Bucks-Pistons: la serie che non c’è

Bucks-Pistons

La serie Bucks-Pistons come da pronostico si sta dimostrando una serie a senso unico, con la squadra di coach Mike Budenholzer che si è portata sul 2-0 dando l’impressione di non dover faticare per passare il turno (tranne in qualche minuto di gara 2). Nella serie sono sicuramente da segnalare le assenze di Blake Griffin da una parte (problema al ginocchio per lui, sarà out per tutta la serie) e di Malcom Brogdon (problema alla pianta del piede per lui, a rischio il primo turno).

Se già al completo i Bucks sarebbero stati un avversario insormontabile per i Detroit Pistons, con l’assenza della loro stella il primo round verosimilmente sarà solo un processo burocratico in attesa del secondo turno di questi playoff per Giannis Antetokounmpo e compagni.

La serie dopo aver visto i primi due capitoli in quel di Milwaukee, si sposterà nella Motor City per gara 3 e gara 4, in cui i Bucks avranno la possibilità di chiudere la serie in attesa di conoscere i loro prossimi avversari.

BUCKS-PISTONS: MONOLOGO BUCKS IN GARA 1

Nel primo atto della serie Bucks-Pistons il dominio della testa di serie numero 1 dell’intera NBA è stato costante per tutti i 48 minuti di gioco: infatti i Milwaukee Bucks si sono portati sin dal primo quarto in vantaggio di 20 punti, concludendo i primi 12 minuti di gioco sul 38-18, per allungare poi il vantaggio a fine primo tempo di ulteriori 7 punti. Una gara da dimenticare per i ragazzi di coach Dwane Casey, visto che non sono mai riusciti a contrastare l’attacco avversario (che concluderà con 121 punti) ed hanno avuto grossi problemi anche nel segnare canestri, visto che a fine partita segneranno appena 86 punti; inoltre Giannis Antetokounmpo ha dato l’impressione di essere totalmente inarrestabile: infatti il greco è stato marcato da Andre Drummond, il quale ha concluso la partita con il peggior plus minus della storia dei Play0ff facendo siglare un orrendo -45, oltre a venire espulso per doppio fallo tecnico nel terzo quarto ed a tratti da Thon Maker, il quale però ha faticato anche lui non poco. Infatti la stella dei Bucks nei primi due capitoli della serie Bucks-Pistons ha tenuto di media 25 punti, 14.5 rimbalzi e 4 assist: compito non esattamente riuscito quello di limitare Antetokounmpo dai due lunghi dei Pistons.

Drummond non è riuscito ad arginare Antetokounmpo, venendo poi espulso per un brutto fallo.

BUCKS-PISTONS: LA MUSICA NON CAMBIA IN GARA 2

La gara 2 di Bucks-Pistons non ha visto grossi cambiamenti tattici e tecnici, salvo un ottimo secondo quarto dei Pistons che dopo aver chiuso sotto di 11 punti il primo periodo, si sono portati all’intervallo in vantaggio per 59-58. Anche in gara 2 Antetokounmpo non è stato limitato dalla marcatura di Drummond e Maker, dato che ha concluso la partita con 26 punti e 12 rimbalzi in poco meno di 30 minuti di gioco. L’attacco dei Pistons ha funzionato meglio rispetto alla prima partita della serie, ma ancora non è lontanamente sufficiente per impensierire i Milwaukee Bucks, dato che la partita è comunque finita 120-99; a differenza della prima partita, in cui era stata un’ottima partita corale in attacco da parte dei Bucks, in gara 2 spiccano le prove Antetokounmpo, Bledsoe, Middleton e Connaughton, i quali in quattro hanno segnato 95 punti complessivi. Inoltre nelle due partite di questa prima parte di Bucks-Pistons, la squadra di Budenholzer ha avuto un’ampia supremazia a rimbalzo, dato che il conteggio totale dei rimbalzi dice 108-89 per i Milwaukee Bucks. I Bucks sembrano dunque avere una marcia in più rispetto ai Detroit Pistons, i quali hanno comunque raggiunto un ottimo traguardo con il raggiungimento della postseason.

Eric Bledsoe è stato tra i protagonisti del secondo atto della serie.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?

La serie Bucks-Pistons potrebbe chiudersi con uno sweep a favore della squadra del Wisconsin, visto che i Detroit Pistons non sembrano riuscire a reggere il ritmo imposto dai Milwaukee Bucks; sicuramente la squadra di Coach Casey tenterà di strappare almeno una partita in casa per l’orgoglio, ma per farlo dovrà sicuramente sistemare la propria difesa e riuscire a trovare una risposta all’enigma al momento irrisolvibile chiamato Giannis Antetokounmpo.

Tutti hanno paura di Giannis Antetokounmpo: “La gente mi teme nel pitturato”

Bucks-Pistons

Giannis Antetokounmpo è diventato ormai uno dei giocatori più forti della lega, e chiunque provi a fermarlo è spacciato e prova una sorta di “paura” nei suoi confronti.

Quest’anno il greco ha mostrato un netto miglioramento sotto ogni aspetto del suo modo di giocare, tanto da contendersi la vittoria dell’MVP con James Harden. Antetokounmpoo ha portato i suoi Milwaukee Bucks ai playoffs con il miglior record della lega, e proverà sicuramente a riportare il titolo nella città della Harley-Davidson dopo 48 anni.

Giannis sta diventando un affidabile tiratore? E’ ancora presto per dirlo ma la sua etica del lavoro lo porterà a migliorare anno per anno. Inoltre “apertura alare” ed il suo super atletismo lo rendono molto difficile da marcare, tanto da terrorizzare i difensori avversari ad ogni suo ingresso in area a di lui.

Secondo quanto riportato da Kane Pitman via Bucks: “Ci sono momenti in cui prenderò quelle triple e le realizzerò, ma come ho visto con coach Bud (Mike Budenholzer, ndr), gli avversari hanno paura di farmi entrare nel pitturato e per questo motivo mi concedono quei tiri da dietro l’arco.”

Questo quanto affermato:

E come si difende uno così?

In gara 1 contro i Detroit Pistons, Antetokounmpo ha notato come Andre Drummond tentasse di concederli il tiro da tre punti, pur di non farlo entrare in area.

Nonostante ciò, Giannis ha chiuso la sua partita con 24 punti e 17 rimbalzi, in soli 23 minuti di utilizzo. Come se non bastasse, il centro dei Pistons ha invece chiuso la gara con -41 di plus/minus, il peggiore della storia NBA in una gara di playoff.

Ma nonostante il suo fallimento, l’approccio di Drummond potrebbe essere l’unica via percorribile per provare a fermare il dio greco. Antetokounmpo è assolutamente letale nell’area, avendo la quarta miglior percentuale da 2 punti della lega al 64,1%. 25,6% la percentuale al tiro da tre punti per Antetokounmpo, molto inferiore alla media NBA attuale. I Pistons sembrano spacciati, viste anche le pessime condizioni di Blake Griffin. 

Stagione da MVP

In stagione regolare, Antetokounmpo ha viaggiato con medie spaventose: 27.7 punti, 12.5 rimbalzi e 5.9 assist in 32.8 minuti per gara. A tutto ciò vanno sommate le 1.3 palle rubate e 1.5 stoppate a partita. Il suo fisico marmoreo gli permette di fare cose fuori dal comune e lo rende un giocatore speciale, mai visto prima, un serio candidato al premio di Most Valuable Player.

Milwaukee Bucks nella storia, prestazione da record in gara 1

Dei Milwaukee Bucks da record hanno iniziato alla grande la loro campagna post-season con una sensazionale vittoria per 121 a 86 ai danni dei Detroit Pistons.

A partita conclusa sono 35 i punti di distacco che separano i Bucks dai Pistons. Un distacco abissale che entra di diritto nella storia della franchigia di Milwaukee.

Correva l’anno 1971 quando i Bucks imposero il loro dominio in gara 5 delle semifinali di conference contro i Golden State Warriors. 136-86 il punteggio finale

I protagonisti di Bucks-Pistons

I Bucks del 1971 potevano contare sul talento infinito di Kareem-Abdul-Jabbar e di Oscar Robertson, capaci di portare alla città dell’indimenticabile serie televisiva Happy Days, il titolo di campioni NBA.

Jabbar e Robertson da una parte. Giannis Antetokounmpo, Eric Bledsoe, Khris Middleton e George Hill dall’altra. Il  quartetto delle meraviglie che ieri notte ha concluso la partita interamente  in doppia cifra. Antetokounmpo chiude con 24 punti, 17 rimbalzi e 4 assist in soli 23 minuti giocati, Bledsoe ne aggiunge 15 con 5 assist. La partita viene definitivamente ipotecata dai 14 punti con 5 rimbalzi di Middleton e dai 16 punti dalla panchina di Hill.

I Pistons, senza l’infortunato Blake Griffin, hanno provato inutilmente ad opporsi allo strapotere di Milwaukee. Gli unici giocatori che hanno concluso in doppia cifra sono stati: Luke Kennard (21 punti), Reggie Jackson  (12 punti) e Andre Drummond (12 punti e 12 rimbalzi). Lo stesso Drummond ha concluso in anticipo la sua partita per un fallo ai danni di Antetokounmpo, costatogli l’espulsione diretta.

Milwaukee Bucks da record, superiori in tutto

I Bucks hanno giocato una partita perfetta sia in attacco che in difesa. Milwaukee ha registrato una percentuale maggiore dal campo (48% contro il 38% dei Pistons), catturato più rimbalzi (54-46), servito più assist (31-22) e  bloccato più tiri (8-2) rispetto alla franchigia di Detroit.

Statistiche che trovano ulteriore conferma nel 70-43 dei Bucks  a metà partita. Nessuno giocatore dei Bucks ha infatti giocato più di 28 minuti.

Con Griffin ancora out, gara 2 si prospetta estremamente complicata per i Pistons.

Milwaukee Bucks senza limiti, Pistons travolti, Jabbar: “Riporteranno il titolo in città”

Senza pietà i Milwaukee Bucks su dei Detroit Pistons costretti a rinunciare a Blake Griffin.

121-86 il risultato finale per Giannis Antetokounmpo e compagni, che travolgono gli ospiti e che provocano una crisi di nervi ad Andre Drummond, espulso a metà terzo quarto, ed a partita già compromessa, per un brutto fallo a rimbalzo d’attacco su Antetokounmpo.

Blake Griffin è costretto ad alzare bandiera bianca un’ora prima della palla a due. “Sente ancora troppo fastidio“, così coach Dwane Casey sul ginocchio sinistro dell’ex giocatore dei Los Angeles Clippers, che prosegue il suo tormentato rapporto con la post-season.

La partita è appena iniziata ed i Bucks raggiungono già la doppia cifra di vantaggio. Pistons incapaci di reagire e già sotto 70-43 alla fine del primo tempo, mentre Griffin osserva in borghese dalla panchina i suoi compagni affondare.

I Milwaukee Bucks veleggiano sino alla sirena finale, segnando 15 tiri da tre punti (su 43 tentativi) e chiudendo con il 48.9% al tiro.

Sette uomini in doppia cifra per coach Mike Budenholzer e doppia-doppia da 24 punti e 17 rimbalzi in soli 24 minuti per Giannis Antetokounmpo: “La partita? Non se se (i Pistons, ndr) sono pronti per noi, noi ci preoccupiamo solo della nostra gara, di correre e dettare il ritmo“.

Un impatto brutale con la post-season per gli inesperti Detroit Pistons, mentre le condizioni di Blake Griffin rimangono difficili da decifrare: “Dovremo alzare necessariamente il nostro livello di agonismo” così coach Casey” Loro spingono, sgomitano, attaccano, e noi gli abbiamo concesso troppo“.

Bucks Pistons, per Kareem Abdul-Jabbar “Bucks favoriti per il titolo NBA”

La prova di forza dei Milwaukee Bucks in gara 1 non ha sorpreso il grande ex Kareem Abdul-Jabbar, che nel 1971 (allora si chiamava ancora Lew Alcindor) portò in Wisconsin l’unico titolo NBA della storia per i Bucks:

I favoriti sono i Bucks, sono stati i più costanti per tutta la stagione, sono determinati e vogliono solo una cosa: vincere. Hanno abbracciato il nuovo sistema offensivo in pieno ed hanno questo giocatore, Giannis Antetokounmpo… un giocatore splendido e moderno, il motore del sistema

Se continueranno a giocare così” Prosegue Jabbar “Con questa fame e ferocia agonistica, presto i Milwaukee Bucks potrebbe avere un nuovo stendardo di campioni NBA da esibire sulle volte del palazzetto (…) non vedo come non possano proseguire su questa strada per il resto dei playoffs“.

I 30 coach NBA nominano Mike Budenholzer allenatore dell’anno

Riconoscimento importante per Mike Budenholzer, che si è aggiudicato il “National Basketball Coaches Association’s Coach of the Year“, premio attribuito tra colleghi, per l’anno 2019.

Il capo allenatore dei Milwaukee Bucks è stato il più votato tra i 30 allenatori NBA, superando i colleghi Kenny Atkinson dei Brooklyn Nets, Mike Malone dei Denver Nuggets, Nate McMillan degli Indiana Pacers e Gregg Popovich, allenatore dei San Antonio Spurs.

Nelle precedenti edizioni del premio, istituito nel 2017, erano risultati vincitori Dwane Casey (allora ai Toronto Raptors) nel 2018 ed Erik Spoelstra nel 2017.

I Milwaukee Bucks di Mike Budenholzer (già Allenatore dell’Anno nel 2015) hanno ottenuto il miglior record NBA nel 2018\19, con 60 vittorie e 22 sconfitte, e faranno il loro esordio in post-season domenica 14 aprile contro i Detroit Pistons.

Inside the duel: Bucks-Pistons

Pistons-Bucks streaming

Quella tra Milwaukee Bucks e Detroit Pistons potrebbe essere una delle serie più interessanti che ci viene proposta in questo primo turno di playoff, in quanto si affrontano due squadre che giocano in maniera totalmente opposta e che quindi dovranno cercare di imporre il proprio ritmo nelle varie partite. I Bucks si sono aggiudicati la prima posizione nella Eastern Conference ottenendo peraltro il miglior record della lega, mentre i Pistons hanno ottenuto il pass per la postseason all’ultima giornata battendo i New York Knicks nonostante l’assenza della loro stella Blake Griffin. L’ultima serie playoff disputata tra le franchigie risale al 2004, quando la Motor City si impose sul team del Wisconsin per 4-1 nella serie proprio al primo turno di playoff.

LO SCORE IN REGULAR SEASON

Milwaukee Bucks

  • Record: 60-22 (#1, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 113.5
  • Defensive rating: 104.9
  • Team leaders: Giannis Antetokounmpo (27.7 PTS), Giannis Antetokounmpo (12.5 REB), Giannis Antetokounmpo (5.9 AST)

Detroit Pistons

  • Record: 41-41 (#8, Eastern Conference)
  • Offensive rating: 108.3
  • Defensive rating: 108.6
  • Team Leaders: Blake Griffin (24.5 PTS), Andre Drummond (15.6 REB), Blake Griffin (5.4 AST)

BUCKS-PISTONS: IL DUELLO

Questa sarà una serie tatticamente complessa, visto che da una parte troviamo una squadra che ama correre il campo e prendersi tiri in transizione, una squadra che predilige dunque un gioco in velocità piuttosto che attaccare a difesa schierata (Bucks); mentre dall’altra parte abbiamo una squadra che gioca una pallacanestro a ritmi bassi e che si affida molto agli isolamenti e agli 1 vs 1 (i Pistons).

I Detroit Pistons dovranno dimostrarsi una squadra solida, vincendo anche almeno una gara fuori casa per ribaltare il fattore campo (impresa ardua visto il record pesantemente negativo in trasferta avuto dalla squadra di coach Dwane Casey ed il record quasi impeccabile dei Bucks in casa); inoltre dovranno cercare di controllare il ritmo delle partite e concedere il meno possibile canestri in contropiede ai Bucks, visto che se dovessero trovare vita facile Antetokounmpo e compagni sarebbero sciolti e supererebbero la pressione che hanno sulle spalle. Già, pressione, questo è un tema caldo in casa Bucks perchè è si vero che hanno ottenuto il miglior record della lega, ma non è così

scontato che riusciranno a reggere mentalmente la pressione, vista la gioventù del gruppo. Un tema tattico interessante nella serie sarà sicuramente chi marcherà (o almeno chi ci proverà a marcarlo) Giannis Antetokounmpo. A disposizione di Coach Casey non ci sono difensori affidabili; il principale indiziato potrebbe essere Blake Griffin dato che entrambi giocano da ala grande ed anche negli scontri in RS era stato proprio l’ex Clippers a prendersi cura della stella greca. Questo potrebbe sicuramente essere un duello chiave: Griffin non è di certo conosciuto per la sua attitudine difensiva ed Antetokounmpo potrebbe dominare magari mettendo Griffin in difficoltà  per eventuali problemi di falli. Ad alternarsi con Blake Griffin in marcatura sul greco potrebbe essere Andre Drummond, un difensore senza dubbio più solido di Griffin che però paga sicuramente una velocità nettamente minore ed una lentezza di piedi del quale Antetokounmpo potrebbe approfittare. Sicuramente il compito di chi marcherà Antetokounmpo sarà quello di sfidarlo al tiro da tre punti, l’arma meno letale a disposizione del fenomeno greco.

 

Una possibile opzione per contenere l’attacco dei Bucks potrebbe essere quello di difendere a zona, una novità tattica che anche se concederebbe qualcosina dal perimetro ai tanti tiratori che coach Mike Budenholzer schiererà, potrebbe rivelarsi un grattacapo fastidioso da risolvere per i Milwaukee Bucks. L’altro duello chiave potrebbe rivelarsi anche quello tra Brook Lopez ed Andre Drummond: il lungo dei Bucks ama giocare sul perimetro e prendersi tantissime conclusioni da tre punti (anche con notevoli risultati, 36.5% al tiro pesante) mentre Drummond non ha nessunissima voglia di uscire dalla propria area per difendere, oltre al fatto che pagherebbe molto negli 1 vs 1 lontano da canestro. I Milwaukee Bucks d’altra parte, per vincere la serie, dovranno semplicemente riuscire a giocare la propria pallacanestro e magari trovare tante conclusioni in campo aperto, difendendo il fattore campo. Dovranno inoltre difendere in maniera intelligente sugli isolamenti di Griffin e magari dare una mano ad Antetokounmpo per evitare che il greco si trovi con problemi di falli. Inoltre i Bucks dovranno controllare i rimbalzi difensivi per partire in contropiede, limitando anche quindi gli extra possessi ai Pistons che hanno in Drummond un rimbalzista formidabile, mentre a difesa schierata attaccheranno sicuramente Blake Griffin per mettergli pressione e costringerlo a spendere falli.

BUCKS: ROSTER E ROTAZIONI

Queste le rotazioni ed il roster dei Bucks:

  •  Giannis Antetokounmpo, #34
  •  Eric Bledsoe, #6
  • Malcom Brogdon, #13
  • Sterling Brown, #23
  • Bonzie Colson, #50
  • Pat Connaughton, #24
  • Donte DiVincenzo, #9
  • Tim Frazier, #12
  •  Pau Gasol, #17
  •  George Hill, #3
  •  Ersan Ilyasova, #77
  • Brook Lopez #11
  • Khris Middleton, #22
  • Nikola Mirotic, #41
  • Tony Snell, #21
  • D.J. Wilson, #5

PISTONS ROSTER E ROTAZIONI:

Queste sono le rotazioni dei Pistons invece:

  •  Bruce Brown, #6
  •  Jose Calderon, #81
  • Andre Drummond,  #0
  •  Wayne Ellington, #20
  • Langston Galloway, #9
  • Blake Griffin, #23
  • Reggie Jackson, #1
  • Luke Kennard, #5
  • Jon Leuer, #30
  • Kalin Lucas, #24
  • Thon Maker, #7
  •  Svi Mykhailiuk, #19
  •  Zaza Pachulia, #27
  •  Glenn Robinson III, #22
  •  Ish Smith, #14
  •  Khyri Thomas, #13
  •  Isaiah Whitehead, #12

BUCKS-PISTONS STREAMING

Bucks-Pistons streaming della serie.  Dove trovarlo? Il confronto si preannuncia veramente interessante, anche solamente perchè in campo troveremo Giannis Antetokounmpo e Blake Griffin, due dei giocatori più spettacolari della lega. Volete sapere dove trovare Bucks-Pistons streaming? Ecco qui le modalità per seguire la serie:

  1. Bucks-Pistons streaming su Sky Go
  2. Bucks-Pistons streaming su NBA League Pass

Con la prima modalità sarà possibile seguire i playoff su Sky, attraverso l’applicazione disponibile per Smartphone, tablet e pc. I requisiti? Bisogna avere un abbonamento con Sky da almeno un anno col pacchetto sport attivo. Con Sky Go potrete seguire le partite in diretta ma anche registrarli e riguardarli comodamente, quando vorrete, sui vostri dispositivi preferiti Si partirà lunedì 15 aprile alle ore 01:00 italiane con Gara 1, Gara 2 sarà alle ore 02:00 italiane giovedì 18 aprile , Gara 3 domenica 21 alle ore 02:00 italiane e Gara 4 martedì 23 aprile alle 02.00 italiane.  Per le eventuali altre gare sono ancora da definire gli orari. Con NBA League Pass invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete così vedere tutte le gare in diretta e anche in contemporanea su PC, tablet o cellulare. Insomma, potrete vedere Bucks-Pistons streaming come preferirete.

Mike Budenholzer, coach dei Milwaukee Bucks.

I favoriti sono sicuramente i Milwaukee Bucks, che mai come quest’anno hanno ambizioni di NBA Finals, ma attenzione perchè gli NBA playoff possono giocare brutti scherzi sotto il punto di vista di sfortuna e di pressione.

Quando gli Warriors (per poco non) spedirono Steph Curry ai Milwaukee Bucks

Chi scambierebbe oggi Steph Curry? E per chi mai? Risposta ovvia ad una domanda da citrulli: nessuno, per nulla al mondo.

Nel 2012 però, prima dei 3 titoli NBA, prima dei 2 titoli di MPV e prima di scioccare il mondo facendo cose che nessuno aveva mai osato pensare possibili su campo da basket, il già campione in erba Wardell Stephen Curry era al centro di voci di mercato.

I suoi Golden State Warriors erano nel pieno di una stagione orribile, l’ennesima di una serie interminabile di stagioni orribili (salvo il felice interludio della squadra 2007, che ballò una sola estate seguendo il ritmo di Baron Davis e coach Don Nelson), e Steph Curry appiedato da ricorrenti problemi alle caviglie e ad un piede.

Curry giocò solo 26 partite per una squadra che terminò la sua regular season di nuovo sul fondo della Western Conference, che aveva nel suo secondo miglior giocatore David Lee da Florida (via New York Knicks) e che in estate aveva scelto al draft il figlio di Mychal Thompson.

Il co-proprietario della squadra Joe Lacob non ha mai nascosto che, nel tentativo di rinforzare quegli Warriors, l’allora sacrificato per arrivare ad Andrew Bogut dei Milwaukee Bucks avrebbe dovuto essere l’infortunato Curry, mentre la squadra avrebbe deciso di puntare ancora su talentuoso e bizzoso Monta Ellis.

Come svelato recentemente dall’attuale proprietario dei Milwaukee Bucks Marc Lasry, furono proprio le caviglie malmesse di Steph Curry a far saltare una prima bozza dell’affare tra le due squadre: “L’affare era fatto, ma lo staff medico (dei Bucks, ndr) ci aveva messo in guardia sullo stato delle caviglie di Curry. Questo chiuse la porta a quella trade“.

L’allora General Manager dei Golden State Warriors Larry Riley ammise nel 2017 che la squadra non ebbe mai alcuna intenzione si separarsi da Curry, e che il suo nome venne fatto a vantaggio della trade, per attirare l’attenzione dei Milwaukee Bucks.

I Bucks finirono comunque per scambiare Bogut. In Wisconsin finì Monta Ellis, che a Milwaukee giocò due stagioni solide ma prive di grandi soddisfazioni di squadra. Curry ritrovò invece dopo quella stagione la salute fisica necessaria per iniziare la sua scalata verso il trono NBA, grazie alla rivoluzione tecnica iniziata da coach Mark Jackson e portata avanti da Steve Kerr due anni più tardi.

Oggi sembra qualcosa lontano anni luce, a parlarne“Così Lasry, all’epoca non ancora proprietario dei Bucks “Ma chi avrebbe potuto sapere? In ogni caso (scherza, ndr) noi abbiamo cambiato staff medico una volta rilevata la squadra!”.

Giannis Antetokounmpo: “Centri, ali… fate pure, nessuno può fermarmi”

Sky programmazione NBA-Giannis Antetokounmpo protesta

Come si marca Giannis Antetokounmpo? Non provate con il vostro centro titolare, parola di… Giannis.

La superstar dei Milwaukee Bucks ha sperimentato in questa stagione qualsiasi tipo di approccio difensivo da parte dei suoi avversari. L’ultima tendenza – o meglio l’ultimo tentativo di arginare la potenza di Giannis Antetokounmpo – in ordine rigorosamente cronologico è quella di mandare sulle tracce del greco il “5” avversario, lasciando ad una delle ali in campo il compito di marcare Brook Lopez.

Ora le squadre tendono a mandare il loro ‘4’ contro Brook (Lopez, ndr)” Racconta Antetokounmpo a Eric Nehm di The AthleticCosì che questo possa impedirgli il tiro mentre il mio difensore si stacca, sfidandomi a tirare da fuori. Le difese vogliono negare il tiro da 3 a Lopez, ma è una cosa difficile da fare perché il centro avversario non può difendere su di me“.

Da quanto ho notato ultimamente, ci hanno provato con Rudy (Gobert degli Utah Jazz, ndr), con Joel (Embiid), persino con DeAndre Jordan. Ma non ha funzionato (…) non voglio sembrare arrogante o presuntuoso, io sono ciò che sono. E credo che non ci sia nessuno in grado di marcarmi

Le difese avversarie continueranno a sfidare al tiro Giannis Antetokounmpo, confidando sulla riluttanza del greco a limitarsi ad una soluzione dalla distanza, soprattutto quando ai playoffs pallone e pressione diverranno più difficili da gestire.

Il greco ha lavorato e “sperimentato” costantemente in questi anni sul suo tiro da fuori, passando dagli 1.9 tentativi a partita della stagione 2017\18 ai quasi 3 tentativi a gara della stagione in corso. Antetokounmpo ha chiuso con 45 punti ed un inquietante (per gli avversari) 3 su 7 da dietro l’arco la sfida diretta contro Joel Embiid di giovedì notte.

Il sistema offensivo di coach Mike Budenhozer, incentrato su campo allargato e tiro dall’angolo, nasce con la capacità di Antetokounmpo di battere sistematicamente il suo uomo e generare aiuti ed una circolazione di palla rivelatasi letale per gli avversari in questa stagione:

Costringiamo le altre squadre a difendere di squadra, gli avversari sono costretti a mandare due o tre uomini contro di me, a raddoppiare. Quando entro in area, ci sono sempre tre giocatori avversari su di me, perché questo è l’unico modo. Gli avversari devono lavorare di squadra solo per evitare che io possa innescare il nostro attacco, anche senza necessariamente segnare“.

I Milwaukee Bucks si presenteranno ai playoffs forti del primo posto nella Eastern Conference e del miglior record NBA, che garantirò ad Antetokounmpo e compagni il vantaggio del fattore campo fino alla – eventuale – finale NBA.

Bucks-76ers, Giannis batte Embiid, Milwaukee si assicura il miglior record: “Missione compiuta”

sorprese NBA-Antetokounmpo-Risultati NBA gara 6

Vittoria numero 58 in stagione e miglior record NBA stagionale in cassaforte per i Milwaukee Bucks, che trascinati dai 45 punti di Giannis Antetokounmpo battono 128-122 i Philadelphia 76ers.

Con la vittoria ottenuta al Wells Fargo Center, i Bucks si sono quindi assicurati il vantaggio del fattore campo in ogni eventuale serie di playoffs, finali NBA comprese. Non è bastata a dei Sixers privi di Jimmy Butler (schiena) la tripla doppia da 34 punti, 13 rimbalzi e 13 assist di Joel Embiid, al rientro dopo tre partite d’assenza.

Per Giannis Antetokounmpo una gara da 45 punti, 13 rimbalzi, 6 assist e 5 stoppate, con 3 tiri da tre punti mandati a bersaglio (su 7 tentativi) e ben 21 tiri liberi guadagnati. Milwaukee Bucks privi degli infortunati Malcom Brogdon, Nikola Mirotic e Pau Gasol e che devono rinunciare dopo appena due minuti di gioco a Eric Bledsoe.

La point guard dei Bucks viene espulsa dagli arbitri dopo un contatto con Joel Embiid. Bledsoe spintona alle spalle il centro camerunense, che raccoglie il pallone e lo lancia stizzito verso l’ex giocatore dei Los Angeles Clippers. Bledsoe mal accoglie “l’assist” di Embiid e scaglia con forza il pallone verso la star dei Sixers. I due si cercano e vengono separati dai rispettivi compagni, ed un Bledsoe furente viene allontanato dagli arbitri per doppio fallo tecnico, dopo appena 2:36 di gioco.

Il veterano George Hill sostituisce però degnamente il titolare espulso e chiude la sua gara con 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi in 32 minuti d’impiego.

Bucks-76ers, Philadelphia rimane terza ad Est, Giannis: “Missione compiuta”

Partita utile tra Bucks e Sixers a rinfocolare la rivalità tra le due squadre, e lo scontro diretto tra le due star Embiid e Antetokounmpo. La sconfitta non compromette il terzo posto solitario per Philadelphia (49-30), che nonostante la striscia aperta di tre sconfitte consecutive mantiene due gare di vantaggio sui Boston Celtics, a tre partite dal termine della regular season.

La corsa al miglior record NBA ed al primato nella Eastern Conference non ha ammesso pause per Giannis Antetokounmpo, impegnato parallelamente in un testa a testa “all’ultimo voto” con James Harden degli Houston Rockets per il premio di MVP della stagione.

I Milwaukee Bucks non hanno patito in questo finale di stagione i tanti infortuni che hanno coinvolto in primo luogo Malcom Brogdon (fascite plantare per il rookie dell’anno 2017), giocatore fondamentale quale “playmaker” aggiunto a fianco di Antetokounmpo nel sistema di coach Mike Budenholzer e tiratore da 42.6% in stagione. Brogdon salterà le ultime 3 partite di regular season e molto probabilmente parte del primo turno di playoffs.

Nikola Mirotic (frattura al pollice della mano destra) ed il neo acquisto Pau Gasol (caviglia) sono tuttora indisponibili, così come il rookie Donte DiVincenzo. In attesa dei rientri di Brogdon e Mirotic, toccherà ai veterani George Hill, Ersan Ilyasova e Pat Connaughton il compito di sostenere lo sforzo dalla panchina.

E Giannis?

Il fattore campo è importantissimo, soprattutto in caso di una gara 7. Il miglior record era un nostro obiettivo, ce l’abbiamo fatta, quella di stanotte è stata una vittoria importante per noi, un gran lavoro di squadra anche senza Bled (Eric Bledsoe, ndr). I ragazzi dalla panchina hanno giocato duro e segnato tiri importanti. Con tutti gli infortuni che ci sono capitati, è bello sapere che in squadra ci sono tanti ragazzi su cui fare affidamento (..) George Hill è stato grande, difesa e leadership nei momenti decisivi della partita

Antetokounmpo dimostra poi di non essere distratto dai discorsi sul premio di MVP e la sfida a distanza con James Harden:

L’MVP? Se continui a vincere, è qualcosa che arriva automaticamente. Parlare con Kobe Bryant mi ha fatto cambiare mentalità: mi ha sfidato a vincere il premio e mi ha dato grande ulteriore fiducia nei miei mezzi

Shaq ammette: “Superman” Giannis? E’ più forte di me alla sua età!

Giannis-antetokoumpo-storia

Shaquille O’neal, ex centro, tra le altre, di Los Angeles Lakers e Miami Heat, con le quali ha vinto più volte l’anello, oggi è un affermato opinionista. Shaq adora sempre mettere la comicità al centro delle sue apparizioni mediatiche, soprattutto quando si parla di confrontarlo con i giocatori moderni.

O’neal vanta diversi soprannomi, come ad esempio “The Big Diesel”, ma di uno ha sempre fatto vanto e motivo di orgoglio: “Superman“.

Quando giocatori come Dwight Howard o Javale McGee hanno provato a farlo loro, sono stati investiti dalla furia mediatica di Shaq e delle sue rubriche canzonatorie come “Shaqtin’ a fool“, di cui McGee ha vinto 2 volte l’MVP.

Tuttavia, per le primissime volte, Shaq sta ammettendo che nella nuova NBA ci sia effettivamente qualcuno meritevole del suo soprannome: Giannis Antetokounmpo. Già a Novembre aveva sorpreso tutti concedendogli questo appellativo, ma ora sta continuando inaspettatamente a lodare il giocatore dei Milwaukee Bucks.

Shaq: oggi Giannis è meglio di me alla sua età!

The Big Diesel” ha parlato ancora del “Greek Freak” nel suo podcast, lodandone le qualità:

“Giannis è più bravo di me. Ha più opportunità di mostrare le sue capacità. Io mi limitavo a dominare nel gioco in post, lui porta la palla da una parte all’altra del campo. Io ho smesso di farlo per poter essere dominante in una metà campo. Certo distruggevo chiunque facendolo… ma lui è meglio di me. E’ per questo che gli ho ceduto il mio titolo di Superman. Questo ragazzo lavora duro, è umile, non si aspetta che qualcuno gli dica quanto sia forte o quanto sia unico, si limita a lavorare duro. E’ speciale. Per cui sì, è meglio di me a 24 anni”

Così Shaq ha decretato, dunque, quasi un passaggio di consegne da un supereroe in pensione che investe ufficialmente dei suoi titoli il nuovo protettore della città. Forse non potremmo trovare immagine migliore per descrivere lo strapotere della nuova superstar in ascesa verso l’Olimpo NBA, Giannis Antetokounmpo.

 

Giannis Antetokoumpo, un dio greco tra le All-Star

Giannis Antetokounmpo

Da qualche mese ormai al Fiserv Forum risuona un motivetto incessante dagli spalti: MVP, MVP, MVP. Il destinatario, senza troppe sorprese, è Giannis Antetokoumpo. Il greco sta giocando la miglior stagione della sua carriera. Le stats non mentono: 27.4 punti, 6 assist e 12.5 rimbalzi tirando con il 58% da due e il 25 da tre (nell’ultimo mese questa percentuale è però salita al 37%). Ha inoltre infranto il record di schiacciate realizzate in una regular season, 169. Milwaukee è in testa alla Eastern Conference (record 57-20) forte della miglior difesa e del terzo miglior attacco della NBA.  Merito del collettivo, di coach Budenholzer ma anche, se non soprattutto, del numero 34, oggi più che mai in formato Superstar.

 

NON SOLO L’ATTACCO…

Lo aveva per primo scoperto Jason Kidd e lo ha ripetuto anche Mike Budenholzer: Giannis Antetokoumpo deve avere il pallone in mano. La tattica applicata dall’ex coach degli Hawks è tanto semplice quanto efficace. Antetokoumpo porta palla fino in punta dove ingaggia l’uno contro uno con il suo avversario. La mole e la velocità di cui è dotato lo rendono praticamente immarcabile anche per i migliori difensori della lega. In caso di mancato aiuto è libero di appoggiare, o meglio dire schiacciare, a canestro. Se invece si ritrova raddoppiato, scarica per i suoi compagni per un wide open da oltre l’arco. Poco importa se poi il tiro non va a bersaglio, ci pensa il solito Giannis a correggere da dentro l’area l’errore degli altri (2.2 rimbalzi offensivi di media a gara). Non è un caso che Budenholzer abbia chiesto solo tiratori nella scorsa free agency, anche nel reparto lunghi. Brook Lopez, Ersan Ilyasova e Nikola Mirotic stanno infatti segnando con eccellenti percentuali da tre punti.

Il ‘penetra e scarica’ è ormai diventato un mezzo utile per concludere l’azione.

Nel corso degli anni è diventato anche un assistman di prima categoria, capace di mettere in ritmo anche giocatori del calibro di Tony Snell o Pat Connaughton.

 

….MA ANCHE LA DIFESA

Tuttavia è nell’altra metà campo che si riscontrano notevoli miglioramenti: The Greek Freak viaggia a 1.3 rubate (meglio di specialisti come Draymond Green o Kawhi Leonard) e 1.5 stoppate di media a partita, career high in entrambe le stats. Le sue lunghe leve di certo lo aiutano in questo ambito, ma senza la voglia di buttarsi a terra e scattare per anticipare l’avversario non avrebbe raggiunto tali risultati. Oltre all’MVP guai ad escluderlo a priori dalla corsa al Defensive Player of the Year.

Gli aiuti in area di sicuro non mancano da parte sua.

La duttilità difensiva di Giannis Antetokoumpo permette ai Bucks di  cambiare in situazione di pick and roll e a Brook Lopez, mai stato un temibile rim protector, di non presiedere costantemente l’area

 

QUALE FUTURO PER GIANNIS ANTETOKOUNMPO?

 

“Il titolo di MVP? Non mi importa… Ho obiettivi più grandi. Voglio finalmente superare il primo turno dei playoff. Voglio giocare le prime finali di conference. Voglio arrivare alle Finals. In ballo c’è molto più dell’MVP.

Queste le parole rilasciate in un’intervista dallo stesso Giannis Antetokoumpo, più affamato di titoli che di premi individuali. Per l’MVP ci sarà tempo in futuro, oggi quel che conta è solo il Larry O’Brien (Warriors permettendo).

Milwaukee Bucks, è storia: 45esima vittoria stagionale con scarto in doppia cifra

I Milwaukee Bucks diventano appena l’ottava squadra della storia NBA a chiudere una stagione con almeno 45 vittorie con uno scarto in doppia cifra.

La vittoria per 131-121 al Barclays Center di Brooklyn contro i Nets è valsa agli uomini di coach Mike Budenholzer la 45esima “doppia V” stagionale con uno scarto superiore ai 10 punti, prestazione che posiziona i Bucks al terzo posto della particolare classifica.

Un Eric Bledsoe da 29 punti, 7 assist e ben 5 recuperi, ed una doppia doppia da 28 punti e 11 rimbalzi di Giannis Antetokounmpo risolvono la pratica Brooklyn Nets nel quarto periodo, e tengono a debita distanza i Toronto Raptors (lontani ormai tre gare) per la lotta al primato nella Eastern Conference.

Davanti a Giannis Antetokounmpo e compagni ci sono oggi solo i Chicago Bulls della storica annata 1995-96, chiusa con un record di 72-10, i Milwaukee Bucks campioni NBA 1970\71 di Lew Alcindor, i Golden State Warriors da record della stagione 2016\17 ed i Los Angeles Lakers 1971\72 di Wilt Chamberlain e Jerry West.