David Griffin: “Anthony Davis potrebbe rimanere ai Pelicans”

David-Griffin-Cavaliers

David Griffin, Vice President of Basketball Operations dei New Orleans Pelicans, crede che ci siano ragioni per essere ottimisti sul fatto che Anthony Davis possa essere disposto a rimanere a New Orleans.

L’ennesimo capitolo del “teatrino” Anthony Davis. La superstar aveva richiesto la trade ai Pelicans a febbraio prima della trade deadline. New Orleans ha successivamente rifiutato tutte le offerte per il giocatore, tra cui quella clamorosa dei Los Angeles Lakers, cercando di prendere tempo e di riprovarci quest’estate.

Griffin, tuttavia, rimane positivo, citando la sua relazione con l’agente di Davis, Rich Paul di Klutch Sports. Paul rappresenta anche LeBron James, star dei Los Angeles Lakers, e, quando Davis si affidò a Rich Paul, appunto, il suo passaggio ai Lakers sembrò più che possibile.

Come sappiamo, lo scambio non avvenne e Griffin ha recentemente dichiarato: “Guardo alla situazione con una buona dose di ottimismo, e la ragione è perché ho un ottimo rapporto lavorativo con Rich Paul.” Così Griffin a ESPN’s The Jump. “Penso che ci saranno apprezzamenti sul fatto che non sarei venuto qui se non fosse stato per la seria intenzione di vincere da parte di Gayle Benson e il suo team di proprietari. Per questo motivo, credo che alcune preoccupazioni che Rich Paul aveva, saremo in grado di alleviarle.”

Griffin ha poi aggiunto: “Credo che ci siano le ragioni per essere ottimisti riguardo le intenzioni di Davis di rimanere. Ma la vera domanda è, che cosa vuole fare e cosa possiamo darci a vicenda di ciò che abbiamo bisogno per raggiungere i traguardi migliori possibili. Spero ce la faremo, ma non è sicuramente qualcosa che crediamo non possa accadere”.

Anthony Davis ha ancora un anno di contratto con i Pelicans. L’All-Star a fine stagione dichiarò in conferenza stampa che potrebbe rimanere ai Pelicans la prossima stagione. I Los Angeles Lakers e i Boston Celtics sono le due squadre più attrezzate per proporre uno scambio ai Pelicans quest’estate.

David Griffin: “Anthony Davis? Non rinuncio al’idea di trattenerlo ai Pelicans”

padre Anthony Davis

Il nuovo vice-presidente dei New Orleans Pelicans David Griffin blinda la posizione di coach Alvin Gentry, e non esclude la possibilità che Anthony Davis possa cambiare idea, ed accettare di rimanere in Louisiana.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Griffin ha dichiarato di avere intrattenuto in passato dei rapporti professionali “lunghi e di successo” con Klutch Sports, l’agenzia che fa capo a Mr Rich Paul, agente di Davis e da anni di LeBron James: “Io e Rich (Paul, ndr) abbiamo parlato di Davis, e credo che da parte di entrambi ci sia sia il giusto entusiasmo per le possibilità che abbiamo qui di costruire qualcosa di importante“.

Molte cose sono cambiate ai piani alti in casa Pelicans, dal febbraio scorso. Il front office di Dell Demps e la struttura dirigenziale sono già stati in parte smantellati con in licenziamento di Demps ed l’arrivo di Griffin. L’ex GM dei Cleveland Cavs guiderà uno staff completamente nuovo (“Ho accettato quanto la proprietà ha appoggiato le mie richieste ‘oltraggiose’ circa la composizione del nuovo staff“), e sarà l’unico referente della proprietaria della squadra Gayle Benson, vedove di Tom, storico owner dei new Orleans Saints.

Assieme a Demps, archiviata anche la figura di Mickey Loomis, vice presidente esecutivo dei Saints e uomo di fiducia dei Benson anche per i New Orleans Pelicans, che con l’arrivo di Griffin tornerà ad occuparsi in pianta stabile di football.

Rich Paul si è detto sinceramente soddisfatto della nuova situazione. A suo tempo, Rich ha contribuito alla scelta di LeBron James di accettare la sfida di Cleveland, convinto dalla bontà del progetto che abbiamo poi messo in pratica“.

Così Gayle Benson:

Davis? Di certo non vogliamo trattenere a tutti i costi un giocatore scontento. Spero però che Anthony possa cambiare idea, e se lo darà noi lo riaccoglieremo con le braccia aperte. Noi vorremmo che lui rimanesse qui

David Griffin ha poi parlato di coach Alvin Gentry, confermandone in pieno la posizione: “Il mio metodo di costruzione di un gruppo di lavoro è quello di costruire un ambiente famigliare, in cui vi sia un confronto franco. Io e Alvin (Gentry, ndr) abbiamo questo tipo di rapporto dai tempi di Phoenix, Gentry sarà una parte fondamentale del processo. Il coach dà il meglio di sé quanto sa di avere il giusto supporto alle spalle, e noi lo metteremo in condizione di lavorare al meglio“.

Pelicans, David Griffin lavora al nuovo front office, Alvin Gentry confermato

David Griffin che parla in conferenza stampa

I New Orleans Pelicans hanno deciso di dare l‘incarico formale di Vice-President of Basketball Operations a David Griffin.

L’ex GM dei Cleveland Cavaliers non sarà l’unico nuovo membro del front office della franchigia della Louisiana. Da quanto fatto sapere dai proprietari dei Pelicans in prima persona, Griffin non verrà lasciato solo. Per evitare di commettere l’errore fatto con Dell Demps, Griffin verrà affiancato da un team di alto livello, come riportato da Scott Kushner del New Orleans Advocate.

David Griffin, il front office dei Pelicans vuole essere pronto per l’addio di Davis

In un rapporto ufficiale della società di New Orleans è stato specificato che Griffin sarà a capo del reparto di scouting, con un general Manager e diversi assistenti, che verranno selezionati insieme. Tutti gli incaricati avranno un grande compito e responsabilità, anche se l’ultima parola, su qualunque questione, spetterà a Griffin.

I componenti della sezione scouting saranno arruolati entro il prossimo draft NBA, primo passo di una difficile e tortuosa estate in casa Pelicans, che sceglieranno con una chiamata presumibilmente piuttosto alta.

La fase di più importante dei prossimi mesi, se non di tutta la prossima stagione, sarà senza dubbio la free agency. Il grattacapo principale, per Griffin, non sarà quello di cercare qualche buon free agent disposto a firmare con i Pelicans, ne quello di rinnovare il roster (pochi i giocatori di New Orleans in scadenza a giugno).

L’operazione fondamentale sarà trovare la trade giusta per Anthony Davis. Il centro All-Star ha fatto capire già a gennaio che la storia tra il giocatore e la squadra di coach Alvin Gentry è finita. L’ex Kentucky Wildcats è fortemente corteggiato da diverse franchigie (Lakers e Celtics su tutte).

Blindata – almeno per il momento – la posizione di coach Alvin Gentry, starà dunque al nuovo uomo forte del front office dei Pelicans David Griffin trovare la miglior soluzione al caso Davis, senza troppi rimpianti e con la possibilità di ricostruire la squadra da subito.

Coach Gentry: “Situazione Davis nata da cattivi consigli. Mai vissuto nulla del genere in 30 anni”

Gentry su Davis

Coach Alvin Gentry può vantare una carriera NBA lunga 31 anni. Non ricorda però di aver mai vissuto una situazione tanto “tossica” quanto quella generatasi negli ultimi mesi intorno ad Anthony Davis. Il Coach dei New Orleans Pelicans ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’accaduto, riportate da Nick Friedell per ESPN.

Nelle interviste post-partita del finale stagionale dei suoi Pelicans, perso per 112-103 contro i Golden State Warriors, Gentry non si è tirato indietro dal rispondere a domande dal tema prevedibile. Prevedibile perchè in queste ore il GM dei Lakers, Magic Johnson, ha rinunciato alla sua posizione.

Si tratta della seconda testa a “saltare” in seguito alla confusione generata dallo scambio sfumato di Anthony Davis tra le due franchigie, dopo il licenziamento, nella settimana successiva alla trade deadline, del GM dei Pelicans Dell Demps.

Gentry: “Mai visto nulla del genere in 31 anni”

Gentry ha risposto senza troppi giri di parole alla domanda di chi gli ha chiesto se avesse mai vissuto una situazione come questa:

“No, così tossica no. Non che abbia colpito così due franchigie, due persone. Una ha perso il lavoro, l’altra ha rinunciato al suo incarico. Per cui no, in 31 anni non ho mai vissuto situazioni simili con questo tipo di ricadute”.

A chi gli ha chiesto cosa sapesse della situazione interna dei Lakers ha detto:

“Non so nulla, noi già abbiamo i nostri problemi a cui pensare. Sono sorpreso? Senza dubbio. Le motivazioni di Magic? Le conosce davvero solo lui, per cui non credo sia utile per noi spendere tempo a provare a immaginarle. Sicuramente riteneva di aver fatto il suo tempo in quella organizzazione”

Il Coach dei Pelicans ha infine parlato direttamente di Anthony Davis:

“Credo sia un bravo ragazzo, solido. Ritengo abbia ricevuto cattivi consigli… mi conoscete, io dico sempre la verità (…) Non vi dirò di più, comunque non c’è nulla di male con AD, è solido e ha un ottimo carattere. Questo è quello che penso”

Anthony Davis è ai box dal 24 marzo per problemi alla schiena. Il lungo potrebbe in effetti aver già giocato la sua ultima partita con la maglia dei Pelicans. Nella serata conclusiva della stagione dei suoi, Davis si è presentato con una t-shirt ispirata alla frase conclusiva degli episodi dei cartoni animati dei Looney Tunes: “That’s all folks!”.

Un messaggio per New Orleans e i suoi tifosi?

Pelicans-Lakers: super Caruso trascina i gialloviola

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center

Game 77 Recap: Pelicans-Lakers

Dopo essersi scontrate durante The Brow Affaire, Los Angeles Lakers (34-42) e New Orleans Pelicans (32-45) si ritrovano allo Smoothie King Center per l’ultima sfida stagionale.

Entrambe le franchigie sono orientate alla prossima stagione, per cui le assenza superano le presenze. I lacustri dopo aver perso Lonzo Ball, Brandon Ingram e Josh Hart hanno fermato anche LeBron James e per allungare le rotazioni hanno firmato Jemmerio Jones. Nola invece è priva di Jrue Holiday ed Anthony Davis, oltre E’Twaun Moore e Darius Miller.

LeBron James and Anthony Davis, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center
LeBron James and Anthony Davis, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center (Tyler Kaufman, AP Photo)

Walton non dispone anche di Kyle Kuzma, fermato da un problema muscolare, e Tyson Chandler per cui è costretto a varare un quintetto ai limiti del presentabile: Rondo, KCP, Lance, Moe e McGee. Gentry risponde con Payton, Clark, Williams, Randle ed Okafor.

Pelicans-Lakers, avvio di gara equilibrato

La prima parte di gara è caratterizzata soprattutto dagli errori. I lacustri sparacchiano dall’arco e trovano la via del canestro con i layup di Rondo e McGee. New Orleans perde banali possessi – tre nei primi minuti ­- ma tira meglio e colpisce da tre con Clark e Randle. Al primo timeout pellicani avanti 8-12 con 6’50” da giocare nel quarto.

Nonostante i dati riportino il tutto esaurito, lo Smoothie King Center è mezzo vuoto ed in effetti lo spettacolo offerto al momento da ragione agli assenti. Ben sei le perse di Nola, mentre sono già quattro (combinati) gli airball scagliati.

Chi prova a prendere sul serio la sfida sono i veterani, alla ricerca di buoni numeri da mettere in mostra nella prossima free agency. Ian Clark trova la via del canestro due volte in penetrazione, risponde Kentavious Caldwell-Pope che completa un gioco da tre punti e segna da oltre i 7.25. 17-18 con 3’21” sul cronometro.

I primi cambi di Walton sono i two-way player Williams e Caruso, poi tocca a Muscala e Bullock che si rivedono dopo qualche gara di assenza.

I Pelicans realizzano un paio di canestri con Cheick Diallo, i gialloviola trovano il sorpasso con una…

…schiacciata di McGee e le giocate di Rondo, a segno dall’arco e dalla lunetta, 26-24 con 14” da giocare.

Il primo quarto termina in parità (26-26) grazie al jumper sulla sirena di Wood. Ben sette – per undici punti concessi – le perse della franchigia della Louisiana nei primi dodici minuti, 41% dal campo con 1/9 dall’arco per i californiani.

Pelicans-Lakers, prosegue la fiera degli errori

La seconda frazione segue lo spartito della prima, con perse che si alternano ad errori al tiro. Dairis Bertans colpisce da tre, risponde il subito in palla Caruso che segna un jumper, tre liberi e due triple.

40-35 a 6’53” dall’intervallo lungo, timeout per Alvin Gentry.

Al rientro in campo New Orleans si accende dall’arco andando a segno con Bertans, Randle – a segno anche dal post – ed Hill. L.A. resta avanti grazie a Rondo, che dopo aver segnato da tre serve due volte KCP che non sbaglia dal mid-range. 48-48 con 4’38” da giocare nel tempo.

L’ex Rajon al momento domina la sfida tra due dei peggiori difensori tra gli esterni della Lega, punendo le amnesie del pariruolo Elfrid Payton. Il play alza l’alley-oop per McGee e serve ancora Kenny, ma dopo una gara fino al momento accorta il #9 gialloviola spreca un paio di palloni consentendo ai Pelicans di tornare avanti.

Christian Wood ed Okafor sfruttano la maggiore fisicità sotto canestro per produrre otto punti. Il tempo si chiude con un distacco minimo…

…grazie al layup dello stesso Rondo allo scadere, 61-62.

Pelicans-Lakers, i lacustri dilagano

Rajon Rondo è on fire 🔥 e si scatena al rientro in campo: prima segna ancora dall’arco ed in transizione e dopo aver servito ancora McGee non sbaglia dalla media. Il veterano poi esce dal campo a causa di un fortuito contatto con Clark, sul 72-70.

Un altro duello tra difensori in single coverage tutt’altro che entusiasmanti è quello tra JaVale McGee e Jahlil Okafor. L’ex Warriors continua il suo buon momento di stagione ed alterna schiacciate ad un gancio a conclusione di una transizione da lui condotta. La prima scelta dell’NBA Draft 2015 mette in mostra il suo gioco in post, trovando la via del canestro senza particolari problemi.

81-73 con 6’12” da giocare nel quarto, timeout Pelicans.

Al rientro Julius Randle trova subito il canestro e nel possesso successivo costringe Wagner al quarto fallo. Il rookie tedesco resta in campo e trova anche il jumper preludio – dopo un paio di canestri Diallo – all’allungo gialloviola.

A guidarlo ancora una volta è Alex Caruso che dopo due liberi segna un paio di triple inframezzate da…

…una schiacciata dopo un recupero. I Pelicans non segnano più, mentre i Lakers vanno a bersaglio dall’arco anche con Muscala e Bullock.

105-84 all’ultimo mini-break, 44-22 il parziale della terza frazione.

Pelicans-Lakers, it’s garbage time!

Nei primi minuti dell’ultimo quarto è Mike Muscala a mettersi in mostra. Moose segna in penetrazione ed ancora dall’arco, prima di servire Bullock sul perimetro. L.A. in pieno controllo della gara, 115-90 a 6’52” dalla fine.

L’ex 76ers su fa sentire anche in difesa stoppando due volte gli avversari, primo e dopo aver trovato il canestro in transizione. La tripla di Reggie Bullock certifica la fine della gara sul 120-90.

L’occasione è ghiotta per schierare l’ultimo arrivato Jemerrio Jones, che mostra subito una delle sue migliori caratteristiche, la duttilità. Dopo aver catturato un rimbalzo offensivo, il prodotto di New Mexico State recupera un pallone ed in collaborazione con Rondo segna il primo canestro da professionista.

Gli unici a crederci per The Big Easy sono Wood e Solomon Hill, che rispondono alle triple di Bullock e Rondo. Dopo quasi cinque minuti di garbage, la schiacciata di Johnathan Williams chiude la gara, 130-102.

Pelicans-Lakers, tre lacustri oltre i venti

Dopo i 17 assist smazzati contro gli Hornets e complice la (non) difesa di Payton, per Rondo una delle migliori prestazioni stagionali. Rajon chiude con 24 punti (9/14 al tiro con quattro triple), 5 rimbalzi, 12 assist, 2 perse e 3 recuperi.

Continua il buon momento anche di KCP (19 con 8/16 al tiro) e McGee (23+16 con 9/15), mentre Lance spara a salve (0/7). Non sfrutta l’occasione Wagner (7+7), falloso (4) ed impreciso (2/8).

Miglior prestazione in carriera per Caruso, che mette a referto 24 punti (7/11 al tiro, 4/4 dall’arco), cattura 3 rimbalzi, distribuisce 6 assist e recupera 4 palloni.

Bene dalla panca anche Bullock (18+3+3 con 4/6 dall’arco) e Muscala (10+3+3), senza squilli i minuti disputati da Bonga e Williams, Jones subito a segno.

Rajon Rondo and Christian Wood, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center
Rajon Rondo and Christian Wood, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center (Tyler Kaufman, AP Photo)

Poco efficace Randle (17+5+3) che perde troppi palloni. Imprecisi Wood (15+11 con 5/13), Clark (11 con 5/15) e Bertans (2/9 dall’arco), meglio Hill (14 con 3/5 dall’arco). Produttivi sotto canestro Okafor (15) e Diallo (12+10).

Box Score su NBA.com

Pelicans-Lakers, successo più ampio della stagione

Il giorno dopo aver annunciato lo stop di LeBron, i Lakers ottengono il successo più ampio della stagione. Inoltre, dalla matematica esclusione dalla post-season contro i Nets, Rondo e compagni hanno vinto quattro delle cinque gare successive.

Inutile e per certi versi grottesco colpo di reni che nulla aggiunge alla disastrosa annata lacustre. Le buone cifre dei veterani in vista della free agency sono comprensibili, tuttavia sarebbe più logico concedere spazio a Wagner e Caruso, ma del resto ormai mancano solo cinque gare alla fine.

Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center
Alex Caruso, Los Angeles Lakers vs New Orleans Pelicans at Smoothie King Center (Lakers.com)

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 4:30 italiane – tra Martedì 2 e Mercoledì 3 Aprile per affrontare alla Chesapeake Energy Arena gli Oklahoma City Thunder.

Pelicans alla ricerca del nuovo general manager, c’è anche l’ex Treviso Trajan Langdon

LeBron James-Anthony Davis il possibile duo Anti-Warriors?

I New Orleans Pelicans hanno ottenuto dalla NBA il permesso di tenere dei colloqui con alcuni candidati per il vacante posto di General Manager della squadra.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans organizzeranno nei prossimi giorni incontri con i primi tre candidati: Gersson Rosas, assistant general manager degli Houston Rockets, Trajan Langdon, General Manager dei Long Island Nets, squadra di G-League affiliata dei Brooklyn Nets, e Larry Harris dei Golden State Warriors.

I New Orleans Pelicans avevano licenziato a febbraio l’ex GM Dell Demps, all’indomani della “crisi” Anthony Davis e del manato passaggio della superstar dei Pelicans ai Los Angeles Lakers. L’incarico di GM ad interim era stato dunque affidato a Danny Ferry, ex General Manager dei Cleveland Cavaliers e da due stagioni consulente per la franchigia presieduta da Gayle Benson.

La nomina del nuovo general manager sarà al centro di una rinnovazione profonda della struttura del front-office dei Pelicans, voluta dalla proprietaria Benson e da Mickey Loomis, attuale President of Basketball Operations della squadra nonché General Manager dei New Orleans Saints (NFL).

Trajan Langdon, prodotto di Duke University e con un passato da giocatore alla Benetton Treviso ed al CSKA Mosca, ricopre da tre stagioni l’incarico di General Manager dei Long Island Nets, e si è appena giudicato il premio come miglior executive G-League 2018\19.

Larry Harris è da quattro stagioni Assistant General Manager di Bob Meyers, GM dei Golden State Warriors, e Gersson Rosas – uomo di esperienza più che ventennale come executive NBA – è agli Houston Rockets dal 2004\05.

Ai primi tre nomi potrebbero presto aggiungersi altri candidati.

Mavericks-Pelicans: la notte dei sogni per Doncic e Nowitzki

Mavericks-Pelicans: la notte dei sogni per Doncic e Nowitzki

Mavericks-Pelicans regala qualche soddisfazione oltre la sconfitta per la squadra di coach Carlisle. I due protagonisti? Ovviamente il tandem europeo Luka Doncic-Dirk Nowitzki.

Maverick-Pelicans: altro record per la stagione sontuosa di Luka Doncic

I Dallas Mavericks, ormai fuori dai Playoff della Western Conference; hanno davvero un motivo per sorridere in una linea temporale che negli ultimi vent’anni.

Se Dirk Nowitzki nella partita della scorsa notte ha superato nella classifica marcatori un mostro sacro come Wilt ‘The Great’ Chamberlain, piazzandosi al sesto posto in classifica, il team texano con lo sloveno Luka Doncic si sta gustando un futuro che si preannuncia roseo.

La stagione da rookie formidabile messa in scena al fenomeno di Lubiana, insidiato solo dal talento degli Hawks Trae Young per la corsa al ROTY, si è infarcita di un altro prestigioso record alla sua prima stagione oltreoceano.

Il numero 77 dei Mavericks fa registrare il record di franchigia per il numero di triple doppie realizzate da un rookie, diventando così anche il sesto giocatore nella storia della Nba a realizzare almeno 5 triple doppie nell’anno da matricola.

Luka Doncic, dunque, in una stagione che lo vede viaggiare ad una media di 21 punti, 8 rimbalzi e 6 assist ad allacciata di scarpe; entra in un élite particolare che vede anche i nomi di Ben Simmons, Oscar Robertson, Magic Johnson, Alvan Adams e Tom Gola.

Suns contro i Pelicans: 40 punti di Booker ed un timeout non autorizzato danno la vittoria a Phoenix

La partita di stanotte dei Suns contro i Pelicans è stata, forse, una tra le più emozionanti e confuse partite della stagione. Nel match disputato ieri sera, infatti, Phoenix è riuscita ad ottenere la vittoria ai supplementari per 138 a 136 in un modo rocambolesco, grazie anche ad un grave errore della panchina di New Orleans.

I RETROSCENA DEL FINALE DI PARTITA

Devin Booker, stella dei Suns e astro nascente del basket americano

In particolare, con pochi secondi sul cronometro, Josh Jackson dei Soli era riuscito a realizzare una difficilissima tripla, portando la sua squadra in parità. In tale situazione il coach dei Pelicans Alvin Gentry ha chiamato un timeout per fermare il gioco, pur sapendo che NOLA non ne aveva più a disposizione. Così facendo, l’allenatore 65enne ha di fatto regalato la vittoria al suo ex team, facendo assegnare a favore di questi ultimi due tiri liberi, prontamente realizzati da Devin Booker.

La vicenda accaduta ha ricordato molto quanto successo nel 1993 a Chris Webber, nella finale NCAA. In quell’occasione, infatti, l’ex ala grande dei Kings, allora militante a Michigan, cercò di fermare il gioco senza averne più la possibilità, consegnando così la vittoria a North Carolina.

D’altro canto, però, bisogna sottolineare che la vittoria maturata dai Suns è stato frutto anche di un’ottima performance della sua giovane stella, quale è, appunto, Devin Booker. Proprio la guardia, nello specifico, è stato il vero protagonista della partita. Il 22 enne, infatti, ha disputato un match da vero leader, come dimostrano le sue statistiche raccolte.

  • 40 punti
  • 13 assist
  • 5 rimbalzi
  • 12 su 26 (46,2 FG%)
  • 3 su 8 (37,5 3p%)
  • 13 su 18 (72,2 FT%)

Diverse sono state le reazioni che, al termine della contesa, si sono susseguite tra i vari addetti ai lavori.

LE DICHIARAZIONI NEL POST PARTITA

Uno dei primi ad intervenire su quanto successo è stato proprio coach Gentry, il quale ha prontamente ammesso la sua responsabilità per il finale di partita molto negativo per i Pelicans.

Pensavo che ne avevamo ancora uno da utilizzare. Mi sono reso conto soltanto dopo del mio errore, la colpa è solo mia, me ne assumo tutti i demeriti.

Di tutt’altro spirito, invece, le affermazioni dal lato dei Phoenix Suns. Nonostante la pessima stagione sinora realizzata, infatti, la vittoria maturata nella serata di ieri ha risollevato un po’ il morale nel roster, come si evince dalle parole dell’allenatore del team, Igor Kokoskov.

Vivo e imparo continuamente da tutto ciò che accade. Ricorderemo per molto tempo quanto appena accaduto, è stato incredibile.

Non potevano mancare, poi, le dichiarazioni rilasciate dal grande protagonista, ossia Devin Booker. Quest’ultimo, nel dettaglio, è rimasto eccessivamente scosso e sorpreso.

Questa è la bellezza di questo sport, non si sa mai quello che può accadere. Quando è finita, siamo entrati nello spogliatoio, ci guardavamo e non stavamo capendo granché. Solo dopo ci siamo davvero resi conto che la vittoria era nostra.

In conclusione, dunque, il campionato Nba non smette mai di regalarci sorprese. Può capitare, infatti, che un apparente anonima sfida tra squadre sin qui piuttosto deludenti possa rivelarsi una delle partite più confuse ed elettrizzanti dell’intera stagione. Aldilà del singolo risultato, ciò che vince davvero è la grandezza della pallacanestro.

LA Lakers, tutto in un’estate, LeBron James a Kawhi Leonard: “Restiamo in contatto”

LeBron James and Kawhi Leonard, Los Angeles Lakers vs Toronto Raptors at Scotiabank Arena

La disgraziata stagione dei Los Angeles Lakers ha evidenziato quello che si definirebbe un “problema di fascino” per la franchigia giallo-viola, la cui supremazia cittadina è insidiata dagli ambiziosi piani dei cugini Los Angeles Clippers.

Al netto dei tanti infortuni (Lonzo Ball, LeBron James, Brandon Ingram, Rajon Rondo, Javale McGee), il punto di svolta – in negativo – per le fortune dei Lakers vanno ricercate nella gestione delle due settimane che portarono alla trattativa tra front office losangelino e New Orleans Pelicans per la superstar Anthony Davis.

Una trattativa iniziata male (l’annuncio urbi et orbi di Davis e del neo agente Rich Paul di voler lasciare la Louisiana al più presto, nel tentativo di forzare la mano ai Pelicans e far preparare la pista d’atterraggio a Los Angeles), e finita peggio, con la proprietà dei Pels – nelle figure di Miss Gayle Benson, dell’executive dei New Orleans Saints Mickey Loomis e dell’allora GM Dell Dempsdecisa a non cedere Davis ai Lakers nemmeno per tutto il proverbiale oro del mondo.

La gestione pubblica della trattativa ha provocato ai piani alti del centro di El Segundo, Los Angeles, una certa dose di irritazione, come emerso nelle ultime ore.

La politica aggressiva ed intempestiva di Rich Paul, agente di Davis ma soprattutto storico agente ed amico personale di LeBron James, avrebbe sostanzialmente mandato a monte ogni piano di trattativa sotto traccia da parte dei Lakers.

Un piano costellato di difficoltà sin dall’inizio. Le accuse – eccessive – di “tampering” rivolte a James dopo alcune, banali parole di apprezzamento di LeBron a Davis avevano provocato la reazione furiosa dei New Orleans Pelicans, e minato ogni tipo di rapporto diplomatico tra le due squadre.

A partire dalla prossima off-season, che per entrambe le squadre inizierà alla mezzanotte del prossimo 11 aprile, il front office dei Pelicans che sarà chiamato a risolvere la grana Anthony Davis sarà molto diverso dall’attuale. Nelle prossime settimane i Pels inizieranno i colloqui per la selezione del nuovo General Manager, una figura autorevole ed in grado di agire da interfaccia con la proprietà e permettere a Loomis di tornare ad occuparsi a tempo pieno di football e dei Saints (di proprietà della famiglia Benson).

La direzione da tenere verrà comunque indicata dalla famiglia Benson e dai suoi fidati consiglieri. E l’intenzione attuale dei New Orleans Pelicans, come riportato da Marc J. Spears di ESPN, rimane quella di non cedere Davis ai Los Angeles Lakers, squadra in cui l’assistito di Rich Paul potrà comunque approdare nell’estate 2020, da free agent (e quando LeBron James avrà 35 anni).

Lakers, LeBron James a Kawhi Leonard: “Rimaniamo in contatto”

Il sopracitato “problema di fascino” dei Los Angeles Lakers potrebbe risultare un ostacolo notevole per una squadra con ampissima disponibilità salariale, ed alla ricerca di rinforzi immediati e corposi per la superstar James, il cui infortunio di dicembre ha dimostrato la vulnerabilità del roster attuale.

Ad un anno di distanza dal “gran rifiuto” di Paul George, e dall’impossibilità di attrarre a Los Angeles Kawhi Leonard (il niet dei San Antonio Spurs che ha ispirato la politica dei Pelicans a febbraio), i Lakers sono ancora in ballo. Il posto di lavoro di Magic Johnson (come da lui stesso garantito) e la competitività della squadra sono legate a quanto avverrà in estate.

La caccia a Kawhi vedrà la concorrenza diretta dei Los Angeles Clippers. Quella – difficile ma non impossibile –  a Kevin Durant anche (per non citare i New York Knicks). Klay Thompson potrebbe diventare disponibile sei gli Warriors tentennassero nell’elargire al prodotto di Washington State l’agognato e meritato massimo salariale (cosa che non avverrà prima di aver preso atto della volontà di Durant, noblesse oblige).

La pista Anthony Davis rimarrà percorribile, nonostante l’astio tra le due squadre (gli affari sono affari), i Boston Celtics dovranno decidere se sacrificare Jayson Tatum, il cui solo nome è in grado di far pendere la bilancia verso il Massachusets. Kemba Walker, Khris Middleton, DeMarcus Cousins, persino l’impensabile cavallo di ritorno D’Angelo Russell sono dei piani B, per quanto di lusso.

Los Angeles Lakers e Toronto Raptors si sono affrontate nella nottata di giovedì, in una partita con poco significato “ai fini della classifica” come si diceva a Novantesimo Minuto. Dopo la sirena finale, LeBron James ha avvicinato lo stimato collega Kawhi Leonard e lo ha salutato: “Rimaniamo in contatto“, le parole del Re.

La off-season dei Lakers è appena iniziata.

GM Pelicans cercasi: diversi i profili esaminati

New Orleans Pelicans

La convulsa situazione a New Orleans dopo la questione Davis ha lasciato alcune scorie, come il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps. Diversi i nomi sondati dalla dirigenza della franchigia in questione.

I GM individuati dai Pelicans

La mancata trade di Anthony Davis ha portato una slavina di conseguenzei. Oltre a un malcontento generale nello spogliatoio, si sono prese decisioni importanti.

La prima: preservare la condizione fisica di Davis per averlo disponibile per una trade estiva. Il giocatore ha negli anni dimostrato una fragilità fisica non indifferente e per NOLA – che non ha più ambizioni di playoffs – non avrebbe senso spremere la sua “fish” di scambio.

Il licenziamento del GM dei Pelicans Dell Demps è il secondo provvedimento preso dalla dirigenza della franchigia. Danny Ferry in questo momento ha acquisito la posizione di GM ad interim proprio per occupare la posizione lasciata vuota dall’allontanamento di Demps.

Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, i Pelicans avrebbero individuato figure in grado di avere più peso all’interno della franchigia. Due i nomi seguiti da vicini: l’ex GM dei Cleveland Cavaliers David Griffin e l’assistente GM dei Celtics Mike Zarren che potrebbe portare – in parte – il know-how sviluppato dai Celtics negli ultimi anni con Danny Ainge.

Il presidente Mickey Loomis – direttore generale anche dei New Orleans Saints – in questi anni è intervenuto molto sul lavoro di Demps. L’executive dei Saints e la proprietaria Gayle Benson vogliono scovare una figura dirigenziale che possa essere un collante tra la proprietà e Loomis, che potrà così tornare a concentrarsi sul football.

Jazz, Donovan Mitchell il più veloce di sempre a raggiungere quota 3000 punti

Nella vittoria per 114-104 dei suoi Jazz sui New Orleans Pelicans, Donovan Mitchell ha fatto registrare un nuovo, ennesimo, record di franchigia. Il suo undicesimo punto della notte lo ha portato a quota 3000 segnati per i suoi. Appena 139 partite per il prodotto dell’Università di Louisville, il più veloce di sempre. Mitchell ha superato mostri sacri del calibro di Karl Malone (secondo marcatore NBA di sempre) e John Stockton.

Tuttavia, curiosamente, il record in precedenza non apparteneva a nessuno dei due, bensì a Darrell Griffith, che impiegò 150 partite per raggiungere la stessa milestone.

In questa sua stagione da sophomore, Mitchell sta viaggiando a 23.3 punti di media, con una percentuale dal campo del 42%, e del 33% dall’arco dei tre punti. L’ex Cardinals si sta confermando davvero una potenza offensiva con grande atletismo, “Spida” si può ormai definire definitivamente uno steal del Draft, pescato nella tarda lotteria alla scelta n.13 dai Denver Nuggets e subito girato ai lungimiranti Jazz.

La cronaca della partita, Donovan Mitchell e Rudy Gobert guidano Utah

Vittoria di squadra che rischia di passare in secondo piano rispetto al record di Mitchell, ma di fondamentale importanza. I Jazz infatti continuano a essere lanciati nella lotta a 4 ad ovest con Houston Rockets, Portland Trail Blazers ed Oklahoma City Thunder. Utah ha confezionato un’ottima prestazione di squadra, guidata dai big men Favors (25 punti) e Gobert (22 e 13 rimbalzi), la cui schiacciata in faccia a Julius Randle ha annichilito entusiasmo e speranze di rimonta per i Pelicans e portato gli ospiti sopra di 9 negli ultimi 4 minuti.

Il recordman Mitchell, che ha segnato 22 punti dalla sua, ha parlato così del centro francese. “E’ una settimana che gli dico di schiacciare su qualcuno e finalmente l’ha fatto”. Donovan Mitchell ha poi lodato Derrick Favors: “Derrick è Hulk, ecco il suo nuovo soprannome! Gioca sotto il canestro e non teme nessuno“.

Per Gobert. “A volte devo pensare di meno e semplicemente cercare il contatto o schiacciare in faccia a qualcuno. Ci ha dato inerzia e ha mostrato a tutti che eravamo qui per vincere“.

A New Orleans non sono bastati i 23 di Randle, con coach Alvin Gentry che ha evidenziato i troppi punti subiti da situazioni di palla persa o nel pitturato come causa principale della sconfitta dei suoi.

I New Orleans Pelicans rilasciano Tim Frazier, biennale per l’ex Olimpia Milano Dairis Bertans

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I New Orleans Pelicans rilasciano la point-guard Tim Frazier.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, con il taglio di Frazier i Pelicans liberano uno spazio a roster, e firmano con un contratto biennale la guardia lettone Dairis Bertans, fratello di Davis dei San Antonio Spurs e dal 2017 in forza all’Olimpia Milano. Il secondo anno dell’accordo prevede una team option.

 

Frazier, 28 ani, ha disputato in questa stagione 47 partite in maglia New Orleans Pelicans, viaggiando a medie di 5 punti e 4.4 assist a gara, in 19.3 minuti di impiego.

 

Pelicans-Bertans, biennale per Dairis

 

Dairis Bertans, fratello maggiore dell’ala dei San Antonio Spurs Davis, era sotto contratto con l’Olimpia Milano. Il contratto del lettone prevedeva una clausola di “NBA escape”, che ha permesso a Bertans di risolvere l’accordo con la squadra allenata da coach Simone Pianigiani.

 

 

In carriera, Bertans ha indossato le maglie di Ventpils, Bilbao, Darüşşafaka e Milano, ed ha disputato la Summer League 2014 con la maglia dei Boston Celtics. Dairis Bertans sta viaggiando in questa stagione a 6.1 punti a partita in 14.3 minuti ed il 49% al tiro da tre punti (Eurolega e Lega Basket).

 

Con i colori della Lettonia, Bertans ha disputato quattro edizioni dei Campionati Europei, dal 2011. Con l’arrivo di Bertans, sono oggi quattro giocatori di nazionalità lettone a giocare nella NBA: i fratelli Davis e Dairis, l’ala dei Brooklyn Nets Rodion Kurucs ed ovviamente il neo acquisto dei Dallas Mavericks Kristaps Porzingis.