Gli Hornets molto vicini a Barnes prima del suo passaggio ai Sacramento Kings

Harrison Barnes

Negli ultimi giorni prima della trade deadline, gli Charlotte Hornets sono andati vicini a prendere Harrison Barnes, ma l’intromissione dei Kings nelle trattative ha fatto saltare la trade tra le due squadre (stando a quanto riportato da Marc Stein del New York Times e Rod Boone di The Athletic).

 

La franchigia di Sacramento avrebbe fatto la proposta per il 26enne ex Mavericks quando la trattativa tra Dallas e Charlotte si trovava già in fase avanzata. L’incursione a gamba tesa dei Kings ha fatto sì che il GM dei Mavericks abbia preferito la loro offerta a quella degli Hornets.

 

Hornets vicini a Barnes prima dall’incursione dei Kings

 

Secondo i giornali americani gli Hornets avevano offerto per Harrion Barnes una scelta al primo giro del draft (ma non si hanno certezze). La squadra texana ha preferito la proposta dei Sacramento Kings, che comprendeva la giovane promessa ex UNC Justin Jackson, ed il veterano Zach Randolph. L’ex Memphis Grizzlies è stato successivamente tagliato dai Mavs, mentre Jackson sarà tenuto nella speranza che possa mostrare le abilità dimostrate al college.

 

 

Harrison Barnes stava giocando una grande stagione con la canotta dei Mavericks. L’ex Tar Heels, insieme a Luka Doncic, era il giocatore più produttivo del roster di coach Rick Carlisle (con 17.6 punti a partita). Il proprietario dei Mavs, Mark Cuban, ha preferito salvaguardare lo sloveno sacrificando sia Barnes che Dennis Smith Jr. (partito nella maxi trade con i New York Knicks, che ha coinvolto Kristaps Porzingis).

 

Gli Charlotte Hornets rimangono in piena corsa per i playoff, ed occupano attualmente settimi ad Est con un record di 26-28.

Warriors-Kings, piovono triple, Durant: “Che ritmi, non durerà a lungo” Curry “Imita” James Harden

Piovono triple al Golden 1 Center di Sacramento, California, dove Warriors-Kings danno vita una una partita da ben 41 tiri da tre punti segnati complessivamente.

Steph Curry e compagni si sono imposti in trasferta per 127-123. Per Golden State 21 tiri da tre punti mandati a bersaglio (su 47 tentativi), 20 su 36 lo score finale per i Sacramento Kings. I 41 canestri valgono il record NBA per tiri da tre segnati in gara singola, la sfida di Scaramento è inoltre la prima partita nella storia NBA in cui entrambe le squadre segnano almeno 20 tiri da tre punti.

Steph Curry è il miglior realizzatore di serata: 42 punti, con 10 su 20 da dietro l’arco in 38 minuti d’impiego, in una gara in cui Steve Kerr chiede gli straordinari al suo quintetto base. Kevin Durant (29 punti, 5 rimbalzi e 9 assist) e Klay Thompson giocano 39 minuti, Draymond Green ne gioca 32, ed Andre Iguodala dalla panchina è il solo giocatore a rimanere in campo per più di 15 minuti (7 punti e 6 rimbalzi in 26 minuti per l’ex Sixers).

I Sacramento Kings trovano una grande partita in uscita dalla panchina di Justin Jackson. L’ex North Carolina segna 28 punti con 5 su 7 al tiro pesante, Buddy Hield tocca quota 32 punti (con 5 rimbalzi e 4 assist) in 35 minuti, con 8 su 12 al tiro da tre.

Un bello spettacolo da vedere, senza dubbio, tutti tirano da tre punti (…) una grande prova offensiva per entrambe le squadre. Per quanto ci riguarda, il problema oggi sono state le troppe palle perse (13, ndr) che ogni volta hanno generato o un tiro da tre punti o una schiacciata per loro. Li abbiamo tenuti in partita. In attacco abbiamo preso i tiri che volevamo, abbiamo fatto circolare bene il pallone. Ma 29 punti concessi da palle perse sono davvero tanti, troppi

– Steve Kerr dopo Warriors-Kings –

 

I Golden State Warriors tirano con 8 su 11 da tre punti nel primo quarto di gioco, chiuso 43-29. I Kings replicano e segnano 40 punti nel secondo quarto, ed il primo tempo si chiude sul 70-69 per gli Warriors.

Steph Curry assume il comando delle operazioni e manda a bersaglio 5 tiri pesanti nel solo quarto quarto. Golden State spreca uno svantaggio di 16 punti e permette a Sacamento di rientrare in gara ma un ultimo periodo da 31-20 separa le due squadre.

La partita del Golden 1 Center è stata la prima gara ufficiale NBA in cui almeno due giocatori (Curry e Hield) abbiano segnato almeno 8 triple. Così Stephen Curry a fine partita:

Nel quarto periodo abbiamo fatto ciò che deve fare una squadra che vuole lottare per il titolo, ovvero difendere. I tiri da tre punti? E’ senza dubbio una pallacanestro divertente da giocare, soprattutto quando i tiri vanno dentro. Le percentuali di stasera sono state pazzesche, incredibili. Ad ogni errore o disattenzione difensiva, c’era qualcuno pronto a sparare e segnare da tre punti

-Steph Curry dopo Warriors-Kings –

 

Kevin Durant parla di ritmi di gioco velocissimi. “Davvero veloce. Preferirei di gran lunga giocare più vicino a canestro, ma i tempi sono questi e bisogna adattarsi. Negli ultimi anni tanti giocatori hanno modificato il proprio stile di gioco per stare dietro a certi ritmi. Non credo però che tutto questo potrà durare ancora a lungo. I tiri da tre che si prendono sono davvero tanti, si gioca ad un ritmo da partitella (pick-up game style, ndr) è bello da vedere per i tifosi, a volte è anche divertente da giocare, ma è anche uno stile di gioco dispendioso e difficile da seguire. Ma è anche’ il nostro lavoro“.

De’Aaron Fox e Justin Jackson giocheranno una partita a sostegno delle vittime dell’uragano in Texas

De'Aaron Fox e Lonzo Ball

Tutto il mondo sportivo americano in queste ultime ore è stretto attorno alla comunità di Houston, la città più colpita fino ad ora da un uragano in Texas. Dopo i tanti messaggi d’affetto arrivati dai grandi personaggi dello sport, è partita una vera e propria gara di beneficenza per aiutare la popolazione texana in queste ore. Dopo la generosa offerta del presidente dei Rockets, anche la Nba e alcune franchigie hanno deciso di scendere in campo per far fronte ai primi interventi. Tra queste società ci sono anche i Sacramento Kings e le sue nuove stelle De’Aaron Fox e Justin Jackson.

De’Aaron Fox e Justin Jackson parteciperanno ad una partita di beneficenza

Dopo essere stati scelti nel corso dell’ultimo Draft Nba, i due rookie nelle ultime ore hanno fatto sapere di essere pronti ad aiutare la popolazione colpita da questa grandissima e gravissima calamità naturale.

De’Aaron Fox è uno dei giocatori più forti del Draft 2017

Stando a quanto riportato da Sean Cunningham, De’Aaron Fox e Justin Jackson parteciperanno ad una partita di beneficenza organizzata da ABC, il cui ricavato sarà totalmente devoluto per la popolazione di Houston.

Oltre a questa straordinaria partecipazione, i Sacramento Kings hanno deciso di donare ben 100 mila dollari per le spese mediche necessarie nei confronti dei malati terminali e dei feriti dell’uragano.

 

UNC vince meritatamente il titolo, a perdere è lo spettacolo

unc north carolina tar heels ncaa 2017 champions

La finale NCAA 2017 è stata tiratissima, come tutti si aspettavano. Una gara decisa dagli episodi, che Carolina è stata brava a sfruttare. Joel Berry II si è caricato l’intera squadra sulle spalle, mettendo tutti i canestri decisivi al momento giusto. Dall’altra parte Williams-Goss ha fatto molto bene nel primo tempo. Nella seconda frazione anche lui è stato inghiottito nella confusione generale. Perchè UNC contro Gonzaga non è stata una bella partita. Quello che non va giù, però, è stato il metro arbitrale, che nel secondo tempo ha completamente rovinato il ritmo della gara.

Let the kids play!

Riguardo il metro arbitrale sono arrivate reazioni da tutto il mondo cestistico. Anche King James e Dwyane Wade hanno espresso in rete la loro disapprovazione. Ed è tornato alla ribalta un tema già spesso affrontato nel mondo del college basketball: lo scarso livello delle terne arbitrali.

Nello specifico, durante la partita sono stati 44 i falli totali e ben 52 i tiri liberi assegnati a entrambe le squadre. I frontcourt di tutte e due le squadre sono stati colpiti da problemi di falli, privandoci così di una battaglia molto interessante. Zach Collins è uscito dalla partita a 5:03 dalla fine, dopo aver commesso il suo quinto fallo (ha giocato solo 14 minuti). Poteva essere il vero uomo in più per i Bulldogs, vista la serata da dimenticare di Karnowski (1/8 dal campo).

Joel berry II north carolina tar heels 2017 ncaa champions unc
Joel Berry II, senza dubbio l’MVP della finale contro Gonzaga

Una giocata in particolare è stata discussa in seguito alla fine della partita. Durante l’ultimo minuto, in uno scontro tra Kennedy Meeks e Silas Melson, è stata assegnata una contesa. Il possesso quindi è andato a North Carolina, grazie a quella indecente regola che va sotto il nome di possesso alternato (la “freccia”). In diretta quasi nessuno si è accorto, arbitri compresi, che Meeks aveva una mano sul pallone e un’altra fuori dal campo. Sul possesso successivo UNC è andata in vantaggio, poi un errore di Williams-Goss ha lanciato il contropiede decisivo concluso da Justin Jackson.

UNC più abile di Gonzaga

Oltre alla questione arbitrale però, c’è da dire che non abbiamo ammirato la versione più brillante di UNC e Gonzaga. North Carolina è stata più brava a far girare gli episodi dalla sua parte, specialmente nei minuti finali. Allo stesso tempo, i Tar Heels si sono laureati campioni tirando con il 35.6% dal campo (26/73 al tiro), il 14.8% da tre (4/27) e un misero 57.7% dalla lunetta (15/26). Gli Zags hanno avuto percentuali migliori, ma hanno concluso meno possessi dell’avversaria. La differenza sostanziale sta infatti nelle palle perse: 15 per Gonzaga (che per due volte nel primo tempo si è portata avanti di 7 punti), solo 4 per UNC.

I Bulldogs sono riusciti anche a limitare il dominio di North Carolina a rimbalzo. UNC ha chiuso con tre rimbalzi in meno di Gonzaga (49-46), e anche il computo dei rimbalzi in attacco è equilibrato (15-12 per UNC). Alla fine però sono i campioni a scrivere la storia, e sul titolo di Carolina c’è la firma di Joel Berry II. Per lui alla fine 22 punti, 6 assist e 2 recuperi (solo 1 palla persa). Ha messo tutti i tiri importanti, quando servivano, per portare i Tar Heels alla vittoria del sesto titolo NCAA.

nigel williams-goss gonzaga bulldogs north carolina tar hells unc ncaa champions 2017
Nigel Williams-Goss si dispera dopo la sconfitta in finale. Questa stagione rimane comunque la migliore di sempre per Gonzaga

I grandi assenti

Abbiamo già parlato della brutta serata di Karnowski. Il polacco non è riuscito a entrare in partita, neanche quando gli Zags, privati di Zach Collins e Johnathan Williams per problemi di falli, avevano disperatamente bisogno di lui. Jordan Mathews ha contribuito con soli 6 punti. Josh Perkins sembrava all’inizio della partita l’uomo del destino per Gonzaga. Ha iniziato con la mano caldissima, poi nel secondo tempo non è stato capace di ritrovare quel ritmo.

Per quanto riguarda UNC il giocatore più atteso, Justin Jackson, ha passato mezza serata a sparacchiare da fuori, senza prendere mai il bersaglio (0/9 da dall’arco). Jackson ha comunque finito la partita con 16 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate. Il numero 44 ha subito tutta la serata la fisicità di Nigel Williams-Goss, che lo ha inseguito in difesa per 40 minuti. Il leader di Gonzaga è stato l’ultimo ad arrendersi. Nonostante la brutta serata in attacco (5/17 dal campo e un 4/8 sanguinoso ai liberi) ha chiuso con 9 rimbalzi e 6 assist.

Tar Heels campioni

North Carolina è campione NCAA 2017. L’anno prossimo sarà difficile vedere di nuovo queste due squadre alle Final Four, dato il grande numero di senior pronti a lasciare il college da entrambe le parti. Qualche certezza c’è comunque: Roy Williams da una parte, Mark Few dall’altra. Sarà interessante seguire il recruiting di entrambi gli allenatori in vista della prossima stagione.

UNC, nel frattempo, ha tutto il tempo per festeggiare. Il tiro di Kris Jenkins adesso è solo un brutto ricordo.

Guida ragionata alla Final Four NCAA

Anche quest’anno, come sempre in questo periodo, gli appassionati di pallacanestro attendono le Final Four del torneo NCAA. Una competizione di breve durata ma che parte da lontano, che prende per la sua imprevedibilità e il suo sapore di futuro. March Madness, la chiamano, e a ragione.

Quello che stiamo per proporvi è la guida alla Final Four di un torneo che NBA Passion è riuscita, pur essendo una redazione di non professionisti, volontari, wanna-be ma soprattutto di gente innamorata della palla a spicchi, a coprire quasi per intero. Un coronamento, non solo per la futura regina.

SOMMARIO

pagina 2: North Carolina

pagina 3: Oregon

pagina 4: Gonzaga

pagina 5: South Carolina

VAI ALLA PROSSIMA PAGINA>>>

Pages: 1 2 3 4 5

Pages ( 1 of 5 ): 1 23 ... 5Next »

March Madness: Bulldogs attaccati ai Tar Heels

Quelli che arrivano alle Sweet Sixteen sono Tar Heels sicuramente che da affamati vogliono diventare affermati. Comprensibile: l’anno scorso arrivarono a una tacca del titolo NCAA, strappato all’ultimo istante da una Villanova che quel titolo non lo demeritò affatto.

Per questo ogni volta che scende in campo, su UNC ci sono un carico di aspettative che forse nessuna squadra reggerebbe. Era data per favorita a inizio anno, ha la regular season della ACC ma si è fermata in semifinale al torneo.

Ha pregi e difetti evidenti, che si amalgamano in uno strano miscuglio: è una squadra che vive e prolifera con il tiro da fuori (Berry e Jackson), ha in Hicks una pericolosissima arma vicino a canestro, è in grado di creare e di subire parziali dimensioni esorbitanti, costruisce una muraglia invalicabile sotto canestro che può essere messa in apnea semplicemente centrifugando un po’ le cose nel pitturato.

Esercizio in cui Butler è maestra, attraverso la sua rete di posizionamenti e passaggi, di doppi blocchi, e il contributo di un lungo in grado di mettere palla per terra (Fowler) o un’ala piccola fisicamente tosta (Chrabascz), un play razzente (Baldwin) e una guardia poliedrica (Woodson).

I migliori Bulldogs degli ultimi anni, quelli che si sono arrampicati fino al terzo turno dopo che nelle ultime cinque edizioni in secondo gli aveva sempre detto cotica, sono pronti a mordere i garretti dei Tar Heels Aspettiamoci di tutto.