Irving su Tatum: “E’ speciale, lo esorto sempre a dare il massimo”

I Boston Celtics questa notte tornano in campo. Al TD Garden arrivano i Sacramento Kings che vorranno vendicare la sconfitta subita dai biancoverdi qualche giorno fa. I Celtics sono reduci da un viaggio ad Ovest andato bene: 3 vittorie e 1 sconfitta. L’obiettivo di Boston è quello di arrivare terzi in classifica, così da avere il vantaggio del fattore campo. Philadelphia e Indiana possono essere superate, quindi Irving e compagni sono concentrati su questo obiettivo.

Irving su Tatum

Proprio Kyrie Irving ha rilasciato una intervista riguardo il suo rapporto con Jayson Tatum.  Ecco le sue dichiarazioni molto interessanti:

Ci sono 6 anni di differenza tra noi, ma spesso abbiamo lo stesso punto di vista. Quando parlo con lui lo esorto sempre a dare il meglio. Ha le capacità per diventare grande. Gli dico spesso di dare tutto per raggiungere i suoi obiettivi. Spesso gli dico: “io e te dobbiamo raggiungere la gloria. Quando arriverà il momento decisivo ho bisogno che tu stia con me.” Ho un rapporto diverso con ognuno dei miei compagni, e ancor di più con lui perché è speciale

Parole al miele quindi per Tatum. E queste frasi non possono far altro che far piacere ai tifosi dei Celtics, che sognano di vedere la coppia Irving-Tatum (e magari qualche altro All Star) ancora per molto tempo.

Tatum: “Voglio rimanere ai Celtics per tutta la mia carriera”

Jayson Tatum Boston Celtics

La ricostruzione effettuata dai Boston Celtics e dal suo general manager Danny Ainge è stata veloce e molto efficace. In poco tempo, i biancoverdi hanno rigenerato il proprio roster e sono tornati competitivi. Un simbolo delle scelte corrette fatte da Ainge è ben visibile in Jayson Tatum. Il numero 0 è alla sua seconda stagione in NBA, ma la sua maturità e il suo talento sono evidenti. JT rappresenta anche un asset molto importante per Boston. Non è un caso che si parla di un suo trasferimento molto probabile nel caso in cui i Celtics riuscissero ad ottenere Anthony Davis. Tatum ha dei margini di miglioramento ancora molto ampi, e già negli scorsi PlayOff ha dimostrato di poter trascinare da solo una squadra.

 

Tatum: “Voglio essere un Celtic a vita”

Proprio a causa di tutte le voci che lo vogliono lontano dal Massachusetts, il numero 0 ha più volte dichiarato di essere tranquillo per il suo futuro. Intervistato da ESPN, si è soffermato nuovamente sull’argomento:

So che c’è un business che è il motore di tutto, ma io gioco a basket. Devo controllare solo ciò che posso, ma amo essere nei Celtics. Voglio giocare qui per tutta la mia carriera. Nel periodo delle trade si sente la tensione. Tutti guardano il proprio telefono. Ci sono tante voci, tanti rumors e cose così. E’ difficile anche pensare a cosa può succedere, quindi provo a ignorare il più possibile tutte le voci

Da un lato la possibilità che i numerosi giovani dei Celtics possano diventare determinanti in futuro. Dall’altro la necessità immediata di ottenere un All-Star per poter competere per l’anello. Per Ainge non sarà un’estate molto semplice.

All Star Saturday, Jayson Tatum, Joe Harris e Hamidou Diallo i trionfatori del sabato sera

Sono Jayson Tatum dei Boston Celtics, Joe Harris dei Brooklyn Nets e Hamidou Diallo degli Oklahoma City Thunder i trionfatori dell’edizione 2019 dell’All-Star Saturday di Charlotte, North Carolina.

Lo Skills Challenge, gara di abilità tra slalom in palleggio, passaggi precisi e tiro dalla distanza è terreno di conquista per la giovane star dei Celtics, che batte in serie Mike Conley dei Memphis Grizzlies, Nikola Jokic dei Denver Nuggets e Trae Young degli Atlanta Hawks nonostante lo svantaggio iniziale, grazie al tiro da tre punti.

Tatum risolve il round finale contro la point guard degli Hawks con un incredibile tiro da centrocampo, che incoccia contro il pallone lanciato da Young, batte contro il tabellone e poi finisce in fondo alla retina, per la delusione di un basito Trae.

All-Star Saturday, Joe Harris infallibile

La gara del tiro da tre punti è introdotta da uno speciale round di beneficenza, che vede impegnati alcuni grandi ex giocatori NBA. Il “padrone di casa” Dell Curry, Ray Allen, l’ex Charlotte Hornets Glen Rice e Mark Price si alternano al tiro, chiudendo con un non esaltante punteggio di 8 canestri complessivi (curioso il caso di Ray Allen, che sbaglia tutti e 5 i palloni a disposizione).

Nel primo giro di carrelli emerge l’outsider Joe Harris dei Brooklyn Nets, che con un punteggio di 25 punti si piazza al terzo posto parziale, dietro a Steph Curry e Buddy Hield ma davanti a Khris Middleton, Kemba Walker, Damian Lillard, Dirk Nowitzki, al campione uscente Devin Booker, Buddy Hield e Danny Green.

Dignitosa la prova del vecchio Dirk Nowitzki, che nonostante un paio di vistosi air-ball chiude con 18 punti il suo primo round.

Harris, Steph Curry (che vince la sfida nella sfida col fratello Seth dei Portland Trail Blazers) e Buddy Hield accedono alla manche finale. La guardia dei Brooklyn Nets si dimostra troppo forte persino per Steph Curry: Harris chiude il suo secondo round con 26 punti, mentre il due volte MVP non fa meglio di 23. Hield è terzo con 19 punti.

All Star Saturday, Hamidou Diallo il re delle schiacciate

Miles Bridges degli Charlotte Hornets, Dennis Smith Jr dei New York Knicks, John Collins degli Atlanta Hawks e Hamidou Diallo degli Oklahoma City Thunder danno vita ad una gara delle schiacciate spettacolare e divertente.

Il rookie degli Oklahoma City Thunder mette subito in mostra le sue soprannaturali doti di stacco verticale con una “windmill” laterale, affondata dopo il passaggio al tabellone del compagno di squadra Russell Westbrook.

Dennis Smith Jr cerca il numero ad effetto ma commette qualche errore di troppo, prima di calare l’asso da 50 punti volando sopra il rapper e produttore discografico J. Cole.

Bridges replica con un omaggio al grande ex Charlotte Hornets Larry Johnson, mentre John Collins mette in scena una complessa scenografia, camuffandosi da pioniere del volo e schiacciando sopra un modellino di un biplano d’epoca.

Diallo si dimostra l’uomo da battere a fine primo turno, superando in salto Shaquille O’Neal ed affondando l’intero avambraccio nel ferro, alla “Vince Carter Oakland 2000”. Punteggio di 50 d’obbligo e finale raggiunta, assieme a Smith Jr e per la delusione di un piccatissimo John Collins.

Dennis Smith Jr si avvale dell’aiuto di Dwyane Wade e Steph Curry, ma l’effetto sorpresa sperato viene vanificato da troppi errori. Diallo gioca sugli errori dell’avversario e chiude con due schiacciate “semplici”, saltando sopra all’ospite d’onore Quavo ed affondano una “windmill” a due mani.

Jayson Tatum: “Sono grato di essere rimasto qui a Boston”

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

I Boston Celtics hanno lavorato molto bene negli ultimi anni sul mercato. Hanno fatto scambi intelligenti e pescato bene al draft, e ora sono pronti a competere di nuovo per le finali di Conference e per il titolo NBA. Danny Ainge aspetta soltanto un’occasione favorevole per completare la squadra con un ultimo tassello. Un altro All Star, importante per potersi sentire alla pari dei Golden State Warriors. E nelle discussioni per favorire questa trade, Jayson Tatum è spesso menzionato.

Il gioiello di Brad Stevens è ovviamente un talento riconosciuto da tutti, ed è un asset molto importante a disposizione dei Celtics. Con la richiesta di trade da parte di Anthony Davis alla dirigenza dei Pelicans, Ainge ha cominciato a pensare come convincere New Orleans in estate. E sicuramente Tatum sarà richiesto, se questo non è già avvenuto, dalla franchigia della Louisiana.

 

Tatum sul rimanere a Boston

Per il momento, però, Tatum rimane nel Massachusetts. Ecco le sue parole a riguardo, rilasciate dopo la sconfitta casalinga contro i Los Angeles Lakers:

Sono grato di essere ancora parte di questa squadra. Sono contento che, almeno per il momento, il mercato sia finito. Qui sto bene, tutti sono contenti di rimanere qui e ci divertiamo a giocare l’uno con l’altro. Sentire il mio nome all’interno di molti rumors di mercato è strano. Ma mi concentro soltanto su ciò che posso controllare, cioè scendere in campo e giocare a basket.

Ricordiamo che, in ogni caso, i Celtics non potevano arrivare a Davis già ora, per via della Rose rule.

Boston adesso è sicuramente una tra i favoriti per arrivare ad AD e, se veramente riuscirà ad aggiudicarsi le sue prestazioni, è molto probabile che Tatum sia inserito nel pacchetto da scambiare a New Orleans. Solo il tempo ci dirà se sarà la scelta giusta per portare i Celtics di nuovo alla vittoria del titolo NBA.

Celtics, Danny Ainge “allude” a Jayson Tatum ed invita i Pelicans a prendere tempo

Davis-Celtics: Jayson Tatum possibile pedina di scambio in estate?

Anthony Davis e Jayson Tatum, i New Orleans Pelicans prendono tempo, incoraggiati dal General Manager dei Boston Celtics Danny Ainge.

 

Ainge rimane convinto delle possibilità di arrivare a Davis a partire dal prossimo tardo giugno, ed invita dei Pelicans sotto pressione a “tenere duro” ed attendere l’offerta dei Celtics. Come riportato da Chris Mannix per Sports Illustrated, Danny Ainge avrebbe “dato l’impressione” a New Orleans – pur senza citarne il nome – di essere disposto ad inserire in una eventuale proposta il gioiellino Jayson Tatum.

 

Boston non vuole rinunciare alla pista Anthony Davis, nonostante la free agency imminente di Kyrie Irving e nonostante la star dei New Orleans Pleicans non abbia inserito i Celtics tra l’ufficiosa lista di destinazioni predilette in caso di trade.

 

Secondo Mannix, i Celtics sarebbero pronti a “mettere qualsiasi cosa” sul tavolo delle trattative, persino Jayson Tatum, qualora i Pelicans di dimostrassero pronti ad aprire i lavori per il passagio di Anthony Davis in bianco-verde.

Anthony Davis-Lakers, i New Orleans Pelicans chiedono la luna, “pessimismo” a L.A.

Los Angeles Lakers playoffs

I New Orleans Pelicans non arretrano, e puntano altissimo.

 

La maxi-offerta con cui i Los Angeles Lakers hanno tentato di sbloccare l’affare Anthony Davis nella serata di lunedì non ha smosso il front office Pelicans dalle sue posizioni, mentre NOLA cerca di “resistere”, e – chissà – aspettare controfferte da parte di altri team.

 

I Lakers avrebbero proposto a al GM dei Pelicans Dell Demps un pacchetto forte di Brandon Ingram, Kyle Kuzma, Lonzo Ball, Rajon Rondo, Michael Beasley, Lance Stephenson e due future prime scelte in cambio di Davis, accettando per di più di accollarsi il pesante contratto dell’ala Solomon Hill e\o della guardia E’Twaun Moore.

 

 

Poche ore più tardi sarebbe arrivata da parte dei Pelicans una contro-proposta, talmente “massiccia” da risultare probabilmente irricevibile per il duo losangelino Magic Johnson-Rob Pelinka.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pels avrebbero preteso dai Lakers l’inclusione di due ulteriori prime scelte future, oltre alle due già previste dalla prima offerta di giornata.

 

I colloqui tra Pelicans e Lakers proseguiranno sino all’ultimo momento utile (la deadline è fissata per la serata italiana di giovedì 7 febbraio, NBAPAssion.com seguirà tutte le trattative live su NBAPassion.com e sul proprio canale YouTube). L’opinione – quasi il timore –  dei Los Angeles Lakers è che i New Orleans Pelicans possano insistere nel richiedere l’impossibile per Anthony Davis, nel tentativo di rimandare la partenza del 5 volte All-Star sino a fine stagione.

 

 

Come riportato da Ramona Shelburne di ESPN, il “nulla di fatto” con cui si è chiusa per L.A. la giornata di lunedì avrebbe reso i vertici losangelini “pessimisti” circa una risoluzione positiva dell’affare. I Lakers starebbero affrontando la seria possibilità che New Orleans voglia attendere l’estate ed i Boston Celtics, per puntare ad una contropartita incentrata sulla giovane star dei bianco-verdi Jayson Tatum.

 

Voci non confermate e rimbalzate nella giornata di lunedì da Phoenix, Arizona, avrebbero ipotizzato il coinvolgimento dei Suns quale terza squadra, con la quale raggiungere l’accordo e soddisfare le enormi pretese dei New Orleans Pelicans.

 

Nei giorni scorsi, l’entourage della point-guard dei Los Angelels Lakers Lonzo Ball avrebbe reso noto come del giocatore “non avrebbe gradito la destinazione” New Orleans. Nella tarda serata di lunedì, LaVar Ball – ingombrante padre di Lonzo – ha dichiarato: “Lonzo vuole rimanere a Los Angeles, ma se dovesse essere scambiato, Phoenix sarebbe la metà più adatta. Non voglio vederlo a New Orleans“.

Celtics KO a Brooklyn, Jaylen Brown replica a Kyrie Irving: “Non possiamo puntarci il dito contro”

I 34 punti di D’Angelo Russell spingono dei Boston Celtics privi di Kyrie Irving un passo in più dentro la crisi, di risultati e di nervi.

Al Barclays Center di Brooklyn, Nets-Celtics termina 109-102.

Un Russell da 7 su 13 al tiro da tre punti, 7 assist e 5 rimbalzi ed un Rodion Kurucs da 19 punti mandano al tappeto dei Celtics (25-18) imprecisi, che in assenza Irving (a riposo a causa di un fastidio muscolare) si affidano a Jayson Tatum.

Sono 34 a fine gara i punti per l’ex Duke Blue Devils (12 su 19 al tiro), con 5 rimbalzi e 3 stoppate. Un terzo quarto da 44 punti subiti spedisce Boston a -26 ad inizio quarto periodo (66-92), mentre il pubblico del Barclays Center festeggia i suoi Brooklyn Nets avviati verso la 22esima vittoria stagionale, e si prende gioco degli avversari di giornata:

La tardiva reazione d’orgoglio dei bianco-verdi arriva nel quarto quarto, chiuso 36-19 dagli uomini di coach Brad Stevens. Jaylen Brown segna in estrata il canestro del -7 (105-98) a 1:30 dal termine, ma Wanamaker prima e Tatum sul possesso successivo sbagliano da tre punti, e Brooklyn chiude i conti dalla lunetta.

 

Boston Celtics, Jaylen Brown replica a Kyrie Irving?

Dopo la sconfitta (105-103) rimediata due giorni fa ad Orlando, un adirato Kyrie Irving si era lasciato andare ad una lunga (ed ennesima) tirata nei confronti dei suoi compagni.

Secondo l’ex Cavs, “la mancanza di esperienza” avrebbe tradito i Celtics in più di un’occasione in questa prima metà di stagione: “(…) A volte posso eccedere e dire cose che non vorrei, non mi permetterò più di mettere in discussione i miei compagni pubblicamente. Io voglio solo vincere, maledettamente (…) io sono venuto qui perché credo in questa squadra, e voglio aiutare questi giovani ad avere successo. E per fare ciò, è indispensabile che tutti qui siano ‘alla stessa pagina’, e che capiscano che è una questione di titolo o niente. A volte quest’urgenza può avere la meglio su di me“.

Nel post gara di Brooklyn sono arrivate alcune dichiarazioni di Jaylen Brown (22 punti e 6 rimbalzi a fine gara per l’ex California University). Secondo Brown, la separazione demarcata da Irving tra “giovani” e “veterani” avrebbe un effetto contro-producente sulla squadra:

Dobbiamo giocare con più tranquillità, e farci valere come gruppo. Non è colpa dei giovani, e non è colpa dei veterani. E’ colpa di tutti, dobbiamo venirne fuori come una squadra. Abbiamo avuto periodi in cui abbiamo giocato una grande pallacanestro, altri in cui non lo abbiamo fatto per nulla (…)  dobbiamo spalleggiarci l’un l’altro, supportarci. Non possiamo puntarci il dito contro e fare commenti. Se facciamo così, tutti gli sforzi saranno inutili. Abbiamo il talento e la consapevolezza per di poter fare bene, dobbiamo solo rimanere più calmi, concentrati e liberi di testa

– Jaylen Brown replica a Kyrie Irving –

 

Celtics, Jayson Tatum scambierebbe… Jayson Tatum pur di arrivare a Anthony Davis

Boston Celtics, Jayson Tatum scambierebbe… Jayson Tatum pur di arrivare ad Anthony Davis.

Ospite del podcast settimanale “Celtics Beat” a cura di Darren Hartwell di NBC, l’ex giocatore dei Boston Celtics ed oggi conduttore radiofonico Cedric Maxwell ricorda un simpatico scambio di battute con Justin Tatum, padre dell’ex Duke Blue Devils, riguardo a Anthony Davis ed i Celtics.

In quell’occasione, Justin rivelò scherzosamente a Maxwell – “sostenitore” dell’idea che Boston dovrebbe considerare di separarsi da Tatum e Jaylen Brown per tentare il futuro assalto alla stella dei New Orleans Pelicans – che se Jayson non fosse stato suo figlio, anche lui avrebbe scambiato il prodotto di Duke senza esitare, pur di arrivare a Anthony Davis.

Tra le risate di Jayson – collegato in diretta – Maxwell ricorda poi di aver riferito la battuta del padre alla giovane star dei Celtics, alcuni giorni più tardi. Al che, Tatum aveva replicato, divertito: “Beh, anch’io mi scambiereri per Anthony Davis!”.

Le attuali difficoltà dei New Orleans Pelicans, e la volontà espressa da Davis di voler privilegiare gli aspetti “tecnici” su quelli meramente economici (AD sarà eleggibile in estate per un’estensione quinquennale al massimo salariale con New Orleans), rendono squadre come Los Angeles Lakers e Boston Celtics – che dispongono di assets appetibili e giocatori giovani e di prospettiva – destinazioni favorite per un’eventuale trade che possa coinvolgere il 5 volte All-Star, già a partire dalla prossima estate.

Kyrie Irving su Tatum e Brown: “Hanno più talento di tutti, devono abituarsi alla pressione”

Jaylen Brown-terza giornata Dunkest NBA

La seconda serata di un back-to-back è sempre foriera di insidie e gambe pesanti cui i giocatori NBA più giovani non sono così avvezzi, al contrario dei veterani.

Se poi la seconda partita in due giorni arriva dopo una battaglia all’overtime con una rivale diretta per la vetta della Eastern Conference, il rischio di incappare in una serataccia aumenta.

Se in più, la tua squadra non ha proprio uno degli attacchi più esplosivi della lega, succede di incappare in serate da 5 su 33 al tiro da tre punti, e da 38.5% al tiro, come successo ai Boston Celtics sabato notte al TD Garden, contro gli Utah Jazz.

Utah Jazz reduci a loro volta da una partita intensa appena 24 ore prima.

Le aspettative sui Boston Celtics 2018\19, forti dei rientri di Kyrie Irving e Gordon Hayward, sono alte. In partenza di regular season, la Finale NBA era (e rimane tuttora) l’obiettivo principale stagionale.

Dopo 16 partite, il record dei bianco-verdi dice 9-7, due partite dietro ai Philadelphia 76ers, quattro dietro ai Toronto Raptors, due dietro ai Milwaukee Bucks.

E soprattutto le statistiche dicono che quello di Boston è appena il 24esimo attacco NBA per punti segnati (105.4), il 29esimo per percentuale dal campo (43.2%), il 27esimo per net offensive rating.

Kyrie Irving sui Boston Celtics: “Abituarsi alla pressione”

La star e leader della squadra Kyrie Irving prova a dare una sua lettura dei problemi offensivi dei suoi Celtics, e li individua nelle comprensibili difficoltà di alcuni giovani ad adattarsi allo standard da loro preteso, dopo una grande campagna 2017\18.

I nostri giovani hanno più talento di tutti” Spiega Kyrie “Devono imparare a trarne vantaggio“.

Jayson Tatum ha iniziato la sua stagione tirando con un modesto 42.4%, a fronte dell’oltre 47 tenuto lo scorso anno.

Jaylen Brown è addirittura passato dal 46.5% della stagione 2017\18 al 36% attuale, su un campione di quattro tiri in meno a partita, parametrati sugli stessi minuti d’impiego.

Ovviamente, la presenza di Irving (prima dell’infortunio comunque presente l’anno scorso) e Gordon Hayward ha modificato in parte ruolo e spazi per il duo Brown-Tatum.

Parte delle difficoltà odierne dei due giovani leoni dei Celtics sono dovute, per Kyrie, alla troppa pressione che i due si auto-impongono sera dopo sera:

Sono migliori rispetto alla stagione scorsa, devono – e vogliono – trarre vantaggio dalla mole di talento di cui dispongono. L’anno scorso erano ancora così giovani, e date le circostanze nessuno avrebbe preteso da loro ciò che poi sono stati in grado di fare. quest’anno è diverso, la pressione a cui sono sottoposti tutte le sere se la sono guadagnata, ed è una cosa a cui devono abituarsi. Fare parte di una grande squadra comporta questo

Parole da leader quelle di Kyrie Irving:

“Pressione, o quello che è. Vista la mole di talento e di lavoro che dimostrano ogni giorno, i nostri ragazzi hanno delle aspettative alte, pretendono molto da loro stessi, una cosa perfettamente normale. Succede di scoraggiarsi perché i tiri non entrano, o perché non si riesce a giocare come si vuole. Tutti ci aspettano al varco, quest’anno (…) bisogna farsi trovare sempre pronti e rispondere colpo su colpo

– Kyrie Irving sui Boston Celtics –

 

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I Boston Celtics ripartono da Tatum: vittoria per 105-87 contro i Philadelphia 76ers

Che inizio di stagione per i Boston Celtics! I biancoverdi si aggiudicano il primo match stagionale, sconfiggendo la squadra che, insieme ai Toronto Raptors, darà maggior filo da torcere a Stevens e co. ad Est, i Philadelphia 76ers. 105-87 il risultato finale. I Celtics hanno giocato una ottima partita, nonostante qualche passaggio a vuoto. Ancora Irving e Hayward non hanno il ritmo partita ottimale (sopratutto il secondo), però ci sono molti segnali positivi.

Boston trascinata da Tatum, Horford e Baynes

Boston è ripartita facendo affidamento sui giocatori che hanno meravigliosamente condotto i PlayOff della scorsa stagione. La nota maggiormente positiva è, ancora una volta, Jayson Tatum, autore di una grandissima prestazione. 23 punti, 9 rimbalzi e 3 assist per lui. Oltre i numeri, è necessario notare la crescita continua del numero 0, autore di giocate tecnicamente molto belle ma anche di una intelligenza cestistica anormale per un giocatore alla sua seconda stagione in NBA.

Anche Horford e Baynes hanno dato un grande apporto alla causa dei biancoverdi. I 9 punti e 4 rimbalzi non rendono giustizia alla prestazione di Al che ha, ancora una volta, limitato Embiid con una difesa eccezionale. Baynes ha dato grande energia dalla panchina, e anche lui è riuscito a reggere l’urto del centro di Philly.

A proposito di panchina, è giusto sottolineare la prestazione di Marcus Morris: 16 punti (58% dal campo) e 10 rimbalzi per lui.

Hayward è apparso in difficoltà fisica sopratutto nel 1° quarto, per poi riprendersi durante la partita. Buona partita sopratutto difensiva (4 palle rubate) mentre ancora deve crescere a livello offensivo, ma è normale che servirà qualche partita per rivedere il giocatore ammirato a Utah.

Tatum: “Da piccolo volevo essere come Kobe. Odiavo Boston! “

I Boston Celtics si stanno preparando per l’inizio della nuova stagione NBA. L’anno scorso, senza Kyrie Irving e Gordon Hayward, i biancoverdi si sono inchinati soltanto al Re, LeBron James, in Finale di Conference. I vari Tatum, Brown e Horford non sono bastati Boston per arrivare alle Finals. Quest’anno i Celtics, al completo, ci riproveranno. Loro, insieme ai Toronto Raptors di Kawhi Leonard, sono i favoriti ad Est.

Tatum come Bryant

Una grandissima sorpresa per Boston è stato il rendimento del rookie Jayson Tatum. Per l’ala 18.5 punti a partita ai PlayOff, 43% da 3 in Regular Season. I Celtics ripartiranno anche da lui.

Proprio Tatum, intervistato nel Podcast di Bill Simmons di The Ringer, ha commentato la propria ammirazione nei confronti di Kobe Bryant:

Quando avevo 4 o 5 anni, mia mamma mi chiedeva chi volevo diventare da grande. Io rispondevo “voglio essere come Kobe”. Lei mi rispondeva “quindi vuoi giocare in NBA”, e io “no, voglio essere esattamente come Kobe”. Era il mio giocatore preferito, Avevo i suoi poster, le sue magliette. Era il mio idolo. E odiavo i Celtics.

Nonostante ora sia una colonna dei biancoverdi allenati da Brad Stevens, Tatum continua a manifestare la sua l’ammirazione nei confronti di Bryant. I 2 si sono incontrati più volte, e lo scorso mese si sono anche allenati insieme (come testimonia una foto postata dallo stesso JT su Instagram).

Jayson Tatum: Work in progress con Kobe Bryant

L’ala piccola dei Boston Celtics, Jayson Tatum, ha da sempre lasciato intendere la sua sconfinata ammirazione per la leggenda dei Lakers Kobe Bryant. Molti aspetti del gioco del fenomeno dei biancoverdi, infatti, ricordano molto le movenze dell’ex numero 24. Inoltre, sopratutto durante gli scorsi playoff, il numero 0 ha mostrato una maturità ed un sangue freddo inusuali per un ragazzo della sua età, un “killer instinct” che appartiene ad una ristretta cerchia di campioni, tra i quali, appunto, Kobe Bryant.

Lo scorso maggio, in particolare, Tatum è stato protagonista del nuovo programma di Bryant “Detail”,  in cui quest’ultimo ha analizzato il gioco dell’ala piccola dei Celtics. In quella occasione il Black Mamba, in particolare, ha mostrato quali siano i difetti attuali del giocatore ex Duke, in modo che quest’ultimo possa correggerli. Tatum è rimasto entusiasta di questa esperienza e delle critiche ricevute dall’ex campione dei Lakers

E’ stato davvero bello per me. Sono cresciuto guardando giocare Kobe, ed essere così vicino a lui è stato davvero speciale. Avrò rivisto il video all’incirca 25 volte

In questi giorni, però, Tatum ha avuto finalmente l’occasione di conoscere da vicino il suo idolo. Il fenomeno dei Boston Celtics, infatti, ha postato questa mattina una foto su Instagram che lo ritraeva in allenamento proprio con Kobe Bryant

Jayson Tatum nella foto postata oggi insieme a Kobe Bryant

Con un insegnante così, la crescita del giocatore dei Boston Celtics non può che subire una decisa accelerata: le già incoraggianti statistiche della passata stagione, infatti, lasciano ben sperare. L’intera lega è dunque avvisata: Jayson Tatum si sta attrezzando per acquisire la Mamba mentality, e questo potrebbe diventare un grosso problema per tutte le franchigie che ambiscono alla vittoria finale del titolo.

I tifosi della città del Massachussets hanno quindi il diritto di per poter credere in qualcosa di grandioso. Con un nuovo Bryant in casa tutto, del resto, tutto diventa più facile.