Knicks-Lakers: i gialloviola crollano, Hezonja stoppa LeBron

LeBron James and Mario Hezonja, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Seth Wenig, AP Photo)

Game 70 Recap: Knicks-Lakers

Il consueto matinée domenicale prevede al Madison Square Garden la sfida tra Los Angeles Lakers (31-38) e New York Knicks (13-56), quarta tappa del road trip lacustre sulla East Coast. Californiani e newyorchesi non hanno più nulla da chiedere alla stagione in corso e sono da tempo proiettati alla prossima, in particolare alla lottery – in ottica draft – ed alla free agency.

Rispetto alla gara, persa, contro i Pistons i gialloviola recuperano LeBron ed Hart. Fuori Lonzo Ball, Stephenson, Chandler e Brandon Ingram. Quest’ultimo ieri è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e pare verosimile il suo ritorno in campo per la prossima stagione.

Grazie al filotto di otto sconfitte consecutive, New York – già vittoriosa nella gara dello Staples Center – ha quasi raggiunto la matematica certezza di conquistare uno dei tre peggiori seed della Lega, ovvero quelli con le maggiori chance di vincere la lotteria e puntare jackpot Zion.

Walton schiera Rondo, Bullock, LBJ, Kuz e McGee. Fizdale – privo di Dennis Smith Jr., Vonleh e Ntilikina – risponde con Mudiay, Dotson, Knox, Hezonja e Jordan.

Knicks-Lakers, Dotson & Know on fire

Il primo canestro della gara è un jumper di LeBron, ma dopo uno scambio di schiacciate tra DAJ e McGee tocca a Dameyean Dotson (21.7 punti nelle ultime tre gare) usufruire del bonus Rondo. Il nativo di Houston sfrutta la consueta, rivedibile, difesa dell’ex Celtics e Pelicans per segnare tre volte. 4-11 e timeout per coach Luke Walton dopo neppure tre minuti di gioco.

Al rientro in campo i lacustri trovano subito la parità grazie alla tripla di Bullock ed a due canestri di JaVale McGee. Dopo un paio di possessi sciupati banalmente da entrambe le squadre, Hezonja e James segnano dalla lunetta e dal campo, 17 pari a metà quarto.

I Knicks continuano a segnare con una facilità disarmante (75% al tiro), Knox e Mudiay trovano la via del canestro praticamente senza nessuna opposizione. I gialloviola restano a contatto grazie al subito positivo Moe Wagner che dopo aver segnato da tre…

…schiaccia l’assist di Hart.

L’attacco dei Lakers si ferma mentre in difesa i californiani non riescono a contenere le scorribande di Dootson e Kevin Knox. Le triple della nona scelta dell’ultimo draft fissano il punteggio alla fine del quarto, 30-41.

Tredici punti a testa (11/13 dal campo) per il duo di New York (72.7% dal campo), abile a sfruttare gli spazi concessi.

Knicks-Lakers, LeBron ricuce lo strappo

LBJ – con Caruso, KCP, Hart e Williams – prova a riportare sotto i suoi. Dopo aver segnato due liberi, LeBron prima pesca JWIII con un no-look, poi lancia Hart ed infine…

…schiaccia in transizione 40-45 a nove minuti dall’intervallo. Il quattro volte MVP continua a produrre – nonostante un wedgie dall’arco – e realizza altri cinque punti.

I gialloviola tornano sotto perché le percentuali di New York sono lontanissime da quelle della prima frazione. A muovere il punteggio dei Knicks ci pensa Jordan, schiacciando un putback dopo l’ennesimo errore dei compagni. 45-49 a 5’41” dalla fine del tempo.

I Lakers completano la rimonta e trovano il sorpasso grazie alla tripla di Caruso ed al gioco da tre punti di KCP.

Dopo aver assistito gli ultimi due compagni a segno, Kyle Kuzma si mette in proprio segnando tre canestri oltre ad alzare l’alley-oop per McGee…

…che schiaccia il +4.

I lacustri pasticciano per qualche possesso e consentono alla franchigia della Grande Mela di rientrare grazie alle iniziative di Emmanuel Mudiay – che realizza sei liberi oltre un jumper – ed Hezonja.

Kuzma serve due volte Reggie Bullock, che fissa il punteggio all’intervallo lungo: 66-63.

Knicks-Lakers, prosegue l’equilibrio

La guardia ex Pistons segna subito in avvio del secondo tempo, risponde ancora uno volta Mudiay che segna dall’arco ed assiste la schiacciata di Jordan.

LeBron e Kuz guidano l’attacco lacustre e tengono testa allo scatenato E-Man, ancora a segno con tre liberi ed una tripla. 78-77 dopo poco meno di cinque minuti nel quarto.

La partita non vive il suo momento migliore, gli attacchi vivono di sole iso ed le due avversarie alternano quale – rara – discreta giocata ad alcune perse (già 16 quelle di NY) a dir poco scolastiche.

Dotson segna ancora da oltre i 7.25 mentre Bullock è più efficace con il catch-and-shoot dal mid range piuttosto che dal perimetro. James & Kuzma…

…tengono avanti i gialloviola, i Knicks restano in scia grazie ai canestri di DeAndre Jordan ed Hezonja, 90-86 a 2’47” dalla fine del quarto.

I liberi di Caruso e Kuzma e le triple di Dotson e Lance Thomas chiudono la frazione, 96-94.

Knicks-Lakers, LeBron e compagni sbagliano tutto nel finale

L’ultimo periodo inizia nel segno dei due two-way player lacustri: Caruso ci mette tanta energia in difesa – subisce anche un flagrant one di Trier – mentre Johnathan Williams è attivo sotto canestro. Il lungo corregge un errore di LBJ prima di schiacciare in transizione – completando anche il gioco da tre punti – e segnare ancora imbeccato dallo stesso Alex.

Dopo il jumper e la tripla di Kadeem Allen, i Lakers allungano con KCP ed ancora Alex Caruso, che recupera un possesso e schiaccia in contropiede, 112-105 con 7’10” da giocare.

Il vantaggio gialloviola raggiunge la doppia cifra grazie a LeBron James, che prima segna subendo il fallo e poi schiaccia…

…in transizione. Dopo i canestri di Knox e Mudiay, LeBron assiste la tripla di Kentavious Caldwell-Pope e segna il canestro del 122-111 a 3’45” dalla termine.

La gara però, non è finita. La franchigia della Big Apple capitalizza una persa di Kuzma ed un errore dall’arco di KCP con il canestro di Dotson e Mario Hezonja. James sbaglia da tre, Jordan è freddo dalla lunetta: 123-120 con 65” secondi dal cronometro.

L’ex Clippers e Mavs stoppa LBJ ed in transizione ancora Dotson segna il meno uno. Il quattro volte MVP non trova la via del canestro, Mudiay segna i liberi del sorpasso a 22.3″ dalla sirena.

1-13 il parziale degli ultimi tre minuti. LeBron nonostante i tre errori precedenti, frutto di brutte iso, si prende l’ultimo tiro…

…subendo la stoppata di Hezonja sulla sirena, 123-124 il finale e Lakers che subiscono lo sweep stagionale dai Knicks.

Knicks-Lakers, 33 per LeBron

James chiude con 33 punti (11/26 dal campo, 0/6 dall’arco ed 11/13 ai liberi), 6 rimbalzi ed 8 assist in 35 minuti di gioco. Sul quattro volte MVP pesano però gli errori e le scelte degli ultimi possessi, che di fatto sono costati la vittoria ai lacustri.

Dopo i 10 assist della gara precedente, Kuzma si ripete smazzando 8 assist. Kyle chiude con 18 punti (8/14) senza catturare rimbalzi oltre che registrare il peggior Def Rating (-23.3) e +/- (-17) della gara.

Meglio delle ultime uscite Bullock (14, 6/10), discreto McGee (12+7, 6/10). Ancora male Rondo (3+5+5, -11 di +/-), che non vede il campo nell’ultimo quarto.

Buone prove per Caruso (12+3+2 con cinque recuperi e tre stoppate) e Williams (12+7), mentre Hart (1/5) e KCP (4/11) sono troppo imprecisi. Ancora troppo pochi (meno di cinque) i minuti concessi a Wagner.

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Nathaniel S. Butler, NBAE via Getty Images)

Top scorer della squadra di coach David Fizdale Mudiay (28+2+8, 8/11 dal campo) e Dotson (25). Buone prove anche per Knox (19+6 con tre triple) ed Hezonja (17+8, 8/8 ai liberi). 15 punti, 17 rimbalzi e 7 assist per DeAndre Jordan.

Box Score su NBA.com

Knicks-Lakers, sconfitta buona per la lottery

Concedendo la seconda – su quattordici… – vittoria stagionale a New York, L.A. consolida la propria posizione in vista del prossimo draft, ovviamente unico aspetto positivo di una gara che in altri momenti sarebbe definita disastrosa.

Lacustri che dopo aver toccato il +11 a poco più di tre minuti dalla fine, hanno completamente mollato, come riconosciuto a fine gara da Walton:

<Non è solo l’ultima giocata di LeBron ma la capacità di chiudere le partite una volta che hai costruito il vantaggio. Abbiamo alzato il piede dall’accelaratore.>

Dal canto suo James non può che rendere merito ad Hezonja per l’ultima giocata:

<Poco da dire, gran difesa di Mario. Tutto qua.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 19 e Mercoledì 20 Marzo per affrontare al Fiserv Forum i Milwaukee Bucks.

Pistons-Lakers: senza LeBron inevitabile sconfitta per i gialloviola

JaVale McGee and Andre Drummond, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena

Game 69 Recap: Pistons-Lakers

Il road trip dei Los Angeles Lakers (31-37) – dopo il successo di Chicago e la sconfitta di Toronto – prosegue alla Little Caesars Arena, casa dei Detroit Pistons (34-33).

Tante cose sono cambiate rispetto alla gara di Gennaio dello Staples Center: i lacustri vinsero trascinati dallo scatenato Kuzma (41, nuovo career high) restando in zona play-off nonostante l’assenza di LeBron. Al contrario, la franchigia del Michigan ha vinto diciassette delle successive ventotto partite, risalendo fino ad insidiare il sesto seed nella EC occupato dai Nets.

Il finale di stagione gialloviola assomiglia sempre di più ad un bollettino di guerra: oltre ai lungodegenti Lonzo BallBrandon Ingram, Walton deve rinunciare anche a LeBron James – niente back-to-back onde evitare sorprese -, Josh Hart ed agli acciaccati Stephenson e Chandler.

Con il roster in versione South Bay, scelte obbligate per il figlio di Bill che schiera Rondo, Bullock, Kuzma, Muscala e McGee. Nessun problema per Casey che risponde con Jackson, Ellington, Brown, Griffin e Drummond.

Pistons-Lakers, dodici minuti di confusione

L’avvio della gara non è adatto ai deboli di stomaco. I lacustri si affidano alle iso di Rondo e Kuzma ed a qualche sporadico scarico convertito da McGee. Detroit affida il pallone nelle mani di Griffin, che segna due triple ma è inefficace nel pitturato.

Entrambe le squadre faticano a costruire buoni tiri e le percentuali – ed il punteggio – al primo timeout sono emblematiche: 9/24 dal campo combinato, 10-11 il parziale con 6’31” da giocare nel quarto.

I californiani provano a raddoppiare Griffin, scelta tanto scellerata quanto mal eseguita dato che JaVale commette tre falli in un amen, venendo sostituito da Wagner. Non va meglio in attacco, dove Bullock sbaglia due volte dall’arco e perde tre possessi, inevitabile l’ingresso dell’altro ex Pistons, KCP.

I Lakers muovo il punteggio grazie ad un paio di drive & dish chiusi da Kuzma ed il neo entrato Williams, ma l’attacco continua ad essere confusionario. Dopo una transizione sprecata, KCP risponde alla tripla di Thon Maker, 19-23 a meno di un minuto dalla fine della frazione.

Moe e Williams quantomeno ci provano e si procurano tre viaggi in lunetta (4/6), prima del jumper di Galloway che chiude il quarto, 22-27.

16.7% dall’arco e sei perse per L.A., 35.7% dal campo per Motor City.

Pistons-Lakers, gli attacchi latitano

Walton riparte con Caruso, Bonga, KCP, Moose e JWIII e per l’occasione coach Dwane Casey riporta alla luce i resti del due volte Campione NBA Zaza Pachulia. Il georgiano stoppa subito – di petto – Williams prima di atterrare Alex Caruso.

Il two-way player, reduce dal career high contro i Raptors, è tra i pochi positivi e prova ad attaccare il pitturato oltre a segnare l’unico canestro – da oltre i 7.25 – del quarto dei Lakers. Non che facciano meglio i Pistons, a segno solo due volte con Langston Galloway. 27-32 a 6’52” dall’intervallo lungo.

Rientrano gli starter ed i gialloviola trovano il vantaggio grazie a JaVale McGee – a segno due volte – e Kuzma.

L’ex Warriors poi stoppa Griffin ed in transizione corregge l’errore di Kyle, 35-32.

Il parziale lacustre viene fermato da Galloway, a segno due volte dall’arco, rispondono gli ex Bullock e Pope, parità a quota 40 ad 1’28” dalla fine del tempo.

Le triple di Ellington e, dopo che Rondo sciupa l’ennesima transizione in superiorità, Jackson – sulla sirena, come da tradizione californiana – fissano il punteggio al rientro negli spogliatoi, 40-46.

Entrambe le contendenti faticano a superare il 35% dal campo, in favore della franchigia del Michigan le otto triple (contro tre) a segno ed i sette punti in più prodotti dalle perse. Solo due i punti in transizione per i californiani.

Pistons-Lakers, Motor City allunga con le triple 🏀🏀🏀

Al rientro in campo Detroit prova ad allungare, sfruttando le seconde possibilità generate dal dominio di Andre Drummond – 14 rimbalzi, la metà offensivi – ed il canestro dall’arco di Ellington.

I lacustri restano in scia grazie ad un layup e due liberi di Rajon Rondo ed un canestro di Kuzma, ma nei possessi successivi non riescono a ridurre lo svantaggio fallendo sei conclusioni consecutive, 50-57 a 6’19” dalla fine della frazione.

LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
LeBron James, Lance Stephenson and Lonzo Ball, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Carlos Osorio, AP Photo)

Rondo e Kuzma scuotono ancora l’attacco gialloviola, ma Detroit continua a non trovare opposizione sul perimetro e segna ancora con Ellington e Reggie Jackson. Il nativo di Pordenone è on fire e realizza dall’arco ed il jumper del massimo vantaggio, 56-68 con 3’10 da giocare, timeout per coach Luke Walton.

L.A. continua a lasciare troppo spazio ai tiratori di Motor City: Wayne Ellington segna per la quarta volta da oltre i 7.25 e Galloway – complice l’altra specialità della casa, il fallo sul tiro – realizza tre liberi.

Due layup del play ex Celtics e Pelicans ed i liberi di Caruso riducono il passivo, 62-77 il parziale all’ultimo mini-break.

Pistons-Lakers, Kuzma in versione facilitatore

I lacustri provano a tornare sotto grazie all’energia di Caruso – che completa due giochi da tre punti – e Kentavious Caldwell-Pope, che segna dall’arco, realizza tre liberi e…

…schiaccia in contropiede subendo il fallo, 78-87 a 7’52” dalla fine.

A contenere il rientro dei Lakers è Ish Smith, che segna sette punti in un amen oltre a servire l’alley-oop per Drummond.

In una serata poco brillante al tiro, Kyle Kuzma evita di forzare preferendo cercare i compagni. Dopo aver servito Caruso e KCP, Kyle imbecca due volte McGee, raggiungendo per la prima volta in carriera la doppia cifra negli assist.

L’ultimo sussulto gialloviola – la prima tripla della gara di Rondo – viene spento dal solito Galloway, a segno due volte dall’arco. 90-104 a 3’13 dalla fine e gara praticamente finita.

McGee, KCP e Caruso riducono il passivo prima dei liberi dell’impreciso Blake Griffin ed il tip di Drummond che chiudono la gara, 97-111.

Pistons-Lakers, McGee e Galloway top scorer

Top scorer lacustre McGee (20+13 con 3 stoppate e 10/16 dal campo) da qualche gara tornato ai livelli pre polmonite. Ovvero, tanto efficace JaVale nel convertire vicino al canestro quanto in difficoltà contro big man della stazza di Drummond.

Bravo Kuzma a cercare di coinvolgere maggiormente i compagno (12+6+10) in una serata in cui ha faticato tantissimo a trovare la via del canestro (5/14 al tiro con 0/4 da tre). Discreta la prova di KCP (17 con tre triple), salito di livello dopo un brutto avvio.

Impietoso, in linea con le ultime uscite, il confronto tra Caruso (16+4+2, 4/11 al tiro, 2 triple e 0 di +/-) e Rondo (15+8+7, 6/13 al tiro, 3 perse e -20 di +/-). La differenza di energia, abnegazione e determinazione tra i due è imbarazzante.

Poco meno che impalpabile Muscala (4+4), clamorosamente preferito a Wagner (3+3+2, 0/5 dal campo) nello starting five. Ancora male al tiro (0/5 dall’arco) Bullock. Meno efficace rispetto ad altre occasioni Williams, pochi minuti per Ingram e Bonga.

Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena
Kentavious Caldwell-Pope and Thon Maker, Los Angeles Lakers vs Detroit Pistons at Little Caesars Arena (Ty Nowell, Lakers.com)

Drummond domina sotto le plance (19+23, con 11 rimbalzi offensivi e +25 di +/-) mentre Griffin (15+2+9) è troppo impreciso sia dal campo (3/12) che dalla lunetta (7/12). Quattro triple a testa per Galloway (23, 8/10 al tiro), Jackson (20+5+5, 6/19 dal campo) ed Ellington (12, 4/8 da tre).

Box Score su NBA.com

Pistons-Lakers, quattordici triple in più per Detroit

Con il roster ridotto all’osso, impossibile competere per i lacustri. Soprattutto poi quando la differenza delle percentuali dall’arco assume la forma di una voragine: sei triple col 24% per KCP e compagni contro le venti con il 43.6% di Detroit.

A fine gara Walton ha elogiato la capacità di Kuzma di coinvolgere i compagni:

<È cresciuto da quando è arrivato da noi. Certo, ci sono alti e bassi, ma credo che stasera sia stata la sua migliore gara dal punto di vista di cercare i compagni. Quanto più riuscirà a combinare il playmaking con la capacità di segnare, tanto meglio sarà per noi.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo – 17:00 italiane – Domenica 17 Marzo per affrontare al New York Knicks.

LA Lakers, tutto in un’estate, LeBron James a Kawhi Leonard: “Restiamo in contatto”

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena

La disgraziata stagione dei Los Angeles Lakers ha evidenziato quello che si definirebbe un “problema di fascino” per la franchigia giallo-viola, la cui supremazia cittadina è insidiata dagli ambiziosi piani dei cugini Los Angeles Clippers.

Al netto dei tanti infortuni (Lonzo Ball, LeBron James, Brandon Ingram, Rajon Rondo, Javale McGee), il punto di svolta – in negativo – per le fortune dei Lakers vanno ricercate nella gestione delle due settimane che portarono alla trattativa tra front office losangelino e New Orleans Pelicans per la superstar Anthony Davis.

Una trattativa iniziata male (l’annuncio urbi et orbi di Davis e del neo agente Rich Paul di voler lasciare la Louisiana al più presto, nel tentativo di forzare la mano ai Pelicans e far preparare la pista d’atterraggio a Los Angeles), e finita peggio, con la proprietà dei Pels – nelle figure di Miss Gayle Benson, dell’executive dei New Orleans Saints Mickey Loomis e dell’allora GM Dell Dempsdecisa a non cedere Davis ai Lakers nemmeno per tutto il proverbiale oro del mondo.

La gestione pubblica della trattativa ha provocato ai piani alti del centro di El Segundo, Los Angeles, una certa dose di irritazione, come emerso nelle ultime ore.

La politica aggressiva ed intempestiva di Rich Paul, agente di Davis ma soprattutto storico agente ed amico personale di LeBron James, avrebbe sostanzialmente mandato a monte ogni piano di trattativa sotto traccia da parte dei Lakers.

Un piano costellato di difficoltà sin dall’inizio. Le accuse – eccessive – di “tampering” rivolte a James dopo alcune, banali parole di apprezzamento di LeBron a Davis avevano provocato la reazione furiosa dei New Orleans Pelicans, e minato ogni tipo di rapporto diplomatico tra le due squadre.

A partire dalla prossima off-season, che per entrambe le squadre inizierà alla mezzanotte del prossimo 11 aprile, il front office dei Pelicans che sarà chiamato a risolvere la grana Anthony Davis sarà molto diverso dall’attuale. Nelle prossime settimane i Pels inizieranno i colloqui per la selezione del nuovo General Manager, una figura autorevole ed in grado di agire da interfaccia con la proprietà e permettere a Loomis di tornare ad occuparsi a tempo pieno di football e dei Saints (di proprietà della famiglia Benson).

La direzione da tenere verrà comunque indicata dalla famiglia Benson e dai suoi fidati consiglieri. E l’intenzione attuale dei New Orleans Pelicans, come riportato da Marc J. Spears di ESPN, rimane quella di non cedere Davis ai Los Angeles Lakers, squadra in cui l’assistito di Rich Paul potrà comunque approdare nell’estate 2020, da free agent (e quando LeBron James avrà 35 anni).

Lakers, LeBron James a Kawhi Leonard: “Rimaniamo in contatto”

Il sopracitato “problema di fascino” dei Los Angeles Lakers potrebbe risultare un ostacolo notevole per una squadra con ampissima disponibilità salariale, ed alla ricerca di rinforzi immediati e corposi per la superstar James, il cui infortunio di dicembre ha dimostrato la vulnerabilità del roster attuale.

Ad un anno di distanza dal “gran rifiuto” di Paul George, e dall’impossibilità di attrarre a Los Angeles Kawhi Leonard (il niet dei San Antonio Spurs che ha ispirato la politica dei Pelicans a febbraio), i Lakers sono ancora in ballo. Il posto di lavoro di Magic Johnson (come da lui stesso garantito) e la competitività della squadra sono legate a quanto avverrà in estate.

La caccia a Kawhi vedrà la concorrenza diretta dei Los Angeles Clippers. Quella – difficile ma non impossibile –  a Kevin Durant anche (per non citare i New York Knicks). Klay Thompson potrebbe diventare disponibile sei gli Warriors tentennassero nell’elargire al prodotto di Washington State l’agognato e meritato massimo salariale (cosa che non avverrà prima di aver preso atto della volontà di Durant, noblesse oblige).

La pista Anthony Davis rimarrà percorribile, nonostante l’astio tra le due squadre (gli affari sono affari), i Boston Celtics dovranno decidere se sacrificare Jayson Tatum, il cui solo nome è in grado di far pendere la bilancia verso il Massachusets. Kemba Walker, Khris Middleton, DeMarcus Cousins, persino l’impensabile cavallo di ritorno D’Angelo Russell sono dei piani B, per quanto di lusso.

Los Angeles Lakers e Toronto Raptors si sono affrontate nella nottata di giovedì, in una partita con poco significato “ai fini della classifica” come si diceva a Novantesimo Minuto. Dopo la sirena finale, LeBron James ha avvicinato lo stimato collega Kawhi Leonard e lo ha salutato: “Rimaniamo in contatto“, le parole del Re.

La off-season dei Lakers è appena iniziata.

Raptors-Lakers: LeBron è troppo solo, gialloviola sconfitti

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena

Game 68 Recap: Raptors-Lakers

Dopo la disastrosa prestazione di Novembre allo Staples Center, seconda ed ultima sfida stagionale tra Los Angeles Lakers (31-36) e Toronto Raptors (48-20).

Seconda tappa del road trip sulla East Coast per i lacustri, intenzionati – dopo il successo in casa dei Bulls – a chiudere nel migliore dei modi la stagione. I canadesi proseguono la rincorsa al primo seed dei Bucks, al momento distante 2.5 partite.

I decimati gialloviola – out Lonzo Ball, Stephenson, Chandler e Brandon Ingram – partono con Rondo, Bullock, LBJ, Kuz e McGee. Toronto è priva dello squalificato Serge Ibaka oltre che degli infortunati Kyle Lowry e Fred VanVleet e risponde con Lin, Green, Leonard, Siakam e Gasol.

Raptors-Lakers, brutto avvio per Rondo e compagni

Nei primi minuti di gioco il ritmo è compassato ed entrambe le squadre commettono diversi errori. Dopo che Rondo regala due possessi agli avversari, LeBron prende il comando delle operazioni segnando il primo canestro della gara.

Siakam sfrutta il mismatch con Kuzma, attaccandolo e costringendolo subito a due falli ed al precoce rientro in panchina. A scuotere Toronto ci pensa Leonard, a segno due volte in venti secondi da oltre i 7.25. 6-11 dopo quattro minuti, primo timeout per coach Luke Walton.

I lacustri continuano a faticare in attacco ed i canadesi allungano con Gasol, a segno col jumper dalla media e dall’arco. Non riuscendo a scardinare la difesa schierata dei Raptors, Rondo prova a spingere la transizione ed assiste…

…i canestri di JaVale McGee ed Hart.

Nella propria metà campo i californiani faticano a contenere gli avversari, Powell prima dall’arco poi in transizione costringe il lungo ex Warriors al terzo fallo. 13-22 a 4’09” dalla fine del quarto.

I gialloviola tornano sotto grazie alle triple di Bullock e Josh Hart. Toronto risponde con Norman Powell che segna due volte dall’arco, 25-33 il parziale della prima frazione.

Raptors-Lakers, LeBron crea ma Rajon distrugge

I lacustri ripartono small con James e Kuzma insieme agli esterni della second unit. Siakam continua ad attaccare il ferro ed a procurarsi liberi (5/6 al momento) mentre gli angeleni riescono ad essere efficaci solo in transizione.

Dopo una schiacciata…

…delle sue, LeBron James continua a spingere, segnando ed assistendo Kuzma. 35-37 e timeout per coach Nick Nurse.

Il quattro volte MVP poi premia due volte i tagli di Caruso, che pareggia a quota 39. I Raptors ripartono con la tripla di McCaw ed i canestri di Lin e The Claw, rispondono ancora LeBron – dall’arco – ed Alex Caruso, che completa il gioco da tre punti.

LBJ lascia il campo per Rondo, che assiste lo scatenato two-way player gialloviola a segno anche da oltre i 7.25, 48-46 a 4’34” dall’intervallo lungo.

Rajon monopolizza l’attacco lacustre con risultati disastrosi: due layup sbagliati intervallati da una persa consentono ai Raptors di allungare, grazie alle triple di Leonard e Green, 52-59 a poco più di due minuti dalla fine del tempo.

L.A. non segna più, ad eccezione di un canestro proprio di Rondo, e sotto le plance concede troppe (7) seconde chance agli avversari. Dopo i liberi di Gasol e l’ennesima persa dell’ex Celtics e Pelicans, Kawhi Leonard segna la tripla sulla sirena, 54-65.

Una raw stat sintetizza egregiamente il tema della gara: nel secondo quarto +7 il +/- dei Lakers con LeBron, -10 nei quasi cinque minuti di gestione Rondo 🤦🏾‍♂️.

Raptors-Lakers, i californiani provano a restare in partita

LeBron prova a riportare sotto i lacustri, assistendo Reggie Bullock – che subisce fallo sulla tripla e converte il gioco da tre punti – e McGee, oltre a segnare col jumper ed in transizione.

Toronto produce con Leonard, Siakam e Marc Gasol. Lo spagnolo punisce la mancata chiusura di McGee segnando l’undicesima tripla della gara dei canadesi, 67-74 con 7’41” da giocare nel quarto.

La premiata ditta Rajon & JaVale produce qualcosa in attacco, ma continua ad essere disastrosa in difesa: emblematico il possesso in cui Gasol e Jeremy Lin si passano il pallone senza problemi sull’arco, sfruttando la pigrizia del duo lacustre rimasto a piantonare il proprio pitturato. Inevitabile la tripla di Linsanity.

Il perimetro continua ad essere sguarnito e Leonard può segnare in assoluta libertà la quinta tripla della sua gara.

Kyle Kuzma and Jeremy Lin, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena
Kyle Kuzma and Jeremy Lin, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena (Frank Gunn, The Canadian Press via AP)

James prova a scuotere i suoi schiacciando in transizione, prima di lasciare il campo – ancora – per Rondo. Mentre Kyle Kuzma, dopo aver finalmente trovato la via del canestro, commette il quarto fallo costringendo Walton al cambio.

Toronto attacca incontestata il pitturato lacustre e riporta il vantaggio in doppia cifra, 77-88 con 2’42” da giocare.

Nei minuti finali Siakam e Powell non trovano la via del canestro ed i gialloviola, dopo il liberi di Caruso e Rondo, chiudono la frazione con la tripla di KCP, a segno dopo cinque errori. 84-90 alla fine del terzo periodo.

Raptors-Lakers, Toronto in controllo

Nei primi minuti dell’ultimo quarto i lacustri faticano a costruire buoni tiri contro la difesa schierata e trovano il canestro solo dopo tre minuti di gioco con le transizioni di LBJ e KCP.

I canadesi creano seconde chance, oltre a continuare con Anunoby e Malcom Miller – due volte – a segnare da oltre i 7.25. 88-101 a 7’35” dal termine.

James serve Kuzma e dopo aver schiacciato in solitaria…

…realizza un libero, che con la tripla di Hart tiene vive le flebili speranze lacustri, 93-105.

Speranze vanificate dalle perse e dai tanti errori al tiro. James segna l’ultimo canestro dei suoi a quasi tre minuti dalla fine, i liberi di Leonard e Pascal Siakam fissano il punteggio finale, 98-111.

Raptors-Lakers, LeBron e Kawhi i top scorer

James chiude con 29 punti (12/23 al tiro, 1/5 da tre e 4/7 dalla lunetta), 4 rimbalzi, 6 assist e 4 perse in poco meno di 32 minuti di gioco. Con LBJ in campo, i Lakers hanno retto l’urto. Quando l’ex Cavs ed Heat si è seduto in panchina, sono calate le tenebre.

Con LBJ, l’unico lacustre a strappare la sufficienza è Caruso (16+5+5, 5/7 dal campo) che ritocca il suo career high per punti segnati oltre a non lesinare sull’impegno profuso.

Falloso ed impreciso (3/11 dal campo, 1/4 ai liberi) Kuzma (7+8+3) mai in partita e sempre in sofferenza contro Siakam. Passo indietro per KCP (9+5, 1/8 dall’arco) che come Bullock (2, 2/7 da tre) non regge il confronto con i tiratori avversari. Poco meglio Hart (8, 2/4 da oltre i 7.25) anche se non è riuscito ad apportare l’energia che spesso lo contraddistingue.

Disastrosi in difesa Rondo (13+5+8, 5 perse e -15 di +/-) e McGee (9+9), incapaci di tenere un pick-and-roll che sia uno. Non ingannino le cifre di Rajon, la gestione dell’attacco è stata pari se non peggiore della (non) difesa.

Pochi minuti per Wagner (davvero inspiegabile lo scarso utilizzo di Moe), Williams, Ingram (0/3 da tre) e Bonga.

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena
LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena (Frank Gunn, The Canadian Press via AP)

Nei Raptors, Leonard è il top scorer (25+8+4 con cinque triple) seguito da Powell (20+8). Bene Gasol (15+7+4) mentre Siakam è impreciso (16+5+6, 3/16 dal campo, 10/12 ai liberi). Si vedono poco Lin e Green.

Box Score su NBA.com

Raptors-Lakers, Walton elogia Caruso

Nulli gli spunti offerti dalla gara, troppo il divario – nonostante le assenze – tra questa versione dei lacustri e Toronto.

Con la necessità di tenere sotto controllo il minutaggio di James, la gestione delle rotazioni è ancora più complessa.

<Con le assenze che abbiamo e la necessità di ridurre il minutaggio di LeBron, a volte dobbiamo avere creatività con i quintetti. L’obiettivo però è sempre quello di schierare quintetti che ci diano le maggiori possibilità di vincere.>

Le parole di Walton al termine della gara.

Tuttavia desta perplessità lo scarso minutaggio concesso a Moe Wagner nelle ultime due uscite, soprattutto in virtù della bella prova offerta contro i Celtics. Spazio, invece, concesso a Caruso. Ancora il figlio di Bill:

<Ha una buona stazza e può attaccare il pitturato. Credo che giocare con LeBron e Rondo, che riescono a servirlo nella maniera giusta, lo aiuti. In difesa poi non molla mai.>

Back-to-back per i Los Angeles Lakers, che tornano in campo domani notte – 00:00 italiane – per affrontare alla Little Caesars Arena i Detroit Pistons.

Lakers-LeBron: Jeanie Buss ha pensato ad un potenziale scambio

Lakers-LeBron: Jeanie Buss ha pensato ad un potenziale scambio

Lakers-LeBron: progetto iniziato male nel corso di questa stagione. Eppure le parti erano in rottura secondo una storia molto particolare riportata in queste ultime ore da Bleacher Report.

Lakers-LeBron: uno dei motivi del possibile scambio è Rich Paul

La stagione dei Los Angeles Lakers in questo momento è un vero e proprio fallimento viste le forti aspettative avute in estate su un loro papabile ritorno tra le prime otto forze della Western Conference.

Oltre agli infortuni e le crisi tecniche e di spogliatoio avvenute nel corso della seconda parte di stagione, uno dei principali imputati del progetto Lakers creato da Pelinka e Magic è senza dubbio LeBron James.

Il Prescelto‘, reduce in questa stagione alla sua più lunga assenza sul parquet a causa di un infortunio dopo 15 stagioni di attività, sembrava essere pronto a riportare i Lakers con qualsiasi mezzo nelle posizioni nobili della classifica.

Tutto ciò, invece, non si è avverato per tanti motivi tecnici ma sopratutto mediatici; tra cui la famosa settimana della trade deadline che avrebbe avvicinato sempre più Anthony Davis al progetto giallo-viola.

In queste ultime settimane, movimentate anche dalla provocazione di un possibile scambio di James mossa da Jeff Van Gundy, arriva proprio una storia molto particolare riguardo un possibile scambio provato proprio da Jeanie Buss per LBJ.

Ecco le parole rilasciate da Ric Bucher di ‘Bleacher Report‘:

La provocazione delle scorse ore riguardo un possibile scambio di James dai Lakers, non è così remota. Una fonte vicina all’organizzazione giallo-viola mi ha parlato di un possibile scambio causato proprio dall’atteggiamento sbagliato di Rich Paul nei confronti dell’organizzazione Lakers. La proprietaria Jeanie Buss, infastidita dall’atteggiamento assunto dall’agente di Davis e LeBron, ha pensato seriamente di cedere quest’ultimo. Lo stesso Paul era consapevole delle azioni della Buss e alla fine in un modo o nell’altro non si è riusciti più a far evolvere la situazione”.

Bulls-Lakers: i gialloviola tornano al successo

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center

Game 67 Recap: Bulls-Lakers

I Los Angeles Lakers (30-36) giungono in Illinois per affrontare allo United Center i Chicago Bulls (19-49), prima delle cinque trasferte sulla East Coast.

I lacustri, reduci dalla sconfitta interna con i Celtics, hanno come solo obiettivo quello di chiudere dignitosamente una stagione terminata anzitempo e nel peggiore dei modi. I padroni di casa, nonostante la doppia sconfitta patita con i Pistons, stanno vivendo un buon momento di forma – sei vinte nelle ultime undici – grazie alla, apparentemente, ritrovata armonia del gruppo.

Per far fronte all’emergenza infortuni – out Ball, Ingram, Lance e Chandler – i gialloviola ha richiamato dai South Bay Andre Ingram, firmato con un contratto decadale. Walton quantomeno recupera Kuzma, schierato subito in quintetto con Rondo, Bullock, LBJ e McGee.

Chicago, priva di Zach LaVine – 29 di media nelle ultime otto gare disputate – e del rookie Wendell Carter Jr., risponde con Dunn, Arcidiacono, Porter Jr., Markkanen e Lopez.

Bulls-Lakers, pessimo avvio di Rondo e compagni

L’avvio di gara dei lacustri non è dei migliori: dopo l’alley-oop…

…schiacciato da McGee, i californiani si accontentano di sparacchiare dall’arco, fallendo tre conclusioni. Chicago attacca con ordine e punisce la pigra difesa degli ospiti segnando da tre e nel pitturato. 2-7 dopo neppure tre minuti di gioco, timeout immediato per coach Luke Walton.

I gialloviola smuovono il punteggio grazie alle penetrazioni di James e Rajon Rondo, tuttavia l’attenzione difensiva continua ad essere non all’altezza. I Bulls correggono un paio di loro errori e segnano ancora dall’arco con Porter Jr. e Dunn. 14-23 a poco più di quattro minuti dalla fine del quarto.

Walton sostituisce la frontline in toto inserendo Hart, Wagner e Williams, prima di schierare qualche possesso dopo KCP per Bullock.

I Lakers continuano a sparare a salve consentendo ai Tori di allungare. Rondo, dopo aver perso un paio di possessi, sbaglia dall’arco ed in penetrazione oltre a concedere troppo spazio a Kris Dunn prima ed Arcidiacono poi. Con la tripla di Arch, i Bulls doppiano gli avversari (+16).

Per L.A. non va meglio nel pitturato, dove lo scatenato Robin Lopez schiaccia il canestro che chiude la frazione, 16-34.

38% dal campo, cinque perse e venti point in the paint concessi. Obbligatorio cambiare approccio per scongiurare che la partita si tramuti in un facile blowout.

Bulls-Lakers, James scuote L.A.

I lacustri ripartono con LeBron a guidare la second unit e, finalmente, Alex Caruso per RR. Il two-way player ha subito un buon impatto segnando la prima tripla dei californiani oltre a recuperare un possesso e lanciare Moe in transizione.

Dopo lo 0/7 dall’arco dei primi dodici minuti di gioco, i gialloviola trovano ancora il canestro dall’arco con Moe Wagner e KCP, riducendo lo svantaggio a sole sette lunghezze, 31-38 ad 8’26” dall’intervallo lungo. Timeout per l’infuriato coach Jim Boylen.

Il rientro dei Lakers (18-4 il parziale) viene stoppato da Ryan Arcidiacono, abile a punire ancora dall’arco le lente rotazioni di James e compagni. Il quattro volte MVP inizia a produrre in attacco tagliando dopo il pick-and-roll ed…

…attaccando dal post. Dieci punti nella frazione per l’ex Cavs ed Heat, 40-48 a 5’27” dalla fine del tempo.

Dopo le triple di Pope e Selden si sblocca il rientrante Kuzma, che a bersaglio con il suo gancio in penetrazione. LeBron risponde due volte ai canestri di RoLo, prima di lasciare il campo a Rondo – dopo la terza tripla di Wayne Selden Jr. – sul 51-58 con 1’53” da giocare.

I canestri del discreto – nonostante qualche rivedibile scelta – KCP e Kuzma chiudono il tempo, 55-60.

Bulls-Lakers, bene Kuzma e KCP

I lacustri tornano in campo con la stessa intensità del quarto precedente. LeBron James segna in penetrazione e col jumper prima di…

…di esibirsi in una reverse dunk in transizione.

I gialloviola riescono finalmente a correre e pareggiano prima con il gioco da tre punti di Reggie Bullock e trovano il primo vantaggio della gara poi con Kuz, 66-64 dopo poco più di tre minuti di gioco.

Chicago non si scompone e segna ancora dall’arco con Dunn e Otto Porter Jr., preludio all’allungo alimentato dai canestri di Markkanen e Lopez, 71-79.

I Lakers rispondono subito al parziale dei Bulls con le triple di LBJ e Bullock e tornano in vantaggio grazie a Kyle Kuzma, che in transizione completa il gioco da tre punti. Rondo riesce a spingere ed assiste le triple dello stesso Kuz e KCP, 88-84 con 2’19” da giocare.

Il comando delle operazioni è nelle mani degli angeleni che allungano con Kentavious Caldwell-Pope a segno da oltre i 7.25 e due volte dalla lunetta – doppio tecnico per proteste e conseguente espulsione per Selden Jr. – prima della tripla del play ex Celtics e Pelicans che chiude la frazione, 98-84.

Sette triple 🏀🏀🏀 a bersaglio e nuovo season-high per punti segnati nel 3Q (43) per L.A. che in poco più di tre minuti (24-3) costruisce il parziale che ribalta la gara.

Bulls-Lakers, LeBron chiude la gara

Walton schiera Caruso, KCP, Hart, LBJ e Moe. Nei primi possessi la scelta small non paga: Cristiano Felicio trova due putback ed i Bulls in meno di 120 secondi dimezzano lo svantaggio, 98-92 ed inevitabile timeout per Walton.

Il figlio di Bill aggiunge kg al quintetto inserendo Muscala per Wagner ed affida l’attacco nelle mani di LeBron, che dopo aver segnato due jumper sfrutta il mismatch con Lopez segnando da tre e con…

…una schiacciata delle sue. James poi pesca sul perimetro KCP – che subisce fallo e non sbaglia dalla lunetta – e, dopo il canestro di Lopez, assiste anche la tripla di Kuzma prima di recuperare un possesso che conclude…

…ancora una volta con una reverse dunk dopo l’alley-oop alzatogli con l’aiuto del tabellone da Josh Hart. 115-101 a cinque minuti dal termine, timeout Bulls.

Arcidiacono prova a far rientrare Chicago segnando ed assistendo Dunn, ma la franchigia dell’Illinois paga la pessima serata al tiro di Lauri Markkaen. Il finlandese sbaglia sia dall’arco che nel pitturato, non riuscendo a chiudere neppure un alley-oop.

Dopo il canestro di Kuzma, Rondo serve prima JaVale McGee e segna poi il layup che chiude di fatto la gara, 121-105 a 2’05” dal termine. Negli ultimi possessi i Lakers cercano Andre Ingram, ma è KCP a segnare il canestro che chiude la gara.

Bulls-Lakers, trentasei per LeBron

James chiude con 36 punti (15/23 dal campo con due triple), 10 rimbalzi, 4 assist e 5 perse in poco più di trentatré minuti di giochi. LBJ, come nella gara contro i Celtics, è apparso in uno stato di forma quasi ai livelli pre-infortunio.

Bene il rientrante Kuzma (21+5+4, 9/17 al tiro), accesosi col trascorrere dei minuti ed anch’egli in buona condizione fisica. Finalmente di buon livello la prestazione di KCP (24+6 con quattro triple), che mette più punti a referto di quanti ne aveva realizzato complessivamente nelle sei uscite precedenti.

Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center
Kentavious Caldwell-Pope, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center (Nuccio DiNuzzo, AP Photo)

Solita prestazione in chiaroscuro per Rondo (14+4+10) che dopo un disastroso avvio, quantomeno riesce a salire di livello in attacco, pur concedendo troppo a chiunque nella propria metà campo. Doppia doppia (10+11 con tre stoppate) per McGee, autore del miglior +/- della gara, +26.

Continua lo slump al tiro di Bullock (1/6 dall’arco), mentre si vede poco negli oltre 24 minuti d’impiego Hart. Meno minuti e gloria rispetto alla gara contro Boston per Caruso, Wagner e Williams. Ancora meno i minuti concessi a Muscala e Ingram.

Top scorer dei Bulls è Robin Lopez (20+7), buone le prove di Dunn (18+7+9) ed Arcidiacono (14+4+6). Male al tiro Porter Jr. (19+9 con 5/14) e soprattutto Markkanen (11 con 4/17 dal campo e 0/8 dall’arco).

Box Score su NBA.com

Bulls-Lakers, vittoria utile solo per il morale

Sotto di venti nel primo quarto, i Lakers rientrano ed allungano grazie agli 82 punti a referto nei quarti centrali contro i soli 50 concessi agli avversari.

Vittoria che non aggiunge niente alla stagione, salvo alzare il morale di un gruppo distrutto da sconfitte, rumor, infortuni e pessima gestione di proprietà e front office.

<Era da un po’ che non vincevamo, sono felice per i ragazzi. So che si sentono bene, mi piace come hanno reagito e lottato. Il modo migliore per iniziare un lungo road trip.>

Le parole di Walton al termine della gara.

Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center
Kyle Kuzma and Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Chicago Bulls at United Center (Nuccio DiNuzzo, AP Photo)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Giovedì 13 e Venerdì 14 Marzo per affrontare all’Air Canada Centre i Toronto Raptors.

Andre Ingram-Lakers, la storia si ripete: firmato contratto da 10 giorni

Andre Ingram all'esordio con la maglia dei Los Angeles Lakers

Andre Ingram-Lakers: ufficiale il ritorno del giocatore dei South Bay Lakers. Dopo l’esordio dello scorso anno, Ingram torna nel roster di coach Walton in vista del finale di stagione.

Andre Ingram-Lakers: le ultime da Shams Charania

La stagione perdente dei Los Angeles Lakers di coach Walton resta l’argomento più discusso in queste ultime settimane di regular season.

La compagine losangelina, dopo essere stata ufficialmente tagliata fuori dalla post-season della Western Conference a dispetto della squadra costruita in estate; ha subito anche numerose defezioni per questo rush finale della stagione.

Gli infortuni di Lonzo Ball e Brandon Ingram fino allfine della stagione e la decisione del minutaggio limitato nei confronti di LeBron James, i Lakers sono accorsi al mercato della G-League per rimpolpare il proprio roster.

Stando a quanto riportato da Shams Charania in queste ultime ore, il front-office dei Los Angeles Lakers hanno ufficializzato il ritorno con un 10-day contract di Andre Ingram.

Il famossissimo veterano in forza ai South Bay Lakers in G-League, dopo l’esordio dello scorso anno tra le fila proprio del team purple and gold avrà la possibilità di poter mettere in mostra nel migliore dei modi il suo talento molto probabilmente fino al termine della stagione.

LeBron James: “Sapevo a cosa sarei andato incontro venendo a Los Angeles”

LeBron James-Lakers-Brandon Ingram and LeBron Jams, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

In una stagione da dimenticare, il problema di salute che ha colpito Brandon Ingram nei giorni scorsi ha rappresentato per i Los Angeles Lakers il punto più basso e difficile.

Con 16 partite ancora di disputare e la zona playoffs ormai lontanissima, LeBron James si trova ora nell’inconsueta posizione di dover trovare un senso a questo finale di stagione, tra infortuni, sconfitte e dubbi sul futuro della squadra.

Un’annata a due facce per i Lakers, in crescita e fiduciosi, e scesi in campo con un record di 19-14 alla Oracle Arena di Oakland per la classica partita di Natale, e poi travolti dagli infortuni in serie di James, Rajon Rondo (mano) e Lonzo Ball (caviglia).

Lo sbandamento di squadra e dirigenza durante i caldissimi giorni della trade deadline di febbraio e della caccia ad Anthony Davis hanno fatto il resto, minando le fragili fondamenta costruite da coach Luke Walton in oltre due mesi di regular season.

LeBron James riflette sull’ultimo periodo della sua squadra, masticando amaro sui tanti problemi ma guardando in ogni caso avanti:

E’ dura, lo ammetto. Sapevo cosa mi avrebbe aspettato venendo qui, ciò che non potevo prevedere era di dover rimanere fuori per infortunio per oltre cinque settimane, e proprio in una fase cruciale per la nostra stagione. Non ci aspettavamo certo che le nostre due point-guard (Rajon Rondo e Lonzo Ball, ndr) si infortunassero contemporaneamente, questo è stato un duro colpo per noi. I nostri giovani sono però dei giocatori puri, amano questo gioco. Continueranno a migliorare ed imparare, noi veterani dobbiamo solo aiutarli ed essere pazienti con loro

LeBron spende poi alcune parole sulla situazione di Brandon Ingram. Il giocatore dei Los Angeles Lakers è stato fermato dalla squadra dopo la scoperta di un coagulo di sangue all’altezza del braccio destro, problema di salute che richiederà tempo ed adeguata terapia farmacologica per Ingram, in attesa di conoscere i tempi di recupero esatti.

Un problema come quello di Brandon (Ingram, ndr) rimette le cose in prospettiva. Siamo professionisti, le nostre vittorie e le nostre sconfitte fanno la differenza, ma davanti ad un problema serio ci si rende conto che non possiamo dare per scontato il fatto che il giorno dopo saremo sempre in campo. Guardiamo a cosa è successo a Ingram o a Lonzo (Ball, ndr), spero davvero possano riprendersi presto

Al pari di Ingram, Lonzo Ball salterà il resto della stagione a causa di un infortunio alla caviglia destra. L’obiettivo per i Los Angeles Lakers in questo finale di stagione sarà quello di preservare la salute fisica di LeBron James (minutaggio controllato per l’ex Cleveland Cavs), e di concedere minuti a giocatori come Moe Wagner, Jonathan Williams e Reggie Bullock (che sarà free agent ed in cerca di rinnovo in estate).

15-8 il record stagionale dei Los Angeles Lakers nelle sole 23 partite disputate assieme dal terzetto James-Ingram-Ball.

Rondo-Celtics amore non dimenticato: “Esperienza indimenticabile”

Rajon Rondo, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Rondo-Celtics esperienza che per il giocatore non sarà dimenticata. Nonostante sia avvenuto il suo passaggio ai Lakers in estate, lo stesso playmaker ex Boston ha voluto rispondere alle critiche mosse dai tifosi dei Celtics.

Rajon Rondo sui Celtics: “Era arrivato il momento di cambiare strada”

L’ennesimo incrocio pericoloso in casa Los Angeles Lakers contro Kyrie Irving e i suoi Celtics si è concluso con un’altra pesante sconfitta casalinga per il team purple and gold guidato da coach Luke Walton.

Dopo le pessime notizie riguardo gli infortuni fino al termine della stagione per Brandon Ingram e Lonzo Ball, i Lakers purtroppo non sono riusciti ad alzare la testa contro una delle squadre che si sta attrezzando per vincere i Playoff dell’Eastern Conference.

Uno dei protagonisti più attesi dell’incrocio oltre all’incontro tra Uncle Drew e The Chosen One è stato sicuramente il grande ex dell’incontro Rajon Rondo.

L’ex campione Nba con i Celtics, con un passato anche a Dallas, Sacramento e New Orleans al termine dell’ennesima sconfitta stagionale con i suoi Lakers, ha voluto spiegare il suo rapporto e la sua esperienza con l’organizzazione Celtics.

Ecco le parole rilasciate da Rajon Rondo ai microfoni del ‘The Boston Herald‘:

Non molti giocatori sono rimasti in una stessa franchigia per l’intera carriera. La mia esperienza a Boston è qualcosa di indimenticabile e meraviglioso ma siccome so che molto spesso tutto avviene per business, purtroppo devi fare delle scelte che siano il meglio per la tua carriera. Non sono più stato contattato dal front office dei Celtics dal momento in cui sono stato scambiato a Dallas e purtroppo il progetto doveva andare così dopo l’infortunio al ginocchio di Paul Pierce. Era arrivato il momento di cambiare strada e come ogni finale di stagione ancora non so la mia futura destinazione, ma so per certo che darò il massimo per il roster in cui militerò”.

 

Lakers-Celtics: Irving batte LeBron ed i resti dei gialloviola

Kyrie Irving and LeBron James, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center

Game 66 Recap: Lakers-Celtics

A poco più di un mese di distanza dall’incredibile gara del TD Garden, Los Angeles Lakers 💜🧡 (30-35) e Boston Celtics ☘️ (40-26) si affrontano per la seconda ed ultima volta nella stagione.

Tante cose sono cambiate da Febbraio. I lacustri hanno vinto solo due delle successive dieci partite disputate, compromettendo con oltre un mese di anticipo le possibilità di accedere ai play-off. Record simile per i verdi (3-7), solo recentemente tornati ai livelli che gli competono grazie alle vittorie in casa dei Campioni NBA e dei Kings.

Oltre che con i pessimi risultati sul campo, i gialloviola hanno dovuto fare i conti con gli infortuni che li hanno martoriati: Lonzo Ball verosimilmente salterà il finale di stagione, Kyle Kuzma è alle prese con una distorsione alla caviglia.

Inoltre, nelle ore precedenti la gara dello Staples Center, i Lakers hanno comunicato che i problemi alla spalla di Brandon Ingram sono causati da un trombosi al braccio destro. Anche per Tiny Dog stagione finita oltre alla preoccupazione per un problema che potrebbe metterne a rischio la carriera.

Scelte obbligate dunque per Walton – privo anche di Tyson Chandler e Lance Stephenson – che schiera Rondo, KCP, LBJ, Wagner e McGee. Nessun problema per Stevens, che risponde con Irving, Smart, Tatum, Morris ed Horford.

Lakers-Celtics, avvio di gara equilibrato

Boston parte forte, cercando Al Horford e Morris che realizzano i primi cinque canestri della gara. L.A. muove il punteggio dopo una serie di errori di KCP trovando la via del canestro con LeBron…

…che schiaccia due volte. 10-14 a metà quarto, primo timeout della gara chiesto da Walton.

Al rientro in campo, dopo i liberi di McGee, i gialloviola – sfruttando due errori dall’arco dei Celtics – trovano prima il pareggio con James, poi il sorpasso con la transizione chiusa da Wagner. 6-0 di parziale ed immediato timeout chiesto da coach Brad Stevens.

LBJ viene sostituito da Hart, lasciando a Rondo il compito di guidare le seconde linee. Subito ripartono i verdi, grazie alla tripla di Irving, che precede i canestri di Brown ed Hayward.

Con il roster decimato dalle assenze, Lakers costretti a schierare la versione Southbay. I due two-way player, come contro Denver, hanno subito un buon impatto. Williams va a bersaglio due volte, Caruso – dopo aver segnato in penetrazione – costringe Horford a perdere l’ultimo possesso della frazione, 24-25.

Lakers-Celtics, Boston allunga sul finire del tempo

Nei primi possessi del secondo quarto, Jayson Tatum e la second unit della franchigia del Massachusetts segnano una volta a testa, trovando buone soluzioni sia dalla media che nel pitturato.

Rientrato in campo per Bonga, LeBron – pur non producendo in prima persona – riesce a mettere in ritmo i compagni servendo Josh Hart, due volte, e Bullock che realizzano le prime due triple lacustri della gara, 35-36 dopo quattro minuti di gioco.

I californiani restano in scia grazie al buon effort di Caruso – presente in difesa – e Johnathan Williams, che prima chiude il pick-and-roll…

…poi schiaccia il +1 a 6’55 dal termine.

The City on a Hill torna in vantaggio grazie a Smart e Baynes, costringendo Walton alla sospensione immediata. Il figlio di Bill rimette gli starter, anche se qualche possesso dopo James (4/11 dal campo, 1/4 dalla lunetta) torna a sedersi.

Boston compensa la brutta serata dall’arco (3/15) muovendo bene la palla e genera un parziale di 7-0. Rajon Rondo conduce l’attacco gialloviola con alterne fortune, avvicendando scelte quanto meno rivedibili – e le conseguenti perse – a qualche buon servizio per i compagni.

Kyrie segna ancora da oltre i 7.25, rispondono Bullock e Wagner 🏀🏀🏀. 47-50 a meno di due minuti dall’intervallo lungo.

Negli ultimi cento secondi del tempo i Lakers non riescono a segnare, complici le nefandezze di KCP, ed i Celtics allungano con la tripla di Smart e due canestri di Marcus Morris, 47-57 il parziale alla fine del primo tempo.

Lacustri produttivi nel pitturato (+8) ed in transizione (+9) ma incapaci di opporre una resistenza seria in difesa, in particolare sui pick-and-roll ed ai tagli dai lati deboli.

Lakers-Celtics, Kyrie risponde a LeBron

Dopo un primo tempo sotto media dell’arco (5/19) i verdi realizzano tre triple con il caldissimo Marcus Smart, che punisce le lente rotazioni di Rondo e KCP. 51-68 dopo poco più di due minuti di gioco, timeout per coach Luke Walton che – seppur lasciando Rajon in campo – rimette AC e JWIII per Pope e McGee.

LeBron James non ci sta a vedere la partita finire dopo appena 26 minuti di gioco e sale in cattedra, segnando tre volte in penetrazione prima di servire Wagner sul perimetro. La difesa lacustre è più attenta ed in transizione Moe conquista e converte i liberi del 63-68.

A rispondere alle giocate del quattro volte MVP è l’ex compagno Kyrie Irving che realizza tre volte alternando jumper a layup.

LA si affida alla combo LBJ & Moe Wagner che…

…si assistono a vicenda, 69-74 con cinque minuti da giocare.

Il #23 ed il rookie si accomodano in panca ed immediatamente Boston riallunga, grazie alla penetrazione ed alla tripla di Irving. Come a fine primo tempo, i Lakers non riescono a segnare nei minuti finali favorendo l’allungo dei Celtics.

Le triple di Brown, Hart e Rozier chiudono il quarto, 76-93.

Lakers-Celtics, verdi in controllo

LeBron prova a riportare sotto i suoi, alzando l’alley-oop per Alex Caruso prima di segnare in post e dall’arco. James lotta a rimbalzo, serve ancora Moe ed AC prima di realizzare il sottomano dell’89-101 a 7’27” dal termine.

In neppure venticinque minuti d’impiego, LBJ mette a referto l’ottava tripla doppia stagionale (25+10+11 al momento).

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center (Ty Nowell, Lakers.com)

Il rientro lacustre viene spento dalle giocate di Kyrie e Morris, autori di due canestri a testa. Il nativo dell’Ohio converte l’and-one con cui raggiunge scollina quota trenta prima di rientrare, definitivamente, in panca.

Marcus ed Uncle Drew segnano ancora, 96-113 a 3’52” dalla fine della gara. Nei minuti finali Stevens svuota la panca, non può fare altrettanto Walton dato che le teoriche terze linee hanno giocato oltre venticinque minuti a testa.

I minuti finali consentono a Williams di raggiungere la doppia doppia ed a Wagner di ritoccare il nuovo career high. Il canestro di Yabusele fissa il punteggio finale, 107-120.

Lakers-Celtics, trenta a testa per James ed Irving

Come preventivato, LeBron viene impiegato per meno di trenta minuti. James chiude con 30 punti, 10 rimbalzi, 12 assist e tre perse con 13/23 dal campo e 3/7 dalla lunetta. Eloquente il plus minus del quattro volte MVP: +11.

Prima partenza in quintetto per Wagner, autore di una prova gagliarda caratterizzata da impegno e voglia di lottare. Per Moe 22+6+3 con 7/13 al tiro e 7/7 ai liberi in oltre 34 minuti di gioco.

Ottima prova per il duo Caruso (8+2+2) e Williams (18+10, 9/16), capaci di fornire un apporto dalla panca quasi mai fornito dai veterani del roster durante la stagione.

Faticano dall’arco Hart (2/6) e Bullock (1/6), mentre oltre ad essere impresi sono dannosi in difesa Rondo (2/7, -16) e KCP (1/5, -17). Poco meglio McGee (8+5, -17).

Marcus Smart and Moritz Wagner, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center
Marcus Smart and Moritz Wagner, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at Staples Center (Jae C. Hong, AP Photo)

Nei Celtics il top scorer è Irving, autore di 30 punti con 12/18 dal campo e cinque triple. Per Kyrie anche sette rimbalzi e cinque assist. Morris (16+7+4) impreciso (7/16) ma a segno nei momenti chiave della gara.

Bene Smart (16 con quattro triple), Hayward (15) e Rozier (10) mentre Tatum e Brown faticano al tiro (5/19 per 14 punti complessivi). Ordinaria amministrazione per Horford (10+8+4).

Box Score su NBA.com

Lakers-Celtics, Walton elogia Moe, Caruso e Williams

Gara mai realmente in discussione: troppa la differenza di organizzazione, capacità di eseguire e soprattutto nel talento a disposizione gli effettivi a roster.

A fine gara Walton si è detto soddisfatto di come i suoi hanno mosso la palla in attacco e di come hanno provato a contestare ogni tiro in difesa. Il coach ha soprattutto gradito l’impegno, ai massimi livelli per tutta la gara tranne che ad inizio terzo quarto.

<Mi è piaciuta la gara di Moe, anche se era un po’ troppo eccitato. Caruso e Williams hanno fornito ancora un buon contributo.>

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 1:00 italiane – tra Martedì 12 e Mercoledì 13 Marzo per affrontare allo United Center i Chicago Bulls.

Kawhi Leonard il destino futuro? No ai Lakers, due destinazioni possibili

Il destino (ergo la prossima destinazione) dell’imperscrutabile Kawhi Leonard non sarebbe a Los Angeles, soprattutto se la sponda cui guardare è quella giallo-viola.

Michael C. Wright di ESPN riferisce da fonti vicine al giocatore come la stella dei Toronto Raptors – prossimo free agent in estate – non avrebbe mai preso in considerazione l’ipotesi Los Angeles Lakers, una volta presa la decisione di lasciare il Texas ed i San Antonio Spurs. Ed allora dove potrebbe essere diretto Kawhi?

#1 Kawhi Leonard verso i Los Angeles Clippers

La volontà del giocatore non sarebbe cambiata, negli ultimi tempi. La stagione malaugurata in cui sono incappati LeBron James e compagni (le insicurezze di coach Luke Walton e la malagestione dell’affare Anthony Davis da parte dei vertici dirigenziali) avrebbero contribuito a rendere la soluzione L.A. Lakers non particolarmente “seducente” per Leonard, così come per altri possibili obiettivi del front office guidato dalla coppa Magic Johnson-Rob Pelinka.

Così Wright, ospite della show radiofonico di Brian Windhorst “Brian Windhorst & The Hoop Collective Show”: “Riferisco quanto mi è stato detto, oggi come già la scorsa estate. Non penso che l’opzione Lakers sia un’eventualità da considerare. Kawhi sceglierà i Clippers, con ogni probabilità”.

Kawhi Leonard deciderà con ogni probabilità di non esercitare la player option da circa 21 milioni di dollari prevista sull’attuale contratto, e testare la free agency. I Toronto Raptors del Presidente Masai Ujiri faranno di tutto per trattenere l’ex Spurs in Canada.

L’arrivo di Marc Gasol e di veterani pronti alla battaglia (Jeremy Lin, Jodie Meeks), e la crescita di Pascal Siakam hanno reso i Raptors dei forti candidati a raggiungere la Finale NBA.

I Los Angeles Clippers (38-29), considerati la destinazione più gradita per il losangelino Leonard, sono destinati a ritornare ai playoffs dopo un anno di assenza, hanno in Doc Rivers uno dei capi-allenatori più rispettati e stimati della lega ed in Lawrence Frank un GM di assoluto valore.

Dopo aver rinunciato a Tobias Harris (volato a Philadelphia ed oggi rivale diretto di Leonard ai Sixers), anch’egli prossimo free agent, i Clippers tenteranno in estate di arrivare ad uno, forse due tra i migliori giocatori disponibili sul prossimo mercato estivo, mentre il proprietario Steve Ballmer prosegue nel progetto di trasferimento della squadra a Inglewood, in una nuova arena di proprietà esclusiva.

#2 Kawhi Leonard verso New York

Altra pista possibile per Kawhi? Si, New York. Strano da dirsi, ma la Grande Mela, nonostante una stagione disastrosa, attirerà molti free agent in estate. Il motivo? La città stessa, la vita di NY ed il fascino di un big market unico nel suo genere. Secondo diversi insiders NBA tra cui anche Chris Haynes in ultimo, Kawhi sarebbe l’obiettivo della franchigia di New York insieme a Kevin Durant e Kyrie Irving.

Tre obiettivi, di cui due saranno realizzabili, oltre ad una presa al draft di livello assoluto (lottery permettendo). I Knicks sono disposti ad offrire a Kawhi un maxi contratto per blindarlo nella Grande Mela, e per questo motivo avrebbero scambiato Porzingis, proprio per avere anche flessibilità salariale per due max contract come quello appunto di Kawhi e quello possibile di uno tra Kyrie e KD.

Insomma New York proverà a fare le cose in grande, riuscirà ad attrarre Kawhi Leonard e tornare ai playoffs da grande?

I Lakers potrebbero fermare Lonzo Ball: “Rientro ancora lontano, pensiamo alla off-season”

Lonzo Ball, Michael Beasley and Lance Stephenson. Los Angeles Lakers vs Houston Rockets at Toyota Center

Los Angeles Lakers, Lonzo Ball out per la stagione? L’infortunio alla caviglia destra rimediato dall’ex stella dell’università di UCLA lo scorso gennaio potrebbe costringere Lonzo Ball a saltare il resto della regular season.

Le condizioni di Ball saranno rivalutate dallo staff medico della squadra nella giornata di sabato, come riportato da Tania Ganguli per LA Times. Coach Luke Walton ha dichiarato nella giornata di venerdì di non essere in grado di riferire una data precisa per il ritorno in campo di Lonzo Ball, che non ha ancora ripreso l’attività agonistica.

E’ opinione diffusa in ambienti Lakers che, visto il finale di stagione deludente e la necessità per il 22enne Lonzo Ball di lavorare sul proprio gioco, lo staff di coach Walton potrebbe decidere di non schierare l’ex UCLA Bruins per il resto della stagione, mirando ad un completo recupero e ad una off-season di lavoro e allenamenti.

Lonzo non è ancora riuscito ad avere un’intera estate di allenamenti, un periodo importantissimo nello sviluppo di un giocatore a ceri livelli. Oggi Lonzo non è ancora in condizioni di ritornare in campo, e nelle prossime ore potremmo valutare se sia il caso di pensare alla sua salute fisica, rimetterlo in sesto e lavorare con lui per un’intera estate, per dargli la possibilità di espandere e migliorare il proprio gioco

– Luke Walton su Lonzo Ball –

Ne parleremo in ogni caso solo dopo che (Lonzo Ball, ndr) sarà in grado di sostenere un’intera settimana di allenamentiChiosa coach Walton.

Lo scorso 17 luglio, Ball si era sottoposto ad un intervento in artroscopia al ginocchio sinistro, operazione che lo aveva costretto a saltare buona parte della preparazione estiva. I Los Angeles Lakers (30-35) sono ormai ad una distanza di 5 gare e mezzo dall’ottavo posto in classifica nella Western Conference, occupato dai San Antonio Spurs (37-29).