A Toronto riecco OKC, torna alla vittoria dopo 4 sconfitte di fila. Schroder: “Giocato come sappiamo”

Paul George

Abbiamo ripreso a giocare come sappiamo” Così Dennis Schroder ha commentato la vittoria dei suoi Oklahoma City Thunder alla Scotibank Arena dei Toronto Raptors per 116-109.

I Raptors hanno avuto la partita in mano per tutto il primo tempo, chiuso in vantaggio per 48-58. Tuttavia, come nello scontro di due notti fa, OKC è stata in grado di rimontare lo svantaggio e, stavolta, di chiudere la pratica con il segno W.

I Thunder sono riusciti a migliorare sia nella fase difensiva che offensiva. Sono riusciti a mettere a segno 20 triple su 43 tentate, mentre mercoledì ne erano entrate solo 13 su 43.

La squadra di coach Billy Donovan si è messa al comando della partita alla fine del terzo quarto, concludendo un parziale da 20-4 e portandosi sul 83-80. La pratica è stata chiusa dal contropiede di Jerami Grant, che a 6:21 dal termine ha portato i suoi sul 101-91.

Bene Paul George, con 28 punti, ottima prestazione dalla panchina invece per Schroder, che ha prodotto 26 punti in 31 minuti. Fatica Russell Westbrook: tripla doppia da 18-12-13, ma solo con 6/20 al tiro. Ai Raptors non sono bastati i 37 punti di Kawhi Leonard e i 25 di Paskal Siakam.

Bene difesa e tiro da tre di OKC, Schroder dà energia dalla panchina

Siamo tornati al nostro livello, giocare bene a Toronto significa molto per tutti” Così commenta la partita Schroder, autore di 12 punti nel quarto periodo.

Di lui ha parlato bene anche Coach Donovan. “Ci ha dato la spinta giusta nei due lati del campo

Coach Nick Nurse ha invece parlato così della sconfitta dei suoi: “Loro hanno semplicemente segnato tiri da 3. Noi siamo rimasti lì, vicini con il punteggio, ma non siamo riusciti a completare le difese necessarie a fermarli

Fred VanVleet, oggi partito in quintetto per l’assenza di Kyle Lowry causa caviglia dolorante, ha analizzato così la prestazione: “Se perdi 22 palloni (record stagionale negativo dei Raptors, ndr) e gli avversari mettono 20 triple, è normale perdere. E’ semplicemente una ricetta sbagliata

Kawhi Leonard si sente meglio in vista dei Playoff

L’ala dei Raptors ha lasciato alcune dichiarazioni sulla sua salute ai microfoni del reporter Canadese Josh Lewenberg.

Il saltare partite per me non riguarda solo il mantenermi riposato. E’ per essere sicuro di non avere ricadute sugli infortuni che mi hanno fermato l’anno scorso. Qui stanno facendo tutti un gran lavoro, capendomi e assicurandosi che io non peggiori, ma migliori continuamente per quanto riguarda la salute”.

Mi sento molto meglio di quando è iniziata la stagione. C’è stato un momento di preoccupazione, ma ci siamo tutti uniti e insieme abbiamo trovato le soluzioni. Ora le cose vanno bene e mi sento bene”.

Chris Bosh: “I successi di LeBron hanno spinto Durant ad unirsi ai Warriors”

E’ stata la decisione di Lebron James di unirsi agli Heat a mettere pressione a Durant”  Chris Bosh ha parlato a Tom Haberstroh della testata NBC Sports di questo ed altri aspetti della sua carriera NBA.

La decisione che l’ex stella dei Toronto Raptors prese, insieme a Lebron James, di unirsi ai Miami Heat di Dwyane Wade e formare un trio di stelle, avrebbe, secondo Bosh, cambiato la lega. I tre hanno raggiunto 4 Finals consecutive e vinto 2 anelli.

Bosh e Lebron avevano già ottenuto diversi riconoscimenti personali nelle rispettive ex franchigie, ma la mancanza di successi di squadra a suggellarne le individualità li avevano portati a passare alla franchigia della Florida nella Free-agency del 2010.

Queste mosse hanno messo al centro della decisione la volontà dei giocatori stessi, situazione rivoluzionaria secondo l’ormai ex lungo NBA, la cui maglia numero 1 sarà ritirata dagli Heat il 26 marzo.

Sono felice di guardare indietro e vedere, anche se gli altri non ci fanno caso, che ho in un certo senso contribuito al cambiamento della lega

Oggi, non fosse stato per i gravi problemi di salute, si sarebbe apprestato ad entrare in una classe di free-agents con Kyrie Irving, Jimmy Butler e Kevin Durant. Tutti giocatori che hanno saputo mettere la loro volontà al centro della carriera.

“Durant ha ricevuto pressione da LeBron nell’unirsi ai Warriors”

Bosh non si è risparmiato dai commenti su Kevin Durant e la sua mossa verso Golden State. Secondo il due volte campione NBA, per Durant essere secondo a qualcuno è inaccettabile e vedere Lebron muoversi verso Miami e vincere due titoli deve averlo fatto pensare molto.

Durant deve aver pensato ai suoi OKC Thunder come situazione analoga a quella di James nella prima esperienza ai Cleveland Cavaliers. La differenza stava nel fatto che Kevin ed OKC fossero andati molto più vicini al titolo rispetto ai primi Cavs di Lebron: Finals perse nel 2012 proprio contro Miami e Finale ad Ovest persa nel 2016 con gli Warriors.

Il numero 35, dopo aver visto “il King” vincere due titoli negli anni precedenti ed uno proprio nel 2016, si è sentito così sotto grande pressione.

Sotto la pressione dei successi del suo grande rivale e sotto quella di non riuscire a battere Golden State. La soluzione è stata dunque unirsi ad una squadra che gli avrebbe assicurato il tanto cercato successo: i Warriors stessi.

Ad Oakland ha vinto due Finals e due Finals MVP consecutivi.

Per Bosh, se Lebron non fosse mai andato agli Heat, probabilmente Durant non avrebbe mai subito la pressione di dover vincere assolutamente e al più presto, per non sentirsi secondo al tre volte campione NBA, e forse non avrebbe così seguito le orme dei due nell’unirsi, da free-agent, ad una squadra in lotta per il titolo.

 

Utah Jazz, tifoso lancia raccolta fondi benefica: “Non siamo una comunità di razzisti, dimostriamolo”

thunder-jazz

Devin Eaton, un tifoso degli Utah Jazz ha lanciato una raccolta fondi tramite la piattaforma GoFundMe, con l’obiettivo di raccogliere una cifra pari a 25mila dollari, l’ammontare della multa assegnata dalla NBA a Russell Westbrook dopo l’incidente di martedì scorso alla Vivint Smart Home Arena.

I tifosi dei Jazz non sono bigotti, razzisti, e sono fedeli alla loro squadra” Così nell’appello “Raccogliamo 25mila dollari e doniamoli alla Human Rights Campaign. E’ giunta l’ora di cambiare la narrazione che vede lo Utah come una comunità di bifolchi razzisti e violenti. La stragrande maggioranza di noi sono uomini e donne, genitori, lavoratori e gente accogliente. Sono un tifoso dei Jazz da sempre, sono stato a più di 100 partite ed ho avuto scambi di battute amichevoli con tanti giocatori, da Charles Barkley a Russell Westbrook. Non ho mai personalmente vissuto alcun episodio di razzismo, e mi ritengo una persona corretta e sportiva. Voglio che i media nazionali possano vedere chi siamo veramente“.

La Human Rights Campaign è la più grande associazione LGBT d’America, e fu fondata nel 1980.

Dopo una rapida indagine interna, gli Utah Jazz hanno bandito a vita da ogni attività in seno alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City Shane Keisel, il tifoso che avrebbe rivolto insulti razzisti a Russell Westbrook durante la gara tra Jazz e OKC Thunder di martedì scorso.

I Jazz bandiscono a vita il tifoso che aveva insultato Westbrook, giocatore multato

Caso Russell Westbrook-Utah, i Jazz hanno espulso a vita il tifoso che durante la sfida tra Oklahoma CIty Thunder e Utah Jazz di martedì aveva avuto uno scontro verbale con la star dei Thunder.

Una rapida indagine interna ha chiarito le dinamiche che avevano portato un adirato Westbrook a minacciare Shane Keisel (questo il nome del tifoso) e la moglie. A scatenare l’ira dell’MVP 2017 un insulto a sfondo razzista di Keisel, che dal suo posto a ridosso della panchina degli ospiti avrebbe preso di mira Westbrook per tutta la partita.

A fine partita, Russell Westbrook ed alcuni compagni di squadra come Patrick Patterson e Raymond Felton avevano denunciato l’episodio, mentre in rete diventava virale il video del giocatore dei Thunder che si rivolgeva minaccioso al tifoso, non ripreso dall’obiettivo.

I Jazz avevano annunciato una indagine tesa a chiarire quanto accaduto, mentre Donovan Mitchell aveva affidato a Twitter la sua netta presa di posizione contro i presunti insulti razzisti di Keisel:

Come americano nero che vive in una comunità che ama (…) l’incidente mi ha toccato profondamente. Razzismo e odio ci riguardano tutti, e non è la prima volta che cose del genere accadono nella nostra arena. Lo Utah che io conosco è una comunità aperta e tollerante, e l’incidente di ieri (martedì, ndr) non rappresenta il vero volto della comunità e dei nostri tifosi (…) voglio ringraziare la NBA e la mia squadra per essersi attivate tempestivamente, mi unisco ai miei colleghi per chiedere a tutte le squadre di prendere una posizione netta. Noi giocatori non possiamo più essere oggetto di insulti razzisti, specie all’interno delle arene di gioco (…) nei prossimi mesi lavoreremo con le squadre e con la lega per fare in modo che le arene NBA diventino luoghi sempre più accoglienti per tutti

– Donovan Mitchell sul caso Russell Westbrook-Utah –

Caso Russell Westbrook-Utah, i Jazz: “Tifoso bandito a vita dalla arena”

Nella serata di martedì, gli Utah Jazz hanno diramato un comunicato ufficiale che ha decretato il bando a vita per Shane Keisel da ogni attività in programma alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City.

Dopo un’inchiesta basata su prove video e testimonianze dirette, i Jazz hanno stabilito come la condotta del tifoso abbia comportato un’infrazione del “NBA code of Conduct”, codice che regola i comportamenti di tifosi, giocatori e personale presenti nelle arene di gioco durante partite ed eventi ufficiali.

I comportamenti offensivi non riflettono i valori della famiglia Miller (proprietaria degli Utah Jazz, ndr), della nostra franchigia e della comunità. Noi tutti abbiamo la responsabilità di rispettare il gioco e di rispettarci l’un l’altro come esseri umani” Così i Jazz nel comunicato.

Caso Russell Westbrook-Utah, il tifoso cita in giudizio la star dei Thunder

Shane Keisel, il tifoso colpito dal bando a vita, ha reso pubblica l’intenzione di citare in giudizio Russell Westbrook, negando di aver rivolto alcun insulto razzista alla star dei Thunder ed affermando di aver agito in difesa della moglie, minacciata dal linguaggio aggressivo di Westbrook.

Keisel avrebbe di conseguenza chiuso ogni account social personale, a seguito di presunte minacce di morte pervenutegli via web. L’uomo avrebbe insultato Westbrook, intimandogli di “mettersi in ginocchio, come (voi neri, ndr) siete soliti fare”, e questo avrebbe provocato la violenta risposta del giocatore.

Rifarei tutto quanto, senza problemi” Così Westbrook nel post gara “In vita mia non ho mai toccato nessuno, non ho mai picchiato nessuno ne mai lo farei. Ma difenderò sempre la mia persona e la mia famiglia dalle minacce, Quest’uomo e sua moglie hanno reiterato i loro insulti per tutta la partita, e ciò che avete sentito nel video da parte mia non è nient’altro che la mia risposta ai loro insulti“.

La NBA ha deciso di multare Russell Westbrook per 25mila dollari, per condotta inappropriata.

Defensive Player of the Year: è corsa a tre per la vittoria finale

Defensive Player of the Year-Nikola Jokic: un trattato umano di tecnica individuale

Defensive Player of the Year, anche nell’era delle statistiche avanzate, la difesa individuale rimane impossibile da quantificare. Il premio di Defensive Player of the Year può avere un impatto importante sul contratto di un giocatore – specialmente se sei Draymond Green e sei eleggibile per un contratto supermax da 235 milioni di dollari nel 2020, vincendo il premio.

 

La sfida di quest’anno non riguarda solo due giocatori, come è stato negli ultimi due anni con Rudy Gobert e Green a giocarsi il premio. Questa stagione, Paul George ha costruito una causa per sé stesso come difensore d’élite, nella difesa degli Oklahoma City Thunder (terza per rating difensivo). George è un difensore versatile per difendere sia da 2 a 4, e il suo team concede 7,2 punti in più sui 100 possessi senza di lui.

 

Confrontando i giocatori criterio per criterio il tutto è più facile, ma Green e Gobert non potrebbero essere più diversi nel modo in cui influiscono nel gioco. Gobert è in vantaggio in ogni metrica difensiva all-in-one. Il Defensive Real Plus-Minus, Box Plus-Minus e Jacob Goldstein Player Impact Plus-Minus sono tutti a vantaggio del lungo dei Jazz.

 

Rudy Gobert ha il rating più alto per quanto riguarda le stoppate. Green e George hanno invece più palle rubate e deviazioni, e inoltre contestano più triple per partita. Le statistiche all-in-one non favoriscono Paul George rispetto agli altri due big, ma quest’ultimo ha avuto l’impatto migliore sul successo difensivo della sua squadra. Green non è difensore d’élite in post o sul perimetro, ma è la combinazione perfetta tra le due situazioni.

 

 

credit: Will Gottlieb, Bleacher Report

 

 

Queste statistiche possono essere un punto d’aiuto di partenza, ma il confronto tra i tre non si riduce solo a un esame analitico. Dal momento che Green, George e Gobert hanno un gioco totalmente diverso, occorre procedere anche “a sensazione”.

 

“Rudy è un difensore più vecchia scuola, protegge il pitturato e il canestro e domina con le sue stoppate e la sua presenza” spiega il coach dei Golden State Warriors Steve Kerr “Draymond è un difensore più moderno, che copre l’intero parquet: pick and roll, scivolamenti e capacità di cambiare sulle point-guard avversarie fanno parte del suo repertorio. Ovviamente sono entrambi difensori temibili, anche se in modi diversi“.

 

D’altro canto, George ha degli standard d’oro per essere un’ala difensiva, che servirebbero ad ogni team. Quello che impressiona delle prestazioni di Gobert in questa stagione è che la NBA è costruita apposta contro le sue caratteristiche, e invece lui sta cambiando il gioco più di chiunque altro.

 

In questa era, spesso è molto più producente avere giocatori come Green, che permette ad esempio a Golden State di utilizzare di cambiare continuativamente in difesa. E’ sempre importante anche avere grandi difensori come Paul George sul perimetro per limitare giocatori come Lebron James o Giannis Antetokounmpo.

 

Defensive Player of the Year, capitolo Gobert

 

A causa dei movimenti limitati di Rudy Gobert sul perimetro, lo schema difensivo del Jazz incanala i tiratori dalla linea dei tre punti e verso il centro, quindi gli avversari sono costretti ad attaccare Gobert verso il canestro o provare il tiro dal mid-range da due.

 

“Se hai un giocatore difensivo come Rudy, da un punto di vista tattico, puoi approfittare di lui e del fatto di averlo in squadra” afferma l’allenatore dei Jazz Quin Snyder” Qualche volta puoi dare tutto per scontato. I ragazzi possono essere meno concentrati di quanto dovrebbero essere sul perimetro”.

 

Nel passato, team come i Golden State Warriors si sono rivelati un match-up particolarmente ostico per Gobert. I Warriors sono ottavi per percentuale di conclusioni mid-range e primi come percentuale di canestri. Indurre gli avversari sui tiri dalla distanza media è il modo più intelligente per difendersi, ma Gobert non può fare molto aspettando sotto canestro.

 

Questo è il punto nel quale Gobert ha mostrato una crescita maggiore. E’ passato dall’essere un puro rim protector a un giocatore che può adattarsi ad un pick and roll alto offensivo.

 

“Per essere il giocatore di impatto di cui abbiamo bisogno, Rudy ha dovuto estendere il suo raggio difensivo” aggiunge Snyder “In modo da essere in grado di di fronteggiare un pick and roll. Avanzare abbastanza per contestare un tiro pulito a Damian Lillard Steph (Curry, ndr). E tornare indietro e proteggere il ferro”.

 

 

 

 

Contrastare gli avversari sul prendere tiri è un’abilità di rottura del gioco. Gobert ha il merito di adattarsi al gioco moderno pur rimanendo un leader vicino a canestro, dove riduce le percentuali di realizzazione avversarie ad un media di 8.8 punti in percentuale.

 

Gobert si è trasformato in uno dei principali difensori della NBA. E’ in grado di influenzare una gara basandosi solamente sulla difesa, che è una rarità in quest’era.

 

“E’ molto competitivo” Dice Snyder su Gobert “La sua abilità sta tutta nel concentrarsi e non farsi distrarre dal possesso di palla, riesce ad essere così competitivo da poter influenzare ogni giocata”.

 

Questo coinvolgimento nel gioco è mancato ai Warriors quest’anno. Non è il caso dei Thunder di George, che sono terzi per efficienza difensiva, o per i Jazz di Gobert, che sono appena dietro, in quarta posizione.

 

Defensive Player of the Year, capitolo Green e situazione contrattuale 

 

I Golden State Warriors hanno raggiunto un record di 41-16 ad Ovest giocando al loro massimo, o almeno è quello che si avverte. Giocare al 100% ogni notte può essere difficile, specialmente in difesa, quando sai che potresti vincere anche con un sforzo difensivo probabilmente minore.

 

E’ facile intuire il flop di Green, considerando che la squadra è scesa al 15esimo posto come rating difensivo (109.2 punti concessi ogni 100 possessi). La stanchezza può essere la giusta spiegazione. Ma quando gioca al meglio delle sue possibilità, Draymond Green può imprimere il suo marchio sulla gara come pochi altri possono fare.

 

“Legge le giocate. Comunica. Abbiamo un anno di alti e bassi in difesa, ma quando Draymond è concentrato sulla difesa, puoi vedere quanto sia distruttivo sul parquet” Spiega il compagno di squadra di Green, Stephen Curry.

 

Tutta l’incredibile e contagiosa energia difensiva con cui i Warriors sono in grado di giocare inizia e finisce con Green. La combinazione di velocità, forza, altezza e intelligenza, rende Green uno dei migliori giocatori difensivi nella storia NBA. Fa di tutto, dal difendere il canestro, all’aiutare il lato debole, allo scalare in post-up come Gobert, fino a scivolare sulle guardie sui pick and roll avversari e difendere i portatori di palla migliori, come George. Gestisce la difesa e ha cambiato il modo in cui le squadre difendono nell’era moderna.

 

Anche Green difende spesso davanti al perimetro, ed è capace di stoppate clamorose grazie ad un’incredibile tempismo e consapevolezza nei suoi mezzi. Green può anche correre verso il portatore di palla, e tornare indietro dal tiratore nell’angolo forte, per effettuare delle stoppate impossibili.

 

Quando è concentrato, non c’è un difensore nella lega che abbia la capacità di influenzare il match come lui “Per la NBA moderna, è difficile trovare qualcuno come Draymond che può letteralmente coprire tutte le 5 posizioni, leggere le giocate avversarie, e analizzare anche ogni cosa che c’è da fare, nel posto giusto e al momento giusto” Dice di Green Coach Kerr “E’ strabiliante”.

 

Draymond Green sarebbe inoltre vicino ad assumere Rich Paul di Klutch Sports come suo rappresentante, secondo quanto riferito da fonti di Yahoo Sports.

 

 

Precedentemente il giocatore dei Warriors era rappresentato dall’agenzia Wasserman. Alla fine della stagione, il 3 volte All-Star entrerà nell’ultimo anno di contratto di un quinquennale da 82 milioni di dollari siglato nel 2015. Green, 28, anni è attualmente il giocatore più versatile della lega e diventerà free-agent in caso di mancata estensione con i Warriors.

 

Rich Paul ha aggiunto alla sua lista di clienti Anthony Davis, i gemelli Marcus e Markieff Morris e Green, solamente negli ultimi 6 mesi. I giocatori sopracitati vanno ad aggiungersi a Lebron James, John Wall , Ben Simmons, Tristan Thompson e Eric Bledsoe, tra gli altri.

 

Green sta viaggiando a 7.2 punti, 7.5 rimbalzi e 7.3 assist nelle 43 gare di questa stagione dei Warriors.

 

Defensive Player of the Year, capitolo George 

 

George invece è un rapinatore di banche nascosto in bella vista.

 

La sua abilità di scansionare la difesa ha raggiunto i livelli di Green, ma George lo fa difendendo sul miglior giocatore avversario invece di scalare su avversari meno pericolosi. La maggior parte delle metriche difensive non sono a suo favore perché non contesta i tiri, ma quello che George porta in dote è ancora più prezioso. Chiunque subisca la sua difesa non può fare o ricevere un passaggio senza che venga potenzialmente limitato.

 

 

A differenza di Gobert e di Green, Paul George è più adatto a coprire il miglior giocatore della squadra avversaria. È veloce, scivola sui blocchi, ed è intelligente nel trovare la posizione giusta. È come una trappola per topi; tutto ciò di cui ha bisogno è che il portatore di palla faccia qualche parvenza di errore. Poi PG13 colpisce.

 

Chi è il favorito per la vittoria finale del Defensive Player of the Year?

 

Tutti e 3 i giocatori possono avere legittime chance per vincere Il premio di Defensive Player of the Year. Green è un tuttofare che ha dominato in ogni settore. E’ l’eccezione alla regola che devi avere per giocare contro grandi, lunghi o piccoli, o veloci. MA il DPOY si sviluppa lungo tutta la stagione, e la sua difesa per larghi tratti non è stata sufficiente durante l’anno. George e Gobert hanno invece reso le loro squadre infernali da affrontare ogni notte.

 

La lega sta andando verso giocatori del tipo di Paul George e Draymond Green. La copertura sul perimetro rappresenta quello che prima era la protezione del ferro, e questo rende le capacità difensive di Rudy Gobert più impressionanti.

Markieff Morris va ai Thunder, rinforzi dalla panchina per coach Donovan

Markieff Morris giocherà ad Oklahoma City. L’ex giocatore di Phoenix Suns e Washington Wizards, rilasciato la settimana scorsa dai New Orleans Pelicans, raggiungerà Russell Westbrook e Paul George ad OKC già nelle prossime ore.

La notizia è stata riportata da Shams Charania di The Athletic. Gli Oklahoma City Thunder, bisognosi di forze fresche in uscita dalla panchina dopo il taglio della guardia spagnola Alex Abrines, hanno battuto la concorrenza di Houston Rockets e Brooklyn Nets, interessate a Morris.

Markieff Morris, 30 anni e da quasi quattro stagioni a Washington, era stato spedito a New Orleans in cambio della guardia Wesley Johnson, assieme ad una seconda scelta al draft 2023 lo scorso 7 febbraio. I Pelicans hanno successivamente rilasciato il prodotto di Kansas, che è quindi diventato free agent.

Morris non scende in campo dallo scorso 3 di gennaio, a causa di problemi al collo.

OKC, Paul George è incontenibile, Blazers KO, Turner: “PG è su un altro pianeta”

Trail Blazers-Thunder streaming

Paul George deve avere un problema con i Portland Trail Blazers, a giudicare dalle sole nude cifre. In tre partite giocate contro Damian Lillard e compagni, le medie dell’ex giocatore degli Indiana Pacers parlano di 40.0 punti, 9.3 rimbalzi e 5.3 assist a gara, con un incredibile 57% al tiro da tre punti (su una media di 9.3 tentativi a partita).

La terza sfida stagionale tra Thunder (37-19) e Blazers (33-23) viene risolta dalla tripla doppia di coppia di George e Russell Westbrook, e dai 33 punti combinati dell’insolito duo Raymond Felton-Deonte Burton in uscita dalla panchina.

120-111 il risultato finale. Russell Westbrook raccoglie la sua decima tripla doppia consecutiva (un nuovo record NBA, superato Wilt Chamberlain) e chiude con 21 punti, 14 rimbalzi e 11 assist, nonostante il brutto 5 su 19 al tiro.

Paul George è semplicemente perfetto: 47 punti (8 su 13 dalla lunga distanza) 12 rimbalzi e 10 assist in ben 43 minuti di gioco ed una capacità irreale di creare separazione tra se ed i disperati difensori in ogni situazione offensiva. Isolamento, pick and roll ed in uscita dai blocchi, la varietà offensiva della star degli Oklahoma City Thunder non lascia scampo ai Portland Trail Blazers, che incappano in una serata imprecisa (41% di squadra al tiro).

I Blazers subiscono la seconda sconfitta consecutiva nella seconda partita di un back-to-back, mentre OKC, priva dell’infortunato Jerami Grant e di Dennis Schroeder, trova minuti di qualità dal rookie Deonte Burton. Il prodotto di Iowa State chiude la sua gara con 18 punti (7 su 9 al tiro) ed addirittura 3 stoppate.

Evan Turner: “Paul George è su un altro pianeta”

Il Paul George edizione 2018\19 assomiglia terribilmente al Kevin Durant ammirato per anni nel midwest, prima della sua partenza in direzione Oakland. I problemi di convivenza tra due superstar, a volte così difficile in quel di OKC tra i giovani Durant e Westbrook, paiono oggi un ricordo.

La maturità di Russell Westbrook, riuscito a delegare di buon grado gran parte del peso offensivo della squadra all’ex stella degli Indiana Pacers, ha aperto la strada per una stagione da MVP per Paul George:

Complimenti ai nostri compagni, sono riusciti a salire di livello ed a coprire le assenze. La mia miglior pallacanestro di sempre? Assolutamente si… wow, che partita! Sono felicissimo per Russ (Russell Westbrook, ndr), è il giocatore più competitivo che abbia mai visto, il più competitivo con cui abbia mai giocato. Nessuno come lui è mai stato in grado di guidare la lega in triple doppie come sta facendo lui, va per il terzo anno consecutivo… che giocatore, Russell

– Paul George su Russell Westbrook –

 

 

Così l’avversario di giornata Evan Turner, già compagno di squadra di George agli Indiana Pacers, su PG13:

Tutti si strappano i capelli per Giannis (Antetokounmpo, ndr) e James (Harden, ndr), che stanno facendo cose spettacolari, ma Paul (George, ndr) è forse il miglior giocatore che ci è capitato di affrontare quest’anno. Sta giocando ad un livello tale che risulta anche difficile da spiegare

– Evan Turner su Paul George –

Andrew Wiggins trascina i Twolves, paura per Nerlens Noel, Wig: “No parole discriminatorie contro Schroeder”

Andrew Wiggins protagonista, nel bene e suo malgrado, nella vittoria a domicilio dei suoi Minnesota Timberwolves sugli Oklahoma City Thunder di Russell Westbrook nella serata di martedì.

40 punti e 10 rimbalzi per regalare al 32enne neo-head coach dei Twolves Ryan Saunders la sua prima vittoria in una partita NBA. Per Wiggins, 11 su 24 al tiro, 16 su 18 dalla lunetta e l’investitura ufficiale a bestia nera degli OKC Thunder, già “maltrattati” dal prodotto di Kansas in occasione della prima sfida stagionale tra le due squadre, a dicembre.

La partita vive attimi di apprensione a seguito di un brutto infortunio riportato da Nerlens Noel, ex Sixers e Mavs al suo primo anno alla corte di Billy Donovan a Oklahoma City.

Durante il terzo quarto, Noel tenta di contrastare un forte penetrazione al ferro di Wiggins, che colpisce inavvertitamente col gomito il lungo di OKC in pieno volto. Noel ricade pesantemente a terra, rimandendo per alcuni attimi inerte sul parquet della Chesapeake Energy Arena.

Dopo alcuni minuti, durante i quali l’ex Kentucky Wildcats è rimasto sempre cosciente e vigile, i sanitari hanno trasportato Nerlens Noel in ospedale per accertamenti.

Così Andrew Wiggins sull’episodio: “Ho cercato di andare su aggressivo e schiacciare. Lui (Noel, ndr) è saltato per contrastare il tiro, credo sia ricaduto male, io l’ho visto solo quando è rimasto a terra. Spero stia bene, mi auguro di cuore di vederlo presto in forma e di nuovo in campo“.

La tensione della partita e l’apprensione per le condizioni del proprio compagno hanno probabilmente giocato un brutto scherzo alla guardia dei Thunder Dennis Schroeder.

Pochi minuti dopo l’episodio, dopo un canestro di Russell Westbrook, Schroeder e l’ex compagno di squadra Jeff Teague sono venuti a contatto sotto il canestro dei Twolves. Teague ha vistosamente “allontanato” un nervosissimo Schroeder con un braccio, gesto che è poi costato l’espulsione all’ex Atlanta Hawks, ed un fallo tecnico per “taunting” al tedesco di OKC.

Nel post gara, le dichiarazioni di Wiggins hanno suscitato alcune polemiche riguardo alle parole usate dall’ex prima scelta al draft NBA 2014. Nel commentare il nervosismo di Schroeder, Wiggins avrebbe usato il termine “gay” rivolgendosi all’ex giocatore degli Atlanta Hawks:

Alcune ore dopo, lo stesso Wiggins è tornato sull’accaduto, smentendo qualsiasi intento discriminatorio e denigratorio nei confronti della comunità LGTB:

Vorrei chiarire la mia posizione su quanto da me dichiarato nel post partita (tra Twolves e Thunder, ndr). Le mie parole sono state: ‘Non so cosa gli sia preso, si stava comportando come un pazzo senza alcun motivo (getting… acting crazy…, ndr)‘ Ho il massimo rispetto per la comunità LGTB e non mi permetterei mai di usare termini discriminatori ed offensivi

– Andrew Wiggins –

 

Come riportato nel giornata di mercoledì da Shams Charania di The Athletic, Nerlens Noel ha riportato una commozione celebrale, ma gli esami medici hanno scongiurato gravi conseguenze per il lungo di OKC.

L’ex giocatore dei Philadelphia 76ers entrerà dunque nel rigoroso protocollo previsto dalla NBA per la valutazione dei traumi al capo, e solo a protocollo ultimato Nerlens Noel sarà autorizzato a riprendere l’attività agonistica.

Westbrook e George mandano Portland al tappeto, Russ: “Non vincevamo qui dal 2014, Paul è il più forte”

Russell Westbrook aveva segnato la trasferta di Portland sul suo calendario. Gli Oklahoma City Thunder sono arrivati venerdì sera al Moda Center con un’obiettivo: quello di spezzare la striscia di 6 sconfitte consecutive a Portland.

Per battere i Trail Blazers di Damian Lillard e di un infallibile Jusuf Nurkic sono stati necessari ben 68 punti della coppia Westbrook-George. L’ultima vittoria in Oregon per i Thunder risaliva al 2014, come ricordato nel post gara da Russell Westbrook:

2014. Ci ho pensato ieri (giovedì, ndr) quando siamo atterrati. Per me era una questione personale. Non vincevamo qui da un po’. Nick (Collison, ex OKC Thunder, ndr) sarà stato a casa a guardarci sicuramente, sarà contento. Io me ne ricordavo, ma mi sono tenuto la cosa per me. Alcuni dei miei compagni hanno vinto qui recentemente con le loro ex squadre, ma per i Thunder era diverso. George? Ha un talento incredibile, in campo può fare ciò che vuole e prendersi tutti i tiri che vuole, il mio lavoro è quello di facilitargli il compito qui

– Russell Westbrook dopo Thunder-Blazers –

 

Westbrook ha chiuso la sua partita con 31 punti (13 su 28 al tiro), di cui 20 nel solo secondo tempo, 9 rimbalzi e 7 assist. Paul George si “ferma” a quota 37 (5 su 9 da tre punti e 12 su 14 ai tiri liberi).

George e Westbrook segnano 28 punti nel terzo quarto, ed OKC scappa sul +8 (101-93) con 8:05 da giocare sul cronomentro del quarto periodo. I Blazers si affidano a Damian Lillard, che dalla lunetta sigla il -2 Portland (107-109) a 47 secondi dalla sirena finale. Dopo l’errore di Westbrook, Lillard e C.J. McCollum hanno due buone occasioni per pareggiare la partita, ma le sprecano e Paul George chiude la gara dalla lunetta.

Thunder-Blazers termina 111-109. Per Portland, 23 punti e 8 assist per Damian Lillard, e 22 con 8 rimbalzi per Jusuf Nurkic. Nelle ultime due gare, Lillard ha faticato a trovare ritmo da dietro l’arco, chiudendo con un 2 su 18 complessivo.

Così Paul George nel post gara:

Non sapevo a quando risalisse la mia ultima vittoria qui a Portland. Ad anni fa, probabilmente. L’anno scorso ci avevano battuto tutte e 4 le volte, dovevamo rimediare

– Paul George dopo Thunder-Blazers

Russell Westbrook stecca, Thunder KO a Dallas: “Colpa mia, ho deluso i miei compagni. Devo fare meglio”

Russell Westbrook non si nasconde dopo una delle prestazioni offensive più modeste mai giocate in carriera, all’American Airlines Center di Dallas contro i Mavericks di Luka Doncic. I Thunder lasciano Dallas con la 13esima sconfitta stagionale, la decima lontano dalla Chesapeake Energy Arena.

105-103 il risultato finale tra Mavs-Thunder. Un Russell Westbrook “scadente”, per usare la definizione che l’MVP 2017 stesso dà nel post gara alla sua prova, chiude con 9 punti e 4 su 22 al tiro. Per Russ anche 9 rimbalzi, 8 assist e 6 recuperi difensivi, ma 5 palle perse, 0 su 8 al tiro pesante e soli due tiri liberi all’attivo.

Luka Doncic fornisce la consueta prova solida, con 25 e 7 assist, ma 6 palle perse in 33 minuti di gioco. A risolvere la gara nel finale è però Dennis Smith Jr: l’ex NC State segna il canestro del definitivo vantaggio Mavs in appoggio, e poi difende su Paul George sull’ultimo possesso Thunder. Per la point-guard al secondo anno dei Mavs, 14 punti e 4 assist in 26 minuti d’impiego.

I Mavericks scappano nel terzo quarto, dopo un primo tempo equilibrato (59-57 Thunder dopo 24 minuti di gioco). Il terzo periodo si chiude 27-14 per Dallas, con due triple consecutive di Smith a lanciare il parziale per gli uomini di coach Rick Carlisle.

A fine terzo quarto, Doncic e J.J. Barea da tre punti fanno +13 (71-84) Mavs. Dennis Schroeder, Ray Felton e Hamidou Diallo ricuciono il divario in apertura di quarta frazione (86-86 con 8:17 ancora da giocare), la partita prosegue punto a punto fino ai 2 dal termine, quando Paul George (36 punti e 5 rimbalzi a fine gara) da il +5 (100-95) ai Thunder con due triple consecutive.

I Mavs non si scompongono e replicano con DeAndre Jordan (12 punti, 17 rimbalzi e 2 stoppate), Dennis Smith Jr riporta avanti Dallas con un facile layup (su incomprensione difensiva tra Westbrook e Schroeder) a 25 secondi dal termine. Lo stesso Smith forza poi Paul George ad un tiro difficile sul successivo possesso OKC. Jordan fa 1 su 2 dalla lunetta dopo il rimbalzo e Westbrook fallisce dall’angolo sinistro un buon tiro da tre punti sulla sirena.

Mavs-Thunder, Westbrook: “La sconfitta colpa mia, sto deludendo i miei compagni”

 

Nel post gara, Russell Westbrook si prende ogni responsabilità della sconfitta, ed analizza le ragioni del periodo negativo attraversato nell’ultimo mese dal prodotto di UCLA. La partita di domenica è la prima dall’aprile 2017 in cui Russell non chiude in doppia cifra in nessuna delle principali voci statistiche. In questa prima metà di stagione, Westbrook – reduce da un’operazione al ginocchio destro subita in apertura di training camp – sta viaggiando a 20.6 punti a partita, tirando con un modesto 42.1% dal campo ed appena il 22% al tiro da tre punti.

I 20.6 PPG sono il peggior dato statistico dalla stagione 2009\10, la seconda in carriera per Westbrook:

Si tratta di giocare meglio, semplicemente. Nell’ultimo mese ho fatto abbastanza schifo, a dir la verità, è colpa mia. Devo ritrovare concentrazione e determinazione, ho abbandonato i miei compagni in attacco, sbagliando veramente troppo. Difensivamente ci sono, si tratta di essere più efficaci. Io mi sono sempre considerato uno dei giocatori più efficaci della lega, uno che gioca duro e compete sera dopo sera. Sbagliare qualche tiro non è una tragedia, capita, ma devo assolutamente migliorare, crescere. E lo farò, non sono preoccupato. Domani si gioca di nuovo, avrò un’altra occasione per riscattarmi

– Russell Westbrook dopo Mavs-Thunder –

 

Nel mese di dicembre, la percentuale di tiro di Westbrook non ha superato il 37.2%. A 30 anni compiuti, la fiducia nel proprio trio dalla distanza per Russ sembra scomparsa, nonostante il 7 volte All-Star neghi qualsiasi tipo di problema:

No, assolutamente. Ho passato momenti peggiori di questo, ne ho viste tante. Siamo terzi ad Ovest, vinciamo tante partite. Il mio compito qui è vincere quante più partite possibile, sul campo posso fare di tutto oltre che segnare, difesa rimbalzi, circolazione di palla (…) io sono sempre molto esigente con me stesso, proprio perché so quanto valgo. Non c’è nessuno o quasi in questa lega che fa le cose che faccio io su entrambi i lati del campo, vorrà dire che pretenderò ancora di più da me stesso. Non sono preoccupato per nulla, il mio approccio alle partite non cambierà

-Russell Westbrook dopo Mavs-Thunder –

Twolves, Wiggins abbatte OKC, Taj Gibson: “Andrew ha giocato col fuoco dentro”

Andrew Wiggins ed i Minnesota Timberwolves rialzano la testa, battendo a domicilio gli Oklahoma City Thunder alla seconda partita di un back-to back per 114-112.

Paul George ha ancora energie da spendere dopo la prova da 43 punti con cui l’ex Pacers si è preso la sua rivincita contro gli Utah Jazz, dopo la serie di primo turno dei playoffs 2018 malamente persa da Russell Westbrook e compagni, e chiude la gara di OKC con 31 punti e 11 rimbalzi.

Per Russell Westbrook (23 punti, 11 rimbalzi e 10 assist) tripla-doppia numero 113 in carriera.

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WOLVES WIN 🐺🐺🐺🐺

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I Twolves sono privi di Derrick Rose (caviglia destra) e Jeff Teague, ma una panchina da 37 punti segnati, ed un 14 su 27 al tiro pesante sostengono lo sforzo da season high di Andrew Wiggins. Per il canadese, 30 punti, 6 rimbalzi e 5 assist in ben 42 minuti di gioco.

Karl-Anthony Towns segna 18 punti, ma la sua partita è limitata dai problemi di falli (solo 27 minuti di gioco per KAT).  Per i Minnesota Timberwolves, la vittoria di OKC è la prima stagionale in trasferta contro una squadra della Western Conference.

Twolves-Thunder, Wiggins: “Finalmente una vittoria in trasferta”

 

I Thunder conducono di 10 lunghezze a fine primo tempo (63-53), ma i Twolves reagiscono e chiudono il terzo quarto con un parziale da 33-17 che li manda avanti 86-80 in apertura di quarto periodo.

Westbrook trascorre in panchina parte del terzo e quarto quarto con problemi di falli, Paul George impatta la gara sul 104 pari a 2:45 dal termine, e Steven Adams segna il +2 (110-108) a 53 secondi dalla sirena finale.

Alla tripla di Dario Saric (10 punti e 8 rimbalzi a fine gara) replica Westbrook (112-111 OKC), ma Wiggins in penetrazione sigla il 113-112 a 14 dal termine. Sull’ultimo possesso Thunder, Russell Westrbrook trova Alex Abrines sul perimetro per la tripla del sorpasso, che esce.

Dopo il fallo sistematico, Wiggins fa 1 su 2 dalla lunetta, Paul George strappa il rimbalzo dalle mani di Towns e regala ad OKC un’ultima opportunità, ma il tiro dello stesso George risulta di difficoltà proibitiva e non trova neanche il ferro.

Andrew Wiggins è soddisfatto a fine gara della prova dei suoi. I Twolves hanno saputo rimontare uno svantaggio in doppia cifra, e resistere ai colpi di Russell Westbrook nel finale di gara:

Una vittoria davvero importante per noi. Quest’anno siamo stati solidi in casa, ma in trasferta abbiamo perso un sacco di terreno. speriamo che questa partita ci possa servire da nuovo inizio, per fare sempre meglio

– Andrew Wiggins dopo Twolves-Thunder –

 

 

Taj Gibson, veterano di mille battaglie in casa Wolves, si gode la prestazione di Wiggins, e nel post partita incoraggia il prodotto di Kansas:

Eravamo stanchi di perdere, è stata dura. Abbiamo giocato bene, siamo una buona squadra e possiamo crescere. Wiggins? ha giocato col fuoco dentro. Ne abbiamo parlato molto ultimamente: dobbiamo essere in grado di fargli avere il pallone con continuità. Oggi Wiggins ha dimostrato quanto può essere efficace. La Western Conference è così competitiva, ogni vittoria in trasferta, specie contro una squadra come OKC, vale tantissimo. Ne avremo altre nei prossimi giorni

-Taj Gibson dopo Twolves-Thunder –

Thunder-Nets, tripla-doppia di Russ e 47 di George: “Abbiamo fatto vedere a tutti chi siamo”

Barclays Center di Brooklyn, la notte perfetta degli Oklahoma City Thunder.

Russell Westbrook mette a segno la sua tripla-doppia numero 108 in carriera e sorpassa Jason Kidd al terzo posto della classifica All-Time, Paul George si accende nel quarto periodo e chiude con 47 punti, ed i Thunder compiono una rimonta da record ai danni dei Brooklyn nets.

A Brooklyn, Thunder-Nets finisce 114-112.

21 punti, 15 rimbalzi e 17 assist per il neo-papà Russell Westbrook, in una curiosa e sgargiante mise blu (la maglia) arancio (tutori ed affini) e verde (sneakers). Dopo un primo quarto in equilibrio, i Brooklyn Nets mettono la quarta e travolgono i Thunder 36-22 nel secondo periodo. 17-4 di parziale per aprire il quarto, parziale condotto da Spencer Dinwiddie, Joe Harris e Jarrett Allen.

Il primo tempo si chiude sul 62-46 Nets. Per OKC, 12 punti e 7 assist per Westbrook, 14 punti per Paul George. 21 i punti a testa per Allen Crabbe e Dinwiddie, per Brooklyn.

Nel terzo quarto, una tripla di Allen Crabbe (22 punti con 7 su 13 da dietro l’arco) manda i Nets sul +23 (75-52) con 8:25 da giocare. Russell Westbrook è già in tripla-doppia a 5 minuti dal termine della terza frazione di gioco.

Nets in controllo della gara anche nel terzo quarto, chiuso sul +18. La rimonta OKC inizia con una tripla di Terrence Ferguson (99-83) con 8:24 da giocare, poi Adams e Paul George (4 triple nell’ultimo periodo di gioco) ricuciono il divario. PG13 appoggia alla tabella il -8 (105-97) a 5:35 dal termine, Jerami Grant dall’angolo fa -2 poco dopo (109-107). A 1:44 dalla sirena finale, George sigla il -1 (112-111), i Nets non segnano più e sempre George chiude la partita col suo sesto tiro da tre punti di serata a 3.1 secondi dal termine.

I Nets non riescono a tirare sull’ultimo possesso, con Westbrook che sporca il pallone indirizzato a Jared Dudley.

Thunder-Nets, Paul George: “Abbiamo fatto vedere a tutti chi siamo”

Paul George ha segnato 25 dei suoi 47 punti nel solo quarto periodo. A fine gara, dopo aver subito la rituale doccia di gatorade da Russell Westbrook, PG13 ha parlato della sua prova:

Grazie per la doccia, ero fin troppo caldo… sono entrato in ritmo nel quarto quarto, i miei compagni mi hanno incitato e sostenuto per tutta la gara, sono partito piano ma loro mi hanno messo nelle migliori condizioni possibili. L’ultimo possesso? Ottima esecuzione, dovevo fintare il blocco per Westbrook e poi allargarmi per ricevere, sono stato bravo a segnare. Partita dopo partita impariamo a conoscerci meglio, il nostro è un gruppo unito, siamo tutti ‘sulla stessa pagina’ (…) Oggi è stata una serata speciale, abbiamo fatto vedere a tutti chi siamo

La rimonta dal -23 del terzo quarto è la migliore nella storia per gli Oklahoma City Thunder.

Russell Westbrook è ora il terzo giocatore ogni epoca per triple-doppie realizzate. Al secondo posto Magic Johnson, a quota 138:

Il mio compito qui è quello di dire a Paul (George, ndr) di rimanere aggressivo, di fare la sua partita. Può accendersi in un attimo, è una superstar. E quando gioca coome stasera, può cambiare le partite. Quando vedi quante ore di lavoro Paul ci mette tutti i giorni, vedi come quest’anno si trovi molto meglio qui rispetto ad un anno fa, e come tutto il lavoro venga poi ripagato, è grandioso. Sono contento di avere uno come Paul in squadra

– Russell Westbrook dopo Thunder-Nets –