New York Knicks, Mills: “Fizdale grande lavoro, tante star interessante a noi”

Post Clippers-Knicks, parla Fizdale: "Stanno costruendo qualcosa di importante per il prossimo anno"

La pessima stagione dei New York Knicks ha lasciato più di una cicatrice  nel cuore dei tifosi newyorchesi. Una stagione difficile, chiusa con 17 vittorie e 65 sconfitte, non è sicuramente il segnale positivo che si aspettavano i tifosi della squadra simbolo di New York.

Knicks, Steve Mills su coach Fizdale: “Ha fatto un grandissimo lavoro”

Steve Mills, presidente dei Knicks, recentemente intervistato da Marc Berman del New York Post ha giudicato positivamente la stagione dei Knicks sotto la guida di coach David Fizdale.

Siamo veramente soddisfatti per il lavoro svolto da coach Fizdale. Ha creato un forte legame umano e professionale tra la sua figura e quella dei giocatori, sviluppato una responsabilizzazione all’interno dello spogliatoio, costruito delle basi stabili per il futuro creando una solida etica del lavoro. Ha fatto veramente un ottimo lavoro. La cosa più difficile per qualsiasi allenatore venuto da stagioni difficili, è quella di iniziare una nuova stagione senza farsi ostacolare dal record negativo e dalle sconfitte di quella precedente” 

Mills hai poi concluso l’intervista affermando di attendere con grande trepidazione la prossima free agency ed i tanti nomi che circolano intorno ai Knicks.

“Siamo allo stesso tempo speranzosi ed non vediamo l’ora. Finalmente siamo sulla strada giusta. Ogni giorno la lista dei grandi giocatori interessati a New York si allunga. Le recenti modifiche apportate all’interno dell’organizzazione sono state uno dei fattori chiave per ritornare una squadra capace di attrarre grandi giocatori. Lo abbiamo saputo direttamente dagli agenti dei giocatori, dai giocatori stessi durante le interviste circa la possibilità di un possibile trasferimento a New York. Qualcosa di importante sta per accadere, qualcosa di veramente buono”

Knicks, l’estate della svolta definitiva, tra Kevin Durant e Zion Williamson

L’estate di  Scott Perry, GM dei Knicks, sarà un estate diversa dalle altre. Tra free agency e trade market, la rotta di New York sarà una delle più trafficate dell’intera lega.

Grazie alla trade che ha portato Porzingis a Dallas, lo spazio salariale dei Knicks è sufficiente per puntare seriamente a free agent del calibro di Kevin Durant, Kemba Walker e Kyre Irving.

Nonostante i Knicks non accedano ai playoffs dalla stagione 2012-2013 ed abbiano avuto la scorsa stagione il peggior record nella storia della franchigia, I Knicks e la città di New York  rimangono sempre una realtà affascinante in cui giocare e vivere.

Il nome di Kevin Durant si trova attualmente in cima alla lista del GM dei Knicks. Poche settimane fa, tifosi e analisti davano già per certo il passaggio di Durant dai Golden State Warriors ai Knicks.

Inoltre, i New York Knicks hanno ottime possibilità di aggiudicarsi la prima scelta al draft NBA di giugno. Prima scelta che si traduce automaticamente con il nome di Zion Williamson. Vedere quindi l’ex Duke vestire la maglia dei Knicks è molto più di un semplice sogno.

Tra sogni proibiti e certezze incrollabili, l’estate dei Knicks potrebbe segnare l’avvento di una nuova era nella NBA. Parola di Scott Perry e Steve Mills.

Derrick Rose: ecco il video dei momenti in cui scopre di essere stato scambiato dai Bulls ai Knicks

Derrick Rose

22 giugno 2016, Derrick Rose viene spedito tramite scambio dai Chicago Bulls ai New York Knicks . In quei giorni il vincitore dell’MVP 2011 si trova a Los Angeles, per registrare alcune interviste ed allenamenti per il suo documentario: “Pooh: The Derrick Rose Story“, andato in onda giovedì.

Intorno alle 11:50, Rose sta parlando proprio di scambi. Sta raccontando di come voglia evitare tutti i rumors che lo stanno circondando. Si vocifera infatti di uno scambio verso New York.

“Io voglio stare a Chicago, stiamo provando a vincere e tornare sulla strada giusta. L’unica cosa a cui penso è rimanere a Chicago, li sento i rumors, ma non ho mai pensato di fare i bagagli ed andarmene”.

“Derrick, sta per avvenire uno scambio”

Pochi istanti dopo le sue parole d’amore per la sua città natale, che l’ha scelto al Draft nel 2008, la sua attenzione viene richiamata dall’esterno dell’inquadratura. Il suo telefono ha squillato, a provare a contattarlo è stato il suo agente BJ Armstrong. Rose sa che in quei giorni Armstrong si trova a New York, e ha infatti questa reazione:

“Sono così nervoso, non so neanche il perchè, spero non sia successo nulla”

Lo richiama, ma l’agente non gli risponde subito, lo ricontatta pochi istanti dopo, facendo correre un Rose visibilmente agitato di nuovo verso il telefono.

“Ho appena parlato con Phil Jackson, sta per avvenire uno scambio con New York” Tuona Armstrong.

Derrick è scosso e corre verso l’esterno del seminterrato dove si trovava, il suo respiro è affannoso e spezzato da singhiozzi rimandati giù per la gola a fatica. Le uniche parole che riesce ad articolare sono:

“Sei serio?”

Armstrong, dall’altra parte del telefono e della nazione, gli risponde:

“Senti..volevo che lo sapessi per primo, Phil Jackson mi ha detto che avverrà…ok?”

A poco servono le sue parole, Rose ormai si sta lasciando andare a singhiozzi che non prova neanche più a trattenere, tiene la mano non impegnata a tenere il telefono tra i capelli, quasi a volerseli strappare uno ad uno. Derrick è appena stato tradito dall’amore della sua vita, per cui pochi istanti prima si stava dichiarando, per l’ennesima volta.

“Sono disperato”

L’agente prova a calmarlo, anche se ormai serve a poco:

“Ascolta, l’ho voluto dire a te per primo. Non l’ho detto a nessun altro, dovevi saperlo per primo. Sai cosa voglio che tu faccia? Calmati, ricomponiti e pensa alla grande opportunità che hai ricevuto, NY è La Mecca del basket! Però preparati, quando uscirà fuori sarà una storia enorme, una storia clamorosa da copertina, del tutto diversa dalle altre”

Rose chiude la chiamata e torna a sedersi davanti alle telecamere. Lo sguardo è vacuo, ma vuole continuare l’intervista. I singhiozzi provano ancora a venire a galla, mentre lui tenta invano di soffocarli e di asciugarsi gli occhi con la maglietta. Derrick si sente davvero tradito, non trova le parole giuste per esprimere quanto appena successo.

Un’ironia della sorte pazzesca, un giocatore, un uomo, su cui la vita si è accanita con una rabbia non indifferente. Colpito duramente ancora, e ancora, Derrick ha sempre saputo ricomporre i pezzi e tirare dritto per la sua strada, con la sobrietà e la dignità di un grande uomo.

Ora, 3 anni dopo, potrebbe essere tutto pronto per un suo ritorno storico ai Bulls. Derrick siamo tutti con te.

L’uomo che nessuno si sarebbe mai aspettato: Mario Hezonja

LeBron James and Mario Hezonja, Los Angeles Lakers vs New York Knicks at Madison Square Garden (Seth Wenig, AP Photo)

La stagione dei New York Knicks, come da ormai diversi anni a questa parte, è stata una stagione di ricostruzione, in cui le sconfitte sono state tante e in cui la dirigenza si è focalizzata più sul liberare spazio salariale con diverse trade, tra cui quella che ha portato Kristaps Porzingis alla corte di Dirk Nowitzki in quel di Dallas.

Sul finale di stagione però, un giocatore su tutti ha mostrato di essere quel giocatore che appena 4 anni fa, al draft NBA del 2015, era stato scelto con la chiamata numero 5 dagli Orlando Magic, e che mai era riuscito a confermare quanto ci si aspettasse da lui.

Mario Hezonja, guardia di 202 cm per 99 kg che ha sorpreso tutti in questo finale di stagione.

Mario Hezonja, la stagione del riscatto?

Tre stagioni deludenti ad Orlando per Hezonja, che in 3 anni ha viaggiato a 7.3 punti, 3.0 rimbalzi e 1.3 assist di media a partita.

In questa stagione però, l’ex giocatore del Barcellona è riuscito a chiudere in crescendo, con prestazioni importanti: 14.9 punti di media nelle ultime 10 partite stagionali, con 3 escursioni sopra quota 20 (l’ultima l’8 aprile nella vittoria contro Washington, chiusa con 30 punti, 6 rimbalzi e 5 assist), ed una giocata tra le più celebrate di questo finale di stagione, la stoppata su LeBron James sull’ultimo possesso Lakers al Madison Square Garden di New York, lo scorso 12 marzo.

Hezonja diventerà free agent a fine stagione, ed i Knicks valuteranno una possibile riconferma del talento croato.

La priorità dei New York Knicks sarà quella di portare nella Grande Mela almeno uno dei grandi free agent estivi (primi su tutti Kevin Durant e Kyrie Irving). Il Mario Hezonja visto in questa ultima parte di stagione potrebbe però diventare un pezzo importante dei Knicks che verranno, il giocatore di complemento giusto da affiancare a future star per riportare in alto il nome dei New York Knicks e perché no, provare riportare in città quel titolo che manca da ormai 46 anni.

Ric Bucher è sicuro: “Durant va ai Knicks, è scritto sulla pietra!”

Kevin Durant è passato dagli Oklahoma City Thunder ai Golden State Warriors nella calda estate 2016. Questa ingloriosa decisione ha risonanza ancora oggi, quasi 3 anni dopo. Il contratto di KD si appresta a scadere, e tutti si stanno affannando per provare a indovinarne la prossima destinazione.

In tanti negli ultimi mesi si sono espressi sulla questione, da opinionisti a giocatori NBA, fino ad ex giocatori, come Scottie Pippen, che lo vedrebbe bene ancora a lungo con gli Warriors.

Kevin Durant

 

Come detto, il suo abbandono agli OKC Thunder, dopo la sconfitta nelle Finali ad Ovest, proprio contro Golden State, a cui si è unito, fa ancora parlare di sè. Di recente Chris Bosh ha espresso la sua su questo movimento di mercato.

Il due volte campione NBA, la cui maglia è stata appena ritirata dai Miami Heat, aveva indicato come movente principale della decisione del numero 35 la pressione per il successo. Durant infatti ha sempre avuto l’ossessione di dover essere il migliore. E vedere Lebron James ricevere così tanti riconoscimenti lo ha spinto a cercare fortuna dove era sicuro di trovarne.

Tuttavia, forse, nonostante i due anelli e i due titoli di Finals MVP, KD non sta ricevendo i riconoscimenti e i meriti che si aspettava e che pensa di meritare.

Ric Bucher sicuro del passaggio a New York

Proprio su questa spasmodica ricerca di successo ed approvazione si basano le tesi di chi lo vorrebbe lontano da Oakland, alla ricerca di una franchigia da portare al successo da leader indiscusso.

L’ultimo ad unirsi al coro è stato l’opinionista Ric Bucher, che ama fare scalpore con dichiarazioni sempre molto azzardate. Ospite di “The Herd” per Colin Cowherd ha dichiarato di essere certo che Kevin Durant si unirà ai New York Knicks, rumor già in circolazione da diversi mesi:

“Da quello che so è un affare fatto. Essendo intorno all’ambiente Warriors so che non è mai stato apprezzato a pieno dai tifosi di Golden State. Anche da un punto di vista neutro, nazionale, nessuno gli ha mai dato il giusto riconoscimento per i due MVP delle Finali vinte. E’ ancora la squadra di Steph Curry. Steph, Klay (Tomphson, ndr), Draymond (Green, ndr)….dicono: grazie mille KD per esserti unito a noi ed aver aiutato. Se va ai Knicks e li porta anche solo a una finale di Conference sarà adorato come mai agli Warriors per i due anelli”

 

 

Caso Porzingis, le mail tra la presunta vittima, il giocatore ed i New York Knicks

Caso Porzingis, ESPN.com riporta il contenuto di alcune mail e messaggi di chat tra il giocatore dei Dallas Mavericks e la vittima del presunto stupro della notte tra 7 e 8 febbraio 2018, e tra la donna ed i New York Knicks.

Nei giorni scorsi, una 29enne di Manhattan, New York, aveva formalmente denunciato al NYPD una violenza sessuale subita da Kristaps Porzingis nell’appartamento del giocatore lettone. Poche ore dopo la diffusione della notizia, il legale di Porzingis aveva reso noto come l’FBI stesse indagando per un tentativo di estorsione ai danni del giocatore allora in forza ai New York Knicks, negando con convinzione qualsiasi accusa.

Come riportato da Tina Moore del NY Post, la presunta vittima avrebbe negoziato per settimane con Porzingis e con i New York Knicks un risarcimento pari a 68mila dollari, che sarebbero serviti a coprire i debiti universitari del fratello, in cambio della rinuncia alle vie legali. L’ex giocatore dei Knicks avrebbe in un primo momento accettato la proposta, per poi tirarsi indietro.

Caso Porzingis, le mail tra il lettone, la donna ed i New York Knicks

Dai documenti analizzati da ESPN.com emergerebbe un quadro in cui la donna avrebbe cercato – senza successo – di instaurare una relazione sentimentale con Kristaps Porzingis nei giorni successivi il presunto stupro, esigendo però l’impegno da parte del giocatore lettone di onorare la sua richiesta di denaro.

La donna avrebbe raggiunto la notte del 7 febbraio 2018 Porzingis nel suo appartamento di Manhattan, cercando di ottenere un autografo dal giocatore. Come rivelato nei messaggi, la presunta vittima avrebbe definito, in una serie di mail inviate ai New York Knicks, “estremamente aggressivo” l’atteggiamento di Porzingis, ed avrebbe poi dichiarato che il lettone avrebbe dato il proprio assenso scritto al pagamento dei 68mila dollari.

Il legale di Kristaps Porzingis, Roland G. Riopelle, ha bollato come “fasullo” il documento firmato dall’ex giocatore dei New York Knicks, e fornito dalla donna. Diversi tentativi di contatto tra il legale del giocatore e la 29enne sarebbero andati a vuoto.

La denuncia di tentata estorsione ai danni di Porzingis risale allo scorso dicembre: “Abbiamo fornito al procuratore distrettuale (di New York, ndr) la stessa documentazione già fornita alla polizia federale, la quale dimostra il tentativo di estorsione subito dal mio assistito. Confidiamo che il procuratore distrettuale possa riconoscere la completa infondatezza delle accuse rivolte, una volta presa visione della documentazione“.

Sia i New York Knicks che i Dallas Mavericks non hanno voluto commentare la vicenda. I contatti tra la presunta vittima ed i Knicks sarebbero iniziati dopo uno scambio di messaggi tra la donna e Porzingis. Nei contenuti delle comunicazioni tra il giocatore e la donna ci sarebbero “avances e foto esplicite” inviate a Porzingis. Dopo il fallito approccio, la 29enne si sarebbe rivolta ai New York Knicks in cerca di assistenza per il versamento della somma concordata – a suo dire – con il giocatore lettone.

Caso Porzingis, il legale contesta la veridicità del “IOU”

Nelle sue mail inviate agli uffici dei Knicks, la donna ricostruisce i fatti della notte tra 7 e 8 febbraio 2018. Porzingis avrebbe invitato la 29enne nel suo appartamento, asserendo però di essere “ubriaco“, e la presunta vittima avrebbe accettato l’invito nonostante l’ora tarda.

Tra i documenti prodotti dalla donna vi è un “I.O.U.” firmato da Porzingis, del quale però il legale del giocatore contesta la veridicità. Nel documento, Porzingis ammetterebbe la sua condotta irresponsabile, derivata dall’attrazione fisica nei confronti della presunta vittima, e si impegnerebbe a versare a titolo di risarcimento una somma pari a 68mila dollari (destinati al fratello della donna).

Come riportato da ESPN.com, il nome del giocatore apparirebbe mal scritto nel documento (Kristap), e la firma in calce alla dichiarazione di Porzingis parrebbe contraffatta. Il Legale del giocatore ha confermato a ESPN: “Mr Porzingis nega di aver mai firmato alcun accordo, ed il documento prodotto è certamente un falso. Alla richiesta di una copia del documento per una perizia, (la donna, ndr) ha opposto un rifiuto“.

La presunta vittima avrebbe allegato nella sua corrispondenza con gli uffici dei Knicks prove fotografiche della violenza subita (ciocche di capelli strappate e tumefazioni al viso), aggiungendo in seguito una nota spese per 10mila dollari di intervento di chirurgia estetica correttiva.

Nelle mail, la donna chiarifica la sua volontà “di non recare alcun danno all’immagine di Porzingis e della squadra, nonostante l’orribile trattamento” cui il giocatore l’avrebbe sottoposta. La 29enne sostiene quindi come Porzingis si fosse offerto in un primo momento di offrire del denaro a titolo risarcitorio, senza che alcuna richiesta gli fosse mai stata fatta.

Un rappresentante dell’ufficio legale dei New York Knicks ha così descritto la versione dei fatti fornita dalla donna: “(La presunta vittime, ndr) sostiene di essersi presentata all’appartamento di Kristaps Porzingis con un taccuino, per chiedere un autografo. Una volta all’interno dell’appartamento, i due avrebbero avuto un rapporto non consenziente, ed una volta riconosciuto l’errore, Porzingis avrebbe offerto alla donna del denaro per riparare e saldare la retta universitaria del fratello (della donna, ndr)”.

La donna avrebbe dunque richiesto ai Knicks di mediare tra lei e Kristaps Porzingis, asserendo di voler adire le vie legali in caso di mancata conciliazione.

Caso Porzingis, la NBPA si schiera con il giocatore, NYPD: “Accuse credibili”

Come riportato da Ian Begley di ESPN, Michele Roberts, presidente della National Basketball Players Association, si schiera con il giocatore dei Dallas Mavericks:

Siamo da tempo al corrente delle accuse rivolte a Kristaps Porzingis. Abbiamo valutato la posizione del giocatore e quella della presunta vittima, e – basandoci sui fatti – abbiamo rivolto a Kristaps Porzingis l’appoggio dell’Associazione

Per controparte, il Dipartimento di Polizia di New York aveva definito “credibili” le accuse della donna, nonostante il grande lasso di tempo intercorso tra la presunta violenza e la denuncia formale.

I Knicks non avrebbero informato i Mavericks dell’accusa di stupro a Porzingis?

Dunkest NBA 2018-2019

Contrariamente a quanto riportato nella giornata di venerdì, i New York Knicks non avrebbero informato i Dallas Mavericks dell’accusa di stupro rivolta a Kristaps Porzingis.

Adrian Wojnarowski di ESPN aveva riportato che i Mavs avessero appreso della situazione durante la “trade call” con gli uffici della NBA per ufficializzare lo scambio che aveva spedito Prozingis a Dallas lo scorso 31 gennaio.

Brad Townsend del Dallas Morning Star riporta come i Knicks avessero parlato di “un tentativo di estorsione” ai danni del giocatore da parta della presunta vittima, senza citare l’accusa di violenza sessuale dietro alla richiesta di denaro. Secondo le fonti citate dal Morning Star, i Knicks erano convinti che la versione di Kristaps Porzingis corrispondesse al vero, ed avrebbero messo al corrente i Mavericks delle indagini del FBI sul tentativo di estorsione.

Ne Mark Cuban, ne coach Rick Carlisle hanno voluto commentare la vicenda, sulla quale sono ancora in atto le indagini di NYPD e FBI. L’ex allenatore di Detroit Pistons ed Indiana Pacers ha comunque precisato che la decisione di non schierare Porzingis in questa stagione non ha nulla a che vedere con le indagini in corso: “La cosa era già stata decisa tempo fa. Se (Porzingis, ndr) desidererà prendersi del tempo lontano dalla squadra o altro, certamente glielo concederemo. Sta a lui“.

Una donna di New York ha accusato Porzingis di averla stuprata la notte tra 7 ed 8 febbraio 2018, “poche ore dopo” il grave infortunio al ginocchio del giocatore lettone, allora in forza ai New York Knicks.

Tramite il suo legale, Kristaps Porzingis ha fermamente respinto ogni accusa, citando le indagini del FBI a sua difesa.

Kristaps Porzingis accusato di stupro si difende: “Tentativo di estorsione”

Una pesante accusa cala su Kristaps Porzingis, neo-giocatore dei Dallas Mavericks. Come riportato da Tina Moore nel NY Post, una donna ha accusato di stupro l’ex giocatore dei New York Knicks.

La violenza sarebbe avvenuta a New York la sera del 7 febbraio 2018, “poche ore dopo” l’infortunio che pose fine alla stagione 2017\18 di Porzingis, allora in maglia Knicks.

Come riportato nella ricostruzione della presunta vittima, Porzingis avrebbe invitato la donna, una vicina di casa, nel suo lussuoso appartamento di Manhattan e poi l’avrebbe stuprata.

La denuncia, esposta presso il dipartimento di polizia di New York, risale allo scorso giovedì. Secondo la fonte citata dal NY Post le accuse sarebbero “attendibili”, ed il ritardo nella denuncia sarebbe da attribuirsi al fatto che la vittima avrebbe negoziato per alcuni mesi un risarcimento pari a 68mila dollari.

Cifra che sarebbe servita a tacitare l’accaduto. Kristaps Porzingis ha negato ogni accusa, parlando di un tentativo di estorsione da parte della donna, estorsione sulla quale sarebbero al lavoro gli uomini del FBI.

Come riportato dal NY Post, i 68mila dollari promessi dal giocatore sarebbero serviti a coprire i prestiti universitari del fratello della presunta vittima. Porzingis avrebbe in un primo momento accettato di pagare la somma, per poi tirarsi indietro.

Kristaps Porzingis accusato di stupro si difende: “Tentativo di estorsione, FBI indaga”

Il legale del giocatore del Dallas Mavericks ha diffuso nella serata di sabato un comunicato stampa che chiarisce la posizione del proprio assistito.

Siamo informati delle accuse rivolte contro Mr Porzingis nella giornata di venerdì” Spiega il comunicato “Neghiamo con forza qualsiasi accusa. Il mio assistito ha sporto denuncia lo scorso 20 di dicembre contro la donna per un tentativo di estorsione. La National Basketball Association era inoltre stata informata già da mesi delle indagini in corso, e dalla indagini per estorsione condotte dalla polizia federale. Al momento non possiamo fare ulteriori commenti sulla vicenda“.

Come riportato da Adrian Wojnarowski di ESPN, sia la NBA che i Dallas Mavericks sono stati informati delle accuse a carico di Porzingis a seguito della trade che lo scorso 30 gennaio aveva spedito Kristaps Porzingis in Texas. Mike Bass, portavoce NBA, ha confermato che “la lega è a conoscenza della situazione

Mark Cuban, proprietario del Dalla Mavericks, non ha commentato la vicenda, come consigliatogli dalle autorità.

Il NY Post riporta una testimonianza del fratello ed agente di Kristaps Porzingis, Janis, che in un breve documentario sul percorso di riabilitazione del giocatore lettone dal lungo infortunio al ginocchio, ricorda come la sera stessa dell’infortunio, lui, i fratello Kristaps ed il preparatore atletico ed amico Manolo Valdivieso avessero passato parte della serata a bere della tequila.

Quella sera tornammo a casa” Dice Janis nel documentario “E ci bevemmo quattro shot di tequila, bevemmo ad un nuovo inizio (…) quello stato di shock (dopo l’infortunio, ndr) durò almeno un giorno e mezzo. Non ti aspetteresti mai che cose del genere possano accadere proprio a te, fu un vero shock“.

Nba Paris Game 2020, ora è ufficiale: sarà Charlotte vs Milwaukee

Nba Paris Game 2020, ora è ufficiale: sarà Charlotte vs Milwaukee

Nba Paris Game 2020 ufficializzata in queste ultime ore dalla Nba. Dopo Londra la nuova casa della Nba in Europa dal prossimo anno sarà in Francia.

Nba Paris Game 2020: le parole dei protagonisti

Dopo il successo del Mexico City del recente passato e dell’iniziativa europea svoltasi a Londra fino allo scorso gennaio, l’Nba ha deciso di “traslocare” per la partita che si svolgerà nel Vecchio Continente come già si vociferava da tempo.

Stando a quanto riportato in queste ultime ore, l’ Nba ha deciso come nuova sede l’affascinante ‘Ville Lumiére‘ come sede del match di regular season da svolgersi in Europa.

A tutto ciò si aggiunge anche la decisione delle due squadre che nel prossimo gennaio 2020 si sfideranno a Parigi: saranno i Milwaukee Bucks guidati da Giannis Antetokounmpo e soci a sfidarsi contro gli Charlotte Hornets del patron Micheal Jordan.

Il primo ad esprimere grande gioia sullo spostamento della sede europea è proprio Mr. Micheal Jordan, che ai microfoni diTheScore.com’, ha comunicato il grande entusiasmo del front-office di Charlotte intorno all’evento del prossimo anno:

Ho disputato molte partite di pre-season nella mia carriera in Francia e sono contento dell’entusiasmo che si respira qui. Noi abbiamo anche due stelle della pallacanestro francese come Nicolas Batum e Tony Parker, pronte a portar maggior supporto al nostro team in una giornata davvero speciale”.

D’altro canto, anche il leader tecnico del team del Wisconsin Giannis Antetokounmpo, ha espresso la sua felicità riguardo la scelta dei Milwaukee Bucks come avversario dei sovracitati Charlotte Hornets di coach Steve Clifford:

“L’opportunità nel disputare il primo storico match di regular season in quel di Parigi rappresenta un grande onore per noi. A Londra c’è stato grande spettacolo lo scorso gennaio, quindi toccherà a noi rendere speciale anche questa prima storica partita per la fan base presente a Parigi”.

Knicks, si allungano i tempi di recupero di Dennis Smith Jr.

Il ritorno di Dennis Smiht Jr. in campo potrebbe essere più lento del previsto. La guardia dei New York Knicks sta infatti soffrendo di alcuni problemi alla schiena e, seppur sia elencato in Game Time Decision, non rientrerà a breve.

Secondo Chris Iseman di The Record, il giocatore è stato recentemente sottoposto a MRI ed il responso non è stato positivo. I risultati hanno infatti mostrato una infiammazione ai dischi intervertebrali. Previsto dunque ancora riposo per il classe ’97 che dovrà attendere ancora qualche settimana per tornare a calcare i parquet della NBA.

Infortunio Dennis Smith Jr.: continuano i problemi in casa Knicks

Continua dunque il pessimo periodo per i Knicks che hanno l’infermeria piena visto che, oltre a Dennis Smith Jr., non sono a disposizione neanche Kevin Knox (caviglia), Allonzo Trier (polpaccio) e Noah Vonleh (caviglia). Proprio quest’ultimo si è sottoposto a MRI ed i test effettuati hanno mostrato una distorsione dell’arto ed una problematica all’osso che preoccupa lo staff medico.

Dal suo arrivo a New York, l’ex Mavericks ha collezionato 17 presenze (tutte da titolare) tenendo una media di 14.6 punti, 6 assist, 2.7 rimbalzi, 1.4 recuperi, tirando col 41.6 %, in 29.5 minuti per gara.

Smith Jr. rimarrà fuori dalla partita di giovedì sera contro i Toronto Raptors e, di conseguenza, Emmanuel Mudiay e Kadeem Allen vedranno nuovamente aumentati i rispettivi minuti, col primo che partirà nello starting five.

Jimmy Butler, direzione New York in estate? Le alternative

Jimmy Butler sarà uno dei grandi free agent estivi, e non sarà l’unica questione da risolvere per Elton Brand, General Manager dei Philadelphia 76ers.

Assieme a Butler, anche J.J. Redick ed il neo acquisto Tobias Harris saranno liberi di sondare il mercato. La volontà dei Sixers di trattenere a lungo il nucleo che da qui a maggio dovrà giocarsi l’acceso alle – quantomeno – finali di conference ad Est rimarrà invariata, a meno di disastri (ergo, eliminazioni precoci).

Come riportato però da Sean Deveney di sportingnews.com, è opinione diffusa tra diversi executive NBA che Jimmy Butler non vestirà la maglia dei Philadelphia 76ers la prossima stagione:

Dei tre futuri grandi free agent estivi per i Sixers, Jimmy Butler è colui che avrà meno probabilità di rimanere a Philadelphia a fine stagione

Butler, arrivato a novembre dai Minnesota Timberwolves, che cedendolo a Philadelphia assecondarono il desiderio dell’ex giocatore dei Chicago Bulls di competere in una squadra con ambizioni di titolo, potrebbe dunque rivelarsi a fine stagione il “sacrificato”, nei progetti di Elton Brand.

Redick, che nelle due stagioni passate a Philadelphia ha sviluppato un’intesa speciale, in campo e fuori con Joel Embiid (e recentemente anche con Ben Simmons), e Harris sono considerate due perdine fondamentali e complementari al duo di star dei Sixers, in virtù della grande capacità di aprire il campo e giocare lontano dalla palla.

Jimmy Butler, giocatore intenso e grande trattatore della palla, ha dovuto sacrificare negli ultimi mesi possessi e tiri per adattarsi al sistema offensivo di coach Brett Brown. I Sixers dei “Phantastic 5” hanno le carte in regola per una lunga corsa ai playoffs della Eastern Conference, ma sia Butler che Harris saranno in estate alla ricerca di un contratto al massimo salariale, un impegno potenzialmente onerosissimo per la proprietà dei Sixers, in vista anche del prossimo rinnovo di Ben Simmons.

Jimmy Butler, direzione New York in estate? Le alternative

Butler, 4 volte All-Star e 2 volte nominato nel secondo quintetto difensivo NBA, gode di stima incondizionata nei circoli NBA. Due le squadre che potrebbero puntare decisamente al 29enne prodotto di Marquette University: i New York Knicks ed i Brooklyn Nets.

L’arrivo di Tobias Harris potrebbe aver cambiato in maniera decisiva il panorama in casa Sixers. La posizione di Butler quale “terza punta” di un trio di stelle è dallo scorso febbraio meno scontata, e l’inserimento di Harris nel sistema offensivo di coach Brown è finora proseguito in maniera positiva (19.6 punti e 8.1 rimbalzi a partita, con il 50% al tiro per Harris nelle 18 partite sinora giocate ai 76ers, 13-5 il record di squadra).

Qualora Jimmy Butler dovesse decidere di proseguire altrove la sua caccia al titolo NBA ed all’agognato supermax contract da 157 milioni di dollari in 4 anni, le due squadre di New York potrebbero rivelarsi le alternative più plausibili.

I New York Knicks andranno in estate alla caccia di Kevin Durant e Kyrie Irving. In caso di impossibilità di raggiungere uno o entrambi tra Irving e Durant, Butler potrebbe essere la “seconda scelta” della squadra di coach David Fizdale, allenatore che pone grande attenzione a leadership ed applicazione difensiva.

I Brooklyn Nets avranno in estate spazio salariale a sufficienza per mettere sotto contratto un grande free-agent. Sistemato col rinnovo di Spencer Dinwiddie lo spot di point-guard, il GM dei Nets Sean Marks sarà chiamato a risolvere la questione D’Angelo Russell. L’ex giocatore dei Los Angeles Lakers sarà restricted free-agent in estate, ed attirerà le grandi attenzioni di più di una squadra.

I Los Angeles Clippers, tra le destinazioni “storicamente” gradite da Butler, sono una possibilità concreta. Al pari di New York, i Clippers sono garanzia di piazza di prim’ordine, ed al pari dei Nets squadra di talento ed ambizioni di alta classifica. La presenza di coach Doc Rivers, allenatore in passato di giocatori come Kevin Garnett e Chris Paul, potrebbe far pendere l’ago della bilancia in favore dei Clippers, qualora l’obiettivo numero uno del proprietario Steve Ballmer – Kawhi Leonard – dovesse sfumare.

“Zion porterebbe i Knicks dall’inferno al paradiso” Parola dell’Hall of Famer Earl Monroe

Duke University

Sarebbe come fare un salto in paradiso” Così Earl Monroe ha commentato un eventuale approdo di Zion Williamson ai New York Knicks.

Monroe, leggenda dei Knicks ed hall of famer dal 1990, ha portato un titolo NBA nella Grande Mela nel 1973, l’ultimo della franchigia. In squadra con Wilt Frazier, sconfisse alle Finals i Los Angeles Lakers di Wilt Chamberlain e Jerry West.

I Knicks avevano appena vinto un primo titolo, nella stagione 1969\70. In quel decennio era dunque molto chiaro cosa servisse per vincere, sia all’organizzazione, che ai giocatori. Per questo le parole di Monroe fanno sognare i tifosi newyorkesi.

Amerebbero il suo gioco e sono davvero pronti per questo ragazzo. Se dovesse veramente finire a New York, sarebbe incredibile per i tifosi” Così il quattro volte All-Star ha concluso la sua dichiarazione al microfono di Alex Kennedy, per Hoops Hype.

La fisicità esagerata di Zion Williamson sembra non preoccupare più gli executive NBA

Negli ultimi anni, fin da quando tutto il mondo della NBA ha iniziato a notarlo in High School, si è parlato del fisico di Zion. Se da un lato ha sempre destato stupore e ammirazione, dall’altro ha preoccupato gli addetti ai lavori delle squadre della Lega.

A 18 anni, Williamson 129 chili, una massa davvero importante anche per una stazza di 201 cm, capace di far sembrare molto, molto esili i suoi colleghi alle scuole superiori e al college.

I dubbi riguardo tutto questo erano tanti: in che stato può arrivare un fisico del genere sostenendo i ritmi NBA anche solo fino a 25 anni? Il gioco messo in mostra dal giovane talento, tra le altre cose, non è affatto statico, ma fortemente dinamico. Questo si presentava come un ulteriore pericolo per la sua situazione apparentemente al limite.

Ancora Alex Kennedy ha riportato:

C’erano alcuni executive preoccupati che il suo peso potesse diventare un rischio? Che, se fuori controllo, lo portasse a infortuni gravi e a ledere il suo atletismo? In ogni caso, dopo aver visto la sua passione per lo sport e la sua dedizione al lavoro, non sono più in dubbio su questo. Si è diffusa la convinzione di poter tenere il suo peso sotto controllo

Jazz, Mitchell e la lezione del secondo anno: “Difficoltà inaspettate, Frank Ntilikina ha solo bisogno di una chance”

Jazz-Thunder

Gli Utah Jazz di Donovan Mitchell non usano alcun riguardo per i New York Knicks, e passano con un netto 137-116 al Madison Squadre Garden di NY.

I Jazz di coach Quin Snyder segnano 74 punti nel solo primo tempo, e chiudono la partita con un pesantissimo 20 su 42 al tiro da tre punti. Rudy Gobert è perfetto dal campo e chiude con 7 su 7 al tiro e 18 punti. Donovan Mitchell ne aggiunge 30 in soli 28 minuti d’impiego.

I New York Knicks, reduci da un periodo di 7 trasferte nelle ultime 9 gare e privi di Allonzo Trier, non oppongono resistenza. L’unica nota positiva della serata per coach David Fizdale è Mitchell Robinson, che con la sua 29esima partita consecutiva chiusa con almeno una stoppata a segno eguaglia il record di franchigia per un rookie, appartenuto a Patrick Ewing.

Frank Ntilikina, scelta numero 8 al draft NBA 2017 ed “oggetto misterioso” dal giorno successivo al suo arrivo a New York, è stato costretto a saltare il confronto diretto con Mitchell, la stellina dei Jazz selezionata sole 4 chiamate più tardi nello stesso draft.

Un problema muscolare ha tenuto fuori Ntilikina per quasi due mesi. L’ex giocatore del SIG Strasbourg potrebbe però fare presto ritorno in campo, dopo il canonico periodo di rodaggio con i Westchester Knicks in G-League.

Donovan Mitchell, nativo di New York, ha voluto comunque manifestare il proprio supporto al collega di draft, incoraggiandolo e lodandone le doti difensive: “(Frank, ndr) è un grande difensore. L’anno scorso è stato uno dei difensori più tosti che mi sia trovato di fronte. Al Madison la stagione scorsa mi ha praticamente bloccato, nel secondo tempo, quando è passato in marcatura su di me (…) ha solo bisogno di una possibilità. Quando l’avrà, la saprà sfruttare

Donovan Mitchell: “Impreparato alle sfide del secondo anno”

Dopo la vittoria di New York, gli Utah Jazz (42-29) salgono al quinto posto nella Western Conference.

Un calendario spietato, e le difficoltà di Mitchell dopo la prima ed entusiasmante stagione in carriera, avevano trascinato i Jazz temporaneamente lontani dalla zona playoffs (14-17 il 17 dicembre scorso) nella prima parte di stagione.

Donovan Mitchell ha riconosciuto gli errori commessi, derivati dalla troppa fiducia nei propri mezzi:

Coach Snyder mi aveva avvertito, dicendomi che il secondo anno sarebbe stato del tutto diverso. Ma una cosa è sentirselo dire, un’altra è viverlo, è un passaggio che devi attraversare e da cui trarre esperienza. Il coach mi aveva avvertito che sarebbe accaduto, io non me lo aspettavo (…) il supporto dei miei compagni è stato decisivo. Loro sono speciali, mi hanno aiutato tantissimo ed ora siamo di nuovo dove volevamo essere

Un Mitchell troppo irruento e prevedibile in attacco aveva faticato a trovare ritmo e tempi di gioco corretti. Nei primi due mesi di regular season il suo rapporto assist-palle perse ha viaggiato pericolosamente attorno all’1:1, e le percentuali al tiro in ribasso rispetto alla sua stagione da rookie: “Quest’anno è tutto diverso. Devi stare concentrato ogni singola partita, le difese ti rendono la vita dura su ogni possesso. I consigli che ho ricevuto da James Harden, da Kobe (Bryant, ndr), da Chris Paul mi hanno aiutato a capire come uscirne. Il secondo anno mi aveva colto di sorpresa“.

In 10 partite sinora giocate nel mese di marzo, Donovan Mitchell sta viaggiando a 34.5 punti a partita. Marzo sarà il terzo mese consecutivo chiuso con almeno 25 punti di media, dopo un inizio di stagione condotto a poco più di 20. La percentuale al tiro è salita sino al 45%, dopo una prima parte di stagione da 42%, aumentati di un punto percentuale gli assist (4.7 tra gennaio e marzo) a fronte di un invariato numero di palle perse (3.2).

Ho variato ritmo di gioco e cercato di guadagnarmi più viaggi in lunetta, un altro consiglio che giocatori come Harden e Dwyane Wade mi hanno dato. Gli ultimi due anni sono stati pazzeschi per me: ho cercato di assimilare e fare mie tutte le cose che mi sono state dette, ho cercato di imparare il più possibile. Ora siamo in una buona posizione ed in salute, dobbiamo solo scendere in campo e giocare