Gli Charlotte Hornets in cerca di acquirenti per Nicolas Batum e Frank Kaminsky

Nicolas Batum infortunio

Gli Charlotte Hornets sarebbero “disperatamente” cercando di muovere il pesante contratto dell’ala francese Nicolas Batum, come riportato da Sean Deveny di Sporting News.

ll front office degli Hornets, guidato dal neo-General Manager e Presidente Mitch Kupchak, starebbe pensando ad un pacchetto incentrato su Batum e sul lungo da Wisconsin Frank Kaminsky.

Nicolas Batum è attualmente al terzo anno di un quinquennale da 120 milini di dollari complessivi, che prevede una player option sull’ultimo anno (2020\21). Kaminsky diventerà invece free agent al termine della stagione.

Giunto alla sua ottava stagione NBA, Batum sta vivendo una stagione sottotono. Gli 8.8 punti a partita rappresentano il minimo in carriera dalla stagione 2008\09, la prima oltreoceano. Minutaggio, usage percentage, assist a partita e percentuale ai tiri liberi sono ai minimi dalla stagione 2012\13, giocata con la maglia dei Portland Trail Blazers.

Numeri che stonano, se rapportati al tipo di contratto. Sin dal suo ingresso nella NBA (25esima prima scelta ssoluta al draft NBA 2008 dei Portland Trail Blazers, via Houston Rockets), Batum si è sempre distinto quale giocatore versatile, buon difensore e discreto tiratore dalla lunga distanza (35.6% in carriera, 40.2% nella stagione in corso).

Frank Kaminsky, ala-centro al quarto anno, ha faticato in questa stagione a ritagliarsi il proprio spazio nelle rotazioni di coach James Borrego. La crescita di Willy Hernangomez e del rookie Miles Bridges ha tolto minuti ad un giocatore che nella stagione 2017\18 aveva viaggiato a 11.1 punti e 3.6 rimbazli a gara, in circa 23 primi di gioco.

Sean Deveney riporta come nel 2015, in sede di draft, Michael Jordan – proprietario degli Charlotte Hornets – avesse rispedito al mittente un’offerta dei Boston Celtics per i diritti di scelta su Kaminsky, incentrata sulle scelte numero 15 e 16 dello stesso draft (Kelly Oubre Jr e Terry Rozier) ed una futura prima scelta (Boston avrebbe poi selezionato Jaylen Brown l’anno seguente).

Gli Charlotte Hornets sono al momento titolari di uno dei payroll più pesanti dell’intera NBA. Giocatori come Batum, Marvin Williams, Bismarck Biyombo e Cody Zeller saranno a libro paga in questa stagione per oltre 70 miloni di dollari. La star della squadra Kemba Walker e la guardia Jeremy Lamb diverranno free agent a partire dal prossimo 1 luglio.

L’infortunio del centro titolare Cody Zeller (frattura della mano destra e stop di 4-6 settimane per l’ex Indiana Hoosiers) potrebbe aprire spazi per Kamimsky, dando l’opportuntà al GM Mitch Kupchak di mettere in mostra il prodotto di Wisconsin ed ex Baskteball Player of the Year (2015).

Tegola per gli Charlotte Hornets: si ferma di nuovo Nicolas Batum

Batum dei Charlotte Hornets

Nicolas Batum dopo aver saltato quasi tutto il primo mese di questa regular season, è costretto a un nuovo stop per infortunio.

Piove sul bagnato in casa Charlotte Hornets. La squadra allenata da coach Steve Clifford era attesa da un nuovo cambio di tendenza in questa stagione, ma finora non sta andando come previsto.

Nicolas Batum ancora fermo: ignoti i tempi di recupero

In quest’ultima settimana gli Hornets hanno perso contro i Chicago Bulls guidati da coach Fred Hoiberg, vincendo successivamente con la rivelazione della Western Conference Minnesota e con i traballanti Los Angeles Clippers.

La striscia di due vittorie consecutive però è culminata prima della pausa nel match perso contro i Washington Wizards di coach Scott Brooks; complice anche l’assenza della guardia francese Nicolas Batum.

L’ex giocatore dei Trail Blazers è stato assente dai campi per le prime dodici partite di questa stagione, ma dopo appena cinque partite dal suo rientro ci sarebbe un nuovo infortunio in vista per il giocatore transalpino.

Stando a quanto riportato da Rick Bonnell insider del ‘Charlotte Observer‘, Nicolas Batum dovrà stare di nuovo lontano dai campi a causa di una contusione al gomito operato in questa preseason. Lo staff medico della franchigia del North Carolina non ha ancora reso ufficiali i tempi di recupero.

 

Charlotte Hornets: Timeless

Il criminale Garcia Flynn, a capo di una squadra di terroristi, ruba una macchina del tempo dal laboratorio dell’industria Mason con l’intento di cambiare gli eventi del passato per distruggere gli Stati Uniti d’America e Reatten House. Al che, viene formata una squadra formata da una professoressa di storia, un militare e uno scienziato dell’industria per ammazzare Garcia Flynn e ed evitare che cambi la storia. Il criminale viaggia nelle date significative per la nascita degli States, cercando di cambiare gli avvenimenti principali che hanno portato gli USA a essere una potenza mondiale.  Tutto ciò succede nella serie tv Timless ma, indietro nel passato ci vogliono tornare pure i Charlotte Hornets.

La franchigia gioca la prima partita in NBA nel 1988 con il nome di Charlotte Hornets e con sede a Charlotte, in Nord Carolina. La prima loro apparizione ai playoff avviene nella stagione 1992/1993 con un trio di emergenti (Larry Johnson, Alonzo Mourning e Muggsy Bogues), che dopo aver battuto allo scadere i Boston Celtics al primo turno escono al secondo contro i New York Knicks. Nella stagione successiva vengono eliminati al primo turno dai Chicago Bulls di MJ. Nel 1996 ci sono da registrare gli arrivi di Mason e Divac. Nel 1997 escono sempre al secondo turno, sempre con i fenomenali Bulls della coppia Jordan-Pippen, mentre nel 2000 sono i Philadelphia Sixers di Allen Iverson a battere la franchigia di Charlotte. La prima vittoria ai playoff del nuovo secolo per gli Hornets arriva l’anno dopo, quando battono i Miami Heat al primo turno, ma escono al secondo con i Milwaukee Bucks. Nel 2002 i calabroni raggiungono di nuovo la semifinale di Conference, dopo aver battuto gli Orlando Magic, ma non riescono a superare i Nets (anche a causa di un arbitraggio discutibile).

 

Larry Johnson, Muggsy Bogues e Alonzo Mourning: lo storico trio degli Hornets anni ’90.

Nella stagione 2002/2003 si cambia denominazione passando da Charlotte Hornets a Bobcats (lince rossa). Da quella stagione il team, tra alcune annate sfortunate e altre disastrose, fatica ad arrivare traiprime otto, cosa che tra il 2003 al 2015 riesce una sola volta (l’anno del cambio di società con da Robert Johnson a Michael Jordan), dove però escono al primo turno con un sonoro 4-0. Nel 2015 si ritorna al vecchio nome, anche grazie alla squadra di New Orleans che lascia ai Charlotte la denominazione Hornets per passare a Pelicans. La stagione successiva la squadra ritorna nei play off, uscendo però al primo turno. Ora sta al coach Steve Clifford e alla sua squadra riportare la franchigia nella parte alta della classifica di Conference e compiere questo tuffo nel passato, che molti aspettano da anni, ripercorrendo le orme di quella grande squadra degli anni ’90. L’impresa sarà tutt’altro che facile.

Clifford guiderà gli Hornets per la quinta stagione consecutiva. L’ex vice allenatore dei Knicks, Rockets, Magic e Lakers non è riusco a sfondare come giocatore, ma si sta creando una discreta carriera come allenatore. Il roster non è certo dei più competitivi, ma nella Eastern Conference diverse squadre si sono indebolite. La star della franchigia è il playmaker Kemba Walker, scelto con la nona chiamata assoluta nel draft del 2011. L’anno scorso ha fatto il definitivo salto di qualità, venendo consacrato dalla partecipazione al suo primo NBA All-Star e dalla vittoria del NBA Sportsmanship Award. Kemba è un giocatore atletico, con buone doti offensive e un gran carisma degno di un leader. Non a caso è il giocatore intorno alla quale gli Hornets hanno deciso di ricostruire la squadra per tornare a essere competitivi. Altro giocatore di spessore nel roster è Nicolas Batum, il francese è un giocatore esperto e che sia in con la nazionale, sia con le squadra nelle quali a giocato è sempre stato fondamentale. L’ex Blazer è un’ala piccola riadattabile anche come guardia, con un eccellente tiro da tre e un spiccata abilità difensiva. Il quintetto base dovrebbe presentare come ali il giovane e talentuoso americano Michael Kidd-Gilchrist, giocatore fisico e abile in fase di marcatura e il veterano Marvin Williams, nonostante l’età è capace di fare la differenza e prezioso per far cresce i giovani della squadra. Mentre il centro sarà il neo acquisto della franchigia, Dwight Howard. alla sua quindicesima stagione in NBA, nelle quali ha collezionato diversi premi personali. Dwight, non è più straripante come un tempo, ma può ancora dire la sua sotto canestro e a rimbalzo, senza dimenticare che può essere ancora uno migliori difensori della lega. Il sesto uomo sarà probabilmente Frank Kaminsky, che farà rifiatare Howard allargando il campo per liberare l’area. Altri giocatori che avranno un minutaggio importante, uscendo dalla panchina, saranno l’ex playmaker dei Bulls Michael Carter-Williams, il rookie Malik Monk e l’eterna promossa Jeremy Lamb.

Kemba Walker sarà il fulcro del gioco della squadra. La star del Bronx è un formidabile attaccante, ottimo assistman (5.5 a partita) e un cecchino dall’arco dei 3 punti (39.9%). Le qualità di trovare il compagno libero serviranno per armare due abili tiratori dal perimetro (come Marvin Williams e Nicolas Batum) o cercare l’umo libero in area. Walker, a partita in corso, potrebbe sprigionare tutto il suo potenziale in modalità off the ball, con Carter-Williams come compagno di reparto. Howard sarà importante in situazioni di pick and roll e quando bisognerà per forza di cose banchettare nel pitturato.  Fondamentale sarà l’apporto di Kaminsky: Frank, rispetto all’ex Atlanta Hawks, ha un miglior tiro dalla media, ma è meno dominante a rimbalzo. Chiaro che anche quest’anno i dogmi saranno: difendere, conquistare rimbalzi (non a caso è arrivato un rimbalzista come Howard e sono stati confermati difensori e rimbalzisti) e ripartire in campo aperto con i velocisti. I tiri dal perimetro saranno l’arma in più di una squadra che difficilmente costruirà lunghe trame di gioco, ma giocherà di rimessa. Vista la poca utilità in fase creativa dei lunghi del quintetto sarà principalmente Walker a chiamare gli schemi. Tuttavia, se venisse ben marcato, potranno crearsi problemi nella costruzione di gioco: a quel punto  potrebbe pensarci Batum, con le sue discrete doti da passatore, a dare verve alla manovra. Altrimenti c’è sempre Carter-Williams, che però viene da una stagione negativa con i Bulls (6.6 punti, 2.5 assist di media giocando 18.5 minuti a partita e tirando con il 23.4% da 3).

 

Walker sa decidere in un lampo se andare a concludere a canestro o servire un compagno ben piazzato.

Le premesse per far bene ci sono, non sarà facile visto che la squadra non è cambiata molto rispetto a quella della passata stagione fallimentare. Quest’anno le stelle hanno voglia/bisogno di far bene e il livello a est si è abbassato. Quindi è possibile che gli Hornets raggiungano i playoff. (anche se magari occupando uno degli ultimi slot). Possibile dunque un incremento dell’ultimo score, ossia 36-46.

Nicolas Batum non ci sarà ad Eurobasket 2017

Batum dei Charlotte Hornets

La Francia dovrà fare a meno di un pezzo grosso, Batum ha deciso di rinunciare agli europei di basket che si terranno a fine estate.

Dopo l’annuncio nello scorso settembre di Tony Parker, anche Nicolas Batum decide di rinunciare ad Eurobasket 2017. Un colpo abbastanza pesante per la Francia, che perde così due dei componenti più forti dell’organico. Il giocatore degli Charlotte Hornets aveva già reso pubblici alcuni dubbi sulla sua possibile partecipazione in un’intervista rilasciata a Bein Sport e ieri, dopo la sconfitta per 114 a 121 contro i Boston Celtics, ha ufficializzato la sua scelta.

Le motivazioni dell’ala piccola sarebbero quelle di volersi concentrare sulla prossima stagione con gli Hornets, passando l’estate ad allenarsi solo in ottica campionato NBA, senza distrazioni, comunque pesanti per un giocatore professionista, quali la nazionale.

Batum ha giocato in questa stagione 75 gare, viaggiando con una media di 15.4 punti, 6.3 rimbalzi e 5.9 assist per gara. Una delle sue annate migliori questa, anche se non riuscirà a raggiungere l’obbiettivo playoff con Marco Belinelli e compagni. Gli Hornets sono infatti undicesimi con un record di 36 vinte e 44 perse, matematicamente fuori dalla lotta per l’ottavo posto.

American Dream: i migliori europei della NBA 2016-17 (parte prima)

American Dream/ NBA. Due termini accostabili, per motivi geografici, dato che entrambi ci rimandano agli Stati Uniti d’America, me anche per una sorta di parallelismo ideologico. Il sogno americano di chi decide di trasferirsi aldilà dell’Oceano per inseguire le proprie aspirazioni, per realizzare i propri progetti. E perché un italiano, un francese, un serbo o magari un greco (no, non è una barzelletta) dovrebbero andare proprio nel Paese dalla bandiera a stelle e strisce per inseguire i propri sogni? Semplice, perché questa è l’immagine che noi europei abbiamo sempre avuto di quella sorta luogo meraviglioso che sono gli USA; una nazione che dà opportunità a tutti e che le dà nei modi e nelle maniere migliori. Conferisce un ideale di speranza, la speranza di potercela fare, aiutati dall’ambiente che ci circonda, perché quello è il migliore per fare ciò che vogliamo fare.

E cosa c’entra la NBA? La NBA è la lega di pallacanestro migliore al mondo, è lì che tutti i giocatori  professionisti puntano ad arrivare, anche quelli europei che magari giocano al livello altissimo dell’Eurolega, perché sanno che, per essere sempre ricordati nella storia del basket, bisogna fare bene nella patria dello sport più bello del mondo. E proprio negli ultimi anni è esponenzialmente aumentato il numero di giocatori europei presenti nella NBA e i loro numeri ci dicono che fanno sempre meglio. E allora perché non domandarsi quali siano i migliori dieci giocatori europei della stagione? D’altronde c’è da andare fieri della conquista delle Americhe, dal punto di vista cestistico, si intende. VAI AL PROSSIMO>>>>

Andrea Bargnani è stato il primo europeo ad essere prima scelta assoluta nel Draft NBA

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Da Hill a Gasol, ecco il quintetto più sottovalutato di questa stagione

Marc Gasol vs Wiggins e Towns

Siamo ormai a metà di questa regular season targata 2016/2017, ed è quindi tempo di primi bilanci. Oggi proveremo a stilare il quintetto (più sesto uomo di lusso) di giocatori sottovalutati ai blocchi di partenza, ma che invece ora stanno facendo la differenza. Ecco i 6 talenti pronti a divenire All-Star in un futuro, a dir la verità, non troppo lontano.

George Hill

Ruolo: Point Guard
Stats: 19 punti, 4.2 assist, 3.7 rimbalzi, 54.7% dal campo (47.5% da tre)
C’era molta attesa nel vedere all’opera Hill in quel di Utah e finora il numero 3 non sta affatto deludendo le aspettative; l’ex Pacers infatti sta giocando la miglior pallacanestro della sua carriera, in maglia Jazz. Leader dentro e fuori dal campo, sta trascinando i mormoni ai playoffs a suon di canestri. Tuttavia i ricorrenti infortuni (solo 14 partite giocate su 36) ne stanno limitando la stima generale e principalmente la crescita personale.

Guardia tiratrice>>>

George Hill Jazz
George Hill Jazz

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Good Charlotte

Kemba Walker

“Another day for all the suits and ties, another war to fight”
Good Charlotte; We Believe

L’introduzione è facile, facilissima, banale, persino scontata e ovvia: la Carolina, tra Nord e Sud, non ha grande tradizione a livello di palla a spicchi professionistica. Universitaria di sicuro, tra North Carolina, North Carolina State e Wake Forest. Ma non professionistica. Peraltro sempre con sede a Charlotte.
Ci hanno provato gli Hornets una prima volta, e sappiamo come sono finiti. Anzi, dove: a New Orleans. Ci hanno provato i Bobcats: primo canestro della loro breve vita segnato da uno che come nome di battesimo fa, le coincidenze, Primoz (Brezec) e un solo viaggio ai playoff, nel 2010 sotto coach Bobby Brown e guidati in campo da Stephen Jackson e Gerald Wallace. Nel giro di un annetto o giù di lì, giubilati tutti e tre.
Poi di nuovo Hornets, e stavolta pare stia andando meglio. E allora, bene Charlotte, noi ci crediamo. Tradotto: Good Charlotte, We Believe.

Difesa da ufficio

Ci perdonerete il malsano gioco di parole di prima, legato al nome di una band punk rock i cui membri provenivano da una zona non molto distante da questa (il Maryland, per essere precisi). Riferimenti musicali a parte, gli Hornets sono partiti veramente forte in questa stagione, e trovare un modo per arrestarne la corsa sta diventando un rebus per molti. Il terzo posto nella graduatoria orientale è sostanzialmente meritato, e mentre le avversarie dirette sono parecchio ondivaghe, la continuità di risultati al momento sorride agli uomini di Michael Jordan.
Che (iniziamo con le note dolenti) soffrono una certa difesa d’ufficio, nel senso che nella propria metà campo sembrano quei dipendenti che si limitano a sedersi al proprio posto, fare il minimo sindacale e aspettare che giunga il rompete le righe.
Intendiamoci, non è una difesa completamente colabrodo, se no staremmo parlando di tutt’altro record. Si basa sull’essere attiva sempre e statica mai, sul cercare l’anticipo e contestare il tiro al proprio avversario da parte di ogni difensore e sulla necessità di chiudere il pitturato, di ingorgarlo, da parte di tutti e cinque gli uomini in retroguardia. Il problema è che molto spesso e molto volentieri un simile atteggiamento non è accompagnato dalla cattiveria agonistica, dal tremendismo, dalla fame necessaria per far sì che l’avversario non spanieri quando gli garbi.
Il risultato è che la difesa di Charlotte spesso viene aggirata tramite backdoor, ricezione sui tagli, o ancora peggio passaggi nel cuore dell’area su cui i difensori non reagiscono prontamente perché concentrati nel ricercare la palla, più che nel coprire l’attaccante per impedire il passaggio assassino stesso. Un sistema come questo aiuta moltissimo a coprire le lacune dei singoli… a patto che venga orchestrato correttamente, altrimenti si arriva a quei momenti in cui i difensori si ingorgano tra loro e gli attaccanti pasteggiano.
Sky… Walker?

Per restare in tema di Star Wars. Kemba non sarà Luke perché gli manca quel “Sky-” nel cognome, ma da quanto sembra passeggiate nel cielo non ne disdegna, anzi. Fosse solo quello, il problema (per gli altri).
Sì, perché il meneur titolare degli Hornets non si sa proprio come fermarlo. Organizza l’attacco, detta i ritmi, si crea il tiro da solo e lo segna pure, non importa la posizione. Ah, e quando non ha modo di concludere, pesca l’uomo libero.
Talvolta quell’uomo libero è Cody Zeller il cui pick&roll con il buon Kemba è la conditio sine qua non per l’offensiva dei Calabroni. Zeller è il tipico prodotto da Indiana University: fondamentali adamantini, dai piedi educati e mani parimenti, sa muoversi orizzontalmente e verticalmente lungo il parquet, e sui cambi di marcatura è in grado di stare con il piccolo. Unico neo, la discontinuità ma siccome i lunghi crescono più tardi e lui di anni ne conta solo ventiquattro possiamo andare sul sicuro.
Un attacco costruito su quest’asse, con in più un Batum a portare punti di rottura, improvvisi, e un Kaminsky in grado di mettere palla per terra come farebbe un esterno, non può che essere l’arma principale su cui costruire le proprie fortune. La relazione tra play e centro è proprio la fonte principale: dalla loro danza in blocco e giro Kemba decide se rifinire da solo o se scaricare alla batteria di tiratori appostati sul perimetro.
L’alternativa alla zingarata in area è la circolazione perimetrale per cercare il tiro nella posizione migliore, ma attenzione, sempre di alternativa si tratta: come prima opzione infatti l’azione prevede  l’avvicinamento a canestro (quasi sempre nella maniera sopra descritta) previa organizzazione e distribuzione in tutte le zone del parquet. Queste verranno occupate in modo che gli Hornets abbiano una corretta spaziatura per trovarsi tra loro e contemporaneamente impedire alla difesa di stringere e togliere varchi.
Un penetratore avrà a disposizione sempre un cecchino fuori dall’arco e anzi, spesso quest’ultimo sarà chi qualche secondo prima gli ha portato un blocco, così come troverà sempre un tagliante nel cuore dell’area pronto a ricevere l’eventuale passaggio.

Prospettive

Ora come ora è difficile pensare a dove potranno arrivare gli Hornets. Certo la stagione che stanno vivendo è esaltante, fino a questo momento, ma se non saliranno di colpi e non inizieranno a sbucciarsi maggiormente le ginocchia in difesa la bella regular season sarà vanificata da una post season deludente. Fortunatamente, Charlotte ha un capoccia che in merito al tremendismo due o tre dritte può darle. No, MJ?

Charlotte Hornets: uscire dalla palude

Hornets-Knicks Kemba Walker

Gli Charlotte Hornets sono partiti col piede giusto in questa stagione. Dopo le prime sei partite, il record è 5-1. La sconfitta è avvenuta contro i Boston Celtics per 98 a 104. La squadra del nord Carolina ripartiva dall’eliminazione in 7 gare, contro i Miami Heat al primo turno playoff. L’obiettivo stagionale è il secondo turno playoff ed è tutt’altro che irrealizzabile.

Come sono cambiati gli Hornets in estate?

I giocatori che sono partiti sono: Jeremy Lin, Al Jefferson, Courtney Lee, Troy Daniels, Jorge Gutierrez e Tyler Hansbrough. I nuovi innesti: Roy Hibbert, Marco Belinelli, Brian Roberts, Christian Wood e Ramon Sessions.

Il mercato è stato da 6-6,5. Le perdite di Lin e Jefferson sono state compensate come meglio si poteva, anche se un giocatore come Hibbert, sembra in fase calante. Se gli Hornets vinceranno le scommesse, la offseason sarà valutata positivamente. Belinelli è l’uomo che esce dalla panchina che mancava lo scorso anno. E’ vero che la palla in mano non la può tenere come Lin o Walker, ma le doti di passatore dell’italiano sono spesso sottovalutate. Sotto canestro invece, Hawes, Kaminsky e Zeller dovranno dimostrare di essere migliorati così da poter offrire soluzioni diverse a coach Clifford.

Il ritorno di Michael Kidd Gilchrist

Il salto di qualità passa da Kidd Gilchrist. In un, già ottimo, sistema difensivo, il ritorno di un grandissimo difensore può far uscire la squadra dalla palude. E’ in grado di marcare qualsiasi tipo di avversario e insieme a Marvin Williams e Roy Hibbert potrebbe formare un trio di difesa davvero notevole. In attacco con il tempo è migliorato, adesso anche nella metà campo offensiva può essere determinante il suo apporto. Non a caso figura in 4 dei 5 quintetti più usati in questo avvio di stagione. Per diventare una squadra competitiva ad Est e passare un turno playoff, gli Hornets devono passare da lui.

Anche perché, l’applicazione e la tigna non mancano di certo al numero 14.

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 Un italiano alla corte di MJ

Dopo la stagione a Sacramento, a dir poco opaca, Belinelli sta cercando di tornare ai suoi livelli in quel di Charlotte. Lui stesso ha raccontato dell’emozione provata quando Michael Jordan lo ha chiamato al telefono, per dargli un benvenuto speciale. Segno di come il proprietario degli Hornets creda in Marco. L’italiano sta ripagando la fiducia, con discrete prestazioni. Sta tirando malino da 3 punti, ma per il resto le sue stats sono in linea con quelle degli anni pre-Kings.

Non benissimo da 3 punti, ma il resto è buono finora.

Ovviamente dopo soltanto 4 partite è impossibile dare una valutazione approfondita, però nonostante 1.5 assist a partita, la palla la sta passando di più e questo è dovuto al sistema di Clifford. Infatti anche la maggior parte dei canestri realizzati dal Beli finora, sono arrivati dopo vari passaggi e movimenti ben studiati.

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Lo stile di gioco

Gli Hornets non saranno premiati come la squadra più bella da vedere del 2016-17, questo è poco, ma sicuro. La solidità difensiva è la base del gioco di Clifford. “Tutto parte dalla difesa” è un mantra che i suoi giocatori devono imparare subito. Da delle buone azioni nella propria metà campo, si può partire per contropiedi veloci e canestri in transizione.

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Altro punto fondamentale sono i rimbalzi difensivi, lo scorso anno Charlotte era prima nella NBA con il 79.8% catturati. Il pace della squadra nel 2015-16 è stato di 97.80, un numero di possessi non elevato, ma neanche tra i più bassi della lega, 18esimo. Il pace in questo inizio d’anno sembra essere leggermente aumentato, ma lo si potrà capire realmente con il corso dei mesi. Una differenza rispetto allo scorso anno, la si trova nettamente nelle palle perse. L’anno scorso gli Hornets erano la franchigia con meno turnovers della lega, adesso sono quella con più TO della NBA. La tendenza a perdere più palloni la si può spiegare con il numero di possessi che è leggermente aumentato, ma non basta. Sicuramente i dati cambieranno, ma sarà difficile vederli a fine anno come miglior squadra per palle perse. Un’altra nota dolente è il numero degli assist a partita, dato che per Charlotte non è male, anzi. Considerando però l’assenza di una superstar, dovrebbe aumentare ancor di più, così da limitare questa assenza.

Conclusioni

Il GM Rich Cho potrebbe scambiare uno tra Lamb, Zeller o addirittura Kaminsky, per arrivare ad una guardia di livello. Non è detto, ma potrebbe succedere. Gli Hornets già così possono arrivare all’ottava/settima casella e poi ai playoff sono in grado di lottarsela con tutti, perché sono abituati ai ritmi playoff. Sarà difficile vedere una squadra bella e frizzante, ma in compenso sarà facile vedere una difesa solida e un attacco concreto. Il destino della franchigia arà deciso nei prossimi anni. In caso di crescita costante si potrà pensare di prendere una superstar per tentare la scalata nella Eastern Conference-

FREE AGENCY LIVE: Lakers, preso Mozgov! DJ Augustin ai Magic, Batum resta a Charlotte

Con la mezzanotte scatterà ufficialmente la free agency 2016. NBA Passion seguirà e riporterà tutti i rumors provenienti dalle principali fonti americane, aggiornando puntualmente tutte le notizie dei mercato

01/07/2016

Heat-Wade, ore 12.55

Dwayne Wade sarebbe scontento circa le negoziazioni del rinnovo coi Miami Heat: San Antonio Spurs e Dallas Mavericks alla finestra. (Miami Herald)

Mavs-Conley, ore 12.50

I Dallas Mavericks offriranno il massimo salariale a Mike Conley per convincerlo a sposare il loro progetto. (Mavsmoneyball)

Deng-Twolves, ore 11

I Minnesota Timberwolves incontreranno Luol Deng nella giornata di Sabato (Darren Wolfson)

Whiteside, ore 10.45

Hassan Whiteside ha comunicato che annuncerà la sua decisione nella mattinata americana tramite Snapchat

Smith-Pistons, 10.20

Ish Smith ha raggiunto un accordo triennale con i Detroit Pistons

Drummond-Pistons, 10.15

I Detroit Pistons e Andre Drummond sono vicini all’accordo: si parla di 130 milioni in 5 anni (Marc Stein)

Batum-Hornets, 10.00

Nicolas Batum ha raggiunto l’accordo con gli Hornets per 120 milioni in 5 anni (Shams Charania)

Clarkson-Lakers, 9.55

Jordan Clarkson ha raggiunto un accordo quadriennale con i Los Angeles Lakers per 50 milioni (Shams Charania)

DJ Augustin-Magic, 9.50

DJ Augustin ha raggiunto l’accordo con i Magic (Woj)

Waiters-Kings, 9.30

I Sacramento Kings sembrano interessati alla guardia ex-Oklahoma City Thunder. Ci potrebbe essere un incontro nelle prossime ore.

Bazemore-Rockets, 9.15

Il giocatore ha incontrato gli Houston Rockets ma non c’è stato nessun accordo tra le due parti. Si attendono sviluppi nelle prossime ore.

Noah-Knicks, 9.00

Il giocatore, precedentemente ai Chicago Bulls, sembra ad un passo dai Knicks. Lui, franco-statunitense nato a New York, accetterebbe volentieri l’offerta di Phil Jackson e firmerebbe un contratto da 70 milioni per 4 anni.

Whiteside-Heat, 7.30

E’ terminato l’incontro tra il centro e l’entourage dei Miami Heat, fumata nera. Whiteside inconterà i Dallas Mavericks nelle prossime ore.

DeRozan-Raptors, 8.10

La guardia giocherà ancora nella franchigia canadese: le parti hanno raggiunto un accordo. L’offerta è di 137.8 milioni di dollari per 5 anni.

Deng-Jazz, 6.50

Gli Utah Jazz hanno messo nel mirino il cestista degli Heat, Luol Deng. L’inglese è unrestricted free agent è con una buona offerta potrebbe abbandonare Miami.

Parsons-Blazers, 6.35

Il cestista dei Dallas Mavericks è stato raggiunto dall’entourage dei Portland Trail Blazers che gli hanno offerto un quadriennale al massimo salariale.

Beal-Wizards, 6.20

La guardia dei Washington Wizards giocherà ancora nella capitale statunitense: Beal ha firmato un quinquennale da 128 milioni di dollari.

Mozgov-Lakers 6.10

E’ arrivata anche l’ufficialità: Mozgov è un nuovo giocatore dei Los Angeles Lakers. Ha firmato un quadriennale da 65 milioni.

Mozgov-Lakers 6.01

L’ex centro dei Cleveland Cavaliers è stato subito raggiunto dal General Manager dei Los Angeles Lakers, Mitch Kupchak. Le parti sembrano essere molto vicine.

30/06/2016

Rondo-Nets, ore 23.30

I Brooklyn Nets, dopo aver tagliato Jarrett Jack, hanno fissato un incontro con Rajon Rondo per l’inizio della free agency (Brian Lewis)

Anderson-Nets, ore 23.00

I Brooklyn Nets hanno manifestato interesse verso Ryan Anderson dopo aver perso Thad Young, ceduto agli Indiana Pacers (Micheal Scotto)

Durant-Thunder, ore 22.45

Al 90% Kevin non si muoverà da Oklahoma“, Questa la confidenza di un amico di lunga data del giocatore (The Undefeated)

Jack-Nets, ore 22.30

I Brooklyn Nets hanno deciso di tagliare Jarrett Jack. (Marc Stein)

Lakers-Whiteside, ore 22.00

I Los Angeles Lakers non incontreranno Hassan Whiteside.  (Alex Kennedy)

Turner-Knicks, ore 21.50

I New York Knicks sono tra le squadre che incontreranno Evan Turner all’inizio della free agency (Ian Begley)

Whiteside-Mavs, ore 21.20

Hassan Whiteside sceglierà entro 24-36 ore in quale squadra giocare, dopo aver incontrato la dirigenza dei Mavs, Blazers e Heat. Il centro sceglierà tra queste tre squadre: nessuna possibilità per le altre pretendenti

Batum-Mavericks, ore 20.30

Nicolas Batum incontrerà i Dallas Mavericks durante la free agency. La squadra texana è alla ricerca di un giocatore capace di sostituire Chandler Parsons (ESPN)

Durant-Clippers, ore 20

I Los Angeles Clippers, in vista dell’incontro con Kevin Durant di domani, si presenteranno con Doc Rivers, il proprietario Steve Ballmer, Chris Paul, DeAndre Jordan e Blake Griffin. Intanto OKC, dopo l’incontro di oggi, spera di avere un secondo meeting a New York domenica, dopo i Miami Heat

Horford-Rockets, ore 19

Al Horford incontrerà nella giornata di domani gli Houston Rockets, che provano a vincere l’agguerrita concorrenza (Mike Scotto)

Jefferson-Cavaliers, ore 18.15

Non ho intenzione di ritirarmi, voglio giocare ancora un paio d’anni. Resto ai Cavs? Vedremo“. Queste le parole di Richard Jefferson sul suo futuro (TMZ)

Parsons-Lakers, ore 18

Anche i Los Angeles Lakers sono su Chandler Parsons. Il giocatore piace anche ai Memphis Grizzlies (Tim MacMahon)

McRoberts, ore 17.15

Gli Heat stanno cercando una squadra con cui scambiare Josh McRoberts, ma perché l’affare vada in porto serve l’inserimento di una pick da parte di una terza squadra

Bazemore, ore 17

Kent Bazemore inizierà gli incontri per testare la free agency a partire dal 4 luglio. (Marc Stein)

Parsons-Grizzlies, ore 16.

Come riportato precedentemente, i Dallas Mavericks hanno fissato un incontro con Mike Conley. Tuttavia Memphis non solo conta di riuscire a rifirmarlo, ma anche di ingaggiare Chandler Parsons (Marc Stein)

Noah-Knicks, ore 15.45.

Il giocatore, stando a Marc Berman, incontrerà la dirigenza dei New York Knicks nella giornata di domani per discutere il contratto, che secondo le indiscrezioni si dovrebbe aggirare intorno ai 18 milioni. Noah non ha in programma incontri con altre squadre.

Se dovesse mancare l’accordo sulle cifre, per il NY Post il nome alternativo sarebbe quello di Bismark Biyombo (Marc Berman)

Gordon, ore 14.30.

Eric Gordon (lo scorso anno ai New Orleans Pelicans) piacerebbe a diverse squadre, tra cui i Rockets, Grizzlies, Magic e Knicks. Anche gli stessi Pelicans puntano a convincere il giocatore a rimanere in Louisiana (Chris Broussard)

Blazers-Anderson, ore 13.00.

I Portland Trail Blazers non sarebbero interessati a Ryan Anderson. (Jason Quick)

Moore-Chicago, ore 12.39.

I Chicago Bulls potrebbero decidere di rifirmare E’Twaun Moore. (Chicago Tribune)

Conley, ore 12.28.

Oltre ai Dallas Mavericks, Mike Conley ha suscitato anche l’interesse di Houston Rockets, New Orleans Pelicans, Brooklyn Nets e Los Angeles Lakers. (Chris Broussard)

Trail Blazers-Howard, ore 12.25.

I Portland Trail Blazers cercano un rinforzo sotto canestro. Interesserebbe Dwight Howard. (ESPN)

Magic-Crawford, ore 12.20.

Gli Orlando Magic hanno un incontro con Jamal Crawford fissato per il primo luglio. (Alex Kennedy)

Durant, ore 11.00.

Si inizia a definire la scaletta delle giornate di incontri per Kevin Durant. Il giocatore incontrerà oggi i Thunder, prima di volare a New York dove sentirà venerdì i Warriors e i Clippers, sabato gli Spurs e i Celtics ed infine domenica gli Heat (Marc Stein)

Conley-Mavs, ore 10.40.

Mike Conley incontrerà nella giornata di domani i Dallas Mavericks. In ogni caso, Memphis sembra rimanere la squadra favorita alla corsa per il giocatore (Brian Windhorst)

Horford-Thunder, ore 10.30.

Oltre a tenere Kevin Durant, Sam Presti vorrebbe sostituire Serge Ibaka (scambiato durante la notte del draft con gli Orlando Magic) firmando Al Horford, free agent di Atlanta. Per permetterselo, i Thunder potrebbero decidere di non rifirmare Anthony Morrow e cercare una nuova sistemazione per Enes Kanter e Kyle Singler (Brian Windhorst)

Bogut-Warriors, ore 10.15.

I Golden State Warriors, nel caso di arrivo di Kevin Durant, proveranno a cedere Andrew Bogut (CSN Bay Area)

McAdoo/Clark-Warriors, ore 10.00.

I Golden State Warriors non eserciteranno la qualifying offer a Ian Clark e Micheal McAdoo, rendendoli unrestricted free agent (Fox Sports)

Gee, ore 9.55.

Alonzo Gee ha deciso di non esercitare la player option con i New Orleans Pelicans e diventerà unrestricted free agent (Michael Scotto)

Tolliver-Twolves, ore 9.45.

I Minnesota Timberwolves e i Detroit Pistons sono sulle tracce di Anthony Tolliver, ex di entrambe le franchigie (Darren Wolfson)

Dudley-Nets, ore 9.30.

Brooklyn Nets sarebbero alla ricerca di veterani da firmare. Tra questi piace Jared Dudley (ESPN)

Bazemore, ore 9.00.

Il giocatore, oltre all’interesse dei New Orleans Pelicans e New York Knicks, ha ricevuto le attenzioni di Milwaukee, Brooklyn e Memphis (ESPN)

Horford-Hawks, 8.40.

Secondo ESPN, Atlanta sarebbe riluttante a offrire un contratto quinquennale a Al Horford, uno dei pezzi pregiati di questa Free Agency. Tuttavia vorrebbero evitare di perdere il proprio giocatore senza ricevere nulla in cambio (ESPN)

Noel-Raptors, 7.30.

Secondo ESPN, i Toronto Raptors starebbero tentando una trade per portare Noel in Canada e completare il reparto dei lunghi insieme alle conferme di Carroll e Biyombo. Le contropartite proposte sarebbero Terrence Ross e altri giocatori di rotazione. (ESPN)

Noah-Knicks, 6.30.

Secondo quanto riportato da Bleacher Report, i New York Knicks avrebbero deciso di ingaggiare Joakim Noah per un anno con contratto di 18 milioni di dollari (B/R)

Tegola Hornets: Batum potrebbe saltare il resto della serie contro gli Heat

Batum dei Charlotte Hornets

La strada verso le semifinali della Eastern Conference è già complicata di per sé e, come se non bastasse,  un’altra tegola si è abbattuta sul capo di coach Steve Clifford  e su quello dei Charlotte Hornets: l’infortunio di Nicolas Batum.

Nicolas Batum.
Nicolas Batum.

L’eclettica ala francese ha patito un brutto infortunio alla caviglia durante gara 2 contro i Miami Heat, persa col punteggio di 115-103. Negli spogliatoi del team di Michael Jordan non si respira un’aria di ottimismo visto che le possibilità che l’ex giocatore Portland Trail Blazers salti le restanti partite della disputa siano piuttosto alte alte. Questo è quanto almeno trapela dalle parole di Clifford rilasciate a Justin Verrier di ‘ESPN’: “Non sapremo nulla fino a domani, ma la situazione è preoccupante, senza dubbio”. Insomma, lo scenario non sembra confortante anche stando a quanto ha detto Al Jefferson. Per il centro è molto improbabile che il compagno di squadra possa ritornare in campo. “Vedendo adesso le condizioni della caviglia, personalmente credo che Batum non sarà in grado di ritornare disponibile presto”.

La franchigia della Carolina del Nord è già sotto per 2-0 nella serie: nelle due partite perse Kemba Walker e compagni hanno mostrato diverse lacune, soffrendo in particolar modo le sortite di Dwayne Wade e Hassan Whiteside. Se effettivamente il transalpino non sarà più abile e arruolabile, i già fragili piani di rimonta potrebbero sgretolarsi definitivamente.

Stats Corner: 3^ peggiore percentuale in carriera di Russell Westbrook, 2^ tripla doppia stagionale di Nicolas Batum

Nella notte NBA sono state giocate solamente 6 partite: contro i Washington Wizards è arrivata la  36^ vittoria casalinga consecutiva per i Golden State Warriors, 54^ se si considera anche la stagione scorsa. No LeBron? No party. I Cleveland Cavaliers, privi del loro leader in campo (ma carismatico a motivare i suoi dalla panchina) si fanno rimontare 20 punti dagli Houston Rockets, con il risultato finale di 106 a 100 in favore dei texani. Dopo 4 sconfitte consecutive si sono rialzati Chicago Bulls, che hanno centrato una vittoria fondamentale per le speranze playoff contro gli Indiana Pacers. Continua il momento d’oro sia dei Detroit Pistons, che hanno interrotto la striscia degli Oklahoma City Thunder, sia dei Charlotte Hornets, che hanno inflitto l’ennesima sconfitta dei poveri Philadelphia 76ers. Molto bene anche gli Orlando Magic che, dopo un periodo nero di 6 sconfitte consecutive, hanno centrato la 2^ W consecutiva contro i Brooklyn Nets.

Ecco i numeri più importanti della notte NBA:

-Un nuovo record unisce questi Golden State e i Chicago Bulls 1995/1997: sono le uniche 2 squadre ad aver vinto almeno 67 partite in 2 stagioni di Regulas Season consecutive. In 2 anni, i Wizards non hanno trovato un rimedio a Steph Curry: nelle 4 partite contro la franchigia di Washington, Curry ha segnato 27 triple su 40 tentativi, tradotto il 59% dall’arco (nelle ultime 2 stagioni, il 30 tira col 44% da 3 contro il resto delle squadre NBA). In particolare, in quest’ultima partita, Steph Curry ha sparato un 75% dall’arco che è la sua miglior percentuale da 3 punti in questa stagione.

Senza LeBron James, il cammino dei Cleveland Cavaliers è preoccupante: 3 sconfitte su 4 partite di quest’anno, 13 sconfitte su 17 considerando anche lo scorso anno. Per i Rockets, è stata la 2^ partita stagionale in cui recuperano uno svantaggio di 20 punti: anche il 25 febbraio contro i Portland Trail Blazers, i texani sono riusciti a rimontare un simile svantaggio. Per i Cavs, era dal 26 Gennaio 2014 che non perdevano una partita con un vantaggio di almeno 20 punti(interrompendo la striscia di 66 vittorie consecutive in Regular Season con un tale vantaggio)

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Russell Westbrook

-Senza Kevin Durant, OKC ha interrotto la striscia di 8 vittorie consecutive contro i Detroit Pistons. Russell Westbrook ha realizzato 24 punti, tirando però davvero male. 8 canestri su 28 tentativi, il 28,6% dal campo è la 3^ peggiore percentuale dal campo di Russell Westbrook in carriera (con almeno 25 tentativi). Senza Kevin Durant, sono comprarsi tutti i problemi offensivi dei Thunder: emblematico il 3° quarto con soli 9 punti segnati.

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Nicolas Batum

-Con 19 punti, 12 rimbalzi e 12 assist Nicolas Batum ha registrato la 2^ tripla doppia stagionale. Nella storia degli Hornets, solo Anthony Mason ha registrato più triple doppie in una stagione. Contro i 76ers, sono arrivate 6 triple doppie in questa stagione. Oltre a Batum, i giocatori che hanno registrato una tripla doppia contro Philadelphia in questa stagione sono stati Russell Westbrook e John Wall(2 ciascuno) e Draymond Green.

-Contro i Nets, Aaron Gordon ha messo a referto 13 punti nel primo quarto segnato tutti i suoi 6 tiri dal campo; nel 2° quarto, anche il suo compagno di squadra Andrew Nicholson aveva 14 punti con un 6 su 6 dal campo. Gli ultimi compagni di squadra a realizzare un 6 su 6 dal campo(o meglio) in uno dei quarti della stessa partita furono Brook Lopez e Andray Blatche il 20 marzo 2013, in una vittoria dei Nets sui Mavericks.

 

NBA Stats Corner: Kemba Walker come Davis, Antetokounmpo come “Big O” e Thomas come Bird

I Raptors fermano i Blazers, i Cavs dominano contro i Wizards anche senza Kevin Love, i Nets affievoliscono le speranze dei Nuggets all’overtime, i Grizzlies sanciscono la crisi dei Jazz (quinta sconfitta di fila), gli Hornets mettono in chiaro le cose contro i Pacers ed i Celtics battono di misura i Knicks. Questi gli avvenimenti fondamentali dei dieci incontri di questa notte. In mezzo anche la continuità ritrovata degli Heat (contro i Sixers), la continua discontinuità di Orlando (sconfitta contro i Suns) e le convincenti vittorie di Bucks e Hawks contro T’Wolves e Lakers.

Ecco le gare nel dettaglio:

DeMar DeRozan, nel match vinto dai Raptors contro i Blazers per 117 a 115 (non è bastato un super Lillard da 50 punti) è stato stratosferico dai liberi. 24 su 25. Solo due giocatori nella storia hanno tirato con una percentuale superiore (il 96% quella di DeRozan) con almeno 25 tentativi. Stiamo parlando di Michael Jordan (26 su 27 contro i Nets nel 1987) e Adrian Dantley (28 tentativi riusciti, un solo errore, nel 1984 contro i Rockets).

Giannis Antetokounmpo, nella vittoria contro i T’Wolves per 116 a 101, mette a referto 27, 9 rimbalzi e 12 assist. Nella storia dei Bucks solo altri due giocatori sono stati superiori: Kareem Abdul-Jabbar (1973, contro Seattle, 36 punti 11 rimbalzi e 14 assist), e Oscar Robertson (1971, contro i Knicks, 35 punti, 9 rimbalzi e 13 assist)
Brook Lopez ha fermato le chance di vittoria dei Nuggets all’ultimo secondo dell’overtime con un rimbalzo offensivo da copertina. 121 a 120 per i Nets il risultato finale. Questa è stata la seconda partita che i Nets vincono contro i Nuggets all’ultimo secondo in questa stagione (un mese fa, il risultato finale fu 105 a 104). In questa stagione è successo solo in un’altra occasione che una squadra battesse per due volte consecutive un’altra con un canestro negli ultimi 5 secondi. Memphis su Detroit: a gennaio decise Mario Chalmers, a dicembre Matt Barnes.

Hassan Whiteside, nella vittoria degli Heat sui Sixers per 112 a 102, ha chiuso con 19 punti, 19 rimbalzi e 2 stoppate. Nelle ultime 8 partite il centro degli Heat ha messo a segno 148 punti, 124 rimbalzi e 31 stoppate. Nessuno era riuscito a fare tanto dai tempi del Dwight Howard del 2008 (allora furono 174 punti, 130 rimbalzi e 31 stoppate).

Isahia Thomas, nel match contro i Knicks vinto per 105 a 104 e deciso dal solito Avery Bradley, ha messo a referto 32 punti e 8 assist. Nel precedente match di gennaio contro i Knicks (vinto dalla squadra di Carmelo Anthony) aveva raggiunto cifre simili: 34 punti e 8 assist. Solo altri 3 giocatori dei Celtics avevano chiuso due partite contro i Knicks con almeno 30 punti e 8 assist in una stagione: Bob Cousy (1951-1952 e 1959-1960), John Havlicek (1969-1970) e Larry Bird (1986-1987).

I Phoenix Suns, vincendo ad Orlando per 102 a 84, hanno fermato la striscia negativa di partite in trasferta (fermatasi a diciassette incontri). L’ultima squadra che fece peggio furono i Nuggets del 1998 (22 sconfitte esterne di fila): allora i battuti furono i Clippers per 99 a 81. Decisivo per la vittoria Alex Len, che ha segnato 31 punti e 15 rimbalzi. Nelle ultime 4 partite Len ha messo a referto 83 punti e 56 rimbalzi. Nessuno meglio di lui dai tempi di Amar’e Stoudemire che nel 2008, in quattro partite, portò a Phoenix 119 punti e 56 rimbalzi

Kemba Walker e Nicolas Batum, nella vittoria degli Hornets per 108 a 101 contro i Pacers hanno messo a segno rispettivamente 33 e 31 punti. Era quasi tre anni che a Charlotte non si vedevano due giocatori segnare 30 punti nella stessa partita (allora uno dei due fu sempre Kemba Walker). Walker ha distribuito anche 10 assist, entrando nella ristretta categoria (è il quinto player) dei giocatori degli Hornets a chiudere una partita con almeno 30 punti e 10 assist: gli altri 4 furono Eddie Jones (30/10 nel 1999), Anthony Mason (31/11 nel 2000), Baron Davis (34/11 nel 2002) e Raymond Felton (30/10, nel 2006).

Timofey Mozgov, nella partita Cavs vs Wizards conclusasi 108 a 83, ha concluso la sua partita con 14 punti, 7 su 11 dal campo, e di questi 7 tiri riusciti, 6 sono schiacciate. L’ultima volta che un giocatore di Cleveland aveva concluso con così tante Dunks era il 2012, gli avversari erano i Nets, ed il player era un rookie che da lì a poco sarebbe diventato uno dei lunghi più forti dell’NBA: Tristan Thompson che, come contro Indiana, nonostante le polemiche sul contratto, sta facendo le fortune dei Cavs a suon di incredibili partite.