Raptors, tre vittorie di fila e ad una dalle Finals, Bucks superati in trasferta, Kawhi: “Mi alleno per questo”

I Toronto Raptors, dopo aver riequilibrato il punteggio della serie sul parquet amico, sbancano il campo di casa dei Milwaukee Bucks. I canadesi sono ora in vantaggio per 3-2, e hanno completato una rimonta cominciata da uno svantaggio di 0-2. Toronto, dopo le prime due uscite, sembrava molto indietro rispetto agli avversari non solo nel conteggio delle vittorie, ma anche, e soprattutto, dal punto di vista del gioco. Tuttavia, questo terzo successo, ottenuto per 105-99, dimostra definitivamente il contrario.

Se la principale critica mossa alla squadra allenata da Coach Nick Nurse, fino ad ora, era quella di una panchina poco incisiva, per la seconda gara di fila i canadesi hanno dimostrato il contrario. In particolare, Fred VanVleet ha ripreso esattamente da dove aveva lasciato in gara 4, facendo registrare un altro plus/minus importante: di +28. Dato ottimo, condito da ben 21 punti, tutti prodotti con tiri da tre punti: 7 segnati su 9 tentati.

Il vero condottiero di questo gruppo, comunque, lo conosciamo tutti. Fino ad ora è stato il protagonista assoluto di questi playoffs. Aveva tanto da dimostrare dopo la telenovela generatasi dalla sua disputa con i San Antonio Spurs, e ci sta riuscendo alla grande. Kawhi Leonard, dopo la prestazione affaticata ed opaca di gara 4, valsa comunque 19 punti, torna a ruggire e a graffiare con decisione le uscite di questa serie. Il numero 2 segna 35 punti, raccoglie 7 rimbalzi e offre 9 assist ai compagni. Il tutto segnando 5 tiri su 8 da oltre l’arco.

Continua a non sfigurare Kyle Lowry, che, nonostante una serata no al tiro (4/11 dal campo), chiude con 17 punti, 7 rimbalzi e 6 assist. Doppia doppia per Pascal Siakam, da 14 punti e 13 rimbalzi, accompagnata da una superba nottata difensiva, come raccontano le statistiche: 3 stoppate e 1 palla rubata.

Kawhi: “Mi alleno per questo”

“Non sono spaventato dal momento importante. Mi alleno per questo in estate. Sto solo provando a vincere. Si tratta di mostrarmi aggressivo e non tirarmi indietro davanti a nulla.” Così Kawhi Leonard ha commentato la sua prestazione. Evidentemente, comunque, questo è il mind-set che il giocatore ha adottato per l’intera durata di questa postseason, non solo per la serie tra Bucks e Raptors. E sembrerebbe decisamente funzionare.

Come riportato da Kevin Aronovitz per ESPN, compagni e Coach, nella conferenza post-partita, non si sono tirati indietro dal ricoprire di lodi il loro miglior giocatore.

Kyle Lowry ha parlato così dello strapotere offensivo del suo numero 2:

“Loro gli mettevano contro due, tre difensori. Praticamente inclinavano il campo per andargli tutti contro. Kawhi, comunque, è riuscito a fare sempre i passaggi giusti (I 9 assist sono valsi un career-high, ndr) e noi, stanotte, siamo riusciti a segnare per lui. (…) 35,7 e 9.. ha giocato una grande partita, in un momento delicato, in territorio ostile. E’ una superstar, una superstar.”

Il playmaker dei Raptors ha poi speso anche parole sulla superstar avversaria, Giannis Antetokounmpo:

“Come si ferma? Non si può. E’ molto probabilmente l’MVP della lega, All-NBA team, All-Defensive team.. Non puoi fermarlo, è incredibile. Quello che puoi fare, però, e noi l’abbiamo fatto bene, è mettergli contro tanti corpi. Attaccarlo con sei braccia, sei gambe, sei occhi. Così puoi rallentarlo.”

Infine, Coach Nick Nurse si è unito alle lodi per il suo giocatore di punta:

“Record di assist? Prima di tutto, quasi sempre prende la decisione giusta quando ha molti difensori addosso. La passa all’uomo libero, con spazio per riposizionarsi o tirare. Lo abbiamo evidenziato per tutti i playoffs, e lo sta facendo davvero bene. Nell’ultima partita era quasi incredibile, sembrava non facesse altro che passare la palla. Comunque, quando il tuo miglior giocatore fa anche tanti assist, aiuta sicuramente.”

Ora i Raptors hanno ribaltato completamente la situazione, a discapito dei Bucks. La squadra che dopo due gare sembrava in controllo assoluto della serie, si trova ora a dover vincere in trasferta per sperare di potersi giocare l’accesso alle Finals in una gara 7 casalinga. Questa serie, comunque, si sta sviluppando come sperato dai Golden State Warriors: in modo lungo ed estenuante. I campioni della Western Conference sono infatti già a riposo, e possono solo che beneficiare di un avversario che arrivi da una sfida duratura e combattuta.

Raptors, in sei in doppia cifra e Bucks domati, Lowry: “Fatto ciò che dovevamo in casa”

I Toronto Raptors trovano nuova linfa vitale davanti ai tifosi amici della Scotiabank Arena e fermano ancora i Milwaukee Bucks. L’ottima prestazione collettiva dei canadesi ha infatti portato loro alla vittoria per 102-120. Ora la serie è in parità, sul 2-2. Le ostilità riprenderanno la notte prossima, e torneranno sul parquet di Milwaukee. Gara 1 delle Finals sarà invece il 30 maggio, e con Golden State già a riposo, nessuna delle due finaliste dell’Est vorrebbe arrivare ad un’estenuante gara 7.

Toronto è riuscita a superare i rivali, per la prima volta, nettamente. I motivi dietro questo successo sono due: il contributo dell’intera rotazione alle fatiche offensive di Kawhi Leonard e la difesa decisa, anche dello stesso numero 2 sulla stella avversaria, Giannis Antetokounmpo.

Ben sei membri su otto della rotazione dei Raptors hanno raggiunto la doppia cifra per punti segnati. In particolare, i giocatori in uscita dalla panchina sono finalmente riusciti a vincere lo scontro, fondamentale, con i colleghi avversari. Serge Ibaka, Fred VanVleet e Norman Powell chiudono tutti con un plus/minus positivo di almeno 24 punti. L’esterno ex di Oklahoma City e di Orlando segna anche 17 punti e raccoglie 13 rimbalzi, VanVleet ne segna 13 ed è perfetto da tre punti (3/3), mentre Powell continua a produrre ottimi punti: 18.

Tra i titolari, non delude il protagonista assoluto di questi playoff 2019, Kawhi Leonard. La superstar sembra ancora stanca dopo gara 3, non tira tanto e si ferma a 19 punti, ma fa un lavoro fondamentale in difesa su Giannis, limitandolo molto. Il numero 2 completa anche una giocata spettacolare: schiacciata in testa al greco che carica compagni e tifosi. Contribuisce fortemente anche Kyle Lowry, il playmaker mette a referto 25 punti, con 6 assist e 5 rimbalzi. Si migliora, come promesso, anche Marc Gasol, che segna 17 punti, raccoglie 5 rimbalzi e fornisce 7 assist ai compagni.

“Fatto ciò che dovevamo in casa”

I Raptors sono riusciti a superare i Bucks con una prestazione collettiva. Prerogativa che fino ad oggi pensavamo propria solo della squadra di Milwaukee. Invece, in una notte in cui Leonard non supera nemmeno quota 20 punti, tutti gli altri membri di Toronto capiscono che sia arrivato il momento di fare un passo avanti. Di questo si è parlato nel post-partita, come riportato da Kevin Arnovitz per ESPN.

Kyle Lowry, che non è nuovo a prestazioni solide in questa serie, ha commentato così la partita subito dopo la sirena finale:

Abbiamo fatto ciò che dovevamo in casa. Immaginavamo che Kawhi non sarebbe stato al massimo, quindi sapevamo di doverci impegnare tutti di più. Loro fino ad oggi erano stati molto fisici, noi non tanto. Comunque ora gara 5 sarà in casa loro, un ambiente ostile per noi, dovremo essere pronti.”

Ha poi parlato nel dettaglio, in conferenza stampa, di come tutti i suoi compagni abbiano giocato un’ottima gara:

“Quando hai Kawhi in squadra, sai che tutta l’attenzione sarà rivolta su di lui, è il Kawhi Effect.. (…) Comunque, lui è capace di mettersi la squadra sulle spalle da solo in certe partite, è una superstar. Ma avrà altre partite in cui non sarà al massimo, e allora dovremo tutti aiutarlo. (…) Avevamo bisogno di una prestazione di squadra così. Mi sembra che solo in altre tre partite in questi playoff abbiamo giocato una partita in cui tutti si sono fatti avanti e giocato al massimo.”

Coach Nick Nurse ha invece parlato della difesa messa in campo dai suoi. Come detto da Lowry è stata più fisica, e sicuramente più efficace di quanto fatto vedere fino ad oggi dai Raptors contro i Bucks.

“Le fondamenta della nostra difesa sono varie. Una di queste è la prontezza. Semplicemente fino ad oggi non ci avevo visti pronti, stavamo un po’ indietro, sulle gambe, con spazi troppo larghi. Dovevamo piegarci sulle ginocchia, chiudere gli spazi e allungare le braccia, per non permettere di attaccare il canestro direttamente, ma portando gli avversari verso l’aiuto difensivo.”

Ora la serie torna a Milwaukee. Come detto, gli Warriors sono già a riposo in attesa di conoscere il nome dei loro avversari. La serie finale inizierà solo tra una settimana, e sicuramente una possibile gara 7 spaventa entrambe le finaliste orientali. In particolare, per i Raptors sarebbe la seconda di fila. Non si è trattato di playoff facili o rilassanti per i canadesi, la cui stella già in gara 4 ha iniziato a dare segni di stanchezza. L’obiettivo di entrambe le squadre sarà allora tentare di chiudere il discorso qualificazione in 6 partite, ma non sarà semplice per nessuna delle due, per quanto visto fino ad ora.

Kawhi Leonard più forte dei problemi fisici, Raptors OK: “Non siamo pronti ad andare a casa”

kawhi leonard

Kawhi Leonard apre e chiude – quasi tre ore più tardi – la sua gara 3 di finale della Eastern Conference con una schiacciata in contropiede, per portare i suoi Toronto Raptors sull’1-2 contro i Milwuakee Bucks, dopo due sconfitte consecutive in Wisconsin.

In mezzo alle due schiacciate, una partita d’intensità brutale, chiusa dall’ex San Antonio Spurs con 36 punti, 9 rimbalzi, 5 assist ed un dolore evidente alla gamba sinistra, una sofferenza dipinta persino su di un volto impassibile come quello di Kawhi Leonard.

Dopo ben 2 tempi supplementari, i Raptors si impongono alla Scotiabank Arena di Toronto per 118-112. Leonard si procura nella prima giocata della sua gara – una facile schiacciata in solitaria – un infortunio all’anca sinistra, problema che non gli impedisce in ogni caso di rimanere in campo per 52 minuti.


Sto bene” Così Leonard a fine gara “Continuerò a giocare, rimarrò in campo come sempre. La partita? Difficile, 52 minuti, i playoffs… la stanchezza si fa sentire, tutti siamo infortunati a questo punto della stagione, ma non è il caso di preoccuparsi: si finisce, si recupera e si ritorna in campo“.

52 minuti di gioco per Kawhi, 51 per l’altro “maratoneta” in maglia Raptors Pascal Siakam, che fallisce al termine dei tempi regolamentari i due tiri liberi che avrebbero chiuso la partita, prima del pareggio di Khris Middleton. Per Siakam una partita da 25 punti e 11 rimbalzi, spesa ad occuparsi in prima persona di Giannis Antetokounmpo in difesa: “A fine gara gli ho detto” Scherza Leonard parlando di Siakam “Diavolo, siamo rimasti in campo quasi un’ora intera! Lui mi ha detto che la prossima volta avrebbe segnato i due liberi (…) io voglio solo vincere, qui nessuno è pronto per tornarsene a casa. Continueremo a lottare per il nostro obiettivo“.

I due supplementari fanno vittime illustri: sia Giannis Antetokounmpo che Kyle Lowry devono abbandonare anzitempo la contesa, per raggiunto limite di falli: “In panchina non riuscivo nemmeno a guardare, me ne stavo seduto a sperare dentro i nostri tiri e fuori i loro” Così Lowry dopo una partita chiusa con 11 punti e 5 assist in 32 minuti di gioco “Non aver potuto essere in campo è stato terribile, ma abbiamo vinto ed è l’unica cosa che conta“.

Dopo il mea culpa post gara 2, Marc Gasol ha fatto seguire alle parole i fatti ed eseguito in gara 3: il catalano segna subito due triple pesanti, dimostra maggior fiducia in attacco mentre la sua difesa si dimostra come di consueto solida (16 punti, 12 rimbalzi, 7 assist e 5 stoppate per Gasol). Un aiuto gradito per Kawhi Leonard arriva da Norman Powell: finito ai margini delle rotazioni di coach Nurse durante la serie contro i Philadelphia 76ers, il prodotto di UCLA risponde presente e dalla panchina chiude la sua gara con 19 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e tanta difesa, in 32 minuti d’impiego.

Le fortune dei Raptors però, nascono e vivono sui due lati del campo con Kawhi Leonard, come ben sottolineato da Kyle Lowry: “Kawhi è il miglior two-way player della lega, e quando hai ha disposizione un giocatore così, è logico che questo vada a marcare il miglior giocatore avversario. Kawhi ama questo gioco, ama giocare nonostante tutto, gli infortuni, ed è pronto a fare di tutto per vincere. Stasera lo ha dimostrato“.

I Bucks superano i Raptors, molto bene Lopez: “Fatto ciò che sappiamo”

Dopo l’inizio delle ostilità dell’atto conclusivo dei Playoff della costa occidentale, si è alzato il sipario anche su quello del versante orientale degli States. I Milwaukee Bucks sono riusciti a difendere il campo casalingo nella prima uscita della serie valida per le Finali della Eastern Conference, hanno infatti superato i Toronto Raptors per 100-108.

Si è trattato di una partita sporca, molto combattuta, anche dal punto di vista fisico. I protagonisti annunciati, le due superstar Giannis Antetokounmpo e Kawhi Leonard, hanno offerto lo spettacolo promesso, ma ad imporsi maggiormente sull’incontro hanno pensato due giocatori forse inaspettati: Brook Lopez e Kyle Lowry.

Se infatti il “Greek Freak” ha chiuso con 24 punti e 14 rimbalzi, il centro spagnolo è stato fondamentale, segnando 29 punti (massimo in carriera ai Playoff), afferrando 11 rimbalzi e rifilando 4 stoppate agli avversari. Per non dimenticare la tripla che è valsa la vittoria ai suoi, valida per il 100-104, a 1:55 minuti dalla fine.

Per i canadesi, invece, Leonard e Lowry segnano rispettivamente 31 e 30 punti, che il playmaker condisce con 7 triple messe a segno. Non basta, tuttavia, il loro apporto al resto della squadra, che non riesce a mettere a referto punti considerevoli. Nell’intero secondo tempo, e questo dato fa impressione, di tutti i membri dei Raptors, solo Lowry (21 punti), Leonard (16) e Siakam (4) sono riusciti a segnare. Nel quarto periodo, invece, solo Lowry è andato a segno, mentre il resto dei Raptors ha tirato 0/15 dal campo.

L’ago della bilancia, per i Bucks, è stato ancora il decantato supporting cast. Tra le tante prestazioni degne di nota, da segnalare quella di Malcom Brogdon, che esce dalla panchina e segna 15 punti, 3 tiri da oltre l’arco su 6 e registra un plus/minus di +18.

“Bucks, fatto ciò che sappiamo”

Milwaukee ha vinto tirando davvero male da tre punti come complessivo, segnando solo 11 triple su 44 tentate. Toronto non ha brillato, invece, nel coinvolgimento nel gioco di tutti i suoi effettivi. Entrambe le squadre hanno ancora ampie possibilità di miglioramento dopo questa prima uscita, e questo è stato argomento di discussione nelle parole post-partita dei protagonisti.

Come riportato da Kevin Arnovitz, per ESPN, il protagonista della nottata, Brook Lopez, ha commentato così l’incontro:

“Penso che siamo stati bravi nel continuare a fare ciò che sappiamo, e abbiamo fatto per tutti i Playoff. I tiri non entravano a inizio partita, ma siamo stati bravi a continuare a lottare, difendere con intensità. E alla fine le cose sono andate bene per noi.”

Coach Mike Budenholzer ha invece parlato di come l’ottima difesa dei suoi ne abbia compensato le difficoltà offensive:

“La difesa è un qualcosa che si può fare bene in ogni partita. Ci sono volte in cui i tiri semplicemente non entrano, e allora devi continuare solo a difendere bene e a dare tutto da quel lato. Se lo fai allora puoi sperare di ottenere la vittoria anche se l’attacco non funziona affatto. (…) Comunque, siamo sicuri di poter migliorare su molti aspetti in vista di gara 2.”

Toronto ha condotto la partita per praticamente tutto l’incontro, fino ad un infelice quarto quarto. Come riportato da Tim Bontemps per ESPN, Kyle Lowry, l’unico ad essere andato a segno nell’ultimo periodo, ha commentato così:

“Il quarto quarto ci ha uccisi. E’ un po’ frustrante perdere così. Loro sono diventati più aggressivi, hanno segnato tiri pesanti e fatto giocate pesanti, mentre noi non ci siamo riusciti. Perdere in questo modo è brutto perché ti rimane la sensazione di aver avuto la possibilità di vincere. In ogni caso rimarremo concentrati e faremo gli aggiustamenti necessari in vista della prossima gara.”

Toronto non è solo Kawhi Leonard, i Raptors si prendono gara 5, 76ers travolti

Dopo gara 3, Kawhi Leonard pareva diventato l’uomo più solo al mondo: abbandonato da Kayle Lowry, Marc Gasol e Pascal Siakam ed alla mercé della difesa fisica dei Philadelphia 76ers, in una serie già indirizzata verso l’ennesima, mesta conclusione per i Toronto Raptors.

Macché.

L’influenza ha limitato in gara 4 il Joel Embiid dominante della terza partita, Lowry ed i suoi preziosissimi “intangibles”, Marc Gasol, Danny Green e persino Serge Ibaka hanno supportato al meglio lo sforzo titanico dell’ex star dei San Antonio Spurs, e riaperto la serie.

In gara 5, il resto dei Toronto Raptors si prende la scena nella cavalcata trionfale con cui gli uomini di coach Nick Nurse travolgono i 76ers. 125-89 il risultato finale alla Scotiabank Arena di Toronto.

Un secondo quarto da 37-17 Raptors decide di fatto la gara, Toronto si prende i 20 punti di vantaggio e non li lascia fino alla fine. Nel quarto periodo le due squadre svuotano le panchine, con la testa già rivolta a gara 6 ed al ritorno in Pennsylvania.

Sono 6 gli uomini in doppia cifra per i Raptors a fine gara. Pascal Siakam ritrova fiducia e chiude con 26 punti e 8 rimbalzi, Leonard ne aggiunge 21 con 13 rimbalzi, Marc Gasol fa 3 su 5 dalla lunga distanza, Kyle Lowry fa segnare un mostruoso +31 di plus\minus nei 34 minuti di gioco, Danny Green insacca 5 delle sue 7 triple tentate.

Il modo in cui abbiamo giocato oggi” Così Kawhi Leonard a fine partita “Mi piacerebbe che giocassimo così tutte le sere, tutti hanno contribuito. In questa squadra non ci sono giocatori che si accontentano di guardare me o Kyle (Lowry, ndr) o Siakam giocare e fare la partita“.

La partita di Leonard termina a 7 minuti dalla sirena finale, a risultato acquisito: “Oggi siamo riusciti a farlo riposare un poco” Così Kyle Lowry “Non ha dovuto fare tutto da solo in attacco, abbiamo bisogno di queste partite in cui tutti siamo coinvolti. Non accadeva da un po’, una buona vittoria di squadra ma c’è margine per salire ulteriormente di livello“.

Partita intensa sin dal primo minuti per Toronto, ed a farne le spese è Serge Ibaka, che deve ricorrere a dei punti di sutura alla fronte dopo una gomitata… di Kawhi Leonard, dopo che entrambi si erano gettati a rimbalzo nel primo quarto. L’ex giocatore di Thunder e Magic rientrerà in campo pochi minuti dopo, contribuendo comunque con 10 punti in 22 minuti di gioco.

I Toronto Raptors chiudono la partita con il 48.8% dal campo e 16 tiri da tre punti mandati a bersaglio, riuscendo persino a vincere la lotta a rimbalzo contro una squadra “enorme” come i Philadelphia 76ers.

Un Kawhi Leonard giulivo a fine gara (per gli standard cui l’ex Spurs ci ha abituati in questi anni) riflette: “Siamo sempre sotto pressione per qualcosa, ma in questo momento mi sto solo divertendo, in campo. Ho giocato partite importantissime, sono stato alle finali NBA, oggi mi sto solo divertendo: c’è bisogno di questo, bisogno di sapersi godere gli anni di carriera. Non voglio restare col rimorso a fine carriera di non essermi goduto la NBA, il gioco, per via della pressione. E’ qualcosa che ho imparato col tempo: scendere in campo, dare il meglio di te ogni sera e finire stanco ma soddisfatto di quanto compiuto“.

Kawhi Leonard inarrestabile, l’unica certezza dei Toronto Raptors

Kawhi Leonard-Raptors

Se ancora ce ne fosse stato bisogno, la gara 4 da fantascienza di Kawhi Leonard ha definitivamente consacrato l’ex Spurs come uno dei migliori giocatori del panorama NBA. Elogiare le sue doti difensive è ormai una cosa passata in secondo piano; piuttosto è obbligatorio rendere merito a ciò che ha fatto nella metà campo dei Philadelphia Sixers.  Un’eventuale sconfitta al Wells Fargo Center poteva pesare come un macigno sulle ambizioni dei canadesi. Tuttavia, l’ala piccola ha deciso d pareggiare i conti e riequilibrare la bilancia sul 2-2

LA STRAORDINARIA PROVA IN GARA 4

Una partita clamorosa da parte del leader dei Toronto Raptors, conclusa con 39 punti, 14 rimbalzi e 5 assist, segnando 13 dei 20 tiri tentati. Come se non bastasse a queste cifre va aggiunto il tiro da tre punti messo a segno sul +1 ad un minuto dal termine del match, con la freddezza che lo contraddistingue, e che ha di fatto sancito la vittoria al Wells Fargo Center.

Ad impressionare ancor di più è tuttavia la condizione fisica fatta intravedere, e che non molti si sarebbero aspettati da un giocatore che è stato fermo ai box per un lungo periodo. Ben 42 minuti in campo, tutti da protagonista. La tripla messa a segno nel finale è stata solo la ciliegina sulla torta di una partita giocata e gestita nel migliore dei modi.

The Claw sembra aver raggiunto una tenuta fisica invidiabile, che si aggiunge all’efficacia che da sempre lo contraddistingue. Anche se la lotta con i vari Kevin Durant e Damian Lillard è serrata, può tranquillamente essere considerato il migliore dei playoff attualmente in corso. Nelle 4 sfide contro Philadelphia per lui rispettivamente 45, 35, 33 e 39 punti collezionati. Nell’intera post-season 32.3 punti, 7.7 rimbalzi, 3.4 assist di media tirando col 64%: cifre da capogiro che in pochi possono permettersi.

TUTTO NELLE MANI DI KAWHI LEONARD

Nonostante il grande entusiasmo dovuto alle prestazioni di Leonard, i Toronto Raptors stanno senza dubbio disputando la serie contro Philadelphia al di sotto delle proprie possibilità. Le sconfitte in gara 2 e in gara 3 hanno in particolar modo fatto sorgere più di qualche dubbio riguardo le ambizioni della franchigia canadese. Le aspettative pre-playoff erano molto alte, ma le due vittorie dei 76ers, hanno messo in luce le grandi lacune nel roster a disposizione di Toronto: sembrerebbe essersi instaurata una Kawhi-dipendenza.

Il cast di supporto al numero 2, potenzialmente uno dei migliori in circolazione, ha faticato nel corso del secondo turno, provocando quindi la reazione di Kawhi, capace di caricarsi sulle spalle il peso della propria squadra e di un’intera città, vogliosa di raggiungere i vertici della lega anche nella postseason, soprattutto dopo l’approdo di LeBron James ad Ovest. Segnali di ripresa in gara 4, che però possono essere considerati solo parzialmente sufficienti. Pascal Siakam, nonostante gli vada riconosciuto il fatto di essere l’unico capace di superare i 20 punti di media (oltre a Leonard ovviamente); ha dimostrato seri problemi al tiro nel secondo (9 su 25) e soprattutto, complici le condizioni fisiche non ottimali, nel quarto match della serie (2 su 10).
Ancor più deludenti i due all star Kyle Lowry, che ancora una volta ha fatto un passo indietro rispetto alla regular season; e Marc Gasol, che tuttavia può ritenersi parzialmente soddisfatto per aver fatto un salto in avanti nella partita della scorsa domenica, in cui ha messo a referto 16 punti, ed ha fornito un buon aiuto in fase difensiva, così come Serge Ibaka.

Kawhi Leonard.

Nel complesso dunque, se i secondi violini non riescono ad incidere particolarmente, difficile poter considerare positiva la prova dei Raptors in ottica di traguardi più ambiziosi. Fortunatamente per coach Nurse, Kawhi Leonard ha tanta voglia di far vedere di essersi lasciato alle spalle un travagliato 2017/2018, e di mettersi in mostra in vista della free agency che lo vedrà protagonista. Col passare del tempo però questo stile di gioco rischia di diventare estremamente prevedibile per le difese avversarie, seppur eseguito da un fuoriclasse assoluto.

Raptors, Kawhi Leonard vince e non è più solo: Gasol, Lowry e Ibaka rispondono presente

Dopo la sconfitta di gara 3 era apparso chiaro come a Kawhi Leonard servisse aiuto in attacco, soprattutto da parte di un Marc Gasol fin qui più attento all’esecuzione offensiva che non a “tenere impegnato” Joel Embiid in difesa.

Le condizioni non ottimali di Pascal Siakam hanno reso ancora più importante il ruolo del lungo catalano ex Grizzlies, che assieme a Kyle Lowry, Danny Green e Serge Ibaka ha accettato la sfida e fornito a Leonard l’apporto decisivo per una vittoria cruciale, per la serie, la stagione e dunque per il futuro a breve termine della sua nuova squadra.

Non che Kawhi Leonard non abbia dovuto ricorrere al meglio del suo repertorio offensivo, per spuntarla solo in volata per 101-96 contro i Philadelphia 76ers al Well Fargo Center.

Con una prova da 39 punti, 14 rimbalzi e 5 assist in 43 minuti di gioco, Leonard è diventato solo il terzo giocatore della storia NBA a viaggiare ad almeno 30 punti, 5 rimbalzi e 3 assist di media, con una percentuale reale dal campo superiore al 60% (66.2% per Kawhi) in più di una serie di playoffs.

Gli altri due a riuscirvi? LeBron James (2016\17) e Kareem-Abdul Jabbar (1976\77). Kawhi Leonard ha coronato la sua gara con un tiro da tre punti di difficoltà proibitiva ad un minuto esatto dal termine, un “missile” da tre punti contro il tentativo di raddoppio dei Sixers allo scadere dei 24 secondi, che ha dato a Toronto due possessi di vantaggio (94-90) e separato definitivamente le due squadre.

Kawhi ha sempre giocato così” Danny Green osserva nel post gara “Sta diventando sempre più bravo nel leggere le situazioni e ciò che la difesa gli propone, e semplicemente smontandola pezzo per pezzo“.

Nel primo tempo è Kyle Lowry a rispondere alla chiamata al dovere. Il tre volte All-Star segna 12 dei suoi 14 punti nei primi 24 minuti, colpisce la difesa dei 76ers con un paio di triple ed al solito è bravissimo nel sacrificarsi a rimbalzo (6 a fine gara) e creando per i compagni (7 assist ed una sola palla persa).

Nel secondo tempo, la difesa di Serge Ibaka (3 stoppate per un Ibaka “vintage”, assieme a 12 punti e 9 rimbalzi in 32 minuti) e soprattutto la maggior presenza offensiva di Marc Gasol aiutano i Raptors a resistere contro i tentativi di Jimmy Butler e J.J. Redick di chiudere la gara.

Gasol chiude la sua partita con 16 punti e 5 rimbalzi, e soprattutto accetta la sfida della difesa dei 76ers, che lo invita al tiro da fuori, e segna due importanti tiri da tre punti (uno per tempo). Ad una maggiore attività in attacco, Gasol aggiunge poi la consueta leadership e capacità di portare blocchi granitici, come ben sa Kawhi Leonard:

Il mio tiro da tre? Ho approfittato del blocco, poi ho visto che (i 76ers, ndr) hanno tentato di raddoppiarmi, non c’era più tanto tempo allora ho cercato di guadagnare spazio andando all’indietro contro Embiid, che è alto e grosso. Un tiro che ho allenato in questi giorni , perché spesso mi era capitato di andare corto in queste situazioni“.

Kawhi (Leonard, ndr) è un giocatore dominante” Così Kyle Lowry “Come lui ne ho visto solo un altro, il mio ex compagno di squadra (agli Houston Rockets, ndr) Yao Ming: quando entrava in ritmo nessuno poteva fermarlo. Kawhi è in questo stato a un mese, ormai“.

Ben Simmons multato di $20.000 per la gomitata a Kyle Lowry

Ben Simmons, point guard titolare dei Philadelphia 76ers, è stato multato di 20.000 dollari per una gomitata alle parti basse ai danni di Kyle Lowry dei Toronto Raptors, gesto classificato successivamente come flagrant 1.

Il fatto è avvenuto con 8 minuti da giocare nel secondo quarto di gara 3 delle semifinali della Eastern Conference. Dopo un jumper di Harris dalla media distanza che si spegne sul primo ferro, Lowry fa taglia fuori su Simmons che cade a terra e nel rialzarsi sferra una gomitata sulle parti basse alla guardia dei Raptors.

Gli arbitri non vedono nulla e fanno proseguire la partita come se nulla fosse successo, nonostante le decise proteste di Lowry . Il contatto da parte di Simmons non sembra essere stato involontario ma fino ad oggi non sembrava ci sarebbero state conseguenze.

E di quest’oggi la notizia che il Vice Presidente of basketball operations NBA Kiki VanDeWeghe ha esaminato l’episodio e ha deciso di multare l’All-Star dei Philadelphia 76ers per 20.000 dollari per un fallo giudicato come flagrant 1.

Nel post partita, Kyle Lowry è parso non portare rancore verso Simmons nonostante il colpo sotto la cintura, tanto da commentare: “Non è successo nulla. Lui stesso mi ha assicurato che si è trattato di un incidente fortuito”. Ha poi aggiunto a Josh Lewenberg del TSN : “Non mi dilungherò su qualcosa che non è stato chiamato. Non è un grosso problema.”

Kyle Lowry ha disputato l’ennesima pessima partita dei suoi playoffs giocando 38 minuti ma segnando solo 7 punti con 5 rimbalzi e 5 assist, chiudendo con 2 su 10 ed un plus/minus di -28.

Dall’altra parte Ben Simmons ha disputato una partita discreta, terminata con 10 punti, 7 rimbalzi e 7 assist e 5 su 13 dal campo in 36 minuti giocati.

I Toronto Raptors si trovano ora con le spalle al muro. Sono infatti costretti a vincere gara 4, in programma domenica 5 maggio alle 21.30, ora italiana, per evitare di andare sotto per 3-1, uno svantaggio che significherebbe eliminazione quasi certa.

Kyle Lowry sulla gomitata di Simmons: “Non è successo nulla, può capitare”

Kyle Lowry

Kyle Lowry, point guard dei Toronto Raptors, non sembra intenzionato a sollevare un polverone intorno alla scontro con Ben Simmons avvenuto durante gara 3 tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers.

Nel secondo quarto, Simmons ha colpito Lowry con una gomitata sotto l’altezza della cintura. Un colpo proibito che, nonostante i numerosi richiami di Lowry, non è stato sanzionato dagli arbitri. Nel post-partita, la point-guard di Toronto ha voluto chiudere immediatamente la questione definendo la gomitata di Simmons come un gesto non intenzionale. “Non è successo nulla. Lui stesso mi ha assicurato che si è trattato di un incidente fortuito”.

E’ importante sottolineare il fatto che i due giocatori, già in passato, erano stati espulsi a causa di uno scambio di parole andate ben oltre il semplice trash talking.

L’altro lato della medaglia, non solo Kyle Lowry vs Ben Simmons

Simmons-Lowry da una parte, Siakam-Embiid dall’altra. Vicenda simile ma con ruoli, esito e protagonisti diversi. Pascal Siakam, in lizza per il premio di giocatore più migliorato nonché giocatore imprescindibile per i Raptors, si è visto fischiare un “flagrant 1” per aver deliberatamente provocato la caduta della stella dei 76ers, Joel Embiid.

Al termine della partita, Siakam si è scusato pubblicamente con Embiid, attribuendo tutta la colpa alla frustrazione dovuta al mancato fischio dell’arbitro durante un suo tentativo di penetrazione a canestro. Con Philly che conduce ora la serie con un parziale di 2-1, gara 4 risulterà decisiva per entrambe le squadre con Toronto che è chiamata a riscattarsi e seguire il suo leader maximo Kawhi Leonard, apparso per larghi tratti davvero solo sull’isola, eccezion fatta per qualche lampo di Siakam.

Ma sono soprattutto Kyle Lowry e la panchina dei Toronto Raptors a dover fare qualcosa di più, sia in fatto di statistiche che di impatto vero e proprio sul match. Lowry spesso è protagonista di gara e uscite a vuoto e deve migliorare mentalmente per giocare un basket più efficiente in ogni situazione e contro ogni avversario.

Harakiri Raptors e serie ribaltata a sfavore, Leonard da solo non basta, Lowry: “Devo fare di più”

76ers embiid simmons

Dopo la netta vittoria ottenuta in gara 1 per 95-108 sul parquet amico, la serie contro i Philadelphia 76ers sembrava tutta in discesa per i Toronto Raptors. Così non è stato in effetti, e tante delle colpe per le ultime due sconfitte che hanno portato la serie ad essere ribaltata sono da ricercarsi nel supporting cast della stella Kawhi Leonard. Questa notte i Sixers hanno dominato, vincendo 95-116 una gara 3 fondamentale.

Leonard ha infatti messo a segno un’altra prestazione all’altezza del palcoscenico, con 33 punti su 13/22 tiri dal campo. Pascal Siakam ha provato ad adeguarsi con 20 punti, mentre tutti gli altri componenti del roster non sono stati semplicemente all’altezza del loro leader. E questo ai Playoff è un problema insormontabile.

Tra gli altri tre titolari si salva solo Danny Green, che ha segnato 13 punti, con 3/6 da oltre l’arco. Molto male Kyle Lowry, con solo 7 punti, 2/10 dal campo e 0/4 da tre punti, e Marc Gasol, che si ferma a 7 punti e 6 rimbalzi.

La panchina della squadra,invece, ha segnato solo 15 punti, di cui 4, di Jodie Meeks, arrivati nel cosiddetto “garbage time”. Gli altri panchinari hanno offerto prestazioni più che negative: Fred VanVleet ha chiuso con 1 punto e 0/7 dal campo in 21 minuti, Serge Ibaka con 4 punti in 16 minuti e Norman Powell con 6 punti, sempre in 16 minuti.

Insomma, è chiaro che se Toronto vuole avere qualche chance di riacciuffare la serie e non perdere gara 4, che la porterebbe sotto di 3-1, deve ripartire dall’aiuto da fornire alla sua stella più luminosa, l’unico in grado in brillare nel buio di Philadelphia.

“Kawhi ha bisogno d’aiuto, dobbiamo aiutarlo di più”

I giocatori e il Coach dei Raptors sono tristemente consapevoli della situazione e del fatto che tutti necessitino di dare di più, come riportato da Tim Bontemps per ESPN.

Kyle Lowry ha commentato così la prova imbarazzante, sua, e dei compagni:

“Dobbiamo tutti fare di più per aiutarlo (Leonard, ndr), lui sta facendo tutto quello che serve per vincere le partite. Io devo dare di più, non lo sto aiutando. Non do la colpa a nessuno se non a me stesso. (…) Forse a volte siamo troppo altruisti, dovremmo essere più egoisti e segnare un po’ per aiutare Kawhi e Pascal. (…) Devo giocare meglio, letteralmente, è l’unica cosa che mi interessa in questo momento, devo dare di più

Lo stesso Coach Nick Nurse ha riconosciuto i problemi dei suoi:

“Siamo stati superati in ogni area del gioco in cui è possibile esserlo: rimbalzi, fisicità, energia. Ci hanno superato completamente. (…) Il primo aggiustamento che dovremo fare sarà quello di giocare in modo più fisico ed aggressivo. Se non lo facciamo, anche le migliori cose preparate per l’attacco non vanno come dovrebbero.”

Infortunio per Kyle Lowry, i Raptors eliminano i Magic: “Ci sarò per gara 1”

Kyle Lowry

Infortunio per Kyle Lowry durante gara 5 del primo turno dei playoffs della Eastern Conference, che ha visto i Toronto Raptors prevalere nettamente sugli Orlando Magic ed accedere alle semifinali.

La point-guard dei Raptors ha riportato un problema al dito anulare della mano destra, nel tentativo di recuperare un pallone durante il secondo quarto di gioco. Lowry ha proseguito la partita (chiusa con 14 punti e 9 assist) ma è stato costretto ad indossare un tutore sulla mano nel post gara:

Il dito? Mi si è dislocato, ma ora credo sia a posto. Un paio di giorni di riposo e vedremo come va, sarò pronto per gara 1Così Lowry in conferenza stampa. I Toronto Raptors hanno battuto agilmente degli Orlando Magic ormai senza energie, in svantaggio per 35-19 dopo i primi 12 minuti di gioco e precipitati sino al -37 nel terzo quarto: “Dopo la sconfitta di gara 1 abbiamo capito cosa fare contro di loro, eravamo stati un po’ troppo superficiali su alcuni cambi difensivi ma abbiamo recuperato in fretta il filo della serie. Una buona partenza per noi“.

Saranno i Philadelphia 76ers di Joel Embiid i prossimi avversari dei Raptors. Per Kawhi Leonard una gara 5 da 27 punti (8 su 11 al tiro) e 7 rimbalzi, 24 i punti a fine gara per l’ottimo Pascal Siakam.

Si chiude dopo 5 partite la prima apparizione ai playoffs degli Orlando Magic dal lontano 2012, troppo forti e profondi i Toronto Raptors per sperare in una serie lunga, anche dopo la sorprendente vittoria di gara 1.

Per i Magic di coach Steve Clifford si apre una off-season che vedrà tra le priorità le riconferme di Terrence Ross e soprattutto di Nikola Vucevic, reduce da una stagione da All-Star e giocatore con tanti estimatori in giro per la lega. Orlando ritroverà in estate il rookie Mo Bamba, fermatosi a febbraio a causa si un problema fisico, e la prima scelta assoluta del draft NBA 2017 Markelle Fultz.

Toronto Raptors, Magic KO e coach Nurse elogia Lowry: “E’ nel suo ruolo ideale, meno pressione su di lui”

I migliori Toronto Raptors della serie non lasciano scampo in gara 4 agli Orlando Magic, imponendosi all’Amway Center di Orlando, Florida, per 107-85.

34 punti ed influenza smaltita per un fantastico Kawhi Leonard (12 su 20 al tiro e 6 rimbalzi), 16 punti per Pascal Siakam ed un attacco a pieno regime per Toronto, che chiude la partita con un eccellente 53.3% al tiro.

La difesa dei Raptors non è da meno: Nikola Vucevic viene contenuto a soli 11 punti ed un modesto 5 su 14 al tiro, e la (debole) panchina dei Magic non riesce ad incidere senza Terrence Ross (solo 5 punti per il grande ex della serie, in 31 minuti di gioco.

Ed è proprio l’approccio difensivo dei suoi la chiave delle due vittorie in trasferta dei Toronto Raptors per coach Nick Nurse: “Due vittorie così sono gratificanti per la nostra squadra, avremo l’opportunità di chiudere la serie in casa. Ma, cosa più importante, è il modo in cui le vittorie sono arrivate. In gara 2, 3 e 4 abbiamo difeso, ed è così che vogliamo continuare, se saremo abbastanza bravi“.

Gli Orlando Magic durano solo un quarto, il primo (28-26 Toronto), i Raptors accelerano nella nella seconda frazione e rimangono in totale controllo della partita. A fine gara coach Nurse spende parole d’elogio per Kyle Lowry (9 punti, 9 assist e 4 recuperi), poco appariscente in questa serie – 10.8 punti e 8.5 assista a partita con il 39% al tiro, e zero punti nella sconfitta di gara 1 – ma fondamentale per le fortune dei suoi:

Credo che (Lowry, ndr) stia giocando ora più libero, non si sente più il peso del mondo sulle spalle. Si è visto il suo istinto primario: giocare per la squadra e dare tutto sé stesso in campo. Questo è il suo ruolo, è perfetto in questa veste e si vede in campo“.

Toronto Raptors, Kawhi Leonard: “Mi è mancata l’atmosfera playoffs”

Kawhi Leonard ha fatto quest’anno ritorno in post-season dopo un anno di assenza e dopo gara 1 delle finali della Western Conference 2017 contro i Golden State Warriors, ed ha ripreso da dove aveva interrotto, seppur con una maglia diversa.

Mi mancava tutto questo” Spiega Kawhi a fine gara “Mi ritengo fortunato ad essere di nuovo in campo e poter giocare a questi livelli, comunque vada. Le vittorie in trasferta sono speciali, soprattutto ai playoffs, ne manca ancora una ed il lavoro non è finito“.

Davvero deludente non essere stati in grado di regalare una vittoria al nostro pubblico” Mastica amaro Evan Fournier (19 punti a fine gara) “Faremo di tutto per tornare qui per gara 6“.

Aaron Gordon il migliore in casa Orlando Magic. 25 punti, 7 rimbalzi, 5 assist ed il consueto iper-atletismo: “Abbiamo già dimostrato che possiamo andare a vincere a Toronto. Andremo là a combattere, vinceremo e poi la serie sarà di nuovo alla portata per noi“.

I Toronto Raptors si prepareranno a chiudere la serie già a gara 5 alla Scotiabank Arena di Toronto. La vincente della serie incontrerà la vincente tra Philadelphia 76ers e Brooklyn Nets.