Olimpia Milano: il momento è ora

Eurolega-Olimpia Milano

L’Olimpia Milano si trova attualmente in sesta posizione nella Turkish Airlines Euroleague grazie ad un record di 13 partite vinte ed 11 partite perse. La squadra di Coach Simone Pianigiani sta attraversando un periodo di forma eccezionale, infatti si presenterà a Mosca per la partita contro la corazzata CSKA con una striscia aperta di 5 vittorie consecutive nella massima competizione continentale.

L'Olimpia Milano è ora fra le potenze d'Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic
L’Olimpia Milano è ora fra le potenze d’Eurolega anche grazie al rientro del fuoriclasse Nemanja Nedovic

 

Una partita quasi impeditiva, se non fosse per il fatto che l’Olimpia sembra davvero aver trovato la giusta chimica di squadra ed una solidità che a Milano mancava da ormai 5 anni, quando l’Olimpia Milano di Keith Langford e Samardo Samuels arrivarono a giocarsi i Playoff perdendo però contro il Maccabi Tel Aviv che si laureò poi campione d’Europa. Nelle ultime 5 partite, l’Olimpia Milano ha segnato di media 90.6 punti di media (grazie anche alla partita contro Gran Canaria in cui l’Olimpia vinse all’overtime per 104-106) e dando veramente l’impressione di essere difficilmente fermabile dalla difesa avversaria; andiamo però ad analizzare alcuni punti chiave dell’ottimo periodo di forma dell’Olimpia Milano e interroghiamoci sul perché i biancorossi potrebbero veramente conquistare un posto tra le prime 8 d’Europa:

 

  • Lo small ball: dopo l’infortunio di Arturas Gudaitis (il quale aveva suscitato anche l’interesse di alcune franchigie NBA) tutti davano l’Olimpia Milano per spacciata, ma la squadra di Simone Pianigiani ha dimostrato di potersela giocare con chiunque anche senza il proprio miglior centro grazie ad alcuni frangenti all’interno delle partite in cui l’Armani Exchange gioca con un quintetto “piccolo”: infatti il quintetto composto da Mike James, Nemanja Nedovic (o Curtis Jerrells, se il serbo non è a disposizione come spesso è successo in questa stagione), James Nunnally, Vladimir Micov e Jeff Brooks è spesso risultato incontenibile per le difese avversarie ed ha permesso alla squadra meneghina di correre in contropiede e firmare grossi parziali a favore.
  • James Nunnally: l’ultimo fuoco d’artificio di Olimpia Milano mercato ha dato senza dubbio i suoi frutti: infatti  James Nunnally da quando è arrivato in casa Olimpia Milano è sempre andato in doppia cifra, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti in cui Mike James non si trovi sul parquet (vedere ad esempio la partita di Gran Canaria, in cui Mike James uscì per falli negli ultimi minuti del quarto periodo e Nunnally si caricò letteralmente la squadra sulle spalle segnando quasi tutti i punti dell’Olimpia Milano nel quarto periodo ed overtime). 

 

  • Il contributo della panchinaNelle ultime uscite milanesi infatti Mindaugas Kuzminskas e Curtis Jerrells stanno regalando prestazioni fantastiche, risultando spesso fattori decisivi per le vittorie dell’Olimpia Milano. Con un quintetto formato da cinque giocatori del calibro di Mike James, Nemanja Nedovic, Vladimir Micov, Jeff Brooks e Kaleb Tarczewski avere in panchina gente del calibro di James Nunnally e questi Jerrells e Kuzminskas è attributo da grande squadra.
  • Una difesa sempre più in crescita: la difesa dell’Olimpia Milano, almeno in alcuni frangenti delle partite, è risultata spesso decisiva mettendo tanta pressione sui portatori di palla ed aggredendo gli avversari, finendo per recuperare palloni e per non far prendere mai tiri facili agli avversari (il secondo tempo di Mosca contro il Khimki è antologia). Se la difesa della squadra di Pianigiani resterà questa anche nelle ultime partite, allora l’Olimpia avrà buone possibilità di qualificarsi per i Playoff di Eurolega.

Detto ciò, basterà quest’Olimpia per entrare a far parte delle magnifiche 8 d’Europa? Difficile dirlo, visto che il calendario milanese è veramente molto complicato: si parte venerdì alle ore 18.00 contro il CSKA Mosca in trasferta, per poi affrontare in ordine l’Olympiacos in casa, il Real Madrid fuori casa, il Panathinaikos ed il Fenerbache in casa e l’ultima della stagione regolare in trasferta ad Istanbul contro l’Efes. Una cosa però è certa: l’Olimpia Milano è ora una squadra temibile anche in chiave Eurolega.

I New Orleans Pelicans rilasciano Tim Frazier, biennale per l’ex Olimpia Milano Dairis Bertans

Tiratori d'Eurolega-olimpia-milano-dairis-bertans tiratori

I New Orleans Pelicans rilasciano la point-guard Tim Frazier.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, con il taglio di Frazier i Pelicans liberano uno spazio a roster, e firmano con un contratto biennale la guardia lettone Dairis Bertans, fratello di Davis dei San Antonio Spurs e dal 2017 in forza all’Olimpia Milano. Il secondo anno dell’accordo prevede una team option.

 

Frazier, 28 ani, ha disputato in questa stagione 47 partite in maglia New Orleans Pelicans, viaggiando a medie di 5 punti e 4.4 assist a gara, in 19.3 minuti di impiego.

 

Pelicans-Bertans, biennale per Dairis

 

Dairis Bertans, fratello maggiore dell’ala dei San Antonio Spurs Davis, era sotto contratto con l’Olimpia Milano. Il contratto del lettone prevedeva una clausola di “NBA escape”, che ha permesso a Bertans di risolvere l’accordo con la squadra allenata da coach Simone Pianigiani.

 

 

In carriera, Bertans ha indossato le maglie di Ventpils, Bilbao, Darüşşafaka e Milano, ed ha disputato la Summer League 2014 con la maglia dei Boston Celtics. Dairis Bertans sta viaggiando in questa stagione a 6.1 punti a partita in 14.3 minuti ed il 49% al tiro da tre punti (Eurolega e Lega Basket).

 

Con i colori della Lettonia, Bertans ha disputato quattro edizioni dei Campionati Europei, dal 2011. Con l’arrivo di Bertans, sono oggi quattro giocatori di nazionalità lettone a giocare nella NBA: i fratelli Davis e Dairis, l’ala dei Brooklyn Nets Rodion Kurucs ed ovviamente il neo acquisto dei Dallas Mavericks Kristaps Porzingis.

Tiratori d’Eurolega: un playbook per una categoria “speciale”

Tiratori d'Eurolega-olimpia-milano-dairis-bertans tiratori

Quella dei tiratori è una specie protetta, e non dal WWF (anche perché tutto ci sembrano fuorché in via d’estinzione), ma dal basket moderno. I tiratori sono protetti dai compagni, dagli arbitri, dai coach e dai loro “giochi” o, se preferite, schemi offensivi. La quantità e la qualità delle strategie per arrivare a far tirare da fuori i migliori interpreti della specialità sono in continuo aumento nei playbook degli allenatori di Eurolega. Si parte spesso da una base comune, che poi si diversifica nelle diverse menti, a seconda di dettagli che vanno dalla tattica e dalla tecnica individuale del tiratore in questione fino alle caratteristiche della squadra cui appartiene. Noi abbiamo deciso di analizzare tre diversi schemi pensati per un tiratore e li abbiamo presi dal playbook dell’Olimpia Milano. Infatti Simone Pianigiani non poteva non avere alcuni giochi dedicati al secondo miglior tiratore d’Europa (54% dall’arco con 37/69), Dairis Bertans.

La classicità: il gioco “giro” dell’Olimpia Milano

Le uscite dai blocchi sono il più vecchio stratagemma per liberare i tiratori da fuori. Ovviamente, l’aumento di complessità e di preparazione delle difese europee ha fatto sì che un singolo “banale” blocco il più delle volte non sia sufficiente per raggiungere lo scopo prefissato. Inevitabile conseguenza di ciò è stata l’aggiunta di un secondo blocco, come ben vediamo dal gioco “giro” di Milano.

 

Un’uscita da un doppio blocco per Dairis Bertans

La situazione si presenta così: il playmaker porta la palla in posizione di punta, mentre il tiratore si posiziona su una delle due ali. Il primo blocco viene preso subito dal numero “4” per creare un primo vantaggio, che viene poi ampliato da un secondo blocco del centro sul post-basso opposto. Nel frattempo, il terzo esterno parte dal centro dell’area e si apre per creare uno “specchietto per le allodole” che può anche trasformarsi in una seconda alternativa, sempre per un buon tiro. La scelta del lato da cui il tiratore parte è data dalle sue caratteristiche: nel caso di un tiratore destrimano, sarà più conveniente una partenza dall’ala destra (come nel video). Infatti, in questo modo, il tiratore arriva a concludere con un arresto a due tempi sinistro-destro, notoriamente più naturale per un destro.

La modernità: i tiratori che bloccano

Sicuramente i tiratori sono la categoria di giocatori maggiormente attenzionata dalle difese. A volte, perciò, non basta nemmeno un’uscita da un doppio blocco per creare il famoso buon tiro. Negli ultimi anni si è quindi diffusa la tendenza a cercare vantaggi per i tiratori facendo bloccare loro altri compagni, che si tratti del palleggiatore o meno. Nel primo caso, il playbook di Pianigiani ci viene in soccorso con lo schema “corna lato”.

 

Bertans gioca un pick and pop per poi muoversi in flair

L’idea è questa: la guardia va a bloccare per il playmaker che arriva in palleggio. A differenza del pick and roll, dopo aver bloccato si apre, ed esegue quindi un “pop”, generando un primo vantaggio. Anche in questo caso ad ampliare ulteriormente la situazione favorevole è un secondo blocco. Il lungo gioca infatti un blocco per il bloccante, per farlo andare in allontanamento (conosciuto come “flair” nel gergo tecnico), per arrivare a un tiro da tre punti molto aperto sul lato lasciato completamente libero dai compagni.

Il senso comune del gioco “Bamberg”

L’idea di far bloccare un tiratore prima di bloccare per lui deriva dalla constatazione che per la difesa sia più difficile seguire un movimento complesso che genera un maggior numero di soluzioni rispetto a un gioco pensato esclusivamente per un unico obiettivo. Su questo si fonda l’efficacia dello schema “Bamberg”, utilizzato tanto in Eurolega quanto nella NBA, capace di creare una situazione di estrema indecisione nella difesa.

Bertans liberato al tiro nel gioco Bamberg

L’ala piccola e l’ala forte partono negli angoli per aprire il campo e lasciare più spazio possibile ai tre giocatori maggiormente coinvolti nello schema. Il tiratore parte in mezzo all’area e aspetta che il lungo giochi un classico pick and roll centrale con il playmaker. La guardia blocca quindi l’uomo del centro che sta rollando e, dopo aver fatto ciò, si apre sul lato opposto rispetto a quello scelto dal palleggiatore. La pericolosità di questa disposizione sta nel fatto che ha tre possibili sviluppi: un tiro aperto da fuori, una penetrazione del palleggiatore o un passaggio per il rollante, con tutti gli sviluppi che possono derivarne.

Olimpia Milano mercato: c’è James Nunnally!

James Nunnally-Olimpia-milano-mercato

Si è riacceso stamattina il discorso Olimpia Milano mercato, quando è venuta fuori la trattativa tra la squadra milanese e l’ex MVP del campionato italiano James Nunnally. Nei giorni scorsi il popolo #meninred concordava praticamente in pieno sul fatto che alla squadra di Coach Pianigiani sarebbe servito un rinforzo importante nell’Olimpia Milano mercato, visto l’infortunio di Nemanja Nedovic (e che ormai soffre di problemi fisici da mesi), giocatore fondamentale nello scacchiere di Simone Pianigiani. Recentemente il giocatore americano aveva firmato un contratto di 10 giorni con gli Houston Rockets, oggi scaduto e non rinnovato dalla squadra del Texas (complice l’arrivo di Kenneth Faried); andiamo a ripercorrere in alcuni step la trattativa lampo con cui l’Olimpia Milano sembra ormai essersi riuscita ad aggiudicare le prestazioni di James Nunnally, visto che anche testate importanti come Sportando si sono esposte dando ormai per conclusa positivamente la trattativa:

  • 10 giorni fa, prima che Nunnally firmasse con i Rockets, si parlava di un’importante offerta da una grande realtà di Eurolega (i riflettori erano però puntati sul Baskonia); in realtà, la ricca offerta di cui parlava il giocatore, era quella dell’Olimpia Milano.
  • James Nunnally decide di volersi giocare ancora le sue carte per la NBA, firmando con i Rockets.
  • Questa mattina il giocatore pubblica sul suo profilo instagram una storia con una bandiera italiana ed una freccia che fa centro sul bersaglio, storia subito dopo rimossa, che fa riaccendere le speranze dell’Olimpia Milano mercato. Con questo indizio social, il giocatore ha fatto capire che il suo immediato futuro sarà biancorosso.
La storia comparsa questa mattina nel profilo instagram di James Nunnally

Cosa porterà James Nunnally all’Olimpia Milano?

Dato ormai per scontato che il giocatore ex Minnesota Timberwolves e Houston Rockets approderà a Milano, andiamo a vedere insieme cosa potrebbe portare alla squadra milanese l’ultimo colpo dell’Olimpia Milano mercato: si tratta di un’ala piccola di 201 cm piena di talento, visto che James Nunnally è un giocatore in grado di spostare gli equilibri anche in una competizione importante e difficile come la Turkish Airlines Euroleague. Nel dettaglio, si tratta di un giocatore con un bagaglio offensivo più che completo, visto che è in grado sia di tirare da 3 punti, sia di penetrare attaccando il ferro e sia di giocarsi situazioni di palleggio arresto e tiro; inoltre è un giocatore in grado di giocare sia con la palla in mano e sia senza palla, in quanto sotto la guida di Coach Obradovic nella sua parentesi turca al Fenerbache è diventato un efficacissimo 3&D. Acquisto dunque più che sensato quello dell’Olimpia Milano mercato, in quanto oltre ad essere un grande attaccante è anche un ottimo difensore e potrà permettere senza dubbio a Vladimir Micov di riposare, in quanto Nunnally verosimilmente andrà a giocare oltre i 23 minuti di media.

James Nunnally con parte del suo bagaglio offensivo

Per vedere in azione in maglia biancorossa Nunnally probabilmente bisognerà aspettare il weekend, quando l’Olimpia Milano giocherà in campionato contro la Segafredo Virtus Bologna nella sfida classica del campionato italiano, visto che alla sfida importantissima di Eurolega contro lo Zalgiris mancano soltanto due giorni.

 

L’Eurolega dell’Olimpia Milano: cosa va e cosa non va

Olimpia-Milano-mercato-Sidigas Avellino vs EA7 Emporio Armani Milano

L’Olimpia Milano è sicuramente la squadra da battere nel campionato italiano, avendo un roster molto più completo e profondo delle altre squadre italiane ed un budget a disposizione fuori dal comune grazie ad un mercato super e nella Turkish Airlines Euroleague, l’Armani Exchange Milano si trova a dover ricoprire il ruolo di outsider.

In Eurolega l’Olimpia Milano ha un record di 8 partite vinte e 10 partite perse, occupando così l’ottavo posto in classifica insieme al Baskonia ed il Panathinaikos; sino ad oggi la squadra di Coach Simone Pianigiani ha senza dubbio compiuto un notevole passo avanti rispetto alla passata stagione (che aveva visto finire l’Armani Exchange Milano al penultimo posto con un record di 10 partite vinte e 20 partite perse). Dopo questa piccola premessa, andiamo a dare uno sguardo più attentamente alla stagione europea della squadra milanese:

Il Roster dell’Olimpia Milano

Il roster dell’Armani Exchange Milano è un roster con giocatori che hanno tanti punti nelle mani, basato su un quintetto base di altissimo livello composto da:

  • Mike James,
  • Nemanja Nedovic,
  • Vladimir Micov,
  • Jeffrey Brooks e
  • Kaleb Tarczewski.

Dalla panchina invece si alzano giocatori del calibro di Arturas Gudaitis, Mindaugas Kuzminskas, Dairis Bertans, Curtis Jerrells e poi gli italiani Andrea Cinciarini ed Amedeo Della Valle. Questo è il roster utilizzato base a disposizione di Simone Pianigiani, il quale raramente ha impiegato gli altri due italiani Simone Fontecchio e Christian Burns, vista anche l’aggiunta recente di Alen Omic a completare il reparto lunghi meneghino per via dell’infortunio di Kaleb Tarczewski. Il roster dell’Armani Exchange Milano potrebbe dunque essere uno dei migliori roster europei se al completo, nonostante il budget milanese è fuori dalla top 8 dei budget europei.

Cosa ha funzionato in casa Olimpia Milano?

L’Armani Exchange Milano ha iniziato l’Eurolega 2018/19 in modo eccelso, partendo con un record di 6-2 nelle prime 8 giornate con le uniche due sconfitte arrivate contro il Real Madrid ed il CSKA Mosca, due delle grandi favorite per la vittoria finale, dopo anche essere stata spesso avanti in entrambe le sfide. La squadra biancorossa ha dunque dimostrato di poter essere un osso duro per chiunque anche nella massima competizione continentale, segnando ben 87.3 punti di media a partita ed affermandosi come una delle migliori squadre per percentuale al tiro da 3 punti (quasi il 40%). Inoltre il quintetto base ha sempre dato grandi garanzie, anche se il centro che gioca più minuti ed ha un maggior impatto è quello che parte dalla panchina, ovvero Arturas Gudaitis, serio candidato ad essere scelto nel primo quintetto della Regular Season europea insieme all’americano Mike James; altro giocatore fondamentale per i milanesi è sicuramente Nemanja Nedovic, il quale è un po’ il braccio destro di Mike James ed infatti con Nedovic in campo l’Armani Exchange ha un record di 4-3, con un plus/minus di +47, mentre quando è assente Nedovic il record è di 4-7 e con Jerrells in campo (visto che è il giocatore che più viene utilizzato in assenza del serbo) il plus/minus milanese passa a -73). Unica pecca del serbo è quella di essere perseguitato dagli infortuni muscolari, come confermano le sole 7 partite europee disputate dall’ex giocatore dei Golden State Warriors. L’Armani Exchange Milano è inoltre una delle migliori squadre per rimbalzi offensivi, con Gudaitis primo in questa speciale classifica con oltre 3 di media a partita.

 

Mike James la vince così contro l’Efes 

Cosa non ha funzionato

La carenza principale dell’Armani Exchange Milano in questa stagione è la difesa, in quanto l’Olimpia concede 86.7 punti di media che le valgono il penultimo posto nella classifica di punti concessi agli avversari, un dato veramente macabro se parliamo di una squadra che potrebbe cercare di qualificarsi ai prossimi Playoff di Eurolega. Altro dato negativo riguardante la squadra biancorossa è il contributo offerto dalla panchina: l’Armani Exchange Milano ricava solamente 27.7 punti dai giocatori in uscita dalla panchina, 13 dei quali provengono da Arturas Gudaitis; da giocatori come Kuzminskas, Jerrells e Bertans ci si aspetterebbe qualcosa di più, visto che sono tutti e 3 dei giocatori che potrebbero segnare almeno 10 punti con una facilità disarmante. Anche alcune scelte di Coach Pianigiani non hanno dato i loro frutti, visto che l’ex coach senese ha spesso utilizzato rotazioni molto strette in Eurolega arrivando così stanchi in fondo alle partite ed anche oggi la squadra sembra risentire del poco riposo concesso alle stelle del roster milanese; infatti Amedeo Della Valle e Cinciarini giocano entrambi sotto i 10 minuti di media (Della Valle addirittura appena 6) mentre per Fontecchio e Burns addirittura siamo sotto i 4 minuti di utilizzo medio (Fontecchio 0.50 di media). Insomma, forse delle rotazioni leggermente più ampie sarebbe una buona soluzione per i problemi in casa milanese.

La squadra riuscirà a sopperire a queste carenze e problematiche per fare il grande salto anche in Eurolega? I tifosi dell’Olimpia Milano ed il movimento del basket italiano lo sperano!

 

Eurolega-Olimpia: il finale della regular season

Eurolega-Olimpia Milano

Eurolega-Olimpia, relazione ai titoli di coda. Come è andata la stagione europea della squadra di Milano? L’Eurolega per l’Olimpia si è conclusa nella serata di giovedì sera, con la partita casalinga contro il Panathinaikos. La stagione europea della squadra milanese è stata migliore rispetto a quella della passata stagione, visto che come avevamo già analizzato nel precedente articolo sul bilancio Eurolega-Olimpia l’obbiettivo per questa stagione era fondamentalmente evitare di terminare la regular season in ultima posizione. Nella prossima stagione infatti, stando alle parole scritte da Livio Proli nel comunicato ufficiale dell’Olimpia Milano riguardante alcune voci di mercato che vedono accostare il nome di Nemanja Nedovic all’Olimpia ed Andrew Goudelock in uscita, l’obbiettivo playoff potrebbe essere meno complicato da raggiungere. L’intenzione sarebbe confermare gran parte dell’attuale roster meneghino (cosa che da tempo non avviene) e dunque collaudare ancora di più gli schemi e lo spirito di gruppo e magari migliorare la fase difensiva (la squadra di coach Simone Pianigiani ha terminato l’Eurolega con la peggiore difesa della competizione insieme all’Andalou Efes ossia 2530 punti, 84.3 di media a partita).

Il cammino è stato influenzata in negativo sicuramente dalla difesa, visto che se essa fosse statameno scadente Milano avrebbe potuto togliersi molte più soddisfazioni in questa stagione. Contro le prime squadre della classe l’Olimpia ha dimostrato di potersela giocare almeno nella metà campo offensiva, arrivando ad esempio a toccare anche il +16 a Mosca contro il CSKA o il +17 in casa con il Panathinaikos, salvo poi permettere agli avversari di tornare in partita grazie a troppe disattenzioni difensive. Ad ogni modo nelle ultime partite della stagione europea il gioco dell’Olimpia è nettamente migliorato ed a tratti si è anche vista una squadra con voglia di difendere, quindi l’obbiettivo in questo finale di stagione in Italia (dove però la squadra di Pianigiani è già la miglior difesa del campionato)  sarà quello di fare in modo di tenere un’alta intensità difensiva per 40 minuti, limitando le tante amnesie difensive avute quest’anno.

L’Olimpia nell’ultimo mese ha visto la squadra di Pianigiani trionfare in 3 delle ultime 7 partite e tra le vittorie c’è da sottolineare quella a Mosca contro il Khimki, una vittoria di prestigio e giocata benissimo anche in difesa, con Goudelock autore di 26 punti (MVP della giornata di Eurolega) e con un’ottima difesa specialmente nel limitare un fenomeno assoluto come Shved (24 punti ma con un brutto 7/17 al tiro); d’altro canto tra le sconfitte c’è da evidenziare quella in casa col Valencia, una partita che era assolutamente alla portata della squadra milanese ma persa grazie ad una pessima difesa (93 punti concessi). Le altre vittorie sono arrivate contro l’Efes e contro il Brose Bamberg, mentre le altre sconfitte sono state per mano del Real Madrid, dello Zalgiris e del Panathinaikos (all’overtime dopo essere stata avanti di 17 punti, persa sulla sirena grazie ad un clamoroso autocanestro di Amath Mbaye).

Eurolega-Olimpia: miglior quintetto della stagione europea

    • Andrea Cinciarini: La stagione di capitan Cinciarini dopo un avvio in cui veniva spesso escluso dalle rotazioni in Eurolega,è stata un continuo crescendo fino ad arrivare ad essere un giocatore chiave e partendo addirittura in quintetto (complice l’infortunio di Jordan Theodore). Cinciarini ha portato tanta energia alla squadra ogni volta che è stato chiamato in causa ed ha portato anche doti da playmaker che non sempre si erano viste con Theodore. Oltre ad un’ottima difesa, il Cincia è stato anche a volte importante nella metà campo offensiva, andando anche in doppia cifra contro il Bamberg.

 

    • Andrew Goudelock: In attacco il Mini Mamba è spesso stato inarrestabile per gli avversari ed è stato il miglior realizzatore della squadra in molte partite (complice anche il numero di tiri che si prende). Ovviamente i suoi limiti in difesa sono evidenti, ma nelle ultime 10 partite ha fatto vedere anche alcune cose positive nella metà campo difensiva: c’è ancora molto da migliorare, ma le basi per portarlo ad essere un difensore nella media ci sono.

 

    • Vladimir Micov: L’ala piccola dell’Olimpia è un giocatore di una classe unica e nonostante il suo scarso atletismo riesce spesso a trovare la via del canestro (chiedere al Valencia). Si è dimostrato il più costante nel reparto piccoli e si è sempre caricato la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà.

 

    • Mindaugas Kuzminskas: Il lituano è sicuramente il meno in difficoltà nel ruolo di ala grande, visto che Mbaye è stato troppo altalenante e Davide Pascolo è si in crescita nell’ultimo mese ma ha fatto vedere troppo poco per meritarsi un posto nel quintetto. Arrivato a gennaio Kuzminskas ha fatto vedere a tratti il talento spaventoso di cui è dotato e nella prossima stagione con una preparazione fisica svolta potrebbe essere l’arma in più della squadra milanese

 

  • Arturas Gudaitis: Di gran lunga il miglior giocatore della squadra. Arrivato quasi in sordina si è poi rivelato un centro dominante ed un bel grattacapo per tutte le difese avversarie, andando spesso e volentieri in doppia doppia. Lui e Tarczewski costituiscono una delle migliori coppie di centri dell’intera Eurolega.

 

 

Olimpia Milano: analisi del roster

Andrew Goudelock Olimpia Milano roster

Olimpia Milano roster rinnovato in estate, tanti nuovi volti, ma il rendimento è stato migliore rispetto alla stagione precedente? Facciamo un bilancio di quello che è stato l’impatto dei singoli giocatori del quintetto e della panchina in Eurolega della squadra di coach Pianingiani.

Olimpia Milano roster: i voti alla squadra di Pianigiani

Awudu Abass-Olimpia Milano roster
Il giocatore del momento in casa EA7

La stagione dell’Olimpia Milano in Euroleague si sta ormai concludendo, con solamente 5 partite ancora da giocare. La squadra di Coach Pianigiani occupa attualmente la tredicesima posizione, con un record di 9 partite vinte e 15 partite perse che verosimilmente permetterà all’Olimpia Milano di evitare l’ultimo posto a fine anno, vero obbiettivo da quando si era capito che la squadra meneghina non avrebbe potuto competere per un posto nei Playoff in questa stagione. Andiamo ora ad analizzare il roster della squadra milanese in ambito europeo facendo anche un bilancio su ogni giocatore, per capire così chi sono stati i migliori giocatori dell’Olimpia e chi invece ha deluso:

  • Andrew Goudelock: Il mini mamba, così soprannominato dai tempi dei Lakers, è senza dubbio uno degli attaccanti migliori d’Europa ed è anche il miglior realizzatore dell’Olimpia in questa stagione di Eurolega con 13.8 punti di media a partita e con il clamoroso season high a Mosca contro il Khimki (partita vinta dalla squadra biancorossa). Inoltre Goudelock ha anche quasi 2 assist di media a partita e 2.3 rimbalzi, ma nelle ultime partite il trend è notevolmente cambiato: infatti il numero 0 milanese ha iniziato a giocare molto di più per la squadra, rinunciando ad alcuni suoi tiri per crearne uno migliore per un suo compagno meglio posizionato ed ha anche iniziato a difendere (non un’abitudine nella sua carriera), evitando di concedere canestri facili ai suoi diretti avversari andando anche oltre ai limiti fisici che ha. La stella dell’Olimpia sta tirando inoltre con il 34% da tre punti e con quasi il 50% da due e fino ad ora solamente in 4 partite europee non è andato oltre la doppia cifra. Voto stagione: 7
  • Vladimir Micov: L’ala dell’Olimpia Milano è sicuramente il leader silenzioso della squadra di Coach Pianigiani: quando la squadra ha bisogno lui risponde sempre presente, specialmente nei momenti fondamentali della partita e con la sua esperienza è in grado di segnare canestri importanti. Micov sta viaggiando con 10.6 punti, 2.6 rimbalzi e 2.1 assist di media a partita ed è una vera sentenza dall’arco, visto che da 3 punti sta tirando con il 43%, mentre da 2 tira con il 51%. Il serbo ha raramente deluso in questa stagione europea e gioca infatti ben 27 minuti di media (secondo giocatore più utilizzato da Coach Pianigiani). Voto stagione: 6.5
  • Davide Pascolo: Non è sicuramente il Pascolo dello scorso anno, il quale aveva umiliato Printezis al Forum. Paga sicuramente l’infortunio di inizio anno, il quale lo ha costretto a saltare la preparazione atletica ed anche le prime uscite stagionali milanesi. Gioca 11.30 minuti a partita, ma con solamente 8 presenze in Eurolega e l’ultima risale alla partita di Barcellona e segna 3.9 punti, prende 2.4 rimbalzi e distribuisce solamente 0.6 assist di media a partita, tirando con il 51% da 2 e lo 0% da 3 (ancora 0 triple segnate tra campionato, Euroleague e Coppa Italia). Voto stagione: 5
  • Mantas Kalnietis: Il playmaker lituano è stato tesserato solamente per l’Eurolega, il che implica anche una certa difficoltà mentale nell’approcciare bene alle partite e farsi trovare pronto quando chiamato in causa. La sua stagione europea è senza dubbio insufficiente: in media gioca 16.17 minuti, ma nelle ultime partite sembra essere scomparso dalle rotazioni di Pianigiani, visto che nelle ultime 4 partite non è sceso in campo e da 7 partite europee non gioca più di 8 minuti. Le sue cifre dicono 4.5 punti, 2.1 assist e 1.8 rimbalzi di media, ma con anche 1.4 palle perse e a volte risulta essere veramente irritante e indisponente nei confronti dei suoi compagni. Voto stagione: 4.5
  • Kaleb Tarczewski: Il centro americano dell’Olimpia è una delle migliori sorprese della stagione milanese, in quanto sta disputando una stagione di altissimo livello. Tarczewski viaggia a 6.9 punti, 5.9 rimbalzi e quasi 1 stoppata di media a partita, ma risultando spesso un fattore nelle due aree, inoltre tira con il 68% da due punti e con il 71% i tiri liberi. L’Olimpia sotto canestro può senza dubbio stare tranquilla, visto che lui e Gudaitis formano una coppia eccezionale (non a caso la maggior parte dei GM europei hanno dichiarato che se potessero togliere due giocatori all’Olimpia, sarebbero proprio i due centri). Voto stagione: 6.5
  • Mindaugas Kuzminskas: Kuzminskas è stato il cosiddetto “botto di capodanno” del mercato Olimpia, visto che è arrivato il 1 gennaio 2018 alla corte di Coach Pianigiani. In queste 9 presenze europee Kuzminskas viaggia a 11.3 punti, 2.2 rimbalzi e 1.3 assisti di media, tirando con il 44% da tre e il 46% da due. Ha portato senza dubbio versatilità alla squadra milanese in un ruolo in cui c’era assolutamente bisogno di un giocatore di spessore. Voto stagione: 6.5
  • Andrea Cinciarini: Il capitano milanese si è sempre fatto trovare pronto quando è stato chiamato in causa, portando sempre grande energia in campo ed una difesa più che sufficiente, ingredienti che hanno spesso cambiato le partite per la squadra biancorossa. In questa stagione Cinciarini ha 3.8 punti, 2.2 rimbalzi e 1.9 assist per partita, ma il suo contributo è sicuramente positivo, in quanto ha uno dei migliori plus minus della squadra. Cinciarini sta inoltre tirando con il 54.5% da tre punti (specialità in cui è migliorato tantissimo) e il 52.5% da due. Voto stagione: 6.5
  • Marco Cusin: Utilizzato pochissimo vista la agguerrita concorrenza, con appena 5 presenze e 26 minuti totali. Voto stagione: sv
  • Awudu Abass: Discorso simile a quello di Cusin, utilizzato poco (8 presenze) anche se spesso si è fatto trovare pronto con una grande attitudine difensiva e un buon atletismo, è diventato uno dei giocatori più amati dal pubblico del forum. Voto stagione: 6
  • Amath M’Baye: L’ex Brindisi è stato spesso autore di prestazioni altalenanti, anche se era lecito aspettarsi qualche punto in più da lui (appena 6 di media). Non prende tanti rimbalzi (2) e non distribuisce molti assist (appena 1 di media), ma è comunque spesso impiegato da Coach Pianigiani, visto che l’impegno non manca mai ed è inoltre in grado di segnare e di aprire il campo. Voto stagione: 5.5
  • Jordan Theodore: Il playmaker dell’Olimpia Milano è stato assente nelle ultime partite dell’Olimpia, periodo coinciso con il miglior momento della squadra di Pianigiani. Il suo contributo è comunque spesso stato importante, visto che viaggia con 12.6 punti, 4.7 assist e 2 rimbalzi di media a partita. Paga sicuramente il non essere un tiratore pericoloso (30% da tre) e i pochi centimetri a disposizione, cosa che spesso lo penalizza e la sua presenza in campo risulta essere più un handicap che un bene. Nonostante questo, non si può fare a meno di lui, visto che ha un gran talento, grande grinta ed è il miglior assistman della squadra. Una soluzione al suo rientro potrebbe essere alternare il suo impiego con quello di Goudelock. Voto stagione: 6+
  • Dairis Bertans: La guardia lettone è andato a corrente alternata in questa stagione, alternando prestazioni positive a prestazioni negative (gli europei di quest’estate lo hanno senza dubbio penalizzato fisicamente). Bertans si è confermato comunque un killer dalla lunga distanza, visto che tira con il 43.4% da tre punti e viaggia a 7 punti, 1.4 assist e 1 rimbalzo di media a partita. Voto stagione: 6-
  • Curtis Jerrells: Il giocatore statunitense è arrivato a stagione in corso e con problemi fisici, ma l’entusiasmo del suo ritorno a Milano gli ha permesso di iniziare subito con l’exploit di Valencia (30 punti) e con i 12 punti contro il Bamberg, salvo poi pagare la condizione fisica problematica ed alcune prestazioni sottotono, anche se nelle ultime partite sembra essere tornato l’attaccante fenomenale che è sempre stato. Viaggia a 8.8 punti, 2.3 assist e 1.6 rimbalzi di media a partita e tira con il 35% da tre e e il 67% da due. Voto stagione: 6.5
  • Arturas Gudaitis: Gudaitis è sicuramente il miglior giocatore milanese in questa stagione, visto che è spesso stato l’uomo più importante nelle partite dell’Olimpia. Nei due pitturati risulta spesso un grattacapo irrisolvibile per le difese avversarie ed infatti viaggia con 9.6 punti e 6 rimbalzi di media a partita ed in ben 11 partite è andato oltre la doppia cifra di punti. Tira con il 71.7% da due punti e con il 66.7% i liberi. Voto stagione: 7.5

Olimpia-Euroleague: il bilancio

Eurolega-Olimpia Milano

Come sempre negli ultimi anni quando si accostano le parole Olimpia-Euroleague le aspettative sono elevate, in quanto almeno a livello di roster l’Olimpia Milano è sempre stata competitiva anche nella massima competizione continentale. Ovviamente per disputare una buona stagione europea non basta avere un roster con nomi altisonanti ed avere delle ottime individualità, visto che il basket è un gioco di squadra e le partite si vincono soprattutto grazie alla propria difesa. Il rapporto Olimpia-Euroleague specialmente in questi ultimi anni è sempre stato veramente complesso, visto che la squadra milanese non si è mai dimostrata all’altezza delle big europee, in quanto l’ultimo gran risultato in Eurolega è stato con Banchi in panchina nella stagione 2013/2014, quando addirittura si sfiorarono le Final Four (disputate a Milano peraltro). Come ormai sappiamo la licenza decennale per disputare l’Eurolega andrebbe rinnovata se nell’arco dei 10 anni si concludesse la stagione per ben tre volte in ultima posizione, cosa che l’Olimpia ha centrato nella passata stagione (primo anno con questa licenza); di conseguenza nonostante gli impegni stagionali Olimpia-Euroleague termineranno ormai certamente alla fine della Regular Season, rimane da centrare l’obbiettivo di non arrivare di nuovo in ultima posizione, in quanto il mancato successo in questo traguardo rappresenterebbe un vero disastro per il futuro della società meneghina in Euroleague. In questo momento la classifica Olimpia-Euroleague vede la squadra di Coach Simone Pianigiani in terzultima posizione insieme al Barcellona (però a parità di vittorie l’Olimpia è sopra per gli scontri diretti) e sopra di una vittoria sull’Efes; il calendario dell’Olimpia Milano in Euroleague vede la partita fondamentale contro l’Efes proprio nella prossima gara e da giocare in casa, dunque una vittoria sarebbe importantissima per distaccare la squadra turca in classifica, specialmente se questa dovesse arrivare con un margine di almeno 6 punti (la gara d’andata finì 73-68 a favore dei turchi). Inoltre il calendario Olimpia-Euroleague dice anche che l’EA7 giocherà in casa contro il Valencia, altra squadra in lotta per evitare l’ultimo posto, seppur la situazione degli spagnoli sia più tranquilla rispetto alle tre squadre in coda; dunque per la squadra di Pianigiani sarà un finale di Regular Season infuocato e tutto da seguire.

Olimpia-Euroleague: analisi tattica

 

Il binomio Olimpia-Euroleague era iniziato anche con buoni segnali, in quanto nelle prime partite la squadra milanese aveva messo in seria difficoltà tutte le big europee, a cominciare dalla prima giornata in quel di Mosca contro il CSKA (persa dopo essere stata anche sul +16), passando per la partita in casa contro i campioni in carica del Fenerbache (persa solamente dopo un overtime) e per la partita di Madrid, in cui l’Olimpia aveva anche avuto la possibilità di sbancare la casa blanca. Dopo queste prime 3 partite è arrivata la prima vittoria, quella contro il Barcellona in casa, che aveva alimentato le speranze di poter disputare una grande Eurolega in casa Olimpia; da qui sono arrivati i primi problemi, con la disfatta di Tel Aviv in cui l’Olimpia perse senza mai essere in partita e la sconfitta ancora più pesante in casa contro lo Zalgiris, dove la squadra di Pianigiani perse addirittura 62-94. Detto ciò, andiamo ad analizzare quali sono i veri problemi della stagione europea:

 

    • Difesa: il problema principale della squadra milanese è senza dubbio la difesa, visto che è la peggior difesa dell’intera Eurolega; infatti l’Olimpia concede ben 85 punti di media a partita, con exploit negativi che arrivano a ben 4 partite con almeno 100 punti subiti solamente in Eurolega.

 

    • Costanti mismatch: sin dalla prima partita stagionale Coach Pianigiani ha scelto di giocare con Theodore come playmaker e Goudelock come guardia; seppur in attacco formano una buona coppia, nella fase difensiva sono dei mismatch in ogni partita di Eurolega, vista la scarsa attitudine a difendere dei due e i pochi centimetri e chili che hanno a disposizione. I due funamboli milanesi infatti vengono attaccati praticamente in ogni azione e la maggior parte dei diretti avversari li portano spalle a canestro sfruttando l’evidente vantaggio fisico, per concludere loro stessi o scaricare per un compagno libero dopo aver attirato il raddoppio difensivo. Probabilmente dovrebbero essere impiegati in alternanza, limitando così i mismatch e mettendo un giocatore utilissimo in quintetto come Dairis Bertans. Il defensive rating della squadra dice che quando i due sono seduti esso migliora notevolmente: il loro defensive rating dice infatti che con Goudelock in campo la squadra subisce 110 punti su 100 possessi, mentre quando è seduto la squadra ne subisce 102; discorso simile è con Theodore, in quanto il defensive rating dell’Olimpia passa da 107 a 103 punti subiti su 100 possessi

 

    • Scarsa conoscenza reciproca: Ovviamente cambiando la maggior parte del roster ogni anno complica notevolmente la stagione di una squadra; infatti uno dei problemi costanti dello scarso successo Olimpia-Euroleague è senza dubbio questo: sono molte infatti le partite perse per questo motivo, visto che nei finali in bilico essere un gruppo unito e conoscersi alla perfezione aiuta e non poco, inoltre anche la difesa risente di questa scarsa conoscenza reciproca, visto che spesso l’Olimpia ha avuto delle vistose distrazioni difensive. Inoltre, questo comporta lo scarso gioco di squadra, visto che l’Olimpia spesso e volentieri si è affidata alle giocate individuali dei vari Theodore, Goudelock e Micov. 

 

  • Percentuale di tiro concessa: A rinforzare il primo punto, possiamo notare che l’Olimpia concede il 55% al tiro da 2 punti agli avversari (contro il Khimki addirittura si sfiora il 70%) ed è tra le peggiori della Lega; per quanto riguarda il tiro da 3 punti, l’Olimpia è ultima nella Lega, in quanto concede il 43% di realizzazione dei tiri dall’arco agli avversari, con dei clamorosi exploit negativi con lo Zalgiris nella gara d’andata e il Maccabi nella gara di ritorno (65%) ed anche con il Panathinaikos all’andata e Stella Rossa al ritorno l’Olimpia ha concesso almeno il 50% dall’arco agli avversari.

“Vale tutto” di Lorenzo Sani – La recensione

Chiunque abbia avuto a che fare con il giornalismo italiano di pallacanestro prima o poi si è imbattuto in Federico Buffa. Logico. La sua abilità narrativa ha fulminato sulla via di Damasco numerosi discepoli dell’arancia. Ecco, lo storytelling di Lorenzo Sani non è per nulla secondo a quello del collega di Sky.

Anzi, vi rivaleggia alla pari per ricerca delle fonti ed efficacia comunicativa.

Coetaneo di Buffa, Sani è inviato di lungo corso del Quotidiano Nazionale su cronaca, società, politica. Su “Giganti del basket” teneva una rubrica di palla a spicchi quasi a tempo perso, anche se leggere Sani tempo perso non lo è mai.

Può capitare, ad esempio, che ti squaderni la storia del campione NBA Connie Hawkins che fu provinato dalla Fortitudo Bologna.

Non confermato per dubbi legati più alla sua personalità che al suo fisico, si innamorò perdutamente del capoluogo emiliano, tanto da restarvi un anno senza giocare.

Oppure che rievochi come si sia arrivati vicini a un derby professionistico tra la Nino Fornaciari e la futura Pallacanestro Reggiana, e tra le fila dei primi un bomber di provincia menomato ma implacabile.

O anche che sveli come Mike D’Antoni abbia acquisito il passaporto italiano ma abbia evitato il servizio militare, il tutto grazie all’uomo-ovunque dell’Olimpia chiamato “Bersella”.

Quest’ultimo riuscì anche ad alterarsi con una sua vecchia conoscenza in quel momento Presidente del Consiglio.

Può capitare, per dire, che Sani racconti della seconda vita di Roscoe Pondexter, di Sugar Ray contro il Ciccio amico di Lou Carnesecca e di un bolognese e un triestino alla ricerca del maestro Vujosevic nei territori in conflitto della allora Jugoslavia.

Tutto questo e molto di più è “Vale tutto”, un libro dal valore inestimabile per la qualità dei suoi racconti e l’interesse che sa suscitare.

Sani L. (2014), “Vale tutto – Le storie segrete della pallacanestro italiana”, Italica Edizioni, San Lazzaro di Savena

Olimpia Milano vs Aquila Basket Trento: la responsabilità di vincere e il sogno di farlo

L‘Aquila Basket per continuare a sognare; l’Olimpia per rispettare il pronostico. Da qui cominciano le semifinali del campionato di Serie A, da Milano-Trento. La squadra di coach Repesa, dopo il 3-1 su Capo d’Orlando, recupera Rakim Sanders e avrà tutti gli uomini a disposizione, con l’eccezione, ovviamente, di Zoran Dragic. Trento, nei quarti, ha sconfitto invece per 3-0 la Dinamo Sassari. I trentini dovranno fare a meno di Filippo Baldi Rossi, fuori per la stagione. In stagione regolare le due squadre hanno vinto una partita a testa, entrambe in trasferta. All’andata finì 74-92 per Milano; mentre al ritorno l’Aquila Basket espugnò il Forum con un eloquente 76-98.

Qui Olimpia

Ripartire dalla difesa di gara quattro. Questo sarà l’imperativo degli uomini di coach Repesa. Contro una squadra che ha delle difficoltà nell’attacco a metà campo la prima indicazione sarà quella di non alzare il ritmo quando non sia strettamente necessario. In fase difensiva, il successo passa in primis dalla possibilità di costringere l’Aquila Basket a non correre in transizione. In attacco, anche se Milano risulta spesso più efficace giocando nei primi secondi del possesso, sarà la pazienza a determinare gli esiti di ogni singola azione. La prima idea deve essere quella di giocare tanto con Miroslav Raduljica, che ha un netto vantaggio fisico rispetto agli avversari e sta vivendo un buon periodo di forma. Contro una difesa solida come quella di Trento poi, si riveleranno imprescindibili alcune invenzioni di talento puro da parte di Ricky Hickman, Krunoslav Simon, Davide Pascolo e Rakim Sanders. Nell’altra metà campo, invece, potrebbe fare la differenza il recupero, da un punto di vista mentale, di Simone Fontecchio ed Awudu Abass, la cui freschezza potrebbe fare la differenza contro l’atletismo dell’Aquila Basket. Ovviamente, affinché Trento non corra, dovranno essere limitate le palle perse; da questo punto di vista il Cinciarini visto nel primo turno si rivelerà preziosissimo e, ancor di più, dovrà esserlo un Kalnietis fin qui confusionario. Sorprese non sono ammesse e, da questa serie, passa il futuro di Milano, che, anche stavolta, non può sbagliare.

La fisicità di Raduljica potrebbe fare la differenza contro la piccola Aquila Basket

Qui Aquila Basket

In conferenza stampa, coach Buscaglia ha parlato di pressione difensiva. E proprio dalla difesa partirà il tutto. Quella dell’Aquila Basket è stata la migliore in assoluto in stagione regolare e si è mostrata ancor più solida nella serie contro Sassari. Il salto di qualità sotto questo aspetto è stato fatto sicuramente con il ritorno di Dominique Sutton, che garantisce pressione in difesa e anche un ottimo lavoro a rimbalzo. Trento non può però pensare di limitarsi a proteggere l’area, dove la mancanza di centimetri è troppo importante. Risulterà allora fondamentale mettere pressione sugli esterni di Milano, per costringerli a diverse palle perse. E saranno poi i recuperi difensivi a garantire ai bianconeri di correre in transizione, situazione in cui l’atletismo di Sutton e Hogue, unito alle qualità balistiche di Diego Flaccadori e Beto Gomes, può fare davvero male all’Olimpia. La voglia di mettere forte pressione sugli esterni avversari passa soprattutto da Aaron Craft e Toto Forray, che potranno anche godere della possibilità di effettuare cambi difensivi sistematici, grazie ai piedi rapidi dei loro compagni che agiscono da lunghi. Correre, invero, non sarà sempre possibile. L’Aquila Basket deve trovare, dunque, una soluzione ai problemi contro la difesa schierata. Gomes e Flaccadori dovranno fare male dall’arco per aprire un minimo la scatola difensiva milanese e i loro compagni dovranno avere il coraggio di attaccare il ferro. Potrebbe rivelarsi fondamentale la capacità di guadagnare falli e gite in lunetta, per trovare punti facili. Trento non ha nulla da perdere, la serie è lunga e difficile, ma quest’Aquila non vuole smettere di volare.

Dominique Sutton guiderà l’Aquila Basket Trento nella serie contro Milano

Milano strappa gara-3 a Capo d’Orlando

“Nel 50 a.C. la Gallia è occupata dai romani. Tutta? No, perché da qualche parte un PICCOLO VILLAGGIO… RESISTE ancora all’invasore…”. Se fosse un cartone animato, inizierebbe così la nostra storia. Ma qui si tratta di vita reale, si tratta di parlare di quello che per molti è un caldo, normale e forse anche un po’ banale martedì di maggio mentre per altri è il giorno in cui una serie dei playoff di Lega Basket vede scontrarsi in suolo siciliano la Betaland Capo d’Orlando e l’EA7 Olimpia Milano.

La serie

Repesa, Olimpia MilanoMa facciamo un passo indietro. Milano si è classificata prima in regular season e così la classifica le ha permesso di giocare contro l’ottava, ossia Capo D’Orlando.

Quest’ultima, nonostante una stagione sorprendente, ha rischiato di non riuscire a classificarsi fra le prime otto e, solo all’ultima giornata, dopo 6 sconfitte di fila, si è guadagnata un posto ai Playoff.

La prima partita della serie ha regalato grandi sorprese a tutti gli appassionati: la Betaland è riuscita ad espugnare il Forum di Assago, infliggendo una cocente sconfitta fra le mura amiche alla dominatrice indiscussa del campionato.

La seconda partita, seppur combattuta, ha visto ristabilire i normali equilibri, con la vittoria di Milano e il pareggio della serie sull’1-1. Oggi, quindi, tutto ha nuovamente inizio e lo si respira a Capo d’Orlando.

L’aria è diversa, c’è quella della voglia di non mollare, di energia, di sudore… Insomma, l’aria delle grandi occasioni.

Da una parte l’EA7, la favorita, la squadra che non può perdere, anzi che deve vincere perché è stata costruita per questo, perché qualsiasi altro risultato rappresenterebbe una delusione.

Dall’altro lato la Betaland Capo D’Orlando, che a differenza di Milano può giocare senza alcuna pressione, ché ha tutto da guadagnare da questa situazione.

A favore di quest’ultima il pubblico, che ci crede a tal punto da trasformare il palazzetto in una “bolgia infernale”, fatto di cori, tamburi, palloncini e uno striscione che recita: “Ti ho affidato il mio cuore – Ti ho giurato eterno amore”. Non manca nulla. E così accompagnati dal coro “Orlandina, Orlandina, Orlandina…” ha inizio la partita.

Gara-3: la partita

I quintetti iniziali vedono Cinciarini, Hickman, Pascolo, Simon e Radujica contro Ivanovic, Diener, Tepic, Iannuzzi e Delas. Grande assente della serata Dominique Archie, ancora infortunato.

Pawell Kikowsky
Betaland Capo D’Orlando Vs Olimpia Milano
LegaBasket 2016/2017 PlayOff
Capo d’Orlando 16/05/2017
Foto Ciamillo-Castoria

La partita ha inizio con una tripla di Simon che chiarisce subito le intenzioni di Milano. La squadra allenata da Repeša entra aggressiva in campo e sembra intenzionata a chiudere velocemente la pratica Capo D’Orlando, restituendo il favore e vincendo la prima in Sicilia.

E’ Delas da sotto canestro a mettere a segno i primi due punti per la squadra padrone di casa. Grazie ad un’ottima difesa e a 4 punti di Pascolo, l’EA7 si porta sul 7-15. Diener con una tripla suona la sveglia per la sua squadra e ricorda ai suoi compagni che non sono scesi in campo per fare da comparse in un film milanese.

Le due squadre giocano alla pari e grazie ai punti messi a segno da Ivanovic, Iannuzzi, Berzins e Tepic per la Beteland, Cinciarini e Tarczewski per Milano, il primo quarto si chiude sul 19 a 20.

Il secondo quarto si apre con due punti messi a segno da Diner, ma, come per il primo quarto, è Milano che prova a fare le voce grossa, con la tripla di Kalnietis e i due punti di Abass. Così, sul 21-25, Di Carlo si trova costretto a chiamare il timeout. Al ritorno in campo i giocatori di Capo d’Orlando mostrano i denti e si portano in vantaggio a quota 28.

Il match appare molto equilibrato, ai punti di Cinciarini dalla lunetta, risponde Berzins e poi di nuovo Milano con Simon. L’arbitro fischia un fallo antisportivo a Tarzcewski che permette a Delas di realizzare il 2/2 dalla lunetta. Ottime le percentuali al rimbalzo per la squadra siciliana, che grazie ad un parziale di 6-0 targato Ivanovic/Iannuzzi/Nicevic chiude il primo tempo in vantaggio 45-40.

Nel secondo tempo l’Orlandina si trova a dover contrastare le quasi perfette percentuali di tiro di Milano (48% da tre, 69% da due). I due i nomi decisivi in questa frazione di gioco sono quelli di Raduljica e Hickman.

Sono loro che, andando a canestro nei momenti chiave della partita, prendono Milano sulle spalle e le permettono di chiudere il terzo quarto sul 64-69 e poi di arrivare fino in fondo e vincere la partita. Il quarto quarto, infatti, vede l’EA7 in fuga con tre triple consecutive e l’impotenza della Betaland, oramai stanca e incapace di contrastare l’avversaria.

In gara-3 al PalaFantozzi, Milano ha mostrato tutta la sua forza, la profondità del suo roster e la voglia di non cedere al nervosismo dovuto dalla consapevolezza di non poter più sbagliare. L’Orladina ha dato tutto e alla fine, stanca, ha perso. Il “piccolo villaggio” ha resistito il più possibile e alla fine ne è uscito sconfitto ma a testa alta.

Adesso l’impresa è ancora più ardua: se la Betaland vuole riuscire ad andare avanti nei Playoff non può più perdere, deve vincere giovedì al PalaFantozzi e poi tentare nuovamente l’impresa al Forum di Assago.

 

Dalla nostra inviata a Capo d’Orlando, Maria Chiara Tarantino

Playoff Serie A, Capo d’Orlando-Olimpia Milano 80-94

Gara combattutissima, soprattutto nel primo tempo, la terza della serie dei Playoff di Lega Serie A tra Betaland Capo d’Orlando e Olimpia Milano. Ospiti intenzionati a condurre fin da subito, con gli isolani a tener testa egregiamente, tanto da chiudere il secondo quarto in vantaggio per 45-40, con 11 punti per Ivanovic e 7 per Diener. Il terzo quarto comincia bene per Capo d’Orlando con 5 punti di Berzins, ma Milano torna a prendere in mano il match e, dopo una rubata di Hickman, trova il sorpasso a quota 54-56. Il terzo quarto si gioca punto a punto, ma Raduljca e Hickman portano Milano a chiudere in vantaggio di 4 punti, in un quarto da 29 punti per gli ospiti, e mettono l’Olimpia nella posizione perfetta per far girare l’ultimo quarto a proprio favore. Tre triple consecutive di Milano, le prime due firmate da Kalnietis, mettono dieci punti tra Betaland e Olimpia, sul 71-81, costringendo i siciliani ad una rincorsa sempre più disperata, nonostante la spinta del calorosissimo pubblico del PalaFantozzi. Macvan mette un’altra tripla, Kalnietis sembra inarrestabile, l’Olimpia arriva al +13 prima che Capo riesca a ridestarsi, piazzando un parziale di 5-0 che la porta sull’80-88. Ormai però mancano poco più di 2′ al termine dell’incontro e Milano riesce senza troppo sforzo a gestire le ultime azioni chiudendo gara-3 sul punteggio di 80-94. Questa volta la grinta e il cuore della “piccola” Capo d’Orlando non son bastati per tener testa alla testa di serie lombarda. Milano si porta sul 2-1 nella serie, ad un solo passo dal vincere questo primo round dei Playoff.

Appuntamento per gara-4 fissato per giovedì 18 maggio, sempre al PalaFantozzi.

 

Betaland Capo d’Orlando – EA7 Emporio Armani Milano (19-20; 45-40; 64-69)

Betaland Capo d’Orlando: Galipò ne, Ihring ne, Tepic 11, Iannuzzi 10, Laquintana 3, Nicevic 2, Kikowski 7, Delas 11, Diener 9, Donda ne, Ivanovic 16, Berzins 11.

All: Di Carlo

EA7 Emporio Armani Milano: McLean, Fontecchio ne, Hickman 11, Kalnietis 13, Raduljica 14, Macvan 12, Pascolo 13, Tarczewski 2, Cinciarini 9, Abass 2, Cerella ne, Simon 18.

All: Repesa.