Lakers, Josh Hart si ferma per tre mesi per un problema al tendine rotuleo

Josh Hart at Las Vegas Summer League

I Los Angeles Lakers hanno reso noto che Josh Hart si è sottoposto nella mattinata di giovedì ad un ciclo di terapie ad ultrasuoni per trattare un problema al tendine rotuleo del ginocchio destro.

A seguito dell’intervento, la guardia dei Lakers dovrà rimanere ferma per almeno 3 mesi. Il 24enne Hart aveva accusato nelle ultime settimane un fastidio al ginocchio destro, problema che era stato affrontato con delle iniezioni di plasma arricchito per stimolare l’area infiammata.

L’intervento si è reso necessario per rimuovere parti di tessuto calcificato all’altezza del ginocchio del giocatore. Josh Hart potrà riprendere la normale attività agonistica una volta completata la fase di riabilitazione.

In 67 partite disputate, il prodotto di Villanova ha viaggiato a 7.8 punti, 3.7 rimbalzi ed 1 recupero a gara, tirando con il 40.7% dal campo in 25.6 minuti d’impiego.

Lakers, Josh Hart rimarrà ai box sino alla pausa per l’All-Star Game

San Antonio Spurs vintage

Los Angeles Lakers, il ginocchio destro costringerà Josh Hart ai box fino alla pausa per l’All-Star Game.

I Lakers hanno annunciato che Hart si è sottoposto ad un ciclo di iniezioni di plasma (Platelet-Rich Plasma injection) a causa di un problema di tendinite al ginocchio sinistro. Le condizioni del giocatore al secondo anno da Villanova verranno rivalutate tra una settimana.

Josh Hart è sceso in campo per soli 8 minuti lo scorso giovedì sul campo dei Boston Celtics, ed è stato costretto a saltare la trasferta di Philadelphia di domenica. In 54 gare, Hart ha sinora viaggiato a 8.5 punti,  3.9 rimbalzi ed 1 recupero di media a partita, in 24 minuti d’impiego e con il 40.8% al tiro.

Ingram: “Zo? È il nostro leader” Hart: “Volevo restare in campo”

Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center

Ball-Ingram-Hart post Mavericks: il back-to-back contro i Dallas Mavericks è servito ai allo young core dei Los Angeles Lakers per rispondere sul campo alla sfida lanciata dal coach Luke Walton al termine della disastrosa gara di Minneapolis.

PlayerMINUSG%NETRTGFGMFGA3PM3PAFTMFTAREBASTTOVSTLBLKPFPTS+/-
Brandon Ingram37:2228.618.6122100573622042914
Lonzo Ball37:0719.813.18154814752202218
Josh Hart 43:4214.519.1513153312625041416

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Come i suoi compagni, Lonzo Ball voleva dimostrare al suo coach di essere in grado di poter alzare il livello delle proprie prestazioni.

<Ci piacciono le sfide. Se il tuo head coach si aspetta di più da te, devi dare tutto in campo. Credo che questa sera abbiamo fatto un buon lavoro.>

Il prodotto di UCLA ha gestito per più tempo il possesso, in controtendenza con le ultime uscite dove in alcune circostanze era apparso troppo remissivo.

<Ho solo pensato che dovevamo fare un step-up. Dobbiamo crescere e migliorare se vogliamo vincere. Con prestazioni come quella di ieri, non lo avremmo fatto. […] Nel secondo tempo li abbiamo travolti con la nostra aggressività.>

Zo poi svela che dopo la sconfitta del Minnesota ha trascorso la notte dialogando con Ingram, per cercare di capire come venire fuori – insieme – dalla crisi.

<Non mi piace perdere. Eravamo 1-5 senza James, quindi oggi era una gara da vincere a tutti i costi. Ho parlato con Brandon la scorsa notte, entrambi siamo arrivati pronti. Perché dipende tutto da noi, specialmente quando Bron e Rondo sono fuori. Se non dimostriamo di essere pronti, tutta la squadra ne risente.>

Senza nascondersi dietro l’alibi degli infortuni.

Ball-Ingram-Hart post Mavericks, Zo fonte d’ispirazione per Ingram

Lo sforzo profuso dal compagno ha ispirato anche Brandon Ingram, che è riuscito ad essere più efficace in attacco potendo contare sul supporto di Ball.

<Credo sia sempre meglio quando gioca in questo modo, giocando con aggressività e sicurezza. Non volevo che raccontasse della nostra chiacchierata…>

<La risposta che ha dato è stata davvero buona. È la nostra point guard ed il nostro leader. Ha resto tutto possibile, ha condotto il gioco, spinto la transizione ed eseguito i nostri giochi. Quando gioca così, tutti lo seguono.>

Con Lonzo a spingere la transizione, Tiny Dog ha potuto concludere ben 11 volte nel pitturato, sbagliando una sola conclusione. Inoltre, la metà dei canestri segnati sono stati generati dalla transizione.

Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center
Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Ball-Ingram-Hart post Mavericks, fondamentale l’energia di Josh

Decisiva per la vittoria la prestazione di Josh Hart. L’esterno gialloviola è rimasto in campo per quasi 44 minuti. A fine gara ha dichiarato che si è trattata di una sua espressa richiesta, proprio per potersi riscattare dopo le ultime prestazioni.

<Sono un lottatore. Nelle ultime gare il coach mi ha tolto nell’ultimo quarto. Gli ho detto che non ero stanco, gli ho chiesto di lasciarmi in campo. Sono fiero di essere uno che ci prova, che non molla, lotta. Nelle ultime gare non ero riuscito a farlo, non volevo succedesse anche oggi.>

Dopo aver sofferto la velocità di Barea, Josh nella seconda parte della gara ha difeso per diversi possessi sullo spauracchio Luka Doncic, anche questa sfida cercata dallo stesso Hart.

<Ho chiesto di difendere su di lui. […] Ho provato ad imporre il fisico.>

Al rientro dopo due gare d’assenza a causa di un problema alla schiena, Kyle Kuzma ha sofferto in attacco non riuscendo mai ad entrare in ritmo. Tuttavia la presenza di Kuz ha consentito all’attacco lacustre di aumentare le spaziature e schierare in campo uno scorer rispettato.

A fine gara Kuz ha elogiato sia Hart….

<Josh è stata la chiave della partita.>

…che la risposta fornita sul campo da Ball ed Ingram:

<Grande risposta. Nel basket, come nella vita, tutto dipende da come reagisci alle cose negative. Loro oggi hanno fatto un ottimo lavoro.>

Fondamentale dunque per i Los Angeles Lakers e Luke Walton – nell’attesa del rientro di LeBron James – che il core produca prestazioni come quella dell’American Airlines Center.

I lacustri al momento occupano l’ottavo seed della Western Conference, ma basta un passo falso per scivolare in fondo alla lotta per i playoff.

Mavericks-Lakers: Ball, Hart ed Ingram trascinano i gialloviola

potenza dei social-Brandon Ingram and Wesley Matthews, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center

Game 41 Recap: Mavericks-Lakers

Terzo ed ultimo appuntamento stagionale tra Los Angeles Lakers (21-19) e Dallas Mavericks (18-21), unico – dopo i due successi lacustri dello Staples Center – all’American Airlines Center.

I gialloviola stanno vivendo il primo vero momento di crisi dell’anno, avendo perso le ultime tre gare dopo prestazioni a dir poco imbarazzanti. Le prestazioni contro New York e Minnesota non sono piaciute a Walton, che al termine della gara del Target Center ha pubblicamente richiamato i suoi ragazzi, rei di non giocare con la giusta passione. Per stemperare il clima in casa Lakers è intervenuto Kobe Bryant, che ha invitato ad avere pazienza ricordando quanto fosse diversa la situazione con il roster al completo.

La stagione dei Mavericks – reduci dalle sconfitte di Phila e Boston – è invece focalizzata sulle sviluppo del rookie delle meraviglie Doncic e sull’ultima annata in campo della leggenda Nowitzki.

Walton è ancora privo di LeBron JamesRajon Rondo ma quantomeno recupera Kuzma, che torna in quintetto con Zo, Hart, Ingram e McGee. I texani rispondono con Smith Jr., Doncic, Matthews, Barnes e Jordan.

Mavericks-Lakers, Dallas efficace dall’arco

Il ritmo della gara nei primi minuti è forsennato e la qualità del gioco ne risente. Tutti gli starter lacustri tentano invano la via del canestro, mentre i Mavs colpiscono dall’arco con Barnes e DSJ.

Dopo l’and-one di Doncic, Ingram finalmente riesce a segnare e nei due possessi successivi Zo e lo stesso Brandon schiacciano per il 9-11 con 7’37” da giocare nel quarto, primo timeout della gara per Carlisle.

Entrambe le contendenti continuano a spingere la transizione, quella dei texani viene illuminata dalle letture di Doncic, mentre i californiani rispondono con la seconda tripla di Ball, Ingram…

…e la schiacciata di McGee, 18-21 a quattro dal termine.

Entrano Dirk Nowitzki, Barea, KCP ed Ivica Zubac. Il centro croato è subito produttivo in attacco mentre in difesa palesa tutti i suoi limiti, non riuscendo a difendere sul pick-and-roll. Da mani nei capelli il layup incontestato concesso a Barea.

Le triple di Pope e Dwight Powell chiudono il quarto, 25-33.

Mavericks-Lakers, McGee e compagni faticano a rimbalzo

Diversamente dal solito, i Lakers iniziano il periodo senza titolari: KCP, Lance, Svi, Beasley e Chandler.

L’attacco lacustre fatica a trovare la via del canestro, trovando punti dal solo Beasley. Non va meglio la difesa, che concede troppe seconde chance: due a Dorian Finney-Smith e persino una a Barea. 31-44 a -8’53”dall’intervallo lungo, timeout Walton.

La sosta non giova ai californiani che continuano a non opporre resistenza nel pitturato – 10 a 21 il conto dei rimbalzi – e a non tagliare fuori gli avversari.

Rientrano Ingram, Kuz ed Hart. Brandon segna subito sei punti, mentre Kyle trova il primo canestro della sua gara. In difficoltà Josh, troppo lento per difendere su J.J. Barea che lo batte due volte in palleggio, 41-51 a 6’20” dalla fine del tempo.

Walton e Carlisle schierano i titolari. Con McGee al posto di Chandler il pick-and-roll di Ingram perde di efficacia e l’esecuzione a difesa schierata è simile a quella vista nelle ultime due partite. Dopo la terza tripla di Lonzo, i  Mavericks rispondono dal perimetro con Matthews e Dennis Smith Jr., 46-60 con 3’32” da giocare.

Per sopperire ai problemi in difesa, i gialloviola provano ad esasperare la transizione – anche da canestro schierato – con alterne fortune: Ingram e Hart segnano e sbagliano una conclusione a testa. Josh…

…segna sulla sirena, 54-67.

Complice il 39.3% dal campo con solo quattro triple a bersaglio, per Dallas è sufficiente segnare 10 punti dai 5 rimbalzi offensivi catturati per allungare.

Mavericks-Lakers, Ingram e Ball firmano l’allungo

Al rientro dalla locker room i Lakers sembrano più concentrati in attacco ed aggressivi in difesa. La prima tripla della gara di Kuz ed il jumper di Ball costringono al timeout coach Rick Carlisle dopo neppure due minuti di gioco, 59-67.

Due pick and-roll centrali – intervallanti dal canestro di Kyle Kuzma dall’arco – di Luka Doncic, chiusi con due layup troppo easy provocano il rientro di Chandler, al posto dell’inconsistente McGee. Il rookie sloveno è scatenato è segna in step-back la tripla del 66-74 a 6’43” dalla fine del quarto.

Con il lungo ex Suns la difesa lacustre è tutt’altra cosa e Brandon Ingram può segnare tre canestri…

…che riportano sotto i gialloviola, 75-76 a poco più di quattro minuti dalla fine del quarto. Una stoppata di Tyson Chandler genera la transizione che consente a Zo di segnare il libero del pareggio.

Kuz fallisce la tripla dell’allungo, Devin Harris riporta avanti Dallas. Walton ferma il gioco e schiera dopo KCP per Ingram, Beasley per Kyle. Dopo aver schiacciato un alley-oop alzato da Hart, Lonzo Ball chiude la transizione – ancora innestato da Josh – che regala il primo vantaggio della gara ai californiani.

Le giocate di Micheal Beasley – 12 con 5/5 – chiudono il quarto, 86-80. Indubbiamente la miglior frazione (32-13. 27% dal campo 5 perse per gli avversari) disputata nell’ultimo periodo dai ragazzi di coach Luke Walton.

Mavericks-Lakers, ospiti in controllo

I primi possessi dell’ultimo quarto – due perse – fanno infuriare Carlisle che dopo il canestro di Hart interrompe il gioco dopo appena 46″ di gioco.

Esemplificativa della diversa energia profusa dai californiani è la prestazione di B-Easy che assiste Ingram, difende fino all’ultimo secondo dei 24” e segna il libero del +9. Peccato che nel possesso seguente, una distorsione costringa la seconda scelta del draft 2008 a lasciare il campo.

L.A. continua a spingere, Josh Hart ci mette grinta…

…sporca le linee di passaggio e colpisce dall’arco, Ingram in transizione sigla il 96-82. L’unico Mavs capace di produrre è Doncic, autore della tripla che ferma la fuga lacustre, timeout immediato chiesto da Walton.

I Lakers fisiologicamente calano d’intensità, attaccando per qualche possesso in maniera confusionaria oltre a concedere qualcosa a rimbalzo. Dopo che un in & out beffa il rookie sloveno, Ball segna la tripla 🏀🏀🏀 del 100-89 a 4’23” dal termine.

Gli errori di Ingram e Kuzma non vengono capitalizzati dalla lunetta dai texani (2/4), Tiny Dog assiste JaVale McGee che schiaccia due volte per il 104-95 a 100” dal termine. Dopo il timeout. Lonzo fa 0/2 dalla lunetta – 6/8 per DeAndre Jordan – e Walton preferisce schierare KCP nel possesso offensivo.

Ingram segna il +9, Kuzma il libero che fissa il punteggio finale: 107-97.

Mavericks-Lakers, Ball ed Ingram top scorer

Pronto riscatto dopo le critiche di Walton per Ball, Hart ed Ingram.

Lonzo chiude con 21+7+5, 4/8 dall’arco, 2 perse ed altrettanti recuperi. Per Zo – ottimo su Smith Jr. – fondamentale lavorare sulla risoluzione del problema dalla lunetta (1/4). Brandon guida l’attacco in maniera più fluida, la presenza di Kuzma ad allargare il campo e di Chandler come bloccante aiuta sicuramente lui e tutta l’esecuzione. Per Slenderman 29 punti con 12/21 dal campo, 3 rimbalzi, 6 assist, 2 recuperi e 2 perse.

Quasi 44 minuti in campo per Hart, che dopo un difficile avvio sale di tono, sia in attacco che in difesa. Josh prova ad inserirsi su tutte le linee di passaggio mentre in single coverage lavora meglio su Doncic o Matthews piuttosto che i veloci Barea e DSJ. Il sophomore chiude con 14+12+6, 1/5 dall’arco e 5 recuperi. Forse troppo elevato il minutaggio di Kuzma, che non è parso pronto a giocare tutti quei minuti. Kyle chiude con 13+5+3, 4/20 dal campo e 2/10 dall’arco.

Malissimo in difesa McGee (8+10) e Zubac – solo tre minuti – incapaci di contenere un singolo pick-and-roll. Pur faticando in qualche close-out e nonostante non sia al meglio, Zio Chandler è tutt’altra cosa.

KCP fatica a trovare la via del canestro, mentre Beasley (13 in 9 minuti, 5/6 dal campo) gioca probabilmente la miglior partita in canotta purple & gold. Pochi minuti per Svi e Lance.

Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center
Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Dallas Mavericks at American Airlines Center (Ronald Martinez, Getty Images)

Nei Mavs, ottima prova di Doncic che chiude con 27+8+2, 10/23 dal campo e due triple. Bene Jordan (10+19), male al tiro Barnes (11, 3/13), poco produttivi Smith Jr. e Barea.

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Mavericks-Lakers, vittoria importante per il morale

A fine gara ovviamente soddisfatto Walton, riuscito nell’intento di scuotere i suoi giovani:

<Questo è quello che dobbiamo fare ogni partita. Quando loro giocano come questa sera, dimostrano di essere buoni come tutti crediamo.>

Come sottolineato anche da Hart, vincere è fondamentale.

<Avevamo bisogno di una vittoria ed ero frustrato con me stesso per come ho giocato nelle ultime tre o quattro partite. Non ho dato energia alla squadra.>

Josh ci tiene a rimarcare il valore della squadra, a prescindere dalla assenze:

<Dimostriamo che quando ci concentriamo e la nostra attenzione ai dettagli è al massimo, siamo una buona squadra. A prescindere da Bron, Rondo o qualsiasi altra cosa.>

Prestazione dunque che non ha mostrato chissà quali passi in avanti dal punto di vista dell’esecuzione – ad eccezione di scelta meno ossessiva del pick-and-roll e la riduzione delle forzature da situazione statica – ma quanto meno ha evidenziato un ritorno dell’intensità di gioco ai livelli del periodo pre infortunio LeBron.

Vittoria importante soprattutto per il morale, per sgombrare le nubi dalla testa di Walton e dei giovani, nell’attesa che col ritorno di James si possa tornare a competere veramente ogni partita.

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 4:30 italiane – nella notte tra Mercoledì 9 e Giovedì 10 Gennaio per affrontare i Detroit Pistons allo Staples Center.

Lakers-Kings: rimonta dei gialloviola, alla prima W senza LeBron

Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

Game 37 Recap: Lakers–Kings

Allo Staples Center in scena il terzo episodio della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (20–16) – vittoriosi in trasferta a Novembre – e Sacramento Kings (19–16), che hanno impattato al Golden 1 Center grazie al buzzer beater di Bogdanovic.

Dopo la beffa, i gialloviola sono crollati nel secondo tempo contro i L.A. Clippers, pagando – oltre al back–to–back – gli infortuni che hanno ridotto notevolmente le rotazioni. Con LeBron James e Rajon Rondo indisponibili, al termine dell’ultima gara sia Walton che Ball hanno predicato pazienza e la necessità che i lacustri si compattino e cerchino di elevare le proprie prestazioni.

Joerger non dispone del solo Marvin Bagley III e conferma gli starter di Sacramento: Fox, Hield, Shumpert, Bjelica e Cauley–Stein. Walton risponde con il recuperato McGee insieme a Zo, Hart, Ingram e Kuz.

Lakers–Kings, ottimo avvio di Hart

Come nelle sfide precedenti, il ritmo nei primi minuti della gara è elevato. Entrambe le contendenti cercano la conclusione dall’arco e la trovano con Hart & Kuz da una parte, Hield & Shumpert dall’altra.

Nel mentre lo Staples Center si accende per l’arrivo di LeBron James, che decide di trascorrere la sera del suo compleanno al fianco dei compagni.

Rispetto alle ultime uscite, Ingram attacca meglio, riducendo le forzature e leggendo i movimenti della difesa e dei compagni. Tiny Dog serve prima Hart e poi Kuzma sul perimetro, 20 pari a poco più di metà quarto.

Entra il game–winner del Golden 1 Center – Bogdanovic – che trova subito la via del canestro, così come Josh Hart, ancora a segno…

…dall’arco e dalla lunetta. Doppia cifra per l’esterno lacustre, 27–26 a 2’51” dalla fine della frazione.

Nonostante il troppo spazio concesso a Koufos, Tyson Chandler riesce ad essere un fattore in attacco costruendo possessi extra a rimbalzo. Il veterano gialloviola segna due volte, schiaccia l’alley–oop alzato da B.I e genera la seconda chance chiusa dalla tripla di Stephenson.

Il neo entrato KCP è subito positivo e dopo un jumper segna la tripla che chiude il periodo, 31–37.

Buona circolazione per i Lakers, che assistono 9 dei 14 canestri realizzati e con grazie alle seconde chance (5) riescono a concludere sette volte in più degli avversari.

Lakers–Kings, Fox e Bogdanovic inarrestabili

Sacramento capitalizza al massimo i rimbalzi offensivi – tre, con sette punti – grazie alla tripla Bogdanovic, cui risponde subito Born Ready.

I Kings scelgono la via small con Bjelica unico lungo, Walton risponde, un po’ a sorpresa, schierando Williams – con Zo, KCP, Lance e Kuz – con lo scopo di non sguarnire completamente il pitturato utilizzando il più mobile tra i lunghi disponibili.

Fox segna e serve BB, il serbo poi stoppa KCP e lancia la transizione chiusa dalla tripla di Ben McLemore, 39–41 e timeout per coach Luke Walton.

Al rientro Lance Stephenson ferma il parziale di Sacto con un circus shot messo a segno dopo aver seguito la propria tripla fallita.

La difesa dei Lakers però continua a non essere all’altezza, contestando poco le conclusioni avversarie – 12 assist ed oltre il 60% dal campo e dall’arco per Fox e co. – oltre a subire tagli e facili transizioni.

Ball risponde ai canestri di Bogdan Bogdanovic e tiene a contatto i suoi, Walton – finalmente – toglie il modesto JWIII ma resta small inserendo Ingram. Il prodotto di Duke innesca subito Hart, che pareggia a quota 50 a 6’54” dall’intervallo lungo.

Si ricompongono i quintetti iniziali, Josh – come contro i Clippers – prova a prendersi maggiori responsabilità offensive attaccando maggiormente il canestro. L’esterno non converte un and–one, Cauley–Stein si.

Ingram e Ball costruiscono e chiudono…

…una bella transizione, prima del sorpasso firmato da Hart (17) a 4’27” dalla fine del tempo, 56–55.

I lacustri sprecano un paio di transizioni e Sacto torna subito in vantaggio grazie a De’Aaron Fox che segna prima in transizione e poi schiaccia sfruttando una leggerezza di Hart.

Il prodotto di Kentucky segna ancora e con il supporto di BB ed Hield – 35 per il trio di esterni – costruisce l’allungo dei neroviola (+6). Ball sbaglia entrambi i liberi, Ingram chiude il tempo, 64–68.

Lakers incapaci di contenere Fox & BB nella frazione, autori di 22 punti e 6 assist in coppia. Inoltre i californiani sembrano scarichi, incapaci di opporsi con energia soprattutto in difesa.

Lakers–Kings, KCP on fire 🔥

Al rientro dalle locker room, Lonzo Ball prova a prendere il controllo dell’attacco lacustre, servendo JaVale McGee – l’ex Warriors non è ancora al meglio, ma stoppa WCS – prima di segnare il canestro del –2.

Ma i Lakers continuano a difendere male e concedono troppo facilmente la transizione ai Kings. Fox commette due falli in due secondi su Ball, ma Zo sbaglia ancora entrambi i liberi. Bjelica e Ferrell colpiscono prima e dopo il canestro di Lonzo per il 72–81 a 6’37” dalla fine del quarto.

Walton schiera Svi – reduce da una prestazione da 47 punti con i South Bay Lakers – con KCP, Hart, B.I. e Kuz preferendo sguarnire la frontline a favore di una maggiore velocità di esecuzione. La scelta paga, Kentavious Caldwell–Pope converte l’and–one e segna dall’arco, 80–85 e timeout per coach Dave Joerger.

Finalmente si rivede la difesa allo Staples: Kuz bene su Bjelica, B.I. stoppa Ferrell e di squadra i lacustri costringono Sacramento all’infrazione dei 24”. I gialloviola trovano il pareggio con la terza tripla di KCP ed il sorpasso con il libero di Ingram.

Gli ospiti smuovono il punteggio con la tripla di Hield, cui risponde immediatamente Kyle Kuzma. Brandon – 9 assist per lui – continua a cercare i compagni, ma Kuz e Svi sbagliano dall’arco.

Chandler commette due falli in attacco, Justin Jackson segna dall’arco, risponde – da distanza siderale – KCP, prima della tripla di Bogdanovic che chiude la frazione, 92–96.

Lakers–Kings, Ingram guida la rimonta

KCP ci prova ancora ma sbaglia due triple in avvio di quarto, non sbagliano Buddy Hield – quarta della gara – e Ball, 97–101.

Pope si raccende segnando sullo scarico di Zo…

…ma l’ex Pistons poi – dopo un bel recupero su Fox – fallisce clamorosamente il facile layup del sorpasso.

Hart dalla lunetta (1/2, 8/16 di squadra) pareggia ma il lacustri calano in difesa e concedono due facili canestri a Willie Cauley–Stein ed Hield, 101–105 ad otto minuti dal termine

Rientrano Ingram, Kuz e Chandler. Brandon va subito a segno ed – in versione Slenderman – chiude su Bogdanovic prima e su Fox, in aiuto, poi.  De’Aaron segna il +7, risponde Kuzma dall’arco, 106–110 a quattro minuti dal termine.

Ingram penetra e dopo uno spin move

…dimezza lo svantaggio. Joerger interrompe il rientro dei gialloviola ma Brandon Ingram è scatenato, prima segna il jumper del pareggio, poi la tripla 🏀🏀🏀 del sorpasso che fa esplodere lo Staples Center…

…e Lebron, 113–110 a 2’13” dalla fine.

Fox sbaglia, KCP no. Ingram regala due punti a Shumpert, Hart attacca e segna. I Kings non trovano più la via del canestro, Pope e Kuzma non sbagliano dalla lunetta, 121–112 il finale.

Lakers–Kings, tre gialloviola oltre i venti

Probabilmente la miglior gara della stagione per Ingram, che non forza quasi mai e cerca sempra di coinvolgere i compagni: direttamente, con l’efficace drive & dish, ed indirettamente, liberando col blocco diverse volte Hart. Brandon chiude con ventuno punti – 9/13 dal campo, una tripla, 2/4 ai liberi –, sette rimbalzi, nove assist, tre perse una stoppata ed un recupero.

Kuzma sfonda ancora la soglia dei 40 minuti giocati e probabilmente ne risente in lucidità. Per Kyle 18+9+6 con 5/17 al tiro e quattro triple.

Tutt’altro Ball rispetto alla gara di Sacramento. Lonzo soffre Fox ed è impreciso al tiro, nonostante qualche buona intuizione da far brillare gli occhi. Per Zo, 13+2+6 con 1/6 dall’arco e 0/4 ai liberi.

Ottima prova per Hart, efficace in attacco sia dall’arco (3/8) che attaccando il ferro. Josh chiude con 22 punti (8/14), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 perse ed altrettanti recuperi.

Bene dalla panca KCP (26, 9/21, 5 triple), che forse esagera dall’arco – ben 13 tentativi – ma segna nei momenti importanti della gara. McGee (8+12) soffre, non essendo ancora al meglio, mentre Chandler (6+8) esagera con i blocchi ma si fa sentire a rimbalzo ed in difesa.

Tyson Chandler, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center
Tyson Chandler, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Lance inizia bene, salvo poi sprofondare nelle sue lacune. Pochi minuti per Svi e Williams.

I Kings si poggiano per tutta la gara sul trio degli esterni: Fox (26+4+7, 12/19), Hield (21, 7/17 e tre triple) e Bogdanovic (21+5+4, 9/18). WCS lotta sotto le plance (11+12) mentre Shumpert dopo l’exploit (6/8 dall’arco) dellasfida precedente torna sulla terra (3/12, 1/7 dall’arco).

Box Score su NBA.com

Lakers–Kings, fondamentale la difesa nel finale

Dopo un buon primo quarto, i Lakers hanno faticato nella parte centrale, concedendo facili canestri ai Kings soprattutto in transizione, fase del gioco in cui Sacramento guida la Lega.

Una maggiore attenzione difensiva e l’aver speso le ultime energie residue, ha consentito ai lacustri di rientrare e portare a casa il successo: dopo aver concesso 96 punti nei primi tre quarti, Ingram e compagni ha tenuto gli avversari a quota 18 negli ultimi dodici minuti, con 8/24 dal campo e 1/10 dall’arco.

Sull’importanza della fase difensiva si sofferma KCP al termine della gara:

<Dobbiamo essere più aggressivi in difesa. Impedire la transizione agli avversari, per facili canestri.>

<Dobbiamo essere disciplinati e controllare i rimbalzi. Ci siamo riusciti in parte nel secondo tempo, quando non abbiamo più concesso seconde opportunità ai Kings.>

Nell’ultima gara del 2018, i gialloviola trovano il primo successo senza James.

Tyson Chandler, LeBron James and Rajon Rondo. Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center
Tyson Chandler, LeBron James and Rajon Rondo. Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center (Andrew D. Bernstein, NBAE via Getty Images)

Nel giorno del suo compleanno, LeBron ha ricevuto un regalo molto gradito: il primo successo  – dopo tredici sconfitte consecutive – negli ultimi tre anni ottenuto da una sua squadra senza che scendesse in campo.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Mercoledì 2 e Giovedì 3 Gennaio 2019, allo Staples Center arrivano gli Oklahoma City Thunder.

LeBron e i Lakers battono Indiana, James: “La sfida per me qui è far crescere i nostri giovani”

Lakers-Pacers, LeBron è incontenibile ed L.A. reagisce alla disfatta di Denver.

I Los Angeles Lakers battono gli Indiana Pacers privi di Victor Oladipo (sesta assenza cosecutiva per Vic, problema al ginocchio destro per lui) per 104-96 allo Staples Center di Los Angeles.

I padroni di casa trascinati da un LeBron James mostruoso, autore di 38 punti, 9 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi e 15 su 27 al tiro, in 38 minuti di gioco.

La novità in casa Lakers (12-9), ancora privi di Rajon Rondo ma con Lonzo Ball (non seria la storta alla caviglia rimediata in Colorado), è la difesa. L’attitudine difensiva smarrita nelle ultime uscite per gli uomini di coach Luke Walton ricompare tra le mura amiche dello Staples, sin dalla palla a due.

Il primo quarto si chiude sul 38-15 per L.A. Per i Pacers (13-9) è quasi impossibile trovare punti facili sotto canestro (4 le stoppate a fine gara di Javale MgGee, 3 per Brandon Ingram, 2 a testa per Tyson Chandler e Lonzo Ball), i Lakers scrivono 11 assist e 7 stoppate nei primi 12 minuti, e toccano il massimo vantaggio (+23) ad inizio secondo quarto.

Dopo il manrovescio iniziale però gli Indiana Pacers si ricompattano con l’ingresso in campo di Domantas Sabonis e Doug McDermott. Guidati dal figlio del grande Arvidas, i Pacers si rifanno sotto e chiudono il primo tempo sul -6 (56-50, 35-18 nel secondo periodo). Per L.A. 17 punti e 5 assist per James ma qualche palla persa di troppo.

A metà terzo quarto Indiana passa addirittura in vantaggio (69-66 a 4:33 dal termine), ma una tripla di James ricuce il divario nemmeno un minut0 dopo. A fine terzo periodo, lo score dice 83-75 Lakers.

Lakers-Pacers, LeBron James: “Miglior quarto quarto difensivo della stagione, la sfida qui è lasciare tempo ai giovani”

LeBron James segna 12 dei suoi 38 punti negli ultimi 5 minuti di gara. Un canestro di Sabonis da il -1 ad Indiana con 4:59 da giocare (88-89), ma James risponde con un tiro da tre punti e lancia un parziale di 10-0 per i suoi. Nei minuti finali, i Lakers chudono la porta ai Pacers, siglando la 12esima vittoria stagionale.

A fine gara, LeBron James cita la difesa quale chiave della vittoria:

Grande quarto perido in difesa per noi. Abbiamo preso i rimbalzi e guadagnato un paio di sfondamenti importanti (…) nel primo quarto ci abbiamo messo più energia ed attenzione ai dettagli. Siamo stati più fisici, abbiamo avuto delle palle perse ma siamo stati in grado di recuperare con L0nzo (Ball, ndr), Brandon (Ingram, ndr)… bene anche la panchina. I 12 punti nel quarto quarto? La sfida venendo qui (a LA, ndr) è sempre la stessa: quanto sono in grado di lasciare tempo ai nostri giovani di imparare, e quanto tenda invece a prendere il controllo delle partite nei finali? Stasera i ragazzi mi hanno affidato il pallone per chiudere la gara, ci sono riuscito (…) i miei compagni hanno tutte le qualità per fare giocate importanti, io sono sempre pronto quando c’è bisogno di me, ma la sfida è quella di rendermi utile in tutti modi possibili, per far si che la nostra squadra possa migliorare giorno dopo giorno

– LeBron James dopo Lakers-Pacers –

Lakers-Pacers, Josh Hart: “Tutto parte dalla difesa”

Josh Hart ha segnato 13 punti, aggiungendoci 3 recuperi, in 25 minuti sul parquet nonostante una caviglia mal messa:

Ieri mi faceva male, ma oggi mi sono sentito meglio. Nel primo quarto gli abbiamo impedito di segnare punti facili, e noi ne abbiamo invece trovati tanti. Tutto è partito dalla nostra difesa. Anche quando Indiana è passata in vantaggio ci siamo concentrati sulla difesa, e sulla nostra esecuzione in attacco (…) nel qaurto quarto il nostro attacco si è fermato un poco

– Josh Hart nel post lakers-Pacers –

Lakers-Pacers, McMillan: “Inaccettabile iniziare una partita così”

Duro con i suoi coach Nate McMillan, nonostante la rimonta e l’assenza di Victor Oladipo. Il primo quarto dei Pacers ha deluso l’ex coach dei Portland Trail Blazers:

Non ci sono parole. Non ci si può scavare la fossa da soli così, come abbiamo fatto noi nel primo quarto, iniziare senza essere pronti a giocare (…) non m’importa chi si ha di fronte, se si è in casa o in trasferta, non ho parole. Poi siamo migliorati, attacco e difesa, ci siamo svegliati ed abbiamo iniziato a giocare a pallacanesto (…) ma 17 palle perse, poca attenzione… non ci sono scuse. Sabonis? Sta giocando bene, fa tante cose buone, ma oggi non abbiamo giocato una buona pallacanestro di squadra (…) marcare LeBron James è un problema, gioca cinque posizioni, trovare il quintetto giusto contro un giocatore così e difficile, devi scegliere se attaccare a tua volta o pensare a difendere

– Nate McMillan dopo Lakers-Pacers –

 

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LeBron: “Che impatto di Chandler, la nostra miglior partita difensiva dell’anno”

Lakers-Oltre Lebron

Lakers-Twolves è stata la partita della notte. I Los Angeles Lakers di LeBron James hanno battuto in volata i Minnesota Timberwolves di un grande Derrick Rose da 31 punti.

Minnesota (4-8) è senza Jeff Teague (infortunio al ginocchio per l’ex Hawks) ma ritrova Jimmy Butler, in campo nonostante qualche dubbio prima della palla a due.

I Lakers (5-6) hanno accolto il debutto di Tyson Chandler, appena arrivato da Phoenix e subito in campo per 22 minuti, ed assistito alla near triple double di LeBron James (24 punti, 10 rimbalzi e 9 assist per James).

Allo Staples Center di Los Angeles finisce 114-110 per i padroni di casa (su NBApassion.com il recap a cura di Giovanni Rossi).

Nel post gara, LeBron James ha parlato dell’esordio di Chandler, e della buona partita difensiva dei suoi.

Lakers-Twolves, LeBron James: “Chandler-McGee ci daranno tanto”

Le prime impressioni di James sono sul neo-compagno di squadra Tyson Chandler.

Il lungo ex Mavs e Suns si è subito calato nella parte, garantendo attività a rimbalzo (saranno 9 i palloni catturati a fine gara) ed un decisivo secondo possesso Lakers a 40 secondi dal termine, dopo un errore di LeBron.

La cosa migliore di avere in campo veterani come Tyson è che riescono subito ad ambientarsi, a capire cosa gli viene chiesto. La “staffetta” McGee-Chandler ci garantirà tanti extra possessi e possibilità in più, una cosa di cui abbiamo un estremo bisogno. Con tutti i tiri che D-Rose ha segnato nel quarto periodo, quell’extra possesso ci ha garantito la vittoria

– LeBron James su Tyson Chandler dopo Lakers-Twolves –

LeBron James ha definito la partita dei Lakers “La miglior prestazione difensiva dell’anno“:

Abbiamo difeso bene per tutto il quarto periodo. Loro hanno segnato anche i tiri difficili (…) sono stati i migliori 48 minuti difensivi della stagione, finora, e per di più contro una buona squadra

LeBron James: “Josh Hart decisivo, abbiamo tante opzioni”

Josh Hart ha segnato 21 punti in uscita dalla panchina, mandando a bersaglio ben 5 dei suoi 7 tentativi da tre punti, e choudendo con un perfetto 6 su 6 dalla linea dei tiri liberi.

Josh (Hart, ndr) ha tirato benissimo, difeso benissimo e segnato i tiri liberi che hanno chiuso il discorso ha spiegato LeBronAbbiamo un roster lungo, ogni serà cè la possibilità per qualcuno di noi di emergere, e questa è stata la sera di Josh. Ha dato un gran contributo“.

Parole di incoraggiamento anche per Brandon Ingram, autore di una prova in crescendo, chiusa con 20 punti, 5 rimbalzi e 6 assist:

Brandon Ingram gioca al proprio ritmo, ed un ritmo che solo lui ha. E’ bravo ed ha fiducia nelle sue capacità, bisogna solo fare in modo di fargli avere il pallone a lasciarlo giocare come sa (…) se andiamo a rimbalzo, quando vinciamo la lotta a rimbalzo siamo una squadra tosta da battere. Nessuno o quasi nella NBA è veloce quanto noi, stasera abbiamo preso i rimbalzi ed abbiamo vinto

– LeBron James su Brandon Ingram nel post Lakers-Twolves –

 

Hart vs DeRozan, per LeBron “Josh ha fatto del suo meglio”

San Antonio Spurs vintage

Hart vs DeRozan, serata difficile per la guardia gialloviola

L’ottima prestazione offensiva di DeMar DeRozan (30 punti, 14/23 dal campo) è stata fondamentale per il successo dei San Antonio Spurs contro i Los Angeles Lakers.

A nulla è valsa l’opposizione di Josh Hart che – nonostante sia un difensore sopra la media per gli standard del roster lacustre – non è riuscito a limitare la guardia degli speroni.

Il secondo anno gialloviola non si è risparmiato, provando a contestare tutti i tiri ma la differenza di velocità ed esperienza ha consentito a DDR di avere la meglio in quasi tutti gli uno contro uno. Inoltre, lo sforzo profuso in difesa ha reso Josh meno efficace in attacco.

Hart vs DeRozan, il parere di LeBron

Gara di tutt’altro tenore rispetto a quella di LeBron James, che ha raggiunto diversi record personali. A fine gara, dopo aver parlato della propria prestazione, il quattro volte MVP ha speso parole di conforto per il compagno:

Josh Hart ha fatto il suo lavoro, è stato su di lui tutta la notte, non è abboccato alle finte ed ha contestato i tiri. Ma DeRozan li ha segnati. Per questo è un All Star.

…che nonostante la difficile serata ha segnato la tripla del -1 su assist dello stesso LBJ, prima di difendere – tutto sommato bene – sull’ultimo possesso con cui l’ex Raptors ha di fatto chiuso la gara.

Eravamo sotto di uno e loro avevano il possesso. DeRozan ha segnato un canestro difficile, difficile, difficile contro Josh. Abbiamo fatto il nostro meglio.

Per James, sfide come queste servono per la crescita di Josh…

Queste esperienze servono per migliorare.

… e di tutta la squadra, autrice tutto sommato di una buona prestazione:

Penso che abbiamo giocato davvero, davvero bene stasera. Tranne forse quattro-cinque minuti a fine terzo quarto. Abbiamo bloccato l’attacco ed in difesa non siamo stati in sintonia. Aldilà di questo, abbiamo giocato un buon basket fino all’ultimo possesso.

Lakers-Nuggets: il Re già incanta, Josh Hart in quintetto molto positivo

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Denver Nuggets at Staples Center

Lakers-Nuggets: Hart in quintetto questa la prova di Walton. Due giorno dopo la sfida di San Diego, nuovamente in campo Los Angeles Lakers e Denver Nuggets, per la prima uscita sul parquet amico di LeBron James.

Walton recupera Beasley, preferisce Hart a KCP e conferma gli altri starter – Rondo, Ingram, LBJ, McGee – della sfida precedente. Lo Staples Center – come il Valley View Casino Center – si accende ed accoglie con un boato la presentazione del quattro volte MVP.

Coach Michael Malone deve rinunciare – oltre all’ex Thomas ed Harris – a Jamal Murray. Scelta dettata dalle condizioni fisiche dell’ex Kentucky o dal feud iniziato la scorsa stagione? Chissà.

In avvio i lacustri soffrono a rimbalzo – a parte Hart, scarsa applicazione nel taglia fuori – e concedono seconde chance alle pepite, inoltre sono troppo fallosi e concedono subito il bonus. Rajon Rondo prova a suonare lo stesso spartito della sfida domenicale innescando JaVale McGee.

L’approccio di LeBron è più intenso rispetto all’opener ed il ritmo della sfida sale. Il #23 innesca McGee prima ed Hart poi, prima di concludere in transizione alla sua maniera.

Small Ball al potere: Lakers-Nuggets

Walton ripropone il quintetto small senza centro di ruolo. Kuzma accoppiato a Jokic, commette subito dei falli ma mostra un approccio migliore rispetto al confronto di San Diego. All’ingresso delle second unit, il figlio di Bill schiera Alex Caruso, al fine di aver maggiore lucidità in attacco e ridurre le perse.

Kyle Kuzma schiaccia in transizione prima del rientro dei titolari, James e Brandon Ingram creano la transizione chiusa da McGee ed è subito Showtime!.

La tripla di Barton allo scadere fissa il punteggio sul +11 Lakers, 59-48 all’intervallo lungo.

Lakers-Nuggets: le seconde e terze linee non reggono l’urto

In avvio di terzo quarto Walton lascia riposare James – che non entrerà più – inserendo Kuzma che, accoppiato con Millsap, soffre meno ed in attacco sfrutta range e velocità. I Lakers partono forte e volano sul +18.

Dopo l’inevitabile timeout Nikola Jokic prende il controllo delle operazioni, servendo a ripetizione i compagni oltre a segnare due triple, 69-62. Kuz a metà frazione torna nella locker room per problemi di crampi, mentre Ivica Zubac e Svi Mykhailiuk – dopo qualche errore iniziale – trovano la via del canestro. Il duo però palesa ancora evidenti limiti difensivi, soprattuto sui pick and roll.

I Lakers, ad eccezione di Zu non trovano la via del canestro mentre in difesa non riescono a contenere Mason Plumlee che a cavallo dei due quarti finali segna 9 canestri consecutivi, quasi tutti da rollante indisturbato.

Una fiammata di Lance Stephenson riporta sotto i gialloviola a metà ultimo quarto, regalando un finale equilibrato. Malik Beasley segna tre triple consecutive, risponde due volte Joel Berry II prima della tripla di Donald Sloan che sembra chiudere la gara.

Non è così per il più navigato tra le terze linee lacustre, Travis Wear, che segna la tripla del -2 e subisce lo sfondamento che consegna ai Lakers l’ultimo possesso. Fatale l’inesperienza del rookie Isaac Bonga, che anziché tentare la tripla della vittoria cerca l’extra pass a tempo ormai scaduto. Finale 111-113 per il team del Colorado.

Lakers-Nuggets: bene Hart, male KCP e B-Easy

LeBron James chiude con 13 punti, 5/6 dal campo con una tripla, 3 rimbalzi, 3 assist, 2 recuperi e 4 perse. L’ex Cavs ed Heat ha condotto spesso la transizione, apparendo abbastanza a suo agio all’elevato ritmo imposto da Walton.

McGee è ancora il top scorer lacustre: 15 punti con 5/8 dal campo e 5/6 ai liberi. JaVale ha catturato anche 8 rimbalzi e stoppato 5 volte gli avversari, riuscendo a contenere i falli, solo 3.

Positiva la prova di Josh Hart (14 punti, 3 rimbalzi, 4 assist, 2/8 dal campo) apparso più in palla dello spento ed impreciso Kentavious Caldwell-Pope (2/7 dal campo). Josh ha giocato anche in posizione più alta rispetto al passato, ricoprendo spesso il ruolo di rollante per sfruttare le migliorate capacità di finire vicino al ferro oltre ad essere pericolo al tiro nelle situazioni di pop.

Rondo (11 punti, 7 assist, 3/3 dall’arco) ha condiviso il timone con James, mentre Ingram dirottato più vicino al canestro ha avuto problemi di falli (5) che ne hanno limitato minuti e possessi, pur collezionando il miglior Net Rating della gara: 32.9.

Kuzma è apparso più lucido in attacco, selezionando meglio i tiri e provando a limitare i danni in difesa. Born Ready ha provato a condurre la rimonta nel finale, mentre Michael Beasley è stato tra i peggiori: 1/5 dal campo, 3 perse e 5 falli.

Lakers-Nuggets: per Walton qualche passo in avanti

I gialloviola hanno provato ad applicare i dettami richiesti dal coach: switch su ogni possesso, ricerca – a volte eccessiva – dell’extra pass e tanti pick and roll per ribaltare in attacco i mismatch negativi in difesa.

In particolare Hart si è ben disimpegnato nell’inedito ruolo di rollante, come evidenziato dal coach:

Josh ha fatto tante piccole cose – ha lottato dietro i blocchi ed a rimbalzo – che aiutano la squadra. Tutti gli starter hanno disputato una buona gara questa sera.

Note dolenti dalla difesa: le rotazioni sono efficaci a momenti alterni, buone esecuzioni sono state spesso seguite da clamorose amnesie. Alcuni elementi faticano troppo sul p’n’r mentre il controllo dei rimbalzi difensivi è sotto la media.

La scelta – voluta ma in parte obbligata – del quintetto small paga dividendi solo se in attacco si produce con continuità. Kuzma al momento è ancora lontanissimo dal poter essere efficace come un Green o un Tucker, anche se per Walton:

Kuzma da 5 stasera è stato migliore in difesa. Ha difeso e recuperato bene, ha lottato. Molto meglio rispetto a Domenica.

…ci sono stati passi in avanti sia da parte di Kuz, che di tutta la squadra:

Stasera siamo stato molto di più la squadra che vorremmo costruire.

Nella notte italiana tra Giovedì e Venerdì, alle 4:30, allo Staples Center arrivano i Sacramento Kings, terza tappa della preseason gialloviola.

Josh Hart MVP della Las Vegas Summer League

Josh Hart MVP of the 2018 Las Vegas Summer League

Josh Hart MVP un anno dopo Lonzo Ball

Poco prima del Championship Game tra i Los Angeles LakersPortland Trail Blazers, Josh Hart ha meritatamente conquistato il premio di MVP della Las Vegas Summer League.

https://twitter.com/Lakers/status/1019399971966087168

Ovviamente Josh guida l’All-NBA Summer League First Team insieme a Carter Jr dei Bulls, Knox dei Knicks, Sexton dei Cavaliers e Wood dei Bucks.

Josh Hart and Svi Mykhailiuk at Las Vegas Summer League
Josh Hart and Svi Mykhailiuk at Las Vegas Summer League (Lakers.com)

Il rookie lacustre Sviatoslav Mykhailiuk è stato inserito nel secondo quintetto insieme a Young degli Hawks, Ayton dei Suns, Baldwin IV dei Trail Blazers e Jackson Jr. dei Grizzlies.

Per Svi, scelto alla 47 dell’ultimo draft, 17.7 punti di media, con 3 triple realizzate a partita con il 42.9 per cento dall’arco.

Las Vegas Summer League: seconda finale consecutiva per i Lakers

Josh Hart at Las Vegas Summer League

Las Vegas Summer League, ai gialloviola la battaglia contro i Cavs

A poco più di 24 ore dal convincente successo contro i Pistons, i Los Angeles Lakers (5-0) affrontano i Cleveland Cavaliers (5-1) per l’accesso al Championship Game della Las Vegas Summer League. Dopo aver apprezzato quanto mostrato in campo da Hart e compagni, il neo lacustre LeBron James preferisce non assistere alla sfida contro la sua ex squadra.

A causa di un non specificato malessere, Simon deve fare a meno di Alex Caruso che viene sostituito in quintetto da Rathan-Mayes. Hart, Mykhailiuk, Willams e Ayres completano la lineup.

L’avvio della gara è caratterizzato dai jumper dell’atteso rookie Sexton e dalle triple di Holland. I lacustri faticano e si appoggiano alle iniziative di Svi, che produce per sé ed innesca Ayres, tenendo a contatto i suoi, 10-15. Hart entra finalmente nel match segnando due triple che alimentano il parziale (16-0) innescato dallo scatenato ucraino – a segno per ben quattro volte dall’arco – che capovolge l’inerzia del match. Nei minuti finali del quarto i Cavs si riavvicinano approfittando del riposo dei due leader gialloviola, 28-23.

Svi Mykhailiuk and Josh Hart at Las Vegas Summer League
Svi Mykhailiuk and Josh Hart at Las Vegas Summer League (Ty Nowell, Lakers.com)

Come di consueto, la – decimata – second unit californiana soffre, col solo Newman in grado di produrre qualcosa. Sexton attacca l’area guadagnando diversi viaggi in lunetta, risponde Hart con un paio di spin move in penetrazione. Svi dimostra di essere più che un semplice tiratore andando a schiacciare un alley oop  in transizione. Le buone iniziative di Artis e la presenza di White sotto le plance tengono i Cavs a contatto.

Le triple di Josh e Smith, fissano il punteggio all’intervallo lungo: 50-47. Josh & Svi combinano per 30 punti totali.

Josh Hart vs Collin Sexton

I Cavs trovano subito il pareggio sfruttando l’incapacità dei Lakers di trovare alternative ai soliti noti. Hart – dopo l’ottimo lavoro su Korkmaz e Knox – prova a mettere la museruola a Sexton, con il quale si era beccato a fine 2Q.

Momento brutto della gara – quattro falli in attacco – sfruttato dai Cavs per trovare il sorpasso. Josh spegne subito l’entusiasmo dei ragazzi di coach James Posey grazie ad un gioco da tre punti ed una tripla. Tuttavia i lacustri non riescono ad allungare a causa delle troppe seconde opportunità concesse, mentre XRM pasticcia in attacco. La sesta tripla di Svi chiude la frazione, 73-71.

Lacustri ancora molli in avvio dell’ultimo periodo, Hart gioca iso su iso – quasi hero ball – che producono poco ed a sprazzi. Coach Miles Simon rimette Mykhailiuk a cinque dalla fine, sul +1. Gli animi si scaldano ed arrivano anche un tecnico per parte. Un paio di jumper di Rathan-Mayes tengono in vita i gialloviola prima delle triple di Hart e Brodziansky, 95 pari a due minuti dalla fine. 1/2 ai liberi per Svi che trova poi un fortunoso jumper di tabella. Sexton risponde dall’arco a 26″ dalla fine. Josh e lo stesso Young Bull sbagliano le triple della vittoria, 98-98. It’s overtime!

Josh Hart and Collin Sexton at Las Vegas Summer League
Josh Hart and Collin Sexton at Las Vegas Summer League (John Locher, AP Photo)

Il regolamento della Las Vegas Summer League prevede mini OT da due minuti, per cui non sono ammesse false partenze. Sexton segna due volte, rispondono Hart e XRM. I due sfidanti fanno entrambi 1/2 dalla linea della carità regalando al pubblico del Thomas & Mack Center altri 120 secondi di passione.

Dopo una gara non brillante, Rathan-Mayes diventa protagonista servendo Ayres per l’affondata prima di segnare il canestro che di fatto chiude la gara. 112-109 il finale.

Josh Hart “Cosa penso della mia gara? Ho sbagliato due tiri liberi in un momento chiave.”

Dodicesima vittoria consecutiva per i Los Angeles Lakers negli ultimi due tornei in Nevada, che nonostante i tanti momenti di confusione sono riusciti a contenere i parziali Cavs. L’intensità difensiva, complice anche l’assenza di Caruso, è stata tra le minori del torneo.

Poiché l’MVP del torneo verrà deciso prima della finale, Josh Hart appare il logico favorito per succedere al compagno Lonzo Ball. Josh ha dovuto tenere troppo il pallone, limitando i tagli a canestro senza palla che tanto sono stati efficaci nelle gare precedenti. 37 punti, 9 rimbalzi, 13/28 dal campo, 6 triple e +12 di +/- le sue cifre.

Stimolato dal trash talk della panca Cavs, Svi Mykhailiuk è partito a tutta, rallentando poi nel seconda parte del match prima di sparire, di fatto, nel doppio OT. L’ucraino si conferma tiratore di livello (31 punti, 6/11 dall’arco) e dotato di ottimo QI.

Nonostante soffra a rimbalzo, buona la prova di Jeff Ayres (20+5+3) che fa valere la maggiore esperienza. Xavier Rathan-Mayes (12+2+9) male in difesa e spesso è confusionario in attacco, tuttavia è stato decisivo nel finale.

Si conferma prospetto di valore Collin Sexton (27, 9/22 con 5 perse) che mostra personalità prendendosi tiri importanti e sfidando ripetutamente Hart. 17 per John Holland e Jamel Artis, 14+5+5 per Scoochie Smith dalla panca.

Per la prima volta nella storia della Las Vegas Summer League, il Championship Game sarà un rematch dell’anno precedente. Nella notte tra Martedì e Mercoledì sfida tra Lakers e Portland Trail Blazers, le migliori del primo round ed entrambe imbattute.

Schedule, statistiche e risultati delle altre gare sul sito della NBA.

Las Vegas Summer League: i Lakers approdano alle semifinali

Sviatoslav Mykhailiuk at Las Vegas Summer League

Las Vegas Summer League, convincente successo per i gialloviola

Dopo aver battuto i cugini, i Los Angeles Lakers (4-0) sfidano i Detroit Pistons (3-2) per l’accesso alle semifinali della Las Vegas Summer League.

Ad assistere la truppa di Simon, oltre Brandon Ingram, il quattro volte MVP della Lega e neo lacustre LeBron James, alla prima apparizione da Laker.

LeBron James at Las Vegas Summer League
LeBron James at Las Vegas Summer League (Ty Nowell, Lakers.com)

Solito quintetto per i californiani, ovvero Caruso, Hart, Mykhailiuk, Willams e Ayres. Come nelle gare precedenti, Hart e Svi prendono subito il comando dell’attacco lacustre.

Josh, dopo il caloroso abbraccio ricevuto da LeBron nel pre-gara, parte a tutta segnando dall’arco, in penetrazione con annesso eurostep ed in transizione dopo una rubata. I due leader gialloviola forzano subito un parziale importante, 14-3. I Pistons soffrono l’intensità difensiva dei ragazzi di coach Miles Simon e fanno una fatica enorme per trovare il canestro. Hart non sbaglia nulla ed il primo quarto pare aver già chiuso la gara: 33-14, James applaude soddisfatto.

Come nelle sfide precedenti, la second unit del Lakers soffre quella avversaria consentendo ai Pistons di tornare in partita, Ellenson segna dalla lunetta i liberi del -10. Col rientro di Hart l’inerzia torna nelle mani lacustri ed il gioco da 4 punti allo scadere del primo tempo di fatto sancisce la fine del match: 55-40.

Josh Hart at Las Vegas Summer League
Josh Hart at Las Vegas Summer League (Garrett Ellwood, NBAE via Getty Images)

In avvio terzo quarto entrambe le squadre sbagliato tutte le conclusioni, finché Hart (drive con contatto, due recuperi) e Svi (tripla ed eurostep) ripropongono lo stesso spartito del primo periodo. Hamilton prova ad imporsi nel pitturato stoppando e procurando secondi possessi per i compagni, ma le percentuali restano disastrose. La frazione si chiude sul 75-56.

Gli ultimi 10 minuti di gara sono di fatto un lungo garbage time, nella prima parte le seconde linee provano a mettersi in mostra – a Zack Lofton rispondono Rathan-Mays e King – mentre nei minuti finali i coach schierano persino le terze. Nei Lakers Carroll e Bonga tirano ogni cosa, con scarsi risultati, sopratutto dall’arco. Finale 101-78.

Josh Hart “Sono un ragazzo che vuole giocare a basket, un ragazzo con molto da dimostrare.”

Undicesimo successo consecutivo per i Los Angeles Lakers negli ultimi due tornei in Nevada, bravi a non concedere nulla ai Pistons nonostante una giornata non brillante dall’arco.

Continua la rincorsa al titolo di MVP di Josh Hart (18+2+4 e 2 recuperi in 21 minuti) che ha messo a ferro e fuoco il pitturato avversario, anche in virtù della giornata no dal perimetro (1/5).

Top scorer Svi Mykhailiuk che mette a referto 19 punti grazie ad alcuni canestri di ottima fattura. Doppia doppia per Jeff Ayres (10+10), non brillante Alex Caruso, mentre Xavier Rathan-Mayes, Nick King e Jeffrey Carroll combinano per 30 punti dalla panca.

Brutta gara per Detroit, che tira con il 34% dal campo. Produttivi ma imprecisi Henry Ellenson (22, 5/16) e Zack Lofton (21, 9/17).

In semifinale i Lakers affronteranno, nella notte tra Lunedì e Martedì i Cleveland Cavaliers.

Schedule, statistiche e risultati delle altre gare sul sito della NBA.