Lillard mantiene la promessa, Blazers e Nuggets vanno a gara 7

Dopo la sonora sconfitta incassata dai suoi Portland Trail Blazers in gara 5, Damian Lillard aveva promesso rivalsa in vista del sesto incontro della serie. Così in effetti è stato, e sul parquet amico la squadra dell’Oregon supera i Denver Nuggets per 108-119. Ora gara 7 andrà in scena domenica notte in quel di Denver, e varrà l’accesso alle Western Conference Finals.

A condurre i ragazzi di Coach Terry Stotts alla vittoria sono state tre grandi prestazioni. Due provenienti dal quintetto titolare ed una in uscita dalla panchina. Lillard, dopo qualche partita al di sotto dei suoi standard, torna a far registrare buoni numeri: 32 punti e 6/13 da tre; Cj McCollum si rifà dopo una pessima gara 5 e segna 30 punti, con +10 in plus/minus; Rodney Hood, infine, continua ad incidere a dovere in uscita dalla panchina, dopo i punti che erano stati decisivi negli overtime di gara 3, e ne mette a segno 25, tirando 8/12 dal campo e 3/4 da oltre l’arco. Degno di nota anche Zach Collins, che porta tanta energia dalla panchina ed è il primo Blazer a registrare 5 stoppate in una partita di Playoff, dopo Lamarcus Aldrige nel 2010.

A Denver non bastano i soliti Nikola Jokic, con 29 punti, 12 rimbalzi e 8 assist, e Jamal Murray, con 24 punti e il 50% da tre. I Nuggets ora si giocheranno tutto in casa, in gara7, come già successo contro i San Antonio Spurs, nel primo turno.

Lillard mantiene la promessa con un ottimo terzo quarto

La partita è stata combattuta nel primo tempo, con la squadra ospite anche spesso al comando. Tuttavia, nel terzo quarto, il numero 0 di Portland ha deciso di dare una scossa seria alle cose. I suoi sono andati in vantaggio a 4 minuti dalla fine del periodo e non si sono più guardati indietro fino al termine dell’incontro.

Come detto, Lillard aveva assicurato ai suoi tifosi che la serie Nuggets-Blazers non si sarebbe chiusa in 6 partite, ma che lui e compagni avrebbero forzato una gara 7. Così è stato. Royce Young, per ESPN, ha riportato le impressioni dei protagonisti della serie sull’impronta che la stella di Portland ha dato a questa partita.

Lo stesso giocatore ha commentato quei passaggi decisivi, nel terzo quarto di gioco:

“Sì, ho attaccato forte per far infuocare la folla e costringerli a chiamare un timeout. Sono stato dall’altra parte in queste situazioni, so che serve riunirsi e rifare gruppo con i timeout in questi casi in cui si va sotto. Per cui sì, puoi dire che cerco quei momenti con il mio gioco. (…) In quella situazione, a 9 minuti dalla fine del terzo periodo, non puoi certo già sconfiggerli, ma puoi infiammare la folla e costringerli a fermarsi e parlare tra loro, ed è un’ottima cosa.”

Anche il Coach avversario, Mike Malone, ha parlato delle giocate di Lillard che hanno deciso l’incontro:

“Si è trattato di una combinazione di varie cose. Di lui che ha capito molto bene il momento del match, e di noi che non l’abbiamo chiuso efficacemente in difesa. (…) Damian sa che è una situazione in cui bisogna vincere per sopravvivere, ed ha mostrato il mind-set che ti aspetteresti da un giocatore del suo calibro. Unisci la cosa con la nostra mancata fisicità in difesa, ed ecco che segna 6 triple. Per tutta la serie siamo stati bravi a negargli i tiri da tre, ma oggi invece è esploso segnandone tanti.”

Lo stesso leader dei Blazers ha infine espresso i suoi pensieri in vista della decisiva gara 7:

“Non bisogna pensarci troppo o renderla un fatto di grande, estrema, fondamentale importanza. Dovremo giocare a Basket, sarà sicuramente una partita importante sul loro parquet. Ma lì abbiamo già vinto in questa serie, sappiamo come dobbiamo arrivarci a livello mentale.”

I Nuggets dominano e brillano, per i Blazers è buio pesto e 3-2 nella serie

Dopo l’esito di gara 3, terminata dopo 4 overtime in favore dei padroni di casa di Portland, sembrava che le sorti della serie sarebbero state inevitabilmente segnate da quel risultato. Così non è stato e dopo la vittoria di gara 4, i Denver Nuggets dominano i Portland Trail Blazers in gara 5. L’incontro si è chiuso su un perentorio 98-124, con i Blazers che non sono mai stati in vantaggio in tutto l’incontro.

A condurre la squadra del Colorado, sul parquet amico, sono state le ottime prestazioni di tre giocatori diversi. Giocatori ai quali i supplementari thriller persi in Oregon hanno dato una spinta in più, contrariamente alle attese. Parliamo di Nikola Jokic, che ha chiuso con 25 punti, 19 rimbalzi e 6 assist, Jamal Murray, autore di 18 punti e 9 assist e Paul Millsap, che ha fatto registrare 24 punti e 8 rimbalzi.

Non brilla nessuno, invece, tra le fila dei Blazers: Damian Lillard si ferma a 22 punti e 2/9 da tre, Cj McCollum a 12 punti e 5/16 dal campo e Enes Kanter, infine, a soli 7 punti e 8 rimbalzi.

Le parole dei protagonisti, ora di nuovo diretti verso Portland

Nel post partita, come riportato da Ohm Youngmisuk per ESPN, tutti i membri dei Denver Nuggets hanno lodato il gioco di squadra e, in particolare, un giocatore che sta facendo molto bene, di recente.

Coach Mike Malone ha rimarcato quanto il concetto di collettivo sia importante per i suoi:

“Se riguardiamo alle 82 partite di regular season, siamo secondi nella lega per assist per partita. E’ il modo di giocare che alleniamo e perseguiamo. Noi giochiamo per i compagni, non semplicemente con i compagni. E’ questo che ci piace fare, quello che facciamo sempre. Vedendoci giocare si vede quanto ci interessi l’uno dell’altro, e questo è ciò che amo del nostro gruppo”

Poi, i Nuggets hanno pensato bene di lodare il lavoro incredibile che sta mettendo in campo, da protagonista, il veterano Paul Millsap.

Per Jamal Murray“Non è la prima volta per lui, è già arrivato a questo punto della stagione. Sta mostrando ancora quanto sia utile da entrambi i lati del campo. E’ uno di quei giocatori che sanno essere aggressivi e segnare quando serve”

Per Nikola Jokic, invece: “E’ stato fondamentale, ha messo le cose in chiaro in molti ambiti, fisicità, ritmo, attacco, difesa… è stato fondamentale. Per tutti i Playoff in realtà ha giocato molto bene, probabilmente ha attivato la modalità Playoff”

Infine, per Malone“Paul ha avuto un impatto incredibile, soprattutto sulle nostre formazioni senza centro. Se guardiamo anche agli incroci di regular season è stato fenomenale, rappresenta la calma nella nostra squadra”

Dall’altro lato del parquet si trovava un Lillard con sentimenti ovviamente opposti, e che ha promesso rivalsa in vista della prossima gara 6, prevista per giovedì notte a Portland:

“Sia che si perda per 1 punto che per 25, si tratta sempre di una sola partita. Ora torneremo in casa per provare a portare la serie a gara 7”

Jokic, Murray e Will Barton spingono i Denver Nuggets, Malone: “Siamo indistruttibili”

La nota più positiva della maratona di gara 3 coach Mike Malone l’aveva probabilmente individuata nel recupero mentale di Will Barton, giocatore importantissimo per i Denver Nuggets ma in crisi offensiva in questi combattutissimi playoffs in Colorado.

In gara 3, Barton aveva chiuso con 22 punti e ritrovata verve offensiva, che si era aggiunta alla consueta intensità difensiva su Damian Lillard e C.J. McCollum (due stoppate nei tempi supplementari).

In gara 4, due tiri da tre punti fondamentali per respingere nel quarto quarto la rimonta dei Portland Trail Blazers sono arrivati dallo stesso Barton, ex di turno della serie ed autore di una prova da 11 punti e 5 rimbalzi in 30 minuti di gioco. 4 su 14 al tiro per l’ex Blazers, ma due dei quattro canestri arrivano negli ultimi cinque minuti di gara, sui puntuali scarichi di Nikola Jokic (102-98 a 3:02 dal termine, e poi ancora 107-102 a 1:47 dalla sirena finale).

Al resto ci hanno pensato la freddezza ai liberi di Jamal Murray (seconda escursione consecutiva oltre quota 30 punti – 34 con 5 rimbalzi e 4 assist a fine gara), la tripla-doppia da 21 punti, 12 rimbalzi e 11 assist di Nikola Jokic e la difesa asfissiante dei Nuggets su Damian Lillard, che deve faticare per guadagnarsi ognuno dei suoi 28 punti finali.

Gara 4 tra Portland Trail Blazers e Denver Nuggets termina 116-112, una vittoria importante per gli uomini di Mike Malone, ora di nuovo in possesso del vantaggio del campo e diretti in Colorado per una decisiva gara 5.

Quando una squadra va sotto 3-1, sappiamo benissimo tutti come va a finire” Così Malone nel post gara “Non abbiamo tremato, siamo restati uniti ed abbiamo mostrato una capacità di soffrire ed una durezza mentale difficile da descrivere. Ero fiducioso, in stagione siamo stati la miglior squadra NBA per seconde gare di un back-to-back con 12-1, e siamo 13-3 nelle partite risolte da meno di 5 punti di scarto“.

Che per Jamal Murray sarebbe stata una serata da ricordare lo ha dimostrato il suo primo canestro della gara, un’acrobazia da dietro il tabellone, al quale è seguita poche azioni dopo una poderosa schiacciata a difesa schierata.

Ritmo e condizioni fisiche migliori per Jamal Murray, che in difesa rimane un anello debole della catena dei Denver Nuggets ma in attacco sa come compensare. La point-guard canadese sfodera il meglio del suo repertorio offensivo, “teardrop” in avvicinamento, penetrazioni forti al ferro e soprattutto tanto coraggio e grande imperturbabilità in lunetta, nonostante la pressione del risultato della partita su di sé.

I tiri liberi sono la specialità della casaJamal Murray spiega a fine partita, dopo il suo perfetto 11 su 11 dalla linea dei tiri liberi “Mi alleno sempre, anche con mio padre, tiro bendato e lui ‘simula’ l’effetto del tifo avversario“.

I dubbi sulla tenuta fisica di Nikola Jokic dopo i 65 minuti giocati in gara 3 sono in parte dissipati dai 39 minuti giocati in gara 4. Il serbo riesce a stare lontano dai falli nonostante l’affaticamento, ed in attacco si dimostra più fresco del rivale diretto Enes Kanter. I Nuggets vacillano nei minuti di riposo del loro MVP, ma rimbalzano alla grande (+17 di plus\minus) con Jokic in campo: “Ci siamo detti: ‘se vinciamo questa, la sconfitta di gara 3 non significherà poi così tanto’. D’accordo, è stata una partita lunghissima e difficile, ma ce la siamo lasciata alle spalle

Come ho recuperato? Ho mangiato, guardato un po’ di TV, ho mangiato ancora e mi sono fatto una bella dormita. E non ho pensato per nulla alla partita, a dire il vero

La quarta tripla doppia di Nikola Jokic piazza il serbo al secondo posto – temporaneo- nella classifica di triple doppie ai playoffs per giocatori alla prima partecipazione, alle palle di Magic Johnson, che nel 1980 si fermò a quota 5.

Enes Kanter, spalla lussata nel primo OT… E vessata dal gomito di Jokic?

Già sulla soglia dell’inizio della serie valevole per le semifinali di Conference ad Ovest si era parlato dei problemi alla spalla di Enes Kanter. Il turco ha giocato pur non essendo al meglio nelle prime due uscite della serie, e in più la lunghissima gara 3 lo ha costretto agli straordinari. Durante il primo dei quattro overtime la sua spalla lussata si sarebbe aggravata ulteriormente, ma nonostante questo il centro dei Portland Trail Blazers aveva deciso di terminare la partita.

Kanter aveva già giocato 37 minuti nei quattro quarti canonici prima di entrare nei lunghissimi overtime. Alla fine delle ostilità il numero 00 ha chiuso con ben 56 minuti all’attivo, riempiti con 18 punti e 15 rimbalzi.

In seguito alla sua stoica resistenza, il giocatore ha commentato la sua partita in questo modo, come riportato da Kevin Pelton per ESPN:

“Tutti i tifosi stavano tifando alla grande. Dopo ogni supplementare Lillard veniva da me e mi diceva <Hey, solo un altro overtime, dai, giochiamo duro>. E questo si è ripetuto per tre volte, ma io non volevo abbandonare i miei compagni”

Ora il turco si sta sottoponendo a tanti trattamenti specifici e ad antidolorifici per riuscire a scendere in campo per gara 4, prevista per questa notte.

Nel frattempo ha però twittato sul suo profilo ufficiale un video messaggio indirizzato alla lega e agli arbitri. Kanter non è nuovo ad affidare le sue parole ai social, ed in questo caso voleva denunciare una mossa, a suo avviso sporca, del centro rivale Nikola Jokic.

In attesa di un rimbalzo in seguito ad un tiro libero, il numero 15 dei Denver Nuggets gli avrebbe rifilato una gomitata volontaria sulla spalla dolorante. Le parole del giocatore dei Blazers a riguardo si fermano a quanto riportato sul twitt, ovvero un’esortazione per un’azione punitiva per il gesto dell’avversario.

I Coach delle due squadre hanno invece preso posizione in favore dei rispettivi giocatori.

Per Terry Stotts, coach dei Balzers:

“L’ho visto, e ritengo sia stato qualcosa di non chiamato dagli arbitri. Non so se le lega prenderà provvedimenti, ma a me non è piaciuto ed è un gesto che disapprovo.”

Coach Mike Malone ha invece parlato in difesa di Jokic:

“E’ una giocata normale per me. Secondo me Terry (Stotts, ndr) è leggermente fuori strada. Non penso ci fosse malizia lì, ma come anche nei blocchi duri che loro hanno portato nelle prime partite, nulla di malizioso. Siamo ai Playoff, siamo tutti adulti, per cui giochiamo come tali.”

La difesa dei Blazers contro Nikola Jokic: Kanter, close out e contromosse

difesa blazers contro nikola jokic

Si può parlare di difesa efficace contro un giocatore che nelle tre partite della serie di semifinale di conference tra Portland Trail Blazers e Denver Nuggets sta sfiorando la tripla doppia di media?

Nelle tre partite finora disputate da Nikola Jokic contro gli uomini di coach Terry Stotts (tra cui l’estenuante gara 3, finita dopo quattro tempi supplementari con la vittoria dei Blazers), il lungo serbo dei Nuggets ha viaggiato a 28.6 punti, 13.7 rimbalzi e 9 assist a gara, rimanendo in campo addirittura per 64 minuti (sui 68 giocabili) nella maratona di venerdì del Moda Center.

Numeri che da soli raccontano di un giocatore offensivamente immarcabile, che, in barba al suo ruolo “nominale” inizia (e spesso termina) ogni azione offensiva dei Nuggets, ed è in grado di colpire con precisione dalla lunga distanza (53.8%, il migliore in maglia Nuggets) ed ai tiri liberi. Eppure, dopo 3 partite e nonostante numeri del genere della loro star, i Denver Nuggets si ritrovano sotto per 2-1 in una serie che in cui avranno comunque il vantaggio del campo in una eventuale gara 7, e che saranno costretti domenica 5 maggio ad affrontare una gara 4 in trasferta, dopo i 64 minuti giocati da Nikola Jokic in gara 3.

I numeri difensivi ed offensivi delle due squadre raccontano di una serie giocata a ritmi bassi (Blazers e Denver sono rispettivamente 11esimi e 15esimi per pace in questi playoffs), e fin qui, nessuna sorpresa. Entrambe le squadre “sanguinano” a rimbalzo difensivo (36.6% delle situazioni di rimbalzi offensivo controllate dai Nuggets, primi, e 33.3% per i Blazers, secondi), e la percentuale di canestri assistiti nella serie non va oltre il 54% dei Nuggets (peggio fanno i Blazers, davanti ai soli Houston Rockets con il 47.3%).

Ci sono voluti 4 tempi supplementari per i Portland Trail Blazers per toccare quota 140 punti segnati (per intenderci, in soli 48 canonici minuti i Milwaukee Bucks hanno segnato 123 punti in trasferta in gara 3 ai Boston Celtics, una delle migliori difese NBA). Nel primo tempo di gara 3, Nuggets e Blazers non hanno superato il 35% al tiro. Damian Lillard sta viaggiando con appena il 25% al tiro da tre punti, perdendo 3.7 palloni a partita.

Dove si è dunque finora giocato il leggero vantaggio dei Blazers? Nel rendimento offensivo di Enes Kanter e Rodney Hood, e nella metà campo difensiva, nel piano partita di coach Stotts contro Nikola Jokic, l’arma offensiva non plus ultra della NBA di oggi a a nord di Kevin Durant e Giannis Antetokounmpo.

LA DIFESA DEI BLAZERS CONTRO NIKOLA JOKIC: RADDOPPI, AIUTO E RECUPERO

Nelle prime 3 partite della serie, Nikola Jokic ha avuto una media di 9.7 tocchi in post a gara (secondo dietro a Joel Embiid), segnando però solo 0.2 punti per tocco (0.5 per Embiid, 0.66 per il compagno di squadra Paul Millsap, 0.46 per Kevin Durant), con il 37.5% al tiro su 2.7 tentativi a partita.

Ergo, i Blazers sono riusciti finora a scardinare le situazioni di post up del serbo, specialmente quando Jokic è marcato da Enes Kanter, mettendo in campo un efficace piano di raddoppi “on the move” (dopo che Jokic ha iniziato il movimento d’attacco), ed aiuti e recuperi sul perimetro ben eseguiti.

Rispetto alla serie contro i San Antonio Spurs, e per ovviare a tale mossa difensiva, l’attacco di Nikola Jokic si è finora “nutrito” di tanti tocchi dal gomito (12.7, rispetto ai 10 del primo turno), posizione in cui è più difficile per le difese lanciare dei raddoppi, e soprattutto di tocchi fronte a canestro (ben 94.0, rispetto ai 79.0 del’intera post-season).

Aiuti e recuperi nella difesa Blazers contro Nikola Jokic: Kanter riempie l’area, Lillard recupera su Jokic, Aminu ruota su Millsap senza saltare, Millsap segna un tiro difficile 

Le attenzioni particolari della difesa dei Blazers contro Nikola Jokic hanno di conseguenza generato in questa serie una mole significativa di tiri da 3 punti dei Denver Nuggets, ben 33.3 a partita contro i 27 della serie contro gli Spurs, ma la percentuale di realizzazione della squadra di coach Malone si è abbassata dal 36% della serie contro San Antonio al 33% attuale contro Portland.

Il maggior numero di tentativi vs la minor percentuale di realizzazione dei Nuggets in questa serie è un effetto del finora efficace piano difensivo dei Portland Trail Blazers. Piano difensivo che nasce dalla scommessa (sinora vinta) di coach Stotts di lasciare Enes Kanter in marcatura singola su Jokic. In questa serie, “the Joker” ha banchettato contro Zach Collins, riserva di Kanter (71.4% in area, 100% nella “restricted area”), ma ha faticato contro il turco ex Knicks (66.7% in area ed il 50% nella “restricted area”), tendenzialmente rinunciando ai post-up diretti contro Kanter.

Jokic marcato da Kanter, re-post ma Kanter rimane davanti a Jokic che forza, Barton segna a rimbalzo

Kanter in panchina,  post-up immediato di Jokic contro Zach Collins, che gli concede facilmente la linea di fondo 

I Blazers hanno prestato in questa serie particolare attenzione a tempi e direzione degli aiuti contro Jokic, ed ancora più dedizione al recupero, ai “close-out” sui tiratori perimetrali dei Nuggets (per lo più Gary Harris, Will Barton, Torrey Craig, Malik Beasley e persino Paul Millsap più di Jamal Murray in questa situazione). I Blazers sanno che Jokic non ha nessuna difficoltà nel leggere immediatamente l’aiuto difensivo ed a trovare l’uomo libero. La seconda parte del piano difensivo dei Trail Blazers si sviluppa con la grande disciplina dei difensori nel non esagerare nei recuperi, e nel non saltare sulle finte dei tiratori.

Raramente uno scarico di Jokic in queste situazioni finisce con un tiro immediato. Qui il serbo è bravo a spaziarsi e farsi ridare il pallone:

 

Qui i grandi tempi di passaggio di Jokic finiscono per lasciare Seth Curry nell’angolo su due attaccanti, Malik Beasley nell’angolo e Monte Morris: Beasley riceve da Craig e segna:

 

In quest’altra situazione, i Blazers scommettono sul momento negativo di Will Barton (25% al tiro da tre punti nei playoffs, contro il 34% della stagione regolare) e lo sfidano al tiro andando in aiuto forte contro Jokic, di nuovo isolato contro Zach Collins. Barton non si tira indietro e segna:

 

LA DIFESA DEI BLAZERS CONTRO NIKOLA JOKIC: UN RITROVATO WILL BARTON CAMBIA LE COSE?

Le cattive percentuali al tiro da fuori di Will Barton, Gary Harris, Torrey Craig e Paul Millsap li hanno resi i “bersagli” prediletti della difesa dei Blazers, ed hanno reso meno efficace il gioco in post up di Nikola Jokic. Il serbo ha saputo ovviare alle difficoltà fronteggiando il canestro con maggiore frequenza, mentre i Blazers lo hanno forzato a liberarsi del pallone in tempi meno consueti del solito.

La grande applicazione difensiva e le rotazioni precise dei Trail Blazers comportano “chilometri extra” per i difensori, ed un conseguente calo fisico alla distanza. A sua volta, l’attacco Nuggets è stato costretto nelle prime tre partite a manovrare tra ribaltamenti, penetra e scarica ed extra pass. Le rotazioni difensive dei Blazers hanno inoltre prodotto un “vortice” di rimbalzi offensivi per Denver, contrastato dall’altra parte da Enes Kanter, più mobile rispetto a Jokic, Al-Farouq Aminu e da un C.J. McCollum particolarmente attivo sotto i tabelloni.

il rientro mentale di Will Barton nella serie è una buona notizia per coach Mike Malone, che ora potrà tornare ad impiegare l’ex di turno (due stagioni e mezza a Portland tra 2012 e 2015) nei finali di partita al posto di Torrey Craig e\o Malik Beasley. Non sarà perciò impossibile rivedere Barton in quintetto base già a partire da gara 4.

Thriller a Portland, i Blazers superano i Nuggets soltanto dopo 4 overtime

Gara 3 della semifinale di Conference tra Portland Trail Blazers e Denver Nuggets verrà ricordata a lungo. Non si vedeva, infatti, uno scontro Playoff con 4 overtime dal lontano 1953, quando vi era stato l’unico precedente tra Boston Celtics e Syracuse Nationals. Questa notte, comunque, a spuntarla in una partita senza fine sono stati i Blazers, per 137-140. Ora Portland conduce la serie sul 2-1.

Per rendere un’idea di quanto debba essere stato faticoso per le due compagini, questa partita, invece dei canonici 48 minuti, ne è durata ben 68. I due “stakanovisti” della serata sono stati Nikola Jokic, rimasto in campo per 65 minuti, e CJ McCollum, per 60.

Entrambi sono stati fondamentali per le loro squadre: il centro dei Nuggets ha chiuso con 34 punti, 18 rimbalzi e 14 assist, mentre il numero 3 dei Blazers con 41 punti, 8 rimbalzi e 4 assist, di cui uno decisivo per la tripla che è valsa la partita di Rodney Hood.

Giocano tantissimo, per la squadra di casa, anche Damian Lillard e Enes Kanter. La stella di Portland chiude con 28 punti su un 1o/24 dal campo in 58 minuti, mentre il turco mette a referto 18 punti e 15 rimbalzi in 56 minuti, giocati nonostante i problemi fisici.

Ottimo l’impatto di Rodney Hood, che decide la partita dopo che Coach Terry Stotts sceglie di lanciarlo nella mischia per il quarto overtime. L’ex giocatore dei Cleveland Cavaliers chiude il match con 19 punti e 6/8 dal campo.

Blazers-Nuggets, storia da overtime

Dopo i quattro quarti regolari ed i primi due overtime, iniziava ad essere chiaro a giocatori e tifosi che questa partita sarebbe stata ricordata a lungo.

Le squadre entravano nel terzo supplementare sul 118-118. Dopo essersi scambiate canestri per tutto il periodo, come per il resto della gara, a 37 secondi dal termine Paul Millsap attacca in post Moe Harkless, segnando. Con 32 secondi rimasti i Nuggets erano avanti sul 129-125 e i giochi sembravano chiusi.

I Blazers avevano però altre idee: dopo il timeout chiamato da Stotts, Lillard penetra e segna un layup rapidissimo riportando i suoi a -2 a 29 secondi dal termine. 20 secondi dopo la palla è di nuovo in mano a Lillard e il punteggio ancora sul-2: il numero 0 attacca di nuovo il ferro e la pareggia a 8 secondi dalla fine. Jamal Murray non riesce a segnare la tripla decisiva dall’altra parte, e allora si va al quarto overtime.

Nel quarto supplementare torna in campo un uomo dalla panchina di Portland che deciderà la partita: Rodney Hood. A 50 secondi dal termine, sul 134-133, Hood segna in faccia a Murray e porta i suoi sopra di 1. Dopo un canestro da 2 di Millsap, a 27 secondi dal termine, i Blazers sono sotto 136-135. McCollum attacca, sbaglia il tiro, raccoglie il suo rimbalzo e riapre per Hood, che, smarcato oltre l’arco, segna un canestro da tre pesantissimo: 136-138.

Dall’altra parte, a 5 secondi dal termine, Jokic ha due tiri liberi da segnare per riportare le cose in parità. Tuttavia i 65 minuti di gioco e la relativa stanchezza lo tradiscono e il primo tiro libero non entra. Naufragano così le speranze dei Nuggets che vedono la partita chiudersi sul 137-140.

Le parole dei protagonisti

Tanto da dire in seguito a questo vero e proprio thriller cestistico.

Per Coach Mike Malone questa partita è diventata un “classico del basket istantaneamente dopo essere finita”. 

Nikola Jokic ha invece commentato la mole enorme di minuti da lui giocati:

“Onestamente in quei momenti non noti davvero da quanti minuti stai giocando, semplicemente provi a vincere la partita. Dopo la partita ovviamente mi rendo conto siano tantissimi, ma chiaramente non potevo uscire durante i supplementari”

Rodney Hood ha infine parlato del suo impatto nella partita:

“Mi sentivo molto bene, ero sicuro che se avessi avuto la possibilità di rientrare avrei potuto fare bene. Alla partita serviva energia e mi sentivo davvero bene quando sono tornato in campo per il quarto supplementare”

I Blazers pareggiano la serie con i Nuggets nonostante un Lillard spento, McCollum “Io e Dame ci capiamo”

I Portland Trail Blazers hanno subito risposto alla vittoria dei Denver Nuggets in gara 1. La squadra dell’Oregon ha infatti avuto la meglio in gara 2 per 97-90, riportando la serie in parità, in vista dello spostamento sul parquet amico per le prossime due uscite.

Portland è stata avanti, con un vantaggio confortevole, praticamente per tutta la partita, nonostante le difficoltà della sua stella e leader Damian Lillard. Il numero 0 si è infatti fermato a 14 punti, 5/17 dal campo e 1/7 da tre punti. Il merito è stato dei suoi compagni, in grado di farsi avanti per mettere a segno le giocate necessarie per la vittoria. E in particolare CJ McCollum è stato sempre in grado di prendere in mano le redini della squadra quando necessario.

Il compagno di backcourt di Lillard ha chiuso con 20 punti. Bene ancora il sorprendente Enes Kanter, con 15 punti e 9 rimbalzi, e l’utilissimo panchinaro Rodney Hood, con 15 punti in 27 minuti e un canestro da tre fondamentale a 2 minuti dal termine.

Non basta ai Nuggets il solito Nikola Jokic, che ha fatto registrare 16 punti, 14 rimbalzi e 7 assist. Non bene Jamal Murray, con un 6/18 al tiro e un 2/8 da oltre l’arco.

“E’ stata una vittoria di squadra”

Nel post-partita diversi membri dei Blazers hanno sottolineato l’importanza del gruppo nella vittoria ottenuta, come riportato da Jamie Hudson, per NBCSports.

Rodney Hood ha affermato:

“Ciascuno di noi si è impegnato. Quando hanno fatto una buona serie di punti, siamo rimasti uniti, anche quando non riuscivamo nemmeno a prendere un rimbalzo offensivo. E’ stata una vittoria di squadra, e dovremo continuare a fare affidamento l’uno sull’altro”

Damian Lillard, invece, dopo la sua serata no, ha speso belle parole per i compagni:

“In partite come questa devi giocare più duro dei tuoi avversari, devi volerlo più di loro, ma anche sperare che qualche giocata vada per il verso giusto. In queste partite è questo quello che ti serve, uno sforzo di squadra”.

Anche Nikola Jokic ha riconosciuto lo sforzo degli avversari:

“Non si è trattato solo di come hanno difeso su di me. Sono stati aggressivi tutto il tempo come squadra, come gruppo”

Infine, CJ McCollum ha parlato della connessione e dell’intesa che ha costruito con Lillard dopo 6 anni passati a giocare insieme:

“A volte io e lui parliamo, ma ormai dopo 6 anni si tratta di capirsi, anche dicendo poche parole. Entrambi capiamo quando l’altro è pronto per avere la palla e attaccare. Lui è questo tipo di giocatore, se vede che ho la mano calda me la passa, ma se sono io a vedere che è lui ad essere caldo gli dico semplicemente <Go to work>  (vai e fai quello che devi fare) “.

Jokic distrugge Portland, Millsap: “E’ come Tom Brady!”

Denver Nuggets Jokic e Millsap

I Denver Nuggets vincono gara 1 delle semifinali di conference contro i Portland Trail Blazers per 121-113.

MVP indiscusso del match è, ovviamente, Nikola Jokic che chiude con 37 punti 9 rimbalzi e 6 assist, tanto da meritare un curioso paragone da parte del suo compagno di squadra Paul Millsap.

I Portland Trail Blazers cedono sotto i colpi di uno straripante Nikola Jokic. Gli uomini di coach Stotts hanno provato di tutto per fermarlo, raddoppiandolo in post, lasciarlo in isolamento, attaccandolo in difesa, ma niente ha impedito all’ All-Star serbo di prendersi gara 1. Esattamente come contro gli Spurs, questi accorgimenti si sono dimostrati inutili, perché se da una parte Jokic veniva raddoppiato, riusciva sempre a scaricare la palla al compagno libero, se gli veniva impedito il passaggio, segnava due sul tabellino.

Gli Spurs sono riusciti solo in un’occasione a limitare Jokic, in occasione di gara 1, partita in cui Nikola ha si segnato solo 10 punti, ma ha catturato 14 rimbalzi e servito 14 assist. Jokic si è poi rifatto in gara 6 a San Antonio, con una prestazione monstre da 43 punti 12 rimbalzi e 9 assist, per poi chiudere gara 7 con una tripla doppia da 21 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, primo a riuscirci in una gara 7 di playoffs dai tempi di Lebron James nelle finali NBA 2016.

Paul Millsap: “Jokic è come Tom Brady!”

“Hanno provato di tutto”. Ha risposto Paul Millsap quando gli è stato chiesto che tipo di difesa avrebbero utilizzato i Blazers e che cosa non abbia funzionato. “Nikola riesce a vedere come le persone giocano e come lo difendono. Fa la giocata giusta ogni volta, e non forza mai”.

“Jokic sembra un quarterback”. Ha poi aggiunto Millsap. “Lo considero come Tom Brady. Ti prende sempre da parte e ha sempre le letture giuste, ed è incredibile come giochi in questo modo già in questa parte della sua carriera.”

Nikola Jokic ha così commentato la sua prestazione: “Penso di poter leggere tutte le situazioni. Quindi mi basta sapere cosa i miei avversari stiano per fare. Penso che San Antonio giocasse in un modo e Portland giochi in un altro completamente diverso. Ma penso che di essere in grado di leggere tutte queste difese.”

Gara 2 è prevista per giovedì notte alle 3 al Pepsi Center di Denver.

Damian Lillard: “Troppe proteste da parte nostra in gara 1, non dobbiamo distrarci”

Trail Blazers-Nuggets

In gara 1 delle semifinali della Western Conference contro i Denver Nuggets,  i Portland Trail Blazers di Damian Lillard sono venuti meno ad uno dei comandamenti sacri della loro post-season: non lamentarsi con gli arbitri.

Nei giorni delle polemiche arbitrali tra i Golden State Warriors e gli Houston Rockets, è opinione di Lillard che anche i Blazers si siano fatti tentare dalla protesta contro gli uomini in grigio.

Elemento di distrazione che una squadra in trasferta su un parquet quasi inespugnabile come quello di Denver non può permettersi.

Ci siamo lamentati un po’ troppo, di più di quanto avremmo dovuto” Così Lillard dopo la sconfitta dei suoi per 121-113Dovremo stare più attenti. Parlare con gli arbitri è sintomo di volontà ed intensità, ma forse oggi abbiamo esagerato“.

Nessun dramma, sebbene la super prestazione di Nikola Jokic abbia messo a nudo la debolezza del reparto lunghi dei Blazers contro uno dei pivot NBA più dotati tecnicamente: “Abbiamo detto le cose che andavano dette al momento giusto, nessuno di noi ha però trasceso, niente tecnici o altro. Ma quando ti giochi la stagione, non puoi permetterti distrazioni, devi essere alla’altezza della sfida e del momento“.

La difesa dei Nuggets si concentrata sul togliere il pallone dalle mani della star dei Blazers. Gary Harris ha siglato la giocata difensiva della partita stoppando un tentativo da tre punti di Damian Lillard a due minuti dalla fine della gara, un tiro che se segnato avrebbe rimesso in partita Portland dopo un terzo quarto difficile: “Credo che (la difesa dei Nuggets) sia stata molto simile a quella mesa in piedi dai Thunder nella serie precedente, più di quanto mi aspettassi“.

Ben 6 le palle perse di Lillard, generate dalla pressione difensiva, mentre tra i giocatori di supplemento i soli Rodney Hood e l’acciaccato Enes Kanter si sono dimostrati all’altezza della situazione (26 punti e 7 rimbalzi, con 11 su 14 al tiro per il turco).

Ok Nuggets, buona la prima e Blazers sotto 1-0, Malone: “Jokic è uno tosto”

Jokic-murray-insieme-abbraccio

Dopo solo una notte di riposo dopo la vittoria in gara 7 contro i San Antonio Spurs, i Denver Nuggets tornano a vincere sul parquet amico. Hanno infatti superato i Portland Trail Blazers per 113-121 in gara 1 del secondo turno.

La squadra del Colorado è stata trascinata dai due soliti noti, Nikola Jokic e Jamal Murray, e da una buona prestazione al tiro da 3 di tutta la squadra, che ha chiuso con un 41.4 % collettivo.

Il “Joker” ha chiuso la partita con 37 punti, 9 rimbalzi, 6 assist, 3 palle rubate e 2 stoppate. Il tutto condito da un 61% al tiro, un perfetto 12/12 dalla lunetta dei tiri liberi e un ottimo 3/5 da oltre l’arco. Una prestazione maiuscola da tutti i lati del campo, da parte di un giocatore che si sta esaltando in questi Playoff.

Jamal Murray, dal canto suo, ha fatto registrare 23 punti, 8 assist e un 3/6 al tiro da tre punti. Anche il numero 27 si sta dimostrando, come il compagno serbo, assolutamente all’altezza di questo tipo di palcoscenici, nonostante i molti dubbi che i più nutrivano sui due prima dell’inizio della postseason, dovuti alla  loro inesperienza.

A Portland, invece, non è bastata l’ennesima buona prestazione di Damian Lillard, che ha chiuso con 39 punti e 6 assist, sebbene abbia fatto registrare solo un 4/12 al tiro da tre punti. Né tanto meno quella superba di Enes Kanter, da 26 punti in 33 minuti con un 11/14 al tiro.

“Nikola è più tosto di quanto tutti voi pensavate”

Nel post-partita Coach Mike Malone si è coccolato il suo centro e leader, Nikola Jokic, sottolineandone la forza e la sicurezza mostrate:

“Nikola è un giocatore giovane che capisce perfettamente i momenti, oggi ha giocato ben 41 minuti. E’ molto. Sono 8 partite adesso, in cui gli chiediamo tantissimo in difesa e in attacco. (…) Tutto questo ricade su Nikola che ci dimostra di essere più tosto di quanto tutti voi pensavate. Sta giocando sempre tanti minuti e sempre al massimo, in un palcoscenico completamente nuovo per lui. Noi non abbiamo mai usato la stanchezza come scusa, e Nikola è un esempio superbo di questo aspetto”

Damian Lillard ha invece commentato questa prima gara della serie, confrontando anche gli avversari con quanto fatto vedere dagli OKC Thunder, affrontati nel turno precedente:

“Penso che siano squadre diverse ovviamente. Denver ha tiratori che OKC non aveva. Hanno un catalizzatore di gioco al centro dell’attacco, che fa si che la palla giri bene. Ne traggono vantaggio e creano tiri migliori, difficili per noi da chiudere. Forse ci è mancata un po’ di comunicazione anche su situazioni che avevamo preparato, come chiudere bene i loro uomini negli angoli. Per quanto riguarda le nostre palle perse (18, ndr), questo è esattamente ciò che vogliono loro, se permettiamo succeda non riusciremo mai a vincere una partita

Inside the duel: Nuggets-Trail Blazers

Lillard e Stotts sulla difesa Nuggets

Denver Nuggets e Portland Trail Blazers sono le due squadre che hanno maggiormente sorpreso nel primo turno di playoff. Si troveranno di fronte nella imminente serie di Semifinali di Western Conference: chi prevarrà, potrà sfidare la vincente di Warriors-Rockets.

Damian Lillard contro Jamal Murray, CJ McCollum contro Gary Harris, Nikola Jokic contro Enes Kanter ma non solo: se Portland si è scrollata il peso della scottante eliminazione dello scorso anno, battendo i più quotati Thunder per 4-1, Denver è uscita vincitrice da una serie di 7 gare contro Gregg Popovich e i San Antonio Spurs.

Il maggior dubbio riguardante i Nuggets, la scarsa esperienza ai playoff, sembra ormai fugato. Lillard ha invece dominato la serie contro Russell Westbrook e compagni, grazie a un controllo mentale oltre che tecnico sulle 5 gare. Ora, la semifinale sembra più equilibrata che mai: chi riuscirà a prevalere?

Il saluto di Lillard ai Thunder è ormai diventato virale.

LO SCORE AI PLAYOFF

Denver Nuggets

  • First round: 4-3, vs San Antonio Spurs
  • Offensive rating: 115
  • Defensive rating:  113
  • Team leaders: Nikola Jokic (23 PTS), Nikola Jokic (12 REB), Nikola Jokic (9 AST)

Portland Trail Blazers

  • First round: 4-1, vs Oklahoma City Thunder
  • Offensive rating: 111.4
  • Defensive rating: 105.6
  • Team leaders: Damian Lillard (33 PTS), Enes Kanter (10.2 REB), Damian Lillard (6 AST)

NUGGETS-TRAIL BLAZERS: IL DUELLO

Per iniziare, una domanda cruciale, la cui risposta potrà definire l’esito della sfida: chi sarà il miglior giocatore della serie? Damian Lillard o Nikola Jokic?

Qualsiasi appassionato di NBA sa che i playoff sono decisi dalle superstar. Le rotazioni si stringono, le responsabilità aumentano e carattere e freddezza sono imprescindibili elementi per il successo. Damian Lillard ha giocato una prima serie clamorosa sia per cifre (33 punti, 6 assist con il 46% dal campo e il 48% da tre) sia per controllo mentale sugli avversari. La sua capacità di incidere sui finali di partita facendo le scelte giuste si è rivelata l’arma in più per la squadra di Terry Stotts.

Il canestro che ha mandato a casa i Thunder rimarrà negli annali della NBA.

La superstar di Denver è Nikola Jokic, capace di crescere nel corso della serie contro gli Spurs fino a diventare dominante nelle ultime tre gare. Contro i Blazers in regular season Jokic segnò il suo career high di 40 punti, conditi con 10 rimbalzi e 8 assist. Nelle 4 sfide stagionali, per il centro serbo si parla di 25.7 punti, 9.7 rimbalzi, 8 assist con il 62% dal campo. Tutto questo nonostante la marcatura di un Jusuf Nurkic alla sua miglior stagione in carriera. Ora, Nurkic non sarà della serie per il terribile infortunio che lo ha costretto a terminare la stagione. Nemmeno Enes Kanter sembra essere al meglio, a causa di un problema alla spalla occorso in gara 5 nel primo turno. Chi marcherà Jokic se il turco non riuscirà a partecipare alle prime gare? Tornare da Denver sotto per 0-2 sarebbe quanto meno problematico per i Blazers. Meyers Leonard e Zach Collins non sembrano sufficienti a fermare Jokic nel pitturato. Senza Kanter, la serie rischia di rivelarsi più breve del previsto.

Infine, bisogna almeno menzionare i giocatori che non sono superstar, ma hanno saputo dare il loro contributo nella prima serie disputata. Se di McCollum ormai conosciamo pregi e difetti, Enes Kanter ha stupito tutti. Contro Steven Adams, il centro turco è stato non solo un efficace terminale offensivo, ma anche un difensore nella media. Da sempre indicata come sua più grande lacuna, la difesa di Kanter su Jokic e compagni sarà una chiave di questa sfida.

Nikola Jokic

Continuando a trattare di difesa, non si può fare a meno di citare Gary Harris e Torrey Craig. Entrambi vedersela a turno proprio con McCollum: la sfida interna tra Harris e la guardia di Portland potrà stabilire chi sia la miglior giovane guardia della Western Conference.

NUGGETS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Nikola Jokic, #15
  • Paul Millsap, #4
  • Will Barton, #5
  • Gary Harris, #14
  • Jamal Murray, #27
  • Mason Plumlee, #24
  • Monte Morris, #11
  • Torrey Craig, #3
  • Juan Hernangomez, #41
  • Malik Beasley, # 25
  • Trey Liles, #7
  • Isiah Thomas, #0
  • Michael Porter Jr., #1
  • Tyler Lydon, #20
  • Jarred Vanderbilt, #8

 

TRAIL BLAZERS: ROSTER E ROTAZIONI

  • Al-Farouq Aminu, #8
  • Zach Collins, #33
  • Seth Curry, #31
  • Maurice Harkless,#4
  • Rodney Hood, #5
  • Enes Kanter, #00
  • Skal Labisssiere, #17
  • Jake Layman, #10
  • Meyers Leonard, #11
  • Damian Lillard, #0
  • CJ McCollum, #3
  • Jusuf Nurkic, #27
  • Anfernee Simons, #24
  • Gary Trent Jr, #9
  • Evan Turner, #1

 

NUGGETS-TRAIL BLAZERS STREAMING

Nuggets-Trail Blazers in streaming, cercate questo? La serie è visibile in due modi diversi. Ecco quali:

  1. streaming su Sky Go
  2. streaming su NBA League Pass

Nel primo caso sarà possibile vedere anche altre sfide dei playoff su Sky, attraverso l’applicazione per smartphone, tablet e pc. I requisiti? Avere un abbonamento con Sky da almeno un anno ed avere attivo il pacchetto sport.

Così potrete vedere in diretta i match, ma anche registrarli e riguardarli su Sky e sui vostri dispositivi. Per il secondo metodo invece basta abbonarsi sul sito web di NBA League Pass, selezionare il pacchetto desiderato e potrete vedere tutte le gare anche in contemporanea in diretta, in streaming su PC, tabletcellulare.

I Nuggets vincono gara 7 e passano al secondo turno, non succedeva dal 2009

Nuggets-Spurs streaming

Finalmente i Denver Nuggets sfatano il taboo del primo turno Playoff, che non superavano dal lontano 2009. La franchigia del Colorado, tra l’altro, non giocava un cosiddetto “elimination game” dal lontanissimo 1978. I ragazzi di Coach Mike Malone hanno superato, nella notte, i San Antonio Spurs nella decisiva gara 7 della serie, per 86-90.

Gli Spurs dal canto loro non hanno giocato un’ottima partita, mancando di efficienza per tutta la gara e di freddezza nei minuti finali. I Nuggets, invece, hanno dimostrato finalmente quella maturità che gli mancava, almeno secondo i più, vincendo una gara secca decisiva. E l’hanno fatto contro una squadra ricca di esperienza e allenata da un signore di nome Gregg Popovich.

Denver ha beneficiato dell’ennesima buona prestazione di Nikola Jokic, che, dopo aver eguagliato il record Playoff di franchigia in gara 6 con 43 punti, ha fatto registrare 21 punti, 15 rimbalzi e 10 assist, benché non sia riuscito a segnare tiri da tre (0/4).

Bene anche Jamal Murray, con 23 punti e 9/19 al tiro, sebbene resti a secco anche lui da oltre l’arco con uno 0/2.

“Il merito è di tutti” “Siamo rimasti uniti”

Le interviste e i discorsi post-partita di tutti i membri della franchigia del Colorado tendono a mettere al primo posto nella scala del successo la forza del gruppo.

Il primo in ordine di tempo è stato Coach Malone, quando ha parlato alla squadra immediatamente dopo la fine della gara:

“Gara 7 è sempre una gara particolare. Noi abbiamo vinto davanti ai nostri tifosi. Dopo gara 6 avevamo detto che la difesa non andava, siete migliorati. Loro hanno provato a fare una buona serie di punti, un gruppo di veterani contro di noi che siamo giovani. Ma siamo rimasti lì, uniti, abbiamo serrato le fila, facendo una giocata importante dopo l’altra”

Poi i due leader, Jokic e Murray, hanno confermato le parole del Coach in conferenza stampa:

Murray“Per me gli ultimi due anni sono stati un bel percorso, prima partendo dalla panchina, poi da titolare, e ora siamo al secondo turno Playoff. E’ stato divertente”

Jokic“Per me ogni componente della nostra squadra è molto importante, Paul (Millsap, ndr), Will (Barton, ndr), sono sempre qui con noi. Anche quelli che sembrano piccoli pezzi sono fondamentali, Craig, Plumlee, Beasley, sono fenomenali. Non siamo solo noi due, ma è tutta la squadra nel suo insieme”

Ora i Nuggets sono attesi dai Portland Trail Blazers, che hanno sicuramente faticato di meno (e giocato di meno, ben 2 gare di riposo in più), per liquidare gli Oklahoma City Thunder al primo round. Jamal Murray si è detto pronto per questa serie:

“Adoro scontrarmi con Damian Lillard, è un vero agonista: lotta per la sua città e la sua squadra. Sarà una serie davvero divertente, non vedo l’ora”