Mike Budenholzer su Antetokounmpo: “Che fortuna averlo trovato”

kawhi leonard

NBA Finals sempre più vicine per i Milwaukee Bucks, solo 2 vittorie separano Giannis Antetokounmpo e compagni dalla possibilità di lottare per il Larry O’Brien Trophy.

Gran parte del successo dei Bucks va accreditato a Giannis Antetokounmpo che, a soli 24 anni, ha tutte le carte in regola per reclamare lo scettro di miglior giocatore della lega, al pari di mostri sacri come Kawhi Leonard, LeBron James e Kevin Durant.

Mike Budenholzer, coach dei Milwaukee Bucks, recentemente intervistato da Michael Lee per The Athletic, si è detto “onorato” di avere l’opportunità di allenare un giocatore come il greco.

“Mi sento incredibilmente fortunato ad avere in squadra un giocatore come Giannis (Antetokounmpo, ndr). Può ancora migliorare e ne è consapevole. Una cosa che ammiro di Giannis è la sua voglia di continuare ad alzare l’asticella, ad elevare il suo gioco fino alla perfezione. É un giocatore unico nel suo genere, può solo che migliorare”

Giannis Antetokounmpo: un giocatore determinante sia nella regular-season che nei playoffs

Le parole di coach Budenholzer su Giannis Antetokounmpo trovano un prezioso alleato nelle statistiche stagionali messe a referto dal numero 34 dei Bucks. 27.7 punti, 12.5 rimbalzi e 5.9 assist che hanno permesso alla franchigia di Milwaukee di ottenere il miglior record della lega. Il tutto tirando con percentuali vicine al 57% dal campo. La stagione “freak” del Dio greco è continuata anche durante i playoffs. Grazie alle prestazioni di Giannis, I Bucks sono avanti per un parziale di 2-0 nelle Eastern Conference Finals contro i Toronto Raptors.

In soli 6 anni di carriera nella massima lega, Antetokounmpo sembra aver già raggiunto l’apice della sua forma fisica e mentale. Il che avrebbe dello straordinario visti i suoi appena 24 anni.

Non sarebbe dunque una sorpresa se entro una decina d’anni, assoceremo il titolo di “migliore giocatore del mondo” proprio ad Antetokounmpo.

Rockets, Tilman Fertitta su Mike D’Antoni: “Rimarrà con noi a lungo”

d'antoni rockets

Tilman Fertitta, proprietario degli Houston Rockets, ha confermato le voci circa la possibile permanenza di coach Mike D’Antoni sulla panchina della franchigia di Houston, come riportato da Jonathan Feigen del Houston Circle.

Nonostante l’eliminazione precoce dalla corsa playoffs per il secondo anno di fila contro i Golden State Warriors (la quarta negli ultimi cinque anni), Fertitta non ha perso la fiducia nei confronti di coach D’Antoni. Il proprietario ha poi smentito le voci di una possibile rivoluzione in casa Rockets, una rivoluzione che coinvolgerebbe in primis l’allenatore stesso.

Il 4-2 delle semifinali di Conference contro Curry e compagni ha confermato i dubbi riguardo al gioco degli Houston Rockets, costruito quasi esclusivamente sulle abilità realizzative di James Harden. Uno stile di gioco efficace nella regular season, che ha tuttavia dimostra i suoi limiti durante i playoffs, a causa di un roster poco profondo e non sempre in grado di supportare il talento di Harden.

Parla Tillman Fertitta: “D’Antoni rimarrà con i Rockets a lungo”

“Mike( D’Antoni, ndr) compirà 69 anni tra pochi giorni. Tuttavia non è ancora sicuro riguardo al suo futuro. Nelle prossime settimane ci incontreremo e parleremo di questo e molto altro. Siamo consapevoli che il nostro obbiettivo riguardi la costruzione di un roster più competitivo rispetto a quello attuale. Sono sicuro che Mike rimarrà con noi. É un allenatore molto amato dai giocatori. Continuo a ripetere che i futuri free agent devono conoscere sia il nome del proprietario che il nome dell’allenatore. Sembra scontato, ma vi assicuro che tutto questo influisce nella decisione di firmare o meno per una squadra. Io e Mike continueremo il nostro percorso insieme. Ovviamente speriamo in un percorso ricco di vittorie e soddisfazioni” 

I Rockets hanno recentemente confermato che Daryl Morey, general manager di Houston, continuerà per altri 5 anni quanto iniziato nella scorsa stagione. Sembra evidente che la squadra di “Clutch City” rimarrà pressoché immutata rispetto a quella attuale. Il tutto senza contare il ruolo che avrà la post-season all’interno delle dinamiche di una squadra bisognosa di risultati concreti.

Golden State Warriors, Kevin Durant infortunato non viaggerà a Portland con la squadra

kevin durant-infortunio

Kevin Durant, fermo da 3 partite consecutive a causa di uno stiramento al polpaccio riportato nel corso delle semifinali di sonference contro gli Houston Rockets, salterà anche gara 3 e gara 4 delle Western Conference Finals contro I Portland Trail Blazers.

La notizia è stata riportata da Chris Haynes di Yahoo Sport e ripresa da Anthony Slater per The Athletic. Come annunciato da Bob Myers, general manager dei Golden State Warriors, Kevin Durant “non è al momento ancora vicino al rientro“.

Le condizioni dell’ex giocatore dei Thunder sono state rivalutate nella giornata di giovedì.

Kevin Durant, il migliore realizzatore degli Warriors

Il numero 35 degli Warriors, fin qui il miglior realizzatore dell’attuale post-season con 34.2 punti a partita, è stato il principale fattore chiave delle vittorie di Golden State.

L’assenza dal parquet di Durant non sembra aver creato problemi alle dinamiche interne, apparentemente perfette, della squadra allenata da Steve Kerr. Lo dimostrano le vittorie nelle prime due partite della serie contro Damian Lillard e compagni, vittorie che portano le firme del trio Curry-Thompson-Green, autori di prestazioni eccellenti.

Steve Kerr ha confermato giovedì che l’infortunio di Durant “è leggermente più serio di quanto preventivato”. Il giocatore potrebbe pertanto essere costretto a saltare l’intera serie di finale di conference contro Portland, che si trasferirà a partire da domenica 19 maggio in Oregon per gara 3 e 4.

Kobe Bryant omaggia Leonard e Antetokounmpo: “Mi aspetto una sfida epocale”

Bucks-Raptors streaming: chi avrà la meglio tra Giannis e Kawhi?

Il 5 volte campione NBA Kobe Bryant, attraverso un post su Instagramha voluto rendere omaggio sia a Kawhi Leonard che a Giannis Antetokounmpoovvero i giocatori icona dei due team che si scontreranno, a partire da mercoledì notte, in occasione delle Eastern Conference Finals.

Sia Antetokounmpo che Kawhi, la scorsa estate, si erano allenati con l’ex leggenda dei Lakers per migliorare il loro gioco in vista della regular season. Entrambi hanno poi ricambiato il favore, allenando le allieve della scuola di pallacanestro creata e supervisionata dallo stesso Bryant.

Parla Kobe Bryant: “Antetokounmpo Vs Leonard sarà uno scontro epico”

L’omaggio di Kobe alle due stelle che guideranno le rispettive squadre verso le Finals NBA si è poi chiuso con un augurio: “sarà uno scontro epico”. Parole che preannunciano una serie al cardiopalma, una di quelle che ogni tifoso NBA agogna da una vita.

Sia Milwaukee che Toronto sono chiamate a compiere quel cosiddetto salto di qualità necessario per arrivare in finale.

I Bucks, dopo aver eliminato con un perentorio 4-0 i Detroit Pistons e superato senza troppe difficoltà lo scoglio Celtics, imponendosi con un sonoro 4-1 si troveranno ad affrontare il primo vero ostacolo in questa corsa playoffs. Dall’altro lato, I Raptors vengono dalle convincenti vittorie contro gli Orlando Magic, per 4-1, e i Philadelphia 76ers, serie vinta dal buzzer-beater di Kawhi Leonard in gara 7. 

Appuntamento per gara 1 fissato a mercoledì notte alla ScotiaBank Arena, casa dei Toronto Raptors.

Celtics, nuovo contratto in vista per Al Horford?

al horford

Al Horford, centro dei Boston Celtics, sembra intenzionato a continuare la sua carriera nella franchigia allenata da Brad Stevens. Secondo Steve Bulpett del Boston Herald, il giocatore sarebbe propenso a non esercitare la player option di 30 milioni fissata per la prossima stagione. Il centro dei Celtics sarebbe disposto a discutere un nuovo contratto a cifre annuali inferiori rispetto a quelle attuali, ponendo come unica condizione un aumento, inerente alla durata del contratto di almeno 2 anni.

Nonostante la travagliata stagione vissuta dai Celtics, Al Horford si è dimostrato un giocatore essenziale dentro e fuori dal parquet. La sua leadership in campo e dentro lo spogliatoio lo ha reso un giocatore imprescindibile anche nella post-season, conclusa con l’eliminazione nella semifinali di conference, contro i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo.

In 68 partite di regular season, l’ex giocatore degli Atlanta Hawks ha mantenuto una media di 13.6 punti, 6.7 rimbalzi e 4.2 assist a partita. Durante i playoffs, le medie del numero 42 di Boston sono rimaste pressoché invariate con 13.9 punti, 9 rimbalzi e 4.4 assist a partita.

Il futuro di  Horford resta comunque incerto. La sua permanenza a Boston è legata sia al futuro di Kyrie Irving che alla corsa per Anthony Davis, da tempo in rotta con i New Orleans Pelicans e fortemente interessato ad accasarsi altrove quanto prima.

Pelicans, Jrue Holiday torna ad allenarsi dopo l’infortunio

jrue holiday

Jrue Holiday, guardia dei New Orleans Pelicans, sembra aver pienamente smaltito l’infortunio ai muscoli addominali. Il numero 11 dei Pelicans, al fine di ottimizzare i tempi di recupero dall’infortunio, ha iniziato a seguire un programma di allenamento interamente supervisionato dal performance coach dei Pelicans Mike G.

I progressi del giocatore sono testimoniati dai numerosi video, caricati in rete dal suo personal trainer.

Holiday si era sottoposto lo scorso 26 marzo ad un intervento chirurgico, necessario a ridurre una lesione ai muscoli addominali che aveva posto fine anzitempo alla sua stagione.

Jrue Holiday: la stagione della definitiva consacrazione

La stagione 2018/19 è stata per Jrue Holiday quella che lo ha consacrato come uno dei migliori two-way players dell’intera lega. Tradotto, Holiday è quel tipo di giocatore capace di fare la differenza su entrambi i lati del campo, sia in attacco che in difesa. A conferma di questo, nella stagione 2017/18, Holiday fu inserito nel primo quintetto difensivo dell’intera lega.

21.2 punti (massimo in carriera), 5.0 rimbalzi, 7.7 assist e 1.6 palle rubate a partita sono la ciliegina sulla torta di una stagione vissuta da assoluto protagonista. Statistiche del genere lo porterebbero direttamente a competere per un posto da titolare al prossimo All Star Game con sede a Chicago.

Blazers, Stotts: “Voglio difesa più aggressiva, Kanter? Ramadan non influirà”

Terry Stotts

Terry Stotts, head coach dei Portland Trail Blazers, ha espresso chiaramente il suo disappunto relativo all’atteggiamento difensivo mostrato da Portland nelle prime 3 gare della serie contro i Denver Nuggets. Denver infatti, sta dominando la serie a rimbalzo offensivo: in 3 gare disputate, Denver ha registrato un parziale di 72 rimbalzi offensivi contro i 52 dei Blazers.

Coach Stotts ha ribadito l’importanza di saper sfruttare la propria mole per catturare un numero di rimbalzi maggiore.

dobbiamo imparare a sfruttare meglio la nostra fisicità sotto canestro. Loro (I Nuggets ndr) si stanno dimostrando più aggressivi sotto questo punto di vista” 

La serie tra Blazers e Nuggets recita in questo momento un equilibratissimo 2-2Gara 5 si rivelerà fondamentale soprattutto per il fattore campo, momentaneamente in mano ai Denver Nuggets grazie alla vittoria in gara 4.

Blazers, Enes Kanter e il Ramadan, le parole di Stotts: “Non mi preoccupo, starà bene”

Archiviato il discorso rimbalzi, Terry Stotts ha espresso il suo pensiero circa il caso Kanter-Ramadan. L’head coach dei Blazers non si dice minimamente preoccupato dell’influenza che avrà il periodo di Ramadan e digiuno diurno sul rendimento fisico di Enes Kanter.

Ho parlato con Enes, volevo sapere quando cadesse (il Ramadan, ndr). Ovviamente ero già a conoscenza della sua volontà di giocare nonostante il Ramadan. Non mi preoccupo minimamente che questo possa influire sul suo rendimento in campo, non è la prima volta che lo fa. Anche Hakeem Olajuwon giocava durante il Ramadan, e sempre con ottimi risultati. Kanter farà lo stesso”.

Dopo l’infortunio di Jusuf Nurkicil centro turco ha avuto un ruolo da protagonista all’interno dei meccanismi offensivi e difensivi dei Blazers.

I numeri di Kanter durante i playoffs dimostrano quanto di buono il turco aveva fatto vedere nel finale di regular season. Nel concreto si parla di 14.4 punti, 10.2 rimbalzi e 1.2 assist in 33 minuti giocati a partita. Nella serie contro Denver, Kanter ha registrato finora una media di 19.7 punti e 10.3 rimbalzi, tirando con un sorprendente 59.9% dal campo.

Marcus Smart prossimo al rientro: “Sono guarito”

Smart e Morris-Boston-Marcus Smart-infortunio Marcus Smart

Dopo la sconfitta casalinga subita in gara 3 contro i Milwaukee Bucks,l’ambiente all’interno dello spogliatoio dei Boston Celtics era tutto fuorché ottimista. Tuttavia, nella giornata di sabato é giunta una notizia che potrebbe rivelarsi fondamentale per la squadra di Brad Stevens. Marcus Smart, guardia tiratricesarà regolarmente in campo in occasione di una delicatissima gara 4.

La sua ultima presenza di sul parquet risale alla partita contro gli Orlando Magic in data 7 aprile. Era in corso il terzo quarto, quando il numero 36 dei Celtics ha dovuto abbandonare il campo a causa di un grave infortunio all’anca. 

Dopo aver preso parte al primo allenamento completo con la squadra, Smart ha affermato di sentirsi in forma, pronto per affrontare gara 4, come riportato da Tim Bontemps per ESPN:

Sono contento di essere finalmente guarito. Ho cercato di essere paziente e di non forzare nulla per un rientro anticipato, al fine di guarire completamente. Ormai ci siamo, manca veramente poco e potrò tornare finalmente in campo” 

Il giocatore di Boston ha concluso l’intervista riportando i progressi fatti al termine degli ultimi allenamenti, che hanno testato la sua effettiva guarigione:

Gli ultimi allenamenti sono stati fondamentali per testare a pieno la mia condizione fisica. Ho provato diverse situazioni di gioco con contatto, come uscire dai blocchi o giocare in post basso. Come ho già detto, tutto è tornato alla normalità”.

Kyrie Irving e Brad Stevens su Marcus Smart: “La sua presenza è fondamentale, contenti di riaverlo a disposizione”

Coach Brad Stevens non ha nascosto il suo ottimismo in vista del possibile rientro in campo di Smart:

“Il suo ritorno in campo dipenderà quasi esclusivamente dagli ultimi allenamenti in vista di gara 4. Sarà compito mio e dello staff medico decidere se giocherá o meno. Per il momento sembra che tutto stia procedendo per il verso giusto”.

Anche Kyrie Irving si è detto entusiasta del ritorno in campo del compagnoIrving ha infatti sottolineato l’importanza del ruolo di leader carismatico ricoperto dal numero 36 dei Celtics.

“Sono felice per il suo ritorno in campo. E’ una pedina fondamentale per la nostra squadra. Con lui in campo tutto diventa più facile. Sia Per me che per il resto del team. Se esiste una possibilità di rivederlo in campo già nella prossima partita, è sicuramente una grande notizia”.

La presenza in campo di Smart, in occasione di gara 4, potrebbe rivelarsi decisiva per portare la serie contro Milwaukee in parità. Nel frattempo lo stato del giocatore in vista della partita di questa notte è stato riconosciuto ufficialmente come “questionable“, ovvero in dubbio. Un passo in avanti rispetto alle ultime settimane, quando risultava indisponibile.

 

Il futuro dei Detroit Pistons si chiama Derrick Rose?

Quale sarà il futuro dei TWolves e di un rinato Derrick Rose?

Dopo l’eliminazione al primo turno dei playoffs ai danni dei più quotati Milwaukee Bucks, I Detroit Pistons hanno iniziato a sondare il terreno alla ricerca di una point-guard. 

In queste ultime ore pare che il front office dei Pistons abbia seriamente preso in considerazione la pista che li porterebbe dritti a Derrick Rose, point-guard dei Minnesota Timberwolves.

Il futuro di Rose, unrestricted free agent il prossimo luglio, è ancora piuttosto incerto. Le squadre che ruotano intorno al nome di Rose sembranoessere aumentate vista la stagione giocata ad altissimi livelli dal più giovane MVP della storia della NBA.

Derrick Rose: una stagione da protagonista assoluto

La stagione 2018/2019 è stata per Derrick Rose una sorta di rinascita sia a livello fisico che a livello mentale.

In 51 partite disputate, Rose ha viaggiato ad una media di 18 punti, 2.7 rimbalzi e 4.3 assist a partita. Tuttavia La statistica che mette in ulteriore evidenza la rinascita di Rose è la percentuale al tiro da tre punti. L’exBulls ha mantenuto infatti una media del 37% (massimo in carriera)sui tiri dalla lunga distanza.

Se dovessimo riassumere la stagione di Rose attraverso un’istantanea, sarebbe sicuramente la partita contro gli Utah Jazz50 punti, 4 rimbalzi e 6 assist facevano da cornice al volto rigato da lacrime di felicità e rivincita personale di Derrick Rose. 

Un’operazione chirurgica al gomito ha impedito a Rose di portare a termine la stagione con  i Minnesota Timberwolves. Fortunatamente questo non sembrerebbe compromettere il ritorno in campo di Rose in vista dalla prossima stagione.

Non solo Derrick Rose nella lista dei Pistons, da Seth Curry a Patrick Beverley

Oltre al sopracitato Derrick Rose, la dirigenza dei Detroit Pistons sembrerebbe intenzionata a creare una squadra più competitiva rispetto a quella di quest’anno.

Seth Curry, Patrick Beverly,Ricky Rubio e T.J. McConnell,sono i nomi caldi che in questi ultimi giorni sembrano essere entrati in orbita Pistons.

Antetokounmpo su gara 2: “Non cambieremo nulla rispetto a gara 1”

Dopo la sconfitta in gara 1 contro i Boston Celtics, l’idea di un possibile cambio di strategia e di stile di gioco cominciava già a diffondersi in casa Milwaukee Bucks. 

Nella giornata odierna è arrivata la smentita ufficiale da parte di Giannis Antetokounmpo.

“Assolutamente no. Non cambieremo il nostro modo di giocare. Continueremo nel modo in cui abbiamo affrontato ogni singola partita in stagione. Cambiare ora sarebbe inutile. Non avrebbe senso mettere in discussione il nostro stile di gioco a causa di una partita persa. Non siamo quel tipo di squadra che ha bisogno di continue modifiche per trovare il giusto assetto in campo. Se perderemo anche gara 2, ci saranno sicuramente degli aggiustamenti. Ripeto, momentaneamente non cambieremo nulla. Dobbiamo solo giocare come abbiamo sempre fatto per portare a casa la vittoria”

La stella dei Bucks ha rivelato poi come gli sia stato chiesto di alzare ulteriormente il suo livello. Richieste arrivate sia dal fratello maggiore che da coach Mike Budenholzer.

Mio fratello, solitamente, non mi chiama mai dopo una partita. Questa volta lo ha fatto dicendomi di portare il mio gioco ad un livello superiore  al fine di aiutare tutta la squadra. Anche il coach mi ha chiesto di essere più aggressivo, di cercare più spesso i miei compagni. Ne abbiamo parlato a lungo dopo la partita. Ho intenzione di migliorare partita dopo partita. Domani scenderò in campo e farò quello che mi è stato chiesto di fare”

Dichiarazioni che mettono, se possibile, ancora più in evidenza una crescita esponenziale a livello mentale e sopratutto di personalità  del talento greco.

Giannis Antetokounmpo ha concluso gara 1 mettendo a referto  22 punti, 8 rimbalzi e 2 assist, e tirando con 7 su 21 dal campo. Gran parte del merito è da attribuire alla difesa dei Celtics capace di limitare il potenziale offensivo dell’intero quintetto di Milwaukee.

Solo 3 giocatori, compreso Antetokounmpo, hanno raggiunto infatti la doppia cifra.

Gara 6, Nuggets sconfitti nonostante un Nikola Jokic da record

Nuggets-Spurs streaming

Nikola Jokic da record in gara 6.

La sesta partita della serie tra Denver Nuggets e San Antonio Spurs, passerà alla storia come la partita di Nikola JokicThe Joker, nonostante la sconfitta inflitta dagli Spurs per 120-103, ha messo a referto qualcosa come 43 punti, 12 rimbalzi e 9 assist.

Una prestazione memorabile che entra di diritto nella storia della NBA. Jokic è infatti il quarto giocatore di sempre a registrare cifre del genere in una partita di playoffs.

É doveroso sottolineare che i 3 giocatori capaci di compiere un impresa simile, prima dello stesso Jokic, corrispondono all’identikit di Oscar Robertson, Charles Barkley e Magic Johnson.

I 43 punti di Jokic hanno inoltre riscritto le recenti statistiche dei Nuggets durante la post-season. 43 punti che superano di una lunghezza i 42 messi a referto sia da Carmelo Anthony che da Alex English.

Con gara 7 alle porte, The Joker avrà sicuramente un ulteriore jolly in grado ribaltare nuovamente la serie.

Pistons, Dwane Casey: “Blake Griffin ha giocato su una gamba sola, ammirevole”

Dwane Casey su Griffin

Nonostante l’eliminazione al primo turno dei playoffs ad opera dei Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, i Detroit Pistons di coach Dwane Casey hanno più di una ragione per sentirsi ottimisti. Una di queste corrisponde ad un identikit ben preciso: quello di Blake Griffin.

La stella dei Pistons, costretta a saltare gara 1 e 2 a causa di un infortunio al ginocchio, ha insistito per scendere in campo a fianco dei compagni in occasione di gara 3 e gara 4. 

Il sacrificio di Griffin si è rivelato inutile in termini di risultato finale. Tuttavia ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei compagni di squadra e sopratutto di coach Casey.

Le parole di Casey e l’ovazione della Little Caesars Arena

Nel post-partita, intervistato da Ben Golliver del Washington Post, Dwane Casey ha voluto omaggiare il suo giocatore con parole di profondo rispetto e sincera ammirazione. 

Blake ha giocato gara 3 e 4 con una gamba sola. Ha lottato contro il suo stesso fisico per essere al fianco della squadra. Dopo la partita ha voluto fare un discorso, un discorso di stima e profondo rispetto nei confronti dei suoi compagni, sottolineando quanto fosse fiero di giocare per loro”

Griffin ha concluso gara 4 mettendo a referto 22 punti, 5 rimbalzi e 6 assist. Al termine della partita, vinta dai Bucks per 127-104, Griffin ha ricevuto la standing ovation dall’intero pubblico della Little Caesars Arena.

Il futuro dei Pistons è nelle mani di Blake Griffin

Le ultime due partite di una serie dominata in lungo e in largo dai Bucks hanno messo in ulteriore evidenza il talento sconfinato della stella dei Pistons. Griffin ha dimostrato una volta per tutte di essere molto più di un semplice giocatore. Un giocatore spesso e volentieri sottovalutato,  pronto a diventare il primo tassello di un progetto ancora più ambizioso del precedente. Un progetto a lungo termine che ha come obbiettivo finale quello di trasformare i Pistons in una contender per il titolo NBA.

La prossima stagione sarà quindi una tappa fondamentale in chiave futura. Tappa che impone la costruzione di un team migliore e  più competitivo rispetto al precedente.