Ben McLemore riparte da Toronto: firmerà un decadale

Continuano i colpi di mercato dopo lo scadere della trade deadline. Protagonisti i Toronto Raptors, che dal mercato dei free agent aggiungono al proprio roster Ben McLemore, dopo che il giocatore è stato tagliato dai Sacramento Kings.

Come riportato da Shams Charania, l’ex Memphis firmerà un contratto dalla durata di 10 giorni.

Con la maglia della squadra Californiana, ha deluso le aspettative realizzando solo 3.9 punti in 19 match disputati.

Nonostante ciò può risultare molto utile per i Raptors, fornendo un ottimo apporto dalla panchina. La squadra canadese d’altra parte si cautela con il contratto decadale. Questo tipo di accordo servirà a cercare di capire, in così breve lasso di tempo, quanto l’aggiunta di Ben McLemore risulterà importante. Va tenuto inoltre in considerazione, che McLemore non disputa tutte le 82 partite della regular season dalla stagione 2014-2015.

La mossa di Toronto conferma la grande attezione al mercato dei buyout per le contender oltre che per le squadre che lottano per i playoff come già fatto da Detroit Pistons e Indiana Pacers.

 

McLemore-Kings: Temple spedito ai Grizzlies. I dettagli della trade

McLemore-Kings di nuovo insieme. La guardia americana torna in California all’interno di una trade, con i Memphis Grizzlies, che ha visto coinvolti anche altri due giocatori.

A riportare la notizia è stato Adrian Wojnarowski di ESPN che già nelle ultime ore aveva dato per chiuso l’affare.

McLemore-Kings: la trade con Memphis

Come detto sopra Ben McLemore torna a Sacramento insieme a Deyonta Davis e ad una cifra in denaro mentre Garrett Temple fa il percorso inverso finendo ai Grizzlies.

Non solo perché, nella trade, c’è anche un’opzione per cui la franchigia del Tennessee dovrà inviare una scelta al secondo giro del Draft 2021 per rendere completo l’accordo con i californiani, come riferito da Chris Herrington di The Daily Memphian.

Grazie a questa operazione, Sacramento avrà ben 20.5 milioni di dollari nel cap-space (più di qualunque altra franchigia NBA) con 14 contratti garantiti, che potrebbero spingere la franchigia di provare uno dei pochi free agent di livello rimasti sul mercato (per esempio Marcus Smart, ndr).

Dopo un anno a Memphis, dunque, Ben McLemore torna ai Kings, arrivando da una stagione davvero sfortunata soprattutto dal punto di vista fisico, chiusa con 7.5 punti di media nelle 56 gare disputate. Davis sarà invece una buona aggiunta al frontcourt di Sacramento che comprende già altri giocatori interessanti come Marvin Bagley III.

Per quanto riguarda i Grizzlies, invece, l’aggiunta di un veterano come Temple porterà un contributo difensivo importante e buona affidabilità nel tiro da 3 punti (39.2% nel 2017/18).

Once We Were Kings: Episode 1

Se siete amanti delle storie un po’ trash, un po’ naif, dove però il buono/protagonista vince sempre, avete sbagliato canale.
Andate oltre.
Qui si parla di storie brutte. Ma brutte brutte brutte (Aldo svizzero docet).

Prendo a mani basse, anzi bassissime quasi rasoterra, quello che il buon Luigi Ercolani ha fatto/sta facendo con il suo Dallas Buyers Club (Qui il primo assolo) per parlare di ciò che sta accadendo nella città Texana. Io, ladro di sogni se ne esiste uno, mi sposto un po’ più in la, dove le carovane si fermarono per l’ultima volta e dove il Selvaggio West, ora come ora, non è poi più così selvaggio. Il tutto in salsa Pulp, dove non esiste un buono e tutti sono protagonisti.

Interpreti principali:

  • Vivek Ranadivè
  • Vlade Divac
  • DeMarcus Cousins
  • Rudy Gay
  • Ben McLemore
  • Dennis Johnson AKA The Mayor
  • Dave Joerger
  • Sacramento
  • Ty Lawson24934487

New Era (?)

Le maglie nuove, l’allenatore nuovo ed il palazzetto nuovo. Quest’ultimo con 17500 posti disponibili da subito per altrettante teste paganti.

Se ne stavano per andare, i Kings, dalla capitale della California: qui non li trattavano bene, i tifosi stentavano ad essere entusiasti e la squadra ancora di più. La sirena Seattle cantava fortissimo anche perchè vuoi mettere quel tizio lungo col 15 sulla schiena come stava bene in una città così appassionata come la Città dello smeraldo? Altro che quei rammolliti della California! Invece il semaforo rosso blocca le speranze della città ex Sonics. Si resta da quei rammolliti sperando che Danny DeVito si sbagli e che non rammollisca pure loro. Il computo della questione, filtrata anche da una enorme botta di culo che “The Mayor” Kevin Johnson, ex playmaker dei Phoenix Suns ed avide lettore biblico, è diventato il nuovo sindaco della città, vede il Golden 1 Center come la nuova casa di questi strani strani Sacramento Kings. Il gran palazzetto sorge proprio nel centro della città a Downtown Commons (DoCo se volete essere cool come loro) e propone anche 49 Suits ed un estensione fino a 19000 posti se si va di concerti o spettacoli. Ad esempio, metti caso siate nei paraggi in questo periodo, potrete trovare Minnie e Topolino danzare leggiadri sul ghiaccio.

Da Topolino a DeMarcus Cousinsold-cartoon-andrew-tarusov-6-670x948

Il passo è più breve di quanto si pensi, se estrapolati dal contesto originale. Diciamolo: nella fantasia Disney, Topolino è il capoccia, quello a cui vanno baciate le mani quando le televisioni dei bimbi sono spente. DMC è il Re di Sacramento. Non solo dei Kings. Certo non ha lui il potere decisionale in tutto, anche perchè “il Sultano” Ranadivè non è diventato miliardario affidando le decisioni importanti in giro a chi che sia. Ma senza DMC, ad ora, la sponda Sacramento (mare escluso) sarebbe quanto meno arida. C’è indubbiamente da fare dei progressi! Sei falli in un quarto sono un attimo vorticosi per chi dovrebbe proteggere il centro area e poi farne 25 nell’altra estremità. Quindi è anche inutile che avvalori l’idea, strettamente personale, che almeno un paio di quei fischi sono stati quanto meno “discutibili” per non dire “gaglioffi”.

Ma senza il bimbone col 15 siamo piuttosto messi maluccio. E non parlo solo in campo.

Il Cast di supporto

Piangono e ne hanno ben donde. Ogni giorno si sentono dire che potrebbero essere messi in quella trade o in un’altra, ogni giorno si sentono imputare problemi su problemi a cui magari non sarebbero neanche tenuti a dare risposte. Uno su tutti è Rudy Gay, il quale piuttosto elegantemente ha detto non molto tempo fa che vuole rimanere ma che se dovesse partire non se la bbaoratciaaw-feprenderebbe poi così tanto.

L’altro invece, Ben McLemore ai posteri, è diventato quello che non sarebbe dovuto diventare: Una Promessa non mantenuta. Almeno per ora, per carità, anche se va detto che non fa propriamente vedere dei lampi di luce così folgoranti. Il povero Dave Joerger sa cosa vuole dire resistere ad una società difficile, vedi quando era a Memphis, ma ragionare con un General Manager che appena l’anno prima ha chiesto a tutta la squadra se volessero licenziare George Karl o meno, è un paio di guanti diversi.

La squadra comunque non sta andando poi così male: Quattro vinte, Sette perse. Poteva andare largamente peggio, se consideriamo che il Playmaker titolare è l’ombra di Ty Lawson. O anche considerando che Willie Cauley-Stein gioca a singhiozzi.

Ci Sono ancora 71 partite da qui alla fine del campionato e tutto può ancora accadere. Anche che DMC prenda altre strade…

Cavs-Kings possibile trade in vista: coinvolti Belinelli e Shumpert

Secondo quanto riporta Jason Jones i Sacramento Kings ed i Cleveland Cavs starebbero parlando per una possibile trade che coinvolga più giocatori: si tratterebbe anche del nostro Marco Belinelli che Divac considera cedibile.

I Kings vorrebbero Iman Shumpert, guardia che sa difendere molto bene (il che manca molto ai Kings), mentre i Cavs sono interessati a Ben McLemore, Koufos ed appunto Belinelli. Anche Mozgov potrebbe essere parte dell’accordo.

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Marco Belinelli ai Kings: avventura già finita?

Seguite qui tutte le notizie di mercato aggiornate minuto per minuto! 

Gay, Cousins e Rondo guidano la rimonta per la vittoria dei Kings sui Raptors

Sacramento si presenta a questa partita casalinga con un record di 3 vittorie e 7 sconfitte, quasi obbligata a vincere. Fin da subito Cousins e Rudy Gay cercano di essere il più aggressivi possibile, ma i Kings non riescono a fare il parziale e ad allungare su Toronto. I Raptors giocano bene, costruiscono tiri e li mettono. Il 15 su 31 da tre punti della squadra canadese è un dato che mette in luce la difficoltà di allungare dei Kings. La partita è totalmente in equilibrio fino alla fine del terzo quarto, quando Derozan, Carroll, aiutati dalla tripla al buzzer di Kyle Lowry decidono di cambiare marcia. Purtroppo per la squadra di coach Casey dall’altra parte c’è un certo Demarcus Cousins, che chiuderà il match con 36 punti e 10 rimbalzi. Anche i compagni del centro si sono rivelati stupiti dalla grande partita e dalla nuvoa impronta di gioco e dal gioco da centro atipico del numero 15.

“Era davvero grandioso questa notte, davvero fantastico,” ha detto Marco Belinelli sul numero 15, “ha giocato alla grande ultimamente, sono davvero felice per lui.”

Rudy Gay mette la sua firma incisiva sulla partita con 27 punti, 6 rimbalzi e 3 assists, ma soprattutto con un paio di giocate importanti in alcuni momenti decisivi. Sempre dal lato Sacramento abbiamo Rajon Rondo che, dopo 3 triple doppie in 4 partite, realizza 14 assists, fornendo palloni ottimi a tutti i compagni. Il playmaker numero 9 è un generale in campo, difensivamente la sua comunicazione si può avvertire anche attraverso uno schermo.  Questa partita non gioca 48 minuti ma 43, con una pausa dovuta all’ingresso in partita di Seth Curry, il fratello di Steph.

La partita prende l’inerzia dei Raptors, ma a pochi minuti dalla fine, sotto di 5 punti, Sacramento infila una “run” di 10-0 e, anche grazie al supporto della Sleep Train Arena, porta a casa una vittoria importantissima che gli consente di rimanere attaccata al treno di squadre in lotta per i Playoffs della Western Conference. Dall’altro lato Toronto, dopo una buona partenza, non riesce a trovare continuità di vittore o a infilarne qualcuna in fila che gli permetterebbe di aggiudicarsi una buona posizione di partenza per il resto della regular season.

L’allenatore della squadra canadese, Dwyane Casey, dopo la partita non è sembrato molto contento ovviamente, e nelle dichiarazioni ha spiegato le motivazioni della sconfitta:

Segni 15 triple ma gli permetti di tirare al 51%, non vincerai molte partite in questo modo. Fino a questa notte avevamo avuto una buona attenzione ai dettagli difensivamente e non so per quale ragione questa notte non ci siamo riusciti. È colpa nostra.”

La prossima partita i Raptors resteranno in California per affrontare i campioni in carica Golden State Warriors. Toronto avrà la possibilità di fermare la squadra di Curry, attualmente sull’11-0. Non sarà per nulla facile, soprattutto dopo una partita cosi dispendiosa. Sacramento, invece, giocherà in trasferta ad Atlanta contro gli Hawks mercoledì notte.

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Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa

NBA Prediction 2015-2016: Sacramento Kings

Sacramento Kings: record 41-41

In California l’estate non è stata per nulla facile. Si è parlato tanto di giocatori in bilico tra la fiducia e la sfiducia della società, primo tra tutti Demarcus Cousins, protagonista di un sequel di episodi nell’ambito NBA che hanno creato l’aspettativa di una trade che lo avrebbe portato a Los Angeles, sponda Lakers. Il cambio di allenatore non semplifica le cose con il big man, soprattutto dato che sembra che George Karl voglia spingere sul rebuilding dando spazio a Willie Cauley-Stein, scambiando il numero 15, centro della squadra e del progetto Kings fino ad oggi, e per il futuro. Tutto sembra risolversi con l’arrivo dell’autunno, ma ora bisognerà vedere se le crepe createsi si siano davvero saldate.

Il mercato di Sacramento ad inizio estate può prendere due direzioni: il totale rebuilding o il tentativo di raggiungere i playoffs nella complicata conference dell’ovest. Si opta per la seconda nei Kings, soprattutto per non perdere il treno di un giovane Cousins che sembra essere giunto al punto della sua definitiva esplosione.
Rajon Rondo è il pezzo pregiato che arriva in California. Il giocatore firma un annuale da 9 milioni e mezzo di dollari, cosi da poter ristabilire il proprio valore nella lega prima di affrontare la ricchissima Free Agency 2016 in arrivo e il legato incremento mostruoso del cap. Inoltre i Kings raggiungono un accordo con l’ex campione del Foot Locker Three Point Contest, Marco Belinelli, per 19 milioni in 3 anni. Dal draft arriva Cauley-Stein dai Kentucky Wildcats e Kosta Koufos è un altro colpo che permetterà a Karl di dare profondità al reparto lunghi della squadra. Dopo un ottima Summer League, anche Seth, il fratello di Steph, Curry riesce a guadagnarsi un contratto. Quincy Acy e Eric Moreland sono gli ultimi due significativi giocatori a firmare con la squadra. Dai Kings vanno via Reggie Evans, Ryan Hollins e Andre Miller: tre giocatori che non hanno tolto molto, a questo punto della loro carriera individuale, alla squadra.

PG: Rajon Rondo
SG: Ben McLemore
SF: Rudy Gay
PF: Willie Cauley-Stein
C: Demarcus Cousins

Rajon Rondo e Demarcus Cousins, lo scorso anno, in un confronto tra Mavericks e Kings

Stiamo parlando di una squadra il quale obiettivo principale è raggiungere i playoffs. Nella Western Conference sarebbe un ottimo risultato per un roster potenzialmente devastante come quello dei Sacramento Kings. Purtroppo per Divac e il suo staff il basket non è un gioco identificabile come la somma delle qualità dei singoli giocatori quindi, prima di capire quali realmente saranno le aspettative della squadra, dovremo vedere all’opera questo roster da poco assemblato. I Playoffs restano il target fisso, senza alcun se né ma.

Per raggiungere questo traguardo servirà il miglior Demarcus Cousins possibile. Il giocatore è molto giovane, ma già uno dei migliori della lega, e per il 15 diventare una costante arma offensiva e difensiva sarà la priorità. Inoltre, con questa free agency, DMC ha trovato un playmaker passatore come Rajon Rondo, una guardia tiratrice come Marco Belinelli e un lungo mobile come Willie Cauley-Stein ad affiancarlo pronti per la prossima stagione. Ormai servirà soltanto la conferma del suo immenso potenziale, dato che in trascinatore e leader ci si sta trasformando rapidamente. I punti interrogativi sono molto più sul resto del roster che sulla stella dei Kings.

Possibili sorprese? Il primo nome che viene in mente come quello che potrebbe dare il maggior apporto rispetto a quello atteso è Rajon Rondo. Ovviamente definirla sorpresa sarebbe un reato, viste le esperienze durante la carriera del numero 9. Nel caso in cui non riuscisse a tirare fuori una buona prestazione nessuno si stupirebbe. Dall’altro lato se riuscisse a tirare fuori una tripla doppia dopo l’altra come ai migliori tempi di Boston e i Big 4 nessuno si stupirebbe. Sorpresa ma non troppo, sicuramente da tenere d’occhio. Per la vera nomination di Most Improved Player della squadra andrei su Ben McLemore. L’ex Kansas Jayhawks sembra davvero essere pronto per il primo vero salto di qualità, dopo due stagioni all’interno della lega professionistica. La difesa e l’atletismo mostrati dal giocatore, anche soltanto a sprazzi, sono le fondamenta di un’ottima guardia.

Ben McLemore, primo giro al draft 2013, si appresta ad affrontare la propria terza stagione NBA.

Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa

Classe Draft 2013: molti i Sophomore in cerca di risposte

C’è qualche giovane interessante in NBA, non solo proveniente dal draft 2014: anche molti prospetti interessanti del Draft 2013 sono alla ricerca di conferme o in altri casi di dimostrare a tutti di non essere dei flop.
Sarà l’anno di Bennet? Carter Williams mostrerà ancora altro potenziale? Noel riuscirà a spaccare le partite con il suo atletismo finalmente? McLemore troverà continuità? Len avrà minuti o si rivelerà un flop? Oladipo? Porter? Andiamo per ordine e cerchiamo di analizzare le loro situazioni:

1) Bennett:
BennettAnthony Bennett potrà finalmente trovare la sua dimensione in quel di Minnesota? Certo che la franchigia è un ottimo posto nel quale crescere. Wiggins, LaVine, Bennett, Dieng e Muhammad potranno servirsi delle conoscenze di Rubio, Pekovic e compagni per apprendere al meglio e rivelarsi un ottima squadra: di certo a Minneapolis c’è un grande potenziale pronto ad esplodere, Anthony dopo l’annata disastrosa a Cleveland, appare tirato a lucido anche fisicamente e dopo essere entrato con Wiggins nella trade per portare Kevin Love in Ohio, appare pronto a non farsi scappare questa seconda occasione?

2) Oladipo e Carter Williams:
Oladipo Carter WilliamsI due sono stati i migliori rookie della scorsa stagione: a suon di assist e punti il secondo ai Sixers, con il suo atletismo eccezionale il secondo ai Magic, sono state le note positive di una annata davvero da scordare in quel di Philadelphia ed Orlando.
Riusciranno a confermare le loro ottime prestazioni della prima stagione?

3)Noel:
Nerlen NoelI Sixers hanno puntato molto sul giovane centro nonostante arrivasse da un brutto infortunio che non gli ha permesso di giocare neanche un minuto nella scorsa stagione. Questo sarà sicuramente il suo anno, visto che è pronto fisicamente, gli infortuni sono alle spalle e con Embiid ai box, vorrà dimostrare di essere pronto alla NBA e di poter dominare sotto canestro, nonostante la sua giovane età.

4) Giannis Antetokoumpo:
2013_2014_Giannis_Antetokounmpo_1680x1050Uno dei migliori la scorsa stagione con Oladipo e Carter Williams, è in una franchigia come i due precedentemente nominati, con un roster davvero molto interessante ed in ottica futura molto competitivo. I Milwuakee Bucks infatti hanno pescato con la seconda scelta assoluta al draft una ala piccola dal talento incredibile, come Jabari Parker. Con l’arrivo di Jason Kidd potrebbe cambiare però ruolo, giocando come PG: non è escluso però che giochi affianco a Knight in un duo di guardie molto interessante.

5) Gli altri:
McLemore è alla ricerca di costanza in quel di Sacramento e vuole formare un ottimo duo di guardie nella capitale della California con Collison.
Caldwell-Pope, Burke e Olynik sono bombe pronte ad esplodere ma non ancora al pronti né fisicamente, né mentalmente ai ritmi NBA. Adams invece cerca un posto in quintetto negli Oklahoma City Thunder, ma per farlo dovrà scalare le gerarchie della franchigia, che vedono ancora avanti il veterano Perkins.
A Brooklyn invece con Garnett che verrà utilizzato con il contagocce è rientrato Brook Lopez, e ci potrebbe essere meno spazio per Mason Plumlee. Larkin e Tim Hardway possono diventare sicuramente due pedine importante con Melo a New York, mentre  Cody Zeller reclama il suo spazio dietro a Vonleh e la promessa dei Bulls, Tony Snell è alla ricerca della definitiva consacrazione, ma reclama più spazio a Chicago.

 

Kings@Heat 103-122, Bosh trascina i suoi

All’AmericanAirlines Arena di Miami arrivano i Kings con l’intenzione di cercare il colpaccio. Ma dopo il primo quarto, chiuso sul 36-33 a favore di Sacramento, gli Heat prendono il palino del gioco e non lo mollano. Dopo essere andati all’intervallo lungo sul risultato di 61-67 gli Heat rientrano sul parquet con un piglio diverso rispetto ai Kings, dato anche dalla sicurezza con cui Miami sta giocando nelle ultime partite, e concludono il terzo quarto con un parziale di 21-31, 82-98 generale. Risultato che consente agli Heat di far riposare qualche titolare e portare ugualmente a termine la partita senza tanti problemi. 103-122 il finale. Per i Kings, che non hanno sfigurato contro i più quotati avversari, buone le prove di DeMarcus Cousins, autore di 27, e Ben McLemore, autore di 20 punti.

Kings Cousins
Per Miami ottime le prove di Bosh, 25 punti, e Wade, 20 punti. Mentre lascia un po’ sorpresi lo score finale di LeBron James, autore di 18 punti e 8 assist.

bosh Wade

Gasol illumina la notte di Los Angeles, Dragic sconfigge i Magic

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Allo STAPLES Center i Lakers vincono per 86-100, con una grande prestazione da parte di Gasol e di Xavier Henry. Gasol ha dato continuità alla buona gara fatta nell’ultima partita andando a segnare 20 punti e recuperando 10 rimbalzi, mentre Henry, partendo dalla panchina, ha segnato 21 punti. Ottima anche la prova di Blake, autore di 12 assist. Per i Kings buone le prove di Vasquez (20 punti), Cousin (17 punti) e McLemore (15 punti). Prestazioni che non sono state supportate dal resto della squadra che ha pagato la poca lucidità sotto canestro.
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Ad Orlando i Suns si impongono per 104-96 contro i Magic. Fondamentale la prestazione di Dragic che ha segnato i 7 punti decisivi per la vittoria nell’ultimo periodo. Buona la prestazione della guardia di Phoenix che ha chiuso il match in doppia-doppia con 23 punti e 13 assist. Da segnalare anche i 20 punti di Gerald Green ed i 14 di Channing Frye. Per Orlando, che ha pagato il devastante avvio di partita dei Suns, delude le aspettative Oladipo, autore di soli 6 punti, mentre non delude Vucevic che va in doppia-doppia con 20 punti e 10 assist. Oltre i 16 punti del solito Afflalo c’è da segnalare il buon impatto avuto sulla partita da Nicholson, autore di 19 punti.