Raptors, Kyle Lowry si infortuna e accusa Robinson: “Giocata sporca”, la replica: “Colpa sua”

Pronostici marcatori NBA-Kyle Lowry

Kyle Lowry è uscito dolorante dopo la partita con i New York Knicks della scorsa notte, complice un contrasto di gioco con Mitchell Robinson, colpevole di essere franato sulla caviglia destra della point-guard dei Raptors nel tentativo di recuperare un pallone alla fine del terzo quarto del match.

Lowry si è seduto in panchina con il ghiaccio alla caviglia, e non è rientrato per il resto del match, terminando la sua gara con 15 punti (con 5 triple a bersaglio), 8 assist e 6 rimbalzi in 26 minuti di gioco.

“Penso fosse un intervento un po’ sporco” ha tuonato la star dei Raptors dopo il match “Robinson mi ha afferrato e tirato giù: è un ragazzino e non so se lo ha fatto di proposito o meno, ma spero che imparerà la lezione per la prossima volta.

 

Il 5 volte All-Star sarà sottoposto a controlli, anche se i Toronto Raptors sono abbastanza fiduciosi circa l’entità dell’infortunio, secondo quanto riferito da Adrian Wojnarowski di ESPN.

Coach Nick Nurse ha affermato dopo la partita di “non essere particolarmente preoccupato” dall’infortunio, tirando un sospiro di sollievo. I Raptors torneranno in azione mercoledì notte contro gli Oklahoma City Thunder, potendo contare sul ritorno in campo di Kawhi Leonard e sul neo-acquisto Marc Gasol, che si sta inserendo sempre di più negli schemi della squadra.

Mitchell Robinson: “Sono solo caduto, perché scusarsi?”

Il lungo dei Knicks Mitchell Robinson ha risposto alle accuse di “giocata sporca” di Kyle Lowry, liberandosi di ogni tipo di responsabilità nell’infortunio:

Sono solo inciampato, se devo scusarmi di qualcosa, mi dispiace di essere caduto proprio sopra di lui. (Lowry, ndr) si sbaglia se pensa che io possa aver fatto apposta. Mi spiace che si sia fatto male, in ogni caso

Il rookie dei New York Knicks ha quindi allegato al suo messaggio di “scuse” una foto dell’episodio incriminato, che ritrae Kyle Lowry afferrare Robinson per il braccio, quasi trascinandolo a sé un secondo prima di finire a terra.

In attesa del ritorno di Lowry, tra l’altro appena rientrato da un precedente infortunio alla caviglia sinistra, i minuti dell’ex Houston Rockets verranno probabilmente occupati da Jeremy Lin, arrivato lo scorso gennaio in Canada.

Fortunatamente per loro, i Raptors possono contare su un roster profondo e di livello, con molti punti nelle mani di giocatori che partono spesso dalla panchina, come Fred VanVleet. L’assenza di Kyle Lowry potrà essere così ammortizzata al meglio, anche se dalle parti della Scotiabank Arena sperano tutti in un pronto rientro, visti i playoff sempre più vicini, in una stagione partita sotto grandi aspettative, soprattutto dopo il colpo Leonard della scorsa estate.

I Toronto Raptors (50-21) si stanno confermando come i favoriti ad Est, dietro ai soli Milwaukee Bucks di Antetokoumpo. Nella speranza di un definitivo salto di qualità, dopo le cocenti eliminazioni ai playoff precedenti, a Toronto sono tutti concentrati e uniti verso un’unico obiettivo atteso ormai da troppo tempo, le Finals.

Jeremy Lin, esordio vincente in maglia Raptors: “Stanco di dover guardare i playoffs da casa”

Jeremy Lin è ufficialmente un giocatore dei Toronto Raptors. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers ha fatto il suo esordio in maglia Raptors nella serata di mercoledì alla Capital One Arena di Washington, contro gli Wizards di Bradley Beal.

Nella serata del career high da 44 punti di Pascal Siakam, sono 8 i punti messi a referto da Lin, seguiti da 5 assist e 5 rimbalzi in 23 minuti di gioco. Raptors privi di Kawhi Leonard (riposo programmato) e Fred VanVleet (infortunio alla mano sinistra e 3-5 settimane di stop), che chiudono la contesa nel terzo periodo, chiuso 44-28 dagli uomini di coach Nick Nurse.

L’avventura a Toronto rappresenterà per l’ex Atlanta Hawks Jeremy Lin la possibilità di superare per la prima volta in carriera il primo turno di playoffs. E’ questa una delle ragioni che ha spinto il giocatore di origini taiwanesi a raggiungere il Canada, come riportato da Eric Koreen per The Athletic.

Ero stanco di dover guardare i playoffs da casa. Toronto è fantastica, è così bello che quasi non mi sembra nemmeno di meritarmelo

– Jeremy Lin sui Toronto Raptors –

I Toronto Raptors (43-16) occupano attualmente la seconda piazza nella Eastern Conference dietro ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, e con rispettivamente 4 e 5 partite di vantaggio su Indiana Pacers e Boston Celtics.

Lin aveva nei giorni scorsi raggiunto un accordo sulla buonuscita da Atlanta, dopo la mancata trade entro la deadline di 7 giorni fa. L’assenza di Fred VanVleet garantirà da subito minuti in uscita dalla panchina al veterano da Harvard, giunto alla sua nona stagione NBA, ed alla sua ottava squadra.

Raptors, Fred VanVleet (pollice sinistro) si ferma, pronto Jeremy Lin

La guardia dei Toronto Raptors Fred VanVleet sarà costretta a fermarsi per almeno 3 settimane, a causa di un problema al pollice della mano sinistra.

A riportare la notizia è Adrian Wojnarowski di ESPN. Come riportato da Chris Mannix di Sports Illustrated, VanVleet si è procurato una lesione parziale di un legamento del pollice, e le condizioni della point-guard al terzo anno dei Raptors saranno rivalutate tra 3 settimane.

Ruolo e minuti di VanVleet saranno ricoperti nelle prossime uscite dei Toronto Raptors da Jeremy Lin, arrivato in Canada nella serata di lunedì dopo l’accordo sulla buonuscita raggiunto con gli Atlanta Hawks. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers coprirà inoltre il “buco” nelle rotazioni di coach Nick Nurse aperto dalla partenza in direzione Memphis di Delon Wright.

In questa stagione, Fred VanVleet ha viaggiato sinora a 10.5 punti e 4.6 assist in 26.8 minuti d’impiego, in uscita dalla panchina.

Jeremy Lin, buyout con Atlanta: firmerà con Toronto

I Toronto Raptors chiudono un altro colpo di mercato. Dopo aver ingaggiato nelle scorse ore Ben McLemore, e Marc Gasol attraverso la trade con Memphis; secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski hanno raggiunto un accordo con Jeremy Lin. Il giocatore otterrà il buyout dagli Atlanta Hawks, in cui milita attualmente, per accasarsi alla franchigia canadese.

In questa stagione, nonostante il minutaggio mediamente inferiore ai 20 minuti, è stato in grado di realizzare 10.7 punti e 3.5 assist a partita, tirando con il 46% dal campo in 51 partite giocate con Atlanta.

Nelle scorse settimane si era parlato di un interessamento dei Sacramento Kings nei confronti dell’ex-Knicks, ma allo scadere della trade deadline il n°7 sembrava destinato a concludere la stagione in Georgia.

Dopo una carriera purtroppo ricca di infortuni, Jeremy Lin potrà finalmente far parte di una contender. Il suo apporto dalla panchina potrà rivelarsi di grande importanza per Toronto, che in questo modo completa il proprio roster occupando l’ultimo dei 13 slot del proprio roster.

I Sacramento Kings sono interessati a Jeremy Lin

Jeremy Lin-Kings, interesse dei Sacramento Kings per la point guard degli Atlanta Hawks. A riportare la notizia è Marc Stein del The New York Times.

I Sacramento Kings (23-21) si trovano attualmente al decimo posto della Western Conference e in piena cosa per un posto ai playoff. La squadra allenata da coach Dave Joerger starebbe cercando di rafforzare la propria panchina, e trovare un cambio per De’Aaron Fox.

Jeremy Lin, 30 anni, sta vivendo una stagione di ripresa dopo aver giocato soltanto 37 partite nelle ultime due stagioni a causa degli infortuni. Nella stagione corrente, l’ex giocatore dei New York Knicks sta viaggiando a 10.8 punti e 3.6 assist di media in 19.5 minuti a gara, tirando col 47.8% dal campo.

La point guard originaria di Taiwan, attualmente all’ultimo anno di un triennale da 36 milioni di dollari complessivi, sarà free agent quest’estate.

Jeremy Lin-Kings, sul mercato anche Dedmon, Bazemore e Koufos

 

Gli Atlanta Hawks stanno cercando di inserire nell’affare anche i veterani Deywane Dedmon e Kent Bazemore, con la speranza di ricevere scelte future. Dedmon è sotto contratto per altri 7 milioni di dollari e diventerà free agent a partire dal 1 luglio 2019.

Il lungo ex San Antonio Spurs viaggia attualmente a 9.8 punti e 7.6 rimbalzi di media a partita, in 24.6 minuti di gioco. Kent Bazemore (14 punti e 4 assist di media a gara) è al terzo anno di un quadriennale da circa 70 milioni di dollari complessivi.

Dall’altra parte i Sacramento Kings cercheranno di liberarsi via trade dei veterani Zach Randolph e Kosta Koufos. Il primo, 37 anni, non ha ancora messo piede in campo in questa stagione e guadagnerà 12 milioni di dollari quest’anno. Koufos ha sinora disputato 26 partite, con un impiego medio di 13.5 minuti (4 punti e 5 rimbalzi a gara). Il greco sarà free agent a fine stagione.

Prossimo appuntamento per i Kings venerdì a Charlotte, per Atlanta domenica in casa contro Boston.

Rottura della rotula per Jeremy Lin: stagione finita

Jeremy Lin dopo il buon esordio stagionale di questa notte ha accusato un brutto infortunio al ginocchio, uscendo anzitempo dal campo di gioco. 

Dopo il grave infortunio di Gordon Hayward nella prima giornate di partite della regular season 2017/18, un altro giocatore della Eastern Conference è costretto anzitempo a terminare la stagione. Si tratta di Jeremy Lin stella dei Brooklyn Nets.

Jeremy Lin out per tutta la stagione

Il playmaker taiwanese dopo una buona prestazione da 18 punti e 4 assist in 25 minuti di utilizzo nella sconfitta per 140-131 contro gli Indiana Pacers di coach McMillan, ha subito un brutto contatto al suo ginocchio destro.

Dopo un primo accertamento di Adrian Wojnarovski insider di ‘Espn.com‘, che lo ha dato già assente nella seconda apparizione stagionale dei Nets di coach Atkinson, arrivano notizie tremende dallo staff medico dei Nets.

Secondo quanto riportato sempre dalla redazione di ‘Espn.com‘, Lin sarà out per tutta la stagione, dopo che i risultati di questi accertamenti  hanno evidenziato una rottura totale della rotula del ginocchio destro della stella dei Nets.

Tegola pesantissima per la franchigia della Grande Mela, che a questo punto è costretta a correre ai ripari sul mercato dei free agent, oppure puntando totalmente sul nuovo arrivato dai Los Angeles Lakers: Mr. D’Angelo Russell

Jeremy Lin: ginocchio k.o. all’esordio con i Brooklyn Nets

Jeremy Lin infortunio

Jeremy Lin e i nuovi Brooklyn Nets hanno esordito nella notte contro gli Indiana Pacers di coach McMillan, subendo la prima sconfitta stagionale.

La stagione Nba 2017/18 cominciata nella giornata di martedì con le vittorie di Rockets e Cavaliers, rispettivamente contro i Warriors e i Celtics, è entrata ufficialmente nel vivo con tutte le altre squadre scese in campo questa notte. Tra queste franchigie vi sono i nuovi Brooklyn Nets di coach Kenny Atkinson.

I Brooklyn Nets cadono sotto i colpi dei nuovi Indiana Pacers

La franchigia della Grande Mela stecca il debutto stagionale, incassando la prima sconfitta stagionale sul campo di Indianapolis con il punteggio finale di 140-131 in favore di Myles Turner e soci.

Oltre la brutta sconfitta però, per i Nets sarà pesante l’assenza di Jeremy Lin nelle prossime uscite di regular season, nonostante una prestazione da 18 punti e 4 assists in 25 minuti di gioco.

Stando a quanto riportato da Adrian Wojnarovski di ‘Espn.com‘, lo stesso playmaker ex New York Knicks e Houston Rockets, sarà fuori per infortunio dopo un contatto subito al ginocchio destro.

Lo staff tecnico dei Nets ha assicurato i tifosi sull’entità dell’infortunio accorso al playmaker, le cui condizioni fisiche saranno accertate e comunicate nelle prossime ore.

Brooklyn Nets: The good doctor

The good doctor è una serie tv americana, con protagonista un giovane chirurgo di nome Martin Blake, il quale ha uno sfrenato desiderio di far colpo sui suoi colleghi per mancanza di autostima e sicurezza in sé stesso. Un giorno incontra Diane, una ragazza che soffre di una rara infezione ai reni e Martin trova la cura per lei, tanto che le sue condizioni sembrano migliorare sempre di più. Fino a quando nel dottore nasce la paura di perderla: improvvisamente cambia terapia fino a quando le condizioni della ragazza peggiorano nuovamente. Rendendo di nuovo il suo contributo necessario.

Un dottore anche ai Brooklyn Nets, e forse la passata estate lo hanno trovato: ossia D’Angelo Russell, un promettente giocatore in grado di ricoprire il ruolo del giovane dottor Blake, tentando l’impresa di far risalire la china alla franchigia scontrandosi con lo scetticismo e la diffidenza che regnano attorno ad essa. Sembrano passati anni luce da quando le peripezie del trio Kidd-Jefferson- Martin o quello Kidd-Jefferson-Carter, che imperversava lungo i 28 metri di parquet che separano un ferro dall’altro. Anni, va detto, non certamente baciati dalla fortuna.

 

Altra notizia che creerebbe quel misto di scompiglio ed incertezza è quanto riportato dai media statunitensi nelle ultime ore, che vedrebbe il fagocitante di cotanto tafferuglio societario, Mikhail Prokhorov, sul punto di vendere la sua quota di maggioranza. L’affare, per altro nemmeno brutto nonostante tutto, si dovrebbe aggirare intorno ai 2 miliardi di dollari, per volere del magnate russo.

 

Brooklyn è pronta a ripartire da zero, come se ora fosse già ad un numero superiore, ma con sicuramente una lungimiranza maggiore rispetto a quella odierna. Le scelte finora sono state piuttosto brancolanti, come un povero errante in terra buia, con solo una piccola torcia. Jay-Z già se ne era andato, favorendo e preferendo la sua Roc-Sport, un’agenzia di procura sportiva che detiene, tra i tanti giocatori, anche l’ultimo MVP delle Finali NBA. Era un segnale ed avremmo dovuto ascoltarlo pazientemente, invece di affidarci al talento di Brook Lopez. L’andamento dei Nets è stato altalenante negli ultimi anni, con due apparizioni consecutive in postseason nelle stagioni 2013/2014 e 2014/2015, apparizioni che hanno anticipato le catastrofi degli ultimi due anni, portandola probabilmente ad essere la peggiore squadra della lega.

D'Angelo Russell
D’Angelo Russell.

In questa stagione, però, la rotta sembra essere leggermente cambiata e in positivo (visto che in negativo difficilmente sarebbe potuto succedere), con l’aggiunta di D’Angelo Russell al resto del roster (DeMarre Carroll, Tyler Zeller, Sean Kilpatrick e Jeremy Lin su tutti). L’ex giocatore dei Los Angeles Lakers è chiamato ad essere il leader tecnico, portando tanti punti a referto e cercando di far girare bene la squadra.

Passando ad un’analisi strettamente tecnica, i Nets si sono classificati ultimi nella Eastern Conference la scorsa regular season, quindi per forza di cose la loro stagione non è stata investita da molte notizie positive. Malgrado ciò, ci sono delle cose da salvare, perché nell’ultima stagione i Nets hanno segnato 105 punti di media, aumentando quindi la loro produzione di circa 7 punti rispetto all’annata precedente. Di conseguenza la fase da migliorare, ancora, principalmente è quella difensiva: sotto questo aspetto l’addio di Brook Lopez, ovvero un pessimo difensore e quindi anche se è stato il miglior realizzatore della squadra con 20.8 punti di media, non sarà forse una grande perdita.

Nonostante l’attacco sia migliorato, i Nets nella scorsa stagione hanno tirato con una modesta percentuale nel tiro da 3 punti, ovvero con il 33% (la peggiore percentuale nelle ultime 6 stagioni), nonostante la squadra sia fornita di buoni tiratori da dietro l’arco. Per cui quest’anno i vari Carroll, Russell, Kilpatrick, Acy e Lin su tutti saranno chiamati a crescere sotto questo aspetto del gioco, visto probabilmente sarà la principale fonte di produzione offensiva: la mancanza di una bella dose di atletismo potrebbe portare i Nets ad aprire il campo per colpire dal perimetro, invece di battagliare spesso sotto le plance. Un’altra voce da migliorare è sicuramente quella degli assist, in quanto il miglior assistman della squadra lo scorso anno è stato Jeremy Lin con solamente 5 di media. Troppo poco, decisamente. La squadra in totale ha fornito solamente 21 assist di media a partita, di conseguenza Russell avrà  il compito di velocizzare la circolazione di palla, anche con l’ausilio di spaziature che dovranno essere pulite.

 

Kenny Atkinson mischierà molto le carte, anche grazie all’ausilio di gente come Lin, Crabbe, Harris, LeVert, Dinwiddie e Mozgov. Dunque i Nets avranno a disposizione anche vari tipi di quintetti da far ruotare a seconda della situazione di gioco. Russell e Lin, ad esempio, giocheranno molti minuti insieme; inoltre ci sarà spazio per quintetti più piccoli e veloci.  Si punterà molto sul pick and roll e sulle doti in catch and shooting della fornita batteria di tiratori, che potrà sfruttare le transizioni e i ritmi alti che verranno imposti dal coach. Aggressività sulla palla e continui cambi sulle marcature saranno le chiavi della difesa, pronta a spezzare sul nascere i giochi a due avversari.

 

I Nets tendono ad attaccare subito il portatore di palla per poi lanciarsi a canestro. Azione che viene compiuta talvolta nella transizione difensiva.

Verosimilmente il record resterà comunque negativo nonostante il livello della Eastern Conference sia calatoma l’impatto del giovane chirurgo, D’Angelo Russell, potrebbe incidere e non poco. Qualche vittoria in più rispetto alla regular season 2016/2017 e una rinnovata scorrevolezza dei meccanismi di gioco sono progressi alla portata.

Jeremy Lin: “Si, possiamo centrare l’obiettivo Playoffs”

Jeremy Lin

Dopo una stagione terribile, i Brooklyn Nets possono finalmente tornare a puntare ai Playoffs Nba nella prossima stagione, parola di Jeremy Lin. Dopo la trade di Brook Lopez ai Los Angeles Lakers, gli arrivi di Timofey Mozgov e D’Angelo Russell rinforzano i Nets. A questi due nuovi ingressi va aggiunto l’arrivo di Demarre Carroll ex giocatore dei Toronto Raptors, che si aggiungono a Jeremy Lin uomo immagine della franchigia.

Jeremy Lin e la certezza di poter giocare i prossimi Playoffs

L’ex playmaker di Knicks, Rockets e Hornets, vorrebbe tornare ai Playoffs della Eastern Conference già nella prossima stagione con la maglia dei Brooklyn Nets.

PHOENIX, AZ – JANUARY 6: Jeremy Lin #7 of the Charlotte Hornets handles the ball against the Phoenix Suns on January 6, 2016 at U.S. Airways Center in Phoenix, Arizona.

Jeremy Lin ha espresso il buon lavoro della dirigenza dei Nets in una curiosa intervista, accogliendo tutti i suoi nuovi compagni di squadra, elogiando anche le loro doti tecniche.

“Sono sicuro che questi Brooklyn Nets disputeranno i prossimi Playoffs Nba. Non mi importa delle conseguenze di queste mie parole. Sono sicuro che con gli arrivi di Demarre Carroll e D’Angelo Russell la nostra squadra migliorerà tantissimo. Abbiamo bisogno del loro talento, della loro versatilità e della loro grande capacità di voler lavorare sodo per raggiungere i prossimi Playoffs”

 

Jeremy Lin: “Nel mondo dello sport gli stereotipi non dovrebbero esistere”

Jeremy Lin

Jeremy Lin è stato ospite a Q & A(un talk show americano) ed ha parlato degli stereotipi che riguardano la figura maschile asiatica. Secondo la sua visione dei fatti, quando si rese eleggibile al draft 2010, aveva le stesse qualità di John Wall. Quest’ultimo il 24 giugno 2010 venne chiamato, andando a confermare i pronostici della vigilia, dai Washington Wizards come prima scelta assoluta. L’attuale playmaker dei Brooklyn Nets invece non fu scelto da alcuna squadra, venne semplicemente invitato dai Dallas Mavericks a prendere parte ad alcune partite di Summer League.

Io e John Wall eravamo i ragazzi più interessanti quell’anno. Tutti sappiamo com’è andata a finire, ma se fossi stato americano di sicuro sarebbe andata diversamente. La figura maschile asiatica non viene accettata come quella femminile. Nel mondo dello sport gli stereotipi non dovrebbero esistere, bisognerebbe tenere in considerazione solo le qualità tecniche del ragazzo che si ha davanti e non le sue origini. Solo continuando ad essere noi stessi un giorno possiamo essere accettati da tutto il mondo.

 

Jeremy Lin: un cinese a Brooklyn

Se Kenyon Martin nel gennaio 2012 avesse accettato l’offerta dei New York Knicks, gli yankee avrebbero dovuto tagliare un giocatore e al 99% la scelta sarebbe ricaduta su Jeremy Lin e tutta la sua storia non sarebbe mai accaduta. Invece un giocatore non scelto al draft è diventata la principale attrazione della NBA per un determinato periodo di tempo, roba da non credere. Martin con i Knicks non firmò prima del 2013 e la Linsanity prese dunque il via.

 

Quanto era importante a Charlotte?

Nel Q&A della redazione in una risposta ho scritto che l’assenza di Lin non sarebbe stata indolore per gli Hornets. Nel 2015-16 ha giocato 78 gare di regular season tenendo una media di 11.7 punti, 3 assist e 0.7 rubate nei 26.3 minuti a partita. Nella serie playoff contro Miami ha mantenuto all’incirca queste stats. L’importanza dell”asiatico non si limita a questi numeri, infatti vedendo i migliori quintetti usati dagli Hornets si nota che l’ex Knicks appare in 8 dei migliori 10. Decisivo.

stats-lin

In più c’è da dire che Lin si apllica in difesa e da sempre una mano in situazioni spinose. Per una squadra senza una superstar, l’identità difensiva è una delle principali chiavi per ottenere successi. In quel di Charlotte, il cinese/taiwanese, ha detto di aver ritrovato l’amore per il gioco. Ha aggiunto che l’ultimo anno è stato “una boccata d’aria fresca”, i meriti li attribuisce a coach Clifford che gli ha insegnato molto e faceva giocare gli Hornets da squadra vera, con un bel gioco. Il risultato ai playoff, l’anno prossimo potrà essere migliorato.

Pick-and-roll by Lin

Appena dopo l’esplosione del febbraio 2012, il suo pick and roll è stato paragonato a quello di Steve Nash. Inutile dire che il livello è differente, ma l’impostazione non così tanto. Secondo i dati di BBALLBREAKDOWN, è il quinto giocatore NBA per efficienza offensiva da questa specifica situazione di gioco. Al quarto posto c’è Jeremy Lamb, questo fa capire come sia dovuto anche dallo stile di gioco della squadra di Clifford. Quinto nella lega, è tanta roba.

Dati di bballbreakdown
L’efficienza offensiva da situazioni di P&R

Jeremy è così redditizio in questo schema d’attacco, perchè sa fare tutto quello che serve. E’ in grado di tirare dal mid range con precisione. Come in questa azione qui sotto.

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Predilige utilizzare il blocco, ma quando conviene non farlo, non ha problemi a fintare e attaccare da solo.

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Quando serve sa anche tirare dalla lunga distanza. Quando ha la mano calda è difficilissimo fermarlo. Finta di hand-off, chiama il blocco e bomba.

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Il tiro

In un’intervista al New York Post, ha detto che nella scorsa stagione ha avuto difficoltà di adattamento con la sua nuova meccanica di tiro. Adesso si sente più forte e un tiratore migliore. Secondo il neo acquisto dei Nets, non usava bene le gambe in preparazione di tiro e talvolta cambiava modo di tirare da una partita a un’altra o addirittura all’interno della stessa partita. Con il tempo e piccoli aggiustamenti, potrebbe migliorare enormemente.

E’ stato comunque capace di serate incredibili al tiro. Ad esempio quella contro gli Spurs dove praticamente ha ricucito l’enorme distacco, quasi da solo. Segnando 15 punti nel solo 4° quarto. L’attesa crescente di vedere il suo nuovo tiro al meglio, è motivata.

Qui un esempio di quando gli capita di avere la mano calda. O di essere on fire se preferite.

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Linsanity in Brooklyn

A Brooklyn non solo trova come head coach Kenny Atkinson, assistant coach ai tempi della Linsanity, ma anche David Aldrige. Quest’ultimo è entrato da poco nello staff Nets ed è l’uomo che ha migliorato il tiro di Durant. Lin ha tutto apparecchiato per essere protagonista. Cosa che vuole fortemente dato che ha dichiarato di aver scelto questa franchigia perchè gli permetterà di essere titolare.

Con il fallimento del progetto milionario di Prokhorov, si prospettano altre annate difficili. Sperare, o meglio, cercare di rievocare, la Linsanity non può che essere cosa giusta. Nel quartiere più ypster di NY, potrebbe riprendersi le luci della ribalta che si era guadagnato a suon di prestazioni irreali sull’altra sponda del fiume Hudson. Se gli artisti di Brooklyn potranno narrare le gesta del dragone rosso che torna quando tutti lo davano già per sopito, lo scopriremo solo vivendo. Una cosa è certa, Jeremy Lin non vuole essere ricordato per le sue stravaganti acconciature,  ma per quello che farà sul parquet.

LINSANITY IS FINALLY READY TO BE BACK!

Ready to Go: Charlotte Hornets

Batum dei Charlotte Hornets

Il mercato degli Hornets non è stato affatto esaltante. Non solo hanno perso giocatori importanti tra cui Jefferson, Lee e Lin (oltre ai meno blasonati Daniels, Gutierrez ed Hansbrough) ma quelli che sono entrati sembrano essere destinati alla panchina: Graham, Roberts, Sessions, Tobey e Wood rimarranno probabilmente giocatori di contorno. Tra i neo acquisti presenti in rotazione troviamo Hibbert ed il nostro Belinelli: se per il primo c’è un concreto ballotaggio con Zeller (a vantaggio però di quest’ultimo) sembra che l’azzurro dovrà rassegnarsi a cedere il posto a Batum, che in NBA ha dimostrato di avere qualcosa in più.
Il quintetto più probabile sarà quindi formato da Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, Williams e Zeller.

IL PROBABILE QUINTETTO DEGLI HORNETS (Fonte: espn.com)
IL PROBABILE QUINTETTO DEGLI HORNETS (Fonte: espn.com)

 

I CAMBIAMENTI DI GIOCO

 

Molto probabilmente i cambiamenti saranno pochi, quasi nulli. Le caratteristiche dei neo acquisti sono infatti simili a quelle dei partenti, la differenza è perlopiù nell’atteggiamento in campo. Hibbert, come Jefferson, è in fase calante ma le insicurezze accumulate nella stagione a LA potrebbero ritardarne il recupero. Belinelli porta in dote quasi gli stessi punti di Lin ma difficilmente potrà guidare la panchina da solo. Kidd-Gilchrist è reduce da una stagione travagliata in cui ha giocato solo sette partite, Lee era sicuramente più pronto.

 

PREVISIONI CHARLOTTE HORNETS

Charlotte sembra essere un gradino sotto rispetto alla passata stagione, in cui ha concluso al sesto posto. Le avversarie si sono invece rinforzate in maniera convincente: i calabroni rischiano di ronzare lontani dai playoff.
Prima della deadline di febbraio però il GM Rich Cho potrebbe mettere a segno qualche mossa interessante. Lamb, dopo l’arrivo di Belinelli, sembra essere tagliato fuori dal progetto: il suo sacrificio potrebbe servire ad arrivare ad una SG di qualità. La promozione in quintetto di Kaminsky da parte di coach Clifford ha pagato ottimi dividendi nei playoff: aspettiamocela in RS. Non dimentichiamoci poi che il proprietario degli Hornets è Michael Jordan, uno a cui non va spiegato come si vince. Sotto la sua guida siamo certi che gli Hornets possano gettare le basi per un ciclo ricco di soddisfazioni.