Klay Thompson stende i Clippers e sfida i Rockets: “Li abbiamo visti… non volevamo perdere tempo”

Con LA Clippers e Utah Jazz ormai alle corde, Golden State Warriors-Houston Rockets è virtualmente già iniziata, parola di Klay Thompson che guarda oltre alla vittoria per 113-105 dei suoi allo Staples Center.

Avevamo visto i Rockets già in vantaggio per 3-0, e non non volevamo rischiare di estendere oltre il dovuto la nostra serie” Così il mattatore di serata in gara 4 Klay Thompson “Ce ne eravamo già fatta scappare una, siamo entrati in campo con l’intenzione di attaccare da subito per evitare guai. Gara 2 è stata un incidente di percorso che non si ripeterà più“.

Per avere la meglio dei Los Angeles Clippers, in grado di rimanere in partita nonostante un 7 su 30 al tiro complessivo di Danilo Gallinari e Lou Williams, sono serviti 32 chirurgici punti di Thompson, che inizia la sua partita con 6 su 6 al tiro e non si volta più indietro.

Come mi sono scaldato a qui a Los Angeles? Ieri (sabato, ndr) ho giocato un po’ a beach volley, mi sono fatto una bella nuotata nell’oceano… è stato un buon modo per resettare la mente, su ad Oakland non si può fare perché l’acqua è freddissima

6 su 9 da tre, 12 su 20 al tiro, un pericolo costante per la difesa dei Clippers che pur di negargli ricezioni comode apre autostrade per Andre Iguodala ed Andrew Bogut. Una prestazione pareggiata solo da quella di Kevin Durant (33 punti, 7 rimbalzi e 6 assist), mentre la prima testa del “mostro” offensivo dei Golden State Warriors, Steph Curry, trova una serata difficile (12 punti con 3 su 14 dal campo) dopo 3 gare a percentuali elevatissime.

Steph è comunque in grado di fare tante altre cose” Klay Thompson commenta la prova da 12 punti, 10 rimbalzi e 7 assist di Curry “Ed anche quando non tira bene noi ci fidiamo di lui, perché sappiamo che potrà segnare il prossimo tiro“.

Gli Warriors non si scompongono nel terzo quarto, dopo la sequenza di triple di Landry Shamet e nonostante le prodezze del rookie Shai Gilgeous-Alexander (25 punti con 9 su 15 al tiro), consapevoli di poter contare nei minuti decisivi sul letale duo Thompson-Durant: “I Clippers sono tosti, anche a partita finita di sembra quasi di vederteli davanti, continui a pensarci, perché sono una squadra davvero tosta (…) Shai (Gilgeous-Alexander, ndr) è un giocatore senza paura, il suo coraggio li ha tenuti in partita più d’una volta“.

Così Curry a fine gara: “Per noi si tratta di essere pazienti ed aspettare il momento giusto. Klay (Thompson, ndr) è stato incredibile, KD (Durant, ndr) affidabile come sempre. Con tutto il talento di cui disponiamo, si tratta davvero solo di cogliere il momento giusto“.

La serie tra Golden State Warriors e Los Angeles Clippers torna ora ad Oakland per gara 5. Doc Rivers chiederà ai suoi un ultimo sforzo per allungare la serie, nonostante le grandi energie spese in gara 4.

Gli Warriors attendono al varco i rivali Houston Rockets, per la riedizione di una delle serie di playoffs più entusiasmanti degli ultimi anni.

Warriors, Klay Thompson: “Steph Curry è la nostra voce della ragione”

I Golden State Warriors sono di gran lunga la squadra più dominante degli ultimi anni nella NBA, come confermano i 3 anelli vinti negli ultimi 4 anni.

Quest’anno però, sebbene siano ancora primi ad Ovest con un record di 50 vittorie e 23 sconfitte, gli Warriors hanno subito un brusco rallentamento rispetto agli ultimi anni, specialmente tra le mura amiche della Oracle Arena, quello che nelle scorse stagioni era diventato un fortino per gli uomini di Steve Kerr.

A proposito di questa situazione, Klay Thompson ha parlato in un’intervista concessa a Mark Medina di The Mercury News di come Steph Curry sia il vero cuore e motore dei bi-campioni in carica NBA.

Dopo la squalifica di Draymond Green nella trasferta di Atlanta, Curry decise di riunirsi al gruppo, nonostante fosse in convalescenza dopo un infortunio al ginocchio. Quando Green e Durant tornarono insieme in campo il 15 novembre contro Houston, Steph si sedette tra di loro in panchina, scherzando ed alleggerendo la tensione: “Non ho dubbi nel dire che Steph sia per noi la voce della ragione nei momenti di tensione della squadra” Riferisce Thompson.

Steph ha cercato di prevenire ogni tipo di situazione difficile” aggiunge Green “E’ stato attento e presente nel tenere d’occhio ogni singola situazione prima che qualcosa potesse andare male.

Steph Curry: “Altre squadre da titolo saltate per questioni di egoismi, a noi non accadrà”

L’onnipotenza cestistica di Curry è sotto gli occhi di tutti, grazie alla serie di record infranti a suon di triple, e dopo i due premi di MVP vinti consecutivamente (di cui uno, il secondo, primo nella storia assegnato all’unanimità).

Quello che però spesso viene dimenticato di lui è il suo ruolo da leader all’interno dello spogliatoio dei Golden State Warriors. Steph è un leader silenzioso, dai modi molto più pacati di tanti altri giocatori simbolo della NBA.

Questa tranquillità che trasmette è fondamentale in un ambiente in cui convivono personalità forti ed orgogliose come quelle di Draymond Green, Kevin Durant e DeMarcus Cousins. L’azione di Curry fu decisiva durante il periodo della guerra fredda tra Green e Durant.

La sua mediazione portò ad un incontro chiarificatore tra i due prima della partita degli Warriors contro i Dallas Mavericks del 17 novembre scorso. Un incontro che ha risolto i problemi, e dopo il quale gli Warriors sono rifioriti, tornando in testa alla Western Conference.

A tal proposito Curry dichiarò: “Devi entrare all’interno delle cose. Ascolti, capendo che non hai tutte le risposte. Alcune si, ma non tutte. È importante sapere da dove viene ciascuno, capire cosa abbia in testa, con lo stress che affrontano dentro e fuori dal campo in modo da poterci supportare l’un l’altro. Per un po’ questo è andato perduto. Più di una squadra, più di una corsa al titolo sono deragliate per colpa dell’ego, di personalità male assortite, o piccole sceneggiate irrisolte. È una sfortuna, ma noi non saremo quel tipo di situazione”

Il successo di una franchigia NBA, oltre che chiaramente dal fattore campo, dipende soprattutto dalla gestione dello spogliatoio e dei suoi leader, ed in questo sia Steve Kerr che Steph Curry si sono dimostrati maestri. L’armonia dello spogliatoio è stata fondamentale nei momenti più duri degli ultimi anni per i Golden State Warriors, e gran parte dei meriti vanno soprattutto a fenomeni come Curry, talento indubbio fuori dal campo, ancor prima che sul parquet.

Warriors, Durant: “Klay Thompson è uno dei migliori difensori NBA, chi vota capisce poco di basket”

Kevin Durant: “Klay Thompson è uno dei migliori difensori NBA, chi da i premi non capisce di basket“.

La roboante vittoria di domenica sul campo degli Oklahoma City Thunder ha confermato una volta di più, agli occhi del compagno di squadra Kevin Durant, la bontà della candidatura a Difensore dell’anno per Klay Thompson.

La marcatura di Thompson su Russell Westbrook, limitato a soli 7 punti ed un pessimo 2 su 16 al tiro, così come la percentuale dal campo di un avversario diretto come James Harden (tenuto al disotto del 40% al tiro quando marcato da Thompson) due tra i principali indizi dei meriti della stella dei Golden State Warriors.

Così Durant, le cui parole sono state raccolte da Connor Letourneau del San Francisco Chronicle, su Thompson:

Se Klay merita il premio? Certo che si, ma non lo vincerà mai perché chi dà i voti capisce ben poco di pallacanestro

Candidatura appoggiata anche dal compagno di squadra Draymond Green, già vincitore del premio nel 2017. Secondo Green, Klay Thompson è il “miglior difensore perimetrale” esistente nella NBA odierna, e meriterebbe pertanto la nomina nel primo quintetto difensivo a fine stagione.

Alcuni numeri di impatto riflettono il valore di Thompson nella metà campo difensiva. Tra le “vittime” dell’ex giocatore dell’università di Washington State in questa stagione alcuni tra i migliori esterni NBA del momento, tra cui i sopracitati Harden e Russell Westbrook, e Donovan Mitchell, star di alcune tra le rivali dei Golden State Warriors.

Ad inizio stagione, lo stesso Klay Thompson aveva dichiarato come uno dei suoi obiettivi fosse l’ingresso in uno dei quintetti difensivi annuali, come riportato da NBAPassion.com

Warriors-Rockets, DeMarcus Cousins è la chiave per Golden State: “Nessuno può marcarmi”

Se significa qualcosa? NoCosì Kevin Durant a chi chiedeva se lo 0-3 stagionale nella serie accumulato contro gli Houston Rockets preoccupasse i Golden State Warriors: “L’importante sono i playoffs“.

Gara 4 della serie di stagione regolare tra Warriors-Rockets è arrivata, e Durant non ne ha preso parte a causa del leggero infortunio alla caviglia patito due giorni prima contro i Phoenix Suns.

DeMarcus Cousins si fa carica dell’assenza di KD e sforna la miglior prestazione stagionale personale, portando i suoi alla vittoria per 106-104 al Toyota Center di Houston.

32 minuti di gioco, 27 punti, 8 rimbalzi, 7 assist e 2 stoppate per “Boogie” (con 11 su 16 al tiro), che sopperisce alle difficoltà al tiro di Steph Curry (24 punti con 8 su 20 dal campo) ed innesca un Klay Thompson da 30 punti e 5 su 10 dalla lunga distanza.

Andre Iguodala sostituisce in quintetto base l’infortunato Durant, i Rockets si ritrovano sotto di 13 punti nel quarto periodo (100-87) ma rimontano sino a -1, siglato da Chris Paul, a 10 secondi dal termine. Curry non sbaglia dalla lunetta, Harden si e proprio Iguodala cattura il rimbalzo ad assicura la vittoria ai suoi.

La sconfitta interrompe a 9 la serie di partite vinte consecutivamente dagli Houston Rockets (42-26), ora quarti ad Ovest a mezza partita di distanza dai Portland Trail Blazers (41-26). “La partita no ci ha detto nulla che no sapessimo già, su di loro” Così Chris Paul a fine gara “Ormai ci conosciamo fin troppo bene“.

Warriors-Rockets, Cousins: “Nessuno può marcarmi”

DeMarcus Cousins, rientrato in campo lo scorso 18 gennaio dopo un anno di assenza per infortunio, non aveva preso parte alle prime due sfide tra Warriors-Rockets. La terza partita, quella del 23 febbraio scorso, aveva visto un Cousins in difficoltà, soprattutto in difesa, falloso e poco attento (6 palle perse), in una partita casalinga persa dai Golden State Warriors nonostante l’assenza di James Harden.

Il DeMarcus Cousins presentatosi al Toyota Center è un giocatore in condizioni atletiche migliori, un problema insormontabile per la frontline avversaria formata da Clint Capela  e Kenneth Faried.

Non credo ci sia nessuno che possa marcarmi uno contro uno, semplicemente. Potete mettermi contro chiunque, il risultato non cambia. Le sconfitte nelle partite precedenti? Ogni giorno attorno a questa squadra (gli Warriors, ndr) c’è qualcosa, ogni cosa diventa una storia, un caso. E’ come in una vecchia soap-opera che guardava mia nonna, ogni giorno succedeva qualcosa… i cronisti fanno il loro lavoro, io faccio il mio,gioco a pallacanestro

– DeMarcus Cousins dopo Warriors-Rockets –

DeMarcus ha giocato la partita più completa ed efficace da quando è qui” Così Klay Thompson “Ha aggiunto una dimensione tutta nuova alla nostra squadra, oggi avrò ricevuto almeno 3 o 4 assist per un tiro comodo dal lui“.

Coach Steve Kerr è riuscito a nascondere i problemi difensivi di Cousins, spesso coinvolto nella partita di febbraio in pick and roll alti tra Chris Paul ed i lunghi dei Rockets, “dirottandolo” sul meno pericoloso P.J. Tucker per larga parte della gara: “Ho dovuto imparare e trovare il modo migliore di impiegare Cousins in difesa. Stasera è andata meglio, in attacco ha fatto un gran lavoro semplicemente posizionandosi in post e controllando la partita da lì“.

“Peggior sconfitta dell’anno, pubblico più coinvolto” Warriors KO contro i Suns, Thompson li scuote

Altra sconfitta casalinga, la decima in stagione, per i Golden State Warriors (45-21) che alla Oracle Arena di Oakland cadono per 115-111 contro i Phoenix Suns di un irresistibile Devin Booker.

37 punti, 11 assist e 8 rimbalzi per la giovane star dei Suns, che trascina i suoi alla prima vittoria stagionale in trasferta contro un team della Western Conference dopo un primo quarto da soli 16 punti di squadra segnati.

Booker segna 13 punti consecutivi nel decisivo quarto periodo, compresa la tripla del massimo vantaggio Suns (102-98) a 4:45 dal termine. Altri quattro punti di Booker tengono a distanza gli Warriors, che a 23 secondi dal termine hanno però la possibilità i pareggiare con un tiro da tre punti di Steph Curry (18 punti, 7 rimbalzi e 8 assist per lui a fine gara, ma 6 su 20 al tiro), conclusione che trova solo il ferro.

Per la coppia Curry-Thompson una prova da 8 su 30 combinato da dietro l’arco dei tre punti, ed un periodo complicato per i Golden State Warrios, che come riportato da ESPN non vincono almeno due partite consecutive dallo scorso 12 febbraio.

A fine partita, Klay Thompson (top scorer Warriors con 28 punti) parla addirittura della “peggior sconfitta stagionale” per i suoi.

Suns-Warriors, Klay Thompson: “Vorrei un pubblico più coinvolto”

10 su 43 il tabellino a fine partita al tiro da tre punti per Golden State. Nelle 9 gare sinora disputate dopo la pausa per l’All-Star Game di Charlotte, Steph Curry sta viaggiando con un modesto 36.9% al tiro pesante (su oltre 13 tentativi a partita), peggior dato in carriera per il due volte MVP.

A fine partita, il suo collega di reparto Klay Thompson predica calma, non senza però sottovalutare le attuali difficoltà di squadra:

Non una bella partita. Anzi, probabilmente la peggiore partita dell’anno, per noi. La stagione è lunga e noi giochiamo assieme da 5 anni, non si può pretendere di essere perfetti per tutte le 82 partite. Oggi però abbiamo perso contro una squadra contro cui avevamo vinto le precedenti 18 partite (…) una cosa che mi aspetterei sarebbe sentire il nostro pubblico un po’ più coinvolto. Voglio dire, i playoffs non sono ancora iniziati, però questa è la nostra ultima stagione qui alla Oracle Arena. Abbiamo bisogno dell’energia del pubblico, soprattutto ad inizio partita, e soprattutto in questo momento. Quindi ci aspettiamo che i nostri tifosi possano aiutarci ad accenderci in campo, non importa se giochiamo contro i Suns o contro i Milwaukee Bucks

– Klay Thompson dopo  Suns-Warriors –

Appena due giorni prima, alla vigilia del match vinto contro i Denver Nuggets di sabato sera, coach Steve Kerr aveva parlato del senso di responsabilità che la sua squadra dovrebbe portare in campo in queste ultime uscite alla Oracle Arena.

L’intensità vista in campo contro i Suns non ha convinto per nulla il coach 7 volte (tra campo e panchina ) campione NBA:

Il risultato è giusto, (i Suns, ndr) ci hanno attaccati e noi non abbiamo risposto per nulla, abbiamo “toppato”. Dovremo tornare su questa sconfitta e parlarne

– Steve Kerr dopo Suns-Warriors –

Warriors, si ferma Klay Thompson (ginocchio destro): “Spero nulla di serio”

Un problema al ginocchio destro potrebbe tenere fuori Klay Thompson per i prossimi giorni, in attesa di risultati dalla risonanza magnetica cui il giocatore dei Golden State Warriors si sottoporrà nella giornata di domenica.

 

Thompson non è sceso in campo sabato contro i Philadelphia 76ers, dopo essersi infortunato contro gli Orlando Magic due giorni prima.

 

 

Al momento sento del fastidioCosì Klay Thompson a Nick Friedell di ESPNMa non penso ci saranno problemi. In ogni caso è meglio andarci cauti“. Coach Steve Kerr ha dichiarato come il 5 volte All-Star dei Golden State Warriors si sia infortunato dopo una caduta, battendo il ginocchio contro il parquet dell’Amway Center di Orlando:

 

Si è fatto male contro Orlando, ha sbattuto il ginocchio contro il terreno di gioco. Da venerdì ha iniziato a sentire dolore ed il ginocchio si è infiammato, non avrebbe avuto senso farlo giocare stanotte (sabato a Philadelphia, ndr). Domenica ne sapremo di più, comunque

 

– Steve Kerr su Klay Thompson –

 

Al pari di Thompson, anche Kevon Looney (bacino) potrebbe essere costretto a saltare alcune partite.

Steph Curry: “Sconfitta frustrante quella contro gli Orlando Magic”

Klay-Thompson-festeggia

I Golden State Warriors perdono contro gli Orlando Magic, per 103-96, la terza delle ultime quattro partite. I Warriors, orfani di Kevin Durant, tenuto a riposo, mandano all’aria una vittoria costruita nel terzo quarto, con un parziale di 30-11, subendone un altro di 33-15 nell’ultimo e decisivo quarto. Aaron Gordon spacca la partita con 22 punti e 15 rimbalzi, mentre Terrence Ross ne segna 16 in uscita dalla panca. Nel post partita Steph Curry e Klay Thompson hanno commentato la gara.

 

Per Klay Thompson le voci riguardanti la chimica all’interno della sua squadra sono esagerate, ed ha risposto alle domande dei giornalisti in modo schietto e sbrigativo.

-“Sei contento di dove si trova la squadra?”
Klay: “Uh, sì. Questa è facile. Si. Potrebbe andare peggio”
-“La chimica di squadra sta svanendo?”
Klay: “Il dramma della chimica di squadra, non ne ho sentito parlare.”

I rumors riguardanti la chimica di squadra e i rapporti all’interno dello spogliatoio sono argomenti ricorrenti dal’inizio della stagione. Ogni qual volta i Warriors perdono un paio di partite consecutive, si inizia subito a parlare di crisi, salvo poi stupire gli appassionati nelle gare successive, e mettere a tacere i dubbi.

Klay Thompson ha concluso la gara con 21 punti e 3 rimbalzi, tirando 9 su 23 dal campo, e 3 su 12 da 3 punti.

 

Steph Curry: “Una sconfitta frustrante”

 

Secondo Mark Medina del Mercury News, il due volte MVP è rimasto scettico della sconfitta, e si è dovuto guardare indietro più volte per vedere cosa sia andato storto. Curry attribuisce le colpe a quell’ultimo parziale perso per 33-15 che ha inevitabilmente deciso la gara.

“La sconfitta è frustrante considerando come abbiamo concluso il terzo quarto. Eravamo chiaramente in controllo della partita, è difficile, abbiamo giocato molto duramente”.

 

Anche per Curry quella di stanotte è stata una serata storta, nonostante i suoi 33 punti, con 8 rimbalzi e 6 assist. Infatti, ciò che sorprende dei tabellini, sono le percentuali al tiro: 12 su 33 complessivo dal campo, 36.4%, e 5 su 17 da 3 punti, 29.4%.

 

Prossimo impegno per i Golden State Warriors, domenica in casa dei Philadelphia 76ers.

Klay Thompson: nodo da sciogliere per i Warriors e possibili scenari

Klay-Thompson-festeggia

Supponendo che non firmi un’estensione contrattuale nelle prossime settimane, Klay Thompson diventerà free agent il prossimo luglio.

Alla domanda su quanto fosse incuriosito dal diventare un free agent per la prima volta, la guardia dei Warriors ha risposto “non eccessivamente” e ha poi proseguito: “Quando i giocatori vanno in free agency, cercano una situazione come la mia o quella del nostro team” ha affermato il quattro volte All-Star “Io sono completamente soddisfatto qui

Thompson ha poi fatto notare le varie bandiere appese alla struttura del centro della squadra. I Warriors hanno avuto accesso ai playoffs per sei anni di fila, diventando campioni NBA in 3 delle ultime 4 stagioni.

Basta guardarsi intorno nella stanza, e vedere che sono stato parte di questo progetto è quello che mi motiva e mi fa desiderare di essere un Warriors per il resto della mia carriera” ha proseguito Klay.

D’altro canto, sebbene Thompson, entrando nella sua ottava stagione, non abbia escluso la possibilità di firmare un’estensione nelle prossime settimane, questa possibilità sembra improbabile. Con Klay entrato nella stagione finale di un contratto quadriennale del valore di 69 milioni di dollari, si è parlato e si parlerà sempre del suo futuro. Gran parte di esso riguarderà i Los Angeles Lakers, il team con il quale è cresciuto seguendo le orme di suo padre Mychal, grande ex giallo-viola.

Inoltre, fu il leggendario Jerry West, oggi consulente dei Los Angeles Clippers e grande fan della guardia dei Warriors, a scegliere Klay Thompson nel draft NBA del 2011 e, quattro anni dopo, a sconsigliare il team di Oakland dall’inserire il prodotto di Washington State nella trade con Kevin Love ed i Cleveland Cavs.

Warriors, Kirk Lacob: “Valuteremo il mercato dei buyout”

A fine stagione, Klay Thompson sarà eleggibile per un’estensione contrattuale al massimo salariale, e i Warriors sono stati chiari nel dichiarare che saranno disposti a concedergliela. La parte difficile sarà vedere quanto consistente sarà l’aumento del contratto proposto da Golden State.

Kirk Lacob, assistant GM dei Golden State Warriors, ha parlato dell’approccio della squadra sul mercato dei buyout, in una recente apparizione sul programma radiofonico “Joe, Lo & Dibs: “Non vogliamo impegnarci in qualcosa prima di sapere cosa succederà con il nostro roster” ha detto Lacob. “Non sai mai cosa può accadere – potrebbe esserci un infortunio o una crisi o qualcosa del genere – quindi, vogliamo mantenere aperte le nostre opzioni. Ma il nostro obiettivo è quello di aggiungere un giocatore davvero bravo – qualcuno che si adatti allo spogliatoio, e che voglia davvero essere parte di un progetto

I Warriors, oltre che alla delicata situazione di Thompson, avranno a che fare in estate con i contratti di Kevin Durant, che molto probabilmente andrà a chiedere il max contract dopo due anni di rinuncia, e di DeMarcus Cousins, che ha firmato al minimo salariale in estate per avere la possibilità di vincere un anello ad Oakland.

Insomma, tira aria di tornado in estate dalle parti della Baia, con la seria possibilità di uno stravolgimento del roster. Il valore della franchigia è triplicato nelle ultime 3 trionfali stagioni, ed i Golden State Warriors sono diventati la terza franchigia NBA più ricca (dietro a New York Knicks e Los Angeles Lakers). Tutto questo ha portato ad un notevole aumento di prestigio della società. Basterà il tutto a sopravvivere e a rimanere competitivi anche in caso di mareggiata? Niente è certo , se non che sarà un’estate travagliata.

Warriors, la serata perfetta di Klay Thompson, cacciatore di record NBA

Klay-Thompson-festeggia

Una serata “spettacolare” quella di Klay Thompson. 44 punti ed un insostenibile 17 su 20 dal campo per il cecchino dei Golden State Warriors, più letale che mai allo Staples Center di Los Angeles contro i Los Angeles Lakers.

La personale “gara 2” della stagione di DeMarcus Cousins in maglia Warriors termina 130-111 per gli ospiti (qui il recap di NBAPassion.com). Serata di pausa per Steph Curry, che chiude con soli 11 punti (3 su 12 al tiro) in 30 minuti di gioco. Kevin Durant mette a referto 2o facili punti (8 su 13  dal campo) e ci aggiunge 6 rimbalzi e 4 assist, Cousins rimane in campo per 21 minuti e chiude con 8 punti, 9 rimbalzi, 5 assist (e 4 falli).

Klay Thompson è però il protagonista assoluto della nottata losangelina. I Lakers nulla possono contro le raffiche del prodotto di Washington State, che chiude la sua gara con un incredibile 10 su 11 al tiro da tre punti. Per il figlio di Mychal 44 punti in soli 27 minuti di campo.

Cinque o sei volte a stagione, Klay lo fa, lo sappiamo. 17 su 20 al tiro, una cosa che non si vede spesso, con 10 su 11 da tre poi… ultimamente Klay è in gran ritmo, i suoi compagni l0 cercano – stanotte 41 assist di squadra, e Klay… è spettacolare

– Steve Kerr su Klay Thompson –

 

10 su 11 da dietro l’arco dei tre punti e 10 (!) canestri consecutivi, nuovo record NBA per tiri da tre punti consecutivi mandati a bersaglio senza errori precedenti da un singolo giocatore. La clamorosa prestazione balistica di Klay Thompson è valida per la miglior percentuale effettiva (ovvero che attribuisce maggior valore ad un tiro da tre punti) al tiro mai registrata in partita singola (su base di almeno 15 tiri tentati). Lunedì sera allo Staples Center di Los Angeles la effective field goal percentage di Thompson è stata del 110%.

Nelle ultime 12 gare disputate, Klay Thompson sta viaggiando a 25.3 punti a partita, con il 53.4% dal campo ed un sensazionale 49.5% al tiro da tre punti. Le 10 triple infilate nel canestro dei Los Angeles Lakers valgono per Thompson il 19esimo posto nell classifica All-Time NBA per tiri da tre punti segnati in carriera.

Lakers-Warriors: Thompson da record, gialloviola affondati

Klay Thompson and Ivica Zubac, Los Angeles Lakers vs Golden State at Staples

Game 48 Recap: Lakers-Warriors

Il Martin Luther King Jr. Day 2019 si chiude con la seconda sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (25-22) e Golden State Warriors (32-14).

Il successo nella sfida di Natale è costato caro ai gialloviola che nell’occasione hanno perso per infortunio LeBron James e Rajon Rondo. Il quattro volte MVP ha da poco ricominciato ad allenarsi con i compagni, mentre l’ex Celtics e Pelicans dovrebbe tornare nella gara contro Minnesota. Il match contro i Rockets invece è stato fatale per Lonzo Ball, infortunatosi alla caviglia e fuori dalle quattro alle sei settimane.

I Campioni NBA, dopo un brutto avvio di stagione, hanno ingranato le marce alte ed hanno vinto nove delle ultime dieci gare tornando al comando della Western Conference. Con il recupero di Cousins, Golden State torna a ribadire di essere la candidata principale per la vittoria del titolo.

Scelte obbligate per Walton, che schiera Ingram, KCP, Hart, Kuz e Chandler. Kerr risponde con i monstars al completo: Steph, Klay, KD, Green e DMC.

Lakers-Warriors, primo quarto equilibrato

I lacustri privi dei principali ball handler del roster faticano a costruire tiri che non siano isolamenti o sporadici pick-and-roll. Gli Warriors invece giocano a memoria e trovano il primo allungo con i canestri di Thompson.

DMC esce a causa del secondo fallo, KCP trova il canestro dopo quasi quattro minuti di astinenza, 6-10 al primo timeout della gara dopo cinque minuti di gioco.

Al rientro Brandon Ingram pareggia dalla lunetta dopo aver segnato un jumper contro Green. Tiny Dog prova ad attaccare il ferro…

…segna ma non completa il gioco da tre punti. Kuzma è il più lesto a rimbalzo e sigla il primo vantaggio gialloviola della gara.

Kevon Looney premia due volte i tagli, pareggia McGee. 18 pari con 3’39” da giocare nel quarto. Curry segna la sua prima tripla della gara e da il via al parziale di 7-0 con cui i Campioni NBA allungano in meno di 50”, timeout Lakers.

I californiani riducono le distanze grazie a McGee e Beasley, Golden State risponde con i liberi di Steph e KD. B-Easy segna il canestro che chiude il quarto, 24-29.

Tanta fatica per gli angeleni, incapaci di costruire valide soluzioni oltre a non riuscire a correre in transizione. Al contrario i Dubs girano la palla che è un piacere, riuscendo a trovare quasi sempre un buon tiro.

Lakers-Warriors, allungo per la Dub Nation

Al rientro Michael Beasley schiaccia con autorità, mentre Lance sbaglia dall’arco al termine di una delle migliori esecuzioni della gara. Non sbaglia Klay che segna la tripla prologo all’allungo Warriors che – dopo il primo canestro della gara di Zubac – sono abili a sfruttare al massimo gli errori lacustri per correre in transizione con DMC e Livingston. 28-38 dopo due minuti, timeout per Walton.

Tocca ancora alla seconda scelta dell’NBA Draft 2008 a muovere il punteggio, risponde ancora Thompson che trova la terza tripla della sua gara e sale a quota 17. Dopo un bel canestro di Ingram, Golden State prova ancora ad allungare con una bella transizione chiusa da DeMarcus Cousins.

I gialloviola restano in scia grazie ad un canestro di Zu ed alle triple di Brandon…

…e Josh Hart, 40-47 a 5’41” dall’intervallo.

Dopo essere stato battezzato a Natale, Alfonzo McKinnie si riscatta segnando due triple consecutive – la seconda di tabella – cui risponde Kyle Kuzma, a segno con un fadeaway. Il prodotto dell’Università dello Utah dopo aver completato il gioco da tre punti – prontamente replicato da Curry – segna anche un bel floater, 47-58 a 3’38” dalla fine del tempo.

Thompson raggiunge quota ventuno nel tempo, mentre i Lakers la via del canestro con Ivica Zubac (8 con 4/5), Ingram (13, 5/10) e Kuzma (11, 5/14). Il jumper di Durant chiude il tempo, 55-65.

L.A. riesce ad evitare la fuga dei Campioni NBA, nonostante in attacco sia tutt’altro che brillante. Dei 23 canestri realizzati, solo 9 sono stati assistiti. 21 su 25 invece per Draymond Green (6 assist) e compagni, efficaci in transizione (12-2) e nel capitalizzare (15 punti) le perse (9) dei padroni di casa.

Lakers-Warriors, Klay Thompson on fire 🔥

KCP segna finalmente dall’arco, peccato lo faccia con un piede fuori dal campo. Nel possesso successivo inizia lo show di Klay Thompson che segna cinque canestri consecutivi di cui quattro dall’arco.

14 punti in 125″, 35 totali con 7/7 dall’arco sotto gli occhi di papà Mychal. 60-80 dopo due minuti e mezzo di gioco.

Al rientro dal timeout coach Luke Walton schiera Wagner per lo spaesato Hart, incapace di opporre resistenza al #11 di Golden State. Klay segna l’ottava tripla e resta senza errori poiché scaglia la nona con un piede sulla linea.

I Lakers non segnano più – un canestro di Ingram su nove tentativi di squadra, Moe 1/3 ai liberi – e gli Warriors dilagano, Steph Curry assiste Durant che chiude con un bel layup, prima di segnare tutto solo nell’angolo, 63-92 con 6’05” da giocare nel quarto.

Thompson segna altre due triple 🏀🏀🏀 prima di sbagliarne una e tornare in panchina con 44 punti. 69-100 e gara praticamente finita.

Gli ultimi minuti della frazione scorrono veloci, Curry si incarta scivolando tutto solo in transizione candidandosi per la prossima puntata di  Shaqtin’ A Fool riuscendo a concludere il possesso con un airball.

Tocca a Kevin Durant incrementare il proprio bottino, così come Zubac e B-Easy. I liberi di Lance fissano il punteggio alla fine del quarto, 80-110.

Lakers-Warriors, it’s garbage time!

Walton schiera Caruso, Lance, Svi, Beasley e Zu mentre coach Steve Kerr lascia in campo DMC con Shaun, Cook, McKinnie e Jerebko. La second unit lacustre ha più voglia di quella avversaria, la coppia Beas & Zu produce il parziale di 8-0 costringendo al timeout Goldenstate.

Dopo il touchdown di Alex Caruso torna in campo Wagner, con l’uscita di Boogie e l’ingresso di Bonga il garbage in senso stretto è ufficialmente iniziato. I rookie gialloviola sono più motivati e dopo lo 0/2 ai liberi di Bonga, Moe Wagner in transizione e Svi Mykhailiuk dall’arco riducono il gap, 98-117 a 5’16” dalla sirena.

Sviatoslav Mykhailiuk, Los Angeles Lakers vs Golden State at Staples
Sviatoslav Mykhailiuk, Los Angeles Lakers vs Golden State at Staples (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

Con i canestri di Jonas Jerebko e JaVale McGee e le le triple di Cook e Caruso si arriva all’ultimo minuto, dove i liberi di Isaac Bonga chiudono la gara, 111-130.

Lakers-Warriors, Thompson da record

Top scorer lacustre Zubac (18+4, 7/8) che conferma di avere le mani più educate tra i lunghi di Walton. Per Ingram 17+5+3 con 7/16 al tiro e 2 perse. Kuzma non è riuscito a colpire dall’arco (0/5) ed ha chiuso con 16 punti e 7/18 dal campo.

Preciso dall’arco Hart (2/2) ma troppo in affanno in difesa. Impalpabile KCP (4, 1/5). 10+9 per McGee, pochi minuti per Chandler. Impreciso Lance (1/5), produttivo Beasley (15+5 , 7/8 al tiro). Tutti a segno Caruso ed i rookie.

Nessuno prima di Klay Thompson aveva realizzato le prime dieci triple tentate nella storia della Lega. Ancora un record per questo fantastico atleta. Per KT 44 punti con 17/20 dal campo, 10/11 dall’arco in 26 minuti di gioco.

Durant chiude con 20+6+4 con 8/13 dal campo, serata storta al tiro per Curry (11+5+12 con 2/10 da tre). 8+9+5 per DMC, 5+7 con 3 recuperi per Green.

Box Score su NBA.com

Lakers-Warriors, END

Gara come da pronostico, con i Lakers troppo corti per opporre una resistenza credibile ai Campioni NBA. L’obiettivo è recuperare quanto prima James e Rondo prima che l’ottava piazza si allontani irrimediabilmente.

A fine gare Walton ha dichiarato che quasi sicuramente Rajon sarà disponibile contro Minnie, mentre è apparso mno possibilista sul recupero di LeBron. Su Lonzo invece, ha confessato di averlo trovato emotivamente devastato.

DeMarcus Cousins and Ivica Zubac, Sviatoslav Mykhailiuk, Los Angeles Lakers vs Golden State at Staples
DeMarcus Cousins and Ivica Zubac, Sviatoslav Mykhailiuk, Los Angeles Lakers vs Golden State at Staples (Adam Pantozzi, NBAE via Getty Images)

Infine, sugli avversari…

<Stanno iniziando a trovare il loro ritmo. Non contro noi, ma contro tutta la Lega.>

…e su Thompson:

<Klay? Quando è così caldo l’unico modo possibile per fermarlo è evitargli la ricezione.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Giovedì 24 e Venerdì 25 Gennaio per affrontare allo Staples Center i Minnesota Timberwolves.

Warriors, primo quarto da record, Nuggets senza scampo, Curry: “Punto di svolta, arriviamo”

Quarta giornata Dunkest NBA

Dopo la vittoria del Pepsi Center di domenica contro i Portland Trail Blazers, Nikola jokic aveva parlato del prossimo impegno dei suoi Denver Nuggets come di “una vera sfida”. In Colorado sono scesi nella nottata di martedì i Golden State Warriors, ed i Denver Nuggets hanno sentito sin dalla palla a due quanto la sfida preannunciata dal lungo serbo potesse essere dura.

I Golden State Warriors (30-14) del trio Curry-Thompson-Durant infrangono un nuovo record NBA con un primo quarto di gioco da 51 incredibili punti. 12 minuti di gioco, 19 su 25 al tiro e 10 su 14 da dietro l’arco dei tre punti, primato NBA per punti segnati nel primo quarto di una gara, e seconda prestazione All-Time di squadra per singolo quarto (dietro ai 57 segnati ai Sacramento Kings nel 1989).

51-38 il parziale della prima frazione. Golden State chiude il primo tempo sul +19 (79-60) e non si volta più indietro, segnando una tripla dietro l’altra (21 su 39) e chiudendo la partita 142-111 sui malcapitati Denver Nuggets (29-14).

Dei 51 punti, 17 del solo Kevin Durant (27 a fine gara, con 4 rimbalzi, 6 assist e 5 su 7 da dietro l’arco), 13 di Klay Thompson e 12 di Steph Curry (31 a testa per gli “splash brothers”, con 13 su 21 complessivo da tre punti).

Non è una cosa che si posa fare tutte le sere, ovviamente. Di certo abbiamo fatto vedere a tutti di cosa siamo capaci quando il nostro attacco gira a pieno regime. E’ bello da vedere, ed è ancora più bello, e soprattutto divertente, essere parte di tutto ciò. Le schiacciate? E’ una bella sensazione, era dalla high school che non mi succedeva, e al liceo spesso non andavo a rimbalzo per correre in contropiede… mi sento meglio di quando segno 10 triple in una partita. La sfida con Zaza? (Pachulia, ex Warriors, ndr) Siamo 11-1 per me. Dovrei lavorare sullo stile, ma ciò che conta è il risultato

– Klay Thompson –

 

 

Così Steph Curry nel post partita:

Abbiamo prestato attenzione ai nostri avversari, sappiamo chi sta giocando bene, e da parte nostra sentivamo di non aver fatto bene contro gli avversari diretti, finora. Questa è una cosa che vogliamo assolutamente correggere nella seconda parte di stagione, e la partita di oggi è un punto di partenza perfetto per noi. Vogliamo partire da qui e fare una bella strscia di vittorie

– Steph Curry –

 

Steve Kerr: “Klay Thompson più esaltato per le schiacciate che per i suoi record!”

 

Durante la partita, Klay Thompson ha siglato un nuovo e curioso career high personale. Quattro le schiacciate affondate dal prodotto di Washington State, in una gara da 13 su 19 al tiro e 5 su 8 dalla lunga distanza.

L’inedita versione di “slasher” di Thompson ha attirato le battute di compagni ed allenatore:

Klay? Era davvero esaltato dopo la sua quarta schiacciata, credo per via della sua sfida con Zaza (Pachulia, ex giocatore degli Warriors, ndr)… Klay era più contento dopo le sue schiacciate che dopo aver battuto il record di 14 triple segnate a Chicago! Davvero felice

– Steve Kerr su Klay Thompson –

 

Le schiacciate di Klay? Insomma… non sono un granché da vedere. E’ un ragazzo di oltre due metri, dovrebbe poter saltare di più!

– Kevin Durant su Klay Thompson –

 

Per i Denver Nuggets una sconfitta pesante, che costa agli uomini di Mike Malone il primato nella Western Conference. I Golden State Warriors torneranno in campo nella nottata di mercoledì per sfidare i New Orleans Pelicans, mentre nella notte tra venerdì e sabato la partito dello Staples Center contro i Los Angeles Clippers vedrà l’esordio stagionale di DeMarcus Cousins.

Klay Thompson – la guardia perfetta

Klay Thompson è il prototipo della guardia perfetta nella NBA moderna: tiro dalla lunga, difesa, QI, disponibilità al sacrificio ed efficienza. Tuttavia, pare in dubbio la sua partecipazione all’All Star Game 2019. Perché?

LA STAGIONE 2018/2019

Noto per la sua massima efficienza al tiro, Klay Thompson ha iniziato la stagione con alcuni problemi proprio sotto questo aspetto. Nel mese di ottobre, a stagione appena iniziata, il 31% al tiro dalla distanza fece pensare a un Thompson ancora arrugginito dopo la off season. In novembre la percentuale salì al 36%, per poi scendere di nuovo in dicembre.

Durante l’assenza di Steph Curry, Klay non è riuscito a garantire a Kevin Durant un aiuto tale da mantenere i Warriors ai vertici della Western Conference. Nonostante lo shooting slumpThompson non si è detto preoccupato delle sue difficoltà al tiro. Giocatore ormai esperto, sa che la stagione è lunga e i periodi di forma altalenanti sono fisiologici. Dopo la terribile performance di Natale contro i Lakers, la sua produzione offensiva è tornata sui livelli abituali grazie anche al ritorno di Curry. Le difese avversarie devono preoccuparsi dell’infinito range di tiro dell’ex Mvp e finiscono per lasciare più spazio a Klay Thompson.

Con il rientro a pieno regime di tutti gli infortunati, DeMarcus Cousins compreso, è facile prevedere che la produzione both ends di Thompson avrà un’impennata in senso positivo. La suddivisione di tiri e responsabilità offensive potrà forse diminuire i punti segnati, ma farà crescere le percentuali, dato che maggiori saranno gli spazi concessi dalle difese.

In fin dei conti, Klay Thompson ha ormai dimostrato di essere perfettamente efficace lontano dalla palla:

In questa partita contro i Knicks, Thompson ha segnato 43 punti palleggiando solo 4 volte nel corso dell’intero match. Solo 4 volte. Avete presente il numero di palleggi di una normale guardia NBA ogni azione?

LE PROSPETTIVE FUTURE

Klay Thompson finirà forse per partecipare all’All Star Game. Le sue medie parlano di 21 punti, 4 rimbalzi e 2 assist, nonostante il difficile inizio di stagione. I fan lo posizionano al quinto posto nelle loro preferenze, che incidono per il 50% nella selezione dei giocatori. Media e giocatori stessi costituiscono il resto della percentuale: difficile pensare che Thompson rimanga fuori, considerato il suo status nella lega.

Le maggiori riflessioni in casa Thompson e Golden State riguardano invece la possibilità di rinnovare il contratto in scadenza in estate. I Warriors sono consapevoli del valore di Thompson sul mercato e stanno offrendo un quadriennale da quasi 100 milioni di dollari. Thompson ha più volte dichiarato di voler rimanere nella Baia, e questa rimane al momento la soluzione più probabile. I Warriors dovranno rinunciare a qualcuno in estate per evitare di pagare una luxury tax mostruosa, ma Thompson sembra indirizzato verso la permanenza.

D’altra parte, tutte le 29 squadre NBA lo vorrebbero firmare in estate, e molte saranno disposte a offrire un contratto al massimo salariale da 139 milioni in 4 anni.

Una delle maggiori indiziate sarebbero i Lakers, che potrebbero puntare tutto su Thompson se fallissero l’assalto a Durant e Leonard:

Un altro caso di recruiting proibito da parte di LeBron James?

Il destino di Klay Thompson è strettamente legato a quello di Golden State. In caso di addio, potrebbe forse chiudersi la finestra vincente per la squadra di Kerr, che farà di tutto per trattenere una delle guardie più efficaci dell’intera lega.