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Dell Demps saluta New Orleans: commovente lettera ai tifosi

Dell Demps

Quattro giorni dopo essere stato silurato dai New Orleans Pelicans, il general manager Dell Demps ha detto addio ai tifosi.

In una lettera aperta al New Orleans Advocate, Demps ha espresso la sua gratitudine alla fanbase di New Orleans ed al management dei Pelicans per tutto il tempo trascorso con loro:

“Cari fans di New Orleans,

Voglio ringraziarvi per il supporto durante il mio tempo ai New Orleans Pelicans come general manager del team.

New Orleans sarà sempre cara a me e alla mia famiglia. E’ un posto che mi ha dato il benvenuto a braccia aperte e che mi ha sempre fatto sentire a casa fin dal primo giorno. La gentilezza della gente, il cibo e la cultura non sono secondi a nessuno. NOLA è la città di mia moglie Anita e ho visto mio figlio Riley crescere dai 10 anni fino al college alla Isidore Newman School.

Tifosi dei Pelicans, ricorderò sempre il ronzio nell’arena durante i playoffs, quando ognuno indossava la divisa rossa e la vostra passione ci guidava verso le vittorie. Tra alti e bassi, il vostro amore per il team non è mai passato inosservato.

Grazie ai giocatori, grazie al coach, allo staff ed al front office. Grazie alle persone che lavorano allo Smoothie King Center. Grazie alle persone che lavorano dietro le quinte.

Un ringraziamento particolare alla famiglia Benson, a Mickey Loomis e a Dennis Lauscha.

Ma, più importante di tutto,

GRAZIE NEW ORLEANS!”

I Pelicans hanno annunciato la separazione consensuale con Dell Demps venerdì scorso. Il suo licenziamento è arrivato dopo che il team non è riuscito a imbastire una trade per Anthony Davis prima della deadline del 7 Febbraio.

Dell Demps saluta New Orleans: possibili scenari sul futuro della franchigia

Per Marc Stein del New York Times, i Pelicans torneranno a “impegnarsi” seriamente questa settimana, probabilmente tenendo in panchina Davis per il resto della stagione, allo scopo di tenerlo sano in vista di potenziali trade quest’estate.

Danny Ferry, già consulente per i New Orleans Pelicans dal 2016, ha preso il posto di Demps ad interim.

New Orleans assunse Dell Demps come General Manager nel luglio 2010, dopo che quest’ultimo era stato Vice President of Basketball Operations per i San Antonio Spurs. Demps fu incaricato di gestire la franchigia, di temporanea proprietà della NBA, fino a quando il proprietario dei New Orleans Saints, Tom Benson, acquistò la squadra nell’aprile del 2012.

Sotto il controllo di Demps, i Pelicans hanno vinto una serie di playoff, a fronte di tre apparizioni. Demps cedette l’All Star Chris Paul ai Los Angeles Clippers nel Dicembre 2011 dopo che il commissioner NBA David Stern aveva annullato la trade imbastita con i Los Angeles Lakers.

I Pelicans sono arrivati al break dell’All Star weekend come 13esima forza ad Ovest, con un record di 26-33.

E’ stata una stagione abbastanza sotto le attese per New Orleans, che dopo aver dato filo da torcere ai Golden State Warriors nel secondo turno dei playoff 2018, speravano perlomeno di ripetersi, in un Ovest sempre più competitivo dopo l’arrivo di DeMarcus Cousins ai Golden State Warriors e soprattutto di Lebron James ai Los Angeles Lakers.

In estate era arrivato proprio dai Lakers Julius Randle, ad allargare le rotazioni a disposizione di coach Alvin Gentry. Randle è andato ad aggiungersi al fenomeno Davis, ed a Nikola Mirotic e Jrue Holiday, che garantivano quel mix di qualità ed esperienza necessario per arrivare di nuovo ai playoffs. A nulla è valso anche l’arrivo di Elfrid Payton, giocatore polivalente, ma troppo spesso ai box per infortunio.

L’unica nota positiva della stagione è stata la rivalutazione di Jahlil Okafor, che ha disputato un eccellente inizio di anno 2019 (soprattutto per la ripetuta assenza di Davis sotto canestro).

La grana Davis è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in casa New Orleans, andandosi ad aggiungere ai problemi di una stagione ben al di sotto delle aspettative per i Pelicans. La mancata trade ha provocato il risentimento del popolo di New Orleans verso il giocatore, ed ha avuto strascichi dal punto di vista societario, fino ad arrivare al recente licenziamento di Demps.

Dalle parti dello Smoothie King Center si aspetta solo l’estate per l’arrivo di tempi migliori, con la scontata trade di Davis ed una squadra e una società tutta da rifondare.

Pelicans pronti a fare di tutto per rifirmare Cousins

Warriors-Cousins-DeMarcus Cousins Pelicans

Sembrano smuoversi le acque del Mississippi, parliamo della presunta trade che coinvolgerebbe il centro Demarcus Cousins, che diventerà unrestricted free agent nella prossima stagione. I New Orleans Pelicans sembrano intenzionati a rifirmare il giocatore ex Wildcats, decidendo di formare, salute permettendo, un frontcourt di assoluto livello insieme all’altra stella Anthony Davis.

Cousins è arrivato la scorsa stagione in una trade con Sacramento che ha coinvolto anche l’israeliano Omri Casspi in cambio di Tyreke Evans, Langston Galloway e Buddy Hield che sono approdati in California. Le statistiche di Cousins sono davvero impressionanti, viaggia a 25.9 punti, 12.6 rimbalzi, 5.1 assist, 1.5 recuperi, and 1.5 stoppate a partita. Una delle sue stagioni migliori numeri alla mano, capace di segnare con il 48.2% ogni 100 possessi.

New Orleans attualmente detiene un record di 20-19, che la candidano ad un posto nelle magnifiche otto ad ovest, un traguardo che fino a qualche stagione fa sembrava davvero una chimera.

Mossa indiscutibile quella di offrire un contratto a Cousins, anche se i ragionamenti sul roster da parte dei Pelicans deve essere fatto. Se da una parte la frontcourt titolare sembra essere convincente, il reparto dietro non pare fornito in modo sufficiente per competere ad alto livello ai playoffs, con i soli Holiday e Rondo come nomi di riferimento. Troppo scarna anche la panchina.

Molti sono gli scenari che i Pelicans devono prendere in considerazione, per capire cosa vogliono fare da grandi e a quali obiettivi ambire.

West Coast cities nicknames – I soprannomi delle città dell’NBA

Yin e Yang. Est e Ovest. O meglio, come le chiamano loro East and West.

Nella scorsa puntata abbiamo visto i soprannomi della città della costa orientale, mentre oggi ci concentriamo sulla costa più cool degli Stati Uniti. Ecco a voi i nickname più strani, improbabili e divertenti delle città che ospitano le franchigie della West Coast.

Southwest Division

Dallas aka City of Hate

Chissà cosa ne pensano a Philadelfia, ma tra queste due città ci starebbe bene un feud degno della WWE. L’origine del sopprannome di Dallas, però, è piuttosto triste: nacque il 22 Novembre 1963, grazie (o sarebbe meglio dire per colpa) dell’ex militare Lee Harvey Oswald, omicida del forse più amato Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Alcuni invece fanno riferimento al periodo segregazionista, per via delle durissime lotte razziali (mai del tutto sopite). Oggi Dallas è conosciuta per il petrolio, per un tedesco pazzo e poco altro.

Houston aka Clutch City

1994, Playoff NBA. I Rockets, dominanti grazie ad un Olajuwon da sogno (non per niente viene chiamato “The Dream”) faticano in postseason. Perdono in casa le prime due gare contro i Suns, salvo poi passare il turno in gara 7. Il copione si ripete a New York, quando sotto di tre gare a due, riescono poi a conquistare l’anello. Cluth City, dunque, dove le imprese impossibili diventano realtà.

Memphis aka Grind City

Il basket, come quasi ogni sport, ha regole fisse, ma il gioco è interpretabile in mille modi diversi: c’è chi martoria la retina tirando minimo da 8 metri, chi mette a repentaglio tutti i ferri della Lega, chi muove la palla così velocemente da renderla invisibile, chi considera la partita domenicale alla stregua di una rissa di quartiere. E poi ci sono i Grizzlies. Per loro giocare sul parquet equivale ad una battaglia in trincea, portare gli avversari giù, tra sangue ed escrementi a giocare il proprio piano partita, fatto di ritmi lenti, lotta su ogni pallone, pochi passaggi. Questo è Grind. E questa è Grind City.

New Orleans aka NOLA

Nulla a che fare con l’omonimo comune campano, è invece acronimo (banale) per “New Orleans, Louisiana”. E’ nota per la musica jazz, la cucina creola  e per essere stata completamente devastata dall’Uragano Katrina. Nonché per aver ospitato il furto più clamoroso della storia.

San Antonio aka Alamo City

Fort Alamo è nato come insediamento spagnolo per diffondere la religione cristiana e, in generale, la cultura iberica ai nativi americani. Nel diciannovesimo secolo è diventato una fortezza militare, luogo di feroci battaglie, tra le quali la famosa “Battaglia di Alamo”, tra la Repubblica del Texas ed il Messico. San Antonio è anche conosciuta per la popolazione espansiva e loquace. VAI AL PROSSIMO>>>

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Pelicans, Quincy Pondexter fuori tutta la stagione

Da poco è arrivata la notizia per i New Orlenas Pelicans. Quincy Pondexter si sottoporrà, il 20 gennaio in una clinica di New York, ad un intervento al ginocchio che lo terrà fermo ai box fino alla prossima stagione. La sfortuna incombe sul giocatore che, in questa stagione, non era ancora riuscito a giocare neanche una partita, a causa dell’intervento subito in offseason allo stesso ginocchio. I Pelicans avevano dichiarato che il giocatore sarebbe tornato nel giro di 1 o 2 settimane, ma cosi non è stato, anzi, Pondexter non potrà più rivedere il parquet fino al nuovo anno sportivo.

Il giocatore, tornato ai Pelicans tramite la trade con i Memphis Grizzlies dello scorso anno, aveva mantenuto medie di 8,9 punti, 3,1 rimbalzi con percentuali da tre punti del 43,3 percento in 45 partita con la squadra. La squadra di coach Alvin Gentry, dopo il complicato inizio, sia in termini di vittorie che in termini di salute, dovrà ancora fare i conti con questi problemi. Anthony Davis è ai box, si spera non ancora molto per la squadra, mentre un altro tassello tiratore e perimetrale come Pondexter raggiungerà l’infermeria dei Pelicans per non tornare per lungo tempo. Tempi duri a New Orleans, nel basket come nel football, arriveranno e torneranno tempi migliori.

Pelicans, Anthony Davis potrebbe rientrare contro San Antonio

I New Orleans Pelicans rappresentano sicuramente la squadra che in quest’inizio di stagione non ha avuto nessuna possibilità di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità, a causa, soprattutto dei numerosi infortuni che hanno limitato il roster. Per questo motivo, attualmente, si trovano all’ultimo posto della Western Conference con il peggior record (1-11) della lega dopo Philadelphia.

La franchigia che si è affidata ad Alvin Gentry è stata costretta a rinunciare per più partite a giocatori come Jrue Holiday, Tyreke Evans, Omer Asik, Quincy Pondexter, Kendrick Perkins e, soprattutto, la superstar della squadra: Anthony Davis.

Anthony Davis.
Anthony Davis.

L’ex Kentucky infatti, dopo la grandissima stagione dell’anno scorso e la sorprendente qualificazione ai Playoff, non è riuscito a guidare la squadra alla vittoria in quest’inizio di regular season, a causa anche di piccoli problemi fisici che l’hanno costretto a saltare due partite per una contusione all’anca e un’altra partita a causa di un problema alla spalla subito contro i Denver Nuggets di Danilo Gallinari.

La prima scelta al Draft 2012 però sembra aver recuperato dall’infortunio prima del previsto e potrebbe rientrare in quintetto venerdì notte contro i San Antonio Spurs, in una sfida sotto i tabelloni contro La Marcus Aldridge e Tim Duncan che si preannuncia spettacolare. A riportarlo è stato ‘The Score’AD23 sta viaggiando attualmente a 22.7 punti, 8.4 rimbalzi, 2 assists e 2.4 stoppate a partita, cifre ottime considerato l’inizio del suo team, ma che, contestualizzandole, risultano anche calate per un giocatore che si apprestava a giocare in un sistema (che ancora non c’è) plasmato ad hoc dal nuovo head coach Gentry e, inevitabilmente, la sua candidatura ad un possibile MVP (forte all’inizio della stagione) risulta molto compromessa.

 

Valanciunas e Derozan portano la vittoria ai Raptors, troppe assenze per i Pelicans

Toronto si presenta alla partita con i Pelicans con un ottimo record composto da 6 vittorie e 3 sconfitte, da rafforzare aumentando la costanza dei risultati della squadra. New Orleans arriva in Canada dopo un pessimo avvio di regular season: soltanto una vittoria contro i Mavericks e le restanti 7 partite risultano sconfitte. All’Air Canada Center ci sono diverse assenze: per la squadra di casa mancano James Johnson e Terrence Ross, mentre per gli ospiti non sono scesi sul parquet Anthony Davis, Norris Cole, Tyreke Evans, Quincy Pondexter e Kendrick Perkins. 

New Orleans riesce a reggere bene il colpo contro la solida squadra canadese durante il primo tempo, più precisamente durante il primo quarto, quando la squadra allenata da Coach Gentry va in vantaggio di 4 punti. Lo stesso divario viene recuperato dai Raptors nel tempo rimanente all’intervallo e i giocatori tornano nello spogliatoio in parità. A partire dal 25esimo minuto di gioco il ritmo partita cambia completamente. Nel terzo quarto Kyle Lowry segna un paio di triple fondamentali e i Raptors iniziano a prendere vantaggio su NOLA. Derozan schiaccia su alley-oop del suo numero 7, rendendo più facile la ricerca di una foto simbolica di questa partita con un’azione difficilmente dimenticabile in poco tempo.

L’MVP della partita lo assegniamo sicuramente a Jonas Valanciunas. L’assenza di Anthony Davis sotto canestro e le difficoltà difensive di Ajinca gli permettono di mettere su numeri e un apporto fisico importanti per la propria squadra. Il lituano conclude il match con 20 punti e 10 rimbalzi, realizzando la quinta doppia doppia della sua stagione. Eric Gordon realizza 30 punti, Jrue Holiday, sulla buona strada di un pieno recupero del minutaggio originiario dopo l’infortunio segna 19 punti con ottime percentuali al tiro. Cattive percentuali e grandi difficoltà in difesa fanno sì che Toronto allunghi il parziale fino a ottenere la settima vittoria della stagione. I Raptors continuano il proprio momento positivo nonostante qualche assenza e si lanciano all’inseguimento di Cleveland e Atlanta, nell’attesa della trasferta californiana contro i Sacramento Kings di Rondo e Cousins in gran forma. New Orleans colleziona un’altra sconfitta ma non abbandona le speranze e si prepara per la sfida al Madison Square Garden con i New York Knicks, in attesa del ritorno del numero 23, Anthony Davis.

Lowry contro Douglas
Lowry contro Douglas

Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa

 

Pelicans, Alexis Ajinça rimarrà fermo 4-6 settimane

Nonostante non sia proprio la stella della squadra, Alexis Ajinca ha spesso dato il suo contributo ai New Orleans Pelicans, soprattutto nei momenti di assenza di Anthony Davis. Purtroppo, il centro ha problemi fisici, infatti dovrà rimanere fermo dalle 4 alle 6 settimane a causa di un infortunio che ha coinvolto il tendine del suo ginocchio destro.

Il giocatore, durante l’ultima stagione, è apparso in 68 partite dei New Orleans Pelicans, mantenendo medie di 6,5 punti e 4,6 rimbalzi per partita. Dopo aver firmato un nuovo contratto con la squadra il 9 luglio, il big man non ci sarà all’Opening Night, ma dovrà recuperare a pieno prima di tornare sul parquet.

Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa

Pelicans, Davis firma il contratto più alto della storia dell’NBA

Anthony Davis ha ufficialmente firmato il suo nuovo contratto con i New Orleans Pelicans. Appena passato il periodo di moratorium la squadra non si è fatta aspettare per la formale firma del contratto. L’accordo è stato firmato in conclusione ad Honk Kong.

“Le parole non possono descrivere la felicità dei New Orleans Pelicans nell’avere Anthony Davis come pietra angolare della nostra organizzazione,” ha detto il Dell Demps, general manager della franchigia. “Davis è una grande persona, un giocatore fenomenale e la rappresentazione ideale della famiglia, della comunità di New Orleans e dei Pelicans.”

I parametri e le clausole riguardanti aspetti più precisi del contratto saranno determinati una volta che Davis verrà votato come titolare All Star 2016 oppure quando entrerà a far parte del primo quintetto NBA e quando l’effettiva cifra del salary disponibile per tutte le squadre nel 2016/17 verrà fissata. In ogni caso, questo sarà il contratto più alto nella storia della NBA, riporta Real GM. Al momento il valore sarebbe di 145 milioni in 5 anni.

Sono davvero contento di continuare a giocare per i Pelicans e rimarrò un orgoglioso residente della città di New Orleans”, ha detto il numero 23. “Vorrei ringraziare il Sig. e la Sig.ra Benson, Dell Demps, Coach Gentry, l’intera organizzazione dei Pelicans, il mio agente Thad Foucher, la mia famiglia e sicuramente anche tutti gli incredibili fan che mi supportano sempre. Passeremo sicuramente dei grandi anni insieme.”

Davis è un predestinato, fin dai tempi di Kentucky. Ora lo è ancora di più, soprattutto in un momento della carriera in cui avrà la mente sgombra e soltanto necessità di migliorare, giocare e vincere.

Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa
@Jeuls97 on Twitter

Pelicans, Gentry su Anthony Davis: “Lavoriamo per migliorarlo con le triple dall’angolo”

Il nuovo allenatore dei New Orleans Pelicans, Alvin Gentry, appena dopo aver terminato i festeggiamenti per il titolo con i Golden State Warriors, si è messo subito al lavoro per costruire un ottimo progetto con la sua nuova squadra, a partire da alcuni giocatori chiave come Tyreke Evans e Anthony Davis. Ecco cosa ha risposto ad alcune domande su questi giocatori

“Cosa pensi di fare specificamente per migliorare il gioco offensivo di Anthony Davis?”

“Stiamo utilizzando molto tempo a migliorare il suo range di tiro, specialmente con le triple dall’angolo. Ogni giorno che va in palestra, deve segnare 150 tiri da 3 dall’angolo per ogni lato. Serve per farlo diventare un tiratore solido. Non penso sarà un problema per lui, anche perché se ripensiamo ai giorni all’High School, AD era un buonissimo tiratore. Ha ancora le capacità ma non sono inserite bene nel suo gioco offensivo al momento.”

Come riporta The Advocate quindi sicuramente Davis non sarà il centro soltanto difensivo ma anche offensivo, e il lavoro sul giocatore sarà mirato a fornirgli un più ampio ventaglio di opportunità da sfruttare e da far sfruttare ai compagni dato che portare i difensori lontano dall’area più di quanto non faccia già aprirebbe lo spazio ai compagni bravi in penetrazione, quale primo su tutti, Tyreke Evans, giocatore sul quale si è espresso il nuovo allenatore dei Pelicans nell’intervista a The Advocate.

“Come pensi di utilizzare Tyreke Evans?”

“Vedrete sicuramente grandi cose da lui. Sta facendo una dieta speciale e ha perso 12 pound (quasi 4,5 kg, ndr). Lo stile di gioco che cercheremo di avere si adatterà meglio a lui rispetto a chiunque in campo. Attacco e difesa solidi, andare forti al ferro, trovare i ragazzi con facili canestri. Ci sono cose che alzano il livello del gioco. Sicuramente sarà prima una point guard, ma lo utilizzeremo sicuramente da 2 e 3.”

Anche per Evans, dunque, nuovi esperimenti. Il progetto Pelicans sembra aver preso la direzione giusta. Chissà che non si rivelino più che una buona squadra da playoffs.

Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa
@Jeuls97 on Twitter
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Pelicans, trovato l’accordo con Asik: 45 milioni in 4 anni garantiti

Omer Asik, arrivato da Houston tramite trade ai New Orleans Pelicans, si è rivelato un giocatore importanti per gli equilibri sotto canestro. New Orleans ha trovato un lungo difensivo e rimbalzista da accoppiare alla stella nascente Anthony Davis.

Davis e Asik
Anthony Davis e Omer Asik al Media Day

Ora che il giocatore è diventato UFA, entrambe le parti sarebbero interessate al prolungamento del rapporto. Infatti il quinquennale di Omer Asik sarà garantito per 45 milioni di dollari in quattro anni con un quinto anno non garantito, ma che, nel caso in cui Asik sia capace di raggiungere tutti gli obiettivi postigli dai Pelicans, potrebbe trasformare la somma totale di denaro in un totale di circa 60 milioni.

Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa
@Jeuls97 on Twitter