Nuggets, Isaiah Thomas vede il ritorno in campo, coach Malone: “IT voce importante in spogliatoio”

Isaiah Thomas è finalmente pronto a ritornare in campo. A quasi un anno dall’operazione all’anca destra subita a fine stagione (annata iniziata ai Cleveland Cavs e terminata ai Los Angeles Lakers), l’ex star dei Boston Celtics potrebbe fare il proprio debutto stagionale in maglia Nuggets mercoledì, contro i Sacramento Kings al Pepsi Center di Denver.

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, la decisione ultima spetterà al giocatore. Thomas è stato reintegrato a tutti gli effetti nelle ultime settimane, durante le quali il giocatore ha svolto sessioni di allenamento complete in G-League prima e successivamente con la squadra.

Thomas, il cui infortunio risale alla finale di Conference dei playoffs 2017 tra Boston Celtics e Cleveland Cavaliers, aveva firmato in estate un contratto annuale al “veteran minimum” da 2.4 milioni di dollari con i Denver Nuggets di Mike Malone, già head coach di “IT” ai tempi dei Sacramento Kings (2011-2014).

Ai Nuggets, Isaiah Thomas si troverà a combattere per ottenere minuti dalla panchina, in un reparto guardie tanto numeroso quanto talentuoso. Alle spalle dei titolari Jamal Murray e Gary Harris (oggi infortunato), la guardia al secondo anno Monte Morris ed il prodotto al terzo anno da Florida State Malik Beasley hanno garantito a coach Malone qualità, punti e difesa in uscita dalla panchina.

In 32 partite disputate tra Cavs e Lakers durante la stagione 2017\18, Isaiah Thomas ha viaggiato a 15 punti e 4.7 assist a partita, in circa 27 minuti d’impiego e con il 37% al tiro.

Isaiah Thomas, coach Malone: “Una voce importante in spogliatoio”

Coach Mike Malone, da tempo estimatore di Thomas, ha parlato delle qualità di leadership e dell’importante presenza in spogliatoio per i suoi Nuggets dell’ex giocatore di Sacramento Kings e Phoenix Suns:

Anche se non ha ancora giocato, Thomas ha già avuto un profondo impatto sui nostri giovani. Isaiah è sempre presente, la sua voce si fa sentire in spogliatoio, negli huddle durante le partite ed in allenamento. Il nostro è un gruppo di ragazzi tranquilli, e chi conosce Isaiah sa che lui non è di certo un tipo tranquillo, per cui la sua presenza è una buona cosa. Thomas ha leadership e carisma, la sua voce è importante per noi

Così il compagno di squadra Monte Morris:

La sua capacità di guidare un gruppo ci ha aiutati. Probabilmente oggi non saremo così in alto in classifica se Thomas non fosse stato con noi, senza i suoi consigli e la sua esperienza. Io lo vedo come un esempio, non solo perché sia un mio pariruolo, ma anche per via di tutto ciò che ha passato e della sua grande esperienza

Nuggets, Nikola Jokic lancia Beasley e manda coach Malone all’All-Star Game di Charlotte: “Grande onore”

La 25esima tripla doppia in carriera di Nikola Jokic consegna ai Denver Nuggets la 37esima vittoria stagionale (sesta doppia V consecutiva) ed a coach Mike Malone la nomina di allenatore di “Team LeBron”, che sfiderà la squadra selezionata dal secondo capitano Giannis Antetokounmpo a Charlotte, domenica 17 febbraio.

 

Al Pepsi Center di Denver, Nuggets-Twolves termina 107-106. Vittoria in volata per Nikola Jokic e compagni, ancora privi di Jamal Murray (caviglia) e Gary Harris (problema muscolare) ma che continuano a cavalcare il momento magico di Malik Beasley (22 punti in 28 minuti di gioco) e Monte Morris, che avvicina la tripla doppia con 17 punti, 10 assist e 7 rimbalzi in 40 minuti d’impiego.

 

 

Minnesota Timberwolves sempre sulle spalle di Karl-Anthony Towns. “KAT” chiude la sua gara con 31 punti, 12 rimbalzi, 7 assist, 2 recuperi ed una stoppata in 37 minuti di gioco. Derrick Rose torna in campo dopo tre partite d’assenza, ma la sua partota è limitata a soli 20 minuti e 8 punti a referto, con 5 assist. Per coach Ryan Saunders ancora out Jeff Teague, Robert Covington e Tyus Jones.

 

Nel weekend del Super Bowl che vedrà sfidarsi ad Atlanta New England Patriots e Los Angeles Rams, Nikola Jokic risolve la parità tra le due squadre con un “tipico” TD pass lanciato direttamente dalla rimessa di fondo campo, ad 1:04 dal termine della gara.

 

 

Sul punteggio di 105-104 in favore di Minnesota, e dopo una palla persa Twolves, Jokic raccoglie velocemente il pallone per la rimessa da fondo ed a una mano lascia andare un lungo passaggio per Malik Beasley, partito in contropiede ad anticipare la distratta difesa dei Timberwolves. Beasley deposita facilmente nella retina il pallone del definitivo vantaggio Nuggets.

 

Quel pallone è rimasto in aria per 4 o 5 secondi, come in un punt di Ray Guy (leggendario punter degli Oakland Raiders nella NFL tra 1973 e 1986, ndr). Abbiamo trovato il modo di vincere anche questa. L’All-Star Game? Ogni volta che si ha la possibilità di rappresentare i propri tifosi, la propria città e la propria squadra, ciò è sempre un grande onore. Poter andare a Charlotte con Nikola (Jokic, ndr) sarà fantastico, Gli ho detto che se allenerò l’altra squadra, dirò ai miei giocatori di raddoppiarlo tutte le volte, il suo primo All-Star Game sarà una partita dura… la nomina è un premio soprattutto al nostro grandissimo staff

 

– Coach Mike Malone dopo Nuggets-Twolves –

Nuggets, tripla-doppia per Jokic e 76ers KO, coach Malone: “Nikola tornato alla grande, Murray out”

Nikola Jokic dimentica Salt Lake City e la sospensione comminatagli dalla NBA e guida i suoi Denver Nuggets alla vittoria contro i Philadelphia 76ers con una tripla doppia, la settima stagionale.

Al Pepsi Center di Denver, Colorado, Nuggets-76ers termina 126-110 per gli uomini di coach Mike Malone. Per Jokic 32 punti, 18 rimbalzi e 10 assist, con 12 su 22 al tiro ed una sola palla persa dopo la gara di sospensione:

“(Nikola Jokic, ndr) è tornato ed ha fatto esattamente quello che ci si aspetta da lui. E’ stato una parte fondamentale del nostro attacco, ha fatto tutte le giocate giuste al momento giusto. Ci ha dimostrato quanto forte sia, un All-NBA assoluto, E per fortuna gioca per noi nei Denver Nuggets

– Coach Malone su Nikola Jokic –

 

Saltato a Denver il suggestivo scontro Jokic-Embiid (turno di riposo per la star camerunense dei 76ers), ed ancora assente Jimmy Butler (guai al polso destro per l’ex Twolves, che tornerà in campo contro i Los Angeles Lakers martedì sera), tocca a Ben Simmons e J.J Redick guidare l’attacco dei Sixers.

Simmons chiude con 19 punti, 12 rimbalzi ma soli 4 assist, e 6 su 17 al tiro (persino una tripla tentata, la prima stagionale). Redick è il miglior realizzatore di serata in casa 76ers con 22 punti e 4 su 10 dalla lunga distanza.

Partita ad alto punteggio nel primo tempo. I Nuggets segnano 41 punti nel solo primo quarto (41-37) e chiudono la prima metà di gara sul +9 (77-68). Sono già 20 i punti di Jokic, con 10 rimbalzi, e 13 i punti di Will Barton al riposo.

A fine terzo quarto il divario tra le due squadre si allarga, ed a metà quarto periodo Denver scappa definitivamente (120-104 a 5:48 dal termine), guidata da Jokic e Malik Beasley (14 punti a fine gara).

Nuggets-76ers, Mike Malone: “Buona prova, un po’ preoccupato per Jamal Murray”

 

Troppa la voglia di Nikola Jokic di rifarsi dopo la squalifica (a suo dire ingiusta, ma prevista dal severo regolamento NBA) che ha costretto la star serba dei Nuggets a saltare la sfida casalinga contro i Phoenix Suns di venerdì notte.

Così Jokic nel post partita tra Nuggets-76ers:

Se mi aspettavo la tripla doppia? Non so, non scendo in campo con l’idea di fare 30 punti o prendere 20 rimbalzi, voglio solo giocare, dare il massimo e vincere. Abbiamo vinto, quindi tutto OK, mi prendo anche la mia tripla-doppia

– Nikola Jokic dopo Nuggets-76ers –

 

 

Così coach Mike Malone sulla prestazione dei suoi e sull’assenza di Jamal Murray, out per un problema ad una caviglia:

Nel secondo tempo i ragazzi sono stati bravi nel fornire uno sforzo maggiore in difesa, rispetto alla prima metà di gara. Dopo il primo tempo (i Sixers, ndr) stavano tirando con 9 su 18 da tre punti, nel secondo tempo ne hanno messe solo cinque. Una buona prova contro una buona squadra, anche senza Embiid e Butler (…) Jamal Murray? Sono un po’ preoccupato. ha convissuto con un guaio alla caviglia negli ultimi giorni, sembrava stare meglio ma si è infortunato di nuovo. Oggi pomeriggio (sabato, ndr) la caviglia era molto gonfia. Farà trattamenti e fisioterapia, vedremo come si sentirà e se potrà giocare a Memphis (martedì, ndr)”

– Mike Malone dopo Nuggets-76ers –

Nuggets, il fattore campo per coach Malone: “Tifosi Lakers, Warriors e Celtics, prendete e portate a casa!”

Come sempre accade nelle “altre” 29 arene NBA (ma anche nella trentesima, lo Staples Center, anche quando tecnicamente la squadra di casa sarebbero i Clippers), quando sono di scena i Los Angeles Lakers capita di vedere tra gli spalti più di una maglia giallo-viola.

La sfida di martedì notte tra Lakers e Nuggets al Pepsi Center di Denver non è stata un’eccezione. Ne è ben consapevole coach Mike Malone, allenatore dei Nuggets, che dopo la partita ha lanciato una simpatica provocazione ai tifosi Lakers in trasferta ai piedi delle Montagne Rocciose.

Denver Nuggets, Mike Malone: “Prendete e portate a casa!”

I Denver Nuggets (14-7) hanno dominato la partita, e preso il largo nel secondo tempo. Per Nikola Jokic e compagni è la nona vittoria tra le mura amiche del Pepsi Center, da sempre uno dei campi più difficili dell’intera lega, per via dell’altitudine e del ritmo di gioco imposto dai padroni di casa.

I Los Angeles Lakers sono LA squadra NBA per eccellenza, ed hanno tifosi ovunque. L’arrivo di LeBron James ha solo aggiunto un nuovo capitolo – uno dei più interessanti – alla grande storia della franchigia di L.A.

Quest’anno, Denver ha già battuto al Pepsi Center Golden State Warriors, Boston Celtics e Lakers. Coach Malone ha preso spunto da ciò per scherzare sulla presenza di “intrusi” sugli spalti di casa:

Noi non vogliamo convertire nessuno. O con noi, o contro di noi. I tfiosi degli Warriors possono venire qui, i tifosi dei Celtics, quelli dei Lakers possono venire qui. Voglio dire, Lebron James è forse il miglior giocatore di sempre, e quando arriva in città, la gente viene a vederlo giocare. Ma finché la gente che viene a vderlo giocare se ne va poi acasa delusa, sinceramente questa è l’unica cosa che mi interessi. quindi, tifosi di Lakers, warriors e Celtics, venite a vedera la partita, ma prendete e portate a casa la sconfitta!

– Coach Mike Malone dopo Lakers-Nuggets –

I Denver Nuggets, seppure alle prese con problemi di infortuni (fuori Isaiah Thomas, Will Barton e Gary Harris) sono in lotta per il primato nella Western Conference.

 

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Nuggets, ancora lontano il ritorno in campo di Isaiah Thomas

infortunio isaiah thomas-Isaiah Thomas-Miami

Ancora lontano il ritorno in campo di Isaiah Thomas. L’ex point guard dei Boston Celtics è ancora alle prese con le ultime fasi di riabilitazione dopo l’intervento all’anca subito a marzo.

Thomas non è sceso in campo per nessuna delle partite di pre-season disputate dai Denver Nuggets.

Lo staff medico della franchigia del Colorado ha deciso di valutare con estrema cautela le condizioni di Thomas, onde evitare un rientro in campo affrettato.

In estate, Isaiah Thomas ha firmato un contratto annuale al minimo garantito per i veterani con i Denver Nuggets. In Colorado l’ex Cleveland Cavs ha ritrovato Mike Malone, già suo allenatore ai tempi dei Sacramento Kings.

Al termine della stagione 2017\18, iniziata a Cleveland e finita a Los Angeles, sponda Lakers, “I.T.” si è sottoposto ad un intervento in artroscopia all’anca.

Un infortunio procuratosi al termine della stagione 2016\17, e che continua ancora oggi a condizionare carriera e prestazioni di un giocatore capace di terminare quarto nell’annuale classifica per l’MVP stagionale, solo due anni fa.

Il biennio 2017-2018 è stata davvero tormentato, per Thomas. Alla tragica morte della sorella Chyna in un incidente d’auto a metà aprile 2017, si sono rapidamente aggiunti l’infortunio e la trade che ha spedito Isaiah a Cleveland, in cambio di Kyrie Irving.

L’esperimento Thomas-LeBron James è durato solo lo spazio di 15 partite. A metà febbraio una nuova trade ha portato l’ex Washington Huskies a Los Angeles.

L’estate 2018 di Thomas è stata caratterizzata da un piccolo incidente diplomatico, e dai timori sulle sue condizioni fisiche, che hanno di fatto azzerato l’interesse sul mercato dei free agent nei suoi confronti.

mentre Thomas continua il percorso di recupero, il ruolo di back-up di Jamal Murray nelle rotazioni di coach Malone sarà occupato dalla guardia al secondo anno Monte Morris.

Manuale Denver Nuggets 2018-2019: il futuro è roseo, il presente?

Giovane e talentuoso roster, l’anno scorso i Denver Nuggets hanno fatto spettacolo in attacco ma i problemi difensivi sono stati molti, riusciranno quest’anno a migliorare le loro carenze e a raggiungere i playoff? Scopriamolo analizzando la stagione passata ed il mercato estivo. Ecco il Manuale Denver Nuggets 2018-2019

MANUALE DENVER NUGGETS 2018-2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 46-36
  • Piazzamento: seed #9, Western Conference
  • Offensive rating: 110
  • Defensive rating: 108.5
  • Team leaders: Nikola Jokic (18.5 PTS), Rimbalzi: Nikola Jokic (10.7 REB), Nikola Jokic  (6.1 AST)

MANUALE DENVER NUGGETS 2018-2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Trade:

  • Scambiano con i Magic la 43° scelta 2018 più una scelta al secondo giro del 2019 per la 41° del 2018.
  • Cedono ai Sixers Wilson Chandler, e due scelte future al secondo giro per soldi.
  • Inoltre lasciano Denver Kenneth Faried, Darrell Arthur, e una scelta al primo giro dell’anno prossimo e una al secondo giro del 2020 per Isaiah Whitehead.

Partenze:

  • Isaiah Whitehead (appena arrivato dai Nets viene rilasciato, ora nuovo giocatore del Lokomotiv Kuban)
  • Devin Harris (mancato rinnovo, ora a Dallas)

Arrivi:

  • Isaiah Thomas (dai Lakers)
  • Emanuel Terry (da una squadra della seconda divisione di NCAA)
  • DeVaughn Purcell (dalla lega danese)

Draft:

  • Michael Porter Jr (alla 14° da university of Missouri)
  • Jarred Vanderbilt (alla 41° da Kentucky)
  • Thomas Welsh (alla 58° da UCLA)

Rinnovi:

  • Da segnalare come importanti mosse di mercato anche i rinnovi di Will Barton e soprattutto di Nikola Jokic, entrambi di 4 anni.

Mercato poco volto a rinnovare il roster (giovane e talentuoso) ma più concentrato a liberarsi di stipendi, dal momento che sforano, e non di poco, il tetto salariale e  l’anno prossimo rischiano di dover pagare la luxury tax, giustificabile solo se vuoi fare all in in quella annata per provare a portare a casa l’anello (alquanto impensabile per i Nuggets al momento).

Nonostante ciò sono da segnalare principalmente il rookie di cui tanto si parla Porter Jr, e Thomas: il primo si è operato in estate alla schiena e sarà fuori a tempo indeterminato;il secondo è approdato nella terza squadra in cui gioca nel post-Celtics e deve far vedere a tutti che è ancora quel giocatore che due anni fa arrivò quinto nella corsa per il premio di MVP.

MANUALE DENVER NUGGETS 2018-2019: L’ANALISI

La squadra gira ovviamente intorno al 24enne Jokic, centro serbo che dietro alla sua stazza nasconde doti di playmaking più uniche che rare per un giocatore del suo ruolo. Inoltre è stato capace, nell’ultima stagione, di ampliare il suo repertorio offensivo rendendo il tiro da tre sempre più affidabile. È indubbiamente il miglior assist man tra i lunghi della lega.

La visione di gioco di Jokic è fondamentale per la manovra offensiva dei Nuggets.

Denver gira intorno a lui, ma i Nuggets hanno molto altro giovane talento.
Hanno tre piccoli che sono stati capaci di andare tutti e tre sopra i 15 di media durante la scorsa stagione.
Il primo è Gary Harris, guardia 24enne, solido tiratore da tre (40%) e anche buon difensore, il secondo è Will Barton, reduce anche lui da un grande miglioramento ed infine il terzo è Jamal Murray, che era tra i principali candidati per il MIP, è un ragazzo molto promettente di soli 21 anni.
È evidente come il futuro di questi Nuggets sia in buone mani, ma al momento questi giovani hanno bisogno di un punto di riferimento, di un giocatore con esperienza e questo ruolo è ricoperto dall’ex Hawks Paul Millsap, il quale ha appena concluso la decima stagione consecutiva in doppia cifra.
Intorno a questi vi sono Trey Lyles, buona ala grande che si appresta ad iniziare la sua quarta stagione NBA e Mason Plumlee, giocatore ormai al sesto anno che non è mai riuscito ad esprimersi al massimo del suo potenziale.
Come dimenticarsi poi di Isaiah Thomas, reduce da una stagione non brillante, che se torna quello di Boston è un giocatore capace di mettere 25 o più punti a partita, è un po’ la scommessa di questa annata per i Nuggets.
Inoltre stiamo tutti attendendo di vedere all’opera nella lega Michael Porter Jr, che sembra possa essere la sorpresa del Draft.
La fase offensiva sicuramente non è un problema per i ragazzi di coach Mike Malone, che hanno un gioco veloce che dà molta importanza al tiro da tre punti (nell’ultima stagione i Nuggets hanno segnato più triple di GSW) e hanno viaggiato a ben 110 punti di media.
Ma non si possono fare gli stessi complimenti per l‘attitudine difensiva, dato che Denver ha concesso percentuale al tiro più alta dell’intera lega.
Con la partenza del titolare Wilson Chandler potremmo vedere  un quintetto formato sicuramente dalla coppia di lunghi Jokic-Millsap e poi all’inizio potremmo assistere alla convivenza in campo dei tre piccoli Murray, Harris e Barton, avranno comunque minuti importanti Thomas, che potrebbe essere un ottimo sesto uomo, il Rookie prima citato, che qualora riuscisse ad ambientarsi subito potrebbe anche diventare titolare essendo in una squadra priva di un’ala piccola di ruolo abbastanza forte da partire in quintetto. A far rifiatare le due torri ci penseranno principalmente Plumlee e Hernangomez.

CONCLUSIONE

Nella Western Conference odierna è tutt’altro che semplice classificarsi fra le migliori 8, l’anno scorso Denver non ce l’ha fatta per una vittoria, e quest’anno non sarà certo più semplice: anzi, con l’avvento di LeBron a Los Angeles sembra che un altro di quei posti per i playoff sia ipotecato.
Però Denver è una squadra molto giovane e di conseguenza probabilmente già rispetto all’anno scorso ammireremo grandi miglioramenti e quindi un’ottava posizione potrebbe essere raggiungibile.

Nuggets, Mark Price nuovo assistente allenatore

I Denver Nuggets hanno assunto Mark Price in qualità di assistente allenatore, come riportato da Adrian Wojnarowski via Twitter nella giornata di lunedì.

Price, 12 stagioni da giocatore NBA tra Cleveland, Golden State ed Orlando Magic, e successivamente assistente allenatore e consulente per Atlanta Hawks, Boston Celtics e Charlotte Hornets, sarà assistente “speciale” per il tiro nello staff di coach Mike Malone.

Mark Price è uno dei migliori tiratori nella storia della NBA, capace di medie carriera del 90.4% ai tiri liberi e del 40.2% al tiro da tre punti in 722 partire disputate, tra il 1986 ed 1998.

Nella carriera NBA di Mark Price, anche 4 convocazioni all’All-Star Game e quattro nomine in uno dei primi tre quintetti NBA (primo quintetto nel 1993). Riconoscimenti ottenuti vestendo la maglia dei Cleveland Cavs.

Gary Harris, Nikola Jokic e Jamal Murray. Credit: Isaiah J. Downing-USA TODAY Sports

I Denver Nuggets hanno chiuso la passata stagione al nono posto nella Western Conference, mancando l’accesso ai playoffs.

In estate la franchigia del Colorado è stata una delle più attive sul mercato dei free agent. I Nuggets hanno rifirmato con contratti pluriennali il centro serbo Nikola Jokic e la guardia Will Barton, ed hanno raggiunto un accordo annuale con l’ex Celtics Isaiah Thomas.

Dal draft è invece arrivato Michael Porter Jr, selezionato con la scelta numero 14. Il prodotto di Missouri è tuttora però alle prese con un infortunio alla schiena risalente al novembre del 2017.

Lakers, frattura al naso per il rookie Larry Nance Jr.

La 27esima scelta dei Los Angeles Lakers del primo giro al draft 2015, Larry Nance Jr., ha subito in allenamento la frattura dell’osso nasale. Come riportato dall’account ufficiale di Twitter della squadra losangelina, il fatto sembra essere accaduto durante uno scontro con l’altro rookie, Julius Randle.

Il giocatore e Brandon Bass, che ha subito un’abrasione corneale durante la partita disputata domenica notte contro i Dallas Mavericks, sono entrambi nella lista “questionable” (in dubbio) per l’incontro di questa notte che li vedrà opposti ai Denver Nuggets. Seppur non abbia ancora giocato un singolo minuto durante la regolar season, il prodotto di Wyoming, ha saputo collezionare discrete cifre con 16.1 punti, 2.5 assist, 7.2 rimbalzi nei 35 minuti impiegati nel suo ultimo anno di College.

Al momento attuale i Lakers stanno lottando, con tutto il parlare di Kobe Bryant e del loro attacco, con una difesa imbarazzante che li ha portati ad avere solo sconfitte nelle loro prime 3 partite e un malumore generale tra i tifosi. I Denver Nuggets, invece, alla voce problemi hanno parecchie difficoltà nel trovare ritmo per i tiri e nell’ambientamento del playmaker rookie Emmanuel Mudiay, oltre ad imparare i nuovi schemi di gioco del nuovo head coach, Mike Malone. L’occasione per questa notte potrebbe essere ghiotta, quindi, per i Lakers che vorrebbero poter vedere la prima vittoria di questa stagione.

Per NBAPassion

@DavideBomben

Nuggets: Nurkic torna a novembre?

I Denver Nuggets sono usciti da una stagione 2014-15 pressoché disastrosa, conclusasi tra esonero del capo allenatore e malcontento generale negli spogliatoi. La sfortuna, poi, ha perseguitato la franchigia del Colorado anche durante l’estate, quando il centro Yusuf Nurkic, al termine della sua prima stagione tra i professionisti, si è dovuto sottoporre ad un intervento chirurgico che ha interessato il ginocchio. Inizialmente, la tabella di recupero del ragazzo, prevedeva il suo rientro già con l’inizio del training camp, ma così non è stato: il lungo dei Nuggets infatti, come riporta Blake Murphy di TheScore.com (cliccare qui per visualizzare la fonte originale), è tuttora ai box, e le ultime notizie che arrivano dall’infermeria della franchigia allenata dal neo capo-allenatore Mike Malone parlando di novembre come papabile mese di rientro per Nurkic.

Intanto che il rookie 2014-15 continua la propria riabilitazione, il centro di “riserva” a disposizione di Malone, Joffrey Lauvergne, sta impressionando in preseason: il lungo francese ha sin qui fatto registrare medie di 13.3 punti e 8.8 rimbalzi in 25.2 minuti di gioco a partita, tirando con il 59.3% dal campo. Lauvergne, tuttavia, non è l’unico lungo in casa Nuggets ad aver tratto beneficio dall’assenza di Nurkic: Nikola Jokic, lungo di origini serbe, ha ben figurato in questa preseason, mettendo a referto medie di  11.8 punti e 4.7 rimbalzi tirando con il 78.4% in 19.8 minuti di impiego a partita.

Yusuf Nurkic
Yusuf Nurkic

Sicuramente, i Nuggets, non sono ancora pronti per tornare ad essere una contender, ma hanno dimostrato che, anche in caso di infortuni, nel reparto lunghi le soluzioni non mancano, data la presenza di alcuni giovani lunghi europei e la possibilità di schierare anche i quintetti piccoli, con Kenneth Faried nello spot di centro. Nurkic (6’11” x 280 Ibs) si è comportato abbastanza bene nella stagione 2014-15, mettendo a referto medie di di 6.9 punti, 6.2 rimbalzi e 1.1 stoppate in 17.8 minuti. L’aspetto sul quale sicuramente il ragazzo deve lavorare è il tiro (32.2% al di fuori dei 3 piedi di distanza dal canestro) ma la prestanza fisica e la presenza a rimbalzo rappresentano la vera forza di questo giocatore.

In attesa del suo rientro, in Colorado si respira aria di novità: Nurkic potrà dire la sua sotto la guida di Mike Malone? che ruolo avrà negli schemi del nuovo capo-allenatore? Ai posteri l’ardua sentenza.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

NBA Predictions 2015-2016: Denver Nuggets

Danilo Gallinari

Record: 31-51

Nella Mile-High City v’è una squadra che da contender, sino ad un paio di anni fa, si è trovata ad affrontare le ultime due stagioni da comprimaria: i Nuggets dal 2013 in avanti, complici infortuni ed una gestione tecnica non all’altezza delle aspettative, hanno avuto diverse difficoltà, non riuscendo nemmeno a lottare per l’ultimo posto utile per i playoff. Tim Connelly, il GM, e Josh Kroenke, il presidente, in questa estate, hanno optato per una rivoluzione minuziosa ed in parte silenziosa. Per prima cosa è stata variata la guida tecnica: via Brian Shaw (già via ad inizio 2015, al suo posto ad interim Melvin Hunt), non all’altezza di sostituire un allenatore come George Karl, ed al suo posto, nel giugno del 2015, è stato chiamato Mike Malone, ex coach dei Sacramento Kings, un allenatore in grado di lavorare e dare una svolta sia in fase offensiva, sia in fase difensiva (quella ove i Nuggets in questi ultimi due anni hanno peccato maggiormente). Per seconda cosa, Connelly e Kroenke, hanno deciso di lavorare sul roster: di talento ve ne era, forse troppo per una squadra non in grado di lottare per i playoff, ma l’amalgama, quella è scomparsa nel 2013, quando coach Karl è stato licenziato e Masaj Ujiri, allora GM dei Nuggets, ha deciso di accettare l’offerta dei Raptors.

MOVIMENTI DI MERCATO

Jameer Nelson e Will Barton, arrivati ad inizio 2015

La rivoluzione in Colorado, in realtà, non è iniziata questa estate, ma qualche mese prima, ovvero ad inizio di quest’anno, quando ormai si era capito il destino dei Nuggets 2014-2015. Nella sessione invernale molti furono i variamenti nel roster: via Timofey Mozgov (a Cleveland per due first-round pick), via Arron Afflalo ed Alonzo Gee (entrambi a Portland per una first-round pick del 2016, Will Barton, vera e propria rivelazione degli ultimi sei mesi, Victor Claver e Thomas Robinson,  questi ultimi due mai utilizzati), via Nate Robinson (per Jameer Nelson), e, soprattutto (vero capolavoro della dirigenza Nuggets), via JaVale McGee ed il suo contrattone (Sixers). Al loro posto, oltre ai già citati Barton e Nelson, arriva anche Joffrey Lauvergne, centro francese classe 1991, come seconda riserva d’ufficio (v’è ancora JJ Hickson come prima alternativa) al nuovo centro titolare dei Nuggets dopo la cessione di Mozgov:  Jusuf Nurkic, il centro bosniaco scelto al draft del 2014.

Mar 25, 2012; Minneapolis, MN, USA; Denver Nuggets forward Wilson Chandler (21) during the second quarter against the Minnesota Timberwolves at the Target Center. The Timberwolves defeated the Nuggets 117-100. Mandatory Credit: Brace Hemmelgarn-US PRESSWIRE
WIlson Chandler, rinnovo arrivato quest’estate

I Nuggets, ad inizio estate, erano una delle squadre con più incognite di tutta la Western Conference. Tanti i rinnovi da eseguire e molte le scelte tecniche da fare, a partire da quella, importantissima, settima scelta al draft. I siti di mock draft davano pareri discordanti: chi sosteneva che i Nuggets sarebbero andati su una small forward, ad esempio Justice Winslow, oppure su una shooting guard di livello, come ad esempio Mario Hezonja se avesse superato le prime sei scelte. Denver, invece, stupì tutti: Emmanuel Mudiay, dato come possibile top 5 nel draft, alla settima non era ancora stato scelto. Occasione troppo ghiotta per la dirigenza del Colorado per farsela sfuggire. Arriva così nella squadra di Malone un playmaker. Con la settima scelta, una squadra in ricostruzione solitamente prende un titolare: i Nuggets invece hanno scelto quello che sembrava dovesse essere il vice di Ty Lawson. Le voci sulla partenza di quest’ultimo, allora, si fecero sempre più insistenti (specialmente dopo il rinnovo di Wilson Chandler, dato come possibile partente).

Lawson e Afflalo, le due guard titolari della scorsa stagione

Lawson-Mudiay, Mudiay-Lawson, i dubbi finiscono il 14 luglio del 2015: per l’ennesimo volta, il playmaker di Clinton, nel Maryland, viene arrestato a causa dei suoi problemi con l’alcol. La dirigenza dei Nuggets decide che è troppo e partono le trattative per una trade: il 20 luglio Lawson approda agli Houston Rockets mentre a Denver arrivano Pablo Prigioni, Joey Dorsey (waived entrambi), Nick Johnson e Kostas Papanikolau. Non una trade fantasmagorica, soprattutto ragionando sulla qualità del giocatore venduto (e di quelli presi), ma di sicuro i Nuggets hanno ottenuto quello che volevano: liberarsi di un giocatore, che, seppur uomo chiave negli ultimi anni della franchigia del Colorado, era ormai diventato un problema sia tattico che di spogliatoio, ed affidare le la regia dei Nuggets ad uno dei due playmaker più importanti del draft del 2015.

Mike Miller Nuggets
Mike MIller, ex Cleveland, nuovo acquisto dei Nuggets

Nel roster dei Nuggets, però, gli arrivi non sono finiti qui: vengono firmati Nikola Jokic (centro serbo scelto alla 41 nel draft del 2014 ma lasciato ancora un anno in Europa), e i not-guaranteed contract per il training camp (ovviamente da valutare chi rimarrà e chi no) di Oleksiy Pecherov (centro), Devin Sweetney (swingman) e Matt Janning (guardia), anche questi ultimi tre proveniente dalle leghe d’oltre oceano (a testimoniare il fatto di come la dirigenza di Denver guardi molto al basket europeo). Ad un roster così infarcito di giovani, però, un po’ d’esperienza serve. Dopo la firma del free agent Jameer Nelson (già arrivato nella stagione precedente) arriva anche quella dell’ex Cavs (e molte altre squadre) Mike Miller.

QUINTETTO BASE

PG – Emmanuel Mudiay
SG – Jameer Nelson/Randy Foye
SF – Danilo Gallinari
PF – Kenneth Faried
C – Jusuf Nurkic

Il quintetto base dei Nuggets in realtà potrebbe essere molto diverso da quello mostrato. Se per il ruolo di point guard non vi sono dubbi, lo stesso non si può dire per il ruolo di shooting guard. L’adattamento al ruolo di Nelson potrebbe essere la soluzione ai momenti no di Mudiay (è pur sempre un rookie), ma la scelta di una SG di ruolo potrebbe essere forse la più consona vista la scarsa qualità da tre sia di Mudiay che di Nelson. In questo caso Randy Foye potrebbe essere la scelta più affidabile, anche se non v’è da escludere l’innesto da titolare di un giocatore come Will Barton.

Nel reparto forward e lunghi invece v’è da capire che tipo di modulo utilizzerà Malone. Il quintetto inserito qui in esempio dovrebbe essere quello base: Gallinari (fresco di rinnovo e che sembra finalmente tornato quello del 2013), Faried e Nurkic saranno i titolari. Tanto talento, soprattutto offensivo, soprattutto under the rim. L’unico problema è la difesa sugli small-ball. Gallinari è un 2.08, Faried un 2.03 e Nurkic un 2.11. Insomma, in reparto in totale controtendenza con la moda odierna. L’adattamento potrebbe essere lo spostamento di Faried e Gallinari rispettivamente a centro e power forward e l’inserimento da titolare di Wilson Chandler come small forward. La scelta ovviamente sarà del coach, e non ci stupiremmo se vedessimo quintetti diversi a seconda delle partite.

ASPETTATIVE PROSSIMA STAGIONE

I Nuggets hanno il classico roster imprevedibile come ve ne sono tanti nella Western Conference. Il talento, come già detto, è tantissimo, gli interrogativi anche. Il 31-51 pronosticato sembra una buona media di una squadra che, in caso non si trovasse il giusto affiatamento ed i giusti movimenti, potrebbe veramente rischiare di finire nelle ultime tre e, in caso contrario, lottare per l’ultimo posto utile per i play-off.

POSSIBILE SORPRESA – Emmanuel Mudiay

Mudiay, playmaker scelto alla numero 7 nel draft del 2015

La sorpresa di questi Nuggets, ovviamente, non può essere che lui: il rookie, scelto alla numero 7, Mudiay. Di lui si è detto tutto e il contrario di tutto: che sia un fenomeno, un sopravvalutato, che abbia enormi margini di miglioramento, che non ne abbia cosi tanti, chi lo dava top 5, chi lo dava dopo la 10 e così via. Lui durante la Summer League ha risposto abbastanza bene: una visione del gioco fuori dalla media, doti atletiche incredibile ma anche un tiro da rivedere. Di sicuro v’è una cosa: i Nuggets lo possono e lo devono aspettare. Se riuscirà a prendersi in mano questi Nuggets sin da subito, portandoli a discreti risultati, allora ecco che il playmaker congolese potrebbe essere tranquillamente uno dei seri candidati al Rookie of The Year.

GIOCATORE CHIAVE – Danilo Gallinari

Danilo Gallinari, combo-forward dei Denver Nuggets

Giocatore simbolo, di più talento, con più aspettative di tutti: stiamo parlando ovviamente di Danilo Gallinari. Dopo il rinnovo da quasi 40 milioni di dollari di questa estate, il Gallo è chiamato ad un stagione al limite del career-year. Gli infortuni degli ultimi due anni sembrano (e lo speriamo vivamente) lontani, la forma sta tornando quella dei primi anni a Denver (guardate un paio di Highlights dell’EuroBasket 2015 se non ci credete) e, soprattutto, Danilo sembra aver maturato quella personalità da leader carismatico fondamentale in una squadra dove lui ha le capacità per essere il leader tecnico.

Per Nba Passion,

Simone Scumaci

Nuggets, altro che cessione: il front office tratta il rinnovo con Gallinari

Altro che cessione, via trade, utile ad acquisire forze fresche per avviare un nuovo corso: i Denver Nuggets non sembrano voler lasciar partire Danilo Gallinari anzi, vogliono che il cestista italiano diventi uno dei pilastri per il futuro.

Danilo Gallinari.
Danilo Gallinari.

Secondo le indiscrezioni raccolte da ‘Sportando‘, il front office e il giocatore starebbero discutendo su una possibile estensione contrattuale. Il classe 1988 infatti entrerà nel suo ultimo anno dell’accordo firmato nel gennaio 2012 ,guadagnando circa 11.5 milioni di dollari. Tuttavia, la franchigia vorrebbe inserire nel nuovo accordo delle piccole clausole per tutelarsi in caso di nuovi infortuni del nativo di Sant’Angelo Lodigiano:  durante la sua carriera NBA il Gallo ha avuto dei problemi alla schiena ai tempi dei New York Knicks e, successivamente, il 5 aprile 2013, ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro che gli ha fatto saltare l’intera stagione 2013/2014. Sembra essersi dunque allontanata definitivamente l’ipotesi di approdo ai Memphis Grizzlies che, qualche settimana fa, avevano manifestato la volontà di intavolare uno scambio comprendente il numero 8, in modo da alzare l’efficienza offensiva del roster.

Molto presto le parti potrebbero raggiungere l’agognata fumata bianca che sancirebbe il tutto. Il nuovo coach Mike Malone, scelto per ripartire dopo un’annata deludente, potrà fare affidamento su un elemento che con la casacca dei Nuggets ha finora messo ha referto una media di 14.5 punti, 4.5 rimbalzi e 2.2 assist. Insomma, Danilo Gallinari è destinato a trascorrere ancora molto di tempo tra le Montagne Rocciose del Colorado.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

Esclusiva – Chinellato (GdS): “Kerr bravo a creare un sistema vincente. La free agency? Sarà scoppiettante”

Dalle NBA Finals fino all’imminente free agency, passando dai nuovi corsi avviati da Chicago Bulls, New Orleans Pelicans, Oklahoma City Thunder e Denver Nuggets. Davide Chinellato ha toccato vari argomenti in un‘intervista esclusiva a tutto campo per ‘NBA Passion‘: il giornalista della ‘Gazzetta dello Sport‘ ha parlato dei Golden State Warriors e Cleveland Cavaliers, gli ultimi contendenti all’Anello e ha detto la sua sul futuro di Dwayne Wade, che potrebbe clamorosamente lasciare i Miami Heat.                     Spazio anche ai progetti di rebuilding di Boston Celtics, New York Knicks e Los Angeles Lakers. Infine, Chinellato ha speso qualche parola sulla nazionale italiana che, tra qualche mese, dovrà affrontare l’intrigante  sfida di Eurobasket 2015.

 

Davide Chinellato.
Davide Chinellato.

I Golden State Warriors hanno vinto il titolo NBA dopo una grandissima stagione: al di la dei singoli (Curry su tutti) sei d’accordo nel dire che Steve Kerr è stato il vero condottiero verso la vittoria finale?                                                           “ Steve Kerr è stato decisamente una rivelazione. Era dura aspettarsi un primo anno più di successo. E’ stato bravo a creare un sistema vincente, a “rubare” un po’ da tutti gli allenatori che ha avuto nel corso della sua carriera da giocatore e da dirigente, a capire come dirigere una squadra che aveva solo bisogno di una spintarella per andare nella giusta direzione. E’ sicuramente una delle ragioni principali per cui Golden State ha vinto il titolo”.

 I Cleveland Cavaliers hanno venduto cara la pelle, nonostante le assenze di Irving e Love. Da cosa devono ripartire LeBron James e compagni? Può essere che il rapporto non idilliaco tra David Blatt e il Prescelto abbia inciso in qualche modo sull’andamento della serie?
“I Cavs devono ripartire da LeBron James. E da quell’incredibile finale di regular season. Credo che gli infortuni abbiano inciso in modo determinante sulle Finals, non certo il rapporto tra Blatt e James. Non è sicuramente idilliaco, ha toccato probabilmente il punto più basso proprio in coincidenza con le Finals. Ma LeBron e Blatt sono entrambi dei professionisti con enorme esperienza e dubito che abbiano lasciato le loro divergenze personali influire sul momento più importante della loro stagione. Cleveland è andata ben oltre le aspettative durante le Finals: ricominci da lì, dalla leadership di LeBron, dal tentativo di tutti di dare il 110%”.

 Grande attenzione nelle prossime settimane sarà dedicata a Celtics, Knicks e Lakers: tutte e tre le franchigie vogliono ripartire alla grande. Ognuno ha il suo progetto, con diverse sfumature. Quale ti convince di più? Chi tornerà in tempi brevi alla ribalta?
“Punto sui Celtics, e non solo perché il progetto di rilancio è decisamente più avanti di quello di New York e Lakers. A Boston c’è un piano e lo si sta seguendo già da un pezzo, con l’unica eccezione dei primi 3 mesi della scorsa stagione. Ma c’è già un nucleo solido da cui ripartire, un gruppo giovane e interessante che ha già dimostrato di poter fare bene e di poter solo crescere. Arrivasse una superstar diventerebbero ancora più interessanti. Lakers e soprattutto Knicks sono molto più indietro: fare la scelta giusta al draft sarà fondamentale per entrambe

Dwayne Wade rischia di salutare clamorosamente i Miami Heat. Lo vedresti bene ai Cavaliers con l’amico LeBron James? Altre possibili destinazioni?
“Tra Wade e James c’è un rapporto di amicizia tale per cui sarebbero la coppia perfetta. Si, starebbero benissimo insieme. I Lakers sono emersi come altra possibile destinazione.  A breve si deciderà il suo futuro: dubito comunque che Miami abbia voglia di lasciarlo andare”.

 Ti convince la scelta dei Bulls di affidare la panchina a Fred Hoiberg? Billy Donovan farà bene alla guida dei Thunder? Su Alvin Gentry (Pelicans) e Mike Malone (Nuggets) cosa ti senti di dire?
“A Chicago serviva un cambiamento, e Hoiberg probabilmente è quanto di più lontano ci sia da Thibodeau in termini di filosofia di basket. Ha tutte le carte in regola per avere successo, e in più conosce l’ambiente. Donovan avrà tanta pressione: Okc deve vincere per convincere Durant a non andarsene. Il roster è importante, dovrà convincere subito i giocatori. Avere l’appoggio delle star sarà la scelta giusta. Gentry e Malone sono due ottimi coach: trovavo i Pelicans intriganti già lo scorso anno, ora lo sono ancora di più. Denver dovrà prima di tutto decidere che squadra allestire. Malone però è un coach che può fare benissimo: ricordate Sacramento all’inizio del 2014-15?”

Quali saranno i colpi di mercato della prossima offseason? Chi secondo te li metterà a segno?
“Sarebbe bello saperlo… Restando ai free agent, credo che Love e James rimarranno a Cleveland, e che ne Bulls ne Spurs lasceranno andare Butler e Leonard. Tra Gasol, Aldridge e Jordan, quello che vedo più propenso a cambiare è Aldridge. Vedremo, sarà una free agency scoppiettante”.

Sei fiducioso per il cammino dell’Italia ad Eurobasket?
” Assolutamente sì. Il gruppo a disposizione di Pianigiani è davvero interessante, con i 4 NBA che arrivano all’appuntamento con la voglia e la consapevolezza di giocarsi la chance migliore di fare la storia del basket italiano. E il gruppo di non NBA determinato e interessante. Con una partecipazione olimpica da conquistare a rendere ancora più determinante la buona riuscita di questo Europeo. Ne vedremo delle belle”.

Per NBA Passion,

Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)

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