Wizards, Jabari Parker vale una riconferma? Beal: “Potrà esserci utile”

Il mercato NBA di febbraio è servito agli Washington Wizards per fare chiarezza, alleggerire un monte salari oberato da contratti pesanti, e per portare nella capitale talento e forze fresche.

L’arrivo via Chicago di Jabari Parker e Bobby Portis non è servito a Bradley Beal e compagni per centrare una qualificazione ai playoffs in una stagione difficile sin dall’inizio, e complicata ulteriormente dagli infortuni di Dwight Howard prima e di John Wall poi.

Fallito l’ingresso nella post-season per la sola seconda volta nelle ultime cinque stagioni, l’obiettivo dichiarato del proprietario Ted Leonsis è quello di una rapida “ristrutturazione” della squadra attuale. Nei piani di Mr Leonsis, la parola “ricostruzione” non compare, non almeno in questa fase. La presenza di una star conclamata come Beal (sotto contratto per le prossime due stagioni), rappresenta un punto d’appoggio saldo per risollevare da subito le sorti della squadra.

Il front office degli Wizards, guidato dallo storico GM Ernie Grunfled, sara chiamato in estate a scelte importanti, riguardanti la free agency di Tomas Satoranky, Bobby Portis e Thomas Bryant, e la team option prevista sul secondo ano di contratto per Jabari Parker.

Satoransky e Bryant sono state le due note positive della brutta stagione nella capitale. I due giovani si sono rivelati giocatori di ruolo affidabili e di valore.

Bobby Portis, giocatore prezioso e con capacità di aprire il campo, ha fornito numeri solidi nelle 19 partite sinora disputate in maglia Wizards.

Bradley Beal: “Jabari Parker giocatore versatile, ci sarà utile”

Più complesso il discorso relativo a Jabari Parker. L’ex giocatore dei Milwaukee Bucks è titolare di un biennale da circa 40 milioni di dollari, in scadenza nel 2020. Al pari di Portis, Parker ha garantito solidità e punti a coach Scott Brooks, e si è guadagnato un attestato di stima dalla star della squadra, Bradley Beal:

Mi piace tantissimo come giocatore. Jabari è versatile, può giocare spalle a canestro, da esterno… lo si può mettere ovunque in campo, mi è piaciuto tantissimo giocare con lui e credo che Jabari possa essere un pezzo importante del nostro futuro

Parole riprese da coach Brooks: “Credo che Parker non abbia ancora raggiunto il massimo del suo potenziale. Il suo impegno e la sua dedizione qui con noi sono stati impeccabili, non vedo in lui necessariamente un centro, o un’ala. E’ un giocatore versatile, può coprire qualunque posizione“.

La versatilità di Jabari Parker, reduce da due gravi infortuni alle ginocchia nonostante la giovane età, è stata però nei primi anni di carriera perlopiù un ostacolo.

L’esplosione di un altro atipico come Giannis Antetokounmpo ha rapidamente allontanato Parker da Milwaukee. Dopo un inizio incoraggiante a Chicago, l’avvicendamento Fred Hoiberg-Jim Boylen, rigido allenatore di scuola Spurs, ha spinto l’ex Duke Blue Devils ai margini delle rotazioni, prima della trade che lo ha portato a Washington.

Gli Wizards dovranno decidere se esercitare l’opzione sul secondo anno di contratto di Parker, consci del fatto che tale mossa non permetterebbe a Washington di trattenere il terzetto Satoransky, Bryant e Portis.

Otto Porter va ai Chicago Bulls, Jabari Parker e Bobby Portis agli Wizards

Gli Washington Wizards avrebbero spedito Otto Porter Jr ai Chicago Bulls, in cambio di Jabari Parker e Bobby Portis, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

 

I Chicago Bulls avrebbero incluso una seconda scelta al draft NBA 2023, come riportato da Adrian Wjnarowski di ESPN.

 

Gli Wizards dicono con ogni probabilità addio ad ogni residua possibilità di post-season con la partenza di Porter. Jabari Parker diventerà con ogni probabilità free agent a fine stagione (team option sul secondo anno del biennale da circa 40 milioni di dollari per l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks).

 

Bobby Portis è all’ultimo anno del proprio contratto da rookie e diventerà free agent a fine stagione. Il prodotto di Arkansas sarà eleggibile per una qualifying offer annuale da 3.4 milioni di dollari a partire dal 1 luglio.

 

Come riportato da David Aldridge di The Athletic, la mossa degli Wizards consentirà a Washington di rifirmare in estate i giovani Tomas Satoransky e Thomas Bryant, due delle ben poche note positive della sventurata stagione nella capitale.

 

 

 

 

E’ una sensnazione un po’ strana” Così Bradley Beal sulla cessione di Otto Porter “Ma noi siamo dei professionisti, e come tali dobbiamo comportarci. Vengono prese delle decisioni, alcuni giocatori partono ed altri arrivano. Non possiamo farci molto. Otto (Porter, ndr) è stato per tanti anni parte di questa squadra… guardiamo avanti. Porter ha le qualità per diventare il leader di una squadra giovane, so che farà benissimo a Chicago. Noi diamo il benvenuto a Bobby (Portis, ndr) e a Jabari (Parker, ndr) e guardiamo avanti

I New Orleans Pelicans alla finestra per Jabari Parker

jabari parker-Bulls

Una nuova pretendente si affaccia per Jabari Parker dei Chicago Bulls, da ormai un mese ai margini della rotazioni di coach Jim Boylen e sul mercato.

Secondo quanto riportato da Sean Deveney di SportingNews.com, i New Orleans Pelicans potrebbero inserirsi in una trattativa che potrebbe portare l’ex giocatore dei Milwaukee Bucks alla corte di Anthony Davis.

L’interesse “storico” dei New York Knicks per Parker si sarebbe raffreddato, vista l’indisponibilità dei Bulls a sobbarcarsi i quasi 25 milioni rimanenti sugli ultimi due anni di contratto di Courtney Lee.

In tale scenario, i Pelicans potrebbero tentare di convincere il duo John Paxson-Gar Forman offrendo il contratto di Solomon Hill (non la contropartita dei sogni) e soprattutto tentando di coinvolgere una terza squadra nell’affare. Jabari Parker è titolare di un biennale da 40 milioni di dollari, firmato nell’estate 2018. Il secondo anno dell’accordo prevede una team option, che se non esercitata renderà il prodotto di Duke nuovamente free agent, dopo una sola stagione.

Parker, recentemente “ricomparso” in campo per dei Chicago Bulls ansiosi di mettere in mostra le doti offensive dell’ex Blue Devils, sarebbe il profilo ideale per i New Orleans Pelicans, squadra alla disperata ricerca di punti e profondità in uscita dalla panchina, sebbene la presenza di Nikola Mirotic e Julius Randle potrebbe creare affollamento alla posizione di ala forte per coach Alvin Gentry.

Bulls, Jabari Parker ai saluti, cerca la trade: “Ho fatto la mia parte, ma non ho avuto una vera chance”

Jabari Parker sui Chicago Bulls: “L’esclusione? Io sto rispettando la mia parte di accordo. Vorrei tornare a giocare”.

L’ultima apparizione “attiva” in maglia Bulls di Jabari Parker risale al 13 dicembre scorso, 4 minuti di gioco in una sconfitta per mano degli orlando Magic. Da lì in poi solo panchina per il prodotto di Duke.

“Scelta tecnica”. Se coach Jim Boylen allenasse l’Atalanta in Serie A parlerebbe così, ma la sostanza rimane questa. Dopo soli due mesi di regular season, Parker ed il suo biennale da 40 milioni di dollari non rientrano più nei piani del nuovo allenatore dei Chicago Bulls.

Nemmeno l’ennesimo recente infortunio di Bobby Portis ha smosso le acque per l’ex Milwaukee Bucks, che intervistato da K.C Johnson del Chicago Tribune non ha potuto far altro che prendere atto della sua situazione, ed augurarsi il meglio – magari presso altra destinazione – per la stagione in corso.

Non credo sia colpa o responsabilità di Jim (Boylen, ndr). E’ una cosa più grande di una singola persona, si tratta della direzione intrapresa dalla franchigia. Dal canto mio, io sento d’aver fatto tutto quello che ci si aspettava facessi. Non mi sono lamentato e non lo faccio ora, non ho mai avuto problemi con nessuno, qui

– Jabari Parker sui Chcago Bulls –

 

 

L’avventura di Jabari Parker ai Chicago Bulls pare davvero terminata. La trade dedline del 7 febbraio si avvicina, ed il contratto di Jabari, che prevede una team option per il secondo anno, potrebbe attirare l’attenzione di parecchie squadre. L’ex Duke Blue Devils ha espresso il desiderio di tornare attivamente in campo, di “poter giocare minuti significativi” per i Bulls o per un’altra squadra, se le cose dovessero evolversi.

Tutti sanno che tipo di giocatore sono. Anche a Milwaukee era così. All’inizio non è stato facile, le cose a Chicago sono state subito diverse. Ma io ho sempre tenuto un atteggiamento professionale. Sono stato tolto dal quintetto base, e non ho detto una parola, ho continuato a lavorare. Ora sento però di non aver avuto realmente una chance, qui. Piano piano ho iniziato a crescere, a migliorare, ma ora pare tutto finito. Credo si sia trattato di sfortuna, più che altro. Mi sentivo bene, mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di dimostrarlo

Knicks, “interesse preliminare” per Jabari Parker, l’obiettivo è scaricare il contratto di Courtney Lee

Jabari Parker-New York Knicks, interesse “preliminare” della franchigia della Grande Mela per l’ex Milwaukee Bucks.

Come riportato da Ian Begley di ESPN, i Knicks sarebbero tra le tante squadre ad aver mostrato interesse per Parker, reso disponibile sul mercato dai Chicago Bulls.

L’ex scelta assoluta numer 2 al draft NBA 2014 pare non rientrare più nei piani dei nuovi Chicago Bulls di Jim Boylen, deciso a puntare su Lauri Markkanen e Wendell Carter Jr per il nuovo corso inaugurato nella Windy City, dopo la cacciata di coach Fred Hoiberg.

Il grande potenziale solo parzialmente espresso da Parker in quattro anni, a causa di due gravi infortuni al ginocchio destro, ed un contratto oneroso (biennale da circa 40 milioni di dollari complessivi) ma con condizioni favorevoli (team option sull’ultimo dei due anni) rendono l’ex Duke Blue Devils uno dei nomi caldi del mercato NBA in vista della trade dedline del prossimo 7 febbraio.

Tra le squadre interessate a Jabari Parker potrebbero esserci gli Utah Jazz, alla ricerca di un giocatore con punti nelle mani che possa “allentare” la pressione difensiva sul secondo anno da Louisville Donovan Mitchell. Uno scambio alla pari tra Parker e Derrick Favors potrebbe essere una soluzione gradite per entrambe le squadre.

Jabari Parker-New York Knicks, lo scenario

 

I New York Knicks in piena ricostruzione, di squadra ed identità sotto la guida di coach David Fizdale, guardano con fiducia ed attesa alla prossima free agency. I Knicks andranno in cerca del grande colpo, e cercheranno di convincere uno tra Kevin Durant, Kemba Walker, Klay Thompson, Khris Middleton o Kawhi Leonard a raggiungere il lettone Kristaps Porzingis al Madison Square Garden.

In estate diverranno free agent Enes Kanter, Trey Burke ed Emmanuel Mudiay. I Knicks dovranno proporre adeguata estensione contrattuale a Porzingis, ed il duo GM-Presidente Perry-Mills ha già reso noto di voler testare le condizioni fisiche del lettone prima di parlare di cifre.

Dopo la risoluzione del contratto di Joakim Noah, i New York Knicks hanno bisogno di liberare ulteriore spazio salariale per puntare al bersaglio grosso Kevin Durant, eleggibile per un “supermax contract” da circa 190 milioni di dollari in quattro anni. Per farlo, il front office di NY dovrà trovare acquirenti per il contratto di Courtney Lee (ancora due anni e circa 25 milioni di dollari garantiti).

Un pacchetto Jabari Parker-New York Knicks che preveda Lee, ed uno (o due) tra Lance Thomas, Mudiay o Frank Ntilikina ai Bulls funzionerebbe dal punto di vista finanziario. Giocatori come Lee e Thomas, veterani e buoni difensori, potrebbero fare al caso dei Bulls, sebbene i due anni di contratto ancora dovuti ai due potrebbero frenare gli entusiasmi.

Frank Ntilikina, scelto con la chiamata numero 8 al draft NBA 2017, ha mostrato segnali di crescita durante il suo primo anno e mezzo a New York, nonostante alti e bassi comprensibili per un giocatore di appena 20 anni. La sua capacità di giocare sia da point guard che da shooting guard, e doti difensive superiori, lo rendono un prospetto interessante per i Chicago Bulls.

Per New York, la mossa Parker avrebbe tutti i toni di un’operazione di cap-relief. Ai Knicks l’ex Bucks potrebbe però trovare minuti e possessi, ed una nuova vetrina per tentare un rilancio, in vista di una probabile nuova free agency. La rotazione nello spot di ala forte di coach Fizdale vede impiegati i soli Kevin Knox, Noah Vonleh e Lance Thomas.

Jabari Parker-Derrick Favors, possibile trade sull’asse Utah Jazz-Chicago Bulls?

Derrick Favors

Jabari Parker-Derrick Favors, ipotesi di mercato sull’asse Utah Jazz-Chicago Bulls?

Dei motivi dell’esclusione di Jabari Parker – per ora temporanea – dalle rotazioni di coach Jim Boylen si è già scritto in precedenza.

Scarsa attitudine difensiva, contratto oneroso e ruolo “doppione” rispetto ai più quotati e considerati dal front office di Chicago Lauri Markkanen, Wendell Carter Jr e Bobby Portis hanno seppellito l’ex Milwaukee Bucks sul fondo della panchina nella Windy City.

Per gli Utah Jazz (14-16) le cose sono andate piuttosto male in questi primi due mesi di regular season.  Il tandem sotto canestro Gobert-Favors si è dimostrato difficile da supportare in attacco per coach Quin Snyder, che è dovuto correre ai ripari inserendo Jae Crowder in quintetto base (per poi tornare sui propri passi dopo poche gare), ed andando a prelevare l’ex Kyle Korver da Cleveland.

Kevin O’Connor di The Ringer specula sullipotesi di scambio alla pari Jabari Parker-Derrick Favors, riportando fonti interne alla lega, sulla base delle esigenze attuali delle due squadre, e sulla situazione contrattuale dei due giocatori.

Jabari Parker- Derrick Favors, perché si?

 

Jabari Parker è titolare di un contratto biennale da 40 milioni di dollari complessivi. Il secondo anno di contratto prevede una team option, e quindi un rischio più che calcolato per i Bulls, e per eventuali acquirenti dell’ala ex Duke.

Simile il discorso per Derrick Favors, al primo anno di un biennale da 16.8 milioni di dollari a stagione, non garantiti per il secondo anno.

L’attacco degli Utah Jazz è tutt’altro che sfavillante.

La giovane stella della squadra Donovan Mitchell sta vivendo una stagione di transizione dopo un super primo anno, ed il suo attuale rapporto tra assist e palle perse si avvicina pericolosamente all’1:1 (1.35 di assist\turnover ratio).

I Jazz sono 23esimi per net offensive rating, 24esimi per punti segnati, 18esimi per tiri da tre punti mandati a bersaglio, 24esimi per palle perse a partita e 17esimi per rapporto assist-palle perse di squadra.

L’arrivo di un attaccante naturale come Parker scaricherebbe parte del peso offensivo della squadra dalle spalle di Mitchell soprattutto, e di Ricky Rubio e Joe Ingles (due giocatori atipici e non proprio i più altetici della lega). Rimarrebbe la questione difesa, sebbene nel sistema difensivo di Utah anche un cattivo difensore come Parker potrebbe rivelarsi non così pessimo.

I Chicago Bulls sono coperti nella posizione di 4-5. Favors rappresenta però l’archetipo del giocatore “alla Boylen” (ergo: “tosto”) ed in più porterebbe a Chicago la sua esperienza in una cultura di pallacanestro vincente. Doti che anche il miglior Jabari Parker – per età e caratteristiche – non avrebbe mai potuto garantire.

E’ possibile che un eventuale scambio Jabari Parker-Derrick Favors possa anche prevedere l’inclusione da parte dei Jazz di una o due scelte future, pick di cui al momento Utah detiene i diritti esclusivi.

Bulls, Jabari Parker sul mercato? Chicago interessata ad offerte

I Chicago Bulls sarebbero interessati ad ascoltare offerte per Jabari Parker.

Parker, arrivato in estate da free agent nella Windy City e titolare di un contratto biennale da 40 milioni di dollari complessivi (team option sul secondo anno), è finito ai margini delle rotazioni di coach Jim Boylen. Il ritorno a pieno regime di Lauri Markkanen e Bobby Portis, e la scarsa propensione difensiva dell’ex Milwaukee Bucks, ne hanno decretato la temporanea “caduta in disgrazia”.

K.C Johnson del Chicago Tribune riporta via Twitter come diverse squadre sarebbero interessate a Jabari Parker, attaccante di assoluto livello NBA e reduce da una doppia operazione al ginocchio sinistro nelle precedenti tre stagioni in Wisconsin.

In 29 partite disputate, Parker ha sinora viaggiato a 15.2 punti, 6.9 rimbalzi e 2.3 assit a partita, in 30.1 minuti di utilizzo dividendosi tra quintetto base e ruolo da sesto uomo.

I Bulls sono attualmente la 23esima difesa NBA per net defensive rating, la 25esima per punti concessi da palle perse, la 24esima per stoppate a partita. Chicago è inoltre ultima per rimbalzi concessi a gara, e 27esima per tiri da tre punti a bersaglio concessi (12.7) a partita.

Jabari Parker sacrificato per dare spazio a Carter Jr?

 

Durante l’assenza di Markkanen e della point guard titolare Kris Dunn, i Chicago Bulls hanno faticato anche in attacco.

Jabari Parker e Zach LaVine si sono confermati dei grandi realizzatori, ma incapaci di condurre un attacco efficace in mancana di una point guard di livello. Le soluzioni tampone Ryan Arcidiacono, Antonio Blakeney e Cameron Payne si sono rivelate inconstistenti, ed i Bulls sono velocemente scivolati sul fondo della Western Conference.

A farne le spese coach Fred Hoiberg. Il suo sostituto Jim Boylen si trova ora nella difficile situazione di trovare minuti ai tanti prospetti a roster. Dunn, Portis, e Markkanen sono di nuovo disponibili, e la settima scelta al draft 2018 Wendell Carter Jr necessita di minuti di gioco e responsabilità per fare esperienza.

Bulls, Jabari Parker fuori dalle rotazioni? Boylen: “Dura giocare con tre ali forti assieme”

Bulls, Jabari Parker ai margini delle rotazioni di coach Jim Bolyen?

Malika Andrews di ESPN ha riportato fonti secondo cui l’ex Milwaukee Bucks sarebbe finito nella “cuccia” del neo capo-allenatore dei Chicago Bulls.

Boylen, chiamato al difficile compito di amministrare il post Fred Hoiberg a Chicago (l’allontanamento dell’ex tiratore di Iowa State sarebbe stato mal accolto da alcuni giocatori, tra cui Zach LaVine) ha concesso solo 4 minuti di gioco a Parker nella sconfitta in trasferta dei Bulls sul campo degli Orlando Magic di giovedì notte.

Boylen ha motivato la scelta con ragioni tattiche e difensive:

Una questione di accoppiamenti difensivi. Ed è difficile tenere in campo assieme tre ali forti. E’ una questione di squadra e di equilibri, non solo di questo o quel giocatore. Quando si è in campo, si gioca. Quando non si è in campo, si supporta chi sta giocando in quel momento. Ci sono tantissime partite ancora, avremo bisogno di tutti (…) Parker è parte di questa squadra, e rientra nei nostri piani per il futuro, le scelte che si fanno sono per il bene della squadra. Vedremo in seguito quanti minuti saremo in grado di concedergli

– Jim Boylen su Jabari Parker –

 

Nei primi due mesi di regular season, Jabari Parker è stato più volte inserito e tolto dal quintetto base dei Chicago Bulls. In estate, l’ex seconda scelta assoluta al draft NBA 2014 ha firmato un contratto biennale da 40 milioni di dollari complessivi (team option sul secondo anno).

Due settimane fa, il ritorno di Lauri Markkanen, subito riproposto nello starting five da coach Boylen, ha di nuovo retrocesso Parker in panchina. Il rientro in campo di Bobby Portis dopo più di un mese d’assenza per un infortunio al ginocchio destro, ha ulteriormente aumentato il “traffico” nello spot di ala forte per i Chicago Bulls.

Coach Boylen ha puntato nelle ultime gare su una rotazione che coinvolge Markkanen e la scelta numero 7 all’ultimo draft Wendell Carter Jr in quintetto base, e Bobby Portis e Robin Lopez in uscita dalla panchina.

Jabari Parker: “Ruolo ridotto? Bulls corretti con me”

 

Jabari Parker pare accettare di buon grado le motivazioni del suo neo-head coach. Come riportato da K.C. Johnson, del Chicago Tribune. l’ex Bucks rimane positivio, e si mette a disposizione della squadra. Secondo parker, la condotta di Boylen e dei Bulls nei suoi confronti è “corretta”.

“Tutti mi hanno detto, qui a Chicago, che devo solo tenermi pronto. Sono corretti non dicono alle persone ciò che queste vogliono sentirsi dire, e non puntano il dito contro nessuno. Personalmente, ho accolto la nomina di Jim (Boylen, ndr) con spirito positivo, e così continuerà ad essere

– Jabari Parker –

 

Jabari Parker si accasa a Chicago: tutti i dubbi di una rischiosa scommessa

Firma di Jabari Parker

I’m coming home“. Qualche giorno fa è stato ufficializzato il ritorno di Jabari Parker nella sua città natale, Chicago. I Bulls erano da tempo sulle sue tracce anche se l’onerosa conferma di Zach LaVine aveva inizialmente bloccato la trattativa. La dirigenza però è riuscita a liberare, tramite il sacrificio di alcune pedine (Sean Kilpatrick, Jerian Grant e David Nwaba), lo spazio necessario per firmare l’ex Bucks, con cui ha siglato un biennale da 40 milioni di dollari.

Jabari Parker, storia di un atleta sfortunato

Cresciuto cestisticamente all’Università di Duke, Jabari Parker si dichiara eleggibile al draft dopo solo un anno di college. Viene chiamato con la seconda scelta assoluta dai Milwaukee Bucks che lo considerano il loro futuro uomo franchigia. Parker mostra subito tutte le sue qualità e si candida come papabile Rookie Of The Year, ma a dicembre riporta una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro in seguito ad uno scontro di gioco. 8 mesi di stop e ritorno in campo soltanto nella stagione successiva. Dopo un’avvio timido riesce a trovare continuità e fiducia nei suoi mezzi ma ancora una volta la sfortuna si frappone tra lui e la gloria: ennesima lesione al crociato, stavolta al ginocchio destro, che chiude in anticipo la sua regular season. Nell’ultimo anno invece Parker ha giocato solo 31 partite tenendo medie tutto fuorché esaltanti (12.6 punti, 4.9 rimbalzi e 0.9 assist).

Il primo dei due infortuni di Jabari Parker in un match contro i Phoenix Suns

Jabari Parker-Chicago Bulls: Il gioco non vale la candela?

Rientrare da un infortunio al crociato è dura per qualunque giocatore, figuriamoci due. Il prodotto di Duke, nonostante si sia ristabilito, appare ancora lontano dai suoi massimi livelli e chissà se riuscirà mai più a raggiungerli. Il suo ingaggio inoltre graverà notevolmente sul salary cup impedendo cosi ai Bulls di compiere ulteriori manovre di mercato (se non tramite trade). La franchigia dell’Illinois ha voluto quindi tutelarsi inserendo nel contratto una team option e garantendosi così la possibilità di uscire dall’accordo alla fine del primo anno.

Ciò nonostante, aleggiano diversi dubbi di carattere tecnico-tattico: Jabari Parker si è più volte rivelato un giocatore duttile, capace di ricoprire sia lo spot di ala grande sia quello di ala piccola. Nel primo caso, però, Hoiberg sarebbe costretto a ridurre il minutaggio di Lauri Markkanen e di Wendell Carter Jr., i pilastri su cui si fonderà il futuro dei Bulls. Ecco perché sarebbe più sensato schierarlo in posizione di ala piccola con il finlandese e Bobby Portis ad occupare a turno quella di ala grande; Chicago potrebbe cosi scendere in campo con un quintetto giovane (età media 21 anni) e talentuoso: Kris Dunn, Zach LaVine, Jabari Parker, Lauri Markkanen e Wendell Carter Jr.

Sorge, tuttavia, un problema. Durante la sua esperienza a Milwaukee, Parker non ha mai giocato in posizione di small forward, per via della presenza di Giannis Antetokounmpo. L’adattamento richiederà tempo e ciò potrebbe rallentare la crescita dei suoi compagni. La dirigenza ha puntato una rischiosa scommessa che, se venisse persa, manderebbe in fumo quanto di buono raggiunto sinora.

Jabari Parker
Jabari Parker in elevazione verso il ferro

Sulle orme di Victor Oladipo

Tuttavia non bisogna trascurare l’altra faccia della medaglia: se sano e in fiducia, Parker può diventare la nuova stella di questa squadra. Dopotutto rimane pur sempre un giocatore atleticamente devastante, capace di arrivare facilmente al ferro avversario. Recentemente si è anche rivelato abile nel tiro da tre punti (38% nell’ultima stagione), un fondamentale di cui i Bulls sono al momento carenti. Insieme a LaVine, potrebbe comporre una delle coppie più aitanti e dinamiche dell’intera lega. Da non sottovalutare poi nemmeno il fattore “casa“: Spesso è capitato che giovani talenti, mai sbocciati in altre parti, siano definitivamente esplosi una volta tornati nella loro home town. Un esempio lampante è quello di Victor Oladipo che, dopo la deludente parentesi a Orlando e Oklahoma, si è affermato un All-Star nella città in cui è cresciuto, Indiana, vincendo inoltre il premio MIP di quest’anno. Ai tifosi non resta quindi che aspettare e sperare di non rivivere un’altro caso alla Derrick Rose.

 

Jabari Parker: i Chicago Bulls puntano il RFA dei Bucks

Jabari Parker

Il futuro di Jabari Parker potrebbe essere ai Chicago Bulls. L’ala americana potrebbe infatti lasciare definitivamente Milwaukee per far ritorno nella città in cui è nato.

Attualmente il giocatore è un restricted free agent e dunque i Bucks possono pareggiare ogni offerta che arriverà per lui.

Jabari Parker: Bulls a lavoro

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Bulls starebbero però lavorando ad un’offerta a cui i Bucks non potrebbero rispondere, cosi da portarsi in Illinois i talenti di Jabari Parker. C’è da ricordare che Milwaukee non ha voluto rinnovare il contratto al giocatore che chiedeva il massimo salariale e dunque difficile pensare che andranno a pareggiare un’eventuale proposta dal valore elevato che Chicago potrebbe proporre al prodotto di Duke.

 

Bucks: Jabari Parker fu ad un passo dall’essere scambiato

Jabari Parker

La carriera di Jabari Parker è stata molto altalenante, soprattutto a causa dei vari infortuni che non hanno fatto esprimere al meglio, e con continuità, il prodotto di Duke. Ad oggi il suo futuro ai Milwaukee Bucks è tutto tranne che certo…

Jabari Parker-trade: le parole di Woelfel

Come raccontato da Gery Woelfel, a the Racine Journal Times, Parker fu “vicinissimo ad essere scambiato durante la scorsa trade deadline ”  e che le possibilità di un suo futuro ai Bucks sono veramente poche al momento.

Il fatto di non aver trovato un accordo entro lo scorso ottobre, rende di fatto Jabari Parker un restricted free agent nella prossima estate: i Bucks avranno l’opportunità di pareggiare ogni offerta che l’ala americana riceverà. Il mancato rinnovo, come racconta Woelfel, può essere ricondotto alla figura di Jason Kidd che non amava molto il giocatore: “Non era un suo fan, era molto duro con Jabari ed i suoi compagni di squadra ve lo possono confermare”.

Ma il problema della sua carriera non è stato sicuramente il suo allenatore ma il suo fisico che non è al livello dell’NBA. Basti pensare che sono appena 19 le presenze in questa stagione e che Jabari Parker, nel corso dei suoi 4 anni nella Lega, abbia perso ben 145 gare sulle 328 disponibili. Nonostante questo, però, potrebbe essere uno degli uomini più interessanti nella prossima sessione di mercato vista la sua media di 15,3 punti, 5,4 rimbalzi ed una percentuale del 49,3 dal campo.

Giannis Antetokounmpo: “Non ci siamo mai arresi”

Nella partita di ieri Giannis Antetokounmpo ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un vero leader. Il campione greco infatti, ha guidato la rimonta dei suoi Milwaukee Bucks contro i Philadelphia 76ers.

Il match si è concluso con il risultato di 110-118 per i Bucks, che dopo uno svantaggio iniziale di 20 punti sono riusciti a ribaltare il risultato. La rimonta è arrivata grazie ad un’incredibile prestazione di Giannis Antetokpounmpo che ha realizzato: 35 punti, 9 rimbalzi e 7 assist.

La maggior parte dei punti(14) è arrivata nel terzo quarto, quando il gigante greco ha deciso di caricarsi sulle spalle il proprio team. La risposta dei compagni di squadra è stata incredibile e alla fine i Milwaukee Bucks sono riusciti a trionfare.

La soddisfazione di Giannis Antetokoumpo

Dopo il match Giannis Antetokounmpo si è dichiarato fiero e soddisfatto del proprio team: “Siamo entrati con una mentalità vincente e alla fine siamo riusciti a ribaltare il match. Non ci siamo mai arresi”.

Ad aiutare in questa impresa il compagno greco, ci sono stati in particolar modo Jabari Parker(13 punti) e Eric Bledsoe(22 punti). Grazie ai loro punti infatti, la squadra è riuscita a dar fiato al proprio campione e rimanere in partita fino all’ultimo.

Ora i Milwaukee Bucks dovranno continuare con questo spirito e centrare l’obiettivo playoffs NBA. Attualmente sono piazzati alla settima posizione della Eastern Conference con un record di 34-29 e giocheranno il prossimo match contro gli Indiana Pacers, anche loro in lotta per un posto nelle finali NBA.

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