Raptors, circolazione di palla e difesa, Celtics abbattuti, Siakam: “Quando difendiamo così, non ce n’e”

Leonard e Green-Kawhi Leonard

Vittoria netta dei Toronto Raptors sui Boston Celtics, cui basta un secondo quarto da 36-13 per sprofondare a-22 senza più possibilità di rimonta.

 

118-95 il risultato finale. I padroni di casa, impegnati in una corsa a due per il vertice delle Eastern Conference con gli inarrestabili Milwaukee Bucks, tornano alla vittoria dopo il tonfo contro gli orlando Magic, e lasciano dei delusi e bizzosi Boston Celtics al palo.

 

 

Kawhi Leonard torna in campo e segna 21 punti in appena 26 minuti di gioco. Pascal Siakam è ormai opzione offensiva affidabile, come dimostra la sua gara da 25 punti e 4 su 5 da dietro l’arco in 30 minuti. Dalla panchina, Marc Gasol fatica trovare tiri e canestri ma contribuisce con ben 8 assist (e zero palle perse), giocando da playmaker aggiunto in uscita dalla panchina.

 

Assist che fioccano in casa Raptors (ben 33 a fine partita, 11 per Kyle Lowry). Toronto costringe Boston ad un misero 38.4% al tiro (6 su 30 al tiro da tre punti), 14 le palle perse di squadra dei bianco-verdi, 29 a 9 Raptors il computo dei punti realizzati in contropiede.

 

Raptors-Celtics, Kawhi Leonard: “Esecuzione la chiave”

 

Ball sharing e difesa la chiavi della partita per i Toronto Raptors, come spiegato da kawhi Leonard a fine gara:

 

E’ sempre una buona cosa reagire così ad una sconfitta. Per noi la differenza è l’esecuzione e l’attenzione che ci mettiamo, in attacco ed in difesa, giocare assieme e sacrificarsi per il compagno. Abbiamo tanti buoni giocatori in questa squadra, dobbiamo essere sempre in grado di far girare il pallone

 

– Kawhi Leonard dopo Raptors-Celtics –

 

Partita fisica ed attenta difensivamente” Così coach Nick Nurse nel post gara. Pascal Siakam: “Quando siamo in grado di difendere come oggi, siamo davvero pericolosi, in attacco possiamo giocare più leggeri e liberi, fare il passaggio in più che ci porta a trovare sempre l’uomo libero

 

La sconfitta della Scotiabank Arena è la terza consecutiva per i Boston Celtics (37-24), e la quinta nelle ultime sette.

 

Jeremy Lin, esordio vincente in maglia Raptors: “Stanco di dover guardare i playoffs da casa”

Jeremy Lin è ufficialmente un giocatore dei Toronto Raptors. L’ex giocatore di New York Knicks, Houston Rockets e Los Angeles Lakers ha fatto il suo esordio in maglia Raptors nella serata di mercoledì alla Capital One Arena di Washington, contro gli Wizards di Bradley Beal.

Nella serata del career high da 44 punti di Pascal Siakam, sono 8 i punti messi a referto da Lin, seguiti da 5 assist e 5 rimbalzi in 23 minuti di gioco. Raptors privi di Kawhi Leonard (riposo programmato) e Fred VanVleet (infortunio alla mano sinistra e 3-5 settimane di stop), che chiudono la contesa nel terzo periodo, chiuso 44-28 dagli uomini di coach Nick Nurse.

L’avventura a Toronto rappresenterà per l’ex Atlanta Hawks Jeremy Lin la possibilità di superare per la prima volta in carriera il primo turno di playoffs. E’ questa una delle ragioni che ha spinto il giocatore di origini taiwanesi a raggiungere il Canada, come riportato da Eric Koreen per The Athletic.

Ero stanco di dover guardare i playoffs da casa. Toronto è fantastica, è così bello che quasi non mi sembra nemmeno di meritarmelo

– Jeremy Lin sui Toronto Raptors –

I Toronto Raptors (43-16) occupano attualmente la seconda piazza nella Eastern Conference dietro ai Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, e con rispettivamente 4 e 5 partite di vantaggio su Indiana Pacers e Boston Celtics.

Lin aveva nei giorni scorsi raggiunto un accordo sulla buonuscita da Atlanta, dopo la mancata trade entro la deadline di 7 giorni fa. L’assenza di Fred VanVleet garantirà da subito minuti in uscita dalla panchina al veterano da Harvard, giunto alla sua nona stagione NBA, ed alla sua ottava squadra.

Pacers, grave infortunio per Victor Oladipo, il ginocchio destro fa crac: “Certamente un problema serio”

Wesley Matthews è arrivato ai Pacers con il difficile compito di sopperire all'assenza della stella Oladipo

Gli Indiana Pacers (32-15) battono a domicilio i primi della classe ad est Toronto Raptors, ma perdono per infortunio la star Victor Oladipo.

Con 4 minuti ancora da giocare sul cronometro del secondo quarto, Oladipo cerca di intercettare un passaggio per per l’ala dei Raptors Pascal Siakam, lanciato in contropiede. L’ex giocatore di Orlando Magic ed Oklahoma City Thunder inciampa probabilmente toccando la gamba di Siakam, davanti a lui, e cade pesantemente a terra.

Victor Oladipo rimane a terra nell’area dei tre secondi dei Pacers, toccandosi la gamba destra dolorante. I sanitari della squadra accorrono e coprono l’arto dello sfortunato giocatore, che viene trasportato fuori dalla Bankers Life Fieldhouse Arena di Indianapolis in barella.

E’ certamente un infortunio serio, ne sapremo di più dopo la risonanza magnetica di domani (giovedì, ndr). Ora non vogliamo avanzare ipotesi, però il quadro sembra serio. Victor è sempre stato il primo a stare vicino ed a tirare su il morale ai suoi compagni in situazioni come queste, ora tocca a noi fare lo stesso con lui

– Nate McMillan su Victor Oladipo –

 

Gli Indiana Pacers hanno nel secondo tempo trovato la forza per resistere all’assalto finale dei Toronto Raptors e chiudere il match sul 110-106. Per i padroni di casa, 23 punti e 15 rimbalzi per Thaddeus Young, e 17 punti con 8 assist per Darren Collison.

Per Toronto (36-14), ancora priva di Kawhi Leonard (terza gara consecutiva saltata dall’ex SPurs, riposo programmato), 23 punti e 11 rimbalzi di Serge Ibaka, 20 punti, 5 rimbalzi e 7 assist per Kyle Lowry e 16 punti con 9 palloni catturati per Pascal Siakam.

Non ho visto cosa è accaduto. Guardando il replay, sembra che la sua gamba abbia ceduto e lui (Oladipo, ndr) sia caduto a terra. Cadendo mi ha toccato da dietro, è stata una circostanza davvero sfortunata. Veramente un brutto infortunio

– Pascal Siakam su Victor Oladipo –

 

Oladipo verrà sottoposto a risonanza magnetica sul ginocchio della gamba destra già nelle prossime ore. “Dobbiamo trovare la forza di guardare avanti” Così il lungo Myles Turner nel post gara “Non dobbiamo lasciare che questo incidente ci condizioni. Ora c’è apprensione e preoccupazione, ma dobbiamo superare questo momento e continuare a giocare“.

Raptors, Kawhi Leonard e Siakam abbattono Utah: “Fiducia nel mio tiro”. Nurse: “Pascal arma in più”

Kawhi Leonard MVP

Senza Kyle Lowry, i Raptors si affidano al talento di Kawhi Leonard per battere gli Utah Jazz alla Scotiabank Arena di Toronto, Ontario.

L’ex San Antonio Spurs firma una partita da 45 punti e 6 rimbalzi, attaccando costantemente la difesa di Utah e conquistandosi ben 17 tiri liberi (di cui 13 convertiti). Leonard e Pascal Siakam trovano per Toronto la 28esima vittoria stagionale, Raptors-Jazz termina 122-116.

Gli Utah Jazz (18-20) ritrovano Ricky Rubio, mentre per Toronto – oltre a Lowry – ancora fuori Jonas Valanciunas. Kawhi Leonard ed un sempre più convincente Pascal Siakam ispirano un terzo quarto da 44 punti (record di franchigia) per Toronto, che porta i Raptors sul +10 (95-85) in apertura di ultimo periodo.

Nel terzo quarto, sono ben 19 i punti segnati dal solo Leonard, con 7 su 7 al tiro. 13 i punti segnati da Siakam, che chiude la sfida di Toronto con un career high da 28 punti, ai quali il camerunense aggiunge 10 rimbalzi, e 3 triple mandate a bersaglio.

“Kawhi (Leonard, ndr) ha segnato dal post, ha segnato in isolamento, ha segnato in entrata nonostante la presenza di Rudy (Gobert, ndr). Allora abbiamo iniziato a marcarlo appena superata la metà campo, e l’unica cosa che abbiamo ottenuto è stato mandarlo in lunetta continuativamente

– Quin Snyder dopo Raptors-Jazz –

 

Kawhi Leonard e Pascal Siakam segnano ben 73 dei 122 punti finali dei Raptors. Norman Powell trova spazio in uscita dalla panchina e chiude con 14 punti in 22 minuti di gioco

Per Utah, altra serata di tiro difficilissima per Donovan Mitchell (19 punti con 7 su 23 al tiro), Joe Ingles non trova mai il canestro (5 punti e 0 su 5 dal campo) in 34 minuti di gioco, e Jae Crowder si scopre realizzatore e chiude con 30 punti e 6 rimbalzi (9 su 15 al tiro, 5 su 7 da dietro l’arco).

Raptors-Jazz, Kawhi Leonard: “Fiducia nel mio tiro”

 

I 45 punti segnati da Kawhi Leonard sono il massimo in stagione per l’ex Spurs. Nonostante le assenze, la panchina lunga dei Raptors si dimostra valore aggiunto per coach Nick Nurse ed i suoi, impegnati in un testa a testa con i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo per il primato nella Eastern Conference.

Nel post gara, Leonard e Pascal Siakam si sono presentati ai cronisti:

Ho trovato subito un buon ritmo. In partite così, è veramente facile segnare tanti tiri. Ho accettato subito la sfida, ho iniziato aggressivo e dopo un paio di errori ho continuata ad attaccare. Avevo fiducia nel mio tiro

– Kawhi Leonard dopo Raptors-Jazz –

 

 

Un Pascal Siakam visibilmente soddisfatto ha parlato della prova dei suoi. I Raptors hanno tentato solo 20 conclusioni da dietro l’arco dei tre punti (7 su 20), attaccando il canestro e chiudendo con il 54.9% al tiro, e 35 tiri liberi conquistati.

Io mi sentivo bene in campo, Kawhi idem. Avevamo bisogno di trovare canestri e punti facili, ultimamente le nostre percentuali di tiro non erano state un granché. Ma abbiamo fiducia nei nostri tiratori, dobbiamo solo continuare a creare buoni tiri. Oggi non ho esitato quando i miei compagni mi hanno trovato libero sul perimetro, ed ho segnato

– Paskal Siakam dopo Raptors-Jazz –

 

Nick Nurse si sofferma sulla prova del camerunense: “Molto bene. Ha segnato tre triple in fila, le sue percentuali al tiro stanno crescendo visibilmente, diventerà un’arma in più per noi, una cosa molto importante. Sta diventando molto bravo nello sfruttare gli spazi in campo, nel trovare sempre posizione ed angoli giusti per ricevere il pallone“.

I Toronto Raptors saranno di scena venerdì 4 gennaio a San Antonio, Texas, contro gli Spurs di Gregg Popovich. Per Kawhi Leonard si tratterà del primo ritorno all’AT&T Center dopo la trade estiva che ha spedito l’MVP delle Finali NBA 2014 e Danny Green ai Raptors, in cambio di DeMar DeRozan e Jakob Poeltl.

Pascal Siakam è l’ingranaggio perfetto

Pascal Siakam

La storia di Pascal Siakam è una di quelle out of script difficilmente credibile e inquadrabile: fino ai 15 anni stava percorrendo la strada in seminario per diventare prete e il basket lo aveva toccato soltanto marginalmente fino a quel momento, poi la svolta. La scelta del padre di mandarlo in seminario non rispecchiava più le idee di Pascal, lui tra ritardi, assenze ingiustificate e carenze scolastiche si è guadagnato l’espulsione dal collegio ecclesiastico. La sua carriera cestistica avrebbe potuto vedere il suo inizio e la sua fine nello stesso contesto, ovvero quello del camp basketball without borders dove partecipa per due volte prima di essere scelto dalla God’s Academy di Lewisville Texas. L’anno successivo va a New Mexico State, dove gioca 2 stagioni ad altissimo livello e vince il premio di miglior giocatore 2015-16 della Western Athletic Conference grazie ai 20.2 punti, 11.6 rimbalzi e 2.2 stoppate di media. Questo suo continuo migliorarsi abbinato a delle doti fisiche fuori dal comune lo portano ad esser scelto dai Toronto Raptors nel draft 2016 con la 27ª pick. Se fino ai 15 anni non hai mai giocato competitivamente a pallacanestro e a 22 sei in NBA e a 24 sei tra i favoriti per il premio di Most Improved Player significa che sei davvero speciale!

Pascal Siakam dopo essersi fermato sul blocco di Bell si allunga per contestare e stoppare il tiro di uno dei giocatori meno stoppabili al mondo. Questa giocata difensiva è un misto di tecnica e fisicità devastante, gli unicorni del basket del 2019 non si vedono solo in attacco, anzi.

PASCAL SIAKAM: MIGLIORARSI

Nello sport professionistico molto spesso si sente parlare di potenziale per giocatori giovani (e non) e come questo possa esplodere se alcuni aspetti del loro gioco dovessero migliorare. Esempi facili sono quelli di Giannis Antetokounmpo e Ben Simmons che ‘qualora dovessero metter su un jump shot credibile’ sarebbero immarcabili del tutto; ecco questo miglioramento è sì potenzialmente realizzabile e ci sono moltissimi esempi a testimoniarlo, ma è tutt’altro che scontato o immediato. Per questo la crescita in vari situazioni tecniche-tattiche-fisiche-mentali di certi giocatori va evidenziata e apprezzata e Siakam è uno di questi esempi a pieno titolo. Pascal grazie al duro lavoro adesso sa fare tante cose in un campo di pallacanestro e dà la sensazione di poterne imparare anche altre nei prossimi anni. Ha passato un’intera estate a giocare da point guard negli scrimmage proto NBA per migliorare il ball handling e le doti da passatore, tira almeno 500 triple al giorno per diventare un tiratore sempre più credibile e la sua selezione dei tiri è più sensata degli inizi di carriera. Circa il 73% dei suoi tiri sono layup o triple, infatti soltanto il 3.4% dei punti segnati proviene dal midrange (tiro statisticamente peggiore) e ha 64.3% di true shooting percentage il che lo rende 6° di tutta la lega tra quelli che hanno giocato almeno 15 partite.

 

Il suo progresso è facilmente verificabile pure con le statistiche non avanzate, perché è migliorato in TUTTE le voci principali.

SeasonAgeTmLgPosGGSMPFGFGAFG%3P3PA3P%2P2PA2P%eFG%FTFTAFT%ORBDRBTRBASTSTLBLKTOVPFPTS
2016-1722TORNBAPF553815.61.93.7.5020.00.1.1431.93.6.515.5050.40.6.6881.22.23.40.30.50.80.62.04.2
2017-1823TORNBAPF81520.73.16.1.5080.41.6.2202.84.5.612.5370.71.1.6211.03.54.52.00.80.50.82.07.3
2018-1924TORNBAPF363530.55.79.9.5760.72.1.3245.07.8.642.6102.33.0.7761.44.96.32.71.10.71.72.914.4
CareerNBA1727821.13.36.2.5300.31.2.2542.94.9.599.5550.91.3.7041.13.44.51.60.70.70.92.27.8

QUANTO E’ IMPORTANTE PER I RAPTORS?

Per Toronto è una sorta di Draymond Green, può difendere 4 posizioni e anche alcuni centri, se lasciato libero sa segnare da 3 punti, passatore notevole, guida la transizione offensiva in modo fantastico, buon rimbalzista, hustle player, ha un wingspan che gli permette di fare recuperi in closeout che per altri sarebbero impensabili e ottenere deflection, sa difendere il ferro con verticalità. Insomma, tutte queste caratteristiche lo rendono un cog man (espressione americana difficilmente traducibile “uomo ingranaggio“) uno di quelli che rende un good team –> un great team! Una delle cose che fa meglio in attacco, oltre attaccare in velocità il ferro, è quella di prendere decisioni veloci, specifica sempre più importante in un basket fatto di flow e ritmo offensivo. Effettuare scelte rapide gli permette spesso di fare una giocata contro difese non piazzate in modo ideale; crea 3.5 tiri su 100 possessi e può progredire un minimo nella capacità di crearsi da solo un tiro dal palleggio (ad es: solo 1 tripla delle 24 segnate non è stata assistita).

Siakam legge la situazione e mentre CJ Miles sta ancora penetrando, va ad occupare l’angolo pronto a ricevere e tirare. In questo è diventato bravo ed automatico.

Se i Raptors sono la squadra che crea più attacco di tutti in penetrazione, ben il 35.3%, buona parte del merito è del camerunese che un po’ alla Greak Freak quando ha luce davanti a sé tende ad attaccare il ferro senza pensarci due volte. Toronto quest’anno sembra diversa (sì è vero lo diciamo ogni anno) ma chiaramente i risultati in regular per quanto importanti non potranno bastare per valutare la stagione, bisognerà passare l’esame playoff troppo spesso fallito.

La panchina lo scorso anno era il fiore all’occhiello dei canadesi e uno dei fattori che la rendeva tale era la presenza di Siakam. Il numero 43 è passato dall’essere un giocatore utilizzato in modo singolare al primo anno (38/55 da titolare, ma 15′ di media con molto garbage time), a un giocatore chiave della miglior panchina della lega e infine ad essere uno starter candidato per All Star Game e MIP.

In questa gif si può notare la sua abilità nel correre il campo e l’esplosività nell’attaccare il ferro. Si nota anche una difesa più che pessima dei Pistons, ma facciamo finta di niente.

 

Il premio di più migliorato, come tutti i premi individuali, lascia il tempo che trova, però quest’anno potrebbe andare nelle mani di un giocatore che ha fatto del migliorarsi uno stile di vita sul quale costruire una carriera NBA di successo e per questo il premio acquisterebbe un po’ di valore. Pascal Siakam è diventato l‘ingranaggio perfetto per far funzionare una squadra vincente.

 

We The North #13: Alla ricerca di nuovi equilbri

Jared Sullinger è tornato a disposizione, ma il suo apporto in fase difensiva è stato quantomeno rivedibile.

Con la pausa per l’AllStar Game sempre più vicina, i Toronto Raptors sono incappati nel primo vero momento di difficoltà della stagione: prima della vittoria di ieri notte contro i Bucks, erano infatti reduci da 5 sconfitte consecutive, evenienza che non si verificava dal febbraio 2015.
Il quadro generale è reso meno amaro dai risultati altalenanti delle altre squadre della Eastern Conference, Cavaliers compresi. Ma questo non può diventare il pretesto per prendere la questione sotto gamba.
Nelle partite contro Sixers, Hornets e Suns si sono ripresentate situazioni che non si verificavano da tempo: sufficienza nella gestione del vantaggio, paura di perdere nei finali di partita, approccio molle al rientro dagli spogliatoi. Tutte vecchie e cattive abitudini che sembravano oramai appartenere a un passato lontano. In tal senso possono far ben sperare le prestazioni contro avversari del livello di Spurs e Grizzlies, anche se non potranno sortire mai l’effetto che avrebbe avuto una vittoria sul morale dei giocatori, evidentemente sfiduciati e spauriti per larghi tratti dei match.
A tal proposito le statistiche sono abbastanza eloquenti: in questo filotto di 5 partite perse, i Raptors hanno tirato con una percentuale di poco superiore al 40% dal campo, mentre da oltre l’arco non hanno neanche raggiunto il 30%. Nelle prime 3 partite hanno sempre perso il confronto a rimbalzo (-11 il gap medio), e non è un caso che contro San Antonio e Memphis siano riusciti a giocarsela limitando i danni sotto canestro.
Ma ciò che più stona in questo breve lasso di tempo con il resto della stagione dei canadesi, sono un paio di dati mortificanti: l’offensive rating medio è stato di 100.2 punti, mentre il defensive rating ha sfiorato quota 113; in entrambi i casi si tratta di medie inferiori a quelle peggiori stagionali dell’intera Nba.
Un crollo tanto fragoroso quanto inatteso, che è combaciato con il ritorno nel roster di Jared Sullinger. Il lungo ex Celtics sta trovando palesi difficoltà a trovare una sua collocazione negli ingranaggi dei Raptors, e non lo si può certo biasimare per questo, visto che in definitiva è appena rientrato dopo un lungo stop. Quello che però balza agli occhi è come la sua presenza sul parquet a fianco di Jonas Valanciunas non riesca ad essere assimilata dalla squadra, che ha disperato bisogno di atletismo sotto le plance in fase difensiva. Ecco perché è più che probabile il rilancio di Pascal Siakam, momentaneamente accantonato nelle rotazioni proprio per concedere più minutaggio possibile a Sullinger.
DeMar DeRozan è stato assente nelle ultime 3 uscite, e se non risolve il problema alla caviglia destra potrebbe prolungare la sua permanenza ai box. Norman Powell ha preso il suo posto in quintetto, sta ben figurando (18,7 punti col 46% dal campo), ma è chiaro che se Toronto vorrà uscire da questo buco nero dovrà ancora una volta affidarsi alla classe di Kyle Lowry, fresco di convocazione (la terza consecutiva) all’AllStar Game. E non c’è tempo da perdere, perchè i Celtics, gli Hawks e i redivivi Wizards non staranno certo a guardare.

We The North #10: Man on a Mission

DeRozan Toronto Raptors
Siakam vs Wilson
Pascal Siakam sta dando un solido contributo nell’inaspettato ruolo di PF titolare

Con le luci dei riflettori puntate su di lui, il protagonista più atteso non si è fatto pregare: DeMar DeRozan, fresco di nuovo contratto(ne), ha attaccato la stagione Nba 2016/17 con cattiveria inaudita, firmando una serie di prestazioni da record.
E’ lui la grande conferma di questi Raptors, che in queste prime partite stanno ancora cercando di somatizzare l’addio di Bismack Biyombo e l’infortunio di Jared Sullinger, pronosticato titolare fino a pochi giorni prima della Regular Season, e ora fuori per almeno 2 mesi a seguito dell’intervento al piede sinistro.
Lo sviluppo del gioco dei canadesi continua a far storcere la bocca a molti (quasi tutti), ma tant’è: i risultati per ora arrivano, e l’inserimento dei due rookie – per il già citato problema nel reparto lunghi – sta avvenendo più rapidamente del previsto.
Se Jakob Poeltl ha appena superato il battesimo di fuoco come titolare contro un certo DeMarcus Cousins a causa dell’assenza di Jonas Valanciunas, Pascal Siakam è presenza fissa nello starting 5 sin dalla prima partita della sua giovanissima carriera Nba.
In questo relativo rimescolarsi delle carte in gioco, che Toronto continui comunque ad affidare le sue sorti ai due Allstar è tanto palese quanto logico. Era invece difficilmente prevedibile che l’inizio balbettante di Kyle Lowry (17 punti e 6 assist ma con un modesto 36% dal campo) passasse in secondo piano dinnanzi alle spaventose cifre di DeRozan: 33.7 punti (1° in Nba), 52.4% dal campo, 4.8 rimbalzi, e addirittura 5 trentelli consecutivi nelle prime 5 uscite, impresa che non riusciva sin dai tempi di un certo Micheal Jordan, che nel 1986 arrivò addirittura a quota 6.
E allora, evitando ogni scomodo paragone (oltre alla lesa maestà), accettiamo serenamente il fatto che il prode DeMar si sia fermato a 23 nella sconfitta interna contro i Kings.
Con Pacers e Celtics ancora alla ricerca dei nuovi equilibri, i Raptors si trovano nella vantaggiosa posizione di conoscere i propri limiti e le proprie forze; se poi quella di DeRozan si rivelerà essere veramente una stagione da Man on a Mission, tanto di guadagnato.