Fine stagione, parlano diversi Lakers: “Ci siamo persi dopo la Trade deadline”

Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center

La stagione regolare della NBA si è appena conclusa, chi non prenderà parte ai Playoff è allora già in vacanza. Tra i vacanzieri anticipati rientrano anche i Los Angeles Lakers. In California non tutto è andato come previsto, quasi nulla, ad essere più severi.

La franchigia gialloviola, fino a Natale, sembrava lanciata verso un posto Playoff praticamente assicurato. Il 25 Dicembre era arrivata la vittoria sui Golden State Warriors, che ha lasciato tuttavia in eredità ai Lakers un infortunio per Lebron James.

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena
LeBron James, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena (Tony Avelar, AP Photo)

Da lì la stagione del “King” e compagni è stata un capitombolo continuo. Con picchi negativi in corrispondenza delle dichiarazioni di Lebron sulla sua voglia di giocare con Anthony Davis, e sulle relative discussioni di scambio con i New Orleans Pelicans. Lo scambio è saltato, ma ha lasciato strascichi molto pesanti sulla squadra, specialmente sui giovani coinvolti nella trattativa.

Oltre a questa situazione, a destabilizzare la squadra hanno provveduto i numerosissimi infortuni.

Se il colpevole principale del polverone di mercato, Magic Johnson, ha rinunciato spontaneamente al suo posto, il responsabile della preparazione atletica dei Lakers, Marco Nunez, è stato licenziato in nottata, come riportato da Dave McMenamin.

Parlano i Lakers, “Trade deadline destabilizzante”

Dave McMenamin ha anche riportato, per ESPN, le parole di diversi membri dei Lakers riguardo la stagione appena conclusa.

Per Kentavious Caldwell-Pope le settimane intorno alla Trade deadline sono state le più difficili:

“Alla Trade deadline tutti si sono un po’ persi. Gli scambi erano tutto ciò a cui pensavano. (…) Dopo, secondo me, tutti si sono rilassati e sono tornati a giocare a basket, senza preoccuparsi delle chiacchiere esterne”

Josh Hart, uno dei diretti interessati alla questione dello scambio per Anthony Davis, ha commentato il tutto così:

“E’ stato fastidioso. Oggi con i social media, si parla solo di quello. Li apri e leggi di scambi, trattative di scambio, è quello il fatto. Li apriamo e vediamo il nostro nome e quello degli altri. Credo sia una parte amplificata della questione. (…) I media e i social hanno amplificato il tutto e l’hanno reso ancora più fastidioso. Ma noi siamo rimasti uniti come gruppo, provando a controllare ciò che si poteva controllare”

Rajon Rondo, uno dei leader della squadra, ha parlato così delle ultime settimane, durante le quali i Lakers sono stati decimati dagli infortuni:

“Lo so, è incredibile, ma nelle ultime settimane il nostro rapporto come squadra è migliorato molto. In ogni trasferta andavamo a cena fuori, trovavamo il tempo di giocare a carte. E perciò il nostro rapporto si è fortificato. Certo è assurdo il fatto che sia avvenuto alla fine e non all’inizio dell’anno”

Tyson Chandler, ai box come buona parte del roster, ha discusso così dei problemi che hanno afflitto questo gruppo:

“Ci sono stati gli infortuni e poi la questione della trade-deadline. Non sarei onesto se non lo dicessi, ma è andata così. Gli infortuni non hanno aiutato una squadra già di per sè giovane a trovare la quadratura del cerchio. (…) Io voglio giocare un altro anno, so che sarà quello buono”

Lonzo Ball, compagno di infermeria di Chandler, afflitto da problemi alla caviglia, ha parlato della pressione di giocare nei Lakers e con Lebron James:

“Ovviamente ci sono molte distrazioni, appari nei media ogni giorno, ma finchè si è uniti internamente, il rumore esterno non conta. (…) Giocare con Lebron? Un sogno che si avvera, è stato come un fratello maggiore”

Infine Javale McGee ha commentato l’esposizione mediatica della squadra:

Siamo stati la squadra con più partite in TV nazionale, e con un record negativo. Questo ti fa capire quanta esposizione e quante opportunità hai qui a LA. (…) Rinunciare a tutto questo per paura dell’esposizione mediatica stessa è infantile”

 

 

LaVar Ball: “Zion Williamson? Mio figlio LiAngelo è più forte di lui”

Zion Williamson? Mio figlio LiAngelo è più forte di lui“, parola del papà NBA per eccellenza, LaVar Ball.

LaVar Ball, fondatore di Big Baller Brand e life-coach, rappresentante e difensore strenuo della sua dotata prole, non perde occasione per rendere nota la sua opinione su qualsiasi ambito possa interessare uno dei suoi tre figli, Lonzo, LiAngelo e LaMelo.

Lonzo Ball, point-guard titolare dei Los Angeles Lakers e futuro della squadra, ha appena annunciato di aver cambiato agente e di essersi affidato alla Creative Artists Agency, quotata agenzia consigliata dall’onnipresente laVar.

Oggi è invece il turno di LiAngelo, fratello minore di Lonzo ed “esule” di UCLA, subire gli effetti dell’eccesso di zelo paterno di LaVar, che ha paragonato il figlio al prospetto numero 1 d’America Zion Williamson, in uscita da Duke.

Se (LiAngelo, ndr) fosse uscito dal college oggi” Così LaVar Ball “Sarebbe la prima scelta assoluta. Williamson non potrebbe mai farcela contro di lui. Zion è grosso, ma LiAngelo è più forte di lui e tira molto meglio di lui. Vi garantisco che ‘Gelo farà la Summer League quest’anno ed otterrà un contratto NBA, è già oggi una delle guardie fisicamente più forti, un metro e 96 per 100 chili, sa tirare da qualunque distanza, giocare spalle a canestro… vedrete“. Dopo una carriera liceale chiusa con una valutazione  “a 3 stelle” in uscita da Chino Hills High School, LiAngelo Ball – guardia di 196 cm – era stato reclutato da UCLA.

Ball non ha mai giocato una partita con i Bruins, finendo il 7 novembre 2017 coinvolto in un caso di taccheggio a Hangzhou in Cina, dove la squadra si trovava per l’esordio stagionale. LiAngelo e due suoi compagni vennero arrestati e solo il lavoro delle diplomazie cinesi ed americane scongiurò il rischio di un processo per i tre rei confessi.

Un incidente che decretò la sospensione per Ball, che un mese più tardi – su consiglio del padre LaVar – abbandonò UCLA e si trasferì in Lituania assieme al fratello minore LaMelo, per giocare nel BC Prienai nella massima serie lituana. Al termine dell’avventura sul Baltico, LiAngelo Ball si è reso eleggibile al draft NBA 2018, non venendo però selezionato da alcuna squadra.

La carriera del 20enne LiAngelo è poi proseguita nella Junior Basketball Association, lega fondata da LaVar Ball, con la maglia dei Los Angeles Ballers, in 4 partite di stagione regolare condotte ad una media di 51.8 (!) punti a partita.

Lakers, Lonzo Ball cambia agente e sceglie la Creative Artists Agency

Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Oklahoma City Thunder at Chesapeake Energy Arena

La point guard dei Los Angeles Lakers Lonzo Ball ha scelto la CAA (Creative Artists Agency) di LA come nuova agenzia di rappresentanza. Ball aveva appena annunciato la fine della sua collaborazione con l’agente Harrison Gaines.

Dopo alcune settimane di riflessione, ritengo che la CAA sia la scelta migliore per me e per la mia carriera, dentro e fuori da campo” Così Lonzo Ball in un comunicato ufficiale, come riportato da Ramona Shelbourne di ESPNCon il supporto della CAA, ora posso finalmente concentrarmi solo sulla mia preparazione in vista della prossima stagione“.

Nel comunicare nei giorni scorsi la propria separazione da Gaines, sia Ball che l’ormai ex agente avevano precisato come l’interruzione del rapporto non avesse nulla a che fare con gli strascichi legali del caso Alan Foster-Big Baller Brand (marchio di abbigliamento sportivo di cui Lonzo è socio di maggioranza). Foster, co-fondatore, socio di minoranza ed ex collaboartore dei Ball nella gestione dell’azienda, è accusato di aver distratto fondi per circa 1.5 milioni di dollari da conti privati e societari riconducibili a BBB.

La CAA, rinomata agenzia che cura gli interessi di artisti, personaggi dello spettacolo e sportivi, era una delle agenzie “scoutizzate” da LaVar Ball per il figlio.

Lonzo Ball saluta il suo agente: “Nulla a che fare col caso Big Baller Brand”

Lonzo Ball and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at Oracle Arena

Lonzo Ball ed il suo agente Harrison Gaines avrebbero interrotto la loro collaborazione, come riportato da Ramona Shelbourne di ESPN.

La decisione di Ball non avrebbe nulla a che vedere con il Alan Foster-Big Baller Brand, e la presunta truffa ai danni del brand di famiglia di cui Lonzo è testimonial di punta ed azionista: “Harrison Gaines è stato per anni un amico ed un confidente, ha guidato gli esodi della mia carriera NBA con integrità ed avendo a cuore i miei esclusivi interessi“.

Lonzo Ball è stato il primo e più importante cliente importante di Gaines, che ha recentemente fondato l’agenzia “Slash”, che tutela gli interessi di altri giocatori statunitensi prevalentemente oltreoceano.

Harrison Gaines non è mai stato coinvolto negli affari della Big Baller Brand. Nelle ultime settimane il nome di Lonzo Ball è stato accostato a brand come Nike, che avrebbe mostrato interesse a mettere sotto contratto la point-guard dei Los Angeles Lakers, reduce da una stagione complicata da un grave infortunio alla caviglia sinistra.

LaVar Ball fa lo scouting report delle agenzie per il figlio?

Come riportato da Yahoo Sports, il vulcanico LaVar Ball, padre di Lonzo, si sarebbe attivato per trovare un degno sostituto di Gaines a rappresentare gli interessi del figlio.

Yahoo riporta di contatti tra LaVar e la nota agenzia Creative Artists Agency di Los Angeles (rappresentante di tante stelle dello spettacolo e dello sport americano), tra le tante agenzie interessate sebbene la presenza dell’ingombrante figura del fondatore di Big Baller Brand sia vista come un ostacolo per la carriera del giovane talento dei Los Angeles Lakers.

Lonzo Ball fa causa all’ex socio di Big Baller Brand, accusato di truffa

Rajon Rondo and Lonzo, Los Angeles Lakers vs Golden State Warriors at T-Mobile Arena

Dopo aver preso le distanze dall’ormai ex socio in affari ed amico personale Alan Foster, Lonzo Ball ha annunciato di aver intrapreso le vie legali contro l’azionista del brand Big Baller Brand.

Due settimane fa Lonzo Ball aveva annunciato l’intenzione di staccarsi dallo storico socio in affari, dopo la scoperta di ammanchi per oltre 1.5 milioni di dollari dai conti personali e societari. La famiglia Ball e i consulenti finanziari incaricati di tracciare i trasferimenti di denaro erano giunti alla conclusione che Foster – resosi per settimane irreperibile – avesse distratto l’ingente cifra per scopi personali.

Come riportato da TMZ, nella citazione in giudizio la famiglia Ball accusa Fosterdi aver minacciato di diffamare pubblicamente (i Ball, ndr), dopo una richiesta di chiarimenti riguardo agli ammanchi“.

Alan Foster, consulente finanziario con precedenti penali (nel 2002 fu condannato a 7 anni di reclusione per concorso in uno “schema di Ponzi”, una truffa da 4 milioni di dollari) era proprietario del 16.3% della Big Baller Brand, il marchio di abbigliamento sportivo della famiglia Ball, nonché socio fondatore della compagnia.

LaVar Ball ed il figlio Lonzo hanno sempre sostenuto di non essere mai stati a conoscenza dei precedenti penali dell’ormai ex socio. La “BBB” avrebbe sperimentato nell’ultimo periodo alcuni problemi e disservizi nel reparto spedizioni e customer care, sebbene LaVar Ball abbia fornito assicurazioni sul buono stato di salute della compagnia: “Il brand è sano. Siamo stati danneggiati da qualcuno che ha fatto qualcosa di sbagliato. Abbiamo allevato una serpe in seno, e quando fai così, di solito vieni morso“.

Lonzo Ball, uno dei testimonial principali del brand, avrebbe avuto nei giorni scorsi dei contatti con Nike per la fornitura e relativo endorsement di calzature e abbigliamento sportivo. Recentemente, Ball è stato inoltre costretto dal regolamento NBA a rimuovere il tatuaggio che sul braccio sinistro recava il logo dell’azienda di famiglia.

Charles Barkley su Lonzo Ball: “Era ora che il ragazzo smettesse di essere succube di suo padre”

Lonzo Ball e LaVar Ball

Dal suo approdo nella NBA, Lonzo Ball ne ha passate di tutti i colori: dalle tante, troppe pressioni non ancora rispettate dal ragazzo, all’allontanamento del co-proprietario di Big Baller Brand.

Molte volte in questi anni l’ex UCLA è finito sotto i riflettori per colpa di dichiarazioni o errori del padre LaVar Ball. Secondo Charles Barkley, l’ex stella NBA ed ora analyst per TNT, ha incolpato il padre della point-guard dei Lakers per i suoi sbagli.

Questo comportamento di LaVar è disastroso per il figlio, ed è la colpa di tutti i suoi sbagliHa dichiarato Barkley allo show di ESPN “Get Up” “Lo sapeva che non avrebbe mai funzionato il suo modo di mettere in mostra i propri figli e mi sento male perché lo ha fatto lo stesso. Così facendo ha messo Lonzo e i suoi fratelli in una situazione imbarazzante per tutto l’anno scorso“.

Charles Barkley su Lonzo Ball: “Avrebbe dovuto mollare LaVar già da tempo”

In più, Barkley, sostiene che la decisione di Lonzo di abbandonare l’azienda di famiglia sia stata giusta e probabilmente presa anche tardi. Per l’ex star di Sixers, Suns e Rockets, Ball avrebbe dovuto “sbarazzarsi” sin da subito del padre che aveva il totale controllo della sua immagine pubblica.

Doveva assumere il controllo della sua immagine già tempo faha concluso il due volte campione olimpico (1992 e 1996) “Non puoi lasciare che i tuoi familiari gestiscano il tuo successo, questo è il tuo momento“.

Lonzo possiede il 51% del marchio di Big Baller Brand, di cui è co-fondatore, insieme a Alan Foster. Proprio da quest’ultimo il giocatore dei Lakers ha deciso di prendere le distanze dopo aver scoperto un ammanco 1.5 milioni di dollari dai suoi conti aziendali e personali, con ogni probabilità occultati da Foster, personaggio con precedenti e condanne per frode postale e riciclaggio di denaro, sempre nascoste.

LeBron James su Lonzo Ball: “Sarebbe il benvenuto in Nike”

Lonzo Ball è ad un passo dal lasciare la Big Baller Brand, azienda di famiglia di cui è azionista principale. Il figlio di LaVar Ball aveva già avuto negli scorsi giorni con uno dei soci di minoranza del marchio, Alan Foster, con cui ha chiuso ogni tipo di rapporto.

LeBron James su Lonzo Ball, “Fiero di lui”

Nel caso in cui Lonzo optasse per l’addio al marchio del quale è ad ora il principale esponente nel mondo NBA, si prospetta per lui un approdo in Nike.

Il n°2 dei Los Angeles Lakers ha condiviso un post su Instagram che fa riferimento ad una delle campagne pubblicitarie della società di Portland, in cui sarebbe pronto ad accoglierlo a braccia aperte il suo compagno di squadra LeBron James.

“Sono orgoglioso di lui. Sta prendendo il controllo delle sue cose”, ha detto James a Tania Ganguli, “Se decidesse di venire alla Nike sarebbe il benvenuto”.

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Il prodotto di UCLA ha prestato molta attenzione anche nei minimi dettagli, mettendo come immagine di profilo sui social una foto in cui, da bambino, indossa una maglia Nike.

Lonzo Ball-BBB, nuovi segnali di rottura

Nel frattempo le voci riguardo un possibile addio di Lonzo Ball dalla Big Baller Brand si fanno sempre più insistenti, alimentate anche dall’agente della point-guard losangelina, che ha girato e postato sui social un video in cui getta via un paio di scarpe marchiate proprio BBB.

La famiglia Ball però, sta probabilmente cercando di ristabilire i rapporti con Lonzo. Come riportato da Ramona Shelburne infatti, si sarebbe discusso nel weekend riguardo la possibilità di porre fine all’attività del già citato Alan Foster, che detiene il 16.3% del marchio Big Baller.

LeBron James sulla stagione dei Lakers: “Mancare i playoffs non era quello che volevamo”

A margine della partita di due giorni fa, LeBron James è intervenuto sulla stagione dei Lakers. Lo scorso venerdì i Brooklyn Nets, sconfiggendo i Lakers allo Staples Center, hanno decretato ufficialmente l’eliminazione dei giallo-viola dalla corsa playoffs. Un’eliminazione che fa male, sopratutto al seguito delle aspettative che si erano create ad inizio stagione con l’approdo del Re nella città degli Angeli.

LE DICHIARAZIONI DEL PRESCELTO

LeBron James and Jarrett Allen, Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets at Staples Center
LeBron James e Jarrett Allen in Los Angeles Lakers vs Brooklyn Nets (Mark J. Terrill, AP Photo)

Intervenendo ai microfoni di ESPN, LBJ è apparso molto deluso dalla conclusione anticipata di questo 2018-2019, che auspicava andasse in maniera totalmente differente.

Sicuramente non abbiamo firmato per finire così. E’ stata una stagione dura per tutti noi. Durante tutto l’anno sono accadute tante cose, ho avuto un infortunio, non riuscivo a giocare per 48 minuti completi. Eppure ho sempre cercato di dare il massimo, ma non è bastato. I playoffs nessuno te li regala, bisogna guadagnarseli e noi non ce li siamo meritati. Dobbiamo lavorare per migliorare i nostri difetti

I Los Angeles Lakers, a partire dalla pausa per l’All-Star Game, hanno un record complessivo di 3 vittorie e 12 sconfitte, il secondo peggiore della Lega. Oltre ai demeriti di squadra che, nel corso del campionato, sono emersi in maniera lampante, a complicare ulteriormente la situazione hanno contribuito anche i numerosi infortuni che, nell’ordine, hanno colpito prima Lonzo Ball e, successivamente, Brandon Ingram.

In tutto questo, è evidente come la stagione ancora in corso sia stata la peggiore in assoluto da quando LeBron James è entrato nella Lega nel 2003. Andando al di là dei freddi dati statistici, che testimoniano comunque valori complessivamente simili alle precedenti annate disputate dal Re, ciò che è apparso in modo rilevante è la frequente superficialità e pigrizia mostrata dal Prescelto nelle varie fasi di gioco.

Un atteggiamento simile, probabilmente dettato anche dal grave infortunio che ha tenuto James fuori dal parquet per più di un mese, non può essere tollerato per un giocatore acquisito proprio per guidare la franchigia californiana in una nuova fase sportiva.

Ad ogni modo, comunque, la mancata partecipazione del nativo di Akron ai playoffs segna, presumibilmente, l’inizio di una nuova era del basket americano. Un periodo in cui ora saranno i vari Joel Embiid, Giannis Antetokounmpo, Kawhi Leonard e James Harden a farla da padrone.

Lonzo Ball scarica il socio in affari in Big Baller Brand: “Ammanchi per $1.5M”

Lonzo Ball, point-guard dei Los Angeles Lakers e socio di maggioranza di Big Baller Brand, ha annunciato di “aver interrotto qualsiasi rapporto professionale e personale” con Alan Foster, amico di famiglia di lunga data e co-fondatore e socio di minoranza del marchio di abbigliamento sportivo di proprietà della famiglia Ball.

Foster, proprietario del 16.3% delle quote societarie di BBB, sarebbe accusato di aver distratto una somma pari a 1.5 milioni di dollari dai conti personali ed intestati alla società di Lonzo Ball.

Secondo Ball, Foster avrebbe “Usato l’accesso ai miei conti, personali e societari, al solo scopo di arricchirsi. Di conseguenza, ho deciso di recidere ogni legame con Foster, con effetto immediato“.

Il legame tra Foster e la famiglia Ball risale al 2010. La Big Baller Brand fu fondata da LaVar Ball, padre del giocatore dei Los Angeles Lakers, nel 2014 come società a responsabilità limitata. L’ammanco nei conti societari e personali di Ball sarebbe emerso lo scorso ottobre, a seguito dell’impossibilità da parte di Lonzo e della società di rintracciare i circa 1.5 milioni di dollari presumibilmente distratti da Foster.

Interpellato da ESPN, LaVar Ball non ha voluto commentare la vicenda (definita “devastante”), affidando ad un comunicato stampa la propria posizione: “Ho sempre avuto grande fiducia nelle qualità umane delle persone. Sfortunatamente, ho deciso di affidare ad Alan Foster la gestione degli affari di mio figlio Lonzo, avendo piena fiducia nel suo operato (…) la famiglia viene per me sempre al primo posto, e supporterò Lonzo senza riserve. Assieme, risolveremo la questione

I primi dubbi sull’operato di Foster nella gestione delle finanze di Lonzo Ball e del Brand furono avanzati da Humble Lukanga, consulente finanziario della famiglia Ball, già nei giorni successivi la scoperta degli ammanchi sui conti esaminati, come riportato da ESPN.

Foster, che nel 2002 fu condannato a 7 anni di reclusione per una truffa da 4 milioni di dollari ai danni di una settantina di investitori, ha declinato ogni invito a commentare la vicenda ed a chiarire la propria posizione. Di recente, Lonzo Ball aveva dichiarato di non essere a conoscenza dei problemi giudiziari dell’ormai ex-socio:

Alan Foster era più di un socio” Così Darren Moore, manager personale di Lonzo BallFoster era considerato un mentore ed una figura paterna, una figura rispettata e degna di considerazione. Sono fiero del fatto che Lonzo (Ball, ndr) abbia finalmente preso coscienza della situazione e riassunto il controllo. Chiederemo giustizia“.

ESPN riporta inoltre di possibili irregolarità nei bilanci relativi al popolare show “Ball In The Family”, prodotto ed interpretato dalla famiglia Ball su Facebook Watch. E’ possibile che Foster abbia potuto distrarre alla stessa maniera parte degli introiti pubblicitari del programma. Degli oltre 2 milioni di dollari amministrati da Foster, circa 1.5 mancherebbero dunque all’appello, come rivelato da Lukanga.

Come annunciato formalmente da Lonzo Ball, Lukanga, Moore e Harrison Gaines – agente del giocatore – sono stati incaricati di gestire la vicenda: “Questa è stata per me una decisione sofferta. Provo un profondo rispetto per Alan (Foster, ndr) ma è giunta l’ora di prendere in mano la gestione della mia carriera, dentro e fuori dal campo, direttamente“.

I Los Angeles Lakers non hanno voluto commentare la vicenda. Nel corso del 2018, l’organizzazione no-profit a tutela del consumatore “Better Business Bureau” aveva attribuito a Big Baller Brand una valutazione negativa, relativa ai numerosi problemi e disservizi riscontrati dai clienti, in materia di costi e tempi di spedizione e customer care.

Kobe Bryant: “Giusto scambiare Ball, Ingram e Kuzma per Davis”

Secondo Kobe Bryant i Lakers dovrebbero scambiare il loro nucleo giovane per arrivare ad Anthony Davis. Senza peli sulla lingue il Black Mamba che “demolisce” di fatto il progetto giallo-viola di puntare sui vari Lonzo Ball, Brandon Ingram e Kyle Kuzma in questi anni per svilupparli al meglio ed essere il futuro della franchigia.

Qualcosa in questo senso, tuttavia, si era già visto quando Magic e Pelinka provarono a portare il lungo dei Pelicans qui a Los Angeles mettendo di fatto sulla bilancia tantissimi giocatori, compresi, in una specifica offerta, anche questi 3.

Kobe Bryant sicuro: “Se puoi prendere Davis… “

“Kuzma, Lonzo, Ingram… questi 3 sono migliori di Anthony Davis? No! Ciao! Davis è uno dei migliori giocatori al mondo. Di cosa stiamo parlando? Se puoi fare trading per arrivare a lui lo fai sennò rimani con tre giocatori molto giovani che lavorano sodo, sono intelligenti ma devono ancora svilupparsi, vero, ma Anthony Davis è qualcosa di superiore”, le parole di Bryant a AS.com.

Le voci di un possibile approdo di Davis ad LA sono state infinite anche dopo la scadenza della trade deadline del 7 febbraio. Indipendentemente da come finirà, questa sarà la saga più drammatica della storia della NBA dal 2010, l’anno della famosa “The Decision” di LeBron James. In caso di arrivo di The Brow ai Lakers quella con James sarà sicuramente la coppia più forte vista in California da quando Kobe Bryant e Shaquille O’Neal hanno portato i giallo-viola alla conquista di 4 titoli della Western Conference e a 3 titoli NBA.

L’ex Lakers sa benissimo di quanto una coppia del genere potrebbe spostare gli equilibri nella Lega, avendo vinto sia con Shaq ma anche con Pau Gasol e dunque la sua posizione ha senso. La domanda è: riusciranno Magic e Pelinka a convincere a portare Davis da LeBron?

 

 

 

 

 

Lonzo Ball, “Rumors di mercato? Non mi interessano, penso solo alla salute”

Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Utah Jazz at Vivint SmartHome Arena

Lonzo Ball sembra avere le idee chiare riguardo al suo obbiettivo in vista della prossima stagione: recuperare completamente dal punto di vista fisico, a prescindere dalla squadra in cui militerà.

Il giocatore dei Los Angeles Lakers ha infatti concluso anzitempo il proprio secondo anno in NBA a causa di una distorsione alla caviglia ed un successivo livido osseo che lo hanno costretto ad alzare bandiera bianca, così come successo nel caso del compagno di squadra Brandon Ingram.

Non si tratta comunque della prima volta in cui Lonzo Ball ha a che fare con una situazione del genere. Già durante il suo anno da rookie infatti, problemi fisici lo hanno costretto a non prendere parte ad un cospicuo numero di match.

“E ‘stato frustrante, questo è il secondo anno in cui è successo, ma devo rimanere positivo, rimanere motivato”.

Lonzo Ball, obbiettivo recupero dall’infortunio: “Penso alla salute, anche se venissi ceduto”

Il n°2 è stato inoltre frequentemente inserito all’interno di potenziali trattative di mercato che avrebbero potuto portare all’approdo di Anthony Davis in California, prima dello scadere della trade deadline. Tuttavia, stando a quanto dichiarato dallo stesso Ball a Shams Charania di The Athletic, l’eventualità di una trade non sembrerebbe essere il suo principale motivo di interesse.

“Alla fine della giornata, puoi controllare solo le cose di cui hai il controllo”, ha detto.“Se vengo scambiato, sarò pronto ad andarmene. Il mio obiettivo è essere il miglior giocatore possibile per qualsiasi squadra”.

Il prodotto di UCLA non mette piede sul parquet addirittura dallo scorso 19 gennaio, nella sfida contro gli Houston Rockets. Quel momento ha segnato un momento delicato non solo per il figlio di LaVar, bensì anche per tutta la squadra di coach Walton, che, priva del proprio playmaker titolare, nonché leader difensivo; ha dato avvio ad una fase di progressivo declino che ha ridotto a zero le possibilità di prendere parte ai playoff. I gialloviola, dopo la vittoria contro Chicago, occupano attualmente l’undicesimo posto della Western Conference, a ben 7 partite di distacco dall’altra squadra di LA, i Clippers.

LeBron James: “Sapevo a cosa sarei andato incontro venendo a Los Angeles”

LeBron James-Lakers-Brandon Ingram and LeBron Jams, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

In una stagione da dimenticare, il problema di salute che ha colpito Brandon Ingram nei giorni scorsi ha rappresentato per i Los Angeles Lakers il punto più basso e difficile.

Con 16 partite ancora di disputare e la zona playoffs ormai lontanissima, LeBron James si trova ora nell’inconsueta posizione di dover trovare un senso a questo finale di stagione, tra infortuni, sconfitte e dubbi sul futuro della squadra.

Un’annata a due facce per i Lakers, in crescita e fiduciosi, e scesi in campo con un record di 19-14 alla Oracle Arena di Oakland per la classica partita di Natale, e poi travolti dagli infortuni in serie di James, Rajon Rondo (mano) e Lonzo Ball (caviglia).

Lo sbandamento di squadra e dirigenza durante i caldissimi giorni della trade deadline di febbraio e della caccia ad Anthony Davis hanno fatto il resto, minando le fragili fondamenta costruite da coach Luke Walton in oltre due mesi di regular season.

LeBron James riflette sull’ultimo periodo della sua squadra, masticando amaro sui tanti problemi ma guardando in ogni caso avanti:

E’ dura, lo ammetto. Sapevo cosa mi avrebbe aspettato venendo qui, ciò che non potevo prevedere era di dover rimanere fuori per infortunio per oltre cinque settimane, e proprio in una fase cruciale per la nostra stagione. Non ci aspettavamo certo che le nostre due point-guard (Rajon Rondo e Lonzo Ball, ndr) si infortunassero contemporaneamente, questo è stato un duro colpo per noi. I nostri giovani sono però dei giocatori puri, amano questo gioco. Continueranno a migliorare ed imparare, noi veterani dobbiamo solo aiutarli ed essere pazienti con loro

LeBron spende poi alcune parole sulla situazione di Brandon Ingram. Il giocatore dei Los Angeles Lakers è stato fermato dalla squadra dopo la scoperta di un coagulo di sangue all’altezza del braccio destro, problema di salute che richiederà tempo ed adeguata terapia farmacologica per Ingram, in attesa di conoscere i tempi di recupero esatti.

Un problema come quello di Brandon (Ingram, ndr) rimette le cose in prospettiva. Siamo professionisti, le nostre vittorie e le nostre sconfitte fanno la differenza, ma davanti ad un problema serio ci si rende conto che non possiamo dare per scontato il fatto che il giorno dopo saremo sempre in campo. Guardiamo a cosa è successo a Ingram o a Lonzo (Ball, ndr), spero davvero possano riprendersi presto

Al pari di Ingram, Lonzo Ball salterà il resto della stagione a causa di un infortunio alla caviglia destra. L’obiettivo per i Los Angeles Lakers in questo finale di stagione sarà quello di preservare la salute fisica di LeBron James (minutaggio controllato per l’ex Cleveland Cavs), e di concedere minuti a giocatori come Moe Wagner, Jonathan Williams e Reggie Bullock (che sarà free agent ed in cerca di rinnovo in estate).

15-8 il record stagionale dei Los Angeles Lakers nelle sole 23 partite disputate assieme dal terzetto James-Ingram-Ball.