Meeks firma con i Raptors, mentre Jenkins e Ellenson giocheranno per i Knicks

jodie meeks

Venerdì sera ripartirà la regular season e diverse franchigie si stanno attrezzando per rinforzare le proprie panchine. In questi 2 mesi dall’inizio dei playoff, i cosìddetti “panchinari” avranno un ruolo importante per l’ultima parte della corsa alla post-season.

 

Proprio per rinforzare il roster, i Toronto Raptors, hanno firmato la guardia ex Washington Wizards Jodie Meeks, per 10 giorni (secondo Adrian Wojnarowski di ESPN). Sull’esempio dei canadesi, si sono mossi anche i Knicks con un doppio colpo: a New York sono arrivati John Jenkins e Henry Ellenson. Per il primo si tratta di un contratto biennale, mentre l’ex Detroit Pistons starà solo 10 giorni con il team di coach David Fizdale (fonte Shams Charania).

 

Meeks il rinforzo che completa la panchina dei Toronto Raptors

 

Meeks è alla sua decima stagione NBA, nelle quali ha realizzato una media di 9.3 punti tirando con il 41,8% dal campo e il 37.2% da oltre l’arco. Il 13 aprile 2018, il 31enne del Tennesse è stato sospeso per 25 partite per aver violato il programma antidroga della NBA. Il 15 ottobre, la franchigia di Washington ha scambiato Jodie con i Milwaukee Bucks, che poi lo hanno rilasciato il 24 novembre.

Altri giovani in arrivo per i Knicks: ecco le firme di Ellenson e Jenkins

 

Mentre Ellenson avrà difficilmente molto spazio nelle rotazioni dei Knicks, Jenkins potrebbe ritagliarsi un ruolo importante. L’ex Suns, è approdato in una franchigia in ricostruzione e che sta lasciando molto spazio ai giovani. Il vero problema per John potrebbe essere il fatto che nel suo stesso ruolo, nel team newyorkese, ci sono diversi giovani di gran prospettiva (come Dennis Smith Jr, Emmanuel Mudiay, Allonzo Trier, Damyen Dotson e Frank Ntilikina).

 

Milwaukee Bucks, da Washington arriva Jodie Meeks, agli Wizards una seconda scelta

jodie meeks

I Milwaukee Bucks hanno acquisito la guardia Jodie Meeks, in cambio di una scelta al secondo giro e conguaglio economico, dagli Washington Wizards.

La notizia è stata diffusa dai Milwaukee Bucks via Twitter:

Jodie Meeks è all’ultimo anno di contratto. Nel 2018\19, la guardia ex Philadelphia, Lakers e Detroit guadagnerà 3.5 milioni di dollari.

Meeks, ex scelta numero 41 proprio dei Milwaukee Bucks al draft NBA 2009 in uscita da Kentucky, è un tiratore da 37.2% in carriera da tre punti.

L’ex Kentucky Wildcats dovrà scontare in partenza di regular season 2018\19 una sospensione di 19 partite, a causa di una squalifica per violazione della “anti-drug policy” NBA, comminatagli verso la fine della scorsa stagione.

Jodie Meeks è attualmente inserito nella “suspended list”, lista di giocatori sospesi dall’attività. I Bucks aspetteranno dunque la fine della sospensione per valutare la posizione del giocatore, piuttosto che tagliarlo immediatamente, come riportato da Albert Nahmad di HeatHoops.com.

I Milwaukee Bucks hanno inoltre annunciato di aver tagliato la point guard ex Wizards Tim Frazier:

Con la partenza di Meeks, gli Washington Wizards hanno oggi solo 13 giocatori presenti a roster, e saranno pertanto liberi nelle prossime ore di firmare altri free-agent.

Jodie Meeks vicino ad una possibile trade

jodie meeks

La deadline si sta avvicinando in modo preoccupante per alcune squadre, ma anche per alcuni giocatori come Jodie Meeks che avrebbe richiesto una trade.

Quanto riportato dalla giornalista del The Washington Post Candace Buckner, il veterano Meeks gradirebbe un suo coinvolgimento in una trade. Il giocatore classe ’87 vorrebbe approdare in una squadra che gli garantisse più spazio.

Il roster degli Wizards con Beal e Wall non garantisce alla guardia ex-Pistons un minutaggio adeguato secondo il suo parere.

I numeri di Jodie Meeks

Jodie Meeks sta viaggiando in questa stagione a 6.1 punti e 1.7 rimbalzi a partita per soli 15 minuti giocati. Troppo poco per un giocatore che probabilmente si sente ancora in forma per poter incidere maggiormente in una franchigia.

Meeks, 30 anni, ha firmato la scorsa stagione un biennale da 7 milioni di dollari, considerando il giocatore la prima alternativa a Bradley Beal. Nelle ultime settimane ha però ottenuto qualche minuto in più nella partita, dato l’infortunio di John Wall.

Vedremo come si muoverà il front office degli Wizards. In piena lotta per il quarto posto ad Est, non possono permettersi di sbagliare le mosse prime della dead line, nonostante un giocatore del roster chieda a gran voce la cessione.

Lavagna tattica: i nuovi Pistons senza Smith

Quando Stan Van Gundy è stato chiamato ad allenare i Detroit Pistons doveva essere già ben a conoscenza di quanto la sfera emotiva, quella più irrazionale dell’uomo, influisca sui risultati sportivi di un atleta. Oggigiorno nel basket, come in tutti gli altri sport, il pathos ricopre un ruolo fondamentale. Il “Form a f*****g wall” pronunciato durante la partita contro gli Spurs e la conseguente palla rubata con annesso buzzer beater di Jennings è solo un esempio di come il fattore emotivo sia piuttosto particolare per SVG. Quando Josh Smith è stato tagliato,molti davano il coach per pazzo, ma i risultati parlano chiaro: da 5 vittorie e 23 sconfitte a 10 W e 2 L.
Molti di voi penseranno sicuramente sia merito del pathos, di una speciale alchimia creatasi all’interno dello spogliatoio, che hanno reso i Pistons una “squadra del destino”, per citare Flavio Tranquillo. Sebbene anche a me piacerebbe limitarmi a motivare le vittorie di Detroit come fanno i più romantici di voi, poiché curo una rubrica il cui nome è “Lavagna tattica”, devo prendere una posizione diversa dalla vostra e schierarmi dalla parte del logos, la parte razionale dell’uomo.
E purtroppo uno che non può essere difendibile da nessuna delle due fazioni è J-Smoove: giocatore che emotivamente ha costantemente arrecato un danno enorme alla sua ormai ex-franchigia e che dal punto di vista tattico non è riuscito ad adattarsi al gioco della squadra (in realtà nemmeno la squadra s’è adattata a lui.). Andiamo a vedere insieme il perché.
CON JOSH SMITH
FASE OFFENSIVA
Uno dei motivi per i quali Smith è stato tanto criticato è la sua pessima scelta di tiro e piu in generale, del suo modo di attaccare. In Michigan si erano abituati a vederlo ogni sera recuperare un rimbalzo difensivo, gestire la transizione (al posto di Jennings o Augustin) e prodigarsi in giocate impossibili, che in quanto tali, spesso si concludevano con una palla persa. Non era assolutamente raro nemmeno osservarlo mantenere il possesso della palla per più di 10 secondi, annientando praticamente lo sviluppo dell’attacco o vederlo prodigarsi in blocchi portati con la stessa energia di un 90enne. Si tratta solo di alcuni dei tanti suoi atteggiamenti in grado di demoralizzare un’intera squadra.
Josh Smith porta un bloccoJosh Smith porta un secondo bloccoSmith gioca un pick and popSmith riceve dalla media
Situazione di attacco per i Pistons. Smith prima porta una sorta di blocco al portatore e poi un altro blocco con la stessa energia per Butler. Quest’ultimo riceve in punta e gioca un pick and pop con J-Smoove. Questi, però, non legge bene l’azione e invece di tagliare a canestro e ricevere un pocket pass, si fermza dal mid- range e successivamente perde il pallone.
Tanto si è già detto in passato su quanto l’ala ex Hawks sia un giocatore deleterio quando gioca da ala piccola. Il pick and roll e la ricezione in post, che sono le due giocate più ripetute ed efficaci quando hai un ottimo ball handler come Jennings e due altrettanto ottimi lunghi come Monroe e Drummond, perdevano gran parte del loro potenziale. La causa è facilmente spiegabile: Smith era costretto a giocare fuori dall’area per non intasare il pitturato. Di conseguenza il portatore di palla è spesso raddoppiato, poiché non essendo J-Smoove un buon tiratore lontano dal ferro, le difese avversarie gli concedono un tiro anche facile. E da un raddoppio in genere non nascono mai cose buone, specialmente se l’uomo lasciato libero è un giocatore non a proprio agio nella zona in cui riceve.
Quando invece all’ala Georgiana spettava il ruolo di ala grande, per inserire un tiratore in più, non si avvertivano gli stessi problemi, ma alcuni di natura opposta. Da 2 uomini e mezzo d’area si passa a 1 uomo e mezzo d’area, vista la tendenza nel giocare lontano a canestro di Smith. Quest’ultimo dava un minimo apporto a rimbalzo e a livello di spaziature, levava spazio ai tiratori, appostandosi sul perimetro senza uno scopo.
Teletovic lascia SmithTeletovic lascia Smith una seconda voltaJosh Smith sbaglia il tiro
Su due situazioni di blocco al portatore Smith viene lasciato libero in entrambi i casi. Il portatore di palla viene raddoppiato e costretto a passare la palla. Nonostante stesse ricoprendo il ruolo di ala grande, è evidente come lui faccia il gioco della difesa tirando un long-two appena dopo aver ricevuto palla.
FASE DIFENSIVA
A livello difensivo, invece, il discorso è un po’ più complesso. Sappiamo tutti come J-Smoove sia un ottimo difensore, ma sono troppi i cali di tensione per un giocatore del suo calibro. Ed essendo la difesa dei Pistons molto aggressiva e portata ad accettare i cambi, la presenza in campo di Smith da ala piccola comportava dei cambi più difficili da contenere. Col numero 6 da ala grande, invece, il problema principale era a rimbalzo, in cui era praticamente isolato il centro di turno. 6,6 rimbalzi a partita e il 39,7% di rimbalzi contestati conquistati sono decisamente pochi per un’ala grande.
SENZA JOSH SMITH
FASE OFFENSIVA
È evidente come con la cessione dell’ex Hawks tutta la squadra sia diventata 
più produttiva dal punto di vista offensivo. Il pick and roll tra Jennings e Monroe/Drummond è diventata un’arma quasi indifendibile per gli avversari. Non coinvolgere un terzo difensore nella rotazione significa lasciare il play e il lungo in una situazione di 2 vs 2. E attualmente non consiglierei a nessuno di trovarsi in una situazione del genere: nel mese di gennaio l’ex Virtus sta tirando col 46,2% dal campo e col 43,9% da 3 in pullup, mentre i due lunghi titolari con più del 49% dal campo combinato.
Jennings e Drummond giocano un pick and rollOgnuno rimane accoppiato col suo uomo e Jennings mette il floater
In questa situazione di pick and roll nessuno aiuta su Jennings, ma tutti restano accoppiati con il proprio uomo. In modo tale l’ex Virtus ha vita facile e può con concludere col floater.
Se invece viene coinvolto un terzo difensore i vari Meeks, Singler, Jerebko, Augustin ecc. sono in grado di segnare da fuori. Gli isolamenti, per le stesse statistiche di tiro di Jennings, Monroe e Drummond già riportate in precedenza, sono diventati più efficaci, poiché in caso di raddoppio è sicuramente più produttivo scaricarla fuori per un Singler o un Meeks o chi per loro piuttosto che per Josh Smith; in caso di 1 contro 1, le tre bocche da fuoco principali riescono piuttosto spesso a muovere la retina nell’ultimo mese.
Jennings e Monroe giocano un pick and rollAmir Johnson aiuta troppo su Jennings e lascia solo JerebkoJerebko fa saltare Amir Johnson e la ripassa a JenningsJennings fa saltare James Johnson e la passa a DrummondDrummond conclude con un facile appoggio
In quest’azione Jennings e Monroe giocano un pick and roll dal lato destro. Amir Johnson aiuto troppo sul play e si fa battere da Jerebko. Si crea così una situazione di 2 vs 1 per l’attacco. Il vantaggio viene mantenuto con la penetrazione di Jennings, pertanto Monroe ha vita facile sotto canestro.
FASE DIFENSIVA
Contrariamente a quanto molti si aspettavano la squadra ha giovato del taglio di Smith anche quando sono gli altri a dover attaccare. Intensità e atletismo sono le due parole d’ordine, che sono alle base dei recenti successi difensivi della franchigia del Michigan. Nell’ultimo mese la difesa sta subendo solo 98,4 punti a partita.
In realtà i principi tattici di Van Gundy sono rimasti gli stessi, ma era evidente come J-Smoove difendesse senza cattiveria agonistica, la quale è proprio quello che SVG chiede ai suoi. Indice di un netto miglioramento sono i dati sui rimbalzi, fondamentale nel quale i Pistons eccellono. Basti pensare che stanno raccogliendo 45 rimbalzi a partita e che i due lunghi titolari, Drummond e Monroe, stanno conquistando rispettivamente il 49,9% e il 40,8% dei rimbalzi contestati.
In conclusione, nell’eterna lotta tra pathos e logos, tra razionalità e irrazionalità, i Detroit Pistons sembrano essersi accaparrati i favori di entrambe le parti, col taglio di Josh Smith. Squadra psicologicamente al top e ostica in campo. E Chissà se basterà per arrivare a giocarsi le proprie carte ai playoff.
Per Nba Passion,
Antonio Greco

Grizzlies @Lakers 102-90: Memphis tiene a distanza Phoenix per l’ultimo posto disponibile per i playoff (video)

Grazie alla vittoria  @Staples Center di Los Angeles, i Grizzlies si confermano all’ottava posizione, ultimo posto disponibile per accedere alla post season: dovranno guardarsi le spalle dalle ambizioni dei Suns, in piena lotta per l’ultima piazza per i playoff : stanotte c’è lo scontro diretto che rappresenta un vero e proprio spareggio per le due franchigie.

Mike-Conley (1)

 

Gara praticamente mai in discussione quella della scorsa notte, dove i Lakers chiudono il primo tempo sotto di un solo punto,  con il 58% dei tiri realizzati.

Seconda frazione di gara completamente diversa per gli uomini di D’Antoni con il 28% dal campo e con un terzo quarto disastroso (17-34) che consegna di fatto la gara in mano ai Grizzlies grazie ad un parziale di 26-8 prodotto da Mike Conley (best scorer della serata con 24 punti, 1 rimbalzo e 8 assist), Tayshaun Prince (9 pts, 5 rbz, 2 ass) e dal solito Marc Gasol (doppia-doppia con 18 punti, 15 rimbalzi e 4 assist).

Zach Randolph chiude con 10 punti, 6 rimbalzi e 4 assist mentre Mike Miller mette a referto 13 punti conditi da 5 rimbalzi e 2 assist.

Per i padroni di casa Jodie Meeks è il miglior marcatore con 20 punti, Wesley Johnson va in doppia-doppia con 15 punti, 15 rimbalzi e 4 assist.

Per Los Angeles non erano della gara: Kobe Bryant (stagione finita per lui), Pau Gasol (vertigini), Chris Kaman (strappo polpaccio destro), Steve Nash (solite infiammazioni) e Kent Bazemore (problema ad un tendine del piede destro).

Dal 1976 ad oggi, è la terza volta totale che i Lakers non vanno ai playoff.

 

UP Next for the Grizzlies : stanotte @Phoenix

UP Next for the Lakers : stanotte @Utah

 

VIDEO :

http://www.youtube.com/watch?v=J_afeqp-RZ8

 

Thunder @ Lakers 110-114: careerhigh per Jodie Meeks, delusione Westbrook (video)

Oklahoma City cede il passo a Los Angeles: nonostante una prima parte di gara dominata da KD e compagni, la truppa di Scott Brooks si fa prima rimontare e poi superare dai Lakers nel terzo quarto.

San Antonio Spurs v Los Angeles LakersThunder@Lakers apre un quartetto di sfide micidiali per i ragazzi di Mike D’Antoni, che nei prossimi giorni saranno attesi alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City per ripetere la sfida di ieri sera e poi dovranno affrontare per due volte anche l’altra regina dell’ovest, i San Antonio Spurs. 

Ma Pau Gasol e compagni, aggrappandosi all’eccezionale prestazione di Jodie Meeks (career-high alla “durantiana” quota di 42 punti), riescono a ribaltare tutti i pronostici, aggiudicandosi il primo incontro della serie. Sembrava tutto facile per i Thunder, che stavano sul +18 già nel secondo quarto (46-28) e forse hanno creduto troppo presto di avere la gara in pugno. Le prime avvisaglie di pericolo arrivano già sul finire della seconda frazione, ma è al rientro dall’intervallo lungo che Jodie Meeks, aiutato da Gasol, riesce davvero a mettere il turbo, con un break di 10-0 che porta al primo vantaggio Lakers (70-71), puntellato poi da due delle sei triple della guardia di Los Angeles. Oklahoma City sbaglia tutto e lascia scorrere, resta indietro di più di dieci punti, e non riesce più a ricucire lo strappo. Russell Westbrook incappa in 8 palle perse, si ferma a 5/13 da due e 2/10 da tre, lasciando la sua squadra in panne. Nonostante un’ottima prestazione di Ibaka e una tripla doppia di KD, i Thunder restano al palo a Los Angeles, lasciando per strada una vittoria abbordabile e soprattutto il comando della Western Conference.

Lakers: Meeks 42 pts (6/11 da tre); Gasol 20 pts, 11 reb; Kelly 12pts, 8 ast, 5 reb.
Thunder: Durant 27 pts(4/11 da tre), 12 ast, 10 reb; Ibaka 21 pts, 15 reb; Westbrook 20 pts, 8 ast, 7 reb.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=CqF3DMd2FZg?feature=player_detailpage&w=640&h=360]

 

Virgenia Sanfilippo, @sanfi_fm

Los Angeles Lakers @ Golden State Warriors 83-102: Iggy non va, ci pensano i lunghi di Oakland

I Lakers venivano da due vittorie consecutive, l’ultima conquistata contro i T’wolves, seppur senza Bryant. I Worriors invece erano reduci dalla bruciante sconfitta arrivata all’ultimo secondo contro San Antonio. Il primo tempo era trascorso in sostanziale parità tra le due franchigie (42-46), ma nel terzo quarto arriva l’allungo dei padroni di casa: un break di 6-18, con 8 punti e due triple di Thompson, porta il parziale sul 48-64 per i Warriors, coi Lakers, senza più Marshall e senza Gasol, che non riusciranno più a riportarsi in vantaggio. Risultato finale 83-102. Stephen Curry fa il suo come al solito, ma saranno i 20 rimbalzi recuperati da Bogut e i 10 di Lee a portare l’inerzia di una gara da deludenti percentuali al tiro (32.5% per i Lakers, 38.8% per i Warriors) nelle mani di Golden State, che recupera la maggior parte dei punti dalle triple, 12/31 (38.7%), 4 a testa per Curry e Thompson. Solo 3 punti in 24 minuti per Andre Iguodala. Fra i Lakers, bella prova di Young dalla panchina, top scorer con 20 punti.

david lee

Numeri

Los Angeles: Young (20 pts, 4/12 da due), Hill (14 pts, 10 reb), Meeks (13 pts, 4 ast), Henry (13 pts),  Kaman (10 pts, 17 reb).

Golden State: Lee (19 pts, 8/18 da due, 10 reb), Curry (18 pts, 4/9 da tre, 9 ast), Thompson (17 pts, 4/8 da tre),  Bogut (12 pts, 20 reb).

Blazers rullo compressore, asfaltano anche i Lakers: 114-108 per Portland allo Staples Center (VIDEO/Highlights)

Portland passa allo Staples Center 114-108, grazie ad un pauroso 41-24 nel terzo quarto che coprirà le spalle dei Blazers dal ritorno dei Lakers nell’ultimo periodo. Los Angeles trova 60 miracolosi punti dalla panchina, non potendo fare affidamento su un Pau Gasol da 6 punti, con Xavier Henry top scorer a quota 27 punti (career high) e l’aiuto di Nick Young e Robert Sacre con 17 e 12 punti. henry, lopezTutta la formazione titolare dei Lakers ha un plus/minus negativo (Gasol -21, Hill -21, Blake -20, Meeks -15), nonostante i 20 punti di Jodie Meeks, mentre Henry e Sacre fanno registrare un +23 e un +15, grazie soprattutto ad un quarto quarto da 34-20 per i Lakers, con 11 punti per Henry e 6 punti per Sacre. Ma il vantaggio di Portland era troppo elevato perchè questi Lakers potessero impensierire un duo Lillard-Aldridge da 53 punti e il punteggio finale si fissa sul 114-108 per Portland. Tra i Blazers si segnala la double double di Lopez con 12 punti e 12 rimbalzi. aldridge, Hill

Portland (14-3) conquista la dodicesima vittoria sulle ultime 13 partite, e con 14 successi e solo 3 sconfitte si assesta al primo posto della Western Conference, a pari merito con San Antonio. I Lakers (9-9), invece, in attesa del rientro di Bryant a Sacramento, subiscono una prevedibile battuta d’arresto dopo le vittorie esterne a Brooklyn e a Detroit.

VIDEO/Highlights

Numeri

Portland: Aldridge (27 pts, 9 reb), Lillard (26 pts, 9 ast), Matthews (17 pts), Lopez (12 pts, 12 reb), Batum (9 pts, 9 reb, 9 ast).
Los Angeles: Henry (27 pts, 7/8 da due, 5 reb), Meeks (20 pts), Young (17 pts), Blake (13 pts, 9 ast), Sacre (12 pts, 7 reb).

PCT squadre

Trail Blazers: FGM-A 43.7% (38-87), 3PM-A 39.1% (9-23), FTM-A 85.3% (29-34).

Lakers: FGM-A 46.0% (40-87), 3PM-A 35.7% (10-28), FTM-A 78.3% (18-23).

Lakers, Marc vince la sfida dei Gasol, Faried blocca Love e i T’Wolves, bene i Pistons male i Cavs

Minnesota Timberwolves-Denver Nuggets 113-117

Al Pepsi Center di Denver, i Nuggets (4-4) conquistano la loro terza vittoria consecutiva, e la terza in casa, contro i Twolves. Partita difficile, giocata al massimo da entrambe le franchigie, ma Denver manda in doppia cifra 7 giocatori, mentre Minnesota deve fare a meno di quella decina di punti standard di Rubio (0/5 FGM-A) e allora i 28 punti di Love, coi 27 di Martin, non bastano più. Fondamentali nel finale il ritorno di Wilson Chandler (19 punti) e i 13 punti di Andre Miller.

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Numeri

Denver Nuggets: Chandler (19 pts), Faried (16 pts, 10 reb), Lawson (14  pts, 10 ast), Miller (13 pts), Hickson (12 pts, 11 reb), Mozgov e Fournier (10 pts).

Minnesota Timberwolves: Love (28 pts, 10 reb), Martin (27 pts), Barea (21 pts), Pekovic (14 pts, 6 reb), Cunningham (12 pts), Brewer (11 pts), Rubio (12 ast, 8 reb).

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Detroit Pistons-Sacramento Kings 97-90

Detroit (3-5) ritrova la vittoria contro una Sacramento (2-6) chiassosa (il pubblico della Sleep Train Arena, raggiungendo 126 decibels, conquista il Guinnes world record come il più rumoroso al mondo in un’arena al chiuso) ma poco concreta, che si affida ai soli 26 punti e 13 rimbalzi di DeMarcus Cousins, accompagnato da Isiah Thomas e Greivis Vasquez con 18 e 13 punti, per tentar di tener testa ai Pistons. Detroit, dal canto suo, ha la fortuna di ritrovare Josh Smith, che, dopo l’orribile prestazione contro Golden State, ritrova 21 punti, 8 rimbalzi e 7 assist, con una buona precisione al tiro (6/13). Il nostro Datome viene utilizzato per un misero minuto tra il primo e il secondo quarto, ma mette comunque a segno i suoi 2 onesti punti. Potrebbe essere l’arma in più di Detroit, ma al momento viene sfruttato poco e male. Buona prestazione del solito Drummond e di Rodney Stuckey dalla panchina.

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Numeri

Detroit Pistons: Smith (21 pts, 8 reb, 7 ast), Stuckey (16 pts, 4 reb, 4 ast), Drummond (15 pts, 18 reb), Jennings (11 pts, 9 ast).

Sacramento Kings: Cousins (26 pts, 13 reb), Thomas (18 pts, 7 ast), Vasquez (13 pts, 6 ast).

Fonte: RMTip21 (flickr)
Fonte: RMTip21 (flickr)

Memphis Grizzlies-Los Angeles Lakers 89-86

Ennesima sconfitta per i Lakers, in attesa dei ritorni di Steve Nash e del Mamba, soprattutto: senza di loro, i Lakers d’emergenza hanno racimolato solo 4 vittorie su 11 gare. Ma la vittoria dei Grizzlies (4-5), la prima in trasferta, non può certo dirsi schiacciante: le due franchigie sono state testa a testa per tutta la gara, Los Angeles stava a -3 a 12 secondi dal termine, ma poi due liberi di Randolph, migliore in campo, hanno messo la firma sulla vittoria di Memphis. I Lakers hanno trovato una buona prestazione in Jodie Meeks, che fa 25 punti con 10/16 al tiro.

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Numeri

Los Angeles Lakers: Meeks (25 pts), Young (18 pts), Hill (12 pts), P. Gasol (10 pts,  13 reb), Blake (9 pts, 10 ast).
Memphis Grizzlies: Randolph (28 pts, 11 reb), M. Gasol (18 pts, 8 reb, 8 ast), Allen (12 pts, 6 reb), Conley (11 pts, 7 ast).

Gasol

Charlotte Bobcats-Cleveland Cavalier 86-80

I Cavs si rivelano ancora una volta molto fragili e non riescono a sfruttare il fattore campo contro i modesti Bobcats: Irving non è al meglio della forma e gioca con una maschera al volto e viene limitato e non poco chiudendo lo stesso con 18 punti e 10 assist. I Bobcats approfittano della scarsa vena sotto canestro dei vari Thompson, 6-15, Varejao, Miles 4-13 e Irving 5-16 e portano 5 giocatori in doppia cifra, tra cui spicca sicuramente Kidd-Gilchrist, che ne mette 16, con 8 rimbalzi.
Da rivedere i Cavaliers che questa notte giocheranno contro i Wizards a Washington: fuori casa per Irving e compagni 6 sconfitte su 6, un record impietoso, mentre per i Bobcats impresa impossibile in casa contro i campioni di Miami.

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Numeri:

Bobcats: Michael Kidd-Gilchrist (16 pts, 8 reb), Josh McRoberts (13 pts, 5 reb, 4 ast), Kemba Walker (12 pts, 7 ast)
Cavaliers: Irving (18 pts, 10 ast), Tristan Thompson (15 pts, 10 reb), Earl Clark (15 pts)