I Milwaukee Bucks perdono Pau Gasol (caviglia sinistra), fuori un mese

I Milwaukee Bucks costretti a rinunciare a Pau Gasol. Il catalano si è infortunato alla caviglia sinistra, e dovrà rimanere ai box per almeno un mese.

A riportare la notizia è Malika Andrews di ESPN. Gasol aveva già saltato 26 partite in questa stagione a causa di una frattura da stress al piede sinistro, con la maglia dei San Antonio Spurs, ed è apparso in appena tre gare con la sua nuova squadra.

Gasol aveva dichiarato a Matt Velasquez del Milwaukeee Journal Sentinel come la caviglia gli stesse causando alcuni fastidi già da tempo. Da qui la decisione di fermare il giocatore.

Momento delicato per i Bucks, che hanno perso per infortunio nelle ultime settimane Mikola Mirotic (pollice della mano sinistra) e la guardia titolare Malcom Brogdon (fascite plantare), quarto miglior realizzatore della squadra e uomo fondamentale per le rotazioni di coach Mike Budenholzer.

I Milwaukee Bucks sperano di poter recuperare Mirotic e Brogdon per l’inizio dei playoffs. Più lunghi i tempi di recupero stimati per Pau Gasol.

In assenza Mirotic e Gasol, coach Budenholzer concederà minuti e spazio in uscita dalla panchina al secondo anno D.J. Wilson, all’ex Chicago Bulls Tony Snell ed al veterano Ersan Ilyasova.

 

Bucks, è ufficiale il rinnovo di Eric Bledsoe, Pau Gasol firma per il resto della stagione

Milwaukee Bucks, è ufficiale il rinnovo di Eric Bledsoe. La point guard 29enne, arrivata in Winsconsin nel novembre 2017 in una trade che coinvolse i Phoenix Suns e l’allora giocatore dei Bucks Greg Monroe, ha firmato un’estensione contrattuale quadriennale da 70 milioni di dollari complessivi.

 

Come riportato da Shams Charania di The Athletic via Twitter, solo 3.9 degli oltre 19 milioni di dollari previsti sull’ultimo anno di contratto di Eric Bledsoe (stagione 2022\23) saranno garantiti. Una mossa che garantirà una maggiore flessibilità salariale in futuro ai Milwaukee Bucks, e renderà il contratto dell’ex giocatore dei Los Angeles Clippers più appetibile sul mercato, in caso di un’eventuale futura trade.

 

 

Bledsoe percepirà rispettivamente 15.62, 16.87 e 18.12 milioni di dollari per le prime tre stagioni di contratto. In questa stagione, Eric Bledsoe ha sinora viaggiato a 15.9 punti e 5.5 assist a partita, in 61 gare e 29.2 minuti d’impiego.

 

Milwaukee Bucks, dopo il rinnovo di Eric Bledsoe è ufficiale Pau Gasol

 

Dopo la risoluzione contrattuale tra Pau Gasol ed i San Antonio Spurs, è divenuto ufficiale l’ingaggio del giocatore catalano da parte dei Milwaukee Bucks.

 

Giunto alla sua 18esima stagione NBA, il due volte campione NBA vestirà la maglia numero 17 per i Bucks. Gasol era al primo anno di un biennale da circa 32 milioni di dollari complessivi siglato in estate con i San Antonio Spurs. La progressiva diminuzione di ruolo e responsabilità in squadra nelle gerarchie di coach Gregg Popovich ha portato alla risoluzione consensuale tra la franchigia texana e l’ex giocatore di Los Angeles Lakers, Memphis Grizzlies e Chicago Bulls.

 

Per liberarsi dal suo precedente contratto, Gasol avrebbe rinunciato ad una cifra pari a 2.5 milioni di dollari sulla buonuscita. Il giocatore catalano rimarrà in Wisconsin fino al termine della stagione.

 

In questa stagione, Pau Gasol ha saltato ben 26 partite a causa di una frattura da stress al piede destro, infortunio occorso lo scorso 31 dicembre.

 

Spurs, buyout per Pau Gasol, il catalano diretto ai Milwaukee Bucks

Pau Gasol Aldridge a San Antonio, gli Spurs puntano ancora su di loro

Pau Gasol lascia il Texas ed i San Antonio Spurs e vola ad est, verso i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo.

 

Come riportato da Adrian Wojnarowksi di ESPN, gli Spurs ed il giocatore catalano si sarebbero accordati in queste ore per una risoluzione contrattuale. Alla mezzanotte (orario di New York) del 1 marzo scadranno i termini per le 30 squadre NBA per aggiungere a roster giocatori eleggibili per la rosa che prenderà parte ai playoffs.

 

 

Per far si che i Milwaukee Bucks possano dunque schierare Pau Gasol, il buyout tra i San Antonio Spurs ed il 6 volte All-Star dovrà dunque essere ufficializzato nelle prossime ore.

 

I San Antonio Spurs avevano tentato con l’approssimarsi della trade deadline dello scorso 7 febbraio di cedere Gasol. Il 38enne bi-campione NBA con la maglia dei Los Angeles Lakers sta viaggiando in questa stagione ai minimi per media punti (4.2), rimbalzi (4.7) e minuti (12.2) in carriera.

 

A Milwaukee, Pau Gasol raggiungerebbe ad Est una delle massime rivali dei Bucks, i Toronto Raptors, squadra in cui era approdato appena 3 settimane fa il fratello minore Marc. Pau Gasol guadagnerà circa 16 milioni di dollari in questa stagione, la prima di un biennale da 38 milioni di dollari complessivi (parzialmente garantiti).

Pau Gasol augura il meglio al fratello Marc: “Grizzlies corretti con lui, grande chance a Toronto”

Pau Gasol vuole solo il meglio per il suo fratellino Marc, fresco rinforzo dei Toronto Raptors che si apprestano ad ingaggiare battaglia per la vetta della Eastern Conference in questi ultimi due mesi di regular season.

Da nemmeno una settimana, e dopo ben 18 stagioni, nessun componente della famiglia Gasol indossa più una maglia dei Memphis Grizzlies. Risale al febbraio 2008 il passaggio di consegne tra Pau e Marc, i cui diritti vennero scambiati dai detentori Los Angeles Lakers in cambio dei servigi del fratello maggiore.

A Los Angeles, Pau Gasol avrebbe poi raggiunto per 3 volte la Finale NBA (due i titoli vinti). Ed è proprio Pau ad augurare a Marc la medesima fortuna, in quel di Toronto, Ontario:

“(La trade) dice tutto dei Memphis Grizzlies. Anni fa mi permisero di trasferirmi in una squadra vincente, ed ora hanno permesso a Marc di fare lo stesso. Credo sia un segno di grande rispetto ed apprezzamento per un giocatore. Chiaramente (i Grizzlies, ndr) hanno dovuto attendere il momento giusto, ottenere la giusta contropartita, giocatori , scelte… credo che Marc abbia ora una grande opportunità a Toronto, spero possa avere successo. Mi dispiace che l’era Gasol sia terminata a Memphis, ma sono contento per Marc

– Pau Gasol sul fratello Marc –

Spurs, Pau Gasol out a tempo indeterminato per una frattura da stress al piede sinistro

San Antonio Spurs, Pau Gasol

Spurs, infortunio Pau Gasol. Il lungo catalano fermo “a tempo indeterminato” a causa di una frattura da stress al piede sinistro.

Gasol ha saltato le ultime 12 uscite dei suoi San Antonio Spurs, per via di un problema al piede poi rivelatosi una frattura.

Gli Spurs non hanno rilasciato dichiarazioni sui tempi di recuperi stimati per Pau Gasol, 38 anni, giunto alla sua 17esima stagione NBA.

Così Gregg Popovich:

Pau è stato fermato perché una seconda valutazione ha evidenziato una frattura da stress, questo è quello che so per ora. Ci mancherà, i ragazzi in uscita dalla panchina avevano bisogno delle sue capacità e dei suoi passaggi, sarà un problema

– Gregg Popovich sull’infortunio Pau Gasol –

Dall’infermeria Spurs arriva però anche una buona notizia per Coach Popovich. Il rookie Lonnie Walker IV, fermo da inizio stagione per la rottura del menisco del ginocchio sinistro, è finalmente pronto e sarà presto a disposizione.

 

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Basket mercato folle? Ecco le 20 peggiori firme contrattuali in NBA

Basket mercato

Basket mercato veramente senza senso in NBA in alcune firme? Si, in alcuni casi può succedere che si prendano abbagli veramente incredibili. Durante il mercato NBA, quando un giocatore firma con una franchigia, il suo stipendio è quasi sempre garantito per tutta la durata dell’accordo. Nel caso quest’ultimo non rispetti le aspettative, alcuni contratti gonfiati finiscono per bloccare le mosse delle franchigie negli anni successivi

Basket mercato: i contratti boomerang in NBA

Allo stato attuale, sono stati rilevati i 20 peggiori contratti nel panorama NBA, per quanto riguarda i restanti termini dell’accordo. Nella realizzazione di tale lista, sono stati presi in considerazione l’età del giocatore, le sue abilità, gli infortuni e, infine, la lunghezza e l’importo totale dell’affare.

20. PAUL GASOL, SPURS

Pau Gasol, ex ala di Grizzlies, Lakers e Bulls
ETA’ANNOSTIPENDIO
382018-2019$16 M
392019-2020$16 M*

*Parzialmente garantito per $6,7 milioni

A meno che Gasol non faccia una stagione stellare, inusuale per un 38 enne, gli Spurs probabilmente cercheranno di abbattere il costo di questo contratto prima della sua scadenza naturale. In questo modo, tale accordo potrebbe risultare, per un totale di $22 milioni, più appetibile.

19. GORGUI DIENG, TIMBERWOLVES

Gorgui Dieng, lungo dei Wolves
ETA’ANNOSTIPENDIO
282018-2019$15,2 M
292019-2020$16,2 M
302020-2021$17,2 M

 

Prima della stipulazione di tale contratto, Dieng si è dimostrato un giocatore con buone qualità, garantendo una solida presenza sotto le plance. Tuttavia, il front office del Minnesota Timberwolves, decidendo di puntare sul 32 enne Taj Gibson, ha relegato Dieng al ruolo di semplice rincalzo strapagato.

18. JOHN WALL, WIZARDS

John Wall infortunio
John Wall, playmaker titolare degli Wizards dal 2010
ETA’ANNOSTIPENDIO
282018-2019$19,2 M
292019-2020$37,8 M
302020-2021$40,8 M
312021-2022$43,8
322022-2023$46,9 M*

 

*Opzione giocatore

Tra i giocatori in questa lista, Wall sicuramente è la punta di diamante, sopratutto per quanto riguarda il fattore abilità. Ma vi sono diverse motivazioni che preoccupano i tifosi dei Wizards:

  • Ha perso metà della stagione scorsa a causa di un infortunio
  • Gran parte del suo stile di gioco si basa sulla velocità, qualità che tende a deteriorarsi con l’invecchiamento
  • La sua media al tiro da tre punti è del 34%, anacronistica rispetto all’andamento attuale della lega che privilegia la presenza di specialisti dalla lunga distanza
  • Il costo del suo contratto è destinato a salire prepotentemente al termine della prossima stagione

Ovviamente, Washington si è sentita costretta di firmare il suo uomo simbolo: perderlo avrebbe significato tornare a sperare nella lotteria del draft. D’altro canto, uno stipendio annuale superiore a $40 milioni potrebbe essere convertito nell’ingaggio di più giocatori in grado di risollevare da soli le sorti della squadra. E quest’ ultimo aspetto, John Wall non lo ha mai dimostrato apertamente nei suoi anni a Washington.

17. HASSAN WHITESIDE, HEAT

Hassan Whiteside,centro Miami Heat
ETA’ANNOSTIPENDIO
292018-2019$25,4 M
302019-2020$27,1 M*

 

*Opzione giocatore

L’opzione giocatore presente sul suo contratto può diventare un bel problema per la dirigenza Heat, specie in caso di stagione negativa del lungo. Tuttavia, anche per migliorare la sua situazione, vi è la possibilità che Whiteside possa rinunciare a tale opzione, in modo da ottenere un contratto a cifre più vantaggiose. Entrambe le ipotesi prospettate non sembrano essere positive per la franchigia della Florida.

16. TYLER JOHNSON, HEAT

La guardia dei Miami Heat Tyler Johnson
ETA’ANNOSTIPENDIO
252018-2019$19,2 M
262019-2020$19,2 M

 

Dopo essere stato pagato soltanto $5,7 milioni di dollari per la prima metà del suo contratto, Tyler Johnson è riuscito ad ottenere uno stipendio quadruplicato, grazie “all’aiuto” dei Brooklyn Nets. Questi, infatti, effettueranno un offerta di contratto alla guardia, ma tale tentativo è stato pareggiato dai Miami Heat.

15.SERGE IBAKA, RAPTORS

Horford in difesa su Ibaka
Horford in difesa su Serge Ibaka
ETA’ANNOSTIPENDIO
292018-2019$21,7 M
302019-2020$23,3 M

 

I Raptors, al momento della finalizzazione di tale accordo, sono riusciti a limitare i danni, pagando eccessivamente il contratto su base annua ma ottenendone la diluizione in tre anni. Ciò nonostante, tale firma rimane negativa, in quanto Serge Ibaka è regredito negli ultimi anni sia come difensore che come realizzatore.

14. ANDREW WIGGINS, TIMBERWOLVES

Wiggins
Andrew Wiggins, guardia dei Lupi
ETA’ANNOSTIPENDIO
232018-2019$25,3 M
242019-2020$27,3 M
252020-2021$29,3 M
262021-2022$31,3 M
272022-2023$33,3 M

 

Wiggins, nei suoi primi anni di carriera, ha mantenuto buone medie, ma non sembra aver ancora compiuto il salto di qualità definitivo. Legare la metà del prossimo decennio ad un giocatore che non sembra avere più tanto potenziale potrebbe rivelarsi costoso per la franchigia del Minnesota.

13. JAMES JOHNSON, HEAT

James Johnson.
James Johnson. ala piccola degli Heat
ETA’ANNOSTIPENDIO
312018-2019$14,7 M
322019-2020$15,3 M
332020-2021$16 M*

*Opzione giocatore

Nell’ottica di voler premiare i migliori veterani della stagione 2016-2017, gli Heat hanno rifirmato Johnson a cifre piuttosto alte, aumentando però le incertezze per l’immediato futuro della franchigia.

12. BISMACK BIYOMBO, MAGIC

Biyombo ai tempi dei Raptors
ETA’ANNOSTIPENDIO
262018-2019$17 M
272019-2020$17 M*

*Opzione giocatore

Il contratto estremamente esoso, da $68 milioni, firmato dai Magic per Biyombo, è già entrato nella fase del suo deprezzamento. A meno che il centro congolese non estenda il suo raggio di tiro, puntando così ad una squadra dal livello migliore, è molto probabile che il lungo ex Raptors si avvalerà della sua opzione contrattuale, imponendo ulteriori limiti di azione alla franchigia della Florida.

11. TRISTAN THOMPSON, CAVALIERS

Tristan Thompson, centro dei Cleveland Cavaliers
ETA’ANNOSTIPENDIO
272018-2019$17,5 M
282019-2020$18,5 M

 

Tristan Thompson, recentemente oggetto di accuse riguardanti una presunta rissa con Draymond Green, ha giocato un ruolo chiave nella conquista del primo titolo della franchigia dell’Ohio. I suoi ultimi due anni di contratto, però, sono molto pesanti da gestire per una squadra in vena di ricostruzione post-James.

10. Basket mercato entriamo nella top ten: BRANDON KNIGHT, SUNS

Brandon Knight, playmaker dei Suns
ETA’ANNOSTIPENDIO
262018-2019$14,6 M
272019-2020$15,6 M

 

Knight, dopo quasi un’intera stagione saltata per un infortunio alla schiena, a 26 anni ha ancora molto da dimostrare. In particolare, minuti da sesto uomo potrebbero essere molto importanti per la franchigia dell’Arizona. A pesare sulla sua valutazione complessiva, è il contemporaneo rinnovo del sesto uomo dell’anno Lou Williams, da parte dei Clippers, a cifre più vantaggiose rispetto a quelle garantite all’ex Pistons.

9. Basket mercato: TIMOFEY MOZGOV, MAGIC

Timofey Mozgov a colloquio con LeBron James con la maglia dei Cleveland Cavaliers

 

ETA’ANNOSTIPENDIO
322018-2019$16 M
332019-2020$16,7 M

 

I diversi scambi che lo hanno coinvolto in questi due anni sono la prova che nessun contratto possa essere irrinunciabile.

8. Basket mercato: BLAKE GRIFFIN, PISTONS

ETÀANNOSTIPENDIO
292018-19$ 32,1 milioni
302019-20$ 34,5 milioni
312020-21$ 36,8 milioni
322021-22$ 39M *

*Opzione giocatore

Per l’ex Clippers valgono le stesse considerazioni effettuate per John Wall. Blake Griffin ha superato la sua migliore fase dal punto di vista atletico, e negli ultimi 4 anni ha saltato 107 partite di regular season.

La scelta dei dirigenti Pistons è dettata dal fatto di arricchire la squadra di stelle per ambire ai massimi livelli. Gli ultimi anni trascorsi da Griffin, però, potrebbero essere l’anticamera di un rapido declino fisico ed atletico, che potrebbe coinvolgere l’intera franchigia.

7. Basket mercato: EVAN TURNER, TRAIL BLAZERS

Evan Turner (sulla destra) ed Avery Bradley (sulla sinistra) con la Jersey dei Celtics
ETÀANNOSTIPENDIO
292018-19$ 17,9 milioni
302019-20$ 18,6 milioni

 

Le possibilità di Portland di poter competere per il titolo stando nella stessa conference degli Warriors sono sempre state piuttosto basse. La firma di un contratto da $70 milioni totali per Evan Turner, però, ha ulteriormente ridotto le già esigue speranze di vittoria della franchigia dell’Oregon.

6. Basket mercato: RYAN ANDERSON, ROCKETS

Ryan Anderson Pelicans
Ryan Anderson in maglia Pelicans
ETÀANNOSTIPENDIO
302018-19$ 20,4 milioni
312019-20$ 21.3M

 

Ryan Anderson, seppur presente in buona misura nella grande stagione dei Rockets appena trascorsa, non ha mai dato un contributo rilevante dal punto di vista difensivo. Il suo ruolo può essere ampiamente coperto da ali in grado, allo stesso tempo, sia di garantire una buona efficienza al tiro dal perimetro, sia di dare un buon apporto difensivo. Un’esempio di quest’ultimo tipo di giocatore è Anthony Tolliver, firmato da Minnesota a cifre molto più basse di Anderson.

5. Basket mercato, il contratto di IAN MAHINMI, WIZARDS

Ian Mahinmi, ex Dallas e Pacers
ETÀANNOSTIPENDIO
312018-19$ 15,9 milioni
322019-20$ 15.5M

 

Ian Mahinmi, nei suoi due anni ai Wizards, ha totalizzato medie da 5 punti e 4,3 rimbalzi per partita, in 15,7 minuti di utilizzo. Dal momento che Washington è attualmente si trova aldisopra della soglia della luxury tax di $12,6 milioni, il contratto del francese peserà maggiormente.

4. Basket mercato, ci dispiace ma si. DANILO GALLINARI, CLIPPERS

Danilo Gallinari, ala ex Milano, Knicks e Nuggets
ETÀANNOSTIPENDIO
302018-19$ 21.6 M
312019-20$ 22,6 M

 

Danilo Gallinari, nel corso della sua carriera, ha perso 322 partite in stagione regolare, e non ne disputa 70 dalla stagione 2012-2013. I Clippers dovranno convivere nei prossimi due anni con l’idea che il giocatore azzurro potrà restare ai box per qualche gara, e non avrà continuità

3. Basket mercato: sul terzo gradino del podio CHANDLER PARSONS, GRIZZLIES

Chandler Parsons, alla scorsa stagione ai Grizzlies
ETÀANNOSTIPENDIO
292018-19$ 24,1 milioni
302019-20$ 25,1 milioni

 

Nonostante la presenza costante di infortuni fosse una preoccupazione continua vissuta dalle franchigie dei Rockets e dei Mavericks, i Grizzlies erano disposti a sostenere l’acquisto di Parsons, affiancandolo a giocatori del calibro di Marc Gasol e Mike Conley. Tuttavia, l’ala piccola ha giocato solamente 70 partite con la franchigia di Memphis, e i segnali sembrano lasciar presagire che il giocatore non sia in grado di sostenere un’intera stagione.

2. Basket mercato: altro nome eccellente LUOL DENG, LAKERS

Luol Deng ai tempi dei Bulls
ETÀANNOSTIPENDIO
332018-19$ 18 M
342019-20$ 18,8 M

 

Luol Deng, con i suoi 13 minuti totali nella stagione 2017-2018, è più probabile che appaia in una puntata di “Chi l’ha visto”, piuttosto che nel campo dei Lakers. Dopo aver guidato la lega per minuti giocati nelle stagioni 2011-2012 e 2012-2013 con i Bulls, la parabola dell’ex Heat è oramai in fase discendente

1. Basket mercato: il peggiore contratto è di JOAKIM NOAH, KNICKS

Joakim Noah
Joakim Noah, centro dei New York Knicks
ETÀANNOSTIPENDIO
332018-19$ 18,5 M
342019-20$ 19,3 M

 

Prima di firmare un contratto di 4 anni da $72 milioni con i New York Knicks nel 2016, Noah aveva perso una media di 16,6 partite nel suo periodo di permanenza ai Bulls. Nel suo ultimo anno con i Bulls, poi, all’età di 30 anni, il lungo francese ha totalizzato 29 presenze, con una media 21,9 minuti in campo. Pur avendo queste informazioni, i Knicks hanno voluto offrire a Noah un contratto estremamente oneroso, ed ora sono costretti a dover onorare tale accordo, nonostante lo scarso rendimento del giocatore ex Chicago.

Sparala ancora, “Rey” Juan Carlos Navarro

Juan Carlos Navarro

Juan Carlos Navarro, uno dei talenti più cristallini che il basket europeo e spagnolo ci hanno regalato negli ultimi anni, negli ultimi decenni.

La Spagna è senza dubbio uno dei poli di maggior prestigio della storia della pallacanestro europea. Basti pensare sia alla nazionale – partendo dal trentennio della gestione del compianto Antonio Diaz-Miguel fino ‘al nostro’ Segio Scariolo – che al valore dei club come Real Madrid e del Barcellona, ma anche Badalona, Vitoria (prima TAU e ora Baskonia), Valencia e Malaga.
Insomma, gli spagnoli sono sempre in mezzo!

Juan Carlos Navarro – Barcellona

Juan Carlos Navarro: diventare un re

Sant Feliu De Llobregat, sita a non più di dieci chilometri da Barcellona, famosa per la sede della diocesi della stessa cittadina oltre che per la coltivazione e la successiva esposizione delle rose, il 13 luglio 1980 ha dato i natali ad uno che ha scritto la storia del basket del suo paese e del nostro continente: Juan Carlos Navarro Feijoo.
Il nome appena letto quanto meno fa sobbalzare dalla sedia perché solo sentirlo dire fa venire in mente in automatico le giocate della guardia spagnola.
Juan Carlos Navarro – dopo aver giocato per qualche tempo nella squadra del suo paese – va al Barcelona B e nel 1997, a 17 anni, esordisce in prima squadra in Liga.
Con la squadra blaugrana cresce, si migliora ed impara anche dai grandi compagni di squadra. L’Eurolega che vince nel 2002-03 (proprio a Barcellona) sotto la guida del suo attuale coach Svetlislav Pesic è il suo primo grande successo a livello continentale, ma lo ottiene con affianco gente del calibro di Dejan Bodiroga, Sarunas Jasikevicius e Gregor Fucka.

Il decennio 1997-2007 per Juan Carlos Navarro sono anni di grandi soddisfazioni in cui arrivano quattro Liga, tre Copa del Rey, una Supercopa, un’Eurolega e una Coppa Korac.
Nel 2007 però “El Rey” (questo è uno dei suoi soprannomi visto l’omonimia con il re spagnolo) si sente pronto per il grande salto oltre oceano per tentare l’avventura in NBA. Nel 2002 era stato scelto dai Washington Wizards alla quarantesima del secondo giro, ma Navarro preferì restare ancora in Catalogna.
È quindi giunto il momento. Si accasa ai Memphis Grizzlies dove già ci giocava il suo grande amico Pau Gasol. “El Rey” però non si sente a suo agio con quel tipo di pallacanestro e dopo appena un anno capisce che quello non è un mondo che fa per lui. Spinto dalla cessione di Gasol ai Los Angeles Lakers in estate e dal pensiero che altri grandi prima di lui erano tornati sui loro passi (Jasikevicius, Danilovic e Spanoulis per citarne alcuni), decide di tornare a casa al Barcellona. Juan Carlos Navarro lascia dunque la NBA con 10.9 punti di media a partita e nessun ricordo particolarmente impresso nella mente.

A Barcellona nel 2008 ritrova una grande squadra guidata da Xavi Pascual e con un parco giocatori di tutto rispetto: Gianluca Basile, Ersan Ilyasova, David Anderson, Fran Vasquez e Victor Sada.
Il Barça però ora è finalmente di Juan Carlos Navarro.
Arrivano due Liga, due Copa del Rey, due Supercopa, ma soprattutto nel 2010 a Parigi il Barcellona solleva per la seconda volta nella sua storia l’Eurolega.
L’MVP delle Final Four è Navarro con una finale da 21 punti contro l’Olympiakos: la vera consacrazione dell’eroe della periferia di Barcellona.

Juan Carlos Navarro è ancora oggi a quasi 38 anni uno dei talenti più cristallini del basket europeo. Da quando l’Eurolega si è staccata dalla FIBA, “El Rey” è il miglior marcatore con oltre 4000 punti segnati, ma è anche il più presente (337 partite giocate) ed il più incisivo oltre l’arco dei tre punti.
La Bomba” – ecco un altro soprannome – ha infatti nel tiro da fuori la sua arma principale, ma Navarro grazie alla sua visione di gioco sopraffina da play/guardia – e un fisico non certo grosso ed esplosivo – ha grandi doti di penetratore. Juan Carlos sa leggere perfettamente le difese avversarie capendo quindi con anticipo quando dover fermarsi e tirare da tre oppure quando penetrare per un appoggio al vetro o un tiro da dentro l’area.
Ha reso celebre il tiro ‘a lacrima’ o ‘ad arcobaleno’ o ancor di più ‘alla Navarro‘. In molti ci provano, ma in pochi ci riescono.

Il sangue di Juan Carlos Navarro è blaugrana. Le vittorie con il suo Barcellona – senza poi contare le innumerevoli medaglie con la nazionale – sono solo un modo (anche riduttivo!) per comprendere la vera grandezza di questo fantastico giocatore: godiamocelo finché possiamo. Rey, ‘sparala’ ancora!

Juan Carlos Navarro durante una gara

Eurozona vol.3

Sic transit gloria mundi. Vola via anche Abrines, in questa Eurozona che non ha i mezzi per farsi rispettare dalla lega più forte del pianeta.

Spiace, anche se la Spagna resta grande favorita e regina in pectore d’Europa.

Le altre, però, ora che ha perso un’altra freccia la guardano ancora più famelica. Nonostante ci siano ancora i Gasol.

Eurozona sensibile

Nell’Italia che dibatte sulla Nazionale in criptato qualcuno la voce l’ha alzata per altro, per il campo.

Hanno gettato la croce addosso a questa nazionale, dopo la Germania, e questo è male.

I teutonici avevano una selezione fisicamente prestante, mentre noi eravamo costretti a Davide contro Golia per la terza giornata di fila, con la prospettiva della quarta contro la Georgia.

Non è un male, ricordarsi i propri limiti. Certo, è un’Italia che ha segnato poco e spesso neanche bene, ma da lì a stracciarsi le vesti occorrerebbe maggiore raziocinio.

Paghiamo, comunque, l’essere piccoli e stortignaccoli, ma ci rifacciamo con la grinta e l’esplosività che spesso questa Azzurra sa mettere sul parquet.

Eurozona rimozione

Basterà? Non basterà? Ai post, inteso come zone del campo ma anche come teorie dei social, l’ardua sentenza.

Intanto, qualche variabile impazzita ha sparato fuori sentenze non banali.

La Finlandia seconda sintomo di un movimento che è in crescita costante dal 2009, e poco importa che sia conosciuta più per le bellezze avvenenti piuttosto che per la palla a spicchi.

I finnici avversari degli italiani sono una nazionale ultravera, Dettman li guida bene dalla panca e Koponen dal pino, detto che bisogna vedere questo Markkanen di che pasta è fatto quando si gioca dentro-fuori.

L’Ungheria da quarta che fa fuori la Repubblica Ceca simbolo del “Poveri ma belli”, e poco male se Hanga dopo il passaggio al Barcellona sarà un po’ meno povero.

Infine, alla voce suicidi: la sconfitta contro l’Italia e la contemporanea vittoria ucraina ha fatto fuori gli uomini di Tbilisi, da tutti indicati come sorpresa.

Peccato, così come vedere Israele ospitante e uscire mestamente con una sola vittoria e dubbi in quantità sul perché anche la nazionale, dopo il Maccabi, soffra.

Vademecum Eurobasket 2017

Intro

Ci siamo. A due anni da Lille, dall’uscita ai quarti di finale dell’Italia contro la Lituania che sarebbe stata poi vicecampione contro la Spagna di un monumentale Gasol, l’Italia torna in pista ad Eurobasket. 

Ha cambiato ct affidandosi a uno dei migliori al mondo, è falcidiata dalle assenze ma non per questo meno battagliera. C’è voglia di tornare a medaglia tredici anni l’ultima volta, Atene 2004 e quello che è stato dopo il (fin troppo) magro percorso degli Azzurri. 

Per ora è la Nazionale di Belinelli, di Melli, dei nuovi italiani (Abass, Biligha, Burns, Filloy, Hackett), che dovrà fare di necessità virtù, sapendo che però le avversarie non sono messe tanto meglio. 

C’è possibilità, quindi, di sorprendere. Quante e quali, ne discutono i nostri redattori. 

1) Chi vince Eurob1asket 2017? Perché? 

Eugenio “The Stone” Petrillo: In questo momento la favorita assoluta è la Spagna. Gli iberici, nonostante la dolorosissima e pesantissima perdita di un faro come Sergio Llull, hanno un roster impressionante. Gli spagnoli sono completi in ogni ruolo, sia in cabina di regia che soprattutto sotto canestro con i fratelli Gasol e Hernangomez. Per ogni titolare (la scelta dei cinque starters non è delle più semplici) c’è un sostituto di assoluto valore: basti pensare che al posto dell’infortunato Llull ci sarà, così per dire, Ricky Rubio. La Spagna di Sergio Scariolo dunque parte con i favori del pronostico, ma attenzione anche a Serbia e Francia che non aspettano altro che detronizzare i campioni d’Europa in carica.

Giovanni Maria “ClutchJohnny” Zinno: Penso che Eurobasket 2017 sarà molto combattuto. Non voglio essere certo di parte, ma l’Italia, per quanto riguarda la mia personalissima opinione, è una seria candidata al titolo finale. Non mi stupirei, quindi, se facessimo molto bene in questo europeo, nonostante le gare di avvicinamento all’Europeo non siano state delle migliori. D’altro canto vedo molto bene anche la Spagna e la Serbia, squadre già più che collaudate: da una parte stravedo per Ricky Rubio, dall’altra, l’assenza di Teodosic, si farà sentire, ma non credo che pregiudicherà il valore cristallino della nazionale serba.

Luca “Castle” Castellano: Credo fermamente che la Spagna e la Serbia siano le due squadre favorite per la conquista di EuroBasket 2017. Vedo come possibile vincitore ancora una volta la Spagna perché in una manifestazione continentale piena di illustri assenti, è la nazionale che esce “meglio”. Altro punto a favore è sicuramente la tanta esperienza continentale dei componenti del roster spagnolo, che con coach Scariolo si esalta in queste competizioni. 

Andrea “Ragno” Ranieri: Eurobasket 2017 sarà vinto dalla Francia. E’ vero che le assenze sono numerose e pesanti, sopratutto quella, a mio avviso, di un tuttofare unico come Nicolas Batum; ma il quintetto presenta un’ottima mistura di giocatori abituati ai primi piani dell’Eurolega (De Colo, Heurtel) e di elementi di discreto o buon livello NBA (Fournier, Diaw e Lauvergne). La panchina è lunga e ha esperienza, fisico e centimetri non mancano. Il gioco offensivo è parso fluido ed efficace; l’unica riserva la si potrebbe avere sulla tenuta e la costanza difensiva, ma i Blues sono, per completezza, i miei favoriti

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2) Quale potrebbe essere la nazionale rivelazione?

Stone: La nazionale rivelazione di EuroBasket 2017 potrebbe essere la Slovenia. Coach Kokoskov ha a disposizione una squadra davvero interessante con una grande concentrazione di talento sugli esterni (Goran Dragic e Luka Doncic per citarne due) e con un Anthony Randolph che sotto le plance farà molto comodo. Già dalle prestazioni dei match del girone potremo avere dei riscontri più dettagliati visto che gli sloveni si dovranno battere con nazionali del calibro della Francia, Grecia, Polonia oltre che della Finlandia e Islanda. Chissà allora che l’ottavo di finale di due anni fa, non possa essere ampiamente migliorato…

ClutchJohnny: Secondo me la nazionale rivelazione si trova proprio nel gruppo B dell’Italia: l’Israele. Squadra che ha il vantaggio di essere in casa, presenta dei giocatori che sulla carta sono tutti più o meno da scoprire. Vorrei vedere in azione, quindi, Omri Casspi con la maglia della nazionale, secondo me può fare buonissime cose. 

Castle: La Lettonia. Credo fermamente che la rappresentativa baltica non solo sia una squadra solida ma anche un avversario temibilissimo specie in situazione di partita secca. Al roster dello scorso europeo si è aggiunto un giocatore di grandissimo livello come Kristaps Porzingis, che aumenta il tasso tecnico della squadra lettone.

Ragno: La squadra rivelazione sarà la Slovenia. Al netto delle pesanti assenze altrui, gli Sloveni hanno visto assottigliarsi la differenza tra loro e le nazionali più forti. E’ un gruppo unito, giovane ed entusiasta, in cui i comprimari sono bravi a mettersi a disposizione delle stelle Goran Dragic e Luka Doncic. L’attaccamento alla maglia tipicamente slavo potrebbe dare quella voglia di lottare su ogni pallone che farà la differenza nelle partite equilibrate. Il dubbio principale grava sulla difesa perimetrale, dove l’assenza di uno dei migliori difensori europei, Zoran Dragic, potrebbe farsi sentire

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3) Chi ti aspetti possa essere il miglior giocatore della manifestazione, anche tenendo conto dei vari forfait?

Stone: Le assenze ed i talenti che purtroppo non parteciperanno ad EuroBasket sono diversi. Di quelli che sono rimasti abili ed integri ne citerei due: Thomas Heurtel e Kristaps Porzingis. Il playmaker francese guiderà una delle nazionali favorite alla vittoria finale e lui ne sarà il padrone della regia. Affermatissimo a livello europeo e fresco di passaggio ad un Barcellona in ricostruzione, Huertel dovrà dimostrare di essere uno dei migliori in Europa nel suo ruolo.

ClutchJohnny:  Domanda veramente complessa. Ad oggi ancora non so rispondere con certezza, ma il mio sogno sarebbe quello di vedere un MVP azzurro. È arduo, ma l’Italia può e deve poter avere l’occasione di riscattarsi.

Castle: Nonostante le assenze eccellenti di Gobert, Parker e Batum, credo fermamente che se la Francia trova per l’ennesima volta la quadratura giusta, sarà merito di un grande talento come Nando De Colo. Il playmaker del Cska Mosca secondo me ha la grande occasione per mostrare tutto il suo grande potenziale ammirato in Eurolega.

Ragno: Il miglior giocatore della manifestazione non sarà un francese, ma un lettone. A guidare ad un ottima rassegna continentale la mina vagante baltica sarà infatti Kristaps Porzingis. Ci sono giocatori sicuramente più esperti e rodati a livello FIBA, soprattutto tra i lunghi, ma l’ala forte dei Knicks è unico per caratteristiche. La sua abilità nell’attacco fronte a canestro ricorda quella di Nowitzki, dal quale dovrebbe attingere qualcosa per il gioco in post; ma la sua difesa è decisamente superiore a quella dell’asso tedesco. La mia idea è quella che Porzingis possa rifare con la Lettonia ciò che WunderDirk.

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4) Un nome che potrebbe mettersi in mostra?

Stone: Andiamo con un volto giovane e di grande prospettiva: Dragan Bender, centro della Croazia. Il pivot di 2.16 milita nei Phoenix Suns e quest’anno ha messo in mostra alcune ottime prestazioni che fanno ben sperare la franchigia dell’Arizona e il CT dei croati, Aza Petrovic: ha a disposizione un eccellente bagaglio fisico e tecnico. Dominante alla rassegna continentale under18 del 2014, Dragan Bender è pronto a raccogliere l’eredita di Tomic e dominare il pitturato croato.

ClutchJohnny: Si parla sempre troppo poco di Luka Doncic. Sloveno classe 1999; se troverà spazio tra le file della squadra, per me sarà una rivelazione. Sicuramente sarà un modo per vederlo all’opera contro i grandi del basket europeo (nonostante le numerose assenze) e non ci deluderà.

Castle: Continuo ad indicare il talento di Luka Doncic come uno dei più belli da vedere a questo Eurobasket 2017. Doncic è esploso definitivamente nella scorsa stagione e ha dei margini di miglioramento spaventosi. Il classe ’99 proveniente dal Real Madrid ha dimostrato di avere grande consapevolezza tecnica, grande sangue freddo e la classe di un veterano innato. Una versione 2.0 del grande Nando Gentile ammirato negli anni ’90 alla Juve Caserta. Giocatore eccezionale.

Ragno: Sulla scia della sorpresa Slovenia, pesco proprio dalla nazionale slava un nome non molto noto, ma che potrebbe fare un grande Eurobasket. Parlo di Jaka Blazic. Giocatore d’Eurolega abituato a portare qualità e quantità dalla panchina. Potrà mettersi in mostra in virtù dell’assenza di Zoran Dragic, cui assomiglia molto per caratteristiche tecniche. Si evidenzierà con la sua capacità di essere un mastino in difesa e di giocare negli spazi in attacco, segnando tiri aperti da tre punti e tagliando al ferro quando possibile.

5) Dove potrà arrivare l’Italia?

Stone: Dove possa arrivare l’Italia è ancora presto per dirlo, durante il torneo possono capire una miriade di cose che confermano o cambiano completamente le gerarchie. Ad oggi sicuramente gli azzurri non partono con i favori del pronostico, ma hanno tutte le carte in regola per disputare un buon EuroBasket. Certo, è difficile in un torneo con tante partite così ravvicinate, ma l’Italia deve provare a pensare ad un incontro per volta. Il primo obiettivo preposto è quello del passaggio del girone, poi dalla fase ad eliminazione diretta tutto può succedere: con un pizzico di fortuna e con la consapevolezza di poter andare avanti, si possono ottenere risultati più che soddisfacenti. Danilo Gallinari, leader indiscusso della nostra nazionale, ha dovuto abbondare prematuramente per motivi che ormai tutti sappiamo. Nonostante questo, il gruppo è coeso e amalgamato. Ora però sta ai “nostri” ragazzi capire cosa vogliano fare da grandi… Pronostico secco (e ottimista): quarti di finale.

ClutchJohnny: Continuo a ribadire la mia idea di “super-Italia”, andando in contro-tendenza con un bel po’ di tifosi scettici (e magari più realisti). Se l’Italia non ce la dovesse fare, la Serbia mi pare ancora la squadra più forte e preparata.

Castle: Nonostante l’assenza di Danilo Gallinari, la nostra nazionale ha un gruppo molto solido e pronto a riprendersi le sue rivincite. Dipenderà fondamentalmente da una grande concentrazione per tutto il torneo, giocando al meglio delle nostre potenzialità. Soprattutto, l’Italbasket deve continuare a giocare di squadra. I leader ci sono, ora è arrivato il momento di giocarsela con tutti e vincere il più possibile. Obiettivo minimo sono i quarti di finale, da quel punto in poi bisogna sudare per fare il passettino decisivo che manca alla nostra nazionale.

Ragno: Nel giudizio dell’Italia non basta fermarsi ad una superficiale valutazione dei nomi a roster. Certo, il talento è inferiore a quello delle ultime edizioni e questo spiega gran parte delle difficoltà offensive ravvisate finora. Ma i più sottovalutano il fatto che Messina abbia messo in piedi una difesa di ottima fattura, che si avvale della dinamicità, della voglia di lottare e della capacità di cambiare degli uomini a disposizione. Se Belinelli, Datome, Melli e Aradori assesteranno l’attacco su una soglia di decenza, gli Azzurri faranno bene in un girone insidioso ma non proibitivo e arriveranno fra le prime otto.

Pau Gasol ha accettato il contratto di tre anni offerto dai San Antonio Spurs

In una nottata caratterizzata dalla richiesta di cessione da parte di Kyrie Irving, continuano ad arrivare ufficialità in questa sessione di mercato Nba. Dopo la conferma del rinnovo del contratto di Manu Ginobili per la prossima stagione, i San Antonio Spurs stanno per ufficializzare l’accordo anche con un’altro veterano del roster: Mr. Pau Gasol.

Pau Gasol e il suo futuro agli Spurs

Il big man catalano dopo aver giocato con i Memphis Grizzlies, i Los Angeles Lakers e i Chicago Bulls, continuerà quindi la sua esperienza in Nba alla corte di coach Gregg Popovich.

LOS ANGELES, CA – MAY 19: Kobe Bryant #24 of the Los Angeles Lakers speaks to teammate Pau Gasol #16 while playing against the Oklahoma City Thunder in Game Four of the Western Conference Semifinals during the 2012 NBA Playoffs at Staples Center on May 19, 2012 in Los Angeles, California. 

Stando a quanto riportato da Adrian Wojnarowski, insider di ‘Espn.com’, Pau Gasol dopo aver rinunciato alla player option dell’ultimo contratto, accetta un nuovo contratto di tre anni offerto dal front office dei San Antonio Spurs.

La volontà della franchigia texana di voler puntare sui veterani e sull’esplosione definitiva di Kawhi Leonard, ha portato ottimi risultati. A questo punto dopo la macata presa di Chris Paul, si vuol puntare forte su Kyrie Irving per poter battagliare contro gli Houston Rockets e soprattutto i Golden State Warriors al primato della Western Conference.

 

Spurs, in vista un nuovo accordo con Pau Gasol

San Antonio Spurs, Pau Gasol

Dopo non aver esercitato la player option da circa 16 milioni di dollari presente sul suo contratto, Pau Gasol è pronto in ogni caso a continuare a servire la causa dei San Antonio Spurs.

Secondo le indiscrezioni riportate da ‘ESPN‘, la franchigia texana sta lavorando per trovare un nuovo accordo col big man spagnolo. Lo stesso giocatore ex Los Angeles Lakers e Chicago Bulls avrebbe il desiderio di firmare un contratto più lungo ma non eccessivamente remunerativo, come sostenuto dal ‘San Antonio Express-News’.

I Rockets si inceppano sul più bello: gli Spurs strappano il pass per le finali di Conference

Gregg Popovich. NBA Awards

Basta poco, pochissimo, in fondo, a cambiare prepotentemente il prosieguo di un’intera storia. Un misero dettaglio può stravolgere lo scenario, indirizzare la vicenda verso un lieto fine o un triste epilogo. Prendendo in considerazione i vari punti di vista. Il finale di gara 5 tra San Antonio Spurs e Houston Rockets è stato il crocevia fondamentale che ha portato al passaggio del turno da parte degli uomini di Gregg Popovich: dopo una contesa tra Patty Mills e Eric Gordon, la palla finisce nelle mani di Ryan Anderson che la passa a James Harden, subito pressato da Jonathon Simmons e Manu Ginobili. Il Barba, invece di cercare una soluzione migliore, va a forzare la tripla del pareggio venendo però stoppato dall’argentino. Gli Spurs vanno sul 3-2. Lì è cambiato tutto, anche perchè in gara 6 c’è stato l’harakiri dei biancorossi con le volpi neroargento che non hanno perdonato: il pass per le Western Conference Finals contro i Golden State Warriors è arrivato puntuale.

Ma urge fare un attimino riavvolgere il nastro.

Jonathon Simmons è stato certamente tra i protagonisti di questa serie.

Nelle prime quattro partite disputate tra le due compagini si son visti i fattori che si pensava, precedentemente, potessero caratterizzare la sfida. I Rockets hanno puntato sul loro basket eseguito ad alta cadenza, in modo da far valere il gap atletico con gli avversari: gli scarichi sul perimetro e le tante triple costruite hanno fatto male alla difesa Spurs, così come il classicissimo pick and roll tra Clint Capela e Harden che la ha lacerata (soprattutto perchè gli esterni spesso correvano in aiuto dei lunghi statici lasciando buchi sull’arco). Dall’altro canto, il team di Fort Alamo ha replicato con un lavoro difensivo che in certi casi ha fruttato (da segnalare i cambi, anche su Harden) e un attacco parsimonioso che ha usufruito delle lacune della retroguardia di Houston. La lunga e pregevole rotazione annessa ad alcune prestazioni individuali da sottolineare (tralasciando ovviamente Kawhi Leonard, bisogna parlare di Danny Green, Simmons, Ginobili e Tony Parker) hanno fato il resto. Il 2-2 iniziale faceva presagire ad una sorta di equilibrio, seppur relativo, visto che lo scarto di punti è sempre stato ampio.

E poi, come dicevamo, c’è stata gara 5. Un match punto a punto, senza esclusione di colpi, che è sfociato in un overtime dove i Rockets hanno pagato dazio. Nonostante l’infortunio di Leonard, il manipolo guidato da Mike D’Antoni non è riuscito ad avere la meglio, sia per quell’ultimo possesso giocato male, sia perchè la stanchezza indubbiamente si è fatta sentire. Sono stati solo 7 gli uomini scesi in campo: la mancanza di lucidità, ha colpito come una mannaia.

Gli ultimi istanti dell’unico vero faccia a faccia bilanciato hanno rappresentato il prologo all’ennesimo colpaccio firmato San Antonio. Senza Leonard gli Spurs hanno fatto circolare il pallone come ai tempi d’oro asfaltando le resistenze dei contendenti. Sugli scudi Pau Gasol e specialmente LaMarcus Aldridge, che ha fornito una sontuosa performance da 34 punti e 12 rimbalzi: l’ala grande ha banchettato nel pitturato facendo valere tutta la sua abilità in post e il suo pulitissimo midrange shot. Il frontcourt avversario è stato sovrastato da un mix di tecnica e organizzazione, fattori che hanno caratterizzato una manovra offensiva efficace ed assillante. Popovich però l’ha vinta ancora una volta in difesa, non permettendo ai Rockets di entrare in ritmo e di colpire in transizione. Intensità, letture attente, concentrazione: la vera Spurs Culture è tornata per una notte ed ha lasciato il segno.

Segni, o meglio, ferite brucianti che Harden ricorderà a lungo. Il numero 13 è stato braccato in maniera asfissiante da un super Simmons e da Green che non lo hanno lasciato respirare un secondo un secondo, costringendolo ad un irrisorio 2/11 dal campo (solo 10 punti per lui). Con il loro faro spento, i Rockets hanno perso di vista la strada maestra e e sono naufragati nel mare dell’eliminazione: la superstar si è inceppata sul più bello e insieme lui il famigerato sistema dantoniano, di cui lui caposaldo principale in campo. Meccanismi incrinati, disattenzioni fatali, mancanza di reazione: nulla ha funzionato. Assenza ingiustificata. Pesantissima. Dolorosa.

In gara 6 Harden ha steccato clamorosamente:solo 10 punti (2/11 dal campo) e 7 assist per lui. (Fonte: ESPN)

Sia per propri meriti che per demeriti altrui, gli Spurs si son mostrati duri a morire ed hanno portato a casa un’importante partita a scacchi. Ora viene il compito più arduo: provare ad ostacolare la attrezzatissima portaerei di Oakland.