Vlade Divac su Joerger: “Non eravamo in sintonia”

Divac su Joerger

I Sacramento Kings hanno scelto quale sarà il loro futuro sulla panchina e durante la conferenza stampa di presentazione di Luke Walton ha parlato Vlade Divac su Joerger.

L’ex centro dei Kings ha voluto spiegare il motivo del cambio in panchina. Dave Joerger in questa stagione aveva dimostrato di poter tirare fuori cose buone dal roster a disposizione. La decisione di sollevarlo dall’incarico di head coach dei Sacramento Kings per far posto a Luke Walton ha fatto parlare in questi ultimi giorni.

 

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Le parole di Divac su Joerger

Durante la conferenza stampa di presentazione, Vlade Divac ha spiegato il motivo della scelta societaria di allontanare Dave Joerger. Al suo posto Luke Walton, ex compagno del centro serbo ai Lakers nel 2005. Ecco le parole dell’attuale GM dei Sacramento Kings a Noel Harris del Sacramento Bee:

Ho assunto una persona che la pensa come me. Il mestiere di allenatore in NBA è una delle cose più difficili da fare. Avere qualcuno dietro con cui lavorare insieme è positivo. Essere compatibili e condividere la stessa filosofia di gioco aiuterà entrambi

Ottima occasione di rilancio per Luke Waltonelogiato da Steve Kerr in settimana – che dopo una stagione fallimentare con i Lakers vorrà riscattarsi con una squadra con potenziale, ma con meno pressione.

 

Luke Walton sarà il nuovo allenatore dei Sacramento Kings

Coach Luke Walton, Los Angeles Lakers Minnesota Timberwolves at Target Center

Luke Walton sarà il nuovo allenatore dei Sacramento Kings. Walton e Vlade Divac, General Manager della squadra californiana, hanno raggiunto un accordo di massima.

Il nuovo contratto di Luke Walton dovrebbe estendersi sino al termine della stagione 2022\23, in linea con la durata del rinnovo contrattuale appena siglato tra Divac ed i Kings.

I Sacramento Kings hanno sollevato dall’incarico l’ex allenatore Dave Joerger nella giornata di giovedì. Luke Walton ed i Los Angeles Lakers avevano invece raggiunto un accordo per la risoluzione contrattuale nella giornata di venerdì.

Steve Kerr su Luke Walton: “I Lakers perdono uno dei migliori, non sempre l’ambiente giusto”

Sono bastate solo 72 ore ai Los Angeles Lakers dopo le dimissioni di Ervin Magic Johnson per licenziare anche il capo allenatore Luke Walton. Continua l’effetto domino della prima stagione fallimentare di LeBron James ai Lakers, che per la quinta volta dall’addio di Phil Jackson nel 2011 si ritrovano a cercare sul mercato un nuovo capo allenatore.

Effetto domino che si sta riversando anche sui giocatori, indiscrezioni dell’ultima ora dicono infatti che i Los Angele Lakers avrebbero ripreso “il filo” su un’idea con i Chicago Bulls per una trade che coinvolgerebbe Lonzo Ball. il prodotto di UCLA, scelto alla numero 2 del draft del 2017, dopo due stagioni non proprio convincenti potrebbe essere oggetto dell’ennesimo addio dell’era Luke Walton.

in merito alla vicenda Walton, si è espresso anche il coach dei Golden State Warriors Steve Kerr, che conosce bene Luke, per averlo avuto come suo assistente nei primi anni a Golden State Warriors dal 2014 al 2016.

Steve Kerr elogia Luke Walton: “I Lakers hanno perso tanto, non sempre l’ambiente è quello giusto”

Così Kerr a Anthony Slater microfoni: “I Lakers hanno perso una delle migliori persone, umanamente parlando, dell’intera lega. Qualcuno che sa guadagnarsi la fiducia dei suoi giocatori, e ceh conosce il gioco come pochi al mondo. Mi dipsice per lui, non sempre si ha la fortuna di essere nell’ambiente giusto“.

Palese l’opinione di coach Kerr che si schiera apertamente dalla parte di Walton, e che non dimentica il periodo che i due hanno attraversato insieme e l’aiuto che Walton gli ha dato negli anni di Golden state.

Quel periodo coincide infatti con i problemi fisici che costrinsero Kerr a stare lontano dal campo, con Walton dovette prendere spesso le sue veci, e che nel ruolo di head coach contribuì alla vittoria del titolo nel 2017 guidando la squadra per buona parte della post season.

Per i Lakers, in questo momento privi di un capo allenatore, si prospettano giorni di grande lavoro, alla ricerca del giusto sostituto che guiderà la prossima stagione, si vocifera di un interessamento che vede coinvolto Tyronn Lue, ex giocatore dei Lakers ed ex allenatore di LeBron James a Cleveland, che la stella di Akron conosce già molto bene e con cui ha vinto il titolo NBA nel 2016.

Lakers, la reazione di LeBron James alle dimissioni di Magic Johnson: “Pazzesco….”

magic-johnson

Pazzesco” E’ il commento di LeBron James alla notizia delle dimissioni di Magic Johnson.

L’ormai ex President of Basketball Operations dei Los Angeles Lakers ha annunciato nella giornata di mercoledì le sue dimissioni dall’incarico, una mossa inaspettata per tempi e modi, ricevuta con sorpresa dai vertici della squadra così come – evidentemente – dalla star LeBron James.

James non ha parlato con i reporter dopo la sconfitta all’ultimo secondo dei suoi Lakers contro i Portland Trail Blazers allo Staples Center di Los Angeles, ma le telecamere hanno catturato il momento della sua sorridente uscita verso i parcheggi del palazzetto di downtown LA.

Nel video, LeBron James parla al telefono e pare commentare le dimissioni di Magic Johnson: “Si… pazzesco, pazzesco…“.

Ore dopo il suo annuncio, Magic Johnson ha affidato a Twitter il suo saluto alla squadra ed agli ex-colleghi, ringraziando il General Manager Rob Pelinka e la proprietaria Jeanie Buss.

Prima dell’ultima palla a due della stagione, un commosso Johnson aveva rivelato ai giornalisti la sua decisione, negando qualsiasi attrito con Pelinka e Jeanie Buss e definendo la sua scelta “difficile ma giusta”:

Voglio tornare a divertirmi, ad essere me stesso. Ho pianto prima di venire qui e piangerò ancora, è dura dare una notizia così ad una squadra e ad un’organizzazione che amo così tanto come i Lakers (…) voglio tornare il Magic Johnson che ero prima di assumere l’incarico (…) una persona più felice. Spero che d’ora in avanti per i Lakers le cose possano andare nella giusta direzione, come pare oggi. Gli infortuni ci hanno davvero danneggiato quest’anno

Magic Johnson: “Ero preparato all’eventualità di dover licenziare Walton”

Magic Johnson ha rivelato a Rachel Nichols di ESPN di essersi preparato, in qualità di alto dirigente e prima delle dimissioni, “a dover prendere la decisione” di licenziare coach Luke Walton. Fonti interne ai Los Angeles Lakers, riportate da Ramona Shelbourne di ESPN, confermano che la posizione di Rob Pelinka rimarrà salda, e che in conseguenza dell’addio di Johnson “i suoi poteri esecutivi aumenteranno“.

Magic Johnson ha ammesso di non aver voluto informare Buss ed i vertici della squadra prima di rivelare la notizia, per evitare delle inevitabili interferenze nella sua decisione. Coaching staff e giocatori hanno mostrato un sincero stupore nell’apprendere delle dimissioni di Magic Johnson, così Rajon Rondo: “Sono entrato negli spogliatoi ed ho pensato: ‘LeBron ha detto che si ritira?’ Nessuno ne sapeva nulla, io non sapevo se crederci o meno“.

Lakers, anche Juwan Howard in corsa per la panchina se Walton salta?

Luke Walton LeBron James

Lakers, tra i candidati a sostituire coach Luke Walton in caso di esonero ci sarebbe l’ex giocatore NBA ed attuale assistente allenatore dei Miami Heat Juwan Howard.

Come riportato da Marc Stein del NY Times però, Howard non sarebbe la prima scelta dei Los Angeles Lakers in caso avvicendamento in panchina (una mossa attesa da pare di LA, ma non del tutto scontata, ad oggi).

A fare il nome di Juwan Howard alcune agenzie di scommesse, che hanno quotato il nome dell’ex giocatore di Washington Bullets\Wizards, Dallas e Denver quale possibile nuovo allenatore dei Lakers, addirittura indicandolo come favorito rispetto all’ex head coach dei Cleveland Cavs Tyronn Lue.

Juwan Howard è dal 2013 assistente allenatore dei Miami Heat di Erik Spoelstra, squadra con cui aveva concluso una lunga carriera da giocatore nel 2012. Risale ad allora il suo legame con LeBron James.

A Golden State non hanno dubbi: i Lakers e Lebron torneranno

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La storia principale della NBA nelle ultime settimane sono stati, ovviamente, i fallimenti dei nuovi Los Angeles Lakers di Lebron James. In tanti hanno espresso la loro sulla situazione e sulle colpe da assegnare, tra giocatori, allenatore e front-office.

Questa notte i Lakers, o quello che ne rimane, sono stati sconfitti dai Golden State Warriors. E anche le stelle di Oakland hanno detto la loro sulla questione gialloviola.

Curry: Lebron e i suoi si riorganizzeranno, Walton è in gamba!

Steph Curry ha incontrato Lebron nelle ultime quattro Finali NBA, con un record positivo di 3-1. Questa notte i due non si sono incontrati sul campo per l’ultima volta in stagione, avendo James chiuso la sua annata con qualche settimana d’anticipo.

Ovviamente non si incontreranno per la quinta volta di fila alle Finals, dalle quali il numero 23 gialloviola mancherà per la prima volta dopo 8 partecipazioni consecutive. Curry ha parlato così, durante il riscaldamento pre-partita, della serie interrotta del “King” e della questione Lakers per Ohm Youngmisuk, penna di ESPN:

“E’ diverso, ma alla fine a quante finali è stato? Otto? Questa per lui è un’esperienza come nuova, in meglio o in peggio (…) Ovviamente il resto della Lega è pieno di talento e proseguirà, ma lui potrà sempre vantare questa ottima serie di stagioni”.

Il suo compagno Kevin Durant è d’accordo con lui:

“Senza dubbio è una situazione strana per lui. Ma è una nuova esperienza. Non siamo abituati ad avere tutto questo tempo libero per staccare dallo sport e dalla vita ad esso connessa. Lui potrà farlo subito dopo la stagione (…) Forse un bel po’ di riposo gli farà bene”.

Curry ha parlato di quello che si aspetta dai gialloviola per il prossimo anno:

“Sono abbastanza sicuro che saranno in grado di resettare tutto e rifare gruppo la prossima stagione (…) Ovviamente quando Lebron arriva nella tua squadra le aspettative raggiungono picchi altissimi, e tutti gli infortuni non hanno aiutato”.

Ha infine speso qualche parola per Coach Luke Walton.

“Sinceramente non sono cosa gli succederà, chi lo sa, ma gli faccio gli auguri per il futuro. E’ un Coach in gamba, chiunque sarebbe fortunato ad essere allenato da lui”.

Per Steve Kerr il lavoro di Walton è stato impossibile

Tutti conoscono ormai l’attuale situazione della panchina Lakers, una scottante telenovela che prosegue da un mese. In tanti hanno espresso i loro pensieri a riguardo, e il pluri-campione NBA Steve Kerr non è voluto essere da meno.

Per il giornalista Californiano Kyle Goon ha dichiarato:

“Il lavoro ai Lakers è stato impossibile. Sarebbe stato impossibile per chiunque. Troppi infortuni ne hanno frenato lo sviluppo. Precedentemente nella stagione sembravano pronti a interrompere l’astinenza dai Playoff, ma gli infortuni come quello di James li hanno tormentati (…) Quando ci hanno battuti a Natale giocavano come un top team dell’Ovest”.

“Sono molto dispiaciuto per loro. Io vorrei che tutti i giocatori siano sempre in salute!”

 

Luke Walton è innocente, in due accusano il Front Office di incompetenza

Da quando è diventato chiaro a tutti che i Los Angeles Lakers non avrebbero preso parte ai Playoff, le colpe sono iniziate a piovere su Coach Luke Walton. E’ stato infatti trattato come un vero e proprio capro espiatorio, e fin da inizio Marzo si sono diffuse con decisione le voci che lo vorrebbero lontano da LA in estate.

Dopo un mese di speculazioni sui suoi sostituti, Walton stesso ha affermato di non temere per il suo posto, almeno fino a comunicazioni ufficiali dalla franchigia.

Nel frattempo il Coach sta continuando a portare avanti la squadra, ed ha convinto Lebron a fermarsi per questa stagione.

Non è tuttavia facile concludere una annata, sebbene non ci sia più nulla per cui giocare, sommersi dai continui rumors a sfavore. Walton però, ad una settimana dalla fine della stagione, ha ricevuto belle parole da due personalità rilevanti nel mondo del Basket.

T-Mac e Jeanie Buss: Walton? Il Front Office ha fatto peggio…

Jeanie Buss, presidentessa e co-proprietaria dei Los Angeles Lakers, ha speso belle parole per Coach Walton, per Dave Mcmenamin su ESPN:

“Io sono stata per 15 anni la compagna di vita di Phil Jackson, il quale ha sempre considerato Luke Walton un figlio adottivo. Luke non ha idea di che leader naturale sia. Il problema sono stati gli infortuni, per un Coach non è facile dover cambiare formazioni così spesso. A Natale stavamo andando bene, abbiamo battuto i Warrios, bel regalo! Per questo per Luke è stato tutto molto più difficile, ma ha fatto vedere ottime cose sotto pressione”

Sul futuro del Coach:

“Non risponderò a questa domanda, non oggi”

Ha infine parlato del Front Office dei suoi Lakers, guidato da Magic Johnson, draftato nel 1979 proprio da suo padre, Dr. Jerry Buss:

“Nelle decisioni di Basket, faccio sempre riferimento a Magic, mi fido ciecamente, e, come executives, agiamo come una persona sola. Tuttavia ci sono stati momenti in questa stagione in cui ho dubitato della competenza dei componenti del nostro Front Office… Il tutto si è poi risolto parlando a tavolino tutti insieme. Questi sono i problemi che i nuovi media possono portare, con le loro storie distorte”

Tracy McGrady, ex giocatore, tra le altre, degli Houston Rockets e degli Orlando Magic, ha parlato della situazione nello studio di “Crunch Time” per Rachel Nichols:

“Ne abbiamo parlato tante volte, la colpa di tutto questo non è dell’allenatore. Fino a Dicembre stavano andando benissimo, poi sono arrivati gli infortuni. Se dobbiamo dare la colpa a qualcuno, diamola a chi ha messo insieme i pezzi intorno a Lebron. Perchè quando lui è andato KO per l’infortunio, nessuno ha saputo prendere la squadra in mano. Vuol dire che chi l’ha costruita non l’ha fatto nel modo giusto, non ha messo intorno a James giocatori in grado di trascinare la squadra in sua assenza. In questo sta la colpa, nella costruzione della squadra sbagliata”

 

LeBron James: “Capisco la posizione dei Lakers, mi aspetta in estate un lavoro completamente diverso”

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Come confermato da Luke Walton, su esclusivo parere dello staff medico ed atletico dei Los Angeles Lakers, LeBron James ha visto concludersi anzitempo la sua stagione.

Coach Luke Walton ha ribadito nella giornata di domenica che la decisione di fermare LeBron è stata presa di comune accordo con il giocatore, come logico, ma che la squadra ha dovuto fare su James una certa opera di convincimento, per persuaderlo a pensare alla sua condizione fisica a lungo termine.

LeBron avrebbe voluto continuareSpiega Walton come riportato da Dave McMenamin di ESPNCiò che posso dire è che il nostro staff medico ha espresso tale posizione: non ne valeva più la pena, facciamo in modo che (James, ndr) possa prepararsi per la off-season“.

LeBron James salterà dunque le ultime cinque partite di stagione regolare dei Los Angeles Lakers, ormai da tempo fuori dal discorso playoffs dopo una stagione  – sportivamente parlando – tragica e condizionata da troppi infortuni.

LeBron James conferma sostanzialmente la posizione della sua squadra, come riportato da Joe Vardon di The Athletic:

I Lakers agiscono nel mio esclusivo interesse, e le cose ora stanno così. Chiaro che vorrei essere in campo, ma io ascolto sempre le persone di cui mi fido, anche se a volte non condivido ciò che dicono

James è dunque deciso ad affrontare al meglio quella che per lui, reduce da ben 8 finali NBA consecutive (senza contare le corse playoffs sostenute in maglia Cleveland Cavs prima del passaggio a Miami), sarà una off-season diversa dalle altre:

Mi piace la sfida, mi darà motivazioni extra. Per otto anni ho avuto lo stesso programma di allenamenti in estate, sapevo già da subito quanto tempo avrei avuto per riposarmi prima di tornare al lavoro in vista della stagione successiva. Ora avrò davanti a me due mesi extra di preparazione, e dovrò capire come impiegarli nel modo migliore. Servirà una strategia completamente nuova, faremo un lavoro totalmente diverso. I miei piani per il futuro sono ben chiari

La panchina dei Lakers continua ad essere bollente, Walton ha parlato così: “Io via? Solo rumors esterni”

Lakers Walton

I Los Angeles Lakers hanno perso anche stanotte, sul parquet degli Utah Jazz. Si sono così assicurati un record in negativo per la sesta stagione di fila.

Al clima che si respira in campo si sono aggiunti, da qualche settimana, continui rumors sul futuro della panchina della squadra. L’attuale Coach, Luke Walton, è dato da tutti in uscita, mentre si susseguono voci e speculazioni su eventuali successori.

Negli ultimi giorni erano apparsi in due come i candidati più papabili: Tyronn Lue e Jason Kidd.

Tuttavia, nessuno ancora aveva dato voce alle parole e ai pensieri di Walton, che stanotte ha parlato ai microfoni di Bill Oram, per The Atlhetic.

“Vedo queste voci come rumorini che vengono dall’esterno. A meno che qualcuno dell’organizzazione non venga a comunicarmelo direttamente, li vivrò come ho vissuto tutti gli altri problemi che abbiamo dovuto superare come squadra quest’anno”

Parole di circostanza sicuramente, ma forse anche velatamente polemiche, volte a ricordare i tanti problemi che hanno circondato la squadra in stagione. Non è stato facile, senza dubbio, allenare un gruppo così perennemente al centro di questioni mediatiche. Non ultima quella della sua partenza, uscita fuori, a turbare gli animi, più di un mese prima della fine della Regular Season.

Ty Lue: Luke tranquillo, siamo amici!

Lo stesso Bill Oram ha riportato anche che una sua fonte sicura avrebbe raccontato di una telefonata avvenuta proprio tra Walton e Lue, che ad oggi pare favorito per succederlo.

L’ex Coach di Cleveland avrebbe voluto infatti rassicurare l’amico del fatto che, qualora avesse ricevuto chiamate dall’ufficio di Magic Johnson, l’avrebbe prontamente avvisato.

In ogni caso, tra gli addetti ai lavori, sta crescendo sempre maggiore la convinzione che non sarà l’attuale Coach dei Lakers ad occupare questa posizione all’inizio della prossima stagione. Molti parlano addirittura di un cambiamento radicale di gran parte dello staff.

Ciò che è indubbio è il fatto che davvero servirà una personalità forte per gestire le tempeste mediatiche alle quali la squadra gialloviola è perennemente esposta.

Rick Carlisle, nuovo candidato?

Come riportato da Marc Stein del New York Times, tra i tanti curriculum valutati da Magic Johnson e Rob Pelinka ci sarebbe anche quello dell’attuale Coach dei Dallas Mavericks, Rick Carlisle.

Probabilmente i due non otterranno mai neanche di sedersi a discuterne con lui, poichè è legato alla franchigia di Marc Cuban da un contratto fino al 2023.

Se ci fossero stati ancora dubbi, l’eccentrico proprietario Texano ha risposto così alle domande di Mike Fisher, 247 Sport, su una sua possibile apertura alle trattive:

“LOL, ecco la mia risposta”

Eloquente.

 

 

Jason Kidd “serio candidato” alla panchina dei Los Angeles Lakers

Jason Kidd-Jabari Parker

Los Angeles Lakers, Jason Kidd sarebbe uno dei candidati a sostituire Luke Walton sulla panchina dei giallo-viola, in caso di licenziamento.

Come riportato da Adrian Wojnarowski e Marc J. Spears di ESPN, Kidd – già allenatore in passato di Brooklyn Nets e Milwaukee Bucks – era stato accostato alla panchina dei California Golden Bears, l’alma mater dell’ex giocatore di Dallas Mavericks e New Jersey Nets.

L’università di California ha infatti appena licenziato Wyking Jones, dopo appena due stagioni sulla panchina della squadra dell’ateneo, e Jason Kidd sarebbe il profilo individuato dall’Athletic Director di California per la sostituzione.

Qualora l’ipotesi Golden Bears dovesse sfumare, Kidd potrebbe dunque rimpiazzare coach Luke Walton sulla panchina dei Los Angeles Lakers.

Dopo una stagione fallimentare, è opinione diffusa che Walton, ex assistente allenatore di Steve Kerr ai Golden State Warriors, non sarà confermato per un terzo anno.

Jason Kidd era stato allontanato dalla panchina dei Milwaukee Bucks nel gennaio 2018, dopo quattro stagioni.

Luke Walton, le opzioni per il futuro in caso di addio ai Lakers

Luke Walton

La fallimentare stagione dei Los Angeles Lakers, sancita anche dall’ultima sconfitta contro i New York Knicks, comporterà inevitabilmente numerosi stravolgimenti in vista del 2019/2020. Uno dei principali artefici della mancata qualificazione ai playoff, l’head coach Luke Walton, è di certo tra i maggiori indiziati a lasciare i gialloviola in estate. Per il suo futuro al momento vi sono due possibilità: UCLA o Phoenix Suns.

Luke Walton, le opzioni per il futuro: UCLA

La prima opzione a disposizione dell’ex Golden State Warriors gli permetterebbe di non fare le valigie, rimanendo ancora ad LA, in ambito però diverso da quello con cui ha a che fare attualmente, ovvero presso il prestigioso college di UCLA.

Il 31 dicembre scorso i Bruins hanno sollevato dall’incarico di allenatore capo Steve Alford, affidando il posto a Murry Bartow, che però non sembrerebbe intenzionato a prolungare il proprio contratto. In caso di addio grandi chance quindi per Walton, a favore del quale vi è anche un particolare legame familiare. Il padre Bill Walton infatti ha avuto un glorioso trascorso da giocatore con la maglia di UCLA, e non dovrebbe quindi essere un problema per la società affidare un ruolo di primaria importanza a suo figlio.

Luke Walton, le opzioni per il futuro: Phoenix Suns

Per Walton però, non è da escludere neanche una possibile permanenza in NBA. A fine stagione potrebbe essere messo in discussione l’operato del debuttante coach dei Phoenix Suns, Igor Kokoskov.

Se la franchigia dell’Arizona optasse per il licenziamento nei confronti dell’ex allenatore della nazionale slovena, Walton potrà sperare in una chiamata. Nel caso in cui gli venisse offerta la possibilità di accasarsi ai Suns, si ritroverebbe in un ambiente molto simile a quello con cui ha già lavorato lo scorso anno con i Lakers, ovvero una squadra in pieno processo di rebulding, ricca di giovani, in primis Booker ed Ayton, con grandi prospettive future.

Se ne avesse la possibilità quest’ultima dovrebbe avere la preferenza di Walton, in quanto riuscirebbe così ad avere una seconda opportunità e rilanciare la propria carriera in NBA.

Walt Frazier: “LeBron James? Ha tutta l’aria di uno a cui non interessa”

Post Lakers-Clippers, LeBron James ci crede: "Ci giochiamo tutto fino alla fine"

Uno dei lati deteriori di chiamarsi LeBron James è senza dubbio la costante luce dei riflettori puntata su di sé, quali che siano il momento della stagione o le fortune della squadra.

L’abitudine in questo finale di stagione di James di posizionarsi costantemente sul fondo della panchina durante i time-out di coach Luke Walton, senza partecipare ai consueti “huddle” prima di rientrare in campo ha fatto alzare più di un sopracciglio, e rinfocolato le critiche di scarso impegno e “devozione verso la maglia” del numero 23 dei Los Angeles Lakers.

L’ultimo episodio della serie è andato in onda al Madison Square Garden di New York, teatro della stoppata all’ultimo secondo del croato Mario Hezonja sul tentativo di buzzer beater di LeBron James.

Durante i secondi finali di un time-out, LeBron James – in panchina per un riposo – si siede sul fondo della fila di sedie riservate alla squadra ospite, in prossimità dell’accesso al tunnel degli spogliatoi e davanti a Tyson Chandler, infortunato ed accomodatosi in seconda fila in abiti civili.

La telecamera “zooma” su James e sulle sue colorate sneakers, mentre Walt “Clyde” Frazier, commentatore delle partite dei New York Knicks per MSG Network – notando l’atteggiamento di James – si lancia in un commento circa il relativo coinvolgimento di LeBron nella partita e nelle attività della squadra.

Questo tipo di atteggiamento… quando sei il volto della NBA credo tu debba dimostrarti un po’ più attaccato alla tua squadra, nonostante tutto. In pubblico devi mostrarti coinvolto e positivo. A porte chiuse è un altro discorso, ma in pubblico c’è bisogno di mostrare più partecipazione

L’obiettivo indugia quindi sull’espressione perplessa di un LeBron James che scambia alcune battute con Chandler. Frazier chiude: “in questo momento, LeBron ha l’aria di uno a cui non interessa, sostanzialmente“.