs è diretto a Houston. I Cleveland Cavs spediscono la guardia Alec Burks ed una scelta al secondo giro a Sacramento, mentre la point guard Brandon Knight ed il lungo Marquese Chriss sono destinati a Cleveland, assieme alla propria prima scelta 2019, protetta (Shams Charania, The Athletic e Adrian Wojnarowski, ESPN).

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski, i neo acquisti dei Cleveland Cavs Nik Stauskas e Wade Baldwin sarebbero coinvolti nella trade. I due giocatori erano arrivati nella giornata di domenica a Cleveland via Portland, in cambio di Rodney Hood. Stauskas e Badwin verranno girati agli Houston Rockets.

 

 

 

 

James Harden e Chris Paul hanno salutato l’arrivo di Iman Shumpert: “Lo conosco da qualche anno, ormai. Iman è un giocatore tosto, non ha paura di sporcarsi le mani, un giocatore che vorresti sempre in squadra con te (…) un veterano che sa tirare, difendere e trattare il pallone, quest’anno sta giocando alla grande. Un paio di allenamenti, e poi sarà pronto per darci una mano“.

 

La trade ha portato in dote ai Cleveland Cavs l’ennesima scelta futura addizionale, l’ottava (due scelte al primo giro e sei al secondo), tutte arrivate via trade da inizio stagione.

Follia Shumpert: Cerca “confronto” con Nurkic, bloccato

Follia Shumpert: l’ex giocatore dei Cavaliers, al termine del match vinto dai suoi Kings contro i Blazers ieri notte, è stato fermato dalla sicurezza posizionata fuori dallo spogliatoio di Portland. Secondo diverse voci, Shumpert cercava vendetta contro il lungo dei Blazers Jusuf Nurkic, il quale lo avrebbe messo a dura prova durante tutto il match.

FOLLIA SHUMPERT: I RETROSCENA E LE SCUSE

Iman Shumpert in azione in maglia Kings

 

Secondo ESPN, il numero 9 di Sacramento sarebbe andato all’interno dello spgliatoio dei Trail Blazers per confrontarsi con il centro bosniaco. Episodio successivamente minimizzato dal diretto interessato.

Siamo due uomini e volevo un chiarimento con lui su alcune cose che sono successe. Tutto qui

 

Dal canto suo, Nurkic non è sembrato molto turbato dalle intenzioni della guardia dei Kings. Anzi, non ha usato parole troppo gentili nei suoi riguardi.

Non mi voglio preoccupare di un quasi pensionato. Tra un po’ di tempo lui si ritirerà, quindi perché dovrei pensare a questo?

 

L’ex Knicks, partito in quintetto, di certo vorrà dimenticare una serata così storta. In campo per 23 minuti, Shumpert ha realizzato solamente 6 punti, ai quali ha aggiunto 3 rimbalzi e un assist. Durante la partita, poi, l’arbitro lo ha richiamato diverse volte, fischiandogli anche un fallo tecnico nel terzo quarto. Inoltre, sempre nel bel mezzo della partita, l’ex Georgia aveva litigato, insieme ad altri suoi compagni, anche con altri membri della panchina di Portland.

Il 28 enne, nelle ore successive, ha comunque voluto provvedere a scusarsi direttamente con i tifosi della franchigia californiana per il pessimo comportamento da lui tenuto, con un post pubblicato su Twitter.

 

Cleveland Cavaliers: Boardwalk Empire

Sentirsi in qualche modo padroni della propria città tanto da esserne un simbolo internazionalmente riconosciuto, nel bene e nel male, non è un’emozione che in tanti abbiano provato nella vita. Un privilegio per pochi eletti. Eletti come Enoch ‘Nucky’ Thompson. Tesoriere della propria città, Atlantic City, nel periodo del proibizionismo e in realtà personaggio losco, dedito ad attività illegali. Cerca di arricchirsi proprio vendendo quei liquori proibiti negli anni ’20, ma nella sua personalità si nasconde qualcosa di più profondo rispetto all’idea di criminale avaro. In fondo, per Enoch, Atlantic City non è che un territorio da valorizzare e lui, da figura di rilievo della città, vuole esserne in qualche maniera il paladino. Il paladino di una città famosa proprio per le opportunità di divertimento che offre e che, col proibizionismo, il governo statunitense cerca di occultare. Enoch non ci sta, il patrimonio offerto dalla città del New Jersey va tutelato, anche se non si tratta di New York o Miami.

I Cleveland Cavaliers giocano in una città che di certo non vale New York o Los Angeles; ma è una città che ha un proprio paladino, un proprio eroe riconosciuto a livello globale. E questa figura leggendaria porta il nome di LeBron Raymone James. Da quando è tornato e si è riconciliato con la sua gente, come i veri eroi sanno fare, Cleveland non è più solo il ‘mistake on the Lake’. LeBron ha portato definitivamente la sua città ad essere conosciuta, regalandole un titolo NBA. Come Enoch, anche il Re è discusso per come si rapporta con la società, per le sue continue richieste e presunte lamentele. Ma non importa, anche la sua figura va oltre azioni che possono parere subdole, è la figura di un simbolo, di uno che ha commesso errori e si è pentito, di uno che, alla fine, vuole solo salvaguardare una città come tante altre. Sì, come tante altre, ma rimane pur sempre la sua città.

Proprio da James partono le ambizioni e le basi tecniche dei Cleveland Cavaliers. Chiariamoci, la squadra si è allungata e rinforzata in quasi tutti i reparti, ma è l’avere in squadra il più forte di tutti che fa davvero la differenza. Banalità? Probabilmente. Ma il basket è uno sport più semplice di quanto si creda. LeBron sarà ancora il leader dello spogliatoio e il generale in campo. Il suo compito sarà quello di condurre il team con la sua capacità di fare tutto sul campo e di caricarselo sulle spalle nei momenti difficili. Sarà ancora lui a dettare il ritmo offensivo e ad essere al centro del gioco. Ma sia chiaro, a Cleveland, senza Irving, ci sono comunque altre stelle. Kevin Love è chiamato ad essere maggiormente protagonista, senza limitarsi al tiro da tre punti sugli scarichi. Dwyane Wade avrà il compito di portare punti e creare gioco soprattutto quando il King non sarà in campo, permettendogli di diminuire un minutaggio che la scorsa stagione è stato troppo elevato.

Per i Cleveland Cavaliers è il momento che Kevin Love torni ai suoi massimi livelli in quanto primo scudiero del Re

E i Cleveland Cavaliers potrebbero avere altre due stelle a roster, ma devono vincere un paio di sommesse. Le due scommesse si chiamano Isaiah Thomas e Derrick Rose. Il primo arriva da una stagione da assoluto dominatore offensivo a Boston, ma ora il problema all’anca rischia di comprometterne la carriera. Salterà i primi due o tre mesi di stagione e tutto dipenderà da come si rimetterà. Se fosse veramente sano, Cleveland avrebbe ben poco da recriminare sulla partenza di Kyrie. Potenzialmente letale è, poi, Rose nel ruolo di backup. Nella scorsa annata a New York le sue cifre sono tornate a buoni livelli (18 punti a partita). Ora deve portare punti dalla panchina, in modo che non si crei la siccità offensiva tipica dei momenti in cui James si riposa. E forse i primi mesi da titolare gli ridaranno fiducia, insieme con lo stimolo di lottare per il titolo.

Derrick Rose Thomas Crowder: tutti ai Cleveland Cavaliers
Derrick Rose per i Cleveland Cavaliers potrebbe essere il vero X-Factor

A proposito di panchina. Quella dei Cleveland Cavaliers è profondissima in teoria e dovrà esserlo anche in pratica. La teorica possibilità di avere rotazioni lunghe durante la stagione è molto golosa e gli uomini a disposizione sono interessanti. Richard Jefferson e Jae Crowder dovranno dare minuti di riposo a James senza farne sentire troppo la mancanza. JR Smith potrebbe esser fatto partire dalla panca per affiancare a Rose un tiratore. Channing Frye potrà essere utilizzato in coppia con Love per aprire il campo grazie al suo tiro da tre punti. E lo stesso dovrà fare Kyle Korver, che non avrà moltissimi minuti ma dovrà svolgere un lavoro di qualità. Da non sottovalutare la duttilità di Jeff Green, altra scommessa che potrebbe lavorare da numero quattro nello small ball e portare qualche punto alla causa.

Il vero salto di qualità i Cleveland Cavaliers devono però farlo in difesa. Da questo punto di vista, Tristan Thompson e Jae Crowder saranno gli uomini-chiave. TT grazie alla sua capacità di cambiare e di stare bene coi piccoli; Crowder con la sua fisicità dovrà spesso occuparsi dell’avversario più talentuoso. Senza dimenticarsi di Iman Shumpert: lo spazio per lui sarà ridottissimo, ma le sue doti difensive, in certi frangenti, potrebbero rivelarsi utili sui portatori di palla avversari. La dedizione difensiva sarà ciò da cui dovranno partire i giovani Cedi Osman e Ante Zizic per trovare i loro minuti. Il secondo pare in una situazione più semplice e forse saprà conquistarsi il ruolo di riserva di Thompson.

Crowder può essere l’uomo della svolta difensiva dei Cavs.

L’aspettativa intorno alla squadra può essere solo la vittoria del titolo. Prima di tutto bisognerà vincere la Eastern Conference contro la concorrenza dei Boston Celtics. E se i miglioramenti difensivi e la lunghezza del roster si dimostreranno tali anche sul campo, i Cleveland Cavaliers risulteranno dei contendenti terribili per i Golden State Warriors.

Cleveland Cavaliers: tre carte in mano per arrivare a DeMarcus Cousins

Cousins cleveland cavaliers

Chiudendo l’ultima trade con i Boston Celtics, i Cleveland Cavaliers hanno siglato un nuovo inizio, privo di Kyrie Irving ma pieno di nuovi volti e di scelte molto interessanti al draft. La rivoluzione però, sembra non terminare, e in questi giorni si sono intensificate le voci, che darebbero DeMarcus Cousins obiettivo dei Cleveland Cavaliers.

L’innesto di un giocatore come il numero 0 dei New Orleans Pelicans, sarebbe un’incredibile mossa da parte di Dan Gilbert, che regalerebbe il lungo tanto desiderato, nell’ultimo anno, dai Cleveland Cavaliers ma che rischierebbe di privare la franchigia dell’Ohio di giocatori futuribili e scelte di livello.

Ora, la franchigia dell’Ohio dovrà pensare come utilizzare anche i nuovi arrivati (non subito ovviamente) per raggiungere DeMarcus Cousins, ma questo dipenderà anche dalle richieste dei Pelicans. Andiamo a vedere chi sono i tre giocatori che potrebbero interessare ai Pelicans in una eventuale trade per Boogie.

#1: IMAN SHUMPERT

Il primo nome? Iman Shumpert. 

cleveland cavaliers
#IMAN SHUMPERT

Il giocatore con il numero 4 infatti, sarebbe un ottima alternativa all’appena infortunato Solomon Hill e potrebbe essere molto utile viste anche le sue abilità difensive e per aprire il campo. Iman Shumpert però, non basterebbe ai New Orleans Pelicans. I Cleveland Cavaliers da fonti della lega sembrano aver pensato di inserire come pacchetto base oltre a Shumpert anche la scelta dei Nets del 2018 ma non solo. Oltre a loro chi potrebbe entrare in una eventuale trade? Andiamo a vederlo.

#2: TRISTAN THOMPSON

Oltre ad Iman Shumpert i Cavaliers potrebbero sacrificare anche il lungo canadese.

cleveland cavaliers
#13 TRISTAN THOMPSON

I New Orleans Pelicans avrebbero l’occasione di cedere il loro centro stellare per scambiarlo con un centro di talento come Tristan Thompson trovando così un nuovo compagno forse anche più funzionale di DMC per il gioco di Anthony Davis. Un punto a favore di questo scenario infine, sarebbe l’allineamento di contratti che renderebbe più semplice lo scambio tra le due franchigie.

# 3: KEVIN LOVE

Il terzo nome in ballo è quello di Kevin Love. 

cleveland cavaliers
#KEVIN LOVE

L’ex Minnesota Timberwolves potrebbe essere sacrificato per arrivare a Boogie ed interesserebbe e non poco i Pelicans per le sue doti di tiratore per aprire il campo. Ovviamente delle tre pedine, quelle che più interessano alla franchigia di AD sarebbero Kevin Love e Shumpert che andrebbero ad inserirsi in maniera molto interessante in un team che può contare sul Monociglio, su Rajon Rondo ed Holiday ed avrebbero bisogno di un tiratore da tre (come Kevin e Iman) e di un ottimo difensore nel reparto guardie o ala piccola. Da qui ad arrivare ad una trade il discorso è molto lungo, ma qualora i Cavs decidano di sacrificare la scelta dei Nets allora tutto diventerebbe possibile…

 

Non solo Irving, anche Shumpert ha chiesto di essere scambiato?

Shumpert

Stando a quanto riportato da ESPN, anche Iman Shumpert, oltre a Kyrie Irving (poi accontentato con la trade che lo ha spedito ai Boston Celtics) avrebbe richiesto alla franchigia di essere scambiato. Dave McMenamin di ESPN ha infatti dichiarato che oltre a Kyrie, anche Iman vorrebbe cambiare aria ma per il momento non si è arrivati ad una trade soddisfacente per la franchigia dell’Ohio.

Poco dopo è arrivata una nuova notizia, questa volta da The Vertical: Shumpert non avrebbe richiesto in prima persona di essere scambiato ma i Cavaliers avrebbero provato a muoverlo verso altre franchigie dall’inizio della free agency.

Shumpert è partito dalla panchina nella passata stagione, come guardia tiratrice dietro a JR Smith: l’ex New York Knicks ha messo a referto 7.5 punti, 2.9 rimbalzi, 1.4 assist, tirando col 36% da tre punti scendendo in campo in 76 gare, e partendo in quintetto per 31.

Dopo Kyrie Irving sarebbe un ennesimo colpo per le rotazioni dei Cavaliers perdere anche Iman: LeBron James può però contare sull’apporto di tre nuovi giocatori, Crowder, Thomas e Zizic oltre che Jeff Green, Derrick Rose, Cedi Osman e José Calderon, arrivati qualche settimana fa. Perdere Shumpert porterebbe sicuramente un addio di un difensore di buon livello, ma un giocatore anche poco costante. I Cavaliers potranno fare a meno di lui, scambiandolo?

 

 

Tyronn Lue: “Contro questi Warriors non bisogna rilassarsi”

I Cleveland Cavaliers si dannano l’anima, ma i Golden State Warriors dimostrano ancora la loro forza. Questo è il pesante verdetto da digerire per la squadra di coach Tyronn Lue, sotto per 2-0 in queste NBA Finals.

Dopo una gara-1 letteralmente dominata da Kevin Durant e Stephen Curry, che si sono sbarazzati molto facilmente della pratica Cavaliers, i Warriors hanno dovuto faticare per ottenere la quattordicesima vittoria consecutiva in questi Nba Playoffs 2017, nonostante il notevole distacco nel punteggio finale della sfida.

A differenza della prima sfida, gli uomini di coach Tyronn Lue per quasi tre quarti hanno tenuto il ritmo imposto da uno straripante Stephen Curry, che vince ancora il confronto diretto contro sua maestà LeBron James, nonostante una grandissima difesa di tutto il collettivo.

In particolare i Warriors hanno dovuto soffrire alle rapide transizioni di James e Irving, all’efficacia al tiro di Kevin Love e soprattutto alla grande pressione difensiva portata da Iman Shumpert per quasi tutto il suo impiego in campo su un fuoriclasse come Kevin Durant, vero mattatore di queste due partite delle Nba Finals 2017. 

Il numero 4 dei campioni Nba in carica ha giocato 22 minuti realizzando 6 punti e catturando 4 rimbalzi, ma ha contribuito in maniera abbastanza cospicua nella fase difensiva della partita.

Di questa prestazione si è dimostrato molto soddisfatto anche coach Tyronn Lue, che nel post gara-2 dell’Oracle Arena in un’intervista a ‘Espn.com’ ha espresso le chiavi tattiche della serie contro i Golden State Warriors.

“Penso che anche questa sera abbiamo avuto la dimostrazione di come le partite si possono vincere con un’ottima fase difensiva. Contro questi Warriors però non c’è un momento per rilassarsi, perchè in qualsiasi momento sai perfettamente dove ti potranno colpire. Iman Shumpert ad esempio ha giocato benissimo e ha fatto tutto ciò che poteva per fermare un giocatore dei Warriors.”

Iman Shumpert, esegue la difesa a uomo ideale per dare una scossa alla propria squadra

La pesante assenza di Shumpert

Iman-Shumpert-Injury-Cover

Washington-Cleveland stanotte ci ha lasciato tanto. E’ stata una grande partita, molto emozionante, che è finita all’overtime con la vittoria dei campioni in carica per 140-135. Degna di nota la tripla del pareggio di Lebron alla fine dei tempi regolamentari, così come le giocate di Kyrie Irving durante il supplementare, ma anche l’infortunio occorso a Iman Shumpert nel terzo quarto.

L’importanza di Shumpert per gli equilibri dei Cavs

Il numero 4 dei Cavs ha subito una distorsione alla caviglia sinistra. I primi raggi X hanno dato esito negativo, ma i tempi di recupero sono ancora sconosciuti. Cleveland controllerà la situazione per tutta la giornata odierna, verificando le condizioni di Shumpert costantemente, data l’importanza del giocatore. Infatti, dopo l’infortunio di JR Smith, Iman è diventato il titolare nel quintetto dei Cavs nello slot di guardia tiratrice, portando alla causa dei campioni in carica un’ottima difesa sull’uno contro uno, e una prestazione solida anche nella metà campo avversaria.

Shumpert
Shumpert alle prese con un tutore

E’ da notare che è stato messo subito un tutore alla caviglia di Shumpert, e che ha dovuto usare le stampelle per lasciare il Verizon Center sicuramente questa non è una buona notizia per Cleveland, già a corto di giocatori in quel ruolo. Infatti bisogna inoltre considerare che l’infortunio è capitato proprio nel reparto più in difficoltà, a livello numerico, di Cleveland, aggravando una situazione già di per sé difficile come il backcourt.

L’infortunio potrebbe velocizzare l’arrivo di un PM

Shumpert interrompe così una striscia di 35 partite giocate consecutivamente, di cui una buonissima parte partendo titolare in quintetto, nella quale ha firmato 8.2 punti, 3.3 rimbalzi e 1.3 assist di media.

Così, nelle prossime gare, saranno necessari ulteriori sacrifici di James e di Irving per sopperire all’assenza dell’ex giocatore dei Knicks, e probabilmente questo infortunio accelererà la ricerca di un nuovo playmaker.

“We need a f—ing playmaker”: la rabbia di LeBron James

C’era una volta una squadra che in regular season aveva un record di 28 vittorie e 8 sconfitte, si trovava nettamente prima ad Est ed era 1-0 contro i principali rivali per il titolo. Sembra possibile che qualcuno possa lamentarsi di questa squadra? Si, se ha tra le proprie fila LeBron James.

Sono bastate 5 sconfitte nelle ultime 7 per attivare definitivamente l’allarme nella testa di LeBron, che vuole fortemente un playmaker che faccia rifiatare Irving. Il leader della franchigia campione 2015-2016 si è sfogato ai microfoni dopo la partita persa contro i Pelicans (senza Anthony Davis) 122-124. A dire il vero, James è scontento del roster dei Cavs già da alcune settimane, ma adesso lo ha ufficialmente palesato, anche con toni molto duri e senza mezze misure.

Il disappunto sul volto di LeBron James

Le dichiarazioni

Il Re, dopo la quarta tripla doppia stagionale firmata contro New Orleans (26 punti, 12 assist e 10 rimbalzi), ha dichiarato:

Siamo troppo (la parola usata da lui non è esattamente questa, nda) sbilanciati. Ci siamo io, Kyrie (Irving) e Kevin (Love), e quando non ci sono giocatori a disposizione, in regular season è un massacro. Spero che l’organizzazione non sia soddisfatta.”

 

I problemi del gm Griffin

Queste parole indicano il malcontento di un giocatore che vuole a tutti i costi un altro anello, e che cerca di eliminare i difetti della propria squadra. Il problema principale di Cleveland è che già è a circa 130 milioni di dollari di stipendi annuali (nessuno spende tanto), e le scelte rimaste da scambiare per avere un play di riserva sono quelle del 2021. La situazione perciò è critica, perché la dirigenza ha poche possibilità a propria disposizione:

  1. Accontentare LeBron e scambiare una scelta (poco appetibile) per un play che non è facile trovare sul mercato, o addirittura ottenerla sacrificando Iman Shumpert;
  2. Non accontentare LeBron, con tutte le conseguenze del caso.

Shumpert fa parte del quintetto titolare, è un ottimo difensore e nelle ultime 5 partite è sempre andato in doppia cifra dall’altro lato del campo; inoltre, lasciare andare lui non risolverebbe il problema a livello numerico palesato da LeBron.

 

Il Re ha ragione a lamentarsi?

Le conseguenze del problema dei Cavs si notano nel minutaggio necessariamente alto delle stelle della squadra: LeBron, nelle ultime 5 partite, è andato 3 volte sopra i 40 minuti; Irving ha giocato 41 minuti sia stanotte contro i Pelicans, sia contro gli Spurs; anche Love ha fatto gli straordinari contro New Orleans con 37 minuti sul parquet.

 

Questi dati ci fanno capire che probabilmente The King ha ragione (nonostante le rassicurazioni di coach Lue), ma, dopo aver analizzato la situazione dei Cavs, cosa potrà fare il gm David Griffin? A lui l’arduo compito.

Il fattore che non ti aspetti (o forse sì): Iman Shumpert

Iman Shumpert, più di un personaggio

Iman Shumpert, facciamo questo nome e ci viene in mente un giocatore NBA che sembra passare troppo tempo dal parrucchiere. Pensiamo all’uomo con le pettinature più strane della lega. Ci figuriamo il suo discutibile gusto dell’abbigliamento. Insomma, Shumpert pare quasi un personaggio comico più che un giocatore professionista di pallacanestro. Ma, come spesso accade, le apparenze ingannano e a Cleveland lo sanno bene. Dopo la scorsa stagione, in cui era stato estremamente deludente, soprattutto in attacco, Iman Shumpert sembrava destinato a diventare una pedina di scambio per arrivare ad un buon backup di Kyrie Irving. Voci su voci si sono susseguite sul suo futuro. Ma, nonostante tutto, Shumpert è ancora lì, con la sua numero quattro wine&gold indosso. Forse perché a Cleveland si sono accorti della sua importanza. Forse perché lui sta dimostrando di essere una pedina fondamentale nello scacchiere di coach Lue.

In difesa: Iman Shumpert è un uomo in missione

Gennaio 2015: in una trade a tre, i Cavs ottengono dai Knicks JR Smith e Iman Shumpert. Due acquisizioni fatte con lo scopo di rinforzare il reparto guardie. Il secondo, in particolare, con l’idea di dare una maggiore qualità alla difesa sugli esterni. E va detto che in fase difensiva il numero quattro non ha mai fatto mancare il proprio apporto. Nelle ultime due Finals è stato anche compito suo prendersi cura di Curry e Thompson, in determinati frangenti. Shumpert lo ha sempre fatto in maniera discreta. I Cavaliers hanno capito di non poter fare a meno della sua difesa sulla palla e del suo agonismo. Ma la dirigenza e lo staff si aspettano qualcosa in più rispetto all’ultima stagione. In difesa lontano dal pallone, situazione in cui ogni tanto Shumpert si prende delle pause e, soprattutto, in attacco. L’idea migliore è stata quello di fargli trarre energia dalla difesa, facendogli marcare l’esterno avversario più pericoloso. E Iman Shumpert, ultimamente, sentendosi responsabilizzato, sta trovando energia anche nella metà campo offensiva.

Iman Shumpert in difes contro Steph Curry
Iman Shumpert in difesa contro Steph Curry

Shumpert sta tornando ad essere un fattore anche in attacco

Nell’ultima stagione è stato discusso l’apporto offensivo di Shumpert, inesistente o quasi. In quanto primo cambio di Smith, i Cavs hanno bisogno che Iman sia pericoloso anche in attacco, soprattutto tirando sugli scarichi, ma anche prendendo iniziativa quando ci sia in campo la second unit. Anche se i punti segnati sono 7,2 a partita (non una grandissima cifra), la guardia dei Cavs sta facendo ciò che serve alla propria squadra. In particolare, Shumpert sta tirando col 47,5% da tre punti, segnando 1,3 triple a partita. L’anno scorso viaggiava col 29,5% e 0,8 triple a partita. Vero, tira leggermente meno della scorsa stagione (4,9 tiri tentati a partita contro 5,6), ma lo fa meglio e con più efficacia, esattamente quello che si chiede a un gregario dell’attacco dei Cavaliers. Ed è ancor più evidente la crescita nelle ultime tre partite, in cui Shumpert produce 13,3 punti, ergendosi a protagonista dell’attacco dei Cavs.

Forse, alla fine, la miglior trade per Shumpert è quella in cui i Cleveland Cavaliers hanno deciso di non coinvolgerlo, quella che mai ci sarà. I tifosi dei Cavs possono dare il bentornato al vero Iman Shumpert e godere della sua utilità per la squadra.

Per i Cleveland Cavaliers un Halloween decisamente mostruoso

Cleveland Cavaliers
Cleveland Cavaliers
La festa di Halloween dei Cleveland Cavaliers (Instagram @kingjames)

Halloween è una delle ricorrenze più sentite d’America, per alcuni versi è “La ricorrenza”, e i campioni in carica dell’NBA, i Cleveland Cavaliers, ovviamente, non sfuggono al clima goliardico e festaiolo.

Quelle che vi proponiamo sono le immagini della “mostruosa” festa che si è svolta domenica sera a casa di LeBron James.

I Cleveland Cavaliers per l’occasione hanno deciso di concedersi un ulteriore beffa sugli acerrimi rivali dei Golden State Warriors.

Il tema della serata, neanche a dirlo, la rimonta da 1-3 a 4-3 nelle Finali NBA 2015-2016, quella che il 20 giugno scorso ha permesso ai Cavs di aggiudicarsi il primo titolo della propria storia.

Le immagini della festa dei Cleveland Cavaliers

A fare gli onori di casa, come detto, LeBron James che si è divertito a incorporare diversi riferimenti alla rimonta tra il cibo e gli addobbi del party il tutto rigorosamente postato nel suo profilo Instagram.

Pertanto abbiamo avuto modo di vedere biscotti a forma di lapide cimiteriale con in nomi degli “Splash Brothers” Klay Thompson e Stephen Curry 2015-2016 , uno scheletro decorativo impegnato a rullare su una batteria che aveva come banner decorativo della Cassa un eloquente “3-1 Lead” per non tacere, di cosa sono stati capaci i singoli atleti.

Sempre scorrendo il profilo Instagram di King James abbiamo trovato un suggestivo padrone di casa travestito da Jerome di “Martin,” Kevin Love che ha impersonato il Lloyd Christmas di “Scemo&piùScemo”, Iman Shumpert si è mostrato come “the Joker” di “Suicide Squad” mentre Jordy McRae ci ha regalato una gustosa imitazione di Steve Urkel della sit-com Family Matters (in Italia “Otto sotto un tetto”).

A questo punto dobbiamo aspettarci una risposta dalla festa di Halloween dei Golden State Warriors, oppure Stephen Curry e compagni si stanno conservando le cartucce per spararle tutte nell’edizione 2017?

L’ultimo dubbio ce lo lascia King James. Chi ha indossato il costume più bello? Lo scopriremo al prossimo post su Instagram. Felice Halloween dai Campioni in carica dell’NBA!

Ready to Go: Cleveland Cavaliers

Dopo aver raggiunto l’agognato obiettivo, sognato lungamente e seguito per anni, perchè non provare a ripetersi? In fondo, LeBron James e i suoi Cleveland Cavaliers si sono dalle un pesante fardello dalle spalle. L’epica rimonta alle NBA Finals a discapito dei Golden State Warriors (che erano in vantaggio per 3-1 nella serie) ha fatto sì che la franchigia dell’Ohio si portasse a casa il primo titolo della sua storia. Un traguardo sudato, combattuto, meritato. Per questo il front office ha deciso di non apportare significativi cambiamenti alla brillante macchina allestita da Tyronn Lue: hanno salutato i campioni in carica Timofey Mozgov e Matthew Dellavedova, mentre alla causa sono stati arruolati i veterani Chris Andersen e Mike Dunleavy.

I Cavs vorrebbero rifirmare JR Smith, il cui contratto è scaduto: la situazione è in stallo, ma c’è ottimismo. Inoltre è da valutare la situazione legata a Mo Williams, attualmente a libro paga, che potrebbe decidere di ritirarsi.

Il quintetto al momento dovrebbe essere questo: Irving-Shumpert-James-Love-Thompson.

I CAMBIAMENTI DI GIOCO

LeBron James e Tyronn Lue.
LeBron James e Tyronn Lue.

Come già accennato, squadra che vince non si cambia. Accanto al Prescelto, leader spirituale e tecnico, ci sarà un Kyrie Irving ormai pienamente responsabilizzato e in grado di essere più che una semplice spalla. Tanta è  la fiducia su Kevin Love, che ha giocato dei discreti playoff: il numero 0 è chiamato ad aprire il campo per favorire le penetrazioni dei compagni e a fornire pericolosità dal perimetro. Indiscutibile anche il ruolo di Thompson, ‘inventato‘ centro titolare da Lue: il ragazzo è fondamentale per quanto concerne l’atletismo e la difesa, ma soprattutto per i rimbalzi. Con la sua predilezione nel prendere quelli offensivi si è dimostrato utile per guadagnare ulteriori possessi e per spezzare il ritmo degli avversari.

Nell’attesa che si risolva la grana JR, il posto di guardia attualmente verrebbe presieduto da Iman Shumpert, in grado di garantire una bella dose di difesa (agevolando così i cambi). Oltre che a un buon quantitativo di tiri da tre.

La panchina, oltre che sul sempre affidabile Channing Frye e al versatile Richard Jefferson, quest’anno potrà usufruire del contributo di Andersen e Dunleavy, due elementi congeniali al sistema di gioco del team. Il primo può essere molto utile nella protezione del ferro e nel catturare rimbalzi (con un minutaggio calibrato, visto che non è più giovanissimo); il secondo invece è una soluzione in più sugli scarichi e inoltre porta con sé un po’ più di esperienza, che fa sempre comodo.

Se Williams deciderà di non calcare più il parquet, i Cavaliers torneranno quasi sicuramente sul mercato per completare il parco playmaker. Le vesti del ricambio di Irving toccano a Kay Felder, arrivato dagli Atlanta Hawks che lo avevano scelto con la cinquantaquattresima chiamata assoluta dello scorso draft. Velocità, visione di gioco, imprevedibilità, discreto repertorio offensivo e delle ottime doti atletiche per un giocatore della sua stazza (è alto 1.75): una sorta di Nate Robinson 2.0, una potenziale ed allettante variante da inserire gradualmente.

PREVISIONI CLEVELAND CAVALIERS

Ovviamente James e compagni sono gli assoluti favoriti per occupare la prima piazza della Eastern Conference, avendo trovato quell’amalgama giusta e quella stabilità per portare avanti il progetto tecnico. Arrivare di nuovo alle Finali e compiere uno storico repeat è un traguardo abbastanza alla portata. I detentori dell’anello saranno tutt’altro che con la pancia piena, anzi, vorranno cercare di allungare la loro supremazia: le carte in regola per farlo i Cavaliers ce le hanno tutte.

 

Knicks, che rimpianto! Lowry confessa “Era un affare fatto” Ma Dolan….

Kyle Lowry si confessa. La guardia All Star dei Toronto Raptors ammette di essere stato ad un passo dal trasferirsi ai New York Knicks nel dicembre 2013. “Era un accordo fatto” spiega a USA TODAY Sport.

L’affare prevedeva il trasferimento in Canada di Metta World Peace, Iman Shumpert e una futura prima scelta in cambio del play canadese. Tuttavia l’accordo non venne concluso a causa del proprietario dei New York Knicks, James Dolan, che bloccò l’affare.

A quanto pare Dolan temeva di rimanere letteralmente fregato dal general manager dei Raptors Masai Ujiri e di perdere troppi asset nella trattativa. Ujiri infatti, prima di approdare in Canada, era stato il principale interlocutore dei Denver Nuggets durante l’affare che aveva portato Melo ai Knicks in cambio di numerosi benefit. La paura di Dolan era quella di dover sacrificare troppo come quella volta e per questo motivo avrebbe deciso di far saltare la trattativa all’ultimo.

Bisogna ricordare che Toronto in quel periodo aveva appena venduto anche Rudy Gay ai Sacramento Kings e, con la trattativa per Lowry in stato avanzato, era ad un passo dal cominciare una ricostruzione totale del suo roster. Il mancato affare invece fece la fortuna dei Raptors, che raggiunsero i playoff al termine di quella stessa stagione.