Lakers-LeBron: Jeanie Buss ha pensato ad un potenziale scambio

Lakers-LeBron: Jeanie Buss ha pensato ad un potenziale scambio

Lakers-LeBron: progetto iniziato male nel corso di questa stagione. Eppure le parti erano in rottura secondo una storia molto particolare riportata in queste ultime ore da Bleacher Report.

Lakers-LeBron: uno dei motivi del possibile scambio è Rich Paul

La stagione dei Los Angeles Lakers in questo momento è un vero e proprio fallimento viste le forti aspettative avute in estate su un loro papabile ritorno tra le prime otto forze della Western Conference.

Oltre agli infortuni e le crisi tecniche e di spogliatoio avvenute nel corso della seconda parte di stagione, uno dei principali imputati del progetto Lakers creato da Pelinka e Magic è senza dubbio LeBron James.

Il Prescelto‘, reduce in questa stagione alla sua più lunga assenza sul parquet a causa di un infortunio dopo 15 stagioni di attività, sembrava essere pronto a riportare i Lakers con qualsiasi mezzo nelle posizioni nobili della classifica.

Tutto ciò, invece, non si è avverato per tanti motivi tecnici ma sopratutto mediatici; tra cui la famosa settimana della trade deadline che avrebbe avvicinato sempre più Anthony Davis al progetto giallo-viola.

In queste ultime settimane, movimentate anche dalla provocazione di un possibile scambio di James mossa da Jeff Van Gundy, arriva proprio una storia molto particolare riguardo un possibile scambio provato proprio da Jeanie Buss per LBJ.

Ecco le parole rilasciate da Ric Bucher di ‘Bleacher Report‘:

La provocazione delle scorse ore riguardo un possibile scambio di James dai Lakers, non è così remota. Una fonte vicina all’organizzazione giallo-viola mi ha parlato di un possibile scambio causato proprio dall’atteggiamento sbagliato di Rich Paul nei confronti dell’organizzazione Lakers. La proprietaria Jeanie Buss, infastidita dall’atteggiamento assunto dall’agente di Davis e LeBron, ha pensato seriamente di cedere quest’ultimo. Lo stesso Paul era consapevole delle azioni della Buss e alla fine in un modo o nell’altro non si è riusciti più a far evolvere la situazione”.

Andre Ingram-Lakers, la storia si ripete: firmato contratto da 10 giorni

Andre Ingram all'esordio con la maglia dei Los Angeles Lakers

Andre Ingram-Lakers: ufficiale il ritorno del giocatore dei South Bay Lakers. Dopo l’esordio dello scorso anno, Ingram torna nel roster di coach Walton in vista del finale di stagione.

Andre Ingram-Lakers: le ultime da Shams Charania

La stagione perdente dei Los Angeles Lakers di coach Walton resta l’argomento più discusso in queste ultime settimane di regular season.

La compagine losangelina, dopo essere stata ufficialmente tagliata fuori dalla post-season della Western Conference a dispetto della squadra costruita in estate; ha subito anche numerose defezioni per questo rush finale della stagione.

Gli infortuni di Lonzo Ball e Brandon Ingram fino allfine della stagione e la decisione del minutaggio limitato nei confronti di LeBron James, i Lakers sono accorsi al mercato della G-League per rimpolpare il proprio roster.

Stando a quanto riportato da Shams Charania in queste ultime ore, il front-office dei Los Angeles Lakers hanno ufficializzato il ritorno con un 10-day contract di Andre Ingram.

Il famossissimo veterano in forza ai South Bay Lakers in G-League, dopo l’esordio dello scorso anno tra le fila proprio del team purple and gold avrà la possibilità di poter mettere in mostra nel migliore dei modi il suo talento molto probabilmente fino al termine della stagione.

New Orleans Pelicans, licenziato il GM Dell Demps

Dell Demps

Svolta importante nel caso Anthony Davis. Pochi minuti fa, i New Orleans Pelicans hanno comunicato la rescissione del contratto di Dell Demps, General Manager della franchigia della Louisiana. Sembrerebbe che, dopo la fine della trade-deadline, le divergenze delineatesi tra il front-office e Demps non si siano placate e tutto questo abbia portato ad una spaccatura all’interno dei reparti manageriali del club.

L’intera organizzazione e il proprietario dei Pelicans Gayle Benson sono già alla ricerca di un sostituto: le voci più ricorrenti parlano di un sostituto interno che traghetti la franchigia fino alla fine della stagione. I nomi in ballo sono quelli di David Booth e Danny Ferry, già facenti parte dell’organico di New Orleans e personalità molto vicine all’ex GM Dell Demps.

New Orleans Pelicans, le principali cause del licenziamento di Dell Demps

Fatale, per l’ormai ex GM dei Pelicans, la gestione del caso AD. Imperdonabili le decisioni intraprese da Dell Demps nelle comunicazioni con le franchigie interessate ad uno scambio e, in particolare, con i Los Angeles Lakers, rappresentati da Magic Johnson.

In particolare, però, la causa scatenante sarebbe stato l’infortunio occorso questa notte a Davis, nella gara contro gli OKC Thunder, e le conseguenti polemiche espresse da ambo le parti nel dopo gara. Nonostante questo, secondo ESPN, il proprietario dei Pelicans si è detto soddisfatto della reazione (sul campo e fuori) del roster, di Alvin Gentry e del suo staff, nonostante le tormentate settimane appena trascorse.

New Orleans sarà, quindi, molto attiva sul mercato per firmare una personalità di alto profilo ed esperienza nelle basketball operations, in grado di sanare i rapporti interni e di delineare in maniera concreta le papabili destinazioni dell’asso di NOLA, in conformità con il volere della società e con il futuro della franchigia. Il presidente Gayle Benson, ormai stufo dell’atteggiamento di Demps, vorrebbe un GM in grado di gestire e prendere il controllo dei trade talks per Anthony Davis.

Possibili aggiornamenti nelle prossime 48-72 ore, probabilmente dopo l’All-Star Game di domenica sera. Un altro capitolo della saga Anthony Davis-New Orleans Pelicans è stato appena scritto, aspettando l’atto conclusivo.

 

Il mercato da playoff dei Sacramento Kings (e non solo): l’analisi

Divac su Joerger

I Sacramento Kings sono stati uno dei team più attivi nell’ultimo giorno di mercato. I due rinforzi portano il nome di Harrison Barnes e Alec Burks, giocatori che potranno essere decisivi per la corsa ai playoff dei giovani Kings.

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio le due trade imbastite dal GM Vlade Divac, la prima e più importante con i Dallas Mavericks, la seconda con Houston e Cleveland.

L’ARRIVO DI HARRISON BARNES 

 

I Kings hanno sfruttato l’occasione di mercato costituita da un Barnes ormai indesiderato a Dallas, portando a casa l’ala piccola necessaria per completare il quintetto. Per farlo, il prezzo da pagare è stato decisamente basso: il classe ’95 Justin Jackson e il contratto di Zach Randolph. Nella sua esperienza ai Kings, Jackson è stato capace di buone prestazioni ma non ha mai avuto la continuità necessaria per proporsi come titolare nello spot di ala piccola. Randolph era invece fuori dalle rotazioni di coach Joerger e costituiva un contratto in scadenza da scambiare a franchigie desiderose di liberare spazio.

Sacramento non si è fatta problemi ad assorbire il pesante contratto di Harrison Barnes, immeritato per quanto fatto vedere a Dallas. I 25 milioni di player option per la prossima stagione non impediranno ai Kings di avere spazio salariale in estate, dal momento che gran parte del roster è composta da giocatori in rookie scale. Barnes sarà per lo più impiegato cometiratore sugli scarichi e  difensore sugli esterni: non dovrà più essere la prima scelta offensiva come nei primi anni a Dallas, ruolo evidentemente non adatto a lui. In una squadra che gioca su ritmi alti, Barnes potrà sicuramente costituire una risorsa affidabile per Joerger.

Nella sua prima partita, ha giocato 37 minuti producendo 12 punti e 7 rimbalzi. Barnes è rimasto in campo anche nel concitato finale contro gli Heat, cavandosela con disinvoltura nonostante il pochissimo tempo per ambientarsi. Una singola partita non può essere che un indizio, ma pare che Barnes possa diventare rapidamente un elemento chiave nelle rotazioni dei Kings.

LATO DALLAS: LA RICERCA DI SPAZIO SALARIALE

Agli occhi di Mark Cuban e della dirigenza Dallas, Barnes era solo un peso eccessivo a libro paga, ormai fuori dal progetto tecnico della squadra. Il piano dei texani consiste nell’offrire un ricchissimo rinnovo a Kristaps Porzingis, recentemente arrivato da New York, ed eventualmente attirare un altro grosso free agent in estate. Assorbiti i terribili contratti di Hardaway Jr. e Courtney Lee, Dallas doveva liberarsi di Barnes per non ingolfare eccessivamente il cap. Inoltre, Hardaway Jr. e Barnes occupano circa le stesse zone di campo: vendendo Barnes, si cercherà di valorizzare Hardaway Jr. anche nell’ottica di trade future.

Tuttavia, Dallas ha ricevuto davvero troppo poco per un giocatore forse strapagato ma certamente meritevole di uno spazio in molti quintetti NBA. Jackson è una magra soddisfazione, mentre Randolph verrà tagliato a breve. L’ideale sarebbe stato ricevere scelte in cambio di Barnes, dato che gran parte delle opportunità al draft in futuro sono state pregiudicate dalla trade per Porzingis. Probabilmente, Dallas ha ottenuto Porzingis e i piani della franchigia sono cambiati molto rapidamente: da una remota eventualità playoff a un tentativo di salvare la prima scelta 2019, destinata agli Hawks ma protetta in top 5. Per questo motivo, non c’è stato il tempo necessario per trovare una contropartita valida per Harrison Barnes, che  è stato svenduto ai Kings.

VOTI ALLA TRADE

Sacramento esce vincitrice dallo scambio e potrà forse puntare a una delle ultime piazze ai playoff nella Western Conference. I Clippers usciranno sicuramente dopo aver ceduto Tobias Harris, perciò i Kings lotteranno con Lakers, Spurs e Jazz per gli ultimi 3 posti validi per la postseason. Il contratto di Barnes è oneroso ma scadrà nel 2020 e non costituisce un grosso impedimento per i piani estivi dei Kings. Voto 9.

Dallas libera spazio ma finisce per svendere uno dei pochi giocatori che avessero valore sul mercato. Se in estate riuscisse a raggiungere una terza stella o alcuni ottimi comprimari da affiancare a Doncic e Porzingis, Cuban avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Voto 6.

LO SCAMBIO A TRE CON CAVS E ROCKETS

Vlade Divac ha ricevuto un discreto giocatore come Alec Burks insieme a una seconda scelta nell’ambito di una trade a tre squadre che ha coinvolto Cavaliers e Rockets. Burks si è subito messo in luce con 9 punti e una buona presenza in campo nella vittoria sofferta contro Miami. La guardia ex Cavs completerà le rotazioni dei ruoli di guardia e ala piccola, accontentandosi dei minuti lasciati da Hield, Bogdanovic e Barnes. Il prezzo per raggiungerlo è stato Iman Shumpert, ottimo nella stagione in corso ma non più necessario dopo l’acquisizione di Harrison Barnes. La seconda scelta proveniente da Houston è pur sempre un piccolo asset ricevuto da Divac.

Iman Shumpert andrà a inserirsi nelle rotazioni degli esterni di Houston: l’ennesimo 3&D che va ad aiutare Harden e Chris Paul nella loro lotta per le vette della Western Conference. A Houston si è recentemente liberato lo spazio occupato da James Ennis, finito a Philadelphia. Shumpert occuperà i suoi minuti. Nella trade, Houston ha ceduto anche Brandon Knight e Marquese Chriss ai Cavs, pagando con una prima scelta la necessità di liberarsi dei due pessimi contratti. Houston risparmia sulla luxury e aggiunge un giocatore di esperienza come Shumpert, che potrà rivelarsi utile ai playoff.

I Cleveland Cavaliers giocano a perdere in questa stagione e accettano di cedere i loro giocatori migliori (Alec Burks, ovvero uno scarto di Utah) per accumulare scelte future. La prima scelta di Houston sarà presumibilmente molto alta, ma potrebbe ugualmente rivelarsi utile per i Cavs desiderosi di ricominciare dopo l’addio di LeBron James.

VOTI ALLA TRADE

Si tratta di una trade minore ma interessante e vantaggiosa per tutte le parti in causa. Sacramento pare la vincitrice, perché acquisisce un giocatore tutto sommato simile a Shumpert e riceve una seconda scelta. Voto 7.

Houston aveva necessità di liberarsi dei contratti di Chriss e Knight per ragioni economiche: una prima scelta alta è un prezzo da pagare in questi casi. Voto 6.5.

I Cleveland Cavs accumulano scelte e vendono Burks, che in ogni caso non avrebbe fatto parte del progetto. Voto 7.

 

Trade Deadline 2019, cercasi acquirenti volenterosi per contratti onerosi

Trade Deadline 2019

Nel marasma più totale, tra i ripetuti aggiornamenti per la vicenda Anthony Davis e i continui rumors e ufficialità di trades e scambi, si nasconde un altro lato della trade-deadline. Un aspetto che, spesso, passa in secondo piano vista la sua mancata presenza sui tweets di Woj o Charania, per esempio. Ma, tra gli obiettivi principali delle franchigie, in questi ultimi spiccioli di mercato, vige anche questo dictat: “liberarsi dei c.d. contrattoni”.

E, nella Lega, di questi contrattoni ce ne sono a bizzeffe. Basti pensare al sempreverde e sempre oneroso contratto di Timofey Mozgov, centro russo che ha totalizzato la bellezza di 31 presenze negli ultimi 2 anni, pur intascando uno stipendio pari alla modica cifra di 15,28 milioni di euro nel 2017-2018 e di 16 milioni per la stagione corrente, dopo essere stato scambiato ben 4 volte nelle ultime 4 stagioni (contratto firmato a suo tempo dai Los Angeles Lakers). Se questa speciale categoria potesse avere un nome specifico, sicuramente sarebbe il “Timofey Mozgov Award”.

Dunque, tornando alla Trade Deadline 2019, sono tante le franchigie che inseguono questo obiettivo in prossimità del gong finale. Liberare spazio per la prossima estate, in vista della Free Agency, risulta essere il primo dei problemi per le due squadre di Los Angeles e di New York, nonostante una di queste sia invischiata nell’affare principe di questa sessione. Tuttavia, in generale, quasi tutti e 30 i front-office della National Basketball Association lavorano in larga parte a codesta arte: trattenere tra le proprie mura questi accordi onerosi non è mai un bene, soprattutto per la proprietà. Ed, inoltre, bisogna stare attenti anche alla luxury tax, la tassa di lusso che tutt’oggi condiziona in maniera evidente il salary cap di alcune contender come Toronto Raptors e Oklahoma City Thunder.

Trade Deadline 2019, i 10 contratti più onerosi della Lega

Per fare respirare le tasche delle franchigie, quindi, i front-office agiranno anche su questi profili nelle ultime ore che ci separano dalla deadline delle 21:00 ora italiana. Ad esempio, tre dei papabili giocatori presenti in questo novero di nomi hanno cambiato destinazione: Harrison Barnes (4 yr, 94,5 M), passato ai Sacramento Kings, Ryan Anderson (4 yr, 80 M), passato dai Phoenix Suns ai Miami Heat, Otto Porter Jr. (5 yr, 106 M) trasferitosi nella Windy City da DC e Brandon Knight (5 yr, 70 M), al suo terzo trasferimento in stagione e da stanotte giocatore di Cleveland.

Mosse puramente strategiche, con vista sul futuro. Tuttavia, per chiudere questi scambi bisogna far quadrare gli stipendi: ecco, quindi, che sia Phoenix che Washington si sono viste recapitare altri due macigni come Jabari Parker e Tyler Johnson. Per completare questi accordi, bisogna trovare un team cuscinetto, come si suol dire, che si prenda questo onere a livello finanziario. Alcuni di questi nomi, infatti, potrebbero essere solo di passaggio, con sullo sfondo un buy-out per cercare di giocarsi i playoff in primavera: diventando free-agent, le franchigie possono trovare un accordo di massima con il giocatore fino al 1 Marzo 2019. L’intoppo più importante, in casi del genere, è proprio trovare questo tipo di acquirenti: spesso, con poche ore a disposizione, è l’unico motivo per cui saltano tali trattative.

Andiamo a vedere, di seguito, la top 10 dei contratti onerosi indiziati a partire negli scampoli finali di questa trade-deadline:

1) Nicolas Batum, Charlotte Hornets (5 yr, 120 M): al suo terzo anno di contratto con gli Hornets, il francese è uno dei nomi più gettonati del mercato della franchigia di His Airness. A fine anno saranno 29 anni e 24 i milioni da intascare: insomma, un attestato di partenza per una squadra che vuole sicuramente ripartire da uno young-core, oltre che da Kemba Walker. Ecco, allora, che Batum potrebbe essere un profilo interessante per qualche contender: un possibile nome, già menzionato in alcuni rumors, è quello dei San Antonio Spurs. Difficile, comunque, liberarsi di un contratto del genere: pensate che MJ e Charlotte ci stanno provando da anni, con scarsissimi risultati.

2) Reggie Jackson, Detroit Pistons (5 yr, 80 M): la PG di Detroit è la delusione cocente dell’ultimo triennio. Neanche l’arrivo di Dwane Casey ha saputo rivitalizzare il 28enne proveniente da Boston College. Difficile inserire una delle peggiori guard della Lega per net rating in uno scambio: Detroit ci ha provato per Mike Conley e ci proverà fino alla fine della trade-deadline. Complicato, se non impossibile dargli un altra chance, soprattutto dopo l’arrivo d Blake Griffin, oramai uomo-franchigia e go-to-guy del presente e del futuro nella Motor City.

3) Allen Crabbe, Brooklyn Nets (4 yr, 75 M): uno dei componenti della second-unit di Brooklyn che il prossimo anno potrà esercitare una player-option da 18, 5 M? No, non è uno scherzo. Il buon Sean Marks, GM dei Brooklyn Nets, sa benissimo che un piccolo frammento della prossima FA 2019 passa anche dalla cessione di Crabbe. Buon tiratore in uscita dalla panchina, potrebbe essere scambiato last-minute in una multiple-trade come quella vista ieri tra Houston, Sacramento e Cleveland.

4) Bismack Biyombo, Charlotte Hornets (4 yr, 72 M): Charlotte si dimostra regina dei contratti onerosi. Il centro ex Magic, acquisito in estate, potrà esercitare una player-option da 17 milioni per la stagione 2019-2020. L’idea di Michael Jordan, però, è quella di inserirlo nella trattativa per Marc Gasol, unico obiettivo per la franchigia in ottica playoff. La prima offerta, presentata nella nottata tra lunedì e martedì, è stata rispedita al mittente da Memphis. Vediamo cosa accadrà questo pomeriggio.

5) Enes Kanter, New York Knicks (4 yr, 70 M): il centro turco dei Knicks è da tempo fuori dalle rotazioni di David Fizdale e sul mercato. Come confermato ieri sera da Adrian Wojnarowski di ESPN, i newyorkesi cercheranno fino all’ultimo secondo un accordo per Kanter, per liberare ulteriore spazio salariale per Luglio. Sacramento e Charlotte rimangono alla finestra, almeno per il momento. L’ex OKC, sicuramente, è il profilo più interessante di questa lista.

6) Wesley Matthews, New York Knicks (4 yr, 70 M): appena arrivato a NY, la guardia ex Dallas e Portland potrebbe essere uno degli indiziati per un buy-out o per una sorprendente trade nel tardo pomeriggio di oggi. Matthews sarà free-agent tra pochi mesi e sembra non avere intenzione di attendere quest’estate: vuole una contender per giocare le sue carte ai playoff 2019. Philadelphia sulle sue tracce, ma solo in caso di buy-out, come Boston ed Indiana sempre ad Est.

7) Kent Bazemore, Atlanta Hawks (4 yr, 70 M): dopo il duo Knicks, ecco un’altra consuetudine in questa classifica. Protagonista di una trade del genere nel 2014, quando passò ai Los Angeles Lakers proprio negli ultimi scampoli di trade-deadline, Bazemore è l’ultimo della vecchia guardia ancora presente nel roster di Lloyd Pierce, oltre all’eterno Vince Carter. Per completare la ricostruzione, sarebbe ottimo per l’ex assistant GM dei Golden State Warriors Travis Schlenk chiudere una trade simile a quella di 4 anni fa.

8) Gorgui Dieng, Minnesota Timberwolves (4 yr, 62,8 M): altro nome noto a questi palcoscenici, perno del progetto tecnico dell’ex HC Tom Thibodeau, Dieng è uno dei principali indiziati a partire in questo ultimo giorno di mercato in casa Twolves. Sarebbe un gran colpo piazzare l’ex Jazz in qualche squadra ormai avviata al tanking o in cambio di qualche scelta per i prossimi Draft. Uno tra lui e il prossimo profilo analizzato potrebbe lasciare Minneapolis nella prima serata italiana.

9) Jeff Teague, Minnesota Timberwolves (3 yr, 57 M): la point-guard titolare di Minnesota è stata esplicitamente dichiarata disponibile per eventuali trade e scambi nella giornata di ieri. Non ha un contratto molto importante, visti i numeri e l’esperienza, e potrebbe risultare una buona presa anche per qualche contender. Attenzione all’asse Salt Lake City-Minneapolis, con l’opzione Ricky Rubio già avallata da Utah nell’offerta per Mike Conley. Non cambierebbe sostanzialmente nulla, anche se JT potrebbe far comodo in vista dei playoff.

10) J.R. Smith, Cleveland Cavaliers (4 yr, 57 M): nonostante il brutto capitolo delle scorse NBA Finals, J.R. potrebbe far comodo a molte contender in questo momento, in particolare Houston e Lakers in questo momento. Cleveland cercherà di svendere tutti i suoi prodotti migliori e contratti onerosi, per non rischiare un buy-out. La franchigia dell’Ohio è una delle più attive in uscita al momento: dopo l’addio di Rodney Hood e Alec Burks, l’ex Nuggets e Knicks e Jordan Clarkson potrebbero essere i prossimi a salutare Dan Gilbert.

Oltre ai nomi sopra citati, i Charlotte Hornets possono vantare almeno altri tre contratti di importante peso specifico come Cody Zeller, Marvin Williams e Michael Kidd-Gilchrist. Attenzione anche ai Los Angeles Clippers, già mattatori in questa trade-deadline con lo scambio che ha portato Tobias Harris a Philadelphia: Marcin Gortat e il nostro Danilo Gallinari i prossimi in lizza per una partenza last-minute, per liberare ancora altro spazio in vista della prossima stagione.

Pronti agli ultimi botti di mercato per la stagione 2018-2019? Non vi resta che seguirci live sulla diretta testuale del nostro sito e, a partire dalle 15:30 fino alle 23:00, sul nostro canale YouTube con lo “Speciale Trade Deadline”. Tantissimi ospiti interverranno in trasmissione per parlare delle ultime flash news e rumors della Trade Deadline 2019 e dell’imminente primo All-Star Draft trasmesso in diretta TV in cui verranno composte le squadre che si sfideranno all’ASG di Charlotte 2019. Non mancate!

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

Davis-Lakers ancora tutto aperto? La situazione

Davis-Lakers: affare ancora non naufragato. Le ultimissime dagli States danno ancora l’affare in corso nonostante mancano 24 ore alla trade deadline.

Davis-Lakers: le ultime da Adrian Wojnarowski

Nella giornata di ieri sembrava tutto finito e naufragato l’affare Anthony Davis ai Los Angeles Lakers, ma in questi ultimi minuti arriva l’ennesimo colpo di scena sulla telenovela di mercato che sta appassionando i fan di tutta la Nba.

Stando a quanto riportato da Adrian Wojnarowski, insider di ‘Espn.com‘, i New Orleans Pelicans non hanno risposto alle proposta di trade avanza dai Lakers nei giorni scorsi e che l’affare non è in fase di stallo come riferito nelle ultime 24 ore. Nel tweet appena pubblicato, Adrian Wojnarowski cita testualmente che le due franchigie Nba si incontreranno nelle prossime ore per sviluppare una probabile trattativa a poco più di un giorno dal termine delle trattative, fissato alle 3 p.m. (ore 21:00 in Italia) di domani pomeriggio.

Nelle ultime ore, quindi, sembra essersi verificato un riavvicinamento tra le parti, dovuto anche alla minima ma espressa volontà dei Pelicans di chiudere la trattativa prima della deadline. Situazione in divenire, vista soprattutto la spaccatura nello spogliatoio LAL evidenziata questa notte nella gara giocata e malamente persa ad Indianapolis. Una disfatta che potrebbe però presagire un’imminente tempesta, questa volta derivante dal mercato e dalle mossa di Magic Johnson e Rob Pelinka, protagonisti assoluti della scena della Lega in questo momento.

Protagonisti che, proprio per le recenti vicende extra-campo, dividono (e non poco) i tifosi giallo-viola: nonostante tutto, nessuna trattativa è stata ancora portata a termine. Indiscrezioni che tirano nuovi rumors, come nel caso della trattativa-lampo imbastita con i Detroit Pistons per Reggie Bullock, per cui manca ancora l’ufficialità. Nell’attesa, naturalmente, del colpo più atteso..

Davis-Lakers dunque ancora possibile. Sarà forse il vero botto di mercato dopo la maxi trade di stamane tra Sixers e Clippers? Manca ancora un giorno al termine del mercato e per il momento la situazione non è del tutto in stallo.

Mercato Minnesota Timberwolves: si esplorano piste per Jeff Teague

Mercato Minnesota Timberwolves

Mercato Minnesota Timberwolves in movimento. Anche il team di Minneapolis ora va a caccia di alcune soluzioni di mercato in vista della trade deadline.

Mercato Minnesota Timberwolves: le ultime da Jon Krawczynski

Dopo il caso Butler che ha infiammato l’inizio di regular season Nba e il conseguente licenziamento di coach Tom Thibodeau dalla panchina dei Timberwolves; il front-office del team di Minneapolis muove il mercato in vista della trade deadline.

Stando a quanto riportato in questi ultimi minuti da Jon Krawczynski insider di mercato di ‘The Athletic‘, i Minnesota Timberwolves stanno sondando il terreno per una probabile trade di Jeff Teague.

L’ex point-guard degli Hawks, con una player option da 19 milioni di dollari presente nell’attuale contratto con i T’Wolves; sembrerebbe rivelarsi una brutta gatta da pelare in vista della prossima stagione.

La mossa decisa dal front-office del team di Minneapolis garantirebbe dunque ancora più spazio per D-Rose e Tyus Jones, che in questo momento di assenza dello stesso Jeff Teague stanno mostrando sensibili miglioramenti nelle rotazioni decise di coach Saunders.

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

Infortunio Davis: I Pelicans gli hanno impedito di giocare secondo Yahoo

Infortunio Davis che diventa un vero e proprio caso tra il giocatore e il front-office del team della Louisiana. Situazione sempre più tesa in casa New Orleans alla vigilia della trade deadline.

Infortunio Davis: le ultime da Chris Haynes

A due giorni dal termine della trade deadline, in casa New Orleans Pelicans sono ore di trepidante attesa per capire il destino del possibile approdo ai Los Angeles Lakers di Anthony Davis via trade.

In attesa di ulteriori sviluppi sulla trattativa che potrebbe mescolare ancora una volta le carte sul futuro della Nba, Yahoo Sports ha riportato che i rapporti tra ‘UniBrow‘ e il team della Louisiana forse sono ai minimi storici.

Stando a quanto riportato sia da Chris Haynes, sia dal profilo twitter dell’insider italiano de ‘La Gazzetta dello SportDavide Chinellato; i Pelicans avrebbero imposto il riposo a Anthony Davis nonostante le sue ottime condizioni fisiche.

Secondo ultime indiscrezioni la situazione potrebbe andare avanti anche nella prossima partita dei Pelicans in quel di Chicago, ma anche fino alle partite antecedenti all’All Star Game di Charlotte, in modo tale da capire la situazione tra le parti in caso di mancata cessione.

In questo momento New Orleans, senza l’apporto del big-man nativo di Chicago; la squadra guidata da coach Alvin Gentry ha vinto solo 3 delle ultime 13 partite di regular season.

 

Mercato Tony Snell: i Milwaukee Bucks cercano acquirenti

Mercato Tony Snell in evoluzione in vista degli ultimi giorni di mercato. In casa Milwaukee Bucks si cerca una nuova sistemazione per l'ex tiratore in forza anche ai Chicago Bulls.

Mercato Tony Snell in evoluzione in vista degli ultimi giorni di mercato. In casa Milwaukee Bucks si cerca una nuova sistemazione per l’ex tiratore in forza anche ai Chicago Bulls.

Mercato Tony Snell: le ultime da Brian Windhorst

La nuova regina dell’Eastern Conference sta valutando di muovere alcuni suoi elementi di rotazione in vista della chiusura della trade deadline in programma tra poco meno di due giorni.

Oltre alla situazione di partenza riguardante il giovane big man Thon Maker, il front-office del team del Wisconsin sta valutando seriamente una papabile cessione per il tiratore ex Bulls Tony Snell.

Stando a quanto riportato qualche minuto fa da Brian Windhorst insider di ‘Espn.com‘, i Bucks stanno cercando papabili acquirenti per la guardia californiana classe ’91. 

Tony Snell in questa stagione sta viaggiando a 6 punti, 2 rimbalzi e 0.9 assist ad allacciata di scarpe, con un ingaggio da 36 milioni di dollari spalmato sulla base di un contratto in scadenza il 30 giugno 2021.

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Mercato Mike Conley: Utah in pole ma si inseriscono ora i Pistons

Si accende la situazione mercato Mike Conley. Ora anche la point-guard dei Grizziles sembrerebbe in partenza dal team del Tennessee.

Mercato Mike Conley: per Marc Stein i Jazz destinazione molto probabile

Dopo la trade tra Portland Trail Blazers e Cleveland Cavaliers che ha portato Rodney Hood in Oregon in cambio di Nik Stauskas, Wade Baldwin e due scelte future, l’asse di mercato più acceso riguarda quello di Mike Conley.

La stella dei Grizzlies, dopo la scelta del front-office del team del Tennessee di esplorare il mercato per il veterano prodotto di Ohio State University, sarebbe il nome più gettonato tra le point-guard a cambiare aria entro la scadenza della trade deadline.

In questo momento le squadre interessatissime al giocatore sono gli Utah Jazz e i Detroit Pistons di Blake Griffin e soci, ma la destinazione sempre più probabile resta quella della squadra guidata da coach Quin Snyder.

A confermare le indiscrezioni di mercato degli ultimi giorni ci ha pensato l’insider Marc Stein, che in questi ultimi minuti ha confermato le voci trapleate in questi ultimi intensi giorni di mercato Nba.

Ecco le parole rilasciate da Marc Stein in questi ultimi minuti per ‘Espn.com‘:

Gli Utah Jazz vogliono chiudere subito la trattativa con i Grizzlies. Il punto in questione ad oggi è la volontà di Conley nel voler lasciare il Tennessee per spostarsi in quel di Salt Lake City. In questo momento ci sono anche i Pistons sul giocatore, che sarebbero anche disposti a cedere una loro prima scelta nel prossimo draft, ma Utah resta in pole per aggiudicarsi la point-guard dei Grizzlies in caso di trade. Se c’è un leader in questa corsa a Conley è la squadra di coach Quin Snyder”.

Dunkest NBA 2018-2019, le conseguenze dell’affare New York-Dallas

Dunkest NBA 2018-2019

La trade-deadline ha vissuto nella giornata di ieri il suo inizio ufficiale, con il vero scambio di questa sessione di mercato. Le conseguenze su Dunkest si vedranno solo tra un paio di giorni, quando sarà stata archiviata anche la giornata n.34 della RS Dunkest NBA 2018-2019.

Il primo botto di mercato è a chiari tinte europee, vedendo coinvolti direttamente o indirettamente due dei migliori giovani della Lega provenienti dal vecchio continente: Kristaps Porzingis e Luka Doncic. Uno scambio, quello tra New York Knicks e Dallas Mavericks, che ha sancito un evidente cambio di rotta nella stagione e nel futuro di entrambe le franchigie, impegnate in un processo di ricostruzione che dura ormai da quasi 5 anni. Un’inversione di rotta che, inevitabilmente, condizionerà le prestazioni di molti giocatori in ambito fanta-baskettaro.

Ricapitolando, oltre il lettone, Dallas riceverà Courtney Lee, Tim Hardaway Jr. e Trey Burke, mentre andranno a vestire la maglia dei Knicks DeAndre Jordan, Wesley Matthews e Dennis Smith Jr. La scelta dei Mavericks, quindi, non si è lasciata attendere: dopo le vicissitudini riguardanti la PG draftata nel 2017 e poi reintegrata dopo un colloquio con coach Carlisle, ci ha pensato il front-office della franchigia texana a ribadire che è e sarà lo sloveno l’uomo del futuro. Allo stesso modo, New York ha deciso di liberarsi di un giocatore acciaccato e scontento, che fino a pochi mesi fa era la chiave principale di un progetto che vedrà nella prossima FA la tappa finale.

Dunkest NBA 2018-2019, cosa cambia a livello di formazione?

Lo scossone causato dallo scambio è notevole, da entrambe le parti. Ma, a livello Dunkest, chi paga di più è Dallas. Rick Carlisle (5.7 crd) perde 3/5 del quintetto base e un giocatore di sistema fondamentale come Wesley Matthews. La corsa per i playoff sarà sicuramente accantonata per cercare una buona posizione in lottery per scegliere ancora tra le 10 al Draft 2019. Possibile, quindi, un ulteriore calo di rendimento dei Mavs, già in leggera crisi da un paio di settimane.

Dall’altra parte, la situazione dei Knicks non cambia molto: l’obiettivo primario da perseguire per David Fizdale (4.0 crd) e i suoi è e rimane la prima scelta del prossimo Giugno al Barclays Center di Brooklyn. In quest’ottica, è molto probabile che l’ex coach dei Grizzlies continui nel suo intento di valorizzare i giovani e di costituire il nocciolo duro della second-unit e dello young core del prossimo anno. Per questo, l’unico dei nuovi arrivati a non essere sicuro dell’impiego risulterebbe Jordan, vista la precedente scelta di accantonare Enes Kanter per dare spazio a Mitchell Robinson. Interessante da vedere sarà l’adattamento di Dennis Smith Jr., che rimane sicuramente un buon prospetto per le stagioni a venire.

Dopo una breve prosa collettiva, scendiamo nei particolari delle possibili implicazioni riguardanti i singoli giocatori coinvolti nell’affare:

Dallas Mavericks

Kristaps Porzingis (Ala, crediti 10.7): il lettone è il principale protagonista di questa trade. Per vederlo in campo insieme a Luka Doncic, però, dovremo attendere la fine della All Star Weekend, secondo gli ultimi rumors. Unico piccolo intoppo: la papabile scelta della società di congelare il suo rientro per riaprire un mini-ipotesi tank. In caso contrario, la coppia Harrison Barnes (A, crediti 8.3)-Porzingis sugli esterni potrebbe combaciare alla perfezione: la perdita di DeAndre Jordan e Wesley Matthews lascia ampi spazi a rimbalzo per Barnes e Doncic, con l’ex Warriors che diventerebbe un terzo violino d’eccezione a livello realizzativo.

Tim Hardaway Jr. (Ala, crediti 7.9): dopo un sensazionale inizio di stagione, il figlio d’arte ex Knicks può trovare una nuova dimensione a Dallas partendo dalla panchina. Non sarebbe male come sesto uomo, ridurre i possessi potrebbe essere ottimo ai fini del punteggio, visto che il suo punto debole sono proprio i malus derivanti dalle basse percentuali al tiro. Se il suo valore scendesse sotto quota 7, allora il suo nome potrebbe veramente diventare interessante.

Trey Burke (Guardia, crediti 5): una delle migliori guardie nel sottobosco per rapporto qualità/prezzo, non c’è dubbio. Potrebbe rivelarsi il sostituto ideale dell’ infortunato Barea, pupillo di Carlisle e membro vitale per i Mavs. A sorpresa, potrebbe anche rivestire i panni di titolare: il ballottaggio tra lui e Jalen Brunson (G, crediti 4) una delle incognite post-trade in Texas. Attenzione a Brunson per la panchina, il rookie from Villanova, per un posto nello starting-five.

Courtney Lee (Guardia, crediti 4): stagione anonima per il veterano, alle prese con la bocciatura da parte di Fizdale. Fuori dalle rotazioni a NY, potrebbe essere utilizzato da Carlisle nel pacchetto piccoli. Situazione da monitorare nelle prossime gare, cosi come per Burke, ma anche lui potrebbe essere una buona scelta per la panchina.

New York Knicks

DeAndre Jordan (Centro, crediti 15.4): rendimento in calo per DAJ e questa trade potrebbe sancire il suo personale season-ending. Come detto in precedenza, David Fizdale ha ribadito fin da subito quanto importante sia dare spazio ai giovani. Tra questi vi è anche Mitchell Robinson (C, crediti 4.6), centro titolare dei Knicks per larga parte della stagione corrente a discapito di Enes Kanter, ormai fuori dal progetto NYK e pronto per essere ceduto. L’ex Clippers sarà FA quest’estate, altra variabile in più da tenere in conto. Potrebbe essere schierato nelle prossime partite che precedono l’All-Star Game, prima di uscire definitivamente di scena per la stagione in corso.

Wesley Matthews (Guardia, crediti 6.9): non l’uomo ideale per Dunkest, vista la sua spiccata propensione difensiva e i pochi tentativi presi di media. A New York sarà tranquillamente titolare al fianco del suo compagno Dennis Smith Jr., ma anche per il veterano ex Portland vale lo stesso discorso enunciato in precedenza: il tanking aggressivo potrebbe limitare il suo utilizzo.

Dennis Smith Jr. (Guardia, crediti 6.9): colui che ne gioverà di più da questo scambio. La convivenza con Doncic non era sicuramente delle migliori, cestisticamente parlando. Di recente ha collezionato la sua seconda tripla-doppia in carriera, sintomo che la condizione e la voglia di far bene c’è. Bisognerà capire quanto durerà il periodo di adattamento nella Big Apple, ma DSJ è la scommessa più allettante di questa seconda parte di stagione Dunkest.

 

Mavs colpo Porzingis: fatta la Trade con i Knicks

NBA London Game 2019

I fan della NBA in questi ultimi giorni stanno vivendo giorni infuocati di mercato, secondo quanto riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, infatti, i New York Knicks avrebbero chiuso un accordo con Dallas per finalizzare la Trade che porterà Porzingis alla corte dei Mavs.

I dettagli del colpo Porzingis

Lo scambio porta in Texas Kristaps, Courtney Lee e Tim Hardaway Jr., e in cambio i Knicks ricevono DeAndre Jordan, Wesley Matthews e Dennis Smith Jr.

Lo scambio si sta perfezionando in questi minuti. All’interno dell’accordo potrebbero essere inserite anche delle scelte al Draft e il contratto di Trey Burke.

E’ opportuno ricordare che Porzingis, secondo le ultime notizie, dovrebbe tornare a giocare intorno alla fine di febbraio. Ma non c’è certezza sulle sue condizioni fisiche, pertanto non è da escludere il suo ritorno direttamente per la stagione 2019-2020.

Con l’addio di Porzingis, i Knicks avrebbero spazio salariale disponibile per firmare al massimo 2 importanti contratti, per una cifra complessiva di 74,6 milioni di dollari. Nei prossimi tempi si capiranno meglio le intenzioni del giocatore lettone; è probabile che voglia diventare free agent nell’estate del 2020.

Ora non resta che capire se anche Anthony Davis riceverà quello che vorrà ovvero uno scambio in tempi brevi, prima della trade deadline in arrivo tra qualche giorno. Ce la farà? Al momento si tratta sull’asse Lakers-Pelicans per il grande colpo di mercato che regalerebbe a LeBron il giocatore giusto per diventare contender nel giro di un paio di stagioni…