I Philadelphia 76ers guardano avanti, Embiid: “Toronto, non sarà facile, poi Celtics o Bucks…”

Troppo grande l’impresa affrontata dai Brooklyn Nets, troppo forti i Philadelphia 76ers nonostante le condizioni precarie del ginocchio di Joel Embiid. I Sixers dominano gara 5 tra le mura amiche del Wells Fargo Center di Philadelphia ed accedono alle semifinali della Eastern Conference. Sul loro cammino ora i ruvidi Toronto Raptors.

76ers-Nets termina 122-100, i padroni di casa affondano il piede sul gas sin dalla palla a due ed il primo tempo si chiude sul 60-31 per Ben Simmons e compagni, mentre i Brooklyn Nets non riescono letteralmente a segnare.

Le emozioni post rissa Jared Dudley-Jimmy Butler e la frustrazione per aver perso in volata gara 4 hanno la meglio sui Nets.

D’Angelo Russell termina in malo modo una stagione da incorniciare, chiudendo con 8 punti ed un brutto 3 su 16 dal campo, e Brooklyn non va oltre il 38.7% al tiro, perdendo nettamente la lotta a rimbalzo (45-32).

Soli 20 minuti di gioco per Embiid, che non si nega però la consueta doppia-doppia (23 punti e 13 rimbalzi). Un Jimmy Butler disciplinatissimo per tutta la serie chiude con 9 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 3 recuperi, mostrando la disponibilità nel rinunciare a tiri e gloria personale per il bene della squadra, incidendo sulle partite con grandissima presenza difensiva e leadership.

Procediamo una partita alla voltaCosì un fiducioso Joel Embiid nel post gara “Ma sappiamo che possiamo vincerle tutte, abbiamo talento e capacità per farlo. Ci vorrà tantissimo impegno, la NBA è piena di ottime squadre ed ora ne incontreremo una (i Raptors, ndr), come non sarà facile affrontare una tra Boston e Milwaukee. Poi toccherà all’Ovest, e non sarà facile“.

Come riportato da ESPN, nei 49 minuti giocati assieme dai quattro assi Embiid, Simmons, Butler e Harris, i Philadelphia 76ers hanno battuto i Nets per 141-70: “Abbiamo una squadra che lentamente si adatta sempre di più a giocare assieme” Così coach Brett Brown “I Ragazzi sono insieme da poco tempo, non hanno auto il lusso di familiarizzare, raggiungere il secondo turno era un obiettivo minimo, ed ora ce l’abbiamo fatta, C’è ancora tanta strada da fare“.

Anche in una partita senza storia non sono mancate scintille. Nel quarto quarto, a poco più di due minuti dalla sirena finale, uno scontro tra Jonah Bolden dei Sixers ed i lettone Rodion Kurucs genera un accenno di rissa e l‘espulsione per i due, assieme a Greg Monroe e Dzanan Musa dei Nets.

Il GM dei Nets Sean Marks sospeso e multato per proteste dopo gara 4

Sixers-Nets streaming

Sean Marks, general manager dei Brooklyn Nets, è stato multato e sospeso dalla NBA per essere entrato negli spogliatoi riservati agli arbitri nel post gara 4 tra Nets e Philadelphia 76ers.

Per Sean Marks una sanzione di 25mila dollari ed una “giornata” di squalifica senza stipendio, come da regolamento. L’executive dei Nets avrebbe cercato di chiedere spiegazioni circa la mancata espulsione di Joel Embiid per un duro fallo su Jarrett Allen, fallo che ha generato nel terzo quarto di gara la doppia espulsione di Jared Dudley e Jimmy Butler.

Embiid è stato punito per la seconda volta in questa serie con un “flagrant 1” (meno grave e che non comporta l’espulsione diretta rispetto all’1), la prima volta per una gomitata allo stesso Allen in gara 2.

Secondo uno dei protagonisti del tentativo di rissa di sabato, Jared Dudley, la sua reazione ha avuto il merito di sollevare la questione sui falli duri di Embiid, e del comportamento irrispettoso del centro camerunense dei 76ers: “Prima la gomitata in gara 2, le risate e poi questo… c’è stata una sorta di escalation (…) ho voluto mandare un messaggio: quando un giocatore si prende un flagrant – che avrebbe dovuto essere un flagrant 1, ed Embiid è secondo nella NBA per falli del genere – poi non dovrebbe andare a ridere in conferenza stampa. Ciò che è successo (in gara 4, ndr) è ciò che si deve aspettare“.

Joel Embiid torna e domina gara 4, Nets KO: “Dudley? Non è nessuno, io ci sono”

Non bastano ai Brooklyn Nets il “sacrificio” di Jared Dudley, che si scaglia contro Joel Embiid per difendere il compagno Jarrett Allen e viene espulso (assieme a Jimmy Butler), e la grande partita di Caris LeVert per pareggiare la serie contro i Philadelphia 76ers.

Al Barclays Center di Brooklyn, New York, gara 4  tra Sixers e Nets termina 112-108. E’ una tripla dall’angolo di Mike Scott a 18 secondi dal termine a risolvere partita e probabilmente serie per gli uomini di coach Brett Brown.

76ers che riaccolgono Joel Embiid, in grado di giocare nonostante un ginocchio malmesso, e che modificano le rotazioni dando spazio a James Ennis III al posto di T.J. McConnell. Quintetto stravolto invece per coach Kenny Atkinson, che inserisce Dudley e e LeVert al posto del lettone Rodion Kurucs e di DeMarre Carroll.

La partita è fisica, Philadelphia si ritrova subito ad inseguire ma il talento di Embiid, Butler, Simmons e Harris è troppo per cedere e Brooklyn non riesce a distanziare gli avversari. Caris LeVert cerca ed attacca con ostinazione i cambi difensivi dei Sixers, Jarrett Allen lotta contro Embiid ed approfitta nel primo tempo della ridotta mobilità del camerunense per affondare due schiacciate al volo che scaldano il Barclays Center.

76ers-Nets, Joel Embiid: “Jared Dudley? Giocatore inutile, io troppo importante per reagire”

D’Angelo Russell è attivo ma impreciso al tiro, Butler e Harris tengono i Sixers a contatto ed a metà terzo quarto le tensioni in campo si sfogano dopo un brutto fallo di Joel Embiid su Jarrett Allen lanciato a canestro.

Embiid “stende” Allen, Jared Dudley non gradisce e parte alla ricerca di Embiid, lo spintona, Jimmy Butler cerca a sua volta Dudley e ad uno ad uno i giocatori finiscono allacciati sulla riga di fondo, mentre coach e arbitri tentano di dividere i due gruppi.

Non si va oltre le spinte, ma i gesti di Embiid, Dudley e Butler vengono puniti con un “flagrant foul” per il lungo dei 76ers, e con la doppia espulsione per L’ex Twolves (autore fin lì di una partita solidissima) e per Dudley.

Spietato il commento di Embiid a fine gara sull’episodio: “Gli avversari mi provocano perché vorrebbero che reagissi, oggi non ho reagito alla spinta, perché ho ritenuto che alla mia squadra io serva più di quanto (ai Nets, ndr) serva Jared Dudley. Il fallo? Non era un ‘flagrant’, sono andato per la palla. Dudley? Lui è un signor nessuno, io sono troppo importante per la mia squadra per farmi tirare dentro in queste cose. Il ginocchio? Non riesco ad allenarmi, è dura ma sono qui a combattere con i mie compagni“.

Mike Scott per il sorpasso 76ers, Brown: “Embiid dominante”

I 76ers, squadra ruvida, traggono energia dall’incidente e James Ennis III rimpiazza Butler al meglio delle sue possibilità. Ben Simmons schiaccia, Embiid domina sul più piccolo Rondae Hollis-Jefferson e Philadelphia impatta la gara.

Caris LeVert (26 punti, 5 rimbalzi e 6 assist) e Spencer Dinwiddie (18 punti) non si arrendono, J.J Redick ritrova il canestro dopo un secondo tempo “a secco” ed Embiid imbecca Mike Scott dall’angolo a 18 secondi dalla sirena finale per il tiro del +2 Phila (110-108).

Sull’ultimo possesso Nets, D’Angelo Russell trova Jarrett Allen sotto canestro, ma la difesa dei Sixers si chiude e Ben Simmons strappa il pallone dalle mani del lungo di Brooklyn. Tobias Harris (24 punti, 8 rimbalzi e 6 assist) segna i due tiri liberi, chiude la gara e fa 3-1 Sixers nella serie.

Partita sontuosa di un Joel Embiid limitato da un ginocchio in condizioni precarie: 31 punti, 16 rimbalzi, 7 assist e 6 stoppate in 32 minuti di gioco. Così coach Brett Brown sulla sua star: “E’ stato dominante. Basta davvero guardare ai numeri, ed all’impatto che questi dimostrano… dominante, davvero“.

76ers, Joel Embiid (ginocchio sinistro) rimane “in forte dubbio” per gara 4 contro i Nets

Philadelphia 76ers, Joel Embiid “in forte dubbio” per gara 4 contro i Brooklyn Nets, i persistenti problemi al ginocchio sinistro potrebbero costringere la star dei Sixers a saltare la seconda partita consecutiva.

In questa serie sto preparando le partite con l’idea che Joel (Embiid, ndr) non ci saràCosì coach Brett BrownOgni giorno dipende da come Embiid si senta, e dal parere del nostro staff atletico ovviamente, non sono stato sorpreso dalla sua assenza in gara 3, non lo sarò se non ci sarà in gara 4“.

Joel Embiid è da ormai due mesi alle prese con un problema di tendinite al ginocchio sinistro. Il camerunense ha giocato solo 10 partite dalla pausa per l’All-Star Game di Charlotte, ed un totale di 45 minuti nelle prime due gare della serie, prima di fermarsi in gara 3.

Siamo in una situazione in cui dobbiamo guadagnare tempo” Continua Brown “Possiamo vincere presto la serie e guadagnare qualche giorno di riposo?“.

Greg Monroe prenderà di nuovo il posto di Embiid in quintetto in caso di forfait: “In gara 3 la sua performance è stata eccellente. Monroe è un veterano ed in questi ultimi mesi si è spostato parecchio“. Boban Marjanovic (14.3 punti di media  nella serie con il 61.5% al tiro) si dividerà i minuti con l’ex giocatore di Detroit Pistons, Milwaukee Bucks e Toronto Raptors.

La presenza in campo di Joel Embiid sarà decisa solo nei minuti precedenti la palla a due, prevista per sabato 20 aprile alle ore 21.00 italiane.

Nets KO, super terzo quarto dei Philadelphia 76ers, Embiid: “Tutti importanti”

Philadelphia Sixers

Ben Simmons, Joel Embiid e compagni non ci stanno. Non sono davvero la squadra spenta e senza idee vista in gara 1 della serie contro i Brooklyn Nets. In effetti l’hanno dimostrato in gara 2. I Philadelphia 76ers hanno spazzato via gli avversari con un perentorio 123-145.

Da incorniciare il terzo quarto di squadra: 51 punti, 18/25 dal campo, 4/6 da tre e 11/11 dalla linea del tiro libero.

Se dunque la squadra di Coach Brett Brown voleva dare una dimostrazione di forza ci è riuscita. Ben Simmons, che era stato anche polemico con i tifosi, ha chiuso con una tripla doppia da 18-10-12, mentre Joel Embiid ha continuato a giocare nonostante la solita tendinite al ginocchio sinistro, chiudendo con 23 punti e 10 rimbalzi in 20 minuti di gioco.

Sembra tornato il sereno sul Wells Fargo Center

Le parole dei protagonisti testimoniano come sia cambiato tutto rispetto al postpartita di gara 1. Le facce scure e nervose dei giocatori hanno lasciato spazio a espressioni più distese e anche a risate.

Joel Embiid, in conferenza con Ben Simmons, chiede scusa a Jarret Allen per una gomitata rifilatagli, a detta sua in modo involontario, provocando ilarità generale:

Simmons ha commentato così la sua prestazione, con un sorriso:

“Ho solo cercato di essere me stesso… stavo pensando ai fischi dell’ultima volta, ho molto affetto per questa città”

Embiid ha invece ricordato l’importanza del gruppo:

“Tutti devono dare qualcosa, siamo tutti importanti”

Come riportato da Dave McMenamin, Jimmy Butler ha descritto la furia di Coach Brett Brown all’intervallo, che ha spinto i 76ers alla super prestazione in uscita dagli spogliatoi:

“E’ arrivato dicendo un po’ di parolacce, mi ha molto sorpreso a essere sincero, ma l’ho adorato a dire la verità, questa è l’energia che mi piace. Ha messo le cose in chiaro, come stavamo giocando non era pallacanestro vincente. Si è accertato che tutti uscissero e facessero il loro compito”

Coach Brown ha lodato il terzo quarto dei suoi dal punto di vista difensivo:

“E’ stato importantissimo il modo in cui abbiamo difeso nel terzo periodo. Loro hanno grandi capacità offensive, anche nel tiro da 3. Il modo in cui siamo usciti in campo e li abbiamo fermati è stato molto importante”

76ers KO in gara 1, Amir Johnson e lo smartphone in panchina, Brown: “Inaccettabile, provvedimenti”

D'Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center

Sixers, sconfitta pesante ed il caso dello smartphone adoperato in panchina da Amir Johnson, durante il terzo quarto di gara 1 tra Philadelphia 76ers e Brooklyn Nets.

I Nets di D’Angelo Russell strappano gara 1 ai Sixers, 111-102 il risultato finale. Brooklyn in controllo per larga parte della gara, e che attende che il suo leader offensivo D’Angelo Russell si accenda.

19 punti sui 26 totali dell’ex giocatore dei Los Angeles Lakers arrivano nel secondo tempo, mentre i Sixers (con Joel Embiid, in dubbio sino all’ultimo) non trovano la via del canestro dalla distanza (3 su 25) e si affidano alla sola grinta di un Jimmy Butler da 36 punti finali (23 nel primo tempo).

Embiid è in campo, ma dopo un buon inizio la fatica si fa sentire. Il camerunense si accontenta di soluzioni dalla distanza che fermano l’attacco Sixers e mandano fuori ritmo Embiid, che chiude la sua gara con 22 punti e 15 rimbalzi, ma con 5 su 15 al tiro (0 su 5 da tre punti).

I Brooklyn Nets costruiscono lentamente un solido vantaggio, mentre il Wells Fargo Center fischia sonoramente i padroni di casa incapaci di seguire un irriducibile Butler. Male Tobias Harris al suo esordio ai playoffs (4 punti e 7 rimbalzi in 41 minuti), male J.J. Redick che paga i problemi di falli.

Caris LeVert e D’Angelo Russell chiudono la gara, mentre in panchina Amir Johnson e Joel Embiid… controllano lo smartphone.

Sixers, Brett Brown: “Lo smartphone in panchina di Amir Johnson? Inaccettabile”

Coach Bret Brown adirato per la sconfitta che mette subito in salita la strada per i suoi Sixers, e per l’episodio dello smartphone “catturato” in panchina nelle mani di Amir Johnson, con i Nets in vantaggio di 16 punti:

Inaccettabile. Affronteremo immediatamente la cosa, a porte chiuse. Sospensione? Non posso dirlo, dovremo vedere di che cosa si è trattato, al momento non ne sappiamo abbastanza. Di certo è una cosa su cui non potremo passare, prenderemo le misure necessarie

Le telecamere di ESPN hanno pescato Johnson estrarre il suo smartphone dalla tasca e mostrare rapidamente a Embiid, seduto al suo fianco, un messaggio di testo.

Dopo la gara, Joel Embiid ha giustificato Amir Johnson (che era a referto come giocatore inattivo, seppur “cambiato”)  spiegando come Johnson stesse controllando il telefono “per ricevere informazioni su sua figlia”, accennando alle sue condizioni di salute.

Mi assumo la piena responsabilità di quanto accaduto, e ne accetterò le conseguenze” Così Amir Johnson in un comunicato post garaMi scuso con i miei compagni, con la squadra e con i tifosi per quanto accaduto“.

I Philadelphia 76ers hanno multato il giocatore per condotta inappropriata e dannosa per la squadra.

Sixers, Joel Embiid in forte dubbio per gara 1

Embiid back-to-back-Programmazione Sky Sport NBA

I Philadelphia Sixers fanno sapere che la presenza della loro stella, Joel Embiid, è in forte dubbio per gara 1 di stasera. Alle ore 20.30 italiane la franchigia della Pennsylvania scenderà in campo in casa contro i Brooklyn Nets di coach Kenny Atkinson.

L’eventuale assenza del camerunense, per via di un problema al ginocchio sinistro, potrebbe essere una grave perdita per coach Brett Brown.

Il centro dei Sixers è il giocatore più prolifico e con maggior leadership di un roster pieno di stelle, come i vari Jimmy Butler, Ben Simmons, Tobias Harris e J.J. Redick, ma che non hanno lo stesso peso di Joel nell’economia della squadra. Non a caso gran parte del merito delle 51 vittorie realizzate in questa regular season dai 76ers lo si deve alle eccezionali prestazioni del loro numero 21.

Joel Embiid in dubbio per gara 1 a causa di un problema al ginocchio accusato dopo l’All-Star Game

Embiid ha dichiarato che ha iniziato a sentire dolore al ginocchio già dopo essere tornato dalla pausa All-Star di febbraio, ma che ha voluto giocare lo stesso in quanto non lo riteneva una cosa seria, stando a quanto riporta Winters.

Il due volte All-Star, nella sua terza stagione in NBA, ha aumentato ancora le sue medie stagionali. 33.7 minuti, 27.5 punti, 13.6 rimbalzi, 3.7 assist e 1.9 stoppate per partita in 64 presenze, queste le medie del camerunense. Il tutto tirando con il 48.4% dal campo, il 30% da oltre l’arco e l’ 80.4% dalla lunetta.

Inside the duel: Sixers-Nets

Sixers-Nets streaming

Tra le agguerrite sfide che caratterizzano questo primo turno di playoff non può mancare quella tra i Philadelphia Sixers e i Brooklyn Nets. Due modelli di rinascita differenti, reduci da annate buie, e oggi nuovamente tra le prime otto della Eastern Conference. I Sixers hanno raggiunto l’apice del loro Process, come confermato anche dal GM Elton Brand. Gli arrivi in corso d’opera di  Jimmy Butler e Tobias Harris (entrambi free agent a luglio) confermano le alte ambizioni della franchigia, che quest’anno punta almeno alle finali di conference. Philly ha chiuso la regular season al terzo posto, ma senza mai dare l’impressione di avere quel ‘quid’ in più rispetto ai Bucks o Raptors. Non a caso detiene record negativi contro le prime della conference (1-3 vs Toronto, 1-2 vs Milwaukee e  1-3 vs Boston). Non un bel segnale in vista di eventuali semifinali. Desta preoccupazione anche l’alchimia di squadra non proprio idilliaca che in post-season avrà un’importanza capitale.

 

A sfidarli una franchigia che mancava ai playoff da cinque anni. Allora avevano a roster Pierce, Garnett, Williams, Johnson e Lopez, con il monte salari più alto della lega e avendo perso scelte su scelte a causa della trade con Boston. Quella mossa però si rivelò un flop senza precedenti. Tra le macerie lasciate da quei pesanti contratti i Nets ripartono da coach Kenny Atkinson e da quella testa calda di D’Angelo Russell. In pochi anni risalgono la china, scoprono degli insospettabili talenti come Caris LeVert, Jarrett Allen e Spencer Dinwiddie. I Brooklyn Nets sono una delle più belle favole di questa stagione. Un piccolo capolavoro partito dall’addio dei Big Three. Il segreto di questi Nets sta nella cultura, nella competenza, nella fiducia che hanno sempre nutrito verso i loro giocatori, senza aggravare il cap con costosi contratti e senza sbandierare alcun Process.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Philadelphia 76ers

  • Record: 51-31 (#3, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 112.7
  • Defensive rating: 109.9
  • Team leaders: Joel Embiid (27.5 PTS), Joel Embiid (13.6 REB), Ben Simmons (7.8 AST)

Brooklyn Nets

  • Record: 42-40 (#6, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 108.6
  • Defensive rating: 108.9
  • Team leaders: D’Angelo Russell (21.1 PTS) Ed Davis (8.6 REB), D’Angelo Russell (7 AST)

 

SIXERS-NETS: IL DUELLO

Cose aspettarci da questa serie? Sicuramente tanto dinamismo, difesa e contropiede. I Sixers in queste partite tendono a metterla sul piano fisico ed emotivo per innervosire gli avversari. Joel Embiid è un professionista a tal proposito. Il peso dell’attacco verterà sulle spalle del centro camerunese, praticamente immarcabile sotto le plance. La maggior parte dei punti della squadra sono infatti confezionati nel pitturato. I Nets dovranno costantemente raddoppiarlo o, se non fosse possibile, mandarlo a sinistra dove detiene una percentuale di realizzazione non eccellente. Ma attenzione a non lasciare troppo spazio per il tiro da tre punti. JJ Redick ed Harris si sono rivelati cecchini infallibili oltre l’arco e anche Butler ha preso maggior confidenza nel tiro da fuori. L’ex Bulls sarà l’ago della bilancia di questa serie, tanto in difesa quanto in attacco. Se riuscirà a limitare Russell e al contempo spalleggiare Embiid nell’altro lato del campo, i Sixers avranno già messo un piede nelle semifinali di conference. Tobias Harris è uno scorer di primo pelo, capace di segnare in ogni contesto e in ogni modo. Saranno però i suoi primi playoff in carriera e l’emozione talvolta può giocare brutti scherzi. Capitolo Ben Simmons: il ROY in carica è diventato un giocatore prevedibile per gli avversari, non avendo migliorato la sua tecnica di tiro o comunque evoluto il suo sistema di gioco. Occhio comunque ai pick and roll con Embiid, che tanti grattacapi ha causato alle difese avversarie, e alle transizioni offensive che l’australiano gestisce come pochi nella lega.

Simmons guida velocemente la transizione offensiva, la difesa non fa in tempo a schierarsi. Palla deliziosa a Redick che completamente libero mette a bersaglio una semplice tripla.

Philadelphia è dunque una compagine solida e talentuosa, ma non per questo povera di difetti: a causa del costante via vai in sede di mercato, il roster si è assemblato solo ad inizio febbraio. Una squadra nuova ha bisogno di mesi per imparare a convivere sul parquet e sviluppare la giusta chimica. Coach Brett Brown ha invece avuto solo qualche allenamento per inserire i nuovi arrivati. Se i Nets vogliono strappare questa insperata qualificazione, dovranno approfittare della scarsa intesa dei loro avversari. Inoltre malgrado gli arrivi di due All-Star affermate come Harris e Butler, la città dell’amore fraterno ha salutato Dario Saric, Wilson Chandler, Landry Shamet e Robert Covington. Nomi che non scalderanno i cuori dei tifosi ma che hanno degnamente contribuito alla rinascita dei Sixers, portando energia e punti in uscita dalla panchina. La second unit di Philly è infatti la peggiore della lega per produttività offensiva, spesso nessun panchinaro supera la doppia cifra. Il sesto uomo della squadra, Boban Marjanovic, ha una media di 8.6 punti a partita. In casa Nets invece l’imperativo è difendere. Jarrett Allen avrà il compito di limitare Embiid. Il classe 98′ ha mostrato una buona propensione difensiva come mostrano le 1.5 stoppate di media a partita (tra le vittime anche LeBron, Antetokoumpo e Davis), ma potrebbe non bastare. Gli esterni infatti dovranno sacrificarsi moltissimo in queste partite con costanti aiuti e recuperi. Sarà anche fondamentale bloccare tutti i tagli, sia quelli a canestro, sia quelli fuori area. Attenzione particolare a J.J. Redick che tira con il 37% nelle situazioni catch and shot. Per quanto concerne la tattica offensiva molto dipenderà da D’Angelo Russell. L’ex Lakers deve confermare in postseason quanto di buono fatto finora ed ottenere cosi la tanto aspettata consacrazione. La difesa avversaria tenderà spesso a raddoppiarlo, dovrà quindi evitare di incaponirsi come suo solito e giocare di squadra. L’arma letale di questi Nets è il tiro da fuori: 5 giocatori tirano con oltre il 35% e il fresco vincitore della gara da tre punti, Joe Harris, detiene il 47.4% con 6 tentativi di media a partita.

L’alta percentuale di realizzazione è frutto di un fluido giro palla atto a trovare il tiro più comodo libero possibile, scuola Spurs.

Al contrario di Philadelphia, la second unit di Brooklyn è tra le più fruttuose della lega: Spencer Dinwiddie e Caris LeVert sono i due migliori realizzatori del team dopo Russell ed entrambi subentrano a gara in corso. Il fattore inesperienza è sopperito dalla presenza di tre veterani come Dudley, Carroll e Crabbe che,  oltre a segnare triple, stanno facendo da chioccia al core di giovani presente a roster. Il vero tallone d’Achille non sta in quello che hanno ma in quello che non hanno: una superstar. Un giocatore dominante con Embiid o Butler, capace di caricarsi i compagni sulle spalle nei momenti di difficoltà. Molto spesso in RS Brooklyn ha peccato di discontinuità e di errori banali sul finale di partita che hanno compromesso la vittoria. È proprio per questa differenza di potenziale che l’ago pende dalla parte dei Sixers. Ci vorrà la serie perfetta per ribaltare il pronostico. Un’impresa difficile ma comunque non impossibile per la cenerentola della NBA.

 

SIXERS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Ben Simmons, #25
  • JJ Redick, #17
  • Jimmy Butler, #23
  • Tobias Harris, #33
  • Joel Embiid, #21
  • Boban Marjanovic, #51
  • Jonathon Simmons, #14
  • T.J. McConnell, #12
  • Mike Scott, #1
  • Furkan Korkmaz, #30
  • Greg Monroe, #55
  • Zhaire Smit, #8
  • Amir Johnson, #5
  • James Ennis III, #11
  • Haywood Highsmith, #7
  • Shake Milton, #18
NETS: ROSTER E ROTAZIONI
  • D’Angelo Russell, #1
  • Joe Harris, #12
  • Caris LeVert, #22
  • Jared Dudley, #6
  • Jarrett Allen, #31
  • DeMarre Carroll, #9
  • Spencer Dinwiddie, #8
  • Ed Davis, #17
  • Rondae Hollis-Jefferson, #24
  • Rodions Kurucs, #00
  • Dzanan Musa, #30
  • Alan Williams, #15
  • Shabazz Napier, #13
  • Tahjere McCall, #0
  • Theo Pinson, #10
  • Treveon Graham, #21

 

SIXERS-NETS STREAMING

Le gare tra i Philadelphia Sixers e i Brooklyn Nets saranno visibili in tre modi diversi:

  • Sixers-Nets sul decoder Sky, canale 206 (Sky Sport NBA)
  • Sixers-Nets streaming su Sky Go
  • Sixers-Nets streaming su NBA League Pass

Per i primi due basta abbonarsi a Sky e acquistare il pacchetto sport. Sarà cosi possibile assistere ai match comodamente sul proprio divano sia in diretta che in differita. Per  coloro che saranno fuori casa, la visione dei match non sarà comunque preclusa: Sky mette a disposizione dei propri abbonati anche servizi streaming per tablet, PC e smartphone ma solo per i live in diretta. Per il terzo metodo invece basta abbonarsi sul sito web NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e vedere cosi tutte le gare in streaming, anche in contemporanea su PC, tablet e cellulare. Bisogna però affrettarsi, i playoff stanno per cominciare.

D'Angelo Russell, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center
D’Angelo Russell.

Ci sono tutti i requisiti per assistere ad una serie divertente e spettacolare. I Sixers per portare a compimento The Process, i Nets per consolidare la rinascita ed attrarre talentuosi free agent in estate. La vincente affronterà in semifinale una tra i Toronto Raptors e gli Orlando Magic. Due squadre diverse ma accomunate da un solo obiettivo, vincere.

 

76ers, Joel Embiid (ginocchio) in dubbio per l’esordio ai playoffs? Brand: “Esiste questa possibilità”

Dunkest NBA 2018-2019

Elton Brand, General manager dei Philadelphia 76ers, teme che Joel Embiid possa non essere pronto per l’esordio ai playoffs.

I Sixers affronteranno i Brooklyn Nets di D’Angelo Russell, ma esiste la possibilità che Embiid non sia pronto per la prima partita, come riportato da Michael Lee di The Athletic.

Sono ottimista” Così Elton Brand “Penso che (Embiid, ndr) potrebbe farcela. Tuttavia al momento esiste la possibilità che possa saltare gara 1“. Gli ultimi due mesi di stagione regolare di Joel Embiid sono stati caratterizzati da un problema di tendinite al ginocchio sinistro.

I Philadelphia 76ers hanno usato con la star camerunese ogni cautela, fermandolo dopo l’All-Star Game di Charlotte per ben due settimane nel tentativo di risparmiare a Embiid minuti e carichi di lavoro extra in una stagione da massimo in carriera in punti (27.5), rimbalzi (13.6) e assist (3.7) in 64 partite disputate.

 

Giannis Antetokounmpo: “Centri, ali… fate pure, nessuno può fermarmi”

Sky programmazione NBA-Giannis Antetokounmpo protesta

Come si marca Giannis Antetokounmpo? Non provate con il vostro centro titolare, parola di… Giannis.

La superstar dei Milwaukee Bucks ha sperimentato in questa stagione qualsiasi tipo di approccio difensivo da parte dei suoi avversari. L’ultima tendenza – o meglio l’ultimo tentativo di arginare la potenza di Giannis Antetokounmpo – in ordine rigorosamente cronologico è quella di mandare sulle tracce del greco il “5” avversario, lasciando ad una delle ali in campo il compito di marcare Brook Lopez.

Ora le squadre tendono a mandare il loro ‘4’ contro Brook (Lopez, ndr)” Racconta Antetokounmpo a Eric Nehm di The AthleticCosì che questo possa impedirgli il tiro mentre il mio difensore si stacca, sfidandomi a tirare da fuori. Le difese vogliono negare il tiro da 3 a Lopez, ma è una cosa difficile da fare perché il centro avversario non può difendere su di me“.

Da quanto ho notato ultimamente, ci hanno provato con Rudy (Gobert degli Utah Jazz, ndr), con Joel (Embiid), persino con DeAndre Jordan. Ma non ha funzionato (…) non voglio sembrare arrogante o presuntuoso, io sono ciò che sono. E credo che non ci sia nessuno in grado di marcarmi

Le difese avversarie continueranno a sfidare al tiro Giannis Antetokounmpo, confidando sulla riluttanza del greco a limitarsi ad una soluzione dalla distanza, soprattutto quando ai playoffs pallone e pressione diverranno più difficili da gestire.

Il greco ha lavorato e “sperimentato” costantemente in questi anni sul suo tiro da fuori, passando dagli 1.9 tentativi a partita della stagione 2017\18 ai quasi 3 tentativi a gara della stagione in corso. Antetokounmpo ha chiuso con 45 punti ed un inquietante (per gli avversari) 3 su 7 da dietro l’arco la sfida diretta contro Joel Embiid di giovedì notte.

Il sistema offensivo di coach Mike Budenhozer, incentrato su campo allargato e tiro dall’angolo, nasce con la capacità di Antetokounmpo di battere sistematicamente il suo uomo e generare aiuti ed una circolazione di palla rivelatasi letale per gli avversari in questa stagione:

Costringiamo le altre squadre a difendere di squadra, gli avversari sono costretti a mandare due o tre uomini contro di me, a raddoppiare. Quando entro in area, ci sono sempre tre giocatori avversari su di me, perché questo è l’unico modo. Gli avversari devono lavorare di squadra solo per evitare che io possa innescare il nostro attacco, anche senza necessariamente segnare“.

I Milwaukee Bucks si presenteranno ai playoffs forti del primo posto nella Eastern Conference e del miglior record NBA, che garantirò ad Antetokounmpo e compagni il vantaggio del fattore campo fino alla – eventuale – finale NBA.

Bucks-76ers, Giannis batte Embiid, Milwaukee si assicura il miglior record: “Missione compiuta”

sorprese NBA-Antetokounmpo-Risultati NBA gara 6

Vittoria numero 58 in stagione e miglior record NBA stagionale in cassaforte per i Milwaukee Bucks, che trascinati dai 45 punti di Giannis Antetokounmpo battono 128-122 i Philadelphia 76ers.

Con la vittoria ottenuta al Wells Fargo Center, i Bucks si sono quindi assicurati il vantaggio del fattore campo in ogni eventuale serie di playoffs, finali NBA comprese. Non è bastata a dei Sixers privi di Jimmy Butler (schiena) la tripla doppia da 34 punti, 13 rimbalzi e 13 assist di Joel Embiid, al rientro dopo tre partite d’assenza.

Per Giannis Antetokounmpo una gara da 45 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 5 stoppate, con 3 tiri da tre punti mandati a bersaglio (su 7 tentativi) e ben 21 tiri liberi guadagnati. Milwaukee Bucks privi degli infortunati Malcom Brogdon, Nikola Mirotic e Pau Gasol e che devono rinunciare dopo appena due minuti di gioco a Eric Bledsoe.

La point guard dei Bucks viene espulsa dagli arbitri dopo un contatto con Joel Embiid. Bledsoe spintona alle spalle il centro camerunense, che raccoglie il pallone e lo lancia stizzito verso l’ex giocatore dei Los Angeles Clippers. Bledsoe mal accoglie “l’assist” di Embiid e scaglia con forza il pallone verso la star dei Sixers. I due si cercano e vengono separati dai rispettivi compagni, ed un Bledsoe furente viene allontanato dagli arbitri per doppio fallo tecnico, dopo appena 2:36 di gioco.

Il veterano George Hill sostituisce però degnamente il titolare espulso e chiude la sua gara con 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi in 32 minuti d’impiego.

Bucks-76ers, Philadelphia rimane terza ad Est, Giannis: “Missione compiuta”

Partita utile tra Bucks e Sixers a rinfocolare la rivalità tra le due squadre, e lo scontro diretto tra le due star Embiid e Antetokounmpo. La sconfitta non compromette il terzo posto solitario per Philadelphia (49-30), che nonostante la striscia aperta di tre sconfitte consecutive mantiene due gare di vantaggio sui Boston Celtics, a tre partite dal termine della regular season.

La corsa al miglior record NBA ed al primato nella Eastern Conference non ha ammesso pause per Giannis Antetokounmpo, impegnato parallelamente in un testa a testa “all’ultimo voto” con James Harden degli Houston Rockets per il premio di MVP della stagione.

I Milwaukee Bucks non hanno patito in questo finale di stagione i tanti infortuni che hanno coinvolto in primo luogo Malcom Brogdon (fascite plantare per il rookie dell’anno 2017), giocatore fondamentale quale “playmaker” aggiunto a fianco di Antetokounmpo nel sistema di coach Mike Budenholzer e tiratore da 42.6% in stagione. Brogdon salterà le ultime 3 partite di regular season e molto probabilmente parte del primo turno di playoffs.

Nikola Mirotic (frattura al pollice della mano destra) ed il neo acquisto Pau Gasol (caviglia) sono tuttora indisponibili, così come il rookie Donte DiVincenzo. In attesa dei rientri di Brogdon e Mirotic, toccherà ai veterani George Hill, Ersan Ilyasova e Pat Connaughton il compito di sostenere lo sforzo dalla panchina.

E Giannis?

Il fattore campo è importantissimo, soprattutto in caso di una gara 7. Il miglior record era un nostro obiettivo, ce l’abbiamo fatta, quella di stanotte è stata una vittoria importante per noi, un gran lavoro di squadra anche senza Bled (Eric Bledsoe, ndr). I ragazzi dalla panchina hanno giocato duro e segnato tiri importanti. Con tutti gli infortuni che ci sono capitati, è bello sapere che in squadra ci sono tanti ragazzi su cui fare affidamento (..) George Hill è stato grande, difesa e leadership nei momenti decisivi della partita

Antetokounmpo dimostra poi di non essere distratto dai discorsi sul premio di MVP e la sfida a distanza con James Harden:

L’MVP? Se continui a vincere, è qualcosa che arriva automaticamente. Parlare con Kobe Bryant mi ha fatto cambiare mentalità: mi ha sfidato a vincere il premio e mi ha dato grande ulteriore fiducia nei miei mezzi

Rientro Embiid, i 76ers battono i Pacers: “Sono tornato”

Rientro Embiid dall’infortunio e Philadelphia schianta Indiana con un sonoro 89 a 106. In uno dei match più cruciali per la classifica nella Eastern Conference, i 76ers risorgono grazie al ritorno in campo del centro camerunense, fermo da quasi un mese. Il lungo è stato autore di una prova assolutamente dominante, come testimoniano i suoi 33 punti e 12 rimbalzi.

Nel post partita, Embiid ha rilasciato diverse dichiarazioni, le quali ben delineano la sua tenacia e la determinazione nel voler aiutare Philly a proseguire il suo cammino verso i playoff.

RIENTRO EMBIID: LE DICHIARAZIONI DEL NUMERO 21

 

Joel-Embiid-festeggiamento
Il lungo del Camerun è a Philly dal 2014, qui con il suo ex compagno Wilson Chandler e Ben Simmons.

In particolare, stando ad ESPN.com, il 24enne sembrava molto teso all’inizio del match, dato che mancava dai campi di gioco da diverso tempo. La partita in questione, poi, era molto importante per il futuro della sua franchigia.

Sentivo che questa era una partita speciale. Dovevamo vincerla per poter sfruttare il fattore campo ai playoffs, e così è stato. Ci sono comunque molte partite davanti a noi e la strada è ancora lunga.

Al suo ritorno sul parquet di casa, il camerunense è stato accolto con una lunga ovazione dal pubblico di casa. Nel dettaglio, l’ex Kansas Jayhawks non giocava da quando, durante l’All Star Game, aveva partecipato alla manifestazione per 23 minuti, salvo poi dover uscire a causa di un fastidio al ginocchio. Il periodo di assenza dalle rotazioni di coach Brown aveva provocato un senso di inquietudine in Embiid, come da lui stesso affermato.

Mi sentivo a disagio. Anche se non c’è stato alcun nesso tra l’All Star Game e l’infortunio al ginocchio, mi sentivo in colpa perché non potevo aiutare la mia squadra. Dopo alcuni test, però, è andato tutto bene e sono contento che le cose si siano sistemate.

Con la vittoria ottenuta contro il team di Indianapolis, Philadelphia sale al terzo posto nella Eastern Conference, davanti proprio a Indiana e ai Boston Celtics, questi ultimi in lenta ripresa. La strada per la definitiva affermazione in questo Est mai così agguerrito è tortuosa e ricca di colpi di scena, ma una cosa è certa: con Embiid, la città dell’amore fraterno può sognare in grande.