Dwyane Wade, “Non avrei mai pensato che io e LeBron James avremmo giocato insieme”

Poche settimane dopo il suo addio al mondo della pallacanestro giocata, Dwyane Wade è tornato a parlare pubblicamente della sua carriera, svelando numerosi retroscena. Ospite nell’ultimo episodio del podcast “Knucklehead” di The Players’ Tribune con altri due ex giocatori NBA, Quentin Richardson e Darius Miller; la leggenda dei Miami Heat ha parlato a proposito della free agency del 2010, che ha visto approdare in Florida LeBron James e Chris Bosh, andando a formare con lo stesso Wade uno dei più grandi Big Three di sempre.

Molti sono dell’idea che ciò fosse stato programmato già in precedenza, ma Wade ha categoricamente smentito, dichiarando di non aver mai pensato di poter giocare insieme a LeBron James.

“Mi siedo qui a voi ragazzi e giuro: non avrei mai pensato che io e LeBron avremmo giocato insieme, mai pensato che fosse possibile”, ha detto Wade. “La gente pensa che abbiamo pianificato ciò, ma non era un piano, pensano che fosse iniziato tutto nel 2003, con qualcosa del tipo ‘Ehi, nel 2010 giocheremo insieme’ “.

Dwayne Wade svela, “Non solo Miami, abbiamo pensato a Chicago e New York”

Un interessante aneddoto riguarda anche la meta scelta dai due all star, che sarebbe potuta essere diversa da Miami. New York e Chicago sono state, infatti, le altre due grandi città prese in considerazione.

“All’epoca, quando stavamo cercando di prendere una decisione riguardo la città nella quale avremmo giocato o dove volevamo essere, abbiamo pensato anche a New York e Chicago, e Chicago era in cima ad entrambe le nostre liste”, ha spiegato Dwyane Wade.

Pat Riley su Miami: “E’ arrivato il momento di investire, siamo promettenti”

Pat Riley è tornato a dire la sua su Miami. In particolare, l’ex allenatore di Lakers e Knicks si è soffermato sul futuro della franchigia, aprendo alla possibilità di grandi investimenti, come aveva già in precedenza annunciato.

LE DICHIARAZIONI DELL’EX COACH DEGLI HEAT SULLA FRANCHIGIA 

Miami Heat

Riley ed Erik Spoelstra: i due insieme hanno vinto 3 titoli Nba.Il Presidente del team della Florida, ai microfoni del Miami Herald, ha ribadito la sua frustrazione per il campionato appena concluso, facendo riferimento anche alla cultura sportiva venutasi a creare nella squadra negli ultimi anni.

Dal 1995, quando sono venuto qui, ho cercato di impostare un certo modo di pensare e una certa cultura. Ogni team di professionisti ne ha una, per mettere i suoi atleti nella migliore condizione possibile. E’ difficile farlo, perché ci vuole molto impegno e la dedizione totale dei giocatori.

Riley ha poi continuato ammettendo la volontà di voler aggiungere tasselli importanti al roster durante la prossima estate, in grado di innalzare il livello complessivo del team e tornare definitivamente tra le contender.

Nelle scorse annate, dato che non siamo riusciti a prendere Kevin Durant o Gordon Hayward, abbiamo pensato di ingaggiare elementi con buon potenziale. Abbiamo scoperto così una gran bella squadra che può ambire a grandi traguardi in futuro. Dalla prossima free agency e dal draft possiamo ricavare qualche giocatore in grado di darci una grossa mano. Sono fiducioso.

Infine, l’Hall of Fame ha voluto sottolineare l’importanza di ricostruire quella mentalità vincente che, negli ultimi mesi, sembra essere venuta meno dalle parti di Miami.

Detesto far venire i tifosi a vedere un match, condotto anche di 20 lunghezze di vantaggio, che poi alla fine risulterà perso. E’ una delusione per me e per tutta la squadra. In questa stagione spesso sono accadute situazioni del genere che non possono essere più tollerate.

In conclusione, dunque, come già osservato nei giorni scorsi, dalle parole di Pat Riley emerge una chiara e netta voglia di riscatto per la prossima annata. La speranza dei tifosi del Calore è quella di rivedere al più presto la franchigia tra le migliori della Lega Americana, anche se tale processo richiederà ancora del tempo.

 

 

 

Delusione Miami Heat, Pat Riley: “Ci saranno novità, in tanti ambiti”

scontro Riley-Thibodeau

Stagione deludente per i Miami Heat, appena addolcita dall’ultima, grande passerella in carriera per Dwyane Wade ma comunque al di sotto delle aspettative minime per una squadra incompleta ma di grande talento.

Il lungo stop di Goran Dragic, miglior giocatore della squadra, ha influito più di ogni altra cosa, e si è sommato alle prestazioni non sufficienti di giocatori dai contratti onerosi come James Johnson e Dion Waiters (a sua volta reduce da un lungo stop).

E’ toccato dunque al “presidentissimo” Pat Riley tirare le somme di una regular season amara: “Ogni tanto c’è bisogno di un giro di vite. Se ci si accorge che nel sistema c’è qualche falla, o qualche leggerezza, allora è lì che bisogna agire” Così Riley a Ira Winderman del Sun Sentinel “Parliamo di preparazione atletica dei giocatori, ma non solo. E’ tempo di fare un’analisi e vedere cosa non ha funzionato“.

I Miami Heat (39-43) hanno mancato i playoffs per la terza volta in cinque stagioni dalla fine dell’era James-Wade-Bosh e delle quattro Finali NBA consecutive. Un risultato lontano dal potersi considerare disastroso, rispetto al destino che di consuetudine attende le grandi squadre in disfacimento.

Salutato ed omaggiato a dovere il grande Dwyane Wade, per gli Heat si apre oggi una off-season che potrebbe portare novità, partendo dai soli  punti fermi della squadra Erik Spoelstra e Pat Riley.

L’ultima di Dwyane Wade, LeBron James, Chris Paul e Carmelo Anthony lo applaudono: “Come un fratello”

E’ una sconfitta l’ultima partita NBA in carriera di Dwyane Wade. Sconfitta indolore per dei Miami Heat già eliminati dalla corsa playoffs, e l’occasione per un’ultima passerella per il 3 volte campione NBA, alla presenza di famiglia, amici e tra i tanti omaggi degli avversari di sempre.

La “Banana Boat Crew” – LeBron James, Carmelo Anthony e Chris Paul – è tutta in prima fila per Wade, che in una partita priva di motivazioni agonistiche chiude con una tripla doppia da 25 punti, 11 rimbalzi e 10 assist in 36 minuti di gioco, con 10 su 28 al tiro.

Non sono abituato a tirare così tanto” Scherza Wade a fine gara “Non ero proprio a mio agio nel prendere tutti quei tiri, non è il mio stile di gioco (…) ma sono anche riuscito a coinvolgere i miei compagni e fare tanti assist, poi con tripla doppia… è andata“.

Sulla presenza di James, Anthony e Paul a bordo campo: “E’ importante averli avuti qui, significa molto per me. Loro sanno che potranno contare a loro volta su di me in momenti come questo. Qualsiasi cosa dovesse accadere, farò in modo di esserci quando giocheranno la loro ultima partita. Sono contento che siano venuti, anche se continuavano a dirmi di tirare ogni volta che avevo la palla in mano! Ma è stato bello, i ragazzi sono come dei fratelli per me“.

Il pubblico di Brooklyn tributa più d’una standing ovation a Dwyane Wade, la prima all’annuncio dei quintetti base. La partita è naturalmente un “contorno” alla passerella di Wade, con i Nets che scappano subito e chiudono il primo tempo in vantaggio di 19 punti (63-44).

Il vero show lo mettono in piedi James, Paul e Anthony in prima fila, che si divertono ad agire da coach aggiunti per Wade e “pressano” coach Eric Spoelstra durante i time-out: “Abbiamo iniziato le nostre carriere assieme” spiega LeBron James “Abbiamo sviluppato negli anni un legame fraterno, che va oltre la pallacanestro. CP (Paul, ndr) ha giocato ieri (martedì, ndr), la nostra stagione è finita e Melo (Anthony, ndr) era già qui a New York, quindi abbiamo deciso di esserci“.

E’ tempo di bilanci dunque per Dwyane Wade:

Sono contento della mia stagione. Non abbiamo raggiunto i playoffs, che erano il nostro obiettivo, ma sono felice di essere stato in grado di completare la stagione (…) sono grato per tutto quello che ho avuto, mi ritiro da uomo e da giocatore felice, felice per la mia carriera e per tutto quello che sono riuscito a realizzare

L’ultimo momento della carriera di Dwyane Wade, prima di abbandonare il campo, è tutto per Carmelo Anthony, fermo dallo scorso dicembre dopo una breve e negativa parentesi agli Houston Rockets.

L’ultimo, rituale scambio di magliette della stagione è proprio tra Melo e Dwyane, al centro del campo: “Quest’anno non ho avuto l’opportunità di affrontarlo in partita (…) era l’ultima cosa che mancava da fare in questa stagione, ed oggi abbiamo riparato“.

Ripensamenti?” Risponde Wade a chi gli chiede se la decisione di ritirarsi sia definitivaNo, non ho mai dubitato, ed ho avuto il totale supporto da parte di tutti, qualcosa di straordinario. La decisione è presa, e non tornerò indietro“.

Clippers, arriva Rodney McGruder, rilasciato lunedì dai Miami Heat

I Los Angeles Clippers richiamano Rodney McGruder dalla lista dei giocatori svincolati, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

McGruder era stato tagliato appena due giorni prima dai Miami Heat, in un’operazione di alleggerimento dei circa 1.5 milioni di dollari dovuti al prodotto di Kansas State. Richiamando l’ex Heat, i Clippers ne hanno assorbito l’attuale contratto, permettendo a Miami di scendere al di sotto della soglia della Luxuy Tax.

Grazie a tale mossa gli Heat eviteranno inoltre di incappare nella “maggiorazioni” sulla Luxury Tax previste per le squadre che superino per almeno due stagioni consecutive la soglia della tassa di lusso.

Rodney McGruder andrà a rinforzare il reparto guardie-ali ai Los Angeles Clippers di coach Doc Rivers, al fianco di Landry Shamet, Patrick Beverley e Wilson Chandler. Divenuto in questa stagione titolare fisso per coach Eric Spoelstra, McGruder ha viaggiato quest’anno a 7.6 punti e 3.5 rimbalzi a partita, in circa 23 minuti d’impiego e 66 gare disputate.

Heat fuori dai playoffs, Wade ai saluti: “Grazie per quest’ultimo ballo insieme”

I Miami heat sono ufficialmente fuori dalla lotta playoffs nella Eastern Conference. La vittoria dei Detroit Pistons contro i Memphis Grizzlies vanifica i 30 punti segnati da Dwyane Wade ed il 122-99 con cui i Miami Heat hanno battuto dei rimaneggiati Philadelphia 76ers.

Saranno Pistons (40-41) e Charlotte Hornets (39-42) a giocarsi dunque l’ottavo ed ultimo posto nella Eastern Conference, con gli uomini di coach Dwane Casey in vantaggio di una gara su Kemba Walker e compagni e padroni del proprio destino.

Gli Heat regolano senza problemi dei 76ers privi di Joel Embiid (riposo) e con la testa alla post-season ed al primo turno di playoffs, che li vedrà affrontare una tra Brooklyn Nets ed Orlando Magic. Nel giorno in cui anche Dirk Nowitzki annuncia il suo ritiro al termine della stagione, Dwyane Wade chiude la sua ultima partita casalinga con 30 punti in 34 minuti, partendo eccezionalmente in quintetto base: “Non c’era nemmeno da discuterne” Racconta coach Erik Spoelstra “Era doveroso… mi è sembrato di tornare indietro al 2008, è stato davvero un bel momento“.

L’ultimo show di Wade nella sua American Airlines Arena inizia con un lungo video-tributo.

Zaire, figlio di Dwyane e talento mancino in erba, introduce e chiama dunque al centro del campo il padre per un omaggio al pubblico di casa, che lo accoglie con un coro di “MVP, MVP”.

State cercando di farmi piangere prima della partita… vi voglio davvero bene ragazzi, sono grato per questo momento, e sono grato per questa stagione. Quest’anno si è parlato ovviamente molto di me, e questo lo ho apprezzato davvero tanto, ma a tutti i miei compagni (li elenca uno ad uno, ndr) dico: grazie per aver ballato con me quest’ultimo ballo, grazie per la pazienza, per l’affetto, per la generosità. Questa è stata la mia stagione e sono felice di averla vissuta con dei fratelli al mio fianco. Grazie, Heat Nation!

Tra i tanti omaggi video riservati a Wade prima e durante la gara, quello dell’ex compagno di squadra ed amico fraterno LeBron James, di Shaquille O’Neal, di Udonis Haslem, di Pat Riley e quello dell’ex Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

I Miami Heat chiuderanno al Barclays Center di Brooklyn contro i Nets una stagione in parte deludente, per una squadra che – roster alla mano – avrebbe potuto ambire ad una posizione di classifica più nobile.

Alcuni infortuni, tra cui il lungo stop di Goran Dragic ed il recente guaio muscolare di Josh Richardson hanno via via minato le possibilità di playoffs della squadra.

Giunto alla sua 16esima stagione NBA, il 37enne Dwyane Wade si è dimostrato una guida e presenza costante in campo per i suoi Heat, viaggiando a quasi 15 punti ed oltre 4 assist di media a a partita, in 71 gare disputate.

Heat, ritiro Wade: “E’ stato un viaggio fantastico. Spero nei playoff”

Dwyane Wade ha parlato della sua ultima partita in maglia Miami Heat che, inesorabilmente, sta arrivando. La squadra di coach Spoelstra, infatti, a 2 gare dal termine si trovano ad un successo di distanza dall’ottavo posto dei Detroit Pistons ed hanno lo stesso record, 38 vinte e 42 perse, degli Charlotte Hornets, ma hanno il calendario più complicato delle rivali e difficilmente accederanno ai playoff NBA.

Philadelphia Sixers e Brooklyn Nets saranno le prossime avversarie della franchigia della Florida e, salvo sorprese, queste saranno le ultime due presenze con questa maglia per Flash. Proprio per questo motivo il veterano ha deciso di rilasciare alcune dichiarazioni in merito.

Ritiro Wade: “E’ stato incredibile”

“E’ stato incredibile, è stato fantastico”, ha detto Wade al termine del match di domenica a Barry Jackson del Miami Herald. “Un sacco di persone in quell’arena mi hanno visto crescere, hanno visto i miei errori ma hanno visto anche grandi prestazioni e giocate incredibili, davvero grandi cose”.

In una recente intervista concessa a Rachel Nichols di ESPN, il giocatore degli Heat aveva affermato che nella scorsa stagione c’erano stati dei momenti in cui non aveva voglia di allenarsi o svegliarsi presto per allenare per poi trovare un ritorno al passato, ritrovando le giuste motivazioni per chiudere al meglio la sua carriera: “Sono grato per tutto questo. Miami è stata una costante nella mia vita e sarà sicuramente emozionante il mio ultimo match all’American Airlines Arena. Speriamo che le cose vadano per il meglio e che potremo tornarci a giocare nei playoff”.

Davvero dura, però, rientrare tra le prime 8 ad Est come si può vedere dalle proiezioni di ESPN, che danno agli Heat l’1,2% di possibilità di disputare i playoff, mentre secondo Basketball-Reference la percentuale sale fino all’1,6%.

 

 

Gli Heat rilasciano Rodney McGruder e firmano il rookie Yante Maten

Yante Maten

I Miami heat firmano il rookie Yante Maten con un contratto pluriennale, e rilasciano la guardia-ala Rodney mcGruder, come riportato da Shams Charania di The Athletic.

Mossa a sospresa per gli Heat, che consente però alla squadra ulteriore flessibilità salariale scaricando gli 1.5 milioni di contratto ancora dovuti a McGruder. Qualora nelle prossime 48 ore una squadra dovesse richiamare l’ex giocatore di Miami dalla “lista degli svincolati”, accollandosene lo stipendio, il monte salari degli Heat calerebbe al di sotto della soglia della Luxury Tax.

Rodney McGruder, giocatore al terzo anno da Kansas State e divenuto in questa stagione titolare fisso per coach Eric Spoelstra, ha viaggiato quest’anno a 7.6 punti e 3.5 rimbalzi a partita, in circa 23 minuti d’impiego e 66 gare disputate.

Gli Heat non hanno reso noti i termini del contratto con Maten.

Yante Maten chi è il ragazzo? I suoi numeri

Con 207 cm di altezza per 109 kg di peso, Yante Maten si è messo in mostra all’università della Georgia, nella quattro stagioni e 128 partite disputate con la maglia degli Hoyas viaggiando a 14.7 punti, 6.9 rimbalzi, 1.6 stoppate e 0.4 palle rubate di media in 27.9 minuti di utilizzo, aggiudicandosi nel 2017\18 il premio di giocatore dell’anno nella SEC.

Yante Maten è approdato ai Miam Heat l’estate scorsa firmando un two-way contract, ed ha trascorso l’intera stagione 2018\19 nei Sioux Falls Skyforce, la squadra di G-league di Miami.

Nelle 30 partite disputate con gli SkyForce ha messo a referto numeri importanti: con 32.7 minuti in campo ha collezionato 23.5 punti, 9.6 rimbalzi, 1.2 stoppate e 0.8 palle rubate con il 54.3% dal campo, confermando quanto di buono già visto al college.

Corsa playoffs ad Est, i Magic travolgono Atlanta, Miami cade a Minnesota

Raptors-Magic streaming: la necessità di vincere contro la leggerezza della sorpresa

Battute finali della corsa playoffs ed Est, gli Orlando Magic (40-40) passeggiano sugli Atlanta Hawks ed approfittano della sconfitta dei Miami Heat per avvicinarsi sempre di più alla post-season, dopo 6 anni di attesa.

Nikola Vucevic e compagni si abbattono sugli uomini di coach Lloyd Pierce (149-113 il risultato finale) ed in attesa delle replica di Detroit Pistons e Brooklyn Nets si issano addirittura la sesto posto nella classifica della Eastern Conference.

Doppia doppia da 25 punti e 11 rimbalzi per Vucevic, e partita completa per Aaron Gordon che chiude con 10 punti, 11 rimbalzi e 7 assist in soli 27 minuti di gioco, mentre i meno motivati Atlanta Hawks non resistono nemmeno un quarto (42-18 il parziale del primo periodo).

Per Orlando, la vittoria di venerdì notte è l’ottava nelle ultime dieci gare disputate. I Magic di coach Clifford chiuderanno la loro regular season con due trasferte contro Boston Celtics e Charlotte Hornets.

Corsa playoffs della Eastern Conference, Miami cade a Minneapolis

Sconfitta di misura e sconfitta pesante per i Miami Heat (38-41) di Dwyane Wade al target center di Minneapolis. I Minnesota Timberwolves superano 111-109 gli uomini do coach Erik Spoelstra, che ora si ritrovano ad una partita di distanza dai Detroit Pistons, oggi ottavi.

Dwyane Wade getta il cuore oltre l’ostacolo e chiude con 24 punti in quasi 30 minuti di gioco (miglior realizzatore dei suoi assieme a Dion Waiters). Miami patisce l’assenza di Josh Richardson, uomo chiave sui due lati del campo, l’ultimo tiro di Wade trova solo il ferro e le speranze di playoffs per gli Heat si allontanano.

I Twolves non mostrano “pietà” nei confronti di Miami, nonostante l’ennesima stagione fallimentare per Karl-Anthony Towns e compagni: “E’ una questione di mentalità” Così Andrew Wiggins “Non saremo ai playoffs ma questo non significa che dobbiamo lasciar passare chiunque (da Minnesota, ndr)”.

Coach Spoelstra rimprovera a fine gara alla sua squadra la mancanza di incisività nel finale di partita: “Per avere successo ai playoffs bisogna imparare a vincere le partite quando si è sotto pressione, le partite di regular season importanti come questa (…) questo finale di stagione sarà comunque un bagaglio di esperienza enorme per i ragazzi, dovremo essere in grado di accettarlo per fare in modo di essere all’altezza della sfida (in futuro, ndr).

Le ultime tre partite di regular season vedranno i Miami Heat impegnati a Toronto già domenica, prima della sfida casalinga contro i Philadelphia 76ers e la trasferta di Brooklyn, partita che potrebbe rivelarsi l’ultima gara da professionista per Dwyane Wade.

TNT non trasmetterà in diretta l’ultima partita di Dwyane Wade a Miami

TNT ha annunciato che non sarà possibile trasmettere in “prime time” in diretta nazionale la partita del prossimo 9 aprile tra Philadelphia 76ers e Miami Heat, la possibile ultima partita di Dwyane Wade alla American Airlines Arena di Miami.

La diretta della partita si sarebbe sovrapposta alla già programmata diretta di Boston Celtics-Washington Wizards (prevista per 19.00 orario di New York, la 01.00 italiana). Heat-Sixers inizierà alle 19.30, e sarà preceduta da una cerimonia per onorare l’ultimo impegno casalingo in carriera (playoffs permettendo) della star di Miami.

TNT ha reso noto come non ci siano state possibilità di anticipare la partita alle 19.00, in modo da sostituirla alla diretta di Celtics-Wizards (che rimane pertanto in palinsesto). La sfida di Miami potrebbe essere l’ultima partita casalinga in carriera di Dwyane Wade, i cui Heat (38-40) sono impegnati in una corsa all’ultimo posto disponibile ai playoffs della Eastern Conference (Miami è al momento nona, a mezza partita di distanza dagli Orlando Magic).

Gli Heat saranno attesi 24 ore dopo la partita di Miami a Brooklyn, per una gara che potrebbe rivelarsi uno spareggio playoffs (i Nets sono al momento settimi con un record di 39-40), nonché l’ultima partita in carriera per Wade.

Heat, infortunio all’inguine per Josh Richardson, due settimane di stop

Josh Richardson-Richardson rimane ai Miami Heat

Miami Heat, infortunio e due settimane di stop per Josh Richardson.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, la guardia-ala dei Miami Heat Josh Richardson si è sottoposto nella giornata di giovedì ad una risonanza magnetica all’altezza dell’inguine.

Gli esami non hanno evidenziato danni strutturali, ma il giocatore degli Heat dovrebbe rimanere ai box per almeno due settimane.

Un duro colpo per le speranze di post-season di Miami, al momento al nono posto della Eastern Conference a sola mezza gara di distanza dagli Orlando Magic con ancora 4 partite da disputare.

Per Richardson una stagione solida, condotta a 16.6 punti e 4.1 assist di media a partita, in 34 minuti d’impiego in 73 partite disputate, con il 41.2% al tiro e 1.1 recuperi a gara.

Lotta playoffs della Eastern Conference, sconfitte per Heat, Magic e Nets

Post Heat-Thunder, Spoelstra: "Abbiamo bisogno di punti dalla panca"

Lotta playoffs della Eastern Conference, rimane tutto invariato dopo le partite di lunedì notte, sconfitte per Detroit Pistons, Brooklyn Nets, Miami Heat ed Orlando Magic.

I Pistons, privi di Blake Griffin, cadono ad Indianapolis ma mantengono il sesto posto in classifica (39-38), ed una vittoria nella prossima partita (mercoledì notte, sempre contro gli Indiana Pacers a Detroit) darebbe una certa tranquillità agli uomini di coach Dwane Casey.

I Brooklyn Nets (39-39) falliscono l’aggancio ai Detroit Pistons cedendo in casa ai Milwaukee Bucks di un rientrante Giannis Antetokounmpo, mentre i Miami Heat (38-39) non riescono a violare il TD Garden di Boston, nonostante i 30 punti di uno scatenato Goran Dragic nella probabile ultima partita in carriera a Boston di Dwyane Wade.

Infine, gli Orlando Magic di Nikola Vucevic tornano sconfitti dalla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario. 19 tiri da tre punti mandati a bersaglio dai Raptors condannano gli uomini di coach Steve Clifford ad una sconfitta che li tiene lontani mezza partita dall’ottavo ed ultimo posto ad Est.

La sconfitta rimediata alla Vivint Smart Home Arena per mano degli Utah Jazz pone fine con ogni probabilità alla caccia ai playoffs degli Charlotte Hornets di Kemba Walker, ora distanti ben 3 partite dall’ottavo posto e penalizzati da un calendario proibitivo nell’ultima settimana.