Kawhi Leonard più forte dei problemi fisici, Raptors OK: “Non siamo pronti ad andare a casa”

kawhi leonard

Kawhi Leonard apre e chiude – quasi tre ore più tardi – la sua gara 3 di finale della Eastern Conference con una schiacciata in contropiede, per portare i suoi Toronto Raptors sull’1-2 contro i Milwuakee Bucks, dopo due sconfitte consecutive in Wisconsin.

In mezzo alle due schiacciate, una partita d’intensità brutale, chiusa dall’ex San Antonio Spurs con 36 punti, 9 rimbalzi, 5 assist ed un dolore evidente alla gamba sinistra, una sofferenza dipinta persino su di un volto impassibile come quello di Kawhi Leonard.

Dopo ben 2 tempi supplementari, i Raptors si impongono alla Scotiabank Arena di Toronto per 118-112. Leonard si procura nella prima giocata della sua gara – una facile schiacciata in solitaria – un infortunio all’anca sinistra, problema che non gli impedisce in ogni caso di rimanere in campo per 52 minuti.


Sto bene” Così Leonard a fine gara “Continuerò a giocare, rimarrò in campo come sempre. La partita? Difficile, 52 minuti, i playoffs… la stanchezza si fa sentire, tutti siamo infortunati a questo punto della stagione, ma non è il caso di preoccuparsi: si finisce, si recupera e si ritorna in campo“.

52 minuti di gioco per Kawhi, 51 per l’altro “maratoneta” in maglia Raptors Pascal Siakam, che fallisce al termine dei tempi regolamentari i due tiri liberi che avrebbero chiuso la partita, prima del pareggio di Khris Middleton. Per Siakam una partita da 25 punti e 11 rimbalzi, spesa ad occuparsi in prima persona di Giannis Antetokounmpo in difesa: “A fine gara gli ho detto” Scherza Leonard parlando di Siakam “Diavolo, siamo rimasti in campo quasi un’ora intera! Lui mi ha detto che la prossima volta avrebbe segnato i due liberi (…) io voglio solo vincere, qui nessuno è pronto per tornarsene a casa. Continueremo a lottare per il nostro obiettivo“.

I due supplementari fanno vittime illustri: sia Giannis Antetokounmpo che Kyle Lowry devono abbandonare anzitempo la contesa, per raggiunto limite di falli: “In panchina non riuscivo nemmeno a guardare, me ne stavo seduto a sperare dentro i nostri tiri e fuori i loro” Così Lowry dopo una partita chiusa con 11 punti e 5 assist in 32 minuti di gioco “Non aver potuto essere in campo è stato terribile, ma abbiamo vinto ed è l’unica cosa che conta“.

Dopo il mea culpa post gara 2, Marc Gasol ha fatto seguire alle parole i fatti ed eseguito in gara 3: il catalano segna subito due triple pesanti, dimostra maggior fiducia in attacco mentre la sua difesa si dimostra come di consueto solida (16 punti, 12 rimbalzi, 7 assist e 5 stoppate per Gasol). Un aiuto gradito per Kawhi Leonard arriva da Norman Powell: finito ai margini delle rotazioni di coach Nurse durante la serie contro i Philadelphia 76ers, il prodotto di UCLA risponde presente e dalla panchina chiude la sua gara con 19 punti, 4 rimbalzi, 3 assist e tanta difesa, in 32 minuti d’impiego.

Le fortune dei Raptors però, nascono e vivono sui due lati del campo con Kawhi Leonard, come ben sottolineato da Kyle Lowry: “Kawhi è il miglior two-way player della lega, e quando hai ha disposizione un giocatore così, è logico che questo vada a marcare il miglior giocatore avversario. Kawhi ama questo gioco, ama giocare nonostante tutto, gli infortuni, ed è pronto a fare di tutto per vincere. Stasera lo ha dimostrato“.

Toronto non è solo Kawhi Leonard, i Raptors si prendono gara 5, 76ers travolti

Dopo gara 3, Kawhi Leonard pareva diventato l’uomo più solo al mondo: abbandonato da Kayle Lowry, Marc Gasol e Pascal Siakam ed alla mercé della difesa fisica dei Philadelphia 76ers, in una serie già indirizzata verso l’ennesima, mesta conclusione per i Toronto Raptors.

Macché.

L’influenza ha limitato in gara 4 il Joel Embiid dominante della terza partita, Lowry ed i suoi preziosissimi “intangibles”, Marc Gasol, Danny Green e persino Serge Ibaka hanno supportato al meglio lo sforzo titanico dell’ex star dei San Antonio Spurs, e riaperto la serie.

In gara 5, il resto dei Toronto Raptors si prende la scena nella cavalcata trionfale con cui gli uomini di coach Nick Nurse travolgono i 76ers. 125-89 il risultato finale alla Scotiabank Arena di Toronto.

Un secondo quarto da 37-17 Raptors decide di fatto la gara, Toronto si prende i 20 punti di vantaggio e non li lascia fino alla fine. Nel quarto periodo le due squadre svuotano le panchine, con la testa già rivolta a gara 6 ed al ritorno in Pennsylvania.

Sono 6 gli uomini in doppia cifra per i Raptors a fine gara. Pascal Siakam ritrova fiducia e chiude con 26 punti e 8 rimbalzi, Leonard ne aggiunge 21 con 13 rimbalzi, Marc Gasol fa 3 su 5 dalla lunga distanza, Kyle Lowry fa segnare un mostruoso +31 di plus\minus nei 34 minuti di gioco, Danny Green insacca 5 delle sue 7 triple tentate.

Il modo in cui abbiamo giocato oggi” Così Kawhi Leonard a fine partita “Mi piacerebbe che giocassimo così tutte le sere, tutti hanno contribuito. In questa squadra non ci sono giocatori che si accontentano di guardare me o Kyle (Lowry, ndr) o Siakam giocare e fare la partita“.

La partita di Leonard termina a 7 minuti dalla sirena finale, a risultato acquisito: “Oggi siamo riusciti a farlo riposare un poco” Così Kyle Lowry “Non ha dovuto fare tutto da solo in attacco, abbiamo bisogno di queste partite in cui tutti siamo coinvolti. Non accadeva da un po’, una buona vittoria di squadra ma c’è margine per salire ulteriormente di livello“.

Partita intensa sin dal primo minuti per Toronto, ed a farne le spese è Serge Ibaka, che deve ricorrere a dei punti di sutura alla fronte dopo una gomitata… di Kawhi Leonard, dopo che entrambi si erano gettati a rimbalzo nel primo quarto. L’ex giocatore di Thunder e Magic rientrerà in campo pochi minuti dopo, contribuendo comunque con 10 punti in 22 minuti di gioco.

I Toronto Raptors chiudono la partita con il 48.8% dal campo e 16 tiri da tre punti mandati a bersaglio, riuscendo persino a vincere la lotta a rimbalzo contro una squadra “enorme” come i Philadelphia 76ers.

Un Kawhi Leonard giulivo a fine gara (per gli standard cui l’ex Spurs ci ha abituati in questi anni) riflette: “Siamo sempre sotto pressione per qualcosa, ma in questo momento mi sto solo divertendo, in campo. Ho giocato partite importantissime, sono stato alle finali NBA, oggi mi sto solo divertendo: c’è bisogno di questo, bisogno di sapersi godere gli anni di carriera. Non voglio restare col rimorso a fine carriera di non essermi goduto la NBA, il gioco, per via della pressione. E’ qualcosa che ho imparato col tempo: scendere in campo, dare il meglio di te ogni sera e finire stanco ma soddisfatto di quanto compiuto“.

Kawhi Leonard inarrestabile, l’unica certezza dei Toronto Raptors

Kawhi Leonard-Raptors

Se ancora ce ne fosse stato bisogno, la gara 4 da fantascienza di Kawhi Leonard ha definitivamente consacrato l’ex Spurs come uno dei migliori giocatori del panorama NBA. Elogiare le sue doti difensive è ormai una cosa passata in secondo piano; piuttosto è obbligatorio rendere merito a ciò che ha fatto nella metà campo dei Philadelphia Sixers.  Un’eventuale sconfitta al Wells Fargo Center poteva pesare come un macigno sulle ambizioni dei canadesi. Tuttavia, l’ala piccola ha deciso d pareggiare i conti e riequilibrare la bilancia sul 2-2

LA STRAORDINARIA PROVA IN GARA 4

Una partita clamorosa da parte del leader dei Toronto Raptors, conclusa con 39 punti, 14 rimbalzi e 5 assist, segnando 13 dei 20 tiri tentati. Come se non bastasse a queste cifre va aggiunto il tiro da tre punti messo a segno sul +1 ad un minuto dal termine del match, con la freddezza che lo contraddistingue, e che ha di fatto sancito la vittoria al Wells Fargo Center.

Ad impressionare ancor di più è tuttavia la condizione fisica fatta intravedere, e che non molti si sarebbero aspettati da un giocatore che è stato fermo ai box per un lungo periodo. Ben 42 minuti in campo, tutti da protagonista. La tripla messa a segno nel finale è stata solo la ciliegina sulla torta di una partita giocata e gestita nel migliore dei modi.

The Claw sembra aver raggiunto una tenuta fisica invidiabile, che si aggiunge all’efficacia che da sempre lo contraddistingue. Anche se la lotta con i vari Kevin Durant e Damian Lillard è serrata, può tranquillamente essere considerato il migliore dei playoff attualmente in corso. Nelle 4 sfide contro Philadelphia per lui rispettivamente 45, 35, 33 e 39 punti collezionati. Nell’intera post-season 32.3 punti, 7.7 rimbalzi, 3.4 assist di media tirando col 64%: cifre da capogiro che in pochi possono permettersi.

TUTTO NELLE MANI DI KAWHI LEONARD

Nonostante il grande entusiasmo dovuto alle prestazioni di Leonard, i Toronto Raptors stanno senza dubbio disputando la serie contro Philadelphia al di sotto delle proprie possibilità. Le sconfitte in gara 2 e in gara 3 hanno in particolar modo fatto sorgere più di qualche dubbio riguardo le ambizioni della franchigia canadese. Le aspettative pre-playoff erano molto alte, ma le due vittorie dei 76ers, hanno messo in luce le grandi lacune nel roster a disposizione di Toronto: sembrerebbe essersi instaurata una Kawhi-dipendenza.

Il cast di supporto al numero 2, potenzialmente uno dei migliori in circolazione, ha faticato nel corso del secondo turno, provocando quindi la reazione di Kawhi, capace di caricarsi sulle spalle il peso della propria squadra e di un’intera città, vogliosa di raggiungere i vertici della lega anche nella postseason, soprattutto dopo l’approdo di LeBron James ad Ovest. Segnali di ripresa in gara 4, che però possono essere considerati solo parzialmente sufficienti. Pascal Siakam, nonostante gli vada riconosciuto il fatto di essere l’unico capace di superare i 20 punti di media (oltre a Leonard ovviamente); ha dimostrato seri problemi al tiro nel secondo (9 su 25) e soprattutto, complici le condizioni fisiche non ottimali, nel quarto match della serie (2 su 10).
Ancor più deludenti i due all star Kyle Lowry, che ancora una volta ha fatto un passo indietro rispetto alla regular season; e Marc Gasol, che tuttavia può ritenersi parzialmente soddisfatto per aver fatto un salto in avanti nella partita della scorsa domenica, in cui ha messo a referto 16 punti, ed ha fornito un buon aiuto in fase difensiva, così come Serge Ibaka.

Kawhi Leonard.

Nel complesso dunque, se i secondi violini non riescono ad incidere particolarmente, difficile poter considerare positiva la prova dei Raptors in ottica di traguardi più ambiziosi. Fortunatamente per coach Nurse, Kawhi Leonard ha tanta voglia di far vedere di essersi lasciato alle spalle un travagliato 2017/2018, e di mettersi in mostra in vista della free agency che lo vedrà protagonista. Col passare del tempo però questo stile di gioco rischia di diventare estremamente prevedibile per le difese avversarie, seppur eseguito da un fuoriclasse assoluto.

Raptors, Pascal Siakam (polpaccio) è in dubbio per la decisiva gara 4

Toronto Raptors, la presenza di Pascal Siakam è in dubbio per la decisiva gara 4 della serie contro i Philadelphia 76ers, a causa di un problema al polpaccio destro.

Non è chiaro quando esattamente Siakam si sia infortunato, ma la sua eventuale assenza nella quarta partita, in programma domenica 5 maggio al Wells Fargo center di Philadelphia, priverebbe i Raptors di un uomo da oltre 23 punti a partita in questi playoffs.

Toronto dovrà cercare in gara 4 di evitare di finire sotto per 3-1 nella serie, svantaggio storicamente difficile da superare nella storia dei playoffs NBA. In gara 3 la sola grande prova di Kawhi Leonard non è bastata a reggere la forza d’urto del quintetto di star dei Sixers.

In caso di forfait per Pascal Siakam, il suo posto in quintetto sarà con ogni probabilità coperto da Serge Ibaka, mentre dalla panchina potrebbe trovare più minuti Norman Powell. I Raptors dovranno rinunciare anche per gara 4 a OG Anunoby, ancora non pronto a scendere in campo dopo l’operazione di appendicectomia cui è stato sottoposto alla viglia del primo turno di playoffs.

Kyle Lowry sulla gomitata di Simmons: “Non è successo nulla, può capitare”

Kyle Lowry

Kyle Lowry, point guard dei Toronto Raptors, non sembra intenzionato a sollevare un polverone intorno alla scontro con Ben Simmons avvenuto durante gara 3 tra Toronto Raptors e Philadelphia 76ers.

Nel secondo quarto, Simmons ha colpito Lowry con una gomitata sotto l’altezza della cintura. Un colpo proibito che, nonostante i numerosi richiami di Lowry, non è stato sanzionato dagli arbitri. Nel post-partita, la point-guard di Toronto ha voluto chiudere immediatamente la questione definendo la gomitata di Simmons come un gesto non intenzionale. “Non è successo nulla. Lui stesso mi ha assicurato che si è trattato di un incidente fortuito”.

E’ importante sottolineare il fatto che i due giocatori, già in passato, erano stati espulsi a causa di uno scambio di parole andate ben oltre il semplice trash talking.

L’altro lato della medaglia, non solo Kyle Lowry vs Ben Simmons

Simmons-Lowry da una parte, Siakam-Embiid dall’altra. Vicenda simile ma con ruoli, esito e protagonisti diversi. Pascal Siakam, in lizza per il premio di giocatore più migliorato nonché giocatore imprescindibile per i Raptors, si è visto fischiare un “flagrant 1” per aver deliberatamente provocato la caduta della stella dei 76ers, Joel Embiid.

Al termine della partita, Siakam si è scusato pubblicamente con Embiid, attribuendo tutta la colpa alla frustrazione dovuta al mancato fischio dell’arbitro durante un suo tentativo di penetrazione a canestro. Con Philly che conduce ora la serie con un parziale di 2-1, gara 4 risulterà decisiva per entrambe le squadre con Toronto che è chiamata a riscattarsi e seguire il suo leader maximo Kawhi Leonard, apparso per larghi tratti davvero solo sull’isola, eccezion fatta per qualche lampo di Siakam.

Ma sono soprattutto Kyle Lowry e la panchina dei Toronto Raptors a dover fare qualcosa di più, sia in fatto di statistiche che di impatto vero e proprio sul match. Lowry spesso è protagonista di gara e uscite a vuoto e deve migliorare mentalmente per giocare un basket più efficiente in ogni situazione e contro ogni avversario.

Harakiri Raptors e serie ribaltata a sfavore, Leonard da solo non basta, Lowry: “Devo fare di più”

76ers embiid simmons

Dopo la netta vittoria ottenuta in gara 1 per 95-108 sul parquet amico, la serie contro i Philadelphia 76ers sembrava tutta in discesa per i Toronto Raptors. Così non è stato in effetti, e tante delle colpe per le ultime due sconfitte che hanno portato la serie ad essere ribaltata sono da ricercarsi nel supporting cast della stella Kawhi Leonard. Questa notte i Sixers hanno dominato, vincendo 95-116 una gara 3 fondamentale.

Leonard ha infatti messo a segno un’altra prestazione all’altezza del palcoscenico, con 33 punti su 13/22 tiri dal campo. Pascal Siakam ha provato ad adeguarsi con 20 punti, mentre tutti gli altri componenti del roster non sono stati semplicemente all’altezza del loro leader. E questo ai Playoff è un problema insormontabile.

Tra gli altri tre titolari si salva solo Danny Green, che ha segnato 13 punti, con 3/6 da oltre l’arco. Molto male Kyle Lowry, con solo 7 punti, 2/10 dal campo e 0/4 da tre punti, e Marc Gasol, che si ferma a 7 punti e 6 rimbalzi.

La panchina della squadra,invece, ha segnato solo 15 punti, di cui 4, di Jodie Meeks, arrivati nel cosiddetto “garbage time”. Gli altri panchinari hanno offerto prestazioni più che negative: Fred VanVleet ha chiuso con 1 punto e 0/7 dal campo in 21 minuti, Serge Ibaka con 4 punti in 16 minuti e Norman Powell con 6 punti, sempre in 16 minuti.

Insomma, è chiaro che se Toronto vuole avere qualche chance di riacciuffare la serie e non perdere gara 4, che la porterebbe sotto di 3-1, deve ripartire dall’aiuto da fornire alla sua stella più luminosa, l’unico in grado in brillare nel buio di Philadelphia.

“Kawhi ha bisogno d’aiuto, dobbiamo aiutarlo di più”

I giocatori e il Coach dei Raptors sono tristemente consapevoli della situazione e del fatto che tutti necessitino di dare di più, come riportato da Tim Bontemps per ESPN.

Kyle Lowry ha commentato così la prova imbarazzante, sua, e dei compagni:

“Dobbiamo tutti fare di più per aiutarlo (Leonard, ndr), lui sta facendo tutto quello che serve per vincere le partite. Io devo dare di più, non lo sto aiutando. Non do la colpa a nessuno se non a me stesso. (…) Forse a volte siamo troppo altruisti, dovremmo essere più egoisti e segnare un po’ per aiutare Kawhi e Pascal. (…) Devo giocare meglio, letteralmente, è l’unica cosa che mi interessa in questo momento, devo dare di più

Lo stesso Coach Nick Nurse ha riconosciuto i problemi dei suoi:

“Siamo stati superati in ogni area del gioco in cui è possibile esserlo: rimbalzi, fisicità, energia. Ci hanno superato completamente. (…) Il primo aggiustamento che dovremo fare sarà quello di giocare in modo più fisico ed aggressivo. Se non lo facciamo, anche le migliori cose preparate per l’attacco non vanno come dovrebbero.”

Raptors-Magic: il pesce grosso mangia quello piccolo

Una legge universale della natura dice che il grosso mangia il più piccolo e, come nella natura questa legge si può applicare anche al mondo dello sport. In questo caso, vediamo questa legge affermarsi nella NBA, nella serie di playoffs tra Toronto Raptors e Orlando Magic, dove vediamo i Raptors (la squadra con più talento e più esperienza) travolgere per 4-1 gli Orlando Magic.

I Magic sono riusciti a strappare gara 1 alla Scotiabank Arena, ma purtroppo per loro non è bastato. I Raptors mettono subito le cose in chiaro, vincendo tutte le seguenti partite e chiudendo la serie in 5 gare.

RAPTORS-MAGIC: LEONARD & CO PERFETTI SIA IN FASE OFFENSIVA CHE DIFENSIVA

Dopo la batosta subita in gara 1 la squadra allenata da Nick Nurse ha rimesso subito in chiaro i rapporti di forza, dominando i Magic sia in attacco che in difesa nelle altre 4 gare. L’attacco, come sempre durante questa stagione, in queste quattro vittorie è stato trascinato e gestito in maniera eccelsa dalla superstar Kawhi Leonard, accompagnato dal probabile Most Improved Player Paskal Siakam e dal leader dello spogliatoio Kyle Lowry.

Leonard in primis, che per tutta la serie contro Orlando ha mantenuto delle statistiche da vero campione. Kawhi ha chiuso la serie con 27.8 punti, 6.6 rimbalzi, 3 assist e 1.2 recuperi a partita, numeri di grande livello ma che non mettono del tutto in mostra il lavoro svolto, in entrambi i lati del campo, dal 2 volte difensore dell’anno

La chiave dell’attacco dei Toronto Raptors è la difesa, che è stata perfetta sotto tutti i punti di vista, annullando soprattutto il miglior giocatore della squadra Nikola Vucevic. Marc Gasol è riuscito a contenerlo sia sul pick and roll sia nelle situazioni di post, usando la sua grande fisicità. Leonard, con la sua predisposizione a difendere tutte le posizioni, è riuscito a soffocare l’attacco dei Magic durante la serie.

La difesa eccellente dei due, insieme a tutto il resto della squadra, ha reso possibile mantenere per quattro gare consecutive gli Orlando Magic al di sotto dei 100 punti. Unica pecca di questi Toronto Raptors è stata gara 1, dove la squadra si è fatta sorprendere da degli agguerriti Orlando Magic, vogliosi di dimostrare il loro valore.

In aggiunta, alcune lacune difensive, insieme a pessime scelte offensive hanno portato alla vittoria dei Magic che, sfruttando un errore difensivo sul pick and Roll di Gasol e Leonard hanno trovato in D.J. Augustin la possibilità di punire questi errori.

Determinati cali di rendimento di alcuni giocatori, e la mancanza di sicurezza dei propri mezzi potranno risultare imperdonabili contro i Philadelphia 76ers, che difficilmente si faranno travolgere per quattro partite di seguito, dopo aver vinto gara 1 in casa degli avversari.

RAPTORS-MAGIC: ORLANDO NON ANCORA PRONTA PER QUESTO PALCOSCENICO

Raptors-Magic streaming: la necessità di vincere contro la leggerezza della sorpresa
Raptors-Magic

Dopo la vittoria in gara 1 ci si aspettava qualcosa in più da questi Magic, non sul risultato della serie (che tutti davano per scontato, ovviamente). Ci si aspettava una squadra con più coraggio, che avesse potuto dare più filo da torcere ai Raptors.

Invece sia in difesa che in attacco, dopo gara 1 i Magic sono stati poco efficaci, non superando mai quota 96 punti e per due partite incapaci di superare gli 85.La realtà dei fatti è che gli Orlando Magic avevano già ottenuto il massimo arrivando ai playoffs dopo 6 anni con l’attuale roster, e chiedergli di andare fino in fondo alla competizione sarebbe stato irreale. Purtroppo la squadra non è ancora pronta a questo livello di pallacanestro, Vucevic e altri 2 buoni giocatori offensivi non bastano.

Futuro incerto e tutto da scoprire quello degli Orlando Magic, che in estate cercheranno di capire se i due talenti grezzi oggi in squadra Mo Bamba e Markelle Fultz possano avere buoni margini di miglioramento. In più, il miglior giocatore della squadra, Nikola Vucevic, sarà free agent insieme a uno dei giocatori fondamentali e con più esperienza,Terrence Ross.

I veri problemi offensivi dei Magic di coach Clifford in questa serie sono state le pessime percentuali da 3, che in gara 5 sono arrivate ad un minimo del 26% (9 su 34). Anche la cattiva gestione della palla ha le sue colpe: dopo gara 1 i Magic non sono più riusciti a far girare il pallone contro una squadra come i Toronto Raptors, una difesa molto più preparata.

Un altro problema fondamentale del totale fallimento contro i Raptors è stata la scomparsa offensiva di Vucevic, che dopo la miglior stagione come carriera era atteso a dei playoffs di alto livello. Il montenegrino è invece calato: dai 20.8 punti, 12.0 rimbalzi e 3.8 assist in stagione regolare agli 11.2 punti, 8.0 rimbalzi e 3.0 assist dell 5 gare di post-season. 

Un “incredibile” Pascal Siakam spinge i Raptors, Orlando Magic KO in gara 3

Gli Orlando Magic cadono alla prima casalinga di playoffs dal lontano 2012, e si ritrovano sotto 1-2 nella serie contro i Toronto Raptors di uno scatenato Pascal Siakam.

Con Kawhi Leonard influenzato e limitato dalla difesa soffocante di Jonathan Isaac, è il lungo camerunense la chiave del match per coach Nick Nurse. Siakam approfitta delle attenzioni generate da Leonard e chiude la sua gara con 31 punti e 11 rimbalzi (13 su 20 al tiro) in ben 42 minuti di gioco.

Siakam è il topo scorer di serata, in una partita a punteggio basso (98-93 per i Toronto Raptors). Leonard regolarmente in campo nonostante un leggero stato influenzale ma impreciso al tiro (5 su 19), un primo quarto dove la tensione gioca un brutto scherzo agli Orlando Magic che faticano a trovare con continuità il canestro.

Evan Fournier e Nikola Vucevic tardano ad entrare in partita, solo i tanti errori al tiro dei Raptors e la grande difesa di Isaac evitano un passivo pesante ad inizio gara per gli uomini di coach Steve Clifford.

Con l’ingresso di Terence Ross (24 punti a fine partita), Wes Iwundu e Michael Carter-Williams dalla panchina, e con i problemi di falli di Kyle Lowry, Orlando si scuote. Il primo tempo si chiude sul 48-45 Raptors, guidati da Siakam.

Nel secondo tempo i due allenatori limitano al massimo le loro rotazioni, Nikola Vucevic (22 punti, 14 rimbalzi, 6 assist ma 5 palle perse) reagisce ad un primo tempo difficile ma Orlando non trova mai il canestro dalla distanza (13 su 44 a fine partita) e Fournier non incide sulla partita.

Toronto prova la fuga a fine terzo quarto (28-20 il parziale) ma i Magic risalgono ed a 1:33 dal termine della gara sono ancora a -3 (96-93), nonostante le cattive percentuali di tiro e le tante palle perse (16). Paskal Siakam tiene Orlando a distanza di sicurezza con un layup che fissa la partita sul risultato finale, 98-93.

Raptors-Magic, Pascal Siakam è l’eroe: “Oggi è stato incredibile”

L’ala al terzo anno dei Raptors (candidato numero 1 d’obbligo per il premio di giocatore più migliorato dell’anno) è stato sinora protagonista di una serie sontuosa: 24 punti e 10 rimbalzi a partita, con il 55% al tiro ed una sola palla persa in tre partite.

Le difficoltà offensive di Kawhi Leonard ed i falli di Kyle Lowry nel primo tempo hanno esaltato le qualità di Siakam, prontissimo nel chiudere ogni azione attaccando senza esitare, e ritrovando la mira la tiro pesante (3 su 4).

Oggi è stato incredibile” Lowry su Siakam “Ed è solo l’inizio per lui“. Il camerunense è diventato il primo giocatore dei Toronto Raptors dai tempi di Chris Bosh a realizzare una partita da almeno 30 punti e 10 rimbalzi ai playoffs, ed il primo giocatore NBA nelle ultime 5 stagioni a riuscirvi senza palle perse all’attivo.

Davvero niente male per un giocatore che, come riportato da Kevin Arnowitz di ESPN, iniziò con la palla a spicchi appena 7 anni fa in Camerun, nel 2012 dopo aver tentato come di consueto con il calcio: “7 anni? Davvero?” Così Danny Green, da questa stagione compagno di Siakam ai Raptors.

Tutto questo è nuovo per me, si potrebbe dire” Così Siakam nel post gara “Mi sento come se migliorassi giorno dopo giorno, è questa la cosa bella: ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da imparare, e sai che c’è ancora tanto lavoro davanti a te“.

La partita? Si tratta di non forzare e cercare gli spazi giusti, oggi sono molto più paziente che in passato in campo. Iniziare bene la partita mi ha permesso di trovare occasioni extra per me e per i miei compagni

Raptors, una salsa barbeque piccante per Pascal Siakam Most Improved Player 2019!

Pascal Siakam

La campagna dei Toronto Raptors per il premio di giocatore più migliorato dell’anno per Pascal Siakam si fa… piccante.

La squadra canadese ha deciso di sfruttare il soprannome dell’ala al terzo anno da New Mexico State – Spicy P – per produrre una salsa barbeque, naturalmente piccante, omonima.

la Spicy P Hot Sauce allieterà le grigliate estive dei sostenitori della causa di Pascal Siakam, che si giocherà il riconoscimento di “most improved player” con giocatori del calibro di D’Angelo Russell (Brooklyn Nets), John Collins, (Atlanta Hawks), Buddy Hield (Sacramento Kings) e Montrezl Harrell (Los Angeles Clippers).

Il giocatore camerunense dei Raptors è stato protagonista di una stagione di altissimo livello, condotta sino a qui a 17 punti, 6.9 rimbalzi, 3.1 assist e 1 recupero di media a gara in 75 partite disputate, con il 54% al tiro in ben 32 minuti di utilizzo.

I Toronto Raptors spediranno la bottiglia omaggio ai giornalisti ed addetti ai lavori accreditati alle votazione per l’assegnazione dei premi personali di fine stagione.

Raptors, circolazione di palla e difesa, Celtics abbattuti, Siakam: “Quando difendiamo così, non ce n’e”

Kawhi Leonard-Raptors

Vittoria netta dei Toronto Raptors sui Boston Celtics, cui basta un secondo quarto da 36-13 per sprofondare a-22 senza più possibilità di rimonta.

 

118-95 il risultato finale. I padroni di casa, impegnati in una corsa a due per il vertice delle Eastern Conference con gli inarrestabili Milwaukee Bucks, tornano alla vittoria dopo il tonfo contro gli orlando Magic, e lasciano dei delusi e bizzosi Boston Celtics al palo.

 

 

Kawhi Leonard torna in campo e segna 21 punti in appena 26 minuti di gioco. Pascal Siakam è ormai opzione offensiva affidabile, come dimostra la sua gara da 25 punti e 4 su 5 da dietro l’arco in 30 minuti. Dalla panchina, Marc Gasol fatica trovare tiri e canestri ma contribuisce con ben 8 assist (e zero palle perse), giocando da playmaker aggiunto in uscita dalla panchina.

 

Assist che fioccano in casa Raptors (ben 33 a fine partita, 11 per Kyle Lowry). Toronto costringe Boston ad un misero 38.4% al tiro (6 su 30 al tiro da tre punti), 14 le palle perse di squadra dei bianco-verdi, 29 a 9 Raptors il computo dei punti realizzati in contropiede.

 

Raptors-Celtics, Kawhi Leonard: “Esecuzione la chiave”

 

Ball sharing e difesa la chiavi della partita per i Toronto Raptors, come spiegato da kawhi Leonard a fine gara:

 

E’ sempre una buona cosa reagire così ad una sconfitta. Per noi la differenza è l’esecuzione e l’attenzione che ci mettiamo, in attacco ed in difesa, giocare assieme e sacrificarsi per il compagno. Abbiamo tanti buoni giocatori in questa squadra, dobbiamo essere sempre in grado di far girare il pallone

 

– Kawhi Leonard dopo Raptors-Celtics –

 

Partita fisica ed attenta difensivamente” Così coach Nick Nurse nel post gara. Pascal Siakam: “Quando siamo in grado di difendere come oggi, siamo davvero pericolosi, in attacco possiamo giocare più leggeri e liberi, fare il passaggio in più che ci porta a trovare sempre l’uomo libero

 

La sconfitta della Scotiabank Arena è la terza consecutiva per i Boston Celtics (37-24), e la quinta nelle ultime sette.

 

Jeremy Lin, esordio vincente in maglia Raptors: “Stanco di dover guardare i playoffs da casa”

Kyle Lowry

Jeremy Lin è ufficialmente un giocatore dei Toronto Raptors. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers ha fatto il suo esordio in maglia Raptors nella serata di mercoledì alla Capital One Arena di Washington, contro gli Wizards di Bradley Beal.

Nella serata del career high da 44 punti di Pascal Siakam, sono 8 i punti messi a referto da Lin, seguiti da 5 assist e 5 rimbalzi in 23 minuti di gioco. Raptors privi di Kawhi Leonard (riposo programmato) e Fred VanVleet (infortunio alla mano sinistra e 3-5 settimane di stop), che chiudono la contesa nel terzo periodo, chiuso 44-28 dagli uomini di coach Nick Nurse.

L’avventura a Toronto rappresenterà per l’ex Atlanta Hawks Jeremy Lin la possibilità di superare per la prima volta in carriera il primo turno di playoffs. E’ questa una delle ragioni che ha spinto il giocatore di origini taiwanesi a raggiungere il Canada, come riportato da Eric Koreen per The Athletic.

Ero stanco di dover guardare i playoffs da casa. Toronto è fantastica, è così bello che quasi non mi sembra nemmeno di meritarmelo

– Jeremy Lin sui Toronto Raptors –

I Toronto Raptors (43-16) occupano attualmente la seconda piazza nella Eastern Conference dietro ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, e con rispettivamente 4 e 5 partite di vantaggio su Indiana Pacers e Boston Celtics.

Lin aveva nei giorni scorsi raggiunto un accordo sulla buonuscita da Atlanta, dopo la mancata trade entro la deadline di 7 giorni fa. L’assenza di Fred VanVleet garantirà da subito minuti in uscita dalla panchina al veterano da Harvard, giunto alla sua nona stagione NBA, ed alla sua ottava squadra.

Pacers, grave infortunio per Victor Oladipo, il ginocchio destro fa crac: “Certamente un problema serio”

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo

Gli Indiana Pacers (32-15) battono a domicilio i primi della classe ad est Toronto Raptors, ma perdono per infortunio la star Victor Oladipo.

Con 4 minuti ancora da giocare sul cronometro del secondo quarto, Oladipo cerca di intercettare un passaggio per per l’ala dei Raptors Pascal Siakam, lanciato in contropiede. L’ex giocatore di Orlando Magic ed Oklahoma City Thunder inciampa probabilmente toccando la gamba di Siakam, davanti a lui, e cade pesantemente a terra.

Victor Oladipo rimane a terra nell’area dei tre secondi dei Pacers, toccandosi la gamba destra dolorante. I sanitari della squadra accorrono e coprono l’arto dello sfortunato giocatore, che viene trasportato fuori dalla Bankers Life Fieldhouse Arena di Indianapolis in barella.

E’ certamente un infortunio serio, ne sapremo di più dopo la risonanza magnetica di domani (giovedì, ndr). Ora non vogliamo avanzare ipotesi, però il quadro sembra serio. Victor è sempre stato il primo a stare vicino ed a tirare su il morale ai suoi compagni in situazioni come queste, ora tocca a noi fare lo stesso con lui

– Nate McMillan su Victor Oladipo –

 

Gli Indiana Pacers hanno nel secondo tempo trovato la forza per resistere all’assalto finale dei Toronto Raptors e chiudere il match sul 110-106. Per i padroni di casa, 23 punti e 15 rimbalzi per Thaddeus Young, e 17 punti con 8 assist per Darren Collison.

Per Toronto (36-14), ancora priva di Kawhi Leonard (terza gara consecutiva saltata dall’ex SPurs, riposo programmato), 23 punti e 11 rimbalzi di Serge Ibaka, 20 punti, 5 rimbalzi e 7 assist per Kyle Lowry e 16 punti con 9 palloni catturati per Pascal Siakam.

Non ho visto cosa è accaduto. Guardando il replay, sembra che la sua gamba abbia ceduto e lui (Oladipo, ndr) sia caduto a terra. Cadendo mi ha toccato da dietro, è stata una circostanza davvero sfortunata. Veramente un brutto infortunio

– Pascal Siakam su Victor Oladipo –

 

Oladipo verrà sottoposto a risonanza magnetica sul ginocchio della gamba destra già nelle prossime ore. “Dobbiamo trovare la forza di guardare avanti” Così il lungo Myles Turner nel post gara “Non dobbiamo lasciare che questo incidente ci condizioni. Ora c’è apprensione e preoccupazione, ma dobbiamo superare questo momento e continuare a giocare“.