I Lakers avrebbero un piano B per la Free-agency in estate: Jimmy Butler

Jimmy Butler and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Staples Center

Jimmy Butler, che a Novembre è stato scambiato dai Minnesota Timberwolves ai Philadelphia 76ers, sarà un free agent a fine stagione. Il suo contratto ha infatti un’opzione giocatore da 19.8 milioni, ma con ogni probabilità non la eserciterà. Il giocatore infatti dovrebbe puntare un contratto al massimo salariale, valevole di circa 32.7 milioni all’anno.

La sua attuale squadra, Philadelphia, potrebbe riscontrare problemi nell’accontentarlo. A Giugno, infatti, scadranno i contratti di altri due giocatori chiave dei 76ers , Tobias Harris e JJ Reddick. Riportare in squadra tutti e tre costerebbe alla franchigia un ingresso importante nella fascia della Luxury Tax.(tassa imposta alle squadre il cui monte ingaggi superi un tetto massimo prestabilito).

Non è dunque affatto scontato che, qualora la sua compagine attuale non soddisfi le sue richieste economiche, Jimmy non decida di guardarsi intorno ed ascoltare diverse offerte.

Butler infortunio
Jimmy Butler con la maglia dei suoi 76ers

Lakers alla finestra

I Los Angeles Lakers entreranno nella Free-agency con abbastanza spazio salariale per il contratto massimo di una star e un avanzo di 4 milioni circa. Gli obbiettivi dei gialloviola sono chiari, da mesi ormai.

La franchigia di Magic Johnson inseguirà principalmente giocatori come Kawhi Leonard, Klay Tomphson o Kemba Walker. Tuttavia, qualora tutti questi dovessero saltare, Butler potrebbe tornare utile come piano B.

L’ex Chicago Bulls, che sta viaggiando, da quando è ai 76ers, su 18 punti, 4 assist e 1.8 palle rubate, potrebbe dare tanto alla squadra di Lebron James. Porterebbe tanta grinta e qualità in difesa, e soprattutto la giusta cultura di veterano che aiuterebbe nella crescita dei giovani.

I Lakers, secondo un report del giornalista californiano Dave McMenamin, avrebbero provato a parlare con Minnesota prima dello scambio che ha poi spedito il giocatore a Philadelphia.

Qualora Butler approdasse a LA, lascerebbe 4.8 milioni nelle casse della franchigia per pescare un altro giocatore senza contratto, mentre il roster dovrebbe essere completato da giocatori al minimo salariale, come riportato da Eric Pincus per Bleacher Report.

A quel punto un altro modo per completare la squadra potrebbero essere gli scambi. i Lakers avranno infatti ancora tutti i giovani sotto contratto e non si tireranno indietro dal tornare “all-in” per Anthony Davis dei New Orleans Pelicans. Ma potrebbero crearsi nuove e inaspettate opportunità di scambio.

Al momento dunque Magic Johnson e Rob Pelinka hanno ben chiari i piani per la Free-agency, resta da vedere se saranno in grado di attuarli.

 

Jimmy Butler stanotte torna in Minnesota: “Sono il cattivo, mi fischieranno”

TRADE JIMMY BUTLER:

Questa notte i Minnesota Timberwolves, che hanno appena battuto i Golden State Warriors, ospiteranno i Philadelphia 76ers per la seconda uscita di un back-to-back casalingo. La storia principale della notte sarà il ritorno di Jimmy Butler davanti ai suoi ex tifosi.

L’esterno ex Chicago Bulls aveva forzato lo scambio nel passato Novembre con delle mosse molto forti. Ebbe un rimbalzo mediatico molto potente l’allenamento in cui, secondo i report, avrebbe battuto il quintetto titolare guidando le terze linee della squadra.

Proprio per tutta questa risonanza e per i modi con cui si sono lasciati, si presume che i tifosi dei Timberwolves non accoglieranno con calore il loro ex giocatore. Il tutto sebbene un anno fa li avesse riportati ai Playoff, dopo 14 stagioni di attesa.

Butler: Mi fischieranno? Mi piace fare il cattivo!

La stella di Philadelphia ha parlato di quello che si aspetta di ritrovare al suo ritorno sul suo vecchio parquet di casa alla penna del New York Times, Marc Stein.

“Lo so, mi fischieranno, anche io mi fischierei, anche dei miei amici che mi verranno a vedere mi fischierebbero, è così e non posso dirti bugie”

Marc Stein riporta che, in un momento in cui si sta cercando di dare molto peso alla felicità e alla volontà dei giocatori NBA, Butler vada un po’ controcorrente. Se Kyrie Irving e Kevin Durant si lamentano duramente dei media che li dipingono come “bad guys” per le scelte forti che hanno preso personalmente riguardo la loro carriera, il giocatore dei 76ers risponde così:

“Adoro essere ritratto come il cattivo. Lo adoro, lo adoro, lo adoro, chi vorrebbe essere amato tutto il tempo?! Va bene così, non ho bisogno che tutti mi apprezzino”

Ha poi parlato della sua identità:

“Io so perfettamente chi sono, non so quante volte ripeterlo. So perfettamente come sono fatto. So cosa c’è nel mio cuore. Le persone diranno: è fatto così, o così… ma nessuno lo sa veramente a parte chi mi sta intorno ogni giorno. Chiedete loro e vi risponderanno in modo diverso”.

 

 

Jimmy Butler, direzione New York in estate? Le alternative

Jimmy Butler sarà uno dei grandi free agent estivi, e non sarà l’unica questione da risolvere per Elton Brand, General Manager dei Philadelphia 76ers.

Assieme a Butler, anche J.J. Redick ed il neo acquisto Tobias Harris saranno liberi di sondare il mercato. La volontà dei Sixers di trattenere a lungo il nucleo che da qui a maggio dovrà giocarsi l’acceso alle – quantomeno – finali di conference ad Est rimarrà invariata, a meno di disastri (ergo, eliminazioni precoci).

Come riportato però da Sean Deveney di sportingnews.com, è opinione diffusa tra diversi executive NBA che Jimmy Butler non vestirà la maglia dei Philadelphia 76ers la prossima stagione:

Dei tre futuri grandi free agent estivi per i Sixers, Jimmy Butler è colui che avrà meno probabilità di rimanere a Philadelphia a fine stagione

Butler, arrivato a novembre dai Minnesota Timberwolves, che cedendolo a Philadelphia assecondarono il desiderio dell’ex giocatore dei Chicago Bulls di competere in una squadra con ambizioni di titolo, potrebbe dunque rivelarsi a fine stagione il “sacrificato”, nei progetti di Elton Brand.

Redick, che nelle due stagioni passate a Philadelphia ha sviluppato un’intesa speciale, in campo e fuori con Joel Embiid (e recentemente anche con Ben Simmons), e Harris sono considerate due perdine fondamentali e complementari al duo di star dei Sixers, in virtù della grande capacità di aprire il campo e giocare lontano dalla palla.

Jimmy Butler, giocatore intenso e grande trattatore della palla, ha dovuto sacrificare negli ultimi mesi possessi e tiri per adattarsi al sistema offensivo di coach Brett Brown. I Sixers dei “Phantastic 5” hanno le carte in regola per una lunga corsa ai playoffs della Eastern Conference, ma sia Butler che Harris saranno in estate alla ricerca di un contratto al massimo salariale, un impegno potenzialmente onerosissimo per la proprietà dei Sixers, in vista anche del prossimo rinnovo di Ben Simmons.

Jimmy Butler, direzione New York in estate? Le alternative

Butler, 4 volte All-Star e 2 volte nominato nel secondo quintetto difensivo NBA, gode di stima incondizionata nei circoli NBA. Due le squadre che potrebbero puntare decisamente al 29enne prodotto di Marquette University: i New York Knicks ed i Brooklyn Nets.

L’arrivo di Tobias Harris potrebbe aver cambiato in maniera decisiva il panorama in casa Sixers. La posizione di Butler quale “terza punta” di un trio di stelle è dallo scorso febbraio meno scontata, e l’inserimento di Harris nel sistema offensivo di coach Brown è finora proseguito in maniera positiva (19.6 punti e 8.1 rimbalzi a partita, con il 50% al tiro per Harris nelle 18 partite sinora giocate ai 76ers, 13-5 il record di squadra).

Qualora Jimmy Butler dovesse decidere di proseguire altrove la sua caccia al titolo NBA ed all’agognato supermax contract da 157 milioni di dollari in 4 anni, le due squadre di New York potrebbero rivelarsi le alternative più plausibili.

I New York Knicks andranno in estate alla caccia di Kevin Durant e Kyrie Irving. In caso di impossibilità di raggiungere uno o entrambi tra Irving e Durant, Butler potrebbe essere la “seconda scelta” della squadra di coach David Fizdale, allenatore che pone grande attenzione a leadership ed applicazione difensiva.

I Brooklyn Nets avranno in estate spazio salariale a sufficienza per mettere sotto contratto un grande free-agent. Sistemato col rinnovo di Spencer Dinwiddie lo spot di point-guard, il GM dei Nets Sean Marks sarà chiamato a risolvere la questione D’Angelo Russell. L’ex giocatore dei Los Angeles Lakers sarà restricted free-agent in estate, ed attirerà le grandi attenzioni di più di una squadra.

I Los Angeles Clippers, tra le destinazioni “storicamente” gradite da Butler, sono una possibilità concreta. Al pari di New York, i Clippers sono garanzia di piazza di prim’ordine, ed al pari dei Nets squadra di talento ed ambizioni di alta classifica. La presenza di coach Doc Rivers, allenatore in passato di giocatori come Kevin Garnett e Chris Paul, potrebbe far pendere l’ago della bilancia in favore dei Clippers, qualora l’obiettivo numero uno del proprietario Steve Ballmer – Kawhi Leonard – dovesse sfumare.

Philadelphia 76ers,Thunder KO e intesa perfetta cercasi: “Ci siamo, Tobias Harris fondamentale per noi”

Nonostante l’assenza da una parte di Joel Embiid, e dall’altra di Paul George – due possibili candidati MVP – Philadelphia 76ers e Oklahoma City Thunder danno vita ad una partita equilibrata e tesa sino all’ultimo.

 

I Sixers di Jimmy Butler, Tobias Harris e Ben Simmons spezzano una serie negativa di 19 sconfitte contro i Thunder di Russell Westbrook, e passano per 108-104 alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City.

 

Un fastidio alla spalla destra tiene fuori Paul George in via precauzionale. Al posto dell’ex giocatore degli Indiana Pacers, coach Billy Donovan schiera il neo acquisto Markieff Morris.

 

 

Un parziale di 8-0 a firma Tobias Harris spezza la parità (94-94) con circa 4 minuti ancora da giocare, donando ai 76ers la prima vittoria contro i padroni di casa dal lontano 15 novembre 2008. Ai Thunder non basta la 25esima tripla doppia stagionale di Russell Westbrook (23 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, ma 8 su 24 al tiro): la tripla doppia di Ben Simmons (11 punti, 13 rimbalzi e 11 assist) ed una partita completa di Jimmy Butler (20+8+8) infliggono ad OKC la terza sconfitta consecutiva, e la quarta nelle ultime 5 gare.

 

Phialdelphia 76ers, Butler: “Ci stiamo abituando l’un l’altro”

 

I Philadelphia 76ers proseguono nel delicato processo di assimilazione dei nuovi arrivi Tobias Harris, Mike Scott e Boban Marjanovic (infortunato), aggiuntisi all’arrivo lo scorso dicembre di Jimmy Butler.

 

Il tempo a disposizione prima che i venti di post-season comincino a spirare in casa Sixers è poco, ma coach Brett Brown è fiducioso sul fatto che prestazioni come quella di giovedì notte ad Oklahoma City dimostrino come l’operazione lanciata da Elton Brand alla caccia del titolo NBA si sia instradata sui binari giusti:

 

Oggi ho visto altruismo in campo. Il nostro è un gruppo altruista, e penso che stasera Jimmy (Butler, ndr) sia stato la nostra forza ispiratrice. E’ stato in grado di fare quel qualcosa in più, si è messo a disposizione

 

32 punti, 5 rimbalzi ed una mano quasi infallibile da dietro l’arco (5 su 7) per Tobias Harris, l’uomo deputato ad “aprire la scatola” per l’attacco dei Philadelphia 76ers al fianco di Joel Embiid: “Vogliamo che (Harris, ndr) si prenda i suoi tiri, e che li metta. Dovrà essere sempre così aggressivo, ci permetterà di vincere tante partite” Così Butler sull’ex giocatore dei Los Angeles Clippers.

 

Continua Butler nel post gara:

 

Credo che siamo sulla strada giusta, ci stiamo ambientando. Ci vuole tempo, l’ho detto tante volte dopo la trade (che ha portato Harris ai Sixers, ndr), ma credo che stiamo facendo davvero un gran bel lavoro

 

La trade dello scorso 7 febbraio ha messo a disposizione di coach Brown uno dei quintetti potenzialmente più forti e talentuosi della lega. L’arrivo di Harris, un tiratore da 42% al tiro da tre punti in stagione, unito alla pericolosità dall’arco di J.J. Redick ed all’efficacia in uscita dalla panchina di Mike Scott, hanno sostanzialmente risolto il problema di profondità e “potenza di fuoco” dei Philadelphia 76ers.

 

 

Contro gli Oklahoma City Thunder, i Sixers hanno chiuso la propria gara con 33 assist di squadra, ed il 38% al tiro dalla lunga distanza (su 31 tentativi) nonostante la cattiva serata di tiro di Redick (3 su 14).

 

Il ritorno a pieno regime di Joel Embiid contribuirà a sprigionare l’immenso impatto offensivo potenziale della squadra, tornando però fatalmente ad occupare spazi, possessi e munti per Harris e Butler. Sapranno i Philadelphia 76ers farsi trovare pronti a fine regular season, quando la classifica della Eastern Conference potrebbe arrivare a proporre a Ben Simmons e compagni un primo turno da cuori forti contro i Boston Celtics?

 

“Le richieste pubbliche di trade? Non le ho gradite” Parola di Adam silver

Anthony Davis, Jimmy Butler, Kyrie Irving, i panni sporchi (ergo le richieste di trade) si lavano in famiglia? Il Commissioner NBA Adam Silver – che non ha giurisdizione su tali dinamiche – preferirebbe di sì.

Rispondendo alle domane dei cronisti durante il consueto appuntamento “sullo stato della NBA” con i media nazionali ed internazionali a margine dell’All-Star Weekend, Silver ha dichiarato di non aver gradito particolarmente le recenti richieste pubbliche di trade dei giocatori, facendo riferimento – pur senza citarli direttamente – ai casi di Jimmy Butler ed Anthony Davis.

Se devo essere sincero, no, non mi piace la pratica di richiedere una trade da parte dei giocatori, specie se resa pubblica. Mi piacerebbe vedere questioni di questo tipo affrontate in maniera più riservata e discreta. Richieste di questo tipo hanno ovviamente un grande impatto mediatico, sono paragonabili ad uno spettacolo pubblico. Ma non sono il tipo di intrattenimento cui la NBA pensa

– Adam Silver –

A seguito della pubblica richiesta di trade, diffusa consapevolmente ed in aperta violazione del regolamento NBA in materia, da parte di Anthony Davis e  del suo agente Rich Paul, la lega ha multato la star dei New Orleans Pelicans per 50mila dollari, riconoscendo nelle azioni dei due “un tentativo volontario di compromettere la relazione professionale tra Anthony Davis ed i New Orleans Pelicans

76ers a valanga sui Twolves, Jimmy Butler: “Bello batterli”, Embiid: “Ancora battuti dalle terze linee…”

Dominio difficile da spiegare a parole dei Philadelphia 76ers (29-16) tra le mura amiche del Wells Fargo Center, contro i Minnesota Timberwolves. I Sixers convertono il 59.8% dei loro tiri a canestro, segnano 21 tiri da tre punti, 83 punti nel solo primo tempo di gioco e proseguono senza sosta sino al 149-111 finale.

Jimmy Butler chiude con 19 punti e 8 su 10 al tiro la sua prima partita contro la sua ex squadra. Joel Embiid top scorer di serata con 31 punti e 13 rimbalzi, mentre Ben Simmons sfiora l’ennesima tripla-doppia stagionale e chiude con 20 punti, 11 rimbalzi, 9 assist e 3 stoppate.

Tutto il quintetto base di coach Brett Brown chiude in doppia cifra per punti segnati (15 per J.J. Redick, 14 per Wilson Chandler), tutti i giocatori impiegati da Philadelphia segnano almeno un punto.

Vincere conta più di ogni cosa, il fatto di giocare aggressivo è una conseguenza di questa mia volontà di vincere. Joel (Embiid, ndr) è un mostro, un giocatore dominante su entrambi i lati del campo, ci stiamo ancora ambientando, entrambi cerchiamo di tenere coinvolta l’ntera squadra in attacco. C’è ancora del lavoro da fare ma ci arriveremo. Minnesota? Volevo batterli, ma io voglio battere tutti (…) mi aspettavo una gara del genere, tante facce familiari, poco trash-talking, sono contento di averli battuti. Mi sono congratulato con coach Saunders a fine partita. Io gioco per vincere, e quando si vince ed io posso dare il mio contributo, non c’è molto altro di cui possa preoccuparmi. Quando si perde, quella è un’altra storia

– Jimmy Butler dopo Sixers-Twolves –

 

 

Buio pesto per Minnesota (21-23). Il ritorno in campo di Derrick Rose non basta agli uomini di coach Ryan Saunders, Karl-Anthony Towns viene travolto dal rivale diretto Joel Embiid, e la point-guard di riserva Tyus Jones rimedia un infortunio alla caviglia dopo appena 11 minuti di gioco.

Le’x di giornata Butler non ha evidentemento voluto infierire sulla sua ex squadra nel post partita. Il perfido Joel Embiid ha invece pensato di rievocare uno degli episodi più celebri della breve permanenza a Minneapolis dell’ex giocatore dei Chicago Bulls, tramite il proprio profilo ufficiale Twitter:

 

Il rifermento della star camerunense dei Philadelphia 76ers è all’ormai celeberrimo primo allenamento di Jimmy Butler con i Minnesota Timberwolves in preparazione della stagione 2018\19. Un furioso Butler ingaggiò un duello personale con staff tecninco, dirigenza e titolari, disputando e vincendo una partitella assieme alle seconde e terze linee della squadra, alzando la voce e sfidando compagni e proprietà.

Simmons e Butler, tensioni nel post 76ers-Hawks, Jimmy: “Non mi piace la parola soft”

I Philadelphia 76ers perdono la seconda partita consecutiva, questa volta contro gli Atlanta Hawks per 123-121. Complice l’assenza di Joel Embiid, problema alla caviglia destra per lui e riposo precauzionale, Ben Simmons e Jimmy Butler non riescono a battere dei più che abbordabili Hawks, a causa anche di quest’ultimo.

Butler cuasa con 30 secondi da giocare una palla persa che porterà poi John Collins a segnare il canestro del +2 con 8 secondi da giocare. Coach Brown affida a Butler la palla dell’ultimo possesso. L’ex Twolves si guadagna un fallo ma incredibilmente fa 0 su 2 ai liberi e regala la vittoria agli Hawks.

Vittoria degli Hawks intelligente e causata non solo dai demeriti dei 76ers. Atlanta sfrutta in maniera eccellente l’assenza di Joel Embiid, segnando 62 punti nel pitturato e vincendo anche la lotta sotto le plance (44-30 a rimbalzo in favore di Atlanta).

MVP del match il rookie Kevin Huerter, che segna 29 punti tirando col 65% dal campo. John Collins chiude con 25 punti 9 rimbalzi e il canestro della vittoria.

Le tensioni in casa 76ers sono aumentate nel post partita quando Ben Simmons (tripla doppia da 23 punti, 10 rimbalzi e 15 assist per lui) ha definito la squadra “troppo soft”.

“Penso solamente che non siamo stati abbastanza fisici.” Ha detto Simmons nel post partita. “Difensivamente, non la prendiamo abbastanza sul serio o con serietà quando gli avversari ci segnano contro. Dovremmo avere un sussulto di orgoglio quando qualcuno segna, dovresti essere frustato ogni volta. Penso che dobbiamo fare di più tutti per migliorarci e arrivare al livello successivo, elevare il nostro gioco. Questo perché so che quando arriveranno i playoff, dovremo salire di livello.”

Jimmy Butler: “Non mi piace la parola soft”

Le osservazioni di Simmons sono arrivate in risposta ad una domanda sul fatto se l’australiano ritenesse che “la fisicità” fosse stato il problema in campo per i Sixers. Nel post gara, Jimmy Butler ha detto la sua sulle parole di Simmons, dopo essere stato informato dei commenti del compagni di squadra

“Non mi piace la parola soft. Penso solamente che non abbiamo fatto quello che dovevamo fare.” Ha detto Butler. “Non dirò che qualcuno è soft, penso soltanto che siamo stati battuti in ogni singolo aspetto del gioco. Sono usciti dallo spogliatoio e hanno fatto quello che volevano fare, e l’hanno fatto per 48 minuti di fila.

Anche coach Brett Brown ha parlato della prova difensiva dei suoi Sixers: “La nostra difesa è stata molto deludente. Lo dobbiamo riconoscere, ci vuole un impegno molto maggiore da parte nostra”.

Sixers, coach Brett Brown getta acqua sul fuoco: “Butler non ha mai superato il limite, voci ingiuste”

Brett Brown su Jimmy Butler: “Jimmy non ha oltrepassato alcun limite con me, le critiche sono ingiuste”.

Acqua sul fuoco a Philadelphia, ed un’ammisione di responsabilità da parte di coach Brett Brown nei confronti di Jimmy Butler. Nella serata di venerdì erano state riportate voci di un alterco tra Butler ed il coaching staff dei 76ers, riguardante ruolo e responsabilità offensive dell’ex Minnesota Timberwolves, durante una sessione video.

Alcuni presenti avrebbero definito l’atteggiamento di Butler “irrispettoso” nei confronti del suo head coach. Dopo una sonora sconfitta sul campo dei Portland Trail Blazers, Jimmy Butler avrebbe contestato il sistema offensivo dei Sixers, chiedendo a gran voce più pick and roll ed isolamenti che vedessoro il 4 volte All-Star più coinvolto in attacco.

Coach Brown avrebbe preso atto delle rimostranze di Butler e si sarebbe assunto la responsabilità di ogni difficoltà offensiva della sua nuova star. Tom Moore del Bucks County Courier Times riporta le parole dell’ex capo allenatore della nazionale australiana:

Confermo, Jimmy ha chiesto di essere maggiormente coinvolto in situazioni di pick and roll. Ho compreso il suo punto, sta a me trovare il modo di farlo. Jimmy Butler ci ha reso una squadra migliore, non c’è possibilità di smentita, con lui ho avuto diversi colloqui e diverse sessioni video, e la squadra lo sa bene. Per quanto mi riguarda, Butler non ha mai superato alcun limite nei mei confronti. Se l’avesse fatto, l’avrei fatto presente a chi di dovere

– Brett Brown su Jimmy Butler –

 

Brown ha poi aggiunto come le voci sull’alterco siano state quantomeno ingrandite, e come l’atteggiamento dei media nei riguardi di Jimmy Butler sia stato “ingiusto”. Butler non è sceso in campo sabato notte al Wells Fargo Center di Philadelphia, per la vittoria dei suoi Sixers contro i Dallas Mavericks.

76ers, scontro tra Jimmy Butler e Brett Brown, l’attacco al centro della questione

Butler infortunio

Philadelphia 76ers, Jimmy Butler si scontra con coach Brett Brown, mettendo in discussione il proprio ruolo nel sistema offensivo della squadra.

La notizia è riportata da Adrian Wojnarowski, che cita fonti della lega. Secondo Wojnarowski, Butler avrebbe chiaramente espresso il proprio disappunto ed il proprio punto vista nei confronti di coach Brown durante una sessione video a Portland, a seguito di una pesante sconfitta (129-95) risalente alla scorsa domenica 30 dicembre.

Secondo alcuni presenti, Jimmy Butler avrebbe “mostrato scarso rispetto” per il proprio allenatore durante le sue esternazioni. Fonti riportano come Brown non abbia dato peso al tono diretto di Butler, riconducendo l’episodio ad un normale confronto tra giocatore e staff tecnico.

Butler, 30 anni, è arrivato a Philadelphia lo scorso 10 novembre, a seguito di una trade che ha coinvolto Dario Saric e Robert Convington, e che ha chiuso una lunga querelle in casa Minnesota Timberwolves tra l’ex Chicago Bulls, coach Tom Thibodeau e la proprietà della squadra.

Jimmy Butler-Brett Brown, il ruolo di Butler motivo dello scontro?

 

I Philadelphia 76ers (25-14) sono titolari di un record di 14-8 dal giorno della trade. Il processo di assimilazione reciproca tra Butler ed i Sixers è sinora proceduto senza scossoni, nonostante alcuni malumori riportati nei giorni scorsi da parte di Joel Embiid, e sempre riguardanti spazi e responsabilità offensive.

Fonti vicine al giocatore, e riportate da ESPN, parlano di un Jimmy Butler desideroso di essere maggiormente coinvolto in set offensivi di pick and roll ed isolamento. Situazioni alternative alla motion offense implementata da coach Brett Brown. Sempre secondo tali fonti, Butler avrebbe già avuto colloqui privati con lo stesso Brown e con il General Manager dei Sixers Elton Brand.

Jimmy Butler diventerà free agent in estate. I Philadelphia 76ers sono orientati ad offrire un’estensione contrattuale al giocatore (eleggibile per un “max contract” da 187 miloni di dollari in 5 anni).

Nelle ultime settimane, alcuni “elementi di preoccupazione” circa lo stato dei lavori a Philadelphia sarebbero emersi in seno alla squadra. A seguito della vittoria a domicilio dei suoi Sixers a L.A. contro i Clippers, Brett Brown aveva dichiarato:

La cosa che più mi preme è la crescita della squadra, la sua coesione e la capacità di avere successo come gruppo, di comunicare e coesistere. Ci stiamo lavorando, abbiamo una nuova opportunità ma bisogna lavorarci su. Non si può introdurre un giocatore come Jimmy Butler e pensare di fare le stesse cose che si facevano prima del suo arrivo. Non funziona così. Il mio lavoro consiste in questo, far crescere la squadra. Far giocare assieme questi giocatori è la sfida più grande

– Brett Brown su Jimmy Butler ed i Sixers –

Butler-Minnesota: tra i due litiganti, i Chicago Bulls godono

Butler-Minnesota-Butler-76ers, Andrew Wiggins: "Mancherà il suo apporto qui a Minnesota"

Jimmy Butler Butler-Minnesota il bilancio per i TWolve è totalmente negativo? E’ trascorso più di un anno da quel 22 giugno 2017, data in cui i Chicago Bulls e i Minnesota Timberwolves ufficializzarono la prima trade di quella off-season: Jimmy Butler a Minnesota, Kris Dunn, Zach Lavine e la settima scelta del draft, Lauri Markkanen, nella Windy City. I T-Wolves erano pronti a dare battaglia ai Warriors per il trono della Western Conference mentre Chicago si preparava ad una lenta rebulding dopo aver fallito l’esperimento dei big-three (Rondo-Wade-Butler). L’opinione pubblica si schierò allora con i T-Wolves idolatrando il G.M Layden per l’eccelso mercato condotto quell’estate, ma oggi è ancora cosi?

Butler-Minnesota: Timberwolves e l’Eterno Ritorno

Nella passata stagione i Minnesota Timberwolves hanno centrato per il rotto della cuffia la postseason dopo 14 anni di astinenza. La loro corsa al titolo però si è arrestata al primo turno per mano degli Houston Rockets. Il bilancio finale non può certo dirsi soddisfacente viste le alte aspettative nutrite da fan e dirigenza. La difesa, marco di fabbrica delle squadre di Thibodeau, non è mai pervenuta, come mostra anche la pessima efficienza difensiva  (111.9 punti in media subiti a partita, terz’ultima franchigia della lega). Il sistema di gioco, per nulla solido e poco efficace, ha sortito poi un attacco sterile, finalizzato quasi esclusivamente dalle principali bocche di fuoco della squadra. A gettare ulteriore benzina su fuoco ci hanno pensato i malumori e dissidi interni, come quello che ha visto contrapporsi Wiggins e Butler, incapaci di coesistere sul rettangolo di gioco. In estate l’ex Bulls ha chiesto la cessione mandando in fumo i già precari equilibri dello spogliatoio. Butler è stato accontentato e spedito a Philadelphia mentre i T-Wolves hanno dovuto ricominciare l’ennesimo ciclo con gli innesti di Dario Saric e Robert Covington. Friedrich Nietzsche sosteneva con l’Eterno Ritorno che il tempo è circolare e che quindi ogni azione è destinata a tornare al punto di partenza. Considerati i continui spostamenti degli ultimi anni, si direbbe che nessuno avrebbe potuto interpretare questa dottrina meglio di Minnesota.

Quintetto Twolves Pronostici NBA spurs-timberwolves

Butler-Minnesota, i Chicago Bulls si godono LaVine

Al grido di “perdere e perderemo” i Chicago Bulls hanno iniziato la passata stagione con 9 sconfitte consecutive. Il fondo della Eastern Conference è stato evitato grazie ai rientri di Nikola Mirotic e Bobby Portis, ma i playoff non sono mai stati realmente alla loro portata. Malgrado ciò i nuovi innesti non hanno tradito le attese: Khris Dunn e Zach Lavine, una volta superati i rispettivi infortuni, si sono rivelati leader emotivi e tecnici della squadra, Lauri Markkanen invece si è guadagnato un posto nell’All-Rookie Team a suon di prestazioni fenomenali. L’estate scorsa ha portato in dote Jabari Parker e la sesta scelta Wendell Carter Jr., rendendo Chicago una delle franchigie più futuribili della lega. Una tempesta di infortuni si è pero abbattuta sulla Windy City: Dunn, Markkanen, Portis e Valentine non sono mai scesi in campo dall’inizio della regular season e ne avranno ancora per qualche settimana. In compenso è nata la stella di LaVine. 26.5 punti, 5.2 rimbalzi e 4.1 assist bastano a testimoniare una crescita superlativa del numero 8 che si è definitivamente tolto l’etichetta di “semplice schiacciatore”. LaVine ha perfezionato il suo tiro da fuori (34% da oltre l’arco) e alzato il livello difensivo, come dimostrano le 1.2 steals a partita. Nelle passate stagioni non aveva mai superato quota 0.8. Inoltre è diventato il primo Bulls dai tempi di Micheal Jordan a segnare almeno 20 punti nelle prime 15 gare. Se la stagione dovesse finire oggi, avrebbe la 12° miglior media punti nella storia della franchigia (le altre 11 appartengono ad His Airness). Nella speranza che i lungodegenti tornino più forti di prima, i Chicago Bulls si coccolano il loro nuovo franchise-player.

In conclusione i T-Wolves hanno perso tre giovani di belle speranze, portando a casa un’All-Star tanto forte quanto capricciosa che ha tolto il disturbo dopo solo una stagione. I Chicago Bulls invece hanno guadagnato una futura All-Star e hanno messo in piedi un core di giovani che, infortuni a parte, nei prossimi anni potrebbe occupare i vertici della lega.

76ers, Jimmy Butler brucia i Nets allo scadere: “Qui un grande ambiente, mi sento a casa”

Butler infortunio

He Did It Again. Jimmy Butler sta diventando l’uomo dell’ultimo tiro a Philadelphia. Dopo aver punito gli Charlotte Hornets, e frustrato una prova da 60 punti di Kemba Walker la settimana scorsa, Jimmy Buckets si è ripetuto sul campo dei Brooklyn Nets.

Al Barclays Center di Brooklyn, i 76ers si sono imposti per 127-125. Per Butler una partita da 34 punti, 12 rimbalzi, 4 recuperi ed un ottimo 5 su 6 da tre punti. Proprio quello che ha ordinato il dottore per i Sixers, che si godono un Joel Embiid da 32 punti e la crescita dell'”altro” rookie (Zhaire Smith è ancora ai box) Landry Shamet (16 punti con 4 su 4 da dietro l’arco).

Un altro ottimo schema disegnato da Coach Brown, i miei compagni ripongono una grande fiducia in me in queste situazioni. Ho preso il tiro che volevo prendere, e per fortuna l’ho segnato

– Jimmy Butler sul finale di partita –

I 76ers (14-8) hanno posto rimedio nel quarto periodo ad una gara che li ha visti sotto di 19 punti a metà terzo quarto. I Nets hanno segnato 32, 36 e 34 punti nei primi tre quarti di gioco, prima di fermarsi negli ultimi 12 minuti.

Phila è ancora sotto di 12 lunghezze a circa sei minuti dal termine. Il big three dei Sixers suona la carica: Butler continua a segnare da tre, Ben Simmons trova con costanza Joel Embiid sotto canestro.

Joel risponde a Joe Harris e manda i Sixers sul +1 a 38 dal termine. Spencer Dinwiddie, l’uomo dei finali di partita per Brooklyn, segna dalla media il nuovo +1 Nets (125-124). L’ultimo possesso degli ospiti è per Jimmy Butler.

Stessa situazione della partita contro Charlotte. Jimmy gestisce in isolamento contro Rondae Hollis-Jefferson, attaca verso destra, va in palleggio-arresto-e-tiro in arretramento “alla Kyrie Irving” e segna praticamente sulla sirena, 127-125.

Jimmy Butler: “Phila grande ambiente, mi sento a casa”

Jimmy Butler si è distinto nelle ultime tre stagioni come uno dei giocatori più letali down the stretch. Per ESPN.com, Butler è il secondo giocatore NBA per tiri vincenti con meno di 10 secondi sul cronometro dalla stagione 2015\16 (Russell Westbrook il primo).

L’arrivo di Jimmy ha dato ai Sixers un esterno in grado di crearsi – e segnare – un tiro in isolamento in situazioni del genere, qualcosa che ne Ben Simmons, J.J. Redick ed in parte Joel Embiid sono stati in grado di fare com coninuità, per caratteristiche e ruolo.

Non devo essere io per forza l’uomo dell’ultimo tiro. I miei compagni hanno grande fiducia in me, così come io ho una grandissima fiducia in loro. Detto questo, quella palla non avevo alcuna intenzione di passarla. Volevo proprio tirare! (ride, ndr). La rimonta nel quarto periodo? Abbiamo iniziato il quarto più aggressivi, e pressando il pallone, qualcosa che avremmo dovuto iniziare a fare prima (…) Il futuro? Se ne parlerà al momento opportuno, ma Phila mi piace. Un bellissimo ambiente, un grande staff, ora mi sento come a casa

– Jimmy Butler nel post gara tra Nets e Sixers –

Brett Brown: “Jimmy si sta integrando con umiltà”

Coach Brett Brown gongola pensando al resto della stagione, con un Jimmy Butler del genere. I Sixers reagiscono con una vittoria di carattere alla sconfitta inopinata sul campo dei Cleveland Cavs, arrivata sabato.

La prova difensiva dei 76ers è ancora imperfetta. Solo un quarto quarto da 38 punti segnati ha permesso agli uomini di coach Brown di rientrare in partita.

Per Brown, Butler è stato parte fondamentale della rimonta:

“(Jimmy, ndr) è stato incredibile nei minuti finali. Non sta forzando nulla, sia in attacco che in difesa, e nemmeno con la sua grande personalità. Si sta ambientando per gradi, senza correre, sta mostrando grande pazienza e calma, una cosa che rispetto molto (…) e che mi ha sorpreso. E’ una cosa che Jimmy ha pianificato da subito: sta cercando di integrarsi al meglio nel nostro sistema e nella nostra cultura di pallacanestro con grande umiltà e rispetto per ciò che abbiamo costruito qui, senza voler bruciare le tappe

– Brett Brown su Jimmy Butler –

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Hornets-Sixers: non bastano 60 punti di Walker, alla fine a ridere è Butler

Hornets-Sixers si è conclusa con la vittoria della squadra di Brett Brown per 122-119 dopo l’overtime ma a prendersi la copertina della gara è stato Kemba Walker che ha fatto segnare una prestazione monstre che, tuttavia, non è bastata a Charlotte per superare Philadelphia.

Il play della squadra di casa ha messo a segno 60 punti, frutto di un buon 21 su 34 dal campo, raccogliendo 7 rimbalzi, sfornando 4 assist e recuperando 4 palloni (9 le palle perse). Questa prestazione è al momento la migliore in questo avvio di NBA, avendo superato i 52 punti di Klay Thompson.

Hornets-Sixers: le parole di Walker nel post gara

“Sono orgoglioso, è una cosa incredibile”, ha detto Kemba Walker. “Mi dispiace di aver perso la partita, logicamente avrei preferito vincere”. I 60 punti segnati rappresentano un record di franchigia per gli Hornets. Ecco il video con i canestri del numero 15 postato su Twitter da Charlotte:

Brown su Walker: “Prestazione notevole”

Anche il coach dei Sixers, Brett Brown, ha voluto sottolineare la straordinaria prestazione di Walker: “Abbiamo provato a raddoppiarlo. Abbiamo cercato di ostacolarlo. E’ stato assolutamente incredibile, soprattutto se si pensa che davanti aveva due difensori del calibro di Jimmy Butler e Joel Embiid. Sessanta punti in una partita NBA contro una squadra difensiva è una cosa davvero notevole”.

Non solo perché, ovviamente, c’era da segnalare anche qualcosa sugli ultimi 20 secondi, dominati letteralmente da Butler, che ha regalato la vittoria ai Sixers: “Jimmy è stato incredibile nel finale”.

Sul punteggio di 119-119, a 20 secondi dalla fine, l’ex Timberwolves ha stoppato Walker che stava per concludere a canestro, salvando poi, prima che uscisse, il pallone e regalandolo ai suoi compagni di squadra. In quel frangente il giocatore degli Hornets pensò di aver subito fallo ma gli arbitri aveva preso ben altra decisione.

Hornets-Sixers: le parole di Jimmy Butler

Proprio Butler ha voluto commentare quell’azione: “Non pensavo che Kemba si sarebbe accontentato di un tiro in palleggio ed ho fatto quello che volevo facesse guidandolo verso l’esterno. Alla fine ho ottenuto quello che volevo, il pallone”.

Non contento Jimmy ha poi deciso il match con una tripla che ha dato il 122-119 finale ai suoi con solo lo 0.3 secondi dalla fine. Il 23 ha chiuso con 15 punti, 4 assist e 3 rimbalzi, ma ha di fatto deciso la gara con un finale super.

“Per quanto volessi segnare io il canestro della vittoria, il mio obiettivo principale era quello di non vedere Walker segnare 70 punti. Volevo si fermasse a 60”, ha detto Butler ridendo nel post gara.