Doncic e Young hanno fatto registrare nuovi traguardi come Rookies, ma Luka parla chiaro: “ROY? Non mi interessa”

Trae Young e Doncic si salutano, sarà lo sloveno a spuntarla per il ROY?

Nella notte i due principali candidati al premio di Rookie dell’anno, Luka Doncic e Trae Young, hanno prodotto numeri rilevanti e valevoli di nuovi traguardi in carriera.

Lo sloveno ha fatto registrare la sua settima tripla doppia stagionale (28-12-12) nella sconfitta dei suoi Dallas Mavericks contro i Sacramento Kings, per 125-121. Ora ha raggiunto Magic Johnson al terzo posto assoluto per triple doppie realizzate da una matricola.

Young ha invece portato i suoi Atlanta Hawks alla vittoria in casa dei New Orleans Pelicans, per 130-120, realizzando 33 punti, 12 assist e 5 triple. E’ la quarta volta in stagione che fa registrare questi numeri, e secondo gli Hawks è il primo rookie a riuscirci.

Avrebbe infatti superato Stephen Curry, che nella sua stagione da matricola aveva segnato 30 punti, servito 10 assist e realizzato 5 triple in sole 3 occasioni.

Chi è il Rookie dell’anno? Non chiedetelo a Luka

La lotta per il premio non sembra dare segni di rallentamento, con i due giovani che si rispondono l’un l’altro di notte in notte con grandi numeri e grandi giocate.

Trae Young ha già discusso del modo in cui vive questo confronto continuo.

Nella notte, invece, ai microfoni del Reporter di Dallas, Brad Townsend, Doncic ha parlato della sua visione delle cose:

Se ho visto che molti giocatori NBA stanno spingendo Trae al premio? Sì, ma non mi interessa così tanto. Voglio dire, il Rookie dell’anno è importante per me, ma la stagione NBA è lunga e ci sono molte cose che accadono di continuo. Se ne fa un gran parlare, ma non sono interessato”

Post Dallas-Sacramento, a ogni Coach il suo ROY

Dopo la vittoria e la tripla doppia, Coach Rick Carlisle ha avuto parole dolcissime per il suo numero 77:

“E’ uno dei migliori giocatori in assoluto. E’ ancora giovane, sta migliorando, ma il suo enorme impatto è innegabile”

I Mavs però hanno perso la partita. A spuntarla è stata Sacramento, casa di un altro Rookie che sta facendo bene all’interno di un gruppo di giovani in formazione.

Marvin Bagley III infatti sarebbe pienamente in corsa per il premio, se i due candidati già citati non stessero giocando aldilà di ogni aspettativa.

Coach Dave Joerger ha affermato come, per lui, il Rookie dell’anno sia proprio il lungo selezionato con la seconda scelta al Draft.

Bagley è un pezzo importante del sistema Kings in uscita dalla panchina, e sta vivendo un miglioramento continuo. Da dopo l’All-star Break sta segnando 20 punti e afferrando 9 rimbalzi a partita. Sarà indietro nella competizione per la statuetta ma sta mettendo le basi per una carriera NBA da protagonista assoluto.

 

I Sacramento Kings hanno preferito De’Aaron Fox a Kristaps Porzingis durante il Draft 2018

I Sacramento Kings non sono riusciti a centrare i Playoff neanche in questa stagione, tuttavia l’annata che si sta concludendo lascerà indietro molti spunti positivi.

La franchigia di Vlade Divac sembrerebbe aver finalmente preso la direzione giusta nella sua fase ricostruttiva. Sta infatti puntando sullo sviluppo collettivo di un gruppo compatto di giovani promesse, circondandole, con la giusta calma, con giocatori di qualità.

Coach Dave Joerger ha evidenziato più volte la somiglianza della situazione dei Denver Nuggets a quella che spera di avere in costruzione a Sacramento.

Il pacchetto guardie è superbo: De’Aaron Fox ha vissuto una stagione di miglioramenti e conferme al fianco di Buddy Hield, che ha quasi raggiunto un livello da All-star (primo per percentuale da 3 punti in tutta la NBA, 43.2%).

I lunghi stanno crescendo bene, con il rookie Marvin Bagley III che sta facendo vedere ottime cose e un Harry Giles che si sta lentamente evolvendo da oggetto misterioso a giocatore calibro NBA.

Sul perimetro ci sono gli abili tiratori Bogdan Bogdanovic ed Harrison Barnes, appena acquisito con uno scambio intelligente.

Le mosse nelle notti dei Draft 2017 e 2018

Dopo lo scambio che ha lasciato andare DeMarcus Cousins ai New Orleans Pelicans in cambio, tra gli altri, di Buddy Hield, il front office dei Kings sembra aver sbagliato ben poche mosse.

In un report odierno, la penna di ESPN, Zach Lowe, ne ha ripercorso i passi, portando alla luce una nuova indiscrezione riguardante il Draft 2018.

Sembrerebbe che, durante la notte, ai Kings sia stata recapitata un’offerta di scambio direttamente dalla Grande Mela, sponda Knicks, poco prima della loro seconda scelta.

Si vociferava che la franchigia di Sacramento avesse un interesse per Luka Doncic, ma che il suo gioco sarebbe stato incompatibile con quello di Fox.

New York allora, alla ricerca di un giovane playmaker a cui affidare le chiavi del gioco, avrebbe proposto loro un pacchetto contenente l’infortunato Kristaps Porzingis in cambio proprio di De’Aaron Fox, sperando che Sacramento si decidesse ad accettare lasciando così spazio al nuovo obbiettivo sloveno.

Tuttavia, come oggi ben sappiamo, i Kings hanno rifiutato e selezionato Marvin Bagley III, puntando su di lui e sul playmaker che avevano in casa.

Porzingis alla fine è stato scambiato durante la Trade Deadline ai Dallas Mavericks, in una situazione analoga a quella che si sarebbe potuta creare a Sacramento: il gioco di Doncic non era compatibile con quello del giovane play Dennis Smith Jr, finito, appunto a New York.

Alla fine dei conti questa storia sembra dar ragione ai Kings: hanno puntato, su Fox, che si sta confermando e hanno scelto Bagley, passando oltre Doncic, rischiando, ma avendo ragione.

Lo sloveno infatti non ha funzionato in un sistema dove doveva condividere i possessi con un altro playmaker e l’ala grande sta mostrando grande sviluppo e potenziale nel sistema dei californiani.

Lakers-Kings: tornano al successo i gialloviola, tripla doppia per LeBron

LeBron James, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center

Game 72 Recap: +Lakers-Kings

Quarto ed ultimo episodio della serie stagionale tra Los Angeles Lakers (31-41) e Sacramento Kings (36-36).

I gialloviola, reduci dalla sconfitta con i Nets che ha sancito la matematica eliminazione dai Play Off, hanno vinto solo una delle ultime undici gare disputate e non vedono l’ora di mettersi alle spalle questa disastrosa stagione.

Sacto è alla ricerca di una vittoria che possa tenere in vita le flebili speranze di agguantare l’ottavo seed della Western Conference, al momento a sei partite di distacco.

Lacustri ovviamente decimati dagli infortuni: Walton deve rinunciare – oltre che a Lonzo Ball e Brandon Ingram – a Josh Hart, Reggie Bullock e Mike Muscala. Torna disponibile Stephenson mentre Scott Machado ha sostituito Andre Ingram tra gli arruolabili.

Il figlio di Bill schiera Rondo, KCP, LBJ, Kuz e McGee mentre Joerger – che non dispone del solo Harry Giles III – risponde con Fox, Hield, Barnes, Bjelica e WCS.

Lakers-Kings, tanti errori al tiro

Nei primi minuti della gara Sacramento prova ad imporre un ritmo elevatissimo, L.A. non si tira indietro e rispolvera il PACE elevato visto nella prima parte di stagione.

Fox e Barnes rispondono alla tripla di KCP, mentre McGee e WCS duellano sotto canestro. LeBron prova ad essere incisivo fin da subito e dopo una…

…schiacciata segna anche dalla media. 13-12 con 6’42” da giocare nel quarto.

La sfida vive un momento caratterizzato dagli errori di entrambe le squadre, che tirano abbondantemente al disotto del 40% dal campo. I lacustri tirano meno peggio ma perdono (5) banali palloni a ripetizione. Walton e Joerger mischiano le carte schierano le seconde linee insieme ad un titolare (Rondo e Barnes).

Tra le miriadi di errori i gialloviola muovono il punteggio con le triple di Pope e Kuzma, mentre i Kings producono con il solo Bagley III, a segno dall’arco e nel pitturato.

22-20 il punteggio al termine della prima frazione. 39.1% dal campo con 7 perse (per 9 punti concessi) per i californiani, 27.6% al tiro per Sacto: il riassunto numerico di dodici, brutti, minuti di gioco.

Lakers-Kings, si rivede Born Ready 🎸

L.A. parte forte nel 2Q: il redivivo Stephenson assiste alla sua maniera JaVale McGee, che nel possesso successivo genera due seconde opportunità chiuse dalla tripla di James.

Nonostante l’immediato timeout chiesto da coach Dave Joerger, Sacramento continua a perdere palloni alimentando la transizione dei gialloviola, condotta da LBJ e chiusa dalle schiacciate del lungo ex Warriors e da Born Ready.

Bogdanovic interrompe il parziale lacustre segnando un libero e nel pitturato. 31-23 ad 8’27” dalla fine del tempo.

L’attacco californiano perde di efficacia, Kuzma e Caruso non trovano la via del canestro. Ferrell riduce le distanze, Hield pareggia dall’arco e – complici una serie di errori di LeBron – MGIII trova il sorpasso Kings. A fermare il contro-parziale (2-15) degli ospiti è Lance Stephenson che pareggia a quota 35 a poco più di cinque minuti dall’intervallo lungo.

Rondo segna il primo canestro della gara da oltre i 7.25, risponde Buddy Hield con la sua terza tripla. Lance attacca il pitturato con successo, mentre De’Aaron Fox prima serve Bagley III poi realizza il jumper dalla media, 44-45 con 1’43” sul cronometro.

Dopo i liberi di KCP e Barnes, WCS e Caruso segnano i canestri che chiudono il tempo: 48-49.

Lakers-Kings, Kuzma on fire 🔥

Come nel periodo precedente, i gialloviola partono forte: Kentavious Caldwell-Pope dopo aver alzato l’alley-oop chiuso da McGee segna ancora dall’arco, imitato poi da James. 8-0 ed inevitabile timeout Kings.

La sospensione non giova a Fox e compagni che continuano a sbagliare, mentre i lacustri spingono ancora. Dopo un difficile primo tempo (3/10 dal campo) Kuzma completa un gioco da tre punti. LeBron segna ancora da tre prima della risposta di Hield che interrompe il digiuno dei suoi. 62-52 ad 8’52” dalla fine del quarto.

A trarre beneficio dalle transizioni è ancora Kyle Kuzma, che segna due liberi, un layup e due triple respingendo il rientro di Sacramento, 77-62 con 5’46” sul cronometro.

Sacto alterna buone giocate, soprattutto nel pitturato, a scelte a dir poco discutibili oltre a coprire per niente o quasi le ripartenze veloci dei Lakers. LeBron prima schiaccia poi serve ancora Kuz, risponde la seconda scelta dell’ultimo Draft che sale a quota 18.

A ridurre le distanze è Nemanja Bjelica abile a correggere gli errori dei compagni ma il rientro dei Kings viene stoppato dallo scatenano Kuzma che realizza altre due triple, 87-72 con 1’43” da giocare.

Il quinto fallo di Rondo consente l’esordio stagionale di Scott Machado, mentre due liberi ed una tripla di Yogi Ferrell fissano il punteggio prima dell’ultima pausa, 87-77.

Nella frazione, 21 con 7/8 al tiro e quattro triple 🏀🏀🏀 per lo scatenato Kuzma.

Lakers-Kings, LeBron infallibile dalla lunetta

Dopo la prestazione monstre contro i Nets, McGee continua a giocare a buoni livelli. Il bicampione NBA prima converte l’and-one, poi segna un bel gancio in movimento. Sacramento non molla e resta a contatto con le triple di Bogdanovic ed Harrison Barnes. 94-85 dopo tre minuti di gioco, timeout per coach Luke Walton.

Joerger sceglie la via small con Marvin Bagley III unico lungo. Scelta vincente, perché il rookie dopo aver sofferto contro LBJ sfrutta la maggiore mobilità rispetto a McGee per segnare dalla media e dall’arco. Con le giocate del prodotto di Duke e di Bogdan Bogdanovic i Kings annullano quasi del tutto lo svantaggio, 98-96 con 6’09” da giocare.

Al rientro in campo il serbo commette un paio di errori – un libero, una persa – consentendo ai Lakers di allungare con Alex Caruso, che non sbaglia dalla lunetta ed in transizione.

McGee nega la via del canestro a Bagley con la quinta stoppata della sua gara, consentendo a LeBron James di catturare il rimbalzo che certifica la tripla doppia.

Il quattro volte MVP attacca il ferro e realizza i due liberi, salvo poi gestire i due possessi successivi al limite dei 24” senza ottenere nulla. 104-101 con 1’17” sul cronometro.

BB8 e Kuz sbagliano dall’arco, LeBron lotta a rimbalzo guadagnandosi i liberi del +5 a -37.5”.

Barnes ed Hield non trovano la tripla ma i Lakers concedono due volte il rimbalzo offensivo a MBIII che trova Bogdanovic che questa volta non sbaglia, -2 con 16.6″ sul cronometro e fallo immediato su James.

L’ex Cavs ed Heat è freddo e dopo un’incredibile infrazione dei cinque secondi sulla rimessa dei Kings realizza altri due liberi che di fatto chiudono la gara. Il layup di Hield ed il libero di Kuzma fissano il punteggio finale, 111-106.

Lakers-Kings, 29 per LeBron e Kuzma

Come contro i Nets, con la partita in bilico LeBron è rimasto in campo più di quanto programmato. James chiude la gara con l’ottava tripla doppia (29+11+11) della stagione, compensando la non brillante serata al tiro (9/22) realizzando otto liberi senza errori negli ultimi 2’32” di gioco.

Terzo quarto da favola per Kuzma, in ombra per quasi tutto il resto della gara. Kyle torna quello di sempre, cercando in primis la via del canestro e poi i compagni. Kuz chiude con 29+6+2, 10/22 dal campo e 5/14 da tre.

McGee (17+14 con 5 stoppate ed 8/8 al tiro) conferma di aver ritrovato lo stato di forma di inizio stagione (17.6 punti, 13 rimbalzi e 3.4 stoppate con il 68.9% dal campo).

Quattro triple per KCP (16+7+4, 5/14 al tiro) mentre Rondo (3+5+9) è stato meno dannoso rispetto alle ultime gare. Solita dose di energia dalla panca per Caruso (6+2 con 2/6 al tiro). Si rivede Lance (8+7+3), pochi minuti per Wagner e Machado.

Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center
Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Staples Center (Marcio Jose Sanchez, AP Photo)

Migliore dei suoi Bagley III (25+11 con 10/19 dal campo e 2/3 dall’arco). Cinque triple per Hield (18+6+3, 6/21 al tiro), impreciso Fox (9+6+4, 3/16). Bene Bogdanovic dalla panca (17 con 6/12), doppia cifra anche per Barnes (10) e WCS (10+9).

Box Score su NBA.com

Lakers-Kings, Walton felice per il successo

-9. A prescindere dal successo conseguito, una gara in meno verso la conclusione di una stagione che deve quanto prima essere messe alle spalle e dalla quale bisognerà trarre insegnamento per quella successiva.

Ovviamente felice per la vittoria Walton, sul cui futuro nelle ore prima della partita si è scagliata l’ombra di Jason Kidd.

Felice che i nostri ragazzi abbiamo riassaporato il sapore della vittoria. Era trascorso troppo tempo dall’ultima volta.

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 3:30 italiane – tra Martedì 26 e Mercoledì 27 Marzo per affrontare allo Staples Center i Washington Wizards.

Lakers, Lonzo Ball rivalutato tra una settimana, scongiurato il peggio per Marvin Bagley III dei Kings

Lonzo Ball and De’Aaron Fox, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center

Los Angeles Lakers, Lonzo Ball rimarrà fuori un’altra settimana per un problema alla caviglia sinistra.

 

Come riportato da Shams Charania di The Athletic, le condizioni della point guard dei Lakers verranno rivalutate tra sette giorni. Lonzo Ball aveva riportato una distorsione di terzo grado alla caviglia durante la sfida dell scorso 19 gennaio al Toyota Center di Houston contro i Rockets di James Harden.

 

 

Ball ha saltato le successive 15 uscite (5-9) dei suoi Los Angeles Lakers. Lo staff medico dei Lakers ha reso noto come il giocatore necessiti di ulteriore tempo per “favorire il processo di guarigione e recupero” della parte offesa. Il recupero di Ball, inizialmente previsto entro le 3-5 settimane, è proceduto più lentamente del previsto a causa del lento processo di assorbimento degli ematomi presenti all’altezza della caviglia infortunata.

 

Ball, point guard al secondo anno da UCLA, ha viaggiato in questa stagione a 9.9 punti, 5.4 assist e 5.3 rimbalzi a partita, con il 40.6% al tiro in 30.3 minuti dì’impiego in 47 partite disputate.

 

Sacramento Kings, Marvin Bagley III (ginocchio sinistro) out 1-2 settimane

 

Sospiro di sollievo in casa Sacramento Kings. La risonanza magnetica effettuata sul ginocchio sinistro di Marvin Bagley III ha evidenziato una distorsione, scongiurando ipotesi più gravi.

 

Le condizioni del giocatore al primo anno dei Kings saranno rivalutate tra almeno due settimane. Bagley si era infortunato lo scorso mercoledì 27 febbraio durante il terzo quarto della sfida tra Sacramento Kings e Milwaukee Bucks.

 

In questa stagione, la seconda scelta assoluta al draft NBA 2018 ha viaggiato sinora a 13.9 punti e 7.2 rimbalzi a partita, in 24.8 minuti a gara ed il 50.3% al tiro in 47 gare disputate.

 

Rising Stars Challenge 2019, Kyle Kuzma MVP e vittoria per Team USA

LA Lakers-Kyle Kuzma, Los Angeles Lakers vs Boston Celtics at TD Garden

Rising Stars Challenge 2019, è Kyle Kuzma dei Los Angeles Lakers l’MVP dell partita di esibizione tra i migliori rookie ed i migliori giocatori al secondo anno NBA.

A Charlotte, North Carolina, sede dell’edizione 2019 dell’All-Star Weekend NBA, i 35 punti finali di Kuzma conducono “Team USA” alla vittoria per 161-144 su “Team World”. Oltre ai 35 del giovane talento dei Lakers, da segnalare i 30 punti di Jayson Tatum dei Boston Celtics ed i 25 punti con 10 assist della point-guard degli Atlanta Hawks Trae Young.

Per “Team World”, è l’australiano Ben Simmons il migliore in campo. Per la star dei Philadelphia 76ers, che sarà impegnato anche domenica notte nella partita dei “grandi”, 28 punti con soli 3 errori dal campo a fine gara. Per i rappresentanti della selezione internazionale ci sono anche 21 punti dl Lauri Markkanen ed i 13 con 9 assist di Luka Doncic.

Rising Stars Challenge 2019, schiacciate e spettacolo, Collins scalda i motori per la gara delle schiacciate

In un partita di pura esibizione, lo spettacolo e le tante schiacciate regalate dai giovani giocatori in campo sono lo spettacolo principale. A Marvin Bagley, Ben Simmons e John Collins degli Atlanta Hawks (che sarà impegnato anche sabato notte nella gara delle schiacciate) il compito di intrattenere il pubblico con numeri ad alta quota.

I portacolori statunitensi sono sempre avanti nel punteggio, e schiacciata dopo schiacciata, Donovan Mitchell e compagni costruiscono un vantaggio insormontabile per gli sfidanti (154-140 a due minuti dal termine).

A fine partita, Kyle Kuzma viene premiato col titolo di MVP. Team USA torna alla vittoria dopo due sconfitte consecutive (2017 e 2018), e si porta in vantaggio per 3-2 nella “serie” del nuovo formato del vecchio Rookie Challenge, adottato dalla NBA nel 2015.

Sacramento Kings e Detroit Pistons interessati a Marc Gasol?

Marc Gasol and JaVale McGee, Los Angeles Lakers vs Memphis Grizzlies at FedExForum

I Memphis Grizzlies hanno messo sul mercato le loro stelle Mike Conley e Marc Gasol. Tra i due giocatori in uscita, quello che attualmente sta destando maggior interesse è proprio il centro catalano. I Sacramento Kings e i Detroit Pistons tra le franchigie interessate a Marc Gasol, sebbene ancora non siano arrivate offerte ufficiali.

A frenare gli entusiami dei potenziali interessati sarebbero le richieste dei Memphis Grizzlies.

la squadra allenata da coach J.B. Bickerstaff spera di poter includere nelle prossime trattative l’ala Chandler Parsons. L’ex giocatore degli Houston Rockets è titolare di un pesantissimo contratto quadriennale di 94,4 milioni di dollari che scadrà tra due anni. Parsons ha disputato solo 73 partite in due stagioni a causa di una lunga serie di infortuni.

Kings e Pistons interessati a Marc Gasol

 

Analizzando le situazioni di Sacramento e Detroit, i Sacramento Kings sembrano essere in vantaggio.

I Kings hanno uno dei payroll più bassi della NBA, visti i tanti rookie contract presenti, e sarebbero alla ricerca di un lungo. Coach Dave Joerger dispone di un reparto lunghi ampio, ma privo dell’esperienza e della classe dello spagnolo Gasol.

Willie Cauley-Stein è attualmente il titolare. Il prodotto di Kentucky è alla sua terza stagione NBA ed ha dimostrato miglioramenti in questa stagione. Il primo cambio di Cauley-Stein è la seconda scelta del draft 2018 Marvin Bagley III.

Bagley è uno dei giocatore sui quali i Kings punteranno per ricostruire la squadra ed è quello che più beneficerebbe dall’arrivo di Marc Gasol. A chiudere il reparto lunghi in casa Sacramento Kings Kosta Koufus e Skal Labissiere, al momento fuori dalle rotazioni. Cauley-Stein, Koufos e l’ex Kentucky Labissiere potrebbero essere inseriti in una eventuale trade per il lungo dei Memphis Grizzlies.

Per quanto riguarda i Detroit Pistons, Gasol sarebbe una pesante aggiunta per la corsa ai playoff, sebbene uno scambio appaia decisamente difficile. Con due giocatori del calibro di Blake Griffin e Andre Drummond, Gasol sarebbe costretto ad uscire dalla panchina, ma difficilmente il fratello minore di Pau accetterebbe un ruolo da riserva.

Per una quadra NBA, muovere giocatori con contratti pesanti come Marc Gasol e Mike Conley a stagione in corso non è mai facile. Per lo spagnolo sembra però essere seriamente arrivato il momento dell’addio.

Kings, infortunio per Marvin Bagley III, almeno 10 giorni di stop

Marvin Bagley III and Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center

Sacramento Kings, infortunio per Marvin Bagley III.

Un guaio al ginocchio sinistro terrà a riposo l’ex Duke Blue Devils per almeno 10 giorni.

Come annunciato dagli stessi Kings, Bagley si è sottoposto nella giornata di venerdì ad una risonanza magnetica, che ha evidenziato una forte contusione al ginocchio. Le condizioni della seconda scelta assoluta al draft NBA 2018 saranno rivalutate tra 10-14 giorni.

Marvin Bagley si è infortunato durante il secondo quarto della sfida conto i Goolden State warriors al Golden 1 Center di Sacramento. I Kings sono stati sconfitti in volata dagli Warriors per 130-126.

L’infortunio di Bagley libererà minuti nelle rotazioni di coach Dave Joerger per Kosta Koufos e per il secondo anno Harry Giles. L’ex Duke sta viaggiando a 12.7 punti, 6.1 rimbalzi e 1.0 stoppate a partita.

Sacramento Kings, Vlade Divac medita di sostituire coach Dave Joerger

Divac su Joerger

Dave Joerger-Sacramento Kings, possibile cambio in panchina per la squadra di De’Aaron Fox e compagni?

Dubbi sulla permanenza di coach Dave Joerger sulla panchina dei sacramento Kings. Differenze di vedute tra l’ex coach dei Memphis Grizzlies, da tre anni capo allenatore dei Kings, ed il front office della franchigia californiana, guidato dal grande ex Vlade Divac, sarebbero alla base delle tensioni.

Secondo quanto riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports, Divac non approverebbe la riluttanza di Jorger nel concedere minuti alle giovani leve dei Kings, favorendo l’impiego di veterani quali Iman Shumpert, Kosta Koufos, Nemanja Bjelica e Troy Williams.

Al momento, i risultati di squadra parlano per coach Joerger. I Sacramento Kings (8-8) stanno vivendo la miglior partenza di stagione regolare da tempo immemore, complice anche una schedule abbastanza accessibile nelle prime 20 partite.

Dave Joerger-Sacramento Kings, il problema minuti per Bagley

Marvin Bagley III and Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center
Marvin Bagley III and Josh Hart, Los Angeles Lakers vs Sacramento Kings at Golden 1 Center (Ezra Shaw, Getty Images)

Ruolo e minutaggio di Marvin Bagley III, la scelta numero 2 al draft NBA 2018 dei Kings, sarebbero il centro della questione tra Joerger e Divac.

L’ex Duke Blue Devils Bagley sta viaggiando a medie stagionali più che incoraggianti (11.6 punti e 5.5 rimbalzi a partita) in 22.6 minuti a partita, in uscita dalla panchina.

Altre ex prime scelte recenti dei Kings (Skal Labissiere da Kentucky e Harry Giles da Duke) stanno invece faticando a trovare minuti di gioco nelle rotazioni di Joerger.

Vlade Divac non ha fatto mancare negli ultimi giorni il supporto al coach che tre anni fa rimpiazzò George Karl sulla panchina dei Sacramento Kings.

Dave (Joerger, ndr) ha la nostra più competa fiducia e supporto. Continueremo a lavorare di comune accordo per sviluppare i tanti giovani a roster, e competere

-Vlade Divac su Dave Joerger-Sacramento Kings  –

Parole che non chiariscono però le differenze di vedute tra management e staff tecnico.

L’impiego di veterani più pronti alla pugna NBA, rispetto a giovani di belle speranze, riflette la volontà di Joerger di tentare da subito la caccia ad un difficile ma non impossibile ottavo posto ad ovest, per riportare a Sacramento quei playoffs che mancano dal 2006.

Dopo la sconfitta in trasferta di stanotte, per mano degli Houston Rockets, i Kings sono alla terza sconfitta nelle ultime quattro partite, ed alla quinta nelle ultime sette dopo una partenza sprint da 6-3.

 

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Manuale Sacramento Kings 2018/2019: in Marvin we trust

Fox e Bagley

Secondo ESPN, i tifosi dei Sacramento Kings sono tra i più sfortunati dello sport americano odierno, insieme a roster come i Padres della MLB o i Browns della NFL. E se pensate che sono al primo posto (quindi peggiori) nonostante i Browns abbiano vinto la prima partita dopo quasi 2 anni, giusto domenica scorsa, forse la situazione è parecchio brusca.
Durante l’estate la dirigenza si è mossa con occhio per il futuro, perseguendo lo spirito del “Arriverà il nostro momento”. La verità è che la prossima stagione deve necessariamente essere una battaglia dietro l’altra, dato che al prossimo draft non avremo alcuna chiamata, quindi tankare non serve sostanzialmente a nulla.

In panchina rimane sempre coach Dave Joerger, il ché è una ventata fresca per i giovani, che non dovranno subire l’ennesimo cambio di gioco, dopo quello già sofferto tra l’europeo/NCAA ed NBA. Altro fattore importante è il recupero di un possibile diamante, sicuramente grezzo, come Harry Giles III, sfortunatissimo nella stagione scorsa passata con l’abito buono in panchina ad applaudire i compagni. Scopriamo che annata ci dobbiamo aspettare dai californiani grazie al manuale Sacramento Kings 2018/2019.

MANUALE SACRAMENTO KINGS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE
Siamo alle solite, come ormai da anni a questa parte, la ricostruzione è stata finora lenta e dolorosa e siamo ben lungi dalla conclusione. Nella scorsa stagione abbiamo visto degli sprazzi di luce dal talento di De’Aaron Fox, il Super Sayan ex Kentucky, giocatore capace con la sua velocità ed atletismo di spaccare le difese in due, e da Double Bogdan, già MVP del Rookie-Sophomepore game di febbraio.
Ovviamente tankare dovevamo e tankare abbiamo fatto. Risultati di squadra modesti ma unità e coesione hanno fatto da padrone in uno spogliatoio già troppo martoriato dalla precedente diatriba dirigenza-George Karl. Coach Joerger ha saputo mettere insieme questo gruppo di talenti pure nei 28 metri, esibendo un basket piacevole e veloce.

Il record finale di 27 vinte e 55 perse fa male, specie per i Die-Hard Fan, ma alla fine è più che comprensibile. Quel record  ha comunque portato la seconda scelta assoluta allo scorso Draft, con la quale abbiamo acchiappato da Duke University Marvin Bagley III.
Anche se ora sono 11 anni che ad aprile siamo già in vacanza
.

  • Record: 27-55
  • Piazzamento: Seed #12, Western Conference
  • Offensive Rating: 103.7
  • Defensive Rating: 111.1
  • Team Leader: Zach Randolph (14.5 PTS), Cauley-Stein (7 REB), Fox (4.4 AST)

MANUALE SACRAMENTO KINGS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI
Arrivi

  •  Marvin Bagley (Draft)
  •  Ben McLemore
  • Nemanja Bjelica
  • Yogi Ferrell

Partenze:

  • Vince Carter
  • Malachi Richardson
  • Garrett Temple
  • Georgios Papagiannis

La linea del futuro prosegue, andando a prendere Bjelica, buon giocatore di ruolo, riprendendo McLemore che oltre ad essere giovane già aveva calcato il parquet del Golden One Center e implementando anche Yogi Ferrell a dare una mano dalla panchina.

 

MANUALE SACRAMENTO KINGS 2018/2019: L’ANALISI
Non che ci sia poi moltissimo da analizzare, in effetti. Secondo molti pareri piuttosto concordanti e di sicuro spicco, la stagione si assesterà nuovamente sulle 30 vittorie. Vuoi per la ancora non percepita maturità generale, vuoi per la vecchiaia che sta raggiungendo Randolph, la stagione che deve venire sarà all’insegna del tutto per tutto. Ricordiamoci che non abbiamo alcuna scelta al draft, ergo tankare non serve assolutamente a nulla. Ciò che coach Joerger instillerà nei suoi è la voglia di sbucciarsi gomiti e ginocchia pur di vincere, solo così si costruisce una squadra per il futuro: generando empatia tra i compagni di squadra. Ora magari perdi, ma prima o poi la ruota inizierà a girare.

Sarà interessante vedere come si disporranno i pezzi nei momenti più importanti della partita. Possibile un quintetto con Fox, Hield, Bogdanovic, Bagley e Randolph. 
Il fatto di avere un buon rim protector come Cauley-Stein dovrebbe essere indice di buona difesa nel pitturato, capacità condivisa anche da Bagley e Giles, i quali però devono assolutamente mettere massa muscolare per reggere il livello fisico NBA

 

I Kings potranno usufruire della capacità di concludere nel traffico di Bagley.

Prima punta sarà ancora Randolph, con tante situazioni di isolamento in post basso o medio, ma bisognerebbe rimanere stupiti di vedere uno tra Hield, Bogdanovic e Fox primi realizzatori di quadra, magari sopra i 20 di media.

CONCLUSIONE

Sarà l’ennesima stagione perdente e frustrante, su questo non ci piove. La cosa più furba da fare è quella di seguire l’evoluzione di alcuni giocatori. Magari non tutti, qualcuno rimarrà indietro ma almeno ci possiamo consolare con l’esplosione degli altri.

 

California Classic Summer League: Lakers battuti dai Kings

Josh Hart, Allerek Freeman and Devin Williams, California Classic Summer League

All’esordio nella California Classic Summer League, Lakers sconfitti dai Kings

Mentre impazza la Free Agency – che ha rivoluzionato l’NBA ed i Los Angeles Lakers in seguito all’approdo in gialloviola di LeBron James – prende il via la prima edizione della California Classic Summer League di Sacramento.

Il roster gialloviola ha subito qualche cambiamento rispetto a quello annunciato, per cui in quintetto al posto dell’ormai ex Thomas Bryant troviamo l’undrafted ex Blue Raider Nick King con il secondo anno Hart, Rathan-Mayes e le scelte Wagner e Mykhailiuk. Sacramento schiera la seconda scelta dell’ultimo draft Bagley III in compagnia dei sophomore Fox, Giles, Mason e Jackson.

Ad avvio match l’ambiente del Golden 1 Center sembra più quello delle sfide dei primi anni 2000, col pubblico di casa ad intonare ripetutamente Beat L.A.! Beat L.A.!.

La gara però segue il tipico copione delle sfide estive, con ritmo elevato, schiacciate in libertà e perse a ripetizione. I lacustri partono bene toccando il anche +12 prima di dilapidare il vantaggio ed essere raggiunti sul finire del 3° quarto, premessa all’allungo decisivo dei padroni di casa a pochi minuti dalla fine. 93-98 il finale.

Tra i gialloviola bene Josh Hart (23+4+3, 5/7 dall’arco e 5 perse) che ha mostrato quanto di buono emerso nella scorsa stagione: tiro dall’arco, giocate intelligenti, tagli forti verso il ferro e tanta intensità. Peccato per i due tecnici che gli sono costati l’espulsione sul -2 a pochi minuti dalla fine, sancendo di fatto il successo dei Kings.

Josh Hart “Sto pensando di giocare, sono qui e voglio competere”.

Discrete le prove dei rookie Moe Wagner (23+7, 2/9 da tre) e Sviatoslav Mykhailiuk (15 punti con 3 triple). Moe ha battagliato con Bagely III, soffrendone il maggiore atletismo, provando ad alternare giocate sul perimetro ad incursioni nel pitturato. Svi dopo aver sofferto nella prima parte della gara nel quarto finale ha provato a tenere in partita i Lakers segnando tre triple consecutive.

Moritz Wagner and Marvin Bagley III, California Classic Summer League
Moritz Wagner and Marvin Bagley III, California Classic Summer League (AP Photo/Rich Pedroncelli)

Per i Kings buone prestazioni di Marvin Bagley III (18+6) e De’Aaron Fox (23+6+8 con 5 perse e 7 falli) chiaramente dotati di talento superiore rispetto alla media degli altri in campo.

A fine gara coach Miles Simon si è detto soddisfatto della prova dei suoi, non colpevolizzando Josh anzi apprezzando il suo agonismo. Lo stesso Hart a fine gara ha confermato che dovrebbe esserci anche contro gli Heat, così come dovrebbe essere disponibile Alex Caruso.

Nell’altra sfida della notte i Golden State Warriors hanno battuto i Miami Heat 79-68 grazie alle buone prove di Nunn (19+11) e Jones (14). Agli Heat non sono bastati Jones Jr. (24+11) e Bam Adebayo (14+14 con l’orribile 3/13 dal campo).

La California Classic Summer League prosegue questa notte con le sfide tra Heat vs Lakers e Warriors vs Kings.

76ers-Draft 2018: Philly vuole scegliere nelle prime 5

76ers-Draft 2018: il team di Joel Embiid e Ben Simmons vuole fare dei tentativi per ottenere una scelta ancor più importante al prossimo draft.

L’ex direttore generale dei Cleveland Cavaliers David Griffin ha detto che i Sixers sono desiderosi di risalire per ottenere un giocatore che sarà in top 5.
L’obiettivo di Philadelphia rimane poco chiaro, ma la squadra ha molte risorse per trovare un accordo. I Sixers scelgono alla 10 e alla 26 del primo turno, dopo aver avuto la prima scelta nel 2017, Markelle Fultz.
Il nostro mock draft proietta Deandre Ayton ai Phoenix Suns alla chiamata numero 1, Marvin Bagley III ai Sacramento Kings alla 2, Jaren Jackson agli Atlanta Hawks alla 3. Per Luka Doncic discorso diverso che era dato alla 2 ma col passare del tempo ha iniziato a scendere fino alla 4 dei Memphis Grizzlies. Alla 5 Michael Porter Jr, cioè ai Dallas Mavericks.

76ers-Draft 2018: ecco cosa serve a Philadelphia.

Considerando che i Sixers hanno già un tandem di livello nel reparto lunghi con Dario Saric e Joel Embiid, è difficile immaginare che il front office miri a un altro gigante.
È ovvio che Philly sarà interessata ad un giocatore in grado di crearsi tiri da solo e con ottime capacità realizzative. Molte infatti le difficoltà a far canestro di Simmons e Fultz della scorsa stagione.
Luka Doncic e Michael Porter Jr. sono i due candidati principali. Trae Young potrebbe andare tra i primi cinque, ma è tutt’altro che sicuro.

Esclusi i Phoenix Suns alla 1, gli altri team nelle prime cinque sono disponibili a fare una trade. Ciò darà ai Sixers molteplici opzioni per trovare l’accordo migliore.

È probabile che i Sixers possano dover far partire Dario Saric o Markelle Fultz, così come la 10 e  la 26, per entrare nelle prime cinque. Fultz non vale la pena scambiarlo, ma bisogna comunque tenerlo in considerazione. Saric è già un giocatore di calibro da quintetto di partenza in una squadra competitiva.