Coach Dirk Nowitzki? “Perché no? Tra un paio d’anni… mi piacerebbe”

Coach Nowitzki? Non una brutta idea, e qualcosa a cui persino il fuoriclasse tedesco pensa, a pochi giorni dal ritiro dal basket giocato.

Tempo un anno o due… poi mi vedrei bene nei panni dell’allenatore, o del manager” Così Dirk Nowitzki a Die ZeitMi piacerebbe diventare un mentore per i giovani, accompagnarli lungo la loro carriera“. Un ruolo da sempre rivestito dal Nowitzki giocatore, ai Dallas Mavericks così come con la maglia della nazionale tedesca.

Suo il ruolo di chioccia “personale” per l’erede e futura star dei Mavericks Luka Doncic, con la quale il tedesco ha instaurato da subito un rapporto speciale.

Un Nowitzki che per il momento si gode il meritato riposo, dopo 21 stagioni NBA ed una carriera leggendaria: “Mi sono concesso il primo bicchiere di vino in 10 anni… e me ne sono pure accorto (scherza, ndr), e sono ritornato ai dolci. Il ritiro? Era il momento giusto, ciò che non avrei mai voluto è avere rimpianti, smettere quando ancora avevo qualcosa da dire, e la voglia di scendere ancora in campo“.

Ma il mio fisico non ne poteva davvero più. Anche mesi dopo l’operazione il piede ha continuato a darmi problemi, ed andando avanti sarebbe stato sempre peggio. Era il momento giusto

Mavs, col ritiro di Dirk Nowitzki “Altri dovranno dimostrarsi alla sua altezza”

Secondo Rick Carlisle, coach dei Dallas Mavericks, il ritiro di Dirk Nowitzki segnerà “l’avvento di una nuova era” per i Mavs.

Dopo 21 stagioni giocate con la stessa maglia, e con la stessa passione e professionalità dimostrata sin dal suo sbarco nella massima lega, le parole di coach Carlisle su Dirk Nowitzki non possono che essere un manifesto di stima e rispetto nei confronti di un giocatore che ha trascinato la franchigia alla conquista del loro unico (per ora) titolo NBA:

Questo è l’inizio di una nuova era, di una fase nuova per i Dallas Mavericks. I nuovi giocatori dovranno essere in grado di essere all’altezza di tanta grandezza

Dirk Nowitzki, One Last Dance

Che dovesse essere questa l’ultima stagione NBA per “Wunder Dirk” era cosa risaputa sin dalla prima partita di regular season.

Durante la pausa dedicata all’All-Star Game, siamo entrati nella storia ammirando l’ultima partita delle stelle sia di Nowitzki che di Dwyane Wade. Martedì scorso, dopo la vittoria dei Mavs, oscurata da un mai domo Jamal Crawford (51 punti,5 rimbalzi,5 assist), Dirk Nowitzki ha formalizzato il suo ritiro dal basket giocato. Lo ha fatto dopo una prestazione vintage, culminata con 30 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. Prestazione non banale per un ragazzino di 40 anni.

Un’eredità pesante

L’eredità che WunderDirk ha lasciato ai Mavs è di primissimo livello. 31,560 punti segnati, 11,489 rimbalzi, 1,281 stoppate, 1,982 triple realizzate. Il tutto in 1,522 partite disputate. Senza dimenticare le 14 apparizioni all’All-Star Game, le quattro nomine nel miglior quintetto NBA ed i titoli di MVP (2007), ed MVP delle finali vinte contro i Miami Heat targati James-Bosh-Wade nel 2011.

I nuovi Dallas Mavs ripartiranno da due giocatori che di americano hanno ben poco: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Il lettone è già una realtà affermata nel panorama NBA. Memorabile la stagione dello scorso anno in maglia Knicks. Il talento sloveno è entrato, con prestazioni sublimi culminate da triple doppie e una personalità da All-Star,  nel cuore di ogni appassionato NBA.

Dirk ha scritto pagine memorabili di un romanzo eterno, titolato Dallas Mavericks. Al duo Doncic-Porzingis il compito di aggiungerne altre. Pagine che renderanno il romanzo Mavs una pietra miliare nella storia della NBA.

Perchè Luka Doncic è il rookie dell’anno?

Luka Doncic Rookie dell'anno

Lubiana, 28 Febbraio 1999. Queste coordinate potrebbero essere per lo sport mondiale molto più importante di quanto ad oggi crediamo: nasceva il nuovo volto del basket europeo, Luka Doncic. Faccia da bravo ragazzo, 2 metri di altezza e un talento incontenibile; è veramente Luka Doncic il miglior candidato al premio di rookie dell’anno?

Già dalle giovanili dell’Union Olimpija, sua prima squadra, si intravedeva che Luka era un ragazzo speciale. A Madrid l’esplosione: d’altronde non tutti possono vantare in 5 anni di cantera e giovanili premi quali Miglior Giovane della Liga, Miglior Giovane Eurolega, MVP del campionato spagnolo, MVP Eurolega e MVP Finals Eurolega. Ma i premi raccontano parzialmente quello che è questo ragazzo cresciuto a pane e basket, con un pizzico di Drazen che non guasta mai.

LUKA DONCIC ROOKIE DELL’ANNO? IL CONTESTO DI DALLAS

Dodicesima giornata Dunkest NBA
Luka Doncic a colloquio con coach Rick Carlisle.

L’impatto con la NBA molti addetti ai lavori lo pronosticavano, forse non a questo livello ma era un successo annunciato.

Nella scorsa estate Luka per non farsi mancare niente decide di caricarsi sulle spalle, insieme a Goran Dragic, una nazione e portarla al titolo europeo. Tornando a parlare di Luka e la NBA, la loro storia parte in sordina: selezionato alla 3 dagli Atlanta Hawks, scambiato subito a Dallas in cambio della scelta numero 5.
Tutti i riflettori sono su la prima scelta DeAndre Ayton, sul corso di LeBron a Los Angeles, e via discorrendo. Lui inizia subito a lavorare.

Dallas è uno dei contesti migliori in cui inserirsi per un giovane: un coach esperto e con una mentalità europea, una squadra ricostruita e senza troppe pressioni, un lungo da poter sfruttare per il gioco i pick and roll, specialità della casa Doncic ma soprattutto un maestro da osservare e da cui apprendere ogni dettaglio: Dirk Nowitzki.
L’impatto è devastante, a novembre il titolo di Rookie dell’anno sembra già suo. Ma Luka Doncic è il Rookie dell’anno? La risposta è si e no. Del rookie ha sicuramente l’età e l‘inesperienza NBA. Del rookie sicuramente non ha il timore nel gioco, la poca consapevolezza dei suoi punti forti, la determinazione.

Luka non è un rookie, pare non esserlo con quel palmares, con quelle responsabilità a Madrid e con il successo con la nazionale. La sfida per il titolo di matricola, per un affascinante gioco del caso, è proprio con il giocatore che ha ottenuto Atlanta al posto di Doncic, Trae Young. Una bella sfida, un duello a suon di triple e assist da una parte e triple doppie dall’altra.

IL FUTURO?

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Ora il futuro cosa ci riserva? Quanto può migliorare ancora il suo gioco? Sicuramente per quanto riguarda la difesa può e deve notevolmente crescere. Il suo essere clutch è già molto sviluppato,  ci sono già ottime capacità di playmaking unite alla visione di gioco e capacità realizzative.
Solo il tempo può darci la risposta e il prossimo anno ci sarà anche Kristaps Porzingis, per un duo tutto made in Europe niente male. Dallas scalda i motori, saranno una realtà da qui in avanti?

Heat-Mavs: Wade e Dirk si incontrano per l’ultima volta, Dragic e Doncic per la prima

All’AmericanAirlines Arena di Miami, questa notte, è andata in scena una partita tra Dallas Mavericks e Miami Heat ricchissima di spunti e significato. Gli Heat l’hanno spuntata per 99-105, ottenendo una vittoria fondamentale in chiave lotta Playoff.

Chiaramente, tuttavia, non era questa la storia più attesa della nottata. Infatti sono state altre due narrative a sovrastare per interesse quella della partita stessa: rispettivamente un primo e un ultimo duello.

Quest’ultimo è stato combattuto dalle due leggende viventi Dwyane Wade e Dirk Nowitzki, mentre i due sloveni, Goran Dragic e Luka Doncic,  compagni di stanza in nazionale, si sono scontrati per la prima volta in NBA.

Wade e Dirk, quanta argenteria questi due!

Il duo di rivali non ha bisogno di presentazioni. Si sono scontrati due volte alle Finals (2006 e 2011), vincendone una a testa, con rispettivi Finals MVP. Prima di stasera si erano incontrati 34 volte, e il record era di perfetta parità: 11 vittorie a testa in Stagione Regolare e 6 nei Playoff.

La vittoria di Wade di stanotte è servita come Tie-breaker per questa eterna sfida, che, diciamocelo, non poteva terminare con un pareggio assoluto.

La rivalità tra i due rimarrà sempre un classico del Basket. E anche stanotte hanno contribuito attivamente a questo ultimo incontro: Wade con 11 punti e Dirk con 13.

Il numero 3 degli Heat ha detto della vittoria: “E’ stato bello ottenerla, e chiuderla così. Ma soprattutto per la lotta Playoff, sono stato felice di aver contribuito a questa vittoria importante

Nowitzki ha invece ricordato come il loro rapporto sia stato sempre “glaciale” dopo le Finals del 2006, ma che negli ultimi anni si sia sempre più “riscaldato” fino allo scambio di magliette dell’ultimo 13 febbraio.

Dirk ha poi parlato dei ricordi delle Finali che il palazzetto di Miami gli riporta alla mente: “Vuoi sempre rievocare i bei ricordi, il 2011, la corsa che feci oltre il tavolo dei giudici…Ma anche il 2006 è qui. Mi ricordo di essere sopra 2-0, venire qui sicuri di noi, e poi il fiasco. Mi ricorda un po’ di tutti e due, questo posto è un po’ agrodolce per me”.

Infine il Coach degli Heat, Erik Spoelstra, ha risposto ironicamente alle domande sul ritiro dei due: “Sto ancora cercando di convincere Dwyane a continuare. Magari riusciamo a ottenere un’offerta a pacchetto

A chiudere la serata una dichiarazione divertente del gigante tedesco: “Se ho avuto la sensazione di tornare ai vecchi tempi, gareggiando con Dwyane? No, per me no, non mi muovo più bene

Luka-Goran, orgoglio nazionale sloveno

Come detto, lo scontro tra le due leggende viventi non è stato l’unico motivo di interesse. Si è infatti consumato sullo stesso parquet il primo incontro NBA tra i due sloveni Luka Doncic e Goran Dragic. Evento che ha portato all’AmericanAirlines Arena ben 2000 tifosi direttamente dal piccolo stato a Est della nostra penisola.

I due sono i proprietari del Back-court che ha portato la loro nazione a vincere gli Europei del 2017. Eroi nazionali.

Dragic ha giocato al massimo delle sue potenzialità per battere l’amico e impressionare i suoi tifosi arrivati dall’Europa: 23-12-11 e tripla doppia che gli mancava dal 2011.

Il playmaker degli Heat ha salutato personalmente i tifosi mezz’ora prima della partita: “Prendere un biglietto aereo e venire fino a qui per noi…semplicemente fantastico

Doncic, che ha segnato 19 punti, ha parlato così della serata: “Forse per la prima volta nella mia carriera ero nervoso prima di un incontro. E’ stato diverso per me, è stata una grande serata

Wade ha commentato così: “Goran è come il vecchio Don, mentre Luka il nuovo che avanza. E’ stato grande vederli giocare così

Coach Spoelstra ha detto, divertito, del palazzetto: “Sembrava Lubiana (capitale della Slovenia, ndr)”

A fine partita i due si sono scambiati le canotte, rubando la scena al solito scambio di maglie di Dwyane Wade, che è stato però felice di lasciare loro il palcoscenico:

Infine Dragic ha parlato del suo rapporto con l’amico e compagno di stanza Doncic: “Gli ho detto sempre che è un talento straordinario e deve continuare a lavorare duro. Il resto verrà da sè“.

 

Doncic e Young hanno fatto registrare nuovi traguardi come Rookies, ma Luka parla chiaro: “ROY? Non mi interessa”

Trae Young e Doncic si salutano, sarà lo sloveno a spuntarla per il ROY?

Nella notte i due principali candidati al premio di Rookie dell’anno, Luka Doncic e Trae Young, hanno prodotto numeri rilevanti e valevoli di nuovi traguardi in carriera.

Lo sloveno ha fatto registrare la sua settima tripla doppia stagionale (28-12-12) nella sconfitta dei suoi Dallas Mavericks contro i Sacramento Kings, per 125-121. Ora ha raggiunto Magic Johnson al terzo posto assoluto per triple doppie realizzate da una matricola.

Young ha invece portato i suoi Atlanta Hawks alla vittoria in casa dei New Orleans Pelicans, per 130-120, realizzando 33 punti, 12 assist e 5 triple. E’ la quarta volta in stagione che fa registrare questi numeri, e secondo gli Hawks è il primo rookie a riuscirci.

Avrebbe infatti superato Stephen Curry, che nella sua stagione da matricola aveva segnato 30 punti, servito 10 assist e realizzato 5 triple in sole 3 occasioni.

Chi è il Rookie dell’anno? Non chiedetelo a Luka

La lotta per il premio non sembra dare segni di rallentamento, con i due giovani che si rispondono l’un l’altro di notte in notte con grandi numeri e grandi giocate.

Trae Young ha già discusso del modo in cui vive questo confronto continuo.

Nella notte, invece, ai microfoni del Reporter di Dallas, Brad Townsend, Doncic ha parlato della sua visione delle cose:

Se ho visto che molti giocatori NBA stanno spingendo Trae al premio? Sì, ma non mi interessa così tanto. Voglio dire, il Rookie dell’anno è importante per me, ma la stagione NBA è lunga e ci sono molte cose che accadono di continuo. Se ne fa un gran parlare, ma non sono interessato”

Post Dallas-Sacramento, a ogni Coach il suo ROY

Dopo la vittoria e la tripla doppia, Coach Rick Carlisle ha avuto parole dolcissime per il suo numero 77:

“E’ uno dei migliori giocatori in assoluto. E’ ancora giovane, sta migliorando, ma il suo enorme impatto è innegabile”

I Mavs però hanno perso la partita. A spuntarla è stata Sacramento, casa di un altro Rookie che sta facendo bene all’interno di un gruppo di giovani in formazione.

Marvin Bagley III infatti sarebbe pienamente in corsa per il premio, se i due candidati già citati non stessero giocando aldilà di ogni aspettativa.

Coach Dave Joerger ha affermato come, per lui, il Rookie dell’anno sia proprio il lungo selezionato con la seconda scelta al Draft.

Bagley è un pezzo importante del sistema Kings in uscita dalla panchina, e sta vivendo un miglioramento continuo. Da dopo l’All-star Break sta segnando 20 punti e afferrando 9 rimbalzi a partita. Sarà indietro nella competizione per la statuetta ma sta mettendo le basi per una carriera NBA da protagonista assoluto.

 

Mavs, Kristaps Porzingis scalpita: “Dura saltare l’intera stagione, ma ora sono più forte di prima”

Porzingis Dallas

Kristaps Porzingis scalpita.

Il suo arrivo ai Dallas Mavericks a fine gennaio aveva ufficialmente chiuso la stagione 2018\19 dei Mavs, e proiettato la franchigia di Mark Cuban nel futuro della coppia tutta europea Doncic-Porzingis.

Il lungo percorso di riabilitazione dopo il grave infortunio al ginocchio del gennaio 2018 è ormai alle fasi finali per il giocatore lettone, che di comune accordo con lo staff tecnico dei Mavericks ha deciso di non scendere in campo in questa stagione, ormai agli sgoccioli.

E’ dura svegliarsi il giorno della partita, fare tutto il riscaldamento con i miei compagni e poi tornare negli spogliatoi, cambiarmi e guardare la partitaCosì Kristaps Porzingis a Tim MacMahon di ESPNSono arrivato al punto di odiare quei completi. Non sopporto più il fatto di dover indossare un completo invece che la divisa da gioco“.

Potrei giocare, ma non sono in campo. E dura da sopportare, molto più dura di quanto pensassi. E’ il giorno della partita ed io sono seduto lì con il mio bel completo, e cerco di dare il mio contributo come posso, anche senza giocare. Ma è dura

Sin dall’inizio dei training camp di settembre, l’allora giocatore dei New York Knicks ha sempre predicato calma circa i tempi di recupero, non escludendo mai la possibilità di saltare l’intera stagione. L’obiettivo per Porzingis ed il suo staff è stato quello di lavorare a fondo su fisico, biomeccanica ed equilibrio, fondamentale per un giocatore di 221 cm “Non abbiamo avuto fretta. Tre mesi dopo l’intervento mi sentivo già pronto a riprendere gli allenamenti, non pensavo ad altro. Sono però orgoglioso del lavoro fatto, e sono contento di essere riuscito a portare pazienza per tutto questo tempo“.

Sono stato fortunato. Non esistono molti casi di ‘7 piedi’ con il legamento crociato anteriore rotto, nel mio caso l’infortunio è stato provocato da un contatto di gioco, e questa è stata una cosa positiva, nella sfortuna. Se il danno fosse stato da attribuirsi a problemi di natura biomeccanica allora ci sarebbe stato da preoccuparsi. Il lavoro di recupero si è concentrato proprio su questo aspetto: curare massa muscolare, articolazioni e postura (…) i progressi si vedono, e questo mi rende ancora più impaziente. Ma tonerò presto e sarò al 110%“.

Porzingis ha ripreso da alcuni giorni ad allenarsi con la squadra. Il 13 marzo scorso il fuoriclasse lettone ha effettuato la prima seduta completa con i suoi compagni, un’allenamento definito “spettacolare” da coach Rick Carlisle.

Kristaps Porzingis sarà free agent a partire dal prossimo 1 luglio, e sarà eleggibile per un’estensione contrattuale da 5 anni e 158 milioni di dollari complessivi.

Doncic e Nowitzki affondano gli Warriors senza Curry, Kerr: “Sconfitta da dimenticare”

Siamo partiti troppo piano. Male la difesa” Così Coach Steve Kerr ha commentato la peggior sconfitta subita dai Golden State Warriors sul parquet dell’Oracle Arena da quando è in carica: 126-91 contro i Dallas Mavericks.

Stephen Curry non ha preso parte alla partita, mentre i suoi compagni non sono riusciti ad esprimere un gioco all’altezza. Gli Warriors sono stati infatti dominati dalla squadra di Coach Rick Carlisle, che dopo il vantaggio per 22-7, costruito da 10 punti ravvicinati di Dirk Nowitzki, non è più andata sotto.

I Mavs sono stati spinti da una serata molto positiva al tiro da 3 punti: 21 tiri segnati su 49 tentati. Gli Warriors si sono arenati a 4 su 30. In questa differenza è riassumibile la sconfitta della squadra di Oakland.

Molto bene tra le fila di Dallas Luka Doncic: sesta tripla doppia della stagione (23-11-10), arrivata dopo un periodo di affanno, e un eterno Nowitzki: 21 punti per lui.

Per il 41enne è la prima partita da 20 punti in stagione, ed è soltanto l’ottavo over 40 ad averne fatti registrare tanti.

Appannamento totale Golden State, Kerr: “Dimentichiamo in fretta”

Serata pessima per la squadra detentrice dell’anello. Tutti gli effettivi hanno contribuito alla prestazione più che insufficiente. Kevin Durant ha segnato 25 punti, ma non ha messo a segno tiri da tre (0/8!). Malissimo anche Klay Thompson, 8 punti con 4 su 13 dal campo e 0 su 4 da oltre l’arco.

Così Kerr ha commentato la pessima figura dei suoi:

Siamo partiti piano. Già nel primo quarto non siamo riusciti a difendere, e questo è continuato per tutta la partita. Ci è andato tutto male, loro sono stati più bravi nel tiro. A questo punto della stagione, le squadre come i Mavs che non competono per i Playoff sono sempre pericolose. Dobbiamo dimenticare in fretta la prestazione e scaricarla nella tavoletta del bagno

Ora i Warriors sono scivolati a mezza partita dai Denver Nuggets, di nuovo primi ad Ovest. Nella notte incontreranno i Detroit Pistons, volendo senza dubbio rimettersi subito in carreggiata.

Dirk Nowitzki, che ha fatto registrare l’ennesimo record, ha ricordato che su questo parquet aveva segnato i suoi primi punti in NBA, ma anche che l’Oracle Arena non gli riporti alla mente solo momenti felici:

Ho sia grandi che pessimi ricordi qui. E’ sempre un bel palazzetto dove giocare, con una atmosfera coinvolgente. Me lo ricorderò per sempre

Si dice che, dopo la sconfitta dei suoi nel primo round dei Playoff 2007, Dirk avesse fatto un buco nel muro degli spogliatoi per la rabbia. E che ad oggi ancora nessuno l’abbia riparato.

Del lungo tedesco ha parlato anche Draymond Green: “Si sta ritirando? Sembra che lo stiate spingendo fuori dalla Lega! Ha giocato benissimo stanotte!

 

Damian Lillard: “Sono uno dei migliori giocatori NBA, è un dato di fatto”

Gara-2 del personalissimo tour di Damian Lillard e dei Portland Trail Blazers in assenza C.J. McCollum si chiude con una vittoria.

126-118 il risultato finale tra Blazers e Dallas Mavericks al Moda Center di Portland, Oregon. Un Lillard da 30 punti e 12 assist (una sola palla persa) rimette i suoi in assetto per puntare al quarto posto (minimo) nella Western Conference, ed al vantaggio del campo al primo turno di playoffs.

Partita sempre in controllo per i Trail Blazers, contro un avversario con nulla più da chiedere alla propria stagione, e nonostante la consueta prova di destrezza di Luka Doncic, autore di 24 punti e 6 assist (8 su 16 al tiro) in 29 minuti di impiego.

L’assenza di McCollum (le cui condizioni verranno rivalutate la prossima settimana) è per coach Terry Stotts l’occasione per fare esperimenti e mischiare le carte, in vista della post-season. Jake Layman completa il back-court di fianco a Lillard, dalla panchina minuti e tiri per Rodney Hood e Seth Curry (20 punti e 4 triple a bersaglio per il fratello di Steph).

La costante in casa Portland Trail Blazers ha un nome ed un numero di maglia: Damian Lillard, #0. Così coach Stotts nel post-gara: “Un’altra prova speciale per Damian, ha saputo controllare la partita da subito, ha approfittato degli spazi, segnato e servito al meglio i compagni“.

Così Lillard “Non è un questione di chi abbiamo di fronte. E’ questione di come vogliamo giocare, di disciplina, di fare le cose giuste, soprattutto contro le squadre più forti. Finché continueremo a fare le cose giuste e ad avere il giusto approccio mentale, continueremo a vincere tante partite, e a non ‘scivolare’ contro avversari che dovremmo battere“.

Damian Lillard: “E’ un dato di fatto, sono uno dei migliori giocatori NBA”

28.1 punti, 8.5 assist con il 48.1% al tiro ed il 40% al tiro da tre punti e 2.4 palle perse a partita le cifre delle ultime 10 gare di Damian Lillard. Dopo aver chiuso la stagione 2017\18 con la nomina nel primo quintetto assoluto NBA, e con una bruciante eliminazione al primo turno dei playoffs, una conferma a livelli d’elite nella quale il diretto interessato non ha mai nutrito dubbi.

Non mentirò, l’eliminazione dello scorso anno è stata una delusione che ho impiegato del tempo a smaltire. Oggi tutti ci sottovalutano, lasciamo che sia. Io cerco di usare ogni parola, ogni cosa come legna da ardere, per tenere acceso il fuoco. E’ una cosa che funziona e mi motiva, ho sempre giocato con la voglia di dimostrare il mio valore, i posti da cui provengo lo testimoniano. Cerco di non peccare di troppa fiducia, ma non ho problemi nel dire che oggi sono uno dei migliori giocatori della NBA. Qualcuno potrebbe sostenere il contrario? E come? Non si tratta di un’opinione, è un dato di fatto

La sconfitta dello scorso anno” Prosegue Lillard “E’ stata devastante, per me e per la squadra, ma credo sia stata un passaggio fondamentale ed obbligato per noi. Abbiamo avuto la nostra esperienza traumatica, ed ora dobbiamo dimostrare di essere pronti a rispondere, so che lo faremo. Io sono pronto alla battaglia

La situazione in casa Dallas Mavericks: il futuro promette bene

La stagione dei Dallas Mavericks è stata una stagione in cui si sono gettate le basi per un futuro luminoso, visto che la scelta di puntare su Luka Doncic ha ripagato eccome.

Infatti il talento sloveno ha disputato sin qui una stagione straordinaria, dimostrando di poter segnare in tutti i modi possibili ma non solo; infatti l’ex giocatore del Real Madrid è anche un ottimo passatore oltre a saper anche catturare vari rimbalzi ed è sicuramente il candidato numero uno alla vittoria del Rookie Of The Year. Le statistiche in stagione della stella dei Dallas Mavericks sono esorbitanti: 21.1 punti, 7.5 rimbalzi e 5.8 assist di media, anche se deve migliorare leggermente le sue percentuali al tiro, specialmente quello da 3 punti e dalla lunetta.

DALLAS MAVERICKS: IL CAMBIO DI ROTTA CON LA MAXI-TRADE PER PORZINGIS

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

Prima della trade deadline i Dallas Mavericks si trovavano in lotta per un posto nei playoff, ma poi la scelta della trade per portare Kristaps Porzingis a Dallas insieme a Trey Burke, Courtney Lee e Tim Hardway Jr. in cambio di DeAndre Jordan, Wesley Matthews , Dennis Smith Jr. e due prime scelte future ha sicuramente cambiato le aspettative sui Dallas Mavericks in questa stagione, vista specialmente l’assenza di Kristaps Porzingis fino alla prossima stagione. Da quel momento in poi la stagione dei Mavs è precipitata, visto che sono arrivate molte sconfitte, ma le ambizioni sono diventate molto più elevate in quanto la prossima stagione Luka Doncic avrà al suo fianco un’altra superstar come il lettone, un lungo dal talento cristallino in grado di sfornare doppie doppie e ventelli a raffica.

FREE AGENCY E FUTURO

Kemba Walker, obbiettivo dei Dallas Mavericks nella prossima Free Agency

Con l’arrivo in quel di Dallas del lungo lettone Kristaps Porzingis, i Dallas Mavericks potranno anche tentare di firmare degli ottimi giocatori nella prossima free agency, visto che una squadra con Luka Doncic, Kristaps Porzingis ed una società seria come quella dei Mavs gode sicuramente di ottima reputazione e di fascino all’interno della lega; a questo proposito, un nome interessante in orbita Dallas Mavericks è quello di Kemba Walker, che andrebbe a formare insieme alle due già citate stelle dei Mavericks dei nuovi big three, oltre magari a qualche altro buon giocatore di contorno che potrà essere firmato dalla franchigia di Dallas.

Infatti la prossima free agency sarà piena di ottimi giocatori e visto che ci saranno a disposizione stelle come Kevin Durant, Kyrie Irving e Kawhi Leonard, i Dallas Mavericks potrebbero approfittarne per avere meno concorrenza su altri ottimi giocatori come appunto Kemba Walker ma non solo, visto che ci sono tantissimi ottimi giocatori che potrebbero partire in estate. Insomma, il futuro promette bene in quel di Dallas. Per quanto riguarda invece le scelte al draft, Dallas ha scambiato molte delle sue scelte, infatti gli restano a disposizione soltanto una scelta al secondo giro del 2020 dai Rockets o dagli Warriors ed una seconda scelta nel 2023 dai Miami Heat.

Sarà dunque certa la presenza attiva nelle prossime offseason dei Dallas Mavericks, oltre magari a concludere qualche trade scoppiettante come quella conclusa positivamente per Porzingis.

Mavericks-Pelicans: la notte dei sogni per Doncic e Nowitzki

Mavericks-Pelicans: la notte dei sogni per Doncic e Nowitzki

Mavericks-Pelicans regala qualche soddisfazione oltre la sconfitta per la squadra di coach Carlisle. I due protagonisti? Ovviamente il tandem europeo Luka Doncic-Dirk Nowitzki.

Maverick-Pelicans: altro record per la stagione sontuosa di Luka Doncic

I Dallas Mavericks, ormai fuori dai Playoff della Western Conference; hanno davvero un motivo per sorridere in una linea temporale che negli ultimi vent’anni.

Se Dirk Nowitzki nella partita della scorsa notte ha superato nella classifica marcatori un mostro sacro come Wilt ‘The Great’ Chamberlain, piazzandosi al sesto posto in classifica, il team texano con lo sloveno Luka Doncic si sta gustando un futuro che si preannuncia roseo.

La stagione da rookie formidabile messa in scena al fenomeno di Lubiana, insidiato solo dal talento degli Hawks Trae Young per la corsa al ROTY, si è infarcita di un altro prestigioso record alla sua prima stagione oltreoceano.

Il numero 77 dei Mavericks fa registrare il record di franchigia per il numero di triple doppie realizzate da un rookie, diventando così anche il sesto giocatore nella storia della Nba a realizzare almeno 5 triple doppie nell’anno da matricola.

Luka Doncic, dunque, in una stagione che lo vede viaggiare ad una media di 21 punti, 8 rimbalzi e 6 assist ad allacciata di scarpe; entra in un élite particolare che vede anche i nomi di Ben Simmons, Oscar Robertson, Magic Johnson, Alvan Adams e Tom Gola.

Mavs, Kristaps Porzingis torna ad allenarsi con la squadra, non sarà in campo in questa stagione

13 mesi dopo aver subito un intervento chirurgico al ginocchio sinistro, il cestista lettone Kristaps Porzingis ha partecipato alla sua prima partitella 5 vs 5 nell’allenamento di mercoledì scorso.

Il neo giocatore dei Dallas Mavericks era ovviamente lontanissimo da una condizione fisica ottimale, ma ha iniziato a riprendere fiducia e ritmo, dopo essere stato fermo per più di un anno.

“Ho evitato di scattare oggi, ma ho avuto buone sensazioni in campo, mi sentivo a mio agio, fluido e penso che questo sia importante” ha detto Porzingis a Dwain Price di Mavs.com “I tiri torneranno ad entrare piano piano e più giochiamo. Più gioco, e più migliora la mia condizione, è bello poter finalmente fare qualcosa di fisico, quindi sono felice”.

Il lettone ex Knicks ha ammesso che avrebbe potuto tornare ad allenarsi con la squadra anche prima, preferendo però proseguire la riabilitazione con estrema cautela.

“Ci siamo presi tutto il tempo a disposizione, siamo rimasti davvero pazienti”, ha detto Porzingis. “Sono orgoglioso di me stesso per aver avuto la calma necessaria, ma ora sono qui, e non vedo l’ora che inizi la prossima sessione”.

Nonostante i suoi progressi e il suo rientro sul campo, è difficile che Porzingis torni a giocare partite ufficiali almeno in questa stagione, per non rischiare una nuova ricaduta e per riprendersi al meglio.

Kristaps Porzingis, il gigante lettone che ha sorpreso la grande mela

Porzingis è stato acquistato nell’ultima finestra di mercato dai Dallas Maverick, proveniente dai New York Knicks, in un affare che ha visto coinvolti sette giocatori a gennaio. Dalle parti della Grande Mela sono andati il centro DeAndre Jordan e Dennis Smith Jr, giocatore atteso a delle conferme ad alto livello, dopo la parentesi altalenante di Dallas.

Per quanto riguarda Kristapz Porzingis, il lettone è stata una grandissima sorpresa fin dal suo arrivo nella NBA. Il lungo fu fischiato dopo la selezione al draft dai tifosi, quando nel 2015 fu pescato dai Knicks con la quarta scelta assoluta. Con il tempo, Porzingis è però diventato un beniamino dei tifosi di New York, sempre abbastanza focosi per quanto riguarda i loro idoli, a suon di prestazioni “monstre” sul campo.

Nonostante le pessime stagioni dei Knicks, Porzingis è riuscito a mettersi in evidenza e a mostrare le sue indubbie doti cestistiche. Il 23enne viaggiava una media di 17.8 punti, 7.1 rimbalzi e due stoppate nelle 186 partite per il suo ex club, prima del terribile infortunio ai legamenti patito nella partita del 6 Febbraio 2018 contro i Milwaukee Bucks.

Da lì in poi è iniziato il calvario per il lettone, che ha portato il giocatore sempre più ai margini del club, fino alla trade con Dallas dello scorso gennaio.

I Mavericks hanno oggi un record di 27 vittorie e 41 sconfitte, dopo un inizio di stagione sopra le aspettative. Non è bastato il solo talento del prossimo Rookie of the Year luka Doncic, altro fenomeno europeo sbarcato in NBA, a risollevare le sorti di un club in piena ricostruzione.

Sarà fondamentale il ritorno di Porzingis a pieno ritmo la prossima stagione, in una squadra che con il lettone affianco allo sloveno dalle mani d’oro promette di diventare una contender di livello nelle prossime stagioni.

 

Kristaps Porzingis sara restricted free agent a luglio, ed in sede di presentazione dopo il suo approdo a Dallas si è detto disponibile ad accettare la qualifying offer da 4,5 milioni di dollari per la prossima stagione, in vista di un ritorno da protagonista nel palcoscenico più importante del basket.

Dallas Mavericks, coach Rick Carlisle ha prolungato il suo contratto

Dodicesima giornata Dunkest NBA

I Dallas Mavericks e Rick Carlisle hanno rinegoziato il contratto dell’head coach campione NBA 2011, con un nuovo accordo che si protrarrà sino al termine della stagione 2022\23.

A riportare la notizia e Marc Stein via Twitter. L’accordo tra le parti risale allo scorso ottobre, in apertura della stagione 2018\19, ed è stato reso noto solo in queste ore.

Al termine della stagione 2014\15, coach Rick Carlisle aveva firmato un’estensione contrattuale quinquennale da 35 milioni di dollari complessivi con Dallas, scattata a partire dalla stagione scorsa, L’accordo di ottobre ha aggiunto un anno di contratto in più rispetto alla durata iniziale, ed un aumento di stipendio non reso noto.

Carlisle, ex allenatore di Detroit Pistons ed Indiana Pacers, siede sulla panchina dei Dallas Mavericks dal 2008. Sotto la sua guida, i Mavs hanno totalizzato un record complessivo di 464-407, vincendo un titolo NBA (2011) ma mancando l’acceso alla post-season nelle ultime tre stagioni (2018\19 compresa).

La recente acquisizione via trade di Kristaps Porzingis e la grande stagione da rookie di Luka Doncic hanno proiettato i Dallas Mavericks nell’anno zero del’era post-Dirk Nowitzki.

Mark Cuban ed il General Manager della squadra Donnie Nelson (figlio del grande Don) ritengono coach Carlisle l’allenatore ideale per costruire una squadra in grado di ripercorre i fasti del passato (due finali NBA, un titolo, una stagione da MVP per Nowitzki), ed incentrata sul duo delle meraviglie Doncic-Porzingis.